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60 chili di hashish intercettati al porto su un autoarticolato. Due arresti

I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato in flagranza di reato due soggetti appena sbarcati al porto di Palermo dalla nave di linea proveniente da Napoli a bordo di un mezzo pesante, rinvenendo quasi 60 chili di hashish all’interno della cabina dell’autoarticolato.

LE INDAGINI E LA SCOPERTA DELL’HASHISH

Le Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, impegnate diuturnamente nel più ampio dispositivo finalizzato alla prevenzione e repressione dei traffici illeciti nell’area portuale, hanno sottoposto a controllo un autoarticolato con a bordo due soggetti originari del capoluogo siciliano, i quali manifestavano evidenti segni di agitazione alla vista dei militari.

L’ispezione del mezzo, grazie anche all’impiego dell’unità cinofila antidroga “Elisir” del Gruppo Pronto Impiego del capoluogo, ha permesso di scoprire e sequestrare l’ingente carico di stupefacente occultato all’interno del vano cabina, stipato in 4 bustoni di plastica e frazionato in 116 blocchetti composti ognuno da 5 panetti da 100 grammi circa cadauno, nonché, a seguito delle conseguenti perquisizioni personali, 1.560 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio e presumibilmente riconducibili all’attività di spaccio.

Nella flagranza del reato, sono scattate immediatamente le perquisizioni domiciliari presso le abitazioni dei due corrieri che, subito dopo, sono stati tratti in arresto per l’ipotesi di reato ex art. 73 del D.P.R. 309/1990 e associati alla Casa Circondariale Antonio Lorusso-Pagliarelli di Palermo, a disposizione della Procura della Repubblica di Palermo.

A finire in manette i due corrieri, entrambi residenti a Palermo, P.C. di anni 33 – con precedenti per danneggiamento e furto aggravato – e F.R., di anni 49, con precedenti per traffico di sostanze stupefacenti e furto aggravato.

NOTA

L’attività di servizio d’iniziativa si inquadra nell’ambito della costante azione di controllo assicurata dalla Guardia di Finanza a contrasto dei traffici illeciti che interessano il territorio nazionale, finalizzata, tra l’altro, alla repressione del fenomeno del traffico di stupefacenti, primaria fonte di finanziamento anche della locale criminalità organizzata.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Roberta non sarebbe morta subito ma dopo minuti di agonia tra le fiamme

Della violenta morte di Roberta ci siamo occupati nell’articolo del 25 Gennaio 2021 Morte di Roberta Siragusa, fermato il fidanzato.

GLI ESITI DELL’AUTOPSIA

Dall’autopsia eseguita sul corpo martoriato di Roberta è emerso che la ragazza è stata percossa con un oggetto contundente, per poi essere trascinata fino al burrone, dove è stato rinvenuto il cadavere, prima di darle fuoco ancora viva.

Roberta avrebbe avuto una agonia di 2-5 minuti tre le fiamme.

GLI AVVENIMENTI DI QUEI GIORNI

Pietro Morreale, l’allora fidanzato 19enne imputato dell’efferato omicidio di Roberta non ha mai confessato il delitto e si è avvalso della facoltà di non rispondere limitandosi a dire: “non l’ho uccisa”.

È accusato dei reati di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Avrebbe prima colpito la giovane, poi le avrebbe dato fuoco e infine ne avrebbe gettato il corpo in un dirupo. L’omicidio è avvenuto nei pressi del campo sportivo di Caccamo (PA). Il giovane si è sempre difeso sostenendo che la vittima, dopo una violenta discussione, si era data fuoco da sola. Era stato lo stesso Morreale a portare i Carabinieri sul luogo del ritrovamento del corpo.

Quel 24 gennaio, dopo aver accompagnato i Carabinieri sul luogo dove si trovava il corpo semicarbonizzato di Roberta, aveva dato una versione che i Magistrati ritengono assolutamente non vera, raccontando che insieme a Roberta, con cui aveva partecipato a una festa, si era appartato in auto. I due avrebbero litigato e la ragazza sarebbe scesa dalla macchina e si sarebbe data fuoco con la benzina che il fidanzato teneva in una bottiglia in macchina.

Il giovane ha raccontato agli Inquirenti che avrebbe cercato di soccorrerla, poi sotto choc sarebbe fuggito e sarebbe tornato a casa. All’alba avrebbe detto ai suoi quel che era successo e col padre sarebbe andato in caserma. Quest’ultima parte sarebbe stata confermata dai genitori e dalla sorella del Morreale. Ma per la Procura di Termini Imerese l’intera ricostruzione del giovane “presenta alcune determinanti incongruenze che raffrontate con altre dichiarazioni costituiscono un quadro indiziario particolarmente grave”.

Per i Pm il 19enne ha una “personalità incline al delitto” ed è incapace di comprendere la gravità di quanto è accaduto e avrebbe cercato di precostituirsi un alibi raccontando che alle 8 di mattina dello scorso 24 gennaio, un’ora prima di andare dai Carabinieri col padre e di condurre i militari al dirupo in cui giaceva a terra morta Roberta, avrebbe inviato un messaggio a un amico chiedendogli se sapeva dove fosse la fidanzata. Un evidente modo, secondo La Pubblica Accusa, per crearsi una giustificazione.

La sua versione era anche stata smentita da un video che riprende la sua auto fare su e giù dal luogo in cui si trovava il corpo tra le 2.30 e le 3.38 di sabato notte. Inoltre l’amico al quale il ragazzo ha chiesto la mattina di domenica dove fosse Roberta, ci aveva parlato al telefono alle 2 di notte e giura che Pietro era solo in macchina.

Il 19enne è stato descritto dalle amiche di Roberta come morbosamente geloso e violento. Pietro Morreale si trova da gennaio in carcere.

IL VIDEO DEPOSITATO ALL’UDIENZA INNANZI AL GIP

È stato depositato un video durante l’udienza innanzi al Gip del Tribunale di Termini Imerese, le cui immagini sono state girate dalle videocamere piazzate fuori a un bar vicino al campo sportivo di Caccamo, luogo in cui è Roberta è stata bruciata.

Dal video si vedrebbe un uomo che si trova vicino al corpo gettando un liquido, presumibilmente infiammabile e la persona per terra prendere fuoco, quindi l’individuo allontanarsi e salire a bordo della vettura per poi spostarsi di qualche decina di metri posteggiando, mentre il corpo di Roberta finiva di bruciare.

Sono state immagini forti, mostrate alla presenza dei genitori e del fratello di Roberta, sempre presenti in aula – hanno detto gli avvocati della famiglia di Roberta, Sergio Burgio e Giuseppe Canzone, al termine dell’incidente probatorio – Si è trattato di un video che ha spiazzato tutti i presenti e che dimostra in modo inconfutabile che Roberta è stata uccisa al campo sportivo, caricata in auto e gettata nel dirupo vicino al monte San Calogero. Ormai il gravissimo quadro indiziario a carico dell’indagato si è trasformato in un quadro probatorio gravissimo, che a nostro giudizio, non consente di potere formulare ipotesi investigative diverse”

Una morte terribile quella di Roberta Siragusa.

«Il consulente tecnico d’ufficio ha spiegato che la morte di Roberta Siragusa è “stata determinata da arresto cardio-circolatorio e respiratorio conseguente al gravissimo stato di shock causato dalle estese e gravissime ustioni del capo e soprattutto del tronco e degli arti superiori, fino alla carbonizzazione di ampie parti della superficie corporea” hanno spiegato i due avvocati della famiglia Siragusa, sempre riportando il referto del medico legale – A tale gravissima condizione di shock, cosiddetto primario, la Siragusa è giunta per lo scatenamento di riflessi neurovegetativi da inibizione del simpatico ed eccitazione del parasimpatico derivanti dalla profonda angoscia e dall’intensissimo dolore certamente provenienti dalla stimolazione di recettori presenti nell’estesa superficie corporea interessata dall’ustione”, spiegano i legali, sempre riportando il referto del medico».

“I dati raccolti permettono di escludere l’ipotesi del suicidio o della morte accidentale” hanno ancora aggiunto i due avvocati con riferimento alle discolpe avanzate dal 19enne Pietro.

L’opinione

Dispiace tantissimo per quella giovane ragazza

Adduso Sebastiano

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Operazione “no credit”. Frode fiscale da Ancona a Castellammare VIDEO

Con l’Operazione “no credit”, smascherata frode fiscale nel settore della Cantieristica navale da Ancona a Castellammare di Stabia: 27 denunce a imprenditori e Professionisti. Sequestri per oltre 6 milioni di euro.

Nelle scorse settimane, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico–Finanziaria di Ancona – Gruppo Tutela Entrate, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, nell’ambito dell’Operazione “no credit”, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale dorico su beni e disponibilità finanziarie del valore di oltre 6 milioni di euro nei confronti di nove società – di cui quattro con sede legale nella provincia di Ancona e cinque in Campania – e sette persone fisiche indagate per reati fiscali commessi già a partire dall’anno 2016.

Le indagini, durate quasi due anni, hanno riguardato nel complesso 27 persone fisiche e 21 società, ubicate nelle province di Ancona, Napoli, Roma, Milano, Salerno, Caserta e Chieti, ed hanno consentito di fare luce su un ben collaudato e consolidato sistema di frode che ha permesso alle imprese coinvolte, la maggior parte delle quali attive nel settore della cantieristica navale e operative nei sedimi portuali di Ancona, Monfalcone (GO), Marghera (VE), Savona e Castellammare di Stabia (NA), di non versare i dovuti contributi previdenziali e assistenziali, quantificati in oltre 6 milioni di euro, attraverso fraudolente compensazioni con crediti IVA inesistenti creati ad arte da altre società conniventi o “cartiera”.

Le articolate attività investigative, scaturite da minuziose verifiche fiscali, sono state sviluppate attraverso l’esecuzione in sette diverse Regioni di perquisizioni e acquisizioni documentali nonché da approfonditi accertamenti bancari e analitiche ricostruzioni documentali, anche di natura informatica. In particolare, sono stati passati al setaccio circa 140 gigabyte di dati digitali e le movimentazioni di oltre 20 rapporti finanziari accesi presso svariati istituti di credito e intermediari.

È così stato possibile accertare che le operazioni che avevano generato gli ingenti crediti IVA, poi usati in compensazione da altre imprese, erano di fatto inesistenti o artificiosamente sopravvalutate.

Basti pensare che un macchinario, rinvenuto dai finanzieri smontato e mai entro in funzione all’interno di un capannone, era stato formalmente venduto e fatturato come un “brevetto” del valore di 12 milioni di euro al solo fine di “gonfiare” l’IVA a credito.

Al termine delle indagini sono stati complessivamente denunciati alla Procura della Repubblica di Ancona 27 persone ritenute responsabili del reato di “indebite compensazioni” (previsto dall’art. 10 quater del D.Lgs 74/2000), tra i quali si segnala la presenza di sette professionisti (5 ragionieri, un commercialista e un consulente del lavoro), residenti nelle provincie di Brindisi, Milano, Roma, Catania, Latina, BAT e Chieti, incaricati dell’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali con cui avveniva materialmente l’indebita compensazione delle imposte.

Tale certificazione permetteva alle imprese coinvolte di omettere il pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte e, in tal modo, di acquisire maggiore competitività sul mercato di riferimento grazie al fraudolento abbattimento dei costi. Gli elementi raccolti hanno quindi permesso alle Fiamme Gialle di formulare una richiesta di sequestro preventivo per equivalente, accolta dall’A.G. dorica, finalizzata anche a tutelare le casse dell’Erario dagli ingenti danni causati dai comportamenti delittuosi posti in essere.

L’operazione di servizio rientra nella più ampia lotta alle frodi fiscali, sviluppata costantemente delle Fiamme Gialle per tutelare, soprattutto in questo delicato momento di difficoltà dovuto all’emergenza sanitaria in atto, il tessuto imprenditoriale sano, contrastando gli effetti distorsivi della concorrenza generati da tali condotte all’interno del circuito economico legale.

Operazione “no credit”. Frode fiscale da Ancona a Castellammare / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Napoli, Spalletti è sempre più vicino

Napoli, Spalletti è sempre più vicino

Gli aggiornamenti ci sono e arrivano. I contatti sono continui. Luciano Spalletti è sempre più pronto a diventare il nuovo allenatore del Napoli. L’allenatore “italiano” che tanto ambiva sembra essere il toscano che potrebbe anche firmare questa settimana.

 

 

Il punto sulla trattativa

A tal proposito, riportiamo quanto detto da Gianluca Di Marzio che fa il punto sulla trattativa:

“Dopo l’addio di Gennaro Gattuso, il Napoli cerca il profilo giusto per la panchina del futuro e il primo profilo della lista è quello di Luciano Spalletti. I contatti tra la società e l’allenatore sono continui e lui è il grande favorito per la panchina degli azzurri. Spalletti d’altronde il prossimo 30 giugno vedrà scadere il suo contratto con l’Inter e sarà libero di accasarsi dove vorrà.

 

Spalletti ha già fatto capire di essere disponibile e interessato a ricevere l’incarico e non è una novità. Già a febbraio aveva fatto sapere di essere pronto a subentrare anche in corsa. I contatti tra Napoli e Spalletti, infatti, vanno avanti da tempo e ora la trattativa potrebbe davvero andare in porto. L’allenatore è il grande favorito ed è sempre più vicino alla panchina degli azzurri.”

 

 

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Tre stranieri arrestati a Darfo: sorpresi con droga in auto

Darfo Boario Terme (Bs) – Tre stranieri arrestati a Darfo perché sorpresi in auto con la droga. Provano a scappare ma vengono fermati dai carabinieri.

E’ di tre nuovi arresti il bilancio di un servizio di controllo del territorio svolto dai Carabinieri della Compagnia di Breno nell’ambito dell’attività di repressione e contrasto allo spaccio di droga.

Già nelle ultime settimane erano stati intensificati i controlli nel comune di Darfo Boario Terme, a seguito di numerose segnalazioni dei cittadini che avevano notato continui e sospetti movimenti nella zona del centro congressi, attuale sede dell’Hub vaccinale, oltre che in via Aria Libera.

Giovani e non, anche provenienti da altri comuni della bassa e media valle, che erano soliti incontrarsi con cittadini extracomunitari dediti allo spaccio di droga.

Raccolte le segnalazioni e identificati i pusher, i militari sono entrati in azione nel pomeriggio di lunedi 24 maggio.

Nei pressi dell’hotel Capo Horn hanno fermato un’utilitaria a bordo della quale si trovavano un 36enne di Gianico di origine marocchina e un 32enne tunisino, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale.

Alla vista delle pattuglie quest’ultimo ha provato a uscire dall’auto tentando una fuga a piedi, ma è stato subito raggiunto e fermato.

I Carabinieri, approfondendo la perquisizione, hanno rinvenuto due sassi di cocaina del peso di 160 grammi.

Dopo il rinvenimento della droga, i militari sono entrati all’interno della struttura per ispezionare la camera in uso al 32enne.

Nell’occasione da un’altra camera spuntava fuori un altro straniero che, resosi conto dell’imminente controllo, si lanciava da una finestra posta al secondo piano.

Veniva però bloccato dagli altri carabinieri che avevano cinturato l’area.

Nella camera del tunisino, diventato da pochi giorni maggiorenne, veniva rinvenuto un calzino contenente altri 40 grammi di coca.

Il giovane era stato arrestato sempre a Darfo alcuni mesi fa quando era ancora minorenne.

Tutti e tre gli stranieri sono stati fermati in flagranza di reato per la detenzione dello stupefacente.

Il Tribunale di Brescia ha disposto per il 32enne e il connazionale 18enne il divieto di dimora nella provincia di Brescia, mentre il 36enne, che risiede con la famiglia a Gianico, è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tre stranieri arrestati a Darfo: sorpresi con droga in auto / Redazione Lombardia / Cristina Adriana Botis

Ancora anni 70: Correva sempre l’anno 74, a Milano ancora non si beveva

Compilation anni 60/70/8 – Ancora anni 70: dalla “Strategia della tensione” ai “babbi in autogrill”. Come si cambia. (Parte 2)

Eravamo rimaste al 1974, quando Pippi visse il trauma dell’uccisione del suo principe azzurro da parte dei carabinieri, scoprendo che le favole a lieto fine, erano un’altra fregatura del regime, così come tutte le leggende  metropolitane sui carabinieri, che in realtà lei amava, antesignane delle barzellette, tipo il certificato penale di 5  generazioni.

Ma eravamo già ad Ottobre, quando Luca Mantini dei NAP, venne ucciso, mentre il ’74, fu purtroppo ricco di  avvenimenti, anche antecedenti, tipici di quegli anni, della “strategia della tensione e del terrore” ma che Pippi  aveva sorvolato, perché quella morte, fu pietra miliare della sua vita ma non di quella del paese che di ragazzi  come Luca, e di storie come la sua, era davvero piena allora, al contrario di oggi.

La strategia di cui parlavamo era realizzata da nuclei terroristi neofascisti ben manovrati come sempre, dalle parti “deviate” dello stato e degli immancabili servizi segreti, altra istituzione sulla quale sicuramente abbiamo idee generazionali molto diverse, visto che nessuno è andato a Roma furente per i “babbi” di Mancini e Renzi, il quale  invece, tranquillo e sprezzante come sempre ha richiesto persino il sequestro del materiale audiovisivo  comprovante il suo operato, presso la sede di Report.

Ecco, se fosse stato in compilation negli anni ’70, il Renzi di oggi, avrebbe fatto meno il “ganzino” perché magari, poteva finiva lui… sequestrato.

Ma eravamo al terrorismo nero, quello di stato, del quale Mancini potrebbe riferirvi con grande cognizione di causa, essendo una spia “incrostata” e lautamente stipendiata da tempo immemore ma visto che non lo farà di certo, lo faremo noi.

La strategia della tensione, aveva lo scopo di destabilizzare l’ordine pubblico, al fine di terrorizzare la  popolazione, per giustificare o addirittura far invocare, un intervento militare a restaurazione di una dittatura di destra, quella che avrebbe riportato ordine e disciplina. Ovvero, ammazzo tuo fratello e poi ti convinco che hai bisogno di me per salvare il resto della famiglia.

Con loro non ce la fecero ma fu durissima, per questo oggi guardano di traverso il qualunquismo della Milano da bere dilagato nel vostro mondo attuale, fatto di irrinunciabili aperitivi e leggerezza… se ve la fate dare a bere, sappiate che a Milano, allora si sparava e a Brescia i fascisti ci mettevano le bombe mentre i pompieri lavavano il sangue dalla piazza, cancellando prove schiaccianti, in tempo record, come sempre… agende che spariscono, intercettazioni distrutte, prove cancellate e tutto quel che serve a coprire reati, stragi o semplici omicidi  “eccellenti”.

Nel ’69 avevamo già avuto la strage di Piazza Fontana, e il 28 Maggio del ’74 ci fu la bomba di Brescia, in Piazza della Loggia, fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione, proprio contro il terrorismo neofascista.

Non contenti, il 4 Agosto, seguì la strage del treno Italicus, dove ancora una volta, si raccolsero pezzi umani con sacchi neri, stavolta in galleria.

Spero che adesso, si cominci a capire perché i nostri intelligenti e spesso colti studenti, fossero decisamente innervositi, da uno stato che ti ammazza, solo per fingere poi di salvarti, al fine di reinstallare il fascismo, in un paese che stava lottando per i diritti civili, sospinto da forti venti culturali di una sinistra che stava prendendo decisamente campo.

Una sinistra che portava cultura e informazione, unici veri nemici temibili per mafie e governi, solo apparentemente democratici. Una sinistra della quale, come per tutte le morti eccellenti, dal bandito Giuliano in poi, sappiamo per certo, solo che sia morta.

Già nel gennaio del ’74, si sentiva l’acre odore di Golpe. Dalle sue pagine, l’Unità informava dello stato di allarme attivo nelle caserme del paese.

A febbraio, nel carcere delle Murate a Firenze, scoppia la protesta dei detenuti che chiedono di veder attuata la riforma carceraria. Un detenuto di 20 anni viene falciato col mitra da un agente.

A Genova, il 18 Aprile, le Brigate Rosse, sequestrano il magistrato Mario Sossi. Verrà liberato il 23 maggio in seguito alla scarcerazione di 8 imputati al processo riguardante il gruppo denominato XXII Ottobre.

L’ex abate Giovanni Franco ii, viene sospeso “a divinis” prima e ridotto a laico poi, in quanto espresse posizioni favorevoli alla legge per il divorzio, che a maggio, dopo anni di lotte, diventa finalmente realtà, col refendum, dove vinse con il 59,3% su un affluenza record che sfiorò l’88%.

Intanto nel carcere di Alessandria, una nuova rivolta per i diritti dei carcerati. Sette morti. A giugno, un commando delle Brigate Rosse irrompe nella sede del MSI e uccide due attivisti.

A settembre, arrestano Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse, insieme a Alberto Franceschini, intanto un militante 19enne di Autonomia operaia, viene ucciso durante le proteste per un’operazione di sgombero di case occupate a Roma, in San Basilio.

La preoccupazione della Banca D’Italia sta tutta nel salvare la banca privata di Sindona, intanto vicino Firenze, uccidono una coppia di fidanzati, prima di una lunga serie, che porterà moltissimi anni dopo alla discussa condanna di Pietro Pacciani.

Anche in questo evento, quello del Cicci, mostro di Scandicci, si parlo’ di depistaggi e coperture di altri personaggi. Anche fuori dal potere politico, si mostra già il principio che in Italia le indagini e le condanne vanno in base al reddito o alle iscrizioni a qualche Loggia…

Subito dopo il referendum, Carlo Fumagalli, altro estremista di destra, seguito da Avanguardia Nazionale aveva progettato un Golpe che avrebbe dovuto prendere il via con attentati dinamitardi in Valtellina. Fortunatamente arrivò una “soffiata” e il colpo di Stato venne sventato, pur seguito a ruota da un altro estivo, a opera inconclusa di Edgardo Sogno, un ex ambasciatore, che riteneva a sua volta che il sistema andasse rifondato.

Pure lui sostenuto da militari ed alte cariche dell’esercito, istituzioni che insieme ai distributori di “babbi” in autogrill, massoni deviati, politici deviati, magistrati deviati ecc. si dimostravano sempre disponibili ad allearsi con golpisti di ogni genere, fossero neri terroristi macellai, nobili fascisti o ambasciatori che sognano, golpe di velluto, in ogni caso hanno sempre potuto contare su di loro.

Anche per questo tentativo, si penso’ al ferragosto, unico momento che poteva trovarci davvero distratti all’epoca, con le interminabili file di cinquecento e lambrette alla conquista delle spiagge, stesso stile conservato fino agli anni nostri del “Papete”.

Ma a Milano non si beveva, a quei tempi, in Piazza San Babila si faceva la guerra, morivano giovani, manifestanti, senatori, poliziotti. Tre generazioni di neofascisti si avvicendarono in quella piazza ma gli altri, non facevamo l’aperitivo nel mentre…

Vorrei riuscire a farvi capire che non può esistere niente di più appassionante, che possiate trovare in libri polizieschi, di spionaggio, di terrore o fantapolitica che non la nostra vera storia.

È pazzesco, dovete provare, almeno una volta. In ogni avvenimento che vi accenno, vi sono storie incredibili, oltre ogni limite della fantasia, che da sole, valgono ognuna un libro, il più pazzesco, emozionante e appassionante, che possiate mai leggere.

Provate, vi prego è davvero illuminante ed anche se via hanno già reso “funzionali” e non leggete, guardate comunque i reportage, sono storie che vi lasceranno a bocca aperta, altro che Matrix e la nostra esterofilia cinematografica.

Pippi ce lo sintetizza a modo suo, affermando che a noi, Agata Christie o Alfredo Hitcock, insieme a tutti gli altri, ci fanno una pippa (vi avevamo detto che è una tipa particolare, con problemi di inserimento… n.d.r) e che in quella storia che volutamente non vi raccontano, sono scritte le trame più incredibili del Mondo, che superano al primo giro, la fantasia di qualsiasi scrittore.

Così come abbiamo superato anche per oggi, il limite medio di attenzione pur non riuscendo, ancora una volta a tratteggiare un solo anno, di quei nostri anni, dove certo non si rischiava la noia, unici a combattere anche, se pur come effetto collaterale, la solita ignoranza e il qualunquismo menefreghista che normalmente caratterizza la percentuale ahimè più alta del popolo.

Dante già attribuiva al girone degli “ignavi” le maggiori presenze e non avrebbe potuto vederla in altro modo, essendo italiano.

A mille ce n’è nel mio mondo di fiabe da narrar… e continuero con la Parte 3 (se vorrete seguirmi)

COLLEGATA:

Uno sguardo sulla società italiana degli anni ’70 (Parte 1)

Ancora anni 70: Correva sempre l’anno 74, a Milano ancora non si beveva / Francesca Capretta / Cronaca Giudiziaria

Guardia di Finanza di Salerno: maxi operazione vs prodotti contraffatti

Nel corso di un mirato piano di interventi, la Guardia di Finanza di Salerno ha sottoposto a sequestro numerosi locali.

Guardia di Finanza di Salerno: maxi operazione vs prodotti contraffatti

Salerno– La Guardia di Finanza di Salerno è intervenuta in diverse operazioni sul territorio, sottoponendo a sequestro una serie di depositi e locali commerciali della provincia che “custodivano” oltre 3.000 capi di abbigliamento contraffatti, unitamente a circa 75.000 prodotti non sicuri: i responsabili, sono stati denunciati.

In una prima operazione, le Fiamme Gialle della 1a Compagnia di Salerno, sulla scorta di
una preliminare attività info-investigativa, hanno ispezionato un magazzino di Montecorvino
Pugliano (SA), rinvenendo 8 cartoni che contenevano più di 200 felpe con il marchio della
famosa casa di moda “Karl Lagerfeld” visibilmente falso.

In un altro garage di proprietà dell’esercente, a Battipaglia (SA), i militari hanno scoperto 3.000 tra felpe, jeans e magliette, riportanti noti brand come Polo Ralph Lauren, Emporio Armani, Fred Perry e Miss Blue Marine, pure questi tutti contraffatti. In questo caso, il responsabile, un cinquantanovenne già noto alle forze dell’ordine per analoghi precedenti, è stato denunciato a piede libero per il reato di “detenzione e commercializzazione di prodotti contraffatti”.
Per questo motivo rischia una condanna fino a 4 anni di reclusione e la multa sino a 35.000 euro.

A seguito di un controllo in una cartoleria di Bracigliano (SA), i militari hanno appurato che il proprietario trentaseienne nascondeva, nel suo deposito, oltre un centinaio di articoli non conformi, tra capi di abbigliamento e giochi per bambini.

Altre irregolarità sono state poi riscontrate in un paio di negozi, a Mercato San Severino
(SA) e Sarno (SA), entrambi gestiti da soggetti di etnia cinese.
Circa 75.000 prodotti di bigiotteria, cosmetici, giocattoli ed accessori per acquari non sicuri, poiché sprovvisti delle necessarie indicazioni sui materiali impiegati e sulle altre caratteristiche merceologiche, che la Guardia di Finanza di Salerno e Nocera Inferiore ha perciò subito tolto dagli scaffali.

I trasgressori, segnalati per l’autonoma fattispecie amministrativa prevista a tutela della
salute dei consumatori, sono ora chiamati al pagamento di una sanzione che può arrivare a
circa 26.000 euro.

La contraffazione è purtroppo molto diffusa, e “culturalmente” tollerata dai consumatori, a cui non dispiace acquistare capi “apparentemente firmati”. Sebbene questa “visione” non sia condivisa da tutti, c’è da riconoscere che è molto diffusa, altrimenti non si spiegherebbe il perché di una offerta così ampia.

Ciò significa che un grande aiuto “verso la civiltà” può essere dato dai consumatori, nel momento in cui “si impegnano” a fare acquisti consapevoli: domandiamoci quando troviamo prodotti contraffatti, da dove vengono, chi li ha fabbricati, se ne vale poi davvero la pena spendere dei soldi a discapito della Legalità… Perché in fondo, nel momento in cui “diamo soldi” al mercato dei prodotti contraffatti, non facciamo altro -nel tempo- che danneggiare la nostra Economia.

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania 

Emergenza Coronavirus: un nuovo contagio e nessuna guarigione

Torre Annunziata: in base agli ultimi aggiornamenti inerenti all’emergenza da Covid-19, non si registra guarigione, semmai un nuovo contagio.

Emergenza Coronavirus: un nuovo contagio e nessuna guarigione

Torre Annunziata (Na): A seguito degli 89 tamponi processati con l’indice di positività che si attesta all’1,12 per cento, non si registra nessuna guarigione. Si è registrato invece un nuovo contagio, che va ad aggiungersi ai 48 cittadini attualmente positivi.

Le dosi di vaccino somministrate sino ad ora sono 16.772.
I cittadini che hanno ricevuto sia la prima che la seconda dose sono 4.763, mentre quelli che hanno ricevuto solo la prima sono 12.009.
La percentuale è pari al 29 per cento (calcolata sul numero delle prime dosi in rapporto ai
41.355 residenti).
Dall’inizio della pandemia da Covid-19 sono 4.335 le persone che hanno contratto il Coronavirus a Torre Annunziata, di cui 4.197 guarite e 90 decedute.

Permangono dunque le norme anti-contagio previste: indossare la mascherina, proteggendo naso e bocca, mantenersi a distanza dai luoghi troppo affollati, lavarsi spesso le mani.

Sempre in tema di “Salute e Ambiente”, è di poco la notizia che è stata decisa la sospensione dei lavori di collettamento reflui all’impianto di depurazione di foce Sarno.
Riapre dunque, temporaneamente, via Fusco, in direzione mare/monte, nel tratto di strada compreso dall’intersezione con via G. Alfani fino a quella con via delle IV Giornate, con l’obbligo di immissione in via delle IV Giornate per chi proviene da via G. Alfani.

Sono stati momentaneamente sospesi, infatti, i lavori di collettamento reflui all’impianto di depurazione di Foce Sarno. Speriamo che possa essere ripresi presto, dato che ne va della salute dei cittadini, non solo di quelli che vivono nelle aree limitrofe, ma di tutta la comunità.

Se c’è una cosa che questa pandemia ci ha segnalato, è che gli squilibri ambientali, causati dall’uomo, si ripercuotono poi inevitabilmente sulla salute degli essere uomani.

Stéphanie Esposiro Perna / Redazione Campania

Carfagna: Le baraccopoli di Messina sono una vergogna nazionale VIDEO

Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Carfagna: “Le baraccopoli di Messina sono una vergogna nazionale”. Addio alle baracche di Messina.

Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale ha scelto Messina per la sua prima visita istituzionale. La decisione è giunta dopo che la stessa Carfagna ha promosso una norma (ndr: leggi a seguire) volta a trovare una nuova collocazione per i circa ottomila cittadini messinesi che ancora vivono nelle baracche e di bonificare l’area.

“Non sono qui per fare annunci o promesse – ha detto il ministro in conferenza stampa – ma per spiegare un intervento che abbiamo fatto nei primi cento giorni di governo”. Per Carfagna, quella delle baraccopoli è “una vergogna nazionale, una situazione indegna di un Paese civile”.

Sì all’emendamento Carfagna per dire addio alle baracche di Messina

Un Commissario straordinario e 100 milioni di euro per la demolizione delle “baraccopoli” di Messina, il risanamento dell’area e il ricollocamento dei circa 2.300 famiglie che al momento le abitano. È questo in sintesi il contenuto dell’emendamento governativo firmato dal ministro Mara Carfagna, che la 1a Commissione del Senato e poi l’Assemblea di Palazzo Madama hanno approvato oggi nel corso dell’esame di conversione in legge del decreto-legge n. 44, contenente misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19.

Le baracche furono costruite dai cittadini messinesi a partire dagli anni successivi al terremoto del 1908 e la loro proprietà si è trasmessa di generazione in generazione, moltiplicandosi nel Secondo Dopoguerra. Le condizioni igienico-sanitarie (compresa la presenza di amianto) intanto peggioravano sempre più, fino alla recente emergenza legata all’epidemia da Covid-19.

Per il ministro, quello di oggi è “un atto di coraggiosa discontinuità normativa ed economica, che apre la strada a un intervento rapido e definitivo”. Per la prima volta, infatti, sarà un Commissario (incarico che spetterà al Prefetto di Messina) a occuparsi della vicenda e potrà farlo con tempi certi e poteri straordinari.

L’emendamento prevede che entro 60 giorni dalla nomina, il Commissario dovrà procedere all’esatta perimetrazione dell’area delle baraccopoli e alla predisposizione di un piano degli interventi di demolizione, rimozione, smaltimento e conferimento in discarica dei materiali di risulta, risanamento, bonifica, riqualificazione urbana e ambientale, nonché degli investimenti necessari al ricollocamento abitativo dei residenti, compresi l’acquisto e il conferimento al patrimonio del Comune di Messina di immobili da destinare a unità abitative.

Per fare questo, sono stanziati 100 milioni di euro, a valere sulla programmazione 2021-2027 del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), di cui 75 milioni per il 2021, 20 milioni per il 2022 e 5 milioni per il 2023.

Il Commissario potrà assumere le funzioni di stazione appaltante e operare in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto del codice delle leggi antimafia e i vincoli derivanti all’appartenenza all’Unione Europea.

“Ho sempre visto la questione delle ‘baraccopoli’ di Messina come una ferita democratica di portata nazionale – ha commentato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale – sia per il numero di persone che interessa, sia per la storica difficoltà della politica di affrontarla e risolverla. L’epidemia ha reso indifferibile l’intervento. Gli abitanti delle baraccopoli di Messina hanno lo stesso diritto di tutti gli italiani alla salute, all’acqua potabile, ad abitazioni, strade, servizi decenti: un grande Paese europeo e occidentale come siamo, ha il dovere morale prima che politico di cancellare le favelas e garantire dignità anche ai più poveri e fragili”.

Carfagna, “Le baraccopoli di Messina sono una vergogna nazionale” VIDEO / Cristina Adriana Botis / Redazione

Arrestate 3 persone del Clan Terracciano: tentato omicidio VIDEO

Sant’Anastasia, Massa di Somma, Ercolano: Carabinieri arrestano 3 persone vicine al gruppo Terracciano. Tentarono di uccidere reggente del clan rivale.

Questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di 3 (tre) soggetti, riconducibili al gruppo TERRACCIANO e gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio in concorso e porto in luogo pubblico di armi, tutti aggravati dalle finalità mafiose, per aver pianificato ed eseguito il tentato omicidio di PISCOPO Umberto, all’epoca dei fatti reggente del clan rivale PISCOPO-PONTICELLI – operante nei comuni di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio.

I fatti risalgono al 03.05.2018 quando a Massa di Somma, nei pressi del portone dell’abitazione di PISCOPO Umberto, un commando aveva esploso numerosi colpi di pistola calibro 7,65 diretti inequivocabilmente ad uccidere il PISCOPO.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri Nucleo Investigativo di Torre Annunziata e della Tenenza di Cercola e diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli – DDA, è stata sviluppata con intercettazioni telefoniche ed ambientali e suffragata da dichiarazioni rese da persone informate sui fatti, da un collaboratore di giustizia e da uno dei soggetti oggi destinatari di misura cautelare in sede di spontanee dichiarazioni al PM, nonché da riconoscimenti fotografici di esecutori e mandanti.

Il complesso delle attività d’indagine consentiva di:

a. individuare, per ciascuno dei tre indagati, il contributo causale ed effettivo nella realizzazione dell’agguato:
– TERRACCIANO Antonio, 32enne pregiudicato, soggetto di spicco dell’omonimo gruppo camorristico, è stato individuato quale mandante dell’azione omicidiaria – per averla decretata e pianificata – ed esecutore per avervi partecipato;
– SCOGNAMIGLIO Umberto, 50enne pregiudicato, ha partecipato alla fase esecutiva ed organizzativa dell’azione delittuosa, esplodendo materialmente i colpi di pistola nei confronti di PISCOPO Umberto;
– BORRELLI Antonio, 40enne pregiudicato, per aver fornito il proprio concorso nel reato trasportando a bordo della propria autovettura SCOGNAMIGLIO Umberto sin nei pressi dell’abitazione di PISCOPO Umberto e fungendo successivamente da “palo”;

b. riconoscere la matrice tipicamente camorristica del tentato omicidio, particolarmente evidente per le modalità esecutive con cui è stato perpetrato e per il movente, unanimemente indicato da tutti i soggetti dichiaranti nel tentativo del gruppo TERRACCIANO di ottenere il controllo del territorio nei comuni di Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio, ponendo in essere azioni finalizzate ad incrementare il credito di un clan (TERRACCIANO) a scapito di quello rivale (PISCOPO-PONTICELLI).

Arrestate 3 persone del Clan Terracciano: tentato omicidio VIDEO / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

I Carabinieri portano subito in ospedale una bimba che stava soffocando salvandola

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palermo, nella giornata di eri, durante un servizio di controllo del Territorio e prevenzione, percorrendo la via Duca della Verdura, sono intervenuti prontamente per prestare assistenza ad una giovane donna.

La ventenne, in preda al panico, richiedeva aiuto per la propria bambina, di quasi 4 anni, la quale improvvisamente, colpita da una severa sindrome convulsiva con crisi respiratoria, si accasciava al suolo priva di sensi.

I Carabinieri portano subito in ospedale una bimba che stava soffocando salvandola

I militari, dopo aver tentato invano di farle riprendere coscienza, constatata l’insorgenza di cianosi, decidevano di trasportarla, a bordo dell’autovettura di servizio, presso il locale Ospedale dei Bambini “Giovanni di Cristina”.

Il personale medico è riuscito a rianimare in tempo la piccola, disponendone il ricovero solo per accertamenti.

Adduso Sebastiano

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Due giovani sul ciclomotore con dei lunghi coltelli. Denunciato il proprietario

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arrestato un 38enne palermitano che trasportava hashish per un valore di circa settecentomila euro

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La GdF di Catania ha sgominato un cartello di trafficanti di droga

Cartello della droga tra catanesi, albanesi e colombiani, sgominato dalla GdF

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Macedone irreperibile da tempo viene rintracciato ed arrestato per scontare una condanna

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Meteo: gli ultimi aggiornamenti in vista del Weekend e 2 Giugno

Meteo: Weekend Incerto, insidiosi temporali minacciano l’anticiclone. Gli aggiornamenti per Sabato, Domenica. Festa della Repubblica minacciata da un vortice carico di grandine. La tendenza per tutto il mese

Le grandi manovre in atto in questi giorni sul comparto mediterraneo, con l’anticiclone pronto a prendersi la scena garantendo maggior stabilità atmosferica, potrebbero già venir minacciate nel corso del prossimo weekend a causa di insidiosi temporali.

Facciamo il punto della situazione analizzando gli ultimi aggiornamenti in vista di sabato 29 e domenica 30 maggio.

Nel corso del fine settimana le condizioni meteo saranno condizionate dalla rimonta dell’anticiclone, che si distenderà in maniera generalizzata su buona parte del bacino del Mediterraneo centro occidentale. Tuttavia, il bordo orientale dell’alta pressione rischierà di venir attaccato da correnti più fresche ed instabili collegate ad una goccia fredda (piccolo vortice ciclonico) presente sulla Penisola Balcanica: se tutto ciò venisse confermato, le conseguenze più immediate sarebbero a carico del comparto alpino centro-orientale, dove potrebbe acuirsi il rischio di rovesci temporaleschi, specie durante le ore pomeridiane, ma attenzione, con fenomeni che localmente potrebbero anche sconfinare fin verso le pianure circostanti, in particolare quelle di Veneto Friuli Venezia Giulia. Qualche rovescio isolato potrebbe interessare anche il Nord Ovest (settori di montagna) e le zone interne del Centro. Insomma queste correnti rappresenterebbero una vera e propria spina nel fianco di una giornata nel complesso soleggiata sul resto del Paese. Si perché sul resto delle regioni avremo tempo stabile con valori termici più che gradevoli e consoni alla parte finale di maggio.

Domenica 30, invece, il dominio dell’anticiclone dovrebbe risultate più granitico, garantendo una prevalenza di sole su tutte le nostre regioni, anche se le temperature, ancora una volta, faticheranno a salire, a causa dei venti dai quadranti settentrionali che soffieranno specie lungo i settori adriatici e ionici. Infatti il vortice ciclonico in movimento verso levante attiverà queste vivaci correnti che ci terranno compagnia per buona parte della giornata.

Volgendo lo sguardo al mese di Giugno possiamo segnalare che quella del 2 giugno sarà probabilmente la prima festività, dopo tanto tempo, in cui tutta l’Italia sarà in zona gialla, addirittura con qualche regione in zona bianca.

L’attenzione, restrizioni superate, è rivolta ora ovviamente al meteo.

Che tempo farà?

Il subbuglio che ha condizionato quasi tutta la stagione primaverile potrebbe reiterarsi anche all’inizio del prossimo mese, che segnerà l’avvio dell’estate meteorologica (martedì 1° giugno).

Grazie agli ultimi aggiornamenti della nostra APP ufficiale possiamo svelarvi le prime anticipazioni sul tempo atteso per la Festa della Repubblica, la quale rischia di essere minacciata da un vortice ricolmo di aria fresca e grandine.

Se volgiamo invece lo sguardo oltre, all’orizzonte possiamo scorgere un importante cambiamento.

Ma andiamo con ordine, analizzando le previsioni per la Festa della Repubblica e tracciando poi una tendenza per tutto il mese di giugno, che si preannuncia parecchio interessante.

Le settimane di passaggio tra una stagione e l’altra sono spesso parecchio altalenanti, a causa delle continue scorribande delle correnti fredde in discesa dal Nord Europa che faticano a cedere il passo alle figure più stabili degli anticicloni.
Ebbene, anche il 2 giugno potrebbe essere probabilmente condizionato da possenti scambi meridiani, ovvero da incursioni di masse d’aria fresca e instabile che potrebbero sconfinare fin sul bacino del Mediterraneo. Allargando il nostro sguardo al quadro europeo salta subito all’occhio infatti un poderoso ciclone posizionato sulle Isole Britanniche continuamente alimentato da aria fredda in discesa dal Polo Nord. La traiettoria del vortice è ancora incerta e potrebbe subire ulteriori cambiamenti, detto questo se ciò fosse confermato è lecito attendersi una fase climatica piuttosto movimentata, con il rischio anche di violenti temporali con locali grandinate, specie al Centro-Nord, a causa dei contrasti tra correnti d’aria diametralmente opposte.
In queste particolari condizioni meteo anche le temperature rischiano di subire un nuovo drastico calo, con valori tutt’altro che estivi.

Successivamente, diciamo dal 7/10 di giugno l’anticiclone dovrebbe riuscire ad imporsi con sempre maggior forza sul bacino del Mediterraneo. Le ultime tendenze stagionali confermano infatti l’arrivo del grande caldo con anomalie termiche positive fino a +3°C rispetto alla media climatica di riferimento (1993-2016) al Centro Sud. Nella pratica questo potrebbe tradursi in 10/15 giorni con temperature massime fin verso i 32°C: insomma le classiche fiammate africane sempre più frequenti negli ultimi anni. Discorso diverso invece sulle Alpi e sulle pianure settentrionali dove il resto del mese potrebbe trascorrere senza particolari scossoni dalla media e con un’alternanza tra fasi soleggiate e il rischio di rovesci temporaleschi sempre in agguato.
Potrebbe dunque cambiare definitivamente tutto con la seconda decade di giugno.
Staremo a vedere se ci saranno conferme nei prossimi giorni.

Previsioni Meteo: gli ultimi aggiornamenti in vista del Weekend e 2 Giugno / Cristina Adriana Botis / Redazione

Meteo Castellammare di Stabia: oggi poco nuvoloso, Giovedì….

Meteo Castellammare di Stabia per Mercoledì 26 Maggio 2021. Giornata caratterizzata da cielo poco nuvoloso, temperature comprese tra 12 e 25°C, Giovedì 27 e Venerdì 28 sereno

Castellammare di Stabia, Mercoledì 26 Maggio:

giornata caratterizzata da cielo poco nuvoloso, temperatura minima di 12°C e massima di 25°C. Nel dettaglio: cielo poco nuvoloso al mattino, nuvolosità innocua al pomeriggio, cielo sereno alla sera. Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 25°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 5 sarà di 12°C. I venti saranno al mattino moderati provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 10km/h, moderati da Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 16km/h, alla sera deboli provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità di circa 8km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 120m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 8.9, corrispondente a 989W/mq.

Giovedì 27 Maggio:

giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo sereno. Durante la giornata di domani la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 25°C, la minima di 12°C alle ore 6. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Sud-Ovest con intensità di circa 9km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 16km/h, deboli da Ovest-Nord-Ovest alla sera con intensità di circa 10km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.8, corrispondente a 1036W/mq.

Venerdì 28 Maggio:

si prevede una giornata caratterizzata da bel tempo. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 29°C, la minima di 12°C alle ore 6. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Nord con intensità di circa 5km/h, moderati da Ovest al pomeriggio con intensità di circa 14km/h, alla sera deboli da Nord-Nord-Est con intensità tra 7km/h e 17km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.7, corrispondente a 1034W/mq.

Sabato 29 Maggio:

giornata caratterizzata da nubi di scarsa consistenza, min 14°C, max 29°C. Nel dettaglio: cielo sereno al mattino e al pomeriggio, cielo coperto alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 29°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 6 sarà di 14°C. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Est-Nord-Est con intensità di circa 2km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 15km/h, deboli da Nord-Ovest alla sera con intensità di circa 8km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.7, corrispondente a 1034W/mq.

Meteo Castellammare di Stabia: oggi poco nuvoloso, Giovedì…. / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Serie BKT: arriva la Goal line Camera

Serie BKT: arriva la Goal line Camera. Il via il 21 agosto

Assemblea di Lega Serie B in videoconferenza. Tutte le società presenti. In apertura deliberate le date di inizio e fine del campionato 2021/2022 che partirà il 21 agosto, con l’open day venerdì 20, per concludersi il 6 maggio. Si giocherà come tradizione nel boxing day (26 dicembre), quindi il 29 dicembre, con la sosta invernale prevista dal 30 dicembre al 14 gennaio. Il torneo osserverà la pausa durante gli impegni delle Nazionali. Approvata dall’Assemblea la Goal line camera, illustrata dal presidente Balata, che andrà a integrare la tecnologia Var per tutte le situazioni relative alla linea di porta, risultando inoltre estremamente utile in fase decisionale anche per i falli e i fuorigioco nell’area di rigore, grazie a una particolare precisione dovuta all’alta frequenza di fotogrammi. L’Assemblea ha approvato la proposta all’unanimità individuando nel progetto un obiettivo che qualifica e impreziosisce ulteriormente la Serie BKT 

Assemblea di Lega Serie B in videoconferenza. Deliberate le date di inizio e fine del campionato 2021/2022 che partirà il 21 agosto, con l’open day venerdì 20, per concludersi il 6 maggio. Si giocherà come tradizione nel boxing day (26 dicembre), quindi il 29 dicembre, con la sosta invernale prevista dal 30 dicembre al 14 gennaio. Il torneo osserverà la pausa durante gli impegni delle Nazionali.

Approvata dall’Assemblea la Goal line camera, illustrata dal presidente Balata, che andrà a integrare la tecnologia Var per tutte le situazioni relative alla linea di porta, risultando inoltre estremamente utile in fase decisionale anche per i falli e i fuorigioco nell’area di rigore, grazie a una particolare precisione dovuta all’alta frequenza di fotogrammi.

 

Carmine D’Argenio 

Due giovani sul ciclomotore con dei lunghi coltelli. Denunciato il proprietario

DUE GIOVANI SUL CICLOMOTORE CON DEI LUNGHI COLTELLI

Nel corso di una attività di Polizia rivolta alla prevenzione e repressione dei reati, personale del Commissariato di P.S. di Licata, in servizio di volante, nel transitare lungo una centrale strada del centro cittadino, intimava l’alt al conducente un ciclomotore, con a bordo due giovani.

Gli Agenti, poichè i giovani licatesi destavano sospetto in quanto particolarmente nervosi ed atteso che nei pressi di quel luogo insistono svariate attività commerciali, li sottoponevano a perquisizione personale che dava esito positivo.

Invero, sul mezzo condotto da uno dei giovani, e precisamente all’interno del vano porta oggetti e nella immediata disponibilità del predetto, venivano rinvenuti 2 lunghi coltelli, per i quali lo stesso non forniva validi motivi che ne giustificassero il porto al di fuori della propria abitazione.

Pertanto, atteso i gravi indizi di colpevolezza, il giovane possessore del ciclomotore veniva deferito alla Procura della Repubblica di Agrigento poiché resosi responsabile del reato di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

MISURA ALTERNATIVA AI DOMICILIARI NEI CONFRONTI DI UN GAMBIANO

In data 21.05.2021, in Licata, personale Polizia di Stato dava esecuzione ad un’Ordinanza, emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, nei confronti di un cittadino gambiano, con la quale veniva disposta l’applicazione della misura alternativa della detenzione domiciliare per la durata di mesi 11 e giorni 28.

Il sottoposto era stato condannato per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con sentenza del Tribunale di Agrigento del 03.06.2020.

MISURA ALTERNATIVA AI DOMICILIARI NEI CONFRONTI DI UN LICATESE

In data 21.05.2021, in Licata, personale Polizia di Stato dava esecuzione a un’Ordinanza, emessa in data 20.04.2021 dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, nei confronti di un cittadino licatese, con la quale veniva disposta l’applicazione della misura alternativa della detenzione domiciliare per la durata di mesi 8.

Il sottoposto era stato condannato per i reati di furto aggravato con sentenza del Tribunale di Agrigento del 12.12.2020.

Adduso Sebastiano

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102 kg di hashish trasportati nell’autotreno. Arrestato

102 kg di hashish trasportati nell’autotreno. Arrestato

La Polizia di Stato di Palermo ha tratto in arresto, per il reato di trasporto di sostanze stupefacenti, C.S., 38enne palermitano, trovato in possesso di 102 kg. di hashish.

L’arresto è maturato nell’ambito dei rafforzati servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore di Palermo per la prevenzione ed il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, con lo scopo di monitorare le principali arterie cittadine nonché gli assi viari autostradali piu’ importanti.

IL SOSPETTO

In tale contesto, sabato scorso, i poliziotti della sezione Antidroga della Squadra Mobile, coadiuvati da personale della Polizia Stradale, sotto sezione di Buonfornello (PA), durante un servizio di controllo a campione di automezzi diretti nel capoluogo siciliano, hanno avvertito il rumore di numerosi clacson di automobili che, in coda per il pagamento del pedaggio alle barriere autostradali, erano bloccati da un autotreno con rimorchio, il cui conducente aveva arrestato la marcia a pochi metri dalla sbarra.

Considerata la potenziale situazione di pericolo per i mezzi in arrivo alle barriere e visto l’ingorgo che rapidamente si era creato, i poliziotti sono intervenuti e nell’invitare il conducente a spostare rapidamente l’automezzo, hanno constatato che questi alla loro vista, d’un tratto aveva mostrato un totale stato di agitazione. Tale atteggiamento ha fatto sospettare agli agenti che la battuta d’arresto del mezzo prima delle barriere, non fosse dipesa da un possibile guasto ma, dal timore di essere sottoposto ad un controllo da parte dei poliziotti della Polstrada.

LA PERQUISIZIONE

Dopo aver fatto spostare il veicolo ed avere identificato il conducente per, C.S. 38enne palermitano, gli agenti hanno notato che questi appariva ansioso e particolarmente preoccupato dall’eventualità che il controllo venisse esteso anche al carico contenuto all’interno del veicolo, accertamento che veniva effettuato tramite una perquisizione del veicolo presso la caserma P. Lungaro.

L’intuizione dei poliziotti si rivelava centrata, poiché venivano rinvenuti, all’interno del rimorchio 13 scatole di cartone (reclamizzanti un noto marchio di detersivi), 12 delle quali contenenti ciascuna circa 8 kg. di panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish, ed una contenente circa 6 kg. della medesima sostanza.

L’ARRESTO

La droga rinvenuta, del peso complessivo di 102 kg. Veniva posta sotto sequestro, mentre C.S. tratto in arresto nella flagranza del reato di trasporto di sostanza stupefacente, aggravato dall’ingente quantità, su disposizione dell’A.G. veniva associato alla locale casa Circondariale “Lorusso- Pagliarelli”.

L’intuizione dei poliziotti e la loro tempestiva azione ha impedito che un ingente quantitativo di droga raggiungesse le piazze dello spaccio del capoluogo siciliano pronta per essere ceduta in particolar modo alle fasce giovanili e fruttando migliaia di euro.

NOTA

Giova precisare che l’odierno arrestato è allo stato indiziato in merito al reato contestato e che la sua posizione sarà definitiva solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

Adduso Sebastiano

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Juve Stabia, il Podio Gialloblu della stagione 2020/21

Complessivamente positiva la stagione del ritorno in Serie C della Juve Stabia, che ha chiuso il campionato al quinto posto, salvo venire eliminata ai playoff dal Palermo.

Questo il Podio Gialloblu della stagione terminata per le Vespe il 19 maggio scorso.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Marotta, che ha ribaltato la stagione della Juve Stabia. Spesso si dice, soprattutto in Italia che le grandi squadre hanno in primis una grande difesa; circostanza vera ma è altrettanto vero che Marotta ha mostrato come una buona squadra possa esaltarsi se ha come terminale un attaccante in grado di segnare con regolarità. 12 reti in 15 partite con la casacca stabiese e la consapevolezza di aver dato autorità e fiducia alla squadra: numeri e contributo impressionanti per Marotta, che deve essere cardine attorno cui costruire la squadra del futuro. Bravo lui e brava la Società a scegliersi a vicenda.

Medaglia d’argento: ad Andrea Vallocchia, il “piccolo Cazzola” del centrocampo delle Vespe. Alzi la mano chi si sarebbe aspettato un rendimento così determinante e trascinante da parte del centrocampista di Rieti, arrivato a Castellammare con una carico di buone speranze ma poco più. Il 21 gialloblu ha invece subito sfoggiato coraggio e strapotere fisico fondamentali in una mediana che, mai come quest’anno, ha sofferto la mancanza di muscoli e fisicità. Presente e pimpante anche in zona gol e assist, il suo guizzo sul finale ha consegnato a Marotta il rigore che ha permesso alla Juve Stabia di giocarsi il secondo turno playoff col Palermo.

Medaglia di bronzo: a Magnus Troest, che si è dimostrato Capitano con la C maiuscola proprio quando la sua esperienza stabiese pareva al capolinea. Sin dalle prime conferenze dell’ex diesse Ghinassi, il danese era posto sull’altare dei sacrificati in nome dei bilanci ma, ciononostante, Magnus non ha mai fatto mancare il suo apporto. A partire dalla prima gara stagionale, quella con la Tritium, Troest si è reso disponibile a scendere in campo, al contrario di altri compagni, pur sapendo di avere alte probabilità di andare via. Quando il suo addio non si è perfezionato, il difensore ha guidato una squadra giovane e nuova senza mai far mancare grinta e motivazioni, risultando unico punto fermo di una difesa rivoluzionata a gennaio. Sarebbe importante ripartire ancora una volta da lui.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Mastalli, la cui esperienza alla Juve Stabia si è chiusa con una stagione anonima. Per il centrocampista emiliano valgono, ma al contrario, le considerazioni fatte per Troest. Probabilmente deluso per retrocessione e permanenza in Serie C, Mastalli non è mai stato realmente determinante e, salvo pochi acuti su calcio piazzato, ha fatto vedere pochissimo rispetto alle stagioni precedenti. Triste l’epilogo che lo ha sottratto al campo con largo anticipo, nel quale non entriamo perchè non conosciamo i dettagli del suo problema fisico e della gestione dello stesso. Lascia l’amaro in bocca, per quello che Mastalli ha rappresentato, la susseguente assenza totale alle vicende della squadra, con il centrocampista mai tornato neanche ad assistere ad una gara di quelli che erano ancora i suoi compagni.

Medaglia d’argento: a Jacopo Cernigoi, privato del campo e dei gol a causa di tantissimi problemi fisici. Dal punto di vista calcistico, la stagione della punta ex Sambenedettese non è valutabile perchè il covid, le relative complicanze ed altri infortuni non gli hanno permesso di mostrare il suo valore. La sua perdurante assenza ha rappresentato una doccia gelata per il club, che aveva puntato su Cernigoi come attaccante principe della stagione. Sperando si sia trattato solo di un’annata balorda, sarebbe interessante vederlo all’opera finalmente in buone condizioni, ovviamente a condizioni (economiche) che tengano conto della stagione difficile da cui proviene. Ne approfittiamo per distaccarci dalla tanta, troppa, ironia con cui le sue vicende, a lungo complesse, sono state accompagnate.

Medaglia di bronzo: ad Andrea Bovo, la cui esperienza è stata sicuramente importante per il gruppo ma poco in campo. L’ex Reggiana, che tanto bene aveva fatto da avversario della Juve Stabia nei playoff di tre stagioni fa, era considerato un colpo di lusso per la categoria ma non è riuscito a imporsi. Forse, nelle gerarchie di inizio stagione, sarebbe stato lui il titolare designato al posto di Vallocchia, poi esploso, ma i programmi sull’utilizzo costante di Bovo sono rimasti solo teorici.

La Polizia di Stato presenta “Il mio diario” a Ponticelli – VIDEO

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Continuano le iniziative della Polizia di Stato in tutte le scuole italiane per la presentazione dell’agenda della legalità “Il mio diario”: domani  toccherà al Comprensivo “49° Toti-Borsi-Giurleo”,  piazza Aprea a Ponticelli

Domani mattina presso l’Istituto Comprensivo “49° Toti-Borsi-Giurleo” di piazza Aprea a Ponticelli verrà presentata l’agenda della legalità “Il mio diario”, dedicata agli alunni delle scuole elementari e realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione ed il sostegno del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’obiettivo dell’evento è di avvicinare gli adulti di domani alla cultura della legalità e, attraverso contenuti e un linguaggio adeguati ai giovanissimi, contribuire alla loro formazione attraverso la condivisione di valori quali il rispetto delle regole della convivenza civile sanciti innanzitutto dalla nostra Costituzione.

Al termine della presentazione del progetto, giunto alla sua ottava edizione, i poliziotti della Questura di Napoli, del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, della Sezione Polizia Stradale di Napoli e del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Campania distribuiranno ai giovani studenti copie de “Il mio Diario”.

La presentazione dell’agenda della legalità “Il mio diario” all’interno del plesso “Impastato” dell’Istituto Comprensivo “Manzoni – Impastato” di Palermo avvenuta il 20 maggio 2021 scorso.

La Polizia di Stato presenta “Il mio diario” a Ponticelli – VIDEO / Lorenza Sabatino / Redazione Campania

COLLEGATA:

La Polizia di Stato nelle scuole con il progetto il “mio diario”

L’Ora Azzurra, in diretta sui canali social di  Vivicentro

L’Ora Azzurra, in diretta sui canali social di  Vivicentro

 

 

Ora Azzurra, ospite di serata: Ciro Ianuale, Napoli fan

 

Delusione, tanta delusione. Al Maradona si interrompe il sogno Champions del Napoli che contro il Verona, giocando male, non va oltre l’1-1. Passano Juventus e Milan, agli azzurri non resta che l’Europa League. Questo cambia e anche tanto i piani della società. Chi sarà il prossimo allenatore degli azzurri? Come si svolgerà il mercato azzurro? Chi saranno i giocatori che saluteranno Napoli?

 

Saranno questi i temi che tratteranno stasera nell’Ora Azzurra, alle 21:00, Marco Palomba, Carmine D’Argenio, Natale Giusti,  Francesco Pio De  Martino ed Elio Guerriero. Tra gli ospiti ci sarà Ciro Ianuale, Napoli fan.

 

Appuntamento dunque a questa sera alle 21:00 sulle pagine Facebook, Youtube e Twitch  di Vivicentro. Puntata che sarà poi possibile vedere in replica per tutta la settimana su Teleblu, canale 816 del digitale terrestre.

 

L’Ora Azzurra, in diretta sui canali social di  Vivicentro/  Marco Palomba

 

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Napoli: due denunciati per contrabbando di tabacchi lavorati esteri

Mercato: sono stati sorpresi due ventenni con TLE e munizioni, denunciati per contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Napoli: due denunciati per contrabbando di tabacchi lavorati esteri

Napoli-Ieri mattina gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine Campania, nel corso di operazioni di controllo sul territorio, in via Luigi Serio hanno sottoposto a controllo un uomo e una donna a bordo di uno scooter.
Nel corso dell’operazione, i poliziotti hanno rinvenuto, all’interno del bauletto del mezzo, 15 stecche di tabacchi lavorati esteri del peso di circa 3 kg.
Con il supporto di una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione del conducente in vico Gabella della Farina dove hanno rinvenuto altri 675 pacchetti di sigarette per un peso complessivo di 13,5 kg.

I due soggetti, S.P. e C.F., napoletani di 20 e 27 anni, sono stati dunque denunciati per contrabbando di tabacchi lavorati esteri; infine, al conducente sono state contestate due violazioni del Codice della Strada per guida senza patente poiché mai conseguita e mancanza di copertura assicurativa, mentre il passeggero è stato denunciato per detenzione abusiva di munizioni poiché trovato in possesso di 44 cartucce di vario calibro.

 

Ad ERCOLANO: Carabinieri arrestano esponente del clan Ascione –

Ercolano- I Carabinieri della sezione operativa di Torre del Greco e quelli della tenenza di Ercolano hanno arrestato Immacolata Adamo, 61enne del posto, esponente del clan Ascione-Papale.

La donna, raggiunta da un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale della Repubblica presso la corte di Appello di Napoli, per una condanna di 7 anni e 4 mesi di reclusione, dovrà ancora scontare circa 2 anni e mezzo di carcere per un cumulo di pena derivante da reati associativi. È stata tradotta al carcere di Pozzuoli.

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania