Home Blog Pagina 1654

Unindustria, Corazza: “L’Europa rimetta l’industria al centro”

0

(Adnkronos) – “Questo non è un voto normale, avviene in contesto eccezionale: dopo gli eventi del 7 ottobre e dopo oltre due anni dall’invasione russa, il mondo sta scivolando verso una fortissima instabilità internazionale.La classe dirigente europea deve spiegare che ti tipo di Europa vuole dopo le elezioni: penso che la prima cosa sia rafforzare la nostra autonomia strategica.

Per fare questo serve una strategia di politica industriale: l’Europa rimetta l’industria al centro.Penso alle politiche sui microchip o all’innovazione: senza strategie è difficile perseguire gli obiettivi di sicurezza”.

Lo spiega Carlo Corazza, direttore dell’ufficio in Italia del Parlamento europeo durante l’evento Fabbrica Europa: un incontro organizzato per discutere le proposte di Confindustria per le elezioni europee con i Parlamentari europei nella circoscrizione Italia centrale, che si è tenuto a Roma nella sede di Unindustria, promotrice dell’evento.  “Vediamo che Putin non è isolato: Blinken, durante la sua visita in Cina, ha detto chiaramente che senza il sostegno cinese oggi la Russia sarebbe molto più debole.Iran, Corea del Nord: sembra quasi che i regimi autoritari si stiano contrapponendo in maniera sempre più netta alle democrazie liberali”, prosegue Corazza.

Che poi contestualizza: “Questa per l’Europa è un po’ la fine dell’età dell’innocenza.Il mondo che conoscevamo non c’è più e l’Europa è in pericolo: questo significa che ci si deve attrezzare, senza panico e isterismi, per tutelare la sua difesa e sicurezza.

La prima cosa da fare è andare votare, perché il voto è il messaggio più potente verso le dittature”, le parole di Corazza.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mirabilandia, tutti gli eventi estivi da non perdere

0

(Adnkronos) – L’estate è alle porte e Mirabilandia è già pronta con una programmazione di eventi estivi per tutti i gusti.Si parte sabato 22 e domenica 23 giugno con il weekend Winx Fairy Days dedicato alle fatine più famose d’Italia.

Due giornate fatalose in compagnia di Bloom, Stella, Flora, Musa, Aisha e Tecna per diventare protagoniste di tante attività e vivere esperienze uniche. Sabato 6 luglio appuntamento esclusivo con Weekend Dance per festeggiare la Notte Rosa della Riviera Romagnola.Un evento speciale del Capodanno dell’Estate firmato in esclusiva per Mirabilandia da Claudio Cecchetto che farà ballare i visitatori al ritmo delle hit più famose di sempre, con un dj set in collaborazione con il Samsara di Riccione.

Grande attesa anche per i comici e imitatori Claudio Lauretta e Leonardo Fiaschi che porteranno in scena i loro migliori successi in uno spettacolo in cui il divertimento è assicurato. Il 13 luglio tutti invitati al parco per festeggiare il 25esimo anniversario di SpongeBob, la famosissima spugna di mare.Tanto divertimento in compagnia dei personaggi di Bikini Bottom per una super festa, con super musica e super torta. Da segnare in agenda anche il 27 luglio per festeggiare tutti insieme il compleanno del Parco e soffiare sulle 32 candeline per un Mirabilandia Birthday Party by MTV accompagnati dal sound di Merk & Kremont! Dal 10 al 15 agosto torna l’appuntamento con il Summer Horror Festival.

Ben sei giorni per vivere il più esclusivo Halloween estivo con mostri che invaderanno le vie del Parco già alle prime ore dell’imbrunire. Sabato 31 agosto è in programma la serata speciale Fluo Party by RDS in compagnia dei migliori dj della radio 100% Grandi Successi che saliranno in consolle a Mirabilandia.  Tante le risate con Giuseppe Giacobazzi previste per il 14 settembre, in una serata che promette di regalare uno spettacolo comico da non perdere. “Sarà un’estate con tanti appuntamenti imperdibili, dice Sabrina Mangia, Direttore Sales and Marketing di Mirabilandia.La strategia di stringere accordi con partner speciali è stata molto apprezzata dal nostro pubblico e ci aspettiamo anche per questa stagione un gradimento da parte di ogni fascia d’età.

La musica, le risate, le atmosfere incantate, il ballo e il divertimento andranno a braccetto nella nostra offerta con appuntamenti sempre nuovi da segnare in agenda!”.  Tutti gli eventi sono inclusi nel biglietto di ingresso a Mirabilandia e saranno anche un’occasione diversa per godere del divertimento delle tante attrazioni e degli spettacoli in programma.Previste promozioni e tariffe speciali. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Abusi su una paziente, per Richeldi decisione Gup rinviata al 3 luglio

0

(Adnkronos) – E’ stato rinviato al 3 luglio il procedimento che coinvolge professore Luca Richeldi, primario di pneumologo del Policlinico Gemelli di Roma, accusato di violenza sessuale ai danni di una paziente.Un rinvio per permettere al gip di Roma di verificare la possibilità chiesta dalla difesa di patteggiare una pena pecuniaria di 49mila euro, alla luce dell’entrata in vigore della legge Cartabia.

Fra le pene accessorie proposte, c’è anche la partecipazione “ad uno specifico percorso di recupero che verrà definito con l’Istituto di Psichiatria e Psicologia della Fondazione Gemelli”.  All’udienza di oggi il medico ha offerto un risarcimento di 10mila euro che la parte offesa ha però rifiutato.Il professore, spiegano i difensori, ha negato ogni addebito, motivando la scelta del patteggiamento con la volontà di risolvere la vicenda in tempi brevi.

Alla prossima udienza il giudice dovrà quindi decidere se applicare la pena richiesta, su cui c’è il consenso della procura, o rigettarla.  “L’ipotesi accusatoria contestata al professor Richeldi si limita a poco più di un tentativo di bacio.Motivo per il quale la Procura ha accettato il patteggiamento con pena pecuniaria, peraltro sospesa.

Inoltre, tale ipotesi accusatoria, peraltro già smentita dal professor Richeldi, non è supportata da prove.Ci saremmo difesi in maniera convinta e determinata in un processo ma abbiamo preferito proporre questa soluzione utilizzando una libertà processuale voluta dal legislatore per consentire all’indagato di non sottoporsi ad un processo per anni con conseguente grave danno psicofisico e reputazionale’’, afferma l’avvocato Ilaria Barsanti, legale del professor Luca Richeldi. “Questa spiacevole vicenda fino a oggi ha già avuto una risonanza mediatica spropositata che sarebbe aumentata ulteriormente qualora si fosse celebrato il processo.

Preferiamo quindi porre un termine attraverso un accordo e non cercare un’assoluzione in un tempo indefinito anche per non alimentare il desiderio di visibilità e il protagonismo di chi sfrutta a fini personali la figura di uno stimato e riconosciuto professionista – aggiunge il difensore – Oggi abbiamo formalizzato l’accordo già raggiunto con il pm.Il giudice, per una questione prettamente tecnica, ha rinviato l’udienza al 3 luglio”. ”Stiamo affrontando un’emergenza sociale che si chiama violenza sulle donne, i reati vanno chiamati con il loro nome: una violenza sessuale aggravata è una violenza sessuale aggravata, non si può chiamare in altro modo’’.

Così la donna parte offesa.  ”Mi umilia, sentir dire che si sia trattato di un solo bacio e non di un aggressione sessuale, all’interno del Policlinico Gemelli, nello studio dell’imputato, come ben fotografato nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Roma, in cui viene contestata la violazione dell’art. 609 bis I comma del codice penale aggravato dall’art. 61 n11 che comporta l’aumento di pena di un terzo – aggiunge la donna – Cercare di sminuire i fatti è mortificante, una violenza nella violenza, e comunque anche un solo bacio senza consenso, frutto di aggressione da parte del tuo medico di fiducia, è violenza sessuale.Nel mio caso è andato oltre.

Così si umiliano tutte le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare’’.  ‘’Pensavamo di aver già letto abbastanza, purtroppo le nuove dichiarazioni della difesa del professor Richeldi, impongono una risposta immediata.Non sono ammissibili né tollerate oltre, volgari insinuazioni sul desiderio di visibilità della vittima del reato di violenza sessuale aggravata dal rapporto di fiducia medico-paziente ( cosi come emerge dalla sola lettura della richiesta di rinvio a giudizio) che ha sempre rifiutato ogni proposta di risarcimento economico e pretende a tutt’oggi l’anonimato’, si legge inoltre in una nota dell’avvocato Ilenia Guerrieri, legale della donna.  “Sminuire un fatto grave, come fotografato nella richiesta di rinvio a giudizio, è una ulteriore umiliazione per la mia assistita e per tutte le donne, che con coraggio e dolore, denunciano.

Il gip di Roma – aggiunge – non ha accolto la proposta di patteggiamento così come formulata.Ricordiamo che per il nostro ordinamento anche un solo bacio senza consenso è violenza sessuale’’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurovision 2024: Primi 10 Finalisti e Anticipazioni Seconda Semifinale

Scopri i primi 10 finalisti dell’Eurovision 2024, dalla Serbia al Lussemburgo.Anticipazioni sulla seconda semifinale e le novità del concorso.

Eurovision 2024: I Primi 10 Finalisti della Prima Semifinale e Anteprima della Seconda

Nella prima semifinale dell’Eurovision Song Contest di Malmö, tenutasi martedì 7 maggio 2024, dieci nazioni hanno conquistato un posto nella tanto agognata finale.

Questi paesi sono Serbia, Portogallo, Slovenia, Lituania, Ucraina, Finlandia, Cipro, Croazia, Irlanda e Lussemburgo.L’evento ha visto l’esclusione di Australia, Azerbaigian, Islanda, Polonia e Moldavia.

La serata ha incluso anche le esibizioni dei cosiddetti Big Five – Regno Unito, Germania e Svezia, quest’ultima come nazione ospitante in quanto vincitrice dell’edizione precedente.La prossima semifinale, in programma giovedì 9 maggio, determinerà i restanti dieci finalisti su un totale di sedici partecipanti.

A calcare il palcoscenico saranno gli ultimi tre dei Big Five: Francia, Spagna e Italia. È una novità che da quest’anno i rappresentanti dei Big Five, insieme alla nazione ospitante, si esibiscano durante le semifinali, aggiungendo un nuovo livello di anticipazione e coinvolgimento per il pubblico.Questo cambio di formato offre ai cinque grandi paesi un’opportunità unica: presentare le loro canzoni nella loro interezza durante le semifinali anziché limitarsi a estratti, come avveniva in passato.

Questo promette di aumentare l’interesse e l’engagement nei confronti delle loro performance prima della finale.Per quanto riguarda l’Italia, la rappresentante Angelina Mango si esibirà il 9 maggio come sedicesima in scaletta.

Nonostante l’accesso diretto alla finale per i Big Five, questa nuova dinamica offre loro la possibilità di far conoscere le loro canzoni al pubblico in modo più completo e coinvolgente.Per gli spettatori italiani, sarà possibile votare le proprie canzoni preferite durante la seconda semifinale, trasmessa in prima serata su Rai 2 e Rai Play, oltre che su Rai Radio 2 e il Canale 202 del digitale terrestre.

La finale, invece, andrà in onda sabato 11 maggio su Rai 1, Rai Play e Rai Radio 2.Dopo la prima semifinale, la Croazia si è distinta tra i favoriti, con Baby Lasagna e la sua canzone “Rim Tim Tagi Dim” guadagnando terreno significativo secondo le previsioni dei bookmaker.

In testa alle scommesse su William Hill e Planetwin365, la Croazia ha superato Svizzera e Italia, entrambe accreditate di forti possibilità di vittoria.Resta da vedere come si evolveranno le quotazioni degli altri paesi, con Ucraina e Irlanda già emergenti dopo il passaggio alla fase successiva della competizione.

Supplica alla Madonna di Pompei: Papa Francesco prega per la pace nel mondo

Il 8 maggio 2024, la Chiesa celebra la Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei. Papa Francesco, al termine dell’udienza generale, ha invocato la pace mondiale.

Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei

Il 8 maggio 2024, la Chiesa celebra la Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, un momento di intensa preghiera e riflessione.Dopo l’udienza generale, Papa Francesco ha lanciato un appello appassionato per la pace globale. “Oggi”, ha sottolineato rivolgendosi ai fedeli, “la Chiesa innalza la Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei.”

Il Pontefice ha invitato tutti a unirsi nell’invocare l’intercessione di Maria, affinché Dio conceda la pace in tutto il mondo, con particolare attenzione alla sofferente Ucraina, alla Palestina, a Israele e al Myanmar.

La Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei, redatta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo, è oggi un momento solenne e significativo, recitato due volte l’anno: alle ore 12 dell’8 maggio e nella prima domenica di ottobre.Questo evento richiama migliaia di pellegrini, provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, che si riuniscono davanti al santuario per unirsi nella preghiera corale.

La Supplica è stata composta da Longo in risposta all’invito del Papa Leone XIII, espresso nella sua prima Enciclica sul Rosario, affinché i cattolici si impegnassero spiritualmente per affrontare le sfide della società.Questa preghiera continua a rappresentare un momento di profonda devozione e impegno spirituale per i fedeli di tutto il mondo.

La sua importanza risiede nel richiamo alla pace e alla solidarietà universale, aspetti fondamentali della fede cristiana.In un’epoca segnata da conflitti e tensioni globali, la preghiera assume un ruolo ancora più significativo, incoraggiando la speranza e l’azione verso un mondo migliore e più giusto.

L’invocazione alla Madonna di Pompei è un gesto di fiducia nella potenza della preghiera e dell’intercessione divina.Attraverso questa supplica, i credenti esprimono la loro speranza nell’ottenere la pace e nel superare le divisioni che affliggono l’umanità.

La preghiera non è solo un atto di devozione, ma anche un impegno per trasformare il mondo con l’amore e la compassione.

In conclusione, la Supplica alla Madonna di Pompei è un richiamo alla solidarietà, alla pace e alla fraternità universale.In un mondo segnato da conflitti e divisioni, questa preghiera rappresenta una fonte di conforto e di speranza per milioni di persone in tutto il mondo.

Attraverso la sua recita e la sua diffusione, si auspica un futuro in cui la pace e l’amore trionfino su ogni forma di violenza e discordia.

Supplica alla Madonna di Pompei, preghiera del Papa per la pace nel mondo

0

(Adnkronos) – Oggi, 8 maggio 2024, la Chiesa eleva la preghiera della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei.Al termine dell’udienza generale il Papa ha rinnovato l’accorato appello per la pace nel mondo. “Oggi – ha ricordato nel corso dei saluti ai fedeli – la Chiesa eleva la preghiera della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei.

Invito tutti ad invocare l’intercessione di Maria, affinché il Signore conceda pace al mondo intero, specialmente alla cara e martoriata Ucraina, alla Palestina, a Israele, al Myanmar”. La Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei fu scritta, nel 1883, dal Beato Bartolo Longo – si legge sul sito del santuario – Oggi recitata solennemente due volte l’anno, alle ore 12 dell’8 maggio e della prima domenica d’ottobre, richiama migliaia di pellegrini, provenienti da tutta Italia e dall’Estero, che in queste occasioni, si raccolgono davanti alla facciata del santuario per partecipare alla sua recita corale.La Supplica fu composta da Longo come adesione all’invito che, nella sua prima Enciclica sul Rosario, Papa Leone XIII aveva fatto ai cattolici, ad un impegno spirituale volto a fronteggiare i mali della società. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corruzione Liguria, a Spinelli sequestrati 240mila euro da cassaforte di casa

0

(Adnkronos) – All’imprenditore della logistica portuale Aldo Spinelli finito nell’inchiesta della procura di Genova che ha portato all’arresto (domiciliari) per corruzione del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sono stati sequestrati – in esecuzione del decreto di sequestro preventivo – una somma di denaro rilevante trovata nella cassaforte della sua abitazione.Si tratta di 215.900 euro, 20.820 dollari e 5.115 sterline.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pace, un Manifesto oltre l’appartenenza politica: Alemanno e Rizzo contro guerra ed euro-casta

0

(Adnkronos) – Un Manifesto per la sovranità e i diritti dei popoli come strumento per fermare la guerra.Questa mattina l’illustrazione del progetto alla presenza dei cinque intellettuali ideatori del Manifesto, lo storico Franco Cardini, l’analista Stefano Orsi, il biologo Enzo Pennetta, l’atropologa Valentina Ferranti e il filosofo Andrea Zhok tutti d’accordo nel ribadire il no alla guerra lanciando un appello al mondo politico e culturale.

Presenti a sostegno, due schieramenti politici che dagli antipodi “puntano a temi che vanno oltre l’appartenenza politica”: Indipendenza di Gianni Alemanno e Massimo Arlecchino, Segretario e del presidente del Movimento con Marco Rizzo e Francesco Toscano di Democrazia Sovrana e Popolare.  “Oggi uomini di cultura e uomini politici provenienti dalle più diverse estrazioni ideologiche lanciano un appello per la pace e un a
tto di accusa all’Europa prigioniera un’

euro-casta e immobile di fronte alle guerre – ha detto Alemanno – I leader politici italiani, invece di litigare sull’ultimo arresto di giornata, dovrebbero confrontarsi su come far assumere al nostro Paese un ruolo decisivo per ottenere un cessate il fuoco in queste ore drammatiche in Palestina e su come rispondere positivamente al segnale lanciato da Putin sulla disponibilità al dialogo con l’Occidente.Di fronte ai drammi del nostro tempo bisogna saper costruire fronti trasversali e una nuova visione politica per costringere le istituzioni italiane ad un intervento decisivo per la Pace”, ha affermato Gianni Alemanno chiamando a raccolta “Santoro, Di Battista, i leader studenteschi
” che ha invitato ad “uscire dalle proprie scatole chiuse”.
 “Noi – ha proseguito – chiediamo che il Governo italiano costringa gli altri leader europei a fermare Netanyahu utilizzando lo strumento delle sanzioni e dell’embargo sulle forniture di armi e a premere sul presidente americano Biden per fare una proposta di cessate il fuoco anche in Ucraina.

Ma per mettere in moto questi meccanismi bisogna che ogni forza politica e sociale contraria alla guerra, da destra a sinistra, dagli studenti che occupano le università fino agli imprenditori in crisi per la recessione indotta dalle guerre, esca dalla propria nicchia ideologica per creare un grande movimento popolare per la Pace”. “Dobbiamo smascherare chi ragiona come qualcuno nel 1914 e 1939 – è intervenuto Cardini, tra i professori firmatari – Il diluvio universale assomiglia molto più a ciò che ci aspetta.Noi siamo sull’orlo di una realtà irreversibile.

Senza giustizia e senza ragione non c’è pace.Bisogna cominciare ad armarsi di buona volontà per fermare chi si sta armando di ordigni nucleari”. “L’idea di trattare per fermare la guerra e’ ritenuto inammissibile.

Ci dice qualcosa questo rifiuto di trattare.Trattare significa riconoscere dignità all’avversario e quindi un diritto ad esistere come identità.

L’occidente e’ prigioniero di una visione del mondo.Questo manifesto mira ad uscire da una visione unipolare, che e’ una patologia della politica, o sarà impossibile trovare la soluzione al problema”, afferma Enzo Pennetta, annunciando l’inizio di “una nuova teoria politica” che abbandoni “il modello anglosassone darwiniano. “Mi avete convinto, su questo sforzo importante fatto da questi 5 uomini e donne per dare una traiettoria al tema della pace – interviene in conclusione Rizzo – Questo manifesto contro la guerra esplicita la necessità di una vera politica di pace, che non può certo essere un motivo solo per costruire una banale lista elettorale, bensì una politica di costruzione di uno schieramento per il mondo multipolare, contro l’imperialismo e per il cambio di sistema”. “Io non so – chiosa – se qualche gruppo dirigente Usa possa pensare di vincere in first strike, ma se avvenisse l’Europa non ci sarebbe più, saremmo tutti morti.

Credo che la lotta per la pace sia una dinamica primaria di sopravvivenza”. “Noi vogliamo una Italia libera e indipendente, fuori dal contesto europeo, fuori dal contesto della Nato, per poi commerciare con gli Stati Uniti, con i paesi dell’Europa, ma anche con il Brasile e l’India il Sudafrica … per fare questo bisogna convergere sul tema pace – guerra.E’ una cosa fondamentale”.  Secondo Francesco Toscano, presidente di Democrazia Sovrana Popolare “la giornata di oggi significa riflessione unitaria e proposta politica.

Iniziative come questa contro la guerra – ha detto – stabiliscono un primato che coinvolgono i temi economi e sociali.Un vero e proprio tavolo su cui costruire progettualità politica e sovranità vera per il nostro Paese”.

Al termine della conferenza, che ha visto anche la partecipazione della diplomatica Elena Basile, è stata avviata una raccolta di firme “per dare voce a tutti coloro che non condividono i contenuti e le modalità con cui si sta sviluppando questa campagna elettorale europea”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nadal, ultimo show a Roma? “Foro Italico speciale per me”

0

(Adnkronos) – “Che sensazioni avrò al Roland Garros?Non posso avere una risposta chiara oggi.

Prima di tutto voglio giocare qui a Roma.Questo è il torneo a cui partecipo oggi.

Non penso al dopo.Se poi mi sentirò pronto per giocare al Roland Garros, non posso prevedere che tipo di emozioni avrò lì.

Voglio solo godermi ogni giorno”.Rafa Nadal si esprime così in conferenza stampa al Foro Italico, a Roma, alla vigilia del suo debutto agli Internazionali d’Italia contro il belga Zizou Bergs.

Il 37enne mancino di Manacor va a caccia della condizione migliore dopo un lungo stop per problemi fisici. “Io mi sto divertendo ancora a giocare a tennis.Dipende sempre dal mio corpo fino a che punto posso andare avanti in termini di tempi.

Sono soddisfatto di quello che sto facendo e se parlo di ritiro non è perché non mi piaccia più giocare a tennis o perché non mi senta più competitivo, ma solo perché il mio fisico non mi consente più di giocare per più settimane consecutive né di allenarmi divertendomi ogni giorno”, dice Nadal. “Dopo Madrid ho trascorso qualche giorno a casa e poi sono arrivato qui sabato, riuscendomi ad allenare abbastanza bene negli ultimi giorni.Sono emozionato all’idea di giocare qui a Roma, e motivato, è un torneo che mi fa ripensare a tanti bei momenti indimenticabili.

Staremo a vedere un giorno alla volta.Questa è la mia terza settimana consecutiva sul circuito, un evento che non accadeva da moltissimo tempo, ed è già una bella notizia.

Ho bisogno di continuare di questo passo e di continuare ad esplorare quanto possa essere in grado di gestire tutto questo su base quotidiana.Ma sono contento di come sento oggi”, dice ancora. Nadal ha vinto dieci volte al Foro Italico e questa potrebbe essere l’ultima passerella italiana: “Giocare qui mi regala sempre belle soddisfazioni: il pubblico è caloroso, mi ci vorrebbe più di un momento per descrivere tutte le emozioni che ho provato in questo torneo e su questo campo.

E’ un torneo che fa parte della storia del nostro sport.Ha una sua tradizione ed è molto importante sul circuito.

Ho accettato questa sfida e il fatto di non poter più spingere come desidererei fare.Ma fare le cose nel modo giusto, cercando di evitare rischi inutili durante i match mi ha permesso di continuare a muovermi.

Madrid è stato un buon test dove sono riuscito a giocare due match in due giorni di cui uno durato più di tre ore, le mie sensazioni sono migliori e anche dal punto di vista del gioco, perché no, sono qui per provare a fare il meglio”, afferma. “Domani è un nuovo inizio.Tutte le partite ora per me sono più difficili e più imprevedibili di come ero abituato, specialmente sulla terra battuta.

Ma accetto questo ruolo.E sono emozionato all’idea di scoprire fin dove potrò spingermi se continuerò a fare le cose nel modo giusto”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Energia, Iacono (Engie): “La transizione è una responsabilità collettiva”

0

(Adnkronos) – “La transizione energetica è una responsabilità collettiva”.Così Monica Iacono, Ceo di Engie Italia, in occasione dell’evento “La Transizione Efficiente: nuove soluzioni per l’energia del futuro”, che si è tenuto oggi a Roma. “Nessuno – ha continuato Iacono – dice che sia facile da raggiungere ma, dobbiamo essere tutti d’accordo sul fatto che sia una sfida necessaria”. “Tutto ciò che dobbiamo fare – ha precisato Iacono – è renderla un’opportunità”. “Per noi di Engie – ha aggiunto – è un impegno quotidiano che sentiamo verso le future generazioni”. “Per favorire la transizione energetica – ha sottolineato la Ceo di Engie – è necessario accelerare attraverso lo stanziamento di investimenti”.

E ha concluso: “Noi di Engie abbiamo deciso di puntare sulla transizione energetica perché siamo convinti che questa sarà anche un’opportunità di crescita —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Costruzioni, dal 14 al 15 maggio Rebuild 2024, focus su nuovo modello per transizione settore

0

(Adnkronos) – “L’intera filiera delle costruzioni si trova ad affrontare alcune delle sfide più decisive di sempre”, afferma Roberto Pellegrini, presidente di Riva del Garda Fierecongressi SpA. “La transizione porterà a nuovi modi di progettare, costruire, riqualificare e gestire gli immobili, e a nuovi modi di viverli, lavorarvi, frequentarli e transitarvi.Tra una settimana a REbuild approfondiremo questi aspetti da ogni angolazione possibile – compreso lo spazio – con l’aiuto di scienziati, esperti, operatori e aziende leader”.

Obiettivi della X edizione, che si svolgerà il 14 e il 15 maggio a Riva del Garda, sono delineare nuovi percorsi, offrire soluzioni concrete, dimostrare cosa va fatto, cosa è già possibile fare e cosa si potrà fare per cogliere in pieno le potenzialità della transizione in atto.Puntando i fari anche su esperienze pilota, case history consolidate e nuove frontiere di ricerca, come quella spaziale. Il tema che caratterizza la decima edizione di REbuild è Values drive value.

Un messaggio potente, preciso e mirato: “Dare spazio ai valori che generano valore – spiega Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi -, perché gli stakeholder del settore immobiliare convergano sull’obiettivo di generare e tutelare ricchezza patrimoniale, inclusività sociale, benessere delle persone e attenzione all’ambiente”. Perché ciò accada, occorre un allineamento del comparto ai valori della contemporaneità, dove le tematiche su clima, sostenibilità, green, riciclo, decarbonizzazione sono al centro di un radicato sentimento collettivo che in questi concetti vede opportunità di crescita, sviluppo e benessere condiviso.L’adesione a questi valori comporta un cambio del modello di business culturale e tecnico, nella direzione dell’industrializzazione del settore – tanto per le nuove realizzazioni quanto per gli interventi sul patrimonio esistente – e dell’apertura alla innovazione – che significa formazione, ricerca, tecnologia, nuove declinazioni professionali. Uno studio che sarà presentato a Riva del Garda conferma: prendendo ad esempio il modello d’intervento di deep retrofit di Energiesprong – presentata in Italia proprio a REbuild nel 2017 e vincitrice quest’anno del prestigioso Gold World Habitat Award – ne è stata fatta una valutazione della sostenibilità economica in 9 città-campione italiane (Milano, Torino, Firenze, Padova, Mestre, Bergamo, Bologna, Udine, Trieste) per verificarne la fattibilità considerando costi e benefici definiti dal mercato attuale unitamente al calcolo dell’eventuale contributo pubblico necessario a oggi, e, infine, una valutazione della riduzione di tale contributo in funzione della diminuzione dei costi industriali.

Il risultato appare evidente: con una media del contributo pubblico rispetto al costo dell’intervento del 60% iniziale (non distante dagli attuali ‘bonus’ edilizi al 50%), grazie a economie di scala e di apprendimento saremo in grado in tempi relativamente brevi di condurre interventi di deep retrofit senza la necessità di contributo pubblico. “Se riusciamo a sfruttare una tecnologia esistente e in costante progresso come l’off-site – così come in Paesi il cui sistema amministrativo, giurisprudenziale, produttivo e industriale è molto simile al nostro – otteniamo due risultati simultaneamente” spiega il presidente del Comitato Scientifico di REbuild Ezio Micelli: il miglioramento della qualità del parco immobiliare e il suo efficientamento energetico, con conseguente incremento di valore e a costi sempre minori nel tempo. È possibile, infatti, immaginare un percorso virtuoso e dinamico in cui l’incentivo pubblico, coadiuvato da tassi ‘green’, possa via via sparire perché il meccanismo viene affidato al mercato”. È necessario che tutte le componenti della filiera interiorizzino questo schema e si dispongano a collaborare perché ciò si realizzi: gli operatori, i professionisti, le imprese, la finanza e la Pubblica Amministrazione. Alla politica, dunque, REbuild propone un duplice binario di intervento statale, sia verso la domanda sia verso l’offerta.Da un lato, spingendo le imprese a intraprendere un percorso di innovazione all’interno di un indirizzo più complessivo di ordine collettivo che è la transizione.

Dall’altro, ragionando su politiche di sostegno ai cittadini, differenziate per reddito e area geografica, così che le ‘case green’ e la sostenibilità in generale siano percepite come leve di benessere per individui e comunità.Il recente (marzo 2024) studio prodotto dallo Iuav di Venezia per l’Osservatorio REbuild sul rapporto fra retrofit e valore degli immobili ha prodotto in questo senso risultati molto interessanti.

Ciò che emerge con chiarezza è che nelle grandi città il divario del valore tra gli immobili meno efficienti (classi E, F e G) e quelli con performance moderate (C e D) oscilla tra il 7,7%ca di Milano e Torino e il 4,4%ca di Firenze, mentre il ‘salto’ energetico nelle classi A e B raddoppia la percentuale di premio: 16%ca per Milano e Torino, 9%ca per Firenze. Più pronunciate, invece, le differenze di valore a Padova e Mestre (quasi 18%) e Bergamo (12%) nel confronto tra immobili in classe E, F e G rispetto alle più performanti C e D.Anche in questo caso, il balzo nelle classi energetiche più virtuose si concretizza in un sostanziale raddoppio delle percentuali di crescita di valore (Padova e Mestre: 39%; Bergamo: 25%ca).

Nelle città di medie dimensioni, il divario medio nel prezzo premium tra proprietà ad alta efficienza (classe A) e proprietà a bassa efficienza (classe G) è del 30%, mentre diminuisce al 14% tra proprietà di classe D e classe G.Nelle città metropolitane, il divario nel prezzo premium tra proprietà ad alta efficienza (classe A) e proprietà a bassa efficienza (classe G) è del 15%, e diminuisce al 6% tra proprietà di classe D e classe G. I salti di classe energetica differenziano il mercato e sono sempre premiati con balzi di valore, ma con differenze e polarizzazioni di cui tenere conto perché la transizione non appaia come un processo iniquo e socialmente ingiusto ma una opportunità di miglioramento del proprio patrimonio.

Ad esempio, come è emerso nell’ultima edizione di REbuild, già solo la conversione degli edifici in ottica smart consentirebbe una riduzione del 20-24% dei consumi energetici, del 4-5% di quelli idrici, una forbice tra il 20-30% di riduzione delle emissioni in edilizia e un risparmio tra i 12-14 miliardi di euro per le famiglie. Aprirsi all’innovazione per traguardare gli obiettivi della transizione è dunque un passo necessario.Lo sa bene Thales Alenia Space Italia, ad esempio, che per voce dell’Ing.

Walter Cugno – Vice-President, Exploration & Science, svilupperà una riflessione sull’abitare e vivere nello spazio, un ambiente ostile in cui è imprescindibile valorizzare al massimo le risorse disponibili, minimizzare gli sprechi e massimizzare gli sforzi in ricerca e sviluppo.Guardare alle infrastrutture spaziali e ai moduli abitativi lunari e, di seguito, marziani, significa rileggere il concetto di costruzione dalle fondamenta, pensare e progettare gli spazi in modo differente, percorrere strade e soluzioni inesplorate privilegiando pratiche e sistemi che riducano drasticamente l’impatto sull’ambiente. Quali saranno le ricadute possibili sulle case terrestri del futuro?

Lo si potrà scoprire mercoledì 15 maggio nel primo pomeriggio alla conferenza intitolata Abitare e vivere nello Spazio.La sfida di chi costruisce infrastrutture per altri pianeti. “Quello di REbuild è un taccuino di incontri multidisciplinari e politematici e un parterre espositivo che affronta i temi più caldi del futuro prossimo delle filiere del comparto”, commenta Laura Risatti, Project Leader di REbuild. “Esperienze e proiezioni, energia e ambiente, tecnica e tecnologia, innovazione e nuovi modelli di business, finanza, economia, comunità, territori: REbuild torna, e lo fa da protagonista, per offrire mappe e strumenti, ricerche e testimonianze significative e replicabili sul futuro dell’ambiente costruito”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, 91enne invita senzatetto a mangiare e lei lo rapina

0

(Adnkronos) –
Un anziano invita una senzatetto a pranzo.E lei lo rapina.

Gli agenti della Polizia del commissariato Esquilino a Roma hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto una 34enne, poiché gravemente indiziata del reato di rapina aggravata.In particolare i poliziotti della sezione Volanti sono intervenuti in un appartamento del quartiere Esquilino, per la segnalazione di una lite tra un uomo e una donna.

Sul posto, un 91enne italiano ha riferito di essere stato vittima di una rapina da parte di una donna.Nei fatti, l’uomo ha raccontato di averla conosciuta durante la mattinata, nei pressi della stazione Termini, quando la stessa gli ha chiesto di poter avere delle monete per comprare del cibo; ed è proprio in quell’occasione che l’uomo, spinto dalla compassione, ha invitato la 34enne a pranzare con lui presso la propria abitazione. Una volta giunti a casa, la donna ha iniziato a girovagare per l’appartamento e a rovistare all’interno dei cassetti e degli indumenti.

L’anziano l’ha invitata, più volte, a lasciare l’appartamento, scatenando una reazione violenta; la donna ha afferrato un coltello e lo ha minacciato, dandosi alla fuga dopo aver prelevato circa 900 euro in contanti dal cassetto di un mobile.  Gli agenti della sezione Volanti, insieme al personale del commissariato Esquilino, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima e alle immagini di videosorveglianza, poche ore dopo hanno rintracciato la donna in via Amendola, nei pressi di un portone, sprovvista di documenti.I poliziotti, dopo vari accertamenti, hanno appurato che la donna corrispondeva alla descrizione.

Al termine delle attività, la donna è stata sottoposta a fermo di indiziato di delitto per il reato di rapina aggravata ed è stata portata in carcere a Rebibbia.La procura di Roma ha chiesto e ottenuto dal gip la convalida della misura e l’adozione della custodia cautelare in carcere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Radiologi Sirm alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026

0

(Adnkronos) – In vista delle prossime Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, “Sirm ha messo a disposizione, nelle 6 aree in cui si svolgeranno le gare, i propri professionisti, in radiologie da campo, per poter rispondere al meglio e tempestivamente in caso di traumi che, in un Villaggio olimpico di 60mila persone con atleti che gareggiano, sono altamente probabili.La nostra idea, già condivisa con il Coni”, il Comitato olimpico, “nella persona del presidente Malagò” e con gli organizzatori della kermesse, “prevede quindi mini sedi di pronto soccorso radiologico alla fine delle piste per un rapido intervento in caso di necessità”.

Così Andrea Giovagnoni, presidente nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica, intervenendo questa mattina a Milano a un incontro con la stampa dedicato alle nuove frontiere del settore, ha spiegato il ruolo della società scientifica all’evento olimpionico del circo bianco che si svolgerà in Italia tra 2 anni. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inaugurato appartamento a Roma per ospitare famiglie con gravidanze patologiche

0

(Adnkronos) – Ospitare e assistere, gratuitamente, famiglie e donne che affrontano gravidanze con patologie prenatali che compromettono la salute del nascituro e/o della madre, e per questo necessitano di terapie ospedaliere specialistiche e operazioni chirurgiche intrauterine. È questo il progetto La Casa di Chiara – nome ispirato alla testimonianza di Chiara Corbella Petrillo – inaugurato oggi a Roma, alla presenza di istituzioni e autorità civili e religiose, dei familiari di Corbella e dei rappresentanti di Pro Vita & Famiglia Onlus e della Fondazione il Cuore in una Goccia, enti promotori dell’iniziativa. Un progetto di “grande valore per assicurare un sostegno concreto alle famiglie che affrontano un periodo difficile e delicato, quale è la malattia di un figlio nella fase della gestazione», ha scritto il Ministro della Salute Orazio Schillaci nel messaggio inviato agli organizzatori, ringraziandoli per la «realizzazione de La Casa di Chiara, un modello da seguire e valorizzare”. “Sono qui per rappresentare non solo la mia vicinanza e gratitudine ma anche quella del Governo italiano e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni – ha affermato il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, delegata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per presenziare all’inaugurazione.Questa iniziativa è la concretizzazione del diritto di ciascuna vita ad essere protetta, con attenzione, con capacità, con la voglia e il desiderio di proteggere la vita quando è in uno stato di fragilità.

Dunque grazie a tutti coloro i quali si stanno spendendo, con questo progetto, per difendere la cosa più preziosa che abbiamo: la vita, che è tale dal concepimento fino al momento della morte.Proteggere la vita è un dovere di tutti”. A inviare i suoi saluti anche il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, tramite la sua consigliera giuridica Raffaella Bonsangue. “Penso a tutte le persone, tutti i genitori che vivono le fatiche delle gravidanze difficili, che poi affrontano il calvario delle distanze, dei problemi delle strutture ospedaliere – ha invece affermato monsignor Benoni Ambarus, vescovo ausiliare della Diocesi di Roma per l’ambito della diaconia della carità – E’ come se la vita avesse bisogno di un’enorme sala parto – ha aggiunto – un enorme luogo, non fisico, dove dare e ricevere amore.

In piccolo, tutto ciò accade con questa struttura, la cui realizzazione ha sicuramente richiesto quella che io chiamo la ‘testardaggine dell’amore'”. “L’idea è arrivata dalla necessità di dover usufruire di questi servizi, avendo noi come famiglia vissuto un’esperienza di gravidanza patologica, accompagnando nostro figlio nei difficili momenti post parto, fino alla sua salita in Cielo – ha raccontato Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus – La Casa -potrà ospitare fino a 3 nuclei familiari per periodi variabili a seconda delle necessità.Basti pensare che solo nell’ultimo anno oltre il 79% delle richieste di assistenza giunte su Roma proveniva da famiglie residenti fuori dalla Regione Lazio, per trattare patologie prenatali molto serie come: malformazioni strutturali, sindromi polimalformative, cromosomopatie, linfangiomatosi e cardiopatie».

Il contributo di Pro Vita & Famiglia, in questo progetto, si concretizzerà, ha concluso Coghe, «nella gestione quotidiana dell’appartamento e nell’assistenza quotidiana alle famiglie con le spese delle utenze, telefonia, per le necessità giornaliere, l’accesso ai servizi pubblici e proposte di intrattenimento educativo e ludico per eventuali altri figli”. “Un luogo pensato con amore e dedizione che sarà un faro di speranza e supporto per coloro che affrontano queste sfide con coraggio – ha spiegato Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona della Regione Lazio e delegato personale del Presidente Francesco Rocca – L’inaugurazione della Casa di Chiara – ha aggiunto – rappresenta un passo significativo verso la promozione della dignità della vita nascente”.Un’iniziativa “importante per la nostra Regione, perché le famiglie che ne avranno bisogno potranno risiedere in questo immobile per tutto il tempo necessario, mantenendo la famiglia unita e garantendo la vicinanza dei propri cari alla donna che affronta una gravidanza difficile”, ha detto Simona Baldassarre, assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia e Servizio civile della Regione Lazio.  “Conoscevo molto bene Chiara, la sua famiglia, oggi qui presente, e ho vissuto con estrema vicinanza e dolore quando ci ha lasciati il 13 giugno del 2012 – ha invece raccontato Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus – e fu proprio da quel momento che nacque il nostro impegno per la vita e fu fondata Pro Vita, ispirata dalle virtù di amore e perseveranza di Chiara. È stata la sua testimonianza che ci ha ispirato nel dedicare a lei questa Casa, che vuole dare una risposta assistenziale, psicologica, medica e anche spirituale, quindi un’alternativa concreta all’aborto ricercata da tante famiglie che desiderano accogliere i propri bambini nonostante la patologia”. “Come Fondazione il Cuore in una Goccia abbiamo accolto con gratitudine l’iniziativa di fornire sostegno e aiuto alle famiglie con gravi patologie fetali che da tutta Italia si rivolgono a noi per essere affiancate e accompagnate – ha infine spiegato Giuseppe Noia, Professore associato dell’Università Cattolica di Medicina Prenatale e presidente della Fondazione – I nostri servizi sociosanitari non si fermano alla sola risposta medico-clinica-scientifica, ma abbracciano la coppia, la famiglia con tutta un’altra serie di supporti solidali: consulenze ed assistenza medico scientifica insieme a una rete familiare e testimoniale e a un’assistenza spirituale che viene completata dal supporto psicologico e quando necessario anche economico.

Una medicina, dunque, fatta di aiuti concreti che serve la vita fragile e produce tracciati di speranza”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, Giovagnoni (Sirm): “Con radiomica risposte più rapide su efficacia cure”

0

(Adnkronos) – “La radiomica è una tecnica che utilizza sistemi di intelligenza artificiale (Ai) e machine learning in grado di processare il dato numerico di Tac e risonanza (Rm) per dare informazioni che l’occhio umano non può nemmeno immaginare.Questo permette di discriminare lo stato di differenziazione dei tessuti normali da quelli patologici e dare una diagnosi precoce di malattie come i tumori, di stabilire il grado di aggressività della patologia e quindi avere informazioni sulla prognosi.

La cosa più promettente però è la possibilità di sapere, in tempi più rapidi”, anche nel giro di qualche giorno, “la risposta del paziente alla cura e quindi l’efficacia della terapia”.Attualmente la radiomica è impiegata “sui tumori di prostata polmone, mammella e fegato, ma se ne prevede l’impiego anche in altre malattie”.

Lo ha detto Andrea Giovagnoni, presidente nazionale Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica, questa mattina a Milano nel corso di un incontro con la stampa dedicato alle nuove frontiere del settore. “La medicina moderna – continua Giovagnoni – non può prescindere dal radiologo” che, con il cambiamento tecnologico, evolve nella professione, “diventa gestore a tutto tondo del dato che si ricava dalle immagini e si inserisce nella medicina moderna, all’interno di team multidisciplinari”, non solo nella diagnosi, “ma anche come medico di riferimento, nel caso del radiologo interventista”, su particolari forme tumorali, per esempio. “Un’indagine Censis sulla percezione della figura del radiologo – che verrà presentata nei dettagli nel corso del prossimo Congresso nazionale Sirm, a giugno – evidenzia che circa la metà dei pazienti lo scambia con il tecnico che svolge l’esame”, e non lo considera medico. “E’ un problema che hanno anche gli americani, non ce ne facciamo un cruccio – sorride il presidente Sirm – Il nostro ruolo è fondamentale, anche se non da ‘frontman’, perché diventiamo centrali nella diagnosi e anche nel trattamento del paziente”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, Codacons: “Vinta causa per danno da vaccino AstraZeneca”

0

(Adnkronos) – Nel giorno in cui Astrazeneca comunica il ritiro mondiale del suo vaccino contro il Covid-19 e il ritiro delle autorizzazioni all’immissione in commercio del Vaxzevria in Europa, il Codacons rende nota una vittoria in tema di danni da vaccinazione anti-Covid, ottenuta per conto di un cittadino che si è visto oggi riconoscere un risarcimento per le gravi reazioni avverse subite a seguito della somministrazione del vaccino Astrazeneca.Lo comunica la stessa associazione dei consumatori, rendendo noto che la Asl 3 di Genova e la Commissione Medica Ospedaliera di La Spezia hanno dato “il via libera ad un cospicuo indennizzo in favore di un cittadino genovese che nel 2021 si era sottoposto alla vaccinazione Astrazeneca anti-Covid, riportando da subito reazioni avverse gravi”.  Nello specifico F.E.P (queste le iniziali del cittadino di 37 anni residente a Genova) “in data 26.3.2021 si sottoponeva alla prima dose del vaccino Astrazeneca – ricostruisce il Codacons che ha seguito legalmente la vicenda – Dopo due settimane dall’iniezione compare un ematoma all’emitorace sinistro, e la situazione peggiora dopo la seconda dose di vaccino, avvenuta in data 10.6.2021, quando nota macchie rosse sulle caviglie ed ematomi sui glutei.

Recatosi al pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Genova, viene ricoverato e gli esami medici riscontrano una piastrinopenia immunomediata (Itp), malattia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione e della soppressione della produzione.E ancora in data 26.11.2021 viene diagnosticata “l’occlusione completa della vena basilica a destra nel suo tratto omerale da tvs e occlusione completa della vena cefalica nel tratto di avambraccio da tvs”.

Patologie che, oltre al ricovero in ospedale e controlli medici frequenti, obbligheranno il cittadino a sottoporsi a cure e terapie specifiche a base di cortisonici”.  Il paziente si rivolge allora al Codacons per ottenere assistenza legale, con l’associazione che avvia l’iter volto all’ottenimento del risarcimento da danno da vaccinazione previsto dalla legge 210/92.Il Dipartimento Militare di medicinale legale di La Spezia, territorialmente competente, su richiesta della Asl 3 ha acquisito la documentazione e, dopo aver sottoposto il cittadino ad un accertamento sanitario, “ha ora sancito il nesso causale tra la vaccinazione e l’insorgenza delle patologie denunciate -spiega il Codacons- scrivendo nel verbale che ‘Il manifestarsi della piastrinopenia immunomediata (Itp) cronica che ha colpito il signor F.E.P.

a distanza di pochi giorni dalla prima procedura vaccinale con vaccino Astrazeneca per Covid-19 costituisce certamente una reazione avversa grave (risposta nociva e non intenzionale a una vaccinazione per la quale è possibile stabilire una relazione causale o concausale con la vaccinazione stessa) potenzialmente innescata dalla procedura stessa, in soggetto fino ad allora sano’”.  La Asl 3 di Genova e la Commissione Medica Ospedaliera di La Spezia hanno così dato il via libera al risarcimento spettante al cittadino per danno da vaccinazione, “considerata la ‘menomazione permanente dell’integrità psicofisica’, con un indennizzo vitalizio sottoforma di assegno bimestrale di importo pari, secondo le ultime tabelle ministeriali, a 1740,77 euro”, riporta il Codacons. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, Enac blocca voli Ong. Sea Watch: “Non ci fermeremo”

0

(Adnkronos) – Arrivano le reazioni delle Ong all’ordinanza con cui l’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, decreta “l’interdizione all’operatività dei velivoli e delle imbarcazioni Ong sullo scenario del Mediterraneo centrale”.La portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi, parla di “uno strumento di pura propaganda elettorale in vista delle elezioni europee e che arriva, non a caso, nello stesso giorno della visita di Meloni in Libia e pochi giorni dopo l’incontro del ministro Piantedosi con le autorità tunisine e algerine nel tentativo di bloccare gli arrivi dei migranti verso l’Italia durante la campagna elettorale”.  Un documento davanti al quale Sea Watch promette battaglia e che comunque non fermerà l’azione del velivolo Sea Bird fondamentale nel segnalare imbarcazioni in difficoltà ma anche per mostrare, con foto e video, quello che accade nel Mediterraneo. “Noi continueremo le nostre operazioni di volo – afferma Linardi – e abbiamo seri dubbi rispetto alla legittimità di un documento pubblicato dall’Enac e che va a imporre il monopolio di Stato sul soccorso in mare, assolutamente in contrasto con il diritto internazionale che noi invece rispettiamo attraverso le nostre operazioni di monitoraggio”.

Per la Ong l’obiettivo è chiaro: “Si tratta di un altro tentativo di cercare di bendare gli occhi della società civile in mare che ovviamente cercheremo di contrastare, come abbiamo sempre fatto, perché ne abbiamo pieno diritto e perché ce lo impone il diritto internazionale” conclude Linardi.  Per Sos Mediterranee l’ordinanza dell’Enac “è un altro provvedimento che discrimina il soccorso in mare e che vuole svuotare il Mediterraneo”.La Ong ha dato mandato ai suoi legali per analizzare il provvedimento ma su quale sia l’obiettivo ha pochi dubbi. “E’ un’ordinanza votata a svuotare ancora di più il Mediterraneo da mezzi e da assetti che sono fondamentali per la ricerca e il soccorso – aggiunge il portavoce Francesco Creazzo – e questo è grave perché indebolisce la capacità di soccorso che è un obbligo legale”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, il destino incerto dei 132 ostaggi e il dilemma di Netanyahu

0

(Adnkronos) – “Riuscite a immaginare quanto lentamente passi il tempo quando non c’è aria e stai provando a respirare?Ogni persona con coscienza e cuore, indipendentemente dalla sua origine o religione, dovrebbe chiedere il rilascio immediato degli ostaggi prima che sia troppo tardi”.

Amit Soussana, è stata nelle mani di Hamas per 55 giorni.Durante la sua prigionia ha subito violenza sessuale, un’esperienza che ha avuto la forza di raccontare alla première a Gerusalemme del film ‘Screams Before Silence’, che documenta gli abusi sessuali di massa del 7 ottobre.

Il suo appello a liberare gli ostaggi arriva in una fase delicatissima della trattativa con Hamas, mentre il governo israeliano è sottoposto a enormi pressioni, sia da parte delle famiglie che delle cancellerie occidentali che premono per cercare di strappare il via libera all’intesa. Facile a dirsi a parole, meno con i fatti.L’ala della destra ‘dura e pura’ dell’esecutivo, rappresentata dai ministri Ben-Gvir e Smotrich, continua a minacciare di far cadere il governo se Netanyahu dovesse cedere sulle trattative, rinunciando al piano di attaccare Rafah e soprattutto di estirpare una volta per tutte Hamas dalla Striscia di Gaza, l’obiettivo dichiarato della guerra. “Il dilemma di Benjamin Netanyahu: salvare gli ostaggi o il suo governo”, è il titolo emblematico di un recente articolo del Financial Times che fotografa bene lo stato dell’arte.  Fermare i combattimenti per liberare gli ostaggi permetterebbe a Hamas di rivendicare la vittoria e molti dei suoi leader, incluso Yahya Sinwar, resterebbero in libertà.

Rifiutare l’accordo su una nuova proposta, mediata da Qatar ed Egitto e già accettata da Hamas per spingersi ulteriormente dentro Rafah, rischierebbe di causare una rottura con gli Stati Uniti e lascerebbe incerto il destino degli ostaggi.Una questione in cui la carriera politica di Netanyahu e la sicurezza di Israele sono inestricabilmente intrecciate. Ma le dichiarazioni di Soussana rilanciate dai media israeliani sono il segnale di un Paese ormai straziato da sette mesi di una guerra costata la vita a 35mila palestinesi e che vuole girare pagina. “In qualche modo sono riuscita a resistere per 55 lunghi giorni ed è impossibile per me capire come qualcuno possa essere lì da 215 giorni quando ogni secondo sembra una vita e ogni respiro potrebbe essere l’ultimo”, ha aggiunto la donna.

E, intanto, continuano ad alternarsi spiragli che fanno immaginare una soluzione positiva e notizie tragiche di ostaggi morti in prigionia.Come Judy Feinstein, 70enne dichiarata morta dalle Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, a seguito delle ferite riportate – secondo il gruppo palestinese – in un bombardamento israeliano di un mese fa. 
Per Hamas ogni ostaggio morto nelle sue mani significa minore leva negoziale al tavolo delle trattative.

Ma anche una possibilità di propaganda.Se Israele non avesse distrutto tutti gli ospedali di Gaza, ha dichiarato un portavoce delle Brigate, Judy – che aveva bisogno di cure in terapia intensiva – ce l’avrebbe fatta a sopravvivere.

Parole che gettano sempre più nelle sconforto i familiari degli ostaggi.Ormai non si contano più le manifestazioni in tutto il Paese, nel centro di Tel Aviv come davanti alle residenze di premier e ministri.

Anche stamane un gruppo ha bloccato l’Ayalon, la strada principale della capitale, per chiedere al governo di accettare un accordo con Hamas. Secondo un sondaggio dell’Israel Democracy Institute, la maggioranza degli israeliani ritiene che raggiungere un’intesa sugli ostaggi rappresenti la massima priorità nazionale del Paese, più importante del lancio di un’operazione militare su vasta scala a Rafah.Le trattative proseguono febbrili, con gli Stati Uniti impegnati in prima persona.

Oggi è in Israele il capo della Cia, Bill Burns, che nei giorni scorsi ha fatto visita anche in Qatar ed Egitto. La stampa israeliana, intanto, come in una grande catarsi, continua a raccontare le storie di chi, una volta liberato dalla prigionia di Hamas, è riuscito a costruirsi una nuova vita.E’ il caso della 18enne Noga Weiss, minacciata dal suo carceriere, che sarebbe diventata sua sposa e avrebbe cresciuto i suoi figli.  Orfana di padre, ucciso dai miliziani di Hamas lo scorso 7 ottobre durante l’assalto al Kibbutz Be’eri, Noga era stata rapita insieme alla madre Shiri e insieme a lei liberata a novembre dopo 50 giorni di prigionia nella Striscia di Gaza.

Ora ha deciso di arruolarsi nell’esercito israeliano dove ricoprirà il ruolo di mashakit tash, ovvero sottufficiale responsabile delle condizioni di servizio, una sorta di assistente sociale per i soldati. Agli antipodi per età con Noga c’è l’84enne Alma Abraham, anche lei rilasciata durante lo scambio dello scorso novembre.La sua è una storia di speranza.

Oggi, dopo cinque mesi di ricovero, dove era arrivata in grave condizioni, è stata dimessa dall’ospedale di Soroka. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Putin vuole distruggere l’Occidente e durare altri 15 anni”. Parla il dissidente Khodorkovsky

0

(Adnkronos) – A margine di una tavola rotonda organizzata da Ecfr, European Council on Foreign Relations, l’Adnkronos ha intervistato Mikhail Khodorkovsky, un tempo l’uomo più ricco di Russia, oggi dissidente in esilio e oppositore del regime putiniano.  A 32 anni acquisisce, con i metodi opachi dell’era Eltsin, il gigante del petrolio Yukos, che sarà poi ri-nazionalizzato, con i metodi brutali dell’era Putin: nel 2003 Khodorkovsky viene arrestato per frode fiscale e passerà 10 anni in prigione sulla base di condanne che ha sempre considerato politicizzate e manovrate dal Cremlino.Amnistiato nel 2013, da allora vive a Londra e gira per università, think tank ed eventi pubblici con l’obiettivo di costruire una coscienza democratica nei suoi concittadini.

La ricetta è condensata nel libro pubblicato l’anno scorso ‘Come uccidere un drago’: per lui la Russia può essere o unita o democratica, dunque propone di passare dal presidenzialismo a un sistema parlamentare e dal centralismo al federalismo.Eppure la frammentazione che è seguita al crollo dell’URSS negli anni ’90 non è stata sicuramente sinonimo di stabilità o democrazia. “Guardi, a parte un po’ di confusione e il caso estremo della Cecenia, in quegli anni la situazione non è stata così drammatica.

In una Russia federale ci sarebbero diversi sistemi politici: alcune regioni, tra cui Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk, diventerebbero delle democrazie piene, simili a quelle europee.Mentre altri avrebbero sistemi meno democratici, delle autocrazie ‘leggere’, ma sicuramente meno distruttive di quella attuale”.  Si diceva che Putin lo avesse graziato in cambio della promessa di non occuparsi di politica, ma quando glielo chiedo reagisce seccato: “Non ho mai detto una cosa del genere e lo stesso Putin l’ha negata.

Possibile che tutti gli altri credano a questa storia?”.Vista la fine che hanno fatto altri dissidenti, non ha paura di conseguenze su di sé o sulla sua famiglia? “Nelle dittature, chiunque è in pericolo.

Soprattutto dopo tanti anni i dittatori diventano più insicuri e più aggressivi con gli oppositori.Ma io non cerco ruoli politici in Russia, sono un manager che studia e prova a fare il suo dovere civico.

Se Putin domani volesse farmi fuori, dovrebbe rinunciare a far fuori qualcun altro che magari in questo momento è più insidioso per lui”.  
Putin ha due obiettivi: mantenere il potere più a lungo possibile, “anche per altri 15 anni”, e indebolire l’Occidente, con la propaganda, i sabotaggi, la minaccia nucleare.Una strategia cinese “dei mille tagli”, un processo lento ma inesorabile per introdurre e rafforzare i problemi sociali, politici ed economici.

Così da costringere Europa e Stati Uniti a chiudersi in loro stessi e abbandonare velleità globaliste. “Eppure negli ultimi due anni l’Europa ha dormito, non ha capito che doveva immediatamente concentrare tutti i suoi sforzi sull’industria militare per sostenere lo sforzo ucraino, che ora è davvero al limite.Soprattutto quando parliamo di droni, la superiorità russa è impressionante.

Solo adesso vi state muovendo, meglio tardi che mai.Certo, per me è inspiegabile che Macron, dopo il suo giusto discorso sulla capacità di Putin di distruggere l’Europa, mandi il suo rappresentante all’inaugurazione presidenziale a Mosca”.  Altra fissa del potere putiniano è la contrapposizione con gli Stati Uniti, unici considerati in grado di fermare il suo disegno. “Basti pensare allo scontro tra Israele e Hamas.

Ora Putin si schiera con l’Iran non perché creda alla causa palestinese, ma perché sa che questo crea problemi agli Stati Uniti”.  Le sanzioni occidentali sono riuscite a fiaccare il regime? “E’ un bilancio in chiaroscuro.Ce ne sono di quattro tipi: personali destinate all’élite putiniana, sono state utili perché li hanno privati di molti strumenti economici; finanziarie, contro lo Stato e le aziende, non hanno creato forti conseguenze, visto che la bilancia economica russa resta positiva; energetiche, che invece hanno colpito duramente soprattutto le esportazioni di gas, e devo dire di essere stato sorpreso dalla determinazione tedesca; tecnologiche, per impedire a Mosca di accedere a chip e strumenti fondamentali per la sua industria bellica, che iniziano a fare effetto ma hanno molti difetti, soprattutto nelle categorie-colabrodo di prodotti vietati”. (di Giorgio Rutelli) —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondazione Gi Group e Valore D, ecco l’effetto della maternità sul lavoro delle donne

0

(Adnkronos) – L’effetto della maternità allarga ulteriormente il divario occupazionale con gli uomini e segna una frattura, a volte temporanea, a volte definitiva, nel percorso professionale di molte lavoratrici. È un fenomeno comune a livello europeo ma con un impatto particolarmente negativo in un Paese come il nostro, all’ultimo posto in Europa per tasso di occupazione femminile e con uno fra i più bassi tassi di fecondità.Se guardiamo infatti i dati (al 2022), da noi solo il 51,1% delle donne tra i 15 e i 64 anni lavora, contro una media UE27 del 64,9%, e il numero medio di figli per donna è 1,24, un valore molto al di sotto di Paesi come la Francia (1,79), la Svezia (1,53) e l’Olanda (1,49). La posizione del nostro Paese non cambia se si considera l’occupazione femminile nella fascia di età 25-49 – il periodo della vita in cui tendenzialmente si entra nel mercato nel lavoro e si costruisce una famiglia – che vede le donne svantaggiate di circa 20 punti percentuali sugli uomini e di 14,6 sulla media UE.  La forte penalizzazione delle madri nel mercato del lavoro ha alle spalle un concorso di fattori sociali, demografici, culturali, normativi e legislativi che fa sì che da noi i carichi di cura siano ancora fortemente sbilanciati sulle donne, impegnate in media per 4,9 ore al giorno in questo tipo di attività rispetto alle 2 degli uomini, secondo gli ultimi dati pubblicati (2023), per un totale di 43,5 giorni in più all’anno.  Invertire la rotta, per correggere uno dei principali fattori di insostenibilità del mercato del lavoro e dell’intero sistema Paese, è necessario e urgente.

Una direzione la traccia lo studio di Fondazione Gi Group e Gi Group Holding, realizzato in collaborazione con Valore D “Donne, Lavoro e Sfide Demografiche.Modelli e strategie a sostegno dell’occupazione femminile e della genitorialità”, che sarà presentato il prossimo 14 maggio a Milano nel Convegno organizzato all’Auditorium del Palazzo del Lavoro in Piazza IV novembre 5. Il rapporto è unico nel suo genere perché combina, in un approccio multidisciplinare e multistakeholder, l’analisi della letteratura internazionale, uno sguardo comparato su sei Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Svezia) e l’ascolto della voce diretta delle imprese, PMI, grandi aziende e multinazionali. Il Convegno, con avvio in streaming alle ore 10.30, sarà moderato da Fabio Insenga, Vicedirettore di Adnkronos, e introdotto da Chiara Violini, Presidente di Fondazione Gi Group e Barbara Falcomer, Direttrice Generale di Valore D.

A loro seguirà l’intervento dello scrittore Alessandro D’Avenia, che rifletterà sul valore della genitorialità in un talk ispirazionale dal titolo “Generare o degenerare?Questo è il problema”. I lavori proseguiranno con la presentazione dei principali risultati dello studio, a cura di Rossella Riccò, Responsabile Area Studi e Ricerche di Fondazione Gi Group e Ulrike Sauerwald, Responsabile del Centro Studi di Valore D.

Interverranno inoltre Alessandro Rosina, Professore Ordinario di Demografia e Statistica Sociale nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano e Dirigente del “Center for Applied Statistics in Business and Economics” e Francesco Seghezzi, Presidente ADAPT, che approfondiranno le principali evidenze demografiche e occupazionali della ricerca. Spazio poi all’esperienza delle aziende in una tavola rotonda dedicata al racconto di alcune best practices.Interverranno: Annibale Baldari, Executive Director HR Transformation and Strategic Operation and DEI Champion Italy Hub di Eli Lilly, Donatella De Vita, Global Head of Engagement and Welfare and DEI di Pirelli, Valentina Pirrò, Recruiting, Employer Branding, Culture & Inclusion Manager di Vodafone, Stefano Fasani, Founder and Program Manager di Open-es. Adnkronos Demografica sarà media partner dell’evento, che sarà trasmesso anche in live streaming su: https://youtube.com/live/XqroV7UFeoI?feature=share
 —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)