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Panca piana o regolabile – quale scegliere per la tua home gym?

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Ti trovi di fronte a uno scaffale, virtuale o reale, e il bivio è chiaro: una solida panca piana o una versatile panca regolabile? Questo è uno dei primi, fondamentali dilemmi nella costruzione di una home gym. La scelta che compirai oggi non è banale, perché definirà le fondamenta delle tue possibilità di allenamento per gli anni a venire. Questo articolo non ti consegnerà un vincitore assoluto, ma ti fornirà gli strumenti necessari per prendere una decisione consapevole, perfettamente allineata con i tuoi obiettivi, il tuo spazio e il tuo budget.

Stabilità senza compromessi – il regno della panca piana

La panca piana è l’epitome della semplicità e della robustezza. La sua struttura, priva di parti mobili, garantisce una stabilità assoluta, un fattore cruciale quando si lavora con carichi pesanti. Per esercizi fondamentali come la distensione su panca con bilanciere (bench press), dove ogni millimetro di oscillazione può compromettere la sicurezza e l’efficacia del movimento, la panca piana è una fortezza inespugnabile. È un investimento nella pura forza, un pezzo di attrezzatura che resiste alla prova del tempo e degli allenamenti più intensi, diventando uno dei pilastri tra le classiche panche da palestra.

Un arsenale di esercizi – il potenziale della panca regolabile

Se la panca piana è uno specialista, quella regolabile è un vero e proprio arsenale. La sua capacità di modificare l’inclinazione dello schienale e, in alcuni modelli, anche del sedile, spalanca le porte a un universo di nuovi esercizi. Non si tratta più solo di spingere su un piano orizzontale, ma di poter colpire i muscoli da angolazioni diverse, stimolando la crescita in modo più completo e variegato. Dalla posizione inclinata a quella verticale, fino a quella declinata, ogni regolazione trasforma la panca in uno strumento nuovo, pronto a sfidare il tuo corpo in modi sempre diversi.

Pettorali superiori e spalle – il vantaggio dell’inclinazione

Il vero punto di forza della panca regolabile risiede nella sua inclinazione. Impostando lo schienale a un’angolazione compresa tra 30 e 45 gradi, l’enfasi dell’esercizio si sposta sulla parte alta del pettorale, una zona spesso difficile da sviluppare. Esercizi come le distensioni con manubri su panca inclinata o le croci diventano incredibilmente efficaci. Inoltre, portando lo schienale in posizione quasi verticale, la panca si trasforma in un supporto perfetto per gli esercizi per le spalle, come il military press con manubri, garantendo un appoggio stabile per la schiena.

Bicipiti e addominali – gli angoli che fanno la differenza

La versatilità non si ferma ai pettorali e alle spalle. Una panca regolabile con schienale a 90 gradi è ideale per isolare i bicipiti durante i curl con manubri, evitando le oscillazioni del busto. Molti modelli offrono anche un’impostazione declinata, perfetta per intensificare gli esercizi per gli addominali, come i crunch, o per eseguire le distensioni declinate, che pongono maggiore enfasi sulla parte inferiore del petto. Questa multifunzionalità permette di condensare più attrezzi in uno solo, un vantaggio inestimabile in una home gym.

Stabilità contro spazio – il dilemma della home gym

In una palestra domestica, ogni centimetro quadrato conta. La panca piana, essendo generalmente più compatta e semplice, è spesso più facile da spostare e riporre. Tuttavia, la panca regolabile, pur essendo più ingombrante a causa dei suoi meccanismi, compensa offrendo la funzionalità di più macchine in una. La scelta dipende quindi dal tuo spazio disponibile: hai un’area dedicata dove una panca più grande non è un problema, o hai bisogno di una soluzione più minimalista che possa essere facilmente messa da parte dopo l’uso? Alcune moderne panche da palestra regolabili sono anche pieghevoli, offrendo un compromesso ideale.

Analisi dei costi – quanto vale davvero la versatilità?

Il budget è un fattore determinante. A parità di qualità costruttiva, una panca piana sarà quasi sempre più economica di una regolabile. La sua meccanica più semplice richiede meno materiali e meno ingegneria. La domanda da porsi è: il costo aggiuntivo della versatilità è un investimento giustificato per i miei obiettivi? Se il tuo programma si basa su una vasta gamma di esercizi con manubri e angolazioni variabili, la spesa extra per una panca regolabile si ripagherà rapidamente in termini di risultati e varietà di allenamento.

Il tuo profilo di atleta – quale panca parla la tua lingua?

Alla fine, la scelta migliore dipende da te. Sei un powerlifter concentrato sull’aumento massimale nella distensione su panca? Allora la stabilità senza compromessi della panca piana è la tua alleata. Sei un bodybuilder o un appassionato di fitness che mira a uno sviluppo muscolare armonioso e completo? In questo caso, la versatilità della panca regolabile è quasi indispensabile. Analizza i tuoi allenamenti attuali e futuri. La scelta tra le diverse panche da palestra non è una questione di quale sia migliore in assoluto, ma di quale sia la più adatta a parlare la tua lingua sportiva.

La tua decisione – un investimento negli obiettivi, non solo nell’attrezzatura

La scelta tra una panca piana e una regolabile si riduce a un equilibrio tra stabilità e versatilità, tra specializzazione e polivalenza. Non esiste una risposta universale, ma una risposta personale, legata ai tuoi obiettivi di allenamento. È un investimento nel tuo percorso di fitness, e per questo merita di essere fatto con consapevolezza. Per un’attrezzatura che supporti i tuoi traguardi con una qualità costruttiva eccellente, come quella offerta dal rinomato produttore polacco Marbo Sport.

Come Valutare una Piattaforma Prima di Registrarsi

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Nel mondo digitale, registrarsi a un nuovo servizio richiede pochi secondi. Basta inserire email, password e qualche dato personale per accedere a una piattaforma. Tuttavia, questa semplicità può portare a sottovalutare i rischi legati alla scelta del sito.

Non tutte le piattaforme offrono gli stessi standard di qualità e sicurezza. Prendersi qualche minuto per valutare un servizio prima di iscriversi permette di evitare problemi come uso improprio dei dati, servizi poco affidabili o esperienze deludenti.

Verificare identità e trasparenza del sito

Uno degli aspetti fondamentali è capire chi gestisce la piattaforma. I siti affidabili indicano chiaramente informazioni sull’azienda, contatti e condizioni d’uso.

La presenza di una sezione “Chi siamo”, di termini e condizioni dettagliati e di una policy sulla privacy facilmente accessibile è un buon segnale. Al contrario, l’assenza di queste informazioni dovrebbe spingere a maggiore cautela.

La trasparenza è un elemento chiave: più un sito è chiaro, più è probabile che sia serio e affidabile.

Controllare la sicurezza tecnica

Prima di inserire qualsiasi dato personale, è importante verificare che il sito utilizzi una connessione sicura. Il protocollo HTTPS, indicato dal lucchetto nella barra del browser, è il primo requisito da controllare.

Anche la gestione dei dati è un fattore rilevante. Le piattaforme di qualità spiegano come vengono trattate le informazioni degli utenti e quali misure di protezione adottano. Sistemi come l’autenticazione a due fattori rappresentano un ulteriore livello di sicurezza.

Analizzare la reputazione online

La reputazione di una piattaforma è spesso un indicatore affidabile della sua qualità. Cercare recensioni, opinioni e feedback di altri utenti permette di avere un’idea più concreta del servizio.

È importante consultare fonti diverse, evitando di basarsi su un’unica recensione. Opinioni dettagliate e coerenti tra loro sono generalmente più attendibili rispetto a commenti generici o eccessivamente positivi.

Valutare l’esperienza utente

Un sito ben progettato offre un’esperienza di navigazione semplice e intuitiva. Menu chiari, contenuti organizzati e tempi di caricamento rapidi sono segnali di attenzione alla qualità.

Al contrario, piattaforme disordinate, con errori evidenti o informazioni difficili da trovare, possono indicare una scarsa cura del servizio. Anche questi dettagli contribuiscono a valutare l’affidabilità complessiva.

L’importanza delle fonti di riferimento nei settori specifici

In alcuni ambiti, avere punti di riferimento affidabili è particolarmente utile. Nel settore del gaming online, ad esempio, la Bookmakers AAMS lista completa rappresenta uno strumento che aiuta a orientarsi tra operatori verificati.

Consultare elenchi strutturati e aggiornati consente di ridurre il rischio di scegliere piattaforme poco affidabili. Questo approccio può essere applicato anche ad altri settori, cercando sempre fonti che raccolgano informazioni in modo chiaro e organizzato.

Riconoscere segnali di rischio

Alcuni elementi dovrebbero far riflettere prima di registrarsi. Promesse eccessive, offerte troppo vantaggiose o comunicazioni aggressive sono spesso segnali di poca affidabilità.

Anche la mancanza di assistenza clienti o la difficoltà nel trovare contatti reali rappresentano indicatori negativi. In questi casi, è preferibile evitare la registrazione e cercare alternative più sicure.

Iniziare con un utilizzo limitato

Quando si decide di testare una nuova piattaforma, è consigliabile farlo in modo graduale. Evitare di inserire subito tutte le informazioni personali o di impegnarsi economicamente permette di valutare il servizio senza rischi eccessivi.

Questo approccio consente di capire se la piattaforma risponde davvero alle proprie esigenze prima di utilizzarla in modo più completo.

Costruire abitudini digitali più consapevoli

Valutare una piattaforma prima di registrarsi è una pratica che, con il tempo, diventa automatica. Prestare attenzione a trasparenza, sicurezza e reputazione aiuta a navigare in modo più sicuro e consapevole.

In un contesto digitale sempre più ampio, sviluppare queste abitudini rappresenta un vantaggio concreto. Permette di risparmiare tempo, evitare problemi e migliorare la qualità delle esperienze online.

Scegliere con attenzione per un’esperienza migliore

Ogni registrazione è una scelta. Anche se può sembrare un gesto banale, ha conseguenze sulla sicurezza dei propri dati e sulla qualità del servizio utilizzato.

Prendersi il tempo per valutare una piattaforma significa investire nella propria tranquillità digitale. Con pochi accorgimenti, è possibile trasformare ogni nuova esperienza online in qualcosa di positivo, sicuro e realmente utile.

Come Proteggere i Propri Dati durante l’Utilizzo di Piattaforme Online

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Ogni attività online, dalla registrazione a un sito fino a un semplice acquisto, comporta la condivisione di informazioni personali. Email, password, dati di pagamento e preferenze di utilizzo sono elementi che, se non adeguatamente protetti, possono essere esposti a rischi.

La crescente digitalizzazione ha reso la sicurezza dei dati una priorità. Non si tratta solo di evitare truffe, ma anche di mantenere il controllo sulla propria identità digitale e sulle informazioni che circolano in rete.

Creare password sicure e gestirle correttamente

Una delle prime difese è rappresentata dalle password. Utilizzare combinazioni semplici o ripetere la stessa password su più siti aumenta il rischio di accessi non autorizzati.

È consigliabile creare password lunghe, con lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli. Inoltre, l’uso di un gestore di password può aiutare a mantenere tutto organizzato senza dover memorizzare ogni combinazione. Cambiare periodicamente le credenziali è un’altra buona abitudine per aumentare la sicurezza.

Riconoscere siti affidabili prima di inserire dati

Prima di inserire informazioni personali su una piattaforma, è importante verificarne l’affidabilità. Un sito sicuro utilizza connessioni protette (HTTPS), presenta informazioni chiare sul gestore e offre condizioni d’uso trasparenti.

Anche la qualità generale del sito può fornire indicazioni: contenuti curati, struttura ordinata e assenza di errori evidenti sono segnali positivi. Al contrario, layout confusi o informazioni incomplete dovrebbero far sorgere dubbi.

Attenzione alle email e ai tentativi di phishing

Uno dei rischi più comuni è rappresentato dal phishing, ovvero tentativi di ottenere dati personali attraverso email o messaggi fraudolenti. Questi messaggi imitano comunicazioni ufficiali, invitando l’utente a cliccare su link o inserire informazioni sensibili.

Per proteggersi, è importante verificare sempre il mittente, evitare di cliccare su link sospetti e non condividere mai dati personali tramite email. In caso di dubbio, è meglio accedere direttamente al sito ufficiale invece di utilizzare link ricevuti.

Utilizzare connessioni sicure e dispositivi protetti

Anche il contesto in cui si naviga influisce sulla sicurezza. Evitare reti Wi-Fi pubbliche per operazioni sensibili, come pagamenti o accessi a conti personali, è una regola fondamentale.

Mantenere aggiornati dispositivi e software aiuta a prevenire vulnerabilità. Antivirus, firewall e aggiornamenti di sistema rappresentano strumenti essenziali per proteggere i propri dati.

Il ruolo delle piattaforme affidabili nella sicurezza

Oltre alle buone pratiche individuali, è importante scegliere piattaforme che garantiscano standard elevati di sicurezza. Alcuni servizi adottano protocolli avanzati per la protezione dei dati e offrono strumenti per la gestione responsabile degli account.

Nel settore del gioco online, ad esempio, i casino aams sono spesso considerati un riferimento in termini di sicurezza e trasparenza, grazie all’adozione di sistemi controllati e verificati. Questo dimostra quanto sia importante affidarsi a piattaforme che rispettano criteri precisi nella gestione delle informazioni degli utenti.

Limitare la condivisione dei dati personali

Un altro aspetto fondamentale è la quantità di informazioni condivise. Non tutti i siti richiedono dati dettagliati, e fornire più informazioni del necessario aumenta i rischi.

È utile chiedersi sempre se un determinato dato sia davvero indispensabile. Ridurre la condivisione aiuta a mantenere un maggiore controllo sulla propria identità digitale.

Monitorare le attività e intervenire rapidamente

Controllare regolarmente le proprie attività online è una buona abitudine. Verificare accessi, transazioni e notifiche permette di individuare eventuali anomalie in tempi brevi.

In caso di sospetti, agire rapidamente è fondamentale: cambiare password, contattare l’assistenza e bloccare eventuali operazioni può limitare i danni.

Costruire abitudini digitali più sicure

Proteggere i propri dati non richiede competenze avanzate, ma attenzione e costanza. Piccole azioni quotidiane, come verificare i siti, utilizzare password sicure e aggiornare i dispositivi, fanno una grande differenza nel lungo periodo.

Con il tempo, queste pratiche diventano automatiche e contribuiscono a creare un ambiente digitale più sicuro.

Sicurezza online come parte della quotidianità

La protezione dei dati non è un’attività occasionale, ma un processo continuo. In un mondo sempre più connesso, adottare comportamenti consapevoli è il modo migliore per ridurre i rischi e vivere il digitale con maggiore tranquillità.

Scegliere piattaforme affidabili e prestare attenzione ai dettagli permette di trasformare la sicurezza in una parte naturale dell’esperienza online, senza rinunciare alla comodità e alle opportunità offerte dal web.

Juve Stabia, Giudice Sportivo: Punite le proteste per l’extra recupero concesso da Perri a Venezia

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Il Giudice Sportivo, avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, ha reso note le decisioni disciplinari relative alla 33ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, maturate nel corso della riunione del 7 aprile 2026.

Per la Juve Stabia, gli strascichi del burrascoso e controverso finale di primo tempo contro il Venezia si traducono in provvedimenti pesanti, che lasciano in dote un profondo senso di frustrazione.

I Provvedimenti Ufficiali

Il referto del Direttore di Gara, Mario Perri, ha portato alle seguenti sanzioni per i tesserati gialloblù:

  • Marco Bellich: Ammonizione e ammenda di € 1.000,00 (terza sanzione) per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara. La sanzione è stata aggravata in quanto il giocatore indossava la fascia di capitano della squadra.

  • Vincenzo Esposito (Dirigente): Squalifica per due giornate effettive di gara. Il provvedimento è scattato per aver rivolto agli Ufficiali di gara un’espressione irriguardosa nel tunnel che adduce agli spogliatoi, al termine del primo tempo.

La genesi delle proteste: un recupero “assurdo”

I provvedimenti disciplinari, tuttavia, rappresentano solo la fredda cronaca burocratica di una situazione ben più complessa e controversa sul terreno di gioco. Le vibranti proteste di capitan Bellich e del dirigente Esposito sono infatti scaturite da una decisione della terna arbitrale che, nell’ambiente stabiese, è stata etichettata senza mezzi termini come “assurda”.

Il nodo del contendere è la gestione dei secondi finali della prima frazione di gioco. Riavvolgiamo il nastro:

  1. Minuto 44:57: La Juve Stabia trova il gol del pareggio con Carissoni.

  2. Minuto 46:04: Il gioco riprende. L’arbitro Perri che aveva già concesso un minuto di recupero, stabilisce logicamente di farlo partire dal momento della ripresa del gioco.

  3. Minuto 47:04: Esattamente allo scoccare del sessantesimo secondo di recupero concesso, sugli sviluppi di un calcio d’angolo a favore della Juve Stabia, il pallone finisce saldamente tra le mani del portiere lagunare Stankovic che fa ripartire l’azione dei suoi compagni da cui poi scaturirà il gol del sorpasso di Andrea Adorante.

Il tempo di gioco, compreso il recupero, era di fatto esaurito. A rendere la pillola ancora più amara è un retroscena svelato da Carissoni in conferenza stampa: prima della battuta del calcio d’angolo, il direttore di gara aveva rassicurato capitan Bellich, comunicandogli che dopo la battuta del corner il gioco non sarebbe continuato, a prescindere dall’esito dell’azione.

Fidandosi di questa indicazione, la Juve Stabia ha portato uomini in area per cercare il gol del vantaggio. Se i calciatori avessero saputo che il gioco sarebbe proseguito, avrebbero verosimilmente optato per uno schema conservativo, trattenendo il pallone nei pressi della bandierina per far scorrere gli ultimi secondi e attendere il fischio di fine frazione in sicurezza.

Tra ingiustizia e autocritica

Invece, il gioco non è stato interrotto. L’azione è proseguita innescando una fatale ripartenza del Venezia che ha portato al gol beffa contro i gialloblù.

Va riconosciuta la grande onestà intellettuale dello stesso Carissoni e dell’ambiente stabiese nel fare autocritica: prendere un contropiede letale su un proprio calcio d’angolo è un errore tattico grave. Nel calcio vale sempre la regola d’oro secondo cui “bisogna fermarsi solo quando l’arbitro fischia”. L’ingenuità commessa dalla difesa c’è stata e nessuno cerca alibi assoluti per una sconfitta che, viste le dinamiche della gara, sarebbe potuta arrivare ugualmente.

Tuttavia, il cortocircuito comunicativo dell’arbitro e l’inspiegabile prolungamento oltre il tempo stabilito hanno condizionato psicologicamente e tatticamente un momento chiave del match. Oggi, leggendo il comunicato del Giudice Sportivo, in casa Juve Stabia il proverbio si materializza nella sua forma più classica e amara: oltre al danno, anche la beffa.

Castellammare, inaugurazione sentiero Rio Lavello. Ecco i fondi per il rifacimento del sito Le Fontane del Re

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Inaugurato stamattina, martedì 7 aprile 2026, il Sentiero del Rio Lavello presso le Fontane del Re sui Boschi di Quisisana, un suggestivo cammino nel verde che si snoda lungo l’antico acquedotto borbonico per una lunghezza di 1.500 metri.

L’ importante progetto di valorizzazione storica e paesaggistica dei Boschi di Quisisana è stato realizzato dalla Città di Castellammare di Stabia e dall’Assessorato all’Identità stabiese, in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia aps Stabiae, con il finanziamento dell’Ente Parco dei Monti Lattari.

Hanno presenziato all’evento Luigi Vicinanza sindaco di Castellammare di stabia, Enzo Peluso presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari, Annalisa Di Nuzzo assessore all’Educazione e Identità stabiese, Massimo Santaniello direttivo Archeoclub d’Italia aps Stabiae, Alessandra Savarese dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo San Marco-Bonito-Cosenza di Castellammare.

Tra i presenti, anche il presidente del consiglio comunale di Castellammare Roberto Elefante con il consigliere Domenico Cioffi, il Comandante della Capitaneria di Porto Andrea Pellegrino e i rappresentanti di molte associazioni del territorio, tra cui: Archeoclub d’Italia aps Stabiae, CAI, Comitato Identità Stabiese, Antica Necropoli di Stabiae, Antico Borgo di Stabia, A.N.G.E. guardie ecozoofile Napoli, R.O.S.S. e Associazione Protezione Verde Pro Natura.

Grande soddisfazione per questo “nuovo percorso in un luogo che è dentro la nostra storia, uno dei più belli della nostra città da troppo tempo abbandonato”, è stata espressa dal Sindaco Luigi Vicinanza:

“Questo sentiero che abbiamo recuperato ha un valore ancora maggiore dopo la tragedia della funivia del Faito (venerdì 17 aprile sarà esattamente un anno), è una ferita ancora aperta per la nostra comunità. Noi oggi diciamo che si può recuperare una parte pedemontana del Faito attraverso questo sentiero a due passi dalla Reggia di Quisisana, un piccolo passo per il recupero della zona.”

Il sindaco Vicinanza ha poi annunciato lo stanziamento di tre milioni di euro per il rifacimento del sito Le Fontane del Re, “uno dei luoghi della nostra identità, perché senza identità, senza memoria non c’è cultura e non c’è contrasto al degrado e alla criminalità.”

“Solo in questo modo, recuperando le nostre radici – ha continuato il sindaco – noi possiamo contrastare la criminalità organizzata, che purtroppo proprio in queste zone a volte la fa da padrona. Noi dobbiamo recuperare i luoghi della città, quelli più belli, perché Castellammare è nostra, non è loro, e noi dobbiamo, tutti quanti insieme, contribuire, ciascuno nella sua parte, per riappropriarci di questa bellissima città.”

Il primo cittadino ha comunicato, inoltre, che l’amministrazione sta lavorando ad un programma estivo per fare di Castellammare una città sempre più attrattiva.

Alla richiesta di un cittadino di potenziare la sorveglianza, onde evitare gli abusi a cui spesso assistiamo, il sindaco ha risposto:

“Abbiamo un bel sistema di videosorveglianza, quando becchiamo i trasgressori li denunciamo, però non possiamo pensare a polizia dappertutto, ci vuole un po’ di coscienza; queste cose ci devono aiutare a riscattarci, a migliorare”, appellandosi al senso civico dei cittadini stabiesi e di quanti, sempre più numerosi, vengono a visitare la nostra città.

Enzo Peluso, presidente del Parco dei Monti Lattari, l’ente che ha stanziato 10mila euro per la realizzazione del progetto, nel salutare i presenti, ha sottolineato come Castellammare di Stabia sia stato il primo comune a beneficiare di questo contributo: “Ho detto al sindaco che questo è solo l’inizio, perché quando c’è la voglia di fare cose belle è sempre un piacere per noi mettere a disposizione piccole risorse per queste nobilissime iniziative.”

La Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo San Marco-Bonito-Cosenza di Castellammare di Stabia, prof.ssa Alessandra Savarese, nel suo intervento, ha portato i saluti dell’Ins. Anna Di Capua che, insieme agli alunni del 3° Circolo Didattico San Marco Evangelista, ha realizzato tutte le tavole che illustrano il percorso: “Purtroppo, non è riuscita ad essere presente, ma è qui col cuore perché tanto ha investito insieme ai ragazzi per la realizzazione di questa segnaletica.”

Il percorso è stato infatti arricchito da 12 totem ecosostenibili in legno e bellissime mattonelle in terracotta, realizzati con impegno dagli studenti dell’I.C. San Marco-Bonito-Cosenza, coinvolti nel processo di recupero e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e storico del territorio.

Massimo Santaniello, portavoce del direttivo Archeoclub aps Stabiae, che ha attivamente collaborato all’iniziativa, ha dichiarato:

“Noi come Archeoclub abbiamo imparato ad amare queste montagne e abbiamo riscoperto tutti i sentieri, grazie anche alla collaborazione degli amici del CAI, li abbiamo esplorati e siamo arrivati anche in posti pericolosi. Questo sentiero è soltanto l’inizio di un lungo lavoro che ci porterà ad apprezzare tantissimo questo posto che non è soltanto un sentiero naturalistico, bello per il panorama e per i paesaggio.”

“Questo sentiero è la storia di Castellammare, – ha continuato – i Borbone, gli Angioini e prima ancora i Romani hanno attraversato queste montagne e abbiamo testimonianze sparse attraverso tutto il percorso: è questa la cosa che lo differenzia e che lo rende un posto unico”, sottolineando l’importanza del sentiero non solo dal punto di vista naturalistico, ma soprattutto storico, attraverso le opere di ingegneria create dall’uomo ed altre testimonianze del passato.

L’inaugurazione del Sentiero del Rio Lavello restituisce finalmente ai cittadini e ai visitatori un luogo privilegiato della storia di Castellammare e punta a incentivare il turismo lento e il trekking leggero, valorizzando il patrimonio collinare stabiese.

L’itinerario è particolarmente suggestivo perché collega l’aspetto naturalistico a quello architettonico delle antiche Fontane del Re. Permette inoltre di riscoprire il sistema idrico borbonico immerso in una vegetazione rigogliosa, offrendo un’oasi di fresco e pace a pochi passi dal centro urbano.

Non ci resta che recarci sui Boschi di Quisisana a Castellammare di Stabia e percorrere questo antico sentiero e immergerci nella natura, tra scorci panoramici e il suono rilassante dell’acqua che scorre tra le rocce e la macchia mediterranea.

Juve Stabia, Carissoni brilla al “Penzo” di Venezia: un gol da attaccante che però non scaccia l’amaro finale

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In una Pasquetta dalle tinte fosche per i colori gialloblù, c’è una luce che continua a brillare con una costanza disarmante: quella di Lorenzo Carissoni. Il terzino della Juve Stabia si è confermato, ancora una volta, il fattore aggiunto nello scacchiere tattico di Ignazio Abate, trovando una via della rete che ormai sembra essere diventata una piacevole consuetudine. Tuttavia, la sua prodezza balistica questa volta non è bastata a evitare il naufragio contro il Venezia, lasciando in dote un retrogusto amaro a una prestazione individuale, per l’ennesima volta, di altissimo livello.

Una certezza tattica

Non è più una sorpresa, ma una splendida certezza: Carissoni possiede un feeling con la porta avversaria che pochi difensori in questa categoria possono vantare. Il suo inserimento al “Penzo”, puntuale e “cattivo”, ha trafitto la difesa lagunare regalando per un momento l’illusione di un pomeriggio da Oscar.

Il segreto del classe ’97 risiede nella capacità di leggere lo spazio prima degli altri: Carissoni si trasforma in una punta aggiunta non appena l’azione si sviluppa sulla fascia opposta, piombando sul secondo palo con una fame agonistica fuori dal comune. Davanti al portiere non ha tremato, confermando che il suo “vizietto” è frutto di un lavoro tecnico maniacale e non del semplice caso.

Più di un difensore

Per il tecnico delle Vespe, Carissoni rappresenta molto più di un semplice interprete della corsia laterale. In un sistema di gioco che richiede spinta costante e sovrapposizioni continue, il terzino è diventato una soluzione offensiva primaria, un’arma tattica che costringe gli avversari a raddoppi di marcatura solitamente riservati ai trequartisti.

Carissoni legge il calcio in avanti. È l’uomo che rompe gli equilibri quando le linee avversarie sembrano insuperabili.

Il “dettaglio” di una sconfitta

Segnare in uno stadio storico come il “Penzo” ha sempre un sapore speciale, ma farlo senza portare punti a casa è una ferita aperta. La Juve Stabia ha pagato a caro prezzo le fiammate del Venezia e una giornata difficile nel reparto arretrato, rendendo il gol del suo terzino un semplice dettaglio statistico nella cronaca di una sconfitta.

Resta però un dato di fatto incontrovertibile: le Vespe hanno trovato un difensore-goleador capace di scardinare le partite più bloccate. Il messaggio per il prosieguo della stagione è chiaro: se Abate riuscirà a blindare la difesa con la stessa efficacia con cui Carissoni attacca la profondità, la strada verso i playoff potrebbe essere in discesa.

Venezia – Juve Stabia 3-1, il paradosso della gara di Alessandro Confente divisa tra miracoli e rimpianti

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Se la Juve Stabia esce sconfitta dalla difficile trasferta veneziana, non lo fa certo senza aver lottato su ogni pallone. Gran parte di questa fiera resistenza porta i guantoni di un solo uomo: Alessandro Confente. La prestazione dell’estremo difensore gialloblù al “Penzo” è stata un vero e proprio enigma tattico e psicologico, una vertiginosa giostra di interventi prodigiosi macchiati da quel pizzico di sfortuna – e imprecisione – che nel calcio finisce troppo spesso per fare la differenza.

L’Eroismo: Il Duello con l’Ex e i Riflessi Felini

Il momento più esaltante della partita di Confente si materializza nel secondo tempo, quando il destino lo mette faccia a faccia con il grande ex della sfida: Andrea Adorante. Sul dischetto del rigore va in scena un duello psicologico e di nervi che vale un pezzo di partita. Confente non trema, ha la meglio e compie una parata d’istinto puro, strozzando in gola l’urlo di gioia dei tifosi lagunari. Neutralizzare un penalty all’attaccante più atteso non è un’impresa da tutti, e conferma il numero uno stabiese come un elemento determinante e mai banale.

Ma lo spettacolo non si è fermato agli undici metri. Oltre al rigore parato, Confente ha messo la firma su almeno due interventi da copertina: vere e proprie parate “impossibili” che hanno negato il raddoppio del Venezia in momenti cruciali del match. Con un senso della posizione impeccabile e una reattività fuori dal comune, per larghi tratti è sembrato che il portiere avesse eretto un muro di cristallo a protezione della propria porta.

La Dura Legge del Numero Uno: L’Incertezza Fatale

Tuttavia, il calcio sa essere uno sport profondamente crudele, specialmente per chi sceglie di vivere sulla linea di porta. Nonostante le prodezze reiterate, pesa come un macigno l’incertezza decisiva in occasione dei gol subiti, arrivati proprio per mano di quell’Adorante che poco prima era stato ipnotizzato.

Una respinta corta e troppo centrale su una conclusione ravvicinata ha offerto all’attaccante del Venezia il più comodo dei tap-in, permettendogli di ribadire in rete da pochi passi. Anche sulla terza marcatura lagunare, è rimasta la sensazione che l’estremo difensore potesse fare qualcosa in più. È questo il grande, spietato paradosso del ruolo del portiere: puoi parare un rigore e compiere miracoli in serie per novanta minuti, ma la singola sbavatura o la respinta difettosa è ciò che rischia di rimanere indelebilmente impresso nel giudizio finale.

Il tabellino finale recita 3-1 per il Venezia, un risultato amaro che punisce le incertezze ma che non cancella del tutto i meriti di chi ha provato a tenere a galla la squadra fino all’ultimo.

Un Leader Silenzioso tra i Pali

Al netto dei decisivi cali di concentrazione, la Juve Stabia sa di poter contare su un leader silenzioso e caparbio. Alessandro Confente abbandona il prato del “Penzo” con la maglia sporca di fango e il fisiologico rammarico per quei dettagli che hanno girato nel verso sbagliato. Torna a casa amareggiato per il risultato, ma con la consapevolezza di aver dato tutto e di aver salvato i suoi compagni da un passivo che, senza i suoi miracoli, sarebbe stato decisamente più severo.

IL MORSO DELLA VESPA. Adorante totale: segna due volte, sbaglia un rigore e batte lo Stabia 3-1

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C’è una regola non scritta nel calcio, spietata e puntuale come un orologio svizzero: la dura legge dell’ex. Questa volta a farne le spese è la Juve Stabia, trafitta proprio da quel Andrea Adorante che al “Penzo” ha messo in piedi uno show personale, trascinando il Venezia a un solido 3-1. Una prestazione “totale” quella del numero 9 arancioneroverde, capace di incidere in ogni azione chiave della partita.

Primo Tempo: Botta e Risposta

La gara si accende al 39’ e porta subito la firma (indiretta) di Adorante. Su un cross velenoso di Hainault, il difensore ospite Giorgini — al rientro dal primo minuto — sente il fiato sul collo dell’attaccante veneziano e, nel tentativo disperato di anticiparlo, infila goffamente la propria porta.

La reazione delle Vespe non si fa attendere. Al 43’, il talento di Okoro spacca in due la difesa di casa: la sua conclusione mette in difficoltà Stankovic, che non trattiene, permettendo a Carissoni di fiondarsi sulla sfera per il tap-in dell’1-1. Sembra il preludio a un riposo in equilibrio, ma il pareggio dura appena 120 secondi. Yeboah semina il panico sul versante offensivo e, sulla respinta corta di Confente, Adorante è il più lesto di tutti: zampata vincente e Venezia di nuovo avanti prima del duplice fischio.

Il Duello Infinito con Confente

Nella ripresa la sfida diventa un “match nel match” tra Adorante e l’estremo difensore stabiese.

  • Minuto 48: Confente si supera con un riflesso felino su una stilettata a colpo sicuro della punta.

  • Minuto 60: L’arbitro Perri assegna un calcio di rigore al Venezia per un fallo di Correia su Sagrado. Adorante si presenta sul dischetto per chiudere i conti, ma Confente ipnotizza l’ex compagno e respinge la conclusione, tenendo a galla i suoi.

Il Sigillo Finale

Nonostante l’errore dagli undici metri, Adorante non esce dalla partita, anzi, raddoppia le energie. Al 75’, il sipario cala definitivamente: punizione pennellata da Busio, Adorante legge il tempo in anticipo, sfila dietro i difensori gialloblù e con un colpo di testa imperioso piega le mani a un pur ottimo Confente.

Finisce 3-1. Per la Juve Stabia è una domenica amara, segnata dai rimpianti e dalla consapevolezza che, quando il destino decide di schierarti contro un ex in stato di grazia, c’è ben poco da fare. Il Venezia si gode i tre punti e il suo trascinatore.

Due scosse di terremoto ai Campi Flegrei oggi 7 aprile, avvertite anche a Napoli

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Torna a tremare la terra nell’area dei Campi Flegrei. Due scosse sono state registrate dall’Osservatorio vesuviano, la sede napoletana delI’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) oggi martedì 7 aprile: la prima, di magnitudo 3.3, è avvenuta alle 4.32 a una profondità di 2 km con epicentro localizzato nei pressi della Solfatara, nel comune di Pozzuoli. Il secondo terremoto, di magnitudo 2.6, è avvenuto alle 4.38, ancora a una profondità di 2 km, sempre in zona della Solfatara. Le scosse sono state avvertite anche nei quartieri occidentali di Napoli, senza danni a persone o cose.

Una scossa di magnitudo 2.1 era stata segnalata venerdì 3 marzo vicino ai comuni di Pozzuoli, Quarto e Bacoli.

Fonte AdnKronos

L’AZZURRO PENSIERO. Missione compiuta: Politano abbatte il Milan, il Napoli punta l’Inter

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Il Napoli non si ferma più. In un “Maradona” ribollente d’entusiasmo, gli azzurri superano il Milan di misura, centrando la quinta vittoria consecutiva e blindando un posto al sole nella zona Champions. È stata una partita di nervi, tattica e grande equilibrio, risolta solo nel finale da una prodezza balistica che profuma di scudetto sul petto.


La Partita: Equilibrio spezzato dal “Flash”

Per oltre un’ora, la sfida è stata un gioco a scacchi tra due pesi massimi del calcio italiano. Il Milan ha ribattuto colpo su colpo, rendendo la vita difficile alla manovra di Antonio Conte. Tuttavia, a dieci minuti dal novantesimo, l’episodio che ha cambiato la storia del match: Matteo Politano, subentrato dalla panchina con la fame dei giorni migliori, si è avventato su un pallone vagante in area coordinandosi in modo magistrale. Il suo sinistro al volo è stato un fulmine che non ha lasciato scampo al portiere rossonero, facendo esplodere i diecimila del Maradona.


Le voci dal campo: L’orgoglio di Conte e la gioia di Politano

Nel post-partita, Antonio Conte ha voluto sottolineare la crescita caratteriale del suo gruppo, capace di soffrire senza disunirsi:

“Battere questo Milan è un gran risultato. Nonostante le assenze continuiamo a dare prova di forza e solidità; un’altra squadra sarebbe naufragata, noi non abbiamo mai perso la rotta.”

L’allenatore leccese ha poi lanciato un messaggio chiaro sull’ambizione del club, rivendicando i successi stagionali (come la Supercoppa) e mettendo pressione a chi sta davanti: “Davanti l’Inter sta disputando un grande campionato, ma noi guardiamo in alto e cercheremo di accelerare”.

L’eroe della serata, Matteo Politano, ha vissuto una notte da sogno, condita da una dedica speciale:

  • Il compleanno: Il gol è per la sorella, un caro amico e la moglie.

  • Il sesto senso: “Sentivo che sarei entrato e avrei segnato. La squadra ha disputato un grande incontro e il successo è meritatissimo”.

Nota di merito anche per Giovane, schierato titolare a sorpresa: “Ho 22 anni e devo crescere, ma Conte mi sta aiutando tantissimo. Avevo bisogno di una prova così intensa”.


Prospettive: Una volata per la gloria

Con sette partite ancora da giocare, il Napoli dimostra di voler onorare lo scudetto fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata. La solidità difensiva e la capacità di trovare il guizzo vincente anche dalla panchina sono i marchi di fabbrica di una squadra che ha ritrovato la propria anima. L’Inter è avvisata: gli azzurri non hanno intenzione di mollare la presa.

Bimbo morto dopo trapianto a Napoli, l’esposto della famiglia e la lettera del Monaldi: le ultime news

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Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, annuncia di aver presentato un esposto “ai consigli dell’Ordine dei Medici di Cosenza e Benevento solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti“. “Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo a oggi e che vada sanzionato disciplinarmente” aggiunge il legale nel giorno dei funerali del bambino.

L’avvocato: “Valutare lesioni da cuore durante l’espianto”

“Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico e poi erano un po’ ambigue le dichiarazioni rese dagli austriaci in merito” aggiunte il legale. “Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne, ma questo lo diranno gli anatomopatologi che con tanta forza la difesa ieri ha cercato e ottenuto di far nominare all’interno del collegio di parte in quanto la difesa degli indagati ha cercato di estromettere il dottor Iacobelli dall’alveo del collegio difensivo”. “Ci ha pensato però lo stesso medico legale del gip. Dopo che il gip aveva rigettato la nomina da parte della difesa di Iacobelli è stato lui stesso a chiedere in udienza l’ausilio di un anatomopatologo e quindi darci la possibilità di nominare anche noi un anatomopatologo. Gli esami degli anatomopatologi saranno fondamentali all’interno di questo incidente probatorio, perché loro vanno studiare al microscopio le lesioni sui tessuti dovute ai traumi”.

La lettera dello staff del Monaldi

E’ stato lo stesso avvocato della famiglia a leggere una lettera, datata 27 gennaio, firmata dal personale infermieristico, Oss e tecnico della sala operatoria e diretta a tutti i vertici dell’Azienda ospedaliera dei Colli, a cui afferisce il Monaldi di Napoli, a partire dalla direttrice generale, Anna Iervolino, per “sottoporre una situazione di estrema gravità che, da tempo, sta compromettendo in modo significativo il benessere professionale e umano degli operatori, nonché la sicurezza dell’assistenza, erogata ai pazienti”. Nella lettera i professionisti del Monaldi “palesano la situazione, creata dal dottor Oppido”, dice il legale, citando brani della missiva, in cui “si parla di una ‘sfiducia reciproca: la gerarchia medico-centrica e la comunicazione assente hanno portato a una percezione di insicurezza diffusa tra gli infermieri, Oss e tecnici, che non si sentono attualmente più sicuri di collaborare con il dottor Guido Oppido. Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall’intera équipe'”.

“Il personale segnala comportamenti sistematici e quotidiani messi in atto dal Dott. Guido Oppido, tra cui urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze professionali, linguaggio offensivo e denigratorio, bestemmie e imprecazioni, atteggiamenti intimidatori tali da inibire la comunicazione in équipe, reazioni ostili e aggressive anche in contesti formali di confronto (come avvenuto, ad esempio, durante l’incontro del 24 novembre 2025), mancato ascolto e considerazione”, prosegue la lettera. “Tali comportamenti avvengono prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all’interno dell’équipe multiprofessionale – concludono nella lettera – . Gli effetti sul personale sono significativi: si osservano ansia persistente, tremori, difficoltà di concentrazione durante le attività correlati a pressione emotiva, stress e diffuso stato di burnout. L’intera équipe ha considerato, in maniera congiunta, la possibilità di trasferimento”.

Fonte AdnKronos

Napoli, 20enne ucciso in un agguato a Ponticelli

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Agguato questa mattina nella periferia est di Napoli: ucciso un 20enne. Poco dopo le 5 di oggi, i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale sono intervenuti in via Carlo Miranda, nei pressi di un bar di Ponticelli. Sconosciuti in scooter hanno esploso alcuni proiettili, colpendo al torace il 20enne. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso di Villa Betania ed è lì che è morto. Indagini in corso da parte dei carabinieri per ricostruire dinamica e matrice.

Fonte AdnKronos

Crociere oltre le classiche rotte: queste le nuove geografie delle vacanze via mare

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Il concetto di orizzonte, per chi sceglie la vacanza sul mare, sta subendo una trasformazione radicale. Se fino a pochi anni fa l’immaginario collettivo della crociera era saldamente ancorato ai grandi classici — il triangolo d’oro del Mediterraneo occidentale, le tappe storiche tra le isole greche o i circuiti balneari dei Caraibi — il 2026 segna la definitiva affermazione di una “nuova geografia” del viaggio. Spinto da una crescente curiosità geografica e dal desiderio di sfuggire ai fenomeni di sovraffollamento che interessano i porti più iconici, il viaggiatore moderno sta spostando la propria attenzione verso rotte di frontiera. Questo mutamento non è solo una moda passeggera, ma il risultato di una nuova generazione di navi, più agili e tecnologicamente avanzate, capaci di attraccare in bacini un tempo inaccessibili ai giganti del mare.

L’espansione verso territori meno battuti risponde a una mutazione antropologica del crocierista: non si cerca più soltanto il comfort della vita di bordo, ma si esige che la nave funga da vero e proprio esploratore per toccare l’anima autentica di regioni ancora protette dal turismo di massa. Vediamo così nascere itinerari che puntano verso le coste incontaminate dell’Albania, i fiordi remoti della Groenlandia o gli arcipelaghi meno noti dell’Estremo Oriente. Questa “fame di autenticità” ha spinto le compagnie di navigazione a ridisegnare i propri cataloghi, inserendo tappe che richiedono una conoscenza profonda del territorio e protocolli di sostenibilità molto rigidi per proteggere ecosistemi fragili.

In questo scenario di frammentazione delle rotte e moltiplicazione delle nicchie di mercato, la fase della pianificazione è diventata l’elemento cardine per il successo della vacanza. La disponibilità limitata su navi di dimensioni contenute e la specificità dei calendari di navigazione in regioni come l’Antartide o i fiumi dell’Asia impongono una strategia di prenotazione estremamente reattiva. Per navigare in questa abbondanza di nuove rotte, molti viaggiatori hanno iniziato a consultare con largo anticipo i calendari delle partenze sui portali specializzati come TicketCrociere, monitorando con attenzione le offerte sulle crociere per il 2026 per assicurarsi un posto su unità di classe expedition o su navi boutique che offrono accessi privilegiati a porti meno frequentati. Questo approccio analitico permette di bilanciare il desiderio di avventura con la certezza di una logistica professionale, garantendo il miglior rapporto tra l’esclusività del percorso e la sostenibilità del budget. Una volta definita la rotta, il viaggio si trasforma in una scoperta continua di territori sorprendenti.

Una delle sorprese più evidenti della nuova geografia crocieristica è il consolidamento del Mediterraneo “minore”. L’Albania, con porti come Sarandë e Valona, è diventata la nuova frontiera del lusso accessibile, offrendo un mix di archeologia romana e acque cristalline che ricorda la Grecia di trent’anni fa. Parallelamente, nel Mar Rosso, nuovi progetti di turismo rigenerativo in Arabia Saudita stanno aprendo le porte a esplorazioni subacquee in barriere coralline vergini, un tempo riservate solo a pochi subacquei esperti. Qui, la nave da crociera diventa l’unico modo sostenibile e confortevole per visitare aree ancora prive di grandi infrastrutture ricettive a terra.

Spostando lo sguardo verso l’Oriente, il Giappone sta vivendo un boom di crociere che circumnavigano le isole principali, toccando piccoli porti nelle prefetture di Ishikawa e Aomori. È una modalità di viaggio che permette di scoprire il Giappone rurale e le tradizioni millenarie senza dover affrontare la complessa logistica dei treni interni, offrendo una prospettiva della terra del Sol Levante che solo dal mare può essere pienamente colta. Allo stesso modo, le rotte transoceaniche si sono evolute in “viaggi lenti” (Slow Cruising), dove le soste sono più lunghe e permettono un’immersione culturale che va ben oltre la classica visita di mezza giornata.

Il 2026 ha visto anche la definitiva consacrazione delle crociere polari. Non si tratta più di semplici passaggi davanti ai ghiacciai, ma di spedizioni che prevedono sbarchi quotidiani, attività di citizen science a supporto dei ricercatori di bordo e pernottamenti sulla terraferma in ambienti estremi. La tecnologia delle navi a propulsione elettrica o ibrida ha permesso di ridurre al minimo il disturbo per la fauna selvatica, rendendo possibile l’osservazione ravvicinata di balene, pinguini e aurore boreali con un impatto ambientale prossimo allo zero. Questo connubio tra avventura selvaggia e ingegneria ecologica rappresenta il vertice dell’esperienza crocieristica moderna.

Infine, anche le rotte fluviali stanno ridisegnando la geografia del piacere. Oltre al classico Danubio, cresce l’interesse per i fiumi della penisola iberica, come il Douro, o per rotte esotiche lungo il Mekong e l’Indocina. Queste crociere permettono di toccare il cuore delle nazioni, offrendo uno sguardo ravvicinato sulle comunità locali e sull’artigianato, in un contesto di totale relax e raffinatezza.

In conclusione, le nuove geografie delle vacanze via mare nel 2026 ci raccontano di un mondo ancora tutto da scoprire, se guardato dalla giusta prospettiva. La crociera è riuscita a liberarsi dal cliché del turismo seriale per riappropriarsi della sua anima originaria: l’esplorazione consapevole. Grazie all’uso di strumenti digitali che semplificano la ricerca di itinerari inediti e alla capacità dell’industria di innovarsi senza sosta, il mare si conferma come la via più affascinante per connettersi con le meraviglie del pianeta, spingendosi sempre un po’ più in là, verso orizzonti che aspettano solo di essere solcati.

Venezia amaro per la Juve Stabia: la dura legge dell’ex Adorante affonda le Vespe al “Penzo”

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La trasferta in Laguna si conferma, ancora una volta, indigesta per la Juve Stabia. In un lunedì di Pasquetta dal sapore amaro, le Vespe cadono sotto i colpi di un Venezia cinico, implacabile e guidato da un destino che sembrava già scritto nelle pieghe dell’ultimo calciomercato. Al “Pier Luigi Penzo”, la formazione campana non paga solo la tradizionale “tassa” di uno stadio storicamente ostico, ma subisce anche la più classica e spietata delle leggi del calcio: quella del gol dell’ex.

A punire i gialloblù è stato Andrea Adorante, autore di una doppietta che poteva addirittura trasformarsi in tripletta, se non fosse stato per gli straordinari di un Confente in versione montagne russe per la sua prestazione altalenante. Al netto del rammarico, bisogna però riconoscere con onestà la superiorità della squadra di mister Stroppa, una corazzata che sembra ormai destinata a staccare il biglietto per il massimo campionato.

Un finale di primo tempo da cardiopalma

Giocare a Venezia non è mai una passeggiata, e la Juve Stabia lo comprende fin dalle battute iniziali. I padroni di casa gestiscono i ritmi, cavalcando l’entusiasmo del pubblico e la particolarità di un campo che sembra restringersi quando la pressione sale. Le Vespe, tuttavia, non restano a guardare: mostrano sprazzi di buon gioco e la consueta grinta, trascinate dalle fiammate di un Okoro che prova in più occasioni ad accendere la miccia dell’attacco.

La partita esplode letteralmente sul morire del primo tempo, in una frazione di gioco in cui succede di tutto. Il Venezia passa in vantaggio a causa di un beffardo autogol di Giorgini, ma la reazione della Juve Stabia è rabbiosa e porta al meritato pareggio firmato da Carissoni. Proprio quando le squadre sembrano pronte a rientrare negli spogliatoi in parità, arriva la prima doccia fredda: Adorante firma il sorpasso lagunare, complice un intervento tutt’altro che impeccabile di Confente che respinge la conclusione di Yeboah sui piedi dell’ex bomber gialloblù.

Lo “Show” di Confente e la chiusura dei conti

È nella ripresa che il portiere stabiese, ex Vicenza, inizia il suo personalissimo show per farsi perdonare l’errore. La squadra di Stroppa rientra in campo furiosa, alla ricerca del colpo del ko, ma Confente si esalta: prima vola letteralmente per negare la gioia del gol a Sverko, tenendo a galla i suoi, e poi compie un autentico capolavoro. Concessa la massima punizione al Venezia, l’estremo difensore guarda negli occhi Adorante dal dischetto e si mangia il pallone, neutralizzando il rigore.

Un’iniezione di fiducia che però non scalfisce le certezze dei padroni di casa. Il Venezia non accusa minimamente il colpo e continua a spingere, trovando ancora una volta la via della rete sempre con lui, Andrea Adorante. Questa volta Confente paga pegno facendosi beffare sul palo lungo dopo un accenno di uscita, a chiusura di un pomeriggio che, per lui, non è stato assolutamente banale.

Ripartire dal “Menti”

Il calcio è fatto di storie cicliche. Quella di Andrea Adorante ne è l’ennesima conferma: l’attaccante, che tanto bene aveva fatto a Castellammare diventando l’idolo indiscusso dei tifosi, si è ritrovato oggi dall’altra parte della barricata, riscrivendo una sceneggiatura totalmente diversa e dolorosa per i suoi vecchi colori.

Nonostante la sconfitta e la doppia “tassa Adorante” pagata, la Juve Stabia fa ritorno dalla Laguna con una preziosa consapevolezza: questa squadra ha le carte in regola per giocare alla pari contro chiunque, a patto di mantenere la concentrazione sempre al massimo livello. Archiviata la trasferta veneziana, l’obiettivo ora è smaltire in fretta le scorie e tornare a macinare punti tra le rassicuranti mura amiche del “Romeo Menti”, dove l’aria di casa dovrà spingere di nuovo in alto il volo delle Vespe.

Pasqua di controlli: Due arresti e denunce tra Castellammare di Stabia e Sant’Antonio Abate

Non si è fermata l’attività di prevenzione e sicurezza delle forze dell’ordine durante le festività. Nella giornata di Pasqua, i Carabinieri hanno messo in campo una fitta rete di controlli serrati che ha interessato i territori di Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate e Santa Maria La Carità. Il bilancio dell’operazione conta due arresti, diverse denunce e un’intensa attività di monitoraggio sulle strade.

Gli arresti: dalla vecchia condanna allo spaccio

L’operazione ha portato all’arresto di due persone, finite entrambe ai domiciliari:

  • A Castellammare di Stabia i militari hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 34enne del posto. L’accusa è di minaccia, in relazione a fatti che risalgono al 2016.

  • A Sant’Antonio Abate, le manette sono scattate per un ragazzo di 24 anni. Fermato nel corso di una perquisizione, è stato trovato in possesso di diverse dosi di hashish, marijuana e cocaina, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita e vario materiale per il confezionamento. Il giovane è ora in attesa di giudizio.

Denunce e segnalazioni: scovato un tifoso intemperante

Oltre agli arresti, l’attività dell’Arma ha portato al deferimento di altre tre persone:

  • Due soggetti sono stati denunciati a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio.

  • Una terza persona è stata identificata e denunciata al termine di mirati accertamenti investigativi: è ritenuta responsabile del lancio di oggetti in campo avvenuto durante una partita di calcio dilettantistica disputata lo scorso febbraio.

La lente dei Carabinieri si è posata anche sui consumatori: otto persone sono state segnalate alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.

Sicurezza stradale: raffica di sanzioni

I controlli non hanno risparmiato la viabilità, con numerosi posti di blocco dislocati nei punti nevralgici dei tre Comuni per garantire la sicurezza degli automobilisti nel giorno di festa. I numeri testimoniano un’attività capillare:

  • 169 persone identificate;

  • 75 veicoli ispezionati;

  • 15 contravvenzioni elevate per violazioni al Codice della Strada.

Tra le infrazioni più frequenti riscontrate dai militari spiccano la mancata revisione dei veicoli e la circolazione senza copertura assicurativa. Non sono tuttavia mancati comportamenti ad alto rischio, sanzionati puntualmente, come la guida senza patente, l’uso dello smartphone al volante e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.

Castellammare, rinasce il sentiero per la cascata del Rio Lavello: domani l’inaugurazione a Quisisana

Un nuovo capitolo per la valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico stabiese è pronto ad aprirsi. Si terrà domani, martedì 7 aprile alle ore 11.00, nella suggestiva cornice delle Fontane del Re nei Boschi di Quisisana, l’inaugurazione ufficiale della prima tappa del sentiero escursionistico che conduce alla cascata del Rio Lavello.

All’evento inaugurale, aperto a tutta la cittadinanza e agli organi di stampa, parteciperanno il sindaco Luigi Vicinanza e il presidente del Parco dei Monti Lattari, Enzo Peluso. L’iniziativa rappresenterà anche l’atto conclusivo della ricca e partecipata programmazione pasquale promossa e sostenuta dal Comune di Castellammare di Stabia.

Natura e storia lungo l’antico acquedotto

Il percorso restituito alla città offre l’opportunità di riscoprire un cammino di straordinaria bellezza paesaggistica. Lungo circa 1.500 metri, il sentiero si snoda seguendo il tracciato dell’antico acquedotto borbonico. Gli escursionisti e gli amanti del trekking potranno immergersi in un’oasi di tranquillità, costeggiando filari di maestosi platani e ippocastani e attraversando i profumi e i colori della tipica vegetazione mediterranea che caratterizza l’area.

Un progetto di rete e sostenibilità

Il recupero di questo itinerario è il frutto di una forte sinergia tra istituzioni e realtà associative del territorio. Il progetto di valorizzazione è stato infatti realizzato da: Città di Castellammare di Stabia (tramite l’assessorato all’Identità); Archeoclub d’Italia Stabia e CAI (Club Alpino Italiano) sezione di Castellammare di Stabia.

Fondamentale per la riuscita dell’opera è stato il finanziamento erogato dall’ente Parco dei Monti Lattari, che ha creduto fortemente nel potenziale turistico e ambientale del percorso.

I giovani protagonisti del territorio

A rendere questa prima tappa ancora più speciale è il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. Per l’occasione, infatti, il tratto escursionistico è stato arricchito con 12 totem ecosostenibili in legno, impreziositi da artistiche mattonelle in terracotta. Un tocco di creatività e appartenenza realizzato con cura dai giovani studenti dell’istituto comprensivo “Bonito-Cosenza”, a dimostrazione di come la tutela del territorio passi anche attraverso l’educazione e la partecipazione dei più piccoli.

L’appuntamento è dunque per domani mattina alle Fontane del Re, per muovere insieme i primi passi su un sentiero che unisce storia, natura e comunità.

Il Ciuccio batte il Diavolo e sale al secondo posto: basta la rete di Politano

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Il diavolo rossonero al San Paolo non è mai un ospite qualunque: Napoli-Milan è fra le classiche del campionato italiano, che nella maggior parte dei casi ha visto decidere scudetti e posizioni ambite. Senza andare troppo indietro: la rimonta del Napoli Ancelottiano alla seconda di campionato nel 2018, la doppietta di Ibrahimovic in epoca covid, la doppia sfida interna tra campionato e Champions nello scudetto di Spalletti, il rigore parato da Meret nel campionato scorso. Anche quest’anno: Napoli e Milan si contendono il secondo posto, con l’Inter che, a meno di assurde combinazioni, è ormai già campione d’Italia. Nell’aria si sente che non è una partita come le altre: la Curva A scrive “Giochiamoci tutto“, d’altronde ad inizio aprile non c’è niente da perdere, ma solo da guadagnare e poter guardare avanti piuttosto che alle proprie spalle.

Al Napoli basta la rete di Politano per archiviare la partita, ma non è stata bella né spettacolare. A differenza delle curve, A e B, che omaggiano Beppe Savoldi e incoraggiano gli azzurri per tutta la partita. A Conte, riesce bene l’esperimento Giovane che è andato pericoloso col sinistro ad inizio ripresa, ma si è mosso bene per favorire gli inserimenti di De Bruyne McTominay. Ad Allegri non è riuscita la sorpresa di inserire l’artiglieria pesante nel secondo tempo, forse troppo tardi per tentare un recupero. Non si registrano parate decisive del portiere partenopeo, ma va’ registrato un leggero predominio complessivo del terreno di gioco da parte della squadra ospite soprattutto nel primo tempo. Il posticipo della 31esima giornata si conclude col sorpasso del Ciuccio sul Diavolo, come i vecchi tempi, che sono anche attuali.

Napoli-Milan, la sintesi del match

Il primo tiro è di Fofana, telefonato fra i guanti di Milinkovic-Savic: arriva dopo circa sei minuti di possesso rossonero. I padroni di casa rispondono con Giovane, per la prima volta titolare, schierato come punta al posto dell’influenzato Hojlund: il sinistro sfiorato finisce di poco a lato senza deviazioni. Ma è il Milan a fare la partita: serpentina di Modric verso il lato destro dell’area di rigore, viene atterrato da Buongiorno che becca il giallo. Sono nuovamente i rossoneri a sfiorare il vantaggio con Pavlovic in proiezione offensiva, che a tu per tu col portiere non riesce a tirare. Mentre la Curva B accompagna con cori e bandiere il sottofondo della partita, il Napoli comincia a giocare nella metà campo avversaria. Prova a sfondare con Spinazzola che sfiora l’eurogol dopo aver evitato due avversari a limite dell’area.

Alla mezzora, lo 0-0 è il risultato più giusto. Entrambe le squadre non hanno rischiato e non hanno offeso. Il Milan continua ad avere un leggero, adesso, predominio del terreno di gioco, ma gli azzurri sono accorti e chiudono più alti le linee di passaggio avversarie. Al 34°, Modric sbaglia un passaggio: palla in fallo laterale, il Napoli perde il possesso, e nel contropiede ne approfitta Fofana che fa tutto bene tranne il tiro che finisce sull’esterno della rete. Un minuto dopo, imbeccato Giovane sul filo del fuorigioco: al momento del tiro, buona chiusura di Pavlovic in corner. Dalla seguente battuta, la spizzata di Buongiorno finisce fuori. Al 42°, imbucata di Bartesaghi per Fullkrug, che parte in posizione di fuorigioco, ma mette in pericolo la difesa partenopea. Risponde McTominay con una rovesciata – ormai marchio di fabbrica – che finisce fuori, su cross di Lobotka dal lato sinistro dell’area di rigore di Maignan. Nel minuto di recupero concesso dall’arbitro Doveri, la prima frazione non regala altre emozioni.

La ripresa si apre con un gran tiro di Giovane servito benissimo da De Bruyne: sinistro velenoso deviato dal portiere in corner. Il tifo è incessante: la Curva B, saluta con Beppe Savoldi. Al 56°, ci riprova Anguissa che di testa non inquadra la porta. Verso l’ora di gioco, Allegri cambia le carte in tavola inserendo Gimenez ed Athekame, mentre tra le fila azzurre si prepara Alisson Santos che entra al posto di Giovane, autore di una prova sufficiente: l’arte del galleggiamento fra la difesa rossonera e i due trequartisti, è stata efficace. Il centravanti adesso è McTominay. La prima azione del neo entrato è già pericolosa: percussione sulla fascia, contrastato da Athekame, corner.

Poco dopo entra anche Politano, autore del gol del vantaggio. Azione sviluppata sulla sinistra, sovrapposizione di Olivera che da terzo di difesa crossa preciso sul secondo palo: McTominay non ci arriva, ma è puntuale l’esterno che libera il sinistro e fa 1-0 alle spalle di Maignan. Al 79°, Napoli-Milan, 1-0. Proprio l’autore del gol si becca un giallo per fallo su Modric. Artiglieria pesante per il Milan: entrano Leao Loftus-Cheek all’81 minuto. Conte risponde con Elmas Beukema per Juan Jesus De Bruyne che, uscendo dal fallo laterale opposto alle panchine, viene applaudito dalla Curva A. All’85, sfiora la rete Gimenez, che di testa colpisce di poco alto. Il Napoli è schiacciato dagli attacchi del Diavolo. L’arbitro concede altri cinque minuti, ma gli azzurri resistono fino al fischio finale, fra quelli assordanti dei tifosi di casa che accompagnano i cavalieri azzurri al secondo posto in campionato.

Venezia – Juve Stabia (3-1): Le pagelle dei gialloblu

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La Juve Stabia esce sconfitta dal Penzo contro la capolista Venezia con un 3-1 che ha mostrato come le Vespe abbiano “provato” a dar fastidio ai lagunari.

Al termine del match assegniamo i voti ai calciatori gialloblù, che per l’occasione hanno indossato la terza maglietta di colore rosa:

CONFENTE 6: Primo tempo quasi inoperoso, incolpevole sull’autorete causata da Giorgini, sul secondo gol poteva essere più efficace, respinta corta. Nel secondo tempo con i suoi interventi tiene la barca a galla, prende il terzo gol dal cattivo posizionamento della difesa sulla linea del fuorigioco.

DIAKITÉ 6,5: Oggi sempre sotto pressione per il poco filtro portato ci deve mettere il fisico con respinte non sempre precise, non è coinvolto nelle azioni dei gol subiti.

GIORGINI 6: Oggi non la sua migliore partita, forse temeva il forte ex di turno , l’ammonizione e l’autorete fanno il resta . La sufficienza è per la stima verso il calciatore. DAL 56’ VARNIER 5,5: Entra per dare più tranquillità al reparto difensivo, sul terzo goal non riesce a far salire la linea del fuori gioco.

BELLICH 6: La sua fascia è stata la più sfruttata dal Venezia, poco aiutato da Cacciamani , riesce quasi sempre a stoppare le incursione dei lagunari . Anche lui fuori posizione sull’azione del contropiede a fine primo tempo. DALL’83’ DALLE MURA S.V.

CARISSONI 6: Merita la sufficienza solo per il goal del pareggio momentaneo verso la fine del primo tempo . È stato schierato come interno di sinistra ruolo non suo e si è visto per la mancanza di Leone . Speriamo di non rivederlo in questo ruolo.

MOSTI 6: Doveva svolgere i compiti di Leone, portare il primo pressing e dettare i tempi di gioco, solo la prima parte è stata fatta in modo sufficiente.

CORREIA 5: da lui ci si aspetta sempre cose superiori alla categoria ma oggi non si sono viste neanche quelle di una categoria inferiore, forse un problema fisico o mentale , sperando in un finale migliore .

RICCIARDI 6,5: oggi aveva un avversario forte e scomodo che all’inizio lo hanno messo in difficoltà, prese le misure lo ha neutralizzato con sufficienza. DALL’83’MANNINI S.v.

CACCIAMANI 5,5: forse è tornato stanco e scarico dalla convocazione con la nazionale u21 . Non uno sprint pericoloso , si perde molte volte l’avversario e non riesce a fare la diagonale su Adorante sull’occasione del secondo goal. DAL 70’ DOS SANTOS 6: nei pochi minuti giocati ha fatto intravedere le sue qualità che lo hanno portato con una bella conclusione da fuori area a sfiorare il goal .

BURNETE 6: nel 3-5-2 si ritrova al suo agio , lotta con quasi tutti i giocatori del Venezia , ma prende anche tante botte , dialoga con il compagno di reparto riuscendo a mettere in apprensione la difesa dei lagunari .

OKORO 6,5: poteva avere un voto più alto, oggi partita da vero centroavanti , gli è mancato solo il goal . Toccato duro e stremato viene sostituito. Dal 70’ GABRIELLONI 4,5: era meglio tenere il campo OKORO stremato .

ABATE 5,5: oggi in campo con 3-5-2 per sopperire all’assenza di Leone . Nel primo tempo , nonostante giocatori fuori ruolo ( vedi CARISSONI ) si riusciva a contenere il Venezia creando più occasioni pericolose . Si prende goal solo su autorete poi si riesce a pareggiare con CARISSONI dopo l’ennesima iniziativa di OKORO, a tempo scaduto si doveva tenere la squadra bassa per evitare una ripartenza, concessa dal direttore di gara , è partito il contropiede che ha portato al raddoppio dei padroni di casa . Nel secondo tempo venendo a scemare l’apporto dei due attaccanti la squadra si è arroccata in difesa . Come accade spesso tardive e incomprensibili le sostituzioni, perché non dare una possibilità a CIAMMAGLICHELLA visto che aveva fatto un’ottima prestazione con la nazionale u20 si preferisce far giocare CARISSONI 90 minuto in un ruolo non suo , poi la chicca finale a 7 minuti dal termine sul 3-1 entrano MANNINI e DALLE MURA , forse il mister aveva in mente la famosa frase di un film di Lino Banfi “ ENTRA E MANTIENI IL RISULTATO “ .

Venezia – Juve Stabia, Adorante: “Noi dobbiamo continuare così. Alle Vespe auguro di conquistare i playoff”

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Il trentatreesimo turno del campionato cadetto 2025-2026 ha visto il Venezia imporsi per 3-1 sulla Juve Stabia sul prato del Pier Luigi Penzo. Nel post-partita, i riflettori della sala stampa si sono accesi su Andrea Adorante, centravanti arancioneroverde e grande ex della sfida. Per l’attaccante, reduce da un felice biennio trascorso in terra campana, non è stata un’apparizione come le altre.

Davanti ai taccuini dei cronisti, il giocatore ha sviscerato le sensazioni legate a questo incrocio dal sapore agrodolce, offrendo poi un’attenta disamina dei novanta minuti appena trascorsi.

Il peso dei ricordi e la lucidità sul campo

Affrontare il proprio passato recente ha inevitabilmente toccato le corde dell’attaccante, che ha voluto però ribadire il proprio focus agonistico:

“Incrociare i miei ex compagni genera sempre brividi particolari, soprattutto dopo due annate meravigliose trascorse a Castellammare. Questo pomeriggio, tuttavia, la mia priorità assoluta era garantire i tre punti alla causa del Venezia.”

Soffermandosi sull’andamento tattico del match, Adorante ha elogiato la resilienza del gruppo, capace di assorbire i momenti critici:

“Il nostro merito principale è stato quello di incanalare subito la gara sui giusti binari. In seguito, siamo stati lucidi nel raddrizzare la situazione rimediando a una disattenzione condivisa tra me e Kike Perez, riuscendo infine a sigillare il risultato.”

Tra forma fisica e l’intoppo dal dischetto

Sul piano puramente individuale, il bomber ha tirato un sospiro di sollievo per una condizione fisica finalmente ritrovata, mettendo a tacere le preoccupazioni legate a un recente fastidio:

“Mi sono lasciato alle spalle dei problemi lombari che mi hanno frenato nell’ultimo periodo; aver recuperato la piena forma è un traguardo essenziale. Anche se ultimamente il gol mi è mancato, la mia serenità non è mai venuta meno, poiché la squadra esprimeva un buon calcio e continuava a mietere successi.”

L’ex di turno ha mostrato grande maturità anche nel commentare il tiro dagli undici metri neutralizzato dagli avversari:

“Fallire un penalty fa parte del gioco. I miei ex compagni avevano studiato a fondo le mie abitudini dal dischetto, ma trarrò insegnamento da questa imprecisione per perfezionarmi ulteriormente.”

Uno sguardo al futuro: playoff per i gialloblù e corsa al vertice per la sua squadra

Prima di congedarsi, Adorante ha rivolto un pensiero affettuoso alla sua ex squadra, augurando alla Juve Stabia “le migliori fortune per gli imminenti spareggi promozione”.

Spostando poi il focus sul rush finale che attende il Venezia, ha tracciato chiaramente la rotta da seguire per blindare gli obiettivi stagionali, tenendo d’occhio la concorrenza:

“Il nostro segreto dovrà essere quello di preservare il nostro stile di gioco e l’alta intensità agonistica, limando quelle piccole sbavature emerse quest’oggi. L’approccio deve rimanere all’insegna del basso profilo. Alle nostre spalle premono tre compagini di altissimo livello che meritano il massimo rispetto. Nonostante ciò, il nostro sguardo deve restare fisso unicamente sulle nostre prestazioni, proseguendo lungo il cammino tracciato.”

Venezia – Juve Stabia, Stroppa: “Reazione da grande gruppo al pari subito, messa sui binari giusti”

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Archiviata la trentatreesima tornata della Serie BKT 2025-2026 con un solido trionfo casalingo per 3-1 a discapito della Juve Stabia, la guida tecnica del Venezia, Giovanni Stroppa, ha commentato l’andamento della gara davanti ai cronisti accorsi nell’area media dello stadio Pier Luigi Penzo.

Il condottiero arancioneroverde ha esordito focalizzandosi su un avvio di gara leggermente contratto: “Nella prima frazione del tempo iniziale, forse per via dell’aria particolare che si respirava sugli spalti, abbiamo faticato a esprimerci al meglio. Tuttavia, il giro palla funzionava e, col passare dei minuti, abbiamo ripreso il totale controllo del match. La rete incassata è derivata da un nostro attimo di esitazione, ma il gruppo ha saputo reagire con estrema prontezza, rimediando all’istante”.

Spostando l’attenzione sulla seconda parte di gara, l’allenatore ha elogiato l’assetto tattico e il tasso tecnico sfoderato dai suoi uomini, capaci di trovare una quadra definitiva. “Nella ripresa i ragazzi sono stati impeccabili, portando a compimento il nostro piano tattico senza alcuna sbavatura”.

Interrogato poi sulla possibile ansia da prestazione derivante dai trionfi delle dirette concorrenti alla promozione, l’ex centrocampista ha scacciato ogni dubbio, lodando invece le contromisure adottate per scardinare il muro difensivo eretto dalle Vespe: “Gli esiti degli altri campi non ci hanno minimamente condizionato. La formazione campana faceva grande densità dietro, sbarrando tutte le vie centrali, ma noi siamo stati scaltri a sfruttare le corsie laterali e i movimenti a fari spenti. Un grande plauso ad Hainaut per la dinamica del gol che ha aperto le danze”.

Nonostante i tre punti, il mister ha individuato anche alcuni aspetti da perfezionare, specialmente riguardo la gestione delle ripartenze avversarie: “Ho in mente un paio di circostanze in cui abbiamo concesso vere e proprie praterie alle progressioni di Okoro, cavandocela comunque senza grossi danni. Senza dubbio, nei duelli individuali aerei avremmo potuto e dovuto mostrare maggiore solidità”.

Con il traguardo stagionale che si fa sempre più vicino, la parola d’ordine imposta da Stroppa resta il sacrificio, invitando tutto l’ambiente a ignorare il lieve allungo conquistato sulla terza in graduatoria: “Ci attendono ancora cinque sfide decisive e il nostro atteggiamento non deve mutare di una virgola. Pur avendo guadagnato un piccolo margine su chi ci insegue, la nostra filosofia resta invariata: pedalare in silenzio e puntare al massimo bottino possibile. L’unico imperativo è portare a casa il maggior numero di successi per massimizzare il nostro punteggio finale”.

In chiusura, una breve digressione sull’abbondanza dell’organico, arrivato ormai a pieno regime, e su alcune scelte specifiche del reparto offensivo: “Nel comporre l’undici titolare oggi, avendo l’infermeria vuota, sono stato persino costretto a escludere alcuni elementi mandandoli a sedere in tribuna. Per quanto riguarda Adorante, l’ho rassicurato dicendogli di non avere ansie: sa posizionarsi egregiamente in campo e il resto della rosa è in grado di far brillare il suo enorme potenziale”.