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risolto ‘cold case’, arrestate 4 persone

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Risolto dopo 15 anni l’omicidio Omicidio di Carmine Campana, avvenuto a Giugliano in Campania il 15 maggio 2010. Quattro gli arresti in provincia di Napoli.

I Carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 persone gravemente indiziate dei reati di omicidio premeditato nonché di detenzione e porto illegali di arma comune da sparo, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico Pagliuca di Pozzuoli.

Gli indagati avrebbero preso parte – in qualità rispettivamente di mandanti ed esecutori – all’omicidio di Carmine Campana. Il delitto sarebbe stato realizzato per affermare il controllo del territorio in contrapposizione al gruppo criminale Beneduce, cui sarebbe appartenuta la vittima, che fu uccisa con una serie di colpi d’arma da fuoco al volto.

Fonte AdnKronos

Napoli, Conte: “Rimonta non facile. Rrahmani? Parlare sempre di infortuni diventa stupido”

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Il Napoli va sotto due volte, ma riesce comunque a pareggiare. Al Maradona, nel posticipo della domenica di Serie A, finisce 2-2 contro la Roma. Prestazione che l’allenatore azzurro Antonio Conte ha analizzato a Dazn: “Stiamo onorando la maglia, cerchiamo di combattere per il Napoli e sono contento dei ragazzi. Un grazie anche ai tifosi, che non è scontato che riconoscano quello che stiamo facendo in questa stagione. Rimontare due volte la Roma non era facile, anche se penso che avremmo meritato qualcosa in più. Per me è stata una partita ‘inglese’. Dobbiamo continuare sapendo che il nostro futuro ce lo stiamo costruendo in queste partite dove conosceremo quale competizione europea giocheremo la prossima stagione”.

Su Giovane e Alisson (grande protagonista con il gol del pareggio): “Devono ancora capire i meccanismi e situazioni di gioco, ma sono ragazzi umili e accettano il fatto che gli serva ancora ancora del tempo per entrare nelle dinamiche della squadra”. E sull’infortunio di Rrahmani, Conte ha aggiunto: “Uno in più, uno in meno… nel caso troveremo la soluzione. Parlare sempre degli infortuni diventa stupido. Se lo recupereremo bene, altrimenti faremo come stiamo facendo in ogni partita che stiamo giocando in questa stagione”.

Il Napoli non è mai domo: Spinazzola ed Alisson raggiungono per due volte la Roma

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C’era una volta il derby del sole, o derby del sud: oggi, nella tribuna ospiti del Maradona, c’è una sola bandiera che garrisce timidamente fra le due curve riempite d’azzurro. Tra Napoli e Roma c’è un’aspra rivalità che non accenna ad appassirsi. In campo, è la sfida fra due squadre che puntano in alto, che – forse – hanno rinunciato allo scudetto, e che vogliono conquistare l’Europa che conta.

Finisce con un giusto pareggio fra le due squadre che si sono sfidate apertamente. La vittoria per l’una o per l’altra, significava dare una svolta importante verso la Champions. La Roma passa in vantaggio con Malen dopo pochi minuti, ma verso la fine del primo tempo Spinazzola la metta laddove Svilar non può arrivare e fa 1-1. Nella ripresa, il Napoli gioca ma non affonda: ci riescono gli ospiti, dopo una iniziativa di Wesley, che guadagnano e trasformano un rigore nuovamente con Malen. Cambi decisivi per il Napoli: pallone che finisce a Giovane, passaggio ad Alisson che da fuori area insacca alle spalle del portiere il definitivo 2-2.

Napoli-Roma, il primo tempo

Per i campioni d’Italia in carica, Politano ritorna fra i titolari, c’è Gilmour nuovamente fra i convocati, assente McTominay; per gli ospiti, Dybala assente, Soule in panchina: attacco composto da Zaragoza, Malen e Wesley.

Il ritmo è alto già dal primo minuto. Della Roma il primo pallone della partita, che impronta subito un palleggio veloce ed un pressing alto sui portatori azzurri. Per questi ultimi, due occasioni di contropiede non sfruttate a sufficienza. Su un capovolgimento di fronte, i giallorossi passano in vantaggio: passaggio al centro rasoterra di Zaragoza dove trova puntuale Malen per lo 0-1 dopo sei minuti. Regolare la rete perché Rrahmani lo tiene in posizione. La ripresa dei padroni di casa è lenta, come un diesel, ma carbura metri passaggio dopo passaggio. Il primo tentativo è di Vergara che, al quarto d’ora, trova una deviazione in corner dopo un sinistro ravvicinato: dalla seguente battuta, il pallone finisce a Lobotka che prova il tiro da fuori, parato da Svilar.

Non ci sono tiri veramente pericolosi, verso l’area di rigore avversaria: il perno Hojlund non sempre riesce a fare sponda verso i due trequartisti. Invece, lo sono i tentativi della Roma che prima con Malen poi con Pisilli tirano verso la porta ma a lato di Milinkovic. Al 40°, il Napoli pareggia: palleggio insistito fuori l’area di rigore giallorossa senza trovare varchi, ne approfitta Spinazzola che, dalla distanza, beffa Svilar con un gran tiro. Durante il primo dei due minuti di recupero, la Roma beneficia di un calcio di punizione dalla destra, che il Napoli riesce a neutralizzare senza correre rischi. La prima frazione di gioco, si conclude quindi sull’1-1

Napoli-Roma, il secondo tempo

Il primo quarto d’ora della ripresa è totalmente di marca azzurra. Spinazzola va vicino al raddoppio, ma la difesa avversaria sventa il pericolo. Hojlund è più mobile, e Vergara più sicuro di sé. Così come la difesa azzurra, che riesce a tenere meglio sotto controllo le frecce offensive della squadra di Gasperini, che ha fatto entrare Soule. Al 65°, cross di Spinazzola sul secondo palo, Gutierrez fa sponda di testa, ma Svilar para ed evita incursioni azzurre.

Al 67°, calcio di rigore per la RomaWesley sfugge velocemente alla marcatura di Rrahmani che lo atterra in area. Senza esitazioni, il direttore di gara indica il dischetto del rigore: alla battuta c’è Malen che spiazza il portiere e fa doppietta. Durante la preparazione del rigore, Conte fa entrare Olivera ed Alisson: proprio quest’ultimo scalda i guanti a Svilar dopo una serpentina verso l’area di rigore. Ma, era la prova generale prima del gol: assist di Giovane al limite dell’area, e il numero 27 buca Svilar con un insidioso rasoterra. Prima della rete, stava per entrare Lukaku, ma sul punteggio di parità Conte opta per Mazzocchi al posto di Politano. La Roma prova a reagire, ma il cross dalla destra per Vaz è troppo alto.

I minuti finali sono concitati e lo stadio torna a cantare ed incitare dopo qualche minuto di smarrimento. Azione di Alisson, passaggio per Hojlund che si incunea in area e trova il corner. Gli azzurri assediano il fortino giallorosso, fra i cori della curva B: Alisson serve Gutierrez appostato fuori area, il suo sinistro è deviato dal portiere. Questa è stata l’ultima azione del match al Maradona, che finisce in parità.

Monza- Juve Stabia (2-1): Le pagelle dei gialloblù

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Al termine di Monza – Juve Stabia terminata con il risultato di 2 a 1 in favore dei padroni di casa che ribaltano con Hernani e Petagna l’inziale vantaggio firmato da Mosti, vi presentiamo la nostra pagella per i calciatori gialloblù

CONFENTE 5,5: Intercetta tutte le palle alte, nel primo tempo fa una parata difficile e mantiene il risultato inalterato. Nel secondo tempo incolpevole sul primo goal del Monza ma un errore che fa male porta al raddoppio dei padroni di casa.

GIORGINI 6: il suo ruolo migliore è fare il laterale destro della difesa a tre che svolge con semplicità. Poco tempestivo nella chiusura sull’uomo sfuggito al compagno.

DALLE MURA 6: Si conferma nel ruolo di centrale che svolge con semplicità e senza fronzoli, non ha grosse colpe per i goal subiti.

BELLICH 6,5: Inizia a destra dove va in difficoltà, portato nel suo ruolo abituale fa la solita partita di sostanza, dalle sue parti è difficile passare.

CARISSONI 5: sbagli appoggi facili in ripartenza , i due goal sono nati perché si è fatto trovare fuori dalla sua zona di competenza. Dal 78’RICCIARDI S.v.

MOSTI 6,5: All’inizio della partita si fa trovare pronto sul primo pressing portato e realizza il suo terzo goal . Ricuce gioco e dirige il pressing come un direttore d’orchestra. Dal 70’MAISTRO 5,5: non si è vista la sua tecnica e non si rende mai pericoloso in fase offensiva.

LEONE 6: Il goal iniziale porta la squadra a fare un lavoro di pressing a tutto campo, le sue geometrie si sono riviste dopo il vantaggio del Monza sfruttando l’arretramento degli avversari.

CORREIA 6: Nel primo tempo riesce a muoversi tra le maglie avversarie con le sue traversate, calato alla distanza il suo apporto è venuto un po’ meno, tenta la via del goal senza fortuna.

CACCIAMANI 6,5: Il giovane calciatore proprietà del Torino sta tornando sui livelli d’inizio campionato risultando il più pericoloso in fase offensiva.

ZEROLI 5,5: Il vantaggio iniziale lo porta a fare un compito non suo che non svolge in modo appropriato, non mantiene palla e sbaglia appoggi facili. Nei minuti giocati del secondo tempo nel ruolo di sottopunta migliora il suo apporto. Dal 70’Dos Santos 5,5:Entra per dare più vivacità all’attacco fa qualche spunto interessante ma in alcuni momenti si deve essere più decisi .

OKORO 6: Da solo riesce a mantenere la squadra alta poco lucido su alcune aperture che potevano essere letali, toccato duro ha dovuto alzare bandiera bianca . Dal 57’ GABRIELLONI 5: Non incide sulla partita, lento nel leggere alcuni situazioni che poteva essere pericolose.

ABATE 6: La partita forse non era stata preparata così , ma dopo il goal fulmineo decide di abbassarsi e fare pressing a tutto campo lasciando solo OKORO in avanti, infatti il Monza nel primo tempo ha creato solo un’azione pericolosa. Nel secondo tempo andando in svantaggio con i cambi ha cercato di dare più pericolosità in fase offensiva dai subentrati è arrivato poco e non si è riusciti a pareggiare, risultato che poteva essere giusto e meritato.

Monza – Juve Stabia, Paolo Bianco: “Prova di forza mentale contro un avversario imbattibile da settimane”

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L’allenatore della formazione brianzola, Paolo Bianco, ha commentato con grande soddisfazione l’impresa dei suoi ragazzi, capaci di capovolgere il risultato ai danni della Juve Stabia nell’incontro con i giornalisti del post-gara. Ecco l’analisi dettagliata del tecnico.

Il blackout iniziale e la scossa negli spogliatoi

Analizzando l’andamento del match, l’allenatore ha subito affrontato il tema della partenza a rilento:

“Ci siamo trovati a dover scalare una montagna fin dai primissimi minuti a causa di una nostra disattenzione, un infortunio tattico che comunque fa parte del gioco. Rientrati negli spogliatoi alla fine del primo tempo, non ho fatto drammi: ho semplicemente chiesto ai ragazzi di non disunirsi, di mantenere la concentrazione alta e di restare aggrappati all’incontro. Quella pausa di quindici minuti è stata provvidenziale per riordinare le idee e cancellare le scorie della prima frazione.”

Il peso di un’impresa complessa

Bianco ha poi voluto sottolineare lo spessore dell’impresa compiuta dalla sua rosa: “Capovolgere l’esito di una partita nata storta è sempre uno scoglio durissimo da superare dal punto di vista psicologico. Il valore di questo successo raddoppia se consideriamo l’avversario che avevamo di fronte. I campani si presentavano a questo appuntamento in uno stato di forma strepitoso, forti di un filotto di ben nove risultati utili di fila. Non era affatto scontato batterli.”

Fiducia cieca in Thiam e le gerarchie tra i pali

Il tecnico ha colto l’occasione per blindare il proprio estremo difensore, incappato in una sbavatura tecnica, e spegnere sul nascere eventuali dubbi legati al suo sostituto, Pizzignacco:

“L’imprecisione del nostro portiere? Ha calibrato male un rinvio, ma sono leggerezze che nel mondo del pallone possono capitare a chiunque.” Per quanto riguarda le gerarchie in porta, non esistono discussioni: “il titolare indiscusso è lui. Fino a quando le sue condizioni fisiche e di salute glielo permetteranno, il posto tra i pali è suo di diritto e non vi è alcuna ragione valida per ipotizzare un avvicendamento.”

Il fattore Hernani: l’arte di dosare i campioni

Infine, una chiusura dedicata alla gestione del talento brasiliano, elemento chiave dello scacchiere brianzolo: “Se dovessi ragionare lasciandomi guidare dall’entusiasmo del tifoso, non lo toglierei mai dal rettangolo verde: lo vorrei in campo dal fischio d’inizio fino al recupero finale. Tuttavia, conosciamo perfettamente il suo profilo atletico e le sue caratteristiche fisiche; di conseguenza, siamo obbligati a centellinare le sue energie e a gestirne il minutaggio con estrema intelligenza.”

Monza – Juve Stabia, Marco Bellich: Sconfitta dal sapore amaro. Oggi abbiamo dimostrato di non temere nessuno

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Conclusasi la combattuta e complessa sfida contro la formazione brianzola, la sala stampa ha ospitato le riflessioni a caldo del capitano della Juve Stabia, Marco Bellich. Il difensore delle Vespe ha offerto un’analisi lucida e articolata, toccando tutti i punti nevralgici dei novanta minuti appena trascorsi.

Il rammarico per il risultato e la forza del gruppo

“È innegabile che all’interno dello spogliatoio si respiri una forte delusione per l’epilogo del match,” ha esordito Bellich. “Se valutiamo oggettivamente la mole di gioco che siamo riusciti a produrre, ritengo che un pareggio sarebbe stato il verdetto più equo per premiare i nostri sforzi. Tuttavia, da questa serata ereditiamo una certezza granitica: abbiamo preso coscienza della nostra forza. Non siamo secondi a nessuno, né sotto il profilo dell’atletismo, né per quanto riguarda l’intelligenza e la struttura tattica. Possiamo scendere in campo e confrontarci a viso aperto contro qualunque avversario”.

Un encomio all’avversario: la corazzata Monza

Spostando l’attenzione sulla caratura degli avversari, il capitano non ha lesinato complimenti: “Di fronte avevamo una squadra costruita con geometrie precise e un’organizzazione invidiabile. Il Monza dispone di singoli fuoriclasse, atleti in grado di spaccare la partita in qualsiasi frazione di secondo grazie a colpi di genio che difficilmente si trovano in altre rose di questo campionato. Non ho dubbi sul fatto che saranno protagonisti assoluti nella corsa per conquistare la vetta della classifica”.

Mancanza di cinismo sotto porta

Analizzando l’andamento della gara, Bellich ha individuato il momento chiave della sconfitta nella mancata finalizzazione: “Siamo mancati nel momento in cui dovevamo sferrare il colpo di grazia. Sia nel frangente in cui conducevemo il gioco, sia quando il parziale era in perfetto equilibrio, ci sono capitate fra i piedi occasioni nitide per indirizzare definitivamente la gara a nostro favore. Non averle capitalizzate è un peccato, ma dobbiamo accettarlo come uno step fisiologico nel nostro percorso di crescita sportiva. Lavoreremo per diventare più spietati”.

Le criticità del terreno di gioco

Non è mancata una parentesi sulle condizioni del manto erboso: “Voglio essere del tutto trasparente: lo stato del manto erboso ha inevitabilmente condizionato le dinamiche della partita. Abbiamo dovuto fare i conti con un terreno faticoso, pesante e con evidenti carenze di vegetazione. Mi auguro vivamente che nei nostri prossimi impegni agonistici si possa calcare un prato in condizioni nettamente migliori, che favorisca uno sviluppo del gioco più fluido”.

Il dispendio energetico e l’importanza del turnover

Sulla tenuta atletica nel finale di gara, il capitano ha ammesso: “Il dispendio energetico è stato massiccio e, alla distanza, i muscoli si sono appesantiti per tutti, anche per i nostri avversari. In quest’ottica, diventa assolutamente cruciale riuscire a svuotare l’infermeria nel minor tempo possibile. Per centrare l’obiettivo primario della permanenza in questa categoria, avremo un disperato bisogno dell’apporto e del talento di ogni singolo elemento presente in rosa”.

L’elogio speciale per Dalle Mura

In chiusura, Bellich ha voluto dedicare un pensiero particolare al suo compagno di reparto: “Voglio sottolineare la prestazione maiuscola di Dalle Mura. È sceso in campo guidando la linea con una freddezza e un’autorità fuori dal comune. Osservandolo, si percepisce immediatamente come abbia già ampiamente assimilato i ritmi, le pressioni e le dinamiche di questo difficile torneo vantando già tante presenze in cadetteria”.

Monza – Juve Stabia, Abate: Grande prova di personalità, ci è mancato il palleggio. La salvezza è la priorità

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Nel post-partita dell’U-Power Stadium, l’atmosfera in sala stampa è quella di chi è consapevole di aver offerto una prova di spessore, pur con qualche rimpianto. Ignazio Abate, allenatore della Juve Stabia, analizza con estrema lucidità la prestazione delle sue “Vespe” contro il Monza, tessendo le lodi del gruppo ma richiamando tutti, indistintamente, al pragmatismo necessario per chi ha come unico credo la permanenza in categoria.

La Prestazione: Coraggio contro la Stanchezza

Il tecnico gialloblù non si nasconde dietro frasi di circostanza quando parla del valore dell’avversario. Affrontare una corazzata come il Monza, dotata di individualità di categoria superiore, richiedeva un approccio quasi perfetto.

“Siamo scesi in campo consapevoli della caratura tecnica di chi avevamo di fronte,” ha esordito Abate. “Nonostante ciò, la squadra non si è snaturata, mettendo in mostra quel coraggio e quella personalità che avevo chiesto. Non va dimenticato che eravamo alla terza fatica in soli sette giorni, su un terreno di gioco ostico e pesante che non favoriva certo il recupero energie.”

I Rimpianti: Cinismo e Pulizia Tecnica

Se da un lato c’è l’orgoglio per la tenuta mentale, dall’altro emerge un pizzico di rammarico per la gestione dei momenti chiave, i cosiddetti “episodi” che spesso determinano il risultato finale. Secondo l’allenatore, le Vespe avrebbero potuto essere più letali. “Ci è mancato il guizzo finale per chiudere i conti quando ne abbiamo avuto l’occasione,” ammette il mister. “Contro formazioni di questo livello, la ricerca della perfezione è quasi un obbligo, anche se sappiamo che la perfezione non esiste. Avremmo dovuto gestire meglio il possesso palla in alcune fasi; la loro pressione era costante, specialmente con le uscite di Birindelli sulle nostre mezzali, e lì dovevamo essere tecnicamente più puliti.”

Il Progetto Giovani e il Talento di Zeroli

Uno dei passaggi più significativi della conferenza ha riguardato la filosofia del club e la crescita dei singoli. La Juve Stabia si conferma un laboratorio di talenti, una squadra “verde” che deve accettare i propri limiti per poterli superare. “Non siamo ancora un collettivo totalmente maturo per puntare a traguardi di vertice, ed è normale sia così,” spiega Abate. “La strada è quella del lavoro quotidiano, step by step.”

L’allenatore si è poi soffermato su Kevin Zeroli, spendendo parole al miele per il giovane centrocampista:

“Conosco Kevin fin da quando era un bambino e vederlo oggi mi conforta. Sta compiendo passi da gigante sia nella struttura fisica che nell’intelligenza tattica. Nel ruolo di mezzala ha margini di miglioramento esponenziali; sono certo che davanti a sé ha una carriera luminosa.”

L’Obiettivo: Piedi per Terra e Quota 46

Nonostante la classifica possa indurre a sogni di gloria, Abate tira il freno a mano e riporta l’attenzione sulla realtà nuda e cruda della Serie B. Il traguardo resta uno solo: la salvezza matematica. “Mancano tredici giornate, che nel calcio equivalgono a un’eternità,” avverte il tecnico. “Ho abbastanza esperienza per sapere che le cose possono cambiare in fretta. Non abbiamo ancora toccato la soglia della tranquillità, quei famosi 46 punti che sanciscono la salvezza. Fino ad allora, umiltà assoluta. Siamo stati bravi a tenerci lontani dalle sabbie mobili della bassa classifica, ma questo è un campionato traditore. Solo dopo aver raggiunto l’obiettivo primario potremo, forse, pensare di alzare l’asticella.”

In chiusura, un attestato di stima per il gruppo: “Sono fiero di come i ragazzi hanno interpretato la gara, difendendo con ordine e proponendo le nostre idee in uno stadio difficile. È stata una grandissima partita.”

Monza – Juve Stabia: 2-1 (2′ Mosti 51′ Hernani 64′ Petagna)

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Benvenuti all’U-Power Stadium, appassionati di grande calcio! Buon pomeriggio e ben trovati a questa diretta testuale che vi racconterà, minuto per minuto, le emozioni di Monza – Juve Stabia, match valido per la giornata n.25 del campionato di Serie BKT 2025-2026.

Allacciate le cinture, perché ci aspetta un pomeriggio di fuoco in Brianza!

Il momento delle due squadre

Le due formazioni arrivano a questo crocevia della stagione con umori e percorsi differenti, ma con la stessa fame di punti:

  • Il Monza: I padroni di casa guidati da Paolo Bianco tornano tra le mura amiche dopo l’ostica trasferta in Trentino-Alto Adige, conclusasi con un pareggio contro il Südtirol. I brianzoli, squadra costruita per i vertici della classifica, vanno a caccia di una vittoria per riprendere la marcia e regalare una gioia al proprio pubblico. Tra i pali, occhi puntati sul grande ex della sfida, Demba Thiam.

  • La Juve Stabia: Le Vespe di mister Ignazio Abate volano sulle ali di un entusiasmo straripante. I gialloblù arrivano all’U-Power Stadium forti dell’impresa del “Castellani”, dove hanno ribaltato e sconfitto a domicilio l’Empoli di Alessio Dionisi con un secondo tempo da manuale. Una vittoria che ha ridato slancio verso l’obiettivo salvezza e che permette alla squadra campana di affrontare questa “missione impossibile” con la mente sgombra e senza nulla da perdere.

Tutto è pronto, le squadre stanno ultimando il riscaldamento e gli spalti si colorano. Restate con noi per non perdervi nemmeno un’azione, un contrasto o un brivido di questa sfida che promette spettacolo.

TABELLINO PROVVISORIO

Monza (3-4-2-1): Thiam; Birindelli, Ravanelli, Carboni (71′ Lucchesi); Ciurria (71′ Bakoune), Obiang, Pessina, Azzi; Alvarez (61′ Petagna), Hernani (79′ Colombo); Cutrone (79′ Dani Mota).

A disposizione: Pizzignacco, Brorsson, Delli Carri, Keita, Capolupo, Colpani, Caso.

All. Bianco

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente; Giorgini, Dalle Mura, Bellich; Carissoni (79′ Ricciardi), Mosti (71 Maistro), Leone, Correia, Cacciamani; Zeroli (71′ Dos Santos), Okoro (58′ Gabrielloni).

A disposizione: Signorini, Boer, Burnete, Ciammaglichella, Kassama, Torrasi, Mannini.

All. Abate

Direttore di gara: Sig. Niccolò Turrini della sezione AIA di Firenze

Primo Assistente Sig. Federico  Fontani della sezione AIA di Siena

Secondo Assistente Sig. Federico Votta della sezione AIA di Moliterno

IV° uomo  Sig. Mattia Drigo della sezione AIA di Pontegruaro

VAR  Sig. Francesco Cosso della sezione AIA di Reggio Calabria

AVAR  Sig. Marco Guida della sezione AIA di Torre Annunziata

Marcatori: 2′ Mosti 51′ Hernani 64′ Petagna

Angoli: 5 – 7

Ammoniti: –

Espulsi: –

Recupero: 1′ p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba naturale in buone condizione. Giornata soleggiata. Settore ospiti aperto con 57 tifosi gialloblù presenti.

PRIMO TEMPO

2′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Erroraccio di Thiam che nel tentativo di servire un compagno di fatto serve Okoro che prende palla, prova a scavalcarlo e viene atterrato dallo stesso portiere, la palla però arriva a Mosti che calcia a rete trovando la respinta di Birindelli, ma la palla resta ancora nella sua disponibilità e il secondo tentativo di segnare va a buon fine.

26′ Monza pericoloso con il cross di Ciurria su cui prima Confente non è stato perfetto e su cui Carissoni stava combinando la frittata nel tentativo di liberare l’area in calcio d’angolo.

27′ Sugli sviluppi del calcio d’angolo miracolo di Confente sul colpo di testa di Cutrone che aveva indirizzato la palla nell’angolo alla destra del portiere ospite

43′ Juve Stabia pericolosa: Okoro serve un pallone d’oro a Cacciamani, l’esterno entra in area si libera di Birindelli ma poi sul suo tiro trova l’opposizione in angolo di Thiam

Il direttore di gara concede 1 minuto di recupero.

Il primo tempo finisce con la Juve Stabia in vantaggio e il Monza che esce tra i fischi del pubblico di casa.

SECONDO TEMPO

47′ Monza pericoloso con Hernani che riceve palla da Cutrone e scaglia un bolide che finisce di poco alto sulla traversa

48′ Risponde la Juve Stabia con Cacciamani che se ne va sulla fascia, entra in area impegna alla respinta a terra Thiam su cui si avventa Okoro ma la difesa devia in angolo.

51′ PAREGGIO DEL MONZA: Azzi si libera di Giorgini e mette un cross rasoterra su cui Leone non riesce a liberare bene, la palla arriva ad Hernani che fa partire un siluro che infila alla sinistra di Confente.

53′ Risponde la Juve Stabia con ancora Cacciamani che scende sul fondo e serve l’accorrente Zeroli che non inquadra la porta di un soffio con la palla che fa la barba al palo alla destra di Thiam

58′ La Juve Stabia sostituisce Okoro con Gabrielloni.

60′ Juve Stabia che ci prova ancora ad essere pericoloso con Carissoni che riceve palla e serve al limite dell’area Zeroli che spalle alla porta si gira ma non riesce a tenere bassa la palla e la conclusione termina alta.

61′ Nel Monza esce Alvarez entra Petagna

64′ IL MONZA PASSA IN VANTAGGIO: Errore di Mosti in ripartenza, il Monza parte in contropiede con Hernani che riceve palla e se ne va sulla fascia, traversone rasoterra su cui Confente interviene respingendo il pallone sui piedi di Petagna che non deve fare altro che appoggiarlo in rete.

71′ Juve Stabia pericolosa con un gran tiro di Correia da fuori area su cui si deve impegnare Thiam per la deviazione in angolo. Cambio Juve Stabia esce Mosti entra Maistro poi Zeroli lascia il posto a Dos Santos. Nel Monza escono Ciurria per Bakoune e Carboni per Lucchesi

79′ Doppio cambio Monza: esce Hernani ed entra Colombo, esce Cutrone ed entra Dani Mota. La Juve Stabia sostituisce Carissoni con Ricciardi

Il direttore di gara concede 4 minuti di recupero

93′ Sugli sviluppi di un calcoo d’angolo in favore della Juve Stabia, Dalle Mura calcia rete trovando la respinta della difesa di casa, la palla arriva a Ricciardi che viene anche lui murato.

Finisce con la vittoria del Monza con la Juve Stabia che ha spaventato i padroni di casa e che avrebbe meritato il pari per il gioco espresso nell’arco dei 90 minuti. Resta l’amaro in bocca per il risultato ma la consapevolezza di aver disputato un’ottima gara e di essersi arresi solo alla forza dei singoli del Monza.

Monza – Juve Stabia, Bianco: “Possiamo vincerle tutte, voglio il primo posto. Vespe? Occhio, sono da playoff”

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Non si nasconde dietro frasi di circostanza, né cerca alibi. Alla vigilia del match contro la Juve Stabia, il tecnico del Monza Paolo Bianco traccia una linea netta tra l’accontentarsi e il voler vincere, lanciando un messaggio chiarissimo alla squadra e all’ambiente: l’obiettivo non è partecipare, ma primeggiare.

“Voglio arrivare primo”

È un Bianco ambizioso quello che parla in conferenza stampa. L’allenatore non usa mezzi termini riguardo agli obiettivi stagionali: “Chi fa sport vuole vincere. Io non voglio la promozione in generale, voglio arrivare primo e vincere il campionato. Devi lavorare per arrivare primo, non guardo ai playoff”. Una mentalità vincente che il tecnico pretende dai suoi ragazzi in ogni singolo match: “Io posso accettare una non vittoria, ma partecipo per vincere tutte le partite. So che la squadra può vincerle tutte ma non è scontato farlo”.

L’analisi del momento: saper soffrire

Facendo un passo indietro all’ultima prestazione (contro una squadra ostica come quella di Castori), Bianco difende la prova di maturità dei suoi. “Ho fatto tante analisi. Castori ha determinate caratteristiche e anche se sei la più forte rischi di perdere le partite” spiega il tecnico. “Noi siamo stati bravi a stare in una partita brutta e sporca, perché se non l’avessimo fatta l’avremmo persa. Per me è un punto guadagnato ed è molto prezioso”.

Il percorso di crescita del Monza passa proprio dalla gestione delle difficoltà contro avversari rocciosi: “Stiamo lottando contro squadre più preparate per questo campionato. Non più forti, ma più preparate. Quello che sto provando a insegnare alla squadra è vivere le difficoltà”. Una filosofia che include anche il rischio calcolato, come accaduto a Venezia: “A volte si prendono delle scelte in questa chiave, anche rischiando di perdere quando sarebbe stato facile togliere Carboni e invece non l’ho fatto. Dobbiamo lasciare qualcosa ai ragazzi”.

L’avversario: rispetto per la Juve Stabia e Abate

Testa ora alla Juve Stabia, avversario che Bianco non sottovaluta affatto, anzi, candida ufficialmente alla post-season: “La Juve Stabia farà i playoff, lo dico da inizio stagione. Ha un D.S. che non sbaglia un calciatore e un allenatore preparato. Daranno filo da torcere a tante squadre”.

Per battere la compagine guidata da Ignazio Abate, la ricetta di Bianco è un mix di tecnica e atteggiamento: “Domani servirà qualità, spensieratezza e coraggio, ma anche umiltà. Abate sa dare una grande impronta alle sue squadre, sta a noi trovare le debolezze per batterli”.

I singoli: elogio a Pessina e il punto sull’infermeria

In chiusura, parole al miele per il capitano Matteo Pessina, protagonista di un ottimo atteggiamento nell’ultima trasferta a Bolzano: “Pessina è un figlio di Monza, ci mette qualcosa in più. A Bolzano è stato quello che voleva il risultato più di tutti, sono contento di lui”.

Buone notizie infine dall’infermeria. Il gruppo è quasi al completo per la sfida casalinga: “A parte Antov, sono tutti a disposizione”.

Monza – Juve Stabia: le scelte di mister Abate. Ecco i 22 convocati per la trasferta allo U-Power Stadium

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Si è conclusa la marcia di avvicinamento della Juve Stabia alla difficile trasferta in Brianza. La Juve Stabia ha reso noto che, al termine dell’allenamento di rifinitura svoltosi oggi presso il centro sportivo “G.B Fabbri” di Ferrara, il tecnico Ignazio Abate ha sciolto le riserve diramando la lista dei calciatori che prenderanno parte alla gara contro il Monza.

Il match, valevole per la giornata n.25 del campionato di Serie BKT, è in programma domani, domenica 15 febbraio 2025, con fischio d’inizio fissato per le ore 15:00 nella cornice dello “U-Power Stadium”.

La lista dei convocati

Sono 22 le Vespe chiamate a raccolta dallo staff tecnico gialloblù. Per quanto riguarda le scelte di formazione, Abate dovrà gestire alcune assenze pesanti, ma potrà contare su un gruppo compatto guidato in attacco da Gabrielloni e Burnete.

Di seguito l’elenco completo dei convocati diviso per reparti:

  • Portieri: 1 Confente, 16 Signorini, 23 Boer.

  • Difensori: 2 Ricciardi, 6 Bellich, 14 Dalle Mura, 21 Kassama, 24 Carissoni, 33 Giorgini, 76 Mannini.

  • Centrocampisti: 8 Zeroli, 17 Ciammaglichella, 28 Torrasi, 29 Correia, 37 Maistro, 55 Leone, 77 Cacciamani, 98 Mosti.

  • Attaccanti: 7 Burnete, 9 Gabrielloni, 70 Dos Santos, 90 Okoro.

Il punto sull’infermeria e i disciplinari

La lista dei convocati evidenzia diverse defezioni importanti per lo scacchiere tattico di mister Abate. Restano infatti a casa per problemi fisici elementi chiave come Candellone e Varnier, oltre a Battistella, Diakite, Morachioli e Pierobon.

Sul fronte disciplinare, massima attenzione dovrà essere prestata da Giorgini, unico giocatore in diffida: un’eventuale ammonizione allo U-Power Stadium gli costerebbe la squalifica per il prossimo turno.

La squadra è ora pronta a dare battaglia contro i brianzoli, cercando punti preziosi per consolidare la propria posizione in classifica in questo avvio di girone di ritorno.

Juve Stabia, inizia il tour de force tra le vette della Serie B: Prima tappa Monza

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Se fino ad oggi il cammino è stato sorprendente, adesso il gioco si fa duro. E quando il gioco si fa duro, le Vespe devono iniziare a volare ancora più in alto. Archiviata la prima fase del girone di ritorno, per la Juve Stabia è arrivato il momento di dover alzare l’asticella in termini di impegno (non di risultato in classifica).

La classifica certifica una stagione fin qui straordinaria, ben oltre le più rosee aspettative della vigilia, ma il calendario che attende gli uomini di mister Ignazio Abate nelle prossime settimane non ammette distrazioni. Somiglia, infatti, a un passaggio ravvicinato sulle vette più impervie della cadetteria. Con tutto il rispetto per avversarie del calibro di Modena, Avellino e Sampdoria – signore squadre che hanno già testato la tenuta dei gialloblù – quello che sta per arrivare è un vero e proprio ciclo di fuoco contro le “prime della classe”.

Prima tappa: l’esame dell’U-Power Stadium

Il primo appuntamento di questo tour de force è fissato per domenica 15 febbraio. Le Vespe faranno visita al Monza, vera e propria corazzata del torneo e lanciatissima verso il ritorno immediato in massima serie. All’U-Power Stadium non sarà una gita di piacere. Si preannuncia una sfida tattica e nervosa: la Juve Stabia dovrà dimostrare di aver metabolizzato e corretto gli errori commessi in precedenti trasferte per strappare punti a una squadra che, tra le mura amiche, concede le briciole agli avversari. Servirà la partita perfetta: compattezza, ripartenze letali e nervi saldi.

Palermo e Venezia: le trasferte della verità

Ma la sfida ai brianzoli è solo l’antipasto. Il destino della stagione stabiese passerà inevitabilmente per altri due campi caldissimi, due stadi che trasudano storia e ambizione:

  • Palermo (metà marzo): La trasferta del “Renzo Barbera” rappresenterà uno scontro frontale ad altissimo coefficiente di difficoltà. I rosanero vantano un attacco stellare, guidato dal capocannoniere Pohjanpalo, un cliente scomodissimo per qualsiasi difesa. Lì si misurerà la reale tenuta mentale della retroguardia di Abate.

  • Venezia (aprile): Ad aprile, le Vespe voleranno in laguna per sfidare l’attuale capolista. Quello contro gli arancioneroverdi potrebbe essere il test definitivo per capire se le ambizioni playoff sono un sogno concreto o un miraggio.

Il “Menti” deve restare un fortino

Se le trasferte fanno tremare i polsi, la certezza a cui aggrapparsi ha un nome preciso: Romeo Menti. In un girone di ritorno dove ogni centimetro conta, il pubblico di Castellammare è chiamato a essere il dodicesimo uomo in campo, specialmente nel match interno contro il Frosinone. I ciociari, attuali terzi in classifica, troveranno un ambiente infuocato: la Juve Stabia sa che per restare nella “scacchiera” delle grandi deve fare del proprio stadio un fortino inespugnabile, dove anche le big devono lasciare il passo.

Tra salvezza e sogno

L’obiettivo primario resta lucido e pragmatico: accumulare i punti necessari per la matematica salvezza. Tuttavia, il calcio è fatto anche di sogni. Riuscire a fare punti contro queste corazzate – ripetendo le imprese compiute nel girone d’andata – potrebbe regalare ai tifosi quel quid in più, quella scintilla capace di trasformare una stagione tranquilla in un’annata memorabile, sulla scia dell’entusiasmo dello scorso torneo.

Abate e i suoi ragazzi sono pronti: le scarpe sono allacciate, lo sguardo è alto. La scalata comincia domenica.

Juve Stabia, ufficiale: Nusco Spa è il nuovo Official Sponsor delle Vespe

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La Juve Stabia continua a crescere, non solo sul rettangolo verde ma anche fuori dal campo. Il club è infatti lieto di annunciare di aver raggiunto un prestigioso accordo di sponsorizzazione con Nusco Spa, che diventa così il nuovo Official Sponsor della squadra.

Un partner di caratura nazionale

Nusco Spa rappresenta un’autentica eccellenza nel panorama economico e industriale. L’azienda è leader indiscussa nel mercato della produzione e commercializzazione di porte e infissi, vantando una quota di mercato che, negli ultimi anni, si è attestata tra le più alte e solide del proprio ramo commerciale.

A testimoniare la forza, la trasparenza e l’affidabilità del brand, c’è un dato su tutti: l’azienda è quotata in borsa, a conferma di una solidità strutturale e di una visione orientata costantemente alla crescita e all’innovazione.

Due realtà del territorio unite per l’eccellenza

L’accordo siglato va ben oltre la semplice partnership commerciale. Rappresenta la volontà di creare una forte sinergia tra due realtà radicate nel territorio, pronte a fare squadra per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

Nel comunicato ufficiale della società si legge che la Juve Stabia dà il suo più caloroso benvenuto a Nusco Spa, un brand di forte tradizione che da sempre è sinonimo di qualità assoluta nel proprio settore. Da oggi, questa eccellenza imprenditoriale si unisce ufficialmente ai colori gialloblù, portando con sé la grinta e la mentalità vincente che la contraddistinguono.

Il passaggio più significativo del comunicato stampa recita testualmente: “Il legame tra il territorio e le sue eccellenze è il motore per costruire un futuro di successi. Benvenuta Nusco Spa nella famiglia gialloblè!”

Sangalli (MonzaNews): “Sarà un big match contro un grandissimo Stabia. Zeroli via per poco spazio”

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In vista del prossimo impegno di campionato tra Monza e Juve Stabia, il giornalista di Monza News Alessandro Sangalli è intervenuto a Juve Stabia Talk Show per analizzare lo stato di forma dei biancorossi e presentare quello che ha definito il vero “big match” della giornata.

Il momento del Monza: tra soddisfazione e rammarico
Il Monza approda alla sfida dopo cinque risultati utili consecutivi (tre vittorie e due pareggi), ma l’ultimo 0-0 contro il Sudtirol ha lasciato un pizzico di amaro in bocca all’ambiente. Sangalli ha spiegato che i tifosi avrebbero voluto sfruttare meglio il passo falso del Venezia (sconfitto in casa dal Modena) per accorciare ulteriormente la classifica. Nonostante questo, Mister Bianco si è detto soddisfatto della prestazione contro una squadra fisica come quella di Castori, sottolineando che il Monza è già oltre le aspettative iniziali di inizio stagione. L’obiettivo dichiarato resta comunque uno solo: la promozione in Serie A.

Il punto sugli ex: Thiam e Zeroli
Sangalli ha offerto un’analisi dettagliata di due profili legati a doppio filo con Castellammare:
• Demba Thiam: Il portiere è considerato un ottimo elemento tra i pali, grazie alla sua imponente altezza, pur palesando talvolta qualche incertezza nel gioco con i piedi. Sangalli lo ha promosso definendolo superiore al suo predecessore Turati e si è detto favorevole a una sua eventuale permanenza anche in caso di promozione.
• Kevin Zeroli: Riguardo al centrocampista oggi in gialloblù, Sangalli ha spiegato che a Monza non ha mai trovato spazio a causa della presenza di “pilastri” come Pessina e Obiang. Ha definito corretta la scelta di lasciarlo partire per permettergli di esprimere il suo talento in una piazza che lo valorizzi.

L’analisi della Juve Stabia: “Un avversario tosto”
Il giornalista ha mostrato grande stima per il lavoro della Juve Stabia, definendola una “grandissima squadra” capace di dimostrare il proprio valore già nella gara d’andata. Se dovesse vestire i panni del direttore sportivo, Sangalli “scipperebbe” volentieri tre elementi alle Vespe: Nicola Mosti, che lo ha impressionato dal vivo, il difensore Bellich e l’attaccante Gabrielloni, nonostante quest’ultimo provenga dal Como, storico rivale del Monza.

Aspetti tattici e probabile formazione
Per la sfida di domenica, Sangalli prevede che il Monza scenderà in campo con il collaudato 3-4-2-1. Tra i possibili titolari ha indicato:
• Difesa: Delli Carri, Lucchesi e uno tra Carboni e Ravanelli (quest’ultimo in dubbio per affaticamento).
• Centrocampo: Birindelli e Azzi sulle fasce, con il campione d’Europa Pessina in mezzo.
• Attacco: Colpani e Keita (in ballottaggio con Mota) a supporto di una punta centrale, con Cutrone attualmente favorito su Petagna.
In chiusura, Sangalli ha avvertito che il Monza dovrà evitare peccati di eccessiva sicurezza, un difetto già palesato in alcune partite (come contro la Virtus Entella), poiché la Juve Stabia è un avversario che non va mai sottovalutato.

Monza – Juve Stabia: Amici, rivali e quel filo azzurro che unisce Cutrone e Gabrielloni

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La sfida di domenica alle ore 15:00 tra Monza e Juve Stabia non sarà unicamente un tassello cruciale per la rincorsa promozione dei brianzoli e per i sogni salvezza delle Vespe. Sarà, soprattutto, il palcoscenico di una reunion dal sapore tanto nostalgico quanto romantico: quella tra Patrick Cutrone e Alessandro Gabrielloni.

Per anni sono stati i volti indiscussi della rinascita del Como, compagni di reparto inseparabili che hanno condiviso fatiche, gioie e la storica cavalcata verso la Serie A. Oggi, gli intrecci del destino e le trame del calciomercato li mettono l’uno di fronte all’altro, pronti a darsi battaglia per novanta minuti senza sconti.

Il “Rinascimento” di Cutrone in Brianza

Arrivato a Monza sul gong del mercato di fine gennaio 2026, Patrick Cutrone non ha certo perso tempo ad ambientarsi. Dopo una parentesi in prestito al Parma, l’attaccante comasco ha scelto i colori biancorossi con una missione chiara: rilanciarsi da protagonista assoluto nel campionato cadetto.

I numeri e le sensazioni sono già dalla sua parte:

  • Impatto immediato: L’esordio è stato letteralmente devastante.

  • Gol decisivo: Ha già timbrato il cartellino, siglando una rete pesantissima contro l’Avellino alla sua “prima”.

  • Nuovo idolo: Con quella marcatura ha già infiammato i cuori della curva Davide Pieri, diventando un punto di riferimento per l’attacco.

“Gabrigol”, l’anima della Juve Stabia

Dall’altra parte della barricata ci sarà Alessandro Gabrielloni, l’uomo dei record del Como, che la scorsa estate ha fatto una scelta di cuore e coraggio accettando la sfida della Juve Stabia in prestito.

Nello scacchiere tattico di Ignazio Abate, l’attaccante non è solo un terminale offensivo, ma una colonna portante, può essere considerato la guida tecnica ed emotiva dell’attacco gialloblù.

Per lui, la sfida dell’U-Power Stadium vale doppio. Da un lato la voglia di trascinare le Vespe all’impresa contro una corazzata; dall’altro, il desiderio di riabbracciare e sfidare l’amico di mille battaglie.

Il pronostico e l’ombra dell’andata

Sulla carta, il Monza di Paolo Bianco parte con i favori del pronostico. I brianzoli possono contare su una rosa decisamente profonda, costruita per vincere, e sulla spinta inesauribile del fattore campo.

Tuttavia, il calcio ci insegna che niente è scontato. La Juve Stabia ha già dimostrato di avere gli argomenti e il veleno necessari per pungere le grandi del torneo. Il precedente parla chiaro: il pirotecnico 2-2 della gara d’andata a Castellammare è il monito perfetto per i padroni di casa. Domenica non ci sarà spazio per i cali di tensione, solo per le emozioni.

Monza – Juve Stabia affidata a Niccolò Turrini di Firenze: chi è il fischietto fiorentino scelto da Rocchi

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Sarà Niccolò Turrini della sezione AIA di Firenze a dirigere il match tra Monza Juve Stabia, valevole per la giornata n.25 del campionato di Serie BKT 2025-2026. L’appuntamento è fissato per domenica pomeriggio alle ore 15:00 nella cornice dell’U-Power Stadium di Monza.

Una designazione interessante quella del designatore Gianluca Rocchi, che affida una gara tra due squadre che giocano a viso aperto a un arbitro giovane (classe 1993) ma con alle spalle un percorso di crescita solido e coerente.

Dalla gavetta alla CAN A-B: un’ascesa meritocratica

Fiorentino doc, trentadue anni, Turrini rappresenta il volto nuovo della classe arbitrale italiana. La sua è una carriera costruita gradino dopo gradino: dopo l’esordio regionale nel 2017 e il passaggio in CAN D, si è distinto per l’equilibrio mostrato nei campi di periferia, guadagnandosi il salto tra i professionisti.

Il vero banco di prova è stato il quinquennio in Serie C, dove ha diretto ben 63 partite (tra il 2020 e il 2025 considerando anche Coppa Italia e Playoff). Un’esperienza massiccia che ha convinto i vertici dell’AIA a promuoverlo nella CAN A-B proprio per questa stagione 2025/26, inserendolo in una lista di “promossi” che comprende anche Claudio Giuseppe Allegretta (Molfetta), Giuseppe Nucera (Palermo), Andrea Zanotti (Rimini) e Andrea Calzavara (Varese).

L’identikit tecnico: dialogo e pochi cartellini

Che arbitro troveranno i giocatori di Monza e Juve Stabia? Le statistiche e le relazioni tecniche descrivono Turrini come un direttore di gara dallo stile sobrio. Non è un protagonista a tutti i costi: preferisce lasciar scorrere il gioco e intervenire solo quando strettamente necessario.

Gestione disciplinare: La sua media si attesta su circa 4 ammonizioni a partita, un dato che evidenzia una gestione moderata dei cartellini.

Approccio: Predilige il richiamo verbale e il dialogo con i capitani rispetto alla sanzione immediata.

Personalità: Una delle sue doti migliori è la capacità di non farsi condizionare dall’ambiente esterno, qualità fondamentale per arbitrare in uno stadio caldo e passionale come il “Manuzzi”.

Un test di maturità

Il basso tasso di errori e l’affidabilità mostrata nelle categorie inferiori lo hanno reso un profilo apprezzato dai designatori, che ora ne testano la tenuta in partite di cartello della Serie B.

Domenica pomeriggio, in un match che promette intensità e capovolgimenti di fronte, servirà tutta la sua compostezza per garantire che lo spettacolo resti protagonista indiscusso.

Le statistiche sull’arbitro e gli altri componenti del sestetto arbitrale

Il sig. Niccolo Turrini nato a Firenze il 16/05/1993 e iscritto alla sezione AIA di Firenze è al suo primo anno alla CAN.

In carriera ha diretto 190 gare con 36 espulsioni e 45 rigori

Quest’anno ha già diretto 12 gare tra serie B e Coppa Italia con 5 vittorie interne, 5 pareggi e 2 affermazioni esterne, con 3 espulsioni e 6 rigori assegnati.

Un precedente con il Monza U19:

Stagione 2020/2021 Monza – Cittadella 3-1

Sono tre i precedenti con la Juve Stabia con 1 V. 1 P. 1 S.

07/02/2021  Serie C 2020-2021 V. Francavilla – Juve Stabia  0-1 (Orlando)

23/01/2023  Serie C 2022-2023 Monopoli – Juve Stabia  1-0 (Mulè)

20/12/2025  Serie B 2025/2026 Cesena – Juve Stabia 1-1 (Bellich, Bastoni)

GLI ASSISTENTI

Primo Assistente Sig. Federico  Fontani  della sezione di Siena

Secondo Assistente Sig. Federico  Votta della sezione di Moliterno

IV° uomo  Sig. Mattia Drigo della sezione di Pontegruaro

VAR  Sig. Francesco Cosso della sezione di Reggio Calabria

AVAR  Sig. Marco Guida della sezione di Torre Annunziata

Juve Stabia, non c’è tempo per riposarsi: Dopo Empoli scatta la “Missione Monza”

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È proprio questa la sintesi perfetta dell’ultima settimana della Juve Stabia. Le Vespe erano uscite dal prato del “Menti” contro il Padova con le ossa rotte, incassando una batosta psicologica per la vittoria mancata di un soffio che ha pesato molto più sul morale che sul risultato stesso. Eppure, in un calendario compresso che non fa sconti, non c’è stato nemmeno il tempo di fermarsi a pensare.

Il capolavoro del Castellani

Nemmeno il tempo di metabolizzare il passo falso interno, ed ecco servita la sfida contro l’Empoli. Il risultato? Una gara vinta in clamorosa rimonta.

La partita in terra toscana ha dimostrato, ancora una volta, che queste Vespe sanno pungere proprio quando sembrano all’angolo. I gialloblù hanno sfoderato uno dei migliori secondi tempi della gestione di Ignazio Abate, riprendendo in mano l’inerzia del match con carattere e geometrie.

I punti chiave del trionfo sono stati la solidità nei momenti critici con la squadra che ha rischiato in alcune occasione ma su cui prima Bellich e poi un provvidenziale Lorenzo Carissoni sono stati abile e monumentali nel murare le conclusioni dei padroni di casa.

Negli occhi dei tifosi brillano ancora la magia tecnica di Leone e il sorriso rassicurante dello stesso Carissoni a fine gara. La classifica ora più che mai sorride, si è vinto con pieno merito una partita che, pur non offrendo ancora la matematica, indirizza fortemente il gruppo verso una salvezza ormai distante circa otto lunghezze.

L’ostacolo Monza e l’incrocio con l’ex Thiam

Ma la gioia deve durare lo spazio di una notte, perché domenica si torna nuovamente in campo per una partita dal coefficiente di difficoltà estremo. Sulla strada della Juve Stabia c’è il Monza dell’indimenticato ex Demba Thiam.

La squadra guidata da Paolo Bianco non è un avversario facile, tutt’altro. Basti guardare il pedigree della rosa brianzola con calciatori che hanno fatto benissimo nel massimo campionato ed elementi che hanno addirittura vestito la maglia della Nazionale azzurra ai tempi di Roberto Mancini come CT.

Basta questo per capire la qualità, la bontà tecnica e la profondità dell’organico che si presenterà di fronte ai ragazzi di Abate.

Niente da perdere, tutto da sognare

È un esame difficile, difficilissimo da superare. Ma forse è proprio qui che risiede il vero vantaggio tattico e psicologico: a questo punto del percorso, la Juve Stabia non ha niente da perdere.

Uscire dal campo con dei punti contro una corazzata simile avrebbe un significato incredibile e darebbe uno slancio forse definitivo. Viceversa, una sconfitta non rappresenterebbe un dramma, anche se, logicamente, sarà da valutare l’andamento della gara per non offrire alibi o giudizi a priori.

L’entusiasmo c’è, la grinta non manca. Inizia da oggi la “Missione Monza”: quella impossibile, ma non troppo.

Juve Stabia, l’impresa del Castellani: La notte in cui le Vespe confermano di essere una grande squadra

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La vittoria della Juve Stabia al “Carlo Castellani” di Empoli non è solo un semplice successo da tre punti da archiviare in classifica; è un’impronta indelebile lasciata sul cemento di uno degli stadi più prestigiosi del torneo cadetto. È una notte che entra, di diritto e con prepotenza, nella bacheca dei ricordi più preziosi del club nella storia recente, suggellando un’impresa che, su questo campo, mancava dal lontano campionato 1994/1995.

Al Tavolo delle Grandi

Vincere a Empoli, ribaltando un avversario di questo blasone, evoca immediatamente i fantasmi dolcissimi delle grandi battaglie del passato. Questa impresa si siede allo stesso tavolo delle storiche vittorie di La Spezia e Bari, o dei trionfi esterni contro Cesena, Sampdoria e Salernitana che avevano infiammato la scorsa stagione.

Ma c’è qualcosa di diverso nell’aria toscana: c’è la consapevolezza di una maturità calcistica e mentale ormai pienamente raggiunta.

Un Primo Tempo di Sofferenza e Resilienza

Eppure, la partita era iniziata con i contorni di un copione già scritto. Il gol di Lovato e le folate offensive di Elia sembravano aver messo alle corde una Juve Stabia inizialmente troppo timida. Le Vespe sono rimaste a galla salvate solo dai veri e propri miracoli sulla linea di porta firmati da Bellich e Carissoni.

Ma la vera storia, nel calcio, si scrive con la resilienza. Sotto di un gol, in uno stadio che profuma ancora di Serie A, la squadra ha avuto la straordinaria forza di non disunirsi, abbassando la testa e aspettando con pazienza il momento giusto per sferrare il colpo letale.

La Ripresa: 45 Minuti di Perfezione

Il secondo tempo rimarrà negli annali come i “quarantacinque minuti della perfezione”. Le mosse tattiche hanno ribaltato l’inerzia: Leone con il suo ingresso in campo ha letteralmente trasformato il centrocampo, dettando nuovi ritmi e geometrie, Cacciamani con la sua prepotenza fisica ha dominato la zona mediana, ergendo un muro invalicabile e spingendo la squadra in avanti e Carissoni si è travestito dall’uomo del destino. Prima portiere aggiunto nel primo tempo, poi centravanti spietato per il colpo del 2-1 che ha gelato il sangue del Castellani.

La Firma di Abate: Il Blasone Non Conta

Espugnare Empoli con questa autorità significa aver completato il tanto atteso processo di crescita. La Juve Stabia non è più la “sorpresa” del campionato o la mina vagante. È diventata una realtà solida e temibile, capace di soffrire con l’umiltà di una provinciale e di colpire con il cinismo di una big.

La squadra plasmata da mister Abate ha lanciato un messaggio chiaro a tutta la Serie B: il blasone avversario non conta nulla quando scendi in campo con organizzazione tattica e giocatori pronti a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Il “Carlo Castellani” ha spento le sue luci, ma nel cielo toscano la stella della Juve Stabia brilla più forte che mai. Da Bari a Empoli, il volo delle Vespe non accenna a fermarsi.

La notte di mercoledì 11 febbraio 2026, statene certi, non verrà dimenticata tanto facilmente.

Juve Stabia, la notte speciale di “Leone”: 45 minuti per contribuire a ribaltare il risultato di Empoli

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C’è chi ha bisogno di un’intera partita per lasciare il segno, chi necessita di lunghi minuti per carburare e trovare la posizione. E poi c’è chi, come Giuseppe Leone, impiega appena un tempo per cambiare la storia, il clima e il risultato.

In una sfida contro l’Empoli che per i primi 45 minuti sembrava stregata, bloccata su ritmi che non sorridevano alle Vespe, il centrocampista della Juve Stabia è salito in cattedra nella ripresa, trasformando una serata complicata in un’apoteosi gialloblù.

La svolta all’intervallo

Il primo tempo aveva raccontato di una Juve Stabia volenterosa ma contratta, incapace di trovare il varco giusto nella rocciosa difesa toscana e di non trovare il ritmo partita per opporsi agli avversari. Poi, la mossa che cambia tutto. Leone entra in campo all’inizio del secondo tempo con il piglio di chi sa di non poter fallire, di chi sente la responsabilità non come un peso, ma come un propulsore.

Da quel momento, la musica al “Castellani” cambia spartito. Non è stata solo una questione di muscoli o di freschezza atletica: Leone ha portato in dote pura qualità e una visione di gioco periferica che ha mandato in tilt il centrocampo dell’Empoli.

Il gol della riscossa

Non passa molto prima che la scossa diventi gol. L’azione che sblocca psicologicamente il match per i gialloblù, sotto di una rete (Lovato), è il manifesto della completezza del centrocampista: un inserimento perfetto a rimorchio su un’azione ubriacante di Cacciamani, con un tempismo da attaccante consumato che sorprende la retroguardia avversaria. Leone legge lo spazio, si butta dentro e lascia partire una conclusione chirurgica che trafigge il portiere toscano. È il gol della riscossa, quello che fa esplodere i cuori gialloblù e toglie il tappo alla partita per le Vespe che prendono fiducia e lasciano nella paura un Empoli che esce dalla partita.

L’assist al bacio per Carissoni

Ma un leader non si accontenta di segnare; un leader vuole chiudere i conti. Non pago della rete del pari, Leone si trasforma in rifinitore. Con l’Empoli sbilanciato alla ricerca del nuovo sorpasso, il centrocampista recupera palla e alza la testa: il lancio per Carissoni è un pennellata d’autore, un “pallone d’oro” che chiede solo di essere spinto in rete. Il compagno ringrazia, sigla il raddoppio e mette in ghiaccio i tre punti.

Numeri da leader

Se l’occhio vuole la sua parte, le statistiche confermano la sensazione di dominio. In soli 45 minuti, il tabellino di Leone è impressionante: Precisione passaggi vicina al 90%, recuperi palla fondamentali per spezzare le ripartenze toscane a cui si aggiungono gol e assist.

Ma al di là dei numeri, è l’atteggiamento ad aver impressionato. Quella capacità innata di dettare i tempi della manovra, di accelerare quando serve e di congelare il possesso nei momenti caldi. Se la Juve Stabia cercava un leader tecnico e carismatico in grado di ribaltare le gerarchie al Castellani, questa sera ha avuto la conferma che Leone è uno di questi. Mezza partita è bastata a Giuseppe Leone per ricordare a tutti che, quando lui accende la luce, le Vespe fanno paura.

Juve Stabia, pazzesca rimonta al Castellani! Dal terrore all’apoteosi: la rimonta che accende l’entusiasmo

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C’è un prima e un dopo. C’è una partita che sembrava scritta dal destino più crudele e un’altra, nata nell’intervallo, che ha riscritto la storia. Al “Castellani” va in scena un thriller calcistico vietato ai deboli di cuore, un classico caso di “Dr. Jekyll e Mr. Hyde” in salsa gialloblù. Quello che per 45 minuti è sembrato l’inizio di un tracollo, si è trasformato in una delle pagine più belle del campionato delle Vespe. La Juve Stabia vince, convince e, soprattutto, dimostra di avere un’anima indistruttibile.

L’incubo iniziale: difesa in tilt e poche idee

L’avvio è uno shock anafilattico. La Juve Stabia appare timorosa, contratta, quasi sopraffatta dall’aggressività dei toscani. La difesa balla pericolosamente e l’immagine della sofferenza è Kassama, costretto a “ballare” contro la sua volontà di fronte alle ondate avversarie, tanto da costringere la panchina a riflettere su cambi immediati.

A centrocampo la luce non si accende: Zeroli appare fuori giri, incapace di dettare i tempi, e l’Empoli prende il dominio territoriale. Davanti Burnete lotta come un leone in gabbia, ma non graffia, mentre l’urlo di gioia di Gabrielloni viene strozzato in gola da una decisione arbitrale che annulla il gol. Sembra la classica “serata no”, il preludio a una disfatta, con le scorie della gara contro il Padova che sembrano pesare come piombo sulle gambe dei ragazzi di Ignazio Abate.

La scossa di Abate: inizia lo show

Ma è negli spogliatoi che accade l’imponderabile. Mister Abate non ci sta, ribalta la squadra come un calzino e l’effetto è sismico. Le sostituzioni non sono semplici aggiustamenti, sono una dichiarazione d’intenti.

L’ingresso di Leone cambia letteralmente la fisica della partita. Il pallone smette di scottare e inizia a cantare. Non è più una gara di sofferenza, ma diventa un festival di emozioni a tinte gialloblù. La scintilla che appicca l’incendio porta la firma di Cacciamani: l’esterno aziona il GPS e si lancia in una progressione sulla fascia degna del miglior David Neres, seminando il panico e servendo un assist al bacio. A raccoglierlo c’è proprio lui, il neo-entrato Leone, che gonfia la rete per il momentaneo pareggio e suona la carica.

Carissoni “Man of the Match”: salva, segna e chiude la porta

Mentre l’attacco riprende a pungere, la retroguardia cambia volto. La solidità di Giorgini e l’eleganza del subentrato Dalle Mura alzano un muro invalicabile. Ma la copertina di questa serata folle spetta di diritto a Lorenzo Carissoni.

Il terzino gioca una partita monumentale su entrambi i lati del campo. Dopo aver tenuto a galla i suoi con un salvataggio miracoloso nel primo tempo, decide di vestire i panni del bomber. È ancora il piede educato di Leone ad aprire il compasso: il lancio è un invito a nozze che Carissoni non perdona, siglando il gol del sorpasso che fa esplodere il settore ospiti. Non contento, nel finale incandescente, Carissoni si supera ancora, salvando il risultato in extremis e blindando tre punti che pesano come macigni.

Padova è dimenticata: le Vespe non muoiono mai

Al triplice fischio è festa grande. La Juve Stabia torna da Empoli con una vittoria nata dal coraggio di cambiare in corsa e dalla qualità dei singoli, capaci di unire bellezza e sostanza. Se il primo tempo è stato un monito severo, la ripresa è una vera e propria dichiarazione di guerra al campionato. La brutta parentesi (2 punti persi) con il Padova è ufficialmente archiviata: queste Vespe hanno dimostrato che, anche quando sembrano alle corde, non muoiono mai.

Empoli – Juve Stabia (1-2): Il podio e il contropodio gialloblù

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La Juve Stabia archivia il mezzo passo falso occorso con il Padova e si impone sul campo dell’Empoli nel turno infrasettimanale. Gara dai due volti, con la squadra di Abate in difficoltà nel primo tempo ma perfetta nella ripresa, in cui inizia e si completa la rimonta stabiese.

PODIO

Medaglia d’oro: a Giuseppe Leone, l’Harry Potter della Juve Stabia. Non una bacchetta magica ma un destro altrettanto fatato per il 55 stabiese che con il suo ingresso in campo inverte tutti gli incantesimi del match. Apre e chiude l’azione che porta al pari, sventagliando per Cacciamani e poi chiudendo la combinazione col gran destro che rimette in pari la gara. Segue l’altra magia di Leone che, ancora di destro, disegna l’arcobaleno che Carissoni incorna in rete. 45 minuti di assoluta qualità per Leone, con la palla che ora passa sulle scrivanie, per la trattativa per il rinnovo del contratto che tiene col fiato sospeso l’intera piazza.

Medaglia d’argento: a Lorenzo Carissoni, il Robocop gialloblu. Polmoni e polpacci d’acciaio per l’ex Cittadella che, dopo l’assist per Burnete passato sottotraccia pochi giorni fa, scrive il suo nome sul tabellino dei marcatori. Il treno stabiese parte con qualche minuto, 45 per la precisione, di ritardo ma una volta avviatosi non si ferma più. Perfetta la coincidenza sul cross di Leone, con il colpo di testa di Carissoni velenoso e letale per Fulignati. Ancora più pesante il salvataggio con cui nel finale il 24 chiude lo specchio della porta a Nasti, già pronto ad esultare.

Medaglia di bronzo: Alessio Cacciamani ci perdonerà ma la nomination va a Marco Bellich. Troppo spesso dato per scontato il suo apporto, il vicecapitano fella Juve Stabia stringe ancora una volta i denti e offre una prova da capitano vero, al netto della fascia di proprietà di Candellone. Nelle prime battute, da horror per le vespe, tiene in vita la squadra salvando sulla linea di porta il possibile 2-0 dei Toscani. È poi da un suo mancino potente che salgono i giri della Juve Stabia, che ribalta la gara nella ripresa. Solida realtà.

CONTROPODIO

Con la doverosa premessa che la vittoria ad Empoli mancava dal 1995 (gol di Bertuccelli) e che quindi la prestazione della Juve Stabia è stata in generale importante, siamo comunque ad analizzare l’intera partita in cui non tutti hanno dato il solito contributo o sono stati sotto tono rispetto ai compagni.

Medaglia d’oro: a Sheriff Kassama, ancora in affanno. Inizio di esperienza stabiese non facile per l’ex Bari, che si fa sorprendere su corner non arrivando di testa sul cross che Lovato spinge in rete. Episodio che non lascia indifferente il difensore, che traballa almeno in altre due occasioni fino alla sostituzione dell’intervallo. Comprensibilmente ha bisogno ancora di raggiungere l’intesa coi nuovi compagni.

Medaglia d’argento: a Kevin Zeroli, che rimane impantanato sul terreno pesante del Castellani. L’ex Monza non riesce a dare il dinamismo giusto al centrocampo, restando imbottigliato nel traffico che si forma nelle vie centrali della mediana. Tiene comunque botta ma non avrebbe potuto garantire il plus di qualità necessario all’inversione di marcia della ripresa.

Medaglia di bronzo: al fallo fischiato ad Alessandro Gabrielloni in occasione della rete annullatagli. La sensazione è che Fulignati e Guarino si scontrino in piena autonomia, senza alcuna “collaborazione” dell’attaccante stabiese. Un episodio che non andava segnalato subito, lasciando invece proseguire l’azione e la relative rete per poi analizzare il tutto al var.