Il calendario venerdì prevede l’ultima giornata della stagione regolare, ma per la Juve Stabia il match serale al “Druso” di Bolzano ha tutto il sapore di una formalità distensiva. Di fronte ci sarà il Sudtirol dei ragazzi di Castori, una squadra precipitata in un vortice negativo di classifica e disperatamente a caccia di punti pesanti per la salvezza.
Al contrario, le Vespe di Ignazio Abate arrivano all’appuntamento con la serenità di chi ha già fatto il proprio dovere. Nonostante l’immeritata sconfitta patita contro il Frosinone, la squadra si è guadagnata il lusso di vivere una giornata di assoluto relax mentale. Qualsiasi segno esca sulla schedina al triplice fischio, non andrà a intaccare in alcun modo una classifica già cristallizzata e soddisfacente.
Punti Chiave Articolo
Spazio al turnover: il ritorno di Candellone
In un contesto simile, è facile presagire un ampio e ragionato turnover da parte del tecnico gialloblù. La trasferta altoatesina diventerà l’occasione perfetta per dare minutaggio a chi, nel corso della stagione, ha trovato meno spazio. Ma soprattutto, sarà il palcoscenico per testare la condizione di chi rientra da lunghi e fastidiosi stop: gli occhi saranno puntati su Candellone, di ritorno da un brutto infortunio e pedina che potrebbe rivelarsi fondamentale nel momento più caldo dell’anno.
Il cuore a martedì: missione Modena
Se venerdì si gioca fisicamente a Bolzano, la testa e il cuore di un’intera tifoseria sono già volati a martedì prossimo. È quella la data cerchiata in rosso (o meglio, in gialloblù) col pennarello indelebile sui calendari di Castellammare.
Si scrive Sudtirol, appunto, ma si legge Modena. Ai playoff contro la formazione allenata da Andrea Sottil non ci sarà spazio per i tatticismi o per i calcoli conservativi: alle Vespe servirà esclusivamente il “segno 2” per passare il turno e consegnarsi alla gloria eterna in una notte da dentro o fuori. Inizia così una delle settimane più lunghe, un’attesa spasmodica per un appuntamento che nessun tifoso vorrebbe mai perdersi.
Il nodo societario: Francesco Agnello, lascia o raddoppia?
Mentre il campo promette emozioni forti, gli spalti e le piazze virtuali continuano a interrogarsi sul futuro extracalcistico del club. In questa settimana infinita, la speranza è che qualcosa possa finalmente iniziare a muoversi dal punto di vista societario.
A tenere banco è sempre l’annosa e paradossale questione del “proprietario ma non proprietario”, un limbo istituzionale che la piazza non merita di vivere, specialmente alla vigilia di traguardi sportivi così importanti. La città aspetta risposte, chiarezza e un progetto definito. E la domanda sorge spontanea, diretta a chi di dovere: Sig. Agnello, che fa? Lascia o raddoppia? Per citare la storica trasmissione televisiva di qualche anno fa, il tempo delle scelte è arrivato. Le Vespe sono pronte a pungere, ma hanno bisogno di certezze anche fuori dal rettangolo verde.




