Quando pensiamo al bingo pensiamo necessariamente all’America: anzi, addirittura, se proviamo a fare risuonare la parola nella nostra mente, è probabile che molti di noi sentano la tipica inflessione americana. In realtà le origini del Bingo sono nostrane, ma abbastanza lontane nel tempo, o almeno più di quanto si possa immaginare. Le origini del celebre gioco risalgono infatti al XVI secolo, in pieno Rinascimento, quando nacque il Gioco del Lotto, secondo molte fonti a Genova, il quale presto si diffuse su tutto il territorio italiano in molteplici varianti regionali. Ripercorriamo tutte le tappe che dall’antico Lotto italiano portano alla sua versione più recente, il bingo online.
Il gioco si diffuse a tal punto tra la popolazione che nel 1734 divenne addirittura motivo di una lite tra il Re Carlo di Borbone e il frate Gregorio Maria Rocco. Il primo era intenzionato a ufficializzare il gioco per poterlo tassare, il secondo era invece fortemente preoccupato dalle nefaste conseguenze del medesimo in tema di applicazione religiosa. Il compromesso cui si giunse prevedeva che si sarebbe potuto ufficializzare il gioco, traendone i profitti derivanti dalla sua tassazione, ma che durante le festività natalizie non vi si sarebbe potuto giocare. Gli italiani, popolo creativo e testardo per eccellenza, trovarono subito una soluzione per non privarsi di questo piacere neppure per un breve periodo quale appunto le festività natalizie: presero i 90 numeri del Lotto, crearono dei cestini di vimini da utilizzare per l’estrazione e inventarono cartelle con righe e colonne per segnare i numeri estratti: nasceva in questo modo la Tombola Napoletana, sorella dell’odierno Bingo.
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Dall’Italia agli Stati Uniti, il viaggio del “Bingo” verso l’sponda dell’Atlantico
L’antenato comune, il “padre”, si diffuse invece anche oltre i confini nazionali e raggiunse prima la Francia e infine gli Stati Uniti, dove avvenne la vera svolta. Nel 1928 un venditore di giocattoli di New York, un certo Edwin S. Lowe, notò un gioco popolare in una fiera itinerante in Georgia chiamato “Beano” perché i giocatori segnavano i numeri estratti utilizzando fagioli secchi (“beans”); i giocatori, ultimata una fila erano soliti gridare proprio il nome del Gioco, “Beano”, per esultare. La leggenda narra che un’amica di Lowe, vinta dall’emozione durante una partita casalinga, si confuse e invece di “Beano” urlò accidentalmente “Bingo!”. Lowe trovò il nome così accattivante che decise di commercializzare il gioco proprio con quel titolo.
Ecco che dopo molte peregrinazioni e trasformazioni, dalle piazze Rinascimentali italiane il Lotto giunge oltre oceano nella sua forma finale, il Bingo, ma la sua storia continua. Il Bingo si è imposto come uno dei riti collettivi più popolari di sempre ed oggi è ancora più vicino alla nostra quotidianità grazie al bingo online. Questa transizione non ha solo cambiato il “dove” giochiamo, ma anche il “come”.
La rivoluzione online, nasce il Bingo 4.0
Le piattaforme digitali, infatti, hanno abbattuto le pareti delle sale fisiche, rendendo il gioco disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per gli appassionati. Ma la vera innovazione è tecnologica perché grazie ad algoritmi di estrazione certificati (RNG) e a grafiche accattivanti, l’esperienza è diventata immersiva. Allo stesso tempo, però, le “Chat Games” all’interno delle piattaforme hanno preservato l’anima sociale del gioco: i moderatori interagiscono con i giocatori, regalando bonus e creando un ambiente amichevole che replica il calore delle sale tradizionali.
La storia del Bingo è quella di un gioco popolare che attraversando il tempo e lo spazio si è evoluto, ma che ha saputo mantenere la sua matrice antica, il suo significato originale, quello di tradizione capace di unire generazioni e di creare un ambiente di socialità fondamentale per piccole e grandi comunità in tutto il mondo, adesso anche oltre le barriere fisiche di prossimità geografica.





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