La rivoluzione societaria della Juve Stabia entra nella sua fase operativa. Archiviata la pratica iscrizione al prossimo campionato di Serie B e completato il passaggio di consegne alla guida del club, la nuova proprietà è ora concentrata sulla definizione dell’organigramma sportivo che dovrà programmare il futuro delle Vespe.
Le prime settimane dell’era Alfredo Guerri sono state caratterizzate da cambiamenti significativi. Dopo la conclusione del rapporto con Ignazio Abate e la separazione ufficializzata con Matteo Lovisa, il club gialloblù è chiamato a ridisegnare l’intera struttura tecnica che negli ultimi anni ha contribuito ai successi della squadra.
Se per Abate si sono aperte le porte della Serie A grazie alla chiamata del Torino, coronamento di una crescita professionale iniziata nelle giovanili del Milan e proseguita tra Ternana e Juve Stabia, diverso è stato il percorso di Matteo Lovisa. Il dirigente friulano ha scelto di proseguire la propria carriera al Südtirol, una destinazione che gli consentirà di lavorare più vicino alla sua terra d’origine.
Adesso il compito di costruire il nuovo assetto sportivo spetta alla società, che sembra aver individuato il profilo giusto per assumere il controllo dell’area tecnica. Il nome destinato a raccogliere questa eredità è quello di Enzo De Vito, dirigente di grande esperienza e profondo conoscitore del calcio italiano.
Secondo le indiscrezioni raccolte nelle ultime ore, l’intesa tra le parti sarebbe stata definita e mancherebbero soltanto gli ultimi passaggi formali prima dell’annuncio ufficiale. De Vito dovrebbe assumere un ruolo strategico all’interno del club, quello di Direttore Tecnico (figura apicale dell’area tecnica), coordinando la pianificazione sportiva e contribuendo alla definizione delle linee guida che accompagneranno la Juve Stabia nelle prossime stagioni.
La sua carriera racconta di un dirigente che ha costruito la propria reputazione attraverso competenza e visione. Nato a Capriglia Irpinia nel 1974, De Vito ha legato gran parte del proprio percorso professionale all’Avellino, società nella quale è cresciuto calcisticamente e dove ha ricoperto incarichi di grande responsabilità. Ha maturato esperienze importanti anche con Parma e Genoa (come ruolo di scouting) e con Arezzo e Potenza nel ruolo di D.S., ampliando il proprio bagaglio manageriale e tecnico.
Uno degli aspetti che più caratterizzano il suo modo di lavorare è la capacità di conciliare ambizione e sostenibilità. Nel corso degli anni ha sempre sostenuto l’importanza di costruire organici competitivi senza compromettere gli equilibri economici della società, puntando su investimenti mirati e su una programmazione di medio-lungo periodo.
La valorizzazione dei giovani rappresenta un altro pilastro della sua filosofia. De Vito ha spesso privilegiato profili emergenti da affiancare a calciatori più esperti, creando squadre equilibrate sia sotto il profilo tecnico che umano. Una strategia che gli ha consentito di individuare in anticipo numerosi talenti destinati poi ad affermarsi in categorie superiori.
Tra le operazioni più apprezzate della sua esperienza ad Avellino figurano gli arrivi di giocatori come Armando Izzo, Davide Zappacosta e Berat Djimsiti, elementi che nel tempo hanno saputo costruire carriere importanti nel calcio professionistico.
L’attenzione allo scouting e alla crescita del patrimonio tecnico interno rappresentano caratteristiche che potrebbero garantire continuità e sostenibilità al progetto Juve Stabia. Anche De Vito, infatti, è considerato un dirigente particolarmente attento all’osservazione dei talenti e alla ricerca di calciatori ancora poco conosciuti ma con ampi margini di crescita.
Accanto alle competenze di mercato, chi ha lavorato con lui ne evidenzia la capacità di costruire gruppi solidi e uniti. Per il dirigente campano il valore dello spogliatoio è un elemento imprescindibile e spesso determinante quanto le qualità tecniche della rosa.
L’ufficializzazione di Enzo De Vito rappresenterebbe dunque il primo tassello concreto del nuovo progetto targato Guerri. Una scelta che andrebbe nella direzione di affidare la gestione sportiva a un professionista esperto, capace di coniugare sostenibilità economica, programmazione e valorizzazione dei talenti. Sarà lui che dovrà poi scegliere il nuovo D.S. e il nuovo condottiero gialloblù.
Mentre il club continua a lavorare sotto traccia per completare il nuovo organigramma, una cosa appare certa: la Juve Stabia del futuro sta iniziando a prendere forma, con l’obiettivo di consolidare quanto costruito negli ultimi anni e continuare a essere protagonista nel campionato di Serie B.




