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Ercolano, detenzione e spaccio: arrestato 26enne, sequestrati 3000 euro

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Ercolano, detenzione e spaccio: arrestato 26enne, trovato in possesso di 61 grammi di hashish e 67 di marijuana. Sequestrati 3000 euro

Ercolano – Ieri mattina gli agenti del commissariato di Torre del Greco, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un controllo in un appartamento di via Delle Mimose a Ercolano dove hanno trovato un uomo in possesso di sei bustine di marijuana del peso di circa 67 grammi, di una bustina di hashish del peso di circa 61 grammi, di un bilancino e della somma di 3000 euro. G. R., 26 enne di Ercolano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

Nonostante le misure anti-Contagio, a Napoli, come nel resto d’Italia, il business dello spaccio continua ad andare avanti. Il lockdown sta sicuramente rendendo più difficile la vita dei pusher e delle organizzazioni criminali, tuttavia alcuni non sembrano avere intenzione di desistere. C’è chi usa il pretesto di portare a spasso il cane, chi prende il taxi per arrivare dal suo “cliente”… Sono tanti i modi, più o meno fantasiosi, utilizzati dai pusher per continuare a portare avanti i propri affari. Nonostante l’aspetto legale, Forze dell’Ordine e psicologi sono molto preoccupati anche per gli effetti che potrebbe avere sui tossicodipendenti questa improvvisa carenza di stupefacenti. Si temono infatti atti criminali anche molto efferati pur di procurarsi una dose.

Scafati, emergenza Covid-19: raccolta fondi per l’Ospedale Mauro Scarlato

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Scafati, emergenza Covid-19: raccolta fondi per l’Ospedale Mauro Scarlato, l’Amministrazione Comunale ha attivato un conto vincolato

Nella giornata di oggi il Sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha invitato i propri concittadini a contribuire, nei limiti delle proprie disponibilità, alle raccolte fondi per sostenere l’Ospedale Mauro Scarlato e le realtà cittadine in questa difficile lotta contro il Covid-19:

“Cari concittadini, questa esperienza insolita e triste che stiamo vivendo, mi ha dato anche dei messaggi positivi. Si è creata una fitta rete di solidarietà intorno a chi, in questo momento, si trova in difficoltà. Tante le iniziative dell’amministrazione e della società civile a sostegno dell’ospedale e delle persone in difficoltà economiche. Per supportare ulteriormente queste giuste cause l’amministrazione comunale ha creato un conto vincolato sul quale stiamo raccogliendo fondi per sostenere il presidio ospedaliero M. Scarlato che si occupa dei casi Covid-19. Considerato inoltre, che il perdurare dell’emergenza sta avendo ricadute anche sul profilo economico delle famiglie, causando forti problemi nel pagamento di bollette e fitti, stiamo raccogliendo fondi anche per fronteggiare lo stato di grave crisi sociale.”
– Va chiarito che l’art. 66 del D.L. n. 18/2020, avente ad oggetto incentivi fiscali per le erogazioni liberali in denaro dalle persone fisiche e enti non commerciali a sostegno dell’emergenza Covid-19 in favore dello stato, regioni e enti locali territoriali, prevede una detrazione d’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30% per un importo non superiore a 30.000 euro mentre per le erogazioni effettuate dai titolari d’impresa si applica l’art. 27 legge 13/5/1999 n. 133.
“Non perdiamo l’occasione per dimostrare la nostra sensibilità e generosità facendo un versamento sul conto “Raccolta fondi emergenza coronavirus” con causale Ospedale Mauro Scarlato o Emergenza Sociale. Anche una goccia può alimentare un torrente.”

IBAN: IT80H0885576490000001006564

Graduatorie docenti III fascia, decisione e ultima parola in Parlamento

Graduatorie di istituto, probabile aggiornamento e nuovi inserimenti se si interverrà in Parlamento in tempo utile.

Ce ne eravamo già occupati il 13.04.2020 con l’articolo “Gli Esclusi”: Docenti III fascia sfavoriti dai nuovi decreti ministeriali dove avevamo spiegato come le dichiarazioni della Ministra Azzolina, avvenute pubblicamente alla data del 6 aprile non ebbero tardato l’arrivo di lamentele e  dissensi di gruppi docenti e comparti sindacali.

Pare che il “frastuono” generato, abbia quanto meno provocato una “volontà di cambio di passo” o una maniera di “rimediare” qualora fosse possibile, alla decisione comunicata in occasione della conferenza stampa.

Il Ministro infatti, aveva parlato delle difficoltà tecniche di un aggiornamento online per un milione di domande attese nonché degli innumerevoli passaggi per rendere le graduatorie provinciali, così come stabilito dalla legge 159/2019.

Ma successivamente, i deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura si sono detti pronti a lavorare per una norma che consenta l’aggiornamento:

“Il MoVimento 5 Stelle è disponibile a lavorare per l’attivazione immediata delle graduatorie provinciali, che ha fortemente voluto e inserito nel decreto Istruzione che le Camere hanno convertito in legge lo scorso dicembre.

L’esame, ora al Senato e poi alla Camera, del decreto Scuola può essere l’occasione per dare la possibilità alla ministra Azzolina di emanare un decreto ministeriale avente natura non regolamentare al fine di abbreviare i tempi consentendo di aggiornare già quest’anno le graduatorie, non più d’Istituto ma provinciali, rispondendo positivamente alle legittime istanze che provengono dal mondo della scuola e dai neolaureati. Siamo fiduciosi che le forze di maggioranza e il Parlamento tutto accettino di confrontarsi su questa proposta che va nella direzione richiesta da più parti, a tutto vantaggio del mondo della scuola”.

Anche la deputata Vittoria Casa (M5S) su Facebook, interviene: “La riapertura delle graduatorie di terza fascia e la loro trasformazione in graduatorie provinciali sono stati dei provvedimenti fortemente voluti dal MoVimento 5 Stelle nel Decreto Istruzione di Dicembre. Per questo motivo cercheremo una soluzione tecnico-normativa in sede parlamentare per garantire l’apertura delle graduatorie per il prossimo anno scolastico.

Come ben sapete, nel Decreto Scuola del mese di Aprile la trasformazione delle graduatorie provinciali è stata rinviata di un anno a causa di problemi burocratici e normativi dovuti all’emergenza sanitaria. Ma nella conversione del Decreto, il Parlamento può trovare la corretta risposta normativa e applicare modifiche.

Le graduatorie sono certamente uno strumento affidabile e riducono il numero delle MAD da valutare nelle segreterie, rendendo più semplice e trasparente la copertura delle cattedre. Per questo confidiamo nel dialogo con la maggioranza e con tutte le forze politiche per giungere ad una soluzione condivisa, aggiornare la III fascia e programmare al meglio il prossimo anno scolastico”.

Favorevole anche LeU e il Viceministro Ascani (PD).

Ora, attendiamo gli sviluppi delle attività parlamentari.

Mariella Musso

Napoli, forte reazione alle frasi razziste di Feltri: cittadini ed edicolanti si ribellano

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Napoli, forte reazione alle frasi razziste di Feltri: cittadini ed edicolanti si ribellano, avviata una raccolta firme per chiederne la radiazione dall’Ordine dei Giornalisti

Dopo le accuse razziste di Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero, che ha definito i meridionali come inferiori ai cittadini del nord Italia, è arrivata la risposta dei cittadini e dei commercianti di Napoli (e non solo): le edicole dal 23 aprile hanno scelto di non vendere più il quotidiano diretto dal giornalista bergamasco.
Tante edicole del napoletano hanno esposto un avviso che recita: ”In questa edicola dal 23 aprile non è più in vendita il quotidiano Libero. Essendo meridionali inferiori non siamo in grado di comprendere gli arguti articoli di questa testa giornalistica indipendente. Ci voglia scusare il direttore Feltri.”
Tra i promotori di questa iniziativa vi sono l’edicolante Fabio Di Martino, titolare di un’edicola a Piazza Carolina: “Siamo davvero stufi di questa persona e delle sue offese a sfondo razzista.”; e Aldo Esposito segretario provinciale del sindacato Sinagi Slc-Cgil di Napoli, che gestisce un‘edicola a via Luca Giordano: “Non è la prima volta che diamo vita ad un’iniziativa del genere. Anche quando Feltri mise in prima pagina quel titolo ‘piagnisteo napoletano’ adottammo le stesse misure. Sinceramente questo signore ci ha stancato.”
E’ un’iniziativa che condividiamo e appoggiamo.” ha commentato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli
“Ci sembra il minimo come risposta alle offese del direttore di Libero. Abbiamo lanciato con il conduttore radiofonico Gianni Simioli una petizione per chiedere che Vittorio Feltri venga radiato dall’albo dei giornalisti della Lombardia, che in poche ore ha raggiunto le 15 mila firme. Chiediamo inoltre che la Meloni e Salvini chiedano scusa ai meridionali per aver candidato nel 2015 Feltri come presidente della Repubblica. Di quali nefandezze sarebbe stato capace un presidente razzista eletto grazie alla Lega e a Fratelli d’ Italia?

link alla petizione: https://chng.it/bkPNrp5WS9

I Sudisti italiani: “Caro Vittorio Feltri, datti una calmata. …”

Dopo due mesi di astinenza dal lavoro siamo con le pezze al sedere

Se prima del Coronavirus la nostra situazione economica era di per se poco brillante ora, dopo due mesi di astinenza dal lavoro siamo a zero

Dopo due mesi di astinenza dal lavoro siamo con le pezze al sedere (Lo Piano – Saintred)

Due mesi di astinenza dal lavoro, stanno portando l’Italia ad avere le pezze nel sedere. Se prima del Coronavirus, la nostra situazione economica era di per se poco brillante, ora,siamo al pari della quotazione del petrolio, stiamo raschiando il fondo del barile.

Inutile illuderci ancora, la nostra economia e’ allo stremo, fra pochi giorni, se non riaprono le fabbriche a Maggio, saremo in piena recessione. I miliardi promessi dalla UE, potrebbero non riuscire a sanare tutti i problemi annessi e connessi con questa grave Pandemia.

Questa situazione già di per sè paradossale, potrebbe portarci all’applicazione di una tassa patrimoniale e, come conseguenza, si arriverebbe al rincaro di tutti i generi di prima necessità.

Sappiamo perfettamente che questa Pandemia ha portato ad una situazione paradossale, in millenni non si era visto mai nulla di simile, le varie Pandemie che si sono susseguite anche in questo Secolo, sono state superate; quest’ultima, per pericolosità, rappresenta la madre di tutte.

Oggi vedremo cosa si stabilirà in seno all’Unione Europea, una fumata nera, decreterebbe la fine di un Epoca, iniziata nel 1957.  Ogni Stato, se tutto andasse storto, potrebbe fare affidamento solo sulle proprie forze, le ferite economiche, non saranno più comuni ma singole.

Tutti ci auguriamo che questa drammatica situazione sia finanziaria che sanitaria, possa rappresentare la nascita di un nuovo orientamento politico europeo, non si è ancora capito che e’ in gioco la sopravvivenza di milioni di persone.

In questo grave momento, se gli aiuti promessi non venissero dati in tempi ristretti inizialmente e continuativi nel tempo, non potrebbero essere più utili per la ricostruzione.

Ieri si e’ celebrata la Giornata della Terra, oggi speriamo che sia quella della rinascita Europea.

Lo Piano SaintRed

Castellammare, usura ed estorsioni: arrestato un uomo, sequestrati beni per 320mila euro

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Castellammare, usura ed estorsioni: arrestato un uomo, sequestrati beni per 320mila euro. L’usuraio esigeva la restituzione di 300 mila euro a fronte di un prestito iniziale di 65 mila euro

Nella mattinata odierna, militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, hanno dato seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed un contestuale decreto di sequestro preventivo, per un valore di quasi 320 mila euro, nei confronti di Schettino Catello, residente in Castellammare di Stabia (NA) e gestore di un distributore di carburanti operante in S. Maria la Carità (NA), ritenuto responsabile dei reati di usura ed estorsione ai danni di un commercialista della penisola sorrentina.

Dagli elementi acquisiti grazie alle indagini svolte dalla Tenenza di Massa Lubrense, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, è emerso un rilevante quadro indiziario dal quale emergeva l’intero rapporto usurario tra l’arrestato e la vittima iniziato nel lontano 2013 e perdurato fino alla data odierna. Schettino avrebbe intimato alla vittima – anche attraverso percosse e minacce – la restituzione di oltre 300 mila euro, a fronte di un prestito iniziale di 65 mila euro, con l’applicazione, quindi, di gravosi tassi usurari calcolati, in ben oltre il 60% sull’intero periodo.

L’usuraio, attraverso pervicaci pressioni vessatorie, ha illecitamente richiesto alla sua vittima, da un lato, assegni “in bianco” senza l’indicazione del beneficiario (che poi venivano incassati e monetizzati prevalentemente da soggetti economici operanti nell’hinterland stabiese) e, per altro verso, numerose dazioni di denaro in contanti (che, talvolta, provvedeva coattivamente a prelevare dal portafogli dell’usurato), arrivando a pretendere da quest’ultimo, ormai ridotto in una situazione di assoluta soggezione e disagio finanziario, finanche la vendita della casa del padre e di quella della madre.

Nel perseguire l’illecito scopo di prosciugare impietosamente le risorse economiche del commercialista, l’usuraio costringeva la vittima, tra le varie modalità di restituzione del prestito, ad assumere la moglie, in qualità di collaboratrice professionale (con emissione di regolare busta paga e con il pagamento di stipendio e – almeno in parte – degli oneri contributivi e previdenziali), senza che quest’ultima svolgesse di fatto alcuna prestazione lavorativa, con la conseguente elargizione alla consorte dello “strozzino”, tra l’altro, di assegni per quasi 40 mila euro.

Leonardi( Crotone): “Non ci sono i presupposti per tornare in campo”

Abbiamo sentito la collega di Crotone, Laura Leonardi, nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”. Ecco le parole della collega della Gazzetta del Sud:

“A Crotone la situazione legata al Coronavirus é in netto miglioramento. Ci sono stati grossi cali a livello di contagi e sono molto felice anche perché in tutta Italia stanno migliorando i numeri. La provincia di Crotone ha retto bene, avevamo paura del rientro di tutti i crotonesi che vivono al Nord ma c’è da dire che la situazione non é mai degenerata. Va fatto un plauso alla sanità calabrese e meridionale che sta lavorando molto bene.

In questo momento così delicato per l’Italia c’è il mondo del calcio che naviga nell’incertezza. Non c’è nulla di chiaro e ogni società di A, B o C spinge verso il proseguimento o la sospensione. Il Crotone é in bilico perché si sta giocando la A, é al secondo posto in classifica e aspetta l’evolversi degli eventi. I pitagorici, attraverso il patron Vrenna, hanno già fatto sapere di essere perplessi sulla proposta di mandare tutti in ritiro con tamponi continui per tenere sotto controllo i giocatori.

La situazione é molto molto complessa. É chiaro che tutti vorremmo tornare a lavoro e a seguire il Crotone, la Juve Stabia e tutto il calcio in generale. Ma ora credo non ci siano i presupposti per tornare in campo. Sarebbe subbuteo e non calcio. Va fermato tutto.

Mi rendo conto che é molto difficile prendere una decisione perché ci sarebbero in ogni caso degli scontenti, però bisogna tutelare la salute di tutti e la scelta più sensata é sospendere tutto e poi decidere la strada migliore. Addirittura vogliono farlo riprendere a settembre o farlo giocare in estate, dove a Crotone ci sono 40 gradi. Non scherziamo. Bisogna proporre soluzioni concrete per tutelare non solo i giocatori ma tutte le persone che lavorano nel mondo del calcio.”

Lega B, relazione sull’incontro con il Ministro dello Sport Spadafora

Lega B, relazione sull’incontro con il ministro dello Sport Spadafora. Ripresa subordinata ad un incontro con il Ministro della Salute e il Comitato tecnico scientifico

Lega B, relazione sull’incontro con il Ministro dello Sport Spadafora

 

L’Assemblea di Lega di Serie B, riunitasi oggi in videoconferenza, ha visto il presidente Mauro Balata relazionare sull’incontro avuto in mattinata tra la FIGC e il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. L’eventuale ripresa del campionato di Serie B sarà subordinata ad un prossimo confronto tra lo stesso Ministro dello Sport, il Ministro della Salute e il Comitato tecnico scientifico.

Di seguito la nota ufficiale pubblicata sul sito della Lega di cadetteria.

Assemblea di Lega B, riunitasi in videoconferenza con la totalità dei club.
Il presidente Mauro Balata ha relazionato l’Assemblea relativamente alla riunione organizzata dalla Figc in mattinata con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora dove sono state avanzate anche le posizioni della Lega B e, da parte del ministro dello Sport, la necessità di un confronto con il Ministro della Salute e il Comitato tecnico scientifico prima di emanare le disposizioni in merito alla possibilità e alle modalità per una ripartenza degli allenamenti.

All’unanimità l’Assemblea ha deciso di inviare a Lega Serie A e Federazione una lettera in cui si chiede, in continuità con le richieste già avanzate lo scorso febbraio, il rispetto degli accordi di separazione fra Serie A e B firmati nel 2009 e, inoltre, dei contributi solidaristici delle squadre promosse nella serie maggiore, temi questi fondamentali per la sostenibilità del sistema, soprattutto se posti in relazione ai rapporti fra leghe presenti in altri contesti europei dove si esprimono ben altri e più importanti valori.

La Lega B ha poi deciso di destinare la donazione, deliberata nelle scorse settimane, alla Protezione civile a favore delle famiglie del personale sanitario morto nella lotta al Coronavirus attraverso un fondo appositamente istituito e firmato nei giorni scorsi con un’ordinanza dal responsabile del dipartimento Angelo Borrelli.
L’Assemblea ha infine sempre con voto unanime modificato alcuni punti statutari”.

 

a cura di Natale Giusti

 

 

 

 

 

Il Presidente della Commissione Regionale Antimafia querelerà il giornalista

Claudio Fava, Presidente della Commissione Regionale Antimafia, ha chiesto un mandato per querelare il giornalista Paolo Borrometi.

<<Sono allibito, arrabbiato, offeso. Perché mentire è un vizio, ma falsificare è un reato – scrive sulla propria pagina Facebook Il Presidente della Commissione Regionale Antimafia Claudio Fava – Per giorni Borrometi ha accusato me e l’intera commissione antimafia di aver manipolato la verità dei fatti. E adesso scopro, leggendo l’articolo che qui sotto vi allego, che l’unica maldestra manipolazione l’avrebbe fatta lui, retrodatando a cinque anni fa un articolo che in realtà non aveva mai pubblicato. Se davvero le cose sono andate così, siamo di fronte ad un comportamento da codice penale. Per quanto mi riguarda, ho chiesto alla Commissione un mandato per procedere per vie giudiziarie a tutela dell’onorabilità dell’istituzione che rappresento, dei nostri funzionari, dei consulenti e dei deputati, tutti accusati dagli articoli di Borrometi di aver propalato “falsità”, tutti esposti per giorni al ludibrio sulla sua pagina facebook e su altri siti compiacenti. Da giornalista, con quarantadue anni di mestiere alle spalle, ho già comunicato all’Ordine dei giornalisti che mi autosospendo fino a quando non verrà aperto un formale procedimento per ottenere la massima chiarezza ed ogni verità su quanto accaduto e sul comportamento di questo signore …>>.

Risponde sulla rispettiva pagina Facebook il giornalista di Paolo Borrometi, vicedirettore di Agi (Agenzia Giornalistica Italia), direttore di www.laspia.it e presidente di Articolo21 (un’associazione politico-culturale di sinistra) “La dignità non ha prezzo! Leggo un post del Presidente Claudio Fava che mi ha lasciato allibito. Si dice infatti, in tale post, che un articolo che ho pubblicato il 15 marzo del 2015 sarebbe stato manomesso. Io non mi sono MAI sognato di manomettere alcunché, ma ho solo richiamato nella mia nota di chiarimento (di qualche giorno fa) in risposta a quello che si diceva nella Relazione dell’Antimafia Regionale sui Rifiuti il mio precedente articolo. Aggiungo inoltre che non ho inteso offendere nessuno, ma solo ristabilire la verità dei fatti rispetto a quello che ho letto nella Relazione, nella quale risultava, appunto, che non avessi pubblicato l’articolo sull’appello contro lo scioglimento del Comune di Scicli. E’ evidente che procederò per le vie legali in ogni sede contro chi sta alimentando calunniose insinuazioni e sospetti nei miei confronti”.

L’articolo in causa è quello del blog Generazionezero.Org “Appello contro lo scioglimento di Scicli: Borrometi risponde ai nostri dubbi tecnici“ nel quale, richiamando la relazione finale della Commissione Antimafia della Regione Siciliana sul ciclo dei rifiuti, invece di potersi occupare di quest’ultima, si è trovato a “fare i conti con … la vicenda che ha interessato il noto giornalista ibleo, Paolo Borrometi. Immediatamente dopo la pubblicazione della relazione … La vicenda prende le mosse dallo scioglimento del Comune di Scicli per infiltrazione mafiosa nel 2015. All’epoca dei fatti, Paolo Borrometi avrebbe avviato un’intensa attività giornalistica nei riguardi delle presunte responsabilità dell’allora sindaco, Franco Susino (poi assolto). In città il dibattito era acceso e c’era stato chi, come il giudice Santiapichi ed il giudice Rizza, aveva redatto un appello contro lo scioglimento del Comune. Il dibattito che è seguito alla pubblicazione della relazione ha riguardato questo scambio di battute riportate nel documento in merito ad un presunto articolo pubblicato da parte del giornalista Borrometi:

<<BORROMETI, giornalista. Allora, in relazione alla interrogazione che abbiamo pubblicato, se non ricordo male, come proprio redazione, non fui io a pubblicarla…

FAVA, presidente della Commissione. C’è la sua firma.

BORROMETI, giornalista. Non lo ricordo, comunque va bene, ma anche in relazione al manifesto a me pare sia stato pubblicato, ora sono passati anni…

FAVA, presidente della Commissione. Non abbiamo trovato nulla, nonostante una ricerca abbastanza meticolosa.

*(Ad ulteriore e più attenta ricerca, nessun articolo a firma del Borrometi riporta notizia del manifesto “pro Scicli” né dei sui firmatari. Benché più volte sollecitato dagli uffici di questa Commissione, il giornalista non ha prodotto copia di alcuno scritto sull’argomento)>>.

A questo punto, l’articolo di GenerazioneZero, ne richiama un altro de “la spia” di cui è direttore Paolo Borrometi, datato 15 marzo 2015 e dal titolo “Appello contro lo scioglimento di Scicli” che tuttavia davanti alla Commissione presieduta da Claudio Fava non risultava nonostante le ricerche di quest’ultima. Al riguardo GenerazioneZero scrive che <<Appena la relazione è stata pubblicata, ha cominciato a circolare questo link, contenente l’articolo in questione. Considerando il timing di questa pubblicazione, alla nostra redazione è venuto più di un dubbio: se era così facile trovarlo, come mai la Commissione Antimafia non l’ha trovato? La Commissione non è in grado di usare gli strumenti informatici nella maniera adeguata? Abbiamo, allora, iniziato a fare delle ricerche. In primo luogo, abbiamo controllato il codice sorgente della pagina web contenente l’articolo stesso. Questa è un’operazione molto semplice, chiunque abbia un computer può fare: tasto destro-ispeziona. Una volta visualizzato il codice sorgente, ci siamo accorti che vi erano riportate due date … Ci siamo così chiesti: per quale motivo un giornalista che pubblica un articolo nel 2015 sente il bisogno di modificarlo il 2 Marzo 2020, 5 giorni dopo l’audizione in Commissione Antimafia (avvenuta il 26 Febbraio 2020)?>>.

Il blog GenerazioneZero ha quindi eseguito ulteriori metodi tecnici per accertare la data originale dell’articolo, ma tutti non l’avrebbero chiarita. Infine il blog ha contattato lo stesso Paolo Borrometi che così ha risposto “Su Facebook non vengono ripostati tutti gli articoli, su questo è facile rispondere. Io sono un giornalista. Quell’articolo l’ho pubblicato io, anzi se non ricordo male non l’ho pubblicato nemmeno io, ma sono passati così tanti anni. Come ho già detto in audizione, che è molto più lunga di quanto riportato, io ho detto che a me pare che ci sia. Tu mi stai dicendo tutte queste cose tecniche sulle quali non so rispondere. Non sono un tecnico, sono un giornalista, non li capisco neanche questi dati che mi stai dicendo. Io dubbi tecnici non te li so spiegare, so soltanto che quegli articoli, ne ero certo quando ho fatto l’audizione e infatti l’ho detto, sono pubblicati. In relazione ai dati che mi hai detto non so risponderti. A me interessa che quegli articoli erano e sono pubblicati ed è un dato oggettivo”.

L’opinione.

Una vicenda ancora non chiara che forse sarà schiarita nelle aule giudiziarie. Tuttavia una vicenda che per certi versi amareggia, poiché per combattere il sistema deviato occorre sempre che ci sia chiarezza, altrimenti si offre il fianco anche degli altri che si battono contro il sistema deviato.

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Sebastiano Adduso

Monforte(Frosinone): “Impensabile tornare in campo. Rispetto per i morti”

Abbiamo sentito il collega Roberto Monforte di Radio Day da Frosinone, nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”. Ecco le sue parole:

“Anche Frosinone e la sua provincia fanno i conti con la dura pandemia che ha colpito il mondo. Sicuramente i numeri sono meno pesanti di quelli che registra la Lombardia ma c’è restano comunque numeri importanti, purtroppo. Gli abitanti di Frosinone, e anche quelli della provincia, stanno seguendo le disposizioni del governo e questo ha rallentato il contagio. Chiaramente qualche stupido c’è come ci sono in altre zone ma tutto sommato i ciociari stanno rispondendo bene.

Il calcio vuole ripartire a tutti i costi. Io capisco i problemi economici ma si trattano i 400 e passa morti al giorno come freddi numeri e non come persone. Bisogna avere rispetto! É impensabile ripartire, non so di cosa stanno parlando. Il calcio va fermato. Poi si deciderà quali saranno le sorti del Frosinone e delle altre squadre che sono in lotta per i propri obiettivi. Ma, ora, non si può tornare in campo.

Siamo tutti preoccupati per la situazione. Anche noi giornalisti lavoriamo nel mondo del calcio e vogliamo ripartire ma vogliamo farlo in sicurezza. Ora non è possibile e il calcio non va fatto ripartire, a mio avviso. Mi manca seguire il Frosinone in tutta Italia con la mia radio ma la salute di tutti é ben più importante della nostra passione che é il calcio. Ovviamente la non ripartenza creerà problemi economici alle aziende e alle società di calcio ma ripeto che la salute é fondamentale.

Parlando della stagione dico che il Frosinone stava disputando un ottimo campionato. L’inizio é stato abbastanza difficile perché il nuovo allenatore, Alessandro Nesta, ha portato un modulo nuovo in un gruppo che é più o meno lo stesso da alcuni anni. Cambiando modulo, i ciociari hanno risalito la china ed erano a ridosso della A. La stagione é sicuramente positiva. Nesta sta facendo bene e sicuramente migliorerà con il passare degli anni.

 

Consegna di tablet e pc agli studenti, ci pensano i carabinieri

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Didattica a distanza per le scuole della Valle del Savuto: i Carabinieri consegnano i tablet agli studenti

Consegna di tablet e pc agli studenti per la didattica a distanza nei comuni adiacenti le zone rosse della comunità montana, ci pensano i carabinieri

di Maria D’Auria

Cosenza- Necessitavano di un supporto informatico gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Mangone-Grimaldi, in provincia di Cosenza. Quando gli apparati, tablet e pc portatili, sono arrivati, la Dirigente non poteva provvedere personalmente alla consegna per il decreto in vigore in materia di contenimento dell’epidemia.

Rogliano, Grimaldi, Altilia. Gli studenti erano sparsi tra i vari Comuni della provincia. Così, la Prof.ssa Mariella Chiappetta, Preside dell’Istituto scolastico, ha inoltrato la richiesta ai carabinieri.

I militari della Compagnia di Rogliano (CS), dopo aver ritirato gli apparati presso la Sede centrale dell’Istituto, hanno provveduto alla loro consegna direttamente presso l’abitazione dei 16 ragazzi aventi diritto, evitando alle famiglie di raggiungere il plesso scolastico e il transito attraverso la zona rossa tuttora vigente. L’istituto, infatti, è situato nella Valle del Savuto, la parte sud della provincia di Cosenza divisa in due dalla zona rossa che interessa il Comune di Rogliano ed è stata attiva, fino a qualche giorno fa, anche per il limitrofo Comune di Santo Stefano di Rogliano.

Il contributo dell’Arma dei Carabinieri, è stato di fondamentale importanza per assicurare  ai ragazzini delle classi elementari e medie, la prosecuzione del percorso didattico avviato dopo la chiusura delle scuole a causa dell’epidemia.

Gli studenti beneficiari hanno mostrato tutta la loro gratitudine ai Militari delle Stazioni di Grimaldi, Colosimi e Mangone incaricati del servizio, dando prova del loro desiderio di spezzare l’isolamento domiciliare che ormai continua da quasi due mesi, nonché di riprendere a pieno regime la frequenza scolastica e rimettersi in contatto con i loro compagni di classe ed insegnanti.

L’iniziativa si colloca tra le numerose attività poste in essere da tutta l’Arma, capillarmente diffusa sull’intero territorio nazionale, in favore della comunità alla luce dell’attuale  difficile momento storico.

Scafati, nuove restrizioni per i giorni 25 e 26 aprile: l’ordinanza del Sindaco Salvati

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Scafati, nuove restrizioni per i giorni 25 e 26 aprile. l’ordinanza del Sindaco Salvati: “Attività chiuse ad eccezione di farmacie, parafarmacie, distributori automatici e rifornitori di carburante”

Il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha firmato un’ordinanza con la quale dispone la chiusura di tutte le attività commerciali nelle giornate di sabato 25 aprile (Festa della Liberazione) e domenica 26 aprile 2020, ad eccezione delle farmacie, delle parafarmacie, delle attività di commercio effettuate per mezzo di distributori automatici, delle attività di commercio al dettaglio di carburante, delle edicole (queste ultime con obbligo di chiusura alle ore 13).

I trasgressori della presente Ordinanza saranno perseguiti, salvo che il fatto non costituisca più grave
reato, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del Decreto Legge n.19 del 25.03.2020, con l’applicazione di una
sanzione amministrativa da euro 400,00 ad euro 3.000,00 oltre, nei casi previsti dallo stesso Decreto, con la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Emergenza Covid-19, l’ultimo bollettino della Regione Campania:

Totale positivi: 4.185
Totale tamponi: 55.701

Totale deceduti: 327
Totale guariti: 860 (di cui 775 totalmente guariti e 85 clinicamente guariti)

Provincia di Napoli: 2.263 (di cui 860 Napoli Città e 1403 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 641
Provincia di Avellino: 434
Provincia di Caserta: 404
Provincia di Benevento: 170
Altri in fase di verifica Asl: 273

Scovato arsenale di armi clandestine in provincia di Caserta

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Scovato arsenale di armi clandestine in provincia di Caserta, arrestato un uomo del posto

Trentola Ducenta (CE): i carabinieri scovano un arsenale di armi clandestine, arrestato un 39enne

Caserta- Scattano le manette per un 39enne del posto gravemente indiziato di avere minacciato un cittadino extracomunitario per questioni economiche mediante l’utilizzo di armi.

Un fucile modificato a canne mozze marca Benelli, risultato rubato, e 4 pistole clandestine (prive di matricola o mai censite): una semiautomatica J.P. SAUER & SOHN.SUHL cal. 7.65; una semiautomatica BROWNING cal.7,65;  una semiautomatica BERETTA CAL.6,35; un revolver priva di marca e matricola, oltre a numerose cartucce di vario calibro.

E’ questo l’arsenale scovato e sequestrato dai Carabinieri della locale Stazione in casa di R.S., trentanovenne residente a Trentola Ducenta. L’uomo è stato incastrato grazie all’immediata attività info-operativa condotta dai Carabinieri di Trentola Ducenta sul territorio che, conseguentemente ad una denuncia querela per minaccia grave e percosse sporta presso i Carabinieri di S. Marcellino da un cittadino extracomunitario a carico dell’indagato, hanno fatto irruzione presso l’abitazione di quest’ultimo eseguendo una accurata perquisizione alla ricerca di armi all’esito della quale rinvenivano l’armamento illegalmente detenuto.

L’uomo, che non ha saputo giustificare il possesso delle armi, è stato ristretto in regime di custodia precautelare presso la propria residenza in attesa dell’interrogatorio di convalida da parte del GIP a cui dovrà invece rispondere delle accuse di detenzione di armi clandestine e ricettazione.

Le armi in sequestro saranno successivamente inviate ai laboratori del RIS per le comparazioni balistiche finalizzate a stabilirne l’eventuale utilizzo in precedenti eventi delittuosi.

Redazione Campania /(Maria D’Auria)

Campania, De Luca ordina la riapertura (condizionata) di attività che si occupano di cibo da asporto

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Campania, De Luca ordina la riapertura (condizionata) di attività che si occupano di cibo da asporto: “Un primo segno di rilancio delle attività economiche, ma con responsabilità e prudenza”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato l’Ordinanza n.37 del 22 aprile 2020 che contiene ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, e disciplina le aperture dal 27 aprile prossimo di esercizi di ristorazione, cartolerie, librerie:
“Si tratta di un primo passo e di un primo segno di rilancio delle attività economiche secondo una linea di responsabilità e di prudenza, che richiede da parte di tutti il rispetto rigoroso delle regole di tutela della propria e dell’altrui incolumità.” ha commentato il Governatore campano.
“Il provvedimento è articolato in maniera da diluire la mobilità nel corso della giornata ed evitare assembramenti. Sarà fondamentale rispettare tutti i dispositivi di sicurezza, pena sanzioni severe a carico degli inadempienti. Occorrerà utilizzare i prossimi giorni per sviluppare tutte le operazioni di sanificazione e igienizzazione dei locali, in qualche caso chiusi da molte settimane, per sottoporsi a visite mediche e per preparare tutte le certificazioni necessarie dal punto di vista sanitario”.

L’ordinaza prevede: 

a) la ripresa delle attività e dei servizi di ristorazione – fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie – esclusivamente, quanto ai bar e alla pasticcerie, dalle ore 7,00 alle ore 14,00, gli altri esclusivamente dalle ore 16,00 alle ore 22,00, per tutti con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero on line e consegna a domicilio e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento, trasporto e consegna dei cibi e salvo l’obbligo di attenersi alle prescrizioni di cui al successivo punto 2;
b) la ripresa delle attività di commercio al dettaglio di articoli di carta, cartone, cartoleria e libri, esclusivamente dalle ore 8,00 alle ore 14,00, con raccomandazione di adottare misure organizzative atte a promuovere la modalità di vendita con prenotazione telefonica ovvero on line e consegna a domicilio, salvo l’obbligo di attenersi alle prescrizioni di cui al successivo punto 2

SCARICA L’ORDINANZA COMPLETA

Sequestro di mascherine a Brescia, Cremona, Parma, Livorno e Udine

I NAS dei Carabinieri continuano la loro opera di controllo e sequestro di mascherine protettive senza la necessaria documentazione sanitaria. Nel complesso sequestrate 161.500 a Brescia, 117.180 a Cremona, 12.300 a Parma, 6.500 a Livorno, 1.200 a Udine

Sequestro di mascherine protettive a Brescia, Cremona, Parma, Livorno e Udine

Nell’ambito delle iniziative predisposte dai Carabinieri dei NAS per fronteggiare potenziali illeciti durante l’attuale emergenza sanitaria connessa, una particolare attenzione è stata dedicata ai controlli sulla regolarità delle attività distributive di dispositivi medici e di destinazione d’uso sanitario. Le verifiche hanno interessato anche i flussi commerciali di importazione, al fine di intercettare articoli e presidi medici introdotti irregolarmente sul territorio nazionale e privi delle caratteristiche di sicurezza, anche approfittando della elevata richiesta di mercato.

Solo nel corso delle ultime ore, i NAS hanno operato numerosi interventi, individuando e sequestrando 302 mila mascherine di varie categorie, dalle semplici antipolvere, a quelle chirurgiche fino ai dispositivi di protezione individuale (come FFP2 / 3), risultate irregolari, prive delle caratteristiche dichiarate da produttori e venditori e oggetto di importazione con modalità non consentite. Nelle citate operazioni, sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria
titolari di esercizi produttivi e commerciali ed ulteriori 18 sono stati sanzionati amministrativamente per complessivi 30 mila euro. I dispostivi facciali, se posti in commercio, avrebbero determinato un indebito profitto economico di 410 mila euro.

Tra gli interventi:

I Carabinieri del NAS di Cremona hanno eseguito accertamenti presso due depositi logistici di un’azienda bresciana dedita alla distribuzione di prodotti farmaceutici e sanitari, individuando e sequestrando complessivamente 280.000 mascherine protettive, interamente importate dalla Repubblica Popolare Cinese, il cui valore commerciale ammonta 355 mila euro.

Nello specifico, presso un deposito di Cremona, sono stati vincolate 116.600 “mascherine tre veli” e 1.180 “mascherine FFP2 KN95”, immesse nel circuito commerciale in assenza di indicazioni al consumatore in lingua italiana e delle indicazioni d’uso e di sicurezza, mentre, nell’estensione delle verifiche in un analogo deposito di Brescia, sono state bloccate ulteriori 133.000 “mascherine tre veli” e 28.500 “mascherine modello FFP2 KN95” per analoghe violazioni.

INOLTRE:

Il NAS di Parma ha sequestrato 12.300 mascherine di tipo chirurgico, commercializzate con etichettatura non conforme, rinvenute presso un negozio di articoli per la casa e un deposito della collegata ditta fornitrice, operanti in provincia di Reggio Emilia.

Il NAS di Livorno ha eseguito, nei confronti di due fornitori di farmacie, il sequestro di 6.500 mascherine protettive di varia fattura con etichettatura non conforme.

Il NAS di Udine ha bloccato 1.200 mascherine di protezione individuale di categoria filtrante FFP2 e FFP3 riportanti una marcatura CE non conforme. Il sequestro dei dispositivi, eseguito presso un magazzino logistico di distribuzione del pordenonese, ha un controvalore di circa 10.000 euro.

Redazione Lombardia

Castellammare, ancora buone notizie dagli esiti dei tamponi, Cimmino: “Sono orgoglioso di voi”

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Castellammare, ancora buone notizie dagli esiti dei tamponi, Cimmino: “Sono orgoglioso di voi, ma ora dobbiamo continuare a resistere”

Il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha riferito che anche oggi gli esiti dei 17 tamponi effettuati su cittadini stabiesi hanno restituito risultati negativi.
“La tendenza è confortante, siamo sulla strada giusta e sono orgoglioso di voi. Ma ora dobbiamo continuare a resistere, a restare in casa, ad evitare contatti sociali.” ha commentato il primo cittadino stabiese.

Per non rischiare di rendere vani tutti i sacrifici fatti fino a ora, nei giorni scorsi il Sindaco ha emanato un’ordinanza attraverso la quale ha chiuso tutti gli esercizi commerciali per i giorni 25, 26 aprile e 1° maggio, ad eccezione di farmacie, edicole (fino alle ore 14) e distributori di carburante.
“Occorre ancora uno sforzo, ancora un sacrificio, per vincere questa sfida. Continuiamo a restare uniti. Insieme ce la faremo.”

Resta fermo a 35 il numero dei cittadini contagiati dal Covid-19, di cui 18 tuttora positivi, 5 deceduti e 12 guariti, mentre in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva ci sono 54 persone. La polizia municipale, inoltre, ha effettuato controlli su 288 cittadini, tutti muniti di autocertificazione che comprovava la valida motivazione per circolare in strada.

Emergenza Covid-19 Castellammare, nuove restrizioni per i giorni 25 aprile e 1 maggio

Emergenza Covid-19, l’ultimo bollettino della Regione Campania:

Totale positivi: 4.185
Totale tamponi: 55.701

Totale deceduti: 327
Totale guariti: 860 (di cui 775 totalmente guariti e 85 clinicamente guariti)

Provincia di Napoli: 2.263 (di cui 860 Napoli Città e 1403 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 641
Provincia di Avellino: 434
Provincia di Caserta: 404
Provincia di Benevento: 170
Altri in fase di verifica Asl: 273

Emergenza Covid-19, l’ultimo bollettino dell’Unità di Crisi della Regione Campania

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Emergenza Covid-19, l’ultimo bollettino dell’Unità di Crisi della Regione Campania (22/04): totale tamponi effettuati dall’inizio dell’epidemia 55.701, 4.185 i positivi

L’unità di crisi della Regione Campania ha riferito di aver registrato i seguenti dati in merito all’emergenza Covid-19:
Totale positivi: 4.185
Totale tamponi: 55.701

Totale deceduti: 327
Totale guariti: 860 (di cui 775 totalmente guariti e 85 clinicamente guariti)

Provincia di Napoli: 2.263 (di cui 860 Napoli Città e 1403 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 641
Provincia di Avellino: 434
Provincia di Caserta: 404
Provincia di Benevento: 170
Altri in fase di verifica Asl: 273

Emergenza Covid-19 su base nazionale:

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.
In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 22 aprile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 187.327, con un incremento rispetto a ieri di 3.370 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 107.699, con un decremento di 10 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi 2.384 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 87 pazienti rispetto a ieri.

23.805 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 329 pazienti rispetto a ieri.

81.510 persone, pari al 76% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 437 e portano il totale a 25.085. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 54.543, con un incremento di 2.943 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 34.242 in Lombardia, 13.084 in Emilia-Romagna, 15.122 in Piemonte, 9.991 in Veneto, 6.167 in Toscana, 3.476 in Liguria, 3.230 nelle Marche, 4.463 nel Lazio, 1.874 nella Provincia autonoma di Trento, 2.874 in Puglia, 1.308 in Friuli Venezia Giulia, 2.287 in Sicilia, 2.108 in Abruzzo, 1.512 nella Provincia autonoma di Bolzano, 371 in Umbria, 833 in Sardegna, 821 in Calabria, 501 in Valle d’Aosta, 232 in Basilicata e 205 in Molise.

GDF Roma: confiscato il patrimonio milionario degli Spada

GDF Roma: Confiscato il patrimonio milionario degli Spada il clan mafioso di Ostia

Operazione “APOGEO”, la  GDF di Roma ha confiscato il patrimonio milionario degli Spada, il clan mafioso di Ostia

Roma- I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito la confisca dei beni, per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro, del clan mafioso degli SPADA.

Il provvedimento ablativo, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino, costituisce l’epilogo dell’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e sancisce l’acquisizione da parte dello Stato dell’ingente patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile al sodalizio criminale operante nel litorale romano, già oggetto di sequestro nell’ottobre 2018.

GDF Roma SpadaGli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Capitale hanno ricostruito le ricchezze illecitamente accumulate dagli esponenti di spicco del clan – il capo Carmine SPADA alias Romoletto (classe 1967), Ottavio SPADA (classe 1963), Armando SPADA (classe 1967), Roberto SPADA (classe 1975) e Claudio GALATIOTO (classe 1951) – individuandone le fonti di finanziamento “occulte”.

Gli approfondimenti economico-patrimoniali svolti, che hanno preso le mosse dalle note operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, hanno consentito di dimostrare l’incoerenza dei modesti redditi dichiarati dagli interessati con i rilevanti investimenti posti in essere in svariate attività commerciali, finanziati, in realtà, dai profitti delle numerose condotte delittuose commesse nel tempo, quali fatti di estorsione, usura e traffico di sostanze stupefacenti.  

Né è servito intestare le imprese a compiacenti “prestanome”, apparentemente estranei al contesto criminale: gli accertamenti hanno infatti riguardato tutte le persone (circa 50 tra familiari e terzi) coinvolte nelle compravendite di quote societarie, effettuate fittiziamente al solo scopo di “schermare” la titolarità effettiva delle aziende.

In definitiva, conformemente allo spirito della normativa contenuta nel “Codice Antimafia”, la confisca ha permesso di sottrarre al clan beni in grado di “inquinare” l’economia legale.

Nello specifico, si tratta del patrimonio aziendale – in tutto o in parte – di 19 società, 2 ditte individuali e 6 associazioni sportive/culturali site nel comune di Roma (per lo più ad Ostia) e operanti in svariati settori: la gestione di forni, bar, sale slot, distributori di carburanti, palestre, scuole di danza, nonché il commercio di autovetture e l’edilizia.

Tra le predette attività rientra anche l’associazione “FEMUS BOXE” che gestiva la palestra di Ostia dove, nel novembre del 2017, Roberto SPADA aggredì – venendo poi condannato per lesioni aggravate dal cosiddetto “metodo mafioso” – una troupe della RAI.

Gli ulteriori beni confiscati sono costituiti da 2 immobili siti a Ostia e Ardea (RM), 13 automezzi e disponibilità finanziarie su rapporti bancari e postali.

L’odierna operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica, del Tribunale e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione alle ricchezze illecitamente accumulate dalla criminalità, al fine di restituirle alla collettività.GDF Roma

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

CORONAVIRUS, i consigli GORI per non sprecare l’acqua

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EMERGENZA CORONAVIRUS: LA GORI E LE BUONE PRATICHE DI COMPORTAMENTO PER UN USO RAZIONALE DELLA RISORSA IDRICA

Il coronavirus sta modificando le abitudini delle comunità anche in relazione al consumo di acqua che sul territorio della città di Castellammare di Stabia è gestita dalla Gori.

L’emergenza sanitaria in corso, l’applicazione delle misure previste dal Governo e le raccomandazioni igieniche utili al contenimento dei contagi, hanno determinato uno scenario differente nell’utilizzo della risorsa idrica.

La chiusura delle scuole e della maggior parte delle attività produttive e commerciali, infatti, ha causato una variazione dei consumi, con un incremento dell’uso domestico che si registra in particolare dalle ore 9,30 alle ore 15.00, e che in taluni comuni provoca problemi di bassa pressione o, in alcuni casi, di temporanea mancanza di acqua, che GORI sta gestendo in maniera puntuale.

Al fine di limitare tali situazioni di criticità e prevenire eventuali crisi idriche nella prossima stagione estiva – derivanti anche dal deficit di precipitazioni che sta caratterizzando questo periodo primaverile – GORI sin dall’inizio dell’emergenza sta mettendo in atto ogni azione per garantire la continuità del servizio, la corretta e regolare gestione delle reti idriche, delle reti fognarie e degli impianti di depurazione.

In tale ottica, diventa particolarmente importante anche il contributo dei cittadini, attraverso il rispetto delle seguenti buone pratiche di consumo, che consentono di migliorare la distribuzione idrica.

  1. Differenziare l’orario della doccia per ogni membro della famiglia, suddividendolo in tre fasce orarie (mattina, pomeriggio e sera).
  2. Prediligere la doccia al bagno. Per ogni doccia, infatti, si utilizzano circa 30-35 litri d’acqua invece dei 150-180 mediamente necessari per riempire la vasca da bagno.
  3. Consumare consapevolmente l’acqua di rubinetto evitando di farla scorrere inutilmente. Chiudere il flusso mentre ci si insapona, si spazzolano i denti o ci si rade la barba; lavare i piatti e le verdure utilizzando delle bacinelle.
  4. Usare la lavatrice e la lavastoviglie preferibilmente a pieno carico e nelle fasce orarie a minor consumo idrico: 15.30 – 17.30 e 21.30 -7.30.
  5. Gettare i fazzoletti di carta nell’apposito cestino e non nello scarico, per evitare un utilizzo non adeguato dello sciacquone e un conseguente spreco di acqua. Ogni volta che si tira lo scarico, infatti, si possono consumare fino a 20 litri d’acqua.
  6. Evitare l’uso dell’acqua a fini non igienico – sanitari (ad esempio per innaffiare le piante) o limitarlo alle sole fasce orarie a minor consumo: 15.30 – 17.30 e 21.30 -7.30.

Si consiglia, infine, relativamente alle utenze associate ad attività o esercizi commerciali che sono stati sospesi ai sensi degli ultimi decreti, di provvedere alla chiusura dell’impianto idrico interno mediante l’apposita valvola di arresto, al fine di evitare sprechi di acqua dovuti ad eventuali perdite occulte.

Cimmino: “Da lunedì pizzerie e ristoranti riattiveranno il servizio d’asporto”

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Riaperti anche bar, gelaterie e pasticcerie

Boccata d’ossigeno per Castellammare di Stabia. Il sindaco stabiese Gaetano Cimmino ha annunciato che, a partire da lunedì 27 aprile potranno riaprire i battenti le pizzerie e gli esercizi di ristorazione. Però tali attività potranno esercitare soltanto servizio d’asporto.

Ecco quanto scritto da Cimmino su Facebook:

“A partire da lunedì ripartirà il servizio di consegna a domicilio per le pizzerie e per le attività di ristorazione a Castellammare. E saranno riaperte anche le cartolerie e le librerie.

Mi fa piacere che il governatore De Luca abbia recepito e fatto propria la mia proposta su un tema di fondamentale importanza per far ripartire l’economia del territorio, evitando nel contempo possibili assembramenti in strada. Non era giusto continuare a mortificare tante realtà imprenditoriali che avevano bisogno di una boccata di ossigeno per evitare di abbassare definitivamente le serrande.

Ho condiviso, nella fase più acuta della diffusione del contagio, la necessità di dare un segnale forte. Ma ora è arrivato il momento di dare una svolta e avviare la ripresa di attività già in corso nel resto d’Italia, per la tutela di svariate categorie di lavoratori oggi in grave emergenza economica e sociale.

Non ci sto e non posso accettare un’Italia a due velocità. Il rilancio dell’economia del territorio deve tener conto di un tessuto sociale già compromesso nel Mezzogiorno. E continuerò a far sentire la mia voce per la tutela della salute di tutti i cittadini e per la salvaguardia di tutte le famiglie che versano in condizioni di disagio a causa della crisi economica generata dal virus.

In base all’ordinanza regionale, con decorrenza dal 27 aprile e fino al 3 maggio, saranno consentite le attività e i servizi di ristorazione, fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie: per i bar e alle pasticcerie, esclusivamente dalle ore 7.00 alle ore 14.00, gli altri esclusivamente dalle ore 16.00 alle ore 22.00, per tutti con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero online e consegna a domicilio e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento, trasporto e consegna dei cibi.

In particolare, dovrà essere mantenuta una separazione dei locali di preparazione del cibo da quelli destinati al ritiro da parte dei fattorini. E devono essere utilizzati zaini o contenitori termini per rispettare la temperatura di conservazione in sicurezza del cibo. Il fattorino dovrà indossare mascherina e guanti monouso in caso di pagamento in contanti. Nel caso di pagamento online, la consegna potrà essere effettuata lasciando il prodotto all’esterno del domicilio del destinatario, che potrà ritirarlo quando il fattorino si sarà allontanato”.