l sipario del Teatro Sociale di Brescia è pronto ad alzarsi su un’indagine lucida e spietata delle relazioni umane. Dal 5 al 10 maggio 2026, debutta in prima nazionale “Tre variazioni della vita”, spettacolo che chiude in bellezza la cinquantaduesima stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata L’equilibrio degli opposti.
Scritto dalla pluripremiata drammaturga francese Yasmina Reza (nella traduzione di Rita Cirio), lo spettacolo vanta un cast d’eccezione composto da Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi, guidati dalla regia di Luigi Saravo.
Punti Chiave Articolo
La Trama: una serata mondana sull’orlo del baratro
L’astrofisico Henri e sua moglie Sonia, affermata avvocata finanziaria, aprono le porte del loro elegante appartamento parigino al professor Hubert Finidori e alla moglie Inès per un aperitivo. Henri sta lavorando a un importante articolo scientifico sulla materia oscura e conta sull’appoggio dell’influente collega Hubert per la pubblicazione.
Tuttavia, le convenzioni sociali e le maschere della borghesia iniziano presto a sgretolarsi. Hubert sgancia una vera e propria bomba: un altro ricercatore sta per pubblicare uno studio sul medesimo argomento. La rivelazione innesca la frustrazione di Henri, e mentre il pianto incessante del figlio risuona dalle stanze interne, la serata si trasforma in un campo di battaglia emotivo. Tensioni sopite, vecchi rancori e verità scomode emergono prepotentemente, spazzando via le buone maniere.
Il genio della struttura: tre volte la stessa sera
L’elemento più magnetico e distintivo del testo di Yasmina Reza è la sua struttura narrativa atipica. La pièce non procede in modo lineare, ma racconta la stessa serata tre volte, declinata in tre varianti possibili.
Ogni ripetizione cambia le dinamiche, sovverte gli equilibri e sposta il punto di vista. Questo brillante espediente teatrale mette in crisi l’idea stessa di una verità oggettiva: la realtà si manifesta nella sua interezza solo attraverso diverse versioni di sé. Ogni variante corregge, smentisce e completa la precedente, trasformando l’opera in un affascinante gioco sulla percezione e sulle molteplici possibilità di stare al mondo.
Le note di regia: l’infinito del cosmo e la miseria umana
Il regista Luigi Saravo descrive l’opera come “uno straordinario gioco interpretativo che si muove su un registro di tragica comicità”. La regia punta a restituire allo spettatore una visione profondamente ironica della vita, capace di svelare la fragilità dei personaggi e la loro disperata ostinazione a esistere.
In un parallelismo suggestivo con il mestiere dei protagonisti, Saravo paragona la narrazione all’astrofisica:
“L’autrice, passo dopo passo, ci conduce attraverso le aspirazioni e le vanità dei suoi personaggi, come si trattasse di un viaggio all’interno di una delle galassie di cui nel testo si parla. E così dalla nostra casa guardiamo le stelle e, lungi dall’elevarci, quello sguardo ci getta ancora di più nella nostra solitudine.”
Il tentativo umano di esplorare l’infinito diventa lo specchio in cui si riflettono, con spietata ferocia, le nostre miserie, i nostri risentimenti e il nostro eterno bisogno di amore e riconoscimento. Una messa in scena che, per funzionare, deve tenersi in equilibrio su un “affilato crinale tra leggerezza e profondità, realismo e gioco scenico”.
Dettagli dell’Evento e Crediti
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Spettacolo: Tre variazioni della vita di Yasmina Reza (Traduzione di Rita Cirio)
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Date: Dal 5 al 10 maggio 2026 (tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30)
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Luogo: Teatro Sociale, via Felice Cavallotti 20, Brescia
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Cast: Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta, Laura Mazzi
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Regia: Luigi Saravo
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Aiuto Regia: Cristian Maria Giammarini
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Scene: Luigi Saravo
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Luci: Cesare Agoni
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Costumi: Bruna Calvaresi
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Produzione: Centro Teatrale Bresciano, ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, CMC Nidodiragno, Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona.
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Sostenitori: L’opera è realizzata con il sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.






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