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CdM – Napoli, gli azzurri propongono Ospina per Under alla Roma

Il Napoli lascia viva la pista che porta al turco giallorosso

 

CdM – Napoli, gli azzurri propongono Ospina per Under alla Roma

 

Il Napoli continua a lavorare sul mercato. Dopo l’arrivo ormai certo di Osimhen, gli azzurri vogliono rafforzare la fascia e, secondo quanto riportato dal Corriere del  Mezzogiorno, il nome in cima alla lista insieme a Boga è quello di Cenzig Under. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“Cenzig Under  ha l’identikit che piace a Gattuso: parte da destra, è mancino, punta l’avversario e ha un gran tiro. Ci sono già stati contatti tra Fienga e Giuntoli, il club giallorosso chiede 30 milioni considerando anche il 15% della vendita va all’Istanbul Basaksehir, il Napoli ha provato a inserire delle contropartite come per esempio Ospina, l’idea non ha convinto la  Roma. In ogni caso Giuntoli non ha intenzione di andare oltre i 25 milioni per Under, il Napoli si guarda intorno, il mercato non finirà con Osimhen”

Come proteggere bambini e adulti dalle punture delle zanzare

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Con l’arrivo dell’estate, fanno la loro comparsa anche gli insetti, in particolare le zanzare le cui punture, nella maggior parte dei casi, possono generare infiammazione e leggero gonfiore sulla parte coinvolta, provocando fastidio e prurito. In alcuni soggetti predisposti, invece, è possibile riscontrare anche delle reazioni allergiche, che possono provocare problemi più seri. In tal senso, per prevenire le punture, adulti e bambini possono proteggersi dalle zanzare con Zcare, la linea completa di formulazioni che tengono lontani questi fastidiosi insetti.f

Spray Zcare: formulazioni adatte a grandi e piccini

Se per gli adulti una puntura di zanzara può essere persino nociva, per i bambini occorre prestare una duplice attenzione: non solo può infiammare la pelle delicata, ma usare prodotti non adeguati potrebbe persino peggiorare la situazione. Lo spray Natural Vapo della Zcare, ad esempio, è disponibile sia per gli adulti che per i giovanissimi. Nella prima versione, troviamo oli essenziali dalle proprietà e dai profumi sgraditi alle zanzare, quali geranio, basilico, salvia ed eucalipto: si tratta comunque di estratti completamente naturali che si possono spruzzare anche sulle pelli più sensibili.

La seconda versione, invece, impiega esclusivamente l’estratto di eucalipto per essere maggiormente tollerato dall’epidermide delicata dei più piccini. Entrambi gli spray non ungono e lasciano una sensazione di freschezza e morbidezza grazie anche alla presenza di mentolo, canfora, sodio ialuronato e, nella versione baby, citrodiol. È sufficiente qualche spruzzata nelle zone più esposte, come braccia e gambe, per tenere lontane le zanzare. Ovviamente vanno evitati il viso e gli occhi.

Oltre alle zanzare comuni, però, ad alcune latitudini sono presenti anche specie più aggressive come le Anopheles o le Aedes, che sono spesso portatrici di malattie importanti quali la febbre gialla, lo zika o la malaria. Per questi casi particolari, Zcare ha creato lo spray Exotic, nelle versioni Base e Strong che contengono DEET per il 20% o per il 50% della formulazione. Il DEET è il dietiltoluamide che è un repellente tra i più potenti al mondo, tanto da durare persino svariate ore. A partire dai 2 anni di età, si può anche impiegare una formulazione con il 15% di DEET, quindi più adeguata ai giovanissimi.

Cerotti e i braccialetti per proteggere i bambini

Nonostante lo spray sia un ottimo metodo, si può ricorrere anche ad altri supporti che di certo non vengono via con l’acqua o con l’eccessiva sudorazione: si tratta di cerottini o braccialetti per i bambini. Nell’ottica di protezione per neonati o lattanti, Zcare ha creato dei cerotti che non vanno a contatto con la pelle del piccolo, ma si possono applicare su vestitini, culle e lettini, risultando maggiormente sicuri anche perché in tali casi non possono essere portati accidentalmente alla bocca.

Grazie a un processo di termofusione, vengono lentamente rilasciati aromi di citronella, notoriamente antizanzare, e di neem, altro vegetale repellente per gli insetti. In maniera analoga funzionano i braccialetti, colorati e resistenti all’acqua, da far sfoggiare a bambini e bambine in modo divertente ovunque ci si trovi.

Per rinfrescare la pelle dei bambini, molto spesso si usano salviette umidificate: quelle di Zcare contengono gli estratti di eucalipto che, oltretutto, tengono lontane le zanzare con la loro profumazione. Non contengono parabeni o altre sostanze aggressive e dannose.

Collari per cani e gatti

Ma non sono solo gli esseri umani a soffrire per le punture delle zanzare: anche cani e gatti hanno lo stesso problema. Il collare creato da Zcare apposta per loro contiene gli stessi estratti, naturali ma efficaci di geranio, citronella, lavanda e olio di neem che terranno lontani anche pappataci e altri ditteri molesti, le cui punture potrebbero portare anche delle conseguenze piuttosto serie.

Tutti i prodotti della linea Zcare, sono naturali e non contengono alcuna sostanza che possa risultare dannose tanto per le persone che per gli animali.

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A imprenditore sequestrato un patrimonio di 600 mila euro

A un imprenditore originario del Comune di Valguarnera Caropepe (EN) emigrato negli Usa coinvolto in operazioni di mafia nell’ennese (video).

Ammonta ad oltre 600 mila euro il patrimonio sequestrato dalle fiamme gialle del Comando Provinciale di Enna, in esecuzione di un decreto del Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione – a F. A., di anni 82, già imprenditore originario del Comune di Valguarnera Caropepe (EN), ora emigrato negli Stati Uniti,  coinvolto in numerose operazioni a contrasto della criminalità organizzata ennese, tra le quali spiccano quelle denominate “Corral” e “Valle del Dittaino”, per aver favorito, tra l’altro, la latitanza di esponenti di spicco di “cosa nostra” del calibro di Giuseppe Madonia detto “Piddu” – capo della famiglia mafiosa di Caltanissetta- e Bernardo Provenzano, così come sostenuto da alcuni collaboratori di giustizia.

Accuse di mafia da cui, per varie vicissitudini, in passato è uscito indenne da condanne, ma che sono state ritenute sufficienti, per i giudici della prevenzione, a ravvisare la pericolosità sociale dell’anziano imprenditore, qualificata dall’appartenenza all’associazione mafiosa operante nel territorio di Valguarnera Caropepe (EN) e, pertanto, sottoposto nell’anno 2003 a misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.

All’esito di mirate investigazioni economico-patrimoniali i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria alla sede, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, dimostravano che il prevenuto, indicato presso la comunità di Valguarnera come “IL PADRINO, aveva destinato proventi di dubbia provenienza nell’acquisizione di beni immobili intestati a familiari, estranei al contesto criminale, al solo scopo di schermare la titolarità effettiva del patrimonio.

In particolare, l’analisi attenta e meticolosa della documentazione acquisita, corroborata da mirate indagini finanziarie, ha permesso di evidenziare come tale patrimonio immobiliare sia stato ritenuto, dai militari operanti, in evidente sproporzione rispetto ai modesti redditi dichiarati.

Il solido quadro indiziario fornito acquisito dalla Fiamme Gialle e partecipato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta al Tribunale – Sezione le Misure di Prevenzione, è stato ritenuto idoneo a consentire il sequestro di ben 5 immobili e 7 terreni tutti ricadenti nel territorio di Enna e Valguarnera Caropepe (EN), tra i quali emerge una lussuosa villa indicata, da più collaboratori di giustizia, quale luogo di incontro di latitanti di elevato spessore criminale. I beni sono adesso affidati ad un amministratore giudiziario incaricato dal Tribunale.

Il provvedimento eseguito testimonia, ancora una volta, la costante ed incessante azione della Guardia di Finanza di Enna, svolta in conformità alle direttive strategiche fissate dal Comando Generale – nella funzione di polizia economico finanziaria a forte vocazione sociale – a contrasto della criminalità organizzata ed ai tentativi di inquinamento dell’economia legale, con effetti distorsivi sulla libera concorrenza, in pregiudizio degli operatori rispettosi delle regole.

Trading online con Avatrade: tutto quello che c’è da sapere

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La crescita esponenziale di interesse da parte del pubblico nei confronti del trading online ha avuto come principale conseguenza una vera e propria esplosione di broker. L’utente ha dunque a disposizione tantissime diverse opzioni ed è lecito provare una qualche difficoltà nella scelta, soprattutto considerato che stiamo parlando di una tipologia di attività in cui si mettono in gioco i propri soldi. Un broker infatti deve essere innanzitutto affidabile e regolamentato, per mettere i propri clienti nella condizione di operare in serenità all’interno del mercato digitale. A ciò si aggiunga che deve presentare un’offerta competitiva, in termini di costi di gestione, di tecnologie disponibili e, ultimo ma non ultimo, di mercati all’interno dei quali sia possibile operare. Da questo punto di vista esiste una realtà che sta vivendo una crescita davvero notevole: stiamo parlando di AvaTrade, un broker internazionale all’interno del quale è possibile operare in totale sicurezza ed a condizioni piuttosto vantaggiose.

Alcuni principi basilari

Prima di parlare più dettagliatamente della guida di investingoal.it che spiega come investire con avatrade, vale la pena di specificare innanzitutto cosa sia effettivamente un broker. Ebbene, un broker è di base un intermediario, che esegue diverse transazioni finanziarie all’interno dei mercati più disparati per conto dei propri clienti. Nel mondo del trading online il broker non è più (solo) un consulente finanziario in carne ed ossa, quanto piuttosto una piattaforma, che permette all’utenza di comprare e vendere all’interno dei singoli mercati digitali. AvaTrade è proprio questo: una piattaforma specializzata che permette di operare nell’ambito del Forex (acronimo di FOReign EXchange). Quest’ultimo è semplicemente uno dei mercati più importanti del mondo e funziona attraverso il cosiddetto “scambio di valute”: ciò vuol dire che gli investitori non acquistano azioni o materie prime, ma cambiano direttamente le valute tra loro. Nel Forex si opera dunque per “coppie valutarie”, come ad esempio la coppia EUR/USD: una sigla che fa riferimento proprio alla possibilità di acquistare o vendere euro ricevendo in cambio la quantità di dollari corrispondente in base al tasso di cambio vigente.

Certificazioni ed affidabilità

Viene da sé, quando si parla di attività così sensibili, la prima domanda che si fa ogni utente è relativa all’affidabilità del broker con cui pensa di operare. Una affidabilità che è garantita esclusivamente nel momento in cui il broker in questione sia dotato di licenze e regolamentazioni ufficiali. Da questo punto di vista AvaTrade è una realtà più che sicura e più che legale, come ben dimostrato dalle tante licenze che gli consentono di operare in Unione Europea (regolamentato dalla Central Bank of Ireland), ma anche in Australia (regolamentato dalla Australian Securities and Investments Commision), Sudafrica (regolamentazione ISA), Giappone (regolamenteazione Financial Services Agency of Japan) e tanto altro.

Come funziona avatrade

Come già anticipato in precedenza, AvaTrade è un broker Forex, o, più precisamente, un market maker che opera all’interno del Forex. All’interno di un market maker l’investitore ha la possibilità di decidere il proprio spread ed è anche per questo che all’interno di AvaTrade si possono trovare gli spread più competitivi di questo particolarissimo settore. Detto questo AvaTrade è dotato di tante altre interessanti funzionalità, a partire dalla possibilità di aprire un proprio conto virtuale gratuito, da utilizzare per fare pratica per un massimo di 21 giorni. Dopodiché sarà possibile aprire il proprio conto live semplicemente mettendo a disposizione i documenti identificativi richiesti dalle autorità che regolamentano il broker. Una volta registrati si potrà iniziare ad investire, ma non solo, visto che con AvaTrade è anche possibile effettuare diverse operazioni quali, ad esempio, depositi e prelievi, caratterizzati da un tempo di lavorazione di circa 5 giorni lavorativi.

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Jessica Nuccio al Teatro Scoperto, una delle voci liriche più belle al mondo

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Jessica Nuccio, una delle voci più belle del panorama lirico internazionale al Teatro Scoperto, questa sera, venerdì 24 luglio ore 21:30.

Sul Fil d’un Soffio Etesio

Recital Lirico

Jessica Nuccio, soprano

Salvatore Messina, pianoforte

Programma

G. DONIZETTI da “Lucia di Lammermoor” Regnava nel silenzio

G. VERDI da “Il corsaro” Non so le tetre immagini

V. BELLINI da “La sonnambula” Ah, non credea mirarti

da “I Capuleti e i Montecchi” Oh! Quante volte

G. VERDI da “Rigoletto” Caro nome

G. PUCCINI da “Turandot” Signore, ascolta

da “Gianni Schicchi” O mio babbino caro

G. VERDI da “Falstaff” Sul fil d’un soffio etesio

G. PUCCINI da “La bohème” Quando men vo

Mi chiamano Mimì

G. VERDI da “La traviata” Addio del passato

“Voce d’angelo” e vera passione sicula rendono Jessica Nuccio una delle voci italiane più importanti della sua generazione. La ricordiamo intensa Violetta e commovente Gilda, anche accanto al leggendario Rigoletto di Leo Nucci. 

Jessica Nuccio, soprano

Nasce a Palermo nel 1985. E’ vincitrice di numerosi premi e concorsi lirici internazionali tra i quali ricordiamo nel 2010 il Primo Premio assoluto del Primo Concorso Internazionale di Canto “Simone Alaimo e le sue opere”, il Primo Premio Assoluto al Concorso Internazionale di canto “Voci del mediterraneo” di Siracusa nonché nel 2011 il Primo Premio Assoluto e il Premio della critica nella prima edizione del Concorso Internazionale di canto “Marcello Giordani”.

Nel 2011 debutta al Teatro Gran Fenice di Venezia come Violetta ne “La traviata”, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica.

È stata inoltre interprete ne “Le convenienze ed inconvenienze teatrali” al Teatro Bellini di Catania e a Zurigo, Mimi nella “La Bohème” a Lucca, Pisa, Ravenna, Fenice di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro grande di Pompei e come Musetta al Carlo Felice di Genova, “L’enfant prodigue” di Debussy al Teatro Lirico di Cagliari.

Recentemente si è esibita come Adina ne “L’elisir d’amore” al Teatro Vittorio Emanuele di Messina e al Teatro Massimo di Palermo, al Teatro Comunale di Modena, Al Teatro Regio di Parma e al Teatro Regio di Torino.

Violetta ne “La traviata” al Teatro La Fenice di Venezia, Teatro San Carlo di Napoli, al Doutesche opere e allo Staatsoper di Berlino, al teatro Maggio Fiorentino, allo Sferisterio di Macerata e al National Theatre Maribor, al Palau de les Arts di Valencia, al Teatro Verdi di Trieste, al Lirico di Cagliari e al Teatro Filarmonico di Verona,

Liu in “Turandot” al Palau De Les Arts Reina Sofia Valencia.

Desdemona nel Otello di Verdi allo Sferisterio di Macerata Lisabetta ne La Cena delle Beffe di Umberto Giordano al teatro alla Scala di Milano Gilda nel Rigoletto di Verdi allo Sferisterio di Macerata, al San Carlo di Napoli, Seoul Arts Center, Teatro Regio di Parma, all’Arena di Verona, a Liegi Opéra, Royal Wallonie.

Amina Nella Sonnabula al teatro Costanzi di Roma.

Micaëla nella Carmen al Teatro San Carlo di Napoli.

Lucia nella Lucia di Lammermoor al Royal opera House Muscat, al Bayerische staatsoper Monaco di Baveria.

Medora nel Corsaro al Teatro Regio di Parma.

Tra i suoi prossimi impegni ricordiamo; Rigoletto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Musetta al Abao Oper di Bilbao e al teatro Massimo di Palermo.

Salvatore Messina, pianoforte

Nato a Messina nel 1965, inizia a sei anni lo studio del pianoforte. Ammesso al Conservatorio di Musica “A. Corelli” di Messina, si diploma nel 1988 con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida della Prof.ssa Caterina Ferrera.

Si perfeziona alla Ecòle Nationale de Piano di Lausanne (Suisse) con il M° Fausto Zadra seguendo un corso triennale di interpretazione pianistica (1989/92).

Dal 1984 comincia un’intensa attività concertistica che lo vede impegnato sia in formazioni da camera sia come accompagnatore dei cantanti lirici, riportando consensi di pubblico e di critica. Ha collaborato con il soprano Iris Adami Corradetti a Catanzaro Lido, nel “Corso di Interpretazione  del Belcanto “ (1995), con il controtenore Aris  Christofellis presso il Conservatorio di Messina (1998), nel corso interpretativo sulla  Musica Barocca, con il tenore Carmelo De Salvo, nei corsi di perfezionamento tenuti a Crotone 2001 e a Gallodoro (ME) nel 2003, 2004, 2005 e a Giardini Naxos (2007, 2008, e Barcellona P.G. ( ME) nel 2009 e con il soprano Desirée Rancatore nell’aprile 2018 nel Corso di interpretazione” La scuola Belcantistica italiana e l’Opera francese” tenutosi  presso il Conservatorio di musica “A. Corelli” di Messina. Nel 2010 è stato maestro di sala e al piano ne “ll Signor Bruschino” di G. Rossini diretto dal M° Antonino Fogliani con regia di Bruno Praticò realizzato al Teatro Vittorio Emanuele di Messina per il Conservatorio di Messina. Nel 2011 sempre con il M° Fogliani ha collaborato alla realizzazione dell’opera “L’Occasione fa il ladro” di G. Rossini, rappresentata anch’essa al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, diretta da Marco Alibrando.

Dal 1996 è Maestro Sostituto presso E.A.R. Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nelle produzioni Liriche. Vincitore del Concorso a cattedra nazionale (Rovigo 1990) per i Conservatori di musica, è docente di Accompagnamento pianistico presso il Conservatorio di Musica di Stato “A. Corelli” di Messina. 

Teatro Scoperto (via Laudamo):

Venerdì 24 luglio 2020, ore 21:30

Condannato il sindaco di Catania Salvo Pogliese e altri

Condannato al processo sulle “spese pazze” all’Assemblea Regionale Siciliana. Ci sarà la sospensione dalla carica per il sindaco per 18 mesi.

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese è stato condannato a 4 anni e tre mesi per peculato continuato. A emettere la sentenza è stato il collegio della terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduto da Fabrizio La Cascia. Pogliese era difeso dall’avvocato Giampiero Torrisi e da Enrico Sanseverino.

Il sindaco Salvo Pogliese adesso incorrerà nella sospensione dalla carica di sindaco per 18 mesi, come previsto dalla legge Severino. Nel frattempo il comune sarà amministrato dal vicesindaco Roberto Bonaccorsi e Pogliese potrà valutare se dimettersi o meno.

Il sindaco di Catania Salvo Pogliese era vicepresidente del gruppo del Pdl (centrodestra) e secondo l’accusa si sarebbe appropriato di circa 80mila euro “per finalità personali e comunque estranee alla previsione normativa“. Tra le contestazioni ci sono 41.183,13 euro utilizzati per pagamenti eseguiti con carte bancomat per “spese riguardanti rifornimenti di carburante, consumazione di pasti presso ristoranti, trattorie, pizzerie, bar” e soggiorni in hotel palermitani. Ma anche 31.395,75 “attraverso l’emissione di assegni bancari a se stesso”. L’ex deputato Marrocco (Futuro e Libertà, ma adesso operativo in quota Lega) all’epoca delle indagini finì su tutti i media, perché accusato di aver speso oltre 13.975,08 euro, tra cui una piccola parte utilizzata per acquistare dei fumetti.

Gli altri condannati sono gli ex deputati Giulia Adamo a 3 anni e sei mesi, Cataldo Fiorenza a 3 anni e otto mesi, Rudy Maira a 4 anni e sei mesi e Livio Marrocco a 3 anni di reclusione. L’unico assolto dai giudici della terza sezione del Tribunale di Palermo è stato Giovambattista Bufardeci, difeso dagli avvocati Roberto Mangano e Paolo Reale. Inoltre Maira e il primo cittadino di Catania sono stati interdetti “in perpetuo dai pubblici uffici” mentre Giulia Adamo e Livio Marrocco sono stati interdetti per 2 anni e sei mesi: le pene accessorie però diventeranno esecutive soltanto con la condanna definitiva.

Il denaro pubblico è servito per la retta del bambino all’asilo, per rifare gli infissi nello studio del padre oppure per comprare la borsa Louis Vuitton o regali vari da Nazareno Gabrielli, ma anche per panettoni, spumanti e ceste natalizie come se piovesse, per la lavanderia, la pasta fresca e la revisione del motorino. Ma anche per comprarsi un paio di Audi A6 personali. E persino per la collezione di Diabolik, allegato ai giornali.

Giulia Adamo, che fu anche sindaco di Marsala ma all’Ars cambiò tre gruppi diversi, avrebbe speso per sé 11.221,98 euro, destinandoli a generi di lusso; Fiorenza è stato condannato per essersi appropriato di 16.220 euro; Maira, ex dell’Udc e dei Popolari Italia di domani, di 82.023,20, con cui pagò tra l’altro il leasing di due Audi A6 V6 sue personali, stabilirono gli investigatori della Guardia di Finanza; Livio Marrocco, ex finiano di Futuro e Libertà, si è visto condannare per 3.961,53 euro, spesi per soggiorni alberghieri, la revisione della moto, più 179 euro per Diabolik. Salvo Pogliese, che fu a capo del gruppo Pdl di Berlusconi, si prese 75.389,08 euro.

Tutte le accuse nei confronti degli imputati si riferivano alla legislatura 2008–2012 del governo di Raffaele Lombardo (Mpa). L’inchiesta fu avviata dai Pm di Palermo all’indomani dell’approvazione di una legge dall’Assemblea Regionale Siciliana, che introduceva la previsione di un rendiconto per le spese dei gruppi parlamentari. Originariamente l’indagine riguardò oltre ottanta persone tra deputati e dipendenti, ma per molti di loro poi venne chiesta l’archiviazione, mentre altri furono prosciolti dal Gup di Palermo.

Pogliese ha dichiarato “Non posso nascondere enorme amarezza e grande delusione per una sentenza che trovo assolutamente ingiusta. Ma da uomo delle istituzioni la devo accettare e rispettare. Nella mia vita mi sono sempre comportato da persona perbene e onesta interpretando i ruoli, che i catanesi e i siciliani mi hanno affidato, con grande generosità, passione e infinito amore per la mia terra e per la mia Catania a cui sono visceralmente legato. Lo stesso amore che due anni fa’ mi ha portato a lasciare un prestigioso ruolo al parlamento europeo per servire la mia città (in dissesto e con 1.580.000 di euro di debiti ereditati ), con una contestuale decurtazione della mia indennità dell’80% e rinunziando alle tutele giuridiche che quel ruolo mi avrebbe garantito. L’ho fatto perché sono assolutamente certo della mia correttezza etica e morale. Auspico che l’appello a questa ingiusta sentenza sia quanto prima, affinché possa finalmente trionfare la giustizia e si possa dare la giusta rivincita a chi da oltre trent’anni, insieme a tanti amici e simpatizzanti, è stato sempre in prima linea per i valori dell’etica e della morale pubblica”.

Livio Marrocco ha affermato con una nota “Sono certo di avere svolto il mio incarico con la massima correttezza. Ripeto ancora una volta che le spese che mi sono state contestate sono tutte relative a esborsi dal mio conto corrente personale. Questo processo è stato basato in buona parte sulle ricevute delle spese che venivano conservate da me e da alcuni altri deputati scrupolosi. Ma erano conteggi di somme uscite dal mio conto personale. Ribadisco che non ho mai compilato alcuna richiesta di rimborso né documenti simili. Prendo atto che le somme che mi vengono contestate si sono ridotte nel corso degli anni dagli originari 290.000 dell’avviso di garanzia, ai 15.000 della richiesta di rinvio a giudizio, ai 5.200 circa del decreto che dispone il giudizio, ai 3.961 della condanna di oggi. Leggeremo le motivazioni e faremo appello. Confido di proseguire in questa direzione e dimostrare, alla fine, di non avere commesso alcun illecito”.

Nell’immagine di copertina il Tribunale di Palermo.

Condannato Condannato Condannato Condannato

Sequestro, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro

Sequestro di immobili, aziende e disponibilità finanziarie nei confronti degli eredi del defunto accusato di associazione di stampo mafioso.

Il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo, ha emesso un provvedimento di sequestro, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro, di immobili, aziende e disponibilità finanziarie nei confronti degli eredi del defunto Mario Rosolino CASCIO (classe ‘53) eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo.

Mario Rosolino CASCIO è stato indagato nell’ambito dell’operazione Black Cat per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso e per ulteriori fattispecie di reato legate alla detenzione e porto illegale di armi, condotte aggravate dal fine di agevolare l’attività delle associazioni di tipo mafioso. Le indagini, condotte dalla Compagnia Carabinieri di Termini Imerese, portavano nel 2016 all’arresto di 33 soggetti riconducibili ai mandamenti di Trabia e San Mauro Castelverde.

Il CASCIO è deceduto nel 2015, quindi prima dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari, ma le indagini svolte nell’ambito del citato contesto investigativo permettevano comunque di acclarare che lo stesso aveva diretto la famiglia mafiosa di Valledolmo, dedicandosi alla commissione di estorsioni, atti intimidatori e danneggiamenti, intrattenendo riservati e clandestini rapporti con diversi sodali del suo mandamento e di altri, nonché svolgendo funzioni direttive e ponendosi anche quale punto di riferimento per l’approvvigionamento di armi per l’organizzazione,

La Procura della Repubblica di Palermo, tenuto conto di tali condotte, ha pertanto delegato accertamenti economico-patrimoniali agli specialisti del GICO del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettati nel tempo.

Sulle base delle evidenze raccolte il Tribunale di Palermo ha disposto il sequestro di due immobili, due aziende (1 minimarket e una rivendita di pietre e marmi) tutti siti in Valledolmo, nonché disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a oltre un milione di euro.

L’odierno sequestro valorizza una importante possibilità offerta dalla normativa in materia di prevenzione patrimoniale antimafia, che, infatti, non si esaurisce con la morte del proposto, in quanto l’art. 18, comma 3, D.Lgs. 159/2011 consente l’esercizio dell’azione di prevenzione nei confronti degli eredi del soggetto socialmente pericoloso nel termine di cinque anni dal decesso.

Il provvedimento di sequestro è stato dunque emesso nei confronti della moglie e dei figli del CASCIO.

Il Tribunale ha infatti ritenuto che i beni oggetto dell’odierno sequestro fossero stati in concreto nella disponibilità del proposto e che tali investimenti rappresentino il frutto delle attività illecite esercitate dal Cascio o il reimpiego dei relativi proventi.

Continua l’azione che la Guardia di Finanza di Palermo svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.

Questura di Messina, arresti per evasione e coltivazione di marijuana

La Polizia di Stato: di Messina ha arrestato due per evasione dai domiciliari; di Capo d’Orlando per coltivazione di marijuana.

La Polizia di Stato di Messina ha arrestato due persone per il reato di evasione. Erano entrambi agli arresti domiciliari.

Sono due le persone arrestate ieri per il reato di evasione dai poliziotti delle Volanti impegnati nel controllo del territorio. Entrambe sottoposte agli arresti domiciliari, sono stati sorprese in flagranza di reato.

Il primo, ROMANO Carmelo, messinese, 45 anni, non era in casa quando i poliziotti hanno effettuato un controllo. Quando è rincasato, arrampicandosi da una finestra sul retro dell’immobile, ha trovato ad aspettarlo gli agenti che lo hanno arrestato per il reato di evasione e, su disposizione dell’’Autorità Giudiziaria, provveduto al suo trasferimento presso la locale Casa Circondariale.

Il secondo, SACCA’ Vincenzo, messinese, 62 anni, è stato riconosciuto dai poliziotti delle Volanti in un mercato cittadino. Quando i poliziotti lo hanno arrestato, ha dichiarato di essersi recato al mercato per acquistare del pesce.

La Polizia di Stato di Capo d’Orlando ha arrestato un coltivatore di cannabis. Sequestrate piante e marijuana

Aveva disposto le piante di cannabis in balcone, un’altra in lavanderia; infiorescenze erano invece ad essiccare su uno stendiabiti.

poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Capo d’Orlando hanno proceduto all’arresto in flagranza di CAVALLARO Salvatore, messinese, 52 anni, ritenuto responsabile dei reati di detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Durante la perquisizione domiciliare a suo carico, gli agenti hanno rinvenuto anche 573 grammi di marijuana, 60 grammi della stessa sostanza in semi e una modica quantità di hashish. C’erano inoltre due bilancini di precisione e materiale per la coltivazione. Il tutto, con le piante, è stato sottoposto a sequestro.

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Strappa gli orecchini a due anziane cittadine. Arrestato

Strappa gli orecchini a due anziane cittadine. La Polizia di Stato di Palermo lo individua e arresta il malvivente.

La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito un provvedimento di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di Cusimano Ignazio, 40enne pregiudicato palermitano di Borgo Vecchio.

Cusimano è stato individuato dai poliziotti della Squadra Mobile come il violento rapinatore che, lo scorso 13 dicembre, non si fece particolari scrupoli nello strappare di dosso gli orecchini a due anziane cittadine che stavano camminando nella zona “Fiera-Cantieri”.

L’uomo, a volto scoperto ed in rapida sequenza, dapprima cinse per le spalle una delle due donne e le strappò entrambi gli orecchini, mentre la seconda vittima fu affrontata frontalmente e fu privata di un solo orecchino anche in quel caso sottratto con la forza.

Le due donne, doloranti e stordite dalla brutalità subita, contattarono la Polizia di Stato che, sin da subito, avviò scrupolose indagini per non lasciare impunito un gesto tanto violento e forse ancor più vile perché compiuto nei confronti di due donne mature.

I “Falchi” della sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” della Squadra Mobile, in questi mesi, non hanno lasciato nulla di intentato per risalire al malvivente, passando al setaccio anche gli ambienti della “criminalità da strada” che, da quartieri limitrofi, quali Zen e “Villaggio Ruffini” avrebbero potuto sconfinare in zona “Fiera” per compiere l’odioso reato.

Gli agenti sono giunti all’individuazione di Cusimano, tracciando la rotta ed i passaggi della refurtiva probabilmente avvenuti proprio in zone adiacenti a quelli della rapina.

La svolta decisiva alle indagini è avvenuta quando, all’interno di un “Compro oro” del quartiere San Lorenzo, gli agenti sono riusciti a rintracciare gli orecchini, riconosciuti dalle vittime come propri.

Attraverso i documenti del “venditore”, i poliziotti sono riusciti a risalire al malvivente di Borgo Vecchio, quale autore della rapina.

L’uomo, attualmente, risulta recluso presso la locale casa circondariale.

Bullismo (Corecom Campania): “Aiutare vittime e aguzzini dai disturbi…”

Nuovo appuntamento di @scuolasenzabulli all’Oratorio “Santa Maria Stella del Mattino” di Vallata (Av) per affrontare il tema del Bullismo.

Bullismo (Corecom Campania): “Aiutare vittime e aguzzini dai disturbi…”

VALLATA (AV) – “Vittime e aguzzini dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo in molti casi presentano alla stessa maniera disturbi da stress post traumatico. Lo studio pubblicato negli ‘Archives of Disease in Childhood’ è un monito importante. Bisogna agire sulla prevenzione per sottrarre giovani vite a problemi che trascineranno con loro per tutta la vita. Dal lavoro dei ricercatori è emerso che ‘le vittime continuavano a mostrare una quantità ben maggiore di sintomi da PTSD rispetto agli autori dei gesti ed erano caratterizzati da più pensieri intrusivi e comportamenti di evitamento’. Ma gli stessi sintomi sono spesso presenti in modo significativo anche negli aggressori. Abbiamo il dovere di informare e tutelare i nostri giovani da comportamenti che hanno effetti assolutamente negativi prima di tutto nei loro stessi confronti”. Queste le parole del presidente del Corecom Campania, Domenico Falco a margine del webinar “@scuolasenzabulli” organizzato dal Comitato Regionale per le Comunicazioni e che ha visto la partecipazione degli animatori del centro estivo promosso dall’Oratorio Santa Maria Stella del Mattino di Vallata (Avellino).
Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania, ha ribadito l’importanza di agire preventivamente: “Proseguiremo senza sosta questa campagna di prevenzione insieme al Corecom per arginare un fenomeno oramai dilagante. L’esperienza maturata in questi anni ci ha insegnato che laddove siamo riusciti a dare informazioni corrette e disponibilità a interagire, vi sono stati risultati molto positivi. Un fattore che ci spinge a proseguire con rinnovato entusiasmo”.
Per don Gerardo Ruberto, promotore dell’Oratorio, il confronto con le istituzioni su questi temi è sempre fondamentale: “Si può pensare che i piccoli centri siano immuni da questi fenomeni ma non è così. Anzi, proprio nei piccoli comuni questi atti hanno un effetto devastante sulla comunità. Questi confronti sono importanti per prevenire queste situazioni. Dobbiamo responsabilizzarci tutti”.
Anche in quest’appuntamento Ivana Nasti, direttore del servizio ispettivo dell’Agcom, e il Rotary club Napoli Angioino, presieduto da Lucio Marcello Misha Falconio, hanno offerto il loro contributo alla discussione e all’approfondimento di alcuni aspetti dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
L’avvocato Valentina Varano ha ricordato come si tratti di veri e propri reati dal 2017 e che gli autori rischiano misure severe subendo un processo penale che si può concludere con misure restrittive della libertà. La psicologa e psicoterapeuta Giovanna D’Apolito ha posto invece l’accento sul ruolo che il gruppo può giocare nel prevenire e nell’arginare il bullo. Occorre la partecipazione di tutti, anche di quelli che normalmente tacciono e con il loro comportamento, nei fatti, danno sostegno al bullo di turno.

Stéphanie Esposito
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Guardia di Finanza devolve alcool all’azienda Ospedaliera Federico II

Guardia di Finanza Napoli: su disposizione della Procura della Repubblica di Nola, devoluto all’azienda ospedaliera Universitaria Federico II alcool oggetto di sequestro.

Guardia di Finanza devolve alcool all’azienda Ospedaliera Federico II

NAPOLI- Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su disposizione della Procura della Repubblica di Nola, ha devoluto in data odierna alla Farmacia Centralizzata dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico Il di Napoli alcool oggetto di sequestro nel corso di un’indagine volta a contrastare la commissione di frodi nel settore delle accise.
In particolare, nel luglio del 2019 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli aveva scoperto e sequestrato all’interno di un deposito “clandestino” nel Comune di Mariglianella (NA), situato nel seminterrato dell’abitazione del titolare di una fabbrica di liquori, regolarmente dichiarata, che deteneva e trasformava prodotti alcolici in maniera illegale, circa 1000 litri di alcool di contrabbando, sottratto all’accertamento ed al pagamento delle imposte, la cui immissione in commercio avrebbe generato profitti illeciti per migliaia di euro.
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli in relazione allo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 sull’intero territorio nazionale, attesa la carenza sul mercato di alcool etilico e disinfettanti e vista la disponibilità del notevole quantitativo di alcol in sequestro, ha quindi richiesto all’Autorità Giudiziaria l’autorizzazione a devolvere gratuitamente il prodotto alcolico in sequestro a strutture ospedaliere o sanitarie del territorio che ne avessero fatto richiesta ed ha acquisito la disponibilità del direttore dell’U.O.C. Farmacia Centralizzata dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico Il di Napoli a ricevere il suddetto prodotto.
La Procura di Nola ha, quindi, disposto il dissequestro del prodotto e la devoluzione gratuita alla struttura ospedaliera che aveva manifestato il proprio interesse alla ricezione dell’alcol.
L’avvenimento testimonia il sostegno dell’Autorità Giudiziaria e del Corpo agli operatori sanitari impegnati in prima linea per fronteggiare l’ancora attuale emergenza sanitaria da Covid-19.

Stéphanie Esposito
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Barra: 20enne denunciato per atti persecutori, lesioni e minacce gravi

Ennesimo caso di violenza di genere -donna vittima di atti persecutori dall’ex fidanzato- pronto l’intervento della Polizia che ha risposto alla chiamata della vittima.

Barra: 20enne denunciato per atti persecutori, lesioni e minacce gravi

BARRA- Stanotte una donna si è presentata presso gli uffici della Questura di Napoli per denunciare di essere vittima di comportamenti violenti dell’ex fidanzato che, più volte negli ultimi mesi, si era recato presso il bar in cui lavora per insultarla e minacciarla e che, poche ore prima, l’aveva aggredita con schiaffi e pugni tanto da costringerla a ricorrere alle cure dei sanitari.
I poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del Commissariato San Giovanni-Barra hanno rintracciato e bloccato il giovane, un 20enne napoletano, che si trovava presso l’abitazione della vittima e lo hanno denunciato per atti persecutori, lesioni personali e minacce gravi.

QUINDICI (AV), BOMBA CARTA AD IMPRENDITORE PER IMPEDIRE LA TESTIMONIANZA. ARRESTATO IL MANDANTE
Questa mattina, in Lauro (AV), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino hanno dato esecuzione ad una misura cautelare coercitiva in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia Partenopea, nei confronti di un pregiudicato ritenuto gravemente indiziato dei delitti di “violenza e minaccia per costringere a commettere un reato, cessione e detenzione di materiale esplosivo, induzione alla falsa testimonianza – con l’aggravante di aver agito con modalità mafiose”.
Il provvedimento cautelare scaturisce dalle indagini condotte nel giugno del 2018 quando in Quindici fu posizionata una bomba carta dal forte potenziale che esplodendo danneggiò un’autovettura Fiat Panda in uso alla vittima.
Fortunatamente non ci furono danni a persone ma l’attentato, sicuramente un atto dimostrativo, serviva ad intimorire un testimone in un delicato processo di camorra che si sarebbe celebrato il giorno successivo presso il Tribunale di Avellino proprio contro l’odierno arrestato.
L’attività investigativa ha consentito inoltre di accertare che l’attentato era solo l’epilogo di una lunga serie di minacce maturate tutte in ambiente camorristico anche con l’aiuto di un altro indagato.
Contestualmente all’esecuzione del provvedimento, sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari e locali.

Stéphanie Esposito
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Movida Violenta: Carabinieri e Polizia monitorano sul territorio

I Carabinieri della Stazione di Angri sono intervenuti per placare una rissa in cui erano coinvolti 7 Angresi di età compresa tra i 23 e i 28 anni.

Movida Violenta: Carabinieri e Polizia monitorano sul territorio

ANGRI- Nella giornata del 21 Luglio 2020, i Carabinieri della Stazione di Angri (SA), hanno denunciato in stato di libertà per il reato di rissa 7 giovani Angresi, tra i 23 e 28 anni. La denuncia in stato di libertà è scaturita subito dopo l’immediato intervento e costante attività info-investigativa svolta dall’Arma locale che ha permesso di riscontrare la dinamica dei fatti avvenuti nella notte del 19.07.2020 nella via di Mezzo Nord del centro cittadino di Angri.
Uno dei denunciati, medicato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore (SA), riportava lesioni, giudicate guaribili in gg. 10 s.c..
Il lavoro dei militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno prosegue incessante e, nell’ambito dei servizi per arginare il fenomeno, svolgeranno una vigilanza nei luoghi della movida dove le persone si ritrovano ed aggregano e saranno intensificati e costanti soprattutto nei fine settimana.
L’incisività dell’attività svolta dai militari manifesta ancora una volta come la presenza capillare dell’Arma dei Carabinieri, sia capace di fornire risposte aderenti alle esigenze dei cittadini.

Alto impatto a Secondigliano
Ieri gli agenti del Commissariato Secondigliano e della Polizia Locale, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania e dei Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nei pressi del corso Secondigliano e del parco Gaetano Enrico.
Nel corso dell’attività sono state identificate 52 persone di cui 10 con precedenti di polizia e sono stati controllati 22 veicoli e 12 motocicli di cui 4 sequestrati amministrativamente e 8 sottoposti a fermo amministrativo.
Inoltre, sono state contestate 23 violazioni del Codice della Strada per guida senza patente perché mai conseguita, per mancata copertura assicurativa e per guida senza casco protettivo.
Infine, i poliziotti hanno denunciato per tentato furto un 24enne georgiano poichè aveva provato a rubare un profumo in un centro commerciale di piazza Madonna dell’Arco.

Stéphanie Esposito
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Pozzuoli: discoteca chiusa per 8 giorni su proposta del Commissariato

Disposta la chiusura, su proposta del Commissariato di Pozzuoli, per la durata di 8 giorni, di una discoteca di Pozzuoli in via Antignana.

Pozzuoli: discoteca chiusa per 8 giorni su proposta del Commissariato

POZZUOLI-Il Questore di Napoli, su proposta del Commissariato di Pozzuoli, ha disposto la sospensione per 8 giorni delle attività di intrattenimento danzante e di spettacolo, nonché quelle di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nei confronti di una discoteca di via Antignana a Pozzuoli.

Il provvedimento si è reso necessario poiché è stato accertato che, in più occasioni tra marzo 2019 e febbraio 2020, si sono verificati nel locale episodi di furto in danno degli avventori nonché tre distinte liti in cui sono rimasti coinvolti clienti del locale ed uno degli addetti alla vigilanza ricorsi a cure mediche.

Inoltre, lo scorso dicembre, durante una festa organizzata da studenti, sono state somministrate bevande alcoliche a quattro minori ai quali non è stato richiesto il documento d’identità nonostante fosse evidente la loro minore età; in quel caso, due di essi sono stati colti da malore e trasportati al pronto soccorso per intossicazione alcolica.

Infine, in quella stessa serata, all’interno del locale è stato fermato un avventore in possesso di un coltello a serramanico con una lama della lunghezza di 10 cm.

Stéphanie Esposito
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In Romania: torna lo stato d’emergenza – revenirea la starea de urgenta

In Romania, con il nuovo record di contagi: + 1024 in 24 ore, torna lo stato d’emergenza. Gli infettivologi: “Mai abbassare la guardia”

Romania: torna lo stato d’emergenza

L’epidemia di Covid-19 ha ripreso a correre in Romania e nei Paesi dell’Est e questa situazione preoccupa particolarmente gli italiani visto che è da questi paesi che proviene la maggioranza delle donne che si prendono cura dei nostri anziani che, guarda caso, sono anche la parte più debole della popolazione e quindi la più esposta a possibili contaminazioni. Rischio che si accentua se si considera che l’assistenza di queste persone è spesso (o quasi sempre) basato su una loro presenza per 24 ore.È per questo quindi che l’aumento del virus nei Balcani preoccupa l’Italia come quello dei paesi confinanti con essa preoccupa la Romania. Mentre in Italia il contagio aveva iniziato una costante discesa, non si può non vedere con preoccupazione il nuovo aumento in stati confinanti dove l’infezione ha ripreso a correre, mentre anche in Italia si deve registrare un piccolo ma continua ripresa quotidiana.
La nuova situazione costituisce un nuovo problema visto che è proprio in questo periodo che queste persone rientrano alle loro case per le ferie estive per poi tornare ad accudire i loro assistiti che, nel frattempo, magari (spesso) vengono temporaneamente affidati a “sostitute” che arrivano proprio ed unicamente per fare uno o due mesi di sostituzione (portando magari con se un qualche problema regresso)
Comunque sia e sarà, la Romania ha varato una nuova legge sulla quarantena approvata dal Parlamento rumeno ed entrata in vigore il 21 luglio ma, nonostante questo, nel paese della penisola balcanica si è registrato oggi un nuovo record che, nelle ultime 24 ore, ha portato i nuovi a 1.030, 36 casi in più rispetto ai nuovi casi di ieri
Con queste nuove contaminazioni il totale dei casi sale a quota 40.163 il che, considerando che anche i decessi sono aumentati (+27 nuovi decessi) arrivando a 2.101, abbiamo che la Romania resta il Paese dei Balcani maggiormente colpito dalla pandemia. Ed è preoccupante per la Romania e per l’Italia.

Cristina Adriana Botis

Raed Arafat, anuntul oficial despre revenirea la starea de urgenta de la 1 august

Dupa documentul aparut in mediul online, in care se spunea ca intre 1 si 3 augur, Romania ar intra iar in stare de urgenta. Raed Arafat a facut anunt oficial.
“Nu exista asa ceva! Nu s-a discutat sau cel putin nu stiu eu de asa ceva. Noi am zis ca exista posibilitatea luarii unor masuri locale sau zonale, asta s-a zis, dar nu pe judete sau pe tara. Masurile ar putea intra in vigoare oricand. Cand apare o problema, se poate lua decizia asta. Depinde de ceea ce sesizeaza autoritatile de sanatate publica. Se pot face carantinari, dar depinde de zona, sunt mai multe aspecte. Nu neaparat tot judetul, ci doar o localitate mica unde este un focar mai mare, trebuie analizat”, a declarat Seful DSU.
Ce spunea Raed Arafat acum cateva zile.
„Noi primim date din mai multe zone si bineinteles, sunt si date internationale pe care le gasim pe diferite site-uri oficiale, care toate fac analize pe diferite tari, inclusiv pe Romania, iar acest studiu, pe care il primim zilnic, in baza datelor care apar si care se ajusteaza, pana acum a avut o interpretare corecta, in sensul in care situatia merge spre mai rau, situatia nu este OK. Acolo sunt niste proiectii de scenariul cel mai rau.
Nu inseamna ca se va ajunge acolo, dar avem clar si ca numarul cazurilor active va creste si este o crestere exponentiala si acest lucru noi il vedem in acest moment, aceste cazuri cresc deja cu cateva sute pe zi. Numarul vindecatilor este mai mic decat numarul celor care se imbolnavesc si in-seamna ca exista crestere continua a cazurilor active”, adeclarat Raed Ara-fat.
Daca oamenii nu vor respecta recomandarile de a purta masca, de a evita zonele aglomerate, de a respecta distantarea fizica, „riscul ca acest studiu sa continue exact in realitate, sa fie situatia ce o prevede acest studiu, exi-sta!” – a mentionat Arafat.
Secretarul de Stat spunea ca sunt totusi niste scenarii si nu inseamna neaparat ca vom ajunge acolo.
„Singura posibilitate sa vedem daca e posibil este sa ajungem acolo si sa vedem. Eu sper, totusi, sa nu ajungem sa vedem aceasta cifra, daca popu-latia va respecta regulile si daca vom reusi sa stopam cresterea continua pe care o avem. Dar la orice prognoza, singura proba a ei este cand ajungi la momentul respectiv si vezi daca se ajunge acolo sau nu.
Si pe parcurs sa vedem daca cifrele care sunt prognozate se adeveresc din punct de vedere al cresterilor, pentru ca cifrele sunt pe toata perioada, nu numai pentru jumatatea lunii august. Si putem sa vedem daca cresterile sunt reale sau nu, daca trebuie ajustate. Sunt convins ca si cei care o fac, o ajusteaza chiar periodic dupa datele pe care le primesc si dupa observatiile pe care le vad pe teren”, a mai spus Arafat.

Drimboi Camelia 

Raed Arafat, l’annuncio ufficiale sul ritorno allo stato di emergenza dal 1 agosto.

Secondo il documento apparso nell’ambiente online, in cui si diceva che tra l’1 e il 3 agosto, la Romania sarebbe di nuovo entrata in uno stato di emergenza. Raed Arafat ha fatto l’annuncio ufficiale.
“Non vi è nulla di simile! Non ci sono state discussioni o almeno non lo so. Abbiamo detto che esiste la possibilità di adottare misure locali o zonali, che è stato detto, ma non dalle contee o dal paese. Le misure potrebbero entrare in vigore in qualsiasi momento. Quando si presenta un problema, è possibile prendere questa decisione. Dipende da ciò che riferiscono le autorità di sanità pubblica. Le quarantene possono essere fatte, ma a seconda della zona, ci sono diversi aspetti. Non necessariamente l’intera contea, ma solo una piccola località in cui si verifica un focolaio maggiore, deve essere analizzata “, ha affermato il capo della DSU.
Quello che Raed Arafat stava dicendo pochi giorni fa.
“Riceviamo dati da diverse aree e, naturalmente, ci sono anche dati internazionali che troviamo su vari siti ufficiali, che fanno tutti analisi in diversi paesi, tra cui la Romania, e questo studio, che riceviamo quotidianamente, basato su dei dati che appaiono e che si adattano, finora ha avuto una corretta interpretazione, nel senso che la situazione sta peggiorando, la situazione non è OK.
Ci sono alcune proiezioni dello scenario peggiore.
Ciò non significa che ci arriverà, ma siamo anche chiari che il numero di casi attivi aumenterà ed è un aumento esponenziale e lo vediamo in questo momento, questi casi stanno già crescendo di alcune centinaia al giorno. Il numero di coloro che sono guariti è inferiore al numero di quelli che si ammalano e significa che c’è un aumento continuo dei casi attivi “, ha affermato Raed Arafat.
Se le persone non seguono i consigli per indossare una maschera, per evitare aree affollate, per rispettare la distanza fisica, “esiste il rischio che questo studio continui esattamente nella realtà, per essere la situazione che questo studio fornisce!” – Arafat menzionato.
Il segretario di Stato ha affermato che esistono ancora alcuni scenari e ciò non significa necessariamente che ci arriveremo.
“L’unico modo per vedere se è possibile è arrivarci e vedere. Spero, tutta-via, che non riusciremo a vedere questa cifra, se la popolazione seguirà le regole e se saremo in grado di fermare la crescita continua che abbia-mo. Ma in ogni previsione, l’unica prova è quando arrivi a quel momento e vedi se ci arrivi o no.
E lungo la strada vediamo se le cifre previste diventano realtà in termini di aumenti, perché le cifre sono per l’intero periodo, non solo per la metà di agosto. E possiamo vedere se gli aumenti sono reali o no, se devono essere adeguati.
Sono convinto che anche quelli che lo fanno, lo adeguano periodicamente in base ai dati che ricevono e secondo le osservazioni che vedono sul campo “, ha aggiunto Arafat

Traduzione: Cristina Adriana Botis

Operazione ” Sele pulito “: Guardia di Finanza in azione

La Guardia di Finanza ha messo in atto l’operazione ” Sele pulito ” sequestrando 8 aziende bufaline per violazioni ambientali.

Operazione ” Sele pulito “: Guardia di Finanza in azione

I Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno sono impegnati in prima linea nel contrasto dei reati in materia ambientale – fenomeno sempre più allarmante nella Piana del Sele -, con un piano coordinato di controlli.

Tutte quelle aziende agricole con sedi attigue a corsi d’acqua affluenti del fiume Sele sono ora nel mirino delle Fiamme Gialle che, dall’inizio dell’anno, sono già intervenute presso oltre 20 allevamenti bufalini, per analizzare le modalità di gestione dei reflui zootecnici. I militari della Compagnia di Eboli hanno scoperto, in questo modo, gravi illeciti relativi allo smaltimento dei liquami, che in molti casi venivano scaricati direttamente nei canali consortili, mediante sistemi di canalizzazione, pozzetti e tubazioni interrate realizzati ad hoc, contaminando gravemente il terreno e le acque circostanti, destinate a riversarsi poi in mare.
Nel corso delle ispezioni sono state individuate anche numerose discariche abusive, con rifiuti “speciali” di ogni tipo, tra cui materiale inerte non trattato, ferro arrugginito, plastica e scarti di lavorazione di prodotti ortivi.
Delle 20 imprese bufaline verificate, nell’ambito dell’operazione denominata “Sele pulito”, ben 8 sono risultate non in regola con la normativa ambientale. Sono stati così denunciati all’A.G. di Salerno i rispettivi titolari, con il sequestro di aree aziendali per una superficie complessiva di oltre 118.000 mq2.

 

L’ultimo intervento dei Finanzieri ha interessato un’azienda di Eboli (SA), in località Campolongo, a poche centinaia di metri dal mare, dove, oltre allo sversamento illegale dei reflui, sono stati rilevati gravi maltrattamenti di animali: ad esempio, vitelli privi di lettiere ed acqua e, in alcuni casi, ammassati in box di ridotte dimensioni, senza alcuna possibilità di muoversi.
È quindi scattato il sequestro dell’intero complesso, di 20.000 mq2. Spetterà al titolare, accusato di gravi violazioni ambientali e maltrattamento di animali, il ripristino dello stato naturale dei luoghi e la bonifica dell’intera area.
Qualche giorno fa, a Serre (SA), le Fiamme Gialle hanno sequestrato un’altra azienda agricola di circa 32.000 mq2, anch’essa dedita allo smaltimento illegale dei rifiuti.
In questo caso, sono stati scoperti anche 2 lavoratori extra-comunitari “in nero”, con permesso di soggiorno scaduto.

 

 

Stéphanie Esposito

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Juve Stabia, i convocati di mister Caserta per il match col Venezia

Juve Stabia, i convocati di mister Caserta per il match col Venezia. Ancora indisponibili Elia e Cissè, torna in gruppo Mezavilla. Squalificato Di Mariano

Juve Stabia, i convocati di mister Caserta per il match col Venezia

 

Diramata la lista dei convocati delle Vespe che domani sera alle 21 allo stadio “Penzo” di Venezia affronteranno il Venezia di mister Dionisi per l’importantissima gara valevole per la trentaseiesima giornata del campionato di Serie B 2019-2020. Ancora assenti per problemi muscolari sia Elia che Cissè, recuperato invece Adriano Mezavilla. Squalificato Francesco Di Mariano per l’espulsione rimediata nel finale della gara contro il Chievo, rientrano invece dalla squalifica sia Canotto che Vitiello.

Di seguito il comunicato ufficiale della società gialloblè con la lista integrale dei convocati per il match di domani sera contro il Venezia, vero e proprio crocevia fondamentale sulla strada della salvezza per le Vespe.

“Prima della partenza avvenuta in giornata, mister Fabio Caserta ha reso nota la lista dei 24 calciatori convocati per il match Venezia-Juve Stabia, valevole per la 36^ giornata del Campionato di Serie BKT, in programma domani, 24 luglio 2020, con inizio alle ore 21 allo stadio “Penzo” di Venezia. Squalificato Di Mariano, rientrano
Canotto e Vitiello. Indisponibili Cisse ed Elia, è stato aggregato al gruppo Mezavilla. Tra i convocati figurano anche i giovani Todisco e Della Pietra.

Portieri: Polverino, Provedel, Russo

Difensori: Allievi, Fazio, Germoni, Ricci, Tonucci, Troest, Todisco, Vitiello.

Centrocampisti: Addae, Calò, Calvano, Izco, Mallamo, Mastalli, Mezavilla.

Attaccanti: Bifulco, Canotto, Della Pietra, Forte, Melara, Rossi.

S.S. Juve Stabia”.

 

a cura di Natale Giusti

Due i precedenti delle vespe sul campo dei lagunari

Sono due i precedenti delle vespe in laguna

Venezia e Stabia, si sono affrontate in gare di campionato allo stadio Pier Luigi Penzo di Venezia due volte, una pari in cadetteria ed una vittoria per i lagunari  in serie C. Questi i dettagli:

1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

28 ottobre 1951 – 8° giornata d’andata: VENEZIA – STABIA 1 – 1 Gino CERESETO (S) e Bianchini (V).

1952 / 1953 – Campionato Nazionale di Serie C

19 marzo 1953 – 5° giornata di ritorno: VENEZIA – STABIA 1 – 0 Colosio.

I precedenti a Castellammare

Giovanni MATRONE

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F1 Ferrari, a Maranello arriva il responsabile della Perfomance Development

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Binotto:” Questo è ciò che vogliamo tutti noi”

 

F1 Ferrari, a Maranello arriva il responsabile della Perfomance Development

Si cambia ancora in casa Ferrari. Dopo le prime gare della stagione da dimenticare, il team di Maranello vuole approfittare della settimana di pausa dalla pista. Il primo cambiamento riguarda l’ambito dirigenziale. Nasce infatti una nuova figura: quella di responsabile dello Sviluppo della prestazione, individuata in Enrico Cardile, fino a oggi capo dell’aerodinamica e del progetto del veicolo. “Bisognava cambiare” così Mattia Binotto  ha giustificato l’addio al “metodo orizzontale” voluto da Sergio Marchionne nel 2016. A tal proposito, riportiamo le altre dichiarazioni del team principal della Rossa:

“C’era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell’azienda in questo gruppo tecnico. L’area affidata ad Enrico Cardile sarà il fulcro dello sviluppo della prestazione della monoposto. Abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo. È un percorso lungo, che può subire delle battute d’arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo.”

Bilancio Interporto Campano: in crescita le società operative

INTERPORTO CAMPANO: L’ASSEMBLEA DEI SOCI HA APPROVATO IL BILANCIO 2019 In crescita le attività delle società controllate ISC, Intermodal e TIN.

Bilancio Interporto Campano: in crescita le società operative

NOLA- L’Assemblea dei Soci di Interporto Campano S.p.A. ha approvato all’unanimità il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019, il quale ha riportato un utile di € 92.288 con un Patrimonio Netto di € 54.222.675.
Nel corso del 2019 la società ha registrato numerose novità, tra cui la ripartenza delle opere di “completamento della viabilità di accesso all’interporto di Nola”, sbloccate per l’intervento della Regione Campania.
Riguardo alle attività operative, in crescita le società controllate ISC, Intermodal e TIN. Nello specifico, Interporto Servizi Cargo ha effettuato un totale di 2.443 treni e prodotto un totale di circa 1.423.945 km, con un incremento pari a circa il 20%. Intermodal nel corso del 2019 ha commercializzato 47.675 UTI (+12,18% rispetto al 2018). T.I.N. S.p.A. – società specializzata che gestisce il Terminal Intermodale dell’Interporto di Nola – ha riscontrato un incremento delle attività in termini di UTI movimentate del 7,1%.
Anche Interporto Servizi Cargo ha realizzato un fatturato “core”, relativo alla vendita di servizi di trazione ferroviaria, per circa 20 milioni di euro, e insieme a ISC e Intermodal (società che si occupa della commercializzazione degli spazi sui treni operati da Interporto Servizi Cargo) ha approvato un Piano Industriale quinquennale 2020/2024, nel quale è prevista la progressiva crescita ed acquisizione di quote di mercato del trasporto ferroviario merci in Italia (imperniato sul progetto TAC che prevede l’utilizzo della rete ferroviaria oggi dedicata alla Alta Velocità per il trasporto merci) e lo sviluppo della commessa del trasporto di materiali e mezzi delle Forze Armate almeno per il triennio 2019-2021.
L’amministratore delegato di Interporto Campano, Claudio Ricci, ha sottolineato: “I dati del 2019 e il bilancio relativo confermano il trend positivo della società, sia in termini finanziari che di crescita dei traffici, specie quelli intermodali. Per Interporto Campano il 2019 è stato sicuramente un anno cruciale per il rilancio operativo. Per questo, puntiamo a un sempre maggiore rafforzamento delle attività “core business” sia della Società madre che delle sue controllate”.
Il Presidente, Alfredo Gaetani, ha evidenziato che: “l’interporto di Nola è un attore determinante per lo sviluppo economico del territorio. Lo è stato per il passato e lo continua ad essere, ancora oggi, con maggior innovazione. Nostro compito è continuare a garantire questo ruolo interportuale, migliorandolo ed implementando nuove funzioni, specie nel processo di sviluppo della logistica e dell’intermodalità”.

Stéphanie Esposito
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