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PD, ecco le liste dei candidati in Campania: ci sono Renzi e Minniti

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Ecco i candidati del PD

Il PD ha ufficializzato le proprie liste per la Campania. Tra i nomi spiccano quelli di Matteo Renzi, candidato in Campania al Senato e quello di Marco Minniti, candidato alla Camera. Ecco tutte le liste:

Campania 1 Collegio 1: Acerra-Pozzuoli-Casoria:

Gennaro Migliore, Assunta Tartaglione, Pasquale Sollo, Daniela Maisto

Campania 1 Collegio 2: Napoli

Paolo Siani, Stefania Covello, Giovanni Palladino, Daniela Iaconis;

Campania 1 Collegio 3: Portici-Torre del Greco-Castellamare.

Raffaele Topo, Assunta Tartaglione, Emilio Di Marzio Clelia Gorga.

Campania 2 Collegio 1: Benevento-Avellino.

Umberto Del Basso De Caro, Assunta Tartaglione, Francesco Critelli, Valentina Paris

Campania 2 Collegio 2: Caserta-Aversa.

Piero De Luca, Camilla Sgambato, Achille Cennami, Elena Caterino.

Campania 2 Collegio 3: Salerno-Scafati-Battipaglia:

Marco Minniti, Eva Avossa, Mario Giro, Giusi Fiore.

Collegi uninominali Camera:

CAMPANIA 1. 1  Giugliano in Campania, Giuseppe Pellegrino,

2  Nola, Andrea Manzi,

3 – Acerra, Antonio Falcone,

4 – Casoria, Nicola Marrazzo,

5 – Napoli-San Carlo all’Arena,Paolo Siani,

6 – Napoli Ponticelli, Giovanni Palladino,

7 – Napoli – San Lorenzo, Marco Rossi Doria,

8 – Napoli – Fuorigrotta, Daniela Iaconis,

9 – Pozzuoli Maria Carmela Tummiato,

10 – Portici Francesco Borrelli,

11 – Torre del Greco Teresa Armato,

12 – Castellammare di Stabia, Silvana Somma,

CAMPANIA 2,

1 – Benevento Carmine Valentino

2 – Ariano Irpino, Giuseppe De Mita

3 – Caserta, Angela Letizia

4 – Santa Maria Capua Vetere, Gennaro Oliviero,

5 – Aversa Marianna Dell’Aprivitola,

6 – Avellino Angelo D’Agostino ,

7 – Scafati Mauro Maccauro,

8 – Salerno Piero De Luca,

9 – Battipaglia, Mimmo Volpe,

10 – Agropoli, Francesco Alfieri.

SENATO PROPORZIONALE

Campania 1 – Caserta-Benevento-Avellino, Roberta Pinotti, Stefano Graziano, Valeria Valente, Luigi Famiglietti

Campania 2 – Casoria-Napoli, Matteo Renzi, Valeria Valente Massimiliano Manfredi, Giovanna Palma,

Campania 3 – Salerno-Portici-, Torre del Greco, Gianni Pittella ,Angelica Saggese, Enzo Amendola, Filomena Arcieri.

Senato Collegi Uninominali

Campania 1 – Benevento, Giulia Abbate,

Campania 2 – Caserta Nicola Caputo

Campania 3 – Avellino ,Luigi Famiglietti ,

Campania 4 – Giugliano in Campania Giovanna Palma,

Campania 5 – Benevento Libera D’Angelo

Campania 6 – Casoria Francesco Russo,

Campania 7 – Napoli Circoscrizione 7 San Carlo, Gioacchino Alfano,

Campania 8 – Napoli Circoscrizione 19 Fuorigrotta, Antonio Marciano,

Campania 9 – Torre del Greco, Francesco Magnello,

Campania 10 – Salerno,Tino Iannuzzi,

Campania 11 – Battipaglia Filomena Gallo.

Allerta Confindustria: scegliete bene! “Noi assumiamo tecnici e operai”

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Il numero uno di Confindustria Cuneo, uno dei territori più produttivi del Paese, scrive una lettera ai genitori dei ragazzi che andranno alle superiori: “Noi assumiamo tecnici e operai: è nostro dovere evidenziarvi questa realtà”.

“La scuola deve adeguarsi ormai assumiamo tecnici”

La sferzata del presidente di Confindustria Cuneo: «Questo è il futuro»

CUNEO – «Cari genitori, qualsiasi percorso scolastico individuerete per i vostri ragazzi, avrete fatto una buona scelta, perché tutte le nostre scuole sono eccellenti e qualificate. Ma nostro dovere è evidenziarvi questa realtà. Perché sono queste le persone che troveranno subito lavoro una volta terminati gli studi». È la lettera alle famiglie del presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola, in vista delle iscrizioni alle Superiori e che ha aperto un dibattito di valenza nazionale.

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Nasce da un focus sul mondo del lavoro nella “Granda”, al 26° posto fra le province italiane per prodotto interno lordo pro-capite (27.300 euro). Un mondo in cui l’anno scorso sono entrate 40.360 persone, la maggior parte nei settori del commercio, turismo e servizi (61%), il resto nell’industria. Ma sul totale degli assunti, oltre la metà ha un diploma professionale: il 19% sono addetti agli impianti, il 18% operai specializzati, l’11% tecnici specializzati. Numeri forniti dal Centro studi di Confindustria Cuneo, analizzati dai vertici e messi a disposizione dei genitori.

«Mai detto che i ragazzi non debbano andare al liceo e poi all’università – sottolinea Gola, 51 anni, imprenditore del settore informatica -. Mio figlio frequenta lo Scientifico, l’ho consigliato in base alle prospettive che potrei offrirgli, così come se fossi stato un artigiano del legno lo avrei indirizzato verso una scuola professionale. Il punto è che Confindustria ha responsabilità sociali e morali, prima che economiche. La cosa più giusta, è fare capire alle famiglie quali figure le nostre aziende hanno intenzione di assumere nei prossimi anni». Tecnici e operai, che nel settore industriale cuneese hanno anche un’altra forma di garanzia: il 91,5% dei nuovi assunti firma un contratto a tempo indeterminato, contro il 16,5% di chi trova lavoro in altri comparti. «L’imprenditore, quando assume – continua Gola -, lo fa perché considera il nuovo entrato una persona della famiglia, un soggetto in cui credere. E spesso gli offre le migliori condizioni contrattuali, o comunque di stabilità».

Anche se in settori che riguardano una minoranza di giovani, l’indagine di Confindustria Cuneo evidenzia altre figure di difficile reperimento. Nella Granda, su 3.790 nuovi laureati richiesti dal mondo del lavoro nel 2017, più del 33% non è stato trovato sia per assenza di candidati, sia per la loro preparazione inadeguata. Mancano ingegneri industriali (55% di richieste disattese), architetti (77,7%), chimici (76%) e informatici (54,2%). «Serviranno sempre ingegneri e architetti – aggiunge Gola – ma le principali necessità sono di operai specializzati. E va cambiato anche un concetto: non sono più gli operai sfruttati Anni ’60, ma persone con competenze tecniche, creatività e manualità, oltre che molto ben pagate, perché spesso vengono impiegate all’estero». Ribadisce la «libera scelta dei ragazzi e delle loro famiglie», e conclude: «Il lavoro è dignità. Trovarlo subito dopo la scuola, in un’Italia dove un giovane su tre è disoccupato, non è cosa da poco».

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vivicentro/Allerta Confindustria: scegliete bene! “Noi assumiamo tecnici e operai”
lastampa/“La scuola deve adeguarsi ormai assumiamo tecnici” MATTEO BORGETTO

Manniello si candida al Senato: “E’ una sfida difficile ma non impossibile”

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Il Presidente della Juve Stabia, Franco Manniello ha annunciato la sua candidatura al Senato, con le liste del centrosinistra,  attraverso un post apparso sul suo profilo ufficiale di Facebook. Ecco quanto scrive: “Quando mi è stato chiesto di candidarmi per guidare al Senato la coalizione di centrosinistra nel mio territorio, ho subito pensato alle tante necessarie rinunce che tale scelta avrebbe comportato, dalla mia famiglia alla mia azienda.
Alla fine di una lunga riflessione interiore, ho tuttavia deciso di dare la mia disponibilità e di mettermi in gioco per combattere a difesa della mia terra.

L’appuntamento del prossimo 4 marzo è fondamentale per la nostra comunità, che nel prossimo futuro sarà chiamata a recitare ancora di più un ruolo da protagonista nel rilancio economico e sociale della Campania.

E’ il tempo delle scelte ragionate, dell’azione, del mettere al centro del processo di crescita economica e culturale le straordinarie bellezze e peculiarità del nostro meraviglioso territorio.

Per far sì che i nostri nipoti non debbano, come i nostri figli, lasciare queste terre in cerca di un incerto domani nel Nord Italia o in Europa, per farvi ritorno soltanto pochi giorni a Natale.

Per raccontare a Roma una storia differente, rappresentando le istanze di un territorio che coniuga bellezza paesaggistica, ricchezza culturale e un’orgogliosa tradizione artigianale.

Per questo ho deciso di candidarmi, forte del sostegno del Partito Democratico, Più Europa con Emma Bonino, Insieme 2018 e Civica Popolare.

Per non affidarsi alle ricette magiche già smentite dal passato, per non lamentarsi senza poi fare nulla, questo è il momento di compiere la scelta giusta”.

La scuola del futuro per una educazione nell’epoca hi-tech

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Il futuro dell’ educazione è al centro delle preoccupazioni del fondatore di Alibaba, Jack Ma, secondo cui il segreto per indirizzare in positivo la rivoluzione tecnologica sta nella creatività e nello spirito di collaborazione, ovvero insegnare le “competenze soft”.

Il signor Alibaba: “I robot cancelleranno milioni di posti. A noi restano creatività e lavoro di squadra”

Da Davos l’allarme di Ma: «Evitiamo la guerra mondiale»

NEW YORK – «L’intelligenza artificiale, i Big Data, sono una minaccia per gli esseri umani. I robot uccideranno un sacco di posti di lavoro, perché in futuro queste mansioni verranno svolte dalle macchine. L’unica soluzione è cambiare il modo in cui educhiamo i nostri ragazzi, insegnando loro non a competere con le macchine ma a sviluppare la loro creatività».

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L’allarme che Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba, ha lanciato da Davos risuona in tutto il mondo. Perché tocca un tema fondamentale della nostra epoca; una trasformazione epocale che crea insieme possibilità sconfinate, e ansia per le prospettive dell’umanità.

Intervenendo ad un dibattito del World Economic Forum dedicato alle nuove tecnologie, Ma è stato molto diretto: «Queste novità sono una minaccia». Quindi ha aggiunto: «Io credo che l’intelligenza artificiale dovrebbe supportare gli esseri umani. La tecnologia dovrebbe sempre fare qualcosa per potenziare le capacità della gente, non diminuirle».

Il fondatore di Alibaba è preoccupato per lo sviluppo dell’automazione, come peraltro diversi studiosi e uomini d’affari, da Stephen Hawking a Bill Gates. Nello stesso tempo, però, ritiene che compagnie come la sua possano avere un impatto positivo su questo fenomeno: «Noi abbiamo la responsabilità di avere un cuore buono, e fare qualcosa di buono. Garantire che tutto ciò che facciamo sia indirizzato verso un futuro migliore».

Quindi ha aggiunto: «Persone come noi hanno soldi e risorse, e dobbiamo spenderli nella tecnologia che potenzia gli esseri umani, li rafforza e rende le loro vite migliori».

La tecnologia produrrà molte persone di successo e carriere interessanti, ma nello stesso tempo genererà anche seri problemi sociali. Per affrontarli e risolverli, prima che possano scatenare il caos, Jack Ma ha riportato alla mente le catastrofi del passato: «La prima rivoluzione tecnologica causò la Prima Guerra Mondiale, e la seconda rivoluzione tecnologica causò la Seconda Guerra Mondiale».

Dopo l’ammonimento, però, il fondatore di Alibaba ha indicato anche la strada per non ricadere negli errori del passato: «Ora stiamo vivendo la terza rivoluzione tecnologica. Se ci sarà una Terza guerra mondiale, io penso che dovrebbe essere dichiarata contro le malattie, l’inquinamento, la povertà, e non contro noi stessi».

Il segreto per indirizzare in positivo la rivoluzione tecnologica in corso, ed evitare che l’intelligenza artificiale si trasformi in una minaccia per la sopravvivenza dell’umanità, sta soprattutto nella creatività e nello spirito di collaborazione. La creatività è la dote che ha sempre distinto gli esseri umani, aiutandoli ad affrontare i problemi e a sviluppare sempre meglio la nostra società. Anche in questo caso sarà necessaria, per trovare soluzioni innovative tanto sul lavoro, quanto nella vita quotidiana.

La collaborazione è invece la chiave per mettere il progresso tecnologico al servizio degli uomini, invece che contro di essi, a partire ad esempio da un maggior coinvolgimento delle donne nella gestione delle imprese. Se la rivoluzione dell’intelligenza artificiale può rappresentare una minaccia, la via da seguire è appunto quella dell’intelligenza umana, per fare in modo che l’obiettivo di tutti sia usarla per migliorare le vite, invece di distruggerle.

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lastampa/Il signor Alibaba: “I robot cancelleranno milioni di posti. A noi restano creatività e lavoro di squadra” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A NEW YORK

Castellammare, uno scooter si scontra con un’ auto: tragedia sfiorata

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L’ impatto è avvenuto nella notte tra sabato e domenica

Nella notte tra sabato e domenica a Castellammare di Stabia è stata sfiorata la tragedia con uno spaventoso incidente. L’ impatto è avvenuto in via Annunziatella, verso la periferia stabiese con il confine con Pompei, dove uno scooter si è scontrato con una Smart. Le dinamiche dell’ incidente ancora non sono ben chiare e le forze dell’ ordine sono al lavoro per capirne le cause. A farne le spese è stato il ragazzo in sella allo scooter, il quale è stato trasportato presso il polo ospedaliero dell’ ospedale San Leonardo della città delle acque, ma non sarebbe in pericolo di vita, mentre per il conducente della Smart soltanto un forte spavento.

CorSport contro Mazzoleni: “Il rigore su Callejon non esiste e sul Var..”

Il rigore assegnato da Mazzoleni su Callejon è stato molto discusso

Il Napoli batte il Bologna 3-1, ma ci sono tante recriminazioni. Verso la fine del primo tempo Mazzoleni assegna un rigore agli azzurri per una trattenuta di Masina su Callejon, che Mertens trasforma siglando il momentaneo 2-1 partenopeo. La moviola del quotidiano Il Corriere dello Sport ecco cosa scrive: “Molto approssimativo Mazzoleni, anche per lui il VAR (Orsato) sembra un optional, non rivede nulla e si fida, comportamento difficilmente spiegabile (a meno che non ci siano stati problemi; di comunicazione sicuro, visto che sul rigore usa l’auricolare del IV La Penna). Il Bologna protesta per il tocco di mano di Koulibaly: può essere considerato involontario, è parallelo al corpo, non è largo, il difensore non lo muove e non lo allarga quando arriva il pallone calciato da Palacio. Più dubbi sul rigore concesso, generosissimo: Callejon entra dentro l’area, Masina gli poggia una mano sulla spalla, non affonda, ma il tocco c’è e induce l’arbitro a fischiare”.

Napoli, un guasto elettrico ferma la Linea 1 della Metropolitana: disagi ai pendolari

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Si ferma la Linea 1 della Metropolitana di Napoli

Nuovi disagi per i tanti pendolari che ogni giorno viaggiano con la Metropolitana di Napoli. Questa mattina la Linea 1 è rimasta ferma per circa due ore, a causa di un malfunzionamento elettrico. Questo problema ha causato non pochi disagi alle tante persone che per motivi lavorativi o di studio usufruiscono dei servizi della Metro. Gli operai della Anm però si sono messi immediatamente al lavoro e alle 8:30 la situazione è ritornata alla normalità con i treni che hanno iniziato a fare le proprie tratte. Dopo lo sciopero delle ditte di pulizie e altri guasti vari, ci sono stati altri disagi.

FOTO ViViCentro – Castelvetro-Pianese 3-3, rocambolesco pareggio

FOTO ViViCentro – Castelvetro-Pianese 3-3, rocambolesco pareggio
Partita dalle mille emozioni al Braglia con due squadre che si sono affrontate a viso aperto senza esclusioni di colpi. La partita inizia in sordina e nei primi 10’ le due squadre si studiano senza grandi occasioni poi la Pianese prende campo e comincia a macinare occasioni. La Prima occasione è con Golfo che in contropiede impegna dalla distanza Rossini e poi con Capone che sfrutta bene un calcio d’angolo ma Tos salva sulla linea di porta. Il Biancoazzurri rispondono con Cozzolino ma Wrobleswski controlla. Al 32’ la Pianese passa con Giustarini che raccoglie una respinta corta e batte Rossini. La prima frazione si chiude con i toscani in vantaggio. Nel secondo tempo la partita si alza di ritmo e il Castelvetro si fa più deciso e al 60’ trova subito il pareggio con Lessa Locko grazie ad un lancio preciso di Calanca che lo proietta a tu per tu con Wrobleswski e non sbaglia. La gioia dura solo 2’ perché la Pianese torna nuovamente in vantaggio grazie a Ferri che di Testa mette in rete un cross di Giustarini. I ragazzi di Mezzetti non demordono e al 66’ minuto ritrovano il pareggio con un guizzo di Lessa Locko in mezzo all’area. La partita è divertente, le squadre, ormai lunghe lasciano praterie dove gli attaccanti si inseriscono e creano occasioni da entrambi i lati. Al 76’ ancora la Pianese in vantaggio, errore di cozzino in disimpegno permette a Simeoni di trovarsi a tu per tu con Rossini e non sbaglia. Il carattere e la voglia di non perdere dei Biancoazzuri si nota e lo sforzo viene ripagato al 79’ quando Tos su calcio d’angolo svetta più in alto di tutti e batte l’incolpevole Wrobleswski e portando il risultato sul definitivo 3 a 3.

Reti: 32′ Giustarini (P), 60′ e 66′ Lessa Locko, 62′ Ferri (P), 76′ Simeoni (P), 79′ Tos

Castelvetro (4-3-1-2) – Rossini; Davighi (59′ Taviani), Tos, Ristori, Magliozzi; Ghizzardi, Calanca, Zagari; Cozzolino; Lessa Locko, Cheli (80′ Ubaldi). A disposizione: Tabaglio, Pacilli, Saccani, Zouhri, Rondinelli, Asante, Bartorelli. All. Lorenzo Mezzetti

Pianese (4-3-1-2) – Wroblewski; Marghi, Bernardini (88′ Ravanelli), Capone, Gagliardi; Maresi, Simeoni, Bianchi; Giustarini, Ferri, Golfo (64′ Fapperdue). A disposizione: Palumbo, Petroselli, Mannarini, Carissimi, Kthella. All. Marco Masi

Arbitro: Fabio Catani di Fermo (Assistenti: Gilberto Laghezza di Mestre e Milos Djordjevic di Schio)

Ammoniti: Calanca, Cozzolino, Giustarini, Magliozzi

dal nostro inviato, Christian Mastalli

Letta vs Renzi: lotta sulla mutazione genetica del PD

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Da tempo – ricorda Federico Geremicca nell’editoriale – si accusa Renzi di voler trasformare il Pd in un movimento personale. “Dalla scissione subita l’inverno scorso fino alla composizione di queste liste elettorali, è come se il Pd fosse stato sottoposto ad una sorta di profonda mutazione genetica”.

L’ultima sfida per creare il nuovo partito

ROMA – Sono anni – in pratica dal suo avvento alla segreteria del Pd (dicembre 2013) – che Matteo Renzi è inseguito da un velenosissimo sospetto: quello di voler trasformare il Partito democratico in qualcosa di profondamente diverso, addirittura in un «movimento personale», al quale è stato dato – per comodità – il nome di PdR (Partito di Renzi). Il sospetto, diciamolo subito, in questi anni è apparso più un utile strumento di polemica e propaganda che il prodotto di una oggettiva analisi politica. Questo – però – fino a ieri: giorno in cui il Pd ha ufficializzato le proprie liste elettorali.

LEGGI ANCHE – Letta accusa Renzi sulle liste: “il Pd corre verso l’abisso”

Qui non è in questione, naturalmente, né la qualità dei nomi presentati e nemmeno il diritto di un segretario di partito a plasmare i gruppi parlamentari, diciamo così, in modo da garantirne la tenuta sulla linea politica (e di governo) scelta. Quel che può essere oggetto di discussione, invece, è il profilo che avrà il Pd dopo il voto: e dopo un metodo di selezione dei nomi in lista che ha prodotto nuove e profonde ferite sul corpo del Partito democratico.

Una annotazione appare, a questo punto, evidente: nel giro di un anno – e cioè dalla scissione subita l’inverno scorso fino alla composizione di queste liste elettorali – è come se il Pd fosse stato sottoposto ad una sorta di profonda mutazione genetica. «Non è più un partito di sinistra», ha accusato ieri Pietro Grasso, tirando acqua al mulino di Liberi e Uguali. La sentenza è forse azzardata: ma tornare a parlare oggi di PdR, piuttosto che di Pd, non può più esser considerato solo un artificio polemico.

Non è soltanto questione di assenze: il fatto, cioè, che i due ultimi segretari del partito (Bersani ed Epifani) militino altrove, che molti altri co-fondatori li abbiano seguiti o che perfino i due padri nobili del Pd (Prodi e Veltroni) siano in posizione defilata o addirittura critica. È soprattutto il modo in cui si è supplito a queste defezioni a meritare una riflessione: un gruppetto di fedelissimi (nel partito e nelle liste) imposti con la forza dei numeri e senza – di fatto – alcun confronto. Qualcuno ne ha potuto avere purtroppo conferma nelle pesanti notti del Nazareno trascorse a sistemare nomi e cognomi in collegi e listini, durante le quali solo Lotti, Boschi e Bonifazi hanno avuto accesso alle stanze del segretario.

Nemmeno di fronte ad un appuntamento delicato e decisivo come le elezioni, insomma, Matteo Renzi ha cambiato il suo stile di direzione: avanti tutta, costi quel che costi. Era accaduto dopo il referendum del 4 dicembre e dopo le tante sconfitte elettorali subite (dalla Liguria alla Sicilia, fino a Roma e Torino). I fatti e il tempo, dunque, non hanno portato consiglio: il «noi al posto dell’io», l’esaltazione della «squadra a più punte del Pd» e la promessa collegialità, sono rapidamente tornate in soffitta per lasciar spazio al solito stile accentratore.

Ma Renzi può esser, a modo suo, comunque soddisfatto: infatti, controllerà senza problemi il futuro gruppo parlamentare: proprio come era per Bersani all’inizio della tormentata legislatura appena conclusa… Quel che è certo, è che se le elezioni dovessero andar male, lo scontro nel Pd sarà durissimo. E proprio da quella resa dei conti potrebbe nascere – perfino ufficialmente – quel PdR fino a ieri solo sospettato e che oggi – invece – appare in piena e inevitabile gestazione.

vivicentro.it/EDITORIALE
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lastampa/L’ultima sfida per creare il nuovo partito FEDERICO GEREMICCA

Assegnati gli Oscar della musica. Bruno Mars fa piazza pulita.

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Bruno Mars fa piazza pulita. E’ lui il re incontrastato della 60/ma edizione dei Grammys, gli Oscar della musica, in un’edizione che verrà ricordata per aver portato sul palco il sostegno alle donne vittime di molestie.
Essendo questa stagione dei premi carica di significati sociali e politici, anche la 60ma edizione dei Grammy è stata caratterizzata dai tanti discorsi e momenti dedicati ai movimenti a difesa delle donne vittime di molestie. Così quasi tutte le star presenti alla serata hanno indossato una rosa bianca, adottata come simbolo della lotta delle donne contro gli abusi. Elton John ha cantato “Tiny Dancer” insieme a Miley Cyrus con una rosa bianca sul pianoforte e la pop star Kesha ha commosso tutti con una performance carica di emozioni.
La cantante si è esibita in “Praying” insieme a Cyndi Lauper, Andra Day, Camila Cabello, che alla fine della canzone si sono abbracciate commosse, cosa che ha fatto emozionare anche il conduttore della serata James Corden.
Kesha è stata particolarmente esplicita nel parlare della recente battaglia femminile contro gli abusi sessuali. D’altronde la battaglia legale contro il produttore Dr. Luke, dalla cantante accusato di violenza sessuale e molestie, è diventata oggetto di titoli nazionali e molti musicisti, si sono offerti di aiutarla e di pagare le spese legali che deve affrontare per portare avanti la sua lotta.
Non sono mancati artisti di fama mondiale come Lady Gaga che ha dedicato “Million Reasons” alla zia scomparsa suonando un pianoforte a coda coperto di piume, gli U2 si sono esibiti su un palco sistemato sull’Hudson River davanti alla statua della Libertà.
Sting, in onore del ritorno dei Grammys a New York ha cantato “An Englishman in New York” e  Luis Fonsi e il rapper Daddy Yankee hanno cantato Despacito, nominata fra le cinque canzoni dell’anno (ma senza vincere nulla).
È andata male anche all’unico italiano candidato, l’armonicista Fabrizio Poggi, nominato nella categoria best traditional blues album, grazie al disco “Sonny & Brownie’s Last Train” registrato con il cantante e chitarrista blues Guy Davis.
Ritornando al vincitore, le sue prime parole dopo il verdetto sono state: “O mio Dio.  Grazie mille a tutti ragazzi. Wow. Voglio dedicare questo premio agli autori“.

Hamsik: “Inizio disastroso, ma abbiamo ribaltato il risultato”

Le sue parole

Marek Hamsik ha rilasciato alcune dichiarazioni al proprio sito: “L’inizio è stato pessimo, ma la nostra risposta è stata veloce. Ci siamo sistemati subito. Abbiamo una buona squadra. Abbiamo girato il punteggio a nostro favore, indicando il nostro carattere e la nostra forza. Siamo felici per il successo, guardiamo avanti”.

Giuntoli chiede informazioni di Han al Cagliari: dispetto alla Juve?

Giuntoli chiede informazioni di Han al Cagliari: dispetto alla Juve?

Come riporta la Gazzetta dello Sport i dispetti di mercato tra Napoli e Juve proseguono sul mercato: “La lotta per lo scudetto, infatti, è solo l’oggi di una rivalità che nel tempo rischia di essere predominante. Non a caso sabato il d.s. campano Cristiano Giuntoli ha preso contatto con il collega sardo Giovanni Rossi per chiedere informazioni sul nordcoreano Han, da settimane nel mirino dei bianconeri. L’ingresso in scena degli uomini di De Laurentiis tende ad alzare i numeri di quest’affare. Ed è un’operazione di disturbo quantomeno simbolica. Già negli ultimi giorni il dialogo tra i campioni d’Italia e la dirigenza sarda era stata difficile, con una differenza di valutazione sostanziale. È facile, dunque, che l’asta per Han si accenda nelle prossime ore. Come che svanisca nel nulla”.

Chievo-Giaccherini, oggi sprint finale: ingaggio spalmato fino al 2020

Chievo-Giaccherini, oggi sprint finale: ingaggio spalmato fino al 2020

Secondo La Gazzetta dello Sport in giornata il Chievo proverà lo sprint per chiudere definitivamente l’affare Emanuele Giaccherini con il Napoli. L’inserimento della Samp non ha portato la cosiddetta fumata bianca. L’ingaggio di 750mila euro dovrebbe essere spalmato fino al 2020, in questo modo l’operazione sul piano economico rientrerà nei parametri fissati dal Chievo.

Baby gang armata, si passa alla ‘trasferta’ per minacciare i passanti

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Baby gang armata, si passa alla ‘trasferta’ per minacciare i passanti

La Polizia Municipale di San Giorgio a Cremano ha denunciato ieri sera una baby gang composta da tre minorenni, due di Ercolano e uno di Portici, che, armati di una pistola a salve e di due coltelli a serramanico, da qualche giorno minacciava i passanti in villa Vannucchi e in piazza Massimo Troisi. I ragazzini sono stati riaffidati alle famiglie. A San Giorgio arrivavano con scooter sui quali viaggiavano privi di patente. La Polizia Municipale è entrata in azione dopo le segnalazioni di alcuni cittadini. La baby gang è stata individuata dopo un monitoraggio durato circa 24 ore.

Gli Arteteca a Castellammare: la data e tutti i dettagli

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Ecco il comunicato dello Stabia Hall

I comici Enzo e Monica del duo Arteteca, saranno presenti al Cinema di Castellammare di Stabia, Stabia Hall per presentare il loro ultimo lavoro cinematografico.

Ecco il comunicato dello Stabia Hall: Mercoledì 31 Gennaio allo spettacolo di FINALMENTE SPOSI delle ore 20:40 gli Arteteca Monica e Enzo saranno presenti in sala per salutare il pubblico e per farsi tante foto con voi!

 

Il Cantiere di Castellammare: in mostra dal passato al presente, i dettagli

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Il Cantiere di Castellammare: in mostra dal passato al presente, i dettagli

Le navi simbolo di ieri, l’Amerigo Vespucci in primis, e le navi di oggi. La cantieristica stabiese protagoniste del convegno alle Antiche Terme, organizzato dall’associazione nazionale Marinai d’Italia (gruppo medaglia d’oro al valor militare Luigi Longobardi) in collaborazione con la Capitaneria di porto, l’Istituto tecnico nautico di Piano di Sorrento, l’Azienda cura soggiorno e turismo e il portale web Liberoricercatore.it con il patrocinio del Comune stabiese, che si è tenuto ieri.

Come riporta Il Mattino: “Il passato, il presente e il futuro a confronto per una delle più antiche “fabbriche delle navi”, con anche una mostra ad hoc(tratte dall’archivio Paradiso Troncone di Napoli sugli storici cantieri navali) dal Cristoforo Colombo, gemella della più famosa “Vespucci” ai traghetti della Tirrenia. Un excursur strorico anche con i fotogrammi dei disastri prodotti dai nazisti nel settembre del 1943 o delle prove in mare del batiscafo Trieste, per raccontare l’attività lavorativa del cantiere navale e delle sue navi-simbolo dal varo alla consegna al committente.

Dal 1783 sino al secondo dopoguerra, senza dimenticare le cicliche crisi che hanno investito il Cantiere nel corso della sua multisecolare attività con un occhio alla sua destinazione futura”.

Higuain: “Napoli per lo scudetto? Devono venire a giocare in casa nostra…”

Le sue parole

Gonzalo Higuain ha rilasciato un’intervista al Corriere di Torino:

Cosa ha in più la Juve del Napoli? «Posso parlare per noi, non per loro. E in più dobbiamo avere la voglia di vincere, che anche loro avranno, e pensare che questo campionato dipenderà da noi: loro sono tornati in testa, ma dovranno venire a giocare qui, in casa nostra».

Che menù consiglia per l’inseguimento? «Dobbiamo restare calmi e cancellare le ultime due partite, in cui non s’è vista la vera Juve. Quella autentica è un’altra, ma penso sia normale dopo undici giorni di stop».

Si avvisterà per la ripresa della Champions? «Speriamo, ma anche in campionato e in Coppa Italia: siamo una delle poche squadre che sta ancora lottando per tutto».

Cosa resta delle ultime due vittorie? «Due vittorie, appunto. Non son state delle belle partite, ma questo è il carattere delle grandi squadre: puoi avere le gambe pesanti ed essere poco brillante, ma vinci lo stesso. E quello, conta».

Tuttosport: “Napoli non è abituato alla vetta, Allegri non ha fretta”

Tuttosport: “Napoli non è abituato alla vetta, Allegri non ha fretta”

“Napoli non abituato alla vetta, Allegri non ha fretta di riprendersi il primato”, così scrive Tuttosport: “C’è da star calmi, direbbe Max per il quale non c’è fretta di riconquistare una vetta sulla quale gli sherpa bianconeri hanno posto la loro bandierina nel 2012 e da quel momento in poi il vessillo non s’è più schiodato. Non si tratta, banalmente, di mettersi a “gufare” l’avversario (ché di gufi in questa stagione non sono mai stati così stracolmi gli ambienti anti bianconeri: non si vede l’ora che il dominio juventino venga interrotto). Si tratta, piuttosto, di far sentire il fiato sul collo della preda da acciuffare, ma nei tempi giusti. E anche se si avvertisse tutta questa impellenza di riprendere il comando, i precedenti premierebbero i campioni d’Italia: negli ultimi sei anni è in questo periodo che hanno cominciato a concretizzare una supremazia indiscussa, oppure coronando un lungo inseguimento come nel 2016 quando a metà febbraio Simone Zaza certificò l’avvenuto passaggio di consegne. Al Napoli bello e divertente il primato effimero e il titolo di campione d’inverno, alla Juventus cinicamente brutale lo scudetto vero. Il piano volto ad agguantare la leggenda è chiarissimo”.

La moviola della Gazzetta: “Rigore su Callejon quasi un regalo, ma che errore su Koulibaly”

La moviola della Gazzetta dello Sport

La moviola della Gazzetta dello Sport per Napoli – Bologna: “Non solo, sulla bilancia finisce pure la gestione «particolare» di Napoli, con Mazzoleni che ha fischiato un rigore molto generoso (eufemismo) su Callejon dopo aver in precedenza giudicato involontario un mani dubbio in area di Koulibaly sul tiro di Palacio. Interpretazione che ci può anche stare, ma non è accettabile aver ignorato una direttiva dello stesso Rizzoli («Vanno rivisti i tocchi sospetti di mani in area») data giusto due settimane fa nella riunione con gli allenatori di Serie A. Indicazione arrivata per mettere fine alle polemiche seguite alle deviazioni col braccio di Mertens e Bernardeschi. E ora scendiamo nei dettagli. 

Passa così in secondo piano la direzione di Mazzoleni, non certa perfetta. Ma stride molto la scelta di non andare a rivedere il mani di Koulibaly in area: può anche essere considerato involontario (braccio appena largo e che schizza all’indietro sul tiro di Palacio, un parametro usato dagli arbitri che fa pendere la bilancia sulla non punibilità), ma la scelta doveva arrivare dopo aver rivisto le immagini come suggerito da Rizzoli, non certo l’ultimo arrivato. E invece Mazzoleni si limita a parlottare con Orsato tramite auricolare. Cosa che ripete poco dopo quando assegna il rigore al Napoli: «carezza» di Masina che poggia una mano su Callejon. Davvero troppo poco per giustificare il rigore, ma qui la Var non può intervenire perché il minimo contatto basta e avanza per metterla fuori causa”.

Letta accusa Renzi sulle liste: “il Pd corre verso l’abisso”

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Le liste dei candidati al Parlamento scelte da Matteo Renzi per il Pd lacerano il partito: l’ex premier Enrico Letta parla di “tragici errori, regali immeritati a Berlusconi e ai Cinque stelle”.Il segretario del partito prova a superare le polemiche e ribadisce il no alla flat tax: la sua prima uscita elettorale è una visita alle due nonne.

Enrico Letta: “Tragici errori sulle liste, il Pd corre verso l’abisso”

L’affondo dell’ex premier contro Renzi: «Sono state giornate terribili per il partito. Un regalo immeritato a Berlusconi e ai Cinquestelle»

ROMA – Enrico Letta tante ne ha viste – e tante ne ha fatte – nella sua vita politica, ma sostiene che in questi giorni dentro al Pd sta accadendo qualcosa di speciale: «Ricevo reazioni indignate da tutta Italia: non mi capitava da tempo…». Sono trascorse poche ore dall’epifania delle liste elettorali, precedute da una “istruttoria” aspra, come sempre avviene in questi casi, ma con un sovrappiù di normalizzazione e di ridimensionamento, talora umiliazione, di tutte le aree del partito diverse da quella di stretta osservanza renziana.

Da quattro anni, da quando ha lasciato Palazzo Chigi, Enrico Letta ha parlato poco, ma sempre in modo chirurgico. Da allora a oggi non ha lesinato critiche («assurdo andare al voto anticipato») e neppure stilettate a Matteo Renzi («Racconta un Paese che non c’è») ma non ha mai strappato da quella che definisce «la comunità democratica», a partire da due scelte dirimenti. La prima, il referendum costituzionale: in quella occasione – proprio come Prodi – Letta annunciò che avrebbe votato sì. E in occasione delle Primarie del Pd, dicendo che il suo voto sarebbe andato ad Andrea Orlando, Letta ha confermato di essere restato nell’orbita del Pd, pur non essendone iscritto.

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Nei giorni scorsi Enrico Letta aveva confidato di guardare con molta curiosità e pessimismo alle liste elettorali, che sono sempre una cartina di tornasole sulla qualità democratica delle leadership. Nel 2102 Pierluigi Bersani dopo aver convocato in fretta e furia «parlamentarie» molto sommarie, presentò liste che non rispecchiavano le percentuali congressuali (61 per cento per lui, 39 per Renzi) e dopo quel precedente poco edificante, l’attuale leader del Pd aveva promesso in una recentissima Direzione che lui sarebbe stato rispettoso dei pesi interni.

Dice Enrico Letta: «Sono attonito per quel che è accaduto. Sia per il merito che per il metodo: durante questo fine settimana si è consumata una vicenda dai contorni tragici». Potrebbe avere conseguenze sulle fortune elettorali del Pd? «Leggo i sondaggi e non soltanto per quelli, sono preoccupato». Ma una vicenda tutta interna, tutta di partito, che impatto può avere sull’opinione pubblica? «Nel rapporto con l’opinione pubblica questa vicenda si traduce in un altro insperato e immeritato regalo a Berlusconi e ai Cinque Stelle. Una incredibile corsa verso l’abisso».

Valutazioni gravi. In vista delle elezioni, già da tempo Letta aveva fatto capire che sarebbe restato fuori della mischia, ma ovviamente ha guardato alla formazione delle liste con un occhio di simpatia per Marco Meloni, unico amico dell’ex premier che abbia continuato a condividere la visione politica del leader, ma anche uno dei deputati più preparati del gruppo Pd. Affiliato alla corrente di Andrea Orlando, nella sua qualità di unico lettiano rimasto su piazza, Meloni aveva due scenari davanti a sé: o il riconoscimento da parte di Renzi di una sorta di diritto di tribuna, ovvero l’accompagnamento alla porta d’uscita.

Un bivio eloquente non soltanto per i personali destini di Meloni, ma sintomatico della concezione del pluralismo interno del Pd. Nel passato, durante la Prima Repubblica, le correnti democristiane si scambiarono innumerevoli colpi bassi senza che questo si traducesse in emarginazione per qualcuno dei notabili. Riccardo Lombardi, leader della sinistra socialista, arrivò a sostenere che Bettino Craxi conduceva il Psi seguendo il «Fuehrerprinzip», ma questo non comportò la sua esclusione dalle liste.

Ma nel Pd di questi giorni non sembrano valere le regole e neppure le usanze di quei partiti che 25 anni fa sono stati accompagnati alla fine dei loro giorni con rampogne e invettive da parte dell’opinione pubblica. E infatti Meloni, sostenuto dall’area di Andrea Orlando per la quale aveva votato, è stato respinto con perdite. Meloni, «colpevole» di essere seguace dell’eretico Letta, la legge così: «In questo Pd evidentemente non c’è spazio per chi, pur criticando e dissociandosi da alcune scelte, distingue tra un segretario pro tempore e la fedeltà a valori che restano comuni. Nella formazione delle liste è stata premiata soltanto la fedeltà e per farlo si è agito con arbitrio e violenza. Premiando quasi ovunque amici e amiche».

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lastampa/Enrico Letta: “Tragici errori sulle liste, il Pd corre verso l’abisso” FABIO MARTINI