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Quote Europei calcio, Spalletti fa la spesa in casa dell’Inter

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(Adnkronos) – La Serie A si avvia a concludere il suo percorso stagionale e, di conseguenza, sta crescendo, giorno dopo giorno, l’attesa per i prossimi Europei.L’Italia torna in Germania, da campione in carica, per tornare a Berlino a distanza di 18 anni dal trionfo Mondiale.

Luciano Spalletti, il giorno dopo la conclusione del massimo campionato di calcio, diramerà la lista dei convocati che difenderanno il titolo conquistato a Wembley nell’estate del 2021.Il ct della Nazionale, molto probabilmente, farà la “spesa” ad Appiano Gentile perché, secondo gli esperti Sisal, sarà l’Inter la squadra che darà più convocati all’Italia per la kermesse continentale.

I campioni d’Italia, dati a 1,16, si preparano così a vestirsi d’azzurro per provare ad aggiungere un altro trofeo al loro palmares stagionale.Il blocco italiano ad Appiano, in questi tre anni, è cresciuto tantissimo, basti pensare che, nella squadra campione d’Europa, c’erano solo due nerazzurri, Nicolò Barella e Alessandro Bastoni, i quali hanno grandi chance di volare in Germania. Alle spalle dell’Inter si fa largo la Roma, offerta a 6,00, che potrebbe portare diversi suoi rappresentati a Euro 2024.

Il gruppo nel giro azzurro, anche a Trigoria, è aumentato tantissimo anche a Trigoria visto che, al pari dei nerazzurri, anche i capitolini, tre anni fa, parteciparono alla campagna europea con i soli Leonardo Spinazzola e Bryan Cristante.   Il podio delle squadre che daranno più convocati all’Italia si completa con Juventus e Napoli che partono però decisamente staccate rispetto a Inter e Roma.Un dato che conferma un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi Europei quando bianconeri e partenopei avevano fornito, al CT Mancini, più giocatori di tutte le altre squadre del campionato.

Uno scenario difficilmente ripetibile vista la quota di 16 per entrambe. Rischia invece di non volare in Germania il Milan.Il Diavolo, a Euro 2020, era rappresentato dal solo Gigio Donnarumma, oggi passato al PSG, e rischia seriamente di non avere giocatori chiamati da Spalletti.

Vedere una nazionale, a forti tinte rossonere, pagherebbe 100 volte la posta. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, così il mieloma sfugge all’immunità: studio italiano apre a nuove cure

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(Adnkronos) – Il mieloma multiplo sfugge al sistema immunitario grazie alla perdita del gene Gabarap, un ‘trucco’ che permette alle cellule malate di nascondersi, di diventare invisibili alle difese naturali dell’organismo.A scoprire il segreto del secondo tumore del sangue più frequente in Italia, aprendo a nuovi mix terapeutici che potrebbero combatterlo in modo più efficace vincendo la resistenza della neoplasia ai trattamenti farmacologici, è uno studio dei ricercatori dell’Irccs di Candiolo (Torino), pubblicato su ‘Blood’.  Il mieloma multiplo, causato da un’eccessiva riproduzione delle plasmacellule nel midollo osseo, ogni anno nel nostro Paese colpisce circa 2.700 donne e 3mila uomini.

Dopo il primo trattamento la maggior parte dei pazienti sviluppa una recidiva.E con il progredire della malattia, il susseguirsi delle ricadute e dei tentativi terapeutici, il mieloma diventa sempre più difficile da trattare. “L’attuale paradigma terapeutico per il mieloma multiplo – spiega Annamaria Gullà, responsabile del Laboratorio di Ematologia traslazionale e Immunologia dell’Irccs Candiolo – comprende una terapia di combinazione che può includere agenti immunomodulatori, inibitori del proteasoma, corticosteroidi e anticorpi monoclonali anti-Cd38.

Tuttavia, numerosi pazienti recidivano e/o diventano refrattari a queste classi terapeutiche.Per questo i nostri sforzi sono concentrati sulla ricerca di nuove armi più efficaci per prolungare la risposta a lungo termine e migliorare la qualità di vita dei pazienti”. 
Il team piemontese è partito dall’analisi del meccanismo d’azione del farmaco bortezomib.

Si tratta di un “inibitore del proteasoma”, un insieme di “organuli cellulari in grado di rimuovere le cellule danneggiate”, illustra Gullà.Bortezomib “contrasta il mieloma multiplo sia direttamente, colpendo le cellule tumorali, sia indirettamente, attivando il sistema immunitario e provocando la cosiddetta morte cellulare immunogenica”.

Il farmaco mostra tuttavia una “perdita di efficacia a lungo termine”, che “può derivare dall’insorgenza di forme nuove di resistenza alla terapia, in cui bortezomib non è più in grado di stimolare il sistema immunitario a riconoscere il tumore”.Attraverso “una serie di analisi in modelli preclinici – descrive l’esperta – abbiamo dimostrato che le cellule tumorali morenti, colpite direttamente da questo farmaco di prima linea, esprimono sulla loro superficie una proteina nota come calreticulina, che rende il tumore visibile al sistema immunitario che può così attaccarlo.

Ma la perdita del gene Gabarap compromette l’esposizione della calreticulina, riducendo in questo modo l’azione del sistema immunitario contro il cancro”. “Non a caso un basso livello di espressione di Gabarap è stato associato in modo indipendente a una sopravvivenza più breve dei pazienti con mieloma multiplo e a una ridotta infiltrazione immunitaria del tumore”, rimarcano i ricercatori di Candiolo.Gli scienziati dell’Irccs oncologico del Piemonte hanno inoltre dimostrato che “la rapamicina, un farmaco inizialmente usato nei trapianti d’organo, può ripristinare l’effetto immunogenico del bortezomib”.  “Riteniamo – prosegue Gullà – che l’uso combinato di bortezomib e rapamicina potrebbe migliorare gli esiti dei pazienti con mieloma multiplo, in caso di perdita di Gabarap.

Abbiamo quindi individuato un possibile candidato, un farmaco già utilizzato in clinica, appunto la rapamicina, che potrebbe aggiungersi agli attuali trattamenti in uso nei pazienti con bassi livelli di questo gene.Gabarap è localizzato sul cromosoma 17p, la cui delezione definisce pazienti di mieloma ad alto rischio.

Questo meccanismo potrebbe dunque aggiungersi a quelli già noti che contribuiscono alla prognosi negativa di questi pazienti”. “I risultati di questo lavoro – commenta Salvatore Nieddu, direttore generale dell’Irccs di Candiolo – sono un’ulteriore dimostrazione del nostro impegno continuo rivolto alla ricerca di nuovi approcci per la terapia dei tumori, anche quelli più difficili da curare, come appunto il mieloma multiplo.Questo specifico tumore del sangue sembra essere in grado di difendersi dai farmaci attualmente in uso tramite diversi meccanismi di resistenza.

E’ quindi necessario sviluppare un armamentario sempre più ricco di farmaci che, combinati assieme, possano ridurre o evitare che il tumore sviluppi la capacità di resistere ai trattamenti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, parte la vendita dei biglietti per la gara col Mantova

Juve Stabia, in vendita i biglietti per la gara di Supercoppa col Mantova in programma sabato 11 maggio alle 18 al “Romeo Menti”.

Juve Stabia, in vendita i tagliandi per la gara col Mantova valevole per la seconda giornata della Supercoppa di Serie C in programma allo stadio “Romeo Menti” alle ore 18.

Il comunicato ufficiale della società stabiese sulla vendita dei biglietti del match col Mantova.

“La S.S.Juve Stabia 1907 comunica che sono a disposizione i tagliandi per il match Juve Stabia-Mantova, gara valida per la seconda giornata della Supercoppa Serie C, che si giocherà sabato 11 maggio alle ore 18 allo stadio Romeo Menti.

Tutti i tifosi potranno acquistare il proprio titolo d’accesso allo stadio Romeo Menti anche attraverso il portale www.etes.it oltre che allo store ufficiale S.S.

Juve Stabia 1907 sito in Corso Giuseppe Garibaldi, 24, Castellammare di Stabia.

La S.S.Juve Stabia 1907 fa sapere che, per gli eventi gestiti dalla Lega Pro, come in questo caso, non sono validi accrediti di favore e gli abbonamenti sottoscritti all’inizio della stagione.

Si rende noto, quindi, che saranno disponibili:

Curva San Marco € 15 + 1,50 prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 10 + 1,50;

Tribuna Varano € 18 + 1,50 prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 14,50 + 1,50;

Tribuna Quisisana € 21 + 1,50 € prevendita – ridotti 6/16 anni, donne 16,50 + 1,50 €;

Tribuna Monte Faito € 25 + 1,50 € prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 20 + 1,50 €.

I tagliandi potranno essere acquistati nei seguenti punti vendita:

Bar Dolci Momenti, Via G.

Cosenza 192;

Bar Gialloblu, Viale Europa 101;

Agenzia Intralot, Viale Europa 31;

Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11;

Planet Davidos, C.so Alcide De Gasperi 114/116;

Goldbet, Piazza Giovanni XXIII, 33;

Anca Caffè, Strada Panoramica 1b/1c;

Movida Caffè, Via Napoli 297;

Bar degli Amici, via Pioppaino, 39/41;

Il Bar del Porto, via Bonito, 123;

Napodos Caffè, via Regina Margherita, 196;

Punto Vincente Sala Slot, via Madonna delle Grazie, 196, Santa Maria la Carità;

Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229.

La prevendita al botteghino dello stadio Romeo Menti sarà attiva mercoledì dalle ore 15:00 alle 18:00 e giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00 e i tagliandi acquistati saranno privi dei costi di prevendita.

Si invitano i tifosi ad anticipare l’ingresso all’impianto per evitare assembramenti.

S.S.Juve Stabia”. 

La terza giornata di Supercoppa col Cesena.

Ricordiamo che la terza e decisiva giornata per l’assegnazione della Supercoppa di Serie C si disputerà allo stadio “Manuzzi” di Cesena tra i padroni di casa e la Juve Stabia domenica 19 maggio alle ore 17:45.

Prevista la diretta tv su Rai Sport.

Camila Giorgi si ritira, addio al tennis

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(Adnkronos) – Camila Giorgi si ritira dal tennis professionistico.Dall’azzurra ancora nessuna comunicazione ufficiale né post social, ma il suo nome appare nella lista degli atleti ritirati dell’Itia, International Tennis Integrity Agency, a far data da ieri.

La 32enne nata a Macerata è 116esima nell’ultima classifica Wta.In carriera, senza titoli conquistati, ha ottenuto come miglior piazzamento il 26esimo posto a ottobre 2018.

Nella stagione attuale ha giocato 9 match, con 3 vittorie e 6 sconfitte. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matteo Falcinelli, dipartimento Stato Usa: “Riconosciamo preoccupazioni Italia”

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(Adnkronos) – “Noi riconosciamo le preoccupazioni sollevate dal governo italiano e dalla famiglia Falcinelli riguardo alle circostanze dell’arresto di Matteo Falcinelli a Miami”.E’ quanto dichiarano all’Adnkronos fonti del dipartimento di Stato riguardo alla vicenda del 25enne studente italiano arrestato, con modalità violente, lo scorso febbraio in Florida. “A quanto ci risulta la polizia di Miami ha aperto un’inchiesta interna sul caso”, aggiungono le fonti che assicurano che “continueremo a monitorare questi sviluppi”.  “Il dipartimento di Stato – proseguono le fonti – lavora diligentemente per assicurare che i dipartimenti di pubblica sicurezza negli Usa rispettino i loro obblighi legali riguardo alle notifiche e l’accesso consolare quando cittadini stranieri sono arrestati negli Stati Uniti, in accordo con le leggi interni e gli obblighi internazionali, nello stesso modo in cui noi ci aspettiamo che i governi stranieri trattino i cittadini americani all’estero”.  Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha già fatto sollecitare la massima attenzione al caso di Matteo Falcinelli, ricordando che il Governo italiano segue doverosamente ogni caso di detenzione di cittadini italiani all’estero.

E’ quanto si leggeva in una nota della Farnesina del 5 maggio scorso, in cui si ricordava che dall’inizio della vicenda il consolato generale d’Italia a Miami sta seguendo il caso. All’atto dell’arresto il signor Falcinelli è stato sottoposto a un trattamento detentivo particolarmente violento, testimoniato dalle stesse body-cam dei poliziotti che hanno effettuato il fermo.Per questa ragione, oltre a seguire il caso e prestare assistenza alla famiglia per gli aspetti legali, il console generale a Miami ha sottolineato con le autorità locali l’inaccettabilità dei trattamenti che il giovane ha subito, ha fatto sapere la Farnesina. 
Matteo Falcinelli, da soffocamento ai danni alle ossa: i rischi dell’incaprettamento
 Falcinelli era stato arrestato all’uscita di una discoteca.

La polizia di Miami gli aveva contestato diversi reati, tra cui resistenza non violenta a pubblico ufficiale. È stato rilasciato due giorni dopo l’arresto.Il consolato generale a Miami si è subito attivato: oltre a intervenire con le autorità locali, ha prestato la necessaria assistenza al connazionale e ai familiari, anche fornendo contatti dell’ufficio legale, poi scelto dalla famiglia.

Sino alla conclusione della vicenda il consolato generale, d’intesa con la Farnesina, continuerà ad assistere il connazionale, mantenendo stretto contatto con la famiglia. Protagonista della grave vicenda, come ha raccontato per primo Quotidiano Nazionale pubblicando anche le immagini choc dell’arresto, è il 25enne Matteo Falcinelli.Il giovane di Spoleto, a Miami per frequentare il master alla Florida International University al Biscayne Bay Campus, sarebbe stato “sbattuto a terra” dalla polizia con “il volto contro l’asfalto” e “con il ginocchio dell’agente premuto contro il collo, la stessa manovra che in Minnesota uccise l’afroamericano George Floyd”.

Una volta arrestato e portato in una cella di transito alla stazione di polizia di North Miami Beach, “in quattro lo hanno incaprettato sottoponendolo all’Hogtie restraint.Con una cinghia hanno legato i piedi alle manette dietro la schiena e tirato, tirato tra urla strazianti e sovrumane” fino a quando il giovane “li ha supplicati di smettere perché si sentiva letteralmente spezzare. ‘Please, please, please'” le parole “pronunciate con un filo di voce tra lacrime e strazi indicibili.

E cosi, con il rischio di morire, lo hanno lasciato per più di tredici minuti, quando qualcuno in quella posizione smette di respirare appena dopo 150 secondi”, il resoconto di Quotidiano Nazionale sul caso. 
Matteo Falcinelli, parla la madre: “Polizia ha mentito, dopo arresto ha paura”
 La scena è stata ripresa dalle bodycam indossate dagli agenti americani, mentre la vicenda risale alla notte tra il 24 e il 25 febbraio scorso. Dalla prima ricostruzione della famiglia, spiega ancora Quotidiano Nazionale, emerge che il ragazzo è entrato in un locale “intorno alle 22.15: è solo, giù di corda dopo un brutto incidente del novembre precedente e non esce con gli amici per lo Spring break, l’inizio delle vacanze di primavera.Ordina un drink, rum e coca, ma ben presto si rende conto che è uno strip bar, racconterà poi.

Alcune ragazze gli offrono sesso: 500 euro mezz’ora, mille un’ora ma lui rifiuta”. 
Falcinelli e l’arresto choc a Miami: “Tortura, ma sono sopravvissuto”
 Il ragazzo quindi “resta al bancone e prima di allontanarsi per andare in bagno ordina un altro drink per lui e per una ragazza conosciuta sul posto.In bagno si accorge che gli mancano i due cellulari.

Inizia a cercarli, chiede dove siano, e dopo una agitata ricerca la stessa ragazza gli riferisce che i suoi cellulari sono stati ritrovati all’ingresso del bar.Matteo li va a ritirare, e solamente dopo ritorna al bar per prendere i drink ordinati precedentemente.

I drink erano già pronti sul bancone, li beve insieme alla ragazza e da qui in poi i ricordi si fanno offuscati.Non ricorda come arriverà all’uscita ma lì c’è già una pattuglia della polizia con due agenti, come emerge dal rapporto ufficiale, altri quattro ne arriveranno solo dopo.

I poliziotti scriveranno di essere intervenuti perché il ragazzo ha creato problemi nel locale tanto da essere sbattuto fuori e di essersi opposto all’arresto, facendo resistenza agli agenti perché rivoleva indietro i 500 dollari spesi ma Matteo sostiene di non aver mai pagato quella cifra”. Quello che accade all’esterno, continua Quotidiano Nazionale, “è ripreso in parte dalle bodycam.Matteo è agitato, inveisce contro i poliziotti: ripete che non ha fatto niente, chiede di riavere i suoi telefoni.

Chiede i nomi degli agenti perché li vuole denunciare ma quando punta il dito – questa la sua ricostruzione – contro la targhetta con il nominativo stampato sulla divisa, viene sbattuto a terra. “Non ci toccare sennò sono guai” lo minacciano. È a quel punto che Falcinelli finisce a terra con le mani dietro la schiena e il ginocchio del poliziotto a premere sul collo”. Alle 3.38 del mattino Falcinelli viene portato alla stazione di polizia. “È lì che avviene la tortura.La body cam di un poliziotto mostra lo studente dentro una cella con le vetrate: urla chiedendo che vengano rispettati i suoi diritti”, il resoconto seguito dalle immagini. Resistenza a pubblico ufficiale, opposizione all’arresto senza violenza e violazione di domicilio, le accuse contro il 25enne, che tuttavia decadranno secondo disposizione del giudice americano.

La denuncia della famiglia, si spiega ancora, arriva a mesi di distanza dai fatti – e solo dopo che le accuse decadranno – per paura di ritorsioni. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Salvini: “Monti e Macron vanno curati, vadano loro”

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(Adnkronos) – “Mi turba che dopo Macron anche Monti oggi parli dell’invio di soldati italiani a combattere in Ucraina.Questi vanno curati: chi la pensa così e lo dice come se fosse una cosa normale è pericoloso.

Se Monti e Macron hanno tanta voglia di combattere, vadano in Ucraina”.Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine di Next Mobility Exhibition nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho, commentando quanto affermato dall’ex premier Mario Monti stamattina ai microfoni di Radio 24.  “Parlare di soldati italiani che potranno andare a combattere e morire in Ucraina la ritengo una cosa gravissima – ha sottolineato Salvini -.

Ieri Putin ha invitato al dialogo e io spero che il 2024 sia l’anno della pace.Io sono disponibile a ricostruire porti, ferrovie, strade, scuole e ospedali.

Quando qualche italiano parla facilmente di guerra e soldati che combattono e muoiono fuori dai confini, secondo me c’è dietro un problema”. Interpellato sulle parole di Macron e l’ipotesi di invio truppe, Monti oggi a Radio 24 ha detto: “Io credo che a un certo punto potrà essere necessario.Se pensiamo che la Russia possa davvero andare anche più ad occidente dell’Ucraina, se queste sono le sue intenzioni, è chiaro che va fermata”. “Se si richiede un mix di strumenti militari e di uomini, teniamo presente che mandare uomini a combattere per difendere l’Europa sarà molto difficile anche perché le nostre cittadinanze si sono abituate alla pace e non ammettono il concetto che si possa morire per la difesa della patria o della patria europea.

Secondo me più che mandare uomini europei a combattere là in Ucraina io credo che bisognerebbe intensificare ulteriormente il sostegno all’Ucraina con armamenti e il sostegno finanziario”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tpl, Agens Anav e Asstra: “Urgente revisione dei finanziamenti al settore”

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(Adnkronos) – “Il quadro finanziario del trasporto pubblico nazionale è preoccupante.C’è uno sbilancio di 1,7 miliardi, dovuto anche all’inflazione, che non solo mette in allarme l’intero settore ma rischia di non far centrare l’obiettivo indicato dal Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, che indica uno shift modale, dalla mobilità privata a quella collettiva, del 10%”.

Così le associazioni che rappresentano le imprese pubbliche e private del comparto in occasione di un convegno organizzato a Milano a Nme, la fiera internazionale dedicata al trasporto pubblico. “Le analisi di esperti – segnalano le associazioni commentando uno studio del Politecnico di Milano – confermano un pericoloso sbilancio finanziario, dovuto sia alla carenza annuale del Fondo nazionale di finanziamento del tpl, si tratta di quasi 800 milioni di euro, sia alle risorse che servirebbero a far fronte ai futuri costi di rinnovo del Ccnl di categoria, scaduto nel 2023, e che le organizzazioni sindacali hanno quantificato in circa 900 milioni di euro aggiuntivi a regime”.  Il sistema industriale del tpl, concludono le associazioni delle imprese, “non può reggere senza una revisione del quadro delle risorse funzionali.Il rischio è una crescente riduzione dell’offerta che andrà a scoraggiare la domanda di mobilità pubblica, allontanando così il Paese dagli obiettivi di sostenibilità ambientale e di crescita economica”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scontro Mentana-Gruber, Cairo risponde: ore di riflessione per direttore tg

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(Adnkronos) –
Ore di riflessione per Enrico Mentana, che, dopo il violento scontro con Lilli Gruber, potrebbe annunciare stasera la sua decisione.La disputa tra i due giornalisti ha raggiunto il culmine con l’ultimatum di Mentana che ieri sera, alla fine dell’edizione del tgLa7, ha chiesto un intervento dell’azienda (“Dica qualcosa o ci saranno conseguenze”).

La risposta di Urbano Cairo alla fine è arrivata questa mattina.L’editore ha invitato tutti al rispetto reciproco e nei confronti dell’azienda, enfatizzando il valore della libertà di espressione e dell’autonomia responsabile dei conduttori e giornalisti, nonché l’importanza del lavoro di squadra.  Intanto, la tensione tra i due giornalisti ha catturato l’attenzione dei media, volando in tendenza sui social e occupando le pagine di quasi tutti i quotidiani, ad eccezione del Corriere della Sera di Cairo che ha limitato la copertura all’ambito online.

Mentana ha risposto alle parole dell’editore con un laconico “sottoscrivo” ma fonti vicine al giornalista suggeriscono che la riflessione è aperta e potrebbe portare a un nuovo annuncio nel tg delle 20.Quanto alla Gruber, ha rivendicato: “Condivido da sedici anni la linea e le regole della mia azienda”. 
Mentre il tg di Mentana si mantiene costante con l’8,3% di share e 1.612.000 spettatori, la polemica sembra aver un impatto significativo sugli ascolti di ‘Otto e mezzo’.

L’ultima puntata ha registrato oltre 2 milioni di spettatori con un 9,2% di share, un incremento rispetto agli 1.781.000 spettatori e l’8.4% di share della puntata precedente.Questo aumento di interesse è probabilmente dovuto all’attesa di una risposta della Gruber alle dichiarazioni di Mentana, che aveva definito “sprezzante” il suo giudizio e si era distanziato “da maleducati e ignavi”.

Risposta che però, al momento, non è arrivata. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bergamo, scontro frontale tra auto: morta bambina di 8 anni

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(Adnkronos) – Uno scontro frontale alle 23 di ieri tra due auto a Clusone sulla ex strada statale 671 ha causato la morte di una bambina di 8 anni.Sull’incidente i carabinieri stanno cercando di ricostruire la dinamica ancora non chiara.

Lo schianto è avvenuto tra una Seat con a bordo una nonna e due nipoti e una Bmw con a bordo una coppia, un uomo del ’76 e una donna del ’64.Le persone coinvolte ferite sono state portate in ospedale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti pubblici, Gibelli (Asstra): “Patrimonio imprese territoriali e locali a rischio”

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(Adnkronos) – “In Fiera Milano si è fatto un elenco dei produttori di autobus ed è emerso che quasi tutti non sono italiani.Se non cambiano alcuni elementi delle regole del gioco, nei prossimi dieci anni, il patrimonio di imprese territoriali e locali verrà spazzato via.

Indicizzazione del Fondo trasporti e flessibilità delle tariffe sono due capitoli di ingresso per rendere questo Paese competitivo”.Lo ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente di Asstra, durante il panel ‘Il trasporto pubblico: un driver e una sfida per la crescita’ nel contesto della conferenza di apertura di Transpotec Logitec e NME – Next Mobility Exhibition, intitolata ‘Il Trasporto di merci e persone tra presente e futuro’, i cui focus fondamentali sono il trasporto di merci e persone come driver di crescita e sostenibilità.  La transizione energetica e gli obiettivi del Pnrr di aumentare del 10 per cento la quota modale, impongono un cambio di passo: “La transizione energetica fotografata in termini biologici porta a un aumento di costi, a parità di servizio, di 600 milioni.

Da mesi vogliamo attenzionare la politica sui costi di gestione”, specifica Gibelli.  Intanto le aziende si confrontano con l’aumento dei costi e la carenza degli autisti: “Mancano 20.000 lavoratori – sottolinea Gibelli – il contratto è fermo, richiede un aggiustamento che riporti competitività a una professione oggi altamente mortificata, a cui serve richiesta sindacale.Faremo i datoriali e avanzeremo una controproposta di circa 900 milioni di euro”.

Fiera Milano, quindi, diventa fulcro del dibattito sul futuro della mobilità, offrendo un’occasione di riflessione sullo stato dell’arte e sull’evoluzione del trasporto di merci e persone.Un settore che ogni anno trasporta 5,5 miliardi di passeggeri e che genera oltre 12 miliardi di euro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Energia, Engie disegna transizione efficiente al 2030: efficienza e rinnovabili come opportunità

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(Adnkronos) – Incrementare l’efficienza nell’uso dell’energia, superare la dipendenza dai combustibili fossili, aumentare significativamente l’utilizzo delle energie rinnovabili e modulare il quadro normativo e regolatorio per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e dei consumi energetici.Sono le azioni necessarie definite nello studio ‘Roadmap to 2030: scenari e indicazioni di policy alla luce dei nuovi target di decarbonizzazione’ realizzato da Engie in collaborazione con il gruppo di ricerca Energy & Strategy del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano. I risultati sono stati presentati oggi, a Roma, nel corso dell’evento “La Transizione Efficiente: nuove soluzioni per l’energia del futuro”, che ha visto riunite istituzioni, aziende e pubbliche amministrazioni per analizzare gli aspetti tecnici, economici e normativi necessari a raggiungere i target di decarbonizzazione al 2030.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il presidente di Arera, Stefano Besseghini, il presidente del Gse, Paolo Arrigoni. “La transizione energetica è responsabilità collettiva.Non è un percorso facile ma è una sfida necessaria.

Il nostro compito è fare di tutto per renderla un’opportunità.Per noi di Engie è un impegno quotidiano che sentiamo verso le future generazioni”, afferma Monica Iacono, Ceo di Engie Italia. “La fotografia scattata dallo studio realizzato con il Politecnico di Milano ci dice chiaramente che è necessario accelerare e che i costi dello scenario inerziale sono superiori agli investimenti necessari per raggiungere i target previsti.

Il nostro auspicio è quello di offrire, attraverso questa analisi, un contributo utile alle decisioni e alle soluzioni che istituzioni, pubbliche amministrazioni e imprese sono chiamate ad adottare perché siamo convinti che la transizione sia anche un’opportunità di crescita per il Paese”. “Servono più strumenti: sistemi di detrazione fiscale, meccanismi incentivanti come i certificati bianchi per l’industria, stimolare l’innovazione e la digitalizzazione delle reti.Ci stiamo impegnando a predisporre un quadro normativo che supporti una visione di lungo-periodo.

Dove le risorse siano tra loro coordinate e razionalizzate, valutando possibili sinergie tra i diversi strumenti disponibili”, ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Dobbiamo accompagnare e agevolare la trasformazione del nostro sistema produttivo, in equilibrio con la decarbonizzazione.La chiave è intervenire con determinazione per avere in casa competenze e tecnologie che saranno al centro della trasformazione del sistema industriale in modalità green.

Lavoriamo per favorire lo sviluppo, creando un contesto favorevole alle imprese”. Il punto di partenza dell’analisi è l’attuale contesto emissivo italiano.Nel 2022, l’Italia ha ridotto di circa il 30% le sue emissioni rispetto al 2005.

Considerando però l’attuale trend di mercato e normativo, compresi quelli relativi al superbonus, dal 2022 al 2030 si prevede una riduzione di -46 MtCO2, che è molto inferiore ai target europei che impongono una riduzione di -137 MtCO2 (più del 50% delle emissioni rispetto al 2005). Quindi, rispetto all’attuale scenario inerziale al 2030, lo studio evidenzia che non è possibile raggiungere né gli obiettivi europei né i target nazionali di riduzione delle emissioni già promossi all’interno del Pniec. È necessaria un’accelerazione in questa direzione che moltiplichi gli sforzi.Il maggiore contributo per affrontare le sfide europee può derivare da due pilastri strategici: l’incremento delle soluzioni di efficienza energetica e delle fonti energetiche rinnovabili.

Sul fronte dell’efficienza energetica il Pniec identifica un obiettivo pari a 100 Mtep al 2030.Considerando gli attuali trend di mercato e normativi il Paese è proiettato verso i 109 Mtep di consumi di energia finale al 2030 (-4 Mtep rispetto al 2022), ossia un risultato distante dagli obiettivi Pniec e non in linea neanche con gli obiettivi comunitari che richiedono il raggiungimento di 92,5 Mtep (-21 Mtep rispetto al 2022). È quindi necessario moltiplicare le misure messe ad oggi in campo. “La transizione energetica pone obiettivi estremamente sfidanti e richiede nei prossimi anni un cambio di passo.

Ne fa parte, ad esempio, la crescita, di 2-3 volte rispetto al quadro attuale, delle installazioni di rinnovabili, la cui diffusione è alla base del cambiamento dell’assetto energetico del nostro Paese”, afferma Vittorio Chiesa, Chairman Polimi Graduate School of Management. “Ma la transizione si ottiene anche con il contributo di altre soluzioni, quantitativamente meno rilevanti, agendo sui relativi elementi abilitanti: l’adozione di tecnologie per l’efficienza energetica in ambiti quali la Pubblica Amministrazione, la diffusione del teleriscaldamento, la gestione della filiera per la produzione di biometano su larga scala, lo storage per l’aumento delle soluzioni di autoconsumo”. La Pubblica Amministrazione, si evidenzia, è un attore rappresentativo e trainante per l’efficienza energetica. È indispensabile, però, implementare ulteriori misure e potenziare gli strumenti oggi in vigore, aumentando l’attrattività di investimenti privati, per esempio con la diffusione di formule contrattuali come l’Energy Performance Contracts e il Partenariato Pubblico Privato. Per quanto riguarda le energie rinnovabili, nel 2021 hanno contribuito per il 40% sul mix di produzione di energia elettrica nazionale.Per raggiungere gli obiettivi del Pniec al 2030 il peso dell’energia elettrica da fonti rinnovabili sul mix energetico dovrebbe raddoppiare per raggiungere il target al 2030 (65% del mix), installando 3,5 volte la capacità di fotovoltaico e 2,5 volte quella di eolico rispetto al 2021.

Va considerato poi lo storage, una tecnologia che, come sottolinea lo studio, integrata a impianto di potenza tra 200 kW e 10 MW può incrementare ulteriormente la quota di autoconsumo abilitando una maggior diffusione della produzione rinnovabile. Rispetto alle attuali tecnologie utili all’efficienza energetica e alla decarbonizzazione (come fotovoltaico, solare termico, pompe di calore, storage e idrogeno), l’analisi mostra come la filiera sia ancora poco sviluppata: nel 2021 il 100% dei target risultava ancora da coprire.Su questo tema è fondamentale incrementare gli sforzi per semplificare i processi autorizzativi e accelerare la messa a terra degli investimenti da parte degli operatori.

Un focus sui settori residenziale e industriale, evidenzia la necessità di un investimento di ulteriori 60 miliardi per raggiungere almeno gli obiettivi Pniec. Un ruolo di supporto alla decarbonizzazione ed efficienza nel settore residenziale può essere svolto dal teleriscaldamento.Oggi l’attuale diffusione della tecnologia raggiunge i 9,7 TWh all’anno, ma ha un potenziale di sviluppo di 4 volte superiore: al 2030 si può produrre 38 TWh utile ad efficientare quasi il 10% della domanda termica residenziale, con investimenti annui fra 7 e 10 miliardi di euro.

Anche in questo caso, è necessario attrarre investimenti prevedendo un quadro di policy organico che contempli in maniera sinergica norme ed incentivi, stimolando la domanda tramite l’introduzione, ad esempio, di obblighi di allacciamento alla rete per i nuovi edifici L’analisi delle tecnologie in grado di supportare la transizione energetica vede nel biometano un forte alleato strategico.L’aggiornamento del Pniec prevede un’accelerazione sull’utilizzo del biometano come alternativa rinnovabile per la produzione di energia termica.

Attualmente, il meccanismo di incentivazione è però limitato nel tempo e la frammentazione nella catena di approvvigionamento crea inefficienze e scarsa scalabilità. È necessario creare soggetti aggregatori e definire un nuovo meccanismo incentivante post-2026 per favorire la crescita del settore e raggiungere gli obiettivi al 2030.Dallo studio emerge, dunque, che l’Italia ha tutte le potenzialità per essere il laboratorio della decarbonizzazione, ma attualmente si registra un ritardo rispetto alla traiettoria di decarbonizzazione europea che istituzioni, di concerto con gli operatori del settore, possono provvedere a colmare puntando sulle appropriate leve strategiche. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

William e la visita in Cornovaglia, “vuol dire che Kate sta meglio”

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(Adnkronos) – Per la prima volta da quando a Kate Middleton è stata comunicata la diagnosi di cancro, il principe William trascorrerà due giorni fuori casa – oggi e domani – e stasera pernotterà lontano dalla famiglia.Negli ultimi mesi l’agenda degli impegni ufficiali del principe era stata modificata per essere riadattata alle esigenze familiari, per permettergli di sostenere la moglie per la durata del trattamento e stare accanto ai figli. Ora il principe andrà in Cornovaglia e – sottolinea il Daily Mail – l’aver accettato l’idea di trascorrere una notte lontano da casa è il miglior indicatore del fatto che la principessa potrebbe essersi sulla via della guarigione.  Gli aggiornamenti ufficiali sulla salute della Principessa sono stati scarsi da quando, a marzo, ha annunciato di essere in cura per un cancro.

All’epoca, aveva chiesto al pubblico “un po’ di tempo, spazio e privacy” per completare il ciclo di chemioterapia.Da allora Kate è stata lontana dai riflettori, mentre il principe William è tornato al lavoro con un’agenda degli impegni ufficiali adattata alla situazione.

William ha parlato più volte di Kate durante i suoi ultimi impegni pubblici, assicurando che si sta “prendendo cura” della Principessa. In Cornovaglia, William visiterà il sito di Nansledan dove verrà costruito il primo progetto abitativo innovativo del Ducato di Cornovaglia per aiutare a risolvere il problema dei senzatetto.Domani farà la sua prima visita ufficiale alle Isole Scilly da quando è diventato Duca di Cornovaglia nel settembre 2022.

Durante la sua permanenza a St.Mary’s, William incontrerà i rappresentanti delle imprese locali sul fronte del porto e visiterà il St.

Mary’s Medical Centre. 
Non si sa ancora quando la Principessa tornerà a svolgere i suoi impegni pubblici a fianco del marito.Recentemente il Telegraph citava alcune fonti bene informate secondo cui la decisione del Re di tornare agli impegni ufficiali deve aver alleviato la pressione su Kate.

Normalmente la Principessa partecipa a una serie di eventi nei mesi estivi, tra cui Wimbledon, Royal Ascot e Trooping the Colour.Kensington Palace ha dichiarato che Kate tornerà agli impegni ufficiali quando i medici le daranno il via libera. “Potrebbe essere desiderosa di partecipare a eventi se e quando si sentirà in grado di farlo”, ha sottolineato un portavoce, ma “qualsiasi primo evento pubblico non segnerà necessariamente il ritorno a un regolare programma di attività pubbliche”. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hilary Duff mamma per la quarta volta, nata Townes Meadow Bair

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(Adnkronos) –
Hilary Duff è diventata mamma per la quarta volta.Ad annunciarlo è la stessa artista che sui suoi canali social condivide qualche scatto in bianco e nero del parto in acqua.

La bambina si chiama Townes Meadow Bair ed è nata il 3 maggio. “Ora sappiamo perché ci ha fatto aspettare così tanto… Stava perfezionando quelle guance!”, ha scritto la star 36enne diventata famosa per il ruolo di Lizzie McGuire, recentemente tornata sul piccolo schermo con ‘How I met your father’ (spin off della serie cult ‘How I met your mother’, cancellato dopo la seconda stagione).  “Sono mesi che sognavo di tenerti tra le mie braccia e gli ultimi 5 giorni conoscerti, guardarti e annusarti sono stati momenti puri di magia.Ti amiamo tutti come se fossi sempre stata qui bellezza”, ha concluso Duff.

L’artista è diventata mamma per la prima volta a soli 24 anni, quando ha dato alla luce il suo primogenito, Luca, insieme al suo ex marito Mike Comrie.Dopo la separazione da Mike Comrie, Hilary ha incontrato il suo attuale marito, Matthew Koma, con il quale ha già due bambini: Banks (2018) e Mae (2021).   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Immunodeficienze primitive, esperti: “Ritardi diagnosi per 70-90% pazienti”

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(Adnkronos) – Ritardi diagnostici fino a 5 anni per il 70-90% dei pazienti con immunodeficienze primitive (Pid), costretti ad una qualità di vita compromessa, con un peggioramento della sopravvivenza e della prognosi: un dato allarmante che ha pesanti ripercussioni non solo per i pazienti, ma anche per i caregiver e per il Servizio sanitario nazionale.A fotografare la condizione dei pazienti con Pid – patologie di origine genetica innate e rare, che presentano alterazioni nel funzionamento del sistema immunitario causando infezioni e malattie quali disordini ematologici, danni d’organo irreversibili fino all’insorgenza di tumori – è un gruppo di esperti che si è riunito oggi a Roma, in occasione di un evento realizzato con il supporto non condizionato di Becton Dickinson, per discutere e definire il percorso diagnostico per questi pazienti.  Percorso che si può riassumere in 4 punti, ricorda una nota: il sospetto diagnostico deve essere affidato al pediatra di libera scelta o al medico di medicina generale, al fine di poter identificare i segnali di allarme e prescrivere i test di laboratorio; se si riscontra un primo sospetto, i pazienti devono essere inviati a centri territoriali regionali, ambulatori pediatrici o hub periferici, per effettuare un primo test di tipizzazione immunologica con citometria a flusso per avere un indirizzo diagnostico; a completamento della diagnosi il paziente deve essere indirizzato ai centri di riferimento specializzati (IpiNet, Aieop) e network europei di riferimento per le malattie rare, presso cui effettuare la tipizzazione immunologica di approfondimento con successivo avvio tempestivo della terapia adeguata e individuale; a seguito della diagnosi e della definizione del trattamento, deve essere attivato un programma di continuità terapeutica.

Il paziente viene inviato ai centri territoriali regionali in cui verrà periodicamente eseguito il monitoraggio clinico, di laboratorio e strumentale con modalità in presenza o in remoto. Tra i principali sintomi che possono destare sospetto ci sono frequenti eventi infettivi, soprattutto a livello polmonare, forme allergiche complesse, anomalie dermatologiche e problemi neurologici.Per questi pazienti – in Italia la prevalenza stimata è di 5,1 casi ogni 100mila abitanti per le circa 300 forme di Pid, dato fortemente sottostimato a causa dei ritardi diagnostici – se la diagnostica gioca un ruolo centrale per la presa in carico e cura, altrettanto importante secondo gli esperti è la definizione di un percorso di allineamento e coinvolgimento di tutti gli attori del sistema, un approccio multidisciplinare per una diagnosi tempestiva grazie all’innovazione tecnologica della citometria a flusso, che svolge un ruolo centrale nella diagnosi delle Pid grazie alla rapida valutazione dei diversi componenti del sistema immunitario. “Secondo uno studio della Jeffrey Model Foundation – spiega Paolo Sciattella, professore Ceis-Eehta, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata – pazienti con una diagnosi acclarata pesano sul sistema salute circa 4 o 5 volte in meno di pazienti senza una diagnosi.

I costi totali per la cura delle immunodeficienze primitive si aggirano intorno ai 13-15 milioni di euro l’anno.A questi vanno aggiunti i costi relativi alle complicanze che richiedono assistenza ospedaliera.

Un recente studio condotto dall’Eehta-Ceis – aggiunge – ha evidenziato che, ogni anno, più di 2mila pazienti con Pid vengono ricoverati, generando una spesa media di circa 3mila euro a paziente e una spesa complessiva di oltre 6 milioni di euro”.  “E’ importante sottolineare – prosegue Sciattella – che la necessità di ricovero ospedaliero non impatta solo sulla spesa sanitaria, ma genera costi indiretti legati alla perdita di produttività del paziente e del caregiver.I risultati dello studio evidenziano l’importanza di una diagnosi e di una presa in carico precoce che, oltre a migliorare la sopravvivenza e la prognosi dei pazienti, permettono di ottimizzare l’utilizzo delle risorse sanitarie, generando un risparmio per il Servizio sanitario nazionale e per il sistema sociale nel suo complesso.

Inoltre, un paziente non correttamente diagnosticato o tardivamente diagnosticato, oltre a subire un peggioramento dello stato di salute, ha importanti ripercussioni sulla qualità di vita in termini di alti tassi di invalidità, frequenti astensioni dal lavoro, ripetuti ricoveri e visite mediche.Situazione che peggiora se si considera che esistono notevoli differenze di gestione tra i centri di riferimento e il territorio, con conseguenti disomogeneità che aggravano l’outcome diagnostico”. Il gruppo di esperti sottolinea l’importanza di portare all’attenzione del Centro nazionale malattie rare il modello di gestione del paziente così come di creare maggiore consapevolezza sui nuovi mezzi diagnostici oggi disponibili all’interno delle comunità scientifiche, incluse quelle di riferimento nell’ambito di medicina generale (Fimmg, Simg, Fimp), grazie anche ad attività di formazione continua.  “Le Pid sono malattie del bambino e dell’adulto, dovute ad un difetto del sistema immunitario spesso su base genetica – commenta Raffaele Badolato, professore ordinario di Pediatria e direttore Clinica pediatrica dell’Università degli Studi di Brescia, Spedali Civili di Brescia – Queste condizioni sono caratterizzate da infezioni gravi che portano a danneggiare l’organismo e che in alcuni casi possono essere anche fatali.

Le Pid possono anche insorgere come malattie autoimmuni o come gravi manifestazioni allergiche.Per diagnosticarle si devono effettuare indagini diagnostiche di tipo immunologico e talora genetico.

Le indagini di primo livello, che valutano i livelli plasmatici di anticorpi e i diversi tipi di globuli bianchi presenti nel sangue, possono essere prescritti da pediatri e medici di medicina generale, mentre per le indagini di analisi immunologica più approfondita, quale la citometria a flusso, e per le indagini generiche occorre ricorrere ai centri di terzo livello come quelli della rete Aieop-IpiNet ai fini di una corretta interpretazione”. “Vivere con una immunodeficienza primitiva è vivere ‘in attesa’ – descrive Filippo Cristoferi, responsabile relazioni istituzionali Aip Odv (Associazione immunodeficienze primitive) – In attesa di una diagnosi personalizzata, di una terapia adeguata e tempestiva, di un percorso di presa in carico integrale.Ad attendere con te ci sono la famiglia e i caregiver, che offrono protezione e assistenza.

Si ha bisogno degli altri, si dipende, si cerca una compagnia.Si vive un percorso insieme.

Difficile e avventuroso”. Risulta quindi necessario – concludono gli esperti – sviluppare all’interno del Piano nazionale malattie rare una sezione dedicata alla tipizzazione immunologica, per consentire ai pazienti con Pid di accedere a servizi diagnostici e terapeutici più efficaci e omogenei a livello nazionale in modo tempestivo.Ma resta di fondamentale importanza riuscire a declinare al meglio i bisogni a livello regionale per poter dare una risposta sempre migliore ai pazienti, ai loro familiari e caregiver e quindi offrire loro una migliore qualità della vita.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Proteste pro Gaza, anche in Italia manuale della guerriglia negli atenei

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(Adnkronos) – ”Come creare barriere fisiche o ‘stack’, cioè file di persone che si tengono tra loro e avanzano verso un obiettivo specifico.Oppure, più semplicemente, come rendere difficile essere afferrati o arrestati dalla polizia”.

Sono i consigli contenuti nei manuali ‘Palestine Action Us’, secondo quanto rivela ‘Il Tempo’, arrivati anche in Italia, tramite i social, per le proteste nelle università italiane. ”Una sorta di manuali – si legge sul quotidiano – per la guerriglia durante manifestazioni, sgomberi, scontri vari o altre situazioni che potrebbero crearsi nel fronteggiare le forze dell’ordine”.  ”In un paragrafo del manuale intitolato ‘Aprire i portoni dell’università’ – prosegue il quotidiano – si invitano gli organizzatori delle occupazioni nei campus ad ‘aprire i campus alla comunità e rifiutare la distinzione tra studenti e agitatori esterni”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, la semifinale di Champions vince prime time

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(Adnkronos) – La semifinale di Champions League Psg-Borussia Dortmund, trasmessa da Canale 5, ha vinto il prime time di ieri sera con 4.153.000 spettatori e uno share del 19.5%.Su Rai 1 la commedia francese ‘Il Truffacuori’ è stata vista da 1.842.000 di spettatori con il 9,9 di share mentre fa il programma di Italia 1 ‘Le Iene’ ottiene 1.690.000 spettatori e il 12% di share.

Parte bene la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest, che su Rai2 totalizza 1.912.000 spettatori e il 9.5% di share.  Cresce anche il programma di Giovanni Floris, ‘DiMartedì’ che ha interessato 1.536.000 spettatori e l’8.9% di share.Seguono ‘Cartabianca’ su Rete4 (766.000 spettatori, 5.2% share); ‘Villetta con ospiti’ su Rai3 (582.000 spettatori, 2.8% share), ‘The Legend of Zorro’ sul Nove (258.000 spettatori, 1.5% share) e ‘Celebrity Chef’ su Tv8 (241.000 spettatori, 1.4% share).  Nell’access prime time, invece, sulla rete ammiraglia di viale Mazzini ‘Cinque minuti’ ha raggiunto 4.657.000 spettatori (22.7%) mentre ‘Affari tuoi’ si è attestato al 24,1% di share con 5.435.000 telespettatori.

Su Canale 5 ‘Striscia la notizia’ ha registrato 3.508.000 spettatori e uno share del 16.8%.Si segnala in particolare la crescita di ‘Otto e Mezzo’ su La7 che supera i 2 milioni di spettatori (2.061.000 spettatori) e il 9.2% di share. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, Sirm: “Radiomica una rivoluzione della radiologia per diagnosi e terapie”

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(Adnkronos) – La nuova frontiera della radiologia medica si chiama radiomica e, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (Ai), interpreta il dato digitale numerico acquisito durante la Tac o la risonanza permettendo diagnosi più precoci e precise per un utilizzo migliore delle terapie. “Un salto quantico, una vera e propria rivoluzione avvenuta negli ultimissimi anni, che ci permette di fornire all’oncologo, al patologo e al chirurgo le caratteristiche della lesione e l’evoluzione che può avere: dati fondamentali su come operare e trattare il paziente”.Lo ha detto Andrea Giovagnoni, presidente della Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica), oggi a Milano nel corso di un incontro con la stampa organizzato dalla società scientifica. “E’ una tecnica che sfrutta i sistemi di machine learning e di Ai – spiega lo specialista – per cercare di evidenziare nuovi marcatori non dalle immagini, ma dai numeri.

In altre parole, si vanno a valutare come i valori numerici presenti all’interno delle immagini siano distribuiti spazialmente all’interno del tessuto studiato”.Definita anche “analisi della tessitura o ‘texture analysis'”, è “fondamentale ormai soprattutto in campo oncologico.

Sono 395mila ogni anno le persone a cui viene diagnosticato un cancro, un numero in crescita, come in tutti i Paesi occidentali – sottolinea Giovagnoni – Per molte neoplasie i progressi delle terapie stanno portando a sopravvivenze importanti, ma è fondamentale capire di che tipo di malattia si tratta nel più breve tempo possibile e se, e come, la neoplasia risponderà ai trattamenti.L’obiettivo della radiomica è proprio questo: garantire al malato l’intervento migliore più precoce e più efficace per salvaguardare anche la sua qualità di vita”.  La radiologia medica sta particolarmente “risentendo” dello sviluppo “dell’Ai e del tumultuoso progresso tecnologico – afferma Alfonso Marchianò, presidente del Comitato scientifico del 51esimo Congresso nazionale Sirm – ma anche” della “maggiore consapevolezza del ruolo fondamentale che questa figura medica riveste nei moderni processi diagnostici e terapeutici della maggior parte dei pazienti.

Non solo quelli colpiti da tumore, ma anche da altre patologie come quelle cardiovascolari, infiammatorie e degenerative”.  Come ricorda il segretario generale del 51esimo Congresso nazionale Sirm, Massimo Venturini, “ogni anno in Italia si eseguono 70milioni di procedure di diagnostica per immagini.Possiamo contare su immagini più accurate, acquisite più rapidamente, legate a un rischio di effetti secondari da radiazione praticamente nullo, ma che, proprio in ragione della grande complessità e sofisticazione tecnologica con cui vengono prodotte, devono essere sempre gestite e interpretate dallo specialista radiologo”. La professione del radiologo è profondamente mutata nell’arco degli ultimi 15 anni, evidenzia la Sirm.

La radiologia ha cambiato radicalmente aspetto evolvendo da disciplina da molti considerata di ‘serie B’, rispetto alle grandi branche classiche della medicina, alla più moderna e tecnologicamente avanzata.Il radiologo, adattandosi alla rapida innovazione tecnologica, trova oggi una sua forte identità collocandosi al centro dei processi decisionali dei team multidisciplinari della moderna medicina.

In questa crescita, il nostro Paese è stato determinante. “Gli studi scientifici più citati al mondo in campo radiologico sono italiani – rimarca Gianpaolo Carrafiello, presidente del 51esimo Congresso nazionale Sirm – e la nostra rivista societaria ‘La radiologia medica’ è un punto di riferimento scientifico a livello mondiale”. Sono oltre 10mila i radiologi medici italiani iscritti alla Sirm, società scientifica molto attenta alla formazione, soprattutto dei giovani, e che dal 20 al 23 giugno terrà a Milano il suo 51.esimo Congresso nazionale che coinciderà anche con il primo Congresso congiunto delle Società scientifiche dell’area radiologica che comprende medici radiologi, di medicina nucleare e radioterapisti. “L’idea di riunire le 3 società scientifiche – conclude Giovagnoni – è stata una sfida e un’esigenza dettata dalla trasversalità della nostra disciplina sempre più centrale fra le branche mediche e al cuore della diagnosi e del percorso di cura del paziente”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bloccati in fila sulla parete a strapiombo, ore di paura per decine di turisti – Video

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(Adnkronos) – Il Monte Everest non è l’unica vetta al mondo a sperimentare il sovraffollamento.All’inizio di questa settimana, gruppi di alpinisti che scalavano il monte Yandang, nella Cina orientale, sono rimasti bloccati per più di un’ora su una parete a strapiombo, aggrappati a una corda lungo un percorso di arrampicata, per la fila che si è creata. Le immagini degli alpinisti appesi con l’abisso sotto di loro, mentre aspettavano che gli altri procedessero lungo la via ferrata sono diventate virali sui social media cinesi. “E’ spaventoso!

Uno come me che soffre di vertigini potrebbe semplicemente farsela addosso lassù!” ha scritto un utente. “Non andrò nemmeno se mi offrissero dei soldi per farlo”, ha detto un altro. Un altro utente ha chiesto cosa sarebbe successo se uno degli alpinisti fosse caduto e avesse avuto bisogno di soccorso, ma tutti savevano indosso caschi, imbracature e attrezzature di sicurezza. La Wenzhou Dingcheng Sports Development Co., Ltd, che gestisce la via ferrata, ha affermato di aver sottovalutato il numero di persone interessate a scalare la montagna. “A causa della nostra errata valutazione del numero di clienti che sarebbero arrivati, della mancanza di controlli efficaci del traffico, di un sistema di prenotazione dei biglietti e delle carenze nella gestione in loco, i clienti sono stati bloccati e intrappolati lungo il percorso di arrampicata”, ha affermato in una nota. La società ha aggiunto che sospenderà temporaneamente la vendita dei biglietti per riorganizzare la situazione internamente e implementare un sistema di controllo del traffico per i visitatori. Il monte Yandang si trova a circa 410 chilometri a sud di Shanghai, nella provincia di Zhejiang, ed è alto 1.150 metri.La prima settimana di maggio è la festa del Labor Day in Cina, che ha contribuito ad aumentare il gran numero di turisti nella zona.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata cancro ovarico, Murelli (Lega): “Aiutare donne con più informazione”

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(Adnkronos) – “In Italia ogni anno vengono diagnosticati 6mila nuovi casi di tumore all’ovaio, ma solo il 40% delle donne colpite ha la possibilità di sopravvivere alla malattia.Un dato sicuramente allarmante, perché denota una mancanza di diagnosi.

Ecco perché è fondamentale aiutare e supportare le donne fornendo loro una maggiore informazione sul tipo di cancro ovarico, sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.Ci può essere una mutazione genetica nelle donne che hanno familiarità e quindi si possono fare dei test genomici di tipo Brca1 e Brca2 e anche dei test Hrd perché ci può essere una mutazione del Dna”.

Lo spiega all’Adnkronos Salute la senatrice della Lega Elena Murelli, membro della 10ª Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato, in occasione della Giornata mondiale del tumore ovarico che cade l’8 maggio di ogni anno, istituita dalla World Ovarian Cancer Coalition che riunisce 25 associazioni di pazienti, fra cui Acto Onlus.Informazione e diagnosi tempestiva sono le parole d’ordine di una giornata che vede dibattiti, incontri e iniziative di informazione nelle maggiori città dei Paesi coinvolti. “Questi test – sottolinea Murelli – non sono ancora inseriti all’interno dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), aspetto che determina delle differenze regionali.

Ci sono infatti Regioni, come per esempio la Puglia, che hanno inserito all’interno dei Lea la possibilità di fare dei test genomici, invece in altre regioni la facoltà viene lasciata direttamente all’ospedale stesso.Ecco, queste differenze di trattamento da regione a regione, anche del percorso di diagnosi terapeutica”, vanno superate all’insegna dell’equità.

Questo è quello che chiedono clinici e pazienti a noi rappresentati delle istituzioni”.  “I pazienti chiedono equità naturalmente nel trattamento delle cure, l’accesso ai farmaci – aggiunge Murelli – oltre al supporto psicologico, nutrizionale e sessuologico, perché il tumore ovarico interessa anche le difficoltà di natura sessuale”.Ma anche “per i clinici è importante che i test genomici vengano inseriti all’interno dei Lea per i centri specializzati, perché devono essere accurati e naturalmente seguiti da un team multidisciplinare.

L’impegno principale delle istituzioni, quindi, è quello di determinare un percorso dalla diagnosi alla cura per queste pazienti, facendo prima di tutto prevenzione, informando le donne e nel momento in cui viene diagnosticato il tumore, seguirle attraverso questi test per determinare un percorso di cura adeguato e personalizzato”. Murelli fa parte del board dell’Ovarian Cancer Commitment (Occ), un’iniziativa europea promossa da AstraZeneca con la Società europea di oncologia ginecologica (Esgo) e la Rete europea dei Gruppi di advocacy sul cancro ginecologico (Engage).  “Ho deciso di far parte di questo comitato – riferisce – perché ritengo importante la trasversalità delle realtà che vi partecipano.Quindi, oltre ad AstraZeneca che ha promosso l’istituzione dell’Occ, ci sono anche società scientifiche, professionisti della salute, associazioni di pazienti, i primi che devono sedere al tavolo ed essere ascoltati”.

L’obiettivo principale del comitato “è fare formazione e informazione sul tumore ovarico e scrivere un policy paper, un documento istituzionale che impegni poi naturalmente i legislatori a trovare un percorso adeguato di diagnosi di cura per tutte le pazienti”, conclude la senatrice. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Balboni (Loto OdV): “In 80% casi cancro ovaio diagnosticato in fase avanzata”

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(Adnkronos) – “Le donne con una diagnosi di cancro ovarico sono pazienti che intraprendono un percorso di cura molto complicato e difficile perché la malattia nell’80% dei casi viene rilevata al terzo o quarto stadio, quindi già molto avanzata.Le cure sono pesanti e noi negli ospedali con i quali lavoriamo in convenzione siamo al loro fianco.

Queste pazienti vogliono essere comprese con un ascolto attivo, ma soprattutto empatico.Chiedono supporto psicologico e anche burocratico, ma sono attente anche all’aspetto ludico e beauty.

In questi giorni al Policlinico Gemelli abbiamo realizzato il progetto ‘IO nonostante tutto’, dedicato al beauty, allo skin care, agli accessori, all’abbigliamento, alla gestione dell’armocromia, dei colori.Quindi un supporto da tanti punti di vista”.

Così all’Adnkronos Salute Sandra Balboni, presidente dell’associazione nazionale pazienti Loto OdV che conta 8 sedi presso gli ospedali più importanti in quanto centri di riferimento per la cura del tumore ovarico. “L’accesso alle cure è fondamentale – spiega Balboni nella Giornata mondiale del tumore ovarico – Noi di Loto OdV siamo sul territorio nazionale presso i centri di riferimento, ciascuno con un team multidisciplinare che si occupa della patologia e quindi garantisce la presenza di oncologo, chirurgo, patologo, radioterapista, oltre allo specialista della terapia intensiva” e tutta una serie di elementi “che concorrono anche al raggiungimento di volumi di intervento chirurgico tali da garantire un expertise di altissima qualità.Non è un caso che nei centri di riferimento la prognosi sia migliore”.

Per questo “diciamo alle pazienti di non andare nell’ospedale sotto casa, ma di rivolgersi in queste realtà – spesso lontane – che sono eccellenze nelle quali è possibile fare anche i test genetici Brca1 e 2”.  Balboni ricorda gli obiettivi dell’associazione pazienti: “Il primo scopo di Loto OdV è quello di essere a fianco della ricerca scientifica, soprattutto quando si parla di diagnosi precoce.Siamo molto attenti e vicini ai pazienti per quello che riguarda la prevenzione primaria, anche se la diagnosi precoce sarebbe davvero in grado di cambiare le sorti di questa malattia che viene normalmente rilevata al terzo o quarto stadio.

Con la diagnosi tempestiva, infatti, vediamo che la malattia è molto più curabile quindi farebbe davvero una grande differenza.Ci sono stati moltissimi studi che fino ad ora però non hanno prodotto risultati, ma abbiamo molte speranze”.

E ancora: “Tra i nostri obiettivi futuri c’è quello di essere sempre più presenti nei tavoli istituzionali – prosegue Balboni – dove possiamo far sentire la voce delle pazienti e delle loro famiglie”, senza dimenticare le attività gratuite che Loto OdV realizza nei centri di riferimento a supporto delle donne con tumore ovarico: “Agopuntura, yoga, mindfulness, assistenza psicologica per le pazienti e familiari, nordic walking, viaggi in crociera e vacanze”. C’è poi il supporto burocratico. “Spesso – riporta la presidente – le pazienti ci segnalano che hanno grosse difficoltà nel percorso di richiesta di invalidità civile e della legge 104”, sui “requisiti per accedere alle prestazioni economiche e sociali” previste da queste normative” e su come presentare la domanda all’Inps. “Con l’Inps stiamo lavorando per facilitare questo percorso e il 15 maggio ci sarà proprio un incontro con i medici legali dell’ente e gli oncologi in modo da facilitare l’iter burocratico per queste pazienti”, conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)