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Secondigliano: Polizia arresta 29enne per furto aggravato

Secondigliano: Polizia del Commissariato di Secondigliano arresta 29enne napoletano per evasione, furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito.

Secondigliano: Polizia arresta 29enne per furto aggravato

SECONDIGLIANO (NA)- Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, hanno ricevuto dalla Centrale Operativa la segnalazione di uno scippo avvenuto in via Emilio Scaglione dove un uomo a bordo di uno scooter aveva sottratto la borsa ad una donna.
I poliziotti, poco dopo, hanno intercettato il malvivente in via Regina Margherita, l’hanno fermato a bordo del motociclo, risultato rubato, ed hanno rinvenuto la borsa della vittima; inoltre, hanno accertato che l’uomo, sottoposto agli arresti domiciliari per furto e ricettazione, aveva appena utilizzato la carta di credito della vittima per acquistare 2 stecche di sigarette.
Ferdinando Gatta, 29enne napoletano, è stato arrestato per evasione, furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito.

 

Torre Annunziata e Boscoreale: controlli straordinari
Ieri gli agenti del Commissariato di Torre Annunziata, con il supporto delle Unità Cinofile antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale e degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio di Torre Annunziata e all’interno del complesso edilizio “Piano Napoli” in via Settetermini a Boscoreale.
Nel corso dell’attività sono state identificate 196 persone di cui 66 con precedenti di polizia, controllati 3 esercizi commerciali, 98 veicoli di cui 3 sottoposti a fermo amministrativo e contestate 3 violazioni del Codice della Strada per mancata copertura assicurativa, per guida con patente revocata, per destinazione o uso diverso dei veicoli, elevando sanzioni per un totale di 8420 euro; infine, sono state sanzionate 4 persone per inottemperanza alle misure anti Covid-19.
Acerra: Polizia effettua arresto eseguendo ordinanza di custodia cautelare
Stamattina gli agenti del Commissariato di Acerra hanno arrestato P.F., 27enne acerrano con precedenti di polizia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Nola su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’ arrestato è ritenuto responsabile di 2 rapine perpetrate alla fine di dicembre 2020 ai danni di un minore.
Le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia presentata dalla vittima che ha fornito una descrizione dettagliata del rapinatore.
Personale della squadra investigativa del Commissariato, dopo serrate indagini e grazie alle registrazioni delle immagini acquisite ed estrapolate dalle telecamere di zona, hanno ricostruito la dinamica delle due rapine ed individuato P.F. quale presunto autore delle azioni delittuose.
Stamattina l’indagato è stato rintracciato presso l’abitazione dei genitori ad Acerra, dove gli è stato notificato l’ordine di carcerazione emesso a suo carico.
L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso il carcere di Poggioreale a Napoli.
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Scafati piazza il colpo, dalla Fortitudo arriva il play Mattia Palumbo

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La Givova Scafati ha finalmente trovato un nuovo play da inserire nelle rotazioni, che possa fare da vice a Tommaso Marino. Nella giornata di oggi è stato ufficializzato l’arrivo in prestito dalla Fortitudo Bologna di Mattia Palumbo. L’atleta romano vestirà la casacca della squadra campana fino alla fine della stagione. Dopo la conferma di coach Alessandro Finelli, la società ha voluto aggiungere un nuovo tassello per continuare a sognare l’approdo nella massima serie in vista dell’inizio del girone di ritorno. Palumbo rappresenta sicuramente ciò che mancava al roster di Scafati dopo l’addio di Culpepper. Battendo la concorrenza, su tutte, di Cento e Ravenna, la squadra di patron Longobardi si è assicurata uno dei prospetti più interessanti di tutto il panorama cestistico nazionale.

Il comunicato

La Givova Scafati rende noto di aver chiuso l’accordo contrattuale fino al termine della stagione in corso con l’atleta Mattia Palumbo, proveniente dalla Fortitudo Bologna (serie A). Playmaker – guardia di 198 cm, classe 2000, il cestista di origini romane ha mosso i suoi primi passi nel mondo della palla a spicchi nel settore giovanile della Stella Azzurra Roma, aggiudicandosi due volte il titolo di campione d’Italia under 15 e conquistandosi, a suon di prestazioni, la convocazione per la nazionale under 16, under 18 ed under 20.
Dalla stagione 2017/2018, con l’ingaggio ad opera di Treviglio, Mattia Palumbo ha disputato tre campionati di fila in serie A2, chiudendo con 9 punti, 6 rimbalzi e 2,5 assist l’ultimo di questi, prima della sospensione per Covid-19. Prima ancora, nel maggio 2018, si era poi meritato la convocazione di coach Meo Sacchetti per il raduno della nazionale maggiore. La scorsa estate, infine, ha accettato l’offerta della Fortitudo Bologna in massima serie, esperienza che ha terminato anzitempo proprio per raggiungere Scafati, chiusa con 3,7 punti e 3 rimbalzi di media in nove gare disputate con 15’ di medio utilizzo.
Dichiarazione del responsabile dell’area tecnica Enrico Longobardi: «Mattia è l’uomo in più di cui avevamo bisogno in questo momento, è un playmaker in grado di coprire all’occorrenza anche tre ruoli e che aggiunge tonnellaggio al nostro reparto esterni, oltre che qualità. L’operazione che ci ha consentito di portarlo a Scafati è stata possibile grazie alla collaborazione della Fortitudo Bologna e del presidente Pavani, che ancora una volta ci ha dato prova della sua grande amicizia».

Polizia: controlli sul territorio tra Secondigliano e Pianura

Gli agenti di Polizia sono intervenuti sul territorio, in particolare tra Secondigliano e Pianura, effettuando arresti per spaccio e furto aggravato.

Polizia: controlli sul territorio tra Secondigliano e Pianura

Gli agenti di Polizia sono intervenuti sul territorio, in particolare tra Secondigliano e Pianura, effettuando arresti per spaccio e furto aggravato.
Secondigliano: spacciatore arrestato.
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Secondigliano, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Trentino hanno notato un uomo a bordo di un veicolo che, alla loro vista, ha interrotto la marcia fermandosi al margine della strada.
I poliziotti l’hanno controllato ed hanno rinvenuto nell’auto 37 bustine contenenti marijuana e 75 euro; inoltre, presso l’abitazione dell’uomo, i poliziotti hanno sequestrato altri 560 involucri della stessa sostanza e una busta contenente marijuana sfusa del peso complessivo di circa 626 grammi, 4 bilancini di precisione, diverso materiale per il confezionamento della droga e numerose apparecchiature per la coltivazione.
G.B., 25enne napoletano, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Pianura: furto in un impianto sportivo e in una scuola, denunciato il presunto autore.
Martedì pomeriggio gli agenti del Commissariato Pianura, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Giorgio De Grassi hanno notato un uomo che, alla loro vista, è entrato frettolosamente in un palazzo.
I poliziotti l’hanno bloccato e, nella sua abitazione, hanno trovato una borsa contenente numerosi arnesi atti allo scasso.
Grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza di un impianto sportivo di via Comunale Masseria Grande, hanno poi riconosciuto l’uomo quale presunto responsabile di un furto commesso nella struttura il 7 gennaio, quando erano stati asportati un televisore e numerosi alimenti.
Inoltre, l’uomo è ritenuto responsabile di un furto di infissi in alluminio e altro materiale avvenuto lo scorso dicembre all’Istituto Comprensivo “Massimo Troisi”.
A.D.R.S.F., 29enne napoletano con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, è stato denunciato per furto aggravato.

 

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Confisca di beni per mezzo milione di euro a un pregiudicato palermitano

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La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito la confisca di una villa in residence con piscina, due appartamenti e quattro rapporti finanziari.

La Polizia di Stato ha eseguito un decreto emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione con il quale, su proposta del Questore di Palermo, è stata disposta la confisca di un consistente patrimonio, per un valore di oltre 500.000 euro, nei confronti di MARSALA Marco, pregiudicato palermitano 41enne.

Nello specifico, oggetto dell’odierno provvedimento ablatorio sono 3 beni immobili (una villa unifamiliare sita nel comune di Altavilla Milicia all’interno di un residence fornito di ampi spazi verdi e di piscina), due appartamenti siti a Palermo in via Villagrazia, nonché nr. 4 rapporti finanziari.

La pericolosità sociale del Marsala emerge dai numerosi precedenti a suo carico, rivelatori di una dedizione ai traffici illeciti di stupefacenti, nonché a reati contro il patrimonio connotati da una certa gravità.

In particolare, merita menzione la lunga lista di violazioni dell’art. 73 d.p.r. 309/90 per le quali l’uomo ha riportato pesanti condanne per traffico illecito di sostanze stupefacenti. Dalle indagini a suo carico era emerso, infatti, come il suo negozio di detersivi in via dell’Orsa Minore, in cui apparentemente svolgeva una regolare attività lavorativa, era diventato un punto di riferimento e piazza di spaccio per il quartiere.

In seguito al periodo di carcerazione espiato come conseguenza della lunga sequenza di condanne riportate, il MARSALA non ha mostrato alcun mutamento del suo stile di vita e della sua propensione a delinquere, mostrandosi più di recente particolarmente attivo nel settore dei furti e delle rapine ai danni, prevalentemente di uffici postali e banche.

Infatti, risale al 31 maggio 2017 l’episodio di una tentata rapina agli uffici delle Poste Italiane di piazza della Costellazione. In quell’occasione le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Palermo avevano consentito di individuare e trarre in arresto i responsabili, tra cui il Marsala, intercettato dagli agenti nelle fasi preparative ed esecutive del colpo che i malviventi avevano posto in essere praticando un foro alla parete che conduceva ad un locale dell’ufficio da cui poi avrebbero avuto accesso al Bancomat dell’Istituto.

Inoltre, a dicembre del 2018, il Marsala è stato tratto in arresto da personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Palermo per un furto commesso ai danni della Banca Sella di via del Cigno e per il quale ha già riportato una sentenza di condanna.

Da ultimo, nel febbraio del 2018, è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina.

Sulla base dell’acclarata pericolosità sociale del Marsala, ritenuto soggetto dedito abitualmente ad attività delittuose di per se’ generatrici di provviste illecite, i poliziotti dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura di Palermo hanno avviato nei suoi confronti e del suo nucleo familiare capillari accertamenti patrimoniali. Attraverso tali indagini è stata rilevata una notevole sproporzione economica tra il valore degli acquisti effettuati ed i redditi leciti dichiarati, ben inferiori alle ordinarie spese di mantenimento di una famiglia, a conferma dell’evidente utilizzo di risorse finanziarie di illecita provenienza, frutto dell’attività delittuosa posta in essere nel corso del tempo dal Marsala.

Sulla base di questi presupposti nel 2019 il Tribunale di Palermo, su proposta del Questore, aveva emesso un decreto di sequestro di beni, divenuto di confisca con l’odierno provvedimento.

Con il medesimo decreto il Tribunale di Palermo ha applicato a MARSALA Marco la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per la durata di anni tre.

Adduso Sebastiano

 

Castellammare di Stabia: aggiornamento positivi al Covid-19

La Regione Campania e l’Asl Na 3 Sud ci hanno comunicato che sono 40 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al Covid-19.

Castellammare di Stabia: aggiornamento positivi al Covid-19

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Come da quotidiano, il Sindaco Cimmino trasmette via canali social ufficiali, gli ultimi dati registrati in merito al numero dei risultati positivi al Covid-19.
Nello specifico, i numeri interessano il periodo che va dal 19 al 21 gennaio 2021.

La Regione Campania e l’Asl Na 3 Sud ci hanno comunicato che sono 40 i cittadini di Castellammare di Stabia risultati positivi al coronavirus (Covid-19) nel periodo dal 19 al 21 gennaio 2021. 14 di essi presentano sintomi lievi della malattia, i restanti sono asintomatici.
Tra i nuovi contagiati ci sono otto cittadini tra i 4 e gli 11 anni. Sono stati lavorati complessivamente 423 tamponi. I guariti per lo stesso periodo sono 28. Tra di essi quattro bambini tra i 4 ed i 13 anni. L’Asl ha anche aggiornato l’elenco delle persone decedute a causa del Covid. Tra il 23 dicembre 2020 ed il 21 gennaio 2021 sono 7 i cittadini venuti a mancare.

Restano valide le norme comportamentali stabilite da quasi un anno: indossare la mascherina che protegge naso e bocca, lavarsi spesso le mani, mantenere un distanziamento tale da scongiurare il contagio.

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Sotto La Lente – Il ritorno di Spider Ripa in maglia gialloblè

Sotto La Lente – Il ritorno di Spider Ripa in maglia gialloblè. Tornato dopo 3 anni alla Juve Stabia per supportare un attacco con le polveri bagnate

Sotto La Lente – Il ritorno di Spider Ripa in maglia gialloblè

 

Francesco Ripa, nato a Battipaglia il 5 novembre del 1985, è tornato dopo tre anni in gialloblè dopo il vuoto lasciato in attacco dalle complicazioni post-Covid di Iacopo Cernigoi che lo hanno estromesso per alcuni mesi dalle convocazioni fino a renderlo disponibile solo ad inizio 2021.

Ripa ha iniziato a giocare a calcio proprio nella sua Battipaglia in Serie D. Nel corso degli anni si è confermato un vero e proprio bucaniere dell’area di rigore segnando tanti gol in tutte le piazze in cui ha giocato. Il calciatore è ritornato a fine novembre a vestire la maglia gialloblè dopo averlo fatto per tre stagioni dal 2014 al 2017 mettendo insieme 59 presenze e 26 gol. Periodo anche caratterizzato da un grave infortunio che lo ha tenuto a lungo fuori. Ripa ha vestito anche le maglie di Battipagliese, Potenza, Sorrento, Pro Patria, Nocerina, L’Aquila, Arzanese, Catania, Sicula Leonzio e AZ Picerno.

Attaccante dallo spiccato fiuto del gol, Ripa è senza dubbio tra gli attaccanti più prolifici dell’intera Lega Pro, avendo fatto registrare in carriera oltre 155 reti. Ripa ha come modello di riferimento Pippo Inzaghi, che di senso del gol se ne intende come pochi. E’ un attaccante da area di rigore ma a cui piace anche accompagnare il gioco dei compagni di reparto grazie a piedi molto educati ed a una tecnica di base davvero pregevole. Oltre ad essere bravo con i piedi si può dire che la sua abilità principale sia anche nel gioco aereo. Molto infatti i gol segnati anche di testa nel corso della sua carriera.

A dispetto dei suoi 35 anni compiuti, Ripa si fa valere ancora molto in area di rigore. Finora nel 4-3-3 di mister Padalino non è mai partito dall’inizio. Ma si è ritagliato scampoli di gara in cui è sempre entrato benissimo. Come per esempio a Catanzaro dove, subentrato nella ripresa, ha fornito l’assist per il primo gol di Orlando ed è entrato in maniera decisiva nell’azione del secondo gol di Golfo.

Per mister Padalino, l’attaccante ex Sorrento non ha ancora la condizione fisica necessaria per poter partire dal primo minuto essendo arrivato a Castellammare solo a fine novembre da svincolato.

Ripa è soprannominato Spider. L’accostamento con l’Uomo Ragno risale ai tempi del Sorrento; l’allora addetto stampa della società costiera regalò a Ripa una maschera di Spider Man da indossare dopo i gol. Tanti anni, e gol, dopo il binomio Ripa-Spider Man non si è ancora dissolto. E c’è da scommettere che lo Spider Man della Juve Stabia, da vero supereroe, contribuirà ancora tanto nel girone di ritorno alla causa gialloblè con l’obiettivo playoff da conquistare col coltello tra i denti.

 

a cura di Natale Giusti

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Strage di Via d’Amelio, processo quater: convergenti interessi di altri soggetti estranei a Cosa nostra

Lo dicono i Giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta nel processo quater sulla strage in cui fu ucciso Borsellino e la sua scorta.

Ci siamo occupati in precedenti articoli del processo quater sull’uccisione del Magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta “19 Luglio 2018 26 anni fa in Via D’Amelio a Palermo, la mafia uccideva Paolo Borsellino”, “20 Maggio 2019 Fiammetta Borsellino: Abbiamo avuto indagini e processi fatti male” “17 Luglio 2019 Gli inediti appelli del Magistrato Borsellino. I presidenti delle Commissioni Antimafia di allora”, “19 Luglio 2020 La Questura di Palermo ricorda le vittime della strage di via d’Amelio.

Sulla strage di via D’Amelio, costata la vita al Magistrato Paolo Borsellino e alla sua scorta, fu “costituita una verità che in un determinato momento storico si è voluta accreditare”, una verità di comodo, dunque, basata su dichiarazioni false: lo scrivono, confermando la tesi del depistaggio dell’inchiesta sull’attentato i Giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta che ieri hanno depositato le motivazioni della sentenza che ha confermato la condanna all’ergastolo per i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati di strage e la condanna a 10 anni dei “falsi pentiti” Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia.

Per i giudici, i falsi pentiti che accreditando una ricostruzione mendace della strage fecero condannare all’ergastolo persone estranee all’attentato, erano parte di un piano ben preciso. Le loro dichiarazioni erano “avvinte da una sorprendente circolarità di contenuti» ed erano fondate su frammenti di verità in ordine ad alcuni dettagli degli eventi che solo fonti qualificate potevano avere». Secondo la corte la finalità del depistaggio non è chiara. Ma, precisano i Giudici, come ritennero i Magistrati del primo grado, gli inquirenti dell’epoca, incaricati di indagare sulla strage di Via D’Amelio, credettero a una fonte confidenziale, mai rivelata «tanto da operare poi una serie di forzature per darle dignità di prova».

Nella sentenza i Giudici scrivono che non si può condividersi l’assunto difensivo secondo cui la ‘Trattativa Stato-mafia’ avrebbe aperto “nuovi scenari” in relazione alla “crisi dei rapporti di Cosa Nostra con i referenti politici tradizionali” e al possibile collegamento fra “la stagione degli atti di violenza” e l’occasione di “incidere sul quadro politico italiano” con riferimento a coloro che “si accingevano a completare la guida del Paese nella tornata di elezioni politiche del 1992”. Invero, gli elementi acquisiti nel presente procedimento consentono di affermare che l’uccisione del Magistrato Paolo Borsellino, inserita nell’ambito di una più articolata “strategia stragista” unitaria, sia stata determinata da Cosa Nostra per finalità di vendetta e di cautela preventiva”. Lo scrivono i Giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta che, nella sentenza del processo ‘Borsellino quater’ di secondo grado escludono nelle 377 pagine delle motivazioni che la trattativa abbia accelerato l’uccisione di Borsellino.

Secondo i Giudici “è anche logico affermare che vi sia stata una finalità di ‘destabilizzazione’ intesa ad esercitare una pressione sulla compagine politica e governativa che aveva fino a quel momento attuato una drastica politica di contrasto all’espansione del crimine organizzato mafioso. Deve essere ritenuta ancora attuale – scrivono i giudici – la valutazione espressa dai Giudici Supremi in seno alla prima sentenza emessa nel procedimento Borsellino ter relativamente alla incidenza che la cosiddetta ‘trattativa Stato-mafia’ avrebbe avuto sulla deliberazione della strage di via D’Amelio anche alla luce delle ulteriori acquisizioni probatorie cristallizzate nel presente procedimento”.

Nel novembre 2019 la Corte d’Assise d’appello di Caltanissetta, confermando la sentenza di primo grado ed accogliendo le richieste della Procura generale, condannò all’ergastolo i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati il primo come mandante ed il secondo come esecutore della strage in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i 5 uomini della scorta. Condannati a 10 anni i “falsi pentiti” Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia. Così come aveva fatto la Corte d’assise presieduta da Antonio Balsamo anche in appello i giudici avevano dichiarato estinto per prescrizione il reato di calunnia contestato a Vincenzo Scarantino.

“Deve dunque escludersi la sussistenza di elementi probatori idonei a fare ritenere che vi sarebbe stata, per la sola strage di via D’Amelio, una sorta di “novazione” (innovazione) della deliberazione di morte, tale da avere determinato una soluzione di continuità rispetto alla precedente deliberazione stragista risalente alla riunione degli ‘auguri di fine anno 1991”, scrivono i Giudici della Corte d’assise d’appello. E aggiungono: “Allo stato, comunque, il quadro probatorio appare immutato rispetto a quello già considerato dalla Suprema Corte di Cassazione nella richiamata pronuncia del 2003, non sussistendo altri elementi probatori per dire che la strage di via D’Amelio abbia avuto una causale diversa dalla matrice mafiosa o che la stessa sia ascrivibile a un contesto deliberativo diverso da quello accertato nel corso del presente procedimento, nel quale si inscrive il protagonismo dell’imputato appellante”.

“Anche dopo il suo trasferimento a Marsala, il Magistrato Paolo Borsellino aveva continuato la sua instancabile opera nel contrasto alla criminalità organizzata, continuando a essere insieme al collega e amico Giovanni Falcone un simbolo della lotta alla mafia, rendendosi ben visibile anche agli occhi della stessa organizzazione criminale che continuava a concepire propositi omicidiari nei suoi confronti”, scrivono i Giudici nella sentenza.

La strage di via D’Amelio “rientrava nel mandamento di Resuttana” e un “delitto eclatante come quello realizzato non avrebbe mai potuto essere realizzato senza il consenso del capo mandamento, in ossequio alle rigide regole di ‘competenza’ territoriali osservate in Cosa nostra. In via D’Amelio era ubicato il covo dove venne rinvenuto il ‘libro mastro’ delle estorsioni sequestrato nel 1989 al fratello dell’imputato Antonino Madonia, documento che consentì di ricostruire la gestione del racket del ‘pizzo’ in una vasta zona di Palermo – dicono i giudici – Nelle immediate adiacenze del luogo della strage vi era, inoltre, un edificio in costruzione ad opera della dotta facente capo ai fratelli Graziano, imprenditori edili inclusi tra i prestanome dei Madonia”.

“La strage di via D’Amelio rappresenta indubbiamente un tragico delitto di mafia, dovuto a una ben precisa strategia del terrore adottata da Cosa nostra, in quanto stretta dalla paura e da fondati timori per la sua sopravvivenza a causa della risposta giudiziaria data dallo Stato attraverso il maxiprocesso”. Così Sentenziano i Giudici. “Ogni tentativo della difesa di attribuire una diversa paternità a tale insana scelta di morte e terrore non può trovare accoglimento – dicono – potendo, al più, le emergenze probatorie indurre a ritenere che possano esservi stati anche altri soggetti o gruppi di potere interessati alla eliminazione del magistrato e degli uomini della sua scorta”.

“Ma tutto ciò – continuano i Giudici – non esclude la responsabilità principale degli uomini di vertice dell’organizzazione mafiosa che, attraverso il loro consenso tacito in seno agli organismi deliberativi della medesima organizzazione, hanno dati causa agli eventi di cui si discute. È possibile che la decisione di morte assunta dai vertici mafiosi nella corale riunione degli auguri di fine anno 1991 della Commissione provinciale e nelle precedenti riunioni della Commissione regionale, abbia intersecato convergenti interessi di altri soggetti o gruppi di potere estranei a Cosa nostra”.

In 377 pagine i Giudici ripercorrono le tappe della vicenda. E si soffermano soprattutto sulle “persistenti zone d’ombra e sulla paternità mafiosa della strage”. Tra le ombre citate dai Giudici ci sono anche gli “uomini ‘sconosciuti’ sul luogo del delitto e nell’immediatezza dello stesso un uomo ‘estraneo a Cosa nostra’ al momento della consegna dell’autovettura Fiat 126 da parte di Gaspare Spatuzza*.

“Le emergenze probatorie acquisite nel procedimento costituiscono singoli pezzi di un mosaico che, nel suo complesso, continua a rimanere in ombra in alcune sue parti – aggiungono sempre i Giudici – Basti pensare alla ‘scomparsa misteriosa’ dell’agenda rossa del Magistrato e alla ricomparsa della borsa stessa in circostanze non chiarite nell’ufficio di Arnaldo La Barbera*.

“Le numerose dichiarazioni raccolte dai testi escussi – proseguono i Giudici – hanno rivelato numerose contraddizioni che non è apparso possibile superare, gettando al tempo stesso l’ombra del dubbio che altri soggetti possano essere intervenuti sul luogo della strage, nell’immediatezza dell’esplosione, ‘in giacca’ nonostante la calura del mese estivo e l’ora torrida, non appartenenti alle forze dell’ordine e individuati anzi da taluni agenti intervenuti nella immediatezza come appartenenti ai servizi segreti“.

E tale ultimo particolare appare ancora più inquietante – esplicitano i Giudici – se si considera che ‘di un uomo estraneo a Cosa nostra’ ha riferito anche il collaboratore Gaspare Spatuzza*, indicandolo come presente nel magazzino di via Villasevaglios, il pomeriggio precedente la strage, veniva consegnata la Fiat 126 che sarebbe stata, di lì a poco, imbottita di tritolo“.

L’opinione.

Purtroppo la strage di Via d’Amelio, del Magistrato Paolo Borsellino e della sua scorta (come altre stragi, casi simili o anche meno noti oppure cosiddetti minori), rimane “in ombra” come scritto dai Giudici nelle motivazioni della sentenza del processo quater d’appello di cui sopra.

* Arnaldo La Barbera (deceduto alcuni anni addietro): era stato promosso capo della squadra mobile di Palermo nell’agosto del 1988. Qui dopo una serie di arresti di latitanti eccellenti, gestisce le prime indagini per le stragi di Capaci e di via D’Amelio del 1992. Nel gennaio 1993 viene nominato dirigente generale di PS e trasferito alla Direzione centrale della polizia criminale, per tornare pochi mesi dopo a Palermo per guidare il “gruppo d’indagine Falcone-Borsellino” dello SCO, e poi essere nominato nel 1994 questore del capoluogo siciliano. Ha convinto a collaborare il falso pentito Vincenzo Scarantino, che portò ai processi sulla strage di via d’Amelio, le cui risultanze furono completamente smentite diciassette anni dopo da Gaspare Spatuzza nel processo Borsellino quater, nella cui sentenza di primo grado i giudici hanno scritto che: «…La Barbera ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione delle false collaborazioni con la giustizia ed è stato altresì intensamente coinvolto nella sparizione dell’agenda rossa…». Resta a Palermo fino al febbraio del 1997, quando arriva la nomina a questore di Napoli. Il 14 ottobre del 1999 è diventato questore di Roma, dove resta fino al gennaio 2001[8]. Da gennaio 2001, nominato prefetto dal Consiglio dei ministri, è a capo della Direzione centrale della polizia di prevenzione (l’ex Ucigos).

* Gaspare Spatuzza: era un rapinatore e poi sicario, soprannominato “u Tignusu” (il Pelato) per la sua calvizie. Era affiliato alla Famiglia di Brancaccio, guidata dai fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. Si è autoaccusato di aver rubato la Fiat 126 che il 19 luglio 1992 venne impiegata come autobomba nella strage di via d’Amelio in cui furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e la sua scorta. Cooptato da Salvatore Grigoli, fu tra gli esecutori materiali dell’omicidio di don Pino Puglisi del 15 settembre 1993, per il quale è stato condannato all’ergastolo con sentenza definitiva. È stato inoltre condannato per altri 40 omicidi tra cui quelli di Giuseppe e Salvatore Di Peri, Marcello Drago, Domingo Buscetta (nipote del pentito storico di Cosa Nostra, Tommaso) e Salvatore Buscemi. Il 23 novembre 1993 rapì Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, che sarebbe stato ucciso dopo oltre due anni di prigionia. Arrestato il 2 luglio 1997 presso l’ospedale Cervello di Palermo, da allora è in carcere. Durante la detenzione, si è iscritto alla facoltà di Teologia. Dall’estate 2008 si è dichiarato pentito ed è divenuto collaboratore di giustizia rilasciando diverse dichiarazioni in ordine alla strage di via d’Amelio, alle bombe del 1993 a Milano, Firenze e Roma e ai legami fra la mafia e il mondo politico-imprenditoriale.

Adduso Sebastiano

Campania, De Luca: “Fornitura vaccini dimezzata, situazione gravissima e inaccettabile”

Campania, De Luca: “Fornitura vaccini dimezzata, situazione gravissima e inaccettabile. Invito il commissario Arcuri ad attivarsi per la tutela dei nostri concittadini “

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha rivolto un appello al Commissario Arcuri affinchè intervenga per assicurare una distribuzione più equa dei vaccini anti Covid:

“Abbiamo ricevuto nella serata di ieri la comunicazione che la fornitura di vaccini prevista per la Campania il giorno 25 gennaio è stata dimezzata, non si capisce in base a quale criterio. Già i ritardi dei giorni scorsi hanno prodotto una forte diminuzione nelle vaccinazioni.
Questa ulteriore riduzione di consegne rischia di bloccare del tutto le somministrazioni, determinando una situazione gravissima e inaccettabile” ha dichiarato il Governatore campano.

“Siamo consapevoli delle grandi difficoltà create dai forti ritardi della casa produttrice. Ma a maggior ragione è tempo di scelte chiare e oggettive.
È indispensabile garantire il completamento dei richiami per i primi vaccinati. Questo può avvenire solo sulla base di un unico criterio oggettivo: un vaccino per ogni cittadino, operando già in questa fase un riequilibrio rispetto alla prima distribuzione di vaccini avvenuta sulla base di criteri fortemente sperequati.”

Il Presidente De Luca ha quindi invitato il commissario Arcuri a procedere sulla base di una linea di equità e oggettività assoluta, a tutela dei cittadini e “nel rispetto di uno sforzo organizzativo enorme compiuto dalla Regione Campania, e che non può essere vanificato. Siamo pronti, in caso contrario, a tutelarci in ogni sede”.

Polichetti sul caso Capaccio: “De Luca commissari l’Asl di Salerno”

Polichetti sul caso Capaccio: “De Luca dovrebbe commissariare l’Asl Salerno. Serve una commissione d’accesso per valutare lo scioglimento del Comune. Chiederò anche ai parlamentari Udc un’interrogazione al ministro Bonafede”.

Polichetti sul caso Capaccio: “De Luca commissari l’Asl di Salerno”

“Sugli affari con ambulanze e morti, che hanno portato la Procura di Salerno ad arrestare dieci persone e a colpire l’impero dell’imprenditore Roberto Squecco a Capaccio Paestum, credo che il governatore Vincenzo De Luca debba pensare seriamente a commissariare l’Asl Salerno”.

Così il segretario provinciale dell’Udc Salerno, Mario Polichetti, interviene sull’inchiesta culminata con diversi arresti nella giornata di ieri. “Apprendo dalla stampa, di gravi mancanze da parte dell’Asl Salerno. Sono stati creati documenti falsi per concedere l’ok al servizio del 118 nella zona di Capaccio Paestum. Mi chiedo dove era il direttore generale in primis e chi avrebbe dovuto controllare tutto questo. Ovviamente, bisogna immediatamente commissariare l’Azienda sanitaria locale di Salerno per dare un segnale dopo quanto emerso dalle indagini. Inoltre, mi auguro che, in un eventuale processo, l’Azienda possa costituirsi parte civile per i danni d’immagine, e non solo, che questa storia sta provocando alla principale istituzione della sanità pubblica in provincia. Chi ha sbagliato, anche se si tratta solo di non aver controllato, deve pagare”.

Sul fronte politico, Polichetti, si associa alla richiesta del presidente della Fondazione Angelo Vassallo, Dario Vassallo, che ha chiesto subito una Commissione d’Accesso al Comune di Capaccio Paestum. “La moglie di Squecco è una fedelissima del sindaco Franco Alfieri. Proprio per il bene dell’amministrazione comunale, concordo con Dario Vassallo: chiedo alla Commissione Antimafia di sollecitare il ministero dell’Interno affinché venga nominata una commissione d’accesso per prendere in considerazione l’ipotesi dello scioglimento dell’Ente. Chiederò anche ai parlamentari dell’Udc di muoversi in tal senso per presentare un’interrogazione specifica al ministro Alfonso Bonafede”.

Lorenza Sabatino

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Operazione Gemma della GdF: maxi frode nel settore hi-tech VIDEO

“Operazione Gemma” della Guardia di Finanza. Maxi frode carosello nel settore hi-tech. Eseguiti sequestri di beni del valore di 16 milioni di euro. VIDEO in elaborazione.

Operazione Gemma della GdF: maxi frode nel settore hi-tech VIDEO

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, all’esito di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Terza Sezione criminalità economica ed informatica, ha eseguito, tra le regioni Campania, Lazio, Molise e Lombardia, un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni del valore di circa 16 milioni di euro.

La misura cautelare patrimoniale è stata adottata dal GIP del Tribunale di Napoli al termine di una complessa attività investigativa, anche di natura tecnica, nel settore del commercio di prodotti tecnologici ed informatici, che ha portato il 1° Nucleo Operativo Metropolitano al sequestro di disponibilità finanziarie presenti su conti correnti, beni immobili, automezzi, quote e partecipazioni societarie, considerati profitto illecito della frode fiscale.

Gli accertamenti di natura economico-finanziaria hanno preso le mosse dall’approfondimento di una richiesta di mutua assistenza amministrativa in materia fiscale pervenuta dall’Organo collaterale olandese, tramite il Comando Generale – II Reparto del Corpo, ed hanno documentato l’esistenza di un sodalizio criminale che ha ideato una complessa frode nel settore della compravendita di prodotti informatici ed elettronici (smartphone e tablet Apple/Samsung/Huawei, personal computer e relativa componentistica, console Xbox 360/One, Sony Ps4, Nintendo Wii e connessi accessori/videogiochi, smart TV Samsung/LG, sistemi di memorizzazione esterna USB/SSD/microSD ecc.), mediante la creazione e l’interposizione fittizia di svariati soggetti economici (società cartiere), finalizzata all’evasione dell’imposta sul valore aggiunto nazionale e comunitaria, secondo il notorio meccanismo delle “frodi carosello”.

 

Nello specifico, gli acquisti intracomunitari sono stati effettuati da fornitori con sede in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna ed Ungheria. Complessivamente, sono stati denunciati 19 soggetti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed omessa dichiarazione.

Sedici le società che hanno preso parte alla maxi evasione fiscale, avente come protagonisti indiscussi un imprenditore e un commercialista partenopei, che risultano avere creato dal 2015 al 2018 un giro di fatture per operazioni inesistenti, in emissione ed utilizzo, per un ammontare superiore ai 200 milioni di euro.

Infine, dalle indagini è emerso come il libero professionista promotore della frode carosello si dedicasse anche alle indebite compensazioni di crediti inesistenti, che ammontavano a circa mezzo milione di euro e venivano effettuate attraverso modelli di pagamento F24 presentati direttamente in banca oppure utilizzando i servizi di home banking.

Lorenza Sabatino

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Palermo in zona rossa. Le Forze dell’Ordine presidiano il territorio (VIDEO)

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Palermo in zona rossa: le Forze dell’Ordine presidiano il territorio del capoluogo e della provincia. Arrestato un giovane, denunciato un altro.

La Polizia di Stato insieme a tutte le Forze dell’Ordine, in concomitanza con la recente istituzione della c.d. “zona rossa”, ha predisposto ed effettuato un presidio capillare del territorio di Palermo e della provincia, che ha visto impegnate praticamente tutte le numerose articolazioni territoriali, che sono state dispiegate lungo strade, assi viari e snodi strategici del trasporto. Tale massimo impegno è stato reso necessario dalla intensificazione delle disposizioni in materia di distanziamento sociale e limitazione dei contagi, sancito dal passaggio della nostra regione dallo stato di allerta arancione a rossa, avvenuto proprio nella giornata di domenica.

Nelle due prime giornate di domenica e lunedì, in città e provincia, le pattuglie delle Forze dell’Ordine hanno controllato 3522 persone di cui 134 sanzionate ai sensi dell’art.4 c.1 D.L.19/202 perché prive di una motivazione che ne legittimasse la presenza in strada.   Sono state controllate inoltre 555 attività commerciali, di cui 1 sanzionata.

Durante uno di questi controlli, effettuati lunedi scorso a Partinico, gli Agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto P.L., partinicense di anni 21, e denunciato in stato di libertà P.S., di anni 16. I due sono stati fermati dai poliziotti poiché uno di loro, colto senza il dispositivo di protezione individuale, reagiva con violenza all’invito di declinare le proprie generalità e cercando di eludere i controlli ha cominciato a spintonare con violenza gli agenti, colpendoli altresì con calci e pugni. Solo grazie all’arrivo di rinforzi, una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri, i due sono stati bloccati ed il maggiorenne tratto in arresto mentre il minore denunciato in stato di libertà.

Il 21enne P.L. è stato giudicato con il rito direttissimo e condannato a due anni poiché ritenuto responsabile dei numerosi reati commessi contro gli agenti.

Nell’ambito del capoluogo, con particolare riguardo al centro storico e alle arterie cittadine di preminente rilievo, al fine di porre in essere una puntuale attività di verifica del rispetto delle misure previste dai vigenti provvedimenti governativi e regionali in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica, sono stati effettuati mirati servizi di ordine pubblico che hanno  visto impegnati gli agenti della Polizia di Stato e delle altre Forze dell’Ordine, rispettivamente in via Libertà, in piazza Ruggero Settimo, in via Ruggero Settimo ed in altre isole pedonali come piazzetta Bagnasco, nonché in via Maqueda e lungo il Foro Italico. In queste zone il presidio di sicurezza dedicato ai servizi “covid” ha visto impegnate quotidianamente 11 pattuglie della Polizia di Stato, 6 pattuglie dell’Arma dei Carabinieri, 3 della Guardia di Finanza e 10 della Polizia Municipale.

Tale quadro da conto delle risorse destinate specificamente dalle Forze dell’Ordine al disimpegno di servizi dedicati ai controlli “covid” alle quali si devono comunque sommare le pattuglie dislocate ordinariamente sul territorio per l’espletamento dei compiti d’istituto che, collateralmente, hanno svolto e svolgono una funzione di deterrenza e di dissuasione in tema di assembramenti e violazioni della normativa volta a prevenire i contagi.

I controlli si sono focalizzati soprattutto sulla verifica del rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica, quali l’adozione dei previsti dispositivi di protezione  individuale  (mascherina protettiva), il rispetto del divieto di assembramento e della distanza interpersonale; il divieto di circolare a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, fatta eccezione per le comprovate esigenze di lavoro, l’acquisto di generi alimentari e di beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria, per stato di necessità imprevisto o non procrastinabile o per usufruire di servizi o attività non sospese.

Tali servizi sono stati estesi anche in ambito portuale, aeroportuale e ferroviario per la verifica delle autocertificazioni in possesso dei viaggiatori in arrivo nell’Isola, al fine di accertare Ia sussistenza dei requisiti (comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessita o motivi di salute) che ne giustificano l’ingresso nel territorio regionale .

In questa occasione sono stati controllati 3431 passeggeri, di cui 3 sanzionati ai sensi dell’art. 4 c.1. D.L.19/2020. In tali ultimi contesti le specialità della Polizia di Stato hanno fornito un cruciale contributo, grazie all’impiego, nell’arco delle 24 ore, di 23 pattuglie da parte della Polizia Ferroviaria, della Polizia di Frontiera Marittima, di Frontiera Aerea e del 4° Reparto Volo.

Infine, sono state potenziate le pattuglie impiegate in ambito stradale e autostradale, ben 21 nell’arco delle 24 ore, che hanno effettuato posti di controllo e presidiato gli svincoli maggiormente sensibili, allo scopo di contenere, quanto piu possibile, gli spostamenti in uscita o in entrata dai Comuni della provincia di Palermo, ad eccezione di quelli previsti dai motivi giustificativi richiamati dai provvedimenti vigenti.

In questo contesto sono stati controllati 84 automobiIisti, di cui 4 sanzionati ai sensi dell’art. 4 c.1. D.L.19/2020.

Naturalmente tutto il dispositivo di controllo non può raggiungere l’efficacia richiesta dalla gravità della situazione epidemiologica se tutti i cittadini non collaborano attivamente al rispetto delle misure , perché è di evidente comprensione come non sia possibile dislocare una pattuglia in ogni strada della città.

Adduso Sebastiano

Joseph Biden Jr. si è insediato ieri: giuramento e primo discorso VIDEO

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Joseph Biden Jr. ha prestato giuramento ieri, mercoledì 21 gennaio 2021, impegnandosi ad affrontare una serie di sfide convulse e portare guarigione e unità a una nazione profondamente fratturata.

Joseph Biden Jr. si è insediato: giuramento e primo discorso VIDEO

Biden ha giurato con la mano sulla sua spessa Bibbia di famiglia davanti al giudice capo John G. Roberts Jr. Accanto a lui sua moglie Jill Biden.

Qualche istante prima aveva prestato giuramento anche Kamala D. Harris, diventando la prima vicepresidente donna del paese, e anche la prima nera americana nonché la prima persona con origini asiatiche a ricoprire la seconda carica più alta della nazione. Kamala D. Harris, aveva giurato con la mano su due Bibbie, una di un amico di famiglia e la seconda di Thurgood Marshall, il primo giudice afroamericano della Corte Suprema.

“Questo è il nostro momento storico di crisi e sfida”, ha detto Biden nel discorso inaugurale con il quale ha invitato l’America a porre fine alla sua “guerra incivile” e ad abbracciare un fronte unito per affrontare , insieme, pandemia, crisi economica e divisione nazionale: “L’unità è la strada da percorrere. E dobbiamo incontrare questo momento come gli Stati Uniti d’America. Se lo facciamo, vi garantisco che non falliremo “.

My distinguished guest my fellow americans, this is america’s day this is democracy’s day, a day of  history and hope of renewal and resolve through a crucible for the ages.

America has been tested anew and america has risen to the challenge.

Today we celebrate the triumph not of a candidate, but of a cause, the cause of democracy.

The people, the will of the people, has been heard, and the will of the people has been heeded.

We’ve learned again that democracy is precious, democracy is fragile, at this hour my friends democracy has prevailed, so now on this hallowed ground where just a few days ago violence sought to shake the capital’s very foundation, we come together as one nation, under God indivisible, to carry out the peaceful transfer of power as we have for more than two centuries.

As we look ahead, in our uniquely american way, restless, bold, optimistic and set our sights on the nation, we know we can be and we must be.

I thank my predecessors of both parties for their presence here today, i thank them from the bottom of my heart and i know, and i know, the resilience of our constitution and the strength, the strength, of our nation as does president Carter who i spoke with last night, who cannot be with us today, but whom we salute for his lifetime in service.

I’ve just taken the sacred oath, each of those patriots have taken the oath first sworn by george Washington, but the American story depends not on any one of us, not on some of us, but on all of us, on we the people who seek a more perfect union.

This is a great nation, we are good people and over the centuries, through storm and strife in peace and in war, we’ve come so far.

But we still have far to go.

We’ll press forward with speed and urgency for we have much to do in this winter of peril and significant possibilities. Much to repair, much to restore, much to heal, much to build and much to gain.

Few people in our nation’s history have been more challenged, or found a time more challenging or difficult than the time we’re in now once in a century virus that silently stalks the country has taken as many lives in one year as america lost in all of world war.

Millions of jobs have been lost, hundreds of thousands of businesses closed, a cry for racial justice some 400 years in the making moves us.

The dream of justice for all will be deferred no longer. A cry for survival comes from planet itself, a cry that can’t be any more desperate or any more clear, and now a rise of political extremism white supremacy to my feet.

To overcome these challenges, to restore the soul and secure the future of America, requires so much more than words requires the most elusive of all things in a democracy unity, unity.

In another january on new year’s day in 1863, Abraham Lincoln signed the emancipation proclamation.

When he put pen to paper, the president said, and i quote:

“if my name ever goes down into history it’ll be for this act, and my whole soul is in, it my whole soul is in it”.

Today, on this january day, my whole soul is in this bringing america together, uniting our people united in our nation, and i ask every american to join me in this cause uniting to fight the foes we face, anger, resentment and hatred, extremism, lawlessness, violence, disease, joblessness and hopelessness

With unity we can do great things. Important things. We can right wrongs we can put people to work in good jobs, we can teach our children in safe schools, we can overcome the deadly virus, we can reward reward work, and rebuild the middle class, and make health care secure for all. We can deliver racial justice and we can make america once again the leading force for good in the world.

I know speaking of unity can sound to some like a foolish fantasy these days, i know the forces that divide us are deep and they are real, but i also know they are not ne. Our history has been a constant struggle between the american ideal, that we all are created equal, and the harsh ugly reality that racism nativism fear demonization have long torn us apart.

The battle is perennial and victory is never assured through civil war the great depression world war 9 11,

Through struggle, sacrifice, and setbacks, our better angels have always prevailed in each of these moments,

Enough of us, enough of us, have come together to carry all of us forward, and we can do that now

History faith and reason show the way the way of unity we can see each other not as adversaries but as neighbors, we can treat each other with dignity and respect, we can join forces, stop the shouting and lower the temperature, for without unity there is no peace, only bitterness and fury, no progress, only exhausting outrage, no nation, only a state of chaos

This is our historic moment of crisis and challenge, and unity is the path forward, and we must meet this moment as the United States of America. If we do that, i guarantee you we will not fail. We have never, never, never failed in America when we’ve acted together and so today, at this time, in this place, let’s start afresh all of us let’s. Begin to listen to one another again, hear one another, see one another, show respect to one another.

Politics doesn’t have to be a raging fire destroying everything in its path. Every disagreement doesn’t have to be a cause for total war, and we must reject the culture in which facts themselves are manipulated and even manufactured.

My fellow americans, we have to be different than this. America has to be better than this and I believe America is so much better than this.

Just look around, here we stand in the shadow of the capital dome, as was mentioned earlier, completed amid the civil war, when the union itself was literally hanging in the balance, yet we endured, we prevailed

Here we stand looking out on the great mall where dr king spoke of his dream, here we stand. We’re, 108 years ago, at another inaugural. Thousands of protesters tried to block brave women marching for the right to vote, and today we mark the swearing of the first woman in american history elected to national office vice president, kamala Harris, don’t tell me things can’t change

Here we stand across the Potomac, from Arlington cemetery, where heroes who gave the last full measure of devotion rest in eternal peace. And here we stand just days after a riotous mob thought they could use violence to silence the will of the people, to stop the work of our democracy, to drive us from this sacred ground. It did not happen, it will never happen, not today, not tomorrow, not ever, not ever.

To all those who supported our campaign i’m humbled by the faith you’ve placed in us to all those. Who did  not support us let me say this: hear me out, as we move forward take a measure of me and my heart and if you still disagree so be it that’s democracy that’s America. The right to dissent peaceably in the guard rails of our republic is perhaps this nation’s greatest strength, yet hear me clearly: disagreement must not lead to disunion and i pledge this to you, i will be a president for all americans, all americans, and i promise you i will fight as hard for those who did not support me as for those who did.

Many centuries ago saint Augustine, a Saint of my church, wrote to the people was a multitude defined by the common objects, of their love defined, by the common objects of their love. What are the common objects we as americans love, that define us as americans, i think we know opportunity, security, liberty, dignity, respect, honor and yes, the truth.

Recent weeks and months have taught us a painful lesson there is truth and there are lies, lies told for power and for profit, and each of us has a duty and a responsibility as citizens, as americans, and especially as leaders, leaders who have pledged to honor our constitution and protect our nation to defend the truth and defeat the lies,

Look, i understand that many of my fellow americans view the future with fear and trepidation, i understand they worry about their jobs, i understand, like my dad, they lay at bed staring at the night, staring at the ceiling, wondering can i keep my health? care can i pay my mortgage? thinking about their families about what comes next.

I promise you I get it but the answer is not to turn inward to retreat into competing factions, distrusting those who don’t look like look like you, or worship the way you do, or don’t get their news from the same sources you do.

We must end this uncivil war that pits red against blue, rural versus Ireland or rural versus urban, conservative versus liberal.

We can do this if we open our souls instead of hardening our hearts, if we show a little tolerance and humility, and if we’re willing, to stand in the other person’s shoes, as my mom would say, just for a moment. Stand in their shoes because here’s the thing about life, there’s no accounting for what fate will deal you. Some days when you need a hand there are other days when we’re called to lend a hand.

That’s how it has to be, that’s what we do for one another, and if we are this way our country will be stronger more prosperous more ready for the future and we can still disagree my fellow americans,

In the work ahead of us we’re going to need each other we need all our strength to preserve, to persevere through this dark winter.

We’re entering what may be the toughest and deadliest period of the virus we must set aside politics and finally face this pandemic as one nation, one nation, and i promise you this as the bible says weeping may endure for a night but joy cometh in the morning we will get through this together together.

Look folks all my colleagues i serve with in the house and the senate up here we all understand the world is watching watching all of us today so here’s my message of those beyond our borders: America has been tested and we’ve come out stronger for it we will repair our alliances and engage with the world once again not to meet yesterday’s challenges, but today’s and tomorrow’s challenges, and will lead not merely by the example of our power but by the power of our example

We’ll be a strong and trusted partner for peace progress and security. Look, you all know we’ve been through so much in this nation and my first act as President like to ask you to join me in a moment of silent prayer, remember all those who have lost this past year to the pandemic, those four hundred thousand fellow americans moms, dads, husbands, wives, sons, daughters, friends, neighbors and co-workers. We’ll honor them by becoming the people and the nation we know, we can and should be, so i ask you: let’s say a silent prayer for those who’ve lost their lives and those left behind and for our country amen.

Folks, this is a time of testing, we face an attack under democracy and on truth, a raging virus, growing inequity, the sting of systemic racism, a climate in crisis, america’s role in the world.

Any one of these would be enough to challenge us in profound ways, but the fact is we face them all at once, presenting this nation with the one of the greatest responsibilities we’ve had.

Now we’re going to be tested are we going to step up all of us it’s time for boldness for there’s so much to do and this is certain.

I promise you we will be judged, you and I, by how we resolve these cascading crises of our era: we will rise to the occasion is the question? will we master this rare and difficult hour when we meet our obligations and pass along a new and better world to our children? i believe we must i’m sure you do as well, i believe we will, and when we do we’ll write the next great chapter in the history of the united states of America

The american story a story that might sound something like a song that means a lot to me it’s called american anthem there’s one verse that stands out at least for me and it goes like this the work and prayers of century have brought us to this day what shall be our legacy what will our children say let me know in my heart when my days are through America.

America, i gave my best to you let’s add us add our own work and prayers to the unfolding story of our great nation. If we do this, then, when our days are through, our children and our children’s children, will save us they gave their best, they did their duty they healed the broken land

My fellow americans i closed the day where i began with the sacred oath before god and all of you. I give you my word, i will always level with you, i will defend the constitution, i’ll defend our democracy, i’ll defend america and will give all, all of you, keep everything you i do in your service thinking not of power but of possibilities, not a personal interest but the public good, and together we shall write an American story of hope, not fear of unity, not division of light, not darkness. Una story of decency and dignity, love and healing, greatness and goodness.

May this be the story that guides us, the story that inspires us and the story that tells ages yet to come, that we answer the call of history we met the moment democracy and hope, truth and justice, did not die on our watch but thrived. That America secured liberty at home and stood once again as a beacon to the world that is what we owe our forebearers one another and generation to follow so with purpose and resolve we turn to those tasks of our time sustained by faith driven by conviction and devoted to one another and the country we love with all our hearts may god bless America and may god protect our troops.

Thank you America.

Miei illustri ospiti, miei colleghi americani, questo è il giorno dell’America, questo è il giorno della democrazia, un giorno di storia e speranza di rinnovamento e risoluzione attraverso un crogiolo.per secoli

L’america è stata messa alla prova di nuovo e l’America ha raccolto la sfida.

Oggi celebriamo il trionfo non di un candidato, ma di una causa, la causa della democrazia.

Il popolo, la volontà del popolo, è stata ascoltata, e la volontà del popolo è stata ascoltata.

Abbiamo imparato di nuovo che la democrazia è preziosa, la democrazia è fragile, a quest’ora amici miei la democrazia ha prevalso, così ora su questo terreno sacro dove solo pochi giorni fa la violenza ha cercato di scuotere le fondamenta stesse della capitale, ci riuniamo come una nazione, sotto Dio indivisibile, per portare a termine il trasferimento pacifico di potere come abbiamo da più di due secoli.

Mentre guardiamo avanti, nel nostro modo univocamente americano, irrequieto, audace, ottimista e puntiamo gli occhi sulla nazione, sappiamo che possiamo esserlo e dobbiamo esserlo.

Ringrazio i miei predecessori di entrambe le parti per la loro presenza qui oggi, li ringrazio dal profondo del cuore e conosco, e conosco, la resilienza della nostra costituzione e la forza, la forza, della nostra nazione come ha fatto il presidente Carter con cui ho parlato ieri sera e che non può essere con noi oggi, ma che salutiamo per la sua vita in attività.

Ho appena prestato il sacro giuramento, ognuno di quei patrioti ha prestato il giuramento dopo il primo di George Washington, ma la storia americana non dipende da nessuno di noi, non da alcuni di noi, ma da tutti noi, noi, le persone che cercano un’unione più perfetta.

Questa è una grande nazione, siamo brave persone e nel corso dei secoli, attraverso tempeste e conflitti in pace e in guerra, siamo arrivati ​​così lontano.

Ma abbiamo ancora molta strada da fare.

Andremo avanti con velocità e urgenza perché abbiamo molto da fare in questo inverno di pericolo e possibilità significative. Molto da riparare, molto da ripristinare, molto da guarire, molto da costruire e molto da guadagnare.

Poche persone nella storia della nostra nazione sono state più sfidate, o hanno trovato un momento più impegnativo o difficile del tempo in cui ci troviamo ora, in un secolo con un virus che insegue silenziosamente il paese ed ha preso tante vite in un anno quante ne ha perse in tutto l’America della guerra mondiale.

Milioni di posti di lavoro sono andati persi, centinaia di migliaia di attività commerciali chiuse, un grido di giustizia razziale richiesto da circa 400 anni ci commuove.

Il sogno di giustizia per tutti non sarà più rinviato. Un grido di sopravvivenza viene dal pianeta stesso, un grido che può non essere più disperato o più chiaro, e ora un aumento della supremazia bianca dell’estremismo politico davanti a noi.

Superare queste sfide, ripristinare l’anima e garantire il futuro dell’America, richiede molto di più di quanto le parole richiedano, richiedono la più sfuggente di tutte le cose in una democrazia, unità, unità.

In un altro gennaio, il giorno di capodanno nel 1863, Abraham Lincoln firmò la proclamazione di emancipazione.

Quando ha messo nero su bianco, il presidente ha detto, e cito:

“se il mio nome passerà mai alla storia sarà per questo atto, e tutta la mia anima è in esso, la mia intera anima è in esso”.

Oggi, in questo giorno di gennaio, tutta la mia anima è in questo riunire l’America, unire il nostro popolo unito nella nostra nazione, e chiedo a tutti gli americani di unirsi a me in questa causa unendoci per combattere i nemici che affrontiamo, rabbia, risentimento e odio, estremismo, illegalità, violenza, malattia, disoccupazione e disperazione.

Con l’unità possiamo fare grandi cose. Cose importanti. Possiamo correggere i torti, possiamo mettere le persone a lavorare in un buon lavoro, possiamo insegnare ai nostri figli in scuole sicure, possiamo sconfiggere il virus mortale, possiamo ricompensare il lavoro, e ricostruire la classe media, e rendere l’assistenza sanitaria sicura per tutti. Possiamo offrire giustizia razziale e possiamo rendere l’America ancora una volta la forza trainante del bene nel mondo

So che parlare di unità può suonare ad alcuni come una stupida fantasia in questi giorni, so che le forze che ci dividono sono profonde e sono reali, ma so anche che non sono nuove. La nostra storia è stata una lotta costante tra l’ideale americano, che tutti noi sono creati uguali, e la dura brutta realtà che il razzismo nativismo ha creato paura, demonizzazione, che ci ha a lungo lacerati.

La battaglia è perenne e la vittoria non è mai assicurata ed ha attraversato la guerra civile, la grande depressione, la guerra mondiale 9 11.

Attraverso la lotta, sacrificio, e battute d’arresto, i nostri migliori angeli hanno sempre prevalso in ciascuno di questi momenti.

Un numero sufficiente di noi, un numero sufficiente di noi, si è riunito per portare avanti tutti noi, e possiamo farlo ora.

La fede e la ragione della storia mostrano la via dell’unità in cui possiamo vederci l’un l’altro non come avversari ma come vicini, che possiamo trattare ciascuno altro con dignità e rispetto, possiamo unire le forze, fermare le urla e abbassare la temperatura, perché senza unità non c’è pace, solo amarezza e furia, nessun progresso, solo estenuante indignazione, nessuna nazione, solo uno stato di caos.

Questo è il nostro momento storico di crisi e sfida, e l’unità è la strada da percorrere, e dobbiamo affrontare questo momento come Stati Uniti d’America. Se lo facciamo, garantisco che non falliremo. Non abbiamo mai, mai, mai fallito in America quando abbiamo agito insieme e così oggi, in questo momento in questo posto, ricominciamo tutti noi. Cominciamo ad ascoltarci di nuovo, a sentirci l’un l’altro, vederci, mostrare rispetto l’uno per l’altro

La politica non deve essere un fuoco impetuoso che distrugge tutto sul suo cammino. Ogni disaccordo non deve essere motivo di guerra totale, e dobbiamo rifiutare la cultura in cui i fatti stessi vengono manipolati e persino fabbricati.

Miei compatrioti, dobbiamo essere diversi da questo. L’America deve essere migliore di questa, e credo che l’America sia molto meglio di così.

Guardati intorno, qui siamo all’ombra della cupola della capitale, come è stato accennato in precedenza, completata durante la guerra civile, quando l’unione stessa era letteralmente in bilico, eppure abbiamo resistito, abbiamo vinto.

Qui siamo in piedi a guardare il grande centro commerciale dove il dottor King ha parlato del suo sogno, eccoci in piedi. Siamo. dopo 108 anni, in un’altra inaugurazione. Migliaia di manifestanti hanno cercato di bloccare le donne coraggiose che marciavano per il diritto di voto, e oggi celebriamo il giuramento della prima donna nella storia americana eletta alla carica nazionale vice presidente, kamala Harris,non ditemi che le cose non possono cambiare.

Qui siamo dall’altra parte del Potomac, dal cimitero di Arlington, dove gli eroi che hanno dato l’ultima piena misura di devozione riposano in pace eterna. Ed eccoci qui pochi giorni dopo che una folla ribelle pensava di poter usare la violenza per mettere a tacere la volontà della gente, per fermare il lavoro della nostra democrazia, per allontanarci dal suo suolo sacro. Non è accaduto, non accadrà mai, non oggi, non domani, non mai, non mai.

A tutti coloro che hanno sostenuto la nostra campagna dico che sono onorato dalla fede che hanno riposto in noi. A tutti coloro che non ci hanno sostenuto lasciami dire questo: ascoltami, mentre andiamo avanti prendi una misura di me e del mio cuore e se tu ancora dissenti, ok, questa è la democrazia, è l’America. Il diritto di dissentire pacificamente nei guard rail della nostra repubblica è forse la più grande forza di questa nazione, ma ascoltami chiaramente: il disaccordo non deve portare alla disunione e ti prometto questo, sarò un presidente per tutti gli americani, tutti gli americani, e vi prometto che combatterò duramente per coloro che non mi hanno sostenuto come per quelli che lo hanno fatto.

Molti secoli fa sant’Agostino, un Santo della mia chiesa, scrisse che la gente era una moltitudine definita dagli oggetti comuni del loro amore, definiti dagli oggetti comuni del loro amore. Quali sono gli oggetti comuni che noi americani amiamo, che ci definiscono americani, penso di sapere che sono opportunità, sicurezza, libertà, dignità, rispetto, onore e sì, la verità.

Le ultime settimane e mesi ci hanno insegnato una dolorosa lezione, che c’è la verità e ci sono bugie, bugie dette per potere e per profitto, e ognuno di noi ha un dovere e una responsabilità come cittadini, come americani e soprattutto come leader, leader che si sono impegnati a onorare la nostra costituzione e proteggere la nostra nazione per difendere la verità e sconfiggere le bugie.

Guarda, capisco che molti americani vedono il futuro con paura e trepidazione, capisco che si preoccupano del loro lavoro, capisco che loro, come il mio papà, stanno a letto fissando la notte, fissando il soffitto, chiedendosi: posso mantenere la mia assistenza sanitaria? posso pagare il mutuo? pensando alle loro famiglie e su come sarà il futuro.

Io assicuro che lo capisco, ma la risposta non è quella di ripiegarsi su se stesso per ritirarsi in fazioni concorrenti, diffidando di coloro che non ti assomigliano o adorando i tuoi simili, o non ricevono le loro notizie dalle tue stesse fonti.

Dobbiamo porre fine a questa guerra incivile che mette il rosso contro il blu, rurale contro urbano, conservatore contro liberale.

Possiamo farlo se apriamo le nostre anime invece di indurire i nostri cuori, se mostriamo un po’ di tolleranza e umiltà, e se siamo disposti a farlo, mettiti nei panni dell’altra persona, come direbbe mia madre, solo per un momento. Mettiti nei loro panni perché ecco la realtà della vita, non c’è nota di come sarà il tuo destino. Alcuni giorni abbiamo bisogno di una mano, altri giorni siamo chiamati dare una mano.

E’ così che deve essere, questo è quello che facciamo l’uno per l’altro, e se siamo così il nostro paese sarà più forte, più prospero, più pronto per il futuro e possiamo ancora non essere d’accordo con gli altri americani.

Nel lavoro che ci aspetta noi avremo bisogno l’uno dell’altro, abbiamo bisogno di tutta la nostra forza per preservare, per perseverare in questo inverno oscuro.

Stiamo entrando in quello che potrebbe essere il periodo più duro e mortale del virus, dobbiamo mettere da parte la politica e affrontare finalmente questa pandemia come una nazione, una nazione, e ti prometto questo perché la Bibbia dice che il pianto può durare per una notte ma la gioia viene la mattina, ce la faremo insieme.

Guardo tutti i colleghi con cui collaboro in casa e al senato, e capiamo tutti che il mondo sta guardandoci per cui ecco il mio messaggio a coloro che sono oltre i nostri confini: l’America è stata testata e ne siamo usciti più forti, per questo ripareremo le nostre alleanze e ci impegneremo ancora una volta con il mondo non per affrontare le sfide di ieri, ma di oggi e le sfide di domani, e guideranno non solo con l’esempio del nostro potere ma con il potere del nostro esempio.

Saremo un partner forte e fidato per il progresso della pace e la sicurezza. Guardate, tutti voi sapete che abbiamo passato così tante cose in questa nazione e il mio primo atto come Presidente vorrei chiedervi di unirvi a me in un momento di preghiera silenziosa, ricordate tutti quelli che abbiamo perso lo scorso anno a causa della pandemia, quei quattrocentomila compagni americani, mamme, papà, mariti, mogli, figli, figlie, amici, vicini e colleghi di lavoro. Li onoreremo diventando le persone e la nazione che sappiamo, che possiamo e dovremmo essere, quindi vi chiedo: diciamo una preghiera silenziosa per coloro che hanno perso la vita e coloro che sono rimasti indietro e per il nostro paese amen.

Gente, questo è un momento di prova, affrontiamo un attacco alla democrazia e alla verità, un virus impetuoso, crescente disuguaglianza, il pungiglione del razzismo sistemico, un clima in crisi, il ruolo dell’America nel mondo.

Basterebbe uno qualsiasi di questi per sfidarci in modi profondi, ma il fatto è che li affrontiamo tutti in una volta, presentando a questa nazione una delle più grandi responsabilità che abbiamo avuto.

Ora siamo messi alla prova e per tutti noi è tempo di audacia perché c’è così tanto da fare e questo è certo.

Prometto che saremo giudicati, io e te, da come risolveremo queste crisi a cascata della nostra era: saremo all’altezza dell’occasione è la domanda? padroneggeremo quest’ora rara e difficile in cui adempiere ai nostri obblighi e trasmettere un mondo nuovo e migliore ai nostri figli? credo che dobbiamo essere sicuro che lo farai anche tu credo, che lo faremo, e quando lo faremo scriveremo il prossimo grande capitolo nella storia degli stati uniti d’America.

La storia americana, una storia che potrebbe suonare come una canzone che significa molto per me, si chiama inno americano, c’è un verso che spicca almeno per me e suona così: il lavoro e le preghiere del secolo ci hanno portato fino ad oggi quale sarà la nostra eredità, cosa diranno i nostri figli, fammi sapere nel mio cuore quando i miei giorni passeranno attraverso l’America

America, ho dato il mio meglio per voi, aggiungiamo il nostro lavoro e le nostre preghiere alla storia della nostra grande nazione. Se lo facciamo, poi, quando i nostri giorni saranno finiti, i nostri figli e i figli dei nostri figli, ci ricorderanno come quelli che hanno dato il loro meglio, hanno fatto loro dovere, hanno guarito la terra distrutta. Miei concittadini americani ho iniziato il giorno con il sacro giuramento davanti a dio e tutti voi. Vi do la mia parola, sarò sempre alla pari con voi, difenderò la costituzione, difenderò la nostra democrazia, difenderò l’America e darò a tutti voi tutto ciò che faccio al vostro servizio pensando non al potere, ma alle possibilità, non un interesse personale, ma il bene pubblico, e insieme scriveremo una storia americana di speranza, non paura dell’unità, non divisione di luce, non oscurità. Una storia di decenza e dignità, amore e guarigione, grandezza e bontà.  Possa questa essere la storia che ci guida, la storia che ci ispira e la storia che racconta le epoche ancora a venire, che rispondiamo al richiamo della storia dimostrando che democrazia e speranza, verità e giustizia, non sono morte sotto i nostri occhi, ma hanno prosperato. Che l’America si è assicurata la libertà in patria e si è levata ancora una volta come un faro per il mondo, questo è ciò che dobbiamo ai nostri antenati l’un l’altro e la generazione a seguirci, quindi con scopo e determinazione ci voltiamo a quei compiti del nostro tempo sostenuti dalla fede guidata dalla convinzione e devoti gli uni agli altri e il paese che amiamo con tutto il cuore possa Dio benedire l’America e possa Dio proteggere le nostre truppe.

Grazie America.

Il video del giuramento di entrambi con, a seguire, il primo discorso (con la trascrizione) che il neo Presidente ha tenuto subito dopo il giuramento.

Stanislao Barretta

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Gennaro Gattuso: “E’ stata una partita a scacchi, si è decisa grazie agli episodi”

L’intervista al tecnico del Napoli Gennaro Gattuso dopo la sconfitta in finale di Supercoppa.

Mister Gennaro Gattuso si è presentato ai microfoni RAI subito dopo la cocente sconfitta per 2-0 contro la Juventus in finale di Supercoppa. Ecco le sue dichiarazioni:

“È stata una finale molto sofferta soprattutto per il triste epilogo ed il rigore sbagliato”
G.G: “Nel primo tempo siamo stati un po’ timorosi, però dopo il goal subito la squadra ha reagito. Sapevamo che era una partita difficile, potevamo fare qualcosa in più, ma non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Rigore? I rigori si possono sbagliare”

“Cosa hai detto al capitano al termine della gara?”
G.G: “Gli ho detto che può capitare di sbagliare un rigore, di non demoralizzarsi e di alzare la testa e guardare al futuro”

“È mancata un po’ di qualità e di coraggio sulla trequarti offensiva?”
G.G: “No non credo, è stata una partita a scacchi, le squadre si sono rispettate e nessuna delle due si è comportata benissimo tecnicamente. La Juventus ha provato a metterci in difficoltà con le verticalizzazioni ma ci siamo fatti trovare pronti. La partita si è decisa grazie agli episodi”

“Lo spirito mostrato sette mesi fa in finale di Coppa Italia è stato lo stesso di quello di oggi; avete forse temuto di aggredire la Juventus nel secondo tempo?”
G.G: “No, la partita di oggi è stata praticamente la stessa, semmai abbiamo sofferto più 7 mesi fa. Non ricordo azione pericolose della Juve, siamo stati sfortunati dal corner, si poteva fare meglio ma abbiamo fatto quello che dovevamo fare e non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi. A causa del terreno di gioco non abbiamo avuto la possibilità di palleggiare come volevamo, ma non deve essere una scusante questa”.

Il Podio Azzurro di Juventus-Napoli

La Supercoppa Italiana va alla Juventus. Una partita decisa dagli episodi e come spesso accade la vince la squadra più brava a sfruttarli. La sfida termina con le lacrime di Insigne che sbaglia clamorosamente un rigore non centrando lo specchio. 

PODIO AZZURRO

Medaglia d’oro: sul primo gradino del podio c’è Diego Demme. Il centrocampista ex Lipsia fa una partita ordinata, come sempre, in fase di interdizione. Recupera qualche pallone e si fa vedere anche nell’area avversaria con un cross delizioso per Lozano sulla cui conclusione si supera Szczesny. 

Medaglia d’argento: sul secondo gradino del podio c’è Hirving Lozano. E’ proprio lui che raccoglie il cross teso del numero 4 azzurro ma di testa non riesce a trovare l’impatto giusto. Nel finale è ancora lui ad attentare alla porta avversaria con l’interno destro, trova la deviazione ma sulla via del gol si intromette ancora una volta il numero uno bianconero. 

Medaglia di bronzo: sul terzo gradino del podio c’è Dries Mertens. Il belga entra dopo aver assorbito il fastidio alla caviglia che si trascina dalla trasferta del “Meazza” contro l’Inter. Ha la scaltrezza giusta per anticipare McKennie e guadagnare un rigore che avrebbe potuto significare la svolta.

Juventus-Napoli, le pagelle: continua l’incubo Juve per Insigne

Ospina 6,5- Il portiere azzurro è totalmente esente da colpe in entrambi i goal juventini. E’ invece determinante in qualche uscita e sicuro nel gioco con i piedi. Reattivo a inizio secondo tempo su una deviazione ravvicinata di Bernardeschi che permette di mantenere momentaneamente il pareggio.

Di Lorenzo 6- Ritorno in campo per il terzino azzurro dopo l’assenza di domenica per squalifica ed è autore di una prova senza infamia e senza lode, svolge il compito che gli viene richiesto senza spingersi oltre.

Manolas 6- Il greco viene lasciato libero di giocare con i piedi, ma questo non è il suo forte. Quando viene puntato riesce a dare il meglio di sé e difficilmente viene superato dai forti attaccanti bianconeri.

Koulibaly 5,5- Troppe imprecisioni nei lanci, nella coppia dovrebbe essere quello maggiormente dotato tecnicamente, ma oggi non era in serata. Mancano i suoi famosi strappi che fanno esaltare i tifosi azzurri.

Mario Rui 6- Il terzino portoghese partecipa a molte incursioni offensive azzurre in sostegno di Insigne, ma non riesce a rendersi mai pericoloso.

Bakayoko 5- Troppi i palloni persi, mai convinto nei contrasti in cui dovrebbe essere dominatore, troppo lento nella manovra collettiva. Partita da dimenticare per il francese.

Demme 5,5- La vera delusione della serata insieme al compagno di reparto. La coppia sembrava essere affiatata, ma stasera sono stati veramente piccoli. Molto lento nello smistare i palloni, tanti gli errori nei passaggi corti: Gattuso si aspettava sicuramente un Demme più convinto.

Lozano 6,5- Il messicano è ancora l’anima di questa squadra e le occasioni più pericolose sono causate dal suo killer instinct. Nel primo tempo su cross di Demme colpisce di testa anticipando Danilo, ma Szcsesny salva con un grande riflesso. Nei minuti di recupero il portiere polacco salva nuovamente su un tiro ravvicinato del chucky negandogli la gioia del goal. Imprescindibile per questa squadra.

Zielinski 4,5- Polacco totalmente assente stasera. Veramente troppi gli errori di misura per un giocatore della sua qualità e del suo estro. Non riesce mai ad accendersi, perde invece molti palloni: sicuramente la peggiore prova della stagione.

Insigne 4- Continua l’incubo Juve per il capitano azzurro. L’ala partenopea è autore di una prova completamente anonima ed è evidente come la squadra lo segua a ruota. Il destino gli riserva la possibilità di riscattarsi all’ 80′, ma sbaglia miseramente il calcio di rigore calciando fuori. Anche per il capitano prova peggiore della stagione.

Petagna 5- Il centravanti azzurro, che tanto aveva fatto bene nel match casalingo con la Fiorentina, non entra mai in partita e si perde tra Bonucci e Chiellini. Completamente assente e gli azzurri perdono un riferimento in avanti fondamentale.

Elmas 5- In realtà il giudizio più adatto sarebbe “non classificabile”. Gattuso continua a dargli occasioni, ma il macedone le spreca perennemente. Sembra essere inadeguato e fuori luogo nella compagine azzurra.

Mertens 6- Il belga entra in campo per cercare di ravvivare un pò la squadra dopo il vantaggio bianconero, ma non riesce mai realmente ad ingranare e a rendersi pericoloso. Il rigore che conquista è frutto della sua infinita furbizia ed esperienza, peccato che Insigne abbia mandato tutto all’aria.

Llorente s.v.

Politano s.v.

 

RILEGGI LIVE: Juventus-Napoli 2-0(64′ Ronaldo, 95′ Morata)

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Al Mapei Stadium la Juventus vince la Supercoppa. Napoli battuto 2-0

Rileggi il live della sfida

Triplice fischio al Mapei Stadium: la Juventus vince la Supercoppa battendo 2-0 il Napoli

95′ GOL DELLA JUVENTUS: ripartenza gestita da Cuadrado che entra in area, serve Morata che chiude la partita: 2-0.

Cinque minuti di recupero poi sarà game over al Mapei Stadium

? Sostituzione anche per Pirlo: Morata entra per Kulusevski, saluta il campo anche Bentancur per Rabiot

? Cambio nel Napoli: fuori Mario Rui e Demme, dentro Politano e Llorente

Lorenzo Insigne sbaglia il rigore, palla sul fondo: si resta 1-1

Calcio di rigore per il Napoli: fallo di McKennie su Dries Mertens

? Due cambi nelle file del Napoli: fuori Petagna e Bakayoko, dentro Mertens ed Elmas

64′ GOL DELLA JUVENTUS! Corner di Bernardeschi, deviazione di Bakayoko, pallone che arriva a Ronaldo che batte Ospina e realizza l’1-0 per i bianconeri 

46′ Prima grande chance per la Juve: sul cross di McKennie arriva Bernardeschi che tocca la sfera ma Ospina riesce nella presa

Inizia il secondo tempo di Juventus-Napoli

? Cambio nella Juve: fuori Chiesa, dentro Bernardeschi

Senza recupero finisce il primo tempo al Mapei Stadium: 0-0 tra Juventus-Napoli

39′ Altro tentativo di CR7 che ci prova da posizione defilata ma il tiro termina alto

27′ Occasionissima per il Napoli: Demme entra ina rea da sinistra, mette in mezzo per Lozano che stacca di testa ma l’intervento di Szczesny è super

20′ Punizione dal limite per il Napoli: ci prova Insigne, tiro centrale facile per Szczesny

6′ Ci prova Ronaldo da fuori, tiro deviato: sarà corner

1′ Inizia Juventus-Napoli!

Rileggi live

Signori e signori, lettori di Vivicentro.it, benvenuti alla live testuale della sfida tra Juventus e Napoli, valida per la finale Supercoppa. Ultimi preparativi al Mapei Stadium di Reggio Emilia prima del calcio di inizio fissato alle ore 21.00.  Segui la partita live insieme a noi.

 

 

FORMAZIONI UFFICIALI:

JUVENTUS(4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Danilo; McKennie, Arthur, Bentancur, Chiesa; Kulusevski, Ronaldo

NAPOLI (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Demme, Bakayoko; Lozano, Zielinski, Insigne; Petagna. All.: Gattuso.

Mario Rui alla Rai: “Ci aspettiamo di trovare la Juve che vince tutto da 10 anni”

Mario Rui, terzino del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Rai Sport e ha parlato del big match di questa sera: “Giochiamo contro la Juventus, con un nome e una squadra molto importanti, abbiamo studiato i nostri avversari, l’abbiamo preparata bene e speriamo che vada tutto per il meglio. La Juventus è sempre la Juventus, la squadra che da dieci anni vince di tutto e di più. Questa è la Juventus che ci aspettiamo di trovare stasera”.

Polfer Sicilia: 6 indagati, oltre 3.200 persone controllate e 3 minori rintracciati

È il bilancio dell’ultima settimana della Polfer, la Polizia di Stato nelle stazioni ferroviarie siciliane e principali città dell’Isola.

6 persone denunciate, tra cui 3 minori, 3 persone rintracciate, 6 sanzioni elevate e 23 veicoli ispezionati, è questo il bilancio dei controlli effettuati dalla Polizia Ferroviaria della Sicilia negli ultimi 10 giorni. 3.227 le persone controllate dalle 537 pattuglie impiegate in tutta la regione, di cui 350 in stazione, 54 i servizi di pattugliamento a bordo di 105 treni e 133 lungo le linee ferroviarie, nonché nell’operazione “Oro Rosso” dedicata al contrasto del fenomeno dei furti di rame.

In particolare, ad Agrigento gli operatori della Polfer hanno rintracciato un sedicenne somalo allontanatosi arbitrariamente da una comunità per disabili psichici cui era affidato e a Palermo, un diciassettenne che era intenzionato a raggiungere Milano dopo essersi allontanato dalla casa del nonno cui era affidato. Sempre a Palermo, due minori sono stati denunciati per danneggiamento, tentato furto ed interruzione di pubblico servizio.

Polfer Sicilia: 6 indagati, oltre 3.200 persone controllate e 3 minori rintracciati.

A Messina le donne e gli uomini della Polizia Ferroviaria hanno denunciato 4 tunisini, di cui due per aver reso false dichiarazioni sulla propria identità e gli altri due per l’inosservanza all’ordine di lasciare il territorio nazionale emesso dal Prefetto di Roma. Inoltre è stato rintracciato un diciassettenne tunisino, poi affidato ad un centro di accoglienza per minori di Messina, e segnalato in Prefettura un cittadino colombiano sorpreso con una modica quantità di sostanza stupefacente.

A Siracusa, a seguito di complesse attività d’indagine, i poliziotti hanno dato esecuzione alla misura cautelare dell’obbligo di dimora, con divieto di uscire dalla propria abitazione dalle ore 21 alle ore 6, nei confronti di un uomo ritenuto responsabile del furto di circa 14.000 litri di gasolio ai danni di Trenitalia, perpetrato presso lo scalo ferroviario di Pantanelli.

Adduso Sebastiano

Giuntoli alla Rai: “Un orgoglio essere qui, ma una gara non cambia la stagione!”

Il direttore sportivo azzurro Cristiano Giuntoli è intervenuto ai microfoni Rai a pochi minuti dall’inizio del match: “E’ una partita molto importante, c’è un trofeo in palio. E’ motivo d’orgoglio per noi affrontare la Juventus in questa finale, per noi il percorso parte dalla Coppa Italia. Non crediamo che una partita possa cambiare l’inerzia di un’annata. Noi cercheremo di tornare in Champions League, è questo il nostro obiettivo principale”.

A che punto siamo per Milik all’Olympique Marsiglia? “Stiamo lavorando a quest’operazione, le parti sono tre e ci sono delle cose da sistemare. Vediamo”.

Qual è il clima nell’ambiente Napoli? “C’è grande soddisfazione e voglia di confrontarsi con la Juventus. Siamo emozionati, ma c’è grande concentrazione perché per noi è una partita molto importante”.

Mafia, estorsioni e infiltrazione nella pubblica amministrazione. Arrestati due imprenditori (VIDEO)

Arrestati per mafia due imprenditori facenti parte del mandamento di Misilmeri (PA) con un ruolo mafioso nella cittadina di Bolognetta (PA).

La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo a seguito dell’operazione “Dominio” ha emesso un fermo d’indiziato di delitto nei confronti di due persone, ritenute al vertice della famiglia mafiosa di Bolognetta, appartenente al mandamento di Misilmeri:

             Carlo Salvatore SCLAFANI, classe 1974;

             Mario PECORARO, classe 1975.

Le indagini dei Carabinieri di Misilmeri (comune della provincia di Palermo) condotte da un pool di Magistrati che hanno lavorato sotto la direzione del Procuratore aggiunto Salvatore De Luca, hanno consentito di focalizzare l’attenzione sui due imprenditori, i quali, secondo la pubblica Accusa, nel periodo di reggenza di Stefano POLIZZI e all’indomani del suo arresto (avvenuto il 04.12.2018 nell’ambito dell’operazione Cupola 2.0), si sono messi a completa disposizione del capofamiglia e del sodalizio, assumendo un ruolo mafioso centrale nella cittadina di Bolognetta, comune della provincia di Palermo.

I due indagati si sono anche avvantaggiati dei rapporti instaurati nel tempo con il vertice del mandamento di Misilmeri/Belmonte Mezzagno, Salvatore SCIARABBA (anch’egli tratto in arresto il 04.12.2018 nell’ambito dell’operazione Cupola 2.0), riuscendo ad imporre con metodo mafioso un rigido monopolio sul territorio nel settore delle agenzie funebri e dell’edilizia.

Sempre secondo l’impostazione investigativa, è emersa peraltro, in funzione delle società riconducibili agli indagati, l’infiltrazione della amministrazione comunale, che, condizionata nel suo operato, ha affidato loro commesse pubbliche senza seguire i previsti iter amministrativi in violazione del principio di trasparenza ed imparzialità.

Nella gestione monopolistica sul territorio delle attività di onoranze funebri, SCLAFANI e PECORARO minacciavano anche un altro imprenditore concorrente, il quale veniva intimidito al fine di limitare l’operatività della propria impresa per non danneggiare quella della società legata agli indagati.

Inoltre i due arrestati si attivavano, unitamente ad altri concorrenti, per redigere documentazione falsa da produrre alla Corte di Appello di Palermo al fine di ottenere la revoca della dichiarazione di fallimento della società I.C. Servizi S.r.l.

Successivamente, si occupavano di ripulire il corrispettivo di tale falsificazione reimpiegando il denaro nelle proprie attività imprenditoriali.

Sequestrate le aziende, conti correnti e il patrimonio immobiliare delle società per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro.

Ci eravamo occupati dell’operazione “CUPOLA 2.0” con gli articoli del “4 Dicembre 2018 Sicilia, arrestato nuovo capo di Cosa nostra”, “27 Maggio 2020 Arresti nel mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno”,  “29 Febbraio 2020 Sette arrestati per corruzione a Palermo”, “23 Giugno 2020 10 arresti in un mandamento mafioso di Palermo”.

Adduso Sebastiano

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