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Domiciliari e sequestro di 1,3 milioni di euro di beni per un imprenditore

La GdF di Caltanissetta ha eseguito l’arresto ai domiciliari avendo l’imprenditore dichiarato investimenti fittizi per compensare i debiti verso l’Erario

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, su proposta della locale Procura della Repubblica, a carico di due soggetti nisseni in qualità, rispettivamente, di amministratore di fatto e legale rappresentante di una società di capitali operante nel settore dei servizi di pulizia con proiezione anche extra-regionale.

Contestualmente, è stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie nei confronti della società di capitali e, in subordine, nei confronti delle persone fisiche indagate fino a concorrenza di complessivi € 1,3 milioni.

L’attività investigativa, svolta dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Caltanissetta, ha consentito di accertare come gli indagati sfruttassero le agevolazioni previste dalla normativa fiscale dichiarando investimenti fittizi per l’acquisto di beni strumentali destinati alle imprese del Mezzogiorno e nel settore Ricerca & Sviluppo al fine di compensare i reali debiti maturati verso l’Erario, beneficiando fraudolentemente di un indebito risparmio delle imposte dovute.

Le risultanze acquisite nel corso delle indagini hanno, pertanto, determinato l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’amministratore di fatto della società, nonché il divieto di esercitare attività imprenditoriale o uffici delle persone giuridiche per un anno a carico del legale rappresentante.

NOTA

L’attività di servizio eseguita costituisce un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario per la repressione dell’evasione fiscale. Nei periodi di crisi economica gli effetti distorsivi della concorrenza e del mercato provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali sono accentuati. Da qui l’importanza dell’azione “chirurgica” svolta dalla Guardia di Finanza contro gli evasori.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

SuperCoppa Serie A2, al via le Final Eight: Givova Scafati all’esame Chiusi

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Lignano Sabbiadoro ospita la fase finale della competizione. Il team gialloblu affronterà la neopromossa Chiusi ai quarti di finale.

Da detentrice del titolo del Centenario 2020, la Givova Scafati si prepara ad affrontare l’edizione 2021 delle Final Eight di SuperCoppa di serie A2. La parte finale e più affascinante della competizione precampionato prenderà il via domani 24 settembre, sul neutro di Lignano Sabbiadoro (Ud), con le gare dei quarti di finale, secondo il seguente calendario:

o ore 12:00, Giorgio Tesi Group Pistoia – Allianz Pazienza San Severo;
o ore 15:00, Novipiù JB Monferrato – Gruppo Mascio Treviglio;
o ore 18:00, Givova Scafati – Umana Chiusi;
o ore 20:30, Old Wild West Udine – Tramec Cento.

Sabato 25 settembre e domenica 26 settembre si disputeranno invece le due semifinali e la finalissima, che deciderà la società vincitrice della SuperCoppa LNP 2021.

Bissare il successo dello scorso anno è impresa ardua per capitan Rossato e compagni, che potrebbero scendere in campo senza il lungo Cucci, ancora alle prese con la riabilitazione, dopo l’infortunio patito alla caviglia in occasione dell’ultimo match del girone arancione di qualificazione contro Atlante Eurobasket Roma. La sua presenza in campo nella gara d’esordio è fortemente in dubbio.

L’AVVERSARIO

La prima avversaria sul cammino della compagine dell’Agro risponde al nome dell’Umana Chiusi, neopromossa in serie A2, i cui punti di forza del girone di qualificazione sono stati i due statunitensi Wilson (centro da 16,7 punti e 11,3 rimbalzi di media) e Medford (playmaker da 15,7 punti e 4,3 assist di media). A costoro va aggiunto l’ex scafatese Musso (ala piccola da 12 punti di media), oltre all’esperienza da vendere di Mei (guardia), Ancellotti (centro) e Carenza (ala grande). Tutt’altro che comprimari sono invece la guardia Criconia, il playmaker Raffaelli e l’ala Fratto, ragazzi che hanno rappresentato l’ossatura del team toscano nella precedente stagione agonistica, culminata con la vittoria del campionato di serie B ed il salto in serie A2, sotto la guida di coach Giovanni Bassi, esordiente assoluto nella seconda più importante categoria italiana.

LE DICHIARAZIONI

Il centro Quirino De Laurentiis: «E’ sempre bello partecipare a competizioni come la SuperCoppa, che, al di là del prestigio, ti permette di affrontare squadre forti e pronte al campionato, in un clima da competizione vera e non da amichevole. Udine è sicuramente la favorita della competizione, alla quale mancano altre squadre come Cantù, Verona, Ferrara e Forlì che non si sono qualificate. Iniziamo la nostra avventura contro Chiusi, matricola della categoria, che ha conservato per gran parte il roster della passata stagione, integrato con giocatori esperti della categoria, come i due statunitensi, Musso ed Ancellotti. Ha poi in organico atleti come Mei e Carenza, che la categoria la conoscono bene, per cui nel complesso affronteremo una squadra solida, lunga e pronta. Noi dobbiamo restare sul pezzo per 40 minuti, in linea con le precedenti positive apparizioni».

Attività fisica e salute: Il concetto di attività fisica è molto ampio

Attività fisica e salute – Il concetto di attività fisica è molto ampio; comprende, infatti, tutte le forme di movimento realizzate nei vari ambiti di vita, non solo sportive

Attività fisica e salute: Il concetto di attività fisica è molto ampio

Secondo l’OMS, per “attività fisica” si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.

In questa definizione rientrano non solo le attività sportive, ma anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, che fanno parte della “attività motoria spontanea”.
L’espressione “attività motoria” è sostanzialmente sinonimo di attività fisica.
Con il termine di “esercizio fisico” si intende invece l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente.

Lo sport, quindi, comprende situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole ben precise. È un gioco istituzionalizzato, codificato in modo tale da essere riconosciuto e riconoscibile da tutti per regole e meccanismi, ai quali si fa riferimento per la sua pratica in contesti ufficiali o non ufficiali.

Le attività sedentarie sono quelle caratterizzate da un dispendio energetico inferiore a quello di riposo, esemplificate dallo stare seduto o in posizione reclinata (guardare la televisione, guidare l’auto, leggere, stare seduti alla scrivania etc.).

Le cifre

Secondo i dati del 2019 del sistema di sorveglianza Okkio alla salute il 20,3% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine, il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana, il 43,5% ha la TV nella propria camera, solo 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta. La quota di bambini che trascorre più di 2 ore al giorno davanti a TV/videogiochi/tablet/cellulare risulta in sensibile aumento rispetto agli anni precedenti (44,5%). Emerge inoltre che il 40.9% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga insufficiente attività motoria.

I dati  2018 dell’indagine Health Behaviour in School-aged Children – Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi di età scolare (HBSC), condotta su un campione di studenti di 11, 13 e 15 anni, rispetto alla rilevazione del 2014, mostrano che l’attività fisica (un’ora di attività almeno tre giorni a settimana) è in aumento in tutte le fasce di età, più nei ragazzi che nelle ragazze e più negli 11enni  (59,20%  contro il 57,31% del 2014). Tuttavia solo un adolescente su 10 pratica almeno un’ora al giorno di attività fisica tutti i giorni e tendenzialmente i maschi sono più attivi delle femmine: 15% vs 9% degli 11enni, 13% vs 6% dei 13enni e 8% vs 5% dei 15enni. Durante il tempo libero nei giorni di scuola più di un quarto dei ragazzi trascorre oltre due ore al giorno davanti a schermi (TV/video/DVD e altre forme di intrattenimento su schermo) e oltre 1 adolescente su 4 gioca al computer, alla console, sul tablet, sullo smartphone o altri device, con valori in aumento dopo gli 11 anni.

I dati del sistema di sorveglianza PASSI relativi al triennio 2016-19 mostrano che il 31,1% degli intervistati di 18-69 anni può essere classificato come attivo (cioè effettua un lavoro pesante oppure 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni), il 33.8% come parzialmente attivo (non svolge un lavoro pesante ma fa qualche attività fisica nel tempo libero, senza però raggiungere i livelli raccomandati) e il 35% come sedentario (non fa un lavoro pesante e non pratica attività fisica nel tempo libero). La proporzione di adulti sedentari aumenta con l’età, è maggiore fra le donne, fra i più svantaggiati economicamente, fra i meno istruiti. I valori sono più elevati al Sud, dove la quota di sedentari in alcuni casi supera abbondantemente il 50% della popolazione (Basilicata, Campania). Non sempre la percezione soggettiva del livello di attività fisica praticata corrisponde a quella effettivamente svolta: 1 adulto su 2 fra i parzialmente attivi, e 1 su 4 fra i sedentari, percepiscono come sufficiente il proprio impegno nel praticare attività fisica.

Il sistema di sorveglianza PASSI d’argento misura il livello di attività degli anziani oltre i 65 anni utilizzando uno strumento (il PASE – Physical Activity Scale for Elderly) che consente di “quantificare” i livelli di attività fisica considerando le attività comunemente svolte da persone di questa età (passeggiare, fare giardinaggio, curare l’orto, attività domestiche, prendersi cura di un’altra persona) oltre alle attività sportive o ricreative. I dati relativi alla raccolta 2016-2019  evidenziano che la quota di sedentari è del 40% (64% negli over85) e che le donne, le persone con livello di istruzione inferiore, economicamente in difficoltà e i residenti al Sud presentano livelli di sedentarietà più alti.

Camminare fuori casa è l’attività maggiormente praticata tra quelle di svago. Ben oltre la metà degli intervistati (61%) ha riferito di aver fatto una passeggiata a piedi (o in bici) nella settimana precedente l’intervista. Solo una quota più contenuta di intervistati ha dichiarato di praticare attività fisica strutturata, per lo più leggera (16%), come la ginnastica dolce; meno di dedicarsi ad attività fisica moderata (5%) come il ballo o la caccia, o pesante (4%), come il nuoto, la corsa, o l’attività aerobica o attrezzistica.

Per approfondire

Attività fisica e salute: Il concetto di attività fisica è molto ampio / Cristina Adriana Botis / Redazione

Sequestrati oltre 600 prodotti non sicuri e irrogate sanzioni per 8.000 euro

Sequestrati dalla GdF di Palermo poiché non accompagnati da documentazione né da informazioni in una lingua facilmente comprensibile (VIDEO)

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Palermo, nell’ambito dell’intensificazione del controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo in materia di sicurezza dei prodotti, hanno proceduto al sequestro amministrativo di 656 articoliimmessi nel mercato in violazione della normativa inerente alla “sicurezza dei prodotti” nonché di quella concernente gli obblighi di marcatura “CE”.

Sequestrati oltre 600 prodotti non sicuri e irrogate sanzioni per 8.000 euro

In particolare, i “Baschi Verdi”, dopo aver effettuato l’accesso in un esercizio commerciale con sede in Palermo, in Piazza Giulio Cesare, nel corso del controllo accertavano che nr. 656 prodotti, nello specifico giocattoli ed elettrodomestici, venivano commercializzati in violazione di quanto disposto dalle normative di settore (rispettivamente dall’art. 6 c.2 del D.Lgs. 54/2011 e dagli artt. 6 e 13 del D.Lgs. 86/2016), non recando idonea marcatura CE e non essendo accompagnati da idonea documentazione né da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua che può essere facilmente compresa dagli utilizzatori finali.

La violazione delle norme sopra indicate, oltre al sequestro amministrativo della suddetta merce, ha comportato l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 8.000 euro.

NOTA

Continuano, incessanti, i controlli delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana al fine di contrastare ogni forma di illegalità economica, a tutela dei consumatori e degli esercizi commerciali che operano nel rispetto delle norme.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Precedenti Foggia-Stabia: sono diciassette quelli disputati in campionato

Foggia e Stabia, sono sette i precedenti in campionato in terra pugliese, un solo pari e sei vittorie per i rossoneri.

Questi i dettagli dei precedenti:

– 1929 / 1930 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ D ‘

17 novembre 1929 – 7° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 3 – 0 De Rosa, Pavanello e Marchionneschi.

– 1932 / 1933 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ H ‘

6 novembre 1932 – 5° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 4 – 0 Montanari, Baldi III°, Montanari e Bellotti.

– 1937 / 1938 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ E ‘

17 ottobre 1937 – 4° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 3 – 2 questa la sequenza delle reti: vespe in vantaggio con DI MAIO (S), Creziato (F), GHERARDUCCI (S), Creziato (F) e Valentini (F).

– 1938 / 1939 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ G ‘

9 ottobre 1938 – 4° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 1 – 0.

– 1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone D

10 ottobre 1948 – 2° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 0 – 0.

– 1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

1° gennaio 1950 – 15° giornata d’andata: FOGGIA – STABIA 4 – 2 Lanciaprima (F), GERZELI (S), Kovi (F), Geraci (F) (su rigore), Creziato (F), Vincenzo CELARDO (S) e Geraci (F).

– 1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

1° aprile 1951 – 9° giornata di ritorno: FOGGIA – STABIA 2 – 1.

Foggia e Juve Stabia, si sono affrontate in campionato nove volte allo stadio Zaccheria di Foggia ed una volta in campo neutro al “Partenio” di Avellino; lo score è di cinque vittorie dei satanelli, quattro pareggi e una sola è la vittoria delle vespe.

Questi i dettagli:

– 1998 / 1999 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

7 marzo 1999 – 8° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 3 – 1 (arbitro Fabio Ferlito di Prato) Oshadogan (F) (su calcio di rigore), Bordacconi (F),e Perrone (F) e Alessandro MANCA (JS).

– 2000 / 2001 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

18 marzo 2001 – 9° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 2 (arbitro Carlo Battistella di Conegliano Veneto) (la gara si disputò in campo neutro al “Partenio” di Avellino) Giuseppe VIVES (JS), Sanseverino (F) e Lorenzo BEDIN (JS).

– 2005 / 2006 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

8 gennaio 2006 – 1° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 0 (arbitro Massimo Mannella di Avezzano) Stefani.

– 2006 / 2007 – Campionato Nazionale Serie C1 girone ‘ B ‘

17 settembre 2006 – 3° giornata d’andata: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Michele Cavarretta di Trapani) Luigi CASTALDO (JS) e Dall’Acqua (F).

– 2008 / 2009 – Campionato Nazionale Prima Divisione girone ‘ B ‘

28 settembre 2008 – 5° giornata d’andata: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 0 (arbitro Roberto Bagalini di Fermo) Del Core (su calcio di rigore).

– 2010 / 2011 – Campionato Nazionale Prima Divisione girone ‘ B ‘

13 febbraio 2011 – 6° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 4 – 1 (arbitro Gianluca Aureliano di Bologna) Insigne (F) (su calcio di rigore), Romagnoli (F), Sau (F), Insigne (F) e Adriano Sartorio MEZAVILLA (JS) (foto).

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

29 marzo 2015 – 13° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Carlo Amoroso di Paola) Miguel Angel (F) e autogol di Potenza (JS).

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

10 gennaio 2016 – 17° giornata d’andata: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Edoardo Paolini di Ascoli Piceno) Iemmello (F) e Francesco NICASTRO (JS).

– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

5 marzo 2017 – 9° giornata di ritorno: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 0 (arbitro Francesco Fourneau di Roma 1) Mazzeo (F) su calcio di rigore.

– 2020 / 2021 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

11 gennaio 2021 – 18° giornata d’andata: FOGGIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Andrea Colombo di Como) Luca BERARDOCCO (JS) su calcio di rigore e Dell’Agnello (F).

Giovanni MATRONE

Ecco le caratteristiche fondamentali di un casinò online sicuro

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Il mondo dei casinò online è cresciuto straordinariamente nel corso degli ultimi anni. L’avanzamento tecnologico generale, oltre ovviamente a quello dell’intero settore, ha contribuito alla crescita di un sistema di gioco sempre più spesso online, lontano da casinò, sale da gioco o sale scommesse.

Più brevemente, i casinò sono sbarcati online, come nel caso di Snai che fa parte del gruppo Playtech Italia, (https://casinohex.it/casino-online/playtech/) e possono essere giocati direttamente dal proprio telefono cellulare, in qualsiasi circostanza o situazione. Questa crescita rapidissima ha portato anche alla nascita di altrettanti casinò online che però non rispettano gli standard di sicurezza richiesti, divenendo quindi inaffidabili se non pericolosi.

In questo breve testo cercheremo di condurvi alla scoperta di quelle che sono le fondamentali caratteristiche di un casinò online sicuro. In primo luogo, i giocatori più inesperti possono cercare le versioni online dei casinò fisici che già conoscono. In tal senso, le opzioni non sono moltissime ma permettono ugualmente di giocare online in completa sicurezza. In via più generale, invece, il gioco d’azzardo online è controllato e garantito dalla ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), ex AAMS. Si tratta di un organo di controllo statale che assicura il corretto svolgimento di ogni fase di gioco, dalla registrazione su un portale online al ritiro delle vincite. Il suo operato è volto alla piena tutela del giocatore e del cittadino che, in ogni momento, deve essere sicuro mentre si trova davanti al pc o davanti al suo smartphone.

Per ottenere una licenza AAMS, i casinò online devono quindi rispettare una serie di vincoli economici e legali. Ad esempio, i casinò devono depositare del denaro nelle casse dello stato e successivamente impegnarsi a tutelare economicamente tutti i giocatori coinvolti. Un giocatore, per essere sicuro, deve quindi vedere e verificare che il casinò da egli prescelto sia effettivamente tra quelli regolarmente registrati sul portale AAMS. Per farlo, egli deve andare sul portale online e cercare il bollino di garanzia dell’AAMS.

Qualora fosse presente, il giocatore avrebbe un indizio che quel casinò è effettivamente sicuro. Ciò può non bastare, come nel caso in cui tale simbolo sia stato contraffatto. In questa occasione, il giocatore può verificare può a fondo andando a cercare il casinò online direttamente sul registro dei casinò online regolarmente presenti in Italia. All’interno del registro – senza alcun pericolo di contraffazione – il casinò può essere o meno presente. Qualora vi fosse il giocatore avrebbe la certezza di aver optato per un casinò sicuro.

A rendere sicuro ed affidabile un portale vi sono poi gli accorgimenti presi dall’operatore stesso. Tra questi figurano i protocolli di sicurezza SSL (Socket Secure Layer) che assicurano un’ulteriore protezione durante le fasi di gioco. Vi sono poi i diversi metodi di pagamento disponibili che garantiscono tutele ai giocatori. Questo perché vi sono oggigiorno dei metodi di pagamento realmente sicuri che intendono tutelare la privacy del giocatore e le sue finanze. Infatti, oltre al bonifico bancario e le transazioni con carta di credito, sono sorti dei nuovi metodi di pagamento conosciuti come “portafogli elettronici” che permettono al giocatore di pagare tramite un sito internet che fa da schermo tra lui e il portale. Tutte queste caratteristiche, quando presenti, rendono un portale realmente sicuro.

A tu per tu con l’esperto dei motori Filippo Gherardi

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L’intervista esclusiva al giornalista di Sportitalia Filippo Gherardi che ha fatto il punto sulla Formula Uno e non solo

A tu per tu con l’esperto dei motori Filippo Gherardi

Filippo Gherardi, giornalista di Sportitalia ed esperto dei motori, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Marco Palomba e Carlo Ametrano per la rubrica “A tu per tu“. Ecco le sue dichiarazioni:

Sappiamo che sei in Francia, come mai?

“Sì. Sono in Francia per provare una nuova macchina della Peugeot. Parliamo della Peugeot 308 che debutta con un nuovo design e che tra l’altro porta in dotazione anche nuovi motori ibridi, quindi tecnologia nell’ambito dell’automobile firmato Peugeot. Lo proviamo e poi ovviamente aspettiamo che arrivi sul mercato, la stiamo provando in anteprima”.

Poi ovviamente alla fine ci farai sapere com’è questa vettura…

“Assolutamente, certo”.

Parlando di macchine, sponda Formula Uno.  Si vola a Sochi, con la classica rivalità tra Hamilton e Verstappen, che idea ti sei fatto?

“Ne vedremo senza dubbio delle belle. Se dovessimo scommettere una monetina direi senza dubbio che sarà grande lotta fino alla fine. Detto questo  Sochi è un Gran Premio atipico. Da quando è stato inserito in Formula Uno, quindi dal 2014, ha di fatto vinto solo ed esclusivamente la Mercedes e questo ovviamente fa presagire che le frecce d’argento siano leggermente favorite sulla Red Bull per questo weekend, anche se questo discorso lo si poteva fare per Monza con Verstappen che non era mai riuscito a salire sul podio  e alla fine ha fatto un ottimo sabato prendendosi la pole position. La differenza però in un Gran Premio come Sochi credo possano farla anche gli altri, cioè la McLaren che ha fatto benissimo a Monza, ma anche gli stessi Bottas e Perez, senza dimenticare la Ferrari sulla quale ci sarebbe una grande parentesi da aprire”. 

Incognita meteo per la Russia, rischiamo in uno Spa 2.0?

“Ma guarda fortunatamente in tal senso ho letto le parole di Todt che sperava nei prossimi anni di tornare a vedere grande spettacolo sulla pioggia, non più soltanto incertezze che hanno provato la massima espressione a Spa qualche Gran Premio fa. Quindi, per il momento, il rischio c’è però allo stesso tempo non manca l’auspicio che quello è che successo a Spa possa essere dimenticato il più presto possibile”.

Toccando il tema mercato, cosa ne pensi della quasi certa partenza di Giovinazzi?

“Partiamo dal presupposto che stiamo in una situazione economica ovviamente non facile, non solo per il mercato auto ma per il mondo in generale. Inutile nasconderci dietro a false retoriche: la componente economica conta e non poco in questa fase, ed è capace di essere determinante per la scelta di un pilota a discapito di un altro. Personalmente ho avuto modo di intervistare Giovinazzi poco prima del GP di Monza e ho trovato un ragazzo motivato, determinato e i risultati si sono visti. Il pilota quindi tutto sommato dal punto di vista tecnico sembra viverla bene, poi però uscendo da quella che era la formalità(giornalista che intervista il pilota) è evidente che questa situazione lascia un po’ di amarezza anche perché parliamo di un pilota dal quale ci si aspettava tanto. Allo stesso tempo è troppo tempo che non troviamo un pilota italiano, non dico vincente, ma quantomeno credibile. Ho avuto modo di parlarne anche con Giancarlo Fisichella, probabilmente l’ultimo grande pilota italiano, le spiegazioni potrebbero essere tante: mancanza di investimento nei settori giovanili, scarsa credibilità nelle serie minori. Purtroppo Giovinazzi riguarda un po’ tutto il mondo motor sportivo italiano. Forse è arrivato il momento di investire un po’ più nei giovani e farlo in modo credibile”.

Se vuoi sentire l’intervista fatta a Filippo Gherardi clicca sul link che segue: https://chirb.it/NIN4fL

Truffa ai danni del servizio sanitario nazionale per oltre 3 milioni di euro

La GdF di Messina ha eseguito delle misure cautelari per truffa a responsabili di sette case di cura convenzionate e funzionari dell’Asp

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina con l’operazione “D.G.R.” stanno dando esecuzione ad una misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire incarichi apicali nell’ambito di imprese e persone giuridiche, per la durata di quattro mesi, nonché il sequestro di liquidità finanziarie per oltre 3 milioni di euro nei confronti di 7 strutture private convenzionate, provento del reato di truffa aggravata in danno del Servizio Sanitario pubblico

Attualmente sono 25 gli indagati, a vario titolo, tra funzionari pubblici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina e responsabili apicali e dipendenti delle nominate strutture private convenzionate, titolari delle più conosciute ed importanti case di cura operanti nella città dello Stretto.

LE INDAGINI

La complessa attività d’indagine, sviluppata dagli investigatori in materia di spesa pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, su delega del pool di Magistrati della Procura della Repubblica di Messina guidata da Maurizio de Lucia, responsabili del contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, ruota intorno all’acronimo D.R.G. (Diagnosis Related Group): un dettagliato sistema che consente di classificare ogni singolo caso clinico in una determinata casella (il Ministero della Sanità ha previsto oltre 500 casistiche), variabile in relazione alla diagnosi, agli interventi subiti, alle cure prescritte ovvero alle caratteristiche personali del singolo paziente ricoverato in una struttura accreditata.

Proprio sulla base del D.R.G. attribuito, quindi, in funzione delle risultanze della Scheda di Dimissione Ospedaliera (in sigla S.D.O.), parte integrante della cartella clinica, ogni singola Regione prevede la tariffa da rimborsare alla casa di cura privata convenzionata, gravante sul Servizio Sanitario Nazionale, così risultando centrale la relativa attività di verifica, per norma attribuita ad un Nucleo Operativo di Controllo interno all’ASP competente per territorio.

Orbene, all’esito dell’odierna attività investigativa, consistita in penetranti investigazioni documentali, accertamenti bancari, escussione di diverse persone a vario titolo informate sui fatti, oltre ad attività tipiche di polizia giudiziaria, corroborate da plurime attività tecniche di intercettazione, acquisizioni informatiche ed interpolazioni con gli esiti di una consulenza tecnica d’ufficio, è emerso un “articolato e collaudato meccanismo fraudolento, finalizzato a far lievitare artificiosamente l’entità dei rimborsi corrisposti dal sistema sanitario”, indicando nella Scheda di Dimissione Ospedaliera un D.R.G. difforme rispetto alle reali attività come risultanti dalle cartelle cliniche, così realizzando una conseguente truffa ai danni del Servizio Sanitario pubblico per oltre complessivi 3 milioni di euro, oggi sottoposti a sequestro.

Un dato estremamente allarmante lì dove si consideri che sono state oggetto di puntuale disamina soltanto 723 cartelle cliniche: di queste ben 591 presentavano anomalie, con una percentuale d’incidenza pari all’81,74%, tanto da indurre il competente Giudice del Tribunale di Messina a ritenere l’esistenza di una forma “di radicata connivenza tra controllore e controllato”.

Anomalie che, alla luce del grave quadro indiziario, comunque basato su imputazioni provvisorie e che dovranno trovare conferma in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, non paiono potersi attribuire a casualità o superficialità dei controllori, bensì, proprio per la frequenza e metodicità, da ritenersi sintomatiche di un sistema rodato: “la cartina al tornasole di un sistema illecito diffuso […] finalizzato a lucrare indebitamente sui rimborsi riconosciuti dalla Regione Siciliana per le prestazioni erogate dagli enti convenzionati…”, rafforzato “…dal contributo offerto dal soggetto controllore, nella specie l’Ufficio dell’ASP di Messina […] i cui funzionari, anch’essi sistematicamente, omettevano di rilevare le pur patenti irregolarità […] attestando falsamente nei verbali NOC la conformità della documentazione esaminata ai parametri previsti…”

Questo il contesto in cui si sono sviluppate le indagini eseguite dalle Fiamme Gialle peloritane e che hanno nel dettaglio documentato il ruolo nodale del Dirigente dell’ASP di Messina Mariagiuliana Fazio cl. 56 (di recente posta in quiescenza e per tale motivo non destinataria di provvedimento cautelare, indagata per plurime ipotesi di truffa aggravata ai danno dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico, falso e corruzione), già a capo del Nucleo Operativo di Controllo dell’ASP di Messina, prima e principale protagonista delle vicende oggetto d’indagine, descritta dal competente Giudice come soggetto che, forte di una consolidata esperienza amministrativa e burocratica”, si è dimostrata “dotata di una pervasiva capacità di orientare l’impatto della macchina amministrativa” dalla medesima diretta, con “atteggiamento spregiudicato, piegandola a interessi di parte in funzione di un tornaconto personale”.

Nel merito, come peraltro emergente anche dalle intercettazioni telefoniche, si acquisiva come la donna vantasse un “rapporto privilegiato e di cointeressenza” con i vertici di alcune case di cura investigate.

In tale ambito, avvalendosi del prezioso supporto tecnico degli specialisti della Guardia Finanza appartenenti al Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche di Roma, venivano effettuate mirate acquisizioni degli accessi al portale “Qualità Sicilia SSR”, sottosistema “Controllo qualità e appropriatezza cartelle cliniche e SDO”, predisposto dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, rilevando come la F.M. cl. 56 avesse fornito ad un medico, dipendente della G. S.p.a., oggi indagato per accesso abusivo a sistema informatico, le proprie credenziali riservate, al fine di consentire a quest’ultimo di inserire, indebitamente, in suo luogo, i dati relativi alle procedure di verifica sulle cartelle cliniche;

  • il calabrese Domenico Chiera cl. 58, direttore sanitario della Casa di cura gestita dalla C. O. T. S.p.a., destinataria di maggiori importi provento di truffa per € 364.415,77, peraltro indagato anche per accesso abusivo al nominato sistema informatico;
  • il messinese Gustavo Barresi cl. 70, socio accomandante della casa di cura Villa Salus, destinataria di maggiori importi provento di truffa per € 655.063,55;

soggetti nei cui confronti è stata disposta la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire incarichi apicali nell’ambito di imprese e persone giuridiche, per la durata di quattro mesi.

Analogamente, emergevano rapporti privilegiati anche con altre case di cura operanti a Messina:

  • la Casa di cura Cristo Re, per il tramite dell’amministratore delegato Antonino Merlino cl. ‘51, destinataria di maggiori importi provento di truffa per € 259.866,47;

Anche per tale Casa di cura si documentavano accessi abusivi al sistema informatico predisposto dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, eseguiti da due dipendenti della società, oggi indagati;

  • la Casa di cura San Camillo, amministrata daslla Provincia Sicula dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, destinataria di maggiori importi provento di truffa per € 400.594,40;
  • la Casa di Cura amministrata dalla Carmona S.r.l., per il tramite dell’amministratrice pro tempore Caterina Facciola cl. ‘60, destinataria di maggiori importi provento di truffa per € 899.215,35,

soggetti tutti indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato.

Nella materiale concretizzazione degli illeciti emergeva, poi, come la F.M. cl. 56 si sia servita di ben 14 consapevoli addetti al suo ufficio, tutti indagati per reati di falso, relativamente ai verbali redatti quali componenti/ispettori del Nucleo Operativo di Controllo.

A tale riguardo, la donna giungeva persino a dare indicazioni ai suoi collaboratori circa cosa scrivere, ovvero non far rilevare in sede di ispezione delle case di cura, come ad esempio allorquando disponeva di non verbalizzare carenze di personale in orario notturno …no, non scriverla come criticità…non la…non la scrivere…”, ovvero ancora in ordine alle modalità di intervista dei pazienti circa la qualità del servizio offerto, allorquando  suggeriva che tale attività venisse svolta in presenza del direttore sanitario, così da condizionare i pazienti nelle risposte che avrebbero fornito “…fate delle interviste ai pazienti…insieme al direttore sanitario …[…]…però fallo col direttore sanitario così hanno una remora nel ….ok ci siamo capiti!…”. Per tale circostanza risulta indagato, per reati di falso, insieme alla F.M. cl. 56 ed agli appartenenti al N.O.C., anche il direttore sanitario della C. G. S.p.a.

Da ultimo, la F.M. cl. 56 si è resa protagonista anche di ulteriori gravi ipotesi di reato, che il competente Giudice ha valorizzato parlando di “mercimonio della funzione pubblica, in funzione del perseguimento di indebite utilità:

  • per aver sollecitato il citato M. E.cl. ‘39, in ordine ad un miglioramento del trattamento economico del figlio, dipendente della G. S.p.a.. In tale contesto, emergeva, peraltro, come la medesima società avesse “omaggiato” la donna di gioielli acquistati e pagati dalla stessa casa di cura presso una gioielleria cittadina;
  • per aver richiesto ed ottenuto dal C. D. F. cl. ‘58, l’assunzione presso la Casa di cura gestita dalla C. O. T. S.p.a. del compagno di una sua collaboratrice amministrativa;
  • per aver richiesto ed ottenuto dal B. G. cl. ‘70, l’assunzione presso la casa di cura V. S. di una donna di suo interesse.

NOTA

Un quadro generale fortemente preoccupante e che l’odierna operazione ha consentito di far emergere, a testimonianza del costante impegno profuso dal Tribunale, dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Messina, affinché le risorse pubbliche destinate a curare persone ammalate e bisognose non siano sottratte per essere destinate a finalità illecite e di arricchimento personale, vieppiù in un periodo in cui la sanità pubblica è così bisognosa di una corretta spesa delle risorse a disposizione.

Adduso Sebastiano

https://youtu.be/aB5XN5CayIs

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Operazione dei CC nei Comuni di Caserta, Casagiove e Bellona: 6 fermi

I CC della Compagnia di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare nei confronti di sei soggetti  indagati per associazione a delinquere – VIDEO

Nella mattinata odierna, nei Comuni di Caserta, Casagiove e Bellona, i CARABINIERI della Compagnia di Caserta, con il supporto degli altri comandi territorialmente competenti e del Nucleo Cinofili di Samo (SA), a conclusione di un’articolata attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare emessa, su richiesta di questo Ufficio, dall’ufficio G.I.P. del locale Tribunale nei confronti di sei soggetti, indagati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di compagnie assicurative, furto, estorsione e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Cinque degli indagati sono stati sottoposti alla misura coercitiva degli arresti domiciliari, uno a quella della custodia in carcere.

L’attività investigativa è stata avviata nel gennaio 2018 ed ha preso le mosse dal tentativo di negoziazione di un assegno clonato presso un ufficio postale di Santa Maria C.V.

I successivi approfondimenti effettuati in ordine a tale vicenda, hanno permesso far emergere un ben più articolato contesto criminale e di acquisire gravi indizi di colpevolezza circa l’esistenza e l’operatività di una associazione per delinquere, caratterizzata da un modus operandi ben collaudato e dalla presenza di due soggetti in posizione apicale – P.S e D.B.A – con funzione di promotori delle diverse iniziative criminali e di “collante” tra i diversi sodali, dedita al compimento di frodi assicurative e di numerosi altri reati-scopo, perpetrati attraverso la denuncia di sinistri stradali non accaduti e, talora, anche attraverso la produzione di certificati medici ideologicamente falsi, ottenuti inducendo in errore il personale sanitario in servizio presso i singoli nosocomi locali in ordine alla causa delle lesioni di volta in volta refertate.

Tali condotte risultano esser state pianificate e realizzate allo scopo di conseguire dalle compagnie assicurative investite delle relative richieste – inoltrate nella maggior parte dei casi per il tramite dei legali C. A. e/o R. G., attinti anch’essi da misura cautelare – il risarcimento di danni per le lesioni personali apparentemente cagionate da sinistri stradali, in realtà mai avvenuti. Significativo è stato il ruolo svolto in tali vicende dai due professionisti indagati, che hanno curato e istruito la maggior parte delle pratiche relative ai “falsi sinistri” instaurando e mantenendo nel tempo intensi rapporti di fiducia e di interesse con P.S. ed altri membri del sodalizio.

Giova sin d’ora evidenziare, ad attestazione dell’assoluta gravità dei fatti reato emersi all’esito della presente indagine come talora i membri del sodalizio non hanno esitato a coinvolgere anche dei minori, a vario titolo legati da rapporti di parentela con gli indagati, che sono stati indicati quali soggetti ‘ feriti” in occasione dei sinistri stradali non accaduti ed all’uopo condotti al pronto soccorso, ove sono poi stati indotti a dichiarare al personale sanitario che le lesioni che venivano ivi refertate e che dipendevano in realtà da altra causa, erano state cagionate da un sinistro stradale.

In particolare, in uno degli episodi oggetto di indagine è addirittura emerso che tre degli indagati, tra cui la madre di un minore degli anni 11, hanno intenzionalmente provocato a quest’ultimo lesioni personali, consistite “in un trauma facciale con escoriazioni al labbro inferiore e zigomo sx e frattura dei margini incisali di 21 e 22”; il minore veniva successivamente condotto presso il locale pronto soccorso, e veniva indotto a dichiarare al personale sanitario di turno che le lesioni ivi refertate erano state cagionate da un sinistro stradale.

Le attività investigative hanno, inoltre, fatto emergere gravi indizi di colpevolezza anche in ordine ad un episodio di furto di un’autovettura, perpetrato in Casagiove dall’indagato C. A. su incarico degli indagati P.S. e D. B. A. e alla successiva condotta estorsiva, meditante il meccanismo del cd. cavallo di ritorno, posta in essere da C.A. e da L.M.M. in danno del proprietario della predetta autovettura ad in vista del ritrovamento della stessa.

L’attività investigativa espletata ha, ancora, consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine ad ulteriori condotte illecite, connesse al traffico degli stupefacenti, e perpetrate dagli indagati C.A. che P.S., quest’ultimo, peraltro, al momento dei fatti sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per altra causa presso la propria abitazione.

CARABINIERI – Operazione dei CC nei Comuni di Caserta, Casagiove e Bellona: 6 fermi / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Clan Mallardo: confiscati beni per 17.600.000 riconducibili a M Palumbo

Gdf Napoli: confiscati beni per 17.600.000 euro riconducibile a Michele PALUMBO, nato a Villaricca (Napoli) nel 1952, appartenente al clan MALLARDO – VIDEO

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha proceduto, su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, alla confisca, tra Campania e Lazio, di un ingente patrimonio del valore di 17.600.000 euro riconducibile a Michele PALUMBO, nato a Villaricca (Napoli) nel 1952, appartenente al clan MALLARDO.

Le Fiamme Gialle hanno acquisito al patrimonio dello Stato 17 unità abitative tra i comuni di Giugliano (NA), Aversa (CE), Mentana (RM), e Monterotondo (RM), 11 terreni nel comune di Mentana (RM), oltre a quote e immobili relativi a una società operante nel settore immobiliare con sede a Fonte Nuova (RM), riconducibili al “prevenuto” e al suo nucleo familiare.

L’attività trae origine da indagini delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. partenopeo che hanno eseguito, nel periodo dal 2010 al 2021, diversi provvedimenti di sequestro preventivo e di misure di prevenzione patrimoniali disposti dai Tribunali di Roma e Napoli nei confronti, tra gli altri, del PALUMBO.

In questo contesto criminale, come evidenziato in sentenze dello stesso Tribunale di Napoli, il clan MALLARDO ha investito i propri proventi illeciti in attività immobiliari facenti capo al PALUMBO e ad una sua società operante nel settore edile; il sodalizio era stato favorito dal genero del PALUMBO, Giuseppe D’ALTERIO, nato a Villaricca nel 1977, esponente di rilievo del clan MALLARDO, per conto del quale si interessava di diversi settori economici quali quello edilizio, immobiliare nonché della distribuzione del caffè agli esercizi commerciali del giuglianese e del casertano, ove acquisiva commesse anche in zone controllate da clan camorristici alleati, come il Clan dei Casalesi.

Il presupposto per l’applicazione dell’odierna misura di prevenzione patrimoniale deriva dall’accertata appartenenza del PALUMBO al clan MALLARDO, sancita da una condanna a 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali effettuati dalle Fiamme Gialle.

Infatti, il monitoraggio effettuato dal G.I.C.O. di Napoli ha fatto emergere, grazie ai riscontri sviluppati anche attraverso l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo e agli accertamenti bancari, una marcata sproporzione tra le fonti di reddito lecite di cui il soggetto disponeva ufficialmente e il patrimonio di beni mobili e immobili di rilevante valore negli anni accumulato.

Guardia di Finanza – Clan Mallardo: confiscati beni per 17.600.000 riconducibili a M Palumbo / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Patrigno pluripregiudicato in affidamento ai servizi sociali abusava della 16enne

I CC di Canicattì (AG) hanno arrestato in carcere il patrigno di una 16enne per violenza sessuale su minore, maltrattamenti in famiglia e lesioni

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Canicattì (AG) hanno arrestato un pluripregiudicato di Santa Elisabetta (AG), attualmente affidato in prova ai servizi sociali dal Tribunale di Sorveglianza a seguito a una condanna per violenza privata, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Agrigento nei confronti dell’uomo, responsabile di violenza sessuale su minoremaltrattamenti in famiglia e lesioni.

Le indagini sono iniziate intorno alla metà di agosto, quando un’adolescente (minore di 16 anni) di Santa Elisabetta ha chiesto aiuto ai Carabinieri, accennando i gravissimi comportamenti del patrigno.

Un racconto iniziale che ha allertato la Procura della Repubblica di Agrigento, impegnata con i Carabinieri in un codice rosso che ha richiesto l’approfondimento del riservatissimo contesto sabettese e del chiuso delle sue famiglie.

Qui gli inquirenti hanno documentato la sottomissione subita dalla giovane vittima, prima oggetto di attenzioni particolari e poi, in una escalation tesa a vincerne la resistenza, aggredita in assenza dei familiari conviventi e sottoposta a violenti atti sessuali.

Altrettanto gravi le annotazioni dei Carabinieri riguardo i maltrattamenti patiti dal fratello minorenne della ragazzina, picchiato dal patrigno da quando aveva 8 anni e sottomesso al punto di credere di meritare le punizioni fisiche, inflittegli “…quando faccio cavolate ma per me questo non è normale…”, raccontate agli inquirenti come l’espressione di una violenza “…forte anche se non in maniera esagerata…”.

Ricorrente nel racconto delle due vittime è la presenza della sucalora, termine dialettale usato per indicare il tubo di gomma brandito dal patrigno per picchiarli.

Una prigione domestica fisica e psicologica, costruita dall’indagato con l’imposizione del silenzio sulle sue condotte e con una serie di vessazioni quali il divieto per le giovanissime vittime di frequentare i coetanei, i lunghi periodi di punizione trascorsi chiusi in casa e, per la ragazzina, il divieto di indossare la minigonna e di truccarsi.

L’indagato, valutato come incline a commettere delitti della stessa specie (ne vanta un ricco curriculum), è stato rinchiuso nel carcere di Agrigento.

Nell’immagine di copertina, Luigi Pacifico, Comandante Compagnia Carabinieri Canicattì (AG)

L’OPINIONE

Pluripregiudicato, condannato per violenza privata, incline a commettere delitti della stessa specie (ne vanta un ricco curriculum): e lo affidano ai servizi sociali e con in casa due minori, una 16enne e il fratellino minore che da quando aveva 8 anni viene picchiato insieme alla sorella che è anche violentata. Ma che “specie” di Stato abbiamo in Italia ?

Adduso Sebastiano

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Roberto D’Aversa: “Dovremo sfruttare al meglio le poche occasioni”

Roberto D’Aversa, tecnico dei blucerchiati, è intervenuto oggi in conferenza stampa in vista del match tra la sua Sampdoria ed il Napoli di Mr. Spalletti in programma domani 23 settembre 2021 alle 18:30.

Roberto D’Aversa: “Dovremo sfruttare al meglio le poche occasioni”

Ecco di seguito sintetizzate e riportate dalla redazione di Vivicentro.it le dichiarazioni rilasciate da Roberto D’Aversa in conferenza stampa:

Il Napoli

“Mister Spalletti sta facendo un grandissimo lavoro. Hanno la miglior difesa e sono la squadra che ha tirato di più in porta in questo avvio di campionato”.

“Vista così, sembrerebbe una squadra senza punti deboli ma noi dovremo essere bravi a scoprire qualche lacuna nella loro organizzazione di gioco, limitando gli errori e portando in campo intensità e determinazione”.

Cosa bisogna fare contro avversari di caratura superiore

“La prima vittoria ha portato entusiasmo, ma in vista della sfida di giovedì pongo l’attenzione sugli aspetti che dobbiamo ancora migliorare. La partenza non è stata delle migliori e, anche dopo il vantaggio, abbiamo sprecato diverse occasioni da gol che ci avrebbero permesso di chiudere prima la partita”.

“Contro avversari di caratura superiore, com’è il Napoli, non possiamo permettercelo: dovremo essere più concentrati e più feroci per sfruttare al meglio le poche occasioni che ci verranno concesse”.

Sorrento al secondo turno di Coppa Italia: battuta 2 a 0 la Nocerina

Seconda vittoria consecutiva per i rossoneri, la prima nella competizione. Iadaresta e La Monica risolvono la questione Nocerina.

Anche il cammino in Coppa Italia del Sorrento inizia con una vittoria. Alla prima in casa della stagione i costieri vincono il derby rossonero contro la Nocerina per 2 a 0. Dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio, il rigore siglato da Iadaresta e la rete di La Monica permettono al Sorrento di qualificarsi ai trentaduesimi di finale. Solidi in difesa, arcigni in fase offensiva, i ragazzi di mister Cioffi hanno domato i Molossi meritando il successo finale.

Clicca QUI per le dichiarazioni di mister Cioffi

Gli highlights del match

Sorrento vs Nocerina 2-0: la cronaca

1° TEMPO

Rispetto alla sfida contro la Mariglianese Cioffi cambia ben dieci elementi nell’undici titolare, preservando il solo Mezavilla. Proprio il brasiliano si rende pericoloso all’8′, quando viene servito da De Marco e spizza il pallone di testa, bloccato da Pitarresi. Dopo qualche minuto Cason rischia il pasticcio con un retropassaggio verso il portiere molosso, che non viene intercettato per poco da Procida.

La Nocerina prova a rispondere al 13′ con un tiro da posizione defilata di Simonetti, annullato da Volzone. Gli ospiti prendono possesso del campo, dominando nel controllo della palla. Al quarto d’ora la punizione calciata da Palmieri si spegne di poco alta sulla traversa. Replica Gallo poco dopo con un tiro dalla distanza.

Gli uomini di Cavallaro proseguono le proprie sortite offensive con scarsa efficacia, provando più volte la conclusione, ma senza mai impensierire Volzone. Il Sorrento regge bene l’urto nelle retroguardie, ma pecca nelle ripartenze, facendo registrare poche soluzioni offensive. Si chiude senza particolari spunti il primo tempo.

2° TEMPO

I primi avvicendamenti in panchina da entrambe le parti aprono il secondo tempo. Cavallaro lancia nella mischia Talamo, per il Sorrento fa il suo ingresso La Monica, al posto dell’uscente Mezavilla. Proprio La Monica propizia la prima rete dei rossoneri, grazie ad un cross pescato da Iadaresta, che in mezza rovesciata calcia e colpisce il braccio di Saporito. Il tocco in area è falloso, dal dischetto si presenta il numero 9 che spiazza Pitarresi e sigla la prima marcatura con la nuova maglia. Al 51′ è 1 a 0.

La Nocerina prova una timida reazione. Talamo insidia Volzone, si crea lo spazio per calciare ma il tiro è centrale. Ancora Talamo al minuto 66′ stacca di testa senza centrare lo specchio, palla di un soffio a lato. Altra clamorosa occasione capita sui piedi di Mancino al 71′, solo il palo si oppone al pareggio ospite. Su calcio da fermo è poi Rizzo a mancare l’appuntamento col gol, trovando la grande risposta di Volzone.

Il Sorrento chiude la gara all’84′. La Monica ruba la palla dai piedi di Esposito, scambia con Iadaresta e buca con un tiro a mezz’altezza Pitarresi. Gli ospiti cercano il gol che possa riaprire miracolosamente il match, che ha poco altro da dire. Dopo 5 minuti di recupero le squadre vanno negli spogliatoi sul risultato finale di 2 a 0.

Tabellino

SORRENTO – NOCERINA 2-0 (Iadaresta rig. 51′, La Monica 84′)

SORRENTO (5-3-2): Volzone; Cesarano (dal 21’ s.t. Selvaggio), Manco, Pagano, Acampora, Romano; Mezavilla (dal 1’ s.t. La Monica), Diop (dal 21’ s.t. Mansi), De Marco (dal 42’ s.t. Marciano); Procida (dal 9’ s.t. Gargiulo); Iadaresta (Strino, Di Lorenzo, Calabrese, Ferraro). All.: Cioffi

NOCERINA (3-5-2) : Pitarrese; Rizzo, Cason (dal 1’ s.t. Talamo), Saporito; Menichino (dal 42’ s.t. Sellitti), Vecchione (dal 14’ s.t. Mancino), Donnarumma, Gallo (dal 20’ s.t. Garofalo), Chietti (dal 14’ s.t. Esposito); Simonetti, Palmieri (Al-Tumi, Pietrolungo, Barone, Strazzullo). All.: Cavallaro

Arbitro: Flavio Fantozzi di Civitavecchia

Assistenti: Antonio Caputo di Benevento e Sergio Balbo di Caserta

Ammoniti: Mezavilla, La Monica (S) – Saporito (N).

Note: caldo pomeriggio di sole, spettatori 400 circa con buona rappresentanza ospite

Recuperi: 0’ p.t., 5’ s.t.

Photo Credit: Lorenza Ambrosio

Luciani di Roma 1 designato per Foggia – Juve Stabia

Francesco LUCIANI della sezione di Roma 1 è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Foggia e Juve Stabia valevole per la quinta giornata d’andata del campionato di serie C girone C che si disputerà a Foggia domenica 26 settembre alle ore 14 e 30 allo stadio “Pino Zaccheria”.

Feliciani, al suo quinto campionato in Serie C, ha un solo precedente con i pugliesi, mentre non ha mai diretto le vespe.

Il precedente con il Foggia:

– 2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

22 novembre 2020 – 12° giornata d’andata: FOGGIA – VIRTUS FRANCAVILLA 1 – 1.

L’assistente numero uno sarà: Marco CERILLI della sezione di Latina;

l’assistente numero due: Veronica VETTOREL della sezione di Latina;

quarto ufficiale: Gabriele SCATENA della sezione di Avezzano.

Giovanni MATRONE

Di seguito le designazioni arbitrali delle altre gare del girone C di serie C:

AVELLINO – POTENZA                                       Claudio Panettella di Gallarate

PICERNO – MESSINA                                          Luca De Angeli di Milano

BARI – PAGANESE                                               Claudio Petrella di Viterbo

CAMPOBASSO – FIDELIS ANDRIA                   Enrico Maggio di Lodi

CATANZARO – CATANIA                                     Alessandro Di Graci di Como

MONTEROSI TUSCIA – PALERMO                   Francesco Carrione di Castellammare di Stabia

TARANTO – LATINA                                            Sajmir Kumara di Verona

VIBONESE – TURRIS                                           Matteo Centi di Terni

VIRTUS FRANCAVILLA – MONOPOLI             Matteo Gualtieri di Asti

DIA: la mafia è cambiata, meno criminalità e più colletti bianchi

La DIA nella sua relazione al Parlamento sul secondo semestre del 2020 indica una metamorfosi delle mafie pronte a sfruttare le difficoltà finanziarie

Nella relazione della Dia relativa al secondo semestre 2020, appena consegnata al Parlamento, emerge come la criminalità organizzata sia cambiata.

Nell’anno della pandemia, le organizzazioni criminali sembrerebbero aver utilizzato differenti modalità di infiltrazione: “se al nord, mediante il riciclaggio, risulterebbe intaccata l’imprenditoria privata” al sud l’attenzione delle mafie si sarebbe rivolta “verso tutti i vantaggi offerti dai finanziamenti pubblici stanziati per la crescita”.

Cosa Nostra, Stidda, Camorra, ‘ndrangheta sono organizzazioni attive capaci di infiltrarsi ovunque grazie alle loro capacità imprenditoriali, dovute agli enormi capitali illeciti accumulati e alla collaborazione di imprenditori e colletti bianchi collusi.

Durante il perdurare dell’emergenza sanitaria, “la tendenza ad infiltrare in modo capillare il tessuto economico e sociale sano si sarebbe”, per gli investigatori della Dia, “ulteriormente evidenziata”. Si tratta infatti di “una strategia criminale che in un periodo di grave crisi offrirebbe alle organizzazioni l’occasione sia di poter rilevare a buon mercato imprese in difficoltà, sia di accaparrarsi le risorse pubbliche stanziate per fronteggiare l’emergenza sanitaria”.

Secondo la DIA le organizzazioni “potrebbero rivolgere le proprie attenzioni operative verso i fondi” stanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza “che giungeranno a breve grazie alle iniziative del Governo per assicurare un tempestivo sostegno economico in favore delle categorie più colpite dalle restrizioni rese necessarie dall’emergenza sanitaria”.

La Direzione Investigativa Antimafia evidenzia che le organizzazioni mafiose hanno accelerato il “processo di trasformazione e ‘sommersione’ già in atto da tempo, senza però rinunciare del tutto all’indispensabile radicamento sul territorio e a quella pressione intimidatoria che garantisce loro la riconoscibilità in termine di ‘potere’ criminale”.

A dimostrazione di questo cambiamento ci sono anche i dati: rispetto al secondo semestre del 2019 si registra da un lato il calo degli “omicidi di tipo mafioso” e delle “associazioni mafiose” (passati rispettivamente da 125 a 121 e da 80 a 41) e dall’altro un aumento dei delitti connessi con la gestione illecita dell’imprenditoria, le infiltrazioni nei settori produttivi e l’accaparramento di fondi pubblici. Gli episodi di corruzione e concussione sono passati da 20 a 27, l’induzione indebita a dare o promettere utilità da 9 a 16, il traffico di influenze illecite da 28 a 32, la turbata libertà degli incanti da 28 a 32.

L’ndrangheta resta “leader nel traffico internazionale di cocaina”, anche se “non appare più così monolitica ed impermeabile alla collaborazione con la giustizia”, ci sono state collaborazioni importanti da parte di affiliati e denunce di imprenditori e commercianti.

È considerata la ‘ndrangheta, la più ‘globalista’ delle mafie italiane tanto che negli anni si è stabilita in molti Paesi e a creare efficaci affinità con i produttori di stupefacenti dell’America Latina, così da poter essere considerata una “vera e propria holding criminale del narcotraffico”.

“La spregiudicata avidità della ‘ndrangheta non esita a sfruttare il reddito di cittadinanza nonostante la crisi economica che grava anche sul contesto sociale calabrese e benché l’organizzazione disponga di ingenti risorse finanziarie illecitamente accumulate”.

Il riferimento è una serie di inchieste che hanno visto diversi personaggi affiliati o contigui ai clan calabresi quali indebiti percettori del reddito di cittadinanza: coinvolti, in particolare, uomini delle famiglie Accorinti, Mannolo, Pesce, Bellocco. Nell’ambito dell’operazione Tantalo, ad esempio, i Carabinieri hanno deferito all’autorità giudiziaria di Locri 135 percettori irregolari di buoni spesa Covid, alcuni dei quali legati per vincoli di parentela e/o affinità a sodalizi del luogo e, circa la metà, residenti a San Luca.

I clan di Cosa nostra, non riuscendo a ricostruire la Cupola, hanno invece adottato “un coordinamento basato sulla condivisione delle linee di indirizzo e dalla ripartizione delle sfere di influenza tra esponenti di rilievo dei vari mandamenti, anche di province diverse”.

Nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento Cosa nostra “resta egemone” e si registrano ripetuti tentativi di una “significativa rivitalizzazione” dei contatti con le famiglie all’estero: le indagini rivelano come i clan hanno “riaperto le porte ai cosiddetti ‘scappati’ – dicono gli analisti – o meglio, alle nuove generazioni di coloro i cui padri avevano dovuto trovare rifugio all’estero a seguito della guerra di mafia dei primi anni ottanta”.

Nell’area centro-orientale della Sicilia sono invece attive organizzazioni “più fluide e flessibili” che si affiancano ai clan storici. Tra queste, sottolinea la relazione della Dia, “un rilievo particolare è da attribuire alla ‘Stidda’, un’organizzazione inizialmente nata in contrapposizione a Cosa nostra ma che oggi tende a ricercare l’accordo con quest’ultima per la spartizione degli affari illeciti”.

Le indagini hanno anche evidenziato come alcune di queste organizzazioni hanno fatto “un salto di qualità” passando da gruppi dediti principalmente ai reati predatori a sodalizi “in grado di infiltrare il tessuto economico-imprenditoriale del nord Italia”.

Oltre ai “tradizionali” settori di interesse – usura, estorsioni, traffico di droga – le attenzioni delle organizzazioni si sono orientate sui settori del gioco d’azzardo e delle scommesse, anche grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia: imprenditori riconducibili ai clan, dicono gli analisti, costituiscono società nei paradisi fiscali e creano così un circuito parallelo a quello legale che consente di ottenere non solo ampi guadagni ma anche di riciclare in maniera del tutto anonima enormi quantità di denaro.

Altro settore d’interesse, fino a qualche anno fa riservato agli ‘specialisti’ delle società cartiere e delle frodi carosello, è quello del contrabbando dei prodotti energetici poiché consente di immettere nel mercato prodotti ad un prezzo molto più basso di quello praticato dalle compagnie petrolifere.

Dai dati emergono sequestri alle organizzazioni criminali per un valore di 287 milioni e 441mila euro, tre volte di più di quanti ne sono stati sequestrati nei primi sei mesi dell’anno, quando i sequestri si fermarono a 88 milioni. Le confische sono più che triplicate: dai 42 milioni del primo semestre ai 181 del secondo.

Si creano così vere e proprie “sinergie tra mafie e colletti bianchi” con questi ultimi cui spetta il compito di curare le importazioni dei prodotti dell’est Europa e gestirne la distribuzione attraverso società create ad hoc attraverso le quali vengono riciclati i capitali messi a disposizione dalle organizzazioni. Sempre più spesso inoltre, spiega la DIA nella sua relazione, le mafie ricorrono a pagamenti in criptovalute: i bitcoin e, più recentemente, il ‘Monero’, che non consentono il tracciamento e sfuggono al monitoraggio bancario”.

La camorra ha strumentalizzato “a proprio vantaggio le gravi situazioni di disagio” dovute al “protrarsi dell’epidemia da Covid”. Nella relazione della DIA si afferma inoltre che l’organizzazione campana “resta per dinamiche e metodi un fenomeno macro-criminale dalla configurazione pulviscolare-conflittuale”. Le consorterie che operano sul territorio “sono tra loro autonome ed estremamente eterogenee per struttura, potenza, forme di radicamento, modalità operative e settori criminali ed economici di interesse”.

Queste peculiarità le “contraddistinguono dalle mafie organicamente gerarchizzate come cosa nostra siciliana e ne garantiscono la flessibilità, la propensione rigenerativa e la straordinaria capacità di espansione affaristica”. Una strategia volta a rimodulare “di volta in volta gli oscillanti rapporti di conflittualità, non belligeranza e alleanza in funzione di contingenti strategie volte a massimizzare i propri profitti fino ad arrivare, per i sodalizi più evoluti, alla costituzione di veri e propri cartelli e holding criminali.

Di qui anche il contenimento, in linea di massima, del numero degli omicidi di matrice camorristica il più delle volte ormai paradossalmente ascrivibili proprio a politiche di “prevenzione” e/o logiche di epurazione interna, finalizzate a preservare gli equilibri complessivi e a controllare ogni spinta centrifuga”.

Resta comunque “alto l’interesse della criminalità campana verso i settori più remunerativi tra i quali figura quello dei rifiuti. Inoltre, continua a trovare riscontro su più fronti l’ingerenza delle compagini malavitose nel mondo politico-amministrativo dell’intera regione”.

La Relazione sottolinea anche come vi sia la crescita di baby gang che, seppur sprovviste di background criminale, si rivelano “pericolose” per la pressione che esprimono sul territorio. È uno degli aspetti messi in luce nella relazione della Dia per quanto riguarda la realtà criminale in Campania. Accanto ai grandi sodalizi mafiosi operano “gruppi-satellite minori a composizione prevalentemente familiare e spesso referenti in loco dei primi e di baby-gang che non possiedono un background criminale di particolare consistenza e stabilità.

Queste “bande” si rivelano pericolose per la pressione che esprimono a livello locale pur di acquisire o conservare il controllo anche di limitati spazi territoriali, rendendosi spesso protagonisti di eclatanti forme di gangsterismo urbano (agguati, stese e caroselli armati)”.

La criminalità organizzata in Puglia sconta “improvvise rimodulazioni degli assetti gerarchici dei clan” e si registrano “efferate modalità con le quali sono stati compiuti agguati e gambizzazioni, episodi delittuosi che solitamente maturano in ambienti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti”. Il contesto mafioso nella regione è dunque “in continua evoluzione” e le tensioni sono da ricondurre “non solo ai contrasti tra clan antagonisti ma anche a frizioni interne e talvolta anche a mutamenti repentini dei rapporti di alleanza”. In Puglia si evidenzia un “trend di crescita dei delitti di associazione di tipo mafioso espressivi sia delle tradizionali attività criminali del controllo del territorio, sia di quelle che denotano una vocazione affaristica e finalizzata al riciclaggio anche fuori regione”.

“L’esistenza di una multiforme varietà di sodalizi stranieri e di collegamenti con organizzazioni criminali all’estero soprattutto per il narcotraffico, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani, documenta come la criminalità transnazionale rappresenti una minaccia reale a fronte della quale appaiono necessari un approccio globale e una più ampia visione del fenomeno. In tal senso l’avviato percorso di cooperazione internazionale cui la dia partecipa anche attraverso una progettualità autonoma ha permesso di conseguire significativi risultati info-investigativi”.

Nella relazione della DIA si analizzano le varie consorterie straniere che operano in Italia “I criminali albanesi presenti su gran parte del territorio nazionale si esprimono attraverso diversi livelli di operatività. Alcuni agiscono in seno a piccoli gruppi anche multietnici per la commissione di reati contro il patrimonio. Di norma gli albanesi si occupano dell’approvvigionamento delle droghe che vengono poi cedute ai sodalizi autoctoni per la gestione dello spaccio”.

I gruppi cinesi “appaiono organizzati con una struttura chiusa e inaccessibile e solo occasionalmente si rileva la realizzazione di accordi funzionali con organizzazioni criminali italiane o la costituzione di piccoli sodalizi multietnici per la gestione della prostituzione, la commissione di reati finanziari e il traffico di rifiuti”.

I clan nigeriani sono attivi in Italia dagli anni ’80 e ad avere particolare rilievo sono i “cosiddetti secret cults le cui caratteristiche sono: l’organizzazione gerarchica, la struttura paramilitare, i riti di affiliazione, i codici di comportamento e in generale un modus agendi tale che la Corte di cassazione si è più volte espressa riconoscendone la tipica connotazione di “mafiosità”.

Infine la criminalità romena si manifesta sia in forma non organizzata, sia attraverso gruppi strutturati. “Costituiscono inoltre settori operativi consolidati delle consorterie la tratta di donne da avviare alla prostituzione, i reati informatici e i reati predatori. Tale criminalità risulterebbe attiva nel settore dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento della manodopera in alcuni casi d’intesa con criminali italiani”.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Caldore, da esterno di sinistra a centrale difensivo – Sotto La Lente

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Marco Caldore, classe 1994, è uno dei punti fermi della Juve Stabia targata Walter Novellino. Utilizzato lo scorso anno come esterno di sinistra a centrocampo da mister Padalino, viene impiegato invece da Novellino come centrale difensivo in coppia con Tonucci con ottimi risultati.

La carriera di Marco Caldore e le sue caratteristiche tecniche.

Il calciatore, nativo di Napoli, è cresciuto calcisticamente nel Genoa Cricket and Football Club dove si è formato nel settore giovanile, e ha poi vestito le maglie dell’Aversa, del Sorrento, del Gubbio, della Paganese, della Sangiovannese, del Racing Roma, del Team Altamura e della Casertana.

Alto 1,84 m. e dotato di un buon piede sinistro oltre che di un bel colpo di testa, Caldore ha fatto il suo debutto nella Juve Stabia nello scorso campionato entrando ad otto minuti dalla fine nella vittoriosa gara in trasferta con la Virtus Francavilla vinta per 0-1 con il gol di Francesco Orlando.

A Francavilla debuttò con le Vespe entrando al posto di Rizzo e qualche settimana dopo nella gara col Teramo, finita 1-1 al “Romeo Menti”, ha fatto il suo debutto da titolare (complice anche l’infortunio di Rizzo) dal primo minuto. Padalino lo ha impiegato nella scorsa stagione quasi sempre da quinto di centrocampo a sinistra nel 3-5-2 oppure da quarto a sinistra sempre in mediana nel 3-4-1-2 o nel 3-4-3.

Marco Caldore è un ragazzo che ama tantissimo il calcio. Oltre che essere la sua professione, è anche un appassionato viscerale di questo sport.

Ne è testimonianza un bel post pubblicato sul suo profilo Facebook ai tempi in cui militava nella Sangiovannese: “Questo sport è di chi lo ama… ti regala emozioni che solo tu puoi sapere, puoi immaginare… come quando fai un goal della vittoria al 96° e tutto lo stadio vuol venire ad abbracciare i loro eroi di quei 96 minuti lontano dai loro problemi e ti senti il Re del mondo anche se è solo per qualche istante…”.

Il nuovo Caldore con mister Novellino.

L’anno scorso è stato autore di una memorabile doppietta di testa nel derby contro la Paganese e ogni volta che è stato chiamato in causa ha risposto presente sempre con ottime prestazioni.

In questo campionato (sempre titolare nelle prime 4 giornate di campionato) Novellino gli ha ritagliato un nuovo ruolo che tuttavia non rappresenta una novità assoluta per Caldore a conferma della sua estrema duttilità che ne fa un difensore completo.

Novellino lo preferisce per ora per scelta tecnica a Magnus Troest da centrale difensivo in coppia con Tonucci. E la coppia Tonucci-Caldore sta funzionando benissimo. La riprova arriva dal fatto che la Juve Stabia in 4 gare di campionato ha subito solo 2 reti risultando la seconda migliore difesa del torneo al pari di Catanzaro, Avellino, Bari e Monopoli.

E per poco Caldore non ha tolto le castagne dal fuoco siglando un eurogol nei minuti di recupero dell’ultima gara Juve Stabia-Campobasso. Una rasoiata di sinistro dai 30 metri con la palla che non è andata lontana dall’incrocio dei pali.

Appuntamento con il gol per Caldore solo rimandato. Visti i precedenti, c’è da crederci…

a cura di Natale Giusti.

Giornate europee del patrimonio a Stabia: visite guidate gratuite

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Giornate europee del patrimonio a Stabia: visite guidate gratuite sabato 25 e domenica 26 settembre agli Scavi di Stabia e nel Museo archeologico Libero D’orsi

➡ C’è anche Stabia tra i siti che aderiscono Giornate Europee del Patrimonio, che sabato 25 e domenica 26 settembre si articoleranno con aperture straordinarie e iniziative in tutti i luoghi statali della cultura. Quest’anno il tema centrale è “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”.👉 A Villa San Marco e nel Museo archeologico Libero D’Orsi sono previste visite guidate gratuite per famiglie e bambini a cura del Comitato per gli scavi di Stabia.

🏛 Le visite dedicate a tutto il territorio di Stabia, con le sue ville nobiliari e i tanti reperti ritrovati e conservati al Museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi, saranno raccontate in chiave ludica e con un linguaggio accessibile e capace di incuriosire il pubblico dei più piccoli dai 6 ai 12 anni, ma anche gli adulti.

➡Le visite si svolgeranno al Museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi sabato 25 settembre alle ore 11 per gruppi di massimo 10 bambini. Prenotazione obbligatoria (solo Whastapp) al seguente numero: 347 8304358. Ed è necessario acquistare il canonico ticket di ingresso al sito.

➡ A Villa San Marco la visita si svolgerà domenica 26 settembre alle ore 11 per gruppi di massimo 20 persone. Prenotazione obbligatoria (solo Whastapp) al seguente numero: 333 737 5689. L’ingresso al sito è gratuito.

Pompei – Parco Archeologico #ScavidiStabia / Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

A tu per tu con la pugile Francesca Amato in esclusiva

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Le parole della pugile e italiana in esclusiva a Vivicentro per la consueta rubrica “A tu per tu” con Palomba e Ametrano

A tu per tu con la pugile Francesca Amato in esclusiva

Francesca Amato, pugile campionessa italiana, è intervenuta in esclusiva ai microfoni di  Marco Palomba e Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni:

Com’è nata la tua passione per il pugilato?

“Nata quasi per caso. Avevo infatti la palestra vicino casa e, nonostante nel momento in cui ho inizio quello fosse uno sport per poche, mi ci sono follemente innamorata. L’adrenalina, la bellezza in generale di questo sport che poi è diventato l’uomo della mia vita”.

Leggendo il tuo curriculum diciamo che non è male. Che sensazione si prova?

“La sensazione è stata senza dubbio meravigliosa. Tutti i sacrifici, il tuo sogno più grande che si realizza all’improvviso…è fantastico! Ti senti grande, potente. E’ un risultato senza dubbio meraviglioso… un po’ come può essere per uno studente laurearsi.  E’ veramente un bellissimo traguardo personale che si raggiunge”.

Un altro incredibile evento è il mondiale in  Corea. Che esperienza è stata lì?

“Bellissima. E’ stato il primo mondiale al quale ho partecipato e ,nonostante tutto, anche le esperienze che a volte vanno male ti fanno, senza dubbio soffrire un po’, ma soprattutto crescere e imparare”.

Parlando del presente e del grande risultato centrato da Irma alle Olimpiadi, cosa hai da dire alla tua grande amica?

“Una soddisfazione e un orgoglio infinito. Irma ha scritto la storia… è stata davvero meravigliosa. Sarebbe stato ancora più bello se il colore della medaglia fosse stato diverso però  è comunque un ottimo risultato”.

Vorresti dare un consiglio a tutte le giovani ragazze che vogliono approdare in questo mondo?

“Il pugilato femminile fortunatamente si è sviluppato sempre di più negli ultimi anni e questa è un’ottima cosa. Come consiglio posso solo dire che, se piace, conta l’impegno al 100%  perché solo con questo e il talento si possono raggiungere i grandi risultati”.

Che ci dice sul presente?

“La mia vita adesso ha intrapreso un’altra piega. Ora sono un vigile del fuoco e voglio fare il possibile per diventare un’eccellente vigile del fuoco. Ho scelto di pensare più a un futuro lungo perché per lo sport sono abbastanza grandicella, però questo lavoro volendo è un po’ come il pugilato: ricco di quell’incredibile adrenalina”.

Se vuoi riascoltare l’intervista a Francesca Amato clicca sul link che segue:  https://chirb.it/EmpqkC

Formula Uno, gli appuntamenti del Gran Premio di Russia

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Formula Uno: dopo la gara svolta a Monza, si torna in pista con il Gran Premio di Russia, con una lotta Hamilton Verstappen sempre più infuocata

Formula Uno, gli appuntamenti del Gran Premio di Russia

Il ritorno che tutti, o quasi, stavano aspettando. Dopo la settimana di pausa, la Formula Uno è pronta a tornare. Si vola in Russia, a  Sochi. Un tracciato che, vedendo la lotta al titolo tra Hamilton e Verstappen, diventa sempre più importante per la lotta la titolo.

Numero 3 e 5

Lotta che riparte da due numeri negativi: -3 e -5. Cosa indicano? Molto semplice. Il -5 indica i punti che separano Lewis Hamilton da Verstappen, quindi dalla testa della classifica. Praticamente niente, sapendo che comunque due settimane fa a Monza i due(per motivi super conosciuti) non hanno portato a casa punti. Per Lewis è però arrivato il tempo di rispondere: in Italia la sprint race è stata da buttare. Ora, su un tracciato che comunque piace alla Mercedes, il quarantaquattro inglese deve tornare a far capire chi deve dettare legge. Soprattutto se si pensa al -3. Tre come le posizioni di penalità(discutibili) che dovrà scontare Max Verstappen in griglia di partenza per l’incidente avuto con Hamilton a Monza. Per l’olandese dunque si preannuncia una gara in salita ma, come detto anche dal suo team principal Horner, Sochi è una pista in cui si può superare e soprattutto non dimentichiamo che Max  è pur sempre Max.

Ferrari è la tua ora

 Da tenere sotto attenzione la Ferrari. Analizzando la gara di Monza, volendo, non è andata proprio malissimo, anzi. Il problema però riguarda i vincitori. A trionfare infatti sono state le McLaren che hanno portato a casa primo e secondo posto con Ricciardo e Norris. Punti ovviamente pesantissimi poi il terzo posto nei costruttori che vedono però ancora la Ferrari in lotta in attesa di capire cosa è pronto a riservare il weekend di Sochi.

Gli appuntamenti

Si parte venerdì con la prima sessione di prove libere. A tal proposito, riportiamo tutti gli appuntamenti del weekend:

Venerdì 24 settembre

Ore 10.30 Prove Libere 1  

Ore 14.00 Prove Libere 2  

Sabato 25 settembre

Ore 11.00 Prove libere 3  

Ore 14.00 Qualifiche  

Domenica 26 settembre

Ore 14.00 Gara

Regione Siciliana: passi avanti sulla cannabis medica

La Regione Siciliana dà il via all’erogazione gratuita in tutte le Asp Siciliane. Presentata mozione per l’ampliamento delle patologie

In Sicilia la cannabis terapeutica è rimborsabile. A stabilirlo è stato il decreto regionale del 17 gennaio 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia il 31 gennaio 2020, che precisa le condizioni per l’accesso alla marijuana medica a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Di recente, la Regione Siciliana, ha comunicato cheLe Aziende Sanitarie oggetto della segnalazione, al fine di assicurare l’erogazione a carico del SSN di tale galenico, hanno adottato nei mesi precedenti apposite delibere con farmacie aperte al pubblico o, nelle more della stipula della convenzione, hanno autorizzato la fornitura dei preparati contenenti cannabinoidi in caso di prescrizioni conformi alla vigente normativa”.

La nota è pervenuta al “Comitato pazienti cannabis medica” del quale la vicepresidente e Santa Sarta, che aveva segnalato alla Regione Siciliana le Asp che risultavano ancora inadempienti nel distribuire la cannabis medica ai pazienti aventi diritto.

Il 23 Agosto il comitato pazienti cannabis medica aveva scritto infatti all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza per chiedere di voler considerare l’estensione delle indicazioni per la erogazione gratuita dei preparati a base di cannabis medica, inviando in allegato una relazione tecnica realizzata dal referente scientifico del comitato pazienti cannabis medica dott. Carlo Privitera, per quanto concerne le forme di epilessia (farmacoresistente e non). Le spese mediche per le famiglie che riescono a curare i propri figli (resistenti alle terapie farmacologiche classiche) con la cannabis medica sono spesso insostenibili per le stesse che si vedono costrette ad interrompere l’unico trattamento in grado di garantire una qualità di vita dignitosa ai loro bimbi.

Una proposta sulla quale Attiva Sicilia ha presentato una mozione all’Ars, chiedendo al governo regionale di avviare le necessarie interlocuzioni con il governo nazionale “Nonostante la disponibilità di oltre 20 farmaci per il trattamento sintomatico delle crisi epilettiche, purtroppo, circa un terzo dei pazienti, spesso bambini, ha crisi refrattarie alla farmacoterapia. Però, come evidenziato dalla nota elaborata dal Comitato pazienti cannabis terapeutica, recentemente indirizzata all’assessorato regionale alla Sanità, diversi lavori scientifici mostrano l’efficacia della cannabis medica nella cura di questa malattia. In Sicilia il decreto dell’assessorato alla Salute del 17 gennaio 2020 ha già previsto l’erogazione gratuita dei farmaci a base di cannabis medica per i pazienti affetti da dolore cronico: adesso l’obiettivo è far rientrare in questo elenco anche tutte le forme di epilessia”.

In questo modoesplicita Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Siciliasi può offrire una valida e sicura integrazione (o alternativa nel caso delle epilessie farmacoresistenti) ai pazienti affetti da tale patologia. Per questo chiediamo il superamento di ogni criticità sulla somministrazione di terapie farmacologiche a base di Cannabis. La Sicilia può proporsi come regione capofila per la stima dei fabbisogni di cannabis medica. È tempo di avviare tutte le interlocuzioni necessarie in sede di Conferenza Stato-Regioni, per aggiornare l’elenco delle patologie per le quali è previsto l’impiego di cannabis ad uso medico e superare lo stallo mantenuto inspiegabilmente dallo Stato in termini di produzione di cannabis medica. Tale situazione è una vessazione nei confronti delle migliaia di ammalati a cui viene solo formalmente consentito di curarsi”.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)