Dopo la firma che ha sancito il passaggio delle quote societarie della Juve Stabia nelle mani di Alfredo Guerri, il momento più emozionante della giornata si è consumato all’esterno del Tribunale di Napoli. Qui, ad attendere il nuovo proprietario delle Vespe, c’erano decine di tifosi stabiesi che per ore avevano seguito con il fiato sospeso l’evolversi di una vicenda destinata a entrare nella storia recente del club gialloblù.
Conclusi gli adempimenti burocratici e disposto il bonifico bancario necessario a perfezionare l’operazione, Guerri si è presentato davanti ai sostenitori che fin dal primo momento avevano riposto fiducia nella sua figura. Un’accoglienza calorosa, quasi da leader già consacrato dalla piazza, che ha trasformato il piazzale del tribunale in una vera e propria festa gialloblù.
L’imprenditore partenopeo è apparso visibilmente emozionato. Tra sorrisi, strette di mano e fotografie, ha ricevuto dai tifosi una sciarpa della Juve Stabia, simbolo di un legame che si è consolidato nel corso degli ultimi mesi e che ora si rafforza ulteriormente con il passaggio di proprietà. Non sono mancati gli abbracci e soprattutto i cori che hanno accompagnato il suo arrivo all’esterno dell’edificio.
Tra tutti, uno in particolare ha riecheggiato con forza: “Un presidente, c’è solo un presidente”, intonato a gran voce dai tifosi presenti e accolto con evidente soddisfazione dal neo patron stabiese.
Il momento più festoso è arrivato quando Guerri ha impugnato una bottiglia di spumante e ha iniziato a spruzzarla sui sostenitori che lo circondavano. Un gesto spontaneo, quasi liberatorio, che ha sancito simbolicamente la fine di settimane di tensione e preoccupazioni per il futuro della Juve Stabia. Per qualche minuto l’ansia accumulata da un’intera città ha lasciato spazio alla gioia e all’entusiasmo per una società che adesso può guardare avanti con maggiore serenità.
Prima di lasciare il tribunale, Alfredo Guerri ha voluto rivolgere alcune parole ai giornalisti e ai tifosi presenti, spiegando le motivazioni che lo hanno spinto a compiere un investimento così importante.
“Abbiamo dato una mano perché volevamo aiutare la Juve Stabia. L’altro imprenditore è venuto meno. Noi siamo stati da un anno all’interno del club in qualità di sponsor, l’abbiamo vissuta durante tutta questa stagione e per me è stata un’esperienza bellissima. Per questo oggi ci sentiamo sereni”.
Parole che testimoniano come il suo interesse per il club non sia nato nelle ultime settimane, ma sia il naturale proseguimento di un percorso iniziato già durante l’ultima stagione, quando la sua azienda aveva deciso di affiancare la società come sponsor principale.
Il nuovo presidente ha poi guardato al futuro, lasciando intendere che l’estate potrebbe portare cambiamenti significativi all’interno della struttura societaria e organizzativa.
“Il prossimo anno sportivo potrebbe esserci una rivoluzione. Lo diciamo chiaramente perché certi meccanismi devono cambiare. Sicuramente guardiamo alla Serie B con serenità e programmeremo la prossima stagione per creare le basi di un campionato all’altezza della storia di questo club”.
Una dichiarazione che apre scenari interessanti per il futuro delle Vespe. L’obiettivo sembra essere quello di costruire una società ancora più solida e organizzata, capace di affrontare il campionato cadetto con ambizione e programmazione.
Infine, Guerri ha dedicato un pensiero proprio ai tifosi che lo hanno accolto come un liberatore, dimostrando fin da subito una grande vicinanza nei suoi confronti.
“Li conosco bene. So che sono tifosi passionali e focosi”.
Una frase semplice ma significativa, che testimonia la consapevolezza del nuovo presidente di entrare in una piazza esigente ma straordinariamente calorosa, capace di sostenere la squadra nei momenti difficili e di far sentire tutto il proprio affetto quando ci sono motivi per festeggiare.
La giornata di Napoli resterà probabilmente impressa nella memoria dei tifosi stabiesi come il giorno della rinascita. Dopo mesi di incertezze, la Juve Stabia ha ritrovato stabilità, una nuova proprietà e soprattutto una prospettiva per il futuro. E l’abbraccio tra Alfredo Guerri e il popolo gialloblù potrebbe essere stato soltanto il primo capitolo di una storia tutta da scrivere.




