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Juve Stabia-Giugliano, Rileggi LIVE 2-1 (57 e 84° Pandolfi, 61° Rizzo)

Juve Stabia-Giugliano, segui il live testuale del match dallo stadio “Romeo Menti”: le Vespe alla ricerca della vittoria nel derby dopo l’ottimo punto conquistato a Pescara.

I tre punti mancano sia per il Giugliano che per la Juve Stabia dallo scorso 29 gennaio quando i tigrotti si imposero a Torre del Greco per 0-2 e le Vespe vinsero 0-1 a Viterbo con Giorgio Lucenti in panchina e Pochesci in arrivo.

Le Vespe cercano anche di tornare alla vittoria in casa che manca addirittura dallo scorso 23 dicembre, ultima gara dell’anno solare 2022 vinta 1-0 contro la Gelbison con gol di Zigoni.

I TEMI DI JUVE STABIA-GIUGLIANO.

La Juve Stabia, due soli punti nelle ultime 6 gare con 4 gol fatti e 12 subiti e ultima per punti conquistati sia nelle ultime 5 gare che nelle ultime 10 di campionato, deve rialzare la testa.

Alla vigilia Pochesci ha detto di voler vedere una squadra che abbia più coraggio e che non aspetti di ricevere lo schiaffo dall’avversario per poi reagire come avvenuto a Pescara. Una squadra che, secondo il tecnico della Juve Stabia, deve assolutamente vincere contro il Giugliano per una classifica che resta ancora precaria.

Dichiarazioni importanti anche del socio Langella che ha ricompattato l’ambiente con il rientro delle proprie dimissioni dopo le offese assolutamente inaccettabili ricevute nell’immediato post-gara col Catanzaro.

Tra le file delle Vespe mancheranno sia Mignanelli, per il quale non si conoscono i tempi di recupero, che Dell’Orfanello che si sta allenando in gruppo ma sarà pronto forse tra due gare.

Anche nel Giugliano di mister Di Napoli che scenderà in campo al “Romeo Menti” con il consueto modulo tattico 3-5-2 assenze importanti. Mancheranno infatti per squalifica sia il difensore titolare Zullo che l’attaccante La Monica che ha giocato nella prima parte del campionato a Taranto e ha già castigato le Vespe con il suo gol del 2-0 che i pugliesi rifilarono alla Juve Stabia. Assente inoltre anche mister Raffaele Di Napoli sempre per squalifica.

Anche il Giugliano deve invertire un trend che lo vedrebbe terzultimo nelle ultime 15 gare di campionato con 14 punti insieme a Monterosi e Pescara. Peggio hanno fatto solo Turris (12) e Fidelis Andria (7).

La gara sarà diretta dal sig. Valerio VOGLIACCO della sezione di Bari che è al suo primo campionato in Lega Pro. Vogliacco sarà coadiuvato da Andrea ZEZZA della sezione di Ostia Lido, assistente numero; Vincenzo ABBINANTE della sezione di Bari, assistente numero due; Andrea RECUPERO della sezione di Lecce quarto ufficiale (C.A.N. D).

FORMAZIONI UFFICIALI JUVE STABIA-GIUGLIANO.

JUVE STABIA (3-4-1-2): Barosi; Cinaglia, Altobelli, Caldore; D’Agostino (Bentivegna dal 34° s.t.), Maselli, Gerbo (Carbone dal 34° s.t.), Maggioni; Silipo (Ricci dal 1° s.t.); Zigoni (Volpe dal 34° s.t.), Pandolfi (Peluso dal 49° s.t.).

A disposizione: Russo, Carbone, Bentivegna, Ricci, Berardocco, Guarracino, Moreschini, Picardi, Vimercati, Peluso, Volpe, Rosa.

Allenatore: sig. Alessandro Pochesci.

GIUGLIANO (3-5-2): Sassi; Biasiol, Scognamiglio, Poziello; Iglio (Rondinella dal 4° s.t.), Felippe Martello, Gladestony, Di Dio (Ceparano dal 22° s.t.), Oyewale (Ciuferri dal 34° s.t.); Rizzo (Piovaccari dal 22° s.t.), Salvemini.

A disposizione: Viscovo, Simatas, Ceparano, Piovaccari, Sorrentino, Poziello, Felici, Rondinella, Mesisca, Aruta, Ciuferri, De Francesco, Gomez, Ghisolfi, Eyango.

Allenatore: sig. Alessandro Tatomir.

Angoli: 3-5

Ammoniti: 12° Caldore (J), 33° Maggioni (J), 39° Iglio (G), 46° Gerbo (J)

Espulsi:

Spettatori: 1.500 circa di cui circa 300 da Giugliano. Osservato un minuto di raccoglimento prima dell’inizio della gara per le vittime di Cutro.

 

PRIMO TEMPO LIVE JUVE STABIA-GIUGLIANO.

1° Juve Stabia in campo con un 3-4-1-2 con le novità D’Agostino da quarto di centrocampo a destra e Maggioni quarto di sinistra. Altobelli nel ruolo di centrale difensivo e Silipo dietro le due punte Zigoni e Pandolfi. Scaccabarozzi assente per febbre non è presente neanche in panchina.

12° Ammonito Caldore per la Juve Stabia. Salterà il prossimo turno di campionato con la Virtus Francavilla.

13° Giugliano molto pericoloso con Iglio che dal limite tira sugli sviluppi di una punizione battuta dalla fascia destra e la palla sibila vicino al palo alla sinistra di Barosi. I tigrotti guadagnano metri sul campo dopo un buon inizio della Juve Stabia.

16° Ancora Giugliano pericoloso: dopo una bella discesa Salvemini arriva al limite dell’area e scarica un bel tiro su cui Barosi sventa la minaccia in due tempi.

24° Di Dio pericoloso dal limite con un bel tiro dal limite deviato e ci mette una pezza ancora una volta Barosi. Giugliano finora in predominio quasi totale del match.

30° Ancora Giugliano: scambio Salvemini-Rizzo e tiro di quest’ultimo con Barosi che sfodera una gran parata mettendo in angolo.

33° Ammonito Maggioni che un minuto prima aveva fornito involontariamente un assist a Salvemini che ha tirato sull’esterno della rete.

34° Rizzo sotto misura con Barosi che fa due miracoli prima su di lui e poi su Poziello. Sull’angolo battuto ancora Barosi prodigioso su Biasiol parare un colpo di testa a botta sicura deviando la sfera sulla traversa. Barosi davvero salva-risultato in questo primo tempo molto brutto per le Vespe.

39° Ammonito Iglio per il Giugliano.

46° Ammonito anche Gerbo che sarà anch’egli squalificato.

47° Finisce il primo tempo con un salomonico 0-0 che premia le Vespe più che il Giugliano che ha avuto almeno 6 palle gol per passare in vantaggio. Juve Stabia bruttissima nella prima frazione di gioco con il Giugliano che deve recitare il mea culpa per le tante occasioni sprecate.

SECONDO TEMPO LIVE JUVE STABIA-GIUGLIANO.

2° Di Dio semina il panico nell’area di rigore della Juve Stabia e mette al centro su cui non arriva nessun attaccante del Giugliano. Nell’occasione anche un probabile fallo da rigore di Cinaglia non sanzionato dal direttore di gara.

12° GGGOOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: azione di rimessa di Pandolfi che parte dalla sua metà campo, supera di slancio Scognamiglio e fa partire un diagonale di sinistro che beffa Sassi e porta in vantaggio le Vespe. 

13° Ammonito Oyewale.

15° Rigore per il Giugliano: fallo di mani di Ricci che viene anche ammonito nella circostanza.

16° Pareggio del Giugliano su rigore di Rizzo con Barosi che arriva sulla sfera ma non riesce a deviare la stessa. 

25° Ancora Giugliano pericolosissimo: stavolta è il neo entrato Rondinella ad impegnare severamente con un’ennesima parata miracolosa Barosi, decisamente il migliore in campo.

33° Si vede anche la Juve Stabia: tiro di Pandolfi dal limite dopo una bell’azione ma para Sassi.

36° Piovaccari in mezza girata su cross proveniente dalla fascia destra, ancora grande parata di Barosi che salve le Vespe.

39° GOOOLLLLLL DELLA JUVE STABIA: cross dalla sinistra di Caldore e colpo di testa di Pandolfi, lasciato solissimo da Scognamiglio e Biasiol, che batte Sassi per il vantaggio delle Vespe. 

44° Ciuferri gran tiro dal limite e ancora Barosi miracoloso.

45° Ammonito Rondinella per fallo su Pandolfi.

48° Volpe tutto solo davanti a Sassi si fa ribattere la conclusione.

49° Finisce con la vittoria delle Vespe dopo una gara soffertissima in cui Barosi con le sue grandi parate e soprattutto Pandolfi con la sua doppietta hanno inciso notevolmente sul risultato finale.

 

 

Napoli-Atalanta 2-0 – L’occhio indiscreto: la decide Kvaradona

Napoli-Atalanta 2-0 – L’occhio indiscreto: la decide Kvaradona; il georgiano sempre più decisivo nella marcia trionfale degli uomini di Spalletti.

KVARATSKHELIA ALIAS KVARADONA SEMPRE PIU’ DECISIVO PER IL NAPOLI.

Che fosse una gara particolarmente complicata per gli azzurri e forse anche più complicata della stessa Napoli-Lazio, lo si sapeva. E il campo ieri sera ha confermato quanto ci si aspettava.

Un’Atalanta molto fisica nel consueto 3-4-1-2 di mister Gasperini con l’aggiunta di Zapata (migliore in campo per gli orobici) a dare ancora più fisicità al reparto e pericolosità al posto di Lookman entrato solo nel finale.

E l’Atalanta non si smentisce anche stavolta: uno contro uno in ogni zona del campo e tanta densità in mezzo al campo a chiudere tutte le linee di passaggio del Napoli.

Il fortino ben organizzato tatticamente di Gasperini regge per un’ora di gioco. Un’ora nella quale il Napoli si rende pericoloso solo in un tre occasioni: una discesa di Kvaratskhelia, prologo del gol, su cui Musso ci mette il copro a deviare in angolo; un tiro di Politano di sinistro deviato in angolo dal portiere orobico e un colpo di testa di Osimhen con palla di pochissimo fuori.

Poi la gara la stappa l’extraterrestre sceso da un altro pianeta di nome Kvicha Kvaratskhelia, come già accaduto in tante occasioni. Il Napoli sicuramente cambia marcia nella ripresa ma è il georgiano a sbloccare una partita che altrimenti si avviava sui binari dello 0-0.

Anguissa recupera alla grande a centrocampo e serve Osimhen che a sua volta scarica intelligentemente sul georgiano. Il resto lo fa il ribattezzato Kvaradona che mette a sedere con finta e controfinta tre difensori dell’Atalanta prima di sparare un destro imprendibile sotto la traversa.

KVARADONA E LE CARTOLINE DELL’IMPRESA DEL NAPOLI.

Un gol destinato a diventare insieme a quello segnato al Sassuolo dallo stesso Kvaradona e ai due segnati dal Cholito Simeone contro Milan e Roma, una delle quattro cartoline di questa impresa che gli azzurri di Spalletti stanno costruendo mattone dopo mattone, settimana dopo settimana.

Il gol di testa su angolo di Rrahmani e la pressoché perfetta condotta di gara del Napoli nel finale di gara sono solo degli orpelli in una serata di grande festa per lo stadio “Maradona”. Un prologo di quello che potrebbe accadere fra diverse settimane quando anche la matematica potrebbe togliere ogni velo all’impresa del collettivo azzurro.

Unico neo l’infortunio al polpaccio per Kim, altro segreto del Napoli vincente di Spalletti, che non dovrebbe comunque precludergli il ritorno degli ottavi di finale con l’Eintracht di Francoforte.

Mercoledì al “Maradona” ci sono tutti i crismi per assistere ad un’altra serata di gloria per il Napoli e la sua gente: il raggiungimento dei quarti di finale di Champions League sarebbe un altro primato mai raggiunto neanche in epoca maradoniana e impreziosirebbe una stagione che si appresta ad entrare per sempre nella storia del Napoli e del calcio italiano.

Napoli – Atalanta (2-0). Le foto dei calciatori in campo

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Guarda le foto di Napoli – Atalanta (2-0) realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma, che ci raccontano la vittoria degli azzurri allenati da Luciano Spalletti, al “Diego Armando Maradona” contro l’Atalanta di Gianpiero Gasperini.

Gli azzurri ritornano a volare e si riportano a +18 sulle inseguitrici.

Queste sono le foto di Napoli – Atalanta:

Tabellino della gara

Napoli (4-3-3): Gollini; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim (31′ st Juan Jesus), Olivera; Anguissa, Lobotka, Zielinski (21′ st Ndombelé); Politano (21′ st Elmas), Osimhen (40′ st Simeone), Kvaratskhelia (40′ st Zerbin).

A disp.: Marfella, Idasiak, Demme, Bereszynski, Zedadka, Ostigard, Gaetano.

All.: Spalletti

Atalanta (3-4-1-2): Musso; Toloi (44′ st Lookman), Djimsiti (44′ Demiral), Scalvini; Maehle (23′ st Zappacosta), De Roon, Ederson, Ruggeri, Pasalic (23′ st Boga); Hojlund (1′ st Muriel), Zapata.

A disp.: Rossi, Sportiello, Okoli, Palomino, Soppy.

All.: Gasperini

Arbitro: Colombo

Marcatori: 15′ st Kvaratskhelia (N), 32′ st Rrahmani (N)

Ammoniti: Ruggeri (A), Osimhen (N), Scalvini (A)

Le azioni salienti:

PRIMO TEMPO

Alla mezz’ora il Napoli ha un’altra grande chance con Kvaratskhelia che da sinistra entra in area calcia di destro ma ancora una volta Musso c’è. Ancora una volta il portiere dell’Atalanta è eccezionale quando il pallone arriva a Politano che in area di rigore calcia con sinistro, ma il riflesso di Musso è perfetto.

SECONDO TEMPO

60’ arriva il gol che il Napoli tanto ha cercato: Osimhen riceve palla, appoggia a Kvaratskhelia che in area, rientra, finta, mette a sedere un avversario e di destro colloca la palla dove nessuno può arrivare: 1-0!

Al 76’ alla fine il Napoli trova meritatamente la rete del 2-0: da calco d’angolo arriva lo stacco di Rrahmani che mette in cassaforte il punteggio.

Il Napoli ha fame e bastona la Dea: Atalanta al tappeto e la fuga prosegue

Il nostro editoriale su Napoli – Atalanta non può che iniziare con un grazie, signora Kvaratskhelia. Grazie di cuore. Diciamocela tutta: se ne sarà accorta anche lei di aver messo al mondo un bambino speciale. Perché, sa signora, Kvicha col pallone tra i piedi fa tutto quello che vuole, anche quando gli allenatori avversari gli impongono marcature doppie se non triple.

Sa, signora, Kvicha stasera ha fatto un altro capolavoro, perché ha sterzato tre volte dal piede sinistro a quello destro, prima di scaricare un fulmine che il portiere dell’Atalanta non ha fatto a tempo manco a guardare. E i difensori, quelli dell’Atalanta, li ha visti signora? Quasi sembrasse brutto anche a loro frapporsi in un momento di tale bellezza, perché Kvicha, più che un calciatore, sembrava Alberto Tomba a Calgary.

Parlerei così, se avessi lady Kvaratskhelia davanti. Lui, il capellone di Tblisi, che ha l’aspetto di Gigi Meroni trapiantato nel 2023 e le movenze caracollanti della grande ala degli anni ’80, è la perla più gustosa del Napoli di Luciano Spalletti. Perché, se è vero che c’è un collettivo che ha attributi e organizzazione da vendere, Kvicha ci mette la classe e la mette a disposizione della squadra nei momenti decisivi, che poi è la dote che fa, del campione, un fuoriclasse.

Come stasera, nella partita che vede la capolista contro un’Atalanta da sempre orticante e scomodissima e chiama, soprattutto, il Napoli a una risposta dopo il ko casalingo contro la Lazio di settimana scorsa.

Un passo falso, tutto sommato fisiologico per quanto grigio, che aveva già scatenato e alimentato tremori e preoccupazioni di una parte della piazza partenopea.

Anni ed anni di delusioni, di sogni sfumati, di illusioni e di lente risalite avevano fatto affiorare alla mente, dopo il blitz biancoceleste, l’atavica paura di non farcela, di cadere, di crollare.

Una mano alle ansie del popolo azzurro l’aveva già data, venerdì sera, la clamorosa sconfitta dell’Inter al “Picco” contro lo Spezia: nella peggiore delle ipotesi gli azzurri avrebbero avuto almeno 15 punti di vantaggio sui nerazzurri, nell’attesa di conoscere i risultati delle altre ( poco credibili) contendenti.

Chucky Lozano si ferma in settimana, Mario Rui deve scontare l’ultima giornata di squalifica e, udite udite, nel riscaldamento contro i bergamaschi si ferma Alex Meret, finora sempre presente in campionato e nelle coppe. Al suo posto, esordio assoluto in maglia azzurra per Gollini, che disputerà un’ottima partita, mostrando grinta e sangue freddo.

Per il resto, è il Napoli delle migliori occasioni. L’Atalanta, pur priva di Hateboer e Koopmeiners tra tutti, è sempre sfidante organizzata.

La capolista inizia a dominare sul piano del possesso palla sin dalle prime battute. Di Politano, il primo squillo serio, al sesto minuto: uno-due ben riuscito con Zielinski e mancino all’angolino, dal vertice destro dell’area di rigore, ben respinto da Musso in corner.

Le occasioni da goal, sebbene il Napoli comandi le operazioni, non arrivano, merito di un’Atalanta accorta che sceglie di difendersi con ordine, nella speranza di attivare il contropiede con i suoi velocisti. Il proposito, però, non riesce e non riuscirà mai veramente nel corso di tutta la partita, perché gli uomini di Spalletti dominano il gioco ma non si fanno attrarre nella trappola, restando sempre umili e rispettosi dell’atteggiamento dell’avversario. Il possesso palla è tutto azzurro, la manovra non sempre è fluida ma non per questo è nevrotica, come capitò contro la Lazio: si attende il momento della svolta, con un lavoro ai fianchi dei bergamaschi che richiede pazienza e costanza. Il Napoli, per fortuna, le possiede entrambe e avrà modo di dimostrarlo.

La Dea la mette sul piano fisico e dell’aggressività? Gli azzurri non tentennano e accettano il confronto, con un meraviglioso Kim che stra-vince ogni duello lo veda protagonista e un attentissimo Rrahmani, che copre saggiamente su ogni marcatura preventiva.

E così, bisogna attendere il minuto 28 per vedere un’altra palla goal nel match: merito, manco a farlo apposta, di uno straordinario Kvara, che compie una serpentina tutta fantasia sino a calciare, sul primo palo, da posizione defilatissima, trovando la risposta di Musso in corner.

La terza ed ultima opportunità della prima frazione vede protagonista, ancora, lo stesso autore della prima: è ancora Politano a calciare, stavolta da dentro l’area, dopo un efficace recupero palla di Kvara, ma Musso si fa ancora trovare pronto e Matteo, a dirla tutta, non è impeccabile nell’esecuzione.

La prima frazione si conclude così, dopo 3 minuti di extra-time, sul risultato di 0-0. Per l’Atalanta, ammoniti Ruggeri e Scalvini, mentre subentra nel finale Demiral, per problemi fisici occorsi a Djimsiti. Tra le fila partenopee, ammonito il solo Osihmen.

La ripresa inizia nel segno di un Napoli volitivo e deciso a violare la porta bergamasca. Proposito che gli azzurri, differentemente da quanto successo contro la Lazio, stavolta non palesano con frenesia e schizofrenia, ma con saggezza e tanto opportunismo.

Osihmen, al minuto 48, compie una sforbiciata bella a vedersi quanto centrale nell’esecuzione: Musso la fa sua senza troppi problemi.

Victor ancora, stavolta al minuto 59, va assai più vicino al goal, quando zucca bene di testa un invito da cross di Politano, non centrando però lo specchio per una questione di centimetri.

Il goal, appena 60 secondi più tardi: un recupero palla a centrocampo degli azzurri è già il preludio ad innescare Osihmen, bravissimo a gestire palla nella trequarti bergamasca e a servire con lucidità l’accorrente Kvara. Il resto, è pura goduria per chi vuol bene al calcio: il georgiano sterza una, sterza due, sterza tre. Dal destro al sinistro, ubriacando l’intera retroguardia di Gasperini che può solo assistere impotente a un’impressionante dimostrazione di tecnica ed estro. L’epilogo è un destro che si spegne sotto l’incrocio dei pali, le urla che squarciano il Maradona e Kvara che esulta con rabbia forse pari alla sua classe.

E’ un goal fondamentale, che sblocca una gara insidiosa, rende incandescente l’ambiente azzurro e restituisce sicurezze alla squadra di Spalletti, rimuovendo ( forse) qualche ansia di troppo.

Col risultato cambiato, anche le energie fisiche degli azzurri sembrano, come d’incanto, rinvigorite e così molti crescono alla distanza e sgasano con quanta birra hanno in corpo.

Spalletti cambia al minuto 65 per la prima volta: Elmas e Ndombele sostituiscono Politano e Zielinski. Tre minuti più tardi e Boga e Zappacosta entrano al posto di Pasalic e Maehle in casa Atalanta per provare a dare fastidio al Napoli.

Tra il minuto 73 e il minuto 74, veri squilli della Dea. Prima è Muriel ad entrare in area e tentare una conclusione sul primo palo che trova Gollini attento a chiudere in corner. Poi è Zapata, sul calcio d’angolo seguente, a svettare più in alto di tutti, trovando la presa puntuale di un Gollini ancora lucidissimo.

Un minuto più avanti, è l’eccellente Kim ad esser costretto al cambio, complice il riacutizzarsi di un problema al polpaccio: lo rinviene Juan Jesus.

Ancora un giro di lancetta e il risultato cambia ancora, per non cambiare più in seguito: corner perfettamente battuto da Elmas, il cui cross a centro-area trova la zuccata puntuale di Rrahmani che spedisce sul palo lungo e sigla il 2-0 Napoli.

Ruggeri, al minuto 83 di Napoli – Atalanta, tenta l’ultima sortita, ma il mancino da dentro l’area trova i pugni sicuri di un Gollini sempre attento nelle volte in cui è stato chiamato in causa.

Ultimi cambi per Spalletti all’85esimo, quando Simeone e Zerbin sostituiscono Osihmen e Kvara.

Victor non sembra reagire nel modo più pacifico e dimostra tutta la sua frustrazione per l’uscita dal campo: un vorace che non vuole saperne di trovare riposo.

Gasperini getta nella mischia, stranamente solo all’89esimo, uno dei suoi uomini migliori, quel Lookman lasciato in panchina per quasi tutto il match e che subentra quando il risultato è oramai compromesso.

4 minuti di recupero non cambiano la storia, già segnata, del match: Napoli batte Atalanta per 2 reti a zero, ritrova il successo dopo il passo falso contro la Lazio e consolida ulteriormente il proprio primato.

Ora gli azzurri sono a +18 dall’Inter e a +19 dalla Lazio, in attesa dei risultati della Roma e del Milan e senza dimenticare una Juventus che, qualora dovesse avere indietro i 15 punti di penalizzazione inflittegli, si inserirebbe di nuovo tra le posizioni di punta della classifica.

“Vinceremo il Tricolor”, urla il “Maradona”, in barba ai timori e alle ataviche paure.

L’ultima volta, che questa gente lo cantò, lo stadio si chiamava ancora San Paolo e la 10 era dietro le spalle di un Sudaca di Villa Fiorito, che stava trascinando il suo Popolo adottivo all’appuntamento con la storia.

Sentirlo di nuovo, ad oltre un trentennio di distanza, gonfia gli occhi di commozione ed incredulità.

Più di trent’anni dopo, non ci sono Extra Terrestri con la Mano di Dio, ma ragazzi audaci e volenterosi, guidati da un tecnico anziano sull’anagrafe ma sempre al passo con gli aggiornamenti dei tempi.

E poi c’è lui, il genio di Tblisi.

Grazie, signora Kvaratskhelia. Napoli le deve un pezzo di goduria del suo tempo attuale, al di là del risultato sportivo in sé.

Tatomir: “Sarà dura per il Giugliano ma vogliamo il massimo”

Alessandro Tatomir, vice allenatore del Giugliano, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con le Vespe.

Tatomir sostituirà oggi sulla panchina dei tigrotti il mister Raffaele Di Napoli che è stato squalificato per un turno.

Le dichiarazioni di Alessandro Tatomir sul match tra Juve Stabia e Giugliano sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“E’ stata una buona settimana di lavoro, la squadra ha lavorato con la massima concentrazione. Sarà una partita complicata come tutte, ma cercheremo di ottenere il massimo.

I ragazzi sono pronti a prescindere da chi scenderà in campo dall’inizio. Giocare tre gare in sette giorni in questo momento della stagione è certamente impegnativo e richiede un grande sforzo fisico e mentale. Lavoriamo per raggiungere il nostro obiettivo, cercheremo di trarre il massimo da questa settimana. De Rosa e Berman sono out e Zullo e La Monica sono squalificati. Il resto del gruppo sta bene”. 

Controlli dei Carabinieri a Castellammare di Stabia: 100 identificazioni

La compagnia dei carabinieri a Castellammare di Stabia non ferma l’attività quotidiana di presidio, specie nei luoghi più frequentati dai giovani.

Controlli dei Carabinieri a Castellammare di Stabia: 100 identificazioni

Continuano senza sosta i controlli nell’area stabiese. I carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia non fermano l’attività quotidiana di presidio, specie nei luoghi più frequentati dai giovani.

Il conto delle persone identificate sfiora i cento, poco meno le vetture passate al setaccio.

Sicurezza stradale tra i perni portanti del servizio.

Tra le decine di contravvenzioni per violazioni al codice della strada emergono anche due denunce.

Un uomo del 61 è stato sorpreso in sella ad una moto nonostante non avesse mai conseguito la patente.
Il veicolo non era assicurato e il casco era calzato al braccio piuttosto che alla testa.

Un 25enne di origini ucraine, invece, ha mostrato la patente quando gli è stata chiesta.
Peccato fosse falsa, contraffatta anche in modo grossolano.
Anche per lui una denuncia.

Nel corso del servizio sono stati segnalati alla prefettura 3 giovanissimi, trovati con alcune dosi di cocaina nelle tasche.
Uno di questi era in sella ad uno scooter poi sequestrato.

I controlli continueranno anche nelle prossime ore.

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Napoli – Atalanta (2-0). I voti ai protagonisti in campo

Il Napoli, dopo lo scivolone interno con la Lazio di due settimane fa, ritorna alla vittoria tra le mura amiche battendo l’Atalanta per 2 reti a zero a fronte di una prestazione ancora una volta da buonissimi voti in pagella.

Tabellino della gara

Napoli (4-3-3): Gollini; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim (31′ st Juan Jesus), Olivera; Anguissa, Lobotka, Zielinski (21′ st Ndombelé); Politano (21′ st Elmas), Osimhen (40′ st Simeone), Kvaratskhelia (40′ st Zerbin).

A disp.: Marfella, Idasiak, Demme, Bereszynski, Zedadka, Ostigard, Gaetano.

All.: Spalletti

Atalanta (3-4-1-2): Musso; Toloi (44′ st Lookman), Djimsiti (44′ Demiral), Scalvini; Maehle (23′ st Zappacosta), De Roon, Ederson, Ruggeri, Pasalic (23′ st Boga); Hojlund (1′ st Muriel), Zapata.

A disp.: Rossi, Sportiello, Okoli, Palomino, Soppy.

All.: Gasperini

Arbitro: Colombo

Marcatori: 15′ st Kvaratskhelia (N), 32′ st Rrahmani (N)

Ammoniti: Ruggeri (A), Osimhen (N), Scalvini (A)

Questi i voti agli azzurri dopo Napoli – Atalanta:

GOLLINI, voto 7:  schierato titolare all’ultim’ora, per un problema occorso nel riscaldamento a Meret, mostra tanta affidabilità e personalità.

Per un ruolo sempre assai delicato come quello del portiere, stare lontano dal terreno di gioco per tanti mesi (in serie A non giocava addirittura dallo scorso 28 Agosto 2022, ironia della sorte in un Fiorentina-Napoli in cui vestì la maglia viola) e rispondere presente senza sbavature, è cosa nient’affatto scontata e che merita il giusto apprezzamento.

Esibisce, oltretutto, buone doti con i piedi, distribuendo sempre appoggi precisi e carattere nel guidare la difesa, facendosi sentire a gran voce quando serve.

Ottimo l’intervento nel finale su Ruggeri, che evita ai suoi un finale in sofferenza.

DIFESA

DI LORENZO, voto 7:  il Capitano corre a perdifiato sulla corsia di destra, macinandola avanti e indietro per un’infinità di volte e senza mai perdere la lucidità, sia in fase di spinta sia in fase di ripiegamento.

Impossibile dargli un voto inferiore, anche per la straordinaria continuità che riesce a dare alle sue prestazioni nel tempo

KIM, voto 8 :  Monumentale, mastodontico, enorme. Scegliete voi quale aggettivo vi garba di più, ma la sostanza è quella: siamo davanti ad un top player.

Il gioco maschio di Gasperini, anzichè deprimerlo, lo esalta: il Maradona chiama il suo nome e il coreano risponde esibendosi in una serie incalcolabile di interventi a recupero sul pallone.

E di tutte le specie possibili: anticipo di testa, anticipo sulla corsa, tackle in scivolata, lotta greco-romana, duello corpo a corpo, sfida in velocità e chi più ne ha più ne metta.

Dalle sue parti, per intenderci, la palla non si vede neanche, tutt’al più la si immagina.

Difficile pensare che possa esserci qualche altro interprete del ruolo capace di eguagliare, in questo momento storico, il livello di performance di Min-Jae.

E altrettanto complicato è trovare, al coreano del Napoli, qualche punto debole. Højlund, la nuova promessa della Dea, viene semplicemente mortificato.

Zapata, che pur gioca una buona partita, è costretto ad andare dalle parti di Rrahmani per rendere la contesa un po’ più giocabile. Il che la dice tutta.

Esce per un infortunio al polpaccio. Spalletti ( e tutta i tifosi del Napoli) incrociano le dita

RRAHMANI, voto 7:  il buon Amir non sarà Kim, ma è proprio la sua consapevolezza di non esserlo, forse, il più oscuro segreto del suo successo: il livello di concentrazione e di applicazione alla partita, del kosovaro, è di assoluto livello.

Mai una disattenzione, mai una giocata di sufficienza. Sempre, al contrario,  spina attaccata alla partita e schiena dritta.

Esegue bene, come al solito, le marcature preventive e tutto sommato è un cliente scomodo per Zapata, il quale ( nonostante una buona prestazione), se la vede dura col nostro numero 13.

Che ha il merito, soprattutto, del goal che chiude la partita, rilassa i nervi e apre le porte ad una vittoria importantissima

OLIVERA, voto 6.5:  robusta prestazione anche dell’uruguagio, che regge belle i duelli fisici, cresce alla distanza e dimostra la consueta solidità difensiva.

In fase di proposta, lo si sa e lo si era già detto: non è Mario Rui, ma si impegna.

Il coraggio non gli manca, la faccia tosta nemmeno.

CENTROCAMPO

ANGUISSA, voto 6.5:  sbaglia troppi appoggi soprattutto nel primo tempo, vuoi per indolenza, vuoi (forse) per una condizione fisica che ragionevolmente può essersi un po’ appannata, per i tantissimi minuti disputati in campo dall’inizio della stagione.

Cresce visibilmente nel secondo tempo e sembra quasi trovare maggior brio dopo il goal dell’1-0, recuperando forma e applicazione.

Pedina fondamentale, anche quando il serbatoio è in riserva

LOBOTKA, voto 7:  Gasperini non gli applica la gabbia ossessiva che su di lui impose Sarri una settimana fa, per quanto abbia sempre l’uomo fisso che lo insegue ad ogni passo, come ormai è consuetudine per lui.

Tuttavia, come spessissimo gli capita, il buon Stanislav studia prima la posizione ( o, se preferite, la marcatura), escogita la contromisura e riesce sempre a ritagliarsi i suoi spazi di vitale libertà, nella miglior zona del centrocampo possa occupare. Totale.

ZIELINSKI, voto 6.5:  elegantissimo ed efficace nel rispondere, alla fisicità esagitata dell’Atalanta, con la classe e la proprietà tecnica che lo contraddistinguono e che gli consentono, il più delle volte, di smistare sempre palloni in modo intelligente e utile per la manovra.

Anche stasera, non tira dal cilindro la giocata stupefacente, ma questo nulla toglie a una prestazione di livello del polacco.

ATTACCO

POLITANO, voto 6.5: chiamato a sostituire il malconcio Lozano, il buon Matteo lo fa in modo degnissimo per più di un’ora di gioco, ovvero fino alla sostituzione.

A disposizione dei suoi, il numero 21 azzurro mette sempre tanta abnegazione, grinta ed esplosività.

Peccato gli manchi, in qualche circostanza, quel qualcosina in più per essere decisivo in fase di finalizzazione o in fase realizzativa, ma forse la risposta sta pure nelle ripetute scalate di fascia che effettua al servizio della squadra e che inevitabilmente possono togliere un po’ di brillantezza. Vivace.

OSIHMEN, voto 7.5: anche quando non trova la via del goal, è sempre decisivo l’apporto che garantisce alla squadra.

Nell’occasione della rete di Kvara, è lucidissimo a servire il georgiano.

Manda in crisi Djimsiti prima e Demiral poi, che sono terrorizzati ogni qual volta Victor riesce a strappare.

Tenta il super-goal in rovesciata ( pensiero ed esecuzione notevoli, ma mira troppo centrale).

Per il resto, a parte un colpo di testa fuori di poco, su un cross di Politano nella ripresa, non ha grosse chances dentro l’area ma è al solito preziosissimo per il collettivo, perché non molla un pallone, guida e chiama il pressing alto, si propone costantemente in profondità e riesce a mettere in crisi la linea difensiva avversaria anche se chiamato semplicemente a contendere un pallone sulla linea di fondo

KVARA, voto 8.5: Fa un goal enorme, che potrebbe valere da solo il prezzo del biglietto ed è un calcione al fondoschiena dei tatticismi esasperati e dei distruttori dell’altrui poesia.

E’ un goal, il suo, che ci riporta quasi ad un calcio antico, dove era l’estro superiore del giocatore di punta a decidere, sovente, le contese più agguerrite.

Sterza una volta, una seconda, una terza e poi manda un missile sotto l’incrocio, che Musso può solo contemplare.

Sembra quasi più uno sciatore, che un giocatore di football, quando manda in bambola i difensori dell’Atalanta, che possono assistere solo passivamente allo spettacolo di cui sono (s)fortunati protagonisti.

E’ un goal, il suo, pure tremendamente decisivo, perché stappa una partita complicata e fa, del Maradona, una commovente bolgia d’altri tempi.

Gasperini e i suoi messaggeri lo francobollano sistematicamente ma lui, il genio di Tblisi, trova sempre un modo per esser faro dove altri provano solo a fare ombra.

I VOTI AI SUBENTRATI DI NAPOLI – ATALANTA

JUAN JESUS, voto 6:  entra, pure lui, “a sorpresa”, complice il forfait di un gigantesco Kim. Lo fa, come al solito, mettendo in campo tutta la sua serietà e piena concentrazione, senz’affanni e con ordine

NDOMBELE, voto 6: sostituisce Zielinski e si fa notare per qualche guizzo di classe e di forza. A volte esagera con i preziosismi, ma è utile sia a coprire sia a proporsi, soprattutto senza far rimpiangere la cifra tecnica del calciatore che ha rimpiazzato

ELMAS, voto 6: fa tirare il fiato a Politano e si fa vedere a tutto campo, sempre con buona tecnica, capacità di inserimento e personalità

SIMEONE, S.V.

ZERBIN, S.V.

I voti ai bergamaschi dopo Napoli – Atalanta:

MUSSO, voto 5.5

TOLOI, voto 5.5

DJIMSITI, voto 6

SCALVINI, voto 5

MAEHLE, voto 5

DE ROON, voto 6

EDERSON, voto 5

RUGGERI, voto 5.5

PASALIC, voto 5.5

HOJLUND, voto 4.5

ZAPATA, voto 6.5

DEMIRAL, voto 5

MURIEL, voto 5.5

BOGA, voto 5

ZAPPACOSTA, voto 5.5

LOOKMAN, S.V.

I voti agli allenatori di Napoli e Atalanta:

SPALLETTI, voto 7:  legge benissimo la partita, accettando il confronto fisico contro Gasperini e soci e venendone fuori, alla distanza, con pazienza, sapiente cucitura e la classe dei suoi migliori interpreti

GASPERINI, voto 5: il suo “uomo-contro uomo” non è più una novità per nessuno, i suoi interpreti non sono più tutti quelli super funzionali al contesto di una volta e il risultato è che la forbice tra la Dea e le big, che era andata notevolmente assottigliandosi negli ultimi anni, ora pare lentamente riprendere il suo corso più naturale, ossia quello che vede l’Atalanta sì una bellissima provinciale ma che forse può, al massimo, puntare a centrare uno slot tra Europa League e Conference.

Il che, per il club di Percassi, resta pur sempre un risultato ragguardevole ma che d’altra parte ne ridimensiona un po’ le mire dell’ultimo lustro.

Gasperini, da parte sua, prova ad opporre al Napoli le armi che meglio conosce ma Spalletti ha studiato, resta compatto e lo punisce con i suoi top player.

IL DIRETTORE DI GARA

COLOMBO, voto 6:  Corretta gestione dei cartellini, nel contesto di una partita priva di episodi complicati e quindi di facile lettura.

Incendio in un appartamento a Castellammare: 2 persone salvate dai pompieri

Pomeriggio drammatico ieri a Castellammare di Stabia, dove è divampato un incendio in un appartamento al terzo piano di un edificio in viale Europa.

    • Un episodio che sottolinea l’importanza della prevenzione e della prontezza nell’intervento in caso di emergenze come questa.

Incendio in un appartamento a Castellammare: 2 persone salvate dai pompieri

Ieri pomeriggio, Sabato 11 Marzo 2023, un incendio è divampato in un appartamento al terzo piano di uno stabile di viale Europa a Castellammare di Stabia.

Secondo le prime informazioni, pare che il rogo si sia propagato a causa di un corto circuito.

Fortunatamente, i vigili del fuoco sono arrivati tempestivamente e sono riusciti a mettere in salvo due persone, una madre e il suo figlio.

Sul posto sono giunte anche le ambulanze del ‘118′ ma per fortuna madre e figlio non hanno riportato ferite gravi e non è stato necessario il loro ricovero in ospedale.

Intervenuti anche i carabinieri e la zona è stata chiusa al traffico per permettere ai vigili del fuoco di spegnere completamente le fiamme, e di accertare le cause del tragico evento.

L’incendio ha causato gravi danni all’appartamento coinvolto e alle proprietà degli abitanti vicini.

I vigili del fuoco e i soccorritori del “118” hanno dimostrato ancora una volta la loro grande professionalità e abnegazione nel servizio pubblico a tutela della sicurezza e del benessere dei cittadini.

L’episodio è stato un forte richiamo alla necessità di prestare maggior attenzione alla manutenzione degli impianti elettrici in casa e al rispetto delle norme di sicurezza per evitare simili incidenti.

Questa vicenda dimostra l’importanza dell’intervento rapido e dell’impegno dei vigili del fuoco che hanno lavorato duramente per avere la meglio sulle fiamme e garantire la sicurezza dei cittadini.

Tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza alle persone coinvolte nell’incidente e ai loro cari.

Strage di Cutro: amarcord di Francesca Capretta per Vivicentro.it

La strage di Cutro è stata un evento tragico avvenuto nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 febbraio 2023 al largo di Cutro, in provincia di Crotone, Calabria, Italia.

    • In quel giorno, un gruppo di migranti stipati a bordo di un Caicco che va a sfasciarsi su una secca a 100 metri dalla riva, si ritrova lanciato in un mare forza 7. Il bilancio della strage è stata, ad oggi di 76 morti, dei quali 32 bambini.

Strage di Cutro: amarcord di Francesca Capretta per Vivicentro.it

Pezzi di scafo, brandelli di legni colorati a formare una croce. Un Cristo con un braccio solo.
Una chiesa, Santa Maria Stella Maris. Dove la vergine sostiene Gesù ma anche un’ancora, la salvezza dalle tempeste.

Siamo a Le Castella, vicino a Cutro, in Calabria, dove il mare avvolge tutto, dove il mare non lo puoi ignorare.

Nei palazzi della politica, le onde non sono mai abbastanza alte da mettere paura e l’acqua non è mai fredda da morire ma qui si.

Un popolo di navigatori, di pescatori, di migranti.

Una penisola con 15 regioni bagnate dal mare, un popolo perlopiù legato a quel mare, nel bene e nel male.

Parlano piano:

    • Hanno trovato un altro bambino, un picciriddu di tre anni.
      Occhi umidi e il segno della croce.
      Era pieno di cadaveri sulla spiaggia.
      Sono accorsi là nell’acqua gelida a mani nude, fra le onde.
      Poi sono arrivati anche i carabinieri, con gli stivali ma “nienti a fari”.

Cutro, messa per i defunti-minSiedo accanto ad una signora anziana che mi racconta di ospitare una ragazza ucraina a casa, col suo bambino.
Avrei potuto prendere anche qualcuno di loro, la casa è grande.

Mi chiede dove sto.
Le spiego che sono in porto, con una barchetta a vela piccolissima… in breve si offre di ospitare anche me.

Finita la messa, mi dice che per quanto si pensi di star male qui, in realtà viviamo nell’oro, perché non c’è la guerra.
Mi bacia.

La guardo allontanarsi, portandosi via tutto.
Con la sua generazione se ne vanno la memoria, gli ultimi brandelli di verità e l’umanità.

Già, qui stiamo nell’oro, perché non c’è la guerra.

Siamo talmente tanto fortunati che possiamo comprare le armi, per le guerre degli altri e fabbricarne tantissime, da vendere in tutto il mondo, un mondo sempre più in guerra per esigenze di mercato.

    • :-Prenditeli tu a casa, se sei tanto bravo. Devono starsene a casa loro, altroché, non devono partire. Non lo sanno che il mare è pericoloso? Che si può morire? Mica possiamo tenerli tutti, non ne abbiamo neanche per noi.-

I mass media diffondono gli slogan e prima o poi il popolo comincia a ripetere.

Sono finiti i tempi d’oro, quando nelle intercettazioni di mafia capitale, scoprivamo che i migranti valevano più della droga e rappresentavano la nuova frontiera del business.

Del resto il mercato cambia, le esigenze mutano e se a suo tempo abbiamo firmato trattati per prenderne più possibile, adesso con i magazzini pieni e il settore in crisi, non siamo più in grado di accoglierne altri.

E’ l’Europa che deve intervenire!

Intanto il vento soffiava sempre più forte, le onde al traverso sempre più alte.
Il caicco spariva fra i flutti.
Terrore, gelo, grida, pianti, fino all’immancabile schianto.
Acque nere, gelide che ribollivano di onde.

È morta lì la speranza, il carico prezioso che queste barche trasportano.

Ne è rimasta sempre meno qui, nell’evoluto mondo dei disillusi, degli arresi.

Loro invece ne erano stracolmi ma tutto il carico è andato perduto.

Cutro, chiesa della messa per i defunti-minLa chiesa è piena di gente, c’è anche la Rai, fuori splende un sole sfacciato.
Il posto è presidiato da unità di soccorso, salvataggio e sommozzatori, provenienti da ogni dove.
Vigili del fuoco, Capitanerie di porto, Polizia, carabinieri, un elicottero perlustra la zona.

Si cercano ancora cadaveri.

Disponiamo di mezzi costosissimi e uomini preparati, uomini che, sono certa, avrebbero preferito salvare vite piuttosto che intervenire per ripulire spiagge, scogli e fondali, dai morti che il mare potrebbe restituire durante la stagione balneare.

Dureranno a lungo le ricerche.

Per salvarli sarebbe bastato un gommone e dei galleggianti.
Erano lì, a 100 metri dalla riva.

Eppure navigando di questi tempi in prossimità delle coste pugliesi e calabresi, si respira uno stato di polizia costante.
Aeroplani ed elicotteri che ti sorvolano, la Guardia di Finanza che ti raggiunge per controllare, perquisire ed elevare multe.

Lo spirito del mare sembra annegato da un pezzo.

Hai la sensazione che se dovessi ritrovarti adesso, da quelle parti, in mare aperto trascinato al largo da un materassino mentre dormivi, ti farebbero una multa per conduzione senza patente, subiresti un controllo per vedere se per caso hai dei migranti attaccati sotto, per poi venir mollato lì in balia delle onde, col verbale in mano.

Sembra che a controllare il mare, non ci sia più gente di mare ma piuttosto da posto di blocco stradale.

Ricordo amici soccorsi su improbabili canotti, pattini o derive.
Gente a cui è stata sempre allungata una cima, insieme ai rimproveri talvolta divertiti. Perché comunque erano tutti in salvo e questo era ciò che contava, un tempo, in mare.

Poi la via crucis fino alla spiaggia.

Un evento sentito e partecipato con grande emozione dalla gente, un’adesione massiccia, arrabbiata e commossa.
No, loro non sono come voi e ci tenevano a farlo sapere.

In mare si salvano anche i nemici, recita una centenaria legge…figuriamoci dei bambini disperati.

Dicono che l’aeroplano di Frontex non ha dichiarato la situazione di emergenza ma solo la presenza dell’imbarcazione.

Che ne è stato di quei begli avvisi ai naviganti, trasmessi senza posa sul canale 68?
Nessuno li ascolta?

Un caicco stracarico di persone, può resistere bene con una burrasca in arrivo, avvicinandosi alla costa?

Forse un alpino potrebbe pensarlo, certamente non la Guardia Costiera.

Si è tenuto il Consiglio dei Ministri a Cutro.
Sono stati gli scafisti.
Tiro di pelouches.

Volevano far togliere i feretri prima dell’arrivo di persone sensibili, come donne o madri cattoliche ma i parenti hanno manifestato per opporsi all’ennesima mancanza di rispetto

La spiaggia è piena di croci, la colpa si sa, muore fanciulla e la ricerca di responsabilità è una strada sempre troppo tortuosa e ardita.

Dall’umanesimo al ritorno nelle caverne invece, è facile, tutta in discesa, unta di slogan.

Il sito della pro loco, magnifica le acque castellesi, limpide e dal basso fondale, perfette per i bambini (ed infatti, ad ora, ne sono stati recuperati ben 32, morti!).

Intanto prosegue la ricerca dei cadaveri.

Filetti di orata con patate e pomodorini: la ricetta

I filetti di orata con patate e pomodorini sono un piatto semplice e gustoso, che ha tutto il gusto della cucina italiana ed è anche un piatto leggero e con poche calorie che riempie e sazia.

Filetti di orata con patate e pomodorini: la ricetta

Questa ricetta è perfetta per tutta la famiglia perché ha un sapore delicato che piace anche ai bambini  con il suo gusto di casa e di genuinità.

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 filetti di orata
  • 4 patate
  • 250 g di pomodorini
  • 2 spicchi di aglio
  • Olio d’oliva q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • Prezzemolo tritato q.b.

Preparazione:

  1. Pela le patate e tagliale a cubetti.
  2. Mettile in una padella con un filo di olio d’oliva e uno spicchio di aglio schiacciato.
  3. Aggiungi un pizzico di sale e pepe e fa cuocere per circa 20 minuti a fuoco medio, finché le patate saranno morbide.
  4. Versa in un piatto e tieni da parte.
  5. Taglia i pomodorini a metà e mettili nella padella con un filo di olio d’oliva e uno spicchio di aglio schiacciato.
  6. Aggiungi un pizzico di sale e pepe e fa cuocere per circa 10 minuti a fuoco medio-basso, finché i pomodorini saranno morbidi.
  7. Versa in un piatto e tieni da parte.
  8. Sempre nella stessa padella scalda un altro filo di olio d’oliva e cuoci i filetti di orata per circa 3-4 minuti per lato, finché saranno dorati e cotti al punto giusto.
  9. Quando saranno pronti disponili su un piatto e componi il tutto le patate e i pomodorini.
  10. Spolverizza con il prezzemolo tritato e servi caldo.

Buon appetito!

Cucina

ACCADDE OGGI 12 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici

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ACCADDE OGGI 12 Marzo è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #12Marzo

ACCADDE OGGI 12 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

La cultura, si sa, costa, mentre l’ignoranza è gratis (ecco perché è così diffusa). E io non mi sono lasciato sfuggire l’occasione. Ma, attenti, non sono ignorante in un settore specifico, la mia ignoranza spazia in vari campi: io non so un po’ di tutto. Ho, insomma, quella che si dice una ignoranza enciclopedica.
Pino Caruso

Nati il 12 marzo…
Giuliano de’ Medici (1479)
Gabriele D’Annunzio (1863)
Jack Kerouac (1922)

e morti il 12 Marzo…
Papa Gregorio I (604)
Cesare Borgia (1507)
Augusto Povoleri (1870)

ACCADDE OGGI 12 Marzo…
515 a.C. – Viene completata la costruzione del Tempio di Gerusalemme.
1930 – Mahatma Gandhi guida la marcia del sale verso il mare di 300 km, per protestare contro il monopolio britannico sul sale.
1947 – Viene proclamata la Dottrina Truman, intesa ad aiutare a bloccare la diffusione del comunismo.
1977 – A Bologna i carabinieri fanno irruzione negli studi di Radio Alice e la fanno chiudere.
2003 – Zoran Djindjic, primo ministro serbo, viene assassinato a Belgrado.

Oggi ricorre: la Chiesa cattolica celebra la memoria di san Luigi Orione e di san Massimiliano di Tebessa.

Feste e ricorrenze del 12 Marzo

Nazionali
Mauritius – Festa nazionale

Religiose
Cristianesimo:
San Bernardo di Capua, vescovo
San Brian Bòruimhe Re d’Irlanda, martire
Sant’Elfego il Vecchio
Santa Fina di San Gimignano, vergine
San Giuseppe Zhang Dapeng, catechista e martire
San Mamiliano di Palermo, vescovo e martire
San Massimiliano di Tebessa, martire
Santi Migdonio, Eugenio, Massimo, Domenica, Mardonio, Pietro, Smeraldo e Ilario, martiri di Nicomedia
San Paolo Aureliano, vescovo di Leon
San Pietro cubicolario, Doroteo e Gorgonio, martiri di Nicomedia
San Simeone il Nuovo, teologo
San Teofane, martire
San Gregorio Magno, Papa – Chiesa Luterana e Vecchi Cattolici
Sant’Eufrasia, martire – Chiesa cattolica copta
Beata Aniela Salawa, terziaria Francescana
Beato Girolamo da Recanati, sacerdote
Beata Giustina Bezzoli Francucci, benedettina

Eventi

515 a.C. – Viene completata la costruzione del Tempio di Gerusalemme
1088 – Elezione di Papa Urbano II
1610 – Prima pubblicazione del trattato di astronomia Sidereus Nuncius, scritto da Galileo Galilei
1909 – Viene ucciso a Palermo per mano di mafia l’investigatore italo-americano Giuseppe “Joe” Petrosino
1913 – Canberra diviene la capitale dell’Australia
1930 – Mahatma Gandhi guida la marcia del sale verso il mare di 300 km, nonostante l’opposizione britannica, per protestare contro il monopolio britannico sul sale
1938 – Anschluss: truppe tedesche occupano l’Austria. L’annessione viene dichiarata il giorno successivo. Segue il plebiscito del 10 aprile.
1940 – Guerra d’inverno: La Finlandia firma un duro trattato di pace con l’Unione Sovietica, cedendo quasi tutta la Carelia Finlandese. Le truppe finlandesi e la popolazione restante vengono immediatamente evacuate
1947 – Viene proclamata la Dottrina Truman, intesa ad aiutare a bloccare la diffusione del comunismo
– Enzo Ferrari accese il motore della prima Ferrari da corsa, la 125 che.è stata la prima vettura con il marchio Ferrari. Il suo motore fu pensato da Gioacchino Colombo ed ebbe i contributi di Giuseppe Busso e Luigi Bazzi. Fu realizzata nelle versioni Sport e Competizione, differenti nel tipo di carrozzeria, mentre la meccanica era in concreto identica
1967 – Suharto prende il posto di Sukarno come presidente dell’Indonesia
1968 – Mauritius ottiene l’indipendenza
1977 – A Torino Prima Linea uccide il Brigadiere Giuseppe Ciotta A Bologna i carabinieri fanno irruzione negli studi di Radio Alice e la fanno chiudere
1999 – Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca diventano membri della NATO
2003 – Zoran Djindjic, primo ministro serbo, viene assassinato a Belgrado
2013 – Città del Vaticano,ore 16.30 nella Cappella Sistina inizio del conclave per la nomina del nuovo vescovo di Roma Pontefice, successore di Benedetto XVI.

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ALMANACCO – ACCADDE OGGI 12 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Napoli, che spettacolo! Atalanta messa K.O 2-0

Un grande Napoli vince, convince e continua a sognare. Gli azzurri battono l’Atalanta per 2-0 e volano, momentaneamente, a +18 sulla seconda

Napoli, che spettacolo! Atalanta messa K.O 2-0

Una squadra incredibile, che non ha voglia di fermarsi e vuole continuare a dominare. Il Napoli di Luciano Spalletti vince anche contro l’Atalanta e vede il tricolore sempre più vicino.

Primo tempo caotico

La partita è sin da subito molto bella. Napoli-Atalanta si accende infatti nei primi minuti con uno squillo degli azzurri con Politano che si accentra, entra in area e di sinistro impensierisce Musso che però manda il pallone in angolo. La sfida è bella, entrambe le squadre provano a costruire ma fanno fatica a tirare in porta. Alla mezz’ora il Napoli ha un’altra grande chance con Kvaratskhelia che da sinistra entra in area calcia di destro ma ancora una volta Musso c’è. Ancora una volta il portiere dell’Atalanta è eccezionale quando il pallone arriva a Politano che in area di rigore calcia con sinistro, ma il riflesso di Musso è perfetto. Dopo tre minuti di recupero, si va all’intervallo sul punteggio di 0-0.

FONTE FOTO: Ssc Napoli Twitter

Napoli show nella ripresa

Il secondo tempo di Napoli-Atalanta inizia nella stessa maniera in cui erano finiti i primi 45 minuti. I partenopei  vanno all’attacco con Victor Osimhen che cerca in area la rovesciata che però è centrale e facile preda di Musso. Più passano i minuti, più gli azzurri insistono con Politano che sugli spioventi di corner mette il pallone in mezzo per cercare Osimhen che salta di testa mandando la palla fuori di pochissimo. Neanche il tempo di disperarsi che al 60’ arriva il gol che il Napoli tanto ha cercato: Osimhen riceve palla, appoggia a Kvaratskhelia che in area, rientra, finta, mette a sedere un avversario e di destro colloca la palla dove nessuno può arrivare: 1-0!

Rrahmani chiude il match

Il Napoli fa la partita e conduce tutto in maniera incredibile, ma l’Atalanta prova a rispondere sugli spioventi di corner con Zapata che salta di testa ma Gollini c’è. Unica notizia negativa, la sostituzione di Kim che è costretto a fermarsi a causa di un problema al polpaccio. Al 76’ alla fine il Napoli trova meritatamente la rete del 2-0: da calco d’angolo arriva lo stacco di Rrahmani che mette in cassaforte il punteggio. Dopo quattro minuti di recupero si conclude così la sfida al Maradona. Altra vittoria, altro super successo per una squadra che vede sempre più vicino l’obiettivo scudetto.

Juve Stabia, i convocati di Pochesci per il derby col Giugliano

Juve Stabia, diramata la lista integrale dei convocati di mister Sandro Pochesci per il match in programma col Giugliano domani alle ore 17:30 al “Romeo Menti” e valevole per la trentunesima giornata del campionato di Lega Pro Girone C.

Le Vespe recuperano Mariano Guarracino ma sono indisponibili sia Dell’Orfanello che, in base a quanto detto oggi in conferenza dal tecnico Pochesci, si sta allenando in gruppo ma sarà forse disponibile solo fra due gare, e Daniele Mignanelli di cui non si conoscono ancora i tempi di recupero.

Per il match col Giugliano i diffidati in casa Juve Stabia che in caso di cartellino giallo salteranno il prossimo turno di campionato sono Barosi, Gerbo, Maselli, Scaccabarozzi e Caldore.

LA LISTA INTEGRALE DEI CONVOCATI DI MISTER POCHESCI PER IL MATCH JUVE STABIA-GIUGLIANO.

“Il tecnico Sandro Pochesci ha reso nota la lista dei 25 calciatori convocati per il match Juve Stabia-Giugliano, valevole per la trentunesima giornata del campionato di Lega Pro, in programma domani, domenica 12 marzo 2023, con inizio alle ore 17:30 presso lo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

Portieri: Barosi, Esposito, Russo.

Difensori: Caldore, Cinaglia, Maggioni, Peluso, Picardi, Vimercati.

Centrocampisti: Altobelli, Berardocco, Carbone, Gerbo, Maselli, Moreschini, Ricci, Scaccabarozzi.

Attaccanti: Bentivegna, D’Agostino, Guarracino, Pandolfi, Rosa, Silipo, Volpe, Zigoni.

Non convocati: –

Indisponibili: Dell’Orfanello, Mignanelli

Squalificati: –

S.S. Juve Stabia”. 

 

Juve Stabia-Giugliano, la presentazione del match

Juve Stabia-Giugliano, la presentazione del match: le Vespe dopo l’ottimo punto di Pescara alla ricerca della vittoria nel derby.

I tre punti mancano sia per il Giugliano che per la Juve Stabia dallo scorso 29 gennaio quando i tigrotti si imposero a Torre del Greco per 0-2 e le Vespe vinsero 0-1 a Viterbo con Giorgio Lucenti in panchina e Pochesci in arrivo.

Le Vespe cercano anche di tornare alla vittoria in casa che manca addirittura dallo scorso 23 dicembre, ultima gara dell’anno solare 2022 vinta 1-0 contro la Gelbison con gol di Zigoni.

I TEMI DI JUVE STABIA-GIUGLIANO.

La Juve Stabia, due soli punti nelle ultime 6 gare con 4 gol fatti e 12 subiti e ultima per punti conquistati sia nelle ultime 5 gare che nelle ultime 10 di campionato, deve rialzare la testa.

Alla vigilia Pochesci ha detto di voler vedere una squadra che abbia più coraggio e che non aspetti di ricevere lo schiaffo dall’avversario per poi reagire come avvenuto a Pescara. Una squadra che, secondo il tecnico della Juve Stabia, deve assolutamente vincere contro il Giugliano per una classifica che resta ancora precaria.

Dichiarazioni importanti anche del socio Langella che ha ricompattato l’ambiente con il rientro delle proprie dimissioni dopo le offese assolutamente inaccettabili ricevute nell’immediato post-gara col Catanzaro.

Tra le file delle Vespe mancheranno sia Mignanelli, per il quale non si conoscono i tempi di recupero, che Dell’Orfanello che si sta allenando in gruppo ma sarà pronto forse tra due gare.

Anche nel Giugliano di mister Di Napoli che scenderà in campo al “Romeo Menti” con il consueto modulo tattico 3-5-2 assenze importanti. Mancheranno infatti per squalifica sia il difensore titolare Zullo che l’attaccante La Monica che ha giocato nella prima parte del campionato a Taranto e ha già castigato le Vespe con il suo gol del 2-0 che i pugliesi rifilarono alla Juve Stabia. Assente inoltre anche mister Raffaele Di Napoli sempre per squalifica.

Anche il Giugliano deve invertire un trend che lo vedrebbe terzultimo nelle ultime 15 gare di campionato con 14 punti insieme a Monterosi e Pescara. Peggio hanno fatto solo Turris (12) e Fidelis Andria (7).

La gara sarà diretta dal sig. Valerio VOGLIACCO della sezione di Bari che è al suo primo campionato in Lega Pro. Vogliacco sarà coadiuvato da Andrea ZEZZA della sezione di Ostia Lido, assistente numero; Vincenzo ABBINANTE della sezione di Bari, assistente numero due; Andrea RECUPERO della sezione di Lecce quarto ufficiale (C.A.N. D).

PROBABILI FORMAZIONI JUVE STABIA-GIUGLIANO.

JUVE STABIA (3-4-1-2): Barosi; Maggioni, Cinaglia, Caldore; Scaccabarozzi, Berardocco, Altobelli, Ricci; Silipo; Pandolfi, Zigoni. 

Allenatore: sig. Alessandro Pochesci.

GIUGLIANO (3-5-2): Sassi; Biasiol, Scognamiglio, Poziello; Iglio, Felippe Martello, Eyango, Di Dio, Oyewale; Salvemini, Sorrentino. 

Allenatore: sig. Raffaele Di Napoli.

Giuseppe Langella: “Sono tornato alla guida della Juve Stabia”

Giuseppe Langella, socio della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato col Giugliano.

Il socio della Juve Stabia ha rilasciato varie dichiarazioni molto interessanti. Soprattutto quella riguardante il rientro dalle dimissioni dopo gli insulti inaccettabili ricevuti subito dopo la gara col Catanzaro.

Le dichiarazioni di Giuseppe Langella sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Negli ultimi giorni sono stato assente perché avevo bisogno di riflettere. Ringrazio le tante persone, tifosi e non, che mi hanno chiamato per farmi tornare sui miei passi e ritirare le mie dimissioni.

Sono tuttora arrabbiato perché ho sentito insulti e parole che mai dovrebbero essere dette, verso nessuno. Sono tornato alla guida della Juve Stabia, insieme a mio fratello, grazie anche al lungo colloquio avuto con i tifosi della Curva Sud, che ancora una volta hanno dimostrato massima maturità.

Hanno capito quanto è difficile fare calcio oggi, soprattutto in una piazza come Castellammare; ci siamo chiariti su tanti aspetti capendo la reciproca comunione di intenti per il bene della Juve Stabia. Continuo a distaccarmi dalle persone che invece mi hanno rivolto insulti e offese dopo la gara col Catanzaro perché così facendo non vogliono il bene della Juve Stabia.

Stiamo bonificando il monte debitorio che quando siamo arrivati si assestava su circa dieci milioni di euro e credo che, al di là dei risultati sportivi, due imprenditori che stanno ristabilendo una società non meritano offese di alcun tipo. Stiamo trascurando le nostre famiglie per questo club.

Ho sentito paragoni con contestazioni avute anche dai precedenti presidenti ma sono valutazioni che non mi riguardano: io sono qui adesso, e da quando ci sono non ho mai guadagnato nulla tramite la Juve Stabia, ma ho solo rimesso soldi.

Al 16 marzo ci sono scadenze fiscali pesanti, per cui sono stato e tuttora sono in contatto con banche così da sistemare tutto, sperando di non incappare in pericolosi ritardi. Sono questioni di non facile soluzione, importanti non solo per questa stagione ma anche per la prossima stagione.

Ci sono tanti club, soprattutto campani, che hanno lo stesso blasone della Juve Stabia, che vedono la Serie C da lontano. Io ovviamente sogno concretamente di andare in Serie B ma penso anche che una buona Serie C, di alta classifica e con continuità, sia un risultato apprezzabile ugualmente. Castellammare ha bisogno attualmente della mia figura perché in quindici giorni nessuno mi ha contattato per rilevare le mie quote e non posso fare fallire una società come la Juve Stabia.

Della gara di Pescara sono contento a metà perché dopo il pareggio abbiamo tirato i remi in barca anziché continuare a spingere per provare a vincerla. Al contempo siamo stati fortunati perché il Pescara sul 2-0 avrebbe potuto chiudere definitivamente la gara.

Pochesci ha avuto la sfortuna di arrivare in un momento in cui anche il calendario era molto difficile. Ora che il ciclo terribile è finito lui e la squadra non hanno scusanti; ci sono tutti match alla nostra portata ed in cui dobbiamo fare risultato.

Inoltre voglio precisare che Colucci è stato esonerato, essendo ancora stipendiato falla Juve Stabia. Voglio che questo aspetto sia chiaro, al netto di quanto è stato indicato nelle comunicazioni ufficiali; anzi era stato esonerato già prima della gara di Monopoli ma poi la situazione era parzialmente rientrata.

Sono stato contento del rientro di Ciro Ferrara. Già prima delle mie dimissioni avevo pensato di affiancare un aiuto a Pochesci, che non aveva potuto portate qui tutto il suo staff al completo. Abbiamo vagliato diverse opzioni e siamo felici di aver scelto Ferrara.
Domani col Giugliano ci servono assolutamente i tre punti perché la nostra classifica è precaria e ci mancano pochi punti per chiudere il discorso salvezza”.

Chiara Francini: cosa sappiamo di questa poliedrica donna

Chiara Francini è una nota attrice, conduttrice televisiva e scrittrice italiana, nata il 20 dicembre 1979 a Firenze e che iniziò a farsi notare nel 2002 con la partecipazione al programma televisivo “Sanremo Giovani”.

Chiara Francini: cosa sappiamo di questa poliedrica donna

  • In sintesi
    • Nonostante la sua giovane età, Chiara Francini, attrice, conduttrice televisiva e scrittrice italiana, è riuscita a conquistare il pubblico grazie alla sua versatilità e al suo talento, dimostrando di essere una delle artiste più interessanti e promettenti del panorama italiano.

Cosa sappiamo

Chiara Francini, laureatasi all’Università degli Studi di Firenze in Lettere, con una tesi in italianistica che ha conseguito il risultato di 110 e lode, ha poi intrapreso una carriera di successo nel mondo dello spettacolo.

La sua carriera è stata variegata, e l’artista ha dimostrato grande versatilità nel corso degli anni. In particolare, ha recitato in numerose produzioni teatrali, televisive e cinematografiche, dimostrandosi sempre all’altezza del ruolo assegnatole.

Nel 2023 è stata scelta come co-conduttrice al Festival di Sanremo, una delle manifestazioni musicali più importanti d’Italia, con particolare riguardo alla quarta serata.

Successivamente ha partecipato a numerose produzioni televisive, teatrali e cinematografiche, tra cui:

  • “Distretto di Polizia 5”,
  • “Don Matteo”,
  • “Piazza Fontana: The Italian Conspiracy”
  • “La vita promessa”.

Ma la Francini non si è limitata solo alla recitazione e alla conduzione televisiva: infatti, ha anche scritto diversi libri di successo.

Ha debuttato nel 2015 con il romanzo “A sangue freddo”, un thriller psicologico ambientato a Firenze, che ha ottenuto un grande successo di pubblico.

Nel 2018 ha pubblicato il suo secondo romanzo, “La luce dentro”, un giallo ambientato a Milano.

Sempre della Francini sono:

il romanzo “Le cose che non ti ho detto”, edito da Feltrinelli, che ha avuto un grande riscontro di pubblico e critica,

“Un giorno di fuoco”, sempre pubblicato dalla stessa casa editrice.

La Francini è stata anche molto attiva sul fronte sociale, e si è sempre espressa a favore delle minoranze. In particolare, si è sempre schierata a favore della comunità LGBT+, diventando un punto di riferimento per molti.

Nonostante la sua giovane età, Chiara Francini è riuscita a conquistare il pubblico grazie alla sua versatilità e al suo talento, dimostrando di essere una delle artiste più interessanti e promettenti del panorama italiano.

In conclusione,

Chiara Francini è una personalità poliedrica e di grande spessore nel panorama artistico italiano, che ha saputo distinguersi sia come attrice che come conduttrice televisiva e scrittrice, e che ha dimostrato grande attenzione verso i temi sociali più importanti del nostro tempo.

Pochesci: “Questa Juve Stabia può fare due o piu gol a chiunque”

Sandro Pochesci, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato col Giugliano.

Le dichiarazioni di Sandro Pochesci sul derby tra Juve Stabia e Giugliano sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“La rimonta di Pescara, ed i tre minuti che ci hanno permesso di rimontare, mi ha confermato quello che ho sempre pensato. La Juve Stabia è una squadra che può fare due ma anche più gol a chiunque, non solo in pochi minuti ed in rimonta, ma in tutte le fasi di una gara. Spero che i ragazzi ora possano contare più sul coraggio che sulla paura così da poter raggiungere il prima possibile i nostri obiettivi.

Il ritorno di Ciro Ferrara mi fa piacere. È un professionista serio che qui ha fatto bene; l’ho conosciuto in questi giorni e ci aiuterà soprattutto nella fase difensiva. È un ruolo che doveva essere coperto da un mio collaboratore purtroppo poi impossibilitato. Sono felice che però sia arrivato Ferrara.

Il Giugliano è una squadra compatta e difficile da affrontare. Arriva in un momento in cui per noi non conta più guardare la classifica ma solo l’avversario di giornata per poterlo superare.

Non voglio che la Juve Stabia attenda di prendere lo schiaffo per reagire; voglio invece che il coraggio ci sia prima ancora che la situazione si complichi. È un passaggio mentale che ancora non sono riuscito a trasmettere ai ragazzi: non giocare solo quando siamo “morti”, come a Pescara, ma da subito.

Mignanelli mancherà, ancora non ho sue notizie circa il possibile rientro e le tempistiche.
La squadra deve giocare per vincere. Sotto la mia gestione abbiamo due punti e questa cosa non va bene, non possiamo esserne contenti al netto di prestazioni che comunque non sono mancate. Non dobbiamo perderci troppo in pensieri su avversari e momenti vari ma pensare solo a vincere perché ne abbiamo bisogno.

Di Napoli, scopriamo meglio l’allenatore avversario delle Vespe

Di Napoli, scopriamo meglio l’allenatore avversario delle Vespe: da sempre fautore del 3-5-2 ha subito anche un 7-0 dalla Juve Stabia ai tempi in cui guidava l’Akragas nella stagione 2017-2018.

LA CARRIERA DI RAFFAELE DI NAPOLI, ALLENATORE DEL GIUGLIANO.

Raffaele Di Napoli arriva ad allenare stabilmente in Lega Pro dopo una lunga gavetta in cui ha fatto da vice allenatore in varie piazze non sempre di Lega Pro.

La sua carriera inizia nella stagione 2004-2005 come vice allenatore della Cavese. In rapida successione poi le altre esperienze da secondo a Foggia, Avellino, Empoli, Frosinone, Barletta, Ischia e Messina.

Nella stagione 2015-2016 il 3 marzo 2016 assume subentrando la carica di allenatore dell’ACR Messina e la mantiene fino a fine campionato.

Da luglio 2016 a marzo 2018 assume la carica di allenatore dell’Akragas ma sono gli anni più difficili della compagine siciliana che arriva al fallimento nell’estate del 2018. Proprio nel marzo del 2018 affronta la Juve Stabia, al primo anno di guida tecnica di Fabio Caserta, e subisce un sonoro 7-0 con reti di Mastalli, Paponi, Canotto, Strefezza e tripletta di Simeri.

Al termine di quel match, che resta tra le vittorie più larghe della storia della Juve Stabia, Di Napoli fu esonerato e sollevato dall’incarico.

Dopo la sfortunata parentesi Akragas, Di Napoli ha allenato il Latina fino ad ottobre 2019 con una media punti di 1,43 e poi la Paganese da gennaio a settembre 2021 salvo poi essere richiamato l’anno dopo sempre dalla Paganese ad aprile 2022, stagione però culminata con la retrocessione della squadra salernitana in Interregionale.

L’ESPERIENZA DI RAFFAELE DI NAPOLI AL GIUGLIANO.

Nell’estate 2022 Di Napoli viene ufficializzato dal Giugliano, promosso in Serie C, e il girone di andata è da applausi: la squadra infatti per quasi tutta la prima parte del campionato oscilla tra il quarto e quinto posto.

Poi un lento declino dovuto soprattutto al fatto di non poter mai praticamente poter giocare in casa ma sempre al “Partenio-Lombardi” di Avellino per i lavori di ristrutturazione dello stadio di Giugliano.

Nelle ultime 15 gare di campionato il Giugliano sarebbe terzultimo con 14 punti al pari di Monterosi e Pescara. Peggio hanno fatto solo Turris (12) e Fidelis Andria 7.

Ma domani al “Romeo Menti” si vedrà nel derby di sicuro la versione migliore del Giugliano che ci terrà a ben figurare anche se l’assenza principale sarà proprio di mister Di Napoli che non sarà in panchina in quanto squalificato.

2 scosse di terremoto in provincia di Udine: magnitudo da 3.4 a 4.9

Il 11 marzo 2023 la provincia di Udine è stata colpita da due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 3.4 e la seconda di magnitudo stimata tra 4.4 e 4.9.

2 scosse di terremoto in provincia di Udine: magnitudo da 3.4 a 4.9

  • In breve,
    • la provincia di Udine ha subito due scosse di terremoto nella notte del 11 marzo 2023, la prima di magnitudo 3.4 e la seconda di magnitudo stimata tra 4.4 e 4.9.
      Nonostante i danni materiali, non ci sono state vittime e le autorità locali stanno lavorando per garantire la sicurezza della popolazione.

Cara/o lettrice/ore,
vi scrivo con preoccupazione a seguito del terremoto che ha colpito la provincia di Udine nella notte del 11 Marzo 2023.

La prima scossa, di magnitudo 3.4, è stata registrata durante la notte e ha causato solo lievi danni materiali.

La seconda scossa, di magnitudo stimata tra 4.4 e 4.9, ha avuto luogo in seguito e ha causato danni più significativi.

Secondo le prime informazioni, la scossa di magnitudo 3.4 è stata registrata intorno alle ore 2:00 del mattino.

L’epicentro è stato localizzato nella zona di Tricesimo, a una profondità di circa 8 km.

Nonostante la sua intensità relativamente bassa, la scossa ha causato paura tra la popolazione locale, che ha dovuto affrontare una notte di terrore.

Fortunatamente, non ci sono state vittime, ma solo danni limitati alle abitazioni e alle infrastrutture.

Purtroppo, poco dopo, intorno alle 5:00 del mattino, c’è stata una seconda scossa di terremoto, questa volta di maggiore intensità.

La magnitudo della scossa è stata stimata tra 4.4 e 4.9, con epicentro nella zona di Gemona del Friuli, a circa 18 km da Udine.

Questa scossa ha causato danni più significativi, tra cui la caduta di alcuni muri e la chiusura temporanea di alcune strade.

Sfortunatamente, queste scosse non sono una novità per la regione, che ha già subito numerosi terremoti nel corso degli anni.

Siamo vicini alle persone colpite dal terremoto e ai loro cari, e ci auguriamo che le autorità locali forniscano loro tutto il supporto e le risorse necessarie per permettere loro di riprendersi da questa catastrofe naturale.

Come comunità, dobbiamo ricordare l’importanza di essere preparati per situazioni di emergenza come queste.

È nostro dovere individuare i luoghi sicuri in cui rifugiarci, preparare un kit di emergenza e conoscere le procedure da seguire in caso di disastri naturali come questo.

In momenti così difficili, è importante tirare fuori il meglio di noi stessi e dimostrare solidarietà e supporto verso coloro che ne hanno bisogno.

Ci auguriamo che la situazione migliori al più presto e che i soccorritori e le autorità locali continuino a lavorare duramente per garantire la sicurezza dei cittadini.

Restiamo uniti in questi tempi difficili.

La situazione ad ora

Le autorità locali hanno invitato i residenti a stare al sicuro e a seguire le istruzioni fornite dalle autorità competenti.

La scossa di terremoto è stata avvertita anche in altre parti del Nord Italia, come ad esempio in Veneto e in Lombardia.

Gli esperti sottolineano l’importanza di adottare misure preventive per ridurre il rischio di danni in caso di terremoti.

Tra le raccomandazioni ci sono la verifica delle strutture degli edifici e la predisposizione di kit di emergenza.

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Il caso di Anna e dei suoi 40 gatti fa scalpore a Napoli

Il caso di Anna (nome di fantasia), una donna che vive alla periferia di Napoli e ha deciso di salvare 40 gatti, sta facendo scalpore in città.

Il caso di Anna e dei suoi 40 gatti fa scalpore a Napoli

  • In breve
    • Anna, una donna che vive alla periferia di Napoli, si è trovata di fronte a una situazione difficoltosa: tanti gatti randagi vivevano per strada abbandonati a loro stessi, in condizioni precarie.
      Non è riuscita a restare indifferente davanti alla loro condizione e ha deciso di portarne a casa il più possibile. In tutto, è riuscita a salvare 40 gatti.
      Tuttavia, la sua decisione non è stata accolta positivamente dal fratello, Antonio (nome di fantasia), che vive con lei e che ha minacciato di arrivare a vendere la casa pur di liberarsi di loro.

Il caso

Anna (nome di fantasia), una donna che vive alla periferia di Napoli, non è riuscita a restare indifferente davanti alla condizione di tanti gatti randagi e ha deciso di portarne a casa il più possibile. In tutto, è riuscita a salvare 40 gatti portandoseli a casa.

Ma Anna vive con il fratello Antonio (nome di fantasia), il quale non riesce a sopportare la presenza di così tanti animali in casa loro per cui ha minacciato di mettere in vendita l’appartamento che era dei loro genitori e di sfrattare i gatti con ogni mezzo possibile.

Si è così aperta una corsa contro il tempo per salvare i 40 gatti e offrirgli uno stallo o quantomeno le cure delle quali necessitano.

La situazione, purtroppo, non è nuova a Napoli, dove i gatti randagi sono molto diffusi e spesso abbandonati a sé stessi.

Tuttavia, ci sono anche persone come Anna che decidono di fare la differenza e di prendersi cura di questi animali, cercando di offrire loro una vita migliore.

È importante sottolineare come, in questo caso, l’amore per gli animali abbia messo alla prova i rapporti familiari.

Siamo di fronte a una situazione difficile, in cui il rispetto dei diritti degli animali e delle esigenze umane entrano in conflitto.

Tuttavia, è fondamentale trovare una soluzione pacifica che permetta di conciliare le due esigenze, evitando che gli animali subiscano ulteriori sofferenze.

L’atteggiamento di Antonio è giustificabile?

Probabilmente sì, se consideriamo che vivere con così tanti animali in una casa non adatta potrebbe comportare problemi di igiene e salute per gli stessi gatti e per i loro proprietari.

Tuttavia, bisogna anche considerare il fatto che Anna ha fatto un gesto generoso salvando questi animali che altrimenti sarebbero stati destinati a una vita difficile o addirittura alla morte.

In questo caso, il conflitto tra i due fratelli sembra irrisolvibile, ma è importante trovare una soluzione che possa essere equa per entrambi.

Anna potrebbe cercare di trovare un nuovo posto dove poter ospitare tutti i suoi gatti, magari cercando il supporto di associazioni animaliste locali.

Allo stesso tempo, Antonio potrebbe cercare di capire l’amore che la sorella ha per questi animali e trovare una soluzione che non comporti la loro sofferenza.

Ad ogni modo, il caso di Anna e dei suoi gatti evidenzia l’importanza di prendersi cura degli animali e dell’ambiente che ci circonda.

Inoltre, ci ricorda che spesso i conflitti possono essere risolti solo attraverso il dialogo e la comprensione reciproca.

In conclusione

Tuttavia, è fondamentale trovare una soluzione pacifica che permetta di conciliare le due esigenze, evitando che gli animali subiscano ulteriori sofferenze.

In questo senso, è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del rispetto degli animali e sulle possibilità di aiutarli.

Esistono molte associazioni e volontari che si occupano di salvare gli animali randagi e di offrire loro un futuro migliore.

È un compito difficile ma gratificante, che permette di dare una mano a chi non può difendersi.

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