Giardini Naxos impazza per la vittoria azzurra in semifinale contro la Spagna e il sogno di un lieto fine calcistico si avvicina. Si vola in finale a Euro 2020.
L’Italia ha battuto la Spagna 5-3 ai calci di rigore, dopo gli errori di Alvaro Morata, Dani Olmo e Manuel Locatelli, il goal di Jorghino è stato decisivo mettendo fine alla sofferenza dei tifosi dopo che i tempi regolamentari e i supplementari si sono conclusi sull’1-1.
Abbiamo dunque la prima finalista, ed è la nostra Italia, l’altra, sarà decisa oggi, nel match tra Inghilterra e Danimarca.
L’atto conclusivo del torneo continentale è in programma domenica 11 luglio a Wembley alle ore 21.00.
Raggiungere una finale dei Campionati Europei tre anni dopo aver guardato gli altri contendersi un Mondiale in tv, è sicuramente un successo, sarebbe sbagliato pensare di potersi accontentare. Ma la strada tracciata fin qui dai ragazzi di Mancini rimarrà comunque nella storia del calcio del nostro Paese.
Intanto in video vediamo un momento di esplosione di gioia sul lungo mare di Giardini Naxos per la vittoria degli azzurri.
Nell’euforia, scatta la festa, una festa che, come spesso accade nel nostro Paese, indossando una maglia azzurra che ci unisce, permette a tutti di dimenticare difficoltà e problemi,e in questo caso, di dimenticare anche le norme anti-contaggio Covid
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis punta alla riapertura degli stadi solo per le persone vaccinate per la nuova Serie A
Napoli, De Laurentiis vuole la riapertura degli stadi
Siamo, quasi, pronti per l’inizio di una nuova stagione di Serie A. Non mancano però come sempre le difficoltà e le perplessità. In particolare sul tema stadio. I club, su tutti il Napoliche si espresso più volte con De Laurentiis, vorrebbe la riapertura degli stadi a tutte le persone che si sono vaccinate.
Bomba sganciata
Grido d’allarme, lanciato da Aurelio De Laurentiis, che è stato anche ben accolto da tutti gli altri presidenti. Almeno come fa sapere il quotidiano La Repubblica:
“De Laurentiis ha avuto l’appoggio generale e convinto degli altri presidenti, durante la riunione informale che si è appena svolta in un albergo di Milano. Tra le soluzioni alternative proposte dal numero uno azzurro c’è quella del via libera totale almeno per i vaccinati, che molto presto sarà recepita dalla Figc e dalla Lega Calcio, pronta a inoltrare in tal senso una richiesta ufficiale nelle istituzioni e alla politica. Manca meno di un mese e mezzo al via del prossimo campionato e bisogna correre in fretta ai ripari, pure per evitare che i tifosi si abituino a vedere le partite soltanto alla tv, come è purtroppo successo nell’ultimo anno e mezzo per colpa del coronavirus.”
Appoggio collettivo
Un scelta all’unanimità quello di voler riaprire gli stadi, come continua a sottolineare la testata giornalistica:
“Ma la posizione del proprietario del Napoli è condivisa da tutti i suoi colleghi e per questo i presidenti della Serie A(dopo la proficua riunione a Milano) hanno deciso di chiedere al Governo, prima di prepararsi per la ripresa a pieno regime del campionato. Il 22 agosto è in calendario la prima giornata e per quella data i club si aspettano delle risposte concrete dalla politica, anche e non ci sono ultimatum ed è esclusa per il momento la possibilità di uno stop preventivo al ritorno in campo. Il principale nodo da sciogliere è quello legato alla presenza negli stati della Serie A di appena il 25 per centro degli spettatori, un quarto rispetto alla capienza complessiva. Per De Laurentiis sono troppo pochi e tutti i suoi colleghi sono allineati sull’opposizione rigida del Napoli”
L’Italia di Roberto Mancini risponde presente ancora una volta. Spagna battuta ai rigore e finale raggiunta. E no, cari italiani, non chiamatelo sogno…ma realtà
Italia, tranquilla non stai sognando
Difficile scrivere, analizzare e cercare di spiegare le sensazioni che prova un italiano, al termine di una partita, quella contro la Spagna, caratterizzata da una sofferenza totale. L’Italia di Mancini però risponde presente: eliminata anche la Spagna e accesso in finale. Sì, proprio nella sfida più importante di tutte, nella quale chi vince alza la coppa diventando campione d’Europa.
La sofferenza iniziale
Gli azzurri battono dunque la Spagna di Luis Enrique, soffrendo forse un po’ troppo. Nel primo tempo in particolare, la Spagna ha totale controllo della partita: sbagliano poco e con un grande tiki-taka riescono a mandare a vuoto il pressing dei nostri azzurri. Ed è lì che poi cambia la sfida, nel secondo tempo soprattutto. Mancini si rende conto che la Spagna ha una grande qualità: far correre a vuoto i suoi avversari, allora si cambia: fase di non possesso composta dagli esterni che, oltre ad abbassarsi per andare a formare il centrocampo a cinque, davano una grande mano in fase difensiva. Ma, lo avevo detto anche in altre circostanze, la squadra di Luis Enrique aveva una caratteristica: la linea difensiva altissima, ed è stata proprio quella che ha portato poi alla rete di Chiesa, sempre più trascinatore degli azzurri.
L’adattamento
Dopo il gol la musica è cambiata. Se prima avevamo visto un’Italia che poteva far male nelle ripartenze, la Spagna non ha solo continuato a fare la sua partita, ma non ha concesso neanche grandi ripartenze all’Italia. Vari errori, troppi forse, nati dalla stanchezza che, in una semifinale, puoi anche accettare ma non puoi permetterti. Ed è proprio su un’occasione sbagliata che la Spagna ha saputo punire alla grande col subentrato Morata: 1-1 e poi supplementari soporiferi che portano la sfida ai calci di rigore.
Quei “benedetti” rigori
La tensione in quei momenti sale e non poco. I rigore, si sa, sono una lotteria. Il primo l’Italia lo sbaglia con Locatelli, così come la Spagna con Olmo(per distacco il migliore in campo). L’evento decisivo però resta il quarto rigore: risultato di 3-2 per gli azzurri, batte Morata che però se lo lascia intuire da Donnarumma. E allora sottolineamolo ancora un volta chi protegge i pali della nostra Nazionale. Una sicurezza, garanzia assoluta. La finale raggiunta è senza dubbio anche grazie alla sua enorme partecipazione in parate, che vanno dalla sfida contro l’Austria agli ottavi, salva-risultato. Si arriva poi ovviamente all’ultimo rigore, quello di Jorginho. Nominato “il Professore”. Su di lui c’è fiducia ovviamente totale, ma anche tanta paura perché la pressione a volte può giocare brutti scherzi. Ma, fortunatamente, non se ti chiami Jorginho. Spiazzato Simon e finale portata a casa.
Tu chiamale, se vuoi, emozioni
L’emozione al termine di quella rete è ovviamente indescrivibile. L’Italia vince una sfida che sul piano del gioco forse non meritava più di tanto, ma alla fine, dopo tutto questo possesso palla non è la Spagna abbia tirato in porta proprio tanto più di noi. Abbiamo trovato di fronte un avversario super ostico come mai prima ci era successo. Senza dubbio il fatto che giocassero il nostro stesso calcio può aver influito, ma ancora una volta quella di ieri a Wembley è stata la prova che questi azzurri sanno veramente vincere in tutti i modi. E ora testa alla finale, all’undici contro la vincente di Danimarca-Inghilterra e poi sì, ritorneremo a cantare il nostro inno ancora a Wembley. Tutto questo è l’incoronamento di un sogno? No, per quello attendiamo domenica.
L’operazione riguarda persone fisiche e società coinvolte in gravi frodi fiscali connesse al contrabbando internazionale di prodotti petroliferi
Questa mattina, oltre 200 militari della Guardia di Finanza hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Potenza, Roma, Chieti, L’Aquila, Mantova e Milano, circa 40 perquisizioni e data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 128 milioni di euro nei confronti di persone fisiche e società coinvolte in gravi frodi fiscali
In data odierna, nell’ambito di un’attività d’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, diretta dal Procuratore Dott. Antonio Centore, oltre 200 militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione, nelle province di Salerno, Napoli, Potenza, Roma, Chieti, L’Aquila, Mantova e Milano, ad ordinanze di misure cautelari personali e a sequestri preventivi di somme di denaro ed altri beni per oltre 128 milioni di euro, nei confronti degli indagati e delle società coinvolte in gravi frodi fiscali connesse al contrabbando internazionale di prodotti petroliferi, nonché in condotte di autoriciclaggio ed intestazione fittizia di beni.
Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Roberto Lenza, hanno ricostruito l’attività di due distinte associazioni criminali, radicate nell’Agro nocerino-sarnese, dedite alla commercializzazione di carburante adulterato, importato da diversi Paesi esteri eludendo il pagamento delle imposte.
Già a partire dal 2018, gli approfondimenti della Guardia di Finanza avevano consentito il sequestro di 13 autocisterne con oltre 500.000 litri di prodotto petrolifero di contrabbando e l’arresto in flagranza di n. 4 soggetti.
In particolare, alla luce delle risultanze investigative, il G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di altri 4 promotori ed organizzatori di una delle due associazioni, per i quali è stato ravvisato il pericolo concreto ed attuale di reiterazione dei reati, nonché emesso, nei confronti di n. 32 società riconducibili alle organizzazioni criminali, misure cautelari reali per oltre 128 milioni di euro, pari all’ammontare delle imposte evase (IVA, accise, IRES e IRPEF).
All’esito delle perquisizioni di questa mattina, sono stati vincolati, tra Lombardia, Abruzzo, Lazio, Campania e Basilicata, n. 27 veicoli commerciali utilizzati per il trasporto dei carburanti, nonché quote societarie, i compendi aziendali di 9 imprese (7 italiane e 2 estere), 2 depositi commerciali, 10 impianti di distribuzione, un’imbarcazione di lusso. Gli accertamenti sono stati avviati verso la fine del 2017, a seguito di alcune anomalie emerse in merito ad un traffico di carburante proveniente dall’Est Europa, venduto in Italia sfruttando un meccanismo fraudolento che portava ad evitare il pagamento delle imposte dovute.
Nello specifico, secondo quanto ricostruito dai Finanzieri, gli indagati, nell’arco di soli due anni (tra il 2018 ed il 2019), avrebbero “importato” illegalmente da fornitori ungheresi, croati e sloveni oltre 20 milioni di litri di “olio anticorrosivo e preparazioni lubrificanti”, prodotti per natura non soggetti alle accise e, in linea con la normativa comunitaria, nemmeno al monitoraggio del loro trasporto.
Sul piano cartolare, il percorso seguito era invece molto più tortuoso ed articolato.
Dopo essere state sottoposte, in una base logistica in Slovenia, ad un processo di adulterazione che le rendeva idonee alla carburazione, le partite di merce venivano caricate su autocisterne dirette in Italia, scortate da documentazione fiscale del tutto falsa, che gli autisti avevano cura di distruggere non appena varcata la frontiera, sostituendola con quella di accompagnamento specificamente prevista per coprire il restante tragitto nel territorio nazionale (attestando il trasporto di gasolio per autotrazione ad imposta assolta).
Cautela adottata per superare gli eventuali controlli su strada della Guardia di Finanza. I carichi irregolari proseguivano, infine, verso un deposito petrolifero dell’hinterland milanese, hub di distribuzione attraverso il quale le partite di carburante venivano immesse tranquillamente in consumo, presso distributori all’ingrosso e tramite la rete delle cc.dd. “pompe bianche” (o “no logo”), gestite da membri delle associazioni o comunque da società clienti.
Nel porre in essere le diverse condotte fraudolente – che, solo di accise, hanno determinato complessivamente un’evasione fiscale di oltre 11 milioni di euro -, le associazioni si avvalevano anche di società “di comodo” – imprese prive di qualsiasi consistenza economica, struttura operativa o personale dipendente -, il cui compito era solo quello di farsi carico dell’IVA derivante dalle vendite, senza poi adempiere ai conseguenti obblighi di versamento.
Una perdita per il Fisco, quest’ultima, ancora più grave, quantificata in quasi 99 milioni di euro, tenuto conto anche dei riflessi derivanti dalla ricostruzione delle posizioni fiscali dei vari soggetti economici coinvolti.
Ed infatti, le “cartiere”, apparentemente attive in sedi dislocate in tutto il territorio nazionale ed intestate a soggetti prestanome, erano inserite in un più complesso meccanismo di frode “carosello”, finalizzato all’emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, che garantiva la creazione di “schermi” tra i punti di approvvigionamento del prodotto petrolifero ed i reali utilizzatori, i quali, “risparmiando” sul pagamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto, potevano poi praticare un prezzo di rivendita più competitivo.
Per avere un’idea di quanto sia stato lucroso il meccanismo messo in piedi, basta considerare che, per ogni litro di gasolio venduto ad un prezzo medio “alla pompa” di 1,50 euro, gli indagati ottenevano un indebito “risparmio” di circa 27 centesimi di IVA e 60 di accise, per un totale di quasi 90 centesimi al litro di imposta evasa.
Nel tempo, gli éscamotage sono stati anche adeguati ai mutamenti normativi nella disciplina sugli acquisti di carburante.
Ne è una prova l’accorgimento adoperato per eludere la responsabilità “in solido” nell’assolvimento dell’IVA, introdotta nel 2018 a carico dei depositi fiscali. In quell’occasione, gli associati hanno iniziato a far uso di “lettere d’intento” false, dichiarando fittiziamente il possesso della qualifica di “esportatori abituali” per continuare ad acquistare gasolio senza il pagamento dell’imposta.
Nell’ambito della presente inchiesta, le indagini patrimoniali e l’analisi delle segnalazioni per operazioni sospette pervenute dagli istituti bancari hanno consentito di monitorare i rilevanti profitti conseguiti dai sodalizi, sistematicamente trasferiti alle proprie società estere (vere e proprie “casseforti”) per impedirne la tracciabilità, ovvero reimpiegati nel territorio nazionale per l’acquisizione di quote societarie, impianti di stoccaggio e di distribuzione di prodotti energetici. In un biennio, sono stati effettuati investimenti in depositi per oltre 3 milioni di euro.
Si tratta, nel complesso, di manovre finanziarie importanti, che hanno contribuito alla realizzazione di un’economia illecita “circolare”, mediante la quale i confini commerciali del network criminale si sono estesi fino al Potentino, all’Abruzzo e alla Lombardia, accumulando ricchezze che gli associati non mancavano di ostentare.
Ne sono un esempio le auto di lusso, del tipo Lamborghini e Porsche, rigorosamente intestate a proprie società estere, sfoggiate in occasione delle inaugurazioni dei distributori di carburante via via acquistati.
Peraltro, cinque degli indagati, reimpiegando i proventi delle attività illecite all’estero e risultando a tutti gli effetti privi di qualsiasi fonte reddituale, hanno potuto pure presentare la domanda per il reddito di cittadinanza.
Per neutralizzare le molteplici ed articolate manifestazioni illecite delle due organizzazioni, la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e la Guardia di Finanza hanno sviluppato un complesso filone investigativo, impiegando tutti gli strumenti tipici della polizia economico[1]finanziaria, quali, ad esempio, accertamenti bancari, analisi di segnalazioni di operazioni sospette, mutua assistenza amministrativa con gli organi collaterali esteri, incrocio delle risultanze delle banche dati.
Nonostante le difficoltà sottese al carattere transnazionale dei reati contestati, che hanno reso più insidioso l’accertamento dei fatti di frode emersi, le indagini hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico di n. 59 indagati e di arginare un fenomeno illecito fortemente distorsivo degli equilibri concorrenziali del mercato dei carburanti.
I finanzieri di Palermo, con la GdF di Firenze, Prato e Viareggio, hanno arrestato 2 imprenditori delle costruzioni immobiliari per bancarotta
Su delega della locale Procura della Repubblica, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo – con la collaborazione dei colleghi di Firenze, Prato e Viareggio – hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo siciliano nei confronti di 2 soggetti, dei quali:
1 destinatario di custodia cautelare in carcere: MAZZANTI Simone(cl. 68);
1 sottoposto agli arresti domiciliari: GIAMBRA Michele(cl. 49),
ai quali viene contestato il reato di bancarotta fraudolenta nella loro veste, rispettivamente di amministratori di diritto e di fatto della società CAPOPASSERO S.r.l., operante nel settore delle costruzioni immobiliari, dichiarata fallita dal Tribunale di Palermo in data 27 gennaio 2020.
Contestualmente, le Fiamme Gialle palermitane hanno provveduto all’esecuzione del sequestro preventivo di complessivi 4 milioni di euro quale profitto del reato.
LE INDAGINI
Le indagini, condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo – Gruppo Tutela Mercato Capitali, sono state avviate a seguito della dichiarazione di fallimento della società, impegnata negli ultimi anni in un progetto per la realizzazione di un importante complesso residenziale a Portopalo di Capo Passero, nel siracusano e hanno permesso di disvelare un complesso ed articolato “sistema di società”, pensato e realizzato sotto la regia del GIAMBRA Michele, già arrestato e condannato in passato per altri fatti di bancarotta.
Il disegno criminoso, portato a termine con il concorso dei più stretti familiari, ha permesso la distrazione di somme di denaro per oltre 4,3 milioni di euro, erogate alla società fallita a titolo di indennità espropriativa, in danno dei creditori verso i quali l’impresa ha accumulato un ingentepassivo fallimentare allo stato quantificato in almeno 3 milioni di euro.
Il progetto di realizzazione del complesso residenziale siracusano non è stato portato a termine lasciando gli scheletri delle strutture incompiuti a sfondo dei suggestivi paesaggi a vocazione turistica.
NOTA
L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità, nonché all’aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese oneste che operano nel rispetto della legge.
Meteo 7-9 luglio 2021 – Nuova Ondata di Caldo AFRICANO fino a 41°C. Torna l’anticiclone africano su tutto il Paese, da Mercoledì nuova ondata di calore, anche afoso, con punte di 35-37°C su molte regioni; Prossimo WEEKEND: a tutto sole, sparuti temporali sulle Alpi.
Ci risiamo. Una nuova ondata super ondata di caldo africano, la seconda dopo quella che abbiamo vissuto sul finale del mese di giugno, è ormai alle porte. Sì perché le temperature subiranno nelle prossime ore un’impennata davvero notevole. E ora si rischia davvero grosso, ma non solo dal punto di vista prettamente climatico.
A preoccupare, infatti, non è solo il caldo, ma anche la totale assenza di precipitazioniserie che mancano davvero da troppo tempo e che sarebbero in grado di alleviare il problema della siccità che ormai attanaglia da parecchie settimane molte regioni d’Italia. Se escludiamo i soliti temporali pomeridiani che per altro hanno quasi sempre concentrato i loro maggior effetti sui rilievi del Nord, sul resto del Paese non accade praticamente nulla sul fronte della pioggia e giorno dopo giorno la situazione si fa sempre più seria.
A tal proposito citiamo l’esempio delle Marche dove il fiume Metauro è ridotto a un rigagnolo e la dove la regione ha vietato i prelievi da tutti i corsi d’acqua.
Le cose non vanno meglio nemmeno sul resto del Paese, specialmente al Sud, dove si temono, gioco forza, altre limitazioni a livello idrico.
Ma i timori sono per l’immediato futuro che vede un quadro meteo-climatico ben lungi dal favorire cambiamenti importanti.
Le previsioni sono nefaste, con un’alta pressione africana di nuovo invadentee sul nostro Paese è pronta a ricevere ulteriore energia dal cuore dell’Africa nei prossimi giorni. Le temperature saliranno progressivamente e sono destinate a toccare nuovamente picchi davvero notevoli per essere agli inizi di luglio.
Vediamo dunque cosa ci aspetta sul fronte climatico nei prossimi giorni e soprattutto dove colpirà in forma più decisa questa nuova fiammata africana.
Dopo un martedì con le prime evidenti e calde avvisaglie, tra mercoledì 7 e giovedì 8 si raggiungerà il clou del caldo.
In questa fase registreremo valori prossimi ai 36/37°C su diversi tratti della Val Padana, specialmente in Emilia Romagna, come a Bologna, Ferrara e Forlì.
Ma farà caldo anche sul resto del Nord, con qualche punticino in meno solamente sui settori occidentali, ma solo a causa di un tempo un pochino più capriccioso, in particolare giovedì, quando i temporali attaccheranno in maniera decisa, raggiungendo anche le aree di pianura.
Pure al Centro la situazione non sarà certo delle migliori, anzi: i termometri saliranno infatti verso l’alto e ne saranno un chiaro esempio i 39°C di Macerata, ma anche i 35/36°C di Firenze, Roma, Perugia e Ancona.
Tuttavia, come avvenuto nella precedente ondata di calore africana di giugno, saranno le regioni del Sud a toccare le temperature più bollenti, soprattutto venerdì 9, quando alcuni angoli della Sicilia e della Puglia arriveranno nuovamente ad accarezzare la soglia dei 40/41°C, come per esempio a Siracusa, Catania, Taranto e Foggia.
Quando è atteso un po’ di refrigerio? Sempre da venerdì 9 i valori inizieranno a calare lievemente al Nord, grazie ad un’alta pressione che andrà perdendo un po’ della sua potenza. Rimarrà invece ancora piuttosto caldo al Centro–Sud, dove le colonnine di mercurio non accenneranno a scendere prima del prossimo weekend
Ma ora vediamo nei particolari il Meteo 7-9 luglio 2021
Oggi, Mercoledì 7 Luglio.
Anticiclone africano sull’Italia.
Tanto sole, cielo sereno o al massimo poco nuvoloso e clima a tratti molto caldo.
Attesi temporali su Val d’Aosta e Alpi occidentali e settentrionali del Piemonte e fino alle pianure vicine, locali su varesotto e lecchese.
Caldo in sensibile aumento, soprattutto al Centro.
Venti deboli da direzioni variabili, mari localmente mossi.
Giovedì 8 Luglio
Pressione in diminuzione al Nord.
Tempo che peggiora al Nordovest con l’arrivo di rovesci temporaleschi a tratti molto intensi, possibili anche sulle zone pianeggianti di Piemonte e Lombardia.
Molte nubi sul resto del Nord e pure al Centro, più soleggiato al Sud.
Venti deboli.
Venerdì 9 Luglio
Anticiclone sull’Italia.
Bel tempo prevalente su tutto il Paese, da segnalare locali temporali sull’Alto Adige e in provincia di Sondrio.
Meteo 7-9 luglio 2021: Nuova Ondata di Caldo AFRICANO fino a 41°C / Cristina Adriana Botis / Redazione
Previsioni meteo Castellammare di Stabia per il 7-10 luglio: oggi e nei prossimi giorni prevalentemente calda con cielo sereno temperature 20- 38°C
Nuova ondata di caldo in arrivo – Prosegue la fase stabile su Castellammare di Stabia e sulle nostre regioni meridionali. Caldo in intensificazione tra oggi e domani, complice il nuovo rinforzo dell’anticiclone africano: occasione per picchi di 33/35°C sulla Calabria ionica e di 38-40°C nelle pianure centro-orientali della Sicilia, in un contesto contraddistinto da cieli ben soleggiati. Solo tra venerdì e il weekend l’arrivo di più freschi venti di Maestrale farà rientrare la colonnina di mercurio su valori più consoni alle medie climatiche del periodo.
Previsioni Meteo Castellammare di Stabia, Mercoledì 7 Luglio:
giornata caratterizzata da ampio soleggiamento e caldo, minima 20°C, massima 38°C.
Entrando nel dettaglio, avremo ampio soleggiamento e caldo al mattino e al pomeriggio, cielo sereno alla sera.
Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 38°C, la minima di 20°C alle ore 6.
I venti saranno deboli da Ovest-Sud-Ovest al mattino con intensità di circa 4km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest con intensità di circa 13km/h, alla sera deboli provenienti da Nord-Ovest con intensità di circa 8km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.5, corrispondente a 1024W/mq.
Meteo Castellammare di Stabia, Giovedì 8 Luglio:
giornata caratterizzata da bel tempo e caldo, min 21°C, max 40°C.
Entrando nel dettaglio, avremo ampio soleggiamento e caldo al mattino e al pomeriggio, nuvolosità sparsa alla sera.
Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 40°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 21°C.
I venti saranno al mattino deboli provenienti da Ovest con intensità di circa 5km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest con intensità di circa 15km/h, assenti alla sera.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.5, corrispondente a 1022W/mq.
Meteo Castellammare di Stabia, Venerdì 9 Luglio:
giornata prevalentemente calda con cielo sereno, min 20°C, max 35°C.
Entrando nel dettaglio, avremo ampio soleggiamento e caldo al mattino e al pomeriggio, cielo sereno alla sera.
Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 35°C, la minima di 20°C alle ore 6.
I venti saranno moderati da Ovest-Sud-Ovest sia al mattino che al pomeriggio con intensità di circa 20km/h, deboli da Ovest-Sud-Ovest alla sera con intensità di circa 10km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.5, corrispondente a 1020W/mq.
Meteo Castellammare di Stabia, Sabato 10 Luglio:
giornata caratterizzata da bel tempo e caldo, temperatura minima di 18°C e massima di 33°C.
In particolare avremo ampio soleggiamento e caldo al mattino e al pomeriggio, assenza di nubi alla sera.
Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 33°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 18°C.
I venti saranno deboli da Sud-Ovest al mattino con intensità di circa 10km/h, moderati da Ovest-Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 16km/h, deboli da Ovest alla sera con intensità di circa 5km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.4, corrispondente a 1016W/mq.
Al suo arrivo a Parigi, il Presidente Mattarella ha visitato il Musée National de la Céramique de Sèvres, accompagnato dalla Ministra della transizione ecologica, Barbara Pompili.
Successivamente il Capo dello Stato ha incontrato Giorgio Armani, a Parigi per la settimana dedicata all’alta moda.
Lunedì 5 luglio mattina, dopo la cerimonia ufficiale di benvenuto all’Hôtel des Invalides, è stato ricevuto al Palais de l’Elysée dal Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron. Al termine dei colloqui, i due Capi di Stato hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa.
Il Presidente Mattarella ha incontrato, quindi, il Presidente dell’Assemblée Nationale, Richard Ferrand.
Nel pomeriggio ha tenuto un intervento all’Université La Sorbonne sul tema “Francia, Italia, Europa. Il nostro futuro”.
La giornata si è conclusa al Palais de l’Elysée con il Pranzo di Stato.
Martedì 6 luglio, Mattarella è stato ricevuto dalla Direttrice Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, con la quale si è intrattenuto a colloquio.
Al termine, il Presidente Mattarella ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Arc de Triomphe.
All’Hôtel de Ville ha incontrato il Sindaco di Parigi, Anne Hidalgo e, successivamente, è stato ospite a colazione del Primo Ministro, Jean Castex all’Hôtel de Matignon.
Nel pomeriggio, l’ultimo impegno ufficiale della visita di Stato, l’incontro con il Presidente del Sénat, Gérard Larcher.
Dichiarazioni alla stampa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita di Stato nella Repubblica Francese
Parigi, 05/07/2021
Ringrazio molto il Presidente Macron per l’accoglienza carica di amicizia, per l’ospitalità squisita che ha voluto riservare a me e alla delegazione che mi accompagna.
Lo ringrazio per queste parole.
Sono lieto di poter dire che il nostro rapporto di personale amicizia rafforza il legame che stiamo esprimendo e la sincerità delle considerazioni che svolgiamo.
Questo è il mio primo viaggio all’estero, come molti sanno, dopo la fine del confinamento dovuto alla pandemia che ha fatto soffrire molto sia la Francia che l’Italia, dalla quale stiamo cercando di uscire con grande impegno.
Ringrazio molto il Presidente Macron per il ricordo delle vittime. Siamo stati, in tutto il mondo, accomunati da questi lutti e sofferenze e, la collaborazione che vi è stata, è stata anche in questo caso esemplare.
Come mio primo viaggio all’estero sono lieto che si tratti della visita di Stato in Francia, perché la Francia e l’Italia condividono un legame che più volte anche io ho definito unico, che si basa su valori condivisi, su storia comune, su visioni condivise; un legame che si basa su un rapporto culturale intensissimo; su sistemi economici che sono vicendevolmente fondamentali; sul fatto che le nostre società – sia quella francese che quella italiana – sono a favore di un dialogo costante in ogni ambito, ad ogni livello, in ogni circostanza.
Tutto questo crea un legame davvero unico, che si aggiunge poi ad alcune condizioni politiche: siamo Paesi fondatori dell’Unione europea, Paesi fondatori della Nato, siamo legati da una quantità di vincoli. Ma quello che lega queste società è talmente forte che costituisce la base di tutti i nostri legami.
Questa nostra partnership è davvero essenziale: bilateralmente, lo è per l’Unione europea e lo è anche per la comunità internazionale. E questo coordinamento rafforzato tra Francia e Italia è emerso evidente anche a Bruxelles, in occasione del Recovery Fund con la posizione comune, con una posizione particolarmente preziosa del Presidente Macron in Francia, perché l’Unione acquisisse consapevolezza della drammaticità della condizione economica provocata dalla pandemia, ed è emersa anche nella collaborazione che abbiamo svolto a Bruxelles per il quadro finanziario pluriennale.
Come ha ricordato il Presidente Macron, abbiamo parlato, nei nostri colloqui, di come abbiamo registrato l’intensità delle nostre relazioni. In questi mesi vi sono stati numerosissimi incontri fra esponenti di governo, con una piena collaborazione sotto ogni profilo, con una franchezza di posizioni che trova sempre sintonia e convergenza sui problemi.
Da tutto questo nasce la naturale esigenza – che il Presidente Macron ha ricordato – di un trattato di collaborazione rafforzata che esprima e dia forme e percorsi a questa collaborazione così intensa.
Noi siamo impegnati – entrambi – nella definizione del contenuto del nuovo Trattato e speriamo di condurlo a compimento velocemente per esprimere questa partnership così forte.
Sono lieto che il Presidente Macron abbia ricordato l’importanza che la Francia e l’Italia riservano ai giovani. E sono lieto di annunciare che l’Italia ha accolto con grande favore la proposta che è pervenuta, e che Francia e Italia hanno accolto con grande prontezza, per un servizio civile comune franco-italiano, in cui i nostri giovani collaboreranno insieme. Le nostre Amministrazioni sono pronte a definire velocemente le modalità e i meccanismi di questo servizio civile comune, in cui i nostri giovani collaboreranno insieme, scambiandosi esperienze e operando in comune.
L’attenzione ai giovani è naturalmente ciò che sta alla base della visione che Francia e Italia hanno, perché tutte le sfide così importanti che dobbiamo affrontare hanno a oggetto il futuro e quindi la sorte e la condizione delle nuove generazioni.
Dobbiamo affrontare congiuntamente – ne abbiamo parlato – i temi della rivoluzione tecnologica, i cambiamenti profondi che vi sono in economia; siamo convinti che tutto questo rafforzerà la nostra presenza nell’Unione e le prospettive delle nuove generazioni.
Abbiamo anche affrontato – come il Presidente Macron ha ricordato – il tema dell’Agenda europea. Francia e Italia condividono la visione dell’Unione, del suo futuro e anche del ruolo che deve svolgere la Conferenza sul Futuro dell’Europa, che non è un’occasione burocratica o un passaggio occasionale, è un’occasione storica offerta ai Paesi dell’Unione per disegnare nuovamente, in maniera adeguata al tempo che abbiamo di fronte, una condizione efficiente dell’Unione europea per essere protagonista nella comunità internazionale.
Tutto questo richiede – e Francia e Italia lo condividono – un progetto, che nasca dalla Conferenza, di rinnovamento e di riforme dell’Unione europea. Più volte il Presidente Macron ha sollecitato l’Unione ad affrontare questo tema, ed è indispensabile che venga colto questo argomento della Conferenza sul Futuro dell’Europa.
Abbiamo anche parlato dei rapporti transatlantici, della recuperata unità d’intenti transatlantica, dell’importanza degli incontri svolti a Bruxelles tra Stati Uniti e Unione europea, della collaborazione che si presenta.
Abbiamo parlato naturalmente anche di Stati che ci chiamano a responsabilità, alla collaborazione, come in Libia e nel Sahel.
Abbiamo parlato di tutto quello in cui Francia e Italia si ritrovano insieme avvertendo l’importanza di svolgere un ruolo che sia di pace, di collaborazione, di crescita per quanto riguarda il futuro non soltanto dell’Europa ma anche delle regioni intorno all’Europa.
Siamo circondati da aree di crisi, da tensioni. L’Europa può trasferire in queste regioni vicine la sua vocazione alla pace e alla collaborazione. E in questo Francia e Italia sono certamente chiamate a collaborare, protagoniste come stanno facendo.
Ringrazio molto il Presidente Macron per questo incontro, per l’accoglienza, per le parole che mi ha riservato. Le ricambio con grande amicizia personale, con grande apprezzamento per quanto la Francia fa nell’Unione europea e nella comunità internazionale.
Grazie, Signor Presidente.
Brindisi del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella al Pranzo di Stato in occasione della Visita di Stato in Francia
Parigi – Palazzo dell’Eliseo, 05/07/2021
Signor Presidente,
Signora Macron,
desidero innanzi tutto esprimere, anche a nome di mia figlia Laura e della delegazione che mi accompagna, i più sinceri ringraziamenti per la squisita accoglienza che ci è stata riservata qui a Parigi. Ringraziamenti che vorrei estendere a tutti coloro che hanno lavorato con grande impegno per il successo di questa visita, nonostante i limiti ancora presenti a causa della pandemia.
Serbo vivo il ricordo della sensibilità e la vicinanza dimostrate da Lei e da tutto il Governo francese al Vertice bilaterale di Napoli, il 27 febbraio del 2020, in una fase in cui il virus nel nostro Paese cominciava ad espandersi.
E’ nel nome di sentimenti saldi e radicati, fondamenta del rapporto tra la Repubblica Francese e la Repubblica Italiana, che ho accolto il Suo gentile invito a svolgere questa visita di Stato, la prima da me effettuata all’estero dopo la fine del confinamento. Una visita che intende essere segnale inequivocabile dell’eccellente stato delle nostre relazioni.
Il futuro che vogliamo costruire ci induce a fiducia e ottimismo!
Italia e Francia, Paesi tragicamente colpiti dal Covid, hanno espresso una straordinaria capacità di reazione, resa possibile dall’altissimo senso civico delle popolazioni, dal generoso spirito di sacrificio del personale sanitario e di tutti coloro che, nello Stato e nella società civile, si sono prodigati per sconfiggere questa grave insidia.
Alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che ancora stanno lottando contro la pandemia va il più affettuoso e commosso pensiero.
Signor Presidente,
Come in tanti frangenti della nostra storia comunitaria, l’Unione Europea, di fronte alla responsabilità di affrontare la crisi, nell’estrema gravità della situazione, ha dimostrato di possedere le capacità di assumere decisioni storiche, quali l’acquisto e la distribuzione centralizzata dei vaccini e l’adozione di un vasto programma di sostegno alla ripresa economica, il Next Generation EU.
È stato conseguito un risultato di grande respiro, e questo grazie anche alla Sua tenacia, Signor Presidente, e alla Sua determinazione nel voler “fare squadra”.
I nostri due Paesi, in particolare, hanno operato in grande sintonia e piena unità di intenti, agendo in coerenza con i principi di solidarietà e mutua assistenza che ci hanno guidato fin dall’inizio dell’emergenza. È anche per questo nostro contributo che la risposta delle Istituzioni e dei Paesi dell’Unione è stata all’altezza degli eventi, nel segno di quella visione del futuro, alta e lungimirante, che rappresenta il lascito più prezioso dei padri fondatori dell’Europa.
Tra le indicazioni che dobbiamo trarre dai mesi bui che ci stiamo finalmente lasciando alle spalle, vi è la constatazione del carattere insostituibile della nostra cooperazione e della importanza per l’Europa del rapporto tra Roma e Parigi. Una relazione bilaterale forte per dare vigore alla missione dell’Unione Europea.
Signor Presidente,
il nostro è un rapporto che trae fondamento e forza da una relazione intensa a tutti i livelli, da quelli istituzionali alla fittissima trama che unisce e lega indissolubilmente le nostre società civili.
E le riflessioni in corso sul testo di un “Trattato per una cooperazione rafforzata” partono proprio dalla considerazione che l’intreccio di relazioni che naturalmente ci lega presenti ancora opportunità rilevantissime e tali da portare il nostro rapporto bilaterale a un livello di ulteriore e più elevata integrazione.
Francia e Italia, Paesi fondatori dell’Unione Europea, sono depositari di una storia e di un patrimonio di valori, di cultura e di civiltà sulle cui fondamenta, dopo la Seconda guerra mondiale, Monnet, Schuman, De Gasperi, insieme ad altre grandi figure di europei come Adenauer e Spaak, immaginarono di costruire una Casa comune di armonia e prosperità: la nostra, quella degli europei.
Oggi altre sfide si affacciano: il contesto internazionale evidenzia crescenti minacce alla pace ed alla stabilità del nostro Continente. Attori esterni non sempre amichevoli, crisi regionali che innescano spirali incontrollabili, cambiamento climatico che contribuisce a creare gravi crisi umanitarie, la minaccia del terrorismo infine, ci impongono una risposta coerente e determinata.
Le situazioni di conflitto che pervadono il Mediterraneo ne rappresentano una plastica testimonianza. La crisi libica, la guerra in Siria e il disagio sociale che caratterizza vari Paesi dell’area, i flussi migratori incontrollati evidenziano anche qui un diffuso bisogno di un’Europa che sappia affermarsi come interlocutore autorevole in grado di promuovere efficaci soluzioni sulla base dei propri valori fondanti.
Dobbiamo far sì che il Mediterraneo torni alla sua storica vocazione di crocevia propulsivo di civiltà fra Europa e Africa, nel segno di un moderno partenariato fra Continenti.
Per questo Francia e Italia sono ora impegnate a collaborare nella ricerca di soluzioni positive in Libia e nella delicata e complessa regione del Sahel.
Perché questo possa accadere occorre che l’Unione sia in grado di svolgere fino in fondo la propria missione di attore di equilibrio, di pace, di sviluppo, facendo valere in ogni sede utile le ragioni del multilateralismo, oggi spesso accantonate.
Una missione che presuppone un più forte profilo politico, di cui l’Unione è da tempo alla ricerca e che appare oggi più che mai indispensabile.
Soltanto insieme i popoli europei potranno diventare attori di questa straordinaria epoca di cambiamenti che stiamo vivendo.
Per questo la Conferenza sul futuro dell’Europa, che si concluderà nella prima metà del 2022 proprio nel Semestre di Presidenza francese, rappresenta una storica opportunità per affrontare, con coraggio e senza temi intoccabili, i nodi ancora irrisolti del processo di integrazione, recuperando al tempo stesso, un rapporto di piena fiducia tra Istituzioni comuni e cittadini europei e avendo sullo sfondo l’obiettivo del completamento dell’unità continentale, con l’ingresso dei Paesi dei Balcani Occidentali.
La definizione di un’idea di sovranità realmente europea, contro ogni antistorica pulsione nazionalista, è un obiettivo che non può essere disatteso per poter affrontare con la necessaria efficacia le sfide globali, a fianco di chi condivide la nostra visione e i nostri valori.
Signor Presidente,
Lei ha sempre mostrato grande sensibilità per le esigenze, i problemi e le aspettative delle nuove generazioni.
Credo quindi di interpretare anche il Suo pensiero nel sottolineare il pericolo che siano proprio i giovani a pagare il prezzo più alto di una nostra mancanza di coraggio e di iniziativa.
Dobbiamo impedire che ciò accada.
L’iniziativa per il rilancio economico post-pandemia e la Conferenza sul Futuro dell’Europa ci offrono la concreta possibilità di consegnare alla prossima generazione un continente più unito, più libero, più autorevole nella comunità internazionale.
Signor Presidente,
in un suo intervento alla rete televisiva pubblica italiana lei ha dichiarato che non c’è avventura europea senza intesa fra i nostri due Paesi.
Sono lieto di poter ribadire questa convinzione. E, con questi sentimenti e questo spirito, Signor Presidente, gentile Signora, levo il calice al Vostro benessere personale, alla prosperità della Francia, allo sviluppo delle nostre relazioni e dell’Europa tutta.
Quirinale / Conclusa la Visita di Sergio Mattarella nella Repubblica Francese VIDEO / Cristina Adriana Botis / Redazione
L’Italia batte ai rigori la Spagna è accede alla finale di Euro 2020! Partita soffertissima questa sera, ma la determinazione e la capacità di soffrire sono dalla parte dell’Italia. Chapeau alla Spagna che gioca una grande partita, la migliore di questo Euro 2020, ma deve dire addio ai sogni di gloria.
Questa sera per gli azzurri sono state decisive le parate di Donnarumma sia durante i 120 minuti e sia ai rigori (respinto il tiro di Morata), la perla di Chiesa che porta in vantaggio gli azzurri e la freddezza di Jorginho che realizza il rigore decisivo spiazzando Unai Simon.
Una Nazionale che ha ancora emozionato i propri tifosi.
Questa sera il successo è stato ottenuto ‘alla vecchia maniera’ e chi diceva che ci vuole fisicità per andare avanti deve ricredersi.
L’Italia è in finale contro ogni pronostico.
Questi sono i nostri voti ai calciatori azzurri:
Donnarumma 7,5: Nelle uscite non è sempre preciso così come di piede considerato il pressing della Spagna. Tra i pali però è sempre attento e reattivo come nell’occasione della parata su Olmo (il migliore dei suoi). Nei 120 minuti tiene a galla la propria squadra. Nei rigori si fa perdonare di alcune sbavature parando il rigore di Morata.
LA DIFESA
Di Lorenzo 7: Questa sera è praticamente perfetto a sinistra o a destra dalle sue parti non si passa. Riesce a contenere l’ondata spagnola grazie alle sue doti atletiche. Con il Belgio aveva sofferto Doku, stasera invece ha aiutato anche la coppia centrale Chiellini – Bonucci nel chiudere i varchi agli avversari.
Bonucci 6.5: Questa sera la Spagna è in vena e crea tante difficoltà con un centrocampo azzurro che non riesce a filtrare bene la manovra spagnola. Bonucci capisce la difficoltà della squadra e si prende le sue responsabilità sia in fase difensiva che di impostazione. Nell’occasione del gol del pareggio della Spagna paga la mancata copertura del centrocampo. Dopo il pareggio sprona i compagni a reagire. Nei tempi supplementari interviene sul tiro di Marcos Llorente sulla linea. Dal dischetto è implacabile come il più freddo dei rigoristi: palla da una parte e Unai Simon dall’altra.
Chiellini 6: Lo avevamo già segnalato nella partita precedente con il Belgio: se gli dai compiti di marcatura sul centravanti avversario, come con Lukaku, fa il suo dovere. Questa sera Luis Enrique gioca con il falso nueve e anche quando entra Morata non possiamo parlare di centravanti puro. Una partita che per Chiellini quindi si dimostra subito complicata. Si salva solo con l’esperienza.
Emerson 6: Nel primo tempo è quello più propositivo e brillante soprattutto quando dialoga con Insigne. A 30” dalla fine del primo tempo coglie l’incrocio dei pali da posizione defilata. Nella ripresa la sua condizione fisica cala per cui Mancini è costretto a sostituirlo.
dal 73′ Toloi 6: Mancini lo impiega a destra spostando Di Lorenzo sulla corsia di sinistra. Entra in un momento della gara in cui ci vuole fisicità e infatti prende a legnate i malcapitati calciatori della Spagna. Superato da Dani Olmo lo butta a terra senza pensarci due volte (ammonizione per lui).
IL CENTROCAMPO
Barella 6: Questo oggi è meno preciso del solito anche perché di fronte ci sono gli spagnoli che sono abili palleggiatori e riescono a nascondere la palla. Come un diesel esce alla lunga. Soffre tanto nel primo tempo ma cresce nella ripresa soprattutto quando deve andare a recuperare la palla, quasi sempre tra i piedi degli spagnoli. Corre per tre perdendo però parecchi palloni.
dal 85′ Locatelli 5,5: Entra in un momento complicato della gara con gli spagnoli che sono carichi dopo aver pareggiato la gara con Morata (80’). Tenta di fornire il proprio contributo ma non riesce a fare la voce grossa. Ai rigori è il prima della lista di Mancini ma si fa parare il tiro da Unai Simon. Dopo 5 rigori realizzati in carriera questo è il suo primo errore dal dischetto.
Jorginho 7: Questa sera è meno pulito rispetto alle altre gare ma non naufraga grazie alla sua grande intelligenza tattica. Busquets stravince il duello a distanza. La manovra necessita delle sue qualità per poter emergere ma viene costantemente controllato dalla morsa avversaria. Quest’oggi il centrocampo italiano non funziona bene come nelle altre occasioni. Segna il rigore decisivo che ci manda in finale con sicurezza e precisione facendo sedere Unai Simon e appoggiando con calma il pallone in porta.
Verratti 5.5: Stesso discorso fatto per i compagni di reparto: è stata una partita di sofferenza nella zona nevralgica del campo. L’Italia riesce a mantenere poco il pallone per cui sono pochi i palloni giocabili. Soffre anche lui il pressing spagnolo con Luis Enrique che gli mette Koke in marcatura fissa. Ha comunque il merito di innescare l’azione del gol di Chiesa.
dal 74′ Pessina 6: entra per dare più dinamismo alla manovra azzurra. Molto più impiegato in fase di copertura con la marcatura fissa su Busquets, non riesce a proporsi con i suoi inserimenti.
L’ATTACCO
Chiesa 7.5: Mancini dopo la gara con il Belgio lo conferma dal primo minuto anche contro la Spagna. Questa sera dimostra di avere tutte le carte in regola per diventare un fuoriclasse. Anche la sua è una partita di sofferenza ma si inventa un gol pazzesco. Finisce la sua partita con i crampi. A dimostrazione della buona partita disputata è bello il siparietto con Luis Enrique che gli fa capire di essere felice che dovrà uscire dal campo per crampi.
dal 107’ Bernardeschi 6: Sostituisce Chiesa negli ultimi 13 minuti di partita. Non si fa vedere, ma segna il suo rigore in maniera impeccabile.
Immobile 5: Quella di stasera è un’altra partita steccata dal centravanti dell’Italia. Viene assorbito ancora una volta dai difensori avversari. Ancora una volta sbaglia tanto sul piano tecnico ma è decisivo nell’azione del gol di Chiesa con un grandissimo movimento.
dal 62’ Berardi 6: Entra in campo con la solita personalità. Si presenta dalle parti di Simon impegnandolo per due volte anche se con interventi semplici. Prova a dare vivacità in attacco. Bene anche la fase difensiva
Insigne 6,5: Sulla sinistra non trova la solita spinta di Spinazzola e viene spesso raddoppiato. Anche per lui è una serata complicata. E’ costretto a sganciarsi dalla sua fascia di competenza per trovare spazi e palloni giocabili. Quei pochi palloni che gioca sono tutti preziosi e intelligenti come in occasione del piccolo spiraglio nel finale del primo tempo che serve Emerson che coglie la traversa.
dal 85′ Belotti 6: Ci mette più determinazione rispetto a Immobile per tenere alta la squadra, ma non cambia il copione. Finisce troppo spesso finisce in fuorigioco. Nel secondo supplementare per poco non riesce a lanciare Berardi con un corridoio spalancato. Realizza comunque il suo rigore con freddezza.
IL MISTER
Roberto Mancini 6,5: Per la prima volta in tre anni la sua Italia concede il possesso palla agli avversari. La Spagna che ha nel proprio DNA il possesso palla e il così detto Tiki Taka domina a centrocampo gli azzurri. In qualche modo però arriva il vantaggio azzurro con Chiesa. Dopo il vantaggio e constatando le difficoltà della propria squadra, Mancini esegue alcuni cambi per dare respiro in mediana giocando con Insigne falso nueve. All’80esimo il neo entrato Morata (molto criticato al pari di Immobile nell’Italia) viene servito nel corridoio centrale sull’unico vero errore di posizionamento dell’Italia e batte Donnarumma per il pari. Dopo il pari i suoi cambi rinforzano la fase difensiva. Alla fine la vince da ‘vecchia Italia’, chiudendosi in difesa e portandola ai rigori e affidandosi ai guantoni di Donnarumma.
Le parole del portiere azzurro Donnarumma dopo l’incredibile vittoria contro la Spagna ai calci di rigore, che vale la finale
Donnarumma: “L’emozione è indescrivibile.”
Che bello dirlo e poterlo affermare con orgoglio e convinzione: siamo in finale!!L’Italia ci riesce. Soffre tanto, anzi tantissimo, contro la Spagna di Luis Enrique ma alla fine la vince ai calci di rigore. Decisivo l’ultimo rigore, quello di Jorginho. L’Italia dunque resta a Londra, sempre a Wembley, e continua un sogno, perché solo così si può definire questo percorso a Euro2020.
Il rigore di Jorginho quello decisivo, senza dimenticare però la parata, al quarto tentativo dagli undici metri, tirato da Morata, ma intuito da Gianluigi Donnarumma. Una certezza, il portiere azzurro che interviene così, con gli occhi lucidi, ai microfoni di Sky:
“Mi sono emozionato perché sappiamo da dove siamo partiti, so da dove sono partito io, in quell’istante ho pensato a tutto. Ho pensato che siamo in finale. Siamo partiti dal basso ma siamo riusciti ad arrivare fin qui”
Sul suo stato d’animo
“ Non si può descrivere, è incredibile, mi voglio godere il momento con i miei compagni. Dedichiamo la vittoria a Spinazzola. Cosa mi ha detto Sirigu? Sono cose nostre, abbiamo un grande rapporto”.
Studio rigori
“Con i preparatori dei portieri guardiamo tutto. C’è anche istinto, però prima della partita si studiamo gli avversari”
Le parole del Commissario Tecnico azzurro dopo l’incredibile vittoria contro la Spagna ai calci di rigore, che vale la finale
Mancini: “Ho sempre creduto in questo gruppo”
Che bello dirlo e poterlo affermare con orgoglio e convinzione: siamo in finale!!L’Italia ci riesce. Soffre tanto, anzi tantissimo, contro la Spagna di Luis Enrique ma alla fine la vince ai calci di rigore. Decisivo l’ultimo rigore, quello di Jorginho. L’Italia dunque resta a Londra, sempre a Wembley, e continua un sogno, perché solo così si può definire questo percorso a Euro2020.
Un’emozione indescrivibile che prova a spiegare ai microfoni di Sky il Ct dell’Italia Roberto Mancini. Ecco le sue dichiarazioni:
“Credevo nei giocatori che avevamo. Nonostante tutti ci credessero poco. Sapevamo che potevamo fare delle buone cose, finora ci siamo riusciti. Siamo felici di avere dato intanto delle bellissime sere agli italiani in questo mese, ma ne manca ancora una. Dobbiamo recuperare le forze, oggi è stata durissima: la Spagna è una grandissima squadra”.
Sulle difficoltà riscontrate
“Loro sono i maestri del possesso palla, ci hanno messo in difficoltà, ma abbiamo avuto molte occasioni, ma ora pensiamo alla finale. Abbiamo 4 giorni per recuperare, e poi vediamo quello che accadrà”.
Sul tema paura
“Sapevo che ci sarebbe stato da soffrire: loro sono bravi, c’è poco da fare. Giovani, ma bravi. Noi avevamo speso molto nella scorsa partita. Sull’1-0, pensavo che avremmo fatto anche il secondo. Poi siamo andati un po’ in difficoltà, ma nei minuti finali dei tempi regolamentari. Poi, in quelli supplementari, nemmeno tanto”.
Italia, gara di grande sofferenza contro la Spagna che offre la migliore prestazione di tutto il torneo. Gli azzurri però mantengono la lucidità contro un avversario molto duro come la Spagna di Luis Enrique che ha dominato la gara in quanto a palleggio.
Vittoria ai rigori alla fine per gli azzurri dopo una partita dai dati davvero stratosferici per gli iberici in quanto a possesso palla ma domenica a Wembley ci saranno gli azzurri contro la vincente di Inghilterra-Danimarca.
Nella Spagna sorpresa iniziale con Luis Enrique che rinuncia a Morata e schiera Dani Olmo falso nueve (migliore in campo in assoluto) con ai lati Oyarzabal e Ferran Torres.
Italia che conferma Chiesa davanti insieme a Immobile e Insigne con Emerso al posto dell’infortunato Spinazzola.
La cronaca di Italia-Spagna.
Al 4° minuto da Emerson a Barella che colpisce il palo alla sinistra di Unai Simon ma l’arbitro segnala il fuorigioco.
Al 13° Spagna vicinissima al vantaggio dopo un quarto d’ora di dominio assoluto a centrocampo. Da Pedri ad Oyarzabal che sbaglia lo stop a due passi da Donnarumma.
Al 20° per la prima volta Italia pericolosa in attacco. Contropiede di Emerson a sinistra, supera di slancio Unai Simon, passa la palla ad Immobile che tenta di liberare al tiro Barella che viene fermato dalla difesa spagnola.
Al 25° ancora Spagna pericolosissima. Olmo va due volte al tiro nel cuore dell’area di rigore italiana e ci vuole un super Donnarumma per sventare il pericolo.
Al minuto 33 perde palla Verratti al limite, ancora Dani Olmo va al tiro con palla alta sulla traversa.
Allo scadere del primo tempo la migliore occasione per l’Italia. Emerson duetta con Insigne sulla fascia sinistra e poi esplode un bel sinistro. Unai Simon devia la palla a sbattere sulla traversa.
Nel secondo tempo non cambia il canovaccio della gara. Spagna sempre dominante nel possesso palla a centrocampo e Italia incapace di sporcare le linee di passaggio iberiche.
Al 50° Olmo crossa dalla destra e Di Lorenzio salva alla disperata in angolo.
Due minuti dopo Oyarzabal serve Busquets, tiro di pochissimo fuori.
Al 53° Insigne a Barella che serve Chiesa. L’esterno della Juve va al tiro, para Unai Simon.
Al 60° l’Italia passa in vantaggio. L’azione nasce da Insigne che innesca Immobile che viene fermato al limite dell’area di rigore. La palla però termina a Chiesa che con un tiro a giro di interno destro realizza un bellissimo gol.
Al 65° inizia la reazione spagnola. Da Koke cross per Oyarzabal che sbaglia clamorosamente l’impatto di testa.
Due minuti dopo Olmo va al tiro dal limite con la sfera che termina sul fondo di pochissimo.
Al minuto 80 svolta del match. Berardi approfitta di uno svarione difensivo della Spagna e va al tiro senza effetti. Sul capovolgimento di fronte va in gol Morata dopo uno splendido triangolo con Dani Olmo.
La gara termina sul punteggio di 1-1 e si va ai supplementari.
Nel primo tempo supplementare nulla di rilevante eccetto una punizione battuta dall’onnipresente Dani Olmo dalla sinistra che impegna Donnarumma in una grande parata a terra.
Nel secondo tempo invece è Berardi tra i più attivi nel finale ad andare in gol ma l’arbitro annulla per evidente fuorigioco.
Alla lotteria dei rigori decisivi gli errori di Olmo e Morata. Per l’Italia sbaglia solo Locatelli e Jorginho realizza con la sua solita classe il rigore decisivo spiazzando nettamente Unai Simon.
L’Italia approda in finale meritatamente anche se dopo una gara di grande sofferenza contro una fortissima Spagna che sicuramente ha fatto la sua migliore gara ad Euro 2020.
Il tabellino della semifinale Italia-Spagna.
Italia (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Emerson Palmieri (29′ st Toloi), Barella (40′ st Locatelli), Jorginho, Verratti (28′ st Pessina), Chiesa (2′ 2ts Bernardeschi), Immobile (16′ st Berardi), Insigne (40′ st Belotti). A disp.: Meret, Sirigu, Acerbi, Cristante, Bastoni, Florenzi. All.: Mancini
Spagna (4-3-3): Unai Simon, Azpilicueta (40′ st Marcos Llorente), Garcia (4′ 2ts Pau Torres), Laporte, Jordi Alba, Koke (25′ st Rodri), Busquets (1′ 2ts Thiago Alcantara), Pedri, Oyarzabal (25′ st Gerard Moreno), Dani Olmo, Ferran Torres (17′ st Morata). A disp.: De Gea, Sanchez, Diego Llorente, Gaya, Fabian, Traore. All.: Southgate
Arbitro: Brych (Germania)
Marcatori: 15′ st Chiesa (I), 35′ st Morata (S)
Rigori: Locatelli (I) parato, Dani Olmo (S) alto, Belotti (I) gol, Gerard Moreno (S) gol, Bonucci (I) gol, Thiago Alcantara (S) gol, Bernardeschi (I) gol, Morata (S) parato, Jorginho (I) gol
La GdF di Pozzallo (RG) ha arrestato un catanese con oltre 2kg di marijuana e denunciato un veterinario per esportazione di medicinali veterinari
ARRESTATO CATANESE CON PRECEDENTI PER TRAFFICO E SPACCIO DI MARIJUANA
Nella prima serata del 27 giugno u.s., Finanzieri della Tenenza di Pozzallo e funzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno sottoposto a sequestro circa 2,2 Kg di marijuana destinati alla movida maltese e tratto in arresto un cittadino italiano per traffico di sostanze stupefacenti e psicotrope.
In particolare, durante le previste operazioni di imbarco sul catamarano diretto a Malta, i militari ed i doganieri procedevano all’identificazione di un soggetto di origini catanesi, risultato gravato da precedenti specifici per traffico e spaccio di stupefacenti, che, trasportando un trolley ed un borsone visivamente pesante, era in procinto di imbarcarsi.
L’ispezione preliminare del borsone rilevava che al suo interno erano contenuti nr. 8 involucri, cautelati con pellicola alimentare e polvere di caffè, contenenti circa 2,2 Kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana “Super Skunk”, sostanza considerata tra le più pregiate e richieste sul mercato illecito per l’alto contenuto di THC (Tetraidrocannabinolo), che lo stesso avrebbe commercializzato al dettaglio una volta giunto sull’isola dei cavalieri con un guadagno di oltre 40.000 euro.
Infine, informata la competente Autorità Giudiziaria, la sostanza è stata sottoposta a sequestro probatorio ed il soggetto è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Ragusa in attesa delle determinazioni processuali di rito.
DEFERITO ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA VETERINARIO PER L’ESPORTAZIONE DI MEDICINALI VETERINARI SENZA AUTORIZZAZIONE
L’attività di servizio si articola all’interno di un dispositivo di raccordo informativo ed analisi operativo-criminale, coordinato dal sovraordinato Gruppo, che vede impegnato quotidianamente il personale del Comando Provinciale di Ragusa, finalizzato alla prevenzione e repressione dei traffici illeciti transfrontalieri e applicato alle quotidiane operazioni doganali di verifica/destino delle merci e dei passeggeri in partenza e arrivo da Malta.
Il costante presidio dell’area portuale, già nel mese di maggio u.s., aveva permesso di individuare e deferire all’A.G. iblea per detenzione di sostanze psicotrope un veterinario che – senza alcun tipo di autorizzazione – era intento all’esportazione di medicinali veterinaricontenenti Ketamina e Tiletamina, solitamente impiegati nel doping equino.
Tali sostanze, infatti, sono iscritte nella Tabella I e nella Sezione A della Tabella dei medicinali allegate al DPR 309/90 e pertanto utilizzabili solo all’interno di strutture sanitarie a seguito di specifiche e rigide prescrizioni mediche.
NOTA
Le attività portate a termine testimoniano la particolare attenzione riposta dalle Fiamme Gialle iblee nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, in tutte le sue forme, grazie allo sviluppo di specifici e quotidiani servizi finalizzati al controllo del territorio ed alla vigilanza dei confini nazionali.
Sequestrata dalla GdF di Taormina. Sono tonnellate di materiale nocivo. Il costo ambientale ricade sulle spalle dei singoli cittadini
Sequestrata dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina un’area di oltre 7000 metri quadri nel territorio di Castelmola (ME), piccola cittadina che domina Taormina, adibita a discarica abusiva di rifiuti.
L’operazione rientra nell’ambito dell’intensificazione del monitoraggio del territorio e delle attività di controllo in materia di tutela ambientale, coordinate dal Gruppo della Guardia di Finanza di Messina.
LE INDAGINI
In tale contesto, le Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina, all’esito di mirate attività di sopralluogo, connesse all’intensificazione del controllo economico del territorio, hanno individuato e posto sotto sequestro una vasta superficie, peraltro sita nelle immediate vicinanze di terreni agricoli coltivati, localizzata in Castelmola (ME), illecitamente adibita a discarica abusiva.
L’area, di circa 7000 mq, di proprietà di D.C., 70 anni di Castelmola (ME), è stata utilizzata negli ultimi anni quale strutturato luogo di accumulo e deposito di rifiuti di vario genere. In particolare, le ricognizioni del sito, effettuate dai militari di Taormina, hanno consentito di documentare l’accumulo di notevoli quantità di rifiuti speciali, di varia natura.
Sequestrata a Castelmola (ME) una discarica abusiva di oltre 7.000 mq
Nel dettaglio, al fine di occultare l’illecita attività e renderla maggiormente complicata da rilevare, si accertava come fossero stati realizzati diversi terrapieni, tramite un caterpillar, peraltro rinvenuto in loco e sottoposto a sequestro, in realtà formati da tonnellate di materiale edile di risulta (laterizi, cemento, guaine di plastica, bitume e persino eternit): un’illecita attività di sversamento di rifiuti dall’alto tasso inquinante, a maggior ragione, come nel caso di specie, se direttamente effettuato in aree a ridosso di zone coltivate.
Com’è noto, l’illecito abbandono ed accumulo di rifiuti consente agli utenti di evitare gli elevati costi necessari per il regolare smaltimento all’interno delle discariche autorizzate, deturpando, al contempo, il territorio, nonché con l’enorme rischio di provocare irreparabili contaminazioni delle falde acquifere.
I PROVVEDIMENTI
Ottenuta la convalida del sequestro dal competente Giudice del Tribunale di Messina, nei prossimi giorni saranno interessati gli organi competenti per la bonifica dell’intera zona, mentre il proprietario del terreno è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina in quanto responsabile di un grave reato ambientale, quale la gestione non autorizzata di rifiuti.
NOTE
Non è la prima attività che la Procura della Repubblica di Messina e la Guardia di Finanza peloritana pongono in essere a contrasto di odiosi reati in materia di inquinamento ambientale: negli ultimi 18 mesi, infatti, nella provincia di Messina, sono state accertate oltre 40 violazioni, con la denuncia di 66 responsabili ed il sequestro di 81 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, insistenti in aree estese oltre 14 mila metri quadrati, nonché due depuratori.
A conferma della rilevanza della tematica, in sede di audizione presso la “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali”, avvenuta il recente 18 marzo 2021, il Procuratore Distrettuale di Messina sottolineava come il territorio della Provincia di Messina, caratterizzato da siti di particolare bellezza, debba essere fortemente tutelato.
Sequestrata a Castelmola (ME) una discarica abusiva di oltre 7.000 mq
Parimenti, il Comandante Regionale Sicilia della Guardia di Finanza, Gen. D. Riccardo Rapanotti, in occasione della sua audizione innanzi al medesimo importante consesso, nel settembre 2020, evidenziava come spesso il costo del reato ambientale ricada sulle spalle dei singoli cittadini, a causa dei conseguenti ed inevitabili riverberi anche in tema di spesa per la comunità.
In conclusione, l’attività di servizio odierna nello specifico delicato comparto testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso quotidianamente dalla Guardia di Finanza, dal Tribunale e dalla Procura della Repubblica di Messina al servizio della collettività, anche nell’importante settore della tutela della salute pubblica, del patrimonio paesaggistico e dell’ambiente, vieppiù in una zona straordinaria e meta turistica internazionale come la costa jonica della provincia di Messina.
L’OPINIONE
Un’osservazione sorge oggettivamente spontanea: è notorio infatti che per arrivare a Castelmola – piccolo centro sopra Taormina – c’è solo una strada in entrambi i sensi di marcia. Non si comprende pertanto come l’Amministrazione comunale (centrodestra) non si sia accorta in questi anni della presenza sul suo territorio di una discarica così vasta e pericolosa per la salute pubblica, nonché dell’andirivieni di mezzi e come pure di un trattore che spianava continuamente rifiuti “altamente nocivi”.
Il patron azzurro, intervenuto in un forum sul riscatto sociale, parla del tema Insigne: “Se andrà via, sarà una sua scelta”
De Laurentiis: “Insigne? Se si è stancato di Napoli…”
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto nel corso di un forum sul riscatto sociale attraverso lo sport, per fare il punto su alcune tematiche del club partenopeo.
Il patron: “Italia? Non aver paura”
Il presidente si è soffermato in particolar modo sulla situazione di contratto di Lorenzo Insigne. Ecco le sue dichiarazioni: “Per quel che riguarda l’Italia, penso che bisogna andare in campo a testa alta, senza paura, ho visto la Spagna traballante. L’importante è essere sfrontati: se fai sentire la tua paura, allora gli altri se ne accorgono. Insigne? E’ un prodotto del nostro vivaio, il suo futuro dipende da lui. Se Lorenzo mi dirà che si è stancato del Napoli e vuole relegarsi altrove per girare l’Europa, allora andare via sarà una sua decisione, non certo nostra”
De Laurentiis: “Vi svelo il mio approdo a Napoli”
Un bella chiacchierata da parte di De Laurentiis che si è soffermata anche su tutta la sua avventura in azzurro:
“Quando sono arrivato, 17 anni fa, venivo da Los Angeles dopo un film, passavo da Capri per una decina di giorni di vacanze. Mi dissero che il Napoli era fallito e non masticando nulla di calcio, contro il parere della mia famiglia ho provato a prendere questo pezzo di carta per 37 milioni: senza avere un calciatore e partendo dalla Serie C con il campionato già iniziato. Andavamo sui campi di patate, ci chiudevamo negli spogliatoi, le squadre avversarie volevano quasi ammazzarci perché eravamo più blasonati”.
De Laurentiis: “Riapriamo gli stadi”
Per concludere, ADL ha parlato anche del momento difficile del calcio, già citato in altre sedi: “Sto andando a Milano per una riunione molto importante di Lega: la riapertura al 25 per 100 degli stadi è una fregnaccia. Io dico di aprire al cento per cento a chi ha il passaporto vaccinale, uno stimolo anche per gli ignorantoni che non si vaccinano”.
Napoli: gli agenti di Polizia sono intervenuti in due operazioni conclusesi con denunce per ricettazione e abusivismo.
Napoli: 70enne e 29enne denunciati tra Marechiaro e Arenaccia
Napoli: Questa notte, gli agenti di Polizia del Commissariato Vasto Arenaccia, hanno denunciato un uomo per ricettazione essendo stato trovato in possesso di 110.480 euro.
Gli agenti erano in servizio di controllo del territorio, e arrivati in via Sant’Attanasio hanno notato un uomo a bordo di un’autovettura che, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi ma è stato raggiunto e bloccato.
L’uomo è stato trovato in possesso di 110.480 euro, nascosti in un vano ricavato sotto il sedile del passeggero e coperto dalla moquette. A.D.M., 29enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato pe ricettazione.
Napoletano 70enne è stato denunciato per esercizio abusivo di vendita di alimenti e bevande e noleggio di attrezzature balneari.
Ieri mattina, è accaduto che gli agenti del Commissariato Posillipo, i militari della Guardia Costiera e personale della Polizia Locale effettuando dei controlli sul territorio abbiano notato che, su un banco tufaceo posizionato in un’area demaniale, erano stati posizionati lettini, sedie e tavolini da noleggiare ai bagnanti e alcuni frigoriferi portatili contenenti bevande ed alimenti destinati alla vendita.
L’uomo responsabile “dell’iniziativa” è stato dunque denunciato.
L’operazione si inscrive nell’ambito degli interventi di contrasto ai fenomeni di abusivismo sul demanio marittimo nello specchio d’acqua antistante Marechiaro.
Juve Stabia, quattro calciatori che hanno giocato tra le Vespe nella scorsa stagione potrebbero approdare alla corte di Zdenek Zeman, neo tecnico dei satanelli.
Juve Stabia, i quattro calciatori che potrebbero seguire Pavone.
Secondo indiscrezioni sempre più insistenti provenienti da Foggia, Alessandro Farroni, l’ex capitano Alessandro Mastalli, l’attaccante Gennaro Borrelli e il difensore Edgar Elizalde starebbero per passare al Foggia.
Nel caso di Elizalde e Borrelli (entrambi di proprietà del Pescara) e anche di Farroni (proprietà Reggina), si tratterebbe di giocatori che Pavone, ex ds della Juve Stabia, aveva portato in gialloblè a gennaio scorso.
Ed era facile pensare che, con il ritorno di Pavone al Foggia, anche i tre calciatori sopra menzionati avrebbero fatto lo stesso percorso in direzione Puglia.
Discorso diverso per Alessandro Mastalli, ormai ex capitano delle Vespe, che ha concluso il suo rapporto contrattuale con le Vespe lo scorso 30 giugno.
Suo padre Ennio, ha vestito tra le tante maglie, anche quella del Foggia nella stagione 1985-86 in Serie C1, e si tratterebbe quindi di un ritorno a Foggia per la famiglia Mastalli.
Particolarmente significativo l’addio di Mastalli che lascerebbe la Juve Stabia dopo ben 5 anni. Arrivato nell’estate 2016 con Fontana allenatore, è stato tra i grandi protagonisti della promozione in B del 20 aprile 2019.
Le ultime due stagioni molto travagliate, con la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio nell’estate del 2019 e l’intervento di pulizia all’altro ginocchio ad inizio 2021 che ha determinato l’incrinarsi dei rapporti con la società stabiese.
Napoli Centrale: pluripregiudicato minaccia con un coltello un controllore, arrestato dalla Polizia di Stato questa mattina.
Napoli: arrestato dalla Polizia per minaccia a mano armata
Napoli: Questa mattina la Polizia del Reparto Operativo di Napoli Centrale ha arrestato un napoletano 43enne per minaccia aggravata nei confronti di personale di RFI- Protezione Aziendale.
Il reo al varco d’ingresso “Alta velocità” della Stazione di Napoli Centrale dove vengono controllati i titoli di viaggio, impugnando un coltello con lama seghettata, ha intimato all’addetto al controllo di lasciarlo passare.
Processato con rito direttissimo, è stato condannato alla pena di anni tre e sei mesi di reclusione da scontare nel carcere di Poggioreale.
Arresto a Chiaiano
A Chiaiano è stato registrato un altro episodio conclusosi con un arresto, in via Arena alla Sanità per la segnalazione di un uomo che stava rubando un’auto in sosta.
Gli agenti del Commissariato Scampia, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti stanotte intercettando il veicolo in via Nuova dietro la Vigna.
All’intimidazione dell’alt, il conducente, senza rallentare la propria corsa, ha speronato la volante fino a quando è stato fermato in via Giovanni Antonio Campano e, sceso dall’auto, è stato bloccato dopo una violenta colluttazione.
Identificato, l’uomo è risultato chiamarsi Luigi Calise, 32enne napoletano con precedenti di Polizia, è stato arrestato per rapina impropria, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e lesioni e danneggiamento di beni della Pubblica amministrazione.
La Polizia del Commissariato Pianura ha individuato il responsabile di un furto notturno avvenuto in un locale in via Sartania.
Pianura: individuato il presunto autore di un furto in un deposito
Napoli: Gli agenti di Polizia del Commissariato Pianura sono riusciti ad individuare il responsabile di un furto avvenuto nella notte a danno di un deposito sito in via Sartania.
Il locale, adibito a deposito alimentare, è stato derubato di un significativo numero di dolciumi e prodotti ittici del valore di 500,00 Euro.
Utilità della sorveglianza nel rintracciare l’autore del furto
La vittima ha rapidamente contattato i poliziotti per denunciare l’accaduto: grazie al ricorso al sistema di video sorveglianza interno, è stato possibile rintracciare il presunto autore in via Evangelista Torricelli.
Il presunto colpevole, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi per eludere il controllo ma è stato bloccato e trovato in possesso di un cacciavite.
Ulteriori accertamenti
E’ stato inoltre possibile accertare che lo scorso 14 giugno, l’uomo aveva tentato un furto in un’abitazione di via Paolo Castaldi e Luigi Sequino dove, scoperto dal proprietario, l’aveva aggredito fisicamente e si era dato alla fuga.
L’identificazione
M.D.V., 38enne napoletano con precedenti di polizia, è stato sottoposto a fermo di P.G. per furto in abitazione e tentata rapina impropria che ieri mattina è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria che ha disposto per l’indagato la custodia cautelare in carcere; infine, è stato denunciato per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.
Napoli: Carabinieri pattugliano il golfo, in particolare il Parco Sommerso della Gaiola, denunciati 5 bracconieri del mare.
Napoli – Carabinieri: contrasto all’overfishing al Parco della Gaiola
Napoli- Posillipo: I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno effettuato pattugliamenti lungo la costa per prevenire reati che possano ledere l’ambiente e l’ecosistema marino.
Queste operazioni avvengono ormai da anni quotidianamente, dato che sempre più falsi “pescatori professionisti” intraprendono azioni scellerate a danno dell’ecosistema e della società.
Parco Sommerso della Gaiola
Grande attenzione è stata riservata al Parco Sommerso della “Gaiola” dove motovedette dell’Arma ed in particolare i Carabinieri del Nucleo subacquei di Napoli si assicurano che l’area protetta – habitat di organismi marini di svariate specie e custode secolare di vestigia archeologiche di origini romane – non sia danneggiata e razziata. L’area, interdetta alla navigazione da diporto, è spesso preda di pescatori senza scrupoli che praticano la pesca nonostante gli stringenti divieti imposti dal decreto interministeriale che, nel 2002, ne garantì la massima salvaguardia.
Scattate 5 denunce
Sono cinque i pescatori denunciati per pesca di frodo nello specchio d’acqua antistante il canale di San Francesco.
I soggetti, erano soliti approfittare delle ore notturne, violando il codice della navigazione che imponeva di non avvicinarsi alla costa del Parco e utilizzavano reti per la pesca con le quali avrebbero potuto seriamente danneggiare i fondali protetti dalla normativa.
Bracconaggio ittico
Quotidianamente, i militari sono impegnati nel recupero di reti piazzate appositamente per essere poi recuperate nella notte ed essere comode trappole per le specie marine dell’area protetta. Nel mirino soprattutto i pescatori che fanno uso degli esplosivi e che danneggiano indiscriminatamente fauna e habitat marino.
Nei giorni trascorsi si sono registrate altre sei denunce a “professionisti” iscritti in cooperative di pesca professionale. Sulle loro imbarcazioni, sottoposte ai controlli, non erano presenti i dispositivi di sicurezza e segnalazione imposti dalla norma.
Un mese fa inoltre c’è stato il sequestro da parte dei Carabinieri subacquei di 31 filari abusivi per la coltivazione di mitili, sui quali erano presenti 30 tonnellate di molluschi destinati al consumo alimentare.