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Juve Stabia, non solo calcio giocato: gli Amministratori Giudiziari prendono la parola per chiarire il futuro

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La gioia del campo e le incognite della scrivania. È un momento dai contorni agrodolci per la Juve Stabia, che sabato ha regalato ai propri tifosi una vittoria pesantissima nello scontro diretto contro il Cesena. Un successo che vale doppio: da una parte mantiene vivo e pulsante il sogno di agganciare il treno dei play-off, dall’altra consegna a mister Abate e ai suoi ragazzi un traguardo fondamentale. La salvezza, che fino a poche ore fa era considerata solo “figurativa” o a un passo, è diventata finalmente matematica.

Con quattro giornate di anticipo rispetto alla fine del campionato, la squadra ha dimostrato attaccamento alla maglia e spirito di sacrificio, lottando su ogni pallone in mezzo al campo per garantirsi la seconda salvezza consecutiva. Ora le Vespe sono attese da quattro battaglie sportive per provare a trasformare una stagione positiva in un’annata indimenticabile.

L’incognita societaria e lo scoglio del 16 aprile

Ma se sul terreno di gioco i verdetti sorridono ai colori gialloblù, fuori dal campo c’è una situazione complessa che richiede un’immediata e definitiva chiarezza. L’attuale proprietà della Juve Stabia, detenuta dalla Solmate, si trova di fronte a un bivio cruciale: riuscirà a garantire il rispetto delle rigide regole finanziarie imposte dalla Lega?

Il calendario segna una data in rosso: il 16 aprile. Entro questo termine, la Solmate dovrà necessariamente onorare gli impegni finanziari presi. In caso contrario, la scure della giustizia sportiva si abbatterebbe inesorabile sulla società, portando in dote una penalizzazione di 2 punti in classifica per la prossima stagione che potrebbe quindi iniziare con il piede sbagliato.

Ad alimentare il dibattito nelle ultime ore è stato anche il ritorno in orbita stabiese di Filippo Polcino, una presenza che lascia intendere come qualcosa si stia muovendo o che ci sia un rinnovato interesse attorno alle sorti del club.

La mossa degli Amministratori Giudiziari

Proprio per spazzare via le nubi dell’incertezza, arginare le voci di corridoio, le fake news e tutelare l’ambiente in vista dello sprint finale di campionato, questa mattina gli Amministratori Giudiziari della Juve Stabia hanno deciso di prendere in mano la situazione. L’obiettivo è parlare chiaramente alla piazza stabiese, mettendo un punto fermo sulla reale situazione gestionale, economica e finanziaria del club.

Per farlo, è stata diramata una nota ufficiale per convocare la stampa e i partner:

“Gli Amministratori Giudiziari, Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, convocano d’urgenza una conferenza stampa per le ore 10,30 di domani, martedì 14 aprile 2026, presso la sala stampa dello stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, con richiesta di massima partecipazione della stampa nazionale per parlare del presente e del futuro della società dopo il grande risultato ottenuto in campo della seconda salvezza consecutiva, ottenuta matematicamente dopo la vittoria sul Cesena, con quattro giornate di anticipo e con il sogno play off che continua. Si richiede la massima partecipazione di tutti i giornalisti; alla conferenza sono invitati anche i nostri partner commerciali a cui va già da ora il ringraziamento per il sostegno.”

L’appuntamento di domani mattina al “Romeo Menti” si preannuncia quindi come uno snodo vitale per la storia recente della Juve Stabia. La città e la tifoseria attendono risposte chiare per capire se, al termine di questa esaltante rincorsa sportiva, ci sarà una base solida su cui costruire il futuro delle Vespe.

Teatro Karol presentato Il Museo Archeologico di Stabia – Il Catalogo i Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel

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Presso il Teatro Karol a Castellammare di Stabia si è svolta, lo scorso venerdì 10 aprile 2026, la presentazione del volume “Il Museo Archeologico di Stabia – Il Catalogo”, curato dalla Direttrice del Museo, Maria Rispoli, in collaborazione con Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei.

Il catalogo, un lavoro corale, raccoglie nuovi studi e ipotesi interpretative che posizionano Stabiae come centro fondamentale per comprendere la vita dell’aristocrazia romana, distinguendola dalle realtà commerciali di Pompei ed Ercolano.

Hanno conversato con la Dott.ssa Rispoli il giornalista Pierluigi Fiorenza e la prof.ssa Eliana Bianco e l’incontro, nell’ambito della rassegna “Platealmente – Dal libro alla scena”, è stato un momento di grande rilievo per la comunità stabiese, attirando l’attenzione delle associazioni culturali e degli istituti scolastici del territorio.

Tra i presenti, il Consigliere comunale Valeria Longobardi e l’editore della Eidos Publishing and Design, casa editrice specializzata nel settore storico-archeologico, Nicola Longobardi.

In platea anche Le Dirigenti Scolastiche Angela Cambri D. S. dell’I. C. “Francesco Di Capua” di Castellammare di Stabia, Adriana Miro D. S. dell’I. I. S.Antonio Pacinotti” di Scafati, Fortunella Santaniello D. S. del L. Cl. “Plinio Seniore” di Castellammare di Stabia, Fabiola Toricco D. S. dell’IPSSEOA “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia.

La presenza di docenti e dirigenti scolastici sottolinea come il Museo “Libero D’Orsi” sia ormai percepito come un’estensione dell’aula scolastica, un laboratorio vivo per lo studio della storia locale. Gli alunni, coinvolti non solo come spettatori ma come destinatari diretti della divulgazione scientifica, rappresentano il legame tra la ricerca archeologica e il futuro del territorio.

Tra le associazioni presenti, che con la loro partecipazione contribuiscono a trasformare l’archeologia in un bene comune: Archeoclub d’Italia APS – Sede di Stabia, una delle realtà più attive, che collabora costantemente per l’organizzazione di visite guidate e attività di sensibilizzazione sulla storia locale e l’Associazione Antica Necropoli di Stabia, impegnata nella tutela e nella divulgazione dei siti archeologici periferici del territorio.

Fin dall’età arcaica per la sua posizione all’interno del territorio della Campania meridionale, collegata al territorio dell’Agro Nocerino, Stabiae era un centro ben strutturato a livello politico ed economico in stretta connessione con Pompei sia a livello viario sia verso il mare – ha affermato la Dott.ssa Rispoli:

“I reperti ci dicono della presenza di una comunità nutrita di aristocratici che erano i soli a poter organizzare banchetti, e la presenza tanti santuari come quelli che si trovavano a Privati di cui abbiamo tanti reperti nel Museo, e a Pozzano.”

Uno dei meriti principali del testo è quello della contestualizzazione architettonica, perché ricolloca idealmente gli affreschi nei loro ambienti originari (come la Villa San Marco o la Villa Arianna). Grazie a quest’analisi tecnica, sono emersi dettagli stilistici inediti, che rivelano la presenza di botteghe di altissimo livello, capaci di competere con quelle di Roma.

In questo studio le pareti decorate delle ville non sono viste più solo come manifestazioni del prestigio sociale dei proprietari, ma come messaggi politici e culturali di un’élite che sceglieva Stabia per il riposo intellettuale.

La Dott.ssa Rispoli ha anche valorizzato il lavoro pionieristico del Preside Libero D’Orsi, “l’archeologo romantico”, a cui è dedicato il catalogo, trasformando i suoi appunti di scavo in una base scientifica moderna per il nuovo allestimento del Museo di Stabia.

“In quest’uomo vedo non solo un grande esempio per tutti noi – ha affermato la Direttrice – ma un uomo di grande passione, di grande concretezza, che ha dovuto affrontare non pochi problemi perché tutto questo accadesse. Soprattutto la sua concretezza la vedo nella volontà di affidare il futuro della sua città alla cultura, vista come l’asset principale dello sviluppo di questo territorio.”

Questo approccio trasforma il museo da semplice “deposito di reperti” a un percorso attivo, dove l’affresco diventa una finestra aperta sulla vita quotidiana e sulle aspirazioni di duemila anni fa.

Il Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” detiene un primato straordinario: è il secondo museo al mondo, subito dopo il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), per la quantità e la qualità di pitture parietali di epoca romana (I secolo d.C.).

Questa incredibile concentrazione di affreschi è dovuta alla natura stessa dell’antica Stabiae, dove c’erano Le Ville d’Otium. A differenza di Pompei (città commerciale) o Ercolano, Stabiae era una zona residenziale d’élite. Le enormi ville (come Villa Arianna e Villa San Marco) erano decorate con cicli pittorici di una raffinatezza superiore, destinati a impressionare gli ospiti più illustri dell’impero.

Il catalogo curato da Maria Rispoli e Gabriel Zuchtriegel rende finalmente giustizia a questo primato, offrendo una documentazione scientifica che mancava da decenni.

Gli studi della direttrice Maria Rispoli gettano inoltre una luce nuova sugli affreschi dei paesaggi, che sono tra i più preziosi del museo perché sono vere e proprie “fotografie” dell’antichità.

Molti affreschi dei paesaggi nell’ager stabianus esposti al Museo D’Orsi (provenienti soprattutto da Villa Arianna) mostrano vedute di ville con porticati affacciati direttamente sul mare.

Si vedono moli, padiglioni panoramici e giardini pensili. Questi dipinti confermano che la costa di Stabia era una sfilata ininterrotta di lussuose residenze che sfruttavano il ciglio della collina di Varano per dominare il Golfo.

Le pitture evidenziano una natura dominata da pini marittimi e cipressi, suggerendo un paesaggio costiero molto simile a quello attuale, ma punteggiato da architetture monumentali oggi in gran parte perdute. Alcuni dettagli mostrano piccole imbarcazioni, pescatori e pontili.

Questi affreschi hanno permesso alla Rispoli di documentare l’intensa attività marittima di Stabia, che non era solo un luogo di ozio ma anche un nodo logistico importante, con approdi privati per le grandi famiglie romane.

Altri affreschi ritraggono paesaggi “Sacro-Idilliaci”. Si tratta di vedute campestri che mostrano piccoli santuari isolati, alberi sacri decorati con bende (le vittae) e pastori con le loro greggi.

Questi dipinti raccontano la vita nelle campagne dell’ager stabianus, un territorio fertile e rigoglioso dedicato non solo all’agricoltura ma anche a culti rurali molto sentiti.

Questi paesaggi sono fondamentali perché, a differenza dei temi mitologici, ci restituiscono l’aspetto reale del territorio prima che l’eruzione del 79 d.C. ne modificasse per sempre la morfologia.

Gli studi di Maria Rispoli mettono in luce un dettaglio affascinante riguardante il culto di Mercurio e la viabilità antica dell’ager stabianus.

La strada che collegava Stabia a Nuceria Alfaterna (l’attuale Nocera) era un’arteria vitale che attraversava la valle del Sarno. Lungo questa via, il culto di Mercurio non era solo religioso, ma strettamente funzionale:

Mercurio era il dio dei commerci, dei messaggeri e dei viandanti. La sua presenza lungo la strada serviva a invocare protezione per chi trasportava merci dalle ville dell’ager verso l’interno o verso il porto. Edicole o piccoli altari dedicati a Mercurio fungevano da punti di riferimento geografico e spirituale lungo il percorso.

Nel catalogo e nel percorso espositivo, si evidenzia come alcuni reperti (piccole sculture, bronzetti o riferimenti in affreschi di ambito rurale) documentino questa devozione “popolare” e “mercantile” che si differenziava dai grandi cicli mitologici delle ville d’otium:

La direttrice ha sottolineato come la diffusione del culto di Mercurio nell’area stabiese confermi la doppia anima del territorio: non solo luogo di svago imperiale, ma anche centro di produzione agricola e di scambi commerciali intensi.

L’analisi degli affreschi con paesaggi sacro-idilliaci (di cui parlavamo prima) mostra spesso piccoli santuari isolati (sacella) posti proprio ai bivi o lungo le strade. Molti di questi erano dedicati a divinità protettrici delle vie, come Mercurio o i Lari Compitali.

La direttrice, integrando i dati archeologici con la topografia storica, ha ricostruito la rete viaria dell’ager stabianus individuando la direttrice principale che collegava la costa all’interno.

La strada partiva dal nucleo abitato di Stabia (situato sulla collina di Varano, dove oggi si trovano le ville San Marco e Arianna). Da qui, scendeva verso la piana sottostante per immettersi nella valle del Sarno.

Il percorso seguiva una linea pedemontana, mantenendosi leggermente elevato rispetto alle aree più paludose della foce del Sarno. La strada, in direzione Sud-Est, puntava verso le attuali zone di Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità e passava attraverso i fondi agricoli dove sorgevano le cosiddette “Ville Rustiche” (dedicate alla produzione di vino e olio), come la Villa del Petraro o la Villa di Carmiano.

Lungo questo tracciato, la Dott. Rispoli ha evidenziato punti strategici dove il culto di Mercurio era più sentito. Le edicole di Mercurio (e dei Lari) erano poste solitamente ai compita (incroci stradali). Un punto critico era l’intersezione tra la via per Nuceria e le strade minori che portavano ai singoli poderi.

Nel nuovo allestimento del Museo, la Dott.ssa Rispoli ha dato grande rilievo al legame tra Stabia e la corte imperiale. Viene evidenziato come la qualità artistica degli affreschi e dei marmi ritrovati a Stabia sia di “livello palatino”, ovvero paragonabile a quella dei palazzi imperiali di Roma. Questo conferma che chi viveva a Stabia faceva parte della cerchia ristretta di Nerone.

Chi erano i proprietari di queste meravigliose Ville d’Otium stabiane?

Sicuramente di altissimo rango. – sottolinea Maria Rispoli – Oggi grazie a nuovi studi per alcune di esse, per esempio Villa San Marco e Villa del Fauno si pensa che siano appartenute alla famiglia imperiale, a partire da un certo periodo.

Per Villa San Marco, Villa d’Otium per eccellenza con i suoi 11.000 metri quadrati, una delle residenze più grandiose dell’epoca, abbiamo come prova una tegola con un bollo che ci riporta il nome di Narcissus Augusti, cioè Narciso liberto dell’Imperatore, ma il liberto Narciso occupava una posizione di grandissimo prestigio, perché gestiva le domus dell’Imperatore.

Sicuramente la proprietà sarà appartenuta alla famiglia imperiale, così come Villa del Fauno da dove proviene un dipinto esposto nel Museo di Stabia, oggi interpretato come il ritratto di Ottavia, moglie di Nerone e figlia di Claudio.”

Anche una nuova lettura degli affreschi mitologici presenti nella Villa di Arianna consente significative considerazioni:

“Due sono gli effetti importanti di questa lettura – ha affermato Maria Rispoli – il primo è la testimonianza di una pratica che comincia da Nerone, che aveva ambizioni teatrali e estrapolava dei passi da queste tragedie e le recitava come se fossero assoli; l’altro aspetto molto importante è l’adesione e la visione totale del proprietario alla poetica di Seneca, in particolare a tutte le tragedie di Seneca che sono qui rappresentate.”

“Qual è questo committente di così grande spessore culturale, ma anche artistico? Sicuramente un proprietario di grande livello socioculturale. Sono state rinvenute delle iscrizioni che si riferiscono a Poppea, e possiamo immaginare che esse siano state realizzate quando, alla morte di Poppea, la villa sia passata alla proprietà di Nerone.”

Il catalogo dedica anche ampio spazio agli oggetti di lusso che completavano lo stile di vita nelle Ville d’Otium. Questi reperti, esposti al Museo “Libero D’Orsi”, sono fondamentali perché ci mostrano la dimensione privata e preziosa della vita a Stabiae.

Questi oggetti non vanno visti solo come “tesori”, ma come indicatori socioeconomici. La loro presenza costante nelle ville di Stabiae conferma che il territorio non era solo una periferia di lusso, ma una vera e propria estensione della corte imperiale di Roma.

Il volume, che comprende circa 20 saggi critici e oltre 500 schede illustrate che descrivono i singoli reperti del percorso espositivo inaugurato nel 2024, documenta lo straordinario patrimonio del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” ed è un testo cruciale per la valorizzazione dell’antica Stabiae per diversi motivi scientifici e storici.

“Il Museo Archeologico di Stabia – Il Catalogo”, edito da Eidos Publishing and Design,  con 352 pagine completamente illustrate a colori, non è solo un libro fotografico, ma uno strumento fondamentale per la valorizzazione del Museo “Libero D’Orsi” per diversi motivi.

Prima di tutto perché fissa su carta il nuovo percorso scientifico del museo, rinnovato nel 2024. Senza un catalogo, infatti, l’allestimento sembrerebbe un’esperienza effimera, con esso, invece, diventa un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale.

Le schede dei reperti e i saggi critici permettono di andare oltre la semplice osservazione, contestualizzando gli affreschi e gli oggetti nelle Ville d’Otium di Stabiae, spiegano perché quei pezzi sono unici al mondo.

Un lavoro determinante perché gli studi, confluiti nel catalogo, hanno permesso di evidenziare aspetti meno noti al grande pubblico, fornendo una nuova chiave di lettura sull’affascinante storia dell’Antica Stabiae.

L’AZZURRO PENSIERO. Frenata Napoli al Tardini. McTominay risponde a Strefezza, è solo 1-1

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Il Napoli rallenta la sua corsa e non va oltre il pareggio nella difficile trasferta di Parma. Al termine di novanta minuti intensi, i ragazzi di Antonio Conte strappano un punto che muove la classifica, ma che lascia un pizzico di amaro in bocca per le occasioni create nella ripresa.

Il Match: Strefezza fulmineo, McTominay ristabilisce l’equilibrio

L’avvio di gara è uno shock per i partenopei. Dopo pochissimi minuti, il Parma passa in vantaggio grazie a un’azione corale finalizzata da Strefezza: l’italo-brasiliano riceve palla in velocità e fulmina il portiere con un preciso destro a giro che si insacca sul secondo palo.

Il Napoli accusa il colpo ma, col passare dei minuti, inizia a macinare gioco. Il pareggio arriva però solo all’ora di gioco: splendida combinazione tra i nuovi acquisti, con Hojlund che imbuca magistralmente per McTominay. Lo scozzese, con un inserimento perfetto, batte il portiere ducale con un diagonale chirurgico. Nel finale il forcing azzurro è costante, ma la difesa emiliana regge l’urto fino al triplice fischio.


Le voci dal campo

Antonio Conte: “Rammarico, ma l’impegno c’è stato”

Il tecnico azzurro non nasconde la delusione per la mancata vittoria, pur elogiando l’atteggiamento della squadra:

“C’è rammarico perché avremmo voluto continuare la striscia vincente, ma eravamo consapevoli della difficoltà del match. Purtroppo abbiamo concesso un gol in avvio che ha condizionato l’andamento della partita. Poi abbiamo dato tutto per rimontare e cercare il sorpasso. Non è andata come volevamo ma devo ringraziare i ragazzi per il grande impegno.”

Sull’obiettivo stagionale, Conte resta pragmatico:

“Non perdiamo di vista l’obiettivo principale che è quello di consolidare il posto in Champions e poi continueremo a guardare in alto cercando sempre di dare il massimo.”

Sam Beukema: “Meritavamo la rimonta”

Anche il difensore olandese sottolinea la reazione del gruppo, proiettandosi verso il finale di stagione:

“È stato un peccato aver subìto gol immediatamente, però la squadra ha reagito bene e alla fine avremmo meritato la rimonta. Il nostro obiettivo è l’ingresso in Champions League, ma non ci fermiamo e vogliamo dare il massimo nelle prossime 6 gare.”

Beukema ha poi tracciato un bilancio personale della sua esperienza all’ombra del Vesuvio:

“La mia stagione è stata positiva anche sotto il profilo umano. Ho conosciuto un gruppo fantastico e spero di poter crescere con questa squadra per raggiungere grandi traguardi.”

Juve Stabia – Cesena: L’ombra silenziosa e le geometrie di Emanuele Torrasi

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Se la vittoria contro il Cesena porta le firme indelebili di chi ha materialmente gonfiato la rete, c’è un protagonista silenzioso la cui ombra si è allungata su tutto il secondo tempo, diventando la chiave di volta per il successo finale della Juve Stabia. L’ingresso in campo di Emanuele Torrasi al rientro dagli spogliatoi è stato, per distacco, la mossa tattica vincente di Mister Abate.

Ossigeno, Ordine e Personalità

Entrare a inizio ripresa in una partita ruvida e bloccata sullo 0-0 non è mai un compito semplice, ma Torrasi lo ha fatto con la naturalezza dei grandi. Il suo impatto è stato ossigeno puro per un centrocampo che, durante i primi quarantacinque minuti, aveva faticato non poco a contenere l’esuberanza della formazione romagnola.

Con il pallone tra i piedi, l’ex Pordenone ha dimostrato una personalità debordante, prendendo immediatamente in mano le redini del gioco. Il suo contributo ha cambiato l’inerzia della gara attraverso due direttrici: Laddove c’era fretta e imprecisione, ha portato ordine e raziocinio; laddove c’era confusione, ha disegnato trame di gioco pulite e funzionali.

Non si è trattato di un apporto basato solo sui muscoli o sulla corsa, ma di una dimostrazione di pura intelligenza calcistica.

Ogni suo passaggio aveva un senso logico, ogni sua posizione in campo serviva a chiudere una linea di passaggio o a offrire una sponda sicura ai compagni.

Una Calma Olimpica nel Momento Critico

Il momento più delicato del match si è materializzato quando il Cesena, incassato lo svantaggio, ha prodotto il massimo sforzo offensivo per rialzare la testa. È esattamente in questo frangente che è emersa la dote migliore del centrocampista classe ’99: una calma olimpica.

Mentre il ritmo della gara si alzava vertiginosamente e i contrasti in mezzo al campo diventavano sempre più duri, Emanuele ha saputo gestire il possesso palla con una tranquillità invidiabile. Nascondendo la sfera agli avversari e dettando chirurgicamente i tempi della manovra, ha cambiato il volto della squadra.

La sua eccellente capacità di “leggere” i momenti della gara ha portato benefici tangibili. Ha evitato che la Juve Stabia si schiacciasse troppo nella propria trequarti, ha permesso di gestire il vantaggio senza mai andare in reale affanno e ha trasformato la transizione offensiva, rendendola estremamente più fluida e imprevedibile.

La Mente della Vittoria

In sintesi, la staffetta decisa da Abate ha regalato alla squadra quel metronomo vitale per trasformare una potenziale partita di sofferenza in una splendida prova di maturità.

Se Varnier e Carissoni sono stati “il braccio armato” che ha abbattuto la resistenza del Cesena, Torrasi è stato senza dubbio la mente che ha permesso alla Juve Stabia di restare lucida fino al liberatorio triplice fischio. Una prestazione da leader silenzioso, per un giocatore che si candida di diritto a essere sempre di più l’anima tecnica di questa squadra.

Migliori software house per applicazioni business in Europa: 6 aziende esperte nello sviluppo di piattaforme

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L’efficienza operativa delle imprese europee nel 2026 non passa più attraverso l’adozione di software generici, ma si fonda sulla capacità di possedere piattaforme digitali proprietarie. Il mercato ha ormai recepito una lezione fondamentale: adattare i propri processi aziendali a uno strumento standardizzato significa accettare un limite alla propria crescita. Al contrario, lo sviluppo di applicazioni business dedicate permette di modellare la tecnologia attorno alla visione strategica dell’impresa, garantendo un controllo totale sui dati, sulla sicurezza e sull’evoluzione futura del sistema.

Individuare il partner tecnologico corretto in un continente ricco di eccellenze ingegneristiche richiede una valutazione che superi la semplice competenza tecnica, abbracciando la capacità di consulenza e la solidità delle architetture proposte. Di seguito, analizziamo le 6 software house che oggi guidano il settore in Europa per esperienza e capacità di innovazione nello sviluppo di piattaforme business.

Netlight
Fondata in Svezia e con una presenza capillare nei principali hub tecnologici del Nord Europa, questa realtà ha costruito il suo successo su un modello di consulenza altamente collaborativo. Più che una semplice fabbrica di codice, si definisce una rete di competenze dove l’ingegneria del software incontra la strategia di business. Sono particolarmente noti per la capacità di gestire la complessità delle piattaforme dedicate in settori ad alto traffico, come il fintech e l’e-commerce, garantendo una scalabilità che segue l’espansione internazionale dei propri clienti. Il loro approccio pone l’accento sulla qualità architettonica, assicurando che ogni applicazione business sia pronta a integrare nuove funzionalità senza dover essere riprogettata da zero.

Algòmera
La trasformazione dei processi aziendali complessi in ecosistemi digitali fluidi è il terreno su cui ha costruito la propria reputazione Algòmera. Questa software house – i cui ambiti di operatività si possono esplorare su algomera.it – è imposta nel panorama europeo per la capacità di agire come un vero e proprio architetto dell’innovazione, specializzandosi nella creazione di software business totalmente su misura. Il valore aggiunto della struttura risiede in una fase di analisi estremamente profonda, che mira a eliminare le ridondanze operative prima ancora di avviare lo sviluppo. Invece di fornire soluzioni predefinite, il team realizza piattaforme dedicate che automatizzano i flussi di lavoro, garantendo alle imprese la piena proprietà del codice sorgente e una totale indipendenza dai modelli a licenza. Grazie all’uso di stack tecnologici moderni e a una visione orientata al ritorno sull’investimento, la società trasforma la tecnologia in un asset patrimoniale, rendendo ogni applicazione uno strumento concreto di competitività e scalabilità.

Zuhlke
Dalla Svizzera arriva una realtà che rappresenta l’eccellenza dell’ingegneria applicata all’innovazione di business. Con una storia che affonda le radici nella consulenza di alto profilo, questo gruppo eccelle nello sviluppo di piattaforme che richiedono un’integrazione profonda tra hardware e software, o dove la precisione del dato è un requisito vitale, come nel settore medico o industriale. La loro metodologia integra pesantemente la scienza dei dati e l’intelligenza artificiale, permettendo alle aziende di non limitarsi a gestire i processi, ma di prevedere i trend attraverso strumenti di analisi predittiva integrati nelle applicazioni custom. Rappresentano la scelta ideale per le organizzazioni che cercano un partner con una solidità istituzionale e una vocazione per l’R&D.

Theodo
Nata in Francia e rapidamente espansasi nel Regno Unito, questa azienda è diventata il punto di riferimento per lo sviluppo rapido di piattaforme business attraverso metodologie Lean e Agile. Il loro tratto distintivo è la velocità di esecuzione unita a una qualità rigorosa: riescono a portare prodotti complessi sul mercato in tempi estremamente ridotti, senza sacrificare la robustezza del backend. Sono specialisti nell’aiutare le grandi aziende a superare la lentezza burocratica interna, operando come un acceleratore tecnologico capace di costruire applicazioni business che rispondono immediatamente alle esigenze operative dei dipartimenti, migliorando sensibilmente la produttività quotidiana.

Codurance
Questa realtà, con basi solide a Londra e Barcellona, è nota a livello internazionale per la promozione del concetto di “Software Craftsmanship”. Il loro focus non è solo fornire un prodotto funzionante, ma garantire l’eccellenza tecnica del codice affinché sia facilmente manutenibile nel tempo. Per le aziende che necessitano di piattaforme dedicate destinate a durare decenni, il loro approccio è fondamentale per evitare l’accumulo di debito tecnico. Offrono una consulenza di alto livello che trasforma il modo in cui il software viene concepito all’interno dell’azienda, ponendo la qualità e il testing continuo al centro della strategia di sviluppo business.

N-iX
Con una forte base operativa nell’Europa dell’Est e uffici di rappresentanza in tutto il continente, questo player è diventato uno dei principali partner per l’outsourcing strategico di progetti enterprise. La loro forza risiede nella capacità di mobilitare team di sviluppo molto vasti per la creazione di piattaforme dedicate che richiedono competenze verticali specifiche, dall’analisi dei big data alla sicurezza informatica avanzata. Sono specialisti nell’ammodernamento di sistemi legacy, aiutando le aziende storiche a migrare i propri processi su applicazioni business moderne, cloud-native e capaci di dialogare con i nuovi standard del mercato digitale globale.

Domande Frequenti (FAQ)

Cosa si intende per “piattaforma dedicata” rispetto a un software standard?
Una piattaforma dedicata è un sistema progettato e costruito esclusivamente sulle specifiche esigenze di un’azienda. A differenza dei software standard (SaaS), che offrono funzionalità uguali per tutti gli utenti e richiedono il pagamento di licenze ricorrenti, una piattaforma dedicata è di proprietà dell’azienda, non ha costi per utente e automatizza esattamente i flussi di lavoro interni, eliminando ogni funzione superflua.

Qual è il vantaggio economico di sviluppare un software business su misura?
Sebbene l’investimento iniziale sia superiore rispetto all’acquisto di un software pronto all’uso, il risparmio nel medio-lungo termine è significativo. Si eliminano i costi delle licenze mensili, si riducono i tempi di lavoro grazie all’automazione dei processi specifici e si acquisisce un asset aziendale di proprietà. Inoltre, la capacità di scalare il software senza vincoli permette di sostenere la crescita dell’impresa senza dover cambiare strumento ogni pochi anni.

Quanto è sicura una piattaforma business sviluppata da una software house?
Lo sviluppo su misura permette di implementare protocolli di sicurezza superiori rispetto ai software commerciali, che essendo standardizzati sono bersagli più frequenti per attacchi di massa. Una software house esperta progetta l’architettura seguendo i criteri di “Security by Design”, garantendo che la protezione dei dati sensibili e la conformità alle normative (come il GDPR) siano integrate nativamente nel codice della piattaforma.

La Juve Stabia stende il Cesena con la legge dei difensori: Undicesimo cleansheet in 34 gare di campionato

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Nel calcio moderno si dice spesso che gli attacchi vendono i biglietti, ma sono le difese a vincere i campionati. Se questa massima avesse bisogno di una prova pratica, la sfida tra Juve Stabia e Cesena ne sarebbe l’esempio perfetto. In un match dove gli attaccanti di ruolo hanno faticato a trovare lo specchio della porta, sono stati i “guardiani” di casa a salire in cattedra, blindando la propria area e decidendo la contesa in quella avversaria.

Il fortino gialloblù: la partita si vince nei sedici metri

Prima ancora dei gol, la vittoria della Juve Stabia è stata sapientemente costruita nei propri sedici metri. Il primo tempo è stato un vero e proprio manifesto della resilienza difensiva. Quando il Cesena ha provato ad alzare i giri del motore, ha trovato sulla sua strada un Confente in stato di grazia: il suo riflesso su Piacentini al 34′ ha avuto un peso specifico pari a quello di un gol segnato.

Poco dopo, è stato il turno di Giorgini di ergersi a protagonista assoluto, con una chiusura provvidenziale in mischia che ha annullato il pericolo di uno sfondamento romagnolo. È stata questa incrollabile solidità a permettere alla squadra campana di restare a galla nei momenti di massima sofferenza, logorando piano piano le certezze di un Cesena che, nonostante il buon giropalla e le iniziative di Ciervo, ha finito per sbattere inesorabilmente contro un muro invalicabile.

Da difensori a bomber: l’attacco a sorpresa

La vera anomalia tattica – e la bellezza – del match risiede però nella produzione offensiva del pacchetto arretrato. La Juve Stabia ha dimostrato che la difesa non è più solo un reparto di puro contenimento, ma può trasformarsi in una risorsa d’attacco letale.

  • 52′ – La zampata di Varnier: Dopo aver già suonato un campanello d’allarme dalle parti di Klismann nel primo tempo con un colpo di testa, il centrale non ha perdonato nella ripresa. In una mischia furibonda nata da una provvidenziale torre di Gabrielloni, Varnier ha mostrato un fiuto del gol da centravanti di razza, risolvendo la situazione con il guizzo che è valso l’1-0.

  • 63′ – La magia di Carissoni: Se la rete del vantaggio è stata frutto di furbizia e posizionamento, il raddoppio firmato da Carissoni è pura accademia calcistica. Il difensore si è inventato una giocata d’alta scuola all’interno dell’area di rigore, una vera e propria magia che ha lasciato di sasso la retroguardia di Ashley Cole, chiudendo virtualmente i giochi.

Lezione di cinismo al Cesena

Il contrasto con il reparto offensivo del Cesena è stato a dir poco netto. Le occasioni non sono mancate agli ospiti, ma la precisione sì: Shpendi ha sprecato una nitida palla gol, calciando debolmente verso Confente da un’ottima posizione e Corazza si è dovuto accontentare dell’illusione ottica dell’esterno della rete in un’altra sortita offensiva.

Mentre gli attaccanti bianconeri faticavano, i difensori della Juve Stabia impartivano una lezione magistrale di cinismo. Nemmeno i cambi tardivi dalla panchina e l’assedio finale guidato da Olivieri sono riusciti a scalfire la sicurezza della retroguardia di casa.

Il verdetto del campo

La Juve Stabia festeggia così una vittoria pesantissima, ottenuta con il sudore di chi sa stringere i denti nei momenti difficili e la classe di chi, pur partendo dalle retrovie, sa come fare male quando conta. Il verdetto del campo è cristallino: se hai una difesa che non subisce e che, al contempo, risolve i problemi in attacco, nessun traguardo ti è precluso.

Juve Stabia – Cesena (2-0): Il podio e il contropodio

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Vittoria dal profumo play-off per la Juve Stabia, che supera il Cesena nello scontro diretto del Menti. Secondo tempo impeccabile per le Vespe, che con un doppio gancio abbattono i bianconeri.

PODIO

Medaglia d’oro: a Marco Varnier, che autografa la vittoria con una prestazione maiuscola. Rientro da titolare per il centrale della Juve Stabia, che ingaggia una lotta a tratti greco-romana con Cerri da cui esce sempre vittorioso. Sfiorato il gol di testa nel primo tempo, nella ripresa Varnier incantasta la sfera proprio sotto la traversa di Klinsmann con un destro potente e preciso. Stessa porta nella quale lo scorso anno aveva punito il Pisa guidato da Inzaghi. Nel finale non si fa condizionare dal turbante reso necessario per un taglio al sopracciglio, tanto da farlo volare via per il coraggio dei suoi interventi.

Medaglia d’argento: a Lorenzo Carissoni, in missione segreta da goleador. E se il bomber tanto atteso, in realtà, la Juve Stabia lo avesse sempre avuto ma in una posizione inusuale? Sesta rete in campionato per il terzino/mezz’ala/esterno di centrocampo…insomma per il tuttofare gialloblu, che chiude il match dopo uno slalom dei suoi. Spada ma anche scudo per Carissoni, pronto ad indietreggiare e difendere quando c’è da potenziare la fase difensiva. Rendimento, impegno, numeri ed attitudine che lo rendono uno dei migliori colpi griffati da Matteo Lovisa nelle tre stagioni alla guida del mercato stabiese.

Medaglia di bronzo: a Emanuele Torrasi, il cui ingresso in campo restituisce ordine alla squadra. A volte le soluzioni più semplici sono le migliori; bravo Abate a capirlo dopo i primi difficili 45 minuti, affidando la regia all’ex Perugia, posizionato nel suo ruolo naturale, e spostando Correia nella collocazione di mezz’ala. Il numero 28 fa partire l’angolo da cui le vespe sbloccano la gara e, dopo il vantaggio, amministra palla come un saggio amministratore fa con uno spinoso condominio. In attesa del recupero di Leone, si spera alle porte, il ruolo di regista può certamente essere coperto da Torrasi.

CONTROPODIO

Nel complesso, al primo tempo non facile per i gialloblu, nel quale le scelte coraggiose di Abate non hanno pagato. Va però rimarcata la lucidità di tecnico e squadra a registrare rapidamente i cambiamenti da attuare nella ripresa. Solo lievi imperfezioni nei 45 minuti di Bellich, condizionato fai problemi fisici che ne determinano poi l’uscita, e di Dos Santos, che prosegue nel suo ambientamento al calcio dei professionisti.

Juve Stabia, pomeriggio da grandi emozioni al Menti: I ragazzi di Abate battono il Cesena e sognano i playoff

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La Juve Stabia supera a pieni voti il durissimo ostacolo Cesena al termine di una vera e propria battaglia campale fatta di nervi d’acciaio, lampi di tecnica e un cuore gettato ben oltre l’ostacolo. Una vittoria pesantissima che, al triplice fischio, ha fatto esplodere una gioia incontenibile, fondendo in un unico, immenso abbraccio la squadra, la città di Castellammare e l’allenatore gialloblù Ignazio Abate.

Da obiettivo salvezza a mina vagante del campionato: le Vespe non vogliono più nascondersi. Al Menti è ufficialmente iniziato il momento di sognare.

Il Patto di Sangue sotto la Curva Sud

Il momento più iconico, l’istantanea perfetta di una serata magica, arriva nel post-partita. Mentre il boato assordante dei tifosi fa letteralmente tremare le fondamenta del vecchio e glorioso stadio, la Curva Sud invoca a gran voce un solo nome: Ignazio Abate.

L’ex terzino del Milan, sbarcato nella bolgia di Castellammare con l’umiltà dei grandi e la fame di chi vuole affermarsi anche in panchina, non si è certo sottratto al richiamo del suo popolo. Ha radunato i suoi ragazzi e li ha guidati fin sotto il cuore pulsante del tifo organizzato gialloblù, per condividere un successo che profuma già di impresa. Abate si è ormai consacrato come il vero condottiero di questa piazza: ha saputo prendere tra le mani un gruppo solido e lo ha trasformato in una macchina da guerra, capace di soffrire nei momenti bui e di colpire con spietata freddezza, incarnando alla perfezione il DNA operaio e pungente delle “Vespe”.

Dominio, Sofferenza e Maturità Tattica

La lettura della gara da parte del tecnico è stata a dir poco magistrale. La Juve Stabia è scesa in campo con il sangue agli occhi: aggressiva fin dai primissimi rintocchi del cronometro, ha saputo imbrigliare il Cesena con un’intensità asfissiante in ogni zona del campo.

Nonostante il caldo opprimente e l’assenza pesantissima in mezzo al campo di un equilibratore fondamentale come Leone, i gialloblù hanno sfoggiato una maturità tattica nettamente superiore agli avversari.

Dopo aver capitalizzato l’enorme mole di gioco portandosi sul meritato 2-0, è emersa l’altra faccia della Juve Stabia: quella cinica e battagliera.

Quando il fisiologico ritorno dei romagnoli ha iniziato a farsi pressante, la squadra si è compattata. Ha chiuso ogni linea di passaggio, sigillato gli spazi e difeso il risultato con le unghie e con i denti.

Il Trionfo del Collettivo

In una vittoria di tale caratura, il contributo dei singoli diventa l’ingranaggio perfetto di una macchina corale. Spicca su tutti l’imponente solidità difensiva di un Varnier in versione muro invalicabile, ma è altrettanto decisiva la grinta messa in campo dai giocatori subentrati dalla panchina. È il segnale inequivocabile di un gruppo sano, granitico e totalmente devoto alla causa e al credo tattico del proprio allenatore.

Oltre la Salvezza

Ora la Juve Stabia di Abate non vuole e non può più nascondersi. Lo spogliatoio è più unito che mai, la condizione fisica è in costante e perentoria crescita (frutto anche del meticoloso lavoro svolto durante l’ultima sosta del campionato) e il morale, inevitabilmente, ha toccato le stelle.

Se ai nastri di partenza l’obiettivo primario era quello di consolidarsi e mantenere la categoria senza patemi, oggi il campo e la classifica raccontano un’altra, meravigliosa realtà. Castellammare ha fame, le Vespe volano alto: è ufficialmente l’ora di sognare a occhi aperti.

IL MORSO DELLA VESPA. Lo Stabia accelera: Varnier e Carissoni stendono un Cesena opaco

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CASTELLAMMARE DI STABIA – In un Menti vestito a festa per lo scontro diretto in chiave play-off, la Juve Stabia manda un segnale chiarissimo al campionato. Con una ripresa di spessore e cinismo, gli uomini di Abate superano 2-0 il Cesena dell’ex asso inglese Ashley Cole, blindando quasi definitivamente un posto nella griglia post-season e lasciando i romagnoli a quattro lunghezze di distanza.

Primo tempo: Studio e ritmi blandi

La tensione per l’alta posta in palio blocca le gambe e le idee nei primi 45 minuti. Il Cesena parte con prudenza, mentre i padroni di casa cercano di sfruttare i calci piazzati: è Varnier a chiamare in causa Klinsmann con un colpo di testa su corner, ma la conclusione è troppo centrale per impensierire l’estremo difensore ospite.

Il Cesena risponde al 15′ con un lampo di Ciervo, il cui sinistro a giro finisce però largo. Solo nel finale di frazione i romagnoli alzano il baricentro, costringendo Confente a un grande intervento in tuffo su una conclusione di Piacentini. È l’unico vero brivido di un primo tempo tattico e avaro di emozioni.

Ripresa: L’urlo di Varnier e la magia di Carissoni

Negli spogliatoi Abate deve aver toccato le corde giuste, perché nella ripresa è “altra musica”. Al 52’, sugli sviluppi del settimo corner per le Vespe, la difesa bianconera balla: dopo una serie di rimpalli aerei, il pallone arriva a Varnier che, di puro istinto, scarica un destro violento sotto la traversa. È il gol che rompe l’equilibrio e fa esplodere lo stadio.

Il Cesena accusa il colpo. Shpendi prova a scuotere i suoi con un diagonale che però risulta debole, facile preda di Confente. La Juve Stabia, invece, sente l’odore del sangue e non perdona. Al 63’ arriva il raddoppio nato da un pasticcio difensivo tra Zaro e Frabotta: Carissoni ne approfitta, entra in area, salta l’uomo con una finta secca e deposita in rete un rasoterra chirurgico. Per l’esterno è il sesto sigillo stagionale, un vero “colpo da biliardo”.

Reazione sterile: Il Cesena alza bandiera bianca

Cole prova a rimescolare le carte inserendo forze fresche, ma la precisione manca sistematicamente. L’occasione d’oro capita sui piedi di Cerri, che da ottima posizione spara alto sopra la traversa, grazia Confente. Nel finale, i neo-entrati Corazza e Olivieri cercano di riaprire i giochi: il primo colpisce l’esterno della rete, il secondo vede la sua conclusione a effetto deviata di un soffio a lato.

Al triplice fischio festeggia la Juve Stabia, che sale a +4 sui rivali diretti. Per il Cesena è un pomeriggio da dimenticare: una prova incolore che accende un pericoloso campanello d’allarme proprio alla vigilia della fase calda della stagione. Le Vespe, invece, volano verso i play-off con la consapevolezza di chi ha ormai il destino nelle proprie mani.

Eccellenze campane: l’IC “San Marco Bonito Cosenza” vola alle Nazionali dei Giochi delle Scienze sperimentali

Castellammare di Stabia brilla nel panorama scientifico regionale grazie al talento dell’alunno N.P., primo classificato in Campania. La Dirigente Alessandra Savarese: “Un orgoglio immenso per la nostra comunità”.

CASTELLAMMARE DI STABIA – C’è un nome che oggi risuona con forza tra i corridoi dell’Istituto Comprensivo “San Marco – Bonito Cosenza” e in tutta la città di Castellammare: è quello di N.P., il giovane studente che ha scalato la vetta della graduatoria regionale della XVI edizione dei Giochi delle Scienze Sperimentali.

Il risultato, ufficializzato l’11 aprile 2026, non è solo una vittoria personale, ma un trionfo per l’intera istituzione scolastica. Con il suo primo posto assoluto in Campania, N.P. ha strappato il pass per la prestigiosa Fase Nazionale che si terrà il prossimo 9 maggio 2026, portando alta la bandiera della città e della scuola stabiese in un contesto di altissimo rilievo scientifico.

Un successo che nasce dalla dedizione

La gioia della Dirigente Scolastica, Alessandra Savarese, è palpabile. Sotto la sua guida, l’istituto ha sempre puntato sulla valorizzazione del merito e sull’innovazione didattica, trovando in N.P. un esempio cristallino di come passione e impegno possano portare a risultati d’eccellenza. Anche il corpo docente esprime un orgoglio profondo: vedere un proprio alunno distinguersi tra migliaia di coetanei è la conferma della qualità del lavoro svolto quotidianamente per stimolare la curiosità scientifica e l’approccio investigativo.

Cosa sono i Giochi delle Scienze Sperimentali?

Organizzati dall’ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti Scienze Naturali), i Giochi sono arrivati alla loro XVI edizione, confermandosi come uno dei pilastri per la valorizzazione delle eccellenze nella Scuola Secondaria di Primo Grado.

L’iniziativa non è una semplice competizione, ma un progetto di ampio respiro che mira a:

  • Avvicinare i giovani alle discipline STEM, offrendo una visione stimolante e pratica della scienza.

  • Promuovere l’approccio investigativo, fondamentale per affrontare le sfide di una società in continua evoluzione.

  • Valutare le competenze scientifiche in linea con gli standard internazionali (IEA-TIMMS e OCSE PISA).

In un momento in cui la cultura scientifica di base è essenziale per la formazione della persona, questi Giochi offrono ai talenti emergenti come N.P. l’opportunità di confrontarsi in contesti di sana competizione e crescita intellettuale.

Verso la sfida finale

Il percorso di N.P. non finisce qui. Sabato 9 maggio, il giovane talento stabiese sarà chiamato a rappresentare la Campania nella fase nazionale. La mattina sarà dedicata a una serie di rigorose prove di competenza, mentre il pomeriggio vedrà i ragazzi impegnati in attività di gruppo volte a potenziare il problem solving e la collaborazione.

Ancora una volta, Castellammare di Stabia dimostra di essere terra di talenti. La città intera fa il tifo per il suo giovane campione, simbolo di una generazione che guarda al futuro con occhi curiosi e mente analitica.

Ad maiora, N.P.! L’IC San Marco – Bonito Cosenza e la tua città sono pronti a sostenerti in questa nuova ed emozionante sfida nazionale.

Juve Stabia – Cesena (2-0): Le foto dei protagonisti e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia –  Cesena realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe con i romagnoli allenati da Ahley Cole allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier, Bellich (45′ Diakitè); Mannini (45′ Torrasi), Carissoni, Correia (76′ Pierobon), Mosti, Cacciamani; Dos Santos (45′ Gabrielloni); Okoro (87′ Ricciardi).

A disposizione: Boer, Dalle Mura, Kassama, Battistella, Zeroli, Ciammaglichella, Maistro.

Allenatore: Ignazio Abate.

CESENA (4-2-3-1): Klinsmann; Ciofi, Zaro, Piacentini, Frabotta (90′ Wade Papa); Bastoni (61′ Corazza), Bisoli (61′ Castagnetti); Ciervo (61′ Olivieri), Berti, Shpendi; Cerri (81′ Vrioni).

A disposizione: Siano, Arrigoni, Amoran, Guidi, Manni, Mangreviti, Francesconi.

Allenatore: Ashley Cole.

Direttore di gara: Sig.ra Maria Sole Ferrieri Caputi della sezione AIA di Livorno

Primo Assistente: sig. Dario GARZELLI della sezione AIA di Livorno

Secondo Assistente: sig. Eugenio SCARPA della sezione AIA di Collegno

IV° ufficiale: sig. Alberto Ruben Arena della sezione AIA di Torre Del Greco

VAR: sig. Matteo GUALTIERI della sezione AIA di Asti

AVAR: sig. Ivano PEZZUTO della sezione AIA di Lecce

Marcatori: 52′ Varnier (JS) 63′ Carissoni (JS)

Angoli: 6 – 2

Ammoniti: 33′ Abate (JS) 38′ Bastoni (CE) 55′ Bisoli (CE) 67′ Correia (JS)

Espulsi: –

Recupero: 1 min. p.t. – 5 min. s.t.

Note: Terreno in erba artificiale.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

Castellammare di Stabia celebra Viviani: gli studenti portano in scena al teatro Karol “Noi e Don Rafele”

Il sipario del Teatro Karol si prepara ad aprirsi su un progetto che fonde memoria storica e fermento giovanile.

Lunedì 13 aprile, la città di Castellammare di Stabia vivrà un momento di profonda connessione con le proprie radici grazie allo spettacolo “Noi e Don Rafele”, un evento che segna il culmine di un intenso percorso laboratoriale iniziato lo scorso anno.

Questa iniziativa, nata per onorare il 75esimo anniversario della scomparsa di Raffaele Viviani, è stata fortemente voluta dal Comune di Castellammare di Stabia attraverso l’Assessorato all’Educazione e all’Identità, con l’obiettivo di trasformare l’eredità del drammaturgo in una materia viva e pulsante nelle mani delle nuove generazioni.

Il lavoro di restituzione al pubblico si articolerà in un doppio appuntamento che sottolinea la duplice anima del progetto.

La replica mattutina delle ore 9.30 sarà uno spazio di confronto tra pari, interamente riservato agli studenti delle scuole cittadine.

La serata delle 20.30 aprirà invece le porte all’intera cittadinanza, offrendo alla comunità l’opportunità di vedere come i ragazzi abbiano saputo abitare le parole e i sentimenti di Viviani.

Sotto la guida esperta di Camilla Scala e Anna Spagnuolo, che hanno curato regia, drammaturgia e conduzione del laboratorio, gli studenti provenienti dagli istituti Sturzo, Vitruvio, Ferrari, Viviani, Severi ed Elia hanno intrapreso un viaggio di scoperta che va ben oltre la semplice recitazione.

Attraverso la pratica teatrale, i giovani interpreti hanno esplorato i temi dell’educazione e della partecipazione, costruendo un’identità culturale consapevole e orgogliosa. Il teatro di Viviani, viscerale e indissolubilmente legato all’anima stabiese, è diventato per loro uno specchio in cui riflettersi e un linguaggio per interpretare il presente.

Sul palco, un nutrito gruppo di allievi darà corpo a questa visione, supportato dai costumi di Carla Vitaglione, dalle musiche di Salvatore Torregrossa e dall’allestimento tecnico curato da Casa del Contemporaneo, trasformando il palco in un laboratorio di cittadinanza attiva.

L’omaggio alla famiglia Viviani non si esaurirà tuttavia con questa performance.

La settimana celebrativa proseguirà mercoledì 15 aprile, sempre al Teatro Karol alle ore 20.30, con la messa in scena di “Cortile di donna”.

Lo spettacolo, firmato da Renato Giordano e interpretato da Antonella Morea, sposterà il focus sulla figura di Luisella Viviani, sorella e fondamentale collaboratrice del drammaturgo.

Gli interpreti saranno: Rosaria Amita, Maria Rosaria Balzano, Carmen Cioffi, Consiglia Coticelli, Michele De Martino, Angelica Di Capua, Francesco Pio Di Lauro, Palma Esposito, Melissa Guerriero, Pasquale Matrone, Mariagrazia Sanzone, Nadia Schettino, Mariarosaria Somma, Ilaria Vitiello

I costumi sono realizzati da Carla Vitaglione; le musiche sono curate da Salvatore Torregrossa mentre le luci, audio e scene saranno di competenza della Casa del Contemporaneo

In questo modo, la città completa un ideale mosaico artistico che celebra non solo il genio individuale, ma l’intero humus culturale che ha reso Castellammare una capitale del teatro popolare d’autore.

Juve Stabia – Cesena 2-0, Varnier e Carissoni fanno sognare il Menti: Le pagelle dei gialloblù

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Nella bolgia dello Stadio Romeo Menti, la Juve Stabia conquista una vittoria fondamentale battendo il Cesena per 2-0 nella gara valida per la 34ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026. Una sfida, iniziata alle canoniche ore 15:00, decisa dalle reti pesantissime di Varnier e Carissoni.

Al termine di un match giocato con grande intensità e intelligenza tattica, diamo i voti ai protagonisti gialloblù che hanno virtualmente blindato la qualificazione ai play off (manca la matematica):

Confente 6,5: Poco impegnato, nelle poche occasioni create dai cesenati risponde presente.

Giorgini 6,5: Dopo tante partite forse sta accusando un po’ di stanchezza, nonostante ciò è sempre attento e pulito nella marcatura anche quando è stato spostato a sinistra.

Varnier 7: Quando sta bene fisicamente si fa notare,detta i tempi di gioco in uscita, tempestive le sue chiusure. Oggi si congede anche un gol irrompendo su un pallone spicciato di testa da un compagno, si è andati in vantaggio.

Bellich 6: Partita sufficiente, senza fronzoli, da una mano anche in costruzione, forse esce per problemi fisici. Dal 46 ‘Diakite 6,5: entra subito in partita nella sua zona di competenza, non forza le giocate, mette la sua fisicità per marcare gli avversari.

Carissoni 7: Oggi svolge più la fase offensiva favorito dalla disposizione del Cesena, deciso e lucido sull’ azione che lo portano al gol del raddoppio, sesto gol fino ad adesso. Questo è il calciatore che ci piace.

Mosti 6: Nel centrocampo Leonedipendente,deve dettare i tempi di gioco e fare filtro davanti alla difesa, lavoro non continuo ma sufficiente.

Correia 6: Aveva compito di schermare le avanzate avversarie e portare il primo pressing sul portatore di palla, lavoro svolto non continuo ma con sufficienza. Da lui ci si aspetta di più. Dal 76’Pierobon 6: Entra per spezzare la pressione avversaria e far respirare la difesa che stava andando in affanno.

Mannini 6: Oggi schierato in un ruolo non suo, fa il possibile dando il suo contributo nella fase difensiva e offensiva. Dal 45′ Torrasi 6,5: Entra con il piglio giusto, cerca qualche iniziativa in attacco, poi dopo il raddoppio si abbassa come tutta la squadra sotto la spinta offensiva del Cesena, si posizione a protezione davanti alla difesa.
Un giocatore su cui si può contare.

Cacciamani 6,5: Il giovane esterno si dimostra ancora una volta il più intraprendente dei suoi. Nel secondo tempo dopo il raddoppio anche si dedica più alla fase difensiva contrastano le avanzate degli esterni cesenati.

Dos Santos 6: Nel 3511 gioca da sottopunta, inizia bene prende qualche iniziativa, partita senza fronzoli, con il passare dei minuti scompare dal gioco. Dal 45′ Gabrielloni 6: Entra con i compito di liberare Okoro attirando su di lui le attenzioni della difesa avversaria. Gioco soddisfacente, peccato per sfortuna di una spiazzata di testa non è riuscito ad andare in rete .

Okoro 6: Primo tempo sottotono, i compagni non lo cercano ,ma anche lui fa poco per farsi servire. Nel secondo tempo con l’aiuto di Gabrielloni si propone di più, mette tutta la sua fisicità nello spizzare il pallone spedito in rete da Varnier, gol del vantaggio. Dal 87′ Ricciardi sv

Abate 7: In settimana ha lavorato più sulla testa dei giocatori, senza piangersi addosso per la situazione infortunati che non deve diventare una scusa. Le partite in questo finale si vincono in modo sporco ma specialmente con il cuore, oggi si è visto. Il 3-5-1-1 contro una squadra forte, visto gli investimenti ad inizio campionato e le scelte fatte in corso con la scelta di allenatore di caratura internazionale, si è sofferto il giusto.
Le sostituzioni giuste e tempestive, i nuovi entrati hanno contribuito positivamente nella spinta per raggiungere il vantaggio e contrastare con efficacia la pressione portata dal Cesena dopo aver accusato il raddoppio.
Il primo obiettivo era la salvezza, oggi si guardava ai play off e a questo scontro diretto, averlo vinto potrà dare uno slancio importante per le restanti partite che si potranno giocare in modo più ambizioso per continuare a sognare. E come diceva una frase diventata di moda a Castellammare dall’anno 2011 (ritorno in B dopo 60 anni): “Nun succèd ma si succèd!!!! (non succede ma se succede)”

Juve Stabia – Cesena (2-0), Ashley Cole: “Ci manca l’istinto killer, d’ora in poi conterà la mentalità”

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Una sconfitta dal peso specifico pesante per i romagnoli. Nella bolgia dello Stadio Romeo Menti, il Cesena esce sconfitto dalla gara con la Juve Stabia valevole per la 34ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026 con un netto 2-0, firmato dalle decisive reti di Varnier e Carissoni.

Al termine della sfida, iniziata alle canoniche ore 15:00, i riflettori della sala stampa si sono accesi su Ashley Cole, allenatore degli ospiti. Il tecnico inglese ha analizzato lucidamente la battuta d’arresto, evidenziando le criticità di una squadra che ha mostrato due volti e che ora si prepara a un rush finale incandescente per il sogno Serie A.

Il doppio volto del Cesena e l’assenza di cinismo

Interrogato su un possibile passo indietro rispetto alle precedenti gare, Cole ha voluto prima di tutto salvare la prestazione della prima frazione di gioco, puntando però il dito sulla mancanza di concretezza offensiva: “È un momento particolare. Sono molto felice del primo tempo, la prestazione è stata molto positiva. Tuttavia, se non hai quella capacità di trovare il gol diventa difficile. Sono soddisfatto dell’atteggiamento iniziale, ma dobbiamo migliorare per capitalizzare le conclusioni.”

Nella ripresa, il calo è stato evidente, ma l’allenatore non vuole parlare di crollo totale: “Non penso che nel secondo tempo ci siamo smarriti. Sicuramente non abbiamo giocato come nel primo, ma se manca quell’istinto killer in area avversaria è un problema. Ne ho parlato con la squadra, i ragazzi sono consapevoli di cosa migliorare. L’intensità è la chiave del nostro gioco: guarderò la partita per provare a capire cosa è successo nel secondo tempo, anche se mantenere l’intensità alla fine del campionato non è facile.”

Questione di testa: la lettura dei momenti decisivi

Uno dei temi centrali della conferenza è stato l’atteggiamento della squadra dopo essere passata in svantaggio. Cole non ha cercato alibi tattici per giustificare gli errori difensivi che hanno spianato la strada alla Juve Stabia: “Sicuramente non è una questione tattica quanto mentale. Se i ragazzi vogliono sognare la Serie A devono migliorare la lettura dei momenti per evitare errori che non puoi permetterti se vuoi vincere. Non è facile imparare a gestirli, ma è fondamentale farlo per crederci.”

Il tecnico ha poi spronato i suoi a una maggiore tenuta psicologica nei momenti di difficoltà: “Non è facile lavorare sull’aspetto mentale e caratteriale, ma ho detto ai ragazzi che non bisogna aver paura. Devono avere la capacità di rialzarsi dopo un gol subito, anche fuori casa, anche quando non sembra facile farlo. Saper gestire questi momenti fa tutta la differenza.”

L’attacco spuntato e la rincorsa: testa a Palermo

L’assenza di profondità e i pochi varchi trovati contro l’attenta retroguardia campana hanno penalizzato il tridente bianconero. Nonostante gli sforzi, la rete è rimasta inviolata: “Non era facile trovare spazio, ci abbiamo provato con Cerri, Ciervo e Shpendi. Come ho già detto non siamo stati bravi a finalizzare. Dobbiamo capire che in Serie B non è facile creare occasioni e, quando le creiamo, dobbiamo essere più bravi a sfruttarle.”

Mancano ormai solo 4 partite al termine della stagione regolare e il margine d’errore è ridotto al lumicino. Guardando al futuro immediato, Cole ha chiaro cosa salvare da questa trasferta e quale rotta seguire: “Ci portiamo a casa la consapevolezza di aver giocato su un terreno non facile. Ora noi dobbiamo solo concentrarci sulle prossime 4 gare e spingere per ottenere il massimo: possiamo farlo e dobbiamo farlo. Dobbiamo lavorare duramente sulla mentalità perché ci aspetta un’altra partita lontano da casa: andremo a Palermo per provare a vincere.”

Juve Stabia – Cesena, Diakitè esalta l’ambiente: “Il Menti deve essere il nostro fortino. Qui mi sento bene”

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Una vittoria dal peso specifico incalcolabile. Nella bolgia dello Stadio Romeo Menti, la Juve Stabia ha archiviato la pratica della 34ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026 superando l’avversario con un netto 2-0, firmato dalle decisive reti di Varnier e Carissoni. Al termine della sfida, iniziata alle canoniche ore 15:00, i riflettori della sala stampa si sono accesi su Salim Diakitè.

Il difensore gialloblù ha analizzato a trecentosessanta gradi il momento della squadra, il suo stato di forma individuale e il suo percorso personale, rilasciando dichiarazioni cariche di determinazione e serenità.

L’importanza del “Fattore Menti” e la condizione fisica

Raggiunta la salvezza, lo sguardo del difensore è rivolto a un finale di stagione da vivere da protagonisti, sfruttando al massimo il fattore campo. Diakitè, che in passato ha calcato l’erba di Castellammare da avversario, conosce bene il peso specifico dell’impianto stabiese.

“Questa vittoria è stata importantissima. In casa non dobbiamo mollare un centimetro, dobbiamo trasformare il nostro stadio in un fortino; venire a giocare qui non sarà facile per nessuno fino alla fine del campionato. Personalmente credo che, se sono venuto qui, posso dare tanto: ho vissuto Castellammare da avversario e so bene che difficoltà c’è nell’affrontare questa piazza.”

Fondamentale per questo rush finale sarà anche il recupero della condizione fisica ottimale. A tal proposito, il difensore ha rassicurato tutti: “Adesso sto bene. La sosta mi ha aiutato moltissimo, sono riuscito ad allenarmi per un’intera settimana con continuità. Sto molto bene fisicamente e voglio dare il massimo per questa maglia.”

Il gruppo al primo posto: competizione e dedizione

Un tema centrale delle parole di Diakitè è stata la coesione dello spogliatoio. La forza della Juve Stabia, secondo il difensore, risiede in un collettivo dove le gerarchie non sono un limite, ma uno stimolo: “Non è importante chi gioca dal primo minuto, siamo tutti forti ugualmente. Il mister ce lo ripete sempre, chi inizia la partita è importante, ma chi entra a gara in corso e deve sostituire un compagno lo è ancora di più. Dal mio arrivo nei momenti in cui non ho giocato non ero felice, ed è normale che sia così, ma non ero assolutamente arrabbiato. Ho compagni di reparto che sono ragazzi con ottime qualità, non sono l’unico difensore in rosa e c’è una sana competizione che fa bene a tutti.”

Non a caso, la vittoria di oggi ha un destinatario ben preciso: “Dedico questo successo sicuramente al gruppo e a tutti i tifosi della Juve Stabia,” ha sottolineato a chiare lettere.

Ambizione, autocritica e la sfida a distanza tra allenatori

Interrogato su dove possa ancora fare il salto di qualità a livello individuale, Diakitè ha mostrato grande lucidità e una sincera autocritica:

“Mi ritengo un giocatore forte e non voglio sembrare presuntuoso nel dirlo. Forse dove devo migliorare maggiormente è nel saper gestire i vari momenti della gara. Nel calcio, esattamente come nella vita, ogni tanto si fanno cose buone e ogni tanto si sbaglia; la cosa fondamentale è saper alzare la testa e ricominciare subito.”

C’è stato anche spazio per un’interessante digressione tattica, sollecitata dai cronisti, sulla differenza tra il suo attuale allenatore, Ignazio Abate e Filippo Inzaghi: “Parliamo di due persone diverse che propongono idee di gioco diverse. Sono sicuramente due grandi allenatori, perché entrambe le loro filosofie funzionano e lo stiamo vedendo chiaramente dai rispettivi campionati che stanno disputando.”

Il capitolo Palermo: rispetto per il passato, gioia per il presente

L’ultima battuta è stata riservata a un tema delicato: i fischi ricevuti da parte dei tifosi del Palermo. Diakitè, il cui cartellino appartiene ancora al club rosanero, ha risposto con grande maturità ed eleganza, senza nascondere però la felicità per il momento che sta vivendo in Campania: “A Palermo ho sempre sudato la maglia. Sono ancora sotto contratto con loro e continuerò a rispettare la società per le possibilità importanti che mi ha dato. Detto questo, sono davvero contento di come sono stato accolto qui a Castellammare: mi sento libero, sereno, e spero che questo si veda anche in campo.”

Juve Stabia, Abate esalta le Vespe dopo il 2-0: “Un meccanismo perfetto, ora alziamo la testa e sogniamo”

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Sotto il primo vero caldo stagionale e sul sintetico rovente del “Romeo Menti”, la Juve Stabia non trema. Nella sfida valida per la 34ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, le Vespe superano l’avversario con un netto 2-0 firmato dalle reti di Varnier e Carissoni. Una vittoria pesantissima, che proietta la squadra in piena zona play-off e certifica la solidità del lavoro di mister Ignazio Abate.

Nel post-partita, il tecnico gialloblù si è presentato in sala stampa visibilmente soddisfatto, tessendo le lodi di un gruppo che, nonostante le innumerevoli avversità, continua a superare i propri limiti.

Un gruppo d’acciaio e il “meccanismo perfetto”

Per Abate, la chiave del successo risiede in un’abnegazione totale da parte della squadra, capace di soffrire e colpire al momento giusto.

“Questa vittoria è frutto di un meccanismo perfetto. Era una partita importante, con il primo caldo su un campo sintetico dove non è facile mantenere ritmi alti. Alleno un grande gruppo: da fuori non si può percepire quello che hanno dentro, non mollano di una virgola. Essere cinici è fondamentale per affrontare queste partite. Le sfide da qui alla fine saranno tutte sporche.”

Il plauso ai singoli: da Varnier ai sacrifici a centrocampo

Menzione speciale per Marco Varnier, autore del gol che ha sbloccato il match e leader del pacchetto arretrato:

“Varnier è un grande giocatore. Se non avesse avuto tutti quegli infortuni, probabilmente avrebbe potuto permettersi di giocare in altre squadre di alta classifica per le sue qualità o anche in categoria superiore. Dà sicurezza ai compagni di reparto, e con lui hanno alzato il livello anche Bellich, Dalle Mura e Diakitè.”

L’allenatore ha poi evidenziato lo spirito di sacrificio di diversi elementi della rosa, sottolineando come molti stiano stringendo i denti pur di essere a disposizione nel momento cruciale della stagione:

Pierobon non si è mai allenato da quando ha subito l’infortunio. Oggi ha voluto a tutti i costi esserci, facendo persino un’infiltrazione per giocare, e ha fornito una grande prestazione. Maistro e Zeroli sono fermi da un paio di mesi per cui potevano solo venire in panchina dopo che in settimana sono riusciti a fare solo due allenamenti, hanno bisogno di tempo per entrare in forma. Candellone potremo riuscire a recuperarlo a pieno solo per la penultima di campionato, ma comunque avrà bisogno di tempo per accumulare energie nelle gambe. Gabrielloni sono contento di come è entrato in partita, con un atteggiamento da vero leader.”

La tattica e il rammarico degli infortuni

Analizzando l’andamento del match, Abate ha spiegato le mosse che hanno imbrigliato gli avversari:

“Ci venivano a prendere a uomo e non è semplice gestire il gioco tirando fuori i loro terzini e abbassando Carissoni. Il primo tempo è filato liscio senza grandi emozioni, abbiamo chiuso senza prendere gol e da lì ho capito che si poteva vincere. Nel secondo tempo abbiamo alzato il baricentro e concesso poco. Sotto la linea della palla siamo rimasti nella nostra comfort zone.”

Non manca, tuttavia, una punta di amarezza per una stagione costellata da problemi fisici: “In questo finale mi porto il rammarico di non aver avuto la possibilità di allenare la squadra al completo. Siamo stati sfortunati, ne abbiamo vissute tante ma siamo rimasti in piedi. Prima o poi la ruota girerà dalla nostra parte, bisogna essere positivi”.

L’appello al “Menti”

Con la salvezza matematica ormai in cassaforte, l’obiettivo si sposta esclusivamente verso l’alto. La soglia psicologica dei 48 punti segna uno spartiacque per la stagione delle Vespe.

“Non ci siamo mai accontentati di nulla. Fino a quando non si arriva ai 45 punti bisogna lottare, ma ora con i 48 punti è arrivato il momento di alzare la testa e sognare. I ragazzi sanno bene che chi non sogna non raggiungerà mai qualcosa di sperato. Da noi deve continuare ad essere complicato per tutti, non ci saranno sconti per nessuno.”

Infine, un richiamo accorato alla piazza di Castellammare, rivelatasi ancora una volta il dodicesimo uomo in campo:

“Io l’anno scorso i play-off li ho visti dal divano di casa. Ho notato quanto la spinta di Castellammare possa essere fondamentale. Anche oggi, quando i ragazzi non ne avevano più, il ‘Menti’ li ha accompagnati verso la vittoria. Stiamo lì in zona play-off e meritiamo il supporto di tutti. Lo merita soprattutto questo fantastico gruppo, per scrivere insieme una pagina nuova in questo finale di stagione. Spero di vedere sempre lo stadio pieno.”

Juve Stabia – Cesena: 2-0 (52′ Varnier 63′ Carissoni)

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Un cordiale saluto a tutti gli appassionati di calcio e tifosi delle Vespe; benvenuti alla diretta testuale dell’attesissimo match tra Juve Stabia e Cesena.

Il termometro della passione calcistica è pronto a schizzare alle stelle qui a Castellammare di Stabia. Oggi, 11 aprile 2026, con fischio d’inizio fissato per le ore 15:00, lo storico catino dello stadio Romeo Menti farà da cornice a una sfida che promette scintille, valida per la 34ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026.

Uno scontro diretto che vale una stagione

Non è una semplice partita di fine campionato, ma un vero e proprio spareggio per l’Olimpo della cadetteria. Le due formazioni arrivano a questo fondamentale crocevia della stagione divise da una sola, sottilissima lunghezza in classifica. Le Vespe, padrone di casa e attualmente assestate a un prezioso settimo posto, precedono proprio la truppa romagnola in un testa a testa avvincente che vale il pass per i tanto ambiti playoff.

Archiviato con successo e in anticipo l’obiettivo primario della permanenza in categoria, i gialloblù guidati da mister Ignazio Abate non hanno alcuna intenzione di smettere di sognare. Di fronte si troveranno però un Cesena altrettanto agguerrito, arrivato in Campania con il chiaro intento di tentare il sorpasso e scalzare i padroni di casa dalla posizione in classifica in questo accesissimo rush finale.

Restate sintonizzati su questa pagina: vi racconteremo minuto per minuto, emozione per emozione, tutte le azioni salienti, i duelli e i colpi di scena di questa vera e propria battaglia sportiva. Preparatevi, il fischio d’inizio si avvicina.

Tabellino

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Varnier, Bellich (45′ Diakitè); Mannini (45′ Torrasi), Carissoni, Correia (76′ Pierobon), Mosti, Cacciamani; Dos Santos (45′ Gabrielloni); Okoro (87′ Ricciardi).

A disposizione: Boer, Dalle Mura, Kassama, Battistella, Zeroli, Ciammaglichella, Maistro.

Allenatore: Ignazio Abate.

CESENA (4-2-3-1): Klinsmann; Ciofi, Zaro, Piacentini, Frabotta (90′ Wade Papa); Bastoni (61′ Corazza), Bisoli (61′ Castagnetti); Ciervo (61′ Olivieri), Berti, Shpendi; Cerri (81′ Vrioni).

A disposizione: Siano, Arrigoni, Amoran, Guidi, Manni, Mangreviti, Francesconi.

Allenatore: Ashley Cole.

Direttore di gara: Sig.ra Maria Sole Ferrieri Caputi della sezione AIA di Livorno

Primo Assistente: sig. Dario GARZELLI della sezione AIA di Livorno

Secondo Assistente: sig. Eugenio SCARPA della sezione AIA di Collegno

IV° ufficiale: sig. Alberto Ruben Arena della sezione AIA di Torre Del Greco

VAR: sig. Matteo GUALTIERI della sezione AIA di Asti

AVAR: sig. Ivano PEZZUTO della sezione AIA di Lecce

Marcatori: 52′ Varnier (JS) 63′ Carissoni (JS)

Angoli: 6 – 2

Ammoniti: 33′ Abate (JS) 38′ Bastoni (CE) 55′ Bisoli (CE) 67′ Correia (JS)

Espulsi: –

Recupero: 1 min. p.t. – 5 min. s.t.

Note: Terreno in erba artificiale.

PRIMO TEMPO

12′ Juve Stabia pericolosa: Calcio d’angolo battuto da Mannini, incornata di Varnier che trova Klismann pronto alla parata.

15′ Il Cesena risponde con Ciervo che da fuori intercetta una respinta della difesa di casa e calcia a rete mancando il bersaglio per un paio di metri

33′ Si accende una piccola rissa con Bisoli e Mosti protagonisti, il centrocampista del Cesena poi battibecca con Mister Abate e il direttore di gara ammonisce SOLO il mister della Juve Stabia

35′ Cesena pericoloso con Piacentini che da fuori, su una respinta della difesa della Juve Stabia sugli sviluppi di un calcio di punizione a favore degli ospiti, calcia a rete impegnando Confente alla respinta in angolo

38′ Ammonito Bastoni per fallo su Mannini

Il direttore di gara concede 1 minuto di recupero

Il primo tempo finisce in parità con una partita bloccata dalla paura di scoprirsi. Il Cesena è arrivato di più a calciare a rete trovando sempre Confente pronto alla parata.

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Bellich, Mannini e Dos Santos, con Diakitè, Torrasi e Gabrielloni

52′ Juve Stabia in vantaggio: Giorgini di testa impegna Stankovic alla respinta sulla palla si avventa Varnier che scaraventa un bolide sotto la traversa per il vantaggio

55′ Fallo di Bisoli su Okoro, scatta l’ammonizione

61′ il Cesena sostituisce Bisoli con Castagnetti, Ciervo con Olivieri e Bastoni con Corazza

63′ Raddoppio della Juve Stabia: Carissoni recupera palla sulla trequarti e se ne va sulla fascia, entra in area, converge evitando l’intervento di Frabotta e poi scaglia un bolide sul primo palo che colpisce l’interno del legno e termina la corsa in rete per la gioia del pubblico di casa.

67′ Ammonito Correia

76′ La Juve Stabia sostituisce Correia con Pierobon

81′ Il Cesena sostituisce Cerri con Vrioni

84′ Il Cesena si rende pericoloso con Berti che defilato sulla destra calcia sul palo lungo ma trova la deviazione di Varnier in angolo con Confente che dava l’impressione di poter comunque arrivare sulla palla.

87′ La Juve Stabia sostituisce Okoro con Ricciardi

90′ Il Cesena sostituisce Frabotta con Wade Papa

Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero

Finisce con la vittoria che continua a cullare il sogno Play Off. Una Juve Stabia che chiude la gara con l’undicesimo cleansheet e conferma la capacità di andare oltre ogni difficoltà. Carissoni si conferma in splendida forma e dopo aver realizzato la rete del momentaneo pari a Venezia realizza la rete della tranquillità contro il Cesena salendo a 6 reti nella classifica cannonieri ad una sola distanza da Candellone e senza aver calciato alcuni rigore.

Il prossimo turno la Juve Stabia ospiterà il Catanzaro per il secondo turno consecutivo in casa.

Juve Stabia Live, la voce dei tifosi per la rubrica “Parola Allo Sciame GialloBlu”

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Vi presentiamo una nuova rubrica targata Juve Stabia Live (progetto editoriale della nostra testata) interamente dedicata alle parole, alle emozioni e alle analisi dei nostri tifosi e follower che ci seguono sempre in tantissimi. Questa nuova iniziativa nasce per rendervi ancora più protagonisti: selezioneremo i messaggi più significativi per dare voce a chi, da anni, non fa mai mancare il proprio affetto viscerale alla compagine gialloblù e alle nostre dirette.

A testa alta a Venezia: l’orgoglio delle Vespe e il rispetto dell’ex

Nella puntata di ieri di Juve Stabia Live Talk Show, l’argomento di apertura è stato inevitabilmente la sconfitta della Juve Stabia in quel di Venezia. Nonostante l’amarezza per il risultato, le Vespe hanno dimostrato sul campo tutte le loro potenzialità, mettendo in seria difficoltà l’attuale capolista.

Purtroppo, tutto il bel gioco attuato non è bastato a fermare il grande ex della gara, Adorante, che con una doppietta ha permesso ai lagunari di incassare i 3 punti e consolidare la vetta. L’attaccante, però, ha dimostrato ancora una volta una grandissima umiltà: ha scelto di non esultare dopo le due reti ai danni delle Vespe. Un gesto di grande compostezza che non è passato inosservato al cuore dei nostri tifosi.

“Adorante È da apprezzare per la compostezza e la sua vicinanza agli stabiesi dopo la sua doppietta. Un vero campione. Spero prossimo 9 della Nazionale.”

L’intesa che fa ben sperare: Burnete e Okoro

L’altro argomento caldissimo e molto gettonato in trasmissione è stata l’analisi tecnico-tattica della gara. La Juve Stabia ha dato costantemente filo da torcere al Venezia, spinta da una coppia d’attacco, formata da Burnete e Okoro, che ha sfiorato più volte la via della rete.

L’intesa tra i due attaccanti è palpabile e rappresenta uno dei punti di forza su cui costruire il finale di stagione, come sottolineato da uno dei nostri follower:

“Buonasera a tutti. Per me attualmente la coppia Burnete Okoro è quella che gioca meglio: a Venezia hanno fornito una bella prova, mi è piaciuta l’intesa. Il nostro gol è frutto di una delle loro giocate. Sempre e solo forza Stabia.”

Obiettivo Play-off: coloriamo la città!

Abbiamo analizzato insieme a voi anche la reale possibilità che la Juve Stabia ha ancora di blindare il piazzamento nei play-off. Si tratta di un’opportunità ghiotta, un traguardo meritato che passa inesorabilmente per i prossimi, fondamentali, impegni casalinghi. È il momento di crederci, tutti insieme.

“Un appello a tutti gli stabiesi, mettiamo le bandiere fuori ai balconi, coloriamo la città che l’anno prossimo giochiamo di nuovo in serie B.”

Puntuali e doverosi arrivano quindi gli appelli a tutta Castellammare: bisogna riempire il Romeo Menti. Sappiamo benissimo che il nostro calore può e deve essere il valore aggiunto, il famoso dodicesimo uomo in campo, per spingere i ragazzi oltre l’ostacolo, per continuare a lottare e, soprattutto, a sognare in grande.

Anche noi ci uniamo al coro dei tifosi: Domani tutti al Menti!

Recensioni utenti su CasinoStrider.it: tutto quello che c’è da sapere

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Il mondo dei casinò online è in continua evoluzione, e la trasparenza è diventata uno degli elementi più importanti per i giocatori italiani. CasinoStrider.it, piattaforma attiva con un team che vanta oltre 10 anni di esperienza nel settore iGaming, ha introdotto un nuovo blocco dedicato alle opinioni sui casinò raccolte direttamente dagli utenti. Questo aggiornamento rappresenta un passo concreto verso un’informazione più autentica e vicina all’esperienza reale di chi gioca ogni giorno.

Cos’è la nuova sezione recensioni su CasinoStrider.it?

La nuova sezione è un blocco dedicato che raccoglie i feedback dei giocatori in modo strutturato e visibile. Si tratta di uno spazio pensato per affiancare le analisi degli esperti alle voci di chi ha giocato in prima persona. Per chi esplora i casinò online stranieri, il sito casinostrider.it integra ogni recensione pubblicata dagli utenti nelle schede delle singole piattaforme, offrendo un quadro più completo rispetto alle sole valutazioni tecniche.

Dai nostri test è emerso che la presenza di opinioni reali aumenta in modo misurabile la qualità delle informazioni disponibili. Gli utenti possono confrontare la propria esperienza con quella di altri giocatori, individuando più rapidamente le piattaforme che corrispondono alle loro aspettative.

Perché CasinoStrider ha deciso di mostrare opinioni reali

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Dove trovare la sezione recensioni sul sito per gli utenti italiani

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Cosa si può imparare leggendo le recensioni

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Qualità del servizio clienti 28% “Chat 24/7 molto reattiva” / “Risposte lente via email”
Chiarezza dei bonus e wagering 18% “Bonus facile da sbloccare” / “Requisiti di scommessa troppo alti”
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Recensioni vs. descrizioni degli esperti: qual è la differenza

Gli esperti di CasinoStrider seguono una metodologia strutturata: testano 12 criteri fondamentali, verificano le licenze e analizzano i tempi di prelievo. Le valutazioni dei casinò degli utenti, invece, riflettono l’esperienza soggettiva di chi gioca senza una griglia predefinita. Chi cerca un casinò affidabile in Italia ottiene il massimo leggendo entrambe le fonti in modo integrato.

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Come utilizzare le recensioni per chi cerca un casinò affidabile

Per fare una scelta informata, conviene cercare pattern ricorrenti: se molti utenti segnalano lo stesso problema, è un segnale concreto da non ignorare. Conviene incrociare le recensioni degli utenti dei casinò con le analisi degli esperti. Se un operatore ha un punteggio tecnico elevato ma commenti negativi costanti sui pagamenti, vale la pena approfondire prima di procedere.

Per chi è alle prime armi, il supporto offerto da risorse come Gambling Therapy può essere un riferimento utile per affrontare il gioco in modo consapevole.

Come riconoscere le recensioni reali e utili

Le recensioni reali dei casinò più utili includono dettagli specifici: un metodo di pagamento usato, un problema concreto e come è stato risolto. Secondo la nostra esperienza diretta, le recensioni bilanciate che indicano sia punti di forza che aspetti migliorabili sono le più attendibili.

Caratteristica Recensione affidabile Recensione da verificare
Livello di dettaglio Alto: metodi, tempi, problemi Basso: frasi generiche
Tono Bilanciato Solo positivo o solo negativo
Contesto Data, tipo di gioco Assente
Risposta del casinò Presente Assente

Oltre ai criteri qualitativi, ecco un grafico che mostra la distribuzione delle valutazioni in stelle nelle recensioni verificate su piattaforme come CasinoStrider.it (dati aggregati 2025-2026).

Anche organizzazioni come GambleAware offrono risorse utili per mantenere il controllo sul proprio comportamento di gioco.

Il futuro di CasinoStrider: maggiore trasparenza e recensioni reali

CasinoStrider.it sta costruendo un modello in cui la voce dei giocatori è parte integrante del processo di valutazione. Nei prossimi mesi, è probabile che la sezione delle recensioni dei casinò online venga ampliata con filtri avanzati, permettendo di ordinare i commenti per data, metodo di pagamento o categoria di problema segnalato.

L’obiettivo è creare una delle fonti più complete di feedback dei giocatori disponibili sul mercato italiano: più trasparenza, meno marketing e maggiore spazio per le esperienze autentiche dei giocatori.

Vinitaly 2026, Piazza Bra si accende con “Dentro c’è l’Italia”: il vino si fa arte e spettacolo

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Verona si prepara a vivere una notte magica. Sabato 11 aprile, alle ore 20:00, la splendida cornice di Piazza Bra ospiterà “Dentro c’è l’Italia”, l’evento inaugurale della 58ª edizione di Vinitaly. Organizzato da Veronafiere in partnership con OpportunItaly e con il patrocinio del MASAF, lo spettacolo celebra il vino non solo come prodotto d’eccellenza, ma come pilastro dell’identità culturale e sociale del Belpaese.

L’iniziativa precede l’apertura ufficiale del Salone Internazionale (12-15 aprile) e accoglierà oltre ai cittadini e alla stampa, i 1.000 top buyer selezionati da 70 Paesi, protagonisti della massiccia campagna di incoming realizzata da Veronafiere e ICE Agenzia.

La firma di Giuliano Peparini: un viaggio multisensoriale

Sotto la direzione artistica di Giuliano Peparini, e con il prezioso supporto della Fondazione INDA, oltre cento artisti daranno vita a una “festa scenica” senza precedenti. Lo spettacolo promette di fondere teatro, danza e musica in un linguaggio contemporaneo capace di dialogare con le radici più profonde della nostra tradizione.

Al centro della narrazione c’è una visione poetica e quasi sacrale del vino. In questa performance, il nettare di Bacco si trasforma in un simbolo vivo della memoria collettiva: uno strumento capace di unire i popoli e di raccontare storie universali, elevandosi da asset economico a potente icona di vita e cultura.

OpportunItaly: il motore digitale del Made in Italy

Se Piazza Bra rappresenta il cuore pulsante e artistico dell’evento, OpportunItaly ne costituisce il braccio operativo e tecnologico. Il programma di accelerazione dell’export, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e da ICE Agenzia, è partner strategico dell’iniziativa per sottolineare il legame tra tradizione e innovazione.

Lanciata a maggio 2025, la piattaforma ha già dimostrato la sua efficacia:

  • 110.000 lead esteri raccolti in meno di un anno.

  • 12% dei contatti qualificati concentrati specificamente nel settore agroalimentare.

  • 20 paesi obiettivo monitorati per promuovere dieci settori strategici del Made in Italy.

“OpportunItaly si configura come una ‘fiera oltre la fiera’, mantenendo vive le relazioni commerciali anche quando i riflettori degli stand si spengono.”

Attraverso il portale opportunitaly.gov.it, le imprese italiane possono accedere a vetrine digitali e guide all’export, mentre gli operatori internazionali usufruiscono del Buyers Club, un servizio di consulenza personalizzata con i Trade Analyst di ICE.

Un sistema integrato

L’evento di sabato sera non è dunque solo una celebrazione estetica, ma la rappresentazione plastica del Sistema Italia: da un lato la bellezza e la storia che attraggono il mondo, dall’altro una tecnologia evoluta che trasforma quelle connessioni emotive in opportunità di business concrete e durature. Verona, ancora una volta, si conferma capitale mondiale del vino e crocevia del commercio globale.