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ITCS “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia, ERASMUS+ Lisbona: Un viaggio tra cultura e crescita personale

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Il sole che si riflette sul fiume Tago, le strade ripide e il caratteristico suono dei tram: è questo il primo impatto con Lisbona, città che ha fatto da sfondo alla mia esperienza Erasmus+. Un percorso che, oltre alla formazione scolastica, si è rivelato un’importante occasione di crescita personale, offrendomi la possibilità di confrontarmi con una nuova cultura e di sviluppare maggiore autonomia.

A questa esperienza hanno partecipato tre gruppi di studenti: il nostro; un gruppo di studenti polacchi e il gruppo degli studenti portoghesi, che ci ha accolto e accompagnato durante le visite e le attività svolte nei vari giorni. Fin dall’inizio si è creato un clima di collaborazione e amicizia che ha reso tutto ancora più coinvolgente.

Vivere a Lisbona ha significato uscire dalla propria zona di comfort e imparare a gestire in autonomia situazioni nuove. Dalle piccole difficoltà quotidiane fino alle relazioni con persone provenienti da paesi diversi, ogni aspetto dell’esperienza Erasmus+ ha contribuito a una crescita graduale ma significativa.

Il primo giorno è stato dedicato principalmente all’arrivo e alla sistemazione nelle camere dell’hotel. Nonostante la stanchezza del viaggio, si percepiva già l’entusiasmo di vivere qualcosa di nuovo: condividere spazi, organizzarsi con i compagni e iniziare ad ambientarsi in una città completamente diversa dalla propria. La sera abbiamo cenato a scuola, dove i ragazzi dell’indirizzo alberghiero ci hanno preparato il pasto. È stato il primo vero momento di contatto con gli studenti portoghesi: tra sorrisi, conversazioni in inglese e qualche difficoltà linguistica trasformata subito in risata; l’atmosfera era già quella di una piccola comunità internazionale.

Dal secondo giorno è iniziata davvero la scoperta di Lisbona e della realtà scolastica portoghese. La visita alla scuola ci ha permesso di conoscere da vicino i laboratori di fisica e chimica, ambienti moderni e ben organizzati in cui gli studenti svolgevano attività pratiche con grande professionalità. Abbiamo poi visitato la biblioteca, uno spazio molto accogliente che trasmetteva l’importanza dello studio e della formazione personale.

Uno dei momenti più particolari è stato l’incontro con le ragazze del corso di estetica, che hanno messo a disposizione il loro lavoro facendoci provare manicure, massaggi, trucco e altri trattamenti estetici. Più che una semplice attività, è stato un modo per osservare la loro passione e la serietà con cui affrontavano il percorso scolastico, trasformando la pratica in una vera esperienza professionale.

Un dettaglio che mi ha colpito molto è stato un piccolo spazio nel cortile della scuola dove alcune signore distribuivano gratuitamente merende agli studenti che ne avevano bisogno. È stato un gesto semplice ma significativo, che mostrava grande attenzione verso gli altri e un forte senso di solidarietà all’interno della scuola. Dopo la visita scolastica abbiamo iniziato a esplorare il centro di Lisbona. Passeggiando tra le strade della città abbiamo visto la stazione di Rossio, uno dei luoghi più caratteristici della capitale portoghese, e la famosa scritta “Lisboa”, davanti alla quale era impossibile non fermarsi per una foto ricordo. Abbiamo poi raggiunto il Monumento ai Restauratori e l’imponente Arco da Rua Augusta, uno dei simboli più conosciuti della città.

Camminando tra vicoli, salite e tram che attraversavano le strade strette, abbiamo incrociato anche il celebre tram 28, simbolo della tradizione lisbonese. Poco dopo siamo arrivati alla Chiesa di Sant’Antonio, luogo molto importante per la città. All’esterno della chiesa si trova una statua del santo con un bambino in braccio e un libro tra le mani: secondo una tradizione popolare, riuscire a lanciare una moneta sul libro porterebbe fortuna in amore e un matrimonio felice. Ovviamente quasi tutti noi abbiamo provato a centrare il bersaglio, tra scherzi e risate. Durante il percorso abbiamo visitato anche il Museo della Resistenza e della Libertà, che racconta una parte importante della storia portoghese e invita a riflettere sul valore della libertà e della democrazia. Da alcuni punti della città siamo riusciti inoltre ad ammirare, anche se da lontano, il Cristo Rei e il Ponte 25 Aprile, due immagini iconiche che rendono il panorama di Lisbona ancora più suggestivo.

Il giorno seguente siamo tornati nella scuola portoghese, dove gli studenti del corso di moda ci hanno mostrato alcuni dei loro lavori. Abiti, accessori e creazioni realizzate a mano dimostravano creatività, precisione e talento. Come ricordo dell’esperienza ci hanno regalato una borsa cucita da loro, un gesto semplice ma molto significativo che rappresentava perfettamente lo spirito di condivisione dell’Erasmus+.

Abbiamo poi visitato le cucine utilizzate dagli studenti dell’alberghiero, osservando da vicino come si svolgono le attività pratiche e quanto sia importante imparare direttamente sul campo. È stato interessante confrontare il loro metodo di studio con il nostro e scoprire differenze ma anche molte somiglianze. Nel pomeriggio siamo partiti alla scoperta dei dintorni di Lisbona. La prima tappa è stata Sintra, città dal fascino fiabesco, dove abbiamo visitato il Palácio Nacional da Pena. I suoi colori vivaci, l’architettura particolare e la posizione panoramica lo rendevano quasi irreale. Camminare tra le terrazze del palazzo e osservare il panorama sull’Oceano è stato uno dei momenti più belli dell’intera esperienza.

Successivamente abbiamo visitato il Palazzo Condes de Castro Guimarães e Cabo da Roca, il punto più occidentale d’Europa. Lì il vento di solito è fortissimo ma noi siamo stati fortunati e non ce n’era neanche un po’; le scogliere e l’immensità dell’Oceano Atlantico creavano un’atmosfera difficile da dimenticare. In quel momento ho percepito davvero quanto un viaggio possa far sentire piccoli davanti alla grandezza del mondo, ma allo stesso tempo incredibilmente liberi. L’ultima parte della giornata è stata dedicata a Belém, quartiere simbolo della storia portoghese. Abbiamo visto la Torre di Belém e il Monumento alle Scoperte, luoghi che raccontano il passato dei grandi navigatori e l’importanza del mare per il Portogallo.

Questa esperienza Erasmus+ non è stata soltanto un viaggio scolastico, ma un’occasione per crescere, conoscere nuove persone e aprirsi a culture diverse. Tornare a casa ha significato portare con sé non solo fotografie e souvenir, ma soprattutto ricordi, emozioni e insegnamenti che resteranno nel tempo. Lisbona, con la sua luce, i suoi colori e la sua atmosfera, resterà per me il simbolo di quattro giorni intensi e indimenticabili.

Alessia Spalice 4R ITCS “L. Sturzo” di Castellammare di Stabia

Juve Stabia – Monza si giocherà anche sulle emozioni: L’entusiasmo stabiese contro la tensione dei brianzoli

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Tra rispetto dei valori espressi in stagione e timore di vedere sfumare tutto sul più bello. È questo il sottile equilibrio psicologico che accompagna la semifinale playoff tra la Juve Stabia e il Monza. Una sfida che, almeno sulla carta, sembrerebbe avere un padrone designato, ma che le parole di Paolo Bianco hanno improvvisamente reso molto più carica di tensione e significati.

Una frase pronunciata dal tecnico brianzolo che ha lasciato intendere un certo fastidio nel doversi giocare la promozione grazie alla lotteria dei play off nonostante i 76 punti conquistati in campionato. Una frase che non è passata inosservata. Anzi, ha acceso immediatamente il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Perché dietro quella dichiarazione c’è tutto il peso di una stagione dominata dal Monza, ma anche la paura concreta che centottanta minuti possano cancellare mesi di superiorità tecnica e statistica.

Il distacco accumulato dai biancorossi durante il campionato regolare sulle inseguitrici è stato enorme. Eppure il regolamento dei playoff costringe il Monza a rimettersi in gioco, a tornare sotto pressione, a convivere con il rischio di vedere sfumare il sogno promozione proprio sul più bello.

Le parole di Bianco hanno il sapore di una protesta verso un sistema che, inevitabilmente, ridimensiona i meriti conquistati sul campo durante l’intera stagione. Ma c’è anche un altro aspetto che emerge con forza: il tecnico del Monza conosce perfettamente le insidie del calcio e sa bene che la pressione può diventare un avversario invisibile.

Perché se il Monza arriva alla doppia sfida con i favori del pronostico, la Juve Stabia di Ignazio Abate si presenta invece con la leggerezza mentale di chi non ha nulla da perdere. Ed è spesso proprio questa la condizione più pericolosa nei playoff.

I precedenti stagionali in termini di risultato (ma non di gioco) sorridono ai brianzoli, così come la qualità complessiva della rosa. Ma il fattore emotivo rischia di ribaltare ogni gerarchia. Il Monza, infatti, probabilmente non immaginava nemmeno di dover disputare questi playoff fino a poche settimane fa. Il campionato perso all’ultima curva pesa ancora come un macigno.

Basta riavvolgere il nastro per capire l’origine di certe tensioni. Petagna e compagni avevano il destino tra le mani, ma la sconfitta contro il Mantova, unito al successo del Frosinone sul campo della Juve Stabia al “Romeo Menti”, ha completato un sorpasso che ha ricordato, per dinamica emotiva, quello vissuto dal Napoli sull’Inter nello scorso campionato di Serie A.

Ed è proprio questa ferita ancora aperta che rischia di accompagnare il Monza nella semifinale. La pressione è tutta sulle spalle dei brianzoli: dover vincere, dover confermare la superiorità tecnica, dover evitare quello che sarebbe considerato un fallimento sportivo.

La Juve Stabia, invece, proverà a trasformare il nervosismo avversario in un’arma tattica. Le vespe potrebbero scegliere una gara di sacrificio, fatta di compattezza difensiva, ripartenze e intensità emotiva, cercando di trascinare il Monza dentro una partita sporca e tesa.

Bianco punterà sul palleggio, sulla qualità e sulla fisicità dei suoi uomini migliori. Abate, al contrario, cercherà di lavorare sulle paure dell’avversario e sull’entusiasmo di un gruppo che ha già superato le aspettative.

Adesso resta soltanto una domanda: la sortita del tecnico brianzolo servirà davvero a compattare il Monza oppure finirà per alimentare ulteriormente la convinzione della Juve Stabia? La risposta, come sempre, arriverà soltanto dal campo.

PSI Avanti Campania: “Serve un confronto politico serio per il futuro di Castellammare”

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Il delicato momento politico e amministrativo che attraversa la città di Castellammare di Stabia continua ad alimentare riflessioni e prese di posizione all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Luigi Vicinanza.

Attraverso un comunicato firmato dal coordinamento cittadino del Partito Socialista Italiano Avanti Campania, e inviato da Gianfranco Piccirillo, i socialisti stabiesi hanno espresso preoccupazione per l’attuale fase politica, chiedendo un confronto ampio e approfondito tra tutte le forze che hanno sostenuto la coalizione alle elezioni amministrative del 2024.

Questo il testo del comunicato:

In attesa di quanto verrà deciso in seguito all’attività’ della Commissione d’accesso, la vicenda politica e amministrativa cittadina continua a presentarsi complessa e delicata, anche a causa di equilibri di maggioranza sempre più’ precari.

Nel ribadire la nostra fiducia, anche se non acritica e appiattita, al Sindaco Vicinanza, nonché’ la nostra estrema preoccupazione per un possibile scioglimento del Consiglio Comunale, che rappresenterebbe un ulteriore e grave colpo alle prospettive di rilancio della Città, ma anche la frantumazione di un quadro politico di coalizione, pensiamo che non si debba confinare il dibattito politico alla pur naturale dialettica interna ai singoli partiti , così come al solo confronto fra consiglieri comunali e ancor meno alle conferenze e “indiscrezioni ” di stampa. Riteniamo, invece, opportuno che il Sindaco , che ne ha la piena legittimità’, convochi un incontro fra tutte le formazioni politiche, partiti e liste, che lo hanno sostenuto alle amministrative del 2024 , con le loro rappresentanze territoriali, per una seria ed approfondita discussione sull’attuale fase e sui possibili sviluppi futuri.

E’ il momento in cui la politica deve riappropriarsi del suo spazio, facendo sentire la sua dovuta e costruttiva presenza. Ora e sempre.

Il coordinamento cittadino del Partito socialista Italiano Avanti Campania di Castellammare di Stabia

La storia secolare del Bingo, dalle origini ad oggi

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Quando pensiamo al bingo pensiamo necessariamente all’America: anzi, addirittura, se proviamo a fare risuonare la parola nella nostra mente, è probabile che molti di noi sentano la tipica inflessione americana. In realtà le origini del Bingo sono nostrane, ma abbastanza lontane nel tempo, o almeno più di quanto si possa immaginare. Le origini del celebre gioco risalgono infatti al XVI secolo, in pieno Rinascimento, quando nacque il Gioco del Lotto, secondo molte fonti a Genova, il quale presto si diffuse su tutto il territorio italiano in molteplici varianti regionali. Ripercorriamo tutte le tappe che dall’antico Lotto italiano portano alla sua versione più recente, il bingo online.

Il gioco si diffuse a tal punto tra la popolazione che nel 1734 divenne addirittura motivo di una lite tra il Re Carlo di Borbone e il frate Gregorio Maria Rocco. Il primo era intenzionato a ufficializzare il gioco per poterlo tassare, il secondo era invece fortemente preoccupato dalle nefaste conseguenze del medesimo in tema di applicazione religiosa. Il compromesso cui si giunse prevedeva che si sarebbe potuto ufficializzare il gioco, traendone i profitti derivanti dalla sua tassazione, ma che durante le festività natalizie non vi si sarebbe potuto giocare. Gli italiani, popolo creativo e testardo per eccellenza, trovarono subito una soluzione per non privarsi di questo piacere neppure per un breve periodo quale appunto le festività natalizie: presero i 90 numeri del Lotto, crearono dei cestini di vimini da utilizzare per l’estrazione e inventarono cartelle con righe e colonne per segnare i numeri estratti: nasceva in questo modo la Tombola Napoletana, sorella dell’odierno Bingo.

Dall’Italia agli Stati Uniti, il viaggio del “Bingo” verso l’sponda dell’Atlantico

L’antenato comune, il “padre”, si diffuse invece anche oltre i confini nazionali e raggiunse prima la Francia e infine gli Stati Uniti, dove avvenne la vera svolta. Nel 1928 un venditore di giocattoli di New York, un certo Edwin S. Lowe, notò un gioco popolare in una fiera itinerante in Georgia chiamato “Beano” perché i giocatori segnavano i numeri estratti utilizzando fagioli secchi (“beans”); i giocatori, ultimata una fila erano soliti gridare proprio il nome del Gioco, “Beano”, per esultare. La leggenda narra che un’amica di Lowe, vinta dall’emozione durante una partita casalinga, si confuse e invece di “Beano” urlò accidentalmente “Bingo!”. Lowe trovò il nome così accattivante che decise di commercializzare il gioco proprio con quel titolo.

Ecco che dopo molte peregrinazioni e trasformazioni, dalle piazze Rinascimentali italiane il Lotto giunge oltre oceano nella sua forma finale, il Bingo, ma la sua storia continua. Il Bingo si è imposto come uno dei riti collettivi più popolari di sempre ed oggi è ancora più vicino alla nostra quotidianità grazie al bingo online. Questa transizione non ha solo cambiato il “dove” giochiamo, ma anche il “come”.

La rivoluzione online, nasce il Bingo 4.0

Le piattaforme digitali, infatti, hanno abbattuto le pareti delle sale fisiche, rendendo il gioco disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per gli appassionati. Ma la vera innovazione è tecnologica perché grazie ad algoritmi di estrazione certificati (RNG) e a grafiche accattivanti, l’esperienza è diventata immersiva. Allo stesso tempo, però, le “Chat Games” all’interno delle piattaforme hanno preservato l’anima sociale del gioco: i moderatori interagiscono con i giocatori, regalando bonus e creando un ambiente amichevole che replica il calore delle sale tradizionali.

La storia del Bingo è quella di un gioco popolare che attraversando il tempo e lo spazio si è evoluto, ma che ha saputo mantenere la sua matrice antica, il suo significato originale, quello di tradizione capace di unire generazioni e di creare un ambiente di socialità fondamentale per piccole e grandi comunità in tutto il mondo, adesso anche oltre le barriere fisiche di prossimità geografica.

Castellammare al fianco del Made in Italy: Sostegno alla Coldiretti che lotta contro le etichette ingannevoli

La città di Castellammare di Stabia scende in campo a difesa delle eccellenze agroalimentari del territorio e del vero Made in Italy. La Giunta comunale ha infatti approvato l’adesione all’iniziativa promossa da Coldiretti Napoli per chiedere una revisione delle norme europee che disciplinano l’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.

L’obiettivo della proposta è quello di modificare l’attuale regolamento comunitario che, ad oggi, consente di etichettare come italiano un prodotto anche quando le materie prime utilizzate provengono interamente dall’estero, purché l’ultima trasformazione sostanziale avvenga in Italia. Un meccanismo che, secondo Coldiretti, rischia di creare confusione tra i consumatori e di penalizzare fortemente le produzioni autenticamente italiane.

Con il provvedimento approvato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, la richiesta verrà portata all’attenzione di ANCI, della Regione Campania e dei parlamentari europei del territorio, con l’intento di avviare un percorso concreto di modifica della normativa doganale europea.

L’adesione rappresenta un ulteriore tassello del percorso condiviso tra il Comune stabiese e Coldiretti Napoli per valorizzare le produzioni locali e sostenere il lavoro degli agricoltori del territorio. Una collaborazione che negli ultimi mesi si è rafforzata attraverso iniziative dedicate alla filiera corta e alla promozione dei prodotti tipici, come il “Mercato Campagna Amica” ospitato periodicamente nella Villa Comunale.

Il prossimo appuntamento con il mercato targato Coldiretti è previsto per sabato 16 maggio nell’area dei Cento Passi, dalle ore 8:30 alle ore 14:00, con espositori, produttori locali e prodotti a chilometro zero.

“Difendere il Made in Italy significa anche proteggere le eccellenze agricole e agroalimentari del nostro territorio, sostenendo chi produce cibo di qualità per favorire un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità e sulla tutela del lavoro agricolo” ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente di Coldiretti Napoli, Valentina Stinga.

“La Coldiretti Napoli ringrazia l’amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata. Un’azione che conferma la grande attenzione verso la tutela della salute pubblica e rafforza il percorso comune intrapreso nell’interesse dei consumatori” ha affermato.

Una presa di posizione chiara, dunque, che punta a tutelare non soltanto le imprese agricole italiane, ma anche il diritto dei cittadini a conoscere con trasparenza la reale origine dei prodotti che arrivano sulle tavole.

Juve Stabia, Abate convoca tutti per la notte del Menti: Contro il Monza ci sarà anche chi non è al meglio

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Una notte che può entrare per sempre nella storia della Juve Stabia. Una di quelle partite che si aspettano per anni, che fanno battere il cuore di un’intera città e che trasformano uno stadio in un autentico catino di emozioni. Domani sera, alle ore 20:00, il “Romeo Menti” sarà completamente gremito per la semifinale d’andata dei playoff di Serie B contro il Monza e mister Ignazio Abate ha deciso di portare con sé tutto il gruppo.

Così come accaduto nella trasferta di Modena, il tecnico gialloblù ha voluto convocare tutti i calciatori disponibili, compresi quelli non ancora al massimo della condizione. Un segnale forte, che conferma quanto il gruppo voglia vivere insieme fino in fondo questo momento straordinario, senza lasciare indietro nessuno.

Lo stesso Abate, nella conferenza stampa della vigilia, aveva sottolineato l’importanza dell’anima del gruppo e della voglia collettiva di esserci: anche chi stringe i denti vuole dare il proprio contributo a una sfida che potrebbe scrivere pagine indelebili nel libro della storia stabiese.

Il popolo gialloblù risponderà presente in massa. Il “Menti” sarà sold out e pronto a trascinare la squadra in un’atmosfera che si preannuncia infuocata. Servirà una vera impresa contro un Monza costruito con ambizioni faraoniche, ricco di qualità, esperienza e grandi nomi, ma la Juve Stabia vuole continuare a inseguire il suo sogno con coraggio, identità e spirito di sacrificio.

Nel gruppo convocato spicca ancora una volta la compattezza di una rosa che ha saputo superare ostacoli, difficoltà e momenti complicati durante tutta la stagione. Resta indisponibile soltanto Gregorio Morachioli, mentre sarà da gestire la situazione diffidati con Salim Diakitè che dovrà prestare particolare attenzione in vista del ritorno.

Questo l’elenco completo dei 27 convocati diramato dalla società stabiese.

I convocati della Juve Stabia

Portieri:
Alessandro Confente, Signorini, Matteo Boer.

Difensori:
Riccardo Ricciardi, Marco Bellich, Marco Varnier, Christian Dalle Mura, Kassama, Lorenzo Carissoni, Giorgini, Diakitè, Filippo Mannini.

Centrocampisti:
Battistella, Kevin Zeroli, Pierobon, Ciammaglichella, Torrasi, Correia, Fabio Maistro, Leone, Cacciamani, Nicola Mosti.

Attaccanti:
Burnete, Alessandro Gabrielloni, Leonardo Candellone, Luz Dos Santos, Okoro.

Diffidati: Diakitè.
Indisponibili: Morachioli.

Castellammare rafforza la rete sociale: attivi il nuovo Segretariato Sociale e il Pronto Intervento Sociale

La città di Castellammare di Stabia compie un nuovo passo nel rafforzamento delle politiche sociali e dell’assistenza alle persone più vulnerabili. Sono stati infatti presentati, presso la parrocchia San Marco Evangelista, due nuovi strumenti pensati per garantire vicinanza concreta, ascolto e supporto immediato ai cittadini in difficoltà attraverso le attività dell’Ambito N.27: il nuovo Segretariato Sociale e il servizio di Pronto Intervento Sociale con unità mobile di strada.

L’iniziativa rappresenta un importante tassello nella costruzione di una rete di welfare territoriale sempre più inclusiva, accessibile ed efficiente, capace di rispondere rapidamente ai bisogni sociali emergenti.

Il nuovo Segretariato Sociale nasce come punto di riferimento gratuito per tutti i cittadini che necessitano di orientamento e accompagnamento nell’accesso ai servizi sociali e sociosanitari. Una vera e propria “porta d’ingresso” ai sostegni comunali, regionali e nazionali, dove sarà possibile ricevere informazioni, supporto burocratico e assistenza personalizzata.

Il servizio è frutto della collaborazione tra l’amministrazione comunale e le cooperative Gesco, Accaparlante e Anchise Cooperativa Sociale, con l’obiettivo di creare un sistema di presa in carico sempre più vicino alle esigenze reali della popolazione.

Attraverso il Segretariato Sociale, i cittadini potranno ricevere orientamento sui contributi economici disponibili, supporto nella compilazione delle pratiche amministrative e assistenza nella raccolta della documentazione necessaria. Grande attenzione sarà dedicata alle persone più fragili: anziani soli, famiglie in difficoltà economica, cittadini stranieri e persone con disabilità potranno beneficiare di percorsi personalizzati e di un monitoraggio costante.

Accanto a questo servizio, il Comune ha attivato anche il nuovo Pronto Intervento Sociale, gestito dalla cooperativa La Rosa di Gerico, pensato per garantire interventi tempestivi nelle situazioni di emergenza sociale.

Il servizio sarà operativo 24 ore su 24 su tutto il territorio cittadino e potrà essere contattato attraverso il numero verde 800.66.11.88. Grazie all’unità mobile di strada, il Pronto Intervento Sociale sarà in grado di intervenire direttamente nei luoghi delle emergenze sociali, anche al di fuori dei normali orari di apertura degli uffici comunali.

Tra le principali attività previste figurano l’ascolto e l’orientamento delle persone in difficoltà, la prima valutazione del bisogno sociale, il raccordo con la rete socio-sanitaria territoriale e l’accompagnamento verso strutture di accoglienza dedicate.

Contatti utili

  • Numero Verde PIS: 800.66.11.88
  • Telefono Ufficio P.U.A.: 081.390.03.52
  • Sede: Settore II – Viale Europa 45, Castellammare di Stabia

Le dichiarazioni delle istituzioni

A sottolineare il valore dell’iniziativa sono stati il sindaco Luigi Vicinanza e l’assessore alle Politiche Sociali Alessandra Polidori.

Dopo l’inaugurazione dell’Info-Point solidale di via Plinio, realizzato in un bene confiscato alla criminalità organizzata, aggiungiamo altri due servizi fondamentali per rafforzare concretamente la rete sociale della nostra città e costruire un modello di welfare di prossimità fondato sull’ascolto, sulla collaborazione tra istituzioni e terzo settore e sulla capacità di intervenire tempestivamente nei momenti di maggiore difficoltà. Vogliamo una Castellammare sempre più inclusiva, solidale e vicina alle persone, soprattutto a quelle più fragili” hanno dichiarato.

Come è cambiato il processo di moderazione dei nuovi giochi nei casinò come CrazyTower nel 2026

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La verifica dei contenuti di gioco d’azzardo in termini di sicurezza e trasparenza viene modernizzata. Ogni anno la moderazione viene effettuata in modo più accurato. Le rigide regole di questo processo sono legate a diverse ragioni, tra cui l’inasprimento dei requisiti da parte delle autorità di regolamentazione. Per i siti web, ad esempio CrazyTower e le sue alternative, la procedura nel 2026 viene condotta secondo un algoritmo aggiornato. Questo aiuta a garantire la stabilità del sito e il comfort di ogni visitatore.

Quali fasi attraversano i giochi prima della pubblicazione

Prima di essere inseriti nella libreria del casinò, ogni slot, gioco veloce o da tavolo viene sottoposto a verifica. Viene effettuata in modo graduale e obiettivo. I siti di gioco d’azzardo con vasti cataloghi di giochi, come CrazyTower Italia, possono utilizzare approcci diversi, ma tutti mirano allo stesso risultato. Le fasi principali della moderazione moderna includono:

  1. Valutazione iniziale del gioco. Valutazione dell’interfaccia, delle funzioni e delle meccaniche.
  2. Analisi dei parametri tecnici, come RNG, codice sorgente, moduli di architettura.
  3. Come il gioco interagisce con il casinò online.
  4. Rispetto dei requisiti ADM, inclusi algoritmi di protezione e sicurezza dei dati. Viene inoltre verificato il rapporto tra RTP e caratteristiche del gioco.
  5. Viene effettuato il test dei contenuti sul server di staging.
  6. Verifica della comunicazione con il sistema di registrazione dati e con i gateway finanziari di vario tipo.
  7. La fase finale prevede la redazione di un rapporto e l’adozione di una decisione.

I siti online affidabili, simili a CrazyTower in Italia, non pubblicheranno il gioco senza averlo verificato. Il gioco deve soddisfare pienamente gli standard e i requisiti necessari.

Perché è aumentato il numero dei controlli

Quest’anno il numero delle procedure di moderazione è aumentato notevolmente. Questa tendenza è dovuta a diverse ragioni. Cosa ha spinto le pagine in stile CrazyTower a sottoporre i nuovi contenuti a controlli più frequenti:

  • Una procedura di verifica più approfondita.
  • Requisiti di report di verifica più completi.
  • Certificazione del prodotto del fornitore e di tutti i suoi componenti.
  • Inasprimento dei requisiti relativi alla qualità dei giochi, alla loro trasparenza e sicurezza.
  • Moderazione dei contenuti in tempo reale.

I motivi sopra elencati mostrano chiaramente perché è emersa la necessità di moderazioni frequenti.

Come viene valutata la stabilità del funzionamento

È molto importante che tutti i componenti dell’intrattenimento d’azzardo funzionino in modo coordinato. Nel gioco non devono esserci blocchi, crash e problemi simili. L’analisi della stabilità dei nuovi contenuti per i casinò online italiani viene effettuata secondo l’algoritmo:

  1. Prestazioni elevate, assenza di ritardi anche in caso di carico elevato.
  2. Rapido ripristino del gioco in caso di guasti tecnici.
  3. Possibilità di creare un backup ogni 120 secondi.
  4. Archiviazione delle informazioni su server separati e protetti.
  5. Operazioni finanziarie sicure e stabili per le scommesse. Il loro controllo rigoroso.
  6. Monitoraggio delle azioni degli utenti in tempo reale.

Viene inoltre effettuata una valutazione delle varie anomalie ed errori nel processo di scommessa.

Quali cambiamenti sono diventati standard

Se si considerano le statistiche del 2026, alcune procedure di moderazione sono già diventate obbligatorie. Tra queste si possono annoverare la conformità agli standard ISO, il controllo dettagliato dell’intrattenimento in tutte le fasi, compresa la creazione e l’utilizzo. I controlli hanno iniziato a essere effettuati in tempo reale. Tra gli standard rientrano anche l’analisi dell’architettura modulare e un audit approfondito del codice sorgente.

Scozzarella: “Castellammare è stata la svolta alla mia carriera. La spensieratezza può favorire i gialloblu”

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In occasione della puntata n. 31 di Juve Stabia Live Talk Show, è intervenuto l’ex centrocampista Matteo Scozzarella, figura storica della promozione stabiese del 2011 ed ex calciatore del Monza, per analizzare l’imminente sfida play-off e ripercorrere i momenti salienti della sua carriera.
Il legame con Castellammare e il ricordo della “super squadra”
Scozzarella ha descritto la sua parentesi alla Juve Stabia come il momento di svolta della sua carriera, riconoscendo alla piazza e alla società il merito di averlo lanciato verso i massimi livelli del calcio italiano. Ricordando la stagione 2011/2012, ha definito quel gruppo come uno dei più ricchi di talento in cui abbia mai militato, pur con il rammarico di non aver raggiunto traguardi ancora più prestigiosi a causa di una penalizzazione che, col senno di poi, si rivelò del tutto ingiusta.
Durante l’intervista ha anche chiarito un curioso aneddoto sulla sua celebre esultanza: il gesto delle “manette” non era un messaggio polemico o legato a vicende giudiziarie (come temuto all’epoca dal Presidente Manniello), ma un semplice tributo alle pubblicità della Nike con il suo idolo dell’infanzia, Edgar Davids. Tra i ricordi più emozionanti, ha citato il gol segnato contro il Pescara, arrivato in un momento di crisi della squadra e vissuto come una vera liberazione sotto la curva.
Analisi del Monza e il fattore psicologico dei play-off
In qualità di doppio ex, Scozzarella ha offerto una prospettiva unica sull’ambiente di Monza, descrivendolo come un contesto estremamente esigente che pretende sempre il massimo. Secondo l’ex centrocampista, il Monza potrebbe soffrire psicologicamente la pressione di “dover” raggiungere la Serie A a tutti i costi per giustificare gli investimenti della proprietà.
“In momenti di difficoltà, questa responsabilità ti toglie più di quanto ti dia”, ha spiegato, ricordando come anche durante la sua militanza in Brianza il gruppo avesse sofferto la pressione in alcune sfide decisive. Al contrario, vede nella Juve Stabia attuale una squadra mentale e matura, capace di giocare con una spensieratezza che potrebbe rivelarsi l’arma vincente nei 180 minuti della semifinale.
Il presente: tra confronti tecnici e critiche societarie
Parlando della Juve Stabia di oggi, Scozzarella ha ammesso di rivedere nel centrocampista Nicola Mosti (anche lui ex Monza) alcune caratteristiche simili alle sue, specialmente per la capacità di colpire dalla distanza e la maturità tattica acquisita sotto la guida di Ignazio Abate.
Infine, Scozzarella non ha risparmiato critiche sulla recente crisi societaria che ha colpito le “Vespe”, definendo “assurdo” e “folle” che nel calcio italiano possano ancora verificarsi passaggi di proprietà a cifre simboliche con il rischio di far sparire club storici. Pur essendo legato affettivamente a entrambi i club, ha concluso augurando alla Juve Stabia di continuare a sognare, sottolineando che nei play-off i valori del campionato vengono azzerati e ogni partita è una storia a sé.

Juve Stabia – Monza, Abate alla vigilia accende la piazza: “L’entusiasmo va cavalcato. Non siamo ancora sazi”

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La vigilia di una notte storica si respira tutta nelle parole di Ignazio Abate. La semifinale playoff tra Juve Stabia e Monza è ormai alle porte e il tecnico gialloblù ha presentato la sfida del “Romeo Menti” con lucidità, orgoglio e consapevolezza.

L’entusiasmo della piazza, il sold out annunciato e la magia vissuta dopo l’impresa di Modena non sono aspetti da accantonare, anzi. Per Abate rappresentano carburante emotivo da trasformare in energia positiva.

“L’onda va cavalcata, l’entusiasmo va cavalcato” ha spiegato il tecnico stabiese. “Sappiamo cosa ci abbiamo messo per arrivare fin qui e vogliamo continuare a vivere queste emozioni. Domani il Menti sarà gremito e questo sancisce il rapporto speciale che si è creato con la piazza”.

Abate ha ribadito come la sua squadra debba affrontare il doppio confronto senza paura reverenziale. Di fronte ci sarà una formazione costruita per vincere, piena di campioni e di esperienza, ma la Juve Stabia vuole continuare a sorprendere attraverso la propria identità.

“Loro hanno la pressione di dover raggiungere l’obiettivo a tutti i costi, noi invece siamo leggeri. Dobbiamo scendere in campo per vincere come sempre, ma senza andare allo sbando. Servirà una partita seria, intensa, intelligente”.

Il tecnico non si è lasciato trascinare nei ragionamenti legati ai possibili calcoli tra andata e ritorno. La sua attenzione è rivolta esclusivamente ai primi novanta minuti, pur essendo consapevole che i dettagli potranno decidere l’intera semifinale.

“Saranno due partite diverse. Noi dobbiamo pensare a fare le cose preparate bene e cercare di vincere la partita. Sappiamo che sarà dura, ma abbiamo le carte per metterli in difficoltà”.

Tra gli aspetti che rendono più fiducioso Abate c’è la crescita mentale della squadra. La prova di maturità offerta a Modena ha lasciato un segnale forte, soprattutto per la capacità dei gialloblù di non perdere mai equilibrio anche nei momenti più delicati.

“La squadra a Modena è stata matura. È andata lì senza speculare sul risultato, ma con la propria identità. Questo è l’aspetto più importante. Domani dobbiamo essere la Juve Stabia, né più né meno”.

L’allenatore ha poi insistito su un concetto che accompagna il suo percorso fin dal primo giorno: la forza del gruppo. Per Abate, più dei singoli e persino delle qualità tecniche, sarà l’anima collettiva a fare la differenza nei playoff.

“Il gruppo è sacro, viene prima di tutto. Ho lavorato tanto su questo aspetto. Le squadre forti arrivano in fondo, ma molto spesso arrivano soprattutto i gruppi più forti”.

Parole che raccontano perfettamente lo spirito di una Juve Stabia giovane, intensa e affamata. Una squadra che continua a crescere anche grazie all’incoscienza positiva dei suoi talenti.

“I giovani ti danno e ti tolgono, ma sono spugne. In questi momenti hanno anche quella spensieratezza che può fare la differenza. Nessuno ha avuto niente regalato, tutto se lo sono conquistato”.

Nel corso della conferenza non sono mancati i riferimenti alla qualità straordinaria della rosa brianzola, con nomi importanti come Matteo Pessina, Patrick Cutrone e Hernani. Abate però non ha voluto trasformare la sfida in un confronto economico tra squadre.

“Loro meritano rispetto perché sono grandi giocatori. Però noi inseguiamo un sogno spinti da un popolo che sogna. E a volte i sogni sono raggiungibili se ci credi davvero”.

Infine, il tecnico gialloblù si è lasciato andare anche a una riflessione personale sul valore emotivo di questa semifinale. Lo scorso anno osservava il playoff dal divano di casa, oggi invece sarà protagonista davanti a uno stadio completamente pieno.

“È un privilegio vivere partite così. I ragazzi devono godersela, senza ansie. Non sappiamo se ci ricapiterà di vivere emozioni del genere nella nostra carriera. Ce le siamo meritate”.

E quando gli è stato chiesto di immaginare una possibile finale playoff, Abate ha sorriso senza nascondere il desiderio più profondo.

“Dentro il cuore mi auguro una finale tutta del Sud. Speriamo che sia vera”.

Qui Monza, Peduzzi: “C’è pressione per la promozione. Il sintetico può essere un’insidia”

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Durante la puntata n. 31 di Juve Stabia Live Talk Show, Stefano Peduzzi, direttore di Monza News, ha offerto una panoramica dettagliata sulla situazione del Monza in vista della semifinale play-off, affrontando temi che spaziano dalle criticità societarie alle scelte tecniche sul campo.
Il clima in casa Monza: tra ritardi nei pagamenti e “pancia piena”
Peduzzi ha cercato di fare chiarezza sulle voci riguardanti le difficoltà finanziarie del club brianzolo. Pur confermando che ci sono stati dei ritardi nel pagamento degli stipendi, ha rassicurato che le pendenze sono state regolarizzate. Tuttavia, ha sottolineato come il Monza abbia il secondo monte ingaggi più alto della Serie B (dopo la Sampdoria), rendendo la promozione in Serie A una necessità vitale per la sostenibilità economica della società.
L’ambiente monzese è descritto come “depresso” dopo la mancata promozione diretta, con una tifoseria che sembra soffrire della “sindrome da pancia piena” dopo gli anni di massima serie. Un dato emblematico è la scarsa partecipazione prevista per la trasferta a Castellammare, con soli 150 tifosi al seguito. Peduzzi ha inoltre espresso rammarico per le contestazioni subite dal tecnico Paolo Bianco, definendolo un ottimo allenatore e una persona perbene.
Analisi tecnica: l’insidia del sintetico e i dubbi di formazione
In vista del match al Romeo Menti, il giornalista ha evidenziato come il Monza soffra terribilmente i campi in sintetico e avrebbe preferito affrontare il Modena per motivi logistici e tecnici. Peduzzi ritiene che gran parte della qualificazione si deciderà nella gara d’andata.
Per quanto riguarda la formazione, persistono forti dubbi sulle condizioni fisiche di due pilastri: l’esterno Azzi e il difensore Ravanelli. La presenza di Azzi è considerata fondamentale per lo sviluppo del gioco sulle fasce. In attacco, Peduzzi punta molto su Andrea Petagna, descritto in forma smagliante dopo aver perso 14 kg e divenuto un leader motivazionale per il gruppo.
Elogio alla Juve Stabia e il “caso” Mosti
Peduzzi non ha risparmiato complimenti alla Juve Stabia e al suo allenatore Ignazio Abate, definendolo un tecnico molto bravo che ha saputo valorizzare la rosa nonostante le difficoltà extra-calcistiche. Un passaggio interessante ha riguardato Nicola Mosti: il direttore ha ammesso che cederlo a suo tempo è stato un errore tattico da parte del Monza, visti i sette gol e la maturità dimostrata dal centrocampista sotto la guida di Abate.
Infine, Peduzzi ha criticato duramente la scelta della Lega di far giocare i play-off alle ore 20:00, definendola una “follia” che penalizza i lavoratori e i tifosi locali, dettata esclusivamente da esigenze di mercato televisivo estero. Pur riconoscendo la forza tecnica superiore del Monza, ha concluso avvertendo che nei play-off i valori si azzerano e che la Juve Stabia affronterà la sfida con una leggerezza psicologica che potrebbe rivelarsi l’arma vincente.

Juve Stabia – Monza, Paolo Bianco: “A Castellammare nessun calcolo e senza alibi ma con coraggio e testa”

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Vigilia carica di tensione, concentrazione e consapevolezza in casa Monza. Domani sera alle ore 20:00, allo stadio Romeo Menti, i brianzoli sfideranno la Juve Stabia nell’andata delle semifinali playoff di Serie B 2025-2026, una gara che potrebbe indirizzare il cammino verso la Serie A.

Nella conferenza stampa della vigilia, Paolo Bianco ha mostrato lucidità, equilibrio e fiducia, tornando più volte su alcuni concetti chiave che accompagneranno questo “mini torneo” da dentro o fuori: personalità, coraggio, equilibrio mentale e sangue freddo.

Il tecnico biancorosso ha spiegato che nei playoff tutto cambia rispetto alla regular season. Le 38 giornate del campionato, secondo Bianco, appartengono ormai al passato: adesso conta soltanto la capacità di gestire i dettagli e gli episodi. “Serviranno testa e nervi forti – ha dichiarato il tecnico – perché in partite così il margine d’errore è ridottissimo. Abbiamo dimostrato durante l’anno di avere valori importanti, ma ora inizia qualcosa di completamente diverso. La squadra però arriva pronta a questo appuntamento e avere tutti i giocatori disponibili è un aspetto fondamentale”.

Bianco ha poi affrontato anche l’aspetto psicologico legato alla mancata promozione diretta. L’allenatore del Monza ha ammesso che la vera delusione sia arrivata dopo la sconfitta di Mantova, quando le speranze di agganciare la vetta si sono praticamente spente. Tuttavia, il gruppo avrebbe reagito bene, sfruttando il tempo a disposizione per assorbire il contraccolpo e ritrovare energia mentale in vista degli spareggi. “Nel calcio, come nella vita, bisogna reagire subito alle delusioni. Abbiamo avuto il tempo necessario per metabolizzare quella sconfitta e prepararci nel modo migliore”.

Parlando della Juve Stabia, Bianco ha speso parole di grande rispetto nei confronti della squadra guidata da Ignazio Abate. Per il tecnico brianzolo, le Vespe rappresentano una formazione organizzata, paziente e con una forte identità di gioco, qualità emerse chiaramente anche nel successo ottenuto a Modena grazie al gol decisivo dell’ex biancorosso Kevin Zeroli. “La Juve Stabia sa aspettare il momento giusto della partita e colpire quando serve. È una squadra che sta dimostrando continuità anche grazie al lavoro della società e del direttore Lovisa, capace di mantenere competitiva la rosa nonostante le cessioni”.

Uno dei temi più discussi della conferenza è stato il terreno sintetico del Romeo Menti, variabile che potrebbe influire sull’andamento della semifinale. Bianco, però, ha escluso qualsiasi forma di alibi, sottolineando come il Monza abbia già affrontato partite su superfici simili nel corso della stagione. “Il sintetico è differente rispetto ai campi dove ci alleniamo abitualmente, ma abbiamo strutture adeguate per prepararci nel migliore dei modi. Io penso sempre che i problemi vadano affrontati e trasformati in opportunità: se ti occupi di una difficoltà trovi una soluzione, se invece ti preoccupi soltanto rischi di subirla”.

Il tecnico brianzolo ha poi ribadito che il Monza non dovrà fare calcoli legati al vantaggio del doppio risultato. Nonostante la miglior posizione in classifica consenta ai biancorossi di qualificarsi anche con due pareggi, Bianco vuole una squadra aggressiva e propositiva. “Non dobbiamo pensare ai due risultati su tre. Ci sono 180 minuti da giocare e bisogna affrontarli con la mentalità giusta per conquistare la finale”.

Durante la conferenza si è parlato anche del valore delle altre contendenti. Commentando le parole di Giovanni Stroppa, che aveva definito la Juve Stabia una possibile sorpresa playoff, Bianco ha allargato il discorso a tutte le semifinaliste. Secondo l’allenatore del Monza, in un torneo così breve ogni squadra può diventare protagonista, compresi Palermo e Catanzaro. “Se siamo arrivati fin qui significa che abbiamo meritato questa occasione. In playoff così rapidi può davvero succedere di tutto”.

Sul fronte formazione, il tecnico ha confermato il recupero di tutti gli effettivi, compreso Paolo Azzi. Parole importanti anche per Hernani, definito un calciatore con qualità tali da poter incidere in qualsiasi zona del campo. Bianco ha elogiato il rendimento del centrocampista brasiliano, sottolineando come abbia addirittura superato le aspettative realizzative rispetto ai numeri fatti registrare nel resto della carriera.

Molto profondo anche il passaggio sul concetto di “fallimento”. Alla domanda su cosa rappresenterebbe un’eventuale mancata promozione in Serie A, Bianco ha risposto con fermezza. “Nel momento in cui una squadra lavora ogni giorno con serietà e dà tutto, non si può parlare di fallimento. Fallisce chi non si impegna o non rispetta il proprio lavoro. Noi abbiamo costruito qualcosa di importante e ci siamo meritati questa opportunità”.

Parole che sono diventate ancora più personali quando il tecnico ha parlato del rapporto costruito con squadra e ambiente. Bianco ha confessato di sentirsi migliorato sia come allenatore che come uomo grazie al percorso vissuto in questi mesi. “Questa esperienza mi ha fatto crescere tantissimo, anche affrontando situazioni complicate. A prescindere da come finirà, ne uscirò arricchito”.

Toccante infine il riferimento alla Monza e alla Curva Pieri. Il tecnico ha raccontato che un eventuale ritorno in Serie A vorrebbe dedicarlo soprattutto ai tifosi, ai calciatori e alla società, ringraziando in particolare il cuore caldo del tifo brianzolo per il sostegno ricevuto anche nei momenti più difficili della stagione. “Mi piacerebbe regalare questa gioia soprattutto a chi ci è sempre stato vicino. Alla Curva Pieri, ai ragazzi, a chi ha creduto in noi nei momenti complicati”.

Bianco ha chiuso la conferenza tornando sull’importanza dell’entusiasmo e dell’ottimismo, elementi che considera fondamentali in sfide di questo livello. “Lavorare in ambienti positivi aiuta tantissimo. L’ottimismo è ciò che ti permette ogni giorno di rialzarti, migliorarti e trovare soluzioni. Senza quello diventa tutto più difficile”.

Adesso, però, parlerà soltanto il campo. Domani sera il Monza entrerà nella bolgia del Romeo Menti con l’obiettivo di resistere all’urto della Juve Stabia e provare a indirizzare la semifinale. Dall’altra parte troverà una squadra affamata, una città pronta a spingere le Vespe e un’atmosfera che promette scintille sin dal primo minuto.

Juve Stabia, ai piedi del Monte Faito si sogna la Serie A: Il Monza sarà accolto dalla bolgia del Romeo Menti

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Ai piedi del Monte Faito si respira quell’aria pesante e meravigliosa delle grandi occasioni. Non è una partita come le altre, non può esserlo. Domani sera il Romeo Menti diventerà il cuore pulsante di un’intera città, un catino infuocato pronto a trascinare la Juve Stabia verso un’altra impresa che avrebbe il sapore della leggenda.

La semifinale playoff contro il Monza rappresenta il crocevia più importante della stagione. Da una parte la favola gialloblù costruita con sacrificio, coraggio e idee. Dall’altra una corazzata costruita per il salto di categoria, forte di un organico profondo e del vantaggio conquistato grazie al terzo posto in regular season. Ai brianzoli di Paolo Bianco basterebbero infatti due pareggi per staccare il pass verso la finale, ma chi conosce questa Juve Stabia sa bene che le Vespe hanno imparato a convivere con i pronostici sfavorevoli.

Il percorso della squadra guidata da Ignazio Abate è stato qualcosa di straordinario. Una cavalcata costruita sulla mentalità, sulla fame e sulla capacità di esaltarsi nei momenti più difficili. L’eliminazione del Modena nel turno preliminare ha confermato ancora una volta il carattere di un gruppo che non smette di stupire. A decidere quella sfida è stato il talento di Kevin Zeroli, il gioiello cresciuto nel vivaio del Milan e diventato uomo simbolo delle notti più intense delle Vespe.

Ed è proprio dall’estro del giovane centrocampista che passeranno molte delle speranze stabiesi. Zeroli è il calciatore capace di accendere la scintilla quando tutto sembra bloccato, il giocatore che può trasformare un dettaglio in una giocata decisiva. Ma contro il Monza servirà molto più del talento individuale. Servirà una partita perfetta.

La squadra di Bianco arriverà al Menti con la forza di chi ha dominato lunghi tratti del campionato, mostrando solidità, esperienza e soprattutto un cinismo offensivo devastante. Blindare la porta sarà fondamentale per una Juve Stabia chiamata a resistere all’impatto fisico e tecnico di un avversario costruito per vincere.

Ecco perché il ruolo del pubblico sarà determinante. Castellammare si prepara a stringersi attorno alla propria squadra come accade soltanto nelle notti che possono cambiare la storia. Il Menti sarà una bolgia con tutti i biglietti polverizzati in poche ore. Siamo sicuri che ci sarà una spinta continua capace di trascinare le Vespe oltre la fatica e oltre i limiti. Ogni contrasto, ogni pallone vagante, ogni corsa sarà accompagnato dal boato di una tifoseria che sogna la Serie A insieme ai suoi ragazzi.

Perché questa Juve Stabia ha già dimostrato di poter ribaltare qualsiasi logica. Lo ha fatto per tutta la stagione, trasformando le difficoltà in energia e i dubbi in forza. Domani servirà ancora quella ferocia sportiva che ha reso speciale il gruppo di Abate: giocare ogni pallone come fosse l’ultimo, lottare su ogni centimetro di campo, non concedere nulla alla paura.

Il primo round della semifinale non assegnerà verdetti definitivi, ma potrà indirizzare il destino di questa sfida affascinante e durissima. Castellammare sogna l’ennesima notte epica, Abate prepara le sue mosse, mentre il “carroarmato” brianzolo è stato avvisato: al Romeo Menti il blasone da solo non basta. Per uscire indenni serviranno nervi d’acciaio e sangue freddo.

Napoli capitale della sanità digitale: alla Federico II successo per il SIDREA International Workshop

NAPOLI – La città partenopea si conferma polo d’eccellenza e centro di gravità per il dibattito scientifico globale sull’innovazione tecnologica. Lo scorso lunedì 11 maggio, le storiche aule dell’Università degli Studi di Napoli Federico II hanno fatto da cornice al SIDREA International Workshop, dal titolo “Digital Transformation in Healthcare: Governance, Performance and Accountability Challenges”.

L’evento, ospitato dal Dipartimento di Economia, Management, Istituzioni (DEMI), ha analizzato a fondo le radicali trasformazioni che l’intelligenza artificiale e il digitale stanno imponendo ai sistemi di cura. I lavori sono stati inaugurati dalla Prof.ssa Alessandra Allini, Direttrice del DEMI, e dal Prof. Riccardo Viganò, membro del comitato scientifico, i quali hanno ribadito il ruolo cruciale della comunità accademica nel governare i cambiamenti in atto nel settore salute.

Un network d’eccellenza trainato dal progetto PRIN 2022

I numeri della giornata testimoniano l’importanza dell’incontro: oltre 80 partecipanti in rappresentanza di più di 20 università italiane e internazionali. Un vero e proprio ecosistema interdisciplinare che ha unito docenti di management, accounting, organization studies e stakeholder del mondo sanitario.

Il successo organizzativo porta la firma delle professoresse Sara Saggese e Fabrizia Sarto, promotrici dell’iniziativa, supportate da un comitato scientifico di altissimo profilo che ha visto la partecipazione di Francesca Manes Rossi (Federico II), Marianna Mauro (Università Magna Graecia di Catanzaro), Anna Prenestini (Università Statale di Milano) e Guido Noto (Università di Messina).

L’evento rappresenta, inoltre, un prezioso momento di divulgazione per il progetto PRIN 2022, una sinergia di ricerca tra questi quattro atenei dedicata proprio allo studio delle nuove tecnologie a supporto dei sistemi di misurazione delle performance in sanità.

CONVEGNOEVENTOIntelligenza Artificiale e Governance: le visioni dei Keynote Speaker

Il cuore pulsante del workshop ha visto protagoniste due keynote lecture di livello mondiale, focalizzate sul rapporto tra innovazione, sostenibilità e governance:

  • Il Prof. Gianluca Veronesi (University of Verona / University of Bristol) ha sollevato importanti riflessioni critiche sulle tensioni introdotte dall’IA nel settore, affrontando i nodi spinosi dell’accountability, della sostenibilità e della profonda trasformazione delle professionalità mediche.
  • Il Prof. Christos Begkos (University of Manchester), uno dei massimi esperti globali sulla digital transformation in healthcare, ha esplorato minuziosamente le dinamiche manageriali e organizzative che devono obbligatoriamente accompagnare l’adozione di queste tecnologie per renderle efficaci.

Dalla teoria accademica alla pratica in corsia

Ad arricchire il dibattito sul fronte della ricerca è intervenuto Federico Lega (Università degli Studi di Milano), Editor-in-Chief della rivista internazionale Health Services Management Research. Lega ha illustrato le opportunità di pubblicazione per i giovani ricercatori, annunciando una prestigiosa special issue per il 2027 che raccoglierà proprio i migliori contributi scientifici presentati durante la giornata napoletana.

Il ponte fondamentale tra la teoria accademica e la complessa realtà operativa è stato infine tracciato da Donato Scolozzi, Partner di KPMG Italy. Con il suo intervento, ha portato in cattedra il punto di vista essenziale dei practitioner, calando le strategie di innovazione nelle difficili sfide di implementazione che ospedali e cliniche affrontano ogni giorno.

Con la chiusura di questa densa giornata di lavori, l’Università Federico II consolida la sua vocazione internazionale: uno spazio di confronto d’eccellenza dove ricerca, istituzioni e management disegnano oggi il futuro della sanità di domani.

Juve Stabia, il gol di Zeroli ha fatto piangere una città: la squadra e i tifosi non hanno smesso di crederci

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La notte di Modena non è stata soltanto una pagina memorabile della storia della Juve Stabia.

A distanza di appena due giorni, l’emozione è ancora viva negli occhi di un popolo che, ancora una volta, ha dimostrato di sapersi compattare nei momenti che contano davvero. Perché quando la posta in palio è alta, Castellammare di Stabia ha sempre risposto presente.

Lo ha fatto sugli spalti del “Braglia”, lo ha fatto nelle strade della città, lo ha fatto con quell’amore viscerale che lega una squadra alla propria gente.

La vittoria ottenuta in Emilia non ha rappresentato soltanto il passaggio del turno dei play-off di Serie B. È stata la fotografia perfetta di una comunità intera che si è stretta attorno ai colori gialloblù per inseguire insieme un sogno chiamato Serie A. Oltre 600 tifosi stabiesi hanno invaso il settore ospiti del “Braglia”, trasformandolo in un angolo di Castellammare lontano centinaia di chilometri da casa. Hanno cantato, sofferto e spinto la squadra dal primo all’ultimo minuto, facendo sentire ai calciatori tutto il peso di una responsabilità, ma soprattutto tutto il calore di un amore incondizionato.

In campo, le “Vespe” hanno risposto con una prestazione di carattere, sacrificio e maturità. Una gara combattuta con il cuore prima ancora che con le gambe, in un clima rovente e carico di tensione. Poi, nel finale, è arrivato il momento destinato a restare nella memoria collettiva del popolo stabiese.

Quando il cronometro sembrava scorrere troppo velocemente e la paura di vedere sfumare tutto si mescolava alla speranza, ci ha pensato Zeroli a far esplodere il settore ospiti. Il suo gol è stato molto più di una rete decisiva: è diventato un urlo liberatorio, una scarica di emozioni capace di attraversare l’Italia e raggiungere Castellammare di Stabia. In quell’istante hanno esultato i 600 presenti a Modena, ma anche migliaia di persone rimaste davanti ai televisori, nei bar, nelle piazze e nelle case della città.

Ed è proprio lì che si è vista la vera forza del popolo stabiese. Al triplice fischio, Castellammare si è riversata in strada come accade solo nelle notti speciali. I caroselli hanno invaso il lungomare e le principali arterie cittadine, tra bandiere gialloblù sventolate con orgoglio, fumogeni accesi e clacson che hanno risuonato fino a tarda notte. Piazza Monumento si è riempita in pochi minuti di famiglie, giovani, bambini e tifosi di ogni età, tutti uniti dalla stessa emozione.

Ci sono state lacrime di gioia, abbracci interminabili e scene che hanno raccontato meglio di qualsiasi parola cosa rappresenti questa squadra per Castellammare. Perché la Juve Stabia, soprattutto nei momenti decisivi, non è mai stata soltanto una squadra di calcio: è appartenenza, identità, orgoglio di un’intera città.

Il tabellone dei play-off, adesso, ha consegnato alla Juve Stabia un posto tra le migliori quattro del campionato. Le semifinali si sono annunciate come una battaglia durissima, fatta di tensione, sudore e sacrificio. Ma ciò che Modena ha lasciato in eredità è una consapevolezza chiara: quando il popolo stabiese fa quadrato attorno alla squadra, nulla sembra davvero impossibile.

Castellammare di Stabia celebra il “Giorno del Gioco”: la città diventa a misura di bambino

Una città che si apre ai bambini, ai loro sogni e alla loro voglia di condividere spazi, emozioni e momenti di crescita attraverso il linguaggio più semplice e universale di tutti: il gioco. Castellammare di Stabia si prepara ad ospitare la seconda edizione del “Giorno del Gioco”, l’iniziativa promossa dall’assessorato all’Educazione e alle Politiche Giovanili che si svolgerà domani, venerdì 15 maggio, dalle ore 9 alle ore 13 tra la Villa Comunale e l’arenile stabiese.

L’evento rientra nel progetto internazionale “Città dei bambini” ed è organizzato in collaborazione con il Comune di San Giorgio a Cremano, con il laboratorio regionale “Città dei Bambini e delle Bambine” e con il progetto “Città che legge”. Il tema scelto per il 2026, “Il Gioco Oltrepassa i Confini”, punta a lanciare un messaggio forte in un tempo segnato spesso da divisioni e conflitti: il gioco come strumento di inclusione, pace e dialogo tra culture diverse.

Per una mattinata, Castellammare si trasformerà in un grande laboratorio urbano all’aperto. Gli spazi della Villa Comunale e della spiaggia diventeranno luoghi di incontro e partecipazione dove bambini e bambine potranno vivere attività ludiche, sportive, artistiche ed educative pensate per coinvolgere scuole, famiglie, associazioni e realtà del territorio.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di costruire una città sempre più a misura di bambino, capace di abbattere barriere linguistiche, culturali e sociali attraverso esperienze condivise e inclusive. Un progetto che guarda al futuro e che intende valorizzare il ruolo degli spazi pubblici come luoghi di crescita e socialità.

A sottolineare il valore dell’iniziativa sono stati il sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza e l’assessore all’Educazione Annalisa Di Nuzzo: “Si tratta di un grande progetto internazionale a cui il Comune di Castellammare di Stabia, insieme a numerose altre realtà, ha aderito fin dallo scorso anno e che intendiamo portare avanti anche in futuro, con l’obiettivo di ripensare profondamente il modo in cui i bambini vivono la città e di garantire loro spazi adeguati e realmente a misura di bambino”.

Una giornata che punta dunque non soltanto al divertimento, ma anche a trasmettere un’idea diversa di città: più inclusiva, partecipata e capace di mettere davvero i più piccoli al centro.

Juve Stabia – Monza, Semifinale di andata PlayOff serie B: L’AIA ha designato Giovanni Ayroldi di Molfetta

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La Juve Stabia sabato 16 Maggio 2026 ospiterà tra le mura amiche dello stadio Romeo Menti il Monza allenato da Paolo Bianco. Per questa andata delle semifinali PlayOff di serie B è stato designato come arbitro il Sig. Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta.

La famiglia Ayroldi

Giovanni Ayroldi, un talento emergente nel mondo arbitrale, incarna la passione per il calcio fin dalla nascita.  Nato nel 1991, Giovanni porta con sé un cognome che è diventato sinonimo di eccellenza arbitrale in Italia.  Figlio d’arte, il padre Stefano ha calcato i campi di gioco come arbitro e assistente internazionale ed ha arbitrato le Vespe nel 1998 (vittoria con il Castel di Sangro).Lo zio è Nicola Ayroldi anche egli molto conosciuto a Castellammare per aver arbitrato la Juve Stabia negli anni ’90 (ben 5 volte con un bilancio di 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta).  Giovanni è cresciuto respirando l’atmosfera del calcio, con il fischietto come una sorta di prolungamento del suo stesso essere.

La sua passione è tale da contagiare anche la sorella Raffaella, che ha trovato nell’arbitraggio della pallavolo la sua dimensione.  Giovanni rappresenta il futuro dell’arbitraggio italiano, un giovane professionista che ha saputo trasformare la sua eredità in una carriera promettente.

Il testimone di una passione

Giovanni Ayroldi, giovane arbitro emergente, ha ereditato dal padre Stefano una passione che scorre nelle vene della famiglia: quella per la direzione di gara.  Stefano Ayroldi, figura di spicco nel panorama arbitrale italiano, ha calcato i campi di Serie A per ben undici anni, collezionando 155 presenze nella massima serie.  La sua carriera è stata costellata di successi, culminati con la partecipazione al Mondiale del 2010 in Sudafrica, un traguardo che lo ha consacrato come uno dei migliori arbitri a livello internazionale. Ma il suo palmarès non si limita a questo: Ayroldi ha diretto un quarto e due semifinali di Champions League, ha arbitrato il Campionato Mondiale Under 20 in Egitto e la Coppa del Mondo per Club nel 2009.Ha inoltre avuto l’onore di arbitrare due finali di Coppa Italia, eventi che hanno visto sfidarsi squadre del calibro di Inter, Roma, Lazio e Sampdoria.  Un’eredità, quella di Stefano Ayroldi, che oggi Giovanni porta avanti con orgoglio e dedizione, ispirato da un padre che ha fatto la storia dell’arbitraggio italiano.

Giovanni Ayroldi: l’arbitro che ha scalato le vette del calcio italiano

Nato a Molfetta il 25 ottobre 1991, Giovanni Ayroldi ha iniziato la sua carriera arbitrale a soli 16 anni, dirigendo le partite delle serie minori della provincia barese e della Puglia.La sua passione e il suo talento lo hanno portato a scalare rapidamente le categorie, fino ad approdare in Serie D nel 2013.Dopo tre anni di esperienza nella quarta serie, Ayroldi è stato promosso in Lega Pro nel 2016, distinguendosi come primo nella graduatoria nazionale.  La sua ascesa è stata inarrestabile e, nel 2019, ha ottenuto la promozione nella Commissione Arbitri Nazionale B (CAN B), che gli ha permesso di arbitrare nel campionato cadetto.  Nel corso della stagione 2020-21, Giovanni Ayroldi ha avuto l’opportunità di arbitrare ben 7 partite di Serie A e 8 di Serie B, dimostrando di essere un arbitro di grande talento e professionalità.  Il suo debutto nel massimo campionato italiano è avvenuto il 19 gennaio 2020, quando ha fatto parte della squadra arbitrale che ha diretto il pareggio per 1-1 tra Bologna ed Hellas Verona.

A settembre 2020, Giovanni Ayroldi è entrato a far parte dell’organico della CAN A-B, un traguardo importante che gli ha consentito di arbitrare sia in Serie A che in Serie B.  La sua carriera è ancora in ascesa e siamo certi che lo vedremo protagonista in molte altre partite di alto livello.

Ayroldi: un arbitro rigoroso dal cuore caldo

Giovanni Ayroldi è un arbitro che non passa inosservato.  La sua direzione di gara, a volte eccessivamente fiscale, è improntata al rispetto reciproco tra giocatori e staff.  Questa sua fermezza, se da un lato gli ha procurato qualche critica, dall’altro è uno dei suoi punti di forza, insieme alle indubbie qualità atletiche e professionali.  Ayroldi è un arbitro animato da una grande motivazione e passione per il suo lavoro, che lui stesso definisce “la cosa più bella del mondo”.  La sua passione traspare anche dal suo modello di riferimento, l’indimenticato “arbitro con il sorriso” Daniele De Santis.  La vita di Ayroldi, dentro e fuori dal campo, è retta da tre pilastri fondamentali: la famiglia, il lavoro di squadra e la concentrazione.  Valori che gli permettono di affrontare ogni partita con la massima professionalità e dedizione, dal primo all’ultimo minuto di gioco.

SCHEDA COMPLETA

Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta è nato il 25 ottobre 1991. E’ al suo 7° anno alla CAN.

Tra i professionisti ha diretto 262 partite con 69 espulsioni e 88 rigori.

In questa stagione finora ha 19 partite di campionato (10 di serie A, 8 di Serie B e 1 in Coppa Italia) con questo bilancio: 5 vittorie interne, 7 pareggi e 7 vittorie esterne con 5 rigori e 11 espulsioni.

Conta 7 precedenti con la Juve Stabia con questo bilancio: 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte.

25/26 Serie B 22.02.2026  Juve Stabia 1:2 Modena (Zanimacchia, Zampano, Mosti)

24/25 Serie B 16.02.2025  Juve Stabia 3:0 Cosenza (Adorante (2), Fortini)

19/20 Serie B 22.02.2020  Cittadella 3:0  Juve Stabia (Iori (rig.), Proia, Iori)

18/19 Serie C 14.04.2019  Sicula Leonzio 2:3 Juve Stabia (Ferrini, Miracoli, Mezavilla (2), Elia)

18/19 Serie C 13.02.2019  Juve Stabia 0:0 Catanzaro (cucchiaio di Giannone su rigore)

17/18 Serie C 18.03.2018 Rende Calcio 1:1 Juve Stabia (Cuomo, Crialese)

17/18 Coppa Italia Serie C 21.11.2017  Paganese 1:0 Juve Stabia (Scarpa (Rig.))

Conta 8 precedenti con il Monza con questo bilancio: 1 vittoria, 3 pareggi e 4 sconfitte

Gli assistenti e VAR:

Primo Assistente: sig. Daisuke Emanuele YOSHIKAWA della sezione AIA Roma 1

Secondo Assistente: sig. Andrea BIANCHINI della sezione AIA Perugia

IV° ufficiale: sig. Giuseppe MUCERA della sezione AIA Palermo

VAR: sig. Matteo GARIGLIO della sezione AIA Pinerolo

AVAR: sig. Giacomo CAMPLONE della sezione AIA Lanciano

Sting e la villa a Massa Lubrense, violazioni nel cantiere: scattano sequestro e multe

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È di proprietà del cantante Sting la villa con piscina sequestrata dai carabinieri a Massa Lubrense, a Napoli, nel cuore della Penisola Sorrentina e con vista su Capri. Ieri pomeriggio, i carabinieri della stazione di Massa Lubrense – insieme ai militari del Nil di Napoli – hanno effettuato un controllo presso il cantiere edile che era stato allestito nella lussuosa villa da circa un anno e mezzo, dopo l’acquisto avvenuto nel 2024.

I carabinieri hanno riscontrato diverse violazioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro: assenza di idonee impalcature, mancanza di parapetti, l’omessa viabilità interna e la mancata recinzione del cantiere. Il cantiere esterno, di circa mille metri terrazzi compresi, è stato sequestrato. L’amministratore unico dell’impresa esecutrice dei lavori è stato denunciato a piede libero alla Procura di Torre Annunziata e nei confronti della ditta sono state emesse sanzioni e ammende di circa 26mila euro. Entro 5 giorni l’imprenditore dovrà eseguire le prescrizioni imposte.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, mente e cuore: Modena sconfitto dalle Vespe. Il sogno play off può continuare

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C’è un filo sottile che lega la mente al cuore. Una linea invisibile che separa il sogno dalla realtà, la paura dal coraggio, la sofferenza dalla gloria. “Mente e cuore”, proprio come cantava Nino D’Angelo, è stata la perfetta fotografia della serata della Juve Stabia al Braglia. Una vittoria pesantissima, forse storica, sicuramente destinata a restare impressa nella memoria del popolo stabiese.

Le vespe hanno espugnato finalmente il “tabù” Modena, mettendo fine alla maledizione dello stadio Braglia e conquistando una semifinale playoff che fino a pochi mesi fa sembrava quasi impensabile. E invece eccola qui, concreta, reale, meritata. La squadra di Ignazio Abate continua a spingersi oltre ogni limite, riscrivendo partita dopo partita le gerarchie del campionato e bussando con forza alle porte dell’Olimpo gialloblù, là dove il paragone con Guido Pagliuca non appare più un’eresia ma un inevitabile termine di confronto.

Non è stata una gara spettacolare. Poche occasioni, ritmi spezzati, tanta tensione e quella sensazione costante di trovarsi davanti ad una finale anticipata. La classica partita in cui ogni dettaglio pesa come un macigno e nella quale servono lucidità e spirito di sacrificio più ancora della qualità tecnica. La Juve Stabia ha saputo soffrire nei momenti più complicati, usando la mente quando il Modena provava ad alzare i giri e tirando fuori il cuore negli ultimi minuti, quando bisognava stringere i denti e difendere un sogno.

A decidere la sfida è stata la magia di Zeroli, una giocata di rara bellezza destinata a diventare una delle immagini simbolo di questa stagione. Un colpo da campione, certo, ma ridurre tutto alla prodezza del singolo sarebbe profondamente ingiusto. Questa è stata la vittoria del gruppo, dell’organizzazione, della compattezza e della fame di una squadra che continua a sorprendere perché non smette mai di credere nelle proprie possibilità.

L’entusiasmo a Castellammare è inevitabile. I sorrisi della piazza raccontano perfettamente quanto questo traguardo venga percepito come qualcosa di straordinario. Eppure il tempo per fermarsi è praticamente inesistente, perché il calendario non concede respiro: sabato sera si torna già in campo per la semifinale contro il Monza di Paolo Bianco. Centottanta minuti in cui servirà la madre di tutte le imprese.

Perché se davvero si vuole scrivere la storia, o forse continuare ad aggiungere nuovi capitoli ad un racconto che ormai ha assunto i contorni del mito, allora bisognerà compiere qualcosa di epico. Da oggi parte un nuovo assalto, un’altra avventura esaltante che questa squadra ha il dovere di vivere senza paura e senza rimpianti.

Modena, finalmente, è stata dolce dopo tanti calici amari. Ma la sensazione è che il meglio, forse, debba ancora venire.

Juve Stabia, non chiamatela sorpresa: Le Vespe sono una mina vagante. Modena sconfitto, ora testa al Monza

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C’è una qualità che distingue le squadre semplicemente competitive da quelle destinate a lasciare un segno: la capacità di trasformare le difficoltà in forza e la pressione in energia pura. Ed è esattamente ciò che sta facendo questa Juve Stabia. La vittoria conquistata al “Braglia” contro il Modena non è stata soltanto il risultato di una prodezza balistica destinata a restare nella memoria collettiva. È stata la dimostrazione concreta che questa squadra possiede identità, equilibrio e soprattutto una convinzione feroce nei propri mezzi.

Perché se la rovesciata di Kevin Zeroli rappresenta l’immagine simbolo della serata, la vera grandezza delle Vespe si è vista nella gestione della battaglia. Una partita sporca, intensa, giocata sul filo dei nervi, nella quale la Juve Stabia ha saputo resistere senza mai perdere lucidità. Mentre il Modena aumentava la pressione sospinto dal proprio pubblico, i gialloblù rispondevano con una solidità impressionante.

Confente ha trasmesso sicurezza in ogni intervento, guidando il reparto con la tranquillità di chi sembra nato per vivere serate di questo peso specifico. Davanti a lui, Diakite, Giorgini e Bellich hanno disputato una partita monumentale, fatta di anticipo, aggressività e spirito di sacrificio. Ogni pallone vagante diventava territorio da conquistare, ogni contrasto una dichiarazione d’intenti. E il messaggio lanciato alle prossime avversarie è fortissimo: segnare contro questa Juve Stabia sta diventando un’impresa.

Ma la forza delle Vespe non si limita alla fase difensiva. In mezzo al campo la squadra di Castellammare ha imposto carattere e personalità. Omar Correia ha dominato con una prestazione totale, recuperando palloni e trasformando ogni riconquista in una ripartenza potenzialmente letale. Accanto a lui, Mosti ha garantito dinamismo e qualità, mentre Leone ha gestito i tempi della manovra con eleganza e maturità.

E poi c’è chi incarna perfettamente l’anima di questa squadra: Cacciamani. Generoso, instancabile, sempre pronto a lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Anche quando il gol sembrava sfuggirgli per questione di centimetri, il suo spirito non è mai venuto meno. È questa fame collettiva che rende la Juve Stabia così pericolosa.

Quando il match sembrava destinato ai supplementari, è arrivata la giocata che ha cambiato tutto. Zeroli, entrato dalla panchina con la leggerezza e il coraggio della gioventù, ha scelto il momento perfetto per osare. La sua rovesciata non è stata soltanto un gol straordinario: è stata la fotografia di una squadra che non si accontenta di resistere, ma vuole colpire, stupire, andare oltre i propri limiti.

Adesso il percorso diventa ancora più complicato, ma la Juve Stabia si presenta alla semifinale Play Off con una consapevolezza nuova. Non più come semplice outsider, ma come una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque. Una mina vagante che unisce organizzazione tattica, entusiasmo e qualità tecnica.

E intanto Castellammare sogna. Sogna perché vede una squadra che lotta, soffre e non arretra mai. Sogna perché il “Menti” può diventare un fattore decisivo nelle prossime battaglie. Sogna perché questa Juve Stabia sembra aver imparato il momento esatto in cui bisogna spiccare il volo.

Il messaggio al prossimo avversario è chiarissimo: le Vespe hanno fame, hanno personalità e non hanno alcuna intenzione di fermarsi proprio adesso.