Torre del Greco: uno spacciatore arrestato, trovato con cocaina occultata in un mobile della cucina insieme a un bilancino e 1070 euro.
Torre del Greco: uno spacciatore arrestato, trovato con cocaina in casa
Ieri sera gli agenti del Commissariato di Torre del Greco, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in via Gradoni e Canale a Torre del Greco un uomo all’ingresso di un’abitazione che, dopo aver consegnato qualcosa ad un giovane in cambio di denaro, alla loro vista è rientrato frettolosamente nell’appartamento mentre il ragazzo è fuggito disfacendosi di un oggetto.
I poliziotti hanno recuperato l’involucro con 0,3 grammi di cocaina ed hanno effettuato un controllo nell’abitazione dello spacciatore in cui hanno rinvenuto, occultato in un mobile della cucina, un bilancino, della sostanza da taglio, materiale per il confezionamento della droga e 1070 euro.
Patrizio Loffredo, 42enne torrese con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio di sostanza stupefacente.
Rione Cavalleggeri D’Aosta: nasconde fuochi d’artificio illegali nel box, in cui è rinvenuta una scatola contenente pirotecnici “Storm”. Rione Cavalleggeri…
Torre del Greco, manutenzione straordinaria della segnaletica stradale: approvato il progetto, stanziati 250mila euro Approvata dalla Giunta comunale di Torre…
Ieri mattina gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, hanno effettuato un controllo in via Vincenzo Anania nel box di una donna dove hanno rinvenuto una scatola contenente 7 manufatti di esplodenti pirotecnici illegali denominati “Storm” che sono stati sequestrati.
Una 57enne napoletana è stata denunciata per fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti.
Torre del Greco, manutenzione straordinaria della segnaletica stradale: approvato il progetto, stanziati 250mila euro Approvata dalla Giunta comunale di Torre…
Piazza Mancini: bar “quartier generale” del falso. Arrestato il titolare, 70enne napoletano, per furto aggravato di energia elettrica.
Piazza Mancini: bar “quartier generale” del falso. Arrestato titolare
Piazza Mancini: bar “quartier generale” del falso: stamattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno effettuato un controllo in un bar di via Giovanni Scherillo in cui hanno rinvenuto, occultati sul soppalco dell’esercizio commerciale, numerosi bustoni contenenti oltre 570 capi di abbigliamento recanti marchi contraffatti di note “griffe” che sono stati sequestrati.
Inoltre i poliziotti, con il supporto di personale tecnico dell’ENEL, hanno verificato che il contatore elettrico era stato manomesso, da almeno due anni, con un bypass elettrico che aveva arrecato un danno per un importo di 31mila euro circa.
Il titolare, F.M., 70enne napoletano, è stato arrestato per furto aggravato di energia elettrica e denunciato per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, mentre il locale è stato sottoposto a sequestro.
Torre del Greco, manutenzione straordinaria della segnaletica stradale: approvato il progetto, stanziati 250mila euro Approvata dalla Giunta comunale di Torre…
Napoli, carabinieri donano statua al personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Un simbolo di vicinanza per chi è in prima linea.
Napoli, carabinieri donano statua ai sanitari dei Colli
Questa mattina alle ore 09.30, nel piazzale antistante l’ingresso principale dell’Ospedale Monaldi, ha avuto luogo la consegna, da parte del Comandante Provinciale di Napoli Generale di Brigata Canio Giuseppe La Gala
All’evento erano presenti il Dr. Maurizio di Mauro, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, il Dr. Pasquale Di Girolamo Faraone, Direttore Sanitario Azienda Ospedaliera dei Colli, la Dott.ssa Valeria Crivaro, Direttore Sanitario Ospedale Monaldi e il Dr. Raffaele Dell’Aversano, Direttore Sanitario dell’Ospedale Cotugno.
La statua troverà collocazione nell’androne dell’Ospedale Monaldi, custodita in un’apposita teca in fase di realizzazione.
La scultura è realizzata in cartapesta, un materiale povero, fragile ma modellato dalla passione e dalla determinazione di un carabiniere e i cui frammenti possono dar vita a qualcosa di saldo, evocativo e potente. Può diventare un simbolo di coesione e di desiderio di rinascita.
“L’opera” – dichiara il Generale Canio Giuseppe La Gala – “è un trittico nel quale sono raffigurati due carabinieri del nucleo radiomobile mentre sorreggono e proteggono l’Italia e la affidano ai medici che le prestano soccorso. Simboleggia la comunione di intenti tra noi Carabinieri ed il personale sanitario: entrambi abbiamo la stessa missione, quella di aiutare la gente. I Carabinieri e le forze di polizia aiutano i cittadini per garantire la sicurezza e i medici aiutano la popolazione e l’Italia a uscire presto dall’emergenza sanitaria.”
Alla consegna era presenta anche lo scultore, un militare dell’Arma cultore della carta pesta salentina, l’Appuntato Scelto Q.S. Alessandro Leo, che ha dichiarato: “Ho realizzato questo trittico in carta pesta leccese, un materiale povero ma di grande forza strutturale. I due carabinieri rappresentati trasportano l’Italia e la affidano agli infermieri. Uno dei carabinieri incontra lo sguardo dell’infermiere come a chiedere se ce la farà. La risposta è semplice ma carica di significato: una pacca rassicurante sulla spalla.”
Nella gara con il Ravenna, Minesso porta il pallone della tripletta a casa, ed il Grifo tiene gli ultimi tre punti dell’anno tra le mura amiche. Nei frangenti in cui il Ravenna ci ha provato a scardinare il fortino questa sera edificato da mister Fabio Caserta – fino agli ultimi due minuti, quando prima Papa poi Mokulu hanno severamente impegnato Fulignati -, l’undici di casa ha retto l’impatto con il giusto sacrificio.
Perugia – Ravenna si prospetta con novità di formazione rispetto alle ipotesi possibili di vigilia in base alle ultime apparizioni, anche se mister Caserta stesso nel pre gara aveva esplicitamente detto che, causa impegni reiteratamente ravvicinati, qualcosa sarebbe cambiato. Aggiungendo che al di là della stanchezza di alcuni, a ritornare doveva esser la voglia accompagnata dalla grinta, per riprendere il discorso di vittorie interrotto per strada. Ed allora ecco rivedersi dei nomi che proprio ieri in conferenza l’allenatore aveva menzionato come quelli a più basso minutaggio: Sgarbi, nei braccetti del terzetto difensivo, Vanbaleghem, che ha l’opportunità di far carpire le sue doti in regia, Kouan, che se nè potrà avvantaggiare negli spazi, Favalli, a sinistra, con il suo slancio controbilanciato dall’esperienza di Rosi a destra, Sounas a cucire tra centrocampo e trequarti per le ultime linee di passaggio, Minesso a rifinire per l’unica prima punta vera e propria, Melchiorri. Dopo 30 secondi di gioco Sgarbi chiude in corner su Mokulu. Il Perugia presenta sempre la problematica dell’asfittico riempimento dell’area avversaria. Fino al 21′ nessun tiro in porta nè dall’una nè dall’altra parte. Il minuto 21 segna invece il blitz di testa a rete di Minesso su servizio perfetto di Kouan, si ritrova non tenuto da nessuno a battere Tonti. Innesto di Fabio Caserta che sblocca la gara. Al 24′ ci riprova Mattia Minesso stavolta, innescando in combinazione con Sounas, lo slancio di Melchiorri, che ci arriva ma alza sopra la traversa. Al 37′ sfiorato il raddoppio con Sounas al volo, dopo un gran lavoro di Kouan che si lancia bene sulla destra guadagnando il cross al centro. Al 40′ è favalli a chiudere di fatto il tempo con velleità centrale, dopo un intraprendente Minesso ancora in veste assist – man.
Nel secondo tempo Minesso si scatena cosi nella sua tripletta di testa. In mezzo il goal di Franchini.
PERUGIA: Fulignati, Rosi (21′ st Elia), Favalli, Sgarbi, Angella, Monaco, Melchiorri (26′ st Murano), Sounas (21′ st Dragomir), Minesso, Vanbaleghem, Kouan (7′ st Moscati).
A disp.: Baiocco, Burrai, Crialese, Konate, Lunghi, Falzerano, Negro, Tozzuolo. All. Caserta
RAVENNA: Tonti, Alari (1′ st Marchi), Vanacore, Shiba, Ferretti (34′ st Marozzi), Franchini, Mokulu, Martignago (34′ st Cossalter), De Grazia, Papa, Perri.
A disp.: Raspa (GK), Albertoni (GK), Fiorani, Cesprini, Marra, Mancini, Sereni, Caidi, Jidayi. All. Colucci
ARBITRO: Emanuele Frascaro di Firenze (Davide Meocci di Siena e Luca Dicosta di Novara) – IV° ufficiale: Valerio Crezzini di Siena
RETI: 21′ pt, 6′ st, 28′ st Minesso (P), 16′ st Franchini (R)
La morte di John Lennon, membro dei “The Beatles”, ucciso al Dakota Building ha lasciato una ferita profonda ed incurabile nel cuore di tutti.
John Lennon e Christina Grimmie: la musica ci rende immortali
Una ninna nanna cantata da una madre, una canzone che serve per comunicare ciò che non riusciamo né a spiegare né a tenere nascosto, un pianto, una risata, una parola dolce, il suono dei clacson. Tutto intorno a noi è musica.
E’ impensabile immaginare un mondo senza di essa, è impensabile solo pensare di volerla distruggere, è impensabile voler fermare chi la fa. Tuttavia, lo stesso mondo che è fatto di musica è un mondo dove, purtroppo, il più delle volte domina la violenza, la cattiveria, il fanatismo.
8 Dicembre 1980, 10 giugno 2016: due tra le tante date che hanno tolto il respiro a migliaia e migliaia di persone. Due tra i tanti omicidi di cantanti che piangiamo ancora. Due volte in cui si è fermato il tempo.
Due giorni che testimoniano due grandi sconfitte della bellezza da parte della follia. Due voci strappate.
Due silenzi.
8 Dicembre 1980, morte di John Lennon, membro della celeberrima band “The Beatles”, uomo amatissimo e di successo il cui assassinio a sangue freddo al Dakota Building ha lasciato una ferita profonda ed incurabile nel cuore di tutti. 10 Giugno 2016, omicidio di Christina Grimmie al Plaza Live Theatre ad Orlando, cantante pop appena ventiduenne nel pieno della sua scalata per il successo, una normalissima ragazza definita una vera fonte di bontà e purezza dalle persone che la circondavano.
Mark Chapman, ancora detenuto in carcere, e Kevin James Loibl, suicidatosi subito dopo aver commesso il delitto: questi, rispettivamente, i nomi dei responsabili. Entrambi si definivano “fan” delle loro vittime (anche se non meriterebbero di ricevere questo appellativo nemmeno tra virgolette) ed entrambi hanno compiuto un estremo gesto, di pura pazzia ed egoismo, strappando il dono più prezioso a due figli, due amici, due amanti, due sognatori.
Rimane tuttavia impensabile pensare di voler distruggere la musica; non perché non si voglia, ma perché è impossibile. John Lennon e Christina Grimmie continuano a vivere tramite la loro arte, tramite le loro canzoni che vengono cantate a squarciagola, tramite i loro testi che vengono letti e analizzati e che possono far trovare conforto a qualcuno, tramite l’affezionatissimo ricordo dei fan, della famiglia e degli amici.
8 Dicembre 1980 e 10 giugno 2016 sono soltanto due limiti temporali, due capolinea, ma non saranno mai la fine di qualcuno che si è reso immortale: la musica è eterna.
Una cultura politica e sociale che si è diffusa e cronicizzata. L’ultimo eloquente caso, un critico d’arte vs un avvocato donna e sindaco.
“Secondo me prima di fare il sindaco, la Raggi faceva la cameriera in uno studio di avvocati”. La frase pronunciata da Vittorio Sgarbi nel giorno della propria candidatura a sindaco della Capitale e della sua lista, accende (e legittimamente) la reazione della sindaca Virginia Raggi che in serata ha risposto al Senatore e sindaco di Sutri: “La cameriera è un mestiere più che dignitoso”.
Per la cronaca, i rispettivi candidati dello Sgarbi a presidenti dei 15 municipi della Capitale, andavano dal culturista, alla cintura nera di taekwondo, all’allenatore di palestra, all’assistente bagnante e influencer.
Per carità tutte qualità e persone rispettabilissime, ma ragionevolmente cosa c’entrino, compreso il critico d’arte, con la complessa amministrazione, soprattutto giuridico-economica, di una grande città, capitale e capoluogo, è arduo razionalizzarlo. Ma se saranno contenti gli elettori, contenti tutti. Siamo (dovremmo essere) in una democrazia, costituzionale, repubblicana, parlamentare e occidentale.
La conclusione dello Sgarbi è stata esplicita riguardo alle sua visione politico-sociale: “Io sono un grande solista ma non ho mai avuto un’orchestra. Sono il Grillo di Rinascimento, posso fare anche otto comizi al giorno visto il mio temperamento, ma mi è sempre mancato un Casaleggio per curare la struttura e lasciarmi libero ai miei show”.
A proposito, il movimento di Vittorio Sgarbi “Rinascimento” lo candida pure a presidente della Regione alle prossime elezioni del 14 febbraio “Per liberarla dalla mafia e dallo Stato”.
Insieme alla candidatura a Roma, sembra quasi un grande “gioco” nazionale del “a cu pigliu pigliu”.
Si rammenta tuttavia una frase dell’attuale parlamentare Sgarbi, già deputato nelle legislature XI, XII, XIII, XIV e precedentemente in Forza Italia-Berlusconi-presidente, ora nel gruppo Misto (o come mi appare più in generale questo Gruppo parlamentare, sia nazionale che regionale: «un Limbo, in attesa di “pi mia chi c’è”»).
Ospite lo Sgarbi, il 17 giugno 2011, del «Taormina Film Fest», dichiarò: “La mafia in Sicilia non esiste più. Mi spiego: la Sicilia soffre del connubio mafia/antimafia, ha fornito il marchio d’origine, ma, dagli anni Ottanta, il ruolo dei pentiti l’ha resa meno forte, fino a sgretolarla. Insomma, la mafia non esiste più, rimane solo un rapporto affettivo nei suoi confronti”.
Quelle parole, si ritiene, delegittimavano implicitamente la memoria di chi ha dato la vita e tutt’ora la propria esistenza, per combattere la criminalità organizzata per il bene dei siciliani e italiani civili.
C’è probabilmente anche un’ulteriore componente nell’implicita delegittimazione contro la sindaca, ovverosia che l’attuale avvocato e sindaco Raggi, è una donna.
Quest’altra nevrosi, la misoginia a prescindere, è ormai sparsa in modo trasversale in tutte le espressioni politiche, da destra a sinistra e nel movimento, persino tra le donne appartenenti alle predette estrazioni.
Qualche esempio eloquente tra gli innumerevoli che ci sono stati: gli strali e gli insulti pesanti di qualche anno addietro da parte della sinistra contro la parlamentare Maria Rosaria Carfagna poiché quest’ultima di Forza Italia. Altrettanti quelli della destra e allora del movimento contro la parlamentare Maria Elena Boschi all’epoca del Partito Democratico e persino anche di qualcuna più avanti negli anni dell’allora suo stesso partito. Come pure sono altrettanto significativi gli insulti e attacchi contro la sindaca Virginia Raggi, da parte della sinistra quando il Governo era cinquestelle-lega, poi dalla destra quando il Governo è divenuto cinquestelle-sinistra e pure da fuoriusciti dal movimento.
E questa ossessione dell’insulto o dell’offesa gratuita, accade pure nel quotidiano, sui social e ovunque ci sia interazione tra persone, quasi che diversamente non si è nessuno/a.
D’altra parte lo sperimento su me stesso. Quando scrivo, a seconda già del titolo e nonostante il più delle volte con il lampante supporto di comunicati delle Forze dell’Ordine, per alcuni sono stato: razzista, piddiota, grullino, fascista e queste le parole edulcorate, altre frasi invece non è il caso di citarle.
Questo evidente sentirci, ma anche metterci l’uno contro l’altro, come addirittura veicolato da parte della politica, istituzioni e media (DIVIDI ET IMPERA), potrebbe costituire, nel caso di una rilevante crisi economica, una soglia di non ritorno con imbarbarimento generalizzato.
Legittimo e a volte anche doveroso combattere civilmente il sistema tanto più se incancrenito e/o deviato. Da queste pagine non gli si risparmia alcun aspetto e in certi casi anche in modo aspro. Ma quando l’assillo diventa la persona, il concittadino, solo perché di altro colore, oppure in quanto indipendente e/o non allineabile alla rispettiva estrazione o ideologia, oppure confessione, o anche corruzione, allora c’è una inquietante regressione psico-sociologica nella cosiddetta società civile.
Campania, covid e indifferenza: Il Garante dei Detenuti Samuele Ciambriello: “La politica minimizza l’emergenza nelle carceri, quattro detenuti, un agente di polizia penitenziaria e un medico morti”
Campania – “CARCERE, COVID E INDIFFERENZA. La seconda ondata ha portato nel sistema carceri più contagiati e morti della prima. Per la politica il carcere resta una zona grigia. Una risposta semplice a problemi complessi.” questa l’amara analisi del Garante dei Detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, che ha accusato la politica regionale e nazionale di ignorare il problema.
“La pena, ad oggi, porta con sé un sovraccarico di sofferenze e umiliazione non scritto in sentenza e, soprattutto, non riesce a ricostruire una nuova identità sulla quale innestare un percorso di cambiamento. Quattro detenuti morti per Covid in Campania, un agente di polizia penitenziaria di santa Maria Capua Vetere, il medico sanitario di Secondigliano. E la politica MINIMIZZA.
I dati ad oggi: Totale regione 48 detenuti contagiati – Poggioreale 3, un ricoverato in ospedale, Secondigliano 44 detenuti e 2 esterni in ospedale, Benevento 1. Totale personale, agenti e operatori penitenziari e sanitari 78.”
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Juve Stabia, questione “Pinto”: ecco come andarono davvero le cose. L’ex sindaco Antonio Pannullo risponde alle accuse del presidente della Casertana, D’Agostino
Juve Stabia, questione “Pinto”: ecco come andarono davvero le cose
Nel mare di accuse totalmente infondate riversate ieri dal presidente della Casertana, Giuseppe D’Agostino, sul sodalizio gialloblè, ce n’è stata una che ha fatto andare su tutte le furie un po’ tutto l’ambiente stabiese. Ci riferiamo in particolare all’utilizzo dello stadio “Pinto” da parte della Juve Stabia nella prima parte della stagione 2017-2018 a causa del rifacimento del manto erboso dello stadio “Romeo Menti” di Castellammare in quel periodo.
Il j’accuse di D’Agostino, che avoca a sé la concessione del “Pinto” alla Juve Stabia per sei partite peraltro non particolarmente fortunate per le Vespe, è stato ieri perentorio ma le cose dette non corrispondono assolutamente alla realtà dei fatti: “La Juve Stabia non ha teso la mano alla Casertana, vogliono giocare se la Lega non la sposta. 4 anni fa la Juve Stabia mi chiese il campo, hanno giocato 6 partite qui senza prendere un euro. Questo significa essere sempre pronti a dare una mano”.
Per capirne di più su come andarono realmente i fatti, la redazione di ViVicentro.it ha contattato l’ex sindaco dell’epoca di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo, che ci ha fornito la versione reale di cosa accadde effettivamente nella fattispecie menzionata dal presidente della Casertana.
Tutti sanno che lo stadio “Pinto” di Caserta è di proprietà del Comune e non della Casertana. E lo stadio “Pinto” fu concesso alla Juve Stabia solo per l’alacre lavoro svolto dai due sindaci dell’epoca, Antonio Pannullo e Carlo Marino, con l’attuale direttore generale delle Vespe, Clemente Filippi, che contribuì tantissimo alla buona riuscita dell’operazione recandosi più volte a Caserta e svolgendo una proficua opera di intermediazione tra le parti.
Di seguito le dichiarazioni dell’allora sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Pannullo, rilasciate alla redazione di ViViCentro.it.
“Ho letto le dichiarazioni del Presidente della Casertana e mi sembra giusto precisare. Su espresso invito dell’allora Presidente della Juve Stabia, Manniello, nelle more che si rifacesse il manto erboso, mi impegnai per trovare un campo di gioco che rispondesse come struttura al regolamento della serie C. La scelta ricadde su Caserta e grazie alla straordinaria disponibilità del Sindaco e dopo aver intercesso con il Prefetto ci fu concesso di giocare sul campo della città di Caserta. Ringrazio ora per allora il Sindaco Marino unico esemplare interlocutore del tempo.”
Torre del Greco, manutenzione straordinaria della segnaletica stradale: approvato il progetto, stanziati 250mila euro
Approvata dalla Giunta comunale di Torre del Greco, presieduta dal sindaco, GiovanniPalomba, la delibera n. 389 per il progetto preliminare relativo ai lavori di manutenzione straordinaria della segnaletica orizzontale e verticale sulle strade cittadine.
La proposta di deliberazione, a firma dell’assessore alla Polizia Municipale, RaffaeleArvonio, si inquadra nelle linee programmatiche dell’Amministrazione comunale, finalizzate al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, attraverso progettualità che ne riqualifichino anche il tessuto ed il decoro urbano in cui essi vivono.
Così, nello specifico, sono stati stanziati quasi 250.000 euro per la messa in opera di lavori di rifacimento e potenziamento della segnaletica orizzontale e verticale – inseriti nel programma triennale delle opere pubbliche 2020/2022 – che miglioreranno la fruibilità delle strade sia per gli automobilisti sia per i pedoni.
Attesa, inoltre, nei prossimi giorni anche l’approvazione del progetto definitivo che siglerà ufficialmente la conclusione della fase istruttoria e darà l’avvio alla predisposizione delle procedure di gara per l’affido dei lavori previsti nel prossimo anno.
“Con l’approvazione del progetto preliminare – le parole dell’ Assessore Arvonio – prende il via l’iter amministrativo per una manutenzione straordinaria della segnaletica stradale sull’ intero territorio cittadino. Si tratta di un intervento importante quanto indispensabile ed urgente che mira soprattutto a migliorare la sicurezza stradale, e quella dei cittadini che potranno fruire in modo più chiaro e sicuro della percorribilità delle strade cittadine, attraverso interventi quali dissuasori di velocità e attraversamenti pedonali rialzati”.
La stagione di Formula Uno ha vissuto un anno difficile a causa della Pandemia ma grazie all’impegno di tutti è finita senza particolari problemi se non per l’incidente di Grosjean in Bahrain. Anche quest’anno il dominio è stato della Mercedes che con Hamilton ha dimostrato di essere difficilmente battibile. Benissimo Verstappen, che si conferma al terzo posto nel Mondiale. Malissimo le Ferrari, anche più dello scorso anno, in particolare con Vettel da cui ci si aspettava qualche punto in più rispetto ai 33 conquistati.
Al termine del campionato di Formula Uno è tempo di bilanci. Il circus si fermerà per l’inverno al fine di sviluppare la macchina, anche se ci saranno tantissime limitazioni sull’aerodinamica, per il prossimo campionato in cui vigerà ancora il regolamento di quest’anno. Nel 2022 cambierà il regolamento con l’inserimento del tetto di spesa più qualche altra regola per livellare le prestazioni e favorire i sorpassi.
La stagione appena conclusa ha visto ad alti livelli Lewis Hamilton e la Mercedes con un Verstappen che si è confermato. Sorpresa di quest’anno è stata la McLaren con il motore Honda con la casa nipponica che dopo il prossimo anno lascerà il circus. Sopresa tra i piloti invece è stato Russell che chiamato dalla Mercedes per sostituire Hamilton (causa Covid) ha fatto vedere le proprie doti nel GP di Sakir.
Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.
Carlo ha analizzato con noi la stagione di tutti i piloti di Formula Uno dando ad ognuno di loro un voto globale.
Si va dal 10 e lode a Hamilton al 3 a Vettel e alla Ferrari.
In chiusura Carlo esprime i suoi personali auguri di Buone Feste a tutti i lettori di ViViCentro.
Gli appuntamenti con Carlo in questa lunga sosta invernale continueranno per anticipare quello che succederà la prossima stagione in termini di piloti e sviluppo macchine.
Se vuoi ascoltare l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue:
L’indebita percezione del Reddito è stata scoperta dal Comando Provinciale della GdF di Messina. Disposti sequestri per il recupero.
I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo delle somme indebitamente percepite da diversi soggetti non aventi diritto al beneficio del reddito di cittadinanza, in quanto condannati a titolo definitivo nell’ultimo decennio per reati di mafia, ovvero familiari di soggetti condannati per medesimi reati.
Gli specialisti delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, a seguito di un’attenta attività di analisi giuridico-normativa, orientata ad intercettare l’indebita percezione di sussidi pubblici e in collaborazione e sinergia info-operativa con l’INPS, hanno espletato una serie di attività investigative, tendenti all’individuazione e repressione di condotte penalmente rilevanti, finalizzate all’illecita riscossione del Reddito di Cittadinanza.
Al riguardo, come noto, il Reddito di Cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, siano in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, reddituali e patrimoniali, oltre che, tra l’altro, non essere stati condannati, nell’ultimo decennio, con sentenza passata in giudicato, per reati di mafia.
A seguito della verifica di tali presupposti, soggettivi ed oggettivi, quindi, l’attività svolta ha portato alla denuncia di 25 soggetti, sventando così una frode di circa 330.000 €, perpetrata da soggetti condannati per reati di mafia e/o loro familiari che avevano fraudolentemente omesso di dichiarare il proprio status nell’istanza per ottenere il beneficio.
I soggetti condannati per reati di tipo mafioso fanno parte, a vario titolo, dei clan di maggiore spicco di Messina e provincia, quali: Santapaola-Romeo, Sparacio, Spartà, Galli, Batanesi-Bontempo Scavo, De Luca, Mangialupi, Camaro, Tortoriciani, Ventura, Ferrante e Cintorino.
Tra le principali attività illecite, per le quali i soggetti coinvolti nell’indagine risultano essere condannati, spiccano le estorsioni, l’usura, il traffico di sostanze stupefacenti, il voto di scambio, il maltrattamento e l’organizzazione di competizioni non autorizzate di animali.
All’esito delle analisi condotte, il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, accogliendo la proposta della locale Procura della Repubblica, ha pertanto disposto il sequestro delle somme indebitamente percepite, per l’ipotesi di reato prevista dall’art. 7 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, per l’illegittima percezione del Reddito di Cittadinanza che, nei casi più gravi, prevede la reclusione da 2 a 6 anni.
L’operazione condotta dalle Fiamme Gialle messinesi, in piena sinergia d’intenti con l’Autorità Giudiziaria di Messina, testimonia l’impegno continuo della Guardia di Finanza a tutela dell’economia, anche in considerazione dell’attuale momento attraversato dal Paese, legato all’emergenza epidemiologica in corso, che necessita, soprattutto adesso, un attento ed oculato impiego delle risorse pubbliche.
Guardia di Finanza Operazione “Natale Sicuro”: sventato commercio illegale di botti illegali e altamente pericolosi destinati a tutta Italia, sequestri per 1 tonnellata, arrestato un responsabile.
Guardia di Finanza Napoli: Operazione “Natale Sicuro” VIDEO
NAPOLI- Scoperta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dell’intensificazione dell’attività di controllo economico del territorio in vista dell’approssimarsi delle festività natalizie, l’ennesima attività di commercio di botti pirotecnici illegali.
In particolare, i finanzieri della Compagnia di Giugliano in Campania hanno tratto in arresto a Frattamaggiore un 23enne di Pomigliano d’Arco sottoponendo a sequestro quasi 1 tonnellata di botti altamente pericolosi.
Individuato un carico di cd. “COBRA” e “BATTERIE F2”, che il giovane si stava apprestando a spedire in tutta Italia tramite diversi vettori specializzati.
Localizzato a Casalnuovo di Napoli anche un deposito, un vero e proprio punto vendita, all’interno di un parco residenziale densamente abitato, dove è stato scoperto un ingentissimo quantitativo di materiale di fattura artigianale, con carica potenzialmente esplosiva, tipo “CIPOLLE”, “RENDINO”, “TRONETTO” “BOMBE SFERICHE E CILINDRICHE” di varie dimensioni e prodotti di categoria tipo “BATTERIE F2”.
Anche l’operazione odierna si inquadra nell’ambito del dispositivo di prevenzione e repressione del commercio illecito di prodotti pericolosi, predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli.
Continua l’eruzione dell’Etna con esplosioni e fontane di lava ben visibili da Catania e da molti paesi delle provincie limitrofe.
Continua spettacolare l’eruzione dell’Etna, già la notte passata aveva fatto sentire i propri boati in tutta la provincia catanese illuminando il cielo con le sue fontane e colate di lava “22 Dicembre 2020 Etna in eruzione da stanotte con fontane di lava”.
Il vulcano è visibile da tutta la costa jonica catanese e parte messinese come pure dalla Calabria che si affaccia sullo Stretto di Messina. Questa sera in Sicilia, tra il clima sereno e il cielo terso, la visibilità è migliorata e l’Etna può offrire il suo spettacolo naturale anche a distanza.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo (Ingv-Oe) continua a monitorare le colate laviche, in particolare quella lungo la Valle del Bove che si muove sulla parete occidentale di quest’ultima con il fronte che ha raggiunto la quota stimata di circa 2400 metri.
Dall’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, è stato possibile osservare una piccola esplosione freatica in Valle del Bove, determinata dall’interazione del flusso lavico con il manto nevoso. Anche la colata diretta a Sud-Ovest è tuttora alimentata ed il fronte si trova ad una quota stimata di circa 2500 metri sul livello del mare.
Dal punto di vista sismico, il tremore vulcanico ha mostrato un netto decremento della sua ampiezza media riportandosi attualmente su un valore medio.
Ieri mattina aveva nuovamente ripreso con energia l’attuale fase eruttiva sull’Etna. Da tre bocche aperte sul cratere di Sud-Est c’era stata un’intensa attività stromboliana associata a un repentino aumento del tremore dei condotti magmatici interni del vulcano attivo più alto d’Europa.
L’Ingv-Oe di Catania aveva evidenziato, tramite la visione di immagini delle telecamere di sorveglianza termica, anche la presenza di “fontane di lava” da almeno due bocche eruttive sul cratere di Sud-Est che hanno formato un’alta colonna eruttiva.
A causa del maltempo di ieri non era stato possibile osservare le fontane di lava, ma già questa mattina quando il sole era ancora basso il vulcano si è presentato con due colate di lava ben visibili, una nel settore sud-occidentale del cono del Cratere di Sud-Est, che era collassato durante il parossismo del 13 dicembre scorso, e l’altra sul lato nord-orientale del cono.
L’evento sismico avente magnitudo 4.4 ed una profondità di 30 km, è stato registrato alle ore 21:27.
La scossa è stata avvertita nettamente dalla popolazione di Ragusa, Palazzolo Acreide (Rg), Rosolini (Rg), Siracusa, Noto (Sr), Modica (Sr), fino anche alle provincie di Catania e Messina orientale.
Nelle zone più vicine all’epicentro la gente si è riversata nelle strade in preda al panico, con migliaia di chiamate arrivate alla centrale dei vigili del fuoco.
Si temono danni seppure la Protezione Civile fa sapere che dalle prime informazioni non sembrano esserci conseguenze a persone, ma certo c’è stata e c’è molta paura.
Il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, è in contatto con il Prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza e con il Capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, per un costante aggiornamento della ricognizione di eventuali problematiche.
Scossa di terremoto in Sicilia sulla costa del ragusano. La scossa di magnitudo 4.4 è stata con epicentro nel Golfo di Gela in provincia di Cl, si è avvertita intensa a Caltanissetta e Siracusa
Carabinieri forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Caserta hanno dato esecuzione a distinte ordinanze di custodia cautelare per due soggetti gravemente indiziati di avere dato luogo, tra l’altro, a plurimi incendi di rifiuti speciali e non.
Carabinieri forestali: custodia cautelare per piromani VIDEO
Nella mattinata odierna, i Carabinieri forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Caserta —N.LP.A.A.F., unitamente a personale della Stazione Carabinieri Forestale di Marcianise, hanno dato esecuzione a distinte ordinanze di custodia cautelare emesse, su richiesta di questa Procura della Repubblica, dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di due soggetti, P.G., un uomo di anni 55 di Santa Maria Capua Vetere, cui è stata applicata la misura degli arresti domiciliari, e C.A., un giovane albanese di anni 23, residente alla Frazione Sant’ Andrea dei Lagni del medesimo comune sammaritano.
Gli stessi sono gravemente indiziati di avere, in concorso tra loro ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, dato luogo, tra l’altro, a plurimi incendi di rifiuti speciali e non, costituiti da imballaggi per ortofrutta in plastica, in legno e in cartone. Incendi suscettibili di assumere vaste proporzioni, così cagionando pericolo per la pubblica incolumità e danno ingiusto per la salubrità dell’ambiente.
Contestualmente sono stati notificati avvisi di conclusione delle indagini ad altri quattro complici, F.B.C., una donna polacca di anni 52, coniuge di P.G., K.J.K., un uomo polacco di anni 49, residente in S. Maria C.V., e ai coniugi A.A.F., di anni 54, e T.G., di anni 62, residenti in agro del comune di Grazzanise (CE).
Detti provvedimenti si inseriscono, infatti, nell’ambito di più ampia ed articolata indagine diretta da questa Procura della Repubblica in relazione alla problematica di emergenza ambientale della C.d. “Terra dei Fuochi”, iniziata nell’anno 2018, allorquando nel mese di dicembre era già stata posta in sequestro un’area di 2000 mq Sita in zona adiacente al mercato ortofrutticolo di San Tammaro, da P.G. utilizzata per attività illegale di raccolta, trattamento e commercializzazione di rifiuti, costituiti da imballaggi per prodotti ortofrutticoli, nonché al sequestro penale di due autocarri utilizzati per l’illecito trasporto dei rifiuti.
In quella circostanza venne altresì tratto in arresto K.J.M., di anni 21, originario del Gambia, un dipendente di fatto di P.G., sorpreso in flagranza di reato mentre si accingeva, all’interno della predetta area, ad appiccare il fuoco ad un cumulo di rifiuti depositati sul suolo, costituiti dalle cassette in disuso non commercializzabili.
A partire da tale data, l’allora indagato P.G., nominato custode giudiziario in costanza di sequestro, poneva in essere numerose violazioni ai doveri di custodia, sottraendo gli imballaggi presenti nel deposito allo scopo di commercializzarli e violando materialmente i sigilli di Stato apposti all’ingresso dell’area posta in sequestro, onde favorire l’ingresso ad essa, servendosi, più volte, anche degli autocarri per i quali vigeva il vincolo reale, continuando a svolgere l’attività illecita anche su suolo pubblico, ovvero nel piazzale prospiciente il mercato ortofrutticolo di San Tammaro.
Successivamente, nel mese di luglio 2019, i militari forestali del NIPAAF e del Reparto Forestale di Marcianise, collaborati nella circostanza dai Carabinieri della Compagnia di S. Maria C.V., a seguito di un servizio mirato di appostamento e di pedinamento, traevano in arresto, d’iniziativa, altri tre soggetti, tra cui lo stesso P.G., ritenuti responsabili, a vario titolo e con distinte modalità comportamentali, del delitto di combustione illecita di rifiuti e di trasporto dei medesimi in funzione del loro successivo incendio, scoprendo, così, l’ulteriore sito di conferimento degli imballaggi in Grazzanise (CE).
L’attività investigativa ha consentito, dunque, di ricostruire, alla luce dei singoli episodi criminali, l’esistenza di una vera e propria organizzazione delinquenziale costituita da un “capo”, P.G., promotore ed organizzatori delle molteplici condotte delittuose, e cinque sodali: F.B.C., coniuge del “capo”, compartecipe alle strategie operative del sodalizio nonché proprietaria del terreno ove avvenivano le combustioni dei rifiuti; C.A., parimenti organizzatore dell’associazione, figura di raccordo dell’odierno arrestato nella direzione di operai dell’impresa di fatto, illegalmente costituita; K.J.K., cognato di P.G., partecipe all’associazione quale operante; i coniugi A.A.F. e T.G. che, al fine di ottenere benefici economici, mettevano a disposizione dell’associazione rispettivamente la propria opera materiale e il terreno sito in Grazzanise, alla via La Quercia, per il deposito dei rifiuti da rivendere e per l’incendio di quelli non commercializzabili, in tal modo agevolando l’operato del sodalizio, rafforzandolo e condividendone i fini.
In altri termini i sei criminali si erano stabilmente associati tra di loro per il traffico illecito di rifiuti speciali costituiti da imballaggi in plastica, legno e cartone destinati ai prodotti ortofrutticoli e provenienti dal Mercato ortofrutticolo di San Tammaro (CE).
L’associazione, avvalendosi di un deposito completamente abusivo e di un sistema organizzato di automezzi, aveva dunque intrapreso un’ attività non autorizzata di raccolta, trasporto e commercializzazione di detti imballaggi, nonché di distruzione di quelli non rivendibili mediante la loro illecita combustione. Gli incendi, consumati inizialmente nel sito posto alle spalle del mercato ortofrutticolo di San Tammaro, a seguito del sequestro operato dai militari, proseguivano in altra area, allocata nel comune di Grazzanise, ove era stato individuato un ulteriore luogo per lo smaltimento illecito dei rifiuti mediante illecito incendio.
L’attività di indagine ha, in definitiva, consentito di disvelare una complessa realtà criminale in cui i predetti associati operavano in assoluto dispregio delle norme relative allo smaltimento dei rifiuti.
Ciò che appare più grave è che l’attività del sodalizio non si sostanzia nel pur illecito riciclo degli imballaggi, ma soprattutto nel criminale smaltimento di quelli in disuso che, invece di essere conferiti presso siti abilitati, venivano “malamente” sparse ai margini delle strade ed addirittura incendiate, con grave pericolo per la pubblica incolumità.
Desta poi assoluto allarme il fatto che gli indagati non abbiano mostrato remora alcuna pur a seguito dei numerosi controlli della P.G. cui sono stati sottoposti ed anzi abbiano continuato a svolgere l’attività illecita utilizzando anche il deposito ed i veicoli posti in sequestro.
La pervicacia degli indagati nella prosecuzione dell’attività illecita si evidenziava non solo in ragione delle numerose violazioni di sigilli contestate dai militari, ma anche alla luce delle conversazioni captate durante le indagini dalle quali è emerso che P.G. e C.A. si erano sempre preoccupati di proseguire nell’attività illecita anche nel periodo in cui il “Capo” del Sodalizio, P.G., si trovava sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Alla luce di detti elementi, il GIP ha ritenuto di tutta evidenza, che ci si trova innanzi a soggetti che svolgono in maniera stabile l’attività illecita in argomento, essendo adusi a procacciarsi denaro mediante la commissione di reati della stessa specie di quelli disvelati, onde appare presumibilmente certo che, se agli stessi non venga inibita la libertà di movimento, perseverino nelle condotte delittuose: di qui, l’applicazione delle misure restrittive degli arresti domiciliari per P.G. e dell’obbligo di dimora per C.A., quale unico rimedio per interrompere definitivamente lo svolgimento delle plurime condotte illecite.
Va, in conclusione, sottolineato come grazie all’attenta e pervicace attività di direzione delle indagini da parte di questa Procura della Repubblica, che consentiva la sinergia delle energie investigative profuse da personale appartenente sia ai CC Forestali in servizio presso il NIIPAF di Caserta, sia presso la Stazione di Marcianise, nonché presso l’ Aliquota CC di questa Procura, si è pevenuti ad un importante risultato rispetto ad un preoccupante fenomeno che impatta negativamente su plurime matrici ambientali e che desta notevole allarme sociale.
Santa Maria Capua Vetere, 22 dicembre 2020.
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Dott.ssa Maria Antonietta Troncone
Sant’Agnello: evade dai domiciliari, arrestato.
Ieri mattina gli agenti del Commissariato di Sorrento, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti presso un’abitazione di via Iommella Piccola a Sant’Agnello poiché era scattato l’allarme di un braccialetto elettronico.
I poliziotti, una volta sul posto, hanno fermato un uomo all’ingresso dello stabile accertando che si era allontanato dal proprio domicilio dove è sottoposto agli arresti domiciliari per stalking.
Giovanni Scarpa, 54enne napoletano, è stato arrestato per evasione.
Denunciata una famiglia di imprenditori dalla Guardia di Finanza di Enna per reati fallimentari sequestrando 500 mila euro. VIDEO
I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna, con l’Operazione Matrioska, al termine di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno sottoposto a sequestro preventivo beni e somme di denaro per circa 500 mila euro nei confronti di un’intera famiglia di imprenditori, denunciati a piede libero per reati fallimentari e tributari.
Il provvedimento, firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ennese, è giunto al termine di complesse investigazioni eseguite dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Enna, partite dall’analisi di alcune operazioni societarie avvenute tra le imprese della famiglia, tutte attive nel settore della grande distribuzione tra le province di Enna e Catania, che hanno portato alla luce ripetuti episodi di distrazione patrimoniale preordinati allo “svuotamento” delle casse e dei beni dell’azienda principale, successivamente fallita con un debito complessivo verso i creditori per oltre 6 milioni di euro.
Il modus operandi adottato era quello di costituire nuove aziende, sempre riconducibili a membri della stessa famiglia, che stipulavano contratti di compravendita di beni aziendali e di merci con la società destinata al fallimento, resa così in breve tempo una “scatola vuota” non più in grado di soddisfare i creditori, apparentemente slegata dalle nuove imprese che, di fatto, subentravano nell’attività sfruttandone l’intero compendio aziendale. Tra i creditori, oltre ai principali fornitori, figura anche lo Stato per il mancato pagamento da parte della società fallita di imposte e contributi previdenziali per circa 2 milioni di euro.
Cinque le persone denunciate a piede libero, in concorso tra loro, per bancarotta fraudolenta aggravata, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e impiego di denaro e beni di provenienza illecita (autoriciclaggio): padre, due figli, un nipote e uno dei membri del collegio sindacale, complice della famiglia di disonesti imprenditori, che ora rischiano, se condannati, pene da tre a dodici anni di reclusione.
Ad essi vanno ad aggiungersi anche quattro società, convolte nel reimpiego e nella sostituzione dei beni aziendali della fallita, che, non avendo adottato modelli organizzativi e di gestione idonei a prevenire delitti della specie, sono indagate per l’illecito amministrativo dipendente dal reato commesso dagli amministratori nel loro interesse o a loro vantaggio, secondo le norme della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società previste dal decreto legislativo n. 231/2001. In tale circostanza, la sanzione prevista in caso di condanna è di natura pecuniaria, cui si aggiunge la confisca in capo all’ente del prezzo o del profitto del reato.
Sedici le unità immobiliari in sequestro tra appartamenti, capannoni e terreni nella disponibilità degli indagati, in aggiunta alle somme di denaro depositate su quattro conti correnti bancari, per un valore complessivo di 500 mila euro, cautelati dallo Stato in attesa dell’esito del processo.
L’operazione di servizio odierna costituisce un’ulteriore testimonianza del costante impegno delle Fiamme Gialle nella lotta a ogni forma di illegalità nel sistema economico-finanziario: contrastare i reati fallimentari significa restituire quanto dovuto a tutti i creditori delle società, tutelando per primi le imprese, i professionisti e i lavoratori dipendenti che operano onestamente, nella piena e consapevole osservanza delle leggi.
Quarto appuntamento con l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele
Prosegue il programma natalizio del Vittorio Emanuele “Resta a casa… e vieni al Teatro”
Domani (mercoledì) quarto appuntamento del Teatro:
concerto sinfonico diretto dal M° Marco Alibrando
MESSINA – Prosegue l’attività del Vittorio Emanuele nell’ambito del programma natalizio “Resta a casa… e vieni al Teatro”: domani (mercoledì 23 dicembre) alle ore 21, in diretta streaming sul sito e sui social dell’Ente, quarto appuntamento con l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele, diretta questa volta dal M° Marco Alibrando, giovane direttore ma dalla brillante carriera. Già allievo e assistente di grandi maestri, tra i quali Ivan Fischer, ha già diretto moltissime orchestre nei più importanti teatri italiani ed esteri ed alcuni tra i principali festival al mondo come il “Rossini Opera Festival” di Pesaro ed il “Festival di Spoleto”. Recentemente ha diretto il “Tabarro” al Teatro Comunale di Sassari (in onda proprio in questi giorni su Sky Classica HD) e prossimamente debutterà al Teatro Filarmonico di Verona con l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e Giuseppe Ettorre (primo contrabasso del Teatro alla Scala) come solista.
Nel programma spicca – e non poteva mancare, visto il periodo – il Concerto grosso per la Notte di Natale (ottavo dei 12 concerti della raccolta, l’op. 6) di Arcangelo Corelli, che lo compose nell’ultimo decennio del XVII secolo; fu eseguito in occasione della tradizionale cantata della notte di Natale nel Palazzo Apostolico Vaticano alla presenza del Pontefice, forse nel 1690.
Il concerto sarà replicato su RTP sabato 26 dicembre 2020 (ore 21) e domenica 27 (ore 15:15), mentre su TCF mercoledì 30 dicembre 2020 (ore 21).
Tutto pronto per l’ultima gara del 2020 di Inter e Verona. Si gioca al Bentegodi il 23 dicembre alle 18:30. Conte è pronto a riabbracciare Vidal e punta alla settima vittoria di fila in Serie A. Juric cerca di uscire da un periodo buio per la sua squadra.
Conte non poteva chiedere regalo di Natale migliore che la possibilità di chiudere il 2020 in testa alla classifica. Dopo la disfatta in Champions, l’Inter ha infatti chiuso la striscia positiva di sei vittorie consecutive in Serie A. Il Verona, invece, arriva alla sfida dopo la sconfitta casalinga contro la Sampdoria e il pareggio di Firenze nell’ultimo turno. L’ultima vittoria della squadra veneta risale al febbraio 1992. Da allora, 15 vittorie interiste e 4 pareggi.
verona
Dopo il pareggio contro la Fiorentina, Juric arriva alla sfida contro l’Inter con qualche dubbio da risolvere. In primis, c’è il fattore infortuni, che ha messo ai box diversi attaccanti scaligeri: l’unica certezza resta Zaccagni, mentre sulla fascia opposta, ancora ballottaggio Lazovic-Ilic, mentre per il ruolo di prima punta dovrebbe partire titolare Salcedo, un ex nerazzurro. Anche se resta ancora aperta l’ipotesi Colley. In difesa, il dubbio è per un il posta da centrale, con Gunter, al momento, preferito a Lovato. probabile formazione(3-4-2-1): Silvestri; Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Tameze, Veloso, Dimarco; Lazovic, Zaccagni; Salcedo. All. Juric
inter
Contro il Verona, l’Inter si appresta a chiudere un filotto di 10 gare in un mese (la prima contro il Torino il 22 novembre), di cui 6 vittorie in Serie A e una in Champions. Conte, intanto, può riabbracciare Vidal, tornato dall’infortunio e pronto per una maglia da titolare al posto di Gagliardini. Confermati, quindi, anche Brozovic e Barella. In difesa, confermati il gruppo dei “fedelissimi”: Skriniar-De Vrij-Bastoni, a difendere la porta di Handanovic. Sugli esterni, fiducia a Hakimi, in gol contro lo Spezia, e a Young, autore di una buona prestazione proprio contro i bianconeri. In avanti, data l’assenza di Sanchez, saranno ancora una volta Lukaku e Lautaro a iniziare dal primo minuto.
(qui la conferenza pre-partita di Conte) probabile formazione(3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Vidal, Young; Lautaro, Lukaku. All. Conte.
“Te piace ‘o Presepe?” in esclusiva per il programma regionale “Campania Cultura Viva”, il documentario tratto dal film di De Angelis “Natale in Casa Cupiello” mercoledì 23 dicembre ore 21 sul portale dell’Ecosistema Digitale per la Cultura.
“Te piace ‘o Presepe?” il documentario tratto da “Natale in Casa Cupiello”
Sarà “Te piace ‘o Presepe?”, documentario prodotto dalla Scabec con Picomedia Srl, la proposta di mercoledì 23 dicembre del palco digitale realizzato dalla Regione Campania per le festività natalizie nel programma “Campania Cultura Viva” in diretta gratuitamente sul portale dell’Ecosistema Digitale per la Cultura (https://cultura.regione.campania.it/)
Il cortometraggio presentato in esclusiva, con la produzione creativa di Francesco Pinto e la regia di Elio di Pace, è uno spin-off della produzione cinematografica “Natale in Casa Cupiello”, trasposizione filmica dell’intramontabile opera teatrale di Eduardo De Filippo, firmata dal regista Edoardo De Angelis con Sergio Castellitto, Marina Confalone e Adriano Pantaleo, che andrà in onda stasera martedì 22 dicembre su Rai Uno.
Nel documentario il fotografo Luciano Ferrara ci porterà a San Gregorio Armeno, dove i fratelli Capuano, Vincenzo e Luciano, la quarta generazione di maestri di arte presepiale di San Gregorio, ci faranno entrare nel vivo di questa maestria: la cura dei dettagli, i personaggi ma anche gli animali, ortaggi, tavole imbandite e tutto quel variopinto e brulicante universo che mescola sacro e profano. Augusto Cocozza, giovane restauratore e conservatore di beni culturali ci racconterà numerosi aneddoti sulla più celebre rappresentazione della natività e sulla sua millenaria storia.
“Te Piace ‘o Presepe?” sarà visibile gratuitamente anche sulla pagina Fb della Regione Campania e di Scabec.