Napoli, dopo due mesi di lockdown aria più pulita: i sorprendenti dati dell’Arpac comparati con quelli registrati nell’aprile del 2019
Il lockdown per l’emergenza Covid-19 ha portato benefici all’aria delle metropoli come Napoli, facendo ridurre sensibilmente la concentrazione di inquinanti presenti nell’atmosfera.
Da uno studio Arpac si evince come, confrontando i dati di aprile 2020 con quelli di aprile 2019, lo smog nell’area di Napoli sia sensibilmente calato durante questa fase dell’emergenza sanitaria, dove la quasi totalità delle attività produttive è stata fermata. I valori della concertazione del biossido di azoto si sono dimezzati, passando dal valore 22, prima del coronavirus, ad 11; per le polveri sottili, ci sono stati sensibili miglioramenti nella concertazione di PM10 (da 35 a 18), mentre la concentrazione di PM2.5 è crollata (da 19 a 6).
A commentare i dati è stato il consigliere Regionale del sole che ride Francesco Emilio Borrelli, membro della commissione sanità: “Possiamo affermare, perché è un dato di fatto, che lo stop alle attività umane e produttive ed umane ha portato evidenti benefici all’aria, al mare, ai fiumi e all’ambiente della nostra terra. Ma cosa accadrà quando tutto tornerà alla normalità? Se non verranno apportate modifiche radicali al nostro stile di vita e alle attività produttive, ovviamente, si ritornerà nelle stesse condizioni ambientali che vi erano prima del coronavirus, che man mano andranno a peggiorare, fino ad arrivare poi a livelli insostenibili per la salute umana e l’ecosistema. Per questo noi ci batteremo per evitare di tornare a livelli di inquinamento con progetti di sostenibilità ambientale e riduzione costante dell’inquinamento”
Sequestrati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina migliaia di ingannevoli flaconi di igienizzanti.
Emergenza COVID-19: Ancora sequestri di ingannevoli flaconi di igienizzanti. Sequestrati dai reparti territoriali del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina oltre 6.000 flaconi di igienizzanti, falsamente pubblicizzati come “sanitizzanti”.
Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno sequestrato oltre 800 litri di gel igienizzante, già confezionati per la vendita in 6.356 flaconi, di capacità compresa tra i 100 e i 1000 ml, non corrispondenti alle caratteristiche “sanitizzanti” pubblicizzate, segnalando complessivamente all’Autorità Giudiziaria di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, per l’ipotesi di reato di “frode in commercio”, n. 12 responsabili.
L’attività, sviluppata nel corso di specifici e mirati servizi di controllo economico del territorio, ha preso spunto da un sequestro effettuato dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, presso una farmacia cittadina, dove sono stati sequestrati n. 14 flaconi di “disinfettante” mani da 1000 ml, recanti un’etichetta con dicitura ingannevole, in assenza delle previste autorizzazioni del Ministero della Salute.
Dall’esame della documentazione contabile acquisita, con l’obiettivo di ricostruire e disarticolare l’intera filiera commerciale non autorizzata, si è risaliti alla società produttrice, sita in provincia di Messina, con un deposito anche in Lombardia.
La successiva perquisizione all’interno dei magazzini della citata società consentiva, quindi, di sottoporre a sequestro ulteriori n. 205 flaconi, nonché di ricostruire la rete di vendita dei clienti che avevano acquistato il medesimo prodotto. I successivi interventi, pertanto, eseguiti dal Gruppo Messina, dalla Compagnia di Milazzo e dalle Tenenze di Barcellona Pozzo di Gotto e Capo d’Orlando, consentivano di sequestrare altri n. 6.137 flaconi, di diversa capacità, per complessivi 786 litri, presso tre diverse farmacie e cinque esercizi commerciali, situati sia nel capoluogo che in provincia.
Gli igienizzanti sequestrati pubblicizzavano una dichiarata azione “sanitizzante”, creando nei consumatori una falsa aspettativa nei confronti dello stesso prodotto; infatti, secondo le disposizioni del Ministero della Salute, tutti i prodotti che vantano in etichetta un’azione di disinfezione sono classificabili come prodotti “biocidi” e sono posti in commercio solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione alla commercializzazione da parte dello stesso Dicastero o della Commissione Europea.
Più in particolare, tutti i prodotti “biocidi” commercializzati in Italia devono obbligatoriamente riportare in etichetta tali specifiche diciture, relative alle previste autorizzazioni del Ministero della Salute o dell’Unione Europea, così certificando di essere stati sottoposti ad una preventiva valutazione e garantire sicurezza ed efficacia, nelle condizioni di uso indicate ed autorizzate.
I presenti interventi si inseriscono nel quadro delle ampie misure disposte per il contenimento e il contrasto dei rischi sanitari derivanti dall’attuale pandemia. Al riguardo,il dispositivo dei controlli messi in campo, in ambito provinciale, dallo scorso 11 marzo ad oggi, ha visto impegnati oltre 1.400 finanzieri, tra il comparto ordinario e quello aeronavale. In questo delicato momento, secondo intese condivise con le Autorità Giudiziarie dell’intero distretto di Messina, la Guardia di Finanza peloritana ha intensificato, prioritariamente, le attività di contrasto alle condotte più marcatamente illegali e fraudolente, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e gli operatori onesti e di contrastare coloro i quali, approfittando dell’attuale situazione emergenziale, pongono in essere pratiche commerciali scorrette. Le attività di controllo e sicurezza proseguiranno per tutta la durata dell’emergenza.
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Capua (CE), in Sparanise (CE), hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, di T.G., cl. 1969, residente a Sparanise.
Sparanise (CE): un arresto per spaccio di sostanze stupefacenti
I militari dell’Arma, nel corso di un controllo, atteso il fare sospetto dell’uomo, lo hanno identificato e sottoposto a perquisizione personale, trovandolo in possesso di una dose di cocaina, nonché della somma in contanti pari a € 525,00 in banconote di piccolo taglio, probabile provento dell’attività di spaccio.
La successiva perquisizione domiciliare, eseguita a carico dello stesso, ha consentito di rinvenire, occultati all’interno di un mobile del bagno, circa 15 gr di cocaina, 15 gr di sostanza da taglio tipo caffeina e un bilancino di precisione.
Nel corso della perquisizione, inoltre, sono state rinvenute armi e munizioni, appartenute al defunto genitore dell’arrestato, quali, un fucile da caccia automatico cal. 12, un fucile a due canne cal. 12 , una pistola calibro 6, una carabina ad aria compressa, e 16 cartucce calibro 12 contenute in una cartucciera, tutte illegalmente detenute.
Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.
T.G. è stato sottoposto ai domiciliari, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Le continue e ripetute offese contro i Meridionali profferite da una mente “eccelsa” come quella di Vittorio Feltri, fanno tornare il ricordo del grande Toto’ quando affermava: Quando hai a che fare con una persona che si crede superiore agli altri e ne è fermamente convinta, ridici sopra e assecondala, perché non è bello rovinare i sogni di un idiota; da qui ad arrivare all’altra sua espressione di “Signori si nasce” il passo è breve come automatico viene aggiungere, parafrasandolo: e noi lo nacquimo, lui NO!
Signori Si Nasce, e noi lo nacquimo. Feltri NO! (Lo Piano – SainRed)
Soldi, fama, successi letterari, amicizie altolocate, dovrebbero indurre una persona a “pesare” le parole prima di metterle in vendita sulla Pubblica Piazza.
I concetti, le frasi, la finezza, l’eleganza culturale, il savoir-faire incidono sulla propria signorilità, sul proprio modus vivendi et agendi: dovrebbero essere alla base del proprio comportamento.
Se l’eleganza nei discorsi, fosse innata, vi sarebbero mille occasioni per metterla in atto, caso contrario, come sta dimostrando il Vittorio ‘padano’, le sue parole denotano una grave mancanza di stile, espressione, forma e contenuti.
Feltri, non nacque “principe”, nè lo è divenuto nel corso della propria vita, ebbe origini modeste, occupo’ un posto pubblico per diversi anni, si portò avanti a gomitate fino ad eccellere sia in campo letterario che giornalistico.
Al contrario di tante persone che sono rimaste umili negli anni, pur avendo avuto successo nella vita, è cinico, offensivo, uomo senza scrupoli, pronto a gettare fango su chi non la pensa come lui.
Andiamo al nocciolo :
In una trasmissione televisiva, parlo di Quarto grado, Feltri ha affermato che:
“Il Sud, con tutti i suoi abitanti, é economicamente inferiore rispetto al Nord, chi non lo riconosce è in malafede”.Continuando nel suo discorso ha affermato che l’antropologia è una cosa, il portafogli è un’altra.
Per finire, ritiene che ogni sua affermazione venga strumentalizzata in maniera vergognosa ed indegna da gran parte della Stampa nazionale, come se lui non ne facesse parte.
Le sue gratuite esternazioni, sempre ai limiti della decenza, ne hanno fatto un personaggio pubblico.
La ‘questione meridionale’, ha radici storico-culturali molto profonde, che vengono liquidate da Feltri con una frase inappropriata ed estremamente superficiale.
Ricordiamoci che il Sud nel passato per decenni ha fatto da ‘locomotiva’ al Nord, ma forse la storia non e’ il punto forte di certi padani.
L’attuale inferiorità economica a cui si riferisce, e’ dovuta grazie a certe politiche nazionali che lo hanno impoverito e lo stanno ancora impoverendo.
Detto questo, possiamo rimbalzare la palla affermando che chi non riconosce questi dati storici, é in malafede.
Alcuni altri articoli a firma di questa (d)emerita persona e, comunque, pubblicato da un giornale che si definisce LIBERO (sì, da decenza ed intelligenza) da dove, se non è Feltri, è Sallusti per cui, pari sono.
I sudisti italiani, stanchi delle strampalate, ridicole e offensive bordate di Vittorio Feltri contro il meridione, hanno pensato bene di scrivergli per…
In un articolo odierno di “Libero” quotidiano nazionale di cui è direttore Pietro Senaldi, si scrive che comandano i terroni. L’articolo in prima pagina…
Libero ci ricasca: ennesima prima pagina vergognosa nei confronti dei meridionali Libero lo ha fatto ancora: il quotidiano fondato da Vittorio Feltri utilizza…
Gara di insulti ai Napoletani tra il direttore di Libero, Vittorio Feltri ed Alessandro Sallusti de Il Giornale: gli editoriali sono pretenziosi e pieni di…
Cronache di Napoli – Gattuso non si opporrà all’addio di Koulibaly
Cronache di Napoli, Gattuso da il via libera per Koulibaly. Il tecnico del Napoli non si opporrà alla cessione di Kalidou; lo annuncia Cronache di Napoli:
“Il Psg ma ancora di più il Manchester United fanno sul serio: l’intesa col calciatore c’è già ma ora bisogna trattare col Napoli. De Laurentiis ha ribadito che non farà sconti: si parte da 85-90 milioni. ADL però sa che non potrà tirare la corda più di tanto. Per la volontà del giocatore, deciso a fare il salto di qualità, ma anche per gli effetti della pandemia, che gli impediscono di fare richieste in tripla cifra”
Gazzetta – Caso Mertens: nessun rinnovo se prima non si risolve la questione delle multe
Gazzetta – Mertens non vuole rinnovare se prima non risolve la questione inerente alle multe e alle cause: tutto questo blocca ogni sviluppo futuro in casa Napoli. Ecco quanto si legge:
“Questo nodo riguarda le cause civili che il presidente intende imbastire contro i giocatori per il famoso ammutinamento. De Laurentiis non intende cambiare posizione, questa sua intransigenza ha bloccato una serie di trattative e si può capire anche la prudenza dei giocatori nel frenare su nuovi contratti. Oltre a Zielinski, anche Mertens ha detto chiaro ad ADL di non voler discutere il rinnovo senza trovare un accordo sulle questioni insolute”.
Tuttosport – Calciomercato Napoli: forte interesse per Nkoulou
Tuttosport – Il Napoli è fortemente interessato a Nkoulou del Torino. pare che la squadra abbia intenzione di vendere in estate e a costi minori. Ecco quanto si legge:
Cairo si appresta a vivere, in tandem con il ds Bava, un prossimo mercato piuttosto movimentato. Se la scorsa estate il mantra è stato quello della conferma, al prossimo giro di giostra tante saranno le cessioni. Il Toro, come ogni altra società, venderà a costi minori rispetto a qualche mese fa: confermati Lyanco e Bremer, dal deludente Djidji ai più quotati Izzo e Nkoulou tutti sono in bilico. Su Izzo gravitano alcune di Premier League e l’Inter di Conte che ha quel Gagliardini da tempo molto gradito alla dirigenza granata, su Nkoulou potrebbe entrare non soltanto il Napoli”.
Corsport – La Roma interessata a Mertens: per lui contratto triennale
Corsport – La Roma torna all’attacco per l’attaccante belga del Napoli Dries Mertens. Ecco quanto riportato sull’odierna edizione del quotidiano:
“È storia delle ultime ore un nuovo sondaggio di Petrachi per Dries Mertens, attaccante assai gradito a Fonseca. Per lui, che ha 33 anni contro i 34 di Dzeko, sarebbe pronto un contratto triennale da 3,5 milioni più i bonus, al quale peraltro Mertens ha risposto con un sorriso sardonico sapendo di avere altre offerte, non solo da De Laurentiis che prima del blocco mondiale lo aveva quasi convinto a firmare (4,5 netti per due anni più 2,5 alla firma)”.
Tuttosport – Milik: ancora no al Napoli ma forte l’interesse per la Juve
Tuttosport – Sembra che Arkadiusz Milik, attaccante polacco del Napoli, non abbia firmato il rinnovo contrattuale con gli azzurri perchè fortemente interessato alla Juventus. Ecco quanto si legge secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport:
“Per ora ha detto no all’idea di un rinnovo con i campani e sì alla prospettiva di giocare con i bianconeri. Non sarà facile convincere il ds Giuntoli, considerata la richiesta iniziale di 40-45 milioni. Negli ambienti napoletani gira volentieri il nome di Bernardeschi, ma resistono anche le opzioni legate a un colpo per la difesa di Gattuso: se non Rugani, forse sarà Romero una delle contropartite decisive, una delle carte vincenti nell’affaire Milik. Sul nazionale polacco, peraltro, gravitano sempre Tottenham e Chelsea”.
Pare che l’agente del calciatore voglia rimuovere ogni minaccia riferita alla causa per danni d’immagine
Gazzetta – Difficoltosa l’organizzazione in casa Napoli in riferimento al calciomercato. Il tutto bloccato soprattutto dalle cause civili che il presidente del Napoli Aurelio DeLaurentiis intende imbastire contro i suoi giocatori per il famoso ammutinamento del 5 novembre scorso. Ecco quanto si legge sull’odierna edizione della Gazzetta dello Sport, in particolar modo riguardo il rinnovo di Zielinski:
“Lo dimostra un retroscena emerso su una trattativa di rinnovo arenatasi proprio al momento della firma, quella di Zielinski. Era gennaio, al momento di apporre le firme Bolek chiede di rimuovere formalmente la minaccia della causa civile per danni d’immagine. Il patron azzurro si mostra irremovibile e quella firma che sembrava ormai cosa fatta non c’è stata. Col direttore sportivo Cristiano Giuntoli che in questo periodo ha lavorato per cercare di ricucire”.
Commercianti e artigiani siciliani in un video, mettendoci la faccia, hanno annunciato proteste se non potranno riaprire.
La quarantena in corso per arginare l’epidemia della Covid-19 e pertanto la chiusura di ogni attività commerciale non ritenuta necessaria dal Dpcm, ha messo risaputamente in ginocchio, se non per terra, le aziende chiuse, specialmente gli esercizi dei commercianti e artigiani.
La Sicilia per certi versi è stata comunque risparmiata dalla epidemia causata dal coronavirus Sar-Cov-2. E ciò nonostante che vi fosse stato un fuggire generale in direzione Sud, soprattutto verso la Sicilia, dalle regioni del Nord Italia in cui l’epidemia è purtroppo deflagrata con migliaia di morti, specialmente in Lombardia.
Tuttavia la ‘manovra poderosa’, com’è stato definito il decreto ribattezzato “Cura Italia” con cui sono state varate misure di sostegno economico per imprese, lavoratori e famiglie, nonché di potenziamento del servizio sanitario nazionale al fine di far fronte all’emergenza Coronavirus, non ha però rasserenato i commercianti Siciliani, anche perché la Regione Siciliana ha dopo emanato una ordinanza ulteriormente restrittiva che ha chiuso tutte le attività produttive non essenziali.
E neanche la recente ordinanza regionale del 18 aprile ha sostanzialmente riallargato le maglie della restrizione per gli esercizi commerciali e artigianali.
Però la situazione economica delle attività commerciali e artigianali è disperata, come anche quella delle rispettive famiglie. Così commercianti e artigiani siciliani, mettendoci la faccia, hanno pubblicato unvideo su Joutubenel quale chiedono di potere riaprire, altrimenti ci saranno energiche proteste.
Arresti per spaccio a Messina, Palermo, Ragusa e Cefalù da parte della Polizia di Stato e Carabinieri durante la quarantena epidemica.
Oggi 23 aprile 2020:
Detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. È questo il reato contestato a De Cola Simone, messinese di 33 anni, arrestato stamane dai dalla Polizia di Stato di Messina. Ad attirare l’attenzione di una pattuglia impegnata nel servizio di controllo del territorio in zona centro-nord è stato l’atteggiamento del trentatreenne che, alla vista della Volante, ha tentato di allontanarsi a piedi disfacendosi repentinamente di un involucro, gettandolo dietro una siepe. L’uomo, prontamente fermato, era in palese stato di agitazione. Il controllo del luogo ha permesso di rinvenire e sequestrare, l’involucro precedentemente abbandonato contenente marijuana. Dalla successiva perquisizione personale e domiciliare sono stati recuperati altra marijuana, una modica quantità di crack ed un bilancino di precisione. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.
I Carabinieri della stazione Palermo Mezzo Monreale hanno tratto in arresto R.s., 45enne palermitano già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio e prevenzione nel quartiere Villagrazia, notavano una persona che alla loro vista si dava a precipitosa fuga. Dopo un breve inseguimento, la perquisizione permetteva di rinvenire oltre 400 grammi di marijuana, in parte già suddivisa in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, il tutto occultato in una busta per la spesa. Inoltre, nella abitazione del medesimo sono stati ritrovati 5 grammi di hashish, mentre, nella cassetta per la posta, sita all’esterno del condominio, vi erano altri 48 grammi di droga per l’appartenenza dei quali sono in corso accertamenti.
I Carabinieri della stazione Olivuzza di Palermo hanno tratto in arresto M.d., 40enne palermitano noto alle forze dell’ordine, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio e prevenzione nel quartiere Zisa, dopo un’attenta osservazione, intervenivano per fermare l’attività di spaccio rinvenendo 37 dosi di hashish e 30 euro di provento illecito. Lo spacciatore, sanzionato altresì per la violazione delle norme per il contenimento del Covid-19, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa della convalida in videoconferenza, la droga sequestrata è stata trasmessa al L.A.S.S. del comando provinciale per le analisi qualitative e quantitative.
Ieri 22 aprile 2020:
Pensava di passare inosservato o di accampare un motivo valido il 25enne vittoriese che nella tarda mattinata di ieri è stato fermato a MarinadiRagusa dalla pattuglia dei Carabinieri della locale Stazione intenti ad eseguire i controlli per il rispetto delle misure di contenimento del contagio da COVID-19. Alla richiesta dei militari circa il motivo del suo spostamento in un Comune diverso da quello di residenza il giovane rispondeva risposto che si stava recando ad accudire il suo cane in campagna; tuttavia, tale risposta non ha soddisfatto i Carabinieri che hanno notato nel vittoriese un certo nervosismo e lo hanno incalzato con domande più specifiche a cui lo stesso non ha saputo fornire risposte convincenti. L’atteggiamento guardingo e nervoso del 25enne ha insospettito i militari che hanno proceduto alla perquisizione veicolare e personale del soggetto e trovandolo in possesso di circa 70 grammi di marijuana e 50,00 euro in banconote di piccolo taglio provento dell’attività di spaccio. Durante la perquisizione, continuata presso la sua abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto altri 5 grammi di stupefacente, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento in dosi. Lo stupefacente, il denaro e tutto il materiale sono stati sottoposti a sequestro. Il giovane è stato ristretto agli arresti domiciliari ed è stato altresì deferito per aver rifiutato la sottoposizione al test che rileva la presenza di stupefacenti nel sangue. Infine, avendo violato le misure di contenimento del contagio da COVID 19, è stato anche sanzionato amministrativamente.
I Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Cefalù, a Campofelice di Roccella, hanno tratto in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio C.a., 48enne del posto, già noto alle forze dell’ordine. I militari nel corso di un servizio antidroga, hanno eseguito una perquisizione domiciliare, rivenendo 7 piante di canapa indica e 230 grammi di marijuana, già essiccata all’interno di alcuni barattoli in cucina. La sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro e trasmessa al laboratorio analisi di Palermo per le verifiche quantitative e qualitative. L’arrestato, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.
Emergenza da Covid-19: la GDF consegna generatore di ozono al Policlinico Umberto di Roma
Emergenza da Covid-19: la GDF consegna un generatore di ozono al Policlinico Umberto di Roma per valutare l’efficacia dell’ozonoterapia sistemica nel COVID-19
Roma- La Guardia di Finanza, in questo periodo di emergenza da coronavisus, è molto vicina agli enti ospedalieri. Questa mattina, presso la sede del Policlinico Umberto I di Roma, ha consegnato un generatore di ozono, nella disponibilità della stessa Guardia di Finanza, a favore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria.
Il macchinario è stato affidato al Prof. Francesco Pugliese, Direttore del Dipartimento Emergenza, Accettazione, Anestesia ed Aree Critiche dell’Umberto I.
L’attrezzatura è stata concessa in comodato d’uso dal Corpo per un periodo di tre mesi, prorogabili. Sarà impiegata per lo sviluppo di un progetto di ricerca, avviato per fronteggiare l’emergenza in atto.
La finalità dello studio è quella, in particolare, di valutare l’efficacia dell’ozonoterapia sistemica nel COVID-19, testando nell’eventuale capacità di frenare l’evoluzione della patologia e, quindi, di evitare l’accesso dei pazienti in terapia intensiva.
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Emergenza Covid-19: il Sindaco Cimmino attraverso i canali social ha aggiornato sulla situazione in città, un’intera settimana senza contagi da Covid-19 a Castellammare di Stabia.
Dal Sindaco Cimmino dichiarazione sull’ emergenza Covid-19
CASTELLAMMARE DI STABIA: Anche oggi il Sindaco Cimmino ha trasmesso aggiornamenti in merito all’emergenza Covid-19, nessun nuovo caso di coronavirus.
Un’ottima notizia, che tuttavia non deve abbassare il livello di attenzione rispetto alle norme da rispettare.
Di seguito il comunicato:
Per il settimo giorno consecutivo non si registrano nuovi casi di coronavirus, all’esito dei 9 tamponi analizzati oggi, relativi a cittadini stabiesi. Un andamento in apparenza stabile, ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia.
I sacrifici e gli sforzi compiuti finora stanno dando i loro frutti. Ma bisogna continuare ad insistere su questa linea, restare a casa, rispettare le regole, rimanere uniti e compatti. Soltanto così potremo vincere questa sfida e tornare più rapidamente alla normalità.
Restano 35 i cittadini contagiati a Castellammare di Stabia, di cui 18 tuttora positivi, 5 deceduti e 12 guariti, mentre in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva ci sono 50 persone. La polizia municipale, inoltre, ha effettuato controlli su 213 cittadini, tutti muniti di regolare autocertificazione, comprovante la valida motivazione per uscire di casa.
C’è da augurarsi che con le disposizioni prese a seguito dell’ordinanza sindacale n. 85/2020 e dell’ordinanza della Regione Campania n. 37 del 22 aprile 2020, tutta la cittadinanza continui ad attenersi alle norme comportamentali.
Periodo importante sarà dal 25 aprile al 3 maggio: gli esercizi commerciali dovranno rispettare gli orari o incorreranno nelle sanzioni previste.
I Carabinieri della Stazione di Castel Goffredo, a seguito di denuncia formalizzata ed a conclusione di attività d’indagine, sono riusciti a smascherare e di conseguenza a denunciare in stato di libertà due persone responsabili di truffa.
I due, un uomo P.S. 49enne e una donna C.V. 34enne, entrambi residenti nella provincia di Napoli, dopo aver pubblicato un’inserzione su un noto sito di compravendita online per uno smartphone “I-PHONE 11”, si sono fatti accreditare sulla loro carta di credito prepagata la somma di mille euro.
La cifra era stata concordata con l’acquirente, un uomo di Castel Goffredo, a cui però non hanno mai consegnato lo smartphone.
La vittima prescelta della truffa si è rivolta ai Carabinieri di Castel Goffredo che con gli accertamenti sulla carta di credito prepagata hanno identificato i due.
Didattica a distanza per le scuole della Valle del Savuto: i Carabinieri consegnano i tablet agli studenti Consegna di tablet e pc agli studenti per la…
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Da Livorno a Latina, gesti di solidarietà e aiuti concreti dall’Arma dei carabinieri verso i più bisognosi Da Livorno a Latina, gesti di solidarietà e aiuti…
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Maltrattamenti e lesioni personali, arrestato il coniuge a Cavriana Cavriana: Carabinieri arrestano marito violento Cavriana (MN)- Aumentano i casi di…
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CASSANO ALL’IONIO (CS) – I Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Corigliano Calabro hanno arrestato nella giornata di ieri un 54enne di Cassano all’Ionio…
Carabinieri di Castel Goffredo hanno arrestato B.B., 71enne del luogo già noto agli stessi, per violenze sulla figlia e sul nipote. Castel Goffredo, violenze…
Durante l’operazione è stata anche denunciata una persona e sequestrato un autocarro Nel pieno della pandemia causata dal COVID-19 e nel momento in cui…
I Carabinieri della stazione di Portici hanno arrestato un 40enne del posto per maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna che aveva deciso di…
VALLO DELLA LUCANIA (SA), EMERGENZA COVID-19: SPACCIAVANO UN NORMALE DETERGENTE PER DISINFETTANTE. IN DUE, DENUNCIATI DALLA GUARDIA DI FINANZA PER FRODE IN COMMERCIO.
Vallo Della Lucania (SA): sequestrati 3000 flaconi di detergente mani
Sono oltre 3000 i flaconi di detergente per le mani, fraudolentemente spacciato per disinfettante, sequestrati dalla Guardia di Finanza di Salerno nel corso di recenti controlli.
Presso un negozio di detersivi di Vallo Della Lucania, i militari della locale Tenenza hanno individuato l’anti-settico “tarocco”, commercializzato con etichette che vantavano proprietà igienizzanti contro virus, batteri e funghi, senza alcuna indicazione, però, della necessaria certificazione del Ministero della Salute.
Il prodotto era stato peraltro registrato come “cosmetico”, categoria merceologica alla quale non è possibile attribuire alcuna funzione biocida in genere.
Dopo aver sottoposto a sequestro i primi 150 flaconi, le Fiamme Gialle vallesi sono risalite alla società produttrice, con sede nell’Agro nocerino-sarnese, presso la quale i militari della Compagnia di Nocera Inferiore ne hanno rinvenuti e cautelati ulteriori tremila (già confezionati), oltre a 30.000 etichette adesive recanti attestazioni non veritiere.
Al termine dell’attività ispettiva, i titolari delle due attività commerciali sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di “frode nell’esercizio del commercio” e rischiano ora la reclusione fino a due anni o la multa per oltre 2000 euro.
GUARDIA DI FINANZA CATANZARO OPERAZIONE “CARTELLINO ROSSO” ASSENTEISMO ALL’ASP E ALL’OSPEDALE “PUGLIESE-CIACCIO” DI CATANZARO 57 INDAGATI, 15 MISURE CAUTELARI COINVOLTI ANCHE DUE DIRIGENTI
Guardia di Finanza Catanzaro: operazione ‘Cartellino Rosso’
DALLE PRIME ORE DI QUESTA MATTINATA, CIRCA CENTO FINANZIERI DEL COMANDO PROVINCIALE DI CATANZARO STANNO DANDO ESECUZIONE A UN’ORDINANZA CAUTELARE EMESSA DAL G.I.P. DEL TRIBUNALE DI CATANZARO, DOTT. CLAUDIO PARIS, SU RICHIESTA DI QUESTO UFFICIO DI PROCURA, AL TERMINE DI UN’ARTICOLATA INDAGINE A CONTRASTO DELL’ASSENTEISMO NEL PUBBLICO IMPIEGO.
LE INDAGINI, DIRETTE DAL PUBBLICO MINISTERO DOTT. DOMENICO ASSUMMA, CON IL COORDINAMENTO DEL PROCURATORE AGGIUNTO DOTT. GIANCARLO NOVELLI E DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DOTT. NICOLA GRATTERI, SONO STATE CONDOTTE DAI MILITARI DEL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA DELLA GUARDIA DI FINANZA DI CATANZARO E HANNO RIGUARDATO LE CONDOTTE ILLECITE DI NUMEROSI DIRIGENTI, IMPIEGATI E DIPENDENTI DELLE STRUTTURE AMMINISTRATIVE DELL’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI CATANZARO E DELL’OSPEDALE “PUGLIESE-CIACCIO” DEL CAPOLUOGO CALABRESE.
ALL’ESITO DELL’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA, SU RICHIESTA DI QUESTO UFFICIO, IL G.I.P. HA DISPOSTO:
NEI CONFRONTI DI 15 SOGGETTI (UN DIRIGENTE E SEI DIPENDENTI DELL’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI CATANZARO, NONCHÉ OTTO LAVORATORI DELL’AZIENDA OSPEDALIERA “PUGLIESE-CIACCIO”) LA MISURA INTERDITTIVA DELLA SOSPENSIONE DELL’ESERCIZIO DI UN PUBBLICO SERVIZIO, CON DURATE VARIABILI TRA 3 MESI ED 1 ANNO;
NEI CONFRONTI DI 18 PERSONE FISICHE (OLTRE AI QUINDICI SOPRA CITATI, ALTRI DUE EX DIPENDENTI DELL’AZIENDA OSPEDALIERA E UN EX DIRIGENTE DELL’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE, TUTTI ORA IN QUIESCENZA) IL SEQUESTRO PREVENTIVO FINALIZZATO ALLA CONFISCA, ANCHE PER EQUIVALENTE, DELLE SOMME DI DENARO CORRISPONDENTI AGLI STIPENDI ILLECITAMENTE GUADAGNATI DURANTE I PERIODI DI INDEBITA ASSENZA, PER UN IMPORTO TOTALE DI CIRCA 20.000 EURO.
COMPLESSIVAMENTE, I PUBBLICI DIPENDENTI ASSENTEISTI COINVOLTI NELL’INDAGINE SONO CINQUANTESETTE E A CIASCUNO DI ESSI VIENE OGGI NOTIFICATO L’AVVISO DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI DEL PUBBLICO MINISTERO.
LE TELECAMERE INSTALLATE PRESSO GLI UFFICI AMMINISTRATIVI DEI DUE PRESIDI SANITARI DAI FINANZIERI DEL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA/GRUPPO TUTELA SPESA PUBBLICA, CHE HANNO POI PROCEDUTO A RISCONTRARE MINUZIOSAMENTE GLI EPISODI DI ASSENTEISMO SIA ATTRAVERSO CONTROLLI DOCUMENTALI CHE PER MEZZO DI OSSERVAZIONE E PEDINAMENTO DEGLI INDAGATI, HANNO CONSENTITO DI RILEVARE OLTRE 2.100 EPISODI DI ASSENTEISMO, DI INGIUSTIFICATO ALLONTANAMENTO DAL LUOGO DI LAVORO E DI FALSA ATTESTAZIONE DELLA PRESENZA, PER UN TOTALE DI CIRCA 1.800 ORE DI SERVIZIO NON EFFETTUATE.
VARIEGATO E PER CERTI VERSI FANTASIOSO ERA IL SISTEMA ILLECITO IDEATO PER ELUDERE GLI OBBLIGHI DI REGISTRAZIONE DELLA PRESENZA IN SERVIZIO ATTRAVERSO L’UTILIZZO DEI CARTELLINI MARCATEMPO (CD. BADGE).
AD ESEMPIO, IN MOLTISSIMI CASI GLI INDAGATI SI ALLONTANAVANO DALL’UFFICIO SENZA ALCUNA VALIDA RAGIONE LAVORATIVA:
MOLTO SPESSO PER FARE LA SPESA, PER ESIGENZE DI CARATTERE PERSONALE O ADDIRITTURA PER RECARSI A GIOCARE AI VIDEOPOKER IN UN VICINO ESERCIZIO COMMERCIALE.
IN ALTRI CASI, INVECE, ALCUNI INDAGATI (ANCHE DI RANGO DIRIGENZIALE) CONSEGNAVANO IL BADGE A COLLEGHI O DIPENDENTI COMPIACENTI, AFFINCHÉ LO UTILIZZASSERO AL LORO POSTO PER FAR RILEVARE FALSAMENTE LA PRESENZA DELL’INTERESSATO.
EMBLEMATICO, SU TUTTI, L’EPISODIO IN CUI UN DIPENDENTE, EVIDENTEMENTE INTENTO A STRISCIARE IL CARTELLINO PER CONTO DI ALTRI COLLEGHI ASSENTEISTI, È ARRIVATO A COPRIRSI APRENDO L’OMBRELLO ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA, PER EVITARE DI ESSERE RIPRESO DA EVENTUALI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA.
I DELITTI CONTESTATI AGLI INDAGATI SONO QUELLI DI TRUFFA AI DANNI DI UN ENTE PUBBLICO (ART. 640, COMMA 2, N.1 COD. PEN.) E DI FRAUDOLENTA ATTESTAZIONE DELLA PRESENZA IN SERVIZIO (ART. 55-QUINQUIES DEL D. LGS. 165/2001), CHE COMPORTEREBBE, TRA L’ALTRO, IL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE SENZA PREAVVISO PER I RESPONSABILI DELLE CONDOTTE ASSENTEISTICHE.
CONDIVIDENDO LA PROSPETTIVA DELL’INQUIRENTE IL GIUDICE HA STIGMATIZZATO, IN MODO PARTICOLARE, LE CONDOTTE DI CHI AVREBBE DOVUTO ADOPERARSI PER REPRIMERE IL FENOMENO CON LA CONSEGUENZA DI CONSENTIRE CHE L’ASSENTEISMO DIVENTI: “SISTEMA COLLETTIVO, NEL QUALE TUTTI SI BEANO DI UN’IMPERANTE E GENERALIZZATA SENSAZIONE D’IMPUNITÀ PROPRIO PERCHÉ TUTTI COMPLICI, CONTROLLORI E CONTROLLATI”.
ELENCO DEI DIPENDENTI PUBBLICI ATTINTI DALL’ORDINANZA DI SOSPENSIONE DA UN PUBBLICO IMPIEGO O SERVIZIO
1. NISTICÒ Carlo, 61 anni, di Catanzaro, Direttore responsabile della Struttura Complessa “Gestione Tecnico-Patrimoniale” dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Anni 1 (uno) di sospensione;
2. SINOPOLI Francesco Salvatore, 63 anni, di Squillace (CZ), dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Anni 1 (uno) di sospensione;
3. TOMARCHIO Rosario, 56 anni, di Soveria Mannelli (CZ), dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
4. MANGIACASALE Mario, 67 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
5. MAZZIOTTI Maurizio, 56 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
6. FOLINO GALLO Giuseppe, 50 anni, di Falerna (CZ), dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Mesi 3 (tre) di sospensione;
7. ALOI Antonio, 47 anni, di Borgia (CZ), dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Mesi 3 (tre) di sospensione;
8. FERRO Marcello, 57 anni, di Catanzaro, ora dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, al tempo dei fatti dipendente dell’Azienda Ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO” di Catanzaro. Anni 1 (uno) di sospensione;
9. RUGGIERO Alessandro, 58 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda Ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO”. Mesi 6 (sei) di sospensione;
10. CIAMBRONE Giuseppe, 57 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda Ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO” di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
11. PALAIA Vitaliano, 59 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda Ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO” di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
12. CARUSO Enrico, 58 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda Ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO” di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
13. RACITI Giuseppe, 62 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda Ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO” di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
14. MANCUSO Vincenzo, 53 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO” di Catanzaro. Mesi 6 (sei) di sospensione;
15. COSTANTINO Giorgio, 63 anni, di Catanzaro, dipendente dell’Azienda ospedaliera “PUGLIESE-CIACCIO” di Catanzaro. Mesi 3 (tre) di sospensione.
Il difensore senegalese ha ricordato il suo gol allo Stadium contro la Juventus
Soltanto due anni fa Kalidou Koulibaly toccava il cielo di Torino per mettere alle spalle di Buffon il pallone che permetteva al Napoli di espugnare l’Allianz Stadium e di riaprire la corsa scudetto. Il difensore senegalese ricorda, attraverso il proprio profilo Instagram, quel momento mettendo sul piatto tutte le emozioni che lo colpirono: dall’impatto del pallone all’attimo di silenzio all’abbraccio dei compagni di squadra mentre riviveva tutta la sua vita e quella del “suo” popolo.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno: “Nella festa dello spogliatoio all’Allianz Stadium Koulibaly fu l’eroe da portare in trionfo, Insigne gli ricordava che ormai era il re di Napoli, poteva fare qualsiasi cosa. L’atmosfera all’aeroporto di Capodichino fu incredibile, molti azzurri ricordano ancora la scia di motorini che «scortava» il pullman del Napoli. Qualcuno arrivò col bus a Castel Volturno, altri si fermarono in città e si recarono a casa con mezzi privati, la gioia, i cori, la festa dominavano la scena sul bus ma ci fu un problema da affrontare: «Come facciamo a far scendere Kalidou?». Furono necessari degli stratagemmi per sottrarre l’eroe della notte di Torino dalla folla che festeggiava una vittoria storica facendo il «pieno» del carburante della speranza. Un’overdose di emozioni indimenticabile per Koulibaly, due anni dopo lo scenario è completamente cambiato. Alla ripresa ci saranno almeno 15 gare da disputare, Koulibaly potrebbe essere un rinforzo per Gattuso, si sta allenando a casa per rientrare con la massima adrenalina e tornare alle prestazioni che hanno portato il Manchester United e il Paris Saint Germain a tentarlo più volte. Quando sarà possibile, il Napoli incontrerà il suo agente Ramadani per discutere del futuro. Il Napoli nell’estate del 2018 ha rifiutato una proposta di 106 milioni di euro dallo United, le pretese non subiranno un calo drastico”.
Si tratta di un uomo già noto alle forze dell’ordine e di un bengalese
In questo momento, l’emergenza dovuta alla pandemia COVID-19 la fa da padrona in Campania e in Italia. Il Governatore della Regione Vincenzo De Luca sta lottando con tutte le sue forze affinchè le restrizioni da lui imposte vengano rispettate, in modo da poter tenere a bada il virus e poterlo debellare nel minor tempo possibile. Non è così, però, per un bengalese che a Porta Nolana (Napoli) ha tenuto aperto un call center senza autorizzazione; call center che gli agenti di polizia hanno immediatamente posto in chiusura. Inoltre, un uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato trovato in possesso di una mazza in legno di ben 70 cm.
Ecco il comunicato della Polizia di Stato: “Ieri sera gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato (Napoli), durante il servizio di controllo del territorio, hanno controllato in via Marina un uomo a bordo di un’auto in cui hanno rinvenuto una mazza in legno con manico sagomato della lunghezza circa 70 cm. C.C., 39enne frattese con precedenti di polizia, è stato denunciato per porto di armi od oggetti atti ad offendere. Inoltre, nella stessa sera, transitando in via Carmignano, i poliziotti hanno notato che un call center gestito da un bengalese era aperto e hanno intimato al titolare la chiusura immediata. Entrambe le persone sono state sanzionate per aver violato le norme finalizzate a contenere il contagio da COVID-19″.
In un momento in cui la Campania e l’Italia si ritrovano impegnate nella lotta al Coronavirus, con il Governatore della Regione Vincenzo De Luca in prima linea, c’è chi forza le restrizioni per commettere reati. E’ quanto accaduto ai Colli Aminei, a Napoli, dove due persone (padre e figlio), di 62 e 35 anni hanno provato ad entrare nell’isola ecologica scavalcando la recinzione. Uno dei due attendeva in auto, già carica di diverso materiale, mentre l’altro era alle prese con il furto.
Ecco il comunicato della Polizia: “Ieri mattina gli agenti del commissariato Arenella (Napoli) e dell’Ufficio Prevenzione Generale sono intervenuti in via Saverio Gatto poiché era stata segnalata la presenza di due persone che stavano tentando di entrare nell’isola ecologica scavalcando la recinzione del muro perimetrale. I poliziotti, giunti sul posto, hanno fermato un uomo che, all’esterno dell’area, era a bordo di un’auto dove aveva già caricato diverso materiale sottratto all’isola ecologica mentre il complice, alla vista delle volanti, ha tentato la fuga ma è stato raggiunto e bloccato nella stazione Policlinico della Metropolitana. Luigi ed Emanuele Cantalino, napoletani di 62 e 35 anni con precedenti di polizia, sono stati denunciati per furto e sanzionati per aver violato le norme finalizzate a contenere il contagio da Covid-19″.