ITCS “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia, ERASMUS+ Lisbona: Un viaggio tra cultura e crescita personale

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Il sole che si riflette sul fiume Tago, le strade ripide e il caratteristico suono dei tram: è questo il primo impatto con Lisbona, città che ha fatto da sfondo alla mia esperienza Erasmus+. Un percorso che, oltre alla formazione scolastica, si è rivelato un’importante occasione di crescita personale, offrendomi la possibilità di confrontarmi con una nuova cultura e di sviluppare maggiore autonomia.

A questa esperienza hanno partecipato tre gruppi di studenti: il nostro; un gruppo di studenti polacchi e il gruppo degli studenti portoghesi, che ci ha accolto e accompagnato durante le visite e le attività svolte nei vari giorni. Fin dall’inizio si è creato un clima di collaborazione e amicizia che ha reso tutto ancora più coinvolgente.

Vivere a Lisbona ha significato uscire dalla propria zona di comfort e imparare a gestire in autonomia situazioni nuove. Dalle piccole difficoltà quotidiane fino alle relazioni con persone provenienti da paesi diversi, ogni aspetto dell’esperienza Erasmus+ ha contribuito a una crescita graduale ma significativa.

Il primo giorno è stato dedicato principalmente all’arrivo e alla sistemazione nelle camere dell’hotel. Nonostante la stanchezza del viaggio, si percepiva già l’entusiasmo di vivere qualcosa di nuovo: condividere spazi, organizzarsi con i compagni e iniziare ad ambientarsi in una città completamente diversa dalla propria. La sera abbiamo cenato a scuola, dove i ragazzi dell’indirizzo alberghiero ci hanno preparato il pasto. È stato il primo vero momento di contatto con gli studenti portoghesi: tra sorrisi, conversazioni in inglese e qualche difficoltà linguistica trasformata subito in risata; l’atmosfera era già quella di una piccola comunità internazionale.

Dal secondo giorno è iniziata davvero la scoperta di Lisbona e della realtà scolastica portoghese. La visita alla scuola ci ha permesso di conoscere da vicino i laboratori di fisica e chimica, ambienti moderni e ben organizzati in cui gli studenti svolgevano attività pratiche con grande professionalità. Abbiamo poi visitato la biblioteca, uno spazio molto accogliente che trasmetteva l’importanza dello studio e della formazione personale.

Uno dei momenti più particolari è stato l’incontro con le ragazze del corso di estetica, che hanno messo a disposizione il loro lavoro facendoci provare manicure, massaggi, trucco e altri trattamenti estetici. Più che una semplice attività, è stato un modo per osservare la loro passione e la serietà con cui affrontavano il percorso scolastico, trasformando la pratica in una vera esperienza professionale.

Un dettaglio che mi ha colpito molto è stato un piccolo spazio nel cortile della scuola dove alcune signore distribuivano gratuitamente merende agli studenti che ne avevano bisogno. È stato un gesto semplice ma significativo, che mostrava grande attenzione verso gli altri e un forte senso di solidarietà all’interno della scuola. Dopo la visita scolastica abbiamo iniziato a esplorare il centro di Lisbona. Passeggiando tra le strade della città abbiamo visto la stazione di Rossio, uno dei luoghi più caratteristici della capitale portoghese, e la famosa scritta “Lisboa”, davanti alla quale era impossibile non fermarsi per una foto ricordo. Abbiamo poi raggiunto il Monumento ai Restauratori e l’imponente Arco da Rua Augusta, uno dei simboli più conosciuti della città.

Camminando tra vicoli, salite e tram che attraversavano le strade strette, abbiamo incrociato anche il celebre tram 28, simbolo della tradizione lisbonese. Poco dopo siamo arrivati alla Chiesa di Sant’Antonio, luogo molto importante per la città. All’esterno della chiesa si trova una statua del santo con un bambino in braccio e un libro tra le mani: secondo una tradizione popolare, riuscire a lanciare una moneta sul libro porterebbe fortuna in amore e un matrimonio felice. Ovviamente quasi tutti noi abbiamo provato a centrare il bersaglio, tra scherzi e risate. Durante il percorso abbiamo visitato anche il Museo della Resistenza e della Libertà, che racconta una parte importante della storia portoghese e invita a riflettere sul valore della libertà e della democrazia. Da alcuni punti della città siamo riusciti inoltre ad ammirare, anche se da lontano, il Cristo Rei e il Ponte 25 Aprile, due immagini iconiche che rendono il panorama di Lisbona ancora più suggestivo.

Il giorno seguente siamo tornati nella scuola portoghese, dove gli studenti del corso di moda ci hanno mostrato alcuni dei loro lavori. Abiti, accessori e creazioni realizzate a mano dimostravano creatività, precisione e talento. Come ricordo dell’esperienza ci hanno regalato una borsa cucita da loro, un gesto semplice ma molto significativo che rappresentava perfettamente lo spirito di condivisione dell’Erasmus+.

Abbiamo poi visitato le cucine utilizzate dagli studenti dell’alberghiero, osservando da vicino come si svolgono le attività pratiche e quanto sia importante imparare direttamente sul campo. È stato interessante confrontare il loro metodo di studio con il nostro e scoprire differenze ma anche molte somiglianze. Nel pomeriggio siamo partiti alla scoperta dei dintorni di Lisbona. La prima tappa è stata Sintra, città dal fascino fiabesco, dove abbiamo visitato il Palácio Nacional da Pena. I suoi colori vivaci, l’architettura particolare e la posizione panoramica lo rendevano quasi irreale. Camminare tra le terrazze del palazzo e osservare il panorama sull’Oceano è stato uno dei momenti più belli dell’intera esperienza.

Successivamente abbiamo visitato il Palazzo Condes de Castro Guimarães e Cabo da Roca, il punto più occidentale d’Europa. Lì il vento di solito è fortissimo ma noi siamo stati fortunati e non ce n’era neanche un po’; le scogliere e l’immensità dell’Oceano Atlantico creavano un’atmosfera difficile da dimenticare. In quel momento ho percepito davvero quanto un viaggio possa far sentire piccoli davanti alla grandezza del mondo, ma allo stesso tempo incredibilmente liberi. L’ultima parte della giornata è stata dedicata a Belém, quartiere simbolo della storia portoghese. Abbiamo visto la Torre di Belém e il Monumento alle Scoperte, luoghi che raccontano il passato dei grandi navigatori e l’importanza del mare per il Portogallo.

Questa esperienza Erasmus+ non è stata soltanto un viaggio scolastico, ma un’occasione per crescere, conoscere nuove persone e aprirsi a culture diverse. Tornare a casa ha significato portare con sé non solo fotografie e souvenir, ma soprattutto ricordi, emozioni e insegnamenti che resteranno nel tempo. Lisbona, con la sua luce, i suoi colori e la sua atmosfera, resterà per me il simbolo di quattro giorni intensi e indimenticabili.

Alessia Spalice 4R ITCS “L. Sturzo” di Castellammare di Stabia


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