Pescara – Juve Stabia, Gorgone: Voglio la cattiveria delle squadre di 30 anni fa. Verratti? Una spinta in più

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Archiviato il pareggio di Carrara, il Pescara è pronto a riaccendere i motori. Domani pomeriggio, con fischio d’inizio alle ore 15:00, il Delfino tornerà a calcare il prato dello Stadio Adriatico per affrontare la Juve Stabia. Una sfida delicata per il percorso salvezza dei biancazzurri, analizzata nei dettagli dal tecnico Giorgio Gorgone nella consueta conferenza stampa della vigilia.

Infermeria, rientri e dubbi di formazione

L’allenatore del Delfino sorride a metà per quanto riguarda l’infermeria, ma accoglie con favore il rientro di pedine fondamentali in ogni reparto.

  • Da valutare: Restano in dubbio le condizioni di Olzer, il cui impiego verrà deciso solo a ridosso del match.

  • I recuperati: Tornano a disposizione e possono dare una mano importante Lamine Fanne, Faraoni, Merola e Caligara (quest’ultimo pienamente recuperato nonostante un recente acciacco).

  • Il jolly Tsadjout: L’attaccante potrebbe rivelarsi l’arma in più a gara in corso. “Ci ho parlato, per uno spezzone finale potrebbe esserci,” ha spiegato Gorgone. “Ha caratteristiche che non abbiamo e ci può essere molto utile.”

L’abbondanza, però, porta con sé l’incertezza nelle scelte: “Ho dubbi di formazione, sì. Devo fare una scelta sulle caratteristiche dei giocatori sia in difesa, sia a centrocampo, sia in attacco dove ho tante alternative”.

Il fattore Adriatico e la “sindrome” dei minuti finali

Un tema caldo in casa Pescara è la gestione dei momenti cruciali della partita. Il Delfino ha spesso subito reti pesanti nelle fasi finali, un dato di fatto che Gorgone non nasconde, pur analizzandolo con lucidità.

“Non veniamo schiacciati dagli avversari,” ha precisato il tecnico. “Anche noi abbiamo avuto la palla del ko con la Sampdoria e con la Carrarese. È vero però che, pur senza essere in reale difficoltà, abbiamo subito gol pesanti. Lo abbiamo analizzato: a volte ci è mancata la percezione del pericolo, come se ci sentissimo sicuri di portare a casa il risultato.”

La ricetta di Gorgone per invertire la rotta è chiara e fa appello al temperamento: “Voglio vedere più cattiveria in determinati momenti. Vorrei vedere una squadra di 30 anni fa del girone Sud, per farmi intendere. Dobbiamo essere bravi a leggere la gara nei suoi vari momenti”.

A trascinare la squadra ci penserà anche il pubblico di casa, che per l’allenatore non rappresenta un peso, bensì un motore inesauribile: “Stadio pieno una pressione? Non ci ho pensato, per me è un valore aggiunto. Quello che ho visto contro la Sampdoria è stato meraviglioso, un pubblico eccezionale”.

Il rispetto per la Juve Stabia e l’obiettivo salvezza

Sulla sponda opposta ci sarà una Juve Stabia che, nonostante le problematiche societarie, sta disputando un campionato di livello.

“Sono in quella posizione con merito,” avverte Gorgone. “Quel gruppo lo scorso anno ha sfiorato la Serie A, hanno valori importanti. Domani se la giocheranno a viso aperto, non credo proprio verranno qui a chiudersi. Può essere una partita di sofferenza per noi, ma dobbiamo pensare a fare una gara importante per continuare il nostro percorso.”

Il pensiero finale è rivolto al grande obiettivo stagionale, la salvezza, e a un graditissimo ospite che ha fatto capolino durante la rifinitura: Marco Verratti. “È venuto a trovarci, è molto legato all’ambiente per ovvi motivi. Spero che la sua presenza possa darci una spinta in più,” ha confessato Gorgone, chiudendo con una nota di ottimismo per il futuro. “La quota salvezza? Non possiamo prevedere cosa succederà. Vogliamo centrare l’obiettivo, subito o tramite i playout. E la fortuna che ci è mancata fino ad ora, arriverà nel momento opportuno.”


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