11 milioni sulle strade: code e disagi in autostrada anche a Napoli
A Pasquetta sono circa 11 milioni gli italiani che hanno scelto di fare la gita fuori porta. E’ quanto stima la Coldiretti. Ad essere interessate dal traffico, soprattutto le strade che portano al mare. Lo comunica Astral Infomobilità spiegando che sul grande raccordo anulare in carreggiata interna ci sono code dall’allacciamento con la A24 alla Pontina; in esterna, invece, si procede molto a rilento dalla Casilina alla Cassia. Sulla Pontina si sta in fila da Mostacciano a Castel Romano verso Pomezia. Stessa situazione sulla via Nettunense dalla Pontina a via del Genio Civile verso Anzio ma qui per un incidente. Trafficata la litoranea tra Ostia e Anzio in entrambe le direzioni. Sulla via del Mare code da Dragona a Ostia e su via dell’aeroporto di Fiumicino dal Ponte di Tor Boacciana a Trincea delle Frasche verso Fiumicino. Si sta in fila anche sull’Aurelia dal Raccordo a Castel di Guido in uscita da Roma.
Le code più consistenti (fino a 7 chilometri) invece si sono formate, per il traffico intenso, tra Acerra e Salerno sulla A1 Roma-Napoli. Auto ferme anche tra Settebagni (Roma) e la diramazione per Roma Nord stavolta per un incidente. E ancora. sei chilometri di coda tra Villa Literno e Napoli Nord.
Napoli, tombini scoperti in strada: pericolo per i pedoni
Napoli, i residenti della zona Camaldoli e Villaricca, hanno denunciato una situazione spiacevole per la zona, ovvero, le coperture in ferro dei tombini utilizzati per alimentare l’impianto di pubblica illuminazione sono stati asportati da ignoti lungo i marciapiedi della strada comunale.
Questa è una situazione spiacevole e di pericolo per i pedoni e gli sportivi che praticano running, sulla strada che collega Qualiano con Calvizzano. A poca distanza dalla zona interessata, vi sono anche gli impianti sportivi comunali, l’isola ecologica ed il parco urbano cittadino.
Sembrerebbe, secondo quanto dichiarato dai cittadini, che negli ultimi tempi la strada viene usata per scarichi illegali di rifiuti. Le lamentele e le denunce sono state molte, ma a quanto pare, nessuna istituzione, ha ancora agito al riguardo.
Ischia, in possesso di droga sul traghetto: scoperto dai cani antidroga
Ischia. Scoperto dai cani antidroga un uomo, sulla trentina, di origine domenicana, che era partito dal porto di Napoli, diretto verso Ischia. Si tratta di Angel De Jesus Ramos Fernandes, che alla vista della Polizia di Stato, impegnata nei servizi di controllo agli sbarchi, ha tentato di confondersi tra i tanti viaggiatori per evitare il controllo.
Questo suo atteggiamento, come dire elusivo”, ha insospettito gli agenti, che lo hanno sorpreso con un panetto di hashish di circa 100 grammi. Vano è risultato il tentativo del 30enne di confezionare, con uno strato di caffè in polvere e dei corn-flakes al cioccolato, il panetto di hashish, al fine di distogliere il fiuto dei cani antidroga, qualora li avesse incontrati sul suo percorso.
Fernandes è stato arrestati perché responsabile del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanza stupefacente, dopo una notte trascorsa nelle camere di sicurezza del Commissariato, stamane, sarà giudicato con rito per direttissima.
Napoli, rapina bar nel giorno di Pasqua: fermato da ispettore libero dal servizio
Napoli. Derubato barista nel giorno di Pasqua; a fermare il ladro un ispettore libero dal servizio. L’uomo, stava entrando all’interno del bar, in zona Capodimonte, in via S.Rocco, per fare colazione. L’ispettore ha notato, entrando, un uomo che aveva fretta di uscire dall’esercizio commerciale, e il barista era in forte stato d’agitazione.
L’ispettore in questione lavora quotidianamente al Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Napoli, dopo essersi qualificato, ha subito bloccato l’uomo. Grazie all’intuito dell’uomo, è stata sventata la rapina, che G. Pecoraro, pregiudicato del centro storico di Napoli, di 43anni, aveva messo a segno qualche attimo prima del suo arrivo.
La vicenda: il pregiudicato 43enne, appartenente ad un clan locale, dopo aver chiesto del titolare, momentaneamente assente, aveva minacciato ed aggredito con schiaffi al volto il barista, intimandogli di consegnare l’incasso. Dopo essersi impossessato della somma di €.118,00, custodita nel registratore di cassa, era pronto a fuggire se non fosse intervenuto l’Ispettore nel bloccarlo.
La vittima, medicata in ospedale, ha riportato lesioni guaribili in 15 giorni. Il ladro è stato arrestato in quanto responsabile del reato di rapina e lesioni personali e, dopo essere stato condotto al Gabinetto della Polizia Scientifica, per essere fotosegnalato, è stato accompagnato dai poliziotti alla Casa Circondariale di Poggioreale.
Positano, scomparso dopo la disco: Nicola Marra trovato morto in un burrone
Nicola Marra, il 21enne scomparso ieri dopo una serata nella discoteca di Positano “Music on the Rocks” , è morto. Il suo cadavere è stato ritrovato in un vallone non molto lontano dal centro abitato.
Il giovane napoletano aveva trascorso la serata in compagnia degli amici in discoteca, ma a casa non si è mai ritirato. I familiari hanno esposto subito denuncia alle autorità. Sono stati i carabinieri della compagnia di Amalfi a coordinare le indagini. Una ricerca meticolosa svolta sia per mare che per terra che in aria. Fino all’amara scoperta del cadavere in un vallone.
Al momento si presume che il 21enne sia morto accidentalmente. Dai video visionati dai militari dell’arma si nota il giovane mentre si allontana dalla discoteca per dirigersi da solo verso la parte alta della città. Secondo la testimonianza degli amici, Nicola quella sera era in un evidente stato di alterazione psicofisica per l’acol, come riporta il Mattino.
Il recupero della salma è ancora in corso, siccome la zona è difficilmente accessibile.
In un’intervista a Sportowefakty.wp.pl, Bartosz Bereszyński, calciatore della Sampdoria, ha parlato del calcio italiano: “Gli italiani apprezzano i polacchi e il grande merito è dei giocatori che sono stati qui per molto tempo: Piotr Zieliński, Łukasz Skorupski, Kamil Glik. Il club è contento di noi giocatori polacchi, stiamo andando bene. Chissà, forse un altro polacco si unirà a noi tra un po’. Ci piace lavorare sodo e non ci lamentiamo: a volte dico qualcosa in silenzio o nella mia mente. Magari torno a casa infelice ma non lo do a vedere durante gli allenamenti e le partite. Gli italiani apprezzano la nostra mentalità. Serie A? Le strutture sono state una sorpresa negativa e credo che tutti lo pensino. Il famoso San Siro impressiona, ma solo per il nome e la grande storia. È un vecchio stadio che dovrebbe essere modernizzato. Stesso discorso per l’impianto di Napoli, che considero uno dei più brutti che abbia mai giocato. La prima visita a questi luoghi può dare un’impressione, ma in seguito si cominciano a notare sempre più difetti”.
Il difensore del Napoli Nikola Maksimovic, in prestito allo Spartak Mosca, ha parlato al sito della società russa:
Alla Stella Rossa di Belgrado hai avuto un episodio incomprensibile con il tuo contratto, ma al Torino hai avuto un problema con l’allenatore. Al Napoli com’è andata? “Andiamo con ordine. Al Torino ci sono state delle incomprensioni con il trasferimento al Napoli, ma posso dire che i miei primi due anni al Torino sono stati molto buoni: siamo arrivati in Europa League, abbiamo battuto la Juventus nel derby. Dopo il primo anno avevo delle offerte da altri club, ma non sono andato via perchè ero grato al Torino dopo l’acquisto del cartellino dal club di Cipro. Il secondo anno al Torino fu molto positivo, giocai in tutte le partite e poi arrivò una offerta dal Napoli. Erano pronti a spendere 18 milioni di euro per me, quando il Torino ne aveva pagati soltanto 3. Col mio agente parlammo con la società e con l’allenatore per capire il da farsi. Loro mi dissero ‘Resta un altro anno, ti aumentiamo lo stipendio e poi l’anno prossimo potrai partire al 100%’. Dopo la stretta di mano, dicemmo che non avrebbero dovuto aggiungere nulla al contratto attuale. Il presidente Cairo rispose ‘Se ci offrono più di venti milioni, non ne discuteremo proprio e partirai’. Appena prima della chiusura del mercato, il Napoli tornò con una offerta da diciotto milioni di euro più bonus: il Torino non volle trattare. Il giorno dopo tornai ad allenarmi con la squadra, un allenamento pomeridiano. E ciò che successe potrebbe accadere una volta su mille: normalmente gioco sul centro-destra, ma quella volta ero centro-sinistro. Il portiere rinviò male la palla verso il centro, provai a prenderla e mi feci male”
Sei stato fuori per tanto tempo? “Non mi sono allenato per cinque mesi, e tre di questi li ho passati con le stampelle. Quando più o meno ero guarito, lavorai per due settimane con il preparatore atletico e, dopo sette giorni con il gruppo, iniziai subito a giocare. Feci quindici partite di seguito eppure in realtà non ero pronto per giocare, ma non ho mai rifiutato l’occasione…anche se giocando avrei potuto avere dei problemi. Il Torino mi disse ‘Vista la situazione con il tuo infortunio, non hai potuto giocare per tutta la stagione. Abbiamo bisogno che tu resti un altro anno e poi si vedrà, se ci saranno offerte potrai andare’. Avemmo una discussione e finii in panchina. A quel tempo dovevamo giocare ancora sette partite, inclusa quella con il Napoli. Dissero di farmi giocare, per vedermi in azione dal vivo. Volevano firmarmi, ma il Torino disse di no e mi tenne in panchina. Poi arrivò Mihajlovic…”
…il tuo vecchio amico! “Esattamente. Il presidente gli chiese di persuadermi a restare per un altro anno. Dissi a Sinisa: ‘Sono stato qui per tre anni, mi hai aiutato durante la carriera e per te posso rimanere…ma alle condizioni che mi ha offerto il Napoli’. Rispose che avrebbe parlato con il presidente. Dopodichè tornò il Napoli, offrendo 23 milioni di euro e poi ancora di più. Provai a parlare con Cairo, ma ogni volta diceva che doveva pensarci su. Non mi andava bene, ed avrei voluto capire meglio. La stagione stava iniziando, eravamo al 10-11 agosto quando il presidente iniziò a non rispondere più alle mie chiamate. Decisi di tornare in Serbia fino al 31 agosto”
Come andò a finire? “All’ultimo momento il Napoli tornò di nuovo su di me, e trovarono un accordo per il mio trasferimento. Eppure il giorno in cui dovevo andare a Roma per fare le visite mediche, all’aeroporto di Francoforte – dove avevo un cambio d’aereo – fu dichiarato l’allarme terrorismo e l’intero terminal fu evacuato. Rimasi lì per tutta la serata sino al giorno dopo”
Potresti scrivere una serie tv sulle tue avventure… “Sai cosa ho imparato in quei momenti? Che non bisogna lasciarsi andare alle emozioni: se qualcosa va storto, devi affrontarla come se fosse un lavoro. Ed andare avanti. Alla fine è ciò che è successo pure al Napoli. Per diverso tempo non ho potuto giocare a causa di un infortunio, e non sono riuscito a trovare uno spazio da titolare perchè c’erano altri calciatori. Maurizio Sarri è un allenatore eccellente, un professore di calcio. E non ha nulla contro di me. Semplicemente preferisce giocare con la stessa squadra, a meno di infortuni o squalifiche. Per questo ho deciso di trasferirmi allo Spartak, per giocare in vista della Coppa del Mondo”
La giornata mondiale autismo, è stata istituita dall’Assemblea generale dell’ONU nel 2007 con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale sulle caratteristiche e manifestazioni di tale patologia.
Con questo articolo e sulla scorta di alcune informazioni scientifiche raccolte, si proverà ad addentrarci con molto rispetto e umiltà in questo “complesso disturbo del neurosviluppo”.
L’autismo è una delle più frequenti cause di disabilità psichica, è diffuso in tutto il mondo e non fa differenza tra popolazioni e condizioni sociali. Proprio per la sua alta frequenza, cronicità e costi assistenziali è considerato una sfida di civiltà socio sanitaria.
Questa sindrome s’installa molto presto nell’individuo, addirittura già durante la vita fetale a causa di mancanze della maturazione cerebrale, sicché sin dai primi anni l’atteggiamento mentale risulta inconsueto. Si parla di disturbo dello spettro autistico, per cui le terapie devono essere diverse, contemporanee, mirate e specifiche a seconda le caratteristiche del caso. Quindi con l’intervento in pool di medici, psicologi e terapisti
Vi sono oggi molte dicerie sulle cause dell’autismo:
che l’autismo sia causato dallo scarso affetto dei genitori; l’autistico guarisca con la crescita; che l’autismo sia un disturbo molto raro; che se l’autistico parla non può esserlo; che basta l’amore per curare l’autismo.
Non si sta parlando di una malattia. Bensì di una condizione che dura tutta una vita e che necessita di attenzioni medico-psicologiche-sociali che variano con lo sviluppo dell’individuo.
Presenta alcune caratteristiche.
La difficoltà di comunicazione e relazione che non è solo un problema di linguaggio, bensì di interfacciarsi con gli altri e quindi di instaurare dei rapporti. Un altro aspetto caratteristico è la esiguità degli interessi per cui l’autistico è preso, quasi in modo eccessivo, solo da poche cose particolari. A volte ripete le stesse frasi oppure i medesimi gesti (stereotipie) o anche tende a ordinare in fila degli oggetti o similari. Cioè la loro attenzione si focalizza solo su alcuni aspetti molto ristretti che di conseguenza li esclude da ciò che li circonda.
Altra nota importante è che il disturbo autistico non ha il medesimo grado d’intensità per chiunque ne è affetto. Ci sono situazioni per cui la persona autistica non soffre tutta la complessità dei tanti disturbi dell’autismo.
La multiterapia non può solo essere nei confronti dell’individuo, ma deve coinvolgere pure la famiglia e la scuola. Pertanto tutti gli ambienti e le persone in cui lo stesso vive, sin da bambino, devono essere formati e organizzati su come accogliere e comportarsi con l’autistico, dai genitori agli insegnanti, come anche dai fratellini, amichetti e compagnetti.
Come pure diventano importanti il gioco, lo sport e in generale le attività ludiche. Insomma fare sentire l’autistico parte e partecipe della società seppure con la complessità dei suoi confini e non al contrario, circoscriverlo o farlo avvitare nel suo mondo.
Non va inoltre dimenticato che il bambino autistico un giorno diverrà adulto e pertanto l’intera società, quando civile, moderna e scientifica, deve predisporre le condizioni affinché possa continuare una vita sociale e umana quasi normale.
Per fortuna viviamo in luoghi del mondo in cui nel tempo la socialità, civiltà e conoscenza si stanno sempre più affermando sull’insipienza, sciamanesimi e secolari credenze tribali e immateriali, per cui anche gli autistici stanno finalmente ricevendo quel riconoscimento corretto del loro disturbo e che spesso si trascina per tutta una vita, ma che non per questo impedisce di viverla in una nazione evoluta.
Si conclude con delle parole che ho trovato in rete, di Maurizio Arduino – Psicologo, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica, il quale durante un convegno ha detto: «L’autismo non è una malattia ma un disturbo del neurosviluppo. Da qui la necessità di sapere, informarsi tramite associazioni o specialisti prima di cadere nella trappola dei luoghi comuni. Una persona con questa disabilità non è il Rain Man che tutti ricordiamo al cinema. Il disturbo dello spettro autistico è vasto e ricco di sfumature molto spesso difficili da comprendere».
Un breve accenno alla LEGGE 18 agosto 2015, n. 134. Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie. (15G00139) (GU Serie Generale n.199 del 28-08-2015) note: Entrata in vigore del provvedimento: 12/09/2015. Su questa ci sono diverse contestazioni poiché di fatto sembra ancora con diversi limiti, non ancora efficace e a regime. Il nuovo Governo dovrà urgentemente occuparsene.
Diabete: caratteristiche, cause e sintomi. Piano sulla malattia diabetica: l’organizzazione della rete di assistenza
L’assistenza alle persone con diabete rappresenta una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale. La diffusione della patologia è infatti in costante aumento.
In Italia ne soffrono oramai più di 3 milioni di persone.
Inoltre, la malattia ha un forte impatto sanitario, sociale ed economico che richiede un’organizzazione dell’offerta sanitaria in grado di minimizzare il più possibile l’incidenza degli eventi acuti e delle complicanze invalidanti che comportano costi elevatissimi.
Cosa non meno importante, come per la gran parte delle malattie croniche, il diabete richiede un costante supporto al paziente che rappresenta il primo protagonista della gestione della malattia.
L’Italia dispone di un sistema di assistenza ben riconoscibile, sebbene vi siano tuttora differenze territoriali suscettibili di miglioramenti organizzativi.
Miglioramenti da realizzare soprattutto sul versante dell’integrazione e della comunicazione tra i vari operatori.
Il sistema è articolato su più livelli, con una decisa differenziazione tra i servizi dedicati alle diverse fasce di età e, in particolare al diabete di tipo 1 insorto in età evolutiva e al diabete di tipo 2.
È da questi elementi che è nato il Piano sulla malattia diabetica.
Il piano è stato approvato in Conferenza Stato-Regioni il 6 dicembre 2012, e pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 7 febbraio 2013.
Rappresenta la cornice all’interno della quale il Servizio sanitario nazionale offre oggi assistenza alle persone con diabete.
Il Piano, tenendo conto delle più attuali evidenze scientifiche, disegna un’organizzazione della rete di assistenza che mette il paziente diabetico al centro e coordina le attività di tutti gli attori dell’assistenza (dalla rete specialistica diabetologica agli operatori che forniscono l’assistenza primaria).
L’obiettivo è quello di fornire la migliore assistenza possibile per prevenire e curare le complicanze e garantire la migliore qualità di vita, sottolineando la necessità di passare da un sistema basato sulla “cura” ad uno basato sul “prendersi cura”.
Ciò, ottimizzando l’uso delle risorse disponibili e senza dimenticare l’importanza della prevenzione primaria e della diagnosi precoce.
Il diabete di tipo 1 è una patologia cronica, autoimmune, nella quale il pancreas non è più in grado di produrre l’insulina
Rappresenta circa il 10% dei casi di diabete.
E’ detto anche diabete giovanile o insulino-dipendente, in quanto insorge, di solito, in giovane età e l’unico trattamento possibile è quello con insulina.
Si sviluppa in genere durante gli anni dell’adolescenza, ma può comparire anche in bambini piccolissimi (perfino neonati) o in giovani adulti e dura tutta la vita.
In Italia le persone con diabete tipo 1 (DT1) sono circa 300.000 e l’incidenza di questa condizione è in aumento in tutto il mondo.
Si tratta di una patologia di origine autoimmune, cioè dipendente da un’alterazione del sistema immunitario, che comporta la distruzione di cellule dell’organismo riconosciute come estranee e verso le quali vengono prodotti degli anticorpi (autoanticorpi) che le attaccano. Nel caso del DT1, vengono distrutte le cellule del pancreas che producono insulina (cellule beta).
L’insulina è l’ormone che regola i livelli di glucosio (zucchero) nel sangue e, come una chiave che apre una porta, ne permette l’ingresso nelle cellule per essere utilizzato come fonte di energia.
Il principale segno del DT1 è, perciò, l’eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia).
Caratteristiche, cause e sintomi
Il diabete di tipo 1 è una forma di diabete che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, anche se non sono rari i casi di insorgenza nell’età adulta. Per questa ragione fino a poco tempo fa veniva denominato diabete infantile.
In questo articolo potrete leggere quali sono i sintomi e le cause.
Il diabete mellito di tipo 1 rientra nella categoria delle malattie autoimmuni perché è causata dalla produzione di autoanticorpi.
Anticorpi che distruggono tessuti ed organi propri non riconoscendoli come appartenenti al copro ma come organi esterni
Questi, attaccano le cellule Beta che all’interno del pancreas sono deputate alla produzione di insulina.
Come conseguenza, si riduce, fino ad azzerarsi completamente, la produzione di questo ormone il cui compito è quello di regolare l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule.
Si verifica, pertanto, una situazione di eccesso di glucosio nel sangue identificata con il nome di iperglicemia.
La mancanza o la scarsità di insulina, quindi, non consente al corpo di utilizzare gli zuccheri introdotti attraverso l’alimentazione che vengono così eliminati con le urine.
In questa situazione l’organismo è costretto a produrre energia in altri modi, principalmente attraverso il metabolismo dei grassi, il che comporta la produzione dei cosiddetti corpi chetonici.
L’accumulo di corpi chetonici nell’organismo, se non si interviene per tempo, può portare a conseguenze molto pericolose fino al coma.
Il diabete di tipo 1 viene suddiviso in:
Diabete mellito autoimmune (fino a poco tempo fa conosciuto con il nome di diabete insulinodipendente).
Si manifesta nella stragrande maggioranza dei casi durante l’infanzia o l’adolescenza (diabete infantile), ma non sono rari nemmeno i casi tra gli adulti.
È causato dalla distruzione delle cellule Beta da parte di anticorpi. La velocità di distruzione di tali cellule è variabile: in alcuni soggetti è molto rapida, in altri molto lenta.
La forma a progressione rapida si manifesta principalmente, ma non esclusivamente, nei bambini;
la forma lentamente progressiva tipicamente negli adulti e talvolta viene definita come diabete autoimmune latente dell’adulto (LAD).
Alcuni pazienti, soprattutto bambini ed adolescenti, possono presentare come primo sintomo della malattia unachetoacidosi;
altri una modesta iperglicemia a digiuno che può rapidamente trasformarsi in iperglicemia severa e chetoacidosi in presenza si altre situazioni di stress.
Diabete mellito idiopatico
È una forma molto rara di diabete di tipo 1 che si manifesta principalmente nei soggetti di etnia africana o asiatica.
Si presenta con una carenza di insulina permanente accompagnata da chetoacidosi, ma nessuna evidenza di autoimmunità. Le cause del diabete mellito idiopatico non sono ancora note.
I sintomi
La scarsità o l’assenza di insulina, impedisce all’organismo di utilizzare il glucosio per produrre l’energia necessaria al suo funzionamento.
Il glucosio, introdotto con l’alimentazione, non viene utilizzato e viene eliminato dal corpo attraverso le urine. Si verifica, quindi, un aumento del volume urinario, con conseguente aumento della sensazione di sete, e un calo di peso improvviso dovuto al fatto che non vengono trattenute le sostanze nutritive.
I principali sintomi clinici del diabete di tipo 1 sono, infatti, i seguenti:
– poliuria (aumento del volume e delle urine)
– polidipsia (aumento della sete)
– polifagia paradossa (dimagrimento improvviso non dovuto a variazioni nella dieta)
Spesso il sintomo di esordio del diabete di tipo 1 è la chetoacidosi diabetica (aumento della quantità di corpi chetonici nel sangue).
In alcuni casi si riscontra un’interruzione dei sintomi subito dopo la fase di esordio; è una condizione transitoria, nota come luna di miele, che può durare solo pochi mesi.
Passato questo breve periodo i sintomi si ripropongono e permangono stabilmente dando origine alla malattia vera e propria.
Le cause
Le cause del diabete di tipo 1 non sono ancora state individuate con certezza. Di sicuro ci sono dei fattori che contribuiscono alla sua comparsa:
– fattori genetici (ereditari)
– immunitari (legati ad una particolare difesa del nostro organismo contro le infezioni)
– ambientali (dipendono dall’azione contro il nostro organismo di batteri, virus, sostanze chimiche, etc.)
I dati attualmente disponibili indicano che ci sono soggetti geneticamente predisposti a sviluppare malattie autoimmuni (e quindi anche il diabete di tipo 1)
Comunque, però, devono verificarsi anche altri eventi (fattori immunitari e/o fattori ambientali) perché la malattia si sviluppi.
Sebbene i pazienti affetti da diabete di tipo 1 non siamo solitamente obesi, l’obesità non è incompatibile con la diagnosi.
Ultimamente è stato dimostrato, infatti, che l’obesità non rappresenta un fattore di rischio solo per il diabete di tipo 2 ma anche per quello di tipo 1.
Le persone affette da questa forma di diabete possono, infine, avere anche altri disturbi immunitari come il morbo di Graves, la tiroide di Hashimoto e il morbo di Addison.
Tutto quello che devi sapere sul diabete: cos’è, i sintomi, le tipologie, diffusione, prevenzione e monitoraggio… La prevenzione del diabete, come scrivono sul…
ricerche: Stanislao Barretta/SALUTE E SCIENZE
fonti: ministero della salute e diabete.net
Anche negli Scavi di Pompei, infatti, ci sono controlli da parte delle forze dell’ ordine, essendo un altro luogo simbolo oltre al principale Santuario
Successivamente all’ arresto del 21 enne algerino che rubò un’ auto a Terzigno e si schiantò contro le fioriere a Pompei, presso il Santuario, è aumentata l’ allerta terrorismo e la paura dei cittadini. Anche negli Scavi di Pompei, infatti, ci sono controlli da parte delle forze dell’ ordine, essendo un altro luogo simbolo oltre al principale Santuario e posto pieno di turisti in modo particolare nel periodo Pasquale. Le operazioni antiterrorismo scattate in tutta Italia dalle nostre forze dell’ ordine, hanno portato all’ arresto di persone ritenute vicine all’ Isis, a stretto contatto con l’attentatore dei mercatini di Natale a Berlino del 2016. I controlli sono dunque stati rafforzati in tutta la regione e in particolare a Pompei dopo l’ episodio dell’ algerino.
Il giovane di origine della Gambia è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato, informati da una poliziotta fuori servizio a fare un giro con la famiglia.
Un 21 enne gambiano è stato arrestato dalla Polizia di Stato nel pomeriggio di ieri sul Lungomare Trieste a Salerno, ove era in possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il ragazzo è stato notato da un poliziotto della P. S. appartenente alla Questura di Napoli che, durante una passeggiata con la propria famiglia mentre era libero dal suo lavoro, ha visto il fare sospetto dell’uomo che aveva avvicinato un giovane con l’ intento di vendere droga. La poliziotta, ha chiamato il 112 come un normale cittadino e subito una volante è intervenuta fermando l’uomo. La Polizia di Stato ha trovato molte dosi di marijuana e hashish, nascoste dal ragazzo in varie parti del suo abbigliamento. Inoltre, in una bustina alimentare di arachidi che il soggetto fingeva di mangiare e offrire ai compratori per non dare nell’ occhio l’attività di spaccio, sono stati sequestrati circa 30 grammi di cannabinoidi già confezionati e pronti ad essere venduti. Il 21 enne è stato quindi arrestato e trasportato in carcere, in attesa della convalida dell’ arresto da parte dell’ Autorità Giudiziaria.
Il sistema di illuminazione è stato completamente distrutto e questa mattina sono stati effettuati i lavori di riparazione.
A Marano, un uomo di nazionalità rumena si è schiantato a folle velocità contro un palo della luce in via Castel Belvedere, a bordo della sua Fiat Punto. Il sistema dell’ Enel di illuminazione è stato distrutto totalmente e, in maniera miracolosa, il conducente dell’ autovettura ha subito solo lievi contusioni senza riportare danni. Sul posto dell’ impatto, questa mattina, gli operai dell’ufficio tecnico del comune, hanno chiuso la zona e messo in sicurezza l’impianto, rendendolo di nuovo funzionante.
Le sue condizioni erano apparse subito gravi ai medici del 118, tanto che il ragazzo aveva già perso l’ uso delle gambe e sottoposto ad un intervento per il ripristino delle funzionalità muscolari.
Il 20 enne salernitano Giovanni Toriello, investito ieri dal treno sulla tratta Napoli – Sapri, non c’ è l’ ha fatta. Le sue condizioni erano apparse subito gravi ai medici del 118, tanto che il ragazzo aveva già perso l’ uso delle gambe e sottoposto ad un intervento per il ripristino delle funzionalità muscolari. Soccorso prima dall’ ospedale Santa Maria della Speranza a Battipaglia, è stato subito trasferito al Ruggi di Salerno per provare a salvargli le gambe, ma è arrivata successivamente la notizia della sua scomparsa. La comunità di Bellizzi, Salerno, dove abitava, è sotto shock ed è proprio il primo cittadino Domenico Volpe a parlare dell’ evento maledetto sfogandosi con un posto di speranza sul suo profilo Facebook.
Due persone dell’ est Europa erano a bordo di una BMW , la quale si è schiantata sui 140 km orari contro una Fiat Punto dove vi erano tre ragazzi. Uno dei tre sarebbe deceduto sul colpo mentre gli altri due sono feriti gravemente.
E’ avvenuto nella notte a Pomigliano d’Arco, tra via Alfa e via Terracciano, il terribile incidente che ha portato alla morte due ragazzi, di cui non è stata ancora emanata l’ identità. Secondo le prime ricostruzioni, due cittadini dell’ est Europa erano a bordo di una Bmw, la quale si è schiantata contro una Fiat Punto dove vi erano tre ragazzi. Uno dei tre sarebbe deceduto sul colpo mentre gli altri due sono feriti gravemente. La Bmw viaggiava sui 140 km orari su una strada cittadina, quindi autista e passeggero della Bmw risultano già indagati. Per fare maggiore chiarezza sulla dinamica indagano le forze dell’ ordine locali.
Nella frazione di Vico Equense, iniziano i lavori di messa in sicurezza delle strade, allargando curve strette e riqualificando l’ ambiente.
Finalmente iniziati i lavori a Vico Equense, che riguarderanno la sicurezza e l’ aggiornamento di via Gian Battista della Porta a Montechiaro. Questi lavori prevedono l’ ampliamento delle due curve a gomito con una nuova pianificazione tenendo conto anche del programma di ripulire l’ ambiente e rimodernarlo delle principali reti tecnologiche.
Il 20 enne è ricoverato in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell’ ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia.
Nel pomeriggio di ieri, sulla linea del treno Napoli – Sapri, un 20 enne è stato investito tra le stazioni di Battipaglia e quella di Pontecagnano. L’incidente è avvenuto verso le 18.30 e sul posto è arrivata velocemente un’ ambulanza del 118 che ha trasferito il ragazzo presso il presidio ospedaliero Santa Maria della Speranza a Battipaglia, dove adesso è ricoverato in gravi condizioni nel reparto rianimazione. Al momento la dinamica dello “scontro” uomo – treno non è ancora chiara e indagano i Carabinieri della Stazione locale indagano per fare chiarezza. Non si sono potuti evitare i disagi sulla linea ferroviaria.
A spingere i cittadini ed i turisti a visitare le collezioni artistiche ed archeologiche è stata anche la decisione del Ministero per i Beni Culturali che ha deciso di lasciare aperti e in modo gratuito i musei del paese.
Già dalle prime ore del mattino vi era una fila lunghissima all’ esterno del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Auto e numerosi Pullman hanno parcheggiato e sostano anche adesso davanti la grande scalinata del polo museale napoletano. A spingere i cittadini ed i turisti a visitare le collezioni artistiche ed archeologiche è stata anche la decisione del Ministero per i Beni Culturali che ha deciso di lasciare aperti e in modo gratuito i musei del paese. Grande soddisfazione da parte del direttore Paolo Giulierini che esprime tutto il suo compiacimento di questa mattina tramite la sua pagina Facebook, con una fotografia che raffigurava le lunghe code.
Il corpo di Alberto Villani è stato ritrovato in un sacchetto di plastica con un raccapricciante cartello. Intanto proseguono le ricerche dei napoletani sperando di trovali sani e salvi.
Continuano le preoccupazioni per il caso dei tre napoletani scomparsi in Messico (Raffaele, Antonio, Vincenzo) da più di due mesi. Le ultime notizie parlano di ricerche estese ad altri Stati e della possibilità di trovarli ancora vivi. Resta purtroppo la realtà di uno stato in cui sparizioni forzate e omicidi sono all’ordine del giorno, e di frequente italiani, che si trovano lì per motivi di lavoro. Ed è proprio quello che è successo ad Alberto Villani, 37 enne di Pavia, trovato morto nel comune di Tlaltizapan, comune del Messico. Era scomparso circa dieci giorni fa ed è stato ucciso con due colpi alla testa. Il corpo è stato ritrovato in modo raccapricciante: era in un busta di plastica con un cartello: “Mi è capitato questo perché sono un ladro”. Il 37 enne era un broker di professione e secondo la procura messicana svolgeva attività illegali.
Nicola ha affittato un appartamento con tre amici, guardato la partita del Napoli in piazza e poi si è recato al ” Music on the Rocks ” di Positano.
A Positano, le ricerche sono state fatte senza interruzione durante tutta la notte e sarebbe stata ritrovata la camicia bianca di Nicola Marra. Il 20 enne napoletano scomparso nella notte tra sabato e domenica, si trovava in costiera per trascorrere la serata in discoteca. Nicola Marra ha affittato un appartamento con tre amici, guardato la partita del Napoli in piazza e poi si è recato al ” Music on the Rocks ” , discoteca sulla spiaggia. C’è chi dice di averlo visto uscire alle 4:00 del mattino, ove avrebbe riferito di voler prendere la macchina ma nella auto non è mai entrato. La sua camicia, è stata ritrovata in via Cristoforo Colombo, e a questo punto sale l’ agitazione e la paura. Le ricerche proseguono ininterrottamente, ieri rese difficili per via delle condizioni meteo e quelle marine.
Gli agenti, impegnati nell’ operazione contro le piazze di spaccio napoletane, hanno notato il giovane mentre nei pressi del lotto P di Scampia era intento a vendere stupefacenti ai compratori.
I poliziotti del Commissariato di P. S. di Scampia, hanno arrestato A. F. D. A., napoletano di 19 anni per il reato di possesso di stupefacenti ai fini di spaccio. Gli agenti, impegnati nell’ operazione contro le piazze di spaccio napoletane, hanno notato il giovane mentre nei pressi del lotto P di Scampia ( quartiere conosciuto come “Case dei Puffi” ) cedeva cocaina ed eroina ai compratori. I poliziotti hanno subito bloccato il giovane, sequestrando 23 cilindretti contenenti eroina e cocaina. La droga era stata nascosta nel telaio di un cancello in ferro nei pressi delle abitazioni della zona. Il ragazzo napoletano è stato trasferito presso la casa circondariale di Poggioreale, Napoli. Durante i controlli, inoltre, la Polizia ha trovato e sequestrato circa 240 grammi di eroina, nascosta nei pressi dei porticati del lotto U di via Calogero. All’ interno di una busta, invece, vi erano dosi già confezionata per la vendita al dettaglio, oltre ad una pistola semiautomatica BERETTA 92 F S, calibro 9 X 19, con matricola raschiata, completa di munizioni e pronta a sparare. La Polizia di Stato indaga sulla provenienza della pistola.