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Castellammare ricorda le vittime della funivia del Faito: a un anno di distanza il cordoglio di una comunità

Un anno dopo, il dolore è ancora vivo e palpabile. Domani, venerdì 17 aprile, la città di Castellammare di Stabia, insieme al vicino comune di Vico Equense e alle istituzioni locali e internazionali, si fermerà per onorare la memoria delle vittime del tragico incidente della funivia del Monte Faito. Una giornata dedicata al raccoglimento e al ricordo, per stringersi attorno alle famiglie colpite e dimostrare la vicinanza di un intero territorio.

La commemorazione è stata organizzata in due momenti distinti, uno religioso e uno civile, per consentire alla comunità e alle istituzioni di rendere il giusto tributo.

Il rito civile: una corona di fiori nell’ora della tragedia

Il cuore della commemorazione civile si terrà alle ore 14:30, un orario scelto non a caso, in quanto coincide esattamente con il drammatico istante in cui, un anno fa, si verificò l’incidente fatale. La cerimonia si svolgerà nei pressi della stazione della Circumvesuviana, in piazza Unità d’Italia.

Durante il rito sarà deposta una corona di fiori, un gesto simbolico per mantenere vivo il ricordo. Il momento di raccoglimento vedrà un’ampia e sentita partecipazione istituzionale. Saranno presenti: Luigi Vicinanza (Sindaco di Castellammare di Stabia), Giuseppe Aiello (Sindaco di Vico Equense), Don Catello Malafronte (Rettore del Santuario di San Michele), la dirigenza dell’Eav (Ente Autonomo Volturno) e i rappresentanti delle autorità civili e militari.

A sottolineare la portata anche internazionale del lutto, interverrà inoltre una delegazione dell’Ambasciata inglese, un segno di profondo rispetto e vicinanza diplomatica.

Il raccoglimento spirituale nel Santuario in quota

Prima della cerimonia cittadina, la giornata di memoria si aprirà con un momento di preghiera direttamente sul luogo simbolo della montagna. Alle ore 12:00, presso il Santuario di San Michele al Faito, si terrà un rito religioso.

La Santa Messa sarà officiata da Monsignor Francesco Alfano, Arcivescovo della Diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, offrendo alla cittadinanza un momento di conforto spirituale e di profonda riflessione.

Il cordoglio del Sindaco Vicinanza

La tragedia della funivia ha segnato in modo indelebile la storia recente dell’area stabiese e sorrentina. A farsi portavoce del sentimento comune è il primo cittadino di Castellammare, Luigi Vicinanza, che ha voluto sottolineare l’importanza della memoria collettiva:

“Un’occasione per rinnovare, a distanza di un anno, un ricordo che resta vivo e condiviso nella coscienza collettiva del territorio. Una ferita ancora aperta per le nostre comunità.”

Castellammare di Stabia si prepara così a vivere una giornata di rispettoso silenzio, dimostrando che il passare dei mesi non ha cancellato il dolore, ma ha rafforzato il dovere di non dimenticare.

Juve Stabia, ombre sulla possibile vendita a Francesco Agnello: il muro di Comune e Amministratori Giudiziari

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Il futuro societario della S.S. Juve Stabia 1907 si tinge di incertezza e accende un forte campanello d’allarme nella massima carica istituzionale della città e negli amministratori giudiziari. A destare grande preoccupazione sono le recenti e insistenti indiscrezioni riguardanti la possibile vendita dell’intero pacchetto di quote, attualmente nelle mani del socio unico americano Solmate, all’imprenditore Francesco Agnello.

Il nodo critico della vicenda non risiede solo nella potenziale cessione, ma nelle modalità con cui questa si starebbe delineando: un’operazione condotta nel silenzio, senza che alcun dirigente del club, l’amministrazione comunale o gli amministratori giudiziari siano stati interpellati o informati preventivamente per un parere formale.

Una mancanza di condivisione di intenti che ha spinto il Sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, e gli amministratori giudiziari del club gialloblù, il Dott. Salvatore Scarpa e il Dott. Mario Ferrara, a fare fronte comune e a prendere una posizione pubblica netta. L’obiettivo è tutelare le sorti di una squadra che rappresenta molto più di un semplice asset sportivo per il territorio.

In una nota congiunta, le istituzioni hanno voluto lanciare un messaggio inequivocabile all’attuale proprietà a stelle e strisce, richiamandola alle proprie responsabilità di fronte a una tifoseria e a una cittadinanza già in stato di allerta per le recenti informazioni finanziarie legate alla società.

“La Juve Stabia è patrimonio della città intera. Un bene identitario che va ben oltre il popolare mondo del calcio. Le difficoltà economico-finanziarie emerse negli ultimi tempi hanno creato grande apprensione nell’opinione pubblica. Il socio unico americano ha dunque un’enorme responsabilità: se dovesse decidere – come sembra – di cedere la società, è opportuno che informi preventivamente gli amministratori giudiziari e il sindaco. Ogni eventuale acquirente deve garantire, già prima di instaurare una trattativa, solidità economica, trasparenza societaria, aderenza ai principi di legalità. La Juve Stabia non è un’azienda qualsiasi, ma una bandiera di una comunità orgogliosa dei risultati sportivi fin qui raggiunti”.

Il documento siglato da Vicinanza, Scarpa e Ferrara traccia dunque un perimetro rigido entro il quale qualsiasi operazione di mercato dovrà muoversi. I requisiti imposti a eventuali nuovi acquirenti – identificati dai rumors nella figura di Agnello – sono chiari e non negoziabili: solidità economica, trasparenza assoluta e rispetto della legalità, da dimostrare ancor prima di sedersi al tavolo delle trattative.

La palla passa ora alla proprietà Solmate. La richiesta che si alza da Castellammare è perentoria: la Juve Stabia non può essere considerata una semplice azienda o una pedina di scambio finanziario. Qualsiasi passaggio di consegne dovrà avvenire alla luce del sole, nel rispetto delle regole e con il coinvolgimento di chi ha il compito istituzionale e legale di vigilare sugli interessi di una comunità intera.

Gloves of Glory IV: spettacolo, talento e sfide ad alta tensione sul ring di Legnaro (PD)

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Sabato 18 aprile il PalaSport di Legnaro, in provincia di Padova, si trasformerà in un’arena infuocata, pronta ad accogliere la quarta, attesissima edizione di Gloves of Glory IV, una manifestazione ormai consolidata nel panorama pugilistico italiano.

Dietro l’organizzazione c’è ancora una volta l’energia inesauribile del vulcanico Leonardo Bizzo, anima della New Boxe 2010, in collaborazione con Italian Ring Side Promotion. Dopo il successo delle prime tre edizioni, andate in scena tra San Bonifacio e Valeggio sul Mincio, l’evento compie un ulteriore salto di qualità, promettendo una serata carica di adrenalina, tecnica e pathos.

Main event: Morejon vs Essomba, sfida da brividi

Gli occhi saranno tutti puntati sul match clou della serata, che vedrà protagonista il talento cubano Angelo Morejon, soprannominato “El Terrible”. Un fighter spettacolare, potente e carismatico, con alle spalle oltre 300 incontri da dilettante a Cuba, Morejon arriva a questo appuntamento con un record immacolato: 9 vittorie su 9 incontri, di cui ben 7 per KO.

Attualmente quindicesimo nel ranking WBC, il pugile della New Boxe 2010 è lanciato in una scalata ambiziosa verso i vertici mondiali. Dopo aver conquistato il titolo WBC Mediterraneo dei pesi massimi  nella scorsa edizione contro Spilmont,  Morejon si prepara ora alla prova più dura della sua carriera.

Dall’altra parte del ring troverà il possente e temibile belga Michael Essomba, autentico gigante con un record di 11 vittorie e una sola sconfitta. Un match che si preannuncia esplosivo, combattuto sul filo della tensione e capace di regalare emozioni forti sin dal primo gong.

Undercard ricca di qualità e talento

Il programma della serata, con inizio alle ore 18, è impreziosito da incontri di altissimo livello, che renderanno l’evento ancora più spettacolare e completo.

Grande attesa per la sfida nei pesi massimi leggeri tra il solido e determinato Claudio Squeo, forte di un record di 17 vittorie e una sola sconfitta, e l’austriaco Agyei, micidiale finalizzatore con 9 KO in 10 incontri: uno scontro tra potenza e resistenza che promette scintille.

Spazio anche ai giovani talenti con la prima edizione del torneo nazionale dedicato alla leggenda Nino Benvenuti. Nei superwelter si affronteranno le promettenti Pro Tibiletti ed Efe, mentre nei superleggeri saliranno sul ring Doria Yao e Coccia, in un confronto dinamico e ricco di talento.

A completare una card già straordinaria, la sfida ad altissimo tasso tecnico tra il raffinato Alessandro Bindar e Burlac, un incontro che promette pugilato di qualità, strategia e colpi di classe.

Una notte da non perdere

“Gloves of Glory IV” si preannuncia come una vera e propria celebrazione della boxe: un mix perfetto di esperienza, giovani promesse, potenza e tecnica. Un evento imperdibile per gli appassionati e per tutti coloro che vogliono vivere una serata intensa, emozionante e spettacolare.

Legnaro è pronta, il ring è caldo, i protagonisti sono carichi: sabato 18 aprile sarà una notte di grande pugilato.

Castellammare, presentazione libro “Il Colore Delle Cose Non Dette” di Simone Rausi al Bookstore Mondadori

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Al Bookstore Mondadori di Castellammare di Stabia, lo scorso 14 aprile, c’è stato un incontro con l’autore che ha particolarmente coinvolto il pubblico, coinvolgendolo in maniera istintiva: quello con Simone Rausi per la presentazione del suo romanzo “Il colore delle cose non dette”.

L’evento, organizzato dall’”Associazione Achille Basile – Le Ali della Lettura” è stato moderato con grande sensibilità dalla Presidente dell’associazione Carmen Matarazzo e dalla giornalista Annamaria Cafaro, che hanno sollecitato l’autore a svelare il dietro le quinte della scrittura, rendendo il pubblico partecipe del processo creativo.

L’incontro è stato un momento di arricchimento reciproco, non solo per le parole dell’autore, ma per quella scintilla che brillava nei suoi occhi, per la sintonia col Gruppo Lettura dell’Associazione “Achille Basile”, un’affinità elettiva emersa in tutta la sua forza.

Quello che ha colpito i lettori è stata la capacità dell’autore di toccare corde emotive universali, trasformando la serata in un momento di autentica condivisione sui temi della rinascita e della forza delle parole non dette.

La cornice del Mondadori Bookstore di Castellammare ha favorito un clima di vicinanza tra autore e lettori, rendendo il dibattito molto partecipato e caloroso.

“Il colore delle cose non dette”, l’esordio narrativo di Simone Rausi, pubblicato da Rizzoli nel 2023, si è distinto nel panorama letterario per la sua capacità di affrontare il tema delicato dell’elaborazione del lutto attraverso un intreccio che mescola psicologia e mistero.

La protagonista è Nina, una giovane grafica di vent’anni che vive in un isolamento quasi totale dopo la tragica perdita del fratello Samuele. La sua vita, un tempo colorata dal desiderio di inventare nuove tonalità, è diventata una scala di grigi.

La svolta avviene quando Nina riceve un messaggio anonimo da qualcuno, che sostiene di vivere nel suo stesso condominio e di conoscere segreti su suo fratello. Lo sconosciuto le propone un esperimento basato sulle famose 36 domande del test di Arthur Aron (pensate originariamente per far innamorare due persone), trasformandole in uno strumento per abbattere le barriere del dolore e riscoprire la verità su Samuele.

Il romanzo è interessante per l’uso “narrativo” del colore, che diventa il codice per esplorare l’animo umano.

Come evidenziato dall’autore stesso, il colore non è solo un titolo, ma un elemento strutturale: Nina associa i vicini di casa a codici Photoshop e tonalità specifiche per dare ordine al suo mondo.

Proprio come in una tavolozza, ogni emozione ha la sua intensità. Un segreto può essere grigio e pesante, mentre un desiderio inespresso può brillare di un colore acceso che però resta invisibile agli altri.

La protagonista si trova a dover decifrare questi colori invisibili nelle vite degli altri e nella propria, imparando che a volte dare un nome (o un colore) a ciò che tacciamo è l’unico modo per liberarsene.

La storia ruota attorno a ciò che teniamo per noi (segreti, rimpianti, amori mai confessati) e come queste parole soffocate finiscano per influenzare la nostra percezione del mondo.

L’elemento più intrigante è il mistero dell’identità dello sconosciuto, che procede come un vero e proprio puzzle psicologico, dove Nina smette di essere una spettatrice passiva della sua vita e diventa quasi una detective.

Lo sconosciuto (che si firma con l’iniziale del suo colore preferito) vive nel condominio di Nina, ma i due concordano di non incontrarsi mai di persona. Questo crea una tensione costante: Nina inizia a osservare i suoi vicini — dal ragazzo della porta accanto all’anziano del piano di sopra — cercando di capire chi si celi dietro quei messaggi.

Egli sostiene di aver conosciuto Samuele, il fratello defunto di Nina. Questo è il legame che spinge la protagonista a fidarsi e a partecipare al gioco delle domande, sperando di scoprire segreti o frammenti di vita del fratello che lei non conosceva.

Nina scopre attraverso lui (o lei) che il fratello era completamente diverso da come lo immaginava. – Ha sottolineato l’autore – Noi pensiamo di conoscere perfettamente quelli che ci sono intorno, soprattutto in famiglia, ma non è così perché io non so nulla di mio padre da ragazzo, non so nulla di mia madre da ragazza e di tantissime cose. Queste domande l’aiutano ad aprire una finestra sull’altro in un modo imprevedibile.”

Attraverso le domande, Nina è costretta a uscire dal suo guscio. Il libro segue il suo passaggio dal “grigio” (l’isolamento totale nel suo appartamento) alla riscoperta dei colori, man mano che le risposte diventano più intime e personali.

La ricerca dell’identità dell’interlocutore porta a una serie di fraintendimenti e scoperte che cambieranno radicalmente la percezione che Nina ha del suo condominio e, soprattutto, del suo passato. La bellezza dell’evoluzione sta nel fatto che, mentre Nina cerca di scoprire chi sia lo sconosciuto, finisce per riscoprire chi è lei.

Lo stile di Simone Rausi in questo romanzo è stato spesso definito “sensoriale” ed evocativo. La narrazione è molto focalizzata sull’interiorità. Il ritmo non è frenetico, ma segue i tempi lenti della guarigione e del pensiero. Usa una prosa pulita, moderna e quotidiana, che riesce a toccare corde profonde.

l racconto alterna la narrazione classica in terza persona a scambi di messaggi e dialoghi serrati (quelli delle 36 domande). Questo rende la lettura molto dinamica e “digitale”, rispecchiando il modo in cui comunichiamo oggi.

Simone Rausi riesce a far immedesimare il lettore nel senso di isolamento di Nina, trasformando il condominio (un luogo spesso anonimo) in un microcosmo vivo e pulsante. In sintesi, è una scrittura che punta a “colorare le emozioni” più che a descriverle semplicemente.

Se ti piacciono le storie che scavano nell’animo umano senza essere pesanti, “Il colore delle cose non dette” di Simone Rausi, pubblicato da Rizzoli (2023) è una lettura che ti consigliamo. È il libro perfetto se cerchi una storia contemporanea, intima e capace di far riflettere sul peso delle parole che spesso teniamo per noi.

Strategie da casinò alla prova per 30 giorni: ecco cosa è successo

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Applicare per un mese intero le logiche dei casinò alla vita quotidiana può sembrare un’idea stravagante. Eppure, numerosi studi sul processo decisionale e sulla psicologia del rischio suggeriscono che i princìpi su cui si fondano questi ambienti — dalla gestione delle perdite alla tolleranza all’incertezza — contengono strumenti analitici di reale utilità.

L’esperimento di cui si parla in questo articolo non prevede scommesse reali né denaro a rischio: solo regole mutuate dall’analisi statistica, applicate a decisioni ordinarie. I risultati meritano attenzione.

Perché le strategie dei casinò possono insegnarci qualcosa

I casinò non sono soltanto luoghi di intrattenimento: sono ambienti progettati per massimizzare la chiarezza decisionale da parte del gestore e, spesso, l’impulsività del giocatore. Studiare come funzionano dall’interno rivela però strumenti analitici sorprendentemente applicabili alla vita reale: la gestione delle perdite, la tolleranza al rischio, la capacità di interrompere un’attività quando si è in vantaggio.

La letteratura accademica sul tema è consistente. Ricercatori come Kahneman e Thaler hanno dimostrato che gli esseri umani sono sistematicamente irrazionali nelle scelte economiche. Partire da questo presupposto e costruire regole rigide attorno ad esso è esattamente ciò che fanno i professionisti del settore.

Le regole adottate

Prima di iniziare, sono stati definiti tre princìpi operativi da rispettare per tutto il mese:

  1. Fissare una soglia di perdita accettabile per ogni decisione rilevante, esattamente come si fa con il capitale disponibile in una sessione di gioco.
  2. Non modificare mai una strategia durante l’esecuzione, ma solo prima o dopo, a mente fredda.
  3. Registrare ogni risultato in modo sistematico, senza omettere le sconfitte.

Queste tre regole, apparentemente semplici, si sono rivelate straordinariamente difficili da rispettare.

La settimana più difficile: gestire le perdite senza cambiare rotta

Durante la seconda settimana, tre decisioni professionali si sono rivelate sbagliate in sequenza. In condizioni ordinarie, la reazione più comune sarebbe stata emotiva: rivedere tutto l’approccio, cercare soluzioni alternative, moltiplicare le variabili. Grazie alla regola numero due, invece, si è dovuto restare fermi.

Il disagio è stato reale. Ma l’approccio ha funzionato: alla fine del mese, due delle tre situazioni si sono risolte positivamente, senza alcuna modifica in corso d’opera. La terza è rimasta irrisolta, ma con un impatto contenuto proprio perché non si era aumentata l’esposizione nel tentativo di recuperare.

Il parallelo con la gestione del rischio nel gioco digitale

Nell’analisi di diversi ambienti di gioco digitale condotta per comprendere meglio il modello, è emerso un elemento interessante. L’app winnita, ad esempio, mette a disposizione strumenti di controllo della spesa e limiti di deposito personalizzabili, meccanismi che riflettono esattamente il principio del capitale predefinito: l’utente stabilisce in anticipo quanto è disposto a impegnare, sottraendo potere all’impulso del momento.

Questa filosofia — decidere i limiti prima di iniziare, non durante — è applicabile ben oltre il gioco. Si tratta di impegno preventivo: una tecnica riconosciuta dalla psicologia comportamentale come uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’autocontrollo.

Cosa è stato misurato: un confronto prima e dopo

Per rendere l’esperimento verificabile, sono state tracciate alcune metriche soggettive e oggettive nel corso del mese. La tabella seguente riassume i principali indicatori registrati nella prima e nell’ultima settimana.

Indicatore Settimana 1 Settimana 4
Decisioni impulsive (n/settimana) 7 2
Revisioni di strategia a caldo 5 0
Soddisfazione percepita (1-10) 5/10 7,5/10
Registro delle decisioni compilato 3 giorni su 7 7 giorni su 7

 

I dati mostrano un miglioramento netto, sebbene parziale: la disciplina ha aumentato la coerenza decisionale, senza però eliminare l’errore. Questo è del tutto coerente con la logica statistica: nessuna strategia annulla il rischio, lo gestisce.

Cosa funziona davvero e cosa no

Al termine dei trenta giorni, è possibile distinguere con chiarezza i punti di forza e i limiti di questo approccio. Ecco una sintesi degli aspetti più significativi, raggruppati per utilità pratica.

Princìpi che si sono rivelati efficaci nella vita reale:

  • Definire i limiti prima di iniziare qualsiasi attività ad alto coinvolgimento emotivo.
  • Tenere un registro scritto delle decisioni, anche solo per cinque minuti al giorno.
  • Separare il momento dell’analisi da quello dell’azione, introducendo una pausa deliberata.

Questi tre comportamenti hanno prodotto i cambiamenti più visibili nell’intero arco dell’esperimento.

Limiti strutturali dell’approccio:

  • La rigidità delle regole può risultare controproducente in contesti molto dinamici, dove adattarsi rapidamente è necessario.
  • Il metodo richiede un’autosservazione costante che, se esasperata, genera un eccesso di analisi e rischia di bloccare l’azione.
  • Alcune decisioni hanno una componente relazionale che le logiche statistiche non riescono a catturare adeguatamente.

Metti alla prova la tua disciplina decisionale

Il bilancio è chiaro: applicare i princìpi di gestione del rischio tipici degli ambienti di gioco rende le decisioni più prevedibili, e questo si traduce in meno rimpianti. Non si tratta di una trasformazione radicale, ma dell’affinamento di uno strumento spesso sottovalutato.

Il vero insegnamento non riguarda i casinò. Riguarda la struttura: avere regole chiare prima che la pressione arrivi è quasi sempre più efficace che improvvisare sotto stress. Questo vale per la gestione del denaro, per il lavoro, per qualsiasi contesto in cui la posta in gioco è reale.

Vinitaly chiude in trionfo: 90mila presenze e 135 Nazioni a Verona per l’edizione n.58

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Si conclude oggi a Veronafiere una 58ª edizione di Vinitaly che conferma la centralità e la forza del settore vitivinicolo italiano sul palcoscenico mondiale. Con un quartiere fieristico che ha registrato il tutto esaurito, l’evento ha ospitato 4.000 aziende, richiamando ben 90.000 presenze complessive. A spiccare è soprattutto il dato sull’internazionalizzazione: il 26% dei partecipanti proviene dall’estero, in rappresentanza di 135 Nazioni (cinque in più rispetto al 2025).

Oltre la geopolitica: la forza dell’internazionalizzazione

Un successo che assume un peso specifico ancora maggiore se inserito nell’attuale scenario globale. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha espresso grande soddisfazione: “In un contesto internazionale segnato da dinamiche geopolitiche complesse che incidono sulla mobilità degli operatori verso le manifestazioni europee, questo risultato è tutt’altro che scontato” ha dichiarato.

Decisiva è stata la partnership con ITA Agenzia, che ha permesso di selezionare e ospitare oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi. Vinitaly si conferma così una vera e propria infrastruttura strategica per l’export del vino italiano, capace di favorire relazioni commerciali di alto livello e accelerare la penetrazione nei mercati stranieri.

La geografia del vino: conferme storiche e nuove frontiere

La fiera veronese ha restituito una mappatura chiara della domanda globale di vino italiano:

  • I mercati consolidati: Si confermano pilastri fondamentali la Germania, il Nord America (USA e Canada), la Svizzera, il Regno Unito e i Paesi del Nord Europa (Belgio, Olanda, Scandinavia), affiancati da Repubblica Ceca, Polonia e Austria.

  • La Top 10 ad alto potenziale: Tra le aree in rampa di lancio emergono Cina, Brasile, Australia, Messico, Corea del Sud, Thailandia, Repubbliche Baltiche, Serbia e Singapore.

  • Dinamismo e sorprese: Notevole l’interesse in crescita dal continente africano (Sudafrica, Tanzania, Nigeria e Angola) e dall’Asia, con Giappone e Vietnam in prima linea. Una menzione particolare va all’Ucraina, che si è distinta per una presenza di buyer numerosa e altamente qualificata.

I prossimi passi: verso un Vinitaly sempre più globale

La direzione per il futuro è chiara. “L’internazionalizzazione è una direttrice strategica su cui continueremo a investire” ha spiegato Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere, evidenziando il grado di soddisfazione raccolto tra gli espositori. I prossimi obiettivi puntano oltre i confini europei: sono già in fase di sviluppo nuove tappe in Africa, Canada e Australia, oltre a un raddoppio della presenza in Brasile per potenziare l’hub di Wine South America.

Oltre il business: trend, giovani e il successo di “Vinitaly and the City”

Non solo business B2B. Il fuori salone Vinitaly and the City ha fatto registrare numeri impressionanti con 50.000 token degustazione erogati. Il format itinerante, che mira a coinvolgere il consumatore finale (in particolar modo i giovani), dopo la tappa in Calabria approderà ad Ancona (Marche) il prossimo autunno.

All’interno dei padiglioni, la proposta è stata arricchita da un palinsesto di quasi 100 eventi ufficiali, tra degustazioni e convegni. I riflettori si sono accesi anche sui nuovi trend di mercato, con lo sviluppo dell’area NoLo – Vinitaly Experience (dedicata ai vini dealcolati), il rafforzamento di Xcellent Spirits e l’integrazione sempre più forte del Vinitaly Tourism.

Un hub istituzionale di riferimento

La manifestazione si è confermata un punto di convergenza fondamentale tra la filiera produttiva e la politica. Il “Tavolo Vino” ha affrontato temi cruciali, dall’export alle direttive del nuovo OCM, fino alle dinamiche di consumo.

Massiccia la partecipazione istituzionale, a certificare l’importanza dell’evento: per la terza volta ha presenziato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana e dal Commissario Europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. Foltissima la delegazione di ministri, con Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Antonio Tajani (Esteri), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Gianmarco Mazzi (Turismo, alla sua prima uscita ufficiale), Alessandro Giuli (Cultura) e Matteo Salvini (Infrastrutture), insieme a Matteo Zoppas (Presidente ITA).

L’appuntamento per continuare a scrivere la storia del vino italiano è già fissato: la 59ª edizione di Vinitaly tornerà a Veronafiere dall’11 al 14 aprile 2027.

Juve Stabia: Solmate preparebbe la fuga e aprirebbe alla cessione delle quote a Francesco Agnello

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La Solmate, proprietaria al 100% della Juve Stabia, starebbe per compiere un ulteriore passo lontano da Castellammare di Stabia. Dopo aver fatto trapelare, nei giorni scorsi e tramite interposti emissari, la gelida intenzione di non voler più investire un singolo centesimo nel club gialloblù, si sta passando tristemente dalle parole ai fatti. E lo si fa nel peggiore dei modi.

La svendita romana e un nome che terrorizza i tifosi

Secondo le informazioni in nostro possesso, la smobilitazione sarebbe già in atto: uno studio romano, su precisa delega della Solmate, starebbe conducendo in porto la vendita della società in gran segreto senza interpellare nessun dirigente gialloblù né gli amministratori giudiziari. Quello che però lascia con il fiato sospeso è il nome prescelto per questa trattativa: l’imprenditore Francesco Agnello.

Basta pronunciare questo nome per innescare un giustificato e profondo stato di allerta in tutta la città. Per i tifosi e per chiunque segua le dinamiche imprenditoriali e sportive, si tratta di un profilo a dir poco “sgradito”. Il curriculum parla da solo: una preoccupante scia di tentate scalate fallite a diverse società di calcio, a cui si aggiunge la controversa e ben nota vicenda legata alla Sangemini. Consegnare la Juve Stabia a questo tipo di prospettiva non significa cercare un rilancio.

Di alternative ce ne sarebbero. Ci sarebbero imprenditori pronti a rilevare le quote detenute dalla Solmate e alcuni di loro hanno già dei rapporti di sponsorizzazione con la Juve Stabia.

Questi imprenditori starebbero attendendo solo il via libera per l’inizio di una trattativa.

Fuga dalle responsabilità: il tentativo di “scaricare” la Juve Stabia

Quella della Solmate si profila come una vera e propria manovra di sganciamento, un tentativo disperato di “scaricare” la Juve Stabia insieme all’imponente mole di responsabilità, finanziarie e morali, che la gestione di una squadra professionistica porta inevitabilmente con sé. È l’atteggiamento di chi, non potendo o non volendo più far fronte ai propri oneri, cerca la via d’uscita più rapida, disinteressandosi totalmente delle possibili conseguenze per la storia sportiva del club.

L’allarme degli Amministratori Giudiziari

A rendere il quadro ancora più inquietante è il fatto che questa manovra non giunge del tutto inaspettata. Gli amministratori giudiziari avevano già annusato il pericolo. Nelle conferenza stampa di ieri avevano anticipato questa esatta possibilità, promettendo massima allerta e vigilanza su operazioni di questa specifica tipologia, chiaramente percepite come a fortissimo rischio per la tenuta e l’integrità del club.

Indignazione e preoccupazione

Oggi a Castellammare di Stabia vige solo una profonda indignazione verso una proprietà che sta fuggendo dalle proprie responsabilità, e la preoccupazione legittima di una piazza che vede la propria squadra del cuore trattata come un peso di cui liberarsi al peggior offerente.

Catello Mari: A distanza di 20 anni il ruggito del Leone risuona ancora tra Cava de Tirreni e Castellammare

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Ci sono notti in cui il destino decide di scrivere il copione più crudele, trasformando lacrime di gioia in un pianto inconsolabile. Sono passati esattamente vent’anni da quella maledetta notte del 16 aprile 2006 alla vigilia della Santa Pasqua, quando il fischio finale dei festeggiamenti per la storica promozione in C1 della Cavese coincise con l’inizio di un lutto che ancora oggi unisce due intere città.

Catello Mari, difensore dal cuore impavido e figlio fiero di Castellammare di Stabia, perse la vita in un tragico incidente stradale, proprio mentre l’eco dei cori di festa della piazza di Cava de’ Tirreni si stava lentamente spegnendo. Aveva solo 28 anni, ma aveva già lasciato un’impronta indelebile.

Il Leone della Difesa

In campo, Catello non era solo un calciatore: era un guerriero, un leader silenzioso che faceva del sacrificio e della professionalità la sua bandiera. I tifosi della Cavese se ne innamorarono perdutamente. Non contava la sua carta d’identità che lo legava alla vicina e rivale Castellammare; contava il sudore che versava per la maglia blufoncé dal primo all’ultimo minuto.

Il suo impegno feroce e la sua immensa dedizione gli valsero l’appellativo di “Leone”. In quella magica stagione che culminò con la promozione in C1, Catello fu uno dei protagonisti assoluti, scolpendo il suo nome nella storia del calcio cavese.

Il Miracolo di Catello: Una Nuova Amicizia

Ma l’eredità più grande di Catello Mari non risiede negli almanacchi sportivi o nelle statistiche di quel campionato. Il suo vero miracolo si è compiuto sugli spalti.

Prima della sua scomparsa, i rapporti tra le tifoserie di Castellammare di Stabia (Juve Stabia) e Cava de’ Tirreni (Cavese) erano tesi, segnati da una storica e divisiva rivalità campanilistica. Il dolore per la tragica fine di questo figlio di Castellammare, amato incondizionatamente a Cava, ha azzerato ogni ostilità. Nel nome e nel rispetto di Catello, gli ultras delle due curve si sono avvicinati, trasformando anni di divisioni in un rapporto distensivo, fatto di stima reciproca e di una profonda e sincera amicizia che resiste da due decenni.

Catello ha costruito un ponte in frantumi, unendo due popoli sotto l’insegna dei valori più puri dello sport e dell’umanità.

Il Ricordo di Domani

Il tempo passa, ma il dolore e l’amore non sfioriscono. Per onorare questo ventesimo anniversario, domani alle ore 19:00, presso la chiesa di Sant’Alfonso a Cava de’ Tirreni, verrà celebrata una Santa Messa in suo ricordo.

Sarà un momento di raccoglimento che vedrà idealmente – e fisicamente – vicine le due città. Cava e Castellammare si ritroveranno ancora una volta spalla a spalla, per ricordare un ragazzo straordinario che ci ha insegnato come il calcio possa andare ben oltre i novanta minuti di gioco.

Venti anni dopo, il ruggito del Leone risuona ancora. E continua a unire chi non ha mai smesso di amarlo.

Danilo Rufini: “Salvezza meritata, ora i Play-off sono un sogno concreto”

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In occasione della puntata n.27 della storica trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”, Danilo Rufini è intervenuto per commentare il momento d’oro della Juve Stabia, fresca reduce dalla conquista della salvezza matematica in Serie B. Rufini ha tracciato un bilancio della stagione, proiettando le “Vespe” verso un finale di campionato che potrebbe riservare sorprese clamorose.

La certezza della Serie B

L’intervento di Rufini si è aperto con un plauso al gruppo e alla società per aver centrato l’obiettivo primario con largo anticipo.

“Ora lo possiamo dire con il conforto della matematica: nessuno ci toglierà più questa categoria,” ha esordito Rufini.

Secondo l’analisi di Danilo, la vittoria contro lo Spezia era già stata il punto di svolta (sicura al 99,9%), ma la certezza aritmetica arrivata sabato scorso permette ora alla piazza di respirare e guardare oltre. Per Rufini, restare in Serie B deve essere considerato il “titolo mondiale” per una realtà come Castellammare, ma il lavoro svolto finora autorizza a sognare.

Mirino sui Play-off: “Ce la giochiamo a viso aperto”

Con la salvezza in tasca, il dibattito si è spostato sulla possibilità di agganciare la post-season. Rufini ha sottolineato come la squadra abbia un margine di sicurezza sulla Carrarese (circa 5-6 punti considerando gli scontri diretti favorevoli) e un calendario che permette di gestire la posizione.

  • La percentuale di successo: Pur mantenendo i piedi per terra, Rufini ha quantificato in un 5% la possibilità di una promozione storica, citando l’adagio: “Non succede, ma se succede…”.

  • L’atteggiamento: Danilo è stato categorico: se la Juve Stabia entrerà nei play-off, dovrà giocarli a viso aperto, senza timori reverenziali, indipendentemente dal piazzamento finale (sesto, settimo o ottavo posto).

Il prestigio della categoria

Rufini ha inoltre invitato i tifosi e l’ambiente a riflettere sul prestigio delle avversarie affrontate quest’anno. Confrontarsi con piazze storiche come Sampdoria, Cesena e Palermo non è un fatto scontato. Per Danilo, il valore di questo campionato è immenso, e il settimo anno di Serie B negli ultimi quindici rappresenta un traguardo di stabilità sportiva che va difeso con orgoglio dalle critiche.

Verso il Catanzaro

In chiusura, Rufini ha guardato alla prossima sfida contro il Catanzaro, un recupero fondamentale che permetterà alla Juve Stabia di avere finalmente una classifica completa e definita. L’auspicio è quello di continuare a mostrare la solidità tattica vista contro il Cesena, puntando a consolidare quel piazzamento che permetterebbe alla città di sognare ancora la Serie A.

Juve Stabia – Catanzaro affidata a Niccolò Turrini di Firenze: La scheda del fischietto fiorentino

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Sarà Niccolò Turrini della sezione AIA di Firenze a dirigere il match tra Juve Stabia e Catanzaro, valevole per la giornata n.35 del campionato di Serie BKT 2025-2026. L’appuntamento è fissato per sabato sera alle ore 19:30 nella cornice dello Stadio “Romeo Menti”.

Una designazione interessante quella del designatore Gianluca Rocchi, che affida una gara tra due squadre che giocano a viso aperto a un arbitro giovane (classe 1993) ma con alle spalle un percorso di crescita solido e coerente.

Dalla gavetta alla CAN A-B: un’ascesa meritocratica

Fiorentino doc, trentadue anni, Turrini rappresenta il volto nuovo della classe arbitrale italiana. La sua è una carriera costruita gradino dopo gradino: dopo l’esordio regionale nel 2017 e il passaggio in CAN D, si è distinto per l’equilibrio mostrato nei campi di periferia, guadagnandosi il salto tra i professionisti.

Il vero banco di prova è stato il quinquennio in Serie C, dove ha diretto ben 63 partite (tra il 2020 e il 2025 considerando anche Coppa Italia e Playoff). Un’esperienza massiccia che ha convinto i vertici dell’AIA a promuoverlo nella CAN A-B proprio per questa stagione 2025/26, inserendolo in una lista di “promossi” che comprende anche Claudio Giuseppe Allegretta (Molfetta), Giuseppe Nucera (Palermo), Andrea Zanotti (Rimini) e Andrea Calzavara (Varese).

L’identikit tecnico: dialogo e pochi cartellini

Che arbitro troveranno i giocatori di Juve Stabia e Catanzaro? Le statistiche e le relazioni tecniche descrivono Turrini come un direttore di gara dallo stile sobrio. Non è un protagonista a tutti i costi: preferisce lasciar scorrere il gioco e intervenire solo quando strettamente necessario.

Gestione disciplinare: La sua media si attesta su circa 4 ammonizioni a partita, un dato che evidenzia una gestione moderata dei cartellini.

Approccio: Predilige il richiamo verbale e il dialogo con i capitani rispetto alla sanzione immediata.

Personalità: Una delle sue doti migliori è la capacità di non farsi condizionare dall’ambiente esterno, qualità fondamentale per arbitrare in uno stadio caldo e passionale come il “Menti”.

Un test di maturità

Il basso tasso di errori e l’affidabilità mostrata nelle categorie inferiori lo hanno reso un profilo apprezzato dai designatori, che ora ne testano la tenuta in partite di cartello della Serie B.

Domenica pomeriggio, in un match che promette intensità e capovolgimenti di fronte, servirà tutta la sua compostezza per garantire che lo spettacolo resti protagonista indiscusso.

Le statistiche sull’arbitro e gli altri componenti del sestetto arbitrale

Il sig. Niccolo Turrini nato a Firenze il 16/05/1993 e iscritto alla sezione AIA di Firenze è al suo primo anno alla CAN.

In carriera ha diretto 194 gare con 36 espulsioni e 46 rigori

Quest’anno ha già diretto 16 gare (14 in serie B e 2 in Coppa Italia) con 8 vittorie interne, 6 pareggi e 2 affermazioni esterne, con 3 espulsioni e 7 rigori assegnati.

Sono 4 i precedenti con la Juve Stabia con 1 V. 1 P. 2 S.

07/02/2021  Serie C 2020-2021 V. Francavilla – Juve Stabia  0-1 (Orlando)

23/01/2023  Serie C 2022-2023 Monopoli – Juve Stabia  1-0 (Mulè)

20/12/2025  Serie B 2025/2026 Cesena – Juve Stabia 1-1 (Bellich, Bastoni)

15/02/2026 Serie B 2025/2026 Monza – Juve Stabia 2-1 (Mosti, Hernani, Petagna)

Sono 5 i precedenti con il Catanzaro con 2 V. 1 P. 2 S. 

GLI ASSISTENTI

Primo Assistente: sig. Marco Emmanuele della sezione AIA di Pisa

Secondo Assistente: sig. Gianluca Grasso della sezione AIA di Ariano Irpino

IV° ufficiale sig. Andrea Palmieri della sezione AIA di Brindisi

VAR sig. Valerio Marini della sezione AIA di Roma 1

AVAR sig. Luigi Nasca della sezione AIA di Bari.

Juve Stabia: Anche le istituzioni di Castellammare scendono in campo per un appello utile a salvare le Vespe

In un momento di profonda incertezza societaria che minaccia il futuro calcistico della città, le istituzioni stabiesi rompono il silenzio e fanno quadrato attorno al simbolo sportivo per eccellenza del territorio. A farsi portavoce del sentimento di un’intera comunità, scossa dalle recenti vicende extra-campo, è Roberto Elefante, presidente del Consiglio comunale, che lancia un forte appello alla mobilitazione generale per salvare la Juve Stabia.

Il peso della storia e lo sgomento per la crisi

“La Juve Stabia è patrimonio di noi stabiesi, fa parte della nostra storia, della nostra identità”, ha esordito Elefante, chiarendo fin da subito come la questione superi i confini del rettangolo verde per toccare l’orgoglio cittadino. A destare forte preoccupazione è il quadro delineato nelle ultime ore da chi ha in mano le sorti legali e finanziarie del club: “Le parole degli amministratori giudiziari ci hanno atterrito”, ha ammesso il presidente del Consiglio, senza nascondere la gravità di una crisi che rischia di disperdere decenni di passione gialloblù.

Le istituzioni sugli spalti e l’appello all’imprenditoria

Lo sgomento, tuttavia, lascia immediatamente spazio all’azione. L’amministrazione comunale promette di non restare a guardare, annunciando un segnale di vicinanza tangibile in vista dei prossimi impegni sportivi. “La squadra ci inorgoglisce ed è per questo che noi tutti – sindaco, assessori e consiglieri – saremo presenti allo stadio la prossima in casa”, ha dichiarato Elefante. Una presenza massiccia sugli spalti per sostenere i giocatori in un clima inevitabilmente teso.

Ma il tifo, da solo, non basta a garantire la sopravvivenza del club. Serve un intervento economico solido e radicato sul territorio. Da qui, il richiamo al tessuto produttivo locale: “Invitiamo gli imprenditori stabiesi ad uno slancio di appartenenza alla comunità contribuendo in questo momento, ringraziando chi già lo ha fatto”. Il Comune si impegna a fungere da garante e da facilitatore in questa delicata fase di transizione: “Ci renderemo parte attiva nella ricerca di una compagine societaria che possa dare un’affidabilità alla squadra, alla città ed al movimento calcistico”.

La ricerca dei responsabili

Se lo sguardo è rivolto al futuro, c’è anche la ferma volontà di fare chiarezza sul passato recente e su come il club sia sprofondato in questo incubo. Le istituzioni chiedono trasparenza: “Andremo fino in fondo nel chiedere che i responsabili di questa situazione ne rispondano”, ha tuonato Elefante, interpretando la rabbia e la frustrazione dei tifosi.

La chiosa del messaggio è un grido di battaglia che sveste l’abito istituzionale per indossare i colori della curva: “Noi come politici, ma prima come stabiesi, non ci tireremo indietro sostenendo la squadra in ogni modo e urlando con tutto il fiato che abbiamo Forza Stabia”.

La palla, ora, passa alla città. La corsa contro il tempo per dare un futuro solido alle Vespe è ufficialmente iniziata.

Juve Stabia, Solmate si defila e Automec è la prima impresa a rispondere all’appello per salvare le Vespe

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Sono ore di grande apprensione, ma anche di grande orgoglio cittadino, in casa Juve Stabia. Gli amministratori giudiziari sono intervenuti nelle scorse ore per tracciare un quadro di assoluta trasparenza – e forte preoccupazione – riguardo la reale situazione finanziaria del club gialloblè.

La notizia che scuote l’ambiente è il disimpegno totale di Solmate. La società americana ha infatti “abbandonato” il club, comunicando a chiare lettere la volontà di non investire più un solo centesimo nelle casse delle Vespe.

L’ombra del 16 aprile e l’appello alla città

Questo vuoto improvviso arriva nel momento più delicato dell’anno. All’orizzonte c’è la scadenza inderogabile del prossimo 16 aprile 2026. Mancare questo appuntamento economico e burocratico significherebbe esporre la Juve Stabia a un fortissimo rischio di penalizzazione per la prossima stagione calcistica.

Per scongiurare il peggio, gli amministratori giudiziari hanno lanciato un accorato appello a tutte le forze imprenditoriali: serve una mano concreta e immediata per traghettare la società fuori dalla tempesta.

Il cuore stabiese risponde: Automec diventa Shirt Sponsor

Un “grido d’aiuto” che non è caduto nel vuoto. Il primo a farsi avanti, a dimostrazione di un attaccamento viscerale ai colori gialloblè, è stato un nome storico dell’imprenditoria locale: la famiglia Del Gaudio.

Tifosi appassionati da sempre e già vicini al club, i Del Gaudio hanno deciso di aumentare il loro impegno finanziario attraverso la loro ditta, Automec.

La S.S. Juve Stabia 1907 ha infatti ufficializzato l’intesa:

“La società comunica di aver raggiunto un accordo con l’azienda Automec, già partner del club da diverse stagioni. L’azienda, fino ad oggi EsclusiveSponsor, aggiungerà il ruolo di Shirt Sponsor per il prosieguo della stagione sportiva 2025/2026.”

Un’operazione che va ben oltre la normale dinamica commerciale. L’intesa rafforza ulteriormente la collaborazione e certifica, nel momento del bisogno, il sostegno incondizionato di Automec verso la squadra della propria città.

Un esempio da seguire per salvare una grande stagione

L’intervento della famiglia Del Gaudio rappresenta una boccata d’ossigeno vitale, ma la strada fino al 16 aprile richiede ancora sforzi condivisi.

L’augurio di tutto l’ambiente stabiese è che l’impegno di Automec faccia da apripista. L’auspicio è che altri imprenditori, che siano di Castellammare, italiani o internazionali, decidano di avvicinarsi alla realtà della Juve Stabia per sostenerla in questa decisiva sfida fuori dal campo. Sarebbe infatti un vero peccato vanificare per questioni burocratiche ed economiche una stagione che, sportivamente parlando, ha già saputo regalare immense soddisfazioni a tutta la tifoseria.

Il primo passo per la salvezza del club è stato fatto. Ora serve che il tessuto imprenditoriale faccia squadra, proprio come i ragazzi in campo.

Castellammare di Stabia cambia volto: via libera al sistema di mobilità tra il centro e la zona collinare

Castellammare di Stabia si prepara a cambiare volto. Con la chiusura con esito favorevole della Conferenza di Servizi, fa un passo in avanti fondamentale uno dei progetti infrastrutturali più attesi del territorio: il nuovo sistema di mobilità destinato a collegare il cuore della città con l’area collinare.

L’opera, portata avanti in sinergia con Eav (Ente Autonomo Volturno), si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione urbana che mira a trasformare radicalmente la viabilità, l’accessibilità e l’offerta turistica stabiese.

Il progetto: ascensori e servizi per il nuovo ospedale

Il fulcro dell’intervento ruota attorno a due assi principali: la creazione di un moderno sistema di ascensori e la realizzazione di un’area di sosta strategica. Il nuovo parcheggio sorgerà nel perimetro delle ex Terme e avrà un ruolo cruciale non solo per decongestionare il centro cittadino, ma soprattutto per agire come infrastruttura di supporto al futuro polo ospedaliero di Castellammare.

A sottolineare la portata storica dell’intervento per la comunità è il sindaco Luigi Vicinanza, che ha commentato con soddisfazione la conclusione dell’iter burocratico:

“La chiusura con esito favorevole della Conferenza di servizi rappresenta una tappa decisiva per un’opera strategica che la città attende da anni. Il collegamento tra il centro e l’area collinare rafforza la visione di sviluppo urbano di questa amministrazione, fondata su accessibilità, sostenibilità e valorizzazione del paesaggio.”

I benefici chiave per Castellammare

Secondo l’amministrazione, il progetto avrà ricadute positive su molteplici aspetti della vita cittadina:

  • Sostenibilità e viabilità: L’obiettivo primario è ridurre drasticamente il numero di automobili in circolazione nel centro storico, offrendo un’alternativa di trasporto ecologica e rapida verso le zone alte della città.

  • Attrazione turistica: Gli ascensori non avranno solo una funzione logistica, ma si preannunciano come una vera e propria attrazione, capace di offrire nuovi scorci panoramici e valorizzare il paesaggio stabiese agli occhi dei visitatori.

  • Supporto alla Sanità: Il maxi-parcheggio nell’area delle ex Terme garantirà un accesso funzionale e agevole al futuro ospedale, risolvendo in partenza i problemi di sosta legati alle grandi strutture sanitarie.

  • Rigenerazione urbana: L’unione di questi elementi contribuirà a riqualificare un’area fondamentale della città, restituendole decoro e centralità.

Le prossime fasi

Superato lo scoglio della Conferenza di Servizi, l’iter progettuale si avvia ora verso le fasi esecutive. Il primo cittadino ha garantito tempi serrati e collaborazione continua con gli enti coinvolti per l’apertura dei cantieri.

“Un progetto che unisce mobilità e rigenerazione urbana grazie agli ascensori e al parcheggio,” ha concluso Vicinanza. “Andremo avanti insieme ad Eav con determinazione verso le prossime fasi, per trasformare questa visione in realtà”.

Lega Serie B: Ecco le date dei PlayOff, dei PlayOut 2026 e anche di inizio e fine della stagione 2026-2027

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Un’Assemblea di Lega Serie B partecipata e compatta ha segnato una giornata cruciale per il futuro del campionato cadetto. Con tutte le società presenti nel capoluogo lombardo, il Presidente Paolo Bedin ha tracciato le linee guida per i prossimi mesi, affrontando temi di vitale importanza: dalle imminenti elezioni federali a una storica riforma sulla sostenibilità economica, fino alla definizione del calendario per il gran finale della stagione 2025-2026.

Elezioni FIGC: “Prima i programmi, poi i nomi”

In vista dell’Assemblea Elettiva FIGC, fissata per il 22 giugno, la Serie B ha deciso di fare blocco unico. Il Presidente Bedin ha illustrato il percorso di avvicinamento, ribadendo un concetto fondamentale: la centralità dei contenuti rispetto ai nomi dei candidati.

Il dibattito, definito “sereno e costruttivo”, ha portato alla decisione di stilare un vero e proprio documento di priorità della Serie B. Questa lista includerà:

  • La valorizzazione dei giovani (tema tecnico-sportivo centrale).

  • Provvedimenti urgenti per la sostenibilità economico-finanziaria.

  • Proposte di riforma generale del sistema calcio.

  • Interventi specifici da richiedere al mondo politico.

Il documento verrà finalizzato nei prossimi giorni per essere poi sottoposto ai candidati alla presidenza federale, valutandone così la coerenza e la fattibilità.

“Sono molto soddisfatto delle modalità con le quali oggi abbiamo affrontato in modo costruttivo e coeso il tema federale, condividendo un percorso che si focalizzi sui contenuti e sulle priorità che la categoria richiede,” ha dichiarato Paolo Bedin. “I nomi dei possibili candidati ad oggi evidenziatisi sono di altissimo livello per credibilità, esperienza e conoscenza del sistema; siamo pronti a dare il nostro contributo di idee, proposte e soluzioni”.

Sostenibilità: una riforma storica per il contenimento dei costi

Il secondo grande pilastro dell’Assemblea ha riguardato l’approvazione di un nuovo set documentale per il contenimento dei costi. Si tratta di norme strutturate su due livelli (uno federale e uno interno alla Lega) che introdurranno progressivamente un tetto di controllo sul costo del lavoro allargato dei club.

A questo si aggiungerà un nuovo modello di redistribuzione delle risorse collettive in ottica solidaristica. L’obiettivo è duplice: frenare l’aumento vertiginoso delle spese di gestione e garantire un maggiore equilibrio competitivo tra le squadre. Le nuove regole entreranno in vigore, in modo graduale, a partire dalla prossima stagione sportiva.

“È un risultato storico, frutto di mesi di lavoro delle commissioni e del Consiglio Direttivo,” ha sottolineato con orgoglio Bedin. “Permette alla Lega di introdurre misure volte al controllo della spesa e, auspicabilmente, di invertire la tendenza economica per il perseguimento di quella sostenibilità che oggi rappresenta la principale problematica del sistema”.

Il Calendario: Date Playoff, Playout 2026 e Inizio Fine Stagione 2026/2027

L’Assemblea ha inoltre ratificato le date ufficiali per la post-season, che deciderà le ultime promozioni in Serie A e le retrocessioni.

Date Playoff 2025/2026:

  • Turno preliminare (gara unica): Martedì 12 maggio 2026 (6ª vs 7ª e 5ª vs 8ª)

  • Semifinali (andata): Sabato 16 maggio 2026 (6ª o 7ª vs 3ª) e Domenica 17 maggio 2026 (5ª o 8ª vs 4ª)

  • Semifinali (ritorno): Martedì 19 maggio 2026 (3ª vs 6ª o 7ª) e Mercoledì 20 maggio 2026 (4ª vs 5ª o 8ª)

  • Finale: Domenica 24 maggio 2026 (andata) e Venerdì 29 maggio 2026 (ritorno)

Date Playout 2025/2026:

  • Andata: Venerdì 15 maggio 2026 (17ª vs 16ª)

  • Ritorno: Venerdì 22 maggio 2026 (16ª vs 17ª)

Anticipazioni Stagione 2026/2027: È stata approvata anche la cornice del prossimo campionato. Il fischio d’inizio è previsto per sabato 22 agosto 2026 (con possibili anticipi venerdì 21), mentre l’ultima giornata si disputerà nel weekend compreso tra il 14 e il 16 maggio.

Nuova Commissione Media e Comunicazione

A chiusura dei lavori, è stata annunciata l’istituzione di una nuova Commissione interna Media e Comunicazione. Questa andrà ad affiancare le altre sei commissioni già create dall’attuale governance, con il compito di approfondire in modo mirato le tematiche strategiche, sportive e amministrative legate al mondo dell’informazione e dei diritti.

Juve Stabia, il sogno in campo e l’incubo in società: la rabbia di Castellammare contro la proprietà fantasma

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La notizia era nell’aria da tempo, un sussurro fastidioso tra i gradoni del “Romeo Menti”, ma le parole degli amministratori giudiziari Ferrara e Scarpa hanno agito come un vero e proprio detonatore. La conferenza tenutasi tra le mura dello stadio Menti non ha lasciato spazio a interpretazioni: la situazione societaria della Juve Stabia è delicata, non per i bilanci, ma per l’atteggiamento di chi dovrebbe guidarla.

Nel giro di pochi minuti, i social network sono diventati l’arena dello sfogo di una tifoseria che, dopo aver toccato il cielo con un dito grazie a risultati sportivi straordinari in Serie B, si sente improvvisamente trascinata verso il basso. Il dito è puntato contro una proprietà, il socio di maggioranza Solmate, definita dagli stessi amministratori giudiziari come “assente e speculatrice”.

L’amarezza corre sui social: “Un tradimento immorale”

Il sentimento dominante sui social e nei numerosi gruppi dedicati alle Vespe è una delusione profonda, che in fretta sta mutando in rabbia. I tifosi, che per mesi hanno sognato ad occhi aperti guardando le zone nobili della classifica, si trovano ora a dover fare i conti con una realtà dirigenziale desolante.

“È un tradimento verso una città intera” — si legge in uno dei post più condivisi su una delle principali pagine del tifo organizzato gialloblù. “Mentre i ragazzi lottano su ogni pallone e onorano la maglia sudando fino all’ultimo minuto, chi dovrebbe garantire il futuro e la stabilità del club gioca a nascondino. È inaccettabile”.

L’accusa è chiara: aver abbandonato la nave proprio nel momento del massimo splendore sportivo. Il termine più ricorrente tra i commenti nelle ultime ore è “immorale”, una parola non casuale, ma presa in prestito proprio dalle dure e giuste dichiarazioni degli amministratori giudiziari. I sostenitori stabiesi non perdonano alla proprietà (Solmate) di aver trasformato una stagione da incorniciare, costruita con fatica e talento, in un logorante incubo burocratico.

Il patto della città: tutti con la squadra

Eppure, in questa tempesta perfetta, emerge il vero carattere della piazza di Castellammare di Stabia. Nonostante l’enorme delusione, il popolo stabiese non ha alcuna intenzione di abbandonare la squadra al proprio destino. Il motto di Castellammare di Stabia aleggia in maniera prepotente tra i tifosi: “Post Fata Resurgo” (dopo le avversità torno a risorgere).

L’invito che circola con insistenza, da bocca a bocca e da post a post, è quello di stringersi ancora di più attorno al gruppo: dal mister ai giocatori, fino allo staff tecnico. L’obiettivo è cristallino: difendere sul campo di gioco ciò che la proprietà sta rischiando di distruggere negli uffici. La squadra viene vista come l’unica parte sana e meritevole di un progetto che, ai vertici, ha fallito miseramente.

Il paradosso del bilancio e la speranza per il futuro

L’aspetto che genera più frustrazione è il clamoroso paradosso contabile: conti alla mano, la Juve Stabia è oggi una delle società più sane dell’intera Serie B. I bilanci sono in ordine, il che rende il boccone ancora più amaro da ingoiare. Non si tratta del classico club indebitato fino al collo, ma di una realtà virtuosa ostaggio di logiche incomprensibili e, come denunciato, puramente speculative.

Ora Castellammare trattiene il fiato e attende un segnale. La città spera nell’arrivo in tempi brevi di un compratore serio e solido, un imprenditore o una cordata che possa raccogliere l’eredità di una squadra che ha ampiamente dimostrato di valere e onorare il palcoscenico della Serie B.

L’urgenza è salvare il calcio a Castellammare, sperando che il termine “speculazione” venga presto archiviato come solo un brutto ricordo legato a questa sciagurata gestione. La palla, ora, deve passare a chi ha davvero a cuore le sorti delle Vespe.

Juve Stabia, l’allarme degli Amministratori Giudiziari: Abbandonati da Solmate, ora qualcuno salvi la società

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Un paradosso calcistico e aziendale. Da una parte una squadra che sta compiendo un’impresa sportiva straordinaria, in piena zona playoff e con i conti in via di risanamento; dall’altra, una proprietà fantasma che ha chiuso i rubinetti tenendo in ostaggio il futuro del club. È un quadro a tinte forti quello dipinto dai dottori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, amministratori giudiziari della Juve Stabia, nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza per fare chiarezza sulle sorti della società gialloblù.

Il messaggio lanciato alla città, alle istituzioni e al tessuto imprenditoriale è chiaro: la Juve Stabia ha bisogno di aiuto immediato per superare l’imminente scadenza del 16 aprile ed evitare penalizzazioni future in classifica.

La fuga degli americani e il bivio del 16 aprile

Il nodo centrale della crisi è l’assoluto disimpegno del socio di maggioranza, la società americana Solmate (precedentemente nota come Brera). “Siamo stati abbandonati, è dal mese di gennaio che non abbiamo alcun tipo di finanziamento e/o dialogo”, ha esordito senza mezzi termini il dottor Ferrara.

Nonostante gli impegni firmati a inizio stagione per garantire il fabbisogno finanziario dell’intero campionato, la proprietà si è tirata indietro, rifiutando ogni confronto diretto. “Hanno comunicato tramite intermediari che non supporteranno più il fabbisogno finanziario. Oggi siamo tutti ostaggio di un socio che non collabora ma non dice qual è la sua vera intenzione”, ha incalzato Scarpa, sottolineando come la scadenza di febbraio sia stata superata solo grazie a sforzi straordinari degli amministratori, all’intervento di sponsor e al supporto di figure vicine al club come l’ex presidente Langella.

Ora lo scoglio principale è il 16 aprile. L’obiettivo primario degli amministratori è garantire le spettanze ai calciatori, visti anche i grandi sacrifici fatti finora dal gruppo squadra, per limitare al massimo o evitare del tutto punti di penalizzazione per il prossimo campionato.

La prospettiva peggiore? Punti di penalizzazione per il prossimo campionato. Quella migliore? Traghettare la società indenne verso una nuova proprietà, sperando che il socio americano accetti di cedere le quote, magari a “zero”, pur di liberare il club dal proprio “ostaggio”.

Il miracolo sportivo e l’appello all’imprenditoria

Mentre fuori dal campo si combatte per la sopravvivenza aziendale, sul rettangolo verde mister Abate e i suoi ragazzi stanno scrivendo una pagina storica. Un risultato non scontato per una società in amministrazione giudiziaria. Ed è proprio per non disperdere questo enorme patrimonio sportivo e sociale che Scarpa e Ferrara hanno voluto lanciare un accorato appello.

“Volevo specificare che l’idea di questa conferenza è generata da far capire tutto quello che in questo momento su cui si sta lavorando, ma anche far capire che basta poco per riuscire a completare un lavoro che noi (amministratori giudiziari), coloro che in società se ne stanno occupando stanno facendo in maniera esemplare, quindi è questo quello che devono capire tutti, compresi gli imprenditori, basta poco per riuscire a continuare un sogno bellissimo.”

La Juve Stabia, oggi, è una società appetibile: l’esposizione debitoria è stata contenuta, la gestione è virtuosa e la categoria (la Serie B, formata da sole 20 squadre in tutta Italia) rappresenta una vetrina di prestigio assoluto. Gli amministratori si sono detti pronti a valutare l’ingresso di nuovi sponsor o imprenditori disposti a finanziare la società, con l’obiettivo di traghettarla verso una potenziale cessione a costo zero da parte degli americani, vigilando però affinché il club non finisca nelle mani di “faccendieri o speculatori”.

“Riempiamo il Menti”

Il messaggio finale è un invito alla massima compattezza, rivolto non solo ai potenziali investitori, ma anche al cuore pulsante del tifo stabiese in vista del prossimo match contro il Catanzaro:

“Ovviamente adesso cerchiamo soltanto di ribadire quello che abbiamo iniziato diciamo la conferenza. Siamo stati abbandonati, ci rivolgiamo ovviamente alla piazza degli imprenditori, a tutto il tessuto imprenditoriale, agli sponsor e cerchiamo di proseguire avanti.”

I Ringraziamenti istituzionali

In chiusura, un sentito ringraziamento è andato alle istituzioni che hanno supportato il complesso lavoro dei due professionisti: dalla Dott.ssa Teresa Areniello (Presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli) alla DDA, fino alle forze dell’ordine e al commissariato di Castellammare, per il costante supporto in un incarico dove, come ammesso da Scarpa, “a volte la passione deve prevalere su tutto”.

Juve Stabia, il ritorno di Filippo Polcino: “Questa è casa mia. Ora tutti al Menti per blindare i playoff”

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Iniziamo il nostro articolo citando la canzone “Amici Mai” di Antonello Venditti che recita: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. A volte, basta l’arco di due mesi. È il caso di Filippo Polcino, che torna a ricoprire la carica di Presidente Esecutivo del C.D.A. della Juve Stabia, riprendendo quel posto che aveva lasciato a Fabio Scacciavillani in seguito alle proprie dimissioni. Un rientro immediato e operativo, salutato subito da una fondamentale vittoria in chiave play-off contro il Cesena.

Raggiunto telefonicamente, il neo-presidente ha fatto il punto della situazione in casa gialloblù, tracciando la rotta per il finale di stagione e per il futuro.

“Un arrivederci, mai un addio”

Il ritorno al vertice del club termale è stato vissuto da Polcino con grande naturalezza e affetto verso la piazza: “Come mi è stato chiesto di rientrare, il primo pensiero è stato sicuramente quello di tornare a casa. Considero la Juve Stabia la mia prima casa, neanche la seconda. Del resto, nella mia lettera di dimissioni avevo precisato che si trattava di un arrivederci. Non può esserci un addio con questa società”.

Elogio a mister e squadra: di necessità virtù

Il presidente ha ritrovato una squadra in piena lotta per un traguardo prestigioso, nonostante le oggettive difficoltà legate all’infermeria. “Ho trovato una Juve Stabia che sta facendo di necessità virtù. Gli infortuni stanno condizionando le possibilità di ricambio, ma il mister sta facendo un grande lavoro, trovando sempre l’equilibrio giusto. I ragazzi si stanno superando in ogni gara: la Juve Stabia non ha mai sfigurato in questa stagione”.

L’obiettivo, ora, è sognare in grande, strizzando l’occhio a quel traguardo sfiorato lo scorso anno, ma con la consapevolezza degli errori passati: “Bissare il risultato dell’anno scorso può non essere un sogno, ma bisogna restare con i piedi per terra, badando sempre alla sostenibilità del club. L’anno scorso siamo arrivati a giocarci l’ultima gara con la Cremonese senza più benzina nelle gambe. Ora dobbiamo gestire bene le ultime partite, sperando di recuperare gli infortunati per andare a giocarcela con la nostra grinta su tutti i campi”.

La chiamata alle armi per il “Menti”

Un passaggio cruciale dell’intervista riguarda il rapporto con la tifoseria e lo stadio Romeo Menti, vero fortino delle Vespe negli ultimi anni. In vista dell’imminente sfida casalinga contro il Catanzaro, Polcino annuncia misure speciali per riempire gli spalti: “Non è un segreto che la Juve Stabia abbia costruito le sue fortune in casa. Quando il Menti fa il Menti, non ce n’è per nessuno. Per la gara col Catanzaro ci sarà un’iniziativa della società per favorire una presenza massiccia. Chiedo a tutti, in particolare agli abbonati, di non fare polemiche: la mia attenzione per loro è massima e ci sarà modo di riconoscerlo in futuro. Ma oggi la piazza di Castellammare deve dare un segnale forte, riempiendo lo stadio in ogni ordine di posto”.

Programmazione e la vetrina della Serie B

Se il campo richiede attenzione immediata, la scrivania non è da meno. Polcino è già al lavoro per il futuro: “Stiamo lavorando su due fronti: chiudere al meglio questa stagione, difendendo i play-off, e programmare la prossima. Avevo già avviato l’organizzazione del prossimo ritiro estivo”.

Una pianificazione necessaria per difendere una categoria vitale per l’intera città: “La Serie B è un palcoscenico e una vetrina di cui Castellammare non può privarsi. È un volano per mostrare le bellezze del nostro territorio e attrarre turismo. Non dobbiamo perderla nella maniera più assoluta”.

Il derby campano e lo sguardo in avanti

Infine, una battuta sul ritorno in Serie B del Benevento, che andrà a infoltire la pattuglia campana nel campionato cadetto: “Ho già fatto i complimenti privati al presidente Vigorito. Avere una terza squadra campana in B è un rilancio per l’intero movimento regionale, aumentano i derby e il fascino del nostro calcio”.

Nessun rimpianto, invece, per i punti persi per strada: “Nell’arco di una stagione, la classifica rispecchia sempre i valori espressi. Forse in alcune gare siamo stati poco fortunati o ci sono stati episodi sfavorevoli, ma non ho rammarichi. Bisogna sempre guardare avanti, mai dietro, e cercare di ottenere il massimo nelle prossime sfide”.

Noi chiudiamo dicendo: ben tornato Presidente e buon lavoro per i colori gialloblù.

Juve Stabia, Salim Diakité: l’arma (non più) segreta di Mister Ignazio Abate

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Certe volte, per vincere le battaglie più dure nel calcio, la tattica da sola non basta. Serve quella ferocia agonistica, quel fuoco negli occhi di chi non è disposto a concedere agli avversari nemmeno un millimetro di prato. L’ingresso di Salim Diakité nella ripresa della sfida tra Juve Stabia e Cesena è stato la perfetta incarnazione di tutto questo: un autentico uragano di grinta che ha spazzato via ogni residua speranza di rimonta romagnola.

La Mossa di Abate: Una Scossa di Pura Energia

Quando Mister Abate lo ha chiamato in causa all’alba del secondo tempo, Diakité non si è limitato a coprire una zona del campo. È sceso sul terreno di gioco con la fame di chi vuole dominare, iniettando istantaneamente una scossa elettrica in tutti i compagni. Il suo impatto è stato a dir poco folgorante: ha alzato vertiginosamente la temperatura agonistica del match, trasformando la retroguardia stabiese in un’autentica zona militarizzata.

Un Magnete in Difesa

Piazzatosi nel cuore della retroguardia, il difensore ha agito come una calamita per il pallone. Gli attaccanti del Cesena, che nei primi quarantacinque minuti avevano trovato un pò di spazio, si sono ritrovati a sbattere sistematicamente contro un muro in valicabile. La sua fisicità è risultata dirompente, declinata in ogni fondamentale difensivo: Duelli aerei dominati senza appello, svettando su ogni pallone alto; chiusure in scivolata con tempistiche pulite e letali per spezzare le trame avversarie e corpo a corpo vinti grazie a una straripante forza fisica che ha inibito gli attaccanti.

L’esito era una costante: palla recuperata, pericolo sventato. La sua concentrazione è stata feroce, tipica di chi sa che il minimo errore può rimettere in discussione una gara intera. Ha annullato le linee di passaggio nemiche e dominato l’area di rigore insieme ai compagni di reparto con un’autorità che ha galvanizzato la Juve Stabia e demoralizzato le offensive bianconere.

L’Assedio Finale e il Lucchetto sui Tre Punti

Il capolavoro agonistico di Salim ha toccato l’apice nei minuti di recupero. Mentre la stanchezza annebbiava le menti e appesantiva le gambe di molti, lui sembrava letteralmente nutrirsi della pressione del momento, ergendosi a baluardo contro l’ultimo disperato assalto del Cesena. Ogni cross respinto al mittente, ogni pallone allontanato di testa, ha rappresentato un mattone in più in quel muro difensivo che ha garantito la conquista di tre punti d’oro per le Vespe.

Se Varnier aveva tracciato la strada e Carissoni l’aveva illuminata con le sue giocate, è stato inequivocabilmente Diakité a mettere il lucchetto alla porta dello stadio “Menti”.

Una prestazione fatta di puro temperamento e strapotere fisico, che lancia un messaggio chiaro al campionato: per blindare i sogni di gloria della Juve Stabia, c’è un’altra arma segreta che ha un nome e un cognome. E, viste le ultime prestazioni, non è più poi tanto segreta.

Il Vino nella Ristorazione: Un Mercato da 12 Miliardi tra Nuovi Trend e Bisogno di Formazione

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Il vino non è solo l’accompagnamento ideale per un pasto, ma un vero e proprio motore economico per la ristorazione italiana. Con un valore dei consumi che tocca i 12 miliardi di euro, il vino rappresenta in media oltre il 21% dello scontrino di ristoranti, trattorie, pizzerie e wine bar.

Questi dati, fondamentali per comprendere le dinamiche di un settore che genera 59,3 miliardi di valore aggiunto, emergono dal nuovo Osservatorio Fipe-Uiv “Vino & Ristorazione”, presentato a Veronafiere durante la 58^ edizione di Vinitaly. L’indagine, condotta su un campione di 500 imprese, ha tenuto a battesimo un nuovo protocollo d’intesa tra Unione Italiana Vini (Uiv) e Fipe-Confcommercio per valorizzare il binomio tra cucina e calice.

La Carta dei Vini: Un Pilastro da Rinnovare

Il vino mantiene un peso rilevante sul fatturato: per il 22% dei locali l’incidenza supera addirittura il 30%. Questa importanza si riflette nella diffusione della carta dei vini, strumento ormai consolidato e presente in:

  • 3 ristoranti su 4

  • 1 pizzeria su 2 (per un totale di 4,1 milioni di voci in carta a livello nazionale)

Tuttavia, l’Osservatorio fa emergere alcune criticità strutturali legate alla gestione e alla professionalità, evidenziando una filiera che ha urgente bisogno di aggiornamento.

Le Sintesi delle visioni di Lamberto Frescobaldi (Uiv) e Lino Enrico Stoppani (Fipe) hanno evidenziato che: “Al mondo del vino italiano mancava uno strumento che consentisse di esplorare meglio le dinamiche con la ristorazione. I dati evidenziano la necessità di investire di più in formazione e comunicazione, a partire dalle carte dei vini da migliorare negli assortimenti.”

I Nuovi Trend: Vince la Leggerezza

Il mercato della ristorazione rispecchia fedelmente i cambiamenti dei gusti dei consumatori. L’ultimo anno è stato segnato da una generale contrazione sia della spesa (-17 di saldo netto) sia dei volumi consumati (-28), con le flessioni più marcate registrate proprio nelle trattorie e nei ristoranti tradizionali.

Di fronte al calo della domanda, le scelte dei clienti si stanno polarizzando verso una precisa direzione: la leggerezza.

  • In ascesa: I vini meno impegnativi dominano la scena. I bianchi leggeri e freschi, insieme agli spumanti, registrano saldi netti positivi in doppia cifra.

  • In frenata: Soffrono i rossi leggeri e, in misura ancora maggiore, i vini rossi strutturati e corposi.

  • La Mixology: Sebbene i cocktail siano fissi in carta in oltre il 20% dei locali, il 44% di pizzerie e ristoranti ritiene ancora che la mixology non sia coerente con il proprio posizionamento.

Le Prospettive per il Futuro

Cosa si aspettano i ristoratori per i prossimi anni? Il clima è diviso tra chi spera in un consolidamento e chi teme i cambiamenti nelle abitudini di consumo.

Il 43% degli intervistati prevede una situazione di stabilità. Tuttavia, una fetta consistente del 26% (che sale al 34% nelle pizzerie) si dichiara pessimista, attendendosi una riduzione generale dei consumi di alcol. In questo scenario in evoluzione, un interessante 8% è convinto che i prodotti low-alcohol e no-alcohol prenderanno presto piede all’interno della propria offerta.

In conclusione, come sottolineato da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, il matrimonio tra vino e ristorazione è consolidato e centrale per l’identità italiana. Ma per continuare a generare valore e superare le sfide del mercato, dovrà necessariamente investire sul dialogo, sull’ascolto dei nuovi consumatori e, soprattutto, su una maggiore formazione professionale.

Castellammare Celebra Viviani: Straordinario Successo per i Giovani Studenti con “Noi e Don Rafele”

Il Teatro Karol si riempie di entusiasmo e passione nel nome di Raffaele Viviani. È andato in scena questa mattina, registrando una grandissima partecipazione, l’esito del laboratorio teatrale “Noi e Don Rafele”. Il progetto, rivolto agli studenti delle scuole superiori cittadine, ha permesso ai più giovani di riscoprire da vicino l’immenso patrimonio del drammaturgo stabiese.

I Giovani Protagonisti sul Palco

L’iniziativa, sapientemente curata da Anna Spagnuolo e Camilla Scala, ha rappresentato il coronamento di un lungo ed emozionante percorso didattico e artistico. Dopo il successo del debutto mattutino dedicato alle scuole, lo spettacolo prevede una replica aperta al pubblico questa sera alle ore 20:30 presso il Teatro Karol, offrendo a tutta la cittadinanza l’opportunità di applaudire il lavoro dei ragazzi.

Questo laboratorio è il momento conclusivo del vasto programma di celebrazioni promosso e finanziato dal Comune di Castellammare di Stabia – attraverso l’Assessorato all’Istruzione e all’Identità – inaugurato a marzo 2025 per onorare il 75esimo anniversario della scomparsa del grande maestro.

Un Anno di Iniziative e Riscoperta Culturale

Il lungo percorso celebrativo ha saputo coinvolgere attivamente la città e il mondo scolastico, con il chiaro obiettivo di valorizzare e tramandare l’eredità di Viviani alle nuove generazioni. Tra gli appuntamenti di maggior rilievo che hanno scandito questi mesi, spiccano:

  • Convegni e Tavole Rotonde: Incontri e momenti di approfondimento con studiosi ed esperti del settore per sviscerare l’opera vivianea.

  • La Digitalizzazione dell’Opera: Un prezioso dono alla città da parte della professoressa Antonia Lezza e dell’Università degli Studi di Salerno, che ha reso fruibile l’intera produzione del drammaturgo in formato digitale.

  • La Mostra Fotografica: Grande interesse ha suscitato “Viviani in un click”, un’esposizione realizzata da Pietro Masturzo su iniziativa del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, presieduto dalla stessa Antonia Lezza.

Il Centro Antico come Teatro a Cielo Aperto

Oltre agli spazi teatrali convenzionali, le celebrazioni hanno invaso le strade cittadine. Parallelamente agli appuntamenti istituzionali, il centro antico di Castellammare si è trasformato in un palcoscenico diffuso. Tra le iniziative più apprezzate, una vibrante serata teatrale e musicale organizzata dalla “Tavole da Palcoscenico Academy” di Iolanda e Maia Salvato, in sinergia con il Comitato Borgo Antico e con il prezioso coinvolgimento delle varie scuole di teatro del territorio.

Il Prossimo Appuntamento: “Cortile di donna”

A completamento di questa ricca programmazione, la Città di Castellammare proporrà al pubblico un ultimo spettacolo teatrale: mercoledì 15 aprile alle ore 20:30, sempre sul palco del Teatro Karol, andrà in scena “Cortile di donna”. Lo spettacolo, di Renato Giordano e con Antonella Morea, è un suggestivo omaggio ispirato alla figura di Luisella Viviani, amata sorella del drammaturgo. (Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi direttamente al botteghino del teatro, fino a esaurimento dei posti disponibili).

L’Orgoglio delle Istituzioni

L’intera rassegna ha dimostrato concretamente come il teatro possa essere un potente collante sociale e formativo. A sottolineare l’importanza dell’evento e la risposta della città sono le parole congiunte del Sindaco Luigi Vicinanza e dell’Assessore all’Educazione e all’Identità Annalisa Di Nuzzo:

“Un percorso ricco e partecipato che ha restituito centralità alla figura di Raffaele Viviani, confermando il valore della cultura e del linguaggio del teatro come strumenti di crescita, identità e coesione per l’intera comunità. Grazie a queste iniziative, che hanno coinvolto soprattutto il tessuto giovanile della città, i nostri ragazzi si sono riappropriati di un’importante eredità culturale rendendola viva e attuale.”