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Juve Stabia, l’emozione di Salvatore Scarpa e Mario Ferrara: La Serie B è salva. Ora tutti sostengano Guerri

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La giornata che ha segnato il passaggio delle quote della Juve Stabia ad Alfredo Guerri non è stata soltanto quella dell’inizio di una nuova proprietà, ma anche il momento in cui si è concluso, nella sua fase più delicata, un lungo e complesso percorso portato avanti dagli amministratori giudiziari Mario Ferrara e Salvatore Scarpa.

All’esterno del Tribunale di Napoli, al termine dell’udienza che ha sancito il cambio di proprietà, i due professionisti hanno ripercorso le tappe di un cammino durato mesi, fatto di difficoltà economiche, scadenze da rispettare e una lotta quotidiana per garantire un futuro alla società gialloblù.

Il primo a prendere la parola è stato Salvatore Scarpa, che ha evidenziato come il lavoro non sia ancora terminato, ma come finalmente oggi la Juve Stabia abbia ritrovato una guida societaria.

“Siamo gli amministratori giudiziari della Juve Stabia. Si chiude un periodo molto complicato, ma si chiude nel migliore dei modi. Il lavoro continua perché ci sono ancora adempimenti da portare a termine, però adesso abbiamo una strada, una proprietà, una società che ci supporta e noi siamo più sereni”.

Scarpa ha poi spiegato come Alfredo Guerri sia stato l’unico imprenditore capace di trasformare l’interesse mostrato nei confronti del club in un’operazione concreta.

“Abbiamo avuto tante proposte, ma alla fine lui è stato l’unico che ha concretizzato. Lo ringraziamo perché è rimasto al nostro fianco e gli auguriamo il meglio per questa nuova avventura”.

Un pensiero è stato rivolto anche alla città di Castellammare e ai tifosi, chiamati ora a sostenere il nuovo progetto attraverso la vicinanza quotidiana e la futura campagna abbonamenti.

“La nostra grande richiesta alla piazza di Castellammare è di continuare a starci vicino e di sostenere Alfredo Guerri, anche attraverso gli abbonamenti. Per noi è stata una grande conquista, sono stati sette mesi sofferti”.

Il ringraziamento alle istituzioni e il coro dei tifosi

Accanto a Scarpa, Mario Ferrara ha voluto sottolineare il rapporto umano e professionale nato durante questa difficile esperienza.

“Devo ringraziare il mio collega, che mi è stato sempre vicino. Mattina, sera e notte ci siamo sentiti costantemente. È stata una nostra grande vittoria sotto questo punto di vista. Ringraziamo anche il Tribunale nella persona della Dottoressa Teresa Areniello, la Procura e tutte le persone che ci hanno supportato in questa missione”.

Proprio mentre i due amministratori parlavano con i giornalisti, dai tifosi presenti è partito un coro spontaneo: “Un applauso ragazzi, grazie per quello che avete fatto”.

Un momento che ha emozionato entrambi gli amministratori giudiziari: “È bello, è bellissimo, è emozionante”

Un riconoscimento che, per Scarpa, va oltre l’aspetto professionale.

“Tanti sacrifici vengono ripagati dall’affetto delle persone. Oltre alla gratificazione professionale, questa è soprattutto una gratificazione umana, perché togliere una squadra di calcio a una città è l’ingiustizia più grande che si possa fare”.

Il ruolo decisivo di Guerri e la corsa verso l’iscrizione

Alla domanda sul ritiro degli altri soggetti interessati all’acquisizione della Juve Stabia, Scarpa ha confermato come, alla fine, il gruppo guidato da Alfredo Guerri sia rimasto l’unico interlocutore concreto.

“La realtà è questa: tutti gli altri hanno fatto un passo indietro. Oggi l’unico imprenditore che ha messo tutto a disposizione è Guerri con la sua società. È stato in prima linea sin dal primo momento e lo ringraziamo per questo grande gesto. Oggi possiamo dire che la Serie B è salva”.

Una frase che però Ferrara ha voluto precisare, ricordando come ci siano ancora passaggi burocratici fondamentali da completare entro le prossime scadenze federali.

“Abbiamo ancora degli adempimenti molto importanti da rispettare fino al 16 giugno. Stiamo lavorando da tempo per completare tutta la documentazione. Siamo ottimisti: adesso il problema è tecnico, la società c’è e la ricapitalizzazione c’è. I nostri dipendenti devono continuare a lavorare bene come stanno già facendo per garantire l’iscrizione”.

Dalla gestione d’emergenza alla rinascita del club

Scarpa ha poi voluto ricordare come il percorso degli amministratori sia iniziato molto prima dell’esplosione pubblica della crisi societaria.

“Noi viviamo queste pressioni dal 21 ottobre, da quando siamo arrivati. Abbiamo dovuto ricapitalizzare a dicembre, fare i salti mortali a febbraio per coprire le scadenze e poi ad aprile è stato scoperto il vaso di Pandora. Ci siamo trovati davanti a una società senza guida e abbiamo dovuto gestire qualcosa che sembrava impossibile”.

Un impegno che, secondo l’amministratore giudiziario, è andato oltre i compiti inizialmente assegnati.

“Noi eravamo alla Juve Stabia per una bonifica dalla malavita organizzata e per supportare la gestione, ma siamo andati oltre il nostro ruolo. Non so nemmeno come abbiamo fatto, ma siamo arrivati fino a qui e questa per noi è la cosa più importante”.

“Una vittoria dello Stato, della legalità e della trasparenza”

Nel suo ultimo intervento, Scarpa ha lanciato anche un messaggio alla città, sottolineando il valore del lavoro svolto nel nome della trasparenza e della legalità.

“Il nostro messaggio è stato sempre quello della trasparenza e della legalità. All’inizio qualcuno aveva storto il naso di fronte all’amministrazione giudiziaria, ma oggi si è visto che dietro ci sono tecnici, persone con competenza, passione e soprattutto rispetto per gli altri. Questa è una vittoria dello Stato”.

La promessa più bella: “I primi due abbonamenti saranno i nostri”

Nel finale è arrivata la frase che forse meglio sintetizza il legame creatosi tra gli amministratori giudiziari e la realtà stabiese. Mario Ferrara, con un sorriso, ha rivelato un impegno simbolico per il futuro.

“In questo periodo ho seguito più il mio collega che mia moglie” ha scherzato Ferrara, prima di aggiungere: “Quando si aprirà la campagna abbonamenti, i primi due abbonamenti sottoscritti saranno quelli di Ferrara Mario e Scarpa Salvatore. Dovremo trovare il modo di avere entrambi il numero 1, magari uno 1A e l’altro 1B”.

Una battuta che racchiude sette mesi di sacrifici, tensioni e lavoro incessante. Una storia che ha portato la Juve Stabia fuori da una delle pagine più difficili della sua esistenza e che oggi lascia spazio a un nuovo capitolo con Alfredo Guerri alla guida delle Vespe, accompagnato dall’affetto di una città che non ha mai smesso di credere nella propria squadra.

Juve Stabia, gli auguri del sindaco Vicinanza a Guerri: “Una nuova fase all’insegna di continuità e crescita”

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La Juve Stabia apre ufficialmente una nuova pagina della propria storia con l’ingresso di Alfredo Guerri alla guida del club gialloblù. Un momento storico per la società stabiese che ha suscitato anche il messaggio di vicinanza e di augurio da parte dell’amministrazione comunale.

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha voluto rivolgere un pensiero al nuovo proprietario delle Vespe, sottolineando il valore che la Juve Stabia rappresenta non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche come elemento di identità e coesione per l’intera comunità.

“Rivolgo ad Alfredo Guerri, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità stabiese, i migliori auguri per il nuovo impegno alla guida della Juve Stabia. La nostra squadra rappresenta un patrimonio di grande valore sportivo e sociale per la città, un simbolo di appartenenza e identità che unisce generazioni di tifosi”.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato anche il brillante percorso compiuto dalla squadra nell’ultima stagione, capace di ottenere risultati di prestigio nonostante le difficoltà affrontate nel corso dell’annata.

“La stagione appena conclusa ha dimostrato la forza e il valore del club, capace di disputare un campionato di alto livello e di raggiungere risultati importanti nonostante le difficoltà affrontate lungo il percorso”.

Infine, Vicinanza ha espresso l’auspicio che il passaggio di proprietà possa rappresentare l’inizio di una nuova fase caratterizzata da stabilità e ambizione, nel solco della tradizione gialloblù.

“Auspichiamo che questa nuova fase possa assicurare continuità, solidità e prospettive di crescita, nel rispetto della storia delle Vespe e delle aspettative dei tifosi”.

Le parole del sindaco testimoniano l’importanza che la Juve Stabia riveste per Castellammare di Stabia: non solo una società calcistica, ma un patrimonio collettivo che racconta la passione di un’intera città. Con l’arrivo di Alfredo Guerri alla presidenza si apre ora una nuova era, con la speranza di consolidare i traguardi raggiunti sul campo e di costruire un futuro ancora più ambizioso per i colori gialloblù.

Juve Stabia, Ferdinando Elefante: “Grazie a Guerri, la cosa più importante era mettere in sicurezza il club”

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Quella di oggi resterà una giornata destinata a entrare nella storia della Juve Stabia. Il passaggio delle quote societarie nelle mani dell’imprenditore Alfredo Guerri ha sancito ufficialmente l’inizio di un nuovo corso per il club gialloblù, mettendo fine a settimane di tensione e incertezza sul futuro della società.

All’esterno del Tribunale di Napoli, tra l’entusiasmo dei tifosi e la soddisfazione per l’operazione appena conclusa, ha preso la parola anche il Direttore Generale Ferdinando Elefante, tra le figure che hanno lavorato in prima linea durante le delicate settimane che hanno preceduto il cambio di proprietà.

Il dirigente ha voluto innanzitutto sottolineare quello che, a suo avviso, era l’obiettivo prioritario: salvaguardare il patrimonio rappresentato dalla Juve Stabia, al di là dei singoli protagonisti.

“Io ragiono per step. La cosa più importante e urgente era mettere in sicurezza la Juve Stabia. Gli uomini passano, la maglia deve rimanere. Lo dico sempre ai tifosi: il patrimonio della Juve Stabia e della Serie B per il nostro territorio andava preservato per un futuro più roseo”.

Elefante ha poi rivelato quanto la situazione fosse delicata e come il rischio di perdere il club fosse stato concreto, non per mancanza di volontà, ma a causa di complessità tecniche e burocratiche.

“Stavamo perdendo la Juve Stabia, questo è fuori discussione, ma non per lassismo. C’erano aspetti tecnici e burocratici da affrontare. Gli amministratori giudiziari ci hanno supportato in questo percorso, ma oltre all’amministrazione serviva qualcuno pronto a investire, a mettere risorse importanti, anche milioni di euro”.

Da qui il ringraziamento al nuovo proprietario, Alfredo Guerri, che dopo un anno vissuto accanto alla società in qualità di sponsor ha deciso di compiere il passo definitivo diventando il nuovo patron delle Vespe.

“Ringrazio davvero di cuore l’amico e imprenditore Alfredo Guerri, che ha sposato la causa non solo sotto l’aspetto della sponsorizzazione, ma ora anche assumendosi la responsabilità della proprietà”.

Sul futuro, il Direttore Generale ha preferito non sbilanciarsi, spiegando che sarà la nuova proprietà a decidere se proseguire nel segno della continuità oppure intraprendere una strada differente dal punto di vista organizzativo.

“Il futuro si vedrà domani, perché il calcio va veloce e c’è già tanto da programmare. Se la proprietà deciderà di creare una discontinuità o una continuità rispetto ai programmi già avviati, noi saremo ben lieti di seguire le scelte fatte. L’importante era salvare la Juve Stabia”.

Elefante ha poi rivolto un sentito ringraziamento ai giornalisti e a tutte le persone che, anche con semplici messaggi di incoraggiamento, sono rimaste vicine alla società nei momenti più difficili.

“La linfa non è soltanto il fattore economico. È anche la vicinanza, il messaggio di non mollare. Non era scontato, perché in tanti mi dicevano anche in famiglia che non dovevo fare il salvatore della patria se mancavano imprenditori disposti a intervenire”.

Un passaggio significativo è stato dedicato anche al rapporto con il tessuto imprenditoriale stabiese. Il Direttore Generale non ha nascosto una certa amarezza per il mancato coinvolgimento di alcune realtà locali, pur lasciando aperta la porta a future collaborazioni.

“Mi dispiace un po’ dell’imprenditoria stabiese, perché ho incontrato tutti e continuerò a farlo. Io preferisco un no secco piuttosto che un “si” forse. Nonostante i no riprenderò il giro, non demordo facilmente. La Juve Stabia porta il nome della città in tutta Italia e nel mondo grazie alle televisioni e alla visibilità ottenuta anche nei playoff. Spero che gli imprenditori del territorio possano dare un segnale: dire ‘noi ci siamo’ per affiancare chi è arrivato da fuori con grande coraggio invogliando anche altri ad investire sul territorio”.

Infine, Elefante ha ribadito il proprio ruolo all’interno della società, sottolineando come il successo di un progetto sportivo nasca sempre dal lavoro di squadra e dall’unione di tutte le componenti.

“Io faccio il mio lavoro, sono un manager e ho sposato pienamente questa causa. Il mio compito è portare risorse e cercare di raggiungere risultati, ma poi c’è la proprietà. Noi siamo parte di un ingranaggio: da soli non si va da nessuna parte, uniti si vince insieme. Si può essere una ruota del carro, ma il carro ha bisogno di tutte le altre ruote per andare avanti”.

Le parole di Ferdinando Elefante fotografano alla perfezione lo spirito di una giornata che segna una rinascita per la Juve Stabia. Dopo aver scongiurato il rischio di un futuro incerto, il club gialloblù può adesso guardare avanti con una nuova proprietà, una categoria prestigiosa da difendere e la volontà di costruire un progetto solido nel campionato di Serie B.

Juve Stabia, Alfredo Guerri: “Volevamo aiutare il club, ora programmiamo il futuro. Tifosi? Sono eccezionali”

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Dopo la firma che ha sancito il passaggio delle quote societarie della Juve Stabia nelle mani di Alfredo Guerri, il momento più emozionante della giornata si è consumato all’esterno del Tribunale di Napoli. Qui, ad attendere il nuovo proprietario delle Vespe, c’erano decine di tifosi stabiesi che per ore avevano seguito con il fiato sospeso l’evolversi di una vicenda destinata a entrare nella storia recente del club gialloblù.

Conclusi gli adempimenti burocratici e disposto il bonifico bancario necessario a perfezionare l’operazione, Guerri si è presentato davanti ai sostenitori che fin dal primo momento avevano riposto fiducia nella sua figura. Un’accoglienza calorosa, quasi da leader già consacrato dalla piazza, che ha trasformato il piazzale del tribunale in una vera e propria festa gialloblù.

L’imprenditore partenopeo è apparso visibilmente emozionato. Tra sorrisi, strette di mano e fotografie, ha ricevuto dai tifosi una sciarpa della Juve Stabia, simbolo di un legame che si è consolidato nel corso degli ultimi mesi e che ora si rafforza ulteriormente con il passaggio di proprietà. Non sono mancati gli abbracci e soprattutto i cori che hanno accompagnato il suo arrivo all’esterno dell’edificio.

Tra tutti, uno in particolare ha riecheggiato con forza: “Un presidente, c’è solo un presidente”, intonato a gran voce dai tifosi presenti e accolto con evidente soddisfazione dal neo patron stabiese.

Il momento più festoso è arrivato quando Guerri ha impugnato una bottiglia di spumante e ha iniziato a spruzzarla sui sostenitori che lo circondavano. Un gesto spontaneo, quasi liberatorio, che ha sancito simbolicamente la fine di settimane di tensione e preoccupazioni per il futuro della Juve Stabia. Per qualche minuto l’ansia accumulata da un’intera città ha lasciato spazio alla gioia e all’entusiasmo per una società che adesso può guardare avanti con maggiore serenità.

Prima di lasciare il tribunale, Alfredo Guerri ha voluto rivolgere alcune parole ai giornalisti e ai tifosi presenti, spiegando le motivazioni che lo hanno spinto a compiere un investimento così importante.

“Abbiamo dato una mano perché volevamo aiutare la Juve Stabia. L’altro imprenditore è venuto meno. Noi siamo stati da un anno all’interno del club in qualità di sponsor, l’abbiamo vissuta durante tutta questa stagione e per me è stata un’esperienza bellissima. Per questo oggi ci sentiamo sereni”.

Parole che testimoniano come il suo interesse per il club non sia nato nelle ultime settimane, ma sia il naturale proseguimento di un percorso iniziato già durante l’ultima stagione, quando la sua azienda aveva deciso di affiancare la società come sponsor principale.

Il nuovo presidente ha poi guardato al futuro, lasciando intendere che l’estate potrebbe portare cambiamenti significativi all’interno della struttura societaria e organizzativa.

“Il prossimo anno sportivo potrebbe esserci una rivoluzione. Lo diciamo chiaramente perché certi meccanismi devono cambiare. Sicuramente guardiamo alla Serie B con serenità e programmeremo la prossima stagione per creare le basi di un campionato all’altezza della storia di questo club”.

Una dichiarazione che apre scenari interessanti per il futuro delle Vespe. L’obiettivo sembra essere quello di costruire una società ancora più solida e organizzata, capace di affrontare il campionato cadetto con ambizione e programmazione.

Infine, Guerri ha dedicato un pensiero proprio ai tifosi che lo hanno accolto come un liberatore, dimostrando fin da subito una grande vicinanza nei suoi confronti.

“Li conosco bene. So che sono tifosi passionali e focosi”.

Una frase semplice ma significativa, che testimonia la consapevolezza del nuovo presidente di entrare in una piazza esigente ma straordinariamente calorosa, capace di sostenere la squadra nei momenti difficili e di far sentire tutto il proprio affetto quando ci sono motivi per festeggiare.

La giornata di Napoli resterà probabilmente impressa nella memoria dei tifosi stabiesi come il giorno della rinascita. Dopo mesi di incertezze, la Juve Stabia ha ritrovato stabilità, una nuova proprietà e soprattutto una prospettiva per il futuro. E l’abbraccio tra Alfredo Guerri e il popolo gialloblù potrebbe essere stato soltanto il primo capitolo di una storia tutta da scrivere.

Juve Stabia, giorno della rinascita: Dalle paure alla speranza, il futuro adesso ha il nome di Alfredo Guerri

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La Juve Stabia è salva. Dopo settimane di attesa, tensioni, indiscrezioni e scenari che avevano fatto temere il peggio, il club gialloblù può finalmente guardare avanti con fiducia. Alfredo Guerri è ufficialmente il nuovo proprietario della società stabiese e da oggi si apre una pagina completamente nuova nella storia delle Vespe.

L’imprenditore napoletano, già noto all’ambiente calcistico stabiese per essere stato main sponsor della squadra attraverso la Domus Srl, ha rilevato il pacchetto di maggioranza della società garantendo la copertura integrale dell’aumento di capitale da 6 milioni e 901 mila euro richiesto dagli amministratori giudiziari per assicurare continuità aziendale e stabilità economica al club.

Una svolta storica che mette definitivamente alle spalle mesi complicati e consente alla Juve Stabia di programmare il proprio futuro in Serie B con serenità e ambizione.

Una trattativa complessa arrivata al traguardo

L’operazione che ha portato Alfredo Guerri al vertice della società non è stata semplice. Il percorso è stato caratterizzato da numerosi ostacoli, verifiche, procedure giudiziarie e valutazioni economiche che hanno richiesto settimane di lavoro.

Determinante è stata la rinuncia della precedente proprietà rappresentata da Francesco Agnello a procedere con la ricapitalizzazione richiesta dal Tribunale di Napoli. Una scelta che ha aperto definitivamente la strada al trasferimento delle quote societarie nelle mani dell’imprenditore partenopeo.

Parallelamente si è registrato anche il passo indietro della cordata svizzera che aveva manifestato interesse per l’acquisizione del club, lasciando Guerri unico soggetto concretamente in grado di garantire il futuro della società.

Una situazione che si è sbloccata soprattutto grazie all’azione degli amministratori giudiziari, il dottor Salvatore Scarpa e il dottor Mario Ferrara, supportati dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli guidata dalla dottoressa Teresa Areniello.

Sono stati loro i protagonisti silenziosi di una vicenda estremamente delicata, gestendo ogni fase della transizione e accompagnando il club fuori da una situazione che rischiava di diventare drammatica.

La ricapitalizzazione che ha cambiato tutto

L’ultima mossa decisiva è stata quella di imporre la ricapitalizzazione della società.

Una scelta che aveva un duplice obiettivo: da un lato garantire le risorse necessarie per coprire le perdite accumulate, dall’altro verificare concretamente la volontà dell’allora proprietario Francesco Agnello di sostenere economicamente il club.

La risposta è arrivata nei fatti. Pur avendo la possibilità di procedere alla ricapitalizzazione e mantenere il controllo della società, Agnello ha deciso di non esercitare questa facoltà.

Una scelta che ha spalancato le porte all’operazione guidata da Alfredo Guerri e che ha consentito agli amministratori giudiziari di completare il percorso verso il passaggio di proprietà.

Da quel momento il futuro della Juve Stabia ha assunto contorni sempre più definiti fino alla giornata decisiva che ha sancito il definitivo cambio al vertice del club.

Il giorno della svolta a Napoli

Le ore decisive si sono consumate a Napoli, all’interno del Tribunale, in un clima di enorme tensione.

Mentre all’interno delle aule si discutevano gli ultimi dettagli dell’operazione, all’esterno decine di tifosi seguivano con il fiato sospeso gli sviluppi della vicenda. Molti sostenitori gialloblù hanno raggiunto il capoluogo campano sfidando il caldo e attendendo per ore notizie che potessero rassicurare un’intera città. L’ansia era palpabile. In gioco non c’era soltanto il futuro di una squadra di calcio ma il patrimonio sportivo, storico e identitario di Castellammare di Stabia.

Quando è arrivata la fumata bianca, la tensione accumulata per settimane si è trasformata in un’esplosione di gioia. Abbracci, applausi e cori hanno accompagnato l’annuncio dell’accordo. L’incubo del fallimento è stato cancellato in pochi istanti e ha lasciato spazio alla speranza.

Guerri non perde tempo: bonifico immediato per blindare l’operazione

Dal punto di vista tecnico, il Tribunale ha richiesto ad Alfredo Guerri, interessato all’acquisizione della Juve Stabia e forte del parere favorevole della Procura, di procedere immediatamente al versamento dell’intera somma necessaria.

La cifra richiesta ammontava a 6 milioni e 901 mila euro.

Una volta verificata la ricezione del bonifico, il Tribunale si sarebbe impegnato a procedere al dissequestro delle quote e al completamento dell’iter per il trasferimento della proprietà.

Guerri non ha esitato.

Terminata l’udienza, intorno alle ore 13, l’imprenditore si è recato presso una vicina filiale di Banca Intesa per disporre immediatamente il bonifico richiesto, accelerando al massimo i tempi tecnici bancari necessari per completare tutte le procedure.

Un gesto che ha confermato la volontà del nuovo proprietario di chiudere rapidamente la vicenda e permettere alla società di concentrarsi esclusivamente sugli aspetti sportivi.

Obiettivo iscrizione anticipata

La priorità assoluta adesso è rappresentata dall’iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

Il termine fissato è il 16 giugno, ma la volontà condivisa tra il nuovo proprietario e gli amministratori è quella di completare tutta la documentazione con almeno ventiquattro ore di anticipo.

L’obiettivo è infatti chiudere l’intero iter entro il 15 giugno, lanciando un segnale forte all’intero movimento calcistico nazionale.

Una dimostrazione di solidità, organizzazione e stabilità che possa allontanare definitivamente ogni dubbio sul futuro della società.

Secondo quanto trapela, una parte consistente della documentazione necessaria sarebbe già pronta. Mancavano soltanto la disponibilità economica e le firme del nuovo proprietario per completare il quadro. Adesso che questi elementi sono arrivati, l’ottimismo cresce di ora in ora.

Una piazza che si riconosce nel nuovo proprietario

Uno degli aspetti più significativi di questa operazione riguarda il rapporto tra Alfredo Guerri e l’ambiente stabiese.

L’imprenditore napoletano gode infatti di un consenso praticamente unanime sia da parte della tifoseria sia da parte delle istituzioni cittadine. Negli ultimi mesi aveva già dimostrato concretamente il proprio attaccamento ai colori gialloblù attraverso interventi economici che hanno contribuito a sostenere le casse societarie in una fase particolarmente delicata.

Ora quel legame si trasforma in una responsabilità ancora più grande.

Da sponsor a proprietario, Guerri diventa il punto di riferimento di un’intera comunità che sogna di consolidare i risultati ottenuti nell’ultima stagione e continuare a crescere nel calcio professionistico.

Adesso inizia la vera sfida

Con il passaggio delle quote completato, per Alfredo Guerri inizia la fase più impegnativa. Sarà necessario ridefinire l’assetto societario, costruire il nuovo organigramma dirigenziale e programmare la prossima stagione sportiva.

Ci saranno da affrontare questioni tecniche, amministrative e organizzative fondamentali per consentire alla Juve Stabia di presentarsi ai nastri di partenza del prossimo campionato nelle migliori condizioni possibili. Ma per la prima volta dopo mesi, il futuro non appare più come una minaccia bensì come un’opportunità.

“Post fata resurgo”: il motto che racconta la rinascita

Durante la nostra lunga diretta sulla nostra pagina Facebook “Juve Stabia Live”, seguita da centinaia di tifosi nelle ore decisive della vicenda, una frase ha sintetizzato meglio di qualsiasi altra il momento vissuto dalla città: “Post fata resurgo”, dopo la morte risorgo.

Un motto antico che oggi sembra cucito addosso alla Juve Stabia. Per settimane il club ha camminato sul filo dell’incertezza. Ha affrontato ostacoli societari, difficoltà finanziarie e timori legati alla propria stessa sopravvivenza.

Oggi, invece, le nuvole nere si stanno diradando sopra il “Romeo Menti”. La Serie B vedrà ancora una volta le Vespe protagoniste. La dignità sportiva della città è stata salvaguardata e l’orgoglio del popolo stabiese è più vivo che mai.

Davanti al Tribunale di Napoli, tra i tifosi presenti, il sentimento dominante era racchiuso in poche semplici parole: “Benvenuto Alfredo Guerri. Forza Juve Stabia.”

Parole che rappresentano non soltanto l’accoglienza riservata al nuovo proprietario, ma anche la speranza di un’intera città che oggi può finalmente tornare a guardare avanti con fiducia. La Juve Stabia è viva, è in Serie B e ha appena iniziato il primo capitolo di una nuova storia.

Teatro Sociale di Brescia gremito per la presentazione della Stagione di Prosa CTB 2026-2027

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CTB Cinquantatreesima Stagione ,”Dove nascono le storie”la stagione 2026-2027 si presenta in scena: applausi per Fallongo e Caputo

Al Teatro Sociale una serata partecipata tra annunci, musica e teatro. La presidente Camilla Baresani Varini e il direttore Gianmario Bandera ringraziano istituzioni e sostenitori. Grande successo per gli intermezzi dei due attori ospiti.

BRESCIA – Non una semplice presentazione di cartellone, ma uno spettacolo nello spettacolo. Il Teatro Sociale ha accolto martedì 10 giugno il pubblico delle grandi occasioni per la presentazione della stagione di prosa 2026-2027 del Centro Teatrale Bresciano, in un clima di entusiasmo e partecipazione che ha confermato il forte legame tra il CTB e la città.

Ad aprire la serata sono stati gli interventi istituzionali della presidente del Centro Teatrale Bresciano, Camilla Baresani Varini, e del direttore Gianmario Bandera. Entrambi hanno rivolto parole di ringraziamento ai numerosi soggetti che sostengono l’attività del CTB: dagli enti pubblici agli sponsor, dal Comune di Brescia a Regione Lombardia, fino a tutte le realtà che, con il loro contributo, consentono al teatro bresciano di svolgere una funzione culturale riconosciuta ben oltre i confini provinciali.

Bandera ha inoltre sottolineato il valore del lavoro svolto dal Centro Teatrale Bresciano nella produzione e diffusione degli spettacoli, evidenziando il crescente riconoscimento ottenuto dalle produzioni del CTB sui palcoscenici nazionali. In sala erano presenti rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali, esponenti del mondo culturale e numerosi sostenitori dell’attività teatrale, mentre era assente la sindaca Laura Castelletti.

La conduzione è stata affidata ad Adriano Evangelisti, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta degli spettacoli in programma nella nuova stagione. A rendere particolarmente vivace e originale l’appuntamento sono stati però gli interventi degli attori Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, autentici mattatori della serata.

Con ironia, talento e una notevole capacità di coinvolgimento, i due artisti hanno alternato recitazione, musica e canto, costruendo una serie di intermezzi capaci di alleggerire il racconto del cartellone senza mai farne perdere il filo conduttore. Ogni loro apparizione è stata accolta da sorrisi e applausi, segno di un’intesa artistica consolidata e di una presenza scenica particolarmente efficace.

Tra i momenti più apprezzati dal pubblico, la divertente rassegna dedicata alle tournée delle produzioni del Centro Teatrale Bresciano lungo la penisola. Attraverso una sorta di viaggio ideale tra le regioni italiane, Fallongo e Caputo hanno evocato tradizioni, atmosfere e identità locali intonando brevi frammenti di canzoni popolari e dialettali, trasformando un semplice elenco di date e città in un momento teatrale coinvolgente e ricco di umanità.

L’espediente ha evidenziato in modo efficace la crescente diffusione nazionale delle produzioni del CTB, sempre più presenti nei principali teatri italiani, a testimonianza della qualità artistica raggiunta dal centro bresciano.

La nuova stagione si annuncia ricca di proposte, con grandi interpreti, testi classici e contemporanei, produzioni originali e spettacoli destinati a soddisfare pubblici diversi. Ma, al di là degli annunci e delle anticipazioni, la serata del Sociale sarà ricordata soprattutto per la capacità di trasformare la presentazione di un cartellone in un vero evento teatrale.

Un risultato al quale hanno contribuito in modo determinante Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, protagonisti di una performance brillante, intelligente e mai sopra le righe, che ha saputo unire intrattenimento e cultura nel migliore spirito del teatro. Una serata che ha mostrato non soltanto i contenuti della prossima stagione, ma anche la vitalità e l’ambizione di un Centro Teatrale Bresciano sempre più protagonista della scena nazionale.

Campagna Abbonamenti dal 3 settembre 2026

Per maggiori informazioni, consultare www.centroteatralebresciano.it

Circolo Internazionale Castellammare: Presentato l’ultimo romanzo di Francesco Costa “Corri verso la notte”

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Grande successo al Circolo Internazionale per l’evento culturale che, lunedì 8 giugno, ha portato in città un autore di rilievo, Francesco Costa con il suo ultimo romanzo “Corri verso la notte”, accolto calorosamente dai suoi tanti ammiratori.

Promotrice dell’incontro la prof.ssa Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura”, un’associazione impegnata nella diffusione di testi di alto valore letterario che, attraverso la scelta di pubblicazioni originali e di spessore, organizza dibattiti con scrittori capaci di coinvolgere profondamente il pubblico e stimolare riflessioni durature.

Dopo i saluti della Vicepresidente del Circolo Internazionale Titta Miraglia, che ha dato il benvenuto al pubblico in sala, ha preso la parola Carmen Matarazzo che ha presentato l’autore e l’opera, da lei definita “un romanzo che ha in sé lo spirito del saggio, perché è il frutto di una lunga ricerca storica.”

Francesco Costa è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore di rilievo nel panorama culturale italiano, apprezzato e tradotto anche all’estero (in paesi come Germania, Spagna, Grecia e Giappone). La sua carriera si distingue per una straordinaria versatilità che unisce il rigore della ricerca letteraria alla potenza visiva della scrittura cinematografica.

Autore di numerosi romanzi che spaziano dal noir al romanzo storico, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il Premio Selezione Bancarellino (con La scuola dei veleni) ed è stato finalista al Premio Scerbanenco (con Orrore Vesuviano). Ha firmato importanti sceneggiature cinematografiche, vincendo il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia con il film L’altra donna. Dai suoi libri di successo sono state tratte note pellicole, tra cui La volpe a tre zampe e L’imbroglio nel lenzuolo.

Durante la sintesi e la successiva discussione dell’opera, sono emersi gli elementi che caratterizzano il libro. Le vicende si muovono sullo sfondo del delitto Matteotti e del consolidamento della dittatura fascista. La città di Napoli, in cui è ambientata la vicenda, viene descritta come un’entità audace e l’unica a insorgere in quel preciso momento storico. Il protagonista, Pietro Fortuna, giovane del rione Sanità, vive una formazione politica e sentimentale legata al sogno di diventare cronista.

L’autore del romanzo ha parlato della genesi del libro e delle motivazioni profonde che lo hanno spinto a sceglier proprio quel particolare periodo storico per ambientare la sua opera, spiegando come la necessità di fare chiarezza sulle radici del totalitarismo in Italia sia nata dal bisogno di contrastare le semplificazioni e i revisionismi storici contemporanei.

Vorrei parlare della genesi di questo libro, come mi è nata l’idea. – ha affermato Francesco Costa – Oltre dieci anni fa mi venne una grande curiosità di esplorare i primi anni del ventennio fascista, di cui non ci sono tanti romanzi. Il romanzo è anche un omaggio a mio padre, nato nel 1920, perché dopo il delitto Matteotti lui e tutta una generazione hanno avuto il destino segnato, con la guerra e le deportazioni naziste.”

Volevo analizzare quel periodo per capire che cosa si sarebbe potuto fare per evitare ‘la corsa dell’Italia verso la notte’, perché un’intera generazione è morta tra le sabbie d’Africa, fra le steppe della Russia, nei campi di concentramento. Volevo parlare di questo disastro della dittatura fascista per la quale oggi alcuni nutrono nostalgia, rimpianto, come se la idealizzassero.”

“Ho pensato di scrivere un libro che aiuti i ragazzi a capire. – ha continuato l’autore – Naturalmente non potevo fare solo un saggio storico, altrimenti li avrei fatti addormentare. Tutti i personaggi sono giovani, il personaggio più anziano ha quarant’anni. Poi ho lavorato molto sul ritmo, facendo un ‘impasto’ tra i fatti storici documentati e quelli inventati da me, che sono le vicende del protagonista con le sue esperienze lavorative, sentimentali, sessuali, politiche.”

Poi ha preso la parola il prof. Stefano Perrella, già docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico Plinio Seniore di Castellammare, che ha parlato del delitto Matteotti e di quanto questo triste evento abbia scosso le coscienze:

“Che cosa sappiamo davvero di Giacomo Matteotti e del suo delitto? Perché Matteotti fu tra i primi ad essere assassinato dai fascisti? Quale ruolo interpretava Matteotti all’interno del Partito Socialista? Era amato? Era odiato?”

Dalle Parole del prof. Perrella la figura di Matteotti emerge con tutta la sua forza e il suo carisma, così come la sua intransigenza che lo ha portato alla morte, ma che al tempo stesso ne fa un martire della libertà, un simbolo eterno di resistenza civile contro l’oppressione e il totalitarismo.

Alla Camera dei deputati denunciò a viso aperto, con un coraggio formidabile, i brogli elettorali, le violenze e le intimidazioni delle camicie nere durante le elezioni di quell’anno, chiedendo l’annullamento delle votazioni.

Matteotti stava indagando su una colossale tangente internazionale, legata alle concessioni petrolifere (il caso Sinclair Oil) che coinvolgeva direttamente la corona e i vertici del fascismo. Il documento che avrebbe dovuto presentare a Londra pochi giorni dopo il suo rapimento faceva troppa paura al regime. Matteotti non era ricattabile, non cercava compromessi e non si faceva spaventare dalle minacce di morte. L’unico modo per metterlo a tacere era eliminarlo fisicamente.

L’importanza di questo romanzo storico è che offre uno spaccato della società di quegli anni, trasportandoci in giro per Napoli, nelle sue strade, nelle sue piazze, nei suoi vicoli, dai salotti dell’alta società alle povere case del sottoproletariato urbano e nell’ambiente del teatro, di modo che il lettore possa immergersi in quelle atmosfere, immedesimarsi nei personaggi e capire quali sentimenti dominavano.

Attraverso il romanzo storico, infatti, si impara molto più su un’epoca che dalle pagine di un manuale di storia, perché la letteratura non si limita a registrare i fatti, ma restituisce il respiro della quotidianità, trasformando le fredde date della cronologia in un’esperienza vissuta e profondamente umana.

Dietro le fantasie del romanziere, c’è il rigore del ricercatore, la ricerca minuziosa non solo dei fatti, ma della vita quotidiana del tempo, degli usi, dei costumi, entrando nella psicologia del protagonista e degli altri personaggi, provando a capire cosa pensassero le persone in quella fase buia della nostra storia.

Questo approccio metodologico eleva il romanzo da semplice opera di intrattenimento a prezioso strumento di testimonianza storica e civile, spogliando il passato da ogni retorica e mistificazione nostalgica. Il valore profondo dell’opera risiede proprio in questo: la letteratura diventa la chiave per accedere a una verità storica più intima e documentata.

Il lavoro dell’autore si muove con equilibrio tra due pilastri fondamentali: una ricostruzione documentaria basata su una ricerca che restituisce la quotidianità dell’epoca (abitudini, costumi, atmosfere reali); la capacità di calarsi nella mente dei protagonisti per comprendere i dubbi, le paure e i compromessi morali delle persone comuni davanti al progressivo scivolare del Paese verso la dittatura.

Il testo lancia un messaggio chiaro e attuale al lettore contemporaneo, contro i tentativi di mitizzare gli anni del fascismo o di negarne le violenze. Smantella la narrazione di una presunta positività del regime, mostrando la brutalità che si nascondeva dietro la propaganda ufficiale.

“Corri verso la notte” fa riflettere   sull’importanza dell’approfondimento critico prima di lasciarsi andare a celebrazioni superficiali di un periodo che, come ricorda il titolo, è stato a tutti gli effetti una tragica “corsa verso la notte”.

Avvincente la trama, ben orchestrato il sistema dei personaggi. Lo stile rapido, incalzante, il tono scanzonato, pervaso di sottile ironia, contribuisce a tenere incollato il lettore sulle pagine del libro fino alla fine.

Questa felice combinazione di elementi trasforma la lettura del testo in un’esperienza magnetica e fluida, confermando l’abilità dell’autore nel dominare i meccanismi della narrativa contemporanea.

L’analisi stilistica mette in luce i punti di forza del romanzo: La struttura scorre senza tempi morti grazie a una prosa dinamica, proiettata in avanti. Ogni figura, principale o secondaria, si muove secondo un disegno preciso e coerente, creando relazioni che fanno progredire l’intreccio. L’uso dell’ironia alleggerisce la densità degli argomenti trattati, impedendo al racconto di scivolare nella pesantezza drammatica.

L’incontro, con un vivace dibattito tra l’autore Francesco Costa e il pubblico, si è concluso con il tradizionale momento del firma-copie.

L’evento ha sancito il ruolo centrale dell’Associazione “Achille Basile – Le Ali della Lettura” in collaborazione del Bookstore Mondadori e del Circolo Internazionale, come faro culturale per il territorio di Castellammare di Stabia, confermando l’efficacia della sinergia tra le realtà culturali della città nel promuovere eventi di altissimo profilo intellettuale. Questa cooperazione dimostra come il lavoro di rete sul territorio sia la chiave per risvegliare l’interesse della comunità e offrire occasioni concrete di crescita sociale e civile.

“Corri verso la notte” di Francesco Costa, Marlin Editore, non è semplicemente un romanzo storico, ma un’esperienza letteraria che merita un posto d’onore nelle vostre letture. Vi consigliamo questo libro perché unisce il rigore della ricerca a un ritmo narrativo travolgente, capace di tenere incollati alla pagina fino all’ultima riga.

Attraverso una prosa rapida, incalzante e impreziosita da una sottile e intelligente ironia, l’autore firma un potente romanzo di formazione che scava nella psicologia dei personaggi e restituisce la verità senza filtri di un periodo tragico della nostra storia. Un’opera necessaria, che smantella le false mitizzazioni del passato e si rivela un prezioso strumento di riflessione civile per il presente

Gragnano celebra uno dei propri simboli cittadini: Dal 21 al 23 giugno torna il Festival del Panuozzo

Gragnano si prepara a vivere tre serate all’insegna del gusto, della tradizione e della convivialità. Il 21, 22 e 23 giugno 2026 torna infatti il Festival del Panuozzo di Gragnano, la manifestazione dedicata a uno dei prodotti più rappresentativi dell’identità gastronomica cittadina, capace negli anni di conquistare appassionati e visitatori provenienti da tutta Italia.

L’evento si svolgerà in via Quarantola, che per l’occasione si trasformerà in un grande villaggio del gusto dove sapori, cultura e intrattenimento si fonderanno in un’esperienza pensata per coinvolgere famiglie, turisti e appassionati dell’enogastronomia.

Protagonisti assoluti della manifestazione saranno gli undici produttori storici del panuozzo, custodi di una tradizione che affonda le proprie radici nel territorio gragnanese e che continua a rappresentare un patrimonio di conoscenze, manualità e passione tramandato nel tempo.

Per tutta la durata del festival, i forni a legna verranno portati direttamente in strada, consentendo ai visitatori di assistere dal vivo a tutte le fasi della preparazione. Dall’impasto alla cottura, il pubblico potrà osservare da vicino il lavoro dei maestri fornai e lasciarsi conquistare dal profumo inconfondibile del panuozzo appena sfornato.

L’obiettivo è quello di valorizzare non soltanto il prodotto finale, ma anche l’artigianalità e la cultura che lo rendono unico. Un racconto che passa attraverso il fuoco, la tradizione e la maestria di chi ogni giorno contribuisce a mantenere viva una delle eccellenze gastronomiche più apprezzate della Campania.

Accanto all’offerta culinaria, il Festival proporrà un ricco programma di intrattenimento. Non mancheranno artisti di strada, dj set, incontri con food blogger, momenti di storytelling gastronomico e attività dedicate ai bambini, con l’intento di trasformare la manifestazione in una grande festa popolare aperta a tutte le generazioni.

La nuova edizione sarà presentata ufficialmente il 16 giugno alle ore 11 presso l’Auditorium della Regione Campania, nella Torre C/5 del Centro Direzionale di Napoli.

Festival-del-Panuozzo-locandina-2026Alla conferenza stampa parteciperanno l’assessore regionale al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale, Vincenzo Maraio, l’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, il sindaco di Gragnano Nello D’Auria, il presidente dell’Associazione Produttori Panuozzo di Gragnano Ciro Minopoli, il cassazionista e docente Emanuele Montelione, oltre ai giornalisti e scrittori enogastronomici Luciano Pignataro e Antonella Amodio. A moderare l’incontro sarà il giornalista Dario Sautto.

«Il Festival del Panuozzo nasce dal desiderio di valorizzare non solo un prodotto straordinario, ma tutto ciò che rappresenta: lavoro, identità, passione e comunità» ha dichiarato Ciro Minopoli, presidente dell’Associazione Produttori Panuozzo di Gragnano e organizzatore dell’evento.

«Il panuozzo è un simbolo di Gragnano, un prodotto conosciuto in tutta Italia e spesso imitato. Ma la sua vera anima vive qui, nelle mani dei nostri produttori, nei forni a legna e nella cultura artigianale che rende ogni preparazione unica. Con questa nuova edizione vogliamo continuare a far conoscere e vivere questa eccellenza, portando in strada l’orgoglio dei nostri produttori e l’energia della nostra città».

Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale, che considera il festival uno strumento importante di promozione turistica, culturale ed economica.

«Il Festival del Panuozzo è molto più di un evento gastronomico: è una festa dell’identità gragnanese» ha sottolineato il sindaco Nello D’Auria. «Annunciare le date dell’edizione 2026 significa dare continuità a un percorso di valorizzazione delle nostre eccellenze e del territorio. Il panuozzo rappresenta perfettamente il legame tra prodotto, cultura e comunità. Invitiamo tutti a raggiungere Gragnano il 21, 22 e 23 giugno per vivere tre serate di gusto, accoglienza e autentica panificazione artigianale».

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di promozione di Gragnano come destinazione enogastronomica di riferimento, una città capace di raccontare la propria storia attraverso prodotti iconici, tradizioni autentiche e una comunità che continua a investire nella valorizzazione delle proprie eccellenze.

L’appuntamento è dunque fissato: dal 21 al 23 giugno 2026, dalle ore 18:30, in via Quarantola.

Tre giorni per celebrare il panuozzo. Tre giorni per celebrare Gragnano. Tre giorni per raccontare una tradizione che continua a conquistare il palato e il cuore di migliaia di persone.

L’anno d’oro di Vittorio Renato Suarato: il talento stabiese conquista l’equitazione campana e nazionale

Il 2026 si sta rivelando un anno da incorniciare per Vittorio Renato Suarato, giovane talento dell’equitazione campana originario di Castellammare di Stabia, protagonista di una stagione agonistica ricca di soddisfazioni e risultati di prestigio che ne confermano il valore e le grandi potenzialità.

Tra i successi più importanti spicca senza dubbio la conquista del titolo di Campione Regionale nel Criterium Junior I Grado, un traguardo che rappresenta il coronamento di mesi di lavoro, sacrificio e dedizione. Un risultato che premia non solo le qualità tecniche del giovane atleta, ma anche la sua capacità di affrontare con maturità e determinazione le sfide del circuito agonistico.

La stagione di Suarato, però, non si è fermata al successo regionale. Il giovane cavaliere stabiese ha infatti collezionato una serie di eccellenti piazzamenti nelle competizioni regionali e nazionali, dimostrando continuità di rendimento e una crescita costante che lo colloca tra le promesse più interessanti dell’equitazione giovanile.

A rendere ancora più speciale questo 2026 è stato il prestigioso podio conquistato a Piazza di Siena 2026, una delle manifestazioni equestri più importanti e prestigiose del panorama italiano. Salire sul podio in un contesto di così alto livello rappresenta un riconoscimento significativo del lavoro svolto e una conferma del talento di un atleta che continua a distinguersi gara dopo gara.

I risultati ottenuti quest’anno si inseriscono all’interno di un percorso già ricco di soddisfazioni. Nelle stagioni precedenti, infatti, Vittorio Renato Suarato aveva già messo in evidenza le proprie qualità conquistando importanti affermazioni nelle categorie del Progetto Sport FISE, dimostrando una continuità di rendimento che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati del settore.

Dietro ogni successo c’è però un lavoro quotidiano fatto di allenamenti, impegno e collaborazione. Al fianco del giovane atleta c’è l’ASD Ippoland, realtà che rappresenta un punto di riferimento per la sua crescita sportiva. Grazie al sostegno di uno staff competente e affiatato, Vittorio ha potuto sviluppare le proprie capacità tecniche e affrontare il percorso agonistico con serenità e professionalità.

L’ambiente dell’associazione sportiva, fondato sulla condivisione degli obiettivi, sullo spirito di squadra e sulla passione per l’equitazione, continua a essere un elemento fondamentale nel percorso di crescita dell’atleta stabiese.

La vittoria del Campionato Regionale, il podio di Piazza di Siena e gli altri importanti risultati conquistati nel corso della stagione non rappresentano un punto di arrivo, ma una tappa significativa di un cammino che guarda già al futuro. Con la stessa determinazione che lo ha portato a raggiungere questi traguardi, Vittorio Renato Suarato punta ora alle prossime sfide, con l’ambizione di continuare a crescere e di portare sempre più in alto il nome di Castellammare di Stabia e i colori dell’ASD Ippoland.

Il 2026 racconta così la storia di un giovane atleta che, grazie al talento, all’impegno e alla passione, sta costruendo passo dopo passo una bellissima pagina di sport, diventando motivo di orgoglio per la sua città e per tutto il movimento equestre campano.

Juve Stabia, Nicola Mosti: fantasia, qualità e gol che hanno fatto la differenza

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Se c’è un calciatore che più di ogni altro ha illuminato la manovra offensiva della Juve Stabia nell’ultima stagione, quel giocatore è Nicola Mosti. Il fantasista gialloblù si è consacrato come il vero faro della squadra, il punto di riferimento tecnico attorno al quale si è sviluppata gran parte del gioco delle Vespe.

Non si tratta soltanto di numeri, pur importanti, ma della capacità di incidere nei momenti decisivi. Mosti è stato l’uomo delle giocate che cambiano le partite, delle intuizioni che rompono gli equilibri e dei gol che pesano come macigni. Reti spesso spettacolari, nate da un talento naturale e da una qualità tecnica che raramente passa inosservata.

Tra le immagini più nitide della sua stagione resta senza dubbio la splendida rete realizzata contro l’Avellino, una giocata destinata a rimanere impressa nella memoria dei tifosi stabiesi. Un gol che racchiude perfettamente il repertorio del numero gialloblù: tecnica, coraggio e personalità al servizio della squadra.

Ma raccontare la stagione di Mosti limitandosi alle reti sarebbe riduttivo. Il suo vero valore emerge nella capacità di dare ritmo e idee alla manovra offensiva. Quando la partita si complica e la pressione aumenta, i compagni sanno di poter contare su di lui.

Tra le linee o partendo da posizioni più arretrate, Mosti si è dimostrato un interprete moderno del ruolo di trequartista. La sua visione di gioco gli consente di individuare spazi invisibili ai più e di trasformare palloni apparentemente semplici in occasioni da gol. I suoi assist hanno spesso rappresentato l’innesco perfetto per le azioni offensive delle Vespe, mentre la sua capacità di gestire il possesso ha permesso alla squadra di mantenere alta la qualità del gioco anche nei momenti più difficili.

Gli inserimenti senza palla, i tiri dalla distanza e la capacità di leggere in anticipo lo sviluppo delle azioni hanno completato il profilo di un calciatore totale. Un centrocampista offensivo che non si limita a costruire, ma che sa anche finalizzare e incidere direttamente sul risultato.

Un altro aspetto particolarmente apprezzato dallo staff tecnico è stato il contributo fornito in fase di non possesso. Mosti non si è mai sottratto al sacrificio, mettendo qualità e disponibilità al servizio della squadra. Una caratteristica che ne ha aumentato ulteriormente il valore all’interno degli equilibri tattici della Juve Stabia.

Per questo motivo il suo rendimento è andato ben oltre le statistiche. Mosti è diventato l’anima tecnica della squadra, il giocatore capace di inventare una giocata quando tutto sembra bloccato e di accendere la luce nei momenti più delicati.

Castellammare si gode il suo talento e continua a sognare attraverso le sue intuizioni. Perché quando il pallone passa tra i piedi di Nicola Mosti, tutto può succedere. E finché il numero gialloblù sarà in campo, la Juve Stabia potrà sempre contare su quel lampo di genio capace di cambiare il destino di una partita.

Campania settore scuola, FLC CGIL: Basta tagli, servono più organici e una programmazione legata ai territori

Si è riunito questa mattina il Tavolo permanente per la scuola pubblica e per l’affermazione del diritto allo studio della Regione Campania, un appuntamento che ha visto la partecipazione delle istituzioni e delle principali organizzazioni del mondo della scuola per affrontare le criticità e le prospettive del sistema educativo regionale.

La FLC CGIL ha espresso apprezzamento nei confronti dell’assessore regionale alle Politiche Sociali, Sergio D’Angelo Morniroli, sia per il metodo di lavoro adottato, basato sulla costituzione di tavoli tematici a supporto della plenaria, sia per i contenuti della relazione introduttiva che ha affrontato alcune delle principali emergenze del settore: povertà educativa, dispersione scolastica, inclusione degli studenti con disabilità, integrazione tra scuola e servizi territoriali, dimensionamento scolastico, sistema integrato 0-6 anni e protagonismo giovanile.

Nel corso dell’incontro, il sindacato ha riportato al centro del dibattito quella che definisce una “ferita ancora aperta”: gli effetti del dimensionamento scolastico introdotto dalla Legge di Bilancio 2023.

Secondo la FLC CGIL, la normativa nazionale non avrebbe tenuto conto delle profonde differenze esistenti tra le regioni italiane, producendo in Campania conseguenze particolarmente rilevanti. Il risultato sarebbe la nascita di istituzioni scolastiche sempre più grandi e complesse, spesso con oltre mille studenti iscritti e, in alcuni casi, collocate persino nelle aree interne della regione.

Scuole più grandi che, secondo il sindacato, risultano anche più difficili da gestire, soprattutto in un contesto caratterizzato da una collaborazione non sempre efficace tra istituzioni scolastiche, enti locali e sistema socio-sanitario.

Tra le priorità indicate dalla FLC CGIL figura anche l’emergenza legata all’edilizia scolastica. Il sindacato ha chiesto che i futuri tavoli tematici dedichino particolare attenzione alla sicurezza degli edifici, ribadendo che una scuola di qualità non può prescindere da strutture adeguate e sicure.

Pur accogliendo positivamente l’impegno della Regione a difendere la rete scolastica da ulteriori riduzioni e accorpamenti, la FLC CGIL ha sollecitato una riflessione più ampia sull’offerta formativa degli istituti superiori.

Secondo il sindacato, negli ultimi anni molte scuole secondarie di secondo grado hanno cercato di attrarre iscrizioni attraverso un continuo aumento degli indirizzi di studio, non sempre realmente collegati alle esigenze e alle caratteristiche dei territori. Da qui la richiesta di avviare una riflessione organica sulle filiere formative, con l’obiettivo di costruire percorsi coerenti e capaci di accompagnare concretamente i giovani nella definizione del proprio progetto di vita.

Nel dibattito è emerso anche il tema della riforma cosiddetta “4+2”, che prevede la riduzione del percorso della scuola superiore e una maggiore integrazione con gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS). La FLC CGIL ha sottolineato la necessità di valutare, attraverso dati concreti e non attraverso slogan, quale sia il reale impatto di questa riforma in Campania, la più popolosa regione del Mezzogiorno.

Particolarmente apprezzata è stata inoltre la proposta dell’assessore di coinvolgere anche l’Assessorato al Lavoro nelle attività dei tavoli tematici, così da affrontare in maniera integrata il tema delle filiere formative e dei percorsi IFTS.

Per il sindacato, però, il nodo centrale resta quello delle risorse umane. La lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, soprattutto nelle aree maggiormente segnate da difficoltà economiche e sociali, richiede interventi strutturali e non misure temporanee.

Per questo la FLC CGIL ha ribadito la necessità di incrementare gli organici di docenti, personale ATA, DSGA e dirigenti scolastici in tutta la Campania.

Pur riconoscendo che la gestione degli organici non rientra nelle competenze dirette della Regione, il sindacato ritiene che Palazzo Santa Lucia possa svolgere un ruolo politico significativo nei confronti del Governo, del Ministero dell’Istruzione e del Merito e del Ministero dell’Economia, portando nelle sedi istituzionali nazionali le esigenze della scuola campana.

«Le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi della Campania – sottolinea la FLC CGIL – devono poter contare sulle stesse opportunità di crescita, formazione e futuro garantite ai loro coetanei nel resto del Paese». Un obiettivo che, secondo il sindacato, può essere raggiunto solo investendo su personale, qualità dell’offerta formativa, sicurezza degli edifici e presenza educativa nei territori più fragili.

Castellammare di Stabia: Controlli a tappeto sul litorale grazie al servizio a largo raggio dei carabinieri

Operazione a largo raggio della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, che nelle ultime ore ha intensificato i controlli sul territorio con particolare attenzione alle zone balneari. Al servizio hanno preso parte anche i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas), del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil), gli agenti della Polizia Municipale e la Capitaneria di Porto.

Nel corso delle verifiche è stata denunciata una donna di 42 anni, titolare di un bar con attività di noleggio di attrezzature balneari in via Gaeta. Gli accertamenti hanno consentito di riscontrare la presenza di lavoratori in nero all’interno dell’attività commerciale.

L’imprenditrice è stata inoltre ritenuta responsabile di diverse violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Secondo quanto emerso dai controlli, non avrebbe provveduto a sottoporre i dipendenti alla prevista sorveglianza sanitaria, né avrebbe garantito la formazione obbligatoria dei lavoratori sui temi della salute e della sicurezza. Contestate anche irregolarità relative ai luoghi di lavoro, giudicati non conformi ai requisiti previsti dal Testo Unico sulla sicurezza.

Ma l’operazione ha portato risultati significativi anche sul fronte della prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio.

I carabinieri, infatti, hanno intercettato e fermato un’autovettura che era da tempo nel mirino degli investigatori. Si tratta della Opel Zafira che sarebbe stata utilizzata nella notte del 28 maggio scorso per un furto all’interno del cimitero di Sant’Antonio Abate.

In quell’occasione due individui si sarebbero introdotti nel camposanto alla ricerca di rame, asportando il prezioso metallo da diverse lapidi e provocando indignazione e sdegno per il gesto compiuto in un luogo sacro e di raccoglimento.

La svolta è arrivata quando una pattuglia ha individuato il monovolume tedesco con a bordo due cittadini rumeni, residenti nel campo rom di Poggioreale in via del Macello. Sia il veicolo che i volti degli occupanti sarebbero risultati compatibili con le immagini acquisite dai carabinieri durante le indagini. Per entrambi è scattata la denuncia, mentre il mezzo è stato sottoposto a sequestro.

L’attività di controllo è proseguita anche nel centro cittadino. I militari hanno individuato un 25enne e un 22enne del posto, ritenuti responsabili di un tentativo di furto di una bicicletta elettrica. Fondamentale la tempestiva segnalazione della proprietaria al numero di emergenza 112. I carabinieri hanno rintracciato i due poco distante dal luogo del tentato colpo. Per loro l’accusa è di tentato furto e resistenza.

Non sono mancati i controlli alla circolazione stradale. Durante i posti di blocco, effettuati anche con l’utilizzo dell’etilometro, due automobilisti sono risultati positivi all’alcol test e sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.

Sul fronte del contrasto al consumo di droga, infine, tre giovani sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio stabiese e lungo la fascia costiera, soprattutto in vista dell’intensificarsi della stagione estiva e dell’aumento delle presenze nelle aree balneari.

Guida pratica per ottimizzare i costi operativi nella logistica

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Per le imprese che hanno a che fare con logistica e trasporti, gestire in maniera ottimale i costi operativi richiede attenzione costante e strumenti adeguati. Margini ridotti, volatilità dei prezzi, pressione normativa e imprevisti rendono indispensabile un approccio strutturato, capace di trasformare ogni voce di spesa in una leva di efficienza. In questo articolo offriamo una panoramica concreta delle principali aree di intervento per imprenditori, fleet manager e autotrasportatori che vogliono ottimizzare l’operatività quotidiana.

I principali driver di costo nella logistica su gomma

Prima di intervenire, è fondamentale avere chiari quali sono i principali centri di costo di un’azienda che gestisce veicoli commerciali. Le voci più rilevanti sono:

  • il carburante;
  • la manutenzione dei mezzi;
  • i costi del personale;
  • le assicurazioni;
  • i costi amministrativi legati alla flotta.

Un errore comune è quello di concentrarsi esclusivamente sul costo più visibile (il carburante), trascurando inefficienze che si nascondono altrove: percorsi non ottimizzati, soste non pianificate, fermi macchina per manutenzioni in ritardo ecc.

Qual è la voce da presidiare con maggiore attenzione?

Il carburante è la quota più significativa dei costi variabili nella logistica su gomma. La sua gestione efficiente non riguarda solo il prezzo al litro, ma l’intero processo: chi autorizza il rifornimento, come vengono registrate le spese, quanto controllo ha l’azienda sull’utilizzo reale. Molte imprese gestiscono ancora il carburante con rimborsi manuali o pagamenti in contanti, con tutti i limiti che questo comporta in termini di trasparenza e carico amministrativo.

La soluzione per superare questi limiti strutturalmente è adottare delle carte carburante aziendali: ogni rifornimento viene associato al veicolo e al conducente, le spese sono rendicontate in modo centralizzato e l’azienda può impostare limiti per ciascuna card. Il risultato è una riduzione del rischio di abusi, una semplificazione contabile e, spesso, l’accesso a tariffe più competitive (grazie agli accordi con le reti di distribuzione).

L’importanza della manutenzione programmata

Un veicolo fermo è un costo che non genera ricavo; tuttavia, molte aziende adottano ancora un approccio reattivo e intervengono solo quando si manifesta un guasto. Passare a una logica preventiva (basata su chilometraggio, ore di utilizzo e dati telematici) riduce i fermi non pianificati e abbassa i costi di riparazione nel tempo. Oggi, infatti, i sistemi di telematica permettono di monitorare lo stato dei veicoli, ricevere alert su anomalie meccaniche e pianificare gli interventi – riducendo al minimo l’impatto sull’operatività.

Ottimizzazione dei percorsi e rispetto dei tempi

Un altro elemento di ottimizzazione sono i software dedicati al route planning, che consentono di ridurre i chilometri percorsi, ottimizzare le finestre di consegna e migliorare il tasso di utilizzo dei veicoli. In un contesto in cui carburante e personale pesano così tanto, anche una minima riduzione percentuale dei chilometri si traduce in risparmi rilevanti su scala annua. A questo si aggiunge la corretta gestione dei tempi di guida e riposo, disciplinata a livello europeo dal Regolamento (CE) n. 561/2006: conducenti riposati guidano meglio e consumano meno.”

Digitalizzazione: la base per decidere meglio

Tutte le strategie di ottimizzazione hanno un denominatore comune: la disponibilità di dati accurati. Senza visibilità su consumi, percorsi e costi, qualsiasi intervento rischia di basarsi su percezioni piuttosto che su evidenze.

La digitalizzazione operativa, attraverso piattaforme che connettono telematica, carburante e amministrazione, è oggi accessibile anche alle piccole e medie imprese con un investimento iniziale che, in genere, viene recuperato rapidamente grazie ai risparmi generati su più fronti. Per approfondire normative e tendenze è possibile consultare il sito web di Uomini e Trasporti, che offre aggiornamenti regolari su mercato e buone pratiche per le imprese di autotrasporto italiane.

Un approccio integrato per competere sui margini

In settori dove la concorrenza è elevata e i margini sono spesso sottili, la differenza tra chi cresce e chi fatica si gioca sulla capacità di gestire i costi con maggiore intelligenza. Non si tratta di tagliare, ma di ottimizzare: eliminare gli sprechi, automatizzare i processi manuali e dotarsi di strumenti che trasformano i dati in decisioni. Le imprese che integrano in modo coerente la gestione del carburante, la manutenzione preventiva e la digitalizzazione sono quelle meglio posizionate per affrontare le sfide del mercato attuale.

Castellammare, demolito un manufatto abusivo in via Virgilio: prosegue la lotta all’illegalità edilizia

Prosegue senza soste l’azione di contrasto all’abusivismo edilizio da parte dell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia. Nella mattinata di oggi sono infatti iniziate le operazioni di demolizione di un manufatto realizzato abusivamente in via Virgilio, nel cuore della città, in esecuzione di un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria.

L’intervento, coordinato dalla Polizia Municipale e attuato direttamente dal Comune, si inserisce nel più ampio programma di tutela della legalità e di ripristino del rispetto delle norme urbanistiche portato avanti dall’ente negli ultimi mesi.

Nel dettaglio, l’abbattimento riguarda una copertura di circa 15 metri quadrati e un terrazzo della stessa estensione, opere realizzate senza i necessari titoli autorizzativi previsti dalla normativa vigente. Le attività sono state avviate nelle prime ore della giornata per consentire la piena esecuzione del provvedimento disposto dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e riportare l’area alle condizioni originarie.

L’operazione rappresenta un ulteriore segnale della volontà dell’amministrazione comunale di contrastare ogni forma di abuso sul territorio, intervenendo nei casi in cui vengano accertate violazioni delle norme edilizie e urbanistiche.

Sul tema è intervenuto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha ribadito la linea di fermezza adottata dall’amministrazione.

«Il contrasto all’abusivismo edilizio non ammette deroghe. Ripristinare la legalità sul territorio è un dovere imprescindibile perché significa tutelare l’ambiente, garantire la sicurezza dei cittadini e difendere il futuro della città. L’azione dell’amministrazione proseguirà con determinazione e senza esitazioni, in stretta collaborazione con la Polizia Municipale e con tutte le autorità competenti» ha dichiarato il primo cittadino.

L’intervento di via Virgilio conferma dunque l’impegno del Comune nel perseguire gli obiettivi di salvaguardia del territorio e di rispetto delle regole, attraverso una collaborazione costante con le forze dell’ordine e gli organi giudiziari. Un’attività che punta non solo a reprimere gli illeciti, ma anche a promuovere una cultura della legalità e della corretta gestione urbanistica, considerata fondamentale per lo sviluppo equilibrato della città.

Juve Stabia, Omar Correia: Un leader del centrocampo, un altro capolavoro firmato Matteo Lovisa

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Ci sono acquisti che si rivelano utili, altri che diventano determinanti. Poi esistono operazioni capaci di modificare gli equilibri di un’intera squadra. L’arrivo di Omar Correia alla Juve Stabia appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria. Una trattativa lunga, complessa, portata avanti con determinazione dal direttore sportivo Matteo Lovisa, che ha creduto nel valore del centrocampista fin dal primo momento e che oggi può rivendicare uno dei colpi più riusciti degli ultimi anni in casa gialloblù.

Quando Correia è sbarcato a Castellammare di Stabia, le aspettative erano alte, ma pochi potevano immaginare un impatto così devastante. Il centrocampista francese si è rapidamente trasformato nel punto di riferimento della squadra, diventando il fulcro attorno al quale si sviluppa il gioco delle Vespe. Una crescita costante che lo ha portato a conquistare il cuore dei tifosi del “Romeo Menti” e il rispetto degli addetti ai lavori.

Il padrone della mediana

Ridurre Correia al ruolo di semplice interditore sarebbe un errore. Il numero della Juve Stabia rappresenta il prototipo del centrocampista moderno: dinamico, completo, intelligente tatticamente e capace di incidere in entrambe le fasi di gioco.

La sua presenza in mezzo al campo è costante. Recupera palloni, interrompe le azioni avversarie, protegge la difesa e allo stesso tempo avvia la manovra con qualità e personalità. La sua capacità di leggere le situazioni di gioco gli consente di essere sempre nel posto giusto al momento giusto, offrendo ai compagni una soluzione sicura in ogni fase della partita.

La forza degli inserimenti e il peso dei suoi gol

Uno degli aspetti che più hanno sorpreso durante la stagione è stata la sua capacità di rendersi decisivo anche in zona offensiva. Oltre al lavoro oscuro e indispensabile svolto davanti alla difesa, Correia ha aggiunto al proprio repertorio inserimenti puntuali e una notevole freddezza negli ultimi metri.

Le sue reti non sono state semplici statistiche da aggiornare, ma gol spesso pesanti, capaci di indirizzare partite equilibrate e regalare punti fondamentali alla Juve Stabia. Un valore aggiunto che ha elevato ulteriormente il suo rendimento, rendendolo uno dei centrocampisti più completi dell’intero campionato cadetto.

Una leadership che non ha bisogno di parole

Correia non è un leader che alza la voce o cerca continuamente i riflettori. La sua è una leadership diversa, costruita attraverso l’esempio quotidiano, l’intensità delle prestazioni e la continuità di rendimento.

La sicurezza che trasmette ai compagni è evidente. Quando il pallone passa dai suoi piedi, la squadra trova ordine e serenità. Sa rallentare o accelerare il ritmo della manovra, gestisce i momenti delicati e interpreta la gara con la maturità di un veterano nonostante la giovane età.

Quella che sembra una leadership silenziosa diventa invece fondamentale all’interno degli equilibri della squadra, soprattutto nei momenti di maggiore pressione.

Il simbolo della crescita gialloblù

La sorprendente stagione della Juve Stabia non può essere spiegata senza soffermarsi sull’importanza di Omar Correia. Le Vespe sono riuscite a confrontarsi alla pari con organici costruiti per il vertice della classifica grazie a un’identità di gioco chiara e a interpreti di altissimo livello. Tra questi, il francese ha rappresentato uno dei fattori più determinanti.

La sua onnipresenza in campo, la qualità nelle due fasi e la capacità di risultare decisivo hanno permesso alla squadra di mantenere equilibrio e competitività contro qualsiasi avversario.

A distanza di mesi dall’inizio della sua avventura stabiese, il giudizio appare ormai unanime: Matteo Lovisa aveva visto giusto. Quello che era nato come un lungo corteggiamento di mercato si è trasformato in uno dei migliori investimenti della storia recente del club.

Omar Correia oggi è il presente della Juve Stabia, il motore che alimenta il gioco delle Vespe e uno dei centrocampisti più forti dell’intera Serie B. Ma osservando la sua crescita e le sue prestazioni, viene naturale pensare che possa rappresentare anche il futuro economico del club, destinato a diventare uno dei nomi più ricercati nelle prossime finestre di mercato.

Juve Stabia, momento della svolta: Francesco Agnello si tira indietro, corsa a due per il futuro delle Vespe

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Dopo settimane caratterizzate da incertezze, indiscrezioni e forte preoccupazione tra i tifosi, il futuro della Juve Stabia sembra finalmente avvicinarsi a una svolta decisiva. Le prossime ore saranno fondamentali per delineare il destino del club gialloblù, impegnato in una delicata fase societaria che dovrà necessariamente trovare una soluzione prima delle imminenti scadenze federali.

L’elemento più significativo emerso nelle ultime ore riguarda il definitivo passo indietro della Stabia Capital Srl riconducibile al dottor Francesco Agnello. Una scelta che, di fatto, chiude ogni possibilità di prosecuzione del progetto attraverso l’attuale proprietà. Agnello avrebbe infatti deciso di non fornire le garanzie economiche necessarie e di non partecipare all’aumento di capitale richiesto per assicurare stabilità finanziaria alla società e consentire il regolare completamento dell’iter d’iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

Una decisione che rappresenta un punto di non ritorno nella vicenda societaria e che spinge inevitabilmente gli amministratori giudiziari a valutare le proposte alternative già presentate per rilevare il controllo del club. Mancano 24 ore all’udienza in tribunale dove sarà ufficializzato il nuovo proprietario della S.S. Juve Stabia 1907.

Archiviata la pista Agnello, l’attenzione si concentra ora sulle due offerte rimaste in campo. Davanti al Tribunale di Napoli si è delineata una vera e propria sfida a due per la conquista della Juve Stabia, una battaglia che potrebbe decidere non soltanto il futuro economico della società, ma anche le prospettive sportive delle prossime stagioni.

Da una parte c’è Alfredo Guerri, imprenditore conosciuto e apprezzato nell’ambiente stabiese, già vicino alla società in qualità di sponsor e ritenuto da molti una figura in grado di garantire continuità e radicamento sul territorio.

Dall’altra emerge la candidatura della Swiss Gulf Holding, gruppo internazionale che rappresenta un’opzione che punta a rilanciare il club attraverso un progetto imprenditoriale ambizioso, sostenuto da apparenti importanti capacità finanziarie.

La decisione finale spetterà agli organi competenti e sarà valutata tenendo conto delle garanzie economiche, della sostenibilità dei progetti presentati e della capacità di assicurare un futuro stabile alla società.

Nel frattempo Castellammare di Stabia vive ore di intensa attesa. L’ansia per gli aspetti burocratici e societari si intreccia con una rinnovata speranza. La prospettiva di una nuova proprietà pronta a investire e programmare il futuro ha infatti riacceso l’entusiasmo di una tifoseria che negli ultimi mesi ha dovuto convivere con continui interrogativi sul destino del club.

L’obiettivo comune è quello di lasciarsi alle spalle le vicende giudiziarie e societarie per tornare a parlare esclusivamente di calcio, di programmazione e di una Serie B che la Juve Stabia vuole continuare a vivere da protagonista.

Il conto alla rovescia è ormai entrato nella sua fase finale. Mercoledì 10 giugno potrebbe rappresentare una data storica per il club gialloblù. L’udienza fissata presso il Tribunale di Napoli dovrà infatti indicare quale sarà il soggetto destinato a raccogliere il testimone e guidare la Juve Stabia nel prossimo futuro. I tifosi hanno annunciato che saranno presenti domani a Napoli per aspettare l’ufficialità del nome dell’imprenditore che acquisirà il pacchetto delle quote.

Castellammare trattiene il fiato. Le Vespe sono a un bivio decisivo della propria storia recente e l’intera città attende di conoscere il nome di chi avrà il compito di scrivere il prossimo capitolo della favola gialloblù.

Juve Stabia, Agnello rinuncia alla ricapitalizzazione: Il 10 giugno sarà ufficiale un nuovo proprietario

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A meno di quarantotto ore dall’udienza decisiva fissata per il 10 giugno alle ore 12.30 presso il Tribunale di Napoli, emergono indiscrezioni che potrebbero rappresentare una svolta definitiva nella complessa vicenda societaria della S.S. Juve Stabia.

Secondo fonti ritenute attendibili vicine a Stabia Capital Srl, i legali di Francesco Agnello avrebbero comunicato che il loro assistito ha deciso di non procedere alla ricapitalizzazione del club richiesta dagli amministratori giudiziari e autorizzata dal Tribunale di Napoli nell’udienza dello scorso 3 giugno. Una posizione che, sempre secondo le stesse fonti, sarebbe stata già anticipata dagli avvocati dello stesso Agnello durante la precedente udienza.

La ricapitalizzazione rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la copertura delle perdite e completare l’iter necessario all’iscrizione della Juve Stabia al prossimo campionato di Serie B. Il mancato intervento dell’attuale proprietario aprirebbe dunque scenari completamente nuovi sul futuro della società gialloblù.

Al momento non sarebbe prevista alcuna comunicazione ufficiale da parte della Juve Stabua. Tutto sarebbe stato rinviato all’esito dell’udienza del 10 giugno, considerata decisiva per comprendere quale sarà il destino del club stabiese.

Il comunicato diffuso ad una testata irpina

Nel frattempo, però, Francesco Agnello ha affidato la propria posizione ad un comunicato stampa inviato alla testata online binews.it, giornale registrato presso il Tribunale di Avellino.

Una scelta che non è passata inosservata negli ambienti calcistici e cittadini. Il precedente comunicato ufficiale diffuso dall’imprenditore, uno dei soli due diramati nei quasi due mesi trascorsi dall’acquisizione della società, era stato infatti inviato a Il Mattino, storico quotidiano napoletano con una diffusione consolidata nell’intera provincia di Napoli e quindi anche a Castellammare di Stabia, città che ospita la Juve Stabia.

La decisione di utilizzare una diversa piattaforma di comunicazione ha inevitabilmente suscitato interrogativi e curiosità, soprattutto in una fase così delicata per le sorti del club.

La contestazione agli amministratori giudiziari

Nel documento diffuso, Stabia Capital Srl prende una posizione netta nei confronti degli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale.

La società, attraverso il proprio amministratore unico Francesco Agnello, dichiara infatti di non riconoscere la validità e l’efficacia della delibera assembleare che ha approvato l’aumento di capitale, contestando apertamente l’operato degli amministratori giudiziari che hanno presenziato all’assemblea.

Una presa di posizione che lascia intravedere la possibilità di future iniziative legali.

“Con riferimento alla delibera assembleare dei soci presenziata unilateralmente dagli Amministratori Giudiziari, Stabia Capital S.r.l. rappresenta, con rammarico, di non riconoscerne la validità e l’efficacia e si riserva ogni azione innanzi alle Autorità competenti a tutela dei propri diritti”, si legge nel comunicato.

La società aggiunge inoltre che, alla luce degli sviluppi giudiziari e dell’appello presentato contro il decreto di sequestro di prevenzione, non procederà alla sottoscrizione dell’aumento di capitale deliberato.

Un addio che sembra definitivo

Al di là degli aspetti tecnici e giuridici, il passaggio più significativo del comunicato appare quello finale, nel quale Stabia Capital sembra di fatto prendere le distanze dal futuro della Juve Stabia.

Pur manifestando l’auspicio di una soluzione bonaria della controversia e scongiurando il rischio di liquidazione della società, il testo rivolge un esplicito augurio agli investitori che si sono fatti avanti per garantire continuità al club.

Parole che vengono interpretate da molti osservatori come una sorta di congedo dalla realtà gialloblù e come la conferma della volontà di non partecipare alla fase di rilancio economico richiesta dal Tribunale.

Ore decisive per il futuro delle Vespe

L’attenzione ora è tutta concentrata sull’udienza del 10 giugno. Da quella seduta potrebbero emergere indicazioni decisive sia per la governance della società sia per il completamento della procedura di iscrizione al prossimo torneo cadetto.

Nel frattempo, la tifoseria attende con apprensione sviluppi concreti, mentre la squadra che poche settimane fa ha chiuso una stagione storica in Serie B si ritrova ancora al centro di una delicata battaglia societaria e giudiziaria che però lascia intravedere il sereno che arriverà a breve.

Le prossime ore saranno probabilmente determinanti per capire chi guiderà il futuro della Juve Stabia e quali saranno le risorse economiche che consentiranno al club di programmare la nuova stagione.

Juve Stabia, Alfredo Guerri non ha mai abbandonato le Vespe: dal sostegno economico all’amore per la piazza

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Nel calcio esistono figure che arrivano in punta di piedi e finiscono per diventare protagonisti silenziosi ma determinanti. Persone che non cercano riflettori, ma che con i fatti riescono a lasciare un segno profondo nella storia di un club. È il caso di Alfredo Guerri, imprenditore che da quando ha deciso di avvicinarsi alla Juve Stabia ha dimostrato con continuità, concretezza e passione un attaccamento ai colori gialloblù che pochi avrebbero immaginato.

La stagione appena conclusa è stata straordinaria sul piano sportivo, ma allo stesso tempo particolarmente complessa sotto il profilo gestionale ed economico. Dietro i risultati ottenuti sul campo dalla squadra di Ignazio Abate si è infatti combattuta una battaglia quotidiana per garantire stabilità e continuità al progetto sportivo.

In questo contesto il contributo di Alfredo Guerri è stato tutt’altro che marginale.

Il suo ingresso nel mondo Juve Stabia era iniziato attraverso una sponsorizzazione, un sostegno importante ma apparentemente simile a quello di tanti altri imprenditori che decidono di affiancare una realtà calcistica. Con il passare dei mesi, però, è emerso chiaramente che il suo rapporto con il club stabiese andava ben oltre una semplice partnership commerciale.

Nei momenti più delicati della stagione, quando la società si è trovata ad affrontare scadenze federali decisive per il futuro del club, Guerri ha scelto di intervenire concretamente. Il suo contributo economico straordinario ha rappresentato una vera e propria àncora di salvezza per la Juve Stabia, consentendo alla società di superare senza conseguenze le delicate scadenze FIGC del 16 febbraio e del 16 aprile.

Due appuntamenti che avrebbero potuto avere ripercussioni pesanti sulla classifica e sul cammino delle Vespe attraverso eventuali penalizzazioni. Invece, grazie anche al suo sostegno, il club è riuscito a rispettare gli impegni richiesti dalla normativa federale, mantenendo intatto il patrimonio sportivo conquistato sul campo.

Ma il legame tra Guerri e la Juve Stabia non si è limitato agli aspetti finanziari.

Nel corso della stagione l’imprenditore ha continuato a dimostrare vicinanza alla squadra anche attraverso iniziative concrete destinate a migliorare l’organizzazione e la serenità del gruppo. Il suo intervento ha contribuito a rendere più agevoli alcune delle ultime trasferte affrontate dalle Vespe, permettendo alla squadra di preparare gli impegni più importanti nelle migliori condizioni possibili.

Un sostegno che si è trasformato anche in un ulteriore gesto di fiducia verso il progetto sportivo gialloblù. Guerri aveva infatti previsto un premio speciale nel caso in cui la Juve Stabia fosse riuscita a conquistare la promozione attraverso i play-off, ulteriore dimostrazione di quanto credesse nelle potenzialità del gruppo e nelle ambizioni della società.

Se i contributi economici raccontano una parte della storia, ce n’è un’altra ancora più significativa.

Quando si è iniziato a discutere del futuro societario della Juve Stabia, Alfredo Guerri è stato il primo soggetto a manifestare un interesse concreto per l’acquisizione di quote del club e per un coinvolgimento diretto nella gestione della società. Un segnale forte, soprattutto considerando che numerosi imprenditori stabiesi erano stati accostati o invitati a valutare un ingresso nella compagine societaria senza però compiere passi concreti.

Guerri, pur non essendo stabiese di nascita, ha dimostrato con i fatti una vicinanza e una disponibilità che molti figli di questa città non sono riusciti o non hanno voluto garantire.

Per questo motivo il suo nome è entrato rapidamente nel cuore della tifoseria. I sostenitori gialloblù hanno percepito immediatamente la sincerità del suo impegno, ricambiando con affetto e stima ogni gesto compiuto a favore della squadra.

La sensazione è che tra Alfredo Guerri e Castellammare di Stabia sia nato qualcosa che va oltre il semplice rapporto tra imprenditore e società sportiva. È nato un legame autentico, costruito attraverso la presenza costante nei momenti difficili, quelli nei quali si misura davvero il valore delle persone.

Se si volesse stilare una classifica ideale dei dirigenti e degli imprenditori che negli anni hanno contribuito economicamente alla sopravvivenza e alla crescita della Juve Stabia, il nome di Guerri meriterebbe certamente una posizione di assoluto rilievo. Per impatto, continuità e volume degli interventi, il suo contributo potrebbe addirittura collocarlo davanti a figure storiche come Roberto Fiore e Francesco Manniello in questa speciale graduatoria non ufficiale.

Non è ancora chiaro quale sarà l’esito del passaggio delle quote societarie. Gli amministratori giudiziari, che operano per conto del Tribunale nella gestione della Juve Stabia, hanno disposto la necessità di una ricapitalizzazione per coprire le perdite e garantire la stabilità del club in vista della prossima stagione.

L’attuale proprietario, Francesco Agnello, è chiamato a intervenire direttamente per effettuare la ricapitalizzazione pari a 6.901.000 euro entro le ore 23:59 di questa notte. Qualora ciò non avvenisse, Alfredo Guerri avrebbe la possibilità di subentrare con il versamento della somma prevista, assumendo di fatto il controllo della società e l’intero pacchetto azionario del club.

Tra i tifosi cresce la speranza che possa concretizzarsi proprio questo scenario, soprattutto alla luce del fatto che Agnello, nei suoi quasi due mesi di gestione (dal 17 aprile 2026), non ha mai avuto un contatto diretto con la piazza né fornito un sostegno economico concreto alla Juve Stabia, risultando di fatto una figura distante dal mondo gialloblù.

Oggi se il futuro della Juve Stabia è ancora tutto da scrivere c’è già una certezza che sembra emergere con forza: Alfredo Guerri si è innamorato della piazza stabiese e la piazza stabiese si è innamorata di lui.

Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca, sul rispetto e sulla condivisione di una passione comune. Un matrimonio gialloblù che tifosi e appassionati sperano possa durare a lungo e trasformarsi in un percorso ricco di soddisfazioni, successi e nuovi traguardi.

Perché in un calcio sempre più dominato da numeri e interessi, ci sono ancora storie che nascono dal cuore. E quella tra Alfredo Guerri e la Juve Stabia sembra essere una di queste.

Juve Stabia, Gabrielloni: Resta il rimpianto di una scommessa mancata, un’occasione mai sbocciata

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Doveva rappresentare l’uomo della svolta, l’attaccante esperto capace di garantire peso offensivo, leadership e gol in un campionato duro come la Serie B. Invece, l’avventura di Alessandro Gabrielloni con la maglia della Juve Stabia sembra destinata a chiudersi nel segno della delusione, lasciando dietro di sé più interrogativi che certezze.

Quando la società gialloblù riuscì a portare a Castellammare il centravanti proveniente dal Como negli ultimi giorni del mercato estivo, l’entusiasmo tra gli addetti ai lavori e i tifosi era palpabile. L’idea era quella di aggiungere al reparto offensivo un calciatore abituato a palcoscenici importanti, in grado di mettere la propria esperienza al servizio di una squadra neopromossa ma ambiziosa.

La realtà, però, si è rivelata molto diversa dalle aspettative.

Fin dalle prime settimane, Gabrielloni è stato costretto a fare i conti con una condizione fisica precaria che ne ha limitato continuità e rendimento. Problemi muscolari e acciacchi vari hanno impedito all’attaccante di trovare il ritmo partita necessario per esprimersi al meglio, costringendolo spesso a rincorrere la migliore forma senza mai riuscire realmente a raggiungerla.

Le difficoltà fisiche si sono inevitabilmente riflesse sul campo. L’attaccante marchigiano non è mai riuscito a diventare un punto di riferimento stabile per il gioco offensivo delle Vespe. Le occasioni da gol sono state poche, i lampi ancora meno e, con il passare delle settimane, la sensazione di un’integrazione mai completata all’interno del sistema tattico di Ignazio Abate è diventata sempre più evidente.

I numeri raccontano una stagione ben lontana dagli standard a cui Gabrielloni aveva abituato tifosi e addetti ai lavori negli anni precedenti. La sua presenza in area di rigore, da sempre una delle sue qualità migliori, è apparsa spesso sporadica. Quella capacità di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, che aveva caratterizzato gran parte della sua carriera, è rimasta soltanto a tratti visibile.

C’è però un episodio che più di ogni altro racchiude il significato della sua esperienza stabiese. Una fotografia perfetta di una stagione complicata e sfortunata.

È il 22 febbraio e al “Romeo Menti” arriva il Modena. La Juve Stabia, sotto di due reti, trova la forza di reagire e accorcia le distanze con Mosti, alimentando le speranze di una rimonta che sembrava impossibile. A dieci minuti dal termine arriva l’occasione più importante della partita: calcio di rigore per le Vespe.

Sul dischetto si presenta proprio Gabrielloni.

Per l’attaccante è il momento ideale per cambiare la narrativa della sua stagione. Un gol avrebbe significato pareggio, avrebbe mantenuto intatta l’imbattibilità interna e, soprattutto, avrebbe potuto rappresentare la scintilla per rilanciarsi definitivamente agli occhi della tifoseria.

Ma il destino sceglie un’altra strada.

La conclusione è poco angolata e priva della necessaria forza. Il portiere del Modena, Chichizola, intuisce e blocca senza particolari difficoltà. Il “Menti” ammutolisce. La Juve Stabia perderà poi l’incontro per 2-1 e quel rigore sbagliato finirà inevitabilmente per diventare il simbolo di un’annata da dimenticare.

Da quel momento il rapporto con una parte della tifoseria si incrina definitivamente. Non sono mai mancati l’impegno, la professionalità e la disponibilità del giocatore, aspetti che nessuno ha realmente contestato. Ciò che i sostenitori gialloblù hanno faticato ad accettare è stata la mancanza di incisività nei momenti decisivi della stagione, soprattutto considerando il curriculum e l’esperienza dell’attaccante.

In una piazza passionale ed esigente come Castellammare di Stabia, le aspettative nei confronti di un giocatore del suo calibro erano inevitabilmente elevate. Per questo motivo la distanza tra ciò che ci si aspettava e ciò che effettivamente è arrivato sul campo è risultata ancora più evidente.

Per la prossima stagione la società sarà chiamata a valutare attentamente le strategie per il reparto offensivo, mentre il centravanti tornerà a Como e dovrà ripartire da una nuova sfida per ritrovare quella continuità che gli è mancata nell’ultimo anno.

Resta il rammarico per una storia che avrebbe potuto regalare ben altre soddisfazioni. Perché, al di là delle critiche e dei numeri, la sensazione è che né Gabrielloni né la Juve Stabia siano riusciti a mostrare il meglio di sé in questo matrimonio calcistico.

E forse è proprio questo il più grande rimpianto: la consapevolezza che tra le Vespe e l’attaccante marchigiano non sia mai davvero scoccata quella scintilla che tutti, all’inizio della stagione, immaginavano potesse accendersi. Una parentesi destinata a essere ricordata più per ciò che avrebbe potuto essere che per quanto effettivamente è stata.

Castellammare, Massimo Santaniello: Scoglio di Rovigliano e Castello Angioino tornino patrimonio della città

Dopo aver acceso i riflettori sulla possibile vendita dello Scoglio di Rovigliano, una notizia che ha rapidamente fatto il giro della città e dei social network, Massimo Santaniello torna a lanciare un appello alle istituzioni. L’attuale coordinatore cittadino di Noi Moderati ritiene che il Comune di Castellammare di Stabia debba assumere un ruolo da protagonista nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico locale.

Negli ultimi giorni, infatti, alle indiscrezioni sulla cessione dello Scoglio di Rovigliano si sono aggiunte quelle relative a una possibile vendita del Castello Angioino, storico maniero che domina la città dalla collina della Panoramica.

Secondo Santaniello, indipendentemente dalla fondatezza delle notizie circolate sui social e sulle testate giornalistiche, è arrivato il momento di affrontare concretamente il tema del futuro di due simboli della storia stabiese.

Santaniello, perché ritiene che questa possa essere un’occasione importante per Castellammare?

“Perché la città potrebbe avere l’opportunità di rientrare in possesso di due beni che rappresentano una parte fondamentale della sua identità storica. Stiamo parlando dello Scoglio di Rovigliano e del Castello Angioino, due monumenti che raccontano secoli di storia e che meritano di essere tutelati e valorizzati nell’interesse della collettività”.

Lei sostiene che il Comune debba intervenire direttamente. Per quale motivo?

“Perché non si può continuare a demandare tutto ad altri enti. Spesso si pensa immediatamente al Ministero della Cultura, alla Regione Campania o alla Città Metropolitana, ma un’amministrazione comunale deve avere la forza e la consapevolezza di assumere iniziative proprie quando si tratta di beni così importanti. Castellammare deve essere protagonista e non semplice spettatrice”.

Partiamo dal caso dello Scoglio di Rovigliano. Qual è la sua posizione?

“Da anni associazioni, studiosi e cittadini chiedono un intervento concreto. Su quell’isolotto sorgevano le vestigia di un castello che, nel corso dei decenni, è stato progressivamente abbandonato. Parliamo di un bene sottoposto a vincolo storico e culturale che, a nostro avviso, avrebbe meritato una tutela più incisiva”.

Lei richiama anche precise norme di legge.

“Assolutamente sì. Il Codice dei Beni Culturali stabilisce che i proprietari di beni vincolati sono tenuti a garantirne la conservazione. La normativa prevede inoltre che, in caso di mancata manutenzione, possano essere adottati interventi coattivi oppure si possa procedere all’espropriazione per pubblica utilità. Per questo riteniamo che il Comune debba valutare tutte le strade possibili, dall’acquisto all’esproprio, per riportare il bene nella disponibilità pubblica”.

Quale potrebbe essere il futuro dello Scoglio di Rovigliano?

“Non basta acquisire un bene, bisogna immaginare anche una destinazione concreta. Una proposta interessante potrebbe essere quella di realizzare un centro dedicato alla biologia marina e al monitoraggio delle acque, della flora e della fauna del Golfo. Sarebbe un progetto prestigioso, utile alla ricerca e alla valorizzazione ambientale, capace di restituire dignità a un luogo straordinario”.

Diversa, invece, la situazione del Castello Angioino.

“Sì, perché in questo caso il proprietario privato ha dimostrato negli anni una grande attenzione verso il bene. Il castello è stato mantenuto in ottime condizioni ed è stato valorizzato. Questo va riconosciuto con onestà intellettuale”.

Perché allora il Comune dovrebbe interessarsi anche a questa struttura?

“Perché il Castello Angioino rappresenta uno dei simboli più importanti della storia medievale di Castellammare. Le sue origini affondano nel IX secolo e il suo valore storico è indiscutibile. Se davvero fosse disponibile sul mercato, la città dovrebbe valutare seriamente la possibilità di acquisirlo e destinarlo a funzioni culturali permanenti”.

Quali potrebbero essere queste funzioni?

“Potrebbe diventare un museo dedicato all’arte e alla storia medievale, ma anche ospitare eventi culturali, mostre, convegni e iniziative istituzionali. Si potrebbe persino immaginare una gestione che consenta l’utilizzo per cerimonie o manifestazioni, attraverso regole precise approvate dal Consiglio Comunale, garantendo al tempo stesso la tutela del bene”.

L’aspetto economico rappresenta inevitabilmente un ostacolo.

“Certamente. Nessuno sottovaluta il problema delle risorse. Tuttavia il tema non può essere affrontato partendo esclusivamente dai costi. Occorre elaborare progetti credibili e poi cercare i finanziamenti necessari. Lo farebbero la Regione, il Ministero o qualsiasi altro ente pubblico. Può e deve farlo anche il Comune di Castellammare”.

Qual è il messaggio finale che vuole rivolgere all’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza?

“Mi auguro che si colga questa opportunità. Castellammare possiede un patrimonio storico straordinario che va preservato per le future generazioni. L’amministrazione deve mettere in campo tutte le azioni necessarie per reperire fondi, studiare progetti di valorizzazione e verificare la possibilità di acquisire questi beni. Non bisogna aspettare che siano altri a decidere per noi. È il momento di dimostrare coraggio, visione e amore per la città”.