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morto anche il pilota 68enne

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E’ morto nella notte Venanzio Rapolla, 68 anni, colonnello dell’Aeronautica in pensione, che era alla guida dell’elicottero ultraleggero precipitato a Benevento due giorni fa. Era rimasto gravemente ferito. Insieme a lui viaggiava l’imprenditore Pasquale Esposito, 76 anni di Airola, morto sul colpo. Venanzio Rapolla era il presidente dell’Aeroclub di Benevento, esperto pilota ed istruttore con oltre 10mila ore di volo. Rimasto gravemente ferito, dopo il ricovero all’ospedale San Pio di Benevento, era stato trasferito in condizioni disperate al Cardarelli di Napoli, dove è deceduto nella notte. Sul grave incidente, la Procura di Benevento ha aperto un’inchiesta, anche se l’ipotesi più accreditata sembra portare ad un guasto tecnico del velivolo.

Fonte AdnKronos

Conte: “Vittoria del Chelsea bugiarda, abbiamo onorato la partita”

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Dopo la sconfitta contro il Chelsea in casa per 3-2 e l’eliminazione dalla Champions League nella fase campionato, l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha parlato a Sky Sport: “Abbiamo onorato la partita. La vittoria del Chelsea è bugiarda, ma dobbiamo accettarla. Dobbiamo essere più bravi a concretizzare. In Champions si gioca ad alti ritmi e l’obiettivo è proprio quello di portare la squadra a giocare a questi livelli. Non esiste mettere un pullman davanti alla porta. Con 13 assenti ci siamo giocati la partita e abbiamo accettato l’uno contro uno”. Sul percorso in Champions: “Disastro? Andiamoci piano con le parole e facciamo attente valutazioni. Il nostro rammarico è a Copenaghen, non dovevamo pareggiare e quello ci ha praticamente condannati. Per me meritavamo i playoff”.

Napoli-Chelsea 2-3! Azzurri eliminati dalla Uefa Champions League

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Dopo il pareggio rocambolesco di Copenaghen e la sconfitta di domenica a Torino contro la Juventus, il Napoli si gioca una fetta importante della propria stagione, in casa contro il Chelsea. Dentro o fuori.

Primo tempo

Dopo una prima fase di studio, arriva a freddo il vantaggio del Chelsea, su punizione dal limite dell’area, Juan Jesus, saltando in barriera, colpisce la palla di mano, calcio di rigore. Dal dischetto va lo specialista Enzo Fernandez, Meret intuisce, ma l’argentino calcia a due dita dal palo, 0-1 a freddo.

Il Napoli alza la testa e reagisce, pressing asfissiante e costantemente il pallino del gioco, al trentatreesimo, Vergara con un’iniziativa personale, entra in area, si gira e calcia in diagonale, 1-1 e primo gol in maglia azzurra per il Napoli.

Il Napoli insiste e trova il vantaggio, al quarantatreesimo, Olivera passa sulla fascia, arriva sul fondo e serve sul primo palo, dove trova il taglio di Hojlund che calcia di prima e con l’ausilio del palo la ribalta, 2-1 e Napoli momentaneamente qualificato.

Secondo tempo

Il Napoli comincia il secondo tempo così come l’ha finito, fin qui è forse la miglior partita stagionale a livello caratteriale.

Al sessantunesimo, in un momento di totale gestione, Juan Jesus fa girare Joao Pedro, dalla distanza si gira e calcia e s’inventa il 2-2, mazzata per il morale del Napoli, con il Chelsea che non sembrava più in partita.

Gli Azzurri perdono d’animo e non riescono più ad essere pericolosi, all’ottantaduesimo arriva la doccia gelata, Joao Pedro si invola a tu per tu con Meret e non sbaglia, 2-3. Mancano dieci minuti ma oramai la qualificazione è andata, un pareggio non basterebbe, visti i risultati degli altri campi.

Al novantatreesimo arriva la palla del pareggio, cross a rimorchio sul dischetto, la palla arriva a Lukaku, che calcia di prima intenzione di destro ma colpisce Sanchez, che era già praticamente battuto.

Termina qui il ritorno in Champions del Napoli, con una sontuosa prestazione contro il Chelsea Campione del Mondo.

L’eliminazione non arriva di certo questa sera, ma è frutto degli inciampi lungo il percorso. Il rimpianto più grande, arriva di sicuro da Copenaghen, dove gli Azzurri vincevano 0-1 e con l’uomo in più per più di 45 minuti, ma poi, quel rigore concesso, frutto della distrazione, ha pesato come un macigno.

Giusto citare gli infortuni che hanno afflitto il Napoli, ma ora gli obiettivi diventano due: con lo scudetto oramai quasi scucito dal petto; è obbligatorio puntare alla qualificazione in Champions League anche per l’anno prossimo, come secondo obiettivo c’è la Coppa Italia; che porterebbe in bacheca il secondo trofeo stagionale.

Reggiana – Juve Stabia sarà diretta da Ermanno Feliciani di Teramo

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Domenica 1 febbraio 2026 alle 15:00 la Juve Stabia andrà a far visita alla Reggiana allo stadio Mapei Stadium – Città del Tricolore per il ventiduesimo turno del campionato di Serie B 2025-2026. Oggi sono state diramante le designazioni della C.A.N AIA per la partita con Ermanno Feliciani che avrà il compito di dirigere la gara.

La storia dell’arbitro

Ermanno Feliciano è nato nel 1991 a Roseto degli Abruzzi e cresciuto nella sezione AIA di Teramo scalando rapidamente le gerarchie del calcio italiano. A soli 30 anni, il giovane arbitro abruzzese è pronto a misurarsi con le sfide della Serie A e della Serie B, dopo una carriera già ricca di soddisfazioni nelle serie minori.

Dalla Serie D alla ribalta nazionale

Feliciani ha esordito tra i professionisti nel 2014, a soli 23 anni, in Serie D. Da subito si è distinto per la sua personalità e per la sua capacità di far scorrere il gioco, pur mantenendo un’attenzione costante al rispetto delle regole. Nel 2017, il salto in Serie C: in pochi anni è diventato uno dei fischietti più apprezzati della categoria, guidando finali di coppa e playoff.

Un profilo completo

Laureato in Giurisprudenza, Feliciani è un giovane uomo dalle mille risorse. La sua preparazione e la sua determinazione lo hanno portato a conquistare traguardi importanti in breve tempo. Nonostante la giovane età, vanta già una vasta esperienza e una profonda conoscenza delle dinamiche del gioco.

Uno stile deciso

In campo, Feliciani si impone per la sua autorità e per la sua capacità di prendere decisioni rapide e chiare. Nonostante sia considerato un arbitro severo, ama far giocare le squadre e non interviene eccessivamente. Le sue cinque stagioni in Serie C, pur rappresentando un periodo di crescita fondamentale, sono state viste da alcuni come un tempo eccessivo per un talento così evidente.

Le sfide del futuro

Ora, Feliciani è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. La Serie A rappresenta un palcoscenico ancora più prestigioso, dove dovrà confrontarsi con i migliori calciatori italiani e internazionali. Le sue qualità, unite alla sua giovane età, fanno di lui uno dei prospetti più interessanti dell’arbitraggio italiano.

In conclusione

Ermanno Feliciani è un giovane arbitro che ha già dimostrato di avere le carte in regola per diventare uno dei protagonisti del calcio italiano. La sua storia è un esempio di come, con passione e determinazione, si possano raggiungere grandi obiettivi. Tutta l’Italia calcistica è pronta a seguirlo con grande interesse.

La scheda con statistiche e precedenti di Feliciani

Il Sig. Ermanno Feliciani è nato nel 1991 a Roseto degli Abruzzi e cresciuto nella sezione AIA di Teramo. E’ al suo 4° anno alla CAN.

In questa stagione ha già diretto 13 partite tra Serie A, BCoppa Italia, con 9 vittorie interne, 2 pareggi e 2 affermazioni esterne con 0 espulsioni e 5 rigori.

Conta 5 precedenti con la Juve Stabia: 3 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte

23/12/2018    Juve Stabia – Matera 4-0  ( Vitiello; Viola; Carlini e El Ouazni)

12/09/2021   Vibonese – Juve Stabia  1-3 ( Berardocco; Bentivegna e Evacuo)

23/01/2022   Campobasso – Juve Stabia  0-0

06/12/2024   Juve Stabia – Sudtirol  2-1 ( Candellone e Bellich)

08/03/2025  Mantova – Juve Stabia  1-1 ( Mosti )

Conta 5 precedenti anche con la Reggiana: 0 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte.

GLI ASSISTENTI

1° Sig. Claudio  Barone della sezione di Roma 1

2° Sig. Francesco  Luciani della sezione di Milano

IV° uomo Sig. Claudio Giuseppe Allegretta della sezione di Molfetta

VAR  Sig. Marco Monaldi della sezione di Macerata

AVAR  Sig. Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano

Juve Stabia, colpo da capogiro: Marco Ruggero ceduto allo Spezia. Un altro affare milionario firmato Lovisa

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Le sirene di mercato, questa volta, hanno suonato una melodia impossibile da ignorare. Marco Ruggero lascia ufficialmente la Juve Stabia. La destinazione è La Spezia, ma a fare rumore sono i numeri di un’operazione che si può definire, senza timore di smentita, economicamente folle.

Per strappare il difensore classe 2000 alle Vespe, il club ligure ha messo sul piatto una cifra intorno al milione di euro per il cartellino, garantendo al calciatore un contratto faraonico con scadenza nel 2029, più un’opzione per un’ulteriore stagione. Un’offerta “irrinunciabile” che certifica la bontà del progetto tecnico gialloblù e l’ennesima intuizione geniale del DS Matteo Lovisa.

L’intuizione e l’escalation: da vice-Folino a colonna portante

L’arrivo di Ruggero alle falde del Faito nell’estate del 2024 era stato l’ennesimo colpo di prospettiva. Pescato dalla Virtus Verona, dove in due stagioni aveva collezionato 62 presenze e una rete (storica quella al “Piola” contro la Pro Vercelli), Ruggero era arrivato inizialmente per coprire le spalle ai titolari.

Il suo destino è cambiato drasticamente con la cessione di Francesco Folino, passato alla Cremonese dopo il pagamento della clausola rescissoria. Quell’addio ha spalancato le porte della titolarità a Ruggero che, da gennaio 2025, sotto la guida sapiente di Mister Pagliuca, si è trasformato.

I numeri della consacrazione:

  • Stagione 2024/25: 37 presenze totali e ben 4 assist, diventando uno dei perni della difesa che ha trascinato le Vespe allo storico quinto posto.

  • Rinnovo: Le prestazioni avevano fatto scattare l’opzione per il rinnovo automatico fino al 30 giugno 2027.

La stagione attuale e il cambio tattico

L’annata in corso ha visto Ruggero scendere in campo 18 volte, trovando anche la via del gol. Tuttavia, il percorso non è stato privo di ostacoli. Il passaggio tattico della difesa dalla marcatura a uomo a quella a zona ha creato qualche grattacapo al centrale veneto, costringendolo a un periodo di adattamento non semplicissimo. Nonostante ciò, il valore del giocatore non è mai stato messo in discussione, tanto da attirare le attenzioni prepotenti dello Spezia.

Dal vivaio del Padova alla Serie B: il percorso

Nato a Padova il 1° giugno 2000, Ruggero incarna il prototipo del difensore moderno che ha fatto la gavetta. Cresciuto nel settore giovanile biancoscudato, si è forgiato le ossa in Serie D con le maglie di Tuttocuoio, Delta Porto Tolle e Luparense (31 presenze e 3 reti tra i dilettanti), prima del salto nei professionisti con il Legnago Salus e la successiva affermazione a Verona.

Il “Metodo Lovisa” colpisce ancora

Se l’addio di un titolare lascia sempre un vuoto tecnico, il bilancio sorride come non mai. Questa cessione rappresenta l’ennesima plusvalenza vitale per la sostenibilità e la crescita del club.

Matteo Lovisa si conferma un “mago” del mercato: capace di scovare talenti in serie minori, valorizzarli in un contesto tecnico organizzato e rivenderli a peso d’oro. La partenza di Ruggero è la prova che la Juve Stabia è diventata una vetrina di lusso, una fabbrica di talenti che sa vendere al momento giusto, incassando risorse preziose da reinvestire per continuare a sognare.

Chi sarà il prossimo Marco Ruggero individuato da Lovisa? Lo scopriremo nelle prossime ore.

Juve Stabia, Christian Dalle Mura si presenta alla piazza: “Qui per combattere per un progetto ambizioso”

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Se per Torrasi è stata una questione di feeling tecnico, per Cristian Dalle Mura il trasferimento alla Juve Stabia è stato un vero e proprio “blitz”. Il difensore classe 2002, arrivato per blindare ulteriormente un reparto già granitico, si è presentato alla stampa con la sicurezza di chi conosce bene la categoria e non vede l’ora di lasciare il segno.

Una trattativa lampo nel segno di Lovisa

Il legame tra Dalle Mura e il direttore Matteo Lovisa affonda le radici nel passato (dai tempi del Pordenone), e proprio questa fiducia reciproca ha permesso di chiudere l’operazione in tempi record.

“È stata una cosa lampo: si è aperta e chiusa nel giro di due giorni,” ha rivelato Dalle Mura. “Non ho avuto esitazioni nel dire di sì. Ringrazio il direttore e la società per questa opportunità. Sono pronto a dare tutto.”

Tattica: un “braccetto” per la difesa di Abate

Mancino naturale, fisico strutturato e visione di gioco: Dalle Mura è il prototipo del difensore moderno. Interpellato sul suo posizionamento ideale nel modulo di mister Abate, il ragazzo non ha avuto dubbi: “Sicuramente il braccetto a sinistra nella difesa a tre. È la posizione che fa risaltare meglio le mie caratteristiche. Mi hanno impressionato tutti: Ruggero, Bellich, Giorgini e Marco Varnier, che già conoscevo. Sono difensori fortissimi. La sana competitività in allenamento ci serve per spingerci oltre e mantenere la porta inviolata.

Il “fattore Menti” e il calore dei tifosi

Nonostante la sfortuna di aver vissuto le prime gare senza il supporto diretto del pubblico (stadio chiuso contro l’Entella e trasferta di Bari vietata), Dalle Mura ha già percepito l’energia di Castellammare.

“Già l’anno scorso con il Cosenza avevo visto uno stadio caldissimo. Mi è dispiaciuto non averli con l’Entella, ma è stato bellissimo sentire la loro vicinanza all’hotel prima della partenza del pullman e gioire con loro fuori dallo stadio dopo la vittoria. Avere un’intera città che ti supporta è davvero come avere un uomo in più in campo.”

Testa alla Reggiana

Nessun volo pindarico, nessuna distrazione data dalla classifica. Il mantra di Dalle Mura è lo stesso che sta guidando la squadra verso traguardi inaspettati:

“Guardiamo poco quello che succede fuori. Pensiamo solo a noi stessi, partita dopo partita. Domenica con la Reggiana cercheremo di portare a casa il risultato pieno, che sarebbe fondamentale per il nostro percorso.”

 

Juve Stabia, Emanuele Torrasi si presenta: “Qui per crescere. Il calcio che vuole Abate mi valorizza”

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Dopo le parole di Alberto Gerbo, i riflettori si sono spostati sui protagonisti del campo. A prendere la parola per primo è stato Emanuele Torrasi, centrocampista classe ’99, cresciuto nel vivaio del Milan e arrivato a titolo definitivo per rinforzare la mediana di mister Abate.

L’impatto con il mondo Juve Stabia

Torrasi non ha nascosto l’entusiasmo per questa nuova avventura, sottolineando come l’accoglienza dello spogliatoio sia stata fondamentale per il suo inserimento lampo.

“È una grossissima opportunità e ringrazio la società per avermi portato qui,” ha dichiarato Torrasi. “Ho trovato un gruppo veramente unito, sia dentro che fuori dal campo. Questo rende tutto più semplice per chi, come me, è appena arrivato. Ho già fatto i primi allenamenti e il livello è molto alto: c’è un’intensità incredibile, si gioca un calcio propositivo dove si cercano sempre soluzioni.”

Regista moderno: tra qualità e intelligenza tattica

Interpellato sulle sue caratteristiche, il centrocampista ha delineato il suo profilo tecnico, citando un modello d’eccellenza che milita in Serie A: “Amo il palleggio e dare un apporto di qualità. Credo che la mia forza sia l’intelligenza tattica. Non ho un modello unico di calciatore a cui mi ispiro, ma guardo molto a Hakan Çalhanoğlu. È il centrocampista moderno per eccellenza: copre il ruolo, si interscambia con i compagni e si muove tanto. Cerco di ispirarmi a lui per essere il più completo possibile.

Il legame con Abate: “Una scuola di vita”

Uno dei fattori chiave del suo arrivo a Castellammare è certamente la presenza di Ignazio Abate in panchina. I due si erano già incrociati ai tempi del Milan, quando Torrasi era una giovane promessa della Primavera e Abate un pilastro della prima squadra.

“Per me è un onore ritrovarlo. Il Milan è stata una scuola importante di vita e di crescita. Conoscere già il mister è un vantaggio: sto scoprendo la filosofia di calcio del mister. Già da ieri ho capito che questo tipo di gioco può valorizzare al massimo le mie caratteristiche.”

La sfida della Serie B: “Non guardiamo la classifica”

Nonostante il rassicurante +13 sulla zona salvezza, Torrasi tiene i piedi per terra, consapevole delle insidie che il campionato cadetto nasconde, specialmente nel girone di ritorno.

“Ritrovo la Serie B dopo qualche anno e so che è un campionato dove, se approcci bene, puoi vincere con tutti, ma se cali l’intensità rischi grosso. Non guardiamo la classifica; siamo in un momento di grande fiducia e io sono qui per dare consapevolezza e supporto. Arrivo in una realtà dove si fa calcio ad alto livello e questo è fondamentale per la mia crescita personale.”

Juve Stabia, ecco Torrasi e Dalle Mura. Gerbo: “Puntiamo su giovani motivati. Occhi aperti per l’attaccante”

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Aria di novità in casa Juve Stabia. Presso la sala stampa del Menti, il responsabile dell’area tecnica Alberto Gerbo ha presentato ufficialmente i due nuovi rinforzi del mercato di riparazione: il difensore Cristian Dalle Mura e il centrocampista Emanuele Torrasi. Un’occasione non solo per accogliere i nuovi arrivati, ma anche per fare il punto sulle strategie societarie e sulle prossime mosse a pochi giorni dal gong finale.

Identikit dei nuovi arrivi: tecnica e carattere

L’apertura è stata dedicata interamente ai due volti nuovi, profili seguiti da tempo e scelti per la loro capacità di integrarsi nel sistema di gioco di mister Abate.

“Sono due ragazzi che io e il direttore Lovisa conosciamo bene,” ha esordito Gerbo. “Io li ho affrontati sul campo, il direttore li ha avuti nelle sue esperienze passate. Crediamo molto in loro, sia sotto l’aspetto umano che tecnico. Cercavamo esattamente le loro caratteristiche per inserirle nel contesto della squadra. Siamo felici che siano qui.”

Una strategia orientata al futuro

Nonostante l’idea iniziale di toccare poco l’organico, il mercato di gennaio si è rivelato più movimentato del previsto. Gerbo ha sottolineato un cambio di rotta importante: la transizione dai prestiti secchi a contratti definitivi, segno di una volontà di programmazione a lungo termine.

Si cercano profili giovani e affamati, pronti a “sudare la maglia”. L’obiettivo è creare un gruppo coeso e rispettoso delle dinamiche di spogliatoio. La società sta lavorando per trasformare i rinforzi odierni nelle colonne del futuro.

Il nuovo ruolo di Gerbo: da Capitano a Dirigente

Per Alberto Gerbo è una stagione di grandi cambiamenti. Appesi gli scarpini al chiodo, il passaggio dietro la scrivania sembra procedere nel migliore dei modi: “Mi sto trovando bene. Cerco di imparare ogni giorno da Matteo Lovisa e di mettere la mia esperienza a disposizione dello staff. Mi fa piacere che qualcuno mi chiami ancora ‘Capitano’, è un legame con lo spogliatoio che cerco di sfruttare per aiutare i ragazzi.”

Il “nodo” attaccante dopo l’infortunio di Candellone

La nota dolente riguarda l’infermeria. Se il rientro di Battistella è previsto a breve, preoccupa lo stop di Leonardo Candellone, anima e trascinatore della squadra. Una perdita che sposta inevitabilmente l’attenzione sul mercato degli svincolati o delle occasioni last-minute.

Sull’arrivo di una punta, Gerbo è stato chiaro:

“Leo rappresenta l’essenza di questa squadra, ma il gruppo è unito e saprà sopperire alla sua assenza. Sul mercato siamo vigili e attenti, a prescindere dall’infortunio. Se riusciremo a incastrare il tassello giusto per l’attacco, ci faremo trovare pronti.”

Verso la chiusura del mercato

Il dirigente gialloblù non ha nascosto una certa insofferenza per le dinamiche della sessione invernale, definendola “fastidiosa” per la serenità del lavoro quotidiano: “Non vediamo l’ora che chiuda. Abbiamo bisogno di lavorare con tranquillità. Ora mancano pochi giorni, cercheremo di completare la rosa al meglio per affrontare la seconda parte di stagione.”

Juve Stabia, Baldi tra il rinnovo con le Vespe e la nuova sfida in Sardegna per un possibile arrivederci

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Un addio che sa di arrivederci, o forse solo un passaggio necessario per continuare a crescere. La Juve Stabia ha ufficializzato una doppia operazione che guarda lontano: il rinnovo contrattuale di Matteo Baldi, blindando uno dei profili più affidabili della rosa, per poi contestualmente girarlo in prestito alla Torres.

Non è un taglio, non è una bocciatura. È una strategia lucida per un patrimonio della società.

Un soldato silenzioso al servizio delle Vespe

Matteo Baldi non è mai stato un giocatore qualunque per il popolo gialloblù. Lontano dalle luci della ribalta spesso riservate ai bomber o ai numeri dieci, il difensore ha costruito la sua reputazione mattoncino dopo mattoncino, ritagliandosi un posto d’onore nella storia recente delle Vespe.

  • L’era Pagliuca: Sotto la gestione del tecnico della promozione, Baldi è stato l’autentico “uomo della provvidenza”. Un difensore moderno, duttile, capace di adattarsi a diversi moduli e di rispondere “presente” nei momenti di massima emergenza.

  • La gestione Abate: Anche con l’avvento di Ignazio Abate dopo il salto di categoria, il giovane centrale ha confermato la sua attitudine al sacrificio. Quando chiamato in causa, ha offerto prestazioni solide, contribuendo a mantenere la stabilità del reparto arretrato con quella disciplina che lo contraddistingue.

Il significato della doppia operazione

La scelta della società di via Cosenza è un segnale inequivocabile: la Juve Stabia crede nel calciatore. Il rinnovo prima della cessione temporanea trasforma quello che poteva sembrare un addio in un investimento a lungo termine.

Ecco i due pilastri di questa scelta:

  1. Affidabilità: Baldi garantisce una media voto costante e una disciplina tattica rara per la sua età. Non è un giocatore che la società vuole perdere.

  2. Prospettiva: Il passaggio alla Torres, in un ambiente competitivo di Serie C, gli permetterà di accumulare quel minutaggio essenziale che, in Serie B, sarebbe stato più frammentato. L’obiettivo è chiaro: tornare al “Menti” con i gradi da titolare inamovibile.

Destinazione Sardegna: un colpo sicuro per la Torres

In Sardegna, Baldi troverà una piazza calda e importante. La Torres cercava un rinforzo capace di leggere il gioco in anticipo e di dare fisicità alla retroguardia; con Baldi si assicura un colpo di mercato “sicuro”, un giocatore già rodato mentalmente per piazze esigenti.

I tifosi delle Vespe salutano, per ora, un professionista esemplare. C’è la certezza che la grinta mostrata sotto l’ombra del Faito sarà la stessa che Matteo porterà in campo al “Vanni Sanna”.

Non è un addio, Matteo. È solo il tempo di prendere la rincorsa per nuovi obiettivi comuni.

Juve Stabia, calciomercato: Tutto confermato per Petrovic, lascia Treviso e riparte dalla Pergolettese

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Tutto è andato esattamente come previsto. Le indiscrezioni che avevamo riportato in anteprima alcune settimane fa hanno trovato oggi la loro piena conferma ufficiale: Tomi Petrovic non è più un giocatore del Treviso.

La cronaca di un addio annunciato

Avevamo già raccontato ai nostri lettori come l’avventura dell’attaccante in Veneto fosse giunta ai titoli di coda. Nonostante l’arrivo in prestito dalla Juve Stabia ad inizio stagione, la necessità di trovare maggiore spazio e una nuova collocazione tattica ha spinto le parti verso una separazione anticipata. Un’operazione condotta con il pieno beneplacito della Juve Stabia, che ha lavorato per garantire al giocatore la migliore destinazione possibile per il prosieguo del campionato.

Il doppio comunicato ufficiale

Nella giornata di oggi, la S.S. Juve Stabia 1907 ha formalizzato il doppio passaggio burocratico che ridisegna il futuro immediato del centravanti classe ’99.

La società stabiese ha prima comunicato di aver raggiunto un accordo con l’F.C. Treviso per la risoluzione anticipata del prestito. Un atto formale che ha permesso a Petrovic di rientrare momentaneamente alla base (solo sulla carta) per essere immediatamente girato verso la sua nuova destinazione.

Contestualmente, infatti, le Vespe hanno reso noto di aver finalizzato l’accordo con l’U.S. Pergolettese. Petrovic si trasferisce al club di Crema con la formula del trasferimento a titolo temporaneo fino al termine della stagione.

Nuova sfida in Serie C

Per Petrovic si apre ora un nuovo capitolo con la maglia della Pergolettese, dove cercherà di ritagliarsi un ruolo da protagonista e trovare quella continuità di rendimento fondamentale per la sua crescita. La Juve Stabia continuerà a monitorare i progressi del suo tesserato, in attesa di valutarne il percorso al termine del prestito.

Svolta per il Fiume Sarno: Eliminati 6 Nuovi Scarichi, il Piano Gori Entra nella Fase Finale

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Il programma “Energie per il Sarno” accelera verso il traguardo. Il vasto piano di risanamento ambientale, frutto della sinergia tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e Gori, entra ufficialmente nella sua fase finale registrando risultati concreti per la salute del bacino idrografico. Gli ultimi interventi hanno portato all’eliminazione di 6 ulteriori scarichi diretti in ambiente e al collettamento della rete fognaria per oltre 3.200 abitanti, segnando un avanzamento cruciale in quella che è considerata una delle più complesse opere di bonifica idraulica del Mezzogiorno.

I dettagli degli interventi

Le operazioni si sono concentrate su tre comuni strategici, risolvendo criticità storiche che compromettevano la salubrità dei corsi d’acqua locali.

  • Sarno: In via Lavorate centro sono stati eliminati 2 scarichi. Qui è stato realizzato un derivatore che ha permesso di intercettare i reflui di 1.626 abitanti. Queste acque, che precedentemente finivano impropriamente nel canale di acque bianche (e quindi nel Rio San Marino), sono ora convogliate correttamente al depuratore di Angri.

  • Gragnano: Un intervento significativo ha riguardato via Lamma, con l’eliminazione di uno scarico e il completamento della rete fognaria interna. I reflui di 1.523 abitanti sono stati deviati verso il depuratore di Foce Sarno. Questo lavoro ha un impatto diretto sulla qualità delle acque del torrente Vernotico, risanando un’area di alto pregio ambientale.

  • San Giuseppe Vesuviano: Qui sono stati chiusi definitivamente 3 scarichi. In via Lavinaio, grazie al confronto con amministrazione e cittadini, sono stati collegati 112 abitanti. In via Caramagni, l’eliminazione dell’ultimo scarico ha permesso di proteggere un affluente dell’alveo San Leonardo (che confluisce nella vasca di San Gennarello), collettando le utenze di altri 18 abitanti.

I numeri del risanamento

I dati aggiornati confermano la portata del progetto. Con questi ultimi lavori, salgono a 282.968 gli abitanti del bacino del Sarno serviti da un sistema di depurazione efficiente. Il “tabellone di marcia” segna ora 89 scarichi eliminati su un totale di 113. Siamo, dunque, alle battute conclusive: gli interventi residui sono mirati e progettati per risolvere le ultime criticità puntuali.

Verso un nuovo equilibrio ambientale

“Energie per il Sarno” si sta rivelando non solo un insieme di cantieri, ma un progetto di sistema. Attraverso infrastrutture moderne e una gestione attenta all’impatto urbano, l’obiettivo di restituire il fiume al suo territorio è sempre più vicino. Il passaggio dagli scarichi abusivi o non trattati a un sistema di depurazione controllato pone le basi per una futura valorizzazione turistica e sostenibile dell’intera area.

Per monitorare l’avanzamento dei lavori e consultare i dati aggiornati, i cittadini possono visitare il portale dedicato energieperilsarno.it.

Paura in pieno centro a Napoli, cadono calcinacci: ferite due donne

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Cadono calcinacci da un edificio in pieno centro a Napoli, ferite due donne. È accaduto nel pomeriggio di oggi in via Toledo, strada dello shopping napoletano. Le due donne, una turista residente a Roma e una di origini romene, sono state colpite alla testa dai calcinacci caduti da un palazzo. Sul posto personale del 118, vigili del fuoco, la polizia e la municipale. Le due donne sono state trasportate in ospedale per alcuni controlli e per medicare le ferite alla testa. La zona è stata delimitata e sono in corso i rilievi.

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Fonte AdnKronos

Elicottero precipitato a Benevento, un morto e un ferito grave

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Una persona è morta e un’altra è rimasta gravemente ferita questo pomeriggio in un incidente che ha coinvolto un elicottero ultraleggero. Il velivolo è precipitato a Benevento, in contrada Olivola, presso l’Aeroclub “Gabireli”. A bordo dell’elicottero, secondo quanto si apprende, erano presenti due persone. Il pilota del velivolo è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Pio di Benevento, mentre una seconda persona è deceduta sul colpo nel terribile schianto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale del 118, che ha trasferito il ferito in ospedale, mentre gli agenti della Polizia Scientifica stanno effettuando i primi accertamenti e i rilievi del caso. Al momento non si conoscono le cause del grave incidente, ma molto probabilmente si tratta di un guasto tecnico.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, vittoria dal sapore amaro: dopo il silenzio del Menti arriva la stangata del Giudice Sportivo

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Poteva essere una giornata di pura liberazione. La vittoria di misura sulla Virtus Entella, firmata dal solito guizzo di Candellone, aveva riportato il sereno in casa Juve Stabia, scacciando il nervosismo dei giorni precedenti regalando tre punti d’oro in un contesto complicatissimo. Giocare in un “Romeo Menti” deserto, chiuso per ordine del Prefetto di Napoli dopo i tristi fatti accaduti contro il Pescara, non era facile per nessuno. Eppure, la squadra ha risposto presente.

Tuttavia, il day-after lascia in bocca un retrogusto decisamente amaro. Leggendo il comunicato ufficiale emanato oggi, 27 gennaio 2026, dal Giudice Sportivo Avv. Emilio Battaglia, la sensazione che serpeggia nell’ambiente gialloblù è quella di un vero e proprio accanimento.

Il pugno duro sulla Società e su Leone

Se la giustizia di campo ha funzionato a dovere durante i novanta minuti — annullando giustamente la rete del pareggio ligure per fuorigioco dell’attaccante Fumagalli — quella disciplinare sembra essersi abbattuta con severità forse eccessiva sulle Vespe.

Il dispositivo è chiaro, ma le motivazioni fanno discutere. Alla società è stata comminata una sanzione di ben 5.000 euro. Il motivo? Un ritardo. Nello specifico:

“A titolo di responsabilità oggettiva, per avere ingiustificatamente ritardato l’inizio del primo tempo di circa due minuti e l’inizio del secondo tempo di circa tre minuti.”

Una rigidità burocratica che stona, specie se sommata alla “mazzata” arrivata su Giuseppe Leone. Il centrocampista non solo salterà la prossima gara, ma dovrà mettere mano al portafoglio. Per lui è scattata una squalifica di una giornata e un’ammenda di 1.500 euro per “avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria”. Essendo già diffidato (quinta sanzione), la squalifica era automatica, ma l’aggiunta dell’ammenda per simulazione acuisce la sensazione di essere finiti nel mirino.

Verso la Reggiana: avversari in emergenza

Se c’è una magra consolazione in questo bollettino di guerra disciplinare, arriva guardando in casa del prossimo avversario. La Reggiana, reduce dalla gara contro il Frosinone, arriverà allo scontro con la Juve Stabia con due assenze pesantissime, entrambe per somma di ammonizioni (quinta sanzione):

  • Tobias Elian Reinhart: Il calciatore è stato fermato per un turno per comportamento non regolamentare in campo.

  • Davide Dionigi: Il tecnico granata non potrà sedere in panchina, fermato anch’egli per una giornata.

La Juve Stabia dovrà quindi ripartire da qui: dalla solidità del gruppo, dal gol di Candellone e dalla capacità di isolarsi dalle decisioni esterne, trasformando la sensazione di accanimento in ulteriore rabbia agonistica per la prossima sfida.

L’ex Mezavilla: “Mi piace molto il centrocampo dello Stabia. Mi auguro di vedere la squadra in A”

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Adriano Mezavilla, soprannominato “il Sindaco” dai tifosi stabiesi, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese per condividere il suo legame indissolubile con Castellammare e analizzare l’attuale momento d’oro delle Vespe. Nonostante la distanza e il fuso orario, Mezavilla continua a seguire con attenzione i risultati della squadra, dichiarandosi orgoglioso di essere l’unico calciatore nella storia del club ad aver ottenuto due promozioni in Serie B.

L’analisi della Juve Stabia attuale
Mezavilla ha espresso grande soddisfazione per l’attuale settimo posto in classifica, sottolineando come la spinta emotiva della vittoria del campionato scorso sia stata fondamentale per dare consapevolezza al gruppo attuale.
• Il nuovo centrocampo: Interpellato sul paragone tra la sua storica coppia con Cazzola e i nuovi innesti, Mezavilla ha elogiato profili come Zeroli e Correia. Ha definito questi giocatori come elementi di “quantità, qualità e sostanza”, caratteristiche che ritiene indispensabili nel calcio moderno per superare i momenti di difficoltà.
• L’elogio a Candellone: Ha riconosciuto l’importanza del capitano attuale, sebbene abbia scherzato sul fatto che, prima di fare una statua a Candellone, ne servirebbe una per lui nel cuore dei tifosi.

Vita in Brasile: Agricoltura e Talenti
Lontano dal rettangolo di gioco professionistico, Adriano conduce oggi una vita dedicata alla famiglia e alla terra.
• Lavoro in campagna: Mezavilla ha rivelato di vivere nello stato del Paraná, nel sud del Brasile, dove lavora nei campi insieme al suocero occupandosi di prodotti agricoli e frutta.
• La scuola calcio: Non ha però abbandonato il calcio: gestisce infatti una scuola calcio in collaborazione con il comune locale, allenando circa 40 ragazzi. Il suo sogno è quello di poter un giorno segnalare un giovane talento brasiliano proprio alla Juve Stabia, sebbene ammetta che il livello richiesto in Italia sia molto alto e serva pazienza.

I segreti del passato: Roma, il “Menti” e le scarpe rotte
Durante l’intervista, Mezavilla ha ripercorso momenti iconici della sua carriera in gialloblù:
• La promozione del 2011: Ha ricordato l’incredibile tensione prima della finale contro l’Atletico Roma, svelando che Mister Braglia portò la squadra a fare una passeggiata a Piazza di Spagna per scaricare l’adrenalina invece di allenarsi.
• Sacrificio fisico: Ha confermato la sua totale dedizione alla maglia, ricordando quando giocò come difensore contro il Chievo in emergenza, nonostante non fosse al meglio, o quando scendeva in campo con le scarpe bucate e strettissime per sentire meglio il pallone.
• Il fattore “Menti”: Ha definito lo stadio di Castellammare un luogo che incute timore agli avversari per la vicinanza del pubblico, capace di far sentire una pressione superiore al numero reale di spettatori.

Un futuro ancora a tinte Gialloblù?
Nonostante il ritorno in patria, Mezavilla non chiude le porte a un futuro ritorno nel calcio italiano. Ha conseguito il patentino UEFA B e ha ammesso che gli sarebbe piaciuto un ruolo da dirigente o allenatore a Castellammare, ma i cambiamenti societari dell’epoca lo portarono a scegliere il Brasile. In chiusura, ha lanciato un messaggio d’amore alla città: “Giocate con il cuore prima che con la tecnica”, auspicando di poter tornare un giorno al Menti per vedere la Juve Stabia in Serie A.

 

Juve Stabia, il Menti tace mentre le Vespe pungono: Con l’Entella vittoria di cuore con un brivido VAR finale

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Il ronzio delle Vespe squarcia il silenzio surreale del “Romeo Menti”. In un’atmosfera ovattata, dovuta all’assenza forzata del pubblico, la Juve Stabia conquista tre punti d’oro contro la Virtus Entella. Una vittoria ottenuta con i denti, figlia di una prova corale di altissimo livello che conferma una verità imprescindibile: questo gruppo sa soffrire, sa lottare e, soprattutto, sa vincere.

Il lampo di Candellone e la staffetta

La partita, tattica e bloccata, si sblocca grazie a un guizzo di Candellone. L’attaccante capitalizza con cinismo una delle poche occasioni concesse da un’Entella abbottonata, regalando il vantaggio alle Vespe. La gioia, però, dura poco per il bomber, costretto ad abbandonare il campo per un infortunio la cui entità sarà valutata nelle prossime ore.

Al suo posto entra un ottimo Burnete. Lontano dal limitarsi al compitino, il subentrato lotta su ogni pallone, facendo respirare la squadra e tenendo alta la linea nel momento di massima pressione ligure. Sulle fasce, intanto, Cacciamani si conferma un treno: le sue accelerazioni sfiorano il raddoppio, negato solo da un super Colombi.

Centrocampo “Top Class” e talenti cristallini

Se l’attacco punge, è in mezzo al campo che la Juve Stabia costruisce la sua fortezza.

  • Correia il gigante: Si traveste da top player. Una prestazione monumentale fatta di strappi fisici e recuperi fondamentali.

  • L’eleganza di Zeroli: Accanto alla fisicità di Correia, Zeroli mette in mostra una “top class” rara per la categoria, gestendo il possesso con la maturità di un veterano.

  • La perla Mannini: Nota di merito assoluta per il classe 2006. Sulla corsia laterale ha deliziato i presenti (pochi addetti ai lavori) con giocate di alta scuola, dimostrando una personalità fuori dal comune.

A dare equilibrio ci ha pensato il solito Mosti, garantendo qualità e quantità, mentre in difesa Varnier ha stretto i denti per 45 minuti prima di lasciare il campo, esausto ma prezioso.

Il muro difensivo e il thriller finale

Quando la Virtus Entella ha provato il tutto per tutto, ha trovato sulla sua strada un Giorgini monumentale, leader di una retroguardia che non ha concesso spazi. E dove non è arrivata la difesa, ci ha pensato Confente: una sicurezza tra i pali, decisivo con una parata nel recupero che ha blindato il risultato.

Ma il finale è degno di un thriller. A tempo quasi scaduto, l’Entella trova il guizzo giusto e spedisce la palla in rete. Il silenzio del “Menti” viene rotto dalle esultanze strozzate dei liguri, ma il tempo si ferma. L’arbitro resta immobile, mano all’orecchio. Sono i minuti infiniti del VAR. Attimi di tensione pura, in cui il cuore di Castellammare batte all’unisono fuori dalle mura dello stadio. Dopo un’attesa estenuante, il verdetto: fuorigioco. Gol annullato. È il sospiro di sollievo che vale la vittoria.

Lo spirito di Abate

La Juve Stabia festeggia un successo voluto con le unghie. È il trionfo del gruppo e della tattica di mister Abate. Nonostante le porte chiuse, lo spirito delle Vespe ha invaso il campo: l’obiettivo salvezza è un passo più vicino.

Juve Stabia, ufficiale: Emanuele Torrasi è un nuovo centrocampista gialloblù

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Quello che avevamo annunciato nei giorni scorsi si è concretizzato in queste ore con la firma e l’annuncio ufficiale: Emanuele Torrasi è un nuovo calciatore della Juve Stabia.

Il club gialloblù ha depositato il contratto del centrocampista, prelevato dall’A.C. Perugia. La società ha comunicato un investimento importante: si tratta infatti di un’acquisizione a titolo definitivo, con il calciatore che si lega alla piazza di Castellammare con un contratto con scadenza fissata al 30 giugno 2027.

Il profilo: scuola Milan ed esperienza in C e B

Nato a Milano il 16 marzo 1999, Torrasi porta in dote qualità tecnica e una solida esperienza nonostante la giovane età. Cresciuto nel prestigioso vivaio del Milan, ha iniziato il suo percorso tra i “grandi” all’Imolese (stagione 2020-21), dove in 18 mesi ha collezionato 44 presenze, 2 reti e 3 assist.

Le sue prestazioni non sono passate inosservate, valendogli la chiamata del Pordenone nel mercato invernale successivo: qui ha assaggiato la Serie B (16 presenze) e si è confermato l’anno dopo in C con 37 gare, un gol e 3 assist. Nelle ultime stagioni ha vestito la maglia del Perugia, diventando un perno del centrocampo umbro con 85 presenze totali, 3 reti e 6 assist dalla stagione 2023/24 ad oggi.

I ritrovi “eccellenti”: Abate e Lovisa

L’arrivo di Torrasi alle falde del Faito è anche una storia di incroci e ritorni. In gialloblù, il centrocampista ritrova il Direttore Sportivo Matteo Lovisa, che lo aveva già portato a Pordenone, ma soprattutto Mister Ignazio Abate.

Il legame con il tecnico è suggestivo: i due hanno condiviso lo spogliatoio al Milan, con Abate che era in campo proprio nel giorno dell’esordio in prima squadra del giovane Torrasi.

Le prime parole

Subito dopo la firma, il neo-acquisto ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ai canali ufficiali, mostrando grande entusiasmo per la nuova avventura:

“Mi si è presentata un’enorme opportunità alla quale non potevo dire no. Sono contentissimo e non vedo l’ora di cominciare in una piazza importante come Castellammare di Stabia dove si respira calcio. Ritrovo mister Abate con il quale ho avuto la fortuna di condividere l’esordio in prima squadra al Milan e il Direttore Lovisa che mi aveva portato a Pordenone qualche anno fa”.

La Juve Stabia aggiunge così un tassello di qualità e prospettiva al proprio motore, confermando le ambizioni della società e la bontà delle nostre indiscrezioni di mercato.

Juve Stabia, ufficiale: Baldi dopo il rinnovo fino al 2028 si trasferisce a titolo temporaneo alla Torres

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Tutto confermato. Quella che vi avevamo raccontato come una trattativa in corso è diventata pochi minuti fa una realtà nero su bianco: Matteo Baldi lascia la Juve Stabia e si trasferisce alla Torres.

L’operazione, anticipata dalla nostra redazione nei giorni scorsi, si è concretizzata esattamente secondo le modalità previste. La società gialloblù non ha voluto perdere il controllo sul talentuoso difensore, optando per una strategia lungimirante: prima il prolungamento del contratto, a dimostrazione della stima tecnica, e poi la cessione a titolo temporaneo per permettere al ragazzo di trovare maggiore continuità.

I dettagli dell’accordo

Come si legge nella nota diramata dal club, il futuro di Baldi è stato blindato prima della partenza. Il difensore ha firmato un rinnovo che lo legherà alle Vespe fino al 30 giugno 2028.

Contestualmente, è stato formalizzato il passaggio alla Torres. La formula è quella del prestito secco fino al termine della stagione (scadenza fissata al 30 giugno 2026). Un’opportunità importante per Baldi, che andrà a rinforzare la retroguardia della formazione sarda portando con sé l’esperienza maturata in questi anni a Castellammare.

I numeri di Baldi in gialloblù

Si chiude, almeno momentaneamente, un capitolo importante durato 30 mesi. Baldi è stato uno dei protagonisti della recente storia delle Vespe, lasciando un segno tangibile nel percorso di crescita del club.

Il suo ruolino di marcia parla di 56 presenze complessive, impreziosite da 1 rete e 2 assist. Ma oltre ai numeri, resta il contributo fondamentale dato ai successi di squadra: La vittoria del campionato di Serie C (2023/2024) e il sorprendente quinto posto nella scorsa stagione di Serie B, culminata con la semifinale play-off.

Il comunicato ufficiale

Di seguito la nota integrale diramata dalla società:

“La S.S. Juve Stabia 1907 comunica di aver raggiunto un accordo per il prolungamento del contratto con il difensore Matteo Baldi fino al 30 giugno 2028.

Contestualmente, il club rende noto di aver definito l’accordo con la Torres per la cessione del calciatore a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026.

Con la maglia gialloblù, Baldi ha collezionato 56 presenze, mettendo a referto 1 rete e 2 assist, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie C nella stagione 2023/2024 e al raggiungimento del quinto posto nella scorsa stagione, conclusasi con la semifinale dei play off di Serie B.

La società desidera ringraziare Matteo per la professionalità, la dedizione e l’attaccamento alla maglia dimostrati durante i suoi 30 mesi in gialloblù, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

A Matteo va il nostro in bocca al lupo da parte della nostra redazione per questa nuova esperienza professionale.

Torna a Pompei l’affresco di Ercole bambino

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Come in un romanzo giallo che vede ricomporsi nel tempo, tra indizi e ipotesi, una vicenda dai contorni criminosi, restituendo verità e dignità alla Storia, così la Villa suburbana di Civita Giuliana a nord di Pompei, si riappropria di un frammento di affresco trafugato anni addietro da uno dei suoi ambienti di culto. Si tratta del frammento di un affresco raffigurante Ercole bambino nell’atto di strozzare i serpenti, un tempo collocato nello spazio di una lunetta superiore della parete di fondo dell’ambiente – che risultava asportata da tombaroli – e le cui caratteristiche consentono di riconoscerne inequivocabilmente la provenienza da tale contesto.

Il reperto, illecitamente asportato, proveniva da una collezione privata negli Stati Uniti. Nel 2023, nell’ambito di un procedimento penale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, a seguito della collaborazione tra il Comando Tutela Patrimonio Culturale Carabinieri di Roma e le Autorità degli Stati Uniti, è stata disposta l’assegnazione al Parco Archeologico di Pompei.

La vicenda si inserisce nell’ambito di una serie di azioni che il Parco Archeologico di Pompei, spiega una nota, sta conducendo dal 2017 assieme alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, consistenti in campagne di scavo e indagini giudiziarie presso la Villa romana di Civita Giuliana. Una collaborazione strategica, formalizzata da un protocollo d’intesa rinnovato più volte dal 2019, che ha permesso non solo di riportare alla luce testimonianze storiche di eccezionale importanza, ma anche di contrastare il sistematico saccheggio condotto da anni di attività criminale nell’area e che nel tempo, oltre alla sottrazione di reperti e decorazioni, ha causato la distruzione irreversibile di preziosi dati scientifici.

Nell’ambito di questa collaborazione, gli scavi archeologici condotti nel sito di Civita Giuliana tra il 2023 e il 2024 avevano portato all’individuazione di un ambiente a pianta rettangolare con funzioni rituali, identificato come un possibile sacello o sacrarium. Il sacello presentava un basamento quadrangolare, probabilmente destinato a sostenere una statua, ed era stato quasi completamente spogliato della sua decorazione dai tombaroli, inclusi 12 pannelli figurati e la lunetta affrescata superiore, di cui il frammento recuperato sarebbe pertinente.

La restituzione dell’opera si inserisce, a sua volta, in una più ampia operazione che ha permesso il rientro in Italia di 129 reperti, nell’ambito del Protocollo siglato tra il District Attorney della Contea di New York e il Governo della Repubblica Italiana.

Accertata la provenienza pompeiana dell’affresco, la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ne ha quindi disposto l’assegnazione al Parco Archeologico di Pompei: al momento della restituzione non era però possibile fare alcuna ipotesi sulla sua collocazione originaria. Grazie a successive indagini approfondite, a cura dei funzionari del Parco in parallelo impegnati nello scavo extraurbano, e al confronto con informazioni acquisite, inclusi i dati emersi da intercettazioni ambientali, è stato possibile identificare con assoluta certezza l’affresco come proveniente dal sacello di Civita Giuliana.

Di fatto l’affresco raffigura Ercole in fasce mentre strozza i serpenti alla presenza di Zeus (simboleggiato dall’aquila sul globo) e Anfitrione: tale episodio non fa parte delle canoniche 12 fatiche, ma ne è un presagio. Poiché le pareti del sacello presentano traccia di altri 12 pannelli figurati, staccati clandestinamente, si può ragionevolmente ipotizzare che il tema dei pannelli staccati fosse costituito dalle dodici fatiche di Ercole: seguendo questa ipotesi, ben si inserisce l’affresco con Ercole bambino che lotta con i serpenti, poiché tale episodio non costituisce una delle fatiche che Ercole compirà in età adulta bensì è un evento che segna la sua nascita ed è la dimostrazione della sua forza prodigiosa. La sua collocazione in alto, all’interno della lunetta, sarebbe dunque prodromica e presagio delle future dodici fatiche.

Sono in corso analisi e indagini sul pannello per chiarire nel dettaglio le geometrie e i punti di connessione con i lacerti di affresco ancora conservati in loco per una futura (auspicata) ricollocazione, all’interno di quel processo di valorizzazione e fruizione del sito archeologico di Civita Giuliana. Gli ulteriori approfondimenti investigativi proseguiranno per rintracciare gli altri affreschi sottratti dal sacello.

“Un reperto archeologico possiede valore non soltanto per la sua materialità, ma soprattutto per ciò che può raccontare sul passato – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – Ogni oggetto rinvenuto in uno scavo è una testimonianza storico-culturale preziosa, perché il suo significato dipende dal contesto in cui è stato trovato. Quando un reperto viene rubato, questo legame con il suo contesto originario si spezza irrimediabilmente. Anche se l’oggetto rimane integro dal punto di vista fisico, perde gran parte del suo valore scientifico. Senza conoscere dove, come e insieme a cosa è stato scoperto, il reperto non può più contribuire alla ricostruzione storica e diventa un semplice oggetto isolato, privato della sua funzione di testimonianza. Per questo rubare un reperto significa sottrarre a tutti noi una parte di conoscenza e cancellare un frammento della storia dell’umanità”.

“Questo ritrovamento – dichiara il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – è l’ennesimo frutto della collaborazione sinergica tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, rivelatasi uno straordinario strumento non solo per riportare alla luce reperti archeologici di eccezionale importanza, ma anche per interrompere l’azione criminale di soggetti che per anni si sono resi protagonisti di un sistematico saccheggio dell’enorme patrimonio archeologico custodito nella vasta area, ancora in gran parte sepolta, della villa romana di Civita Giuliana, recuperando preziose testimonianze storiche e restituendole alla fruizione della collettività”.

L’affresco sarà esposto da metà gennaio all’Antiquarium di Boscoreale, che già ospita una sala dedicata ai rinvenimenti di Civita Giuliana. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos

Scoperti nuovi affreschi nella Villa di Poppea a Oplontis

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È in corso a Oplontis-Torre Annunziata (Napoli) un cantiere di scavo e restauro della Villa di Poppea, che sta interessando in particolar modo il celebre salone della Maschera e del Pavone, uno degli ambienti più raffinati della villa, decorato in II stile. Dallo scavo, di recente avviato, affiorano primi nuovi scorci di raffinati affreschi, tra cui vivaci figure di pavoni e maschere.

L’intervento, dettato da necessità di chiarire aspetti relativi allo sviluppo del settore ovest della villa che costeggia il tratto urbano di via dei sepolcri e risolvere criticità conservative, si configura anche come occasione importante di valorizzazione del contesto archeologico e urbano. Lo scavo in corso consentirà di fatto di creare una connessione con il confinante Spolettificio Borbonico dove, nei prossimi anni, saranno realizzati spazi museali espositivi, depositi e servizi aggiuntivi. I primi risultati delle indagini, tra cui il completamento dello scavo del salone, sono illustrati in un articolo dell’E-journal degli scavi di Pompei.

“Nonostante le tracce presenti e gli sforzi interpretativi fatti al tempo dei primi scavi, il reale andamento di questo ambiente e di quelli vicini fino ad oggi conservava molte incertezze che l’attuale intervento di scavo potrà chiarire – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – oltre a mettere in luce nuove porzioni decorate con straordinari dettagli e colori, di cui già ne possiamo ammirare qualche anteprima”.

Tra le scoperte di particolare rilievo sono emersi una figura integra di una pavonessa, speculare all’esemplare maschio rinvenuto sulla porzione meridionale della stessa parete, e alcuni frammenti con la raffigurazione di una maschera scenica riconducibile a un personaggio della Commedia Atellana, a differenza di altri presenti nell’ambiente e attribuibili alla Tragedia. Si tratta di Pappus, un vecchio rimbambito che tenta di fare il giovane ma che finisce regolarmente per essere beffato e deriso. Di notevole interesse anche il rinvenimento di alcuni frammenti di affresco raffiguranti parte di un tripode dorato, inscritto in un oculus (cerchio), allo stesso modo della raffigurazione al centro di un’altra parete, dove invece è rappresentato un tripode in bronzo.

Grazie alla tecnica dei calchi, lo scavo ha anche restituito le impronte di alberi che ornavano il giardino, in posizione originale e inseriti in un preciso schema ornamentale, che raddoppiava il colonnato del porticato meridionale, richiamando schemi documentati nelle domus pompeiane e nello stesso sito di Oplontis. È possibile che le specie arboree presenti in questo ambiente fossero affini a quelle individuate dalle analisi archeobotaniche effettuate in passato negli ambienti adiacenti come ad esempio l’olivo.

Lo scavo ha, inoltre, determinato l’individuazione di quattro nuovi ambienti che si aggiungono ai 99 già noti, tra cui un vano absidato che fa verosimilmente parte del settore termale. Interessante è il rilevamento di un paleoalveo, antico tratto di alveo di un torrente a carattere stagionale, che scorreva proprio in corrispondenza del tracciato di via dei Sepolcri, formatosi probabilmente dopo l’eruzione del 1631, che ha eroso parte dei depositi dell’eruzione del 79 d.C., offrendo una comprensione più chiara del paesaggio circostante.

“Questi primi risultati offrono nuove e promettenti prospettive di ricerca per la conoscenza della planimetria della villa – aggiunge Zuchtriegel – e per lo studio delle interazioni tra insediamento umano e ambiente naturale nel lungo periodo”. In contemporanea all’intervento di scavo è in corso anche un cantiere di restauro degli apparati decorativi di due piccoli e preziosi ambienti, in origine destinati ad area di riposo, detti cubicola, che affacciano nell’area sud occidentale della Villa, proprio in prossimità dell’area dell’altro cantiere. Colpisce la loro ricca decorazione, costituita da stucchi, pareti affrescate, volte dipinte e mosaici pavimentali di straordinaria bellezza, che rivela, al pari degli altri ambienti della Villa, una capacità tecnica da parte degli esecutori dell’epoca molto alta, ed una palette di pigmenti varia, costituita anche dal blu egizio.

L’obiettivo dell’intervento è quello di recuperare la piena leggibilità della decorazione dipinta e dei mosaici, perduta nel tempo a causa dei processi di degrado dei materiali originali e dell’alterazione dei materiali utilizzati nei precedenti interventi di restauro. Il primo ambiente è decorato da affreschi in II stile che rappresentano finti marmi ed architetture fantastiche e che permettono di allargare illusivamente lo spazio; in alto, le volte sono decorate con un motivo a cassettoni, mentre le lunette rappresentano dei paesaggi. La pavimentazione a mosaico è conservata solo in parte, con tessere bianche e nere con motivi geometrici. Da uno stretto passaggio ci si immette in un secondo ambiente, apparentemente più semplice, decorato in III stile con fondi monocromi e motivi floreali; originariamente doveva essere presente una controsoffittatura a volta, di cui restano poche tracce. Questo secondo ambiente, nel quale si riconoscono più fasi di realizzazione, alcune non terminate, doveva essere probabilmente in ristrutturazione al momento dell’eruzione. Inoltre, sono presenti i calchi delle imposte delle porte e delle finestre che furono realizzati in gesso al momento della scoperta degli ambienti, secondo la tecnica che deriva da quella messa a punto da Fiorelli e che conservano ancora tracce originali in legno.

L’intervento di restauro che sta volgendo al termine, dopo quasi un anno di lavoro, ha restituito finora risultati ottimali, riportando gli affreschi e le pavimentazioni al loro splendore originario, rivelando cromie e dettagli precedentemente non visibile. Il completamento dell’intervento di pulitura ed asportazione dei materiali alterati prevede un intervento di ritocco pittorico che restituirà una piena leggibilità e valorizzazione a queste bellissime decorazioni. (di Paolo Martini)

Fonte AdnKronos