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Il Coral Sound Pizza Fest conquista tutti: Musica, Sapori e Solidarietà per un progetto che guarda al futuro

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Si avvia alla conclusione con numeri importanti e un consenso crescente il Coral Sound Pizza Fest, la manifestazione che negli ultimi giorni ha trasformato Torre del Greco in un punto di riferimento per migliaia di visitatori provenienti da tutta la Campania. Un appuntamento che ha saputo fondere intrattenimento, eccellenze gastronomiche e impegno sociale, regalando al pubblico un’esperienza capace di andare ben oltre il semplice evento estivo.

Gran parte del merito va anche all’attenta regia di Ciro Massa, direttore artistico originario di Castellammare di Stabia, da anni protagonista nella promozione di iniziative culturali e spettacoli sul territorio. La sua capacità di costruire un programma variegato, coinvolgente e adatto a tutte le fasce d’età si è rivelata ancora una volta decisiva per il successo della manifestazione.

Coral Sound Pizza Fest (3)L’ampia Arena della Musica (circa 5000 mq), immersa nel verde e dotata di spazi accoglienti e parcheggi dedicati, è diventata il palcoscenico ideale per una settimana all’insegna della convivialità. Famiglie, giovani e appassionati hanno potuto trascorrere serate all’insegna del divertimento, accompagnati da un’offerta gastronomica di assoluto livello che ha celebrato una delle tradizioni più amate della Campania: la pizza.

Accanto ai maestri pizzaioli, grande apprezzamento hanno riscosso anche le eccellenze dolciarie presenti nell’area food, con realtà storiche del territorio, come Mennella e Poppella, che hanno contribuito a rendere ancora più ricca l’esperienza dei visitatori. Un percorso di gusto che ha saputo valorizzare l’identità enogastronomica regionale in un contesto festoso e accogliente.

Sul fronte dello spettacolo, il calendario dell’evento sapientemente realizzato da Ciro Massa ha offerto ogni sera momenti di grande partecipazione. La musica live, l’animazione, la presenza costante di Radio Marte e gli ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo hanno mantenuto alto l’entusiasmo del pubblico. La manifestazione è partita il 29 maggio con Ciro Sicallo, seguito il 30 maggio da DJ Decibel Bellini. Il 31 maggio spazio alla musica di Francesco Da Vinci, mentre il 1° giugno è arrivata la comicità de I Ditelo Voi. Il 2 giugno riflettori sui vincitori di The Voice Kids di Rai Uno, il 3 giugno, ieri, è stata la volta di Simone Schettino e gran finale questa sera 4 giugno con DJ Gigi Soriani.

Tra i momenti più applauditi dell’intera rassegna, la serata di ieri che ha visto protagonisti artisti della scena musicale napoletana, tra cui Nello Longobardi e l’esilarante esibizione del comico Simone Schettino, accolto con grande calore dagli spettatori.

Ma ciò che rende davvero speciale il Coral Sound Pizza Fest è il suo profondo valore sociale. Dietro ogni spettacolo, ogni pizza degustata e ogni momento di aggregazione si cela infatti un obiettivo concreto di solidarietà.

Coral Sound Pizza Fest (2)L’iniziativa sostiene infatti la realizzazione de “La Casa dei Piccoli Cuori”, un progetto destinato ad accogliere bambini malati e famiglie che vivono situazioni di particolare difficoltà. Una missione che conferisce all’intera manifestazione un significato ancora più importante, trasformando il divertimento in uno strumento di aiuto e vicinanza verso chi affronta quotidianamente sfide complesse.

Anche la lotteria solidale organizzata durante l’evento ha rappresentato un’opportunità per incrementare i fondi destinati all’opera benefica. Con un contributo simbolico di pochi euro, ogni partecipante ha avuto la possibilità di dare il proprio sostegno a un progetto destinato a lasciare un segno concreto sul territorio.

L’ingresso gratuito ha inoltre favorito una partecipazione ampia e trasversale, consentendo a chiunque di prendere parte all’iniziativa e di contribuire, direttamente o indirettamente, a una causa di grande valore umano.

Questa sera, 4 giugno, il sipario calerà sull’edizione 2026 del Coral Sound Pizza Fest. Resterà però il ricordo di una manifestazione che ha dimostrato come spettacolo, cultura gastronomica e solidarietà possano convivere e generare qualcosa di speciale. Un successo costruito con passione, professionalità e sensibilità sociale, capace di coinvolgere un intero territorio e di trasformare una semplice festa in un messaggio concreto di speranza e condivisione.

Juve Stabia, Francesco Agnello al bivio: Il tempo del proprietario invisibile è finito. Ci vuole concretezza

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Ci sono modi e modi di fare calcio, ma quello che sta andando in scena a Castellammare di Stabia rischia di entrare negli annali come uno dei capitoli più singolari, controversi e difficili da decifrare del calcio italiano.

Al centro della vicenda c’è Francesco Agnello, l’uomo che nel giro di pochi mesi è diventato il personaggio più discusso della città e del mondo calcio, pur rimanendo praticamente invisibile. Il proprietario della Stabia Capital, la società attraverso cui sono state rilevate le quote della Juve Stabia alla cifra simbolica di un euro, è oggi al centro di interrogativi che attendono ancora risposte.

Il primo elemento che ha alimentato dubbi e perplessità riguarda proprio le modalità con cui si è consumato il passaggio di proprietà. In un’epoca in cui ogni movimento societario viene comunicato in tempo reale attraverso canali ufficiali, comunicati stampa e conferenze pubbliche, l’acquisizione della Juve Stabia da parte di Agnello è emersa quasi casualmente, grazie ad un fantomatico comunicato stampa della Stabia Capital.

Dai canali ufficiali del club, invece, nessuna comunicazione. Nessuna presentazione. Nessuna spiegazione anche perchè ufficialmente Agnello non si è mai palesato agli occhi degli amministratori giudiziari.

Un silenzio che aveva immediatamente generato inquietudine in una piazza che, al netto delle difficoltà economiche e sportive attraversate negli anni, ha sempre preteso chiarezza e trasparenza da chi guida il club.

Da allora il copione non è cambiato: Nessuna intervista concessa alla stampa locale o nazionale. Nessuna conferenza per illustrare programmi, strategie o obiettivi. Nessun confronto con tifosi, istituzioni o operatori dell’informazione.

E soprattutto nessuna presenza allo stadio “Romeo Menti”, dove i sostenitori gialloblù non hanno mai avuto l’occasione di vedere dal vivo colui che si presentava come il nuovo proprietario della società e forse è stato anche meglio, considerato le manifestazioni di dissenso nei suoi confronti.

Un’assenza totale che è stata interrotta soltanto dagli sviluppi giudiziari culminati con il sequestro delle quote da parte del tribunale e la continuazione della gestione della società da parte degli amministratori giudiziari.

È inevitabile che, di fronte a questo scenario, emergano interrogativi sempre più pressanti. Domande che non arrivano soltanto dalla tifoseria, ma da un’intera comunità che considera la Juve Stabia un patrimonio collettivo.

La principale è tanto semplice quanto pesante: Se in tutti questi mesi Francesco Agnello non ha mai mostrato interesse per la gestione ordinaria del club, per le sue scadenze, per i suoi problemi e per il suo futuro, come può pensare di occuparsene adesso nel giro di pochi giorni?

La prossima settimana sarà decisiva. Le scadenze federali incombono, la programmazione della nuova stagione non può attendere più, il termine per la ricapitalizzazione è stato fissato a lunedì 8 giugno 2026 e il tempo a disposizione si riduce ogni giorno.

Castellammare non ha bisogno di proprietari invisibili o di investitori che restano nell’ombra. Non ha bisogno di società fantasma o di promesse mai spiegate.

La Juve Stabia ha bisogno di certezze, programmazione e responsabilità. Soprattutto ha bisogno di qualcuno che ci metta la faccia.

Perché il silenzio, quando c’è di mezzo il futuro di una squadra e di un’intera città, non può essere una strategia. E prima o poi, alle domande dei tifosi, bisognerà rispondere.

Estate in azzurro: oltre a Dimaro, il Napoli sceglie ancora la “fortezza” di Castel di Sangro

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Il legame tra il Napoli e Castel di Sangro si consolida. La notizia era nell’aria, ma oggi è arrivata l’ufficialità che farà felici migliaia di tifosi: la squadra azzurra anche per la prossima stagione estiva, quella 2026-2027, sceglierà l’aria pura e le strutture dell’Alto Sangro per preparare le fatiche del campionato.

La conferma è arrivata direttamente dal capoluogo campano, nel corso della presentazione ufficiale dei ritiri di Dimaro e Castel di Sangro. Un appuntamento che ha visto la partecipazione del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e di una delegazione della Regione Abruzzo, rappresentata dagli assessori Mario Quaglieri (Sport) e Umberto D’Annuntiis (Infrastrutture e Trasporti).

Un binomio vincente per sport e territorio

Non si tratta di una semplice scelta logistica, ma di un’operazione di marketing territoriale che negli ultimi anni ha dimostrato di essere un vero e proprio volano per l’Abruzzo. L’assessore regionale allo Sport, Mario Quaglieri, non ha usato giri di parole nel definire questa partnership: «Il legame tra il Napoli e l’Abruzzo è una delle più importanti operazioni di promozione realizzate negli ultimi anni. Castel di Sangro è ormai un punto di riferimento per i tifosi che arrivano da ogni parte d’Italia e dall’estero».

Per l’Abruzzo, ospitare i campioni azzurri significa mettere in vetrina le eccellenze del territorio – dal punto di vista ambientale e turistico – davanti a una platea vastissima, con ricadute tangibili per tutto l’indotto locale.

La sfida logistica: il “modello Castel di Sangro”

Se il fascino sportivo è evidente, dietro le quinte c’è un imponente lavoro di pianificazione. L’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, ha voluto sottolineare lo sforzo profuso dalla Regione per gestire l’afflusso massiccio di tifosi e operatori.

«Ogni anno il ritiro del Napoli rappresenta una sfida organizzativa che coinvolge mobilità, viabilità e accoglienza», ha spiegato D’Annuntiis. «Il nostro obiettivo, come Regione, è garantire che l’esperienza sia non solo memorabile, ma efficiente e sicura. Questi eventi sono un test fondamentale per misurare e valorizzare i nostri investimenti infrastrutturali, rendendo l’Abruzzo sempre più competitivo e accessibile».

Una tradizione che continua

La conferma di Castel di Sangro per il 2026-2027 consolida quello che ormai è diventato un rito laico per il popolo napoletano. Tra le montagne abruzzesi, il Napoli continua a costruire i propri successi in un ambiente che coniuga perfettamente le necessità tecniche di uno staff di alto livello con l’entusiasmo contagioso della piazza azzurra.

L’estate in Abruzzo si tinge ancora di azzurro: la macchina organizzativa è già in moto per accogliere, ancora una volta, la passione infinita dei sostenitori partenopei.

Duende sta per iniziare la quarta edizione

Festival di arti performative e nuove tecnologie una produzione del Centro Teatrale Bresciano

 

Dall’8 al 14 giugno, al Teatro Borsoni e Mezzadri, spettacoli di prosa contemporanea, incontri d’arte, eventi speciali.

Sta per iniziare la quarta edizione di Duende. Festival di arti performative e nuove tecnologie, una produzione del Centro Teatrale Bresciano che quest’anno ha per titolo “Senza mai fine”, e riflette sulla morte nell’era del digitale.

Facciamo del nostro meglio per allontanare la morte. La nascondiamo, ci inventiamo una tecnologia così potente da illuderci di poterla sconfiggere. Facciamo di tutto per non affrontare l’unico vero tabù che ci è rimasto. Almeno per il momento”. 

Beatrice Petrella Still online (2024)Nel 2019 l’università di Oxford calcolava che, entro mezzo secolo, i social network conteranno più account commemorativi che utenti attivi. Già oggi il web è dominato dalla condivisione del lutto, recente o passato. Internet non dimentica niente e nessuno: intere piattaforme sono dedicate a chi è scomparso nel mondo, ma continua a vivere in rete. E l’AI promette di ricreare, da questo materiale pubblicato, veri e propri gemelli digitali dei cari estinti. All’alba del “datismo”, o religione dei dati, in cui l’imperfetto essere umano è sostituito da algoritmi computerizzati in grado di ridefinire autonomamente i contorni delle sue esperienze, il teatro riflette sul suo rito primario e fondativo: mettere in scena la morte, davvero, per finta.

Dopo la terza edizione svoltasi in dicembre 2025, la rassegna si svolgerà per la prima volta nel periodo estivo, dall’8 al 14 giugno 2026 a Brescia, con eventi, spettacoli, incontri, performance e installazioni artistiche, ospitati al Teatro Renato Borsoni (via Milano, 83) e al Teatro Mina Mezzadri (Contrada Santa Chiara 50/A) di Brescia.

Il palinsesto inizierà l’8 giugno alle ore 17.30 al Teatro Borsoni con un momento inaugurale del Festival aperto alla cittadinanza.(Per ragioni organizzative, le proiezioni in programma il 7 giugno sono state annullate).

Il Festival rientra tra le iniziative del progetto The Youth Club, un’iniziativa promossa da Fondazione Cariplo per favorire l’avvicinamento delle giovani generazioni alle arti dello spettacolo.

Più di un festival, la quarta edizione di Duende, con la direzione artistica di Nadia Busato, si conferma un contenitore altamente sperimentale che apre a nuove dimensioni di partecipazione dello spettacolo dal vivo con eventi di prosa, performance innovative, eventi speciali. 

 Arte e Prosa contemporanea. Duende Festival presenta una selezione di compagnie e performance di teatro contemporaneo, premiate per la capacità di scrittura, provocatorie, toccanti, coinvolgenti, sperimentali, seguendo il filo rosso del futuro che possiamo raccontare. Una mappa di luoghi per sperimentare l’esperienza ibridata tra uomo e digitale, piegando la potenza tecnologica alla forza della creatività umana.

Tutti gli eventi di questa sezione saranno ospitati nella Sala Castri del Teatro Borsoni.

Evento di apertura del Festival, l’8 giugno, è Seven deaths of Maria Callas, un film di Nabil Elderkin, da un progetto di Marina Abramović, con Marina Abramović, Willem Dafoe, musica Marko Nikodijević. Fin da giovane, la musica e la storia di Maria Callas hanno profondamente segnato Marina Abramović. La sua voce, la sua vita tormentata e la sua morte solitaria risuonano con le esperienze personali di Abramović, tra amori perduti e momenti vicini alla morte. In questa installazione immersiva, Abramović affianca a sette famose arie interpretate da Callas la rappresentazione teatrale della morte della protagonista, reinterpretando o aggiungendo un elemento nuovo in ogni scena.

Durata della proiezione: 62 minuti; la proiezione è in lingua inglese, senza sottotitoli.

Orari delle proiezioni: 8 giugno 18.00 – 19.30 – 21.00.

Si prosegue il 10 giugno alle ore 20.30 con Mammuth. Vita e morte di un’Intelligenza Artificiale spettacolo che vede la drammaturgia di Rodolfo Ciulla, la regia collettiva di Fartagnan Teatro, con (in ordine alfabetico) Federico Antonello, Luigi Aquilino, Maria Canal, Andrea Sorrentino e la voce di Giacomo Vigentini. Mammut – Vita e Morte di un’Intelligenza Artificiale guarda al futuro prossimo con occhi disincantati e umoristici, mettendo al centro la solitudine dell’uomo contemporaneo in un mondo sempre più delegato alle macchine. Fred, agente immobiliare svuotato e sopraffatto, sopravvive circondato da tre figure artificiali che ne governano la quotidianità, finché una di loro comincia a manifestare qualcosa di inatteso: un guizzo di volontà propria che mette in discussione i confini tra strumento e soggetto, tra servitù e coscienza. Con questa terza commedia, Fartagnan Teatro chiude la propria trilogia distopica guardando in faccia una delle domande più urgenti del nostro tempo: cosa significa essere umani quando tutto ciò che ci circonda impara a imitarci?

L’11 giugno alle ore 20.30 è la volta di Cuore di porco, uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo, di cui gli autori sono Filippo Capobianco, Francesco Petruzzelli, Chiara Arrigoni, la supervisione drammaturgica è di Gabriele Di Luca, con Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti, Federico Bassi, la regia è di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti. Cuore di porco esplora il tema della metamorfosi fin dalle sue radici mitologiche, ma calandolo nella contemporaneità, arrivando a immaginare nuovi mondi possibili. Tre storie brevi e autonome, ma connesse in un unico disegno narrativo, indagano il rapporto tra umano e animale, il corpo nelle sue trasformazioni, il bisogno collettivo di credere a qualcosa, e il modo in cui la tecnologia interviene sui cambiamenti naturali. Cuore di porco è un’esperienza immersiva in tempo reale, in cui teatro, poesia performativa, musica elettronica ed illustrazioni video si generano ed influenzano in tempo reale sotto gli occhi del pubblico, grazie al lavoro del collettivo Le Canaglie, che da oltre dieci anni esplora l’incontro tra tecniche tradizionali di disegno e tecnologie digitali.

Il Festival prosegue il 12 giugno alle ore 20.30 con Dodeskaden per la regia Michele Segreto, con la drammaturgia di Michele Segreto, Fabio Pisano, con Marzia Gallo, Matteo Ippolito, Matteo Vignati, Riccardo Vicardi. Dodeskaden ripercorre il momento più buio della vita di Akira Kurosawa, il crollo che seguì il fiasco del suo film più personale e lo condusse a tentare il suicidio per interrogarsi su cosa accade quando un artista che ha fatto dell’opera la propria ragione di esistere si scontra con il rifiuto del pubblico e il silenzio del mondo. Attingendo a interviste, sceneggiature, biografie e materiali d’archivio, Michele Segreto e Fabio Pisano costruiscono una riflessione sul fallimento, sul giudizio e sull’impossibile equilibrio tra la libertà creativa e le aspettative esterne, tra il bisogno di esprimersi e quello di essere riconosciuti, tra la vita e l’arte quando le due coincidono fino a confondersi.

La sezione prosa è completata dall’appuntamento del 13 giugno alle ore 20.30 intitolato The end, di Valeria Raimondi e Enrico Castellani, con la collaborazione artistica di Vincenzo Todesco, con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Luca Scotton. The End parte da una constatazione scomoda: abbiamo costruito un mondo in cui la morte non trova più posto. Vecchiaia, malattia e fragilità vengono allontanate dallo sguardo collettivo, delegate a luoghi separati, come se ignorarle fosse sufficiente a tenerle a bada. Ma questa rimozione ha un costo, e lo spettacolo lo esplora con la precisione di chi scava sotto la superficie, cercando ciò che la cenere copre senza mai spegnere davvero. A quindici anni dal debutto, Babilonia Teatri torna in scena con un lavoro che oscilla tra il tragico e il comico, perché è proprio lì, in quello spazio contraddittorio, che la morte continua a parlarci di come stiamo vivendo.

Eventi speciali per approfondire, nell’incontro tra ricercatori e artisti, i temi del festival. Due appuntamenti imperdibili per sperimentare e immergersi in cosa potrà essere il futuro delle società umane, attraverso un concerto immersivo emozionante e uno spettacolo in cui diventare protagonisti, grazie alla tecnologia binoculare.

Il 13 giugno, dalle ore 19 alle 21, e il 14 giugno 2026, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30, presso il Teatro Mezzadri, ci sarà La promessa. Spettacolo teatrale e in realtà virtuale scritto e diretto da Paolo Bignamini, con Stefano Annoni, Silvia Napoletano, Luca Nencetti una produzione Centro Teatrale Bresciano. Che cosa resta di un giuramento fatto in una notte di giovinezza, tra una bottiglia di gin e il fumo di una sigaretta? La promessa è un’esperienza in realtà virtuale che conduce chi partecipa dentro un labirinto di memorie e rimpianti. La performance trasforma il teatro in una soglia, invitando lo spettatore a un percorso individuale tra location reali, specchiate in spazi virtuali: una stanza d’albergo, l’abitacolo di un’automobile… Guidato da attori-traghettatori, il pubblico usa visori 360° per immergersi in un dialogo dove il corpo vivo del performer sfida il virtuale. È un viaggio personalizzato tra due realtà, dove la tecnologia potenzia l’emozione del contatto e svela la storia che lega tre amici: Anna, Filippo e Mario. Un’indagine drammatica e sospesa che culmina in un finale dove la finzione smette di riguardare gli altri e chiama in causa direttamente chi guarda.

L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria sul sito centroteatralebresciano.it 

Lo spettacolo è l’esito del progetto “La scena immersiva: teatro, video, performance” realizzato in collaborazione con il corso di Estetica e Linguaggi della Performance dal Vivo tenuto da Maddalena Mazzocut-Mis all’Università degli Studi di Milano.

Il 14 giugno alle ore 20.30, presso la Sala Castri del Teatro Borsoni, andrà in scena il Concerto immersivo Tiny Space, un live di Georgeanne Kalweit, light artist Varius Collective. Georgeanne (GI) Kalweit, cantautrice e performance artist statunitense, è una delle voci più riconoscibili della scena indipendente. Dal 2000 al 2004 è stata vocalist della band electro-pop Delta V e ha fondato i progetti Kalweit and the Spokes e The Kalweit Project. Ha collaborato con artisti come The Dining Rooms, Vinicio Capossela, Calibro 35 e Cesare Malfatti (La Crus). Negli ultimi anni ha partecipato a lavori di Ottodix, Züth!, Max Zanotti, Ninotchka, VonDatty e The Elephant Man. La sua produzione attraversa elettronica, post-punk e songwriting sperimentale, con una scrittura in lingua inglese che unisce intensità emotiva e immaginazione poetica. Sul palco del Teatro Borsoni suona insieme a Giorgia Poli (Scisma, MiceVice, Sepiatone, Freaky Mermaids, con collaborazioni con Cesare Basile, John Parish e Hugo Race), Beppe Mondini alla batteria (Ottone Pesante, Nana Bang, Meteor) e Davide Mahony alla chitarra e ai cori (Analog/Hybrid Era, Pineapple Facial Wax, Absolutely Trees, Sepiatone, MiceVice, Gurubanana, Jet Set Roger & the Reindeers).

 

Studio Sinapsi diretto da Ornella Pastrengo e Camillo Carlucci: Grande successo per l’Aperitivo Psicologico

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PALAZZOLO SULL’OGLIO – Ampia partecipazione e grande interesse per la prima serata dell’“Aperitivo Psicologico”, l’iniziativa gratuita promossa dallo Studio Sinapsi, diretto dalla Dott.ssa Ornella Pastrengo e dal Co-Direttore Dott. Camillo Carlucci, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta. L’evento, svoltosi mercoledì 3 giugno presso la sede di via Ponte Fusia, ha richiamato numerosi partecipanti desiderosi di avvicinarsi in modo pratico e coinvolgente ai principali strumenti della psicologia contemporanea.

In un’atmosfera informale e accogliente, accompagnata da un drink di benvenuto, i presenti hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza diretta all’insegna della conoscenza di sé, del benessere psicologico e della condivisione.

Protagonista della prima parte della serata è stata la Prof.ssa Cavarra, che ha guidato il gruppo alla scoperta dell’arteterapia, disciplina che utilizza il linguaggio creativo del disegno, del colore e delle forme per favorire l’espressione delle emozioni e l’elaborazione dei vissuti interiori. Un’attività che ha saputo sorprendere i partecipanti per la sua immediatezza e per la profondità delle riflessioni emerse.

Successivamente, la Dott.ssa Grigis e il Dott. Camillo Carlucci hanno accompagnato i presenti in un percorso esperienziale dedicato alla mindfulness e al training autogeno. Attraverso semplici esercizi di attenzione consapevole e rilassamento profondo, i partecipanti hanno potuto sperimentare strumenti concreti per la gestione dello stress, dell’ansia e delle tensioni quotidiane, percependone fin da subito gli effetti benefici.

Determinante anche il contributo della Dott.ssa Taboni, della Direttrice Dott.ssa Ornella Pastrengo e della tirocinante Forlani, che con professionalità, disponibilità e competenza hanno contribuito alla piena riuscita dell’iniziativa.

Prossimo appuntamento il 10 giugno

Il ciclo di incontri proseguirà mercoledì 10 giugno alle ore 19.30 con una seconda serata dedicata a un tema di grande attualità: “Problemi scolastici, DSA, disturbi dell’attenzione e del comportamento: cosa fare dopo la diagnosi?”

L’incontro sarà rivolto a genitori, insegnanti e a tutte le persone che quotidianamente si confrontano con queste problematiche. Oltre agli approfondimenti teorici, i professionisti dello Studio Sinapsi offriranno indicazioni pratiche, strumenti operativi e momenti di confronto diretto con il pubblico.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alle nuove tecnologie applicate al potenziamento cognitivo, con la presentazione di applicazioni digitali innovative pensate per supportare attenzione, memoria e capacità organizzative nei bambini e nei ragazzi con difficoltà di apprendimento.

Un’occasione concreta per acquisire informazioni utili e strategie efficaci in un contesto accogliente, informale e privo di giudizi, dove professionisti qualificati saranno a disposizione dei partecipanti per rispondere a domande e condividere esperienze.

La partecipazione è gratuita. Per informazioni e prenotazioni è possibile confermare la propria presenza tramite WhatsApp al numero 348 402 1153.

Studio Sinapsi: Via Ponte Fusia 54, Palazzolo sull’Oglio (BS)

Juve Stabia, gol belli, gol pesanti e gol da ricordare: La stagione delle magie gialloblù

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In una stagione straordinaria come quella appena conclusa, ogni gol della Juve Stabia ha avuto la sua importanza. Alcuni hanno portato punti preziosi nella cassaforte gialloblù, altri hanno acceso l’entusiasmo dei tifosi, altri ancora hanno raccontato la forza e la personalità di una squadra capace di sorprendere tutti. Come in ogni campionato che si rispetti, però, esistono due categorie speciali: i gol belli e i gol pesanti. La fortuna della Juve Stabia è stata quella di averne realizzati diversi capaci di appartenere a entrambe le categorie.

Tra le reti che resteranno impresse nella memoria dei tifosi ci sono sicuramente quelle di Alessio Cacciamani contro il Palermo e di Nicola Mosti nel derby contro l’Avellino. Due esecuzioni differenti, due momenti diversi della stagione, ma un unico denominatore comune: il loro enorme peso specifico. Furono gol che contribuirono a far capire a tutti, critica compresa, che la Juve Stabia non era una semplice sorpresa, ma una squadra destinata a recitare un ruolo da protagonista.

Sempre al “Romeo Menti” merita una menzione speciale la perla firmata da Christian Pierobon contro lo Spezia. Una vera magia balistica che valse punti fondamentali. Non solo perché contribuì alla conquista della salvezza anticipata, ma soprattutto perché arrivò in un momento delicato della stagione, quando i risultati faticavano ad arrivare e il rischio di finire risucchiati in una zona scomoda della classifica iniziava a preoccupare l’ambiente.

Tre gol meravigliosi, tre gol pesantissimi.

Tra i protagonisti della stagione va inserito di diritto anche Lorenzo Carissoni. L’esterno ha realizzato gol importanti durante tutto il campionato, ma le reti segnate a La Spezia e soprattutto a Empoli rappresentano due autentiche gemme che meritano di essere conservate nell’album dei ricordi.

Spettacolare anche il gol di Correia contro la Sampdoria. In quell’occasione il centrocampista si trasformò in un vero ariete, ricordando per potenza e tempismo le celebri incursioni offensive di Marcel Desailly. Uno stacco imperioso che unì forza e bellezza. Peccato soltanto che la Sampdoria riuscì poi a ribaltare tutto nei minuti finali di una gara entrata nel vivo proprio nel finale.

Merita una citazione anche Marco Ruggero, trasferitosi in Liguria durante il mercato di gennaio. Il difensore lasciò il segno con una rete splendida contro il Mantova, un gol da centravanti puro che fece esplodere il “Menti” e battere forte i cuori dei tifosi stabiesi.

L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo. C’è il magnifico gol di Fabio Maistro contro il Monza in campionato, una giocata di qualità assoluta. C’è Leonardo Candellone che aprì la stagione con il primo gol gialloblù contro la Virtus Entella all’andata e che si ripeté anche nel ritorno disputato in un “Menti” a porte chiuse. C’è il colpo di testa di Bellich a Cesena, la specialità della casa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. E poi c’è Giuseppe Leone a Empoli, autore della rete che diede la scossa alla Juve Stabia prima del definitivo colpo del ko firmato da Carissoni.

La carrellata prosegue inevitabilmente con i playoff, dove le emozioni hanno raggiunto il loro apice. Impossibile dimenticare la spettacolare rovesciata di Zeroli a Modena. Un gesto tecnico da copertina che regalò alle Vespe la qualificazione al turno successivo. Poi arrivarono le reti di Mosti e Okoro nella semifinale d’andata contro il Monza, quelle che fecero sognare un’intera città grazie al 2-0 maturato al “Menti” che svanì pochi minuti dopo con il pareggio dei brianzoli. Infine la sassata di Burnete nel ritorno all’U-Power Stadium. Una conclusione potente e precisa che riaccese la speranza quando mancavano appena cinque minuti al triplice fischio. Non bastò per conquistare la finale, ma la bellezza di quella rete resterà per sempre negli occhi dei tifosi.

E parlando di Burnete, come non ricordare anche il gioiello realizzato contro il Padova? Una rete di rara fattura che confermò ancora una volta le qualità tecniche dell’attaccante gialloblù.

Magie, emozioni, reti decisive e giocate da applausi. Una stagione che ha regalato ai tifosi gialloblù una collezione di gol da custodire gelosamente. Alcuni hanno portato punti, altri qualificazioni, altri ancora semplicemente la gioia di alzarsi in piedi e applaudire.

Perché alla fine il calcio è anche questo: un istante che dura pochi secondi ma che resta impresso nella memoria per sempre.

E voi? Qual è stato il gol più bello della stagione della Juve Stabia?

Juve Stabia, la festa per il cambio societario è rimandata: C’è delusione ma il futuro resta in buone mani

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C’era chi era già pronto a stappare lo spumante, chi immaginava una giornata storica per la Juve Stabia e chi sognava di archiviare definitivamente mesi di incertezza. Invece, per il popolo gialloblù, è arrivato soltanto un rinvio. Non una fumata nera, ma nemmeno quella fumata bianca che Castellammare di Stabia attende con ansia da settimane.

L’udienza decisiva per l’assegnazione delle quote societarie è stata aggiornata al prossimo 10 giugno, lasciando il futuro delle Vespe ancora sospeso in una fase di transizione che alimenta inevitabilmente preoccupazioni e interrogativi. La delusione tra i tifosi è palpabile. Dopo una stagione straordinaria sul campo e dopo settimane di indiscrezioni e trattative, molti speravano di poter finalmente accogliere la nuova proprietà e iniziare a programmare il futuro con serenità.

Eppure, nonostante l’amarezza per l’ennesimo slittamento, a Castellammare deve continuare a prevalere l’ottimismo. In un momento così delicato, infatti, la Juve Stabia non è sola. Al fianco del club ci sono lo Stato e il Tribunale di Napoli, impegnati in un lavoro complesso e delicatissimo per garantire un futuro solido e sostenibile alla società.

Un ruolo fondamentale lo stanno svolgendo gli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, chiamati ad affrontare una vera e propria corsa contro il tempo su due fronti paralleli. Da una parte c’è la necessità di individuare e accompagnare l’ingresso di un imprenditore o di un fondo di investimento che possa assicurare stabilità economica, progettualità e prospettive di crescita al club. Dall’altra incombe una scadenza che non ammette errori: il 16 giugno rappresenta il termine ultimo per la presentazione della documentazione necessaria all’ottenimento della Licenza Nazionale per partecipare al campionato di Serie B 2026-2027.

Una sfida che richiede competenza, rapidità e senso di responsabilità. Proprio per questo il rinvio dell’udienza non deve essere interpretato come un passo indietro, ma come la conferma della volontà di arrivare a una decisione ponderata e nell’interesse della Juve Stabia.

Nel frattempo il quadro resta aperto. Da un lato continua a essere in corsa il Gruppo Guerri, dall’altro resta viva la pista che porta a una cordata di matrice svizzera con il fondo Gulf Swiss Holding. Due opzioni differenti, entrambe al vaglio degli organi competenti, che stanno lavorando affinché il passaggio di proprietà possa garantire al club un futuro all’altezza delle ambizioni di una piazza che ha dimostrato negli ultimi anni maturità, passione e attaccamento.

A rendere ancora più nervoso l’ambiente contribuiscono le iniziative di Francesco Agnello, che mantiene ancora un ruolo nella vicenda societaria. Una situazione che molti tifosi osservano con crescente insofferenza. La sua esperienza legata alla Stabia Capital non ha mai realmente preso forma agli occhi della città: nessuna presentazione ufficiale, nessuna conferenza stampa, nessuna presenza costante al fianco della squadra. Per questo ogni nuovo intervento viene percepito da una parte della tifoseria come un ulteriore rallentamento di un percorso che tutti vorrebbero vedere concluso nel più breve tempo possibile.

La piazza stabiese, però, ha già dimostrato di saper attendere e soffrire. Lo ha fatto nei momenti più difficili della propria storia e può farlo ancora per qualche giorno. Il 10 giugno rappresenta ormai un appuntamento decisivo, probabilmente senza ulteriori margini per rinvii. Sarà il giorno in cui si conoscerà il volto della nuova Juve Stabia e si potrà finalmente iniziare a programmare il futuro.

Fino ad allora la delusione per la festa rimandata resta inevitabile. Ma accanto all’amarezza deve trovare spazio anche la fiducia. Perché oggi, più che mai, il destino della Juve Stabia è nelle mani di istituzioni che stanno lavorando per proteggere un patrimonio sportivo e sociale che appartiene a tutta Castellammare. E quando lo Stato scende in campo per difendere il futuro di una comunità, l’ottimismo non è soltanto una speranza: diventa una ragione concreta per guardare avanti.

Juve Stabia, ricapitalizzazione da circa 7 mln di euro: Agnello lascia o ricapitalizza? Il 10 giugno l’esito

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La giornata di oggi davanti al Tribunale di Napoli potrebbe rappresentare uno snodo decisivo per il futuro della Juve Stabia.

Dietro il comunicato ufficiale diffuso dal club emergono infatti dettagli significativi che delineano uno scenario sempre più chiaro: da una parte l’attuale proprietario Francesco Agnello, dall’altra il lavoro degli amministratori giudiziari impegnati a garantire continuità aziendale e iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

L’udienza, presieduta dalla giudice Teresa Areniello, ha visto la partecipazione del Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Antonello Ardituro, del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Francesco De Falco, dei legali di Agnello e dei rappresentanti delle due manifestazioni d’interesse finora emerse per l’acquisizione del club.

Per la prima volta vengono resi noti ufficialmente anche i soggetti interessati all’operazione. Si tratta di Alfredo Guerri, in rappresentanza della Domus Srl, e del mediatore della Swiss Gulf Holding Srl, entrambe società che hanno formalizzato il proprio interesse per rilevare le quote della S.S. Juve Stabia 1907.

L’aumento di capitale da 6,9 milioni

Il passaggio più importante del comunicato ufficiale riguarda però l’attività svolta dagli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara. Nel corso dell’udienza è stato comunicato che il 1° giugno, davanti al notaio Stefano Borrelli, è stato deliberato un aumento di capitale per portare la società a 6 milioni e 901mila euro.

Una scelta necessaria per consentire alla Juve Stabia di rispettare i parametri economico-finanziari richiesti dalla FIGC in vista dell’iscrizione al campionato di Serie B 2026-2027.

Si tratta di un lavoro complesso e particolarmente delicato, portato avanti nelle ultime settimane dagli amministratori giudiziari con l’obiettivo di mettere al sicuro il patrimonio sportivo rappresentato dalla società gialloblù e garantire il futuro del club indipendentemente dalle vicende che hanno coinvolto l’attuale assetto proprietario.

Agnello al bivio

Il dato politicamente e societariamente più rilevante è però un altro. La richiesta di ricapitalizzazione è stata rivolta in primo luogo a Francesco Agnello, che dal punto di vista giuridico risulta ancora titolare delle quote della Stabia Capital Srl.

Il termine fissato è perentorio: entro le ore 23:59 di lunedì 8 giugno Agnello dovrà decidere se sottoscrivere l’aumento di capitale e immettere nuove risorse nella società.

In caso contrario, la procedura prevede che la possibilità venga offerta ai soggetti che hanno manifestato interesse all’acquisizione del club.

Uno scenario che, di fatto, mette l’attuale proprietario con le spalle al muro. Le strade percorribili sembrano essere soltanto due: ricapitalizzare assumendosi l’onere economico necessario per sostenere il progetto sportivo oppure lasciare spazio a nuovi investitori pronti a subentrare.

Il 10 giugno un’altra data chiave

Il Tribunale ha aggiornato l’udienza a mercoledì 10 giugno alle ore 12:30, data entro la quale si conoscerà l’esito della richiesta formulata ad Agnello e si comprenderà se le manifestazioni d’interesse potranno trasformarsi in una vera e propria trattativa per il passaggio di proprietà.

Le prossime ore saranno dunque decisive per il futuro delle Vespe. Sul tavolo non c’è soltanto la questione societaria, ma anche la necessità di garantire stabilità economica e programmazione a una squadra che ha appena concluso una stagione storica, culminata con il raggiungimento delle semifinali playoff di Serie B.

L’impressione è che il lavoro certosino svolto dagli amministratori giudiziari stia progressivamente restringendo i margini di manovra dell’attuale proprietà, costruendo al tempo stesso tutte le condizioni necessarie affinché la Juve Stabia possa affrontare senza rischi il prossimo campionato, qualunque sia il soggetto che ne guiderà il futuro.

Castellammare di Stabia, punta sulla nuova piscina comunale: candidatura al bando “Sport e Periferie 2026”

La Giunta comunale di Castellammare di Stabia ha approvato la candidatura al bando nazionale “Sport e Periferie 2026” per la realizzazione della nuova piscina comunale nell’area dell’ex Caserma Nino Bixio, in Traversa Cantieri Mercantili. Un progetto strategico che punta a rafforzare il sistema delle infrastrutture sportive cittadine e, al tempo stesso, a favorire la riqualificazione urbana di una zona significativa della città.

L’intervento prevede un investimento complessivo di circa 4,8 milioni di euro. La proposta sarà presentata nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Sport e Periferie 2026” promosso dal Dipartimento per lo Sport, con una richiesta di contributo ministeriale pari a 3 milioni di euro. La restante parte delle risorse necessarie sarà invece coperta dal Comune attraverso fondi di bilancio.

Con l’approvazione della delibera, l’amministrazione comunale ha formalizzato l’avvio dell’iter che potrebbe portare alla nascita della prima piscina comunale della città, un’infrastruttura attesa da anni e considerata fondamentale per ampliare l’offerta sportiva del territorio.

L’opera si inserisce in una più ampia strategia di recupero e valorizzazione dell’area di corso De Gasperi e del vicino rione Postiglione, un percorso già avviato con la realizzazione e l’inaugurazione del Mercantili Sport Park, struttura che ha restituito alla comunità uno spazio dedicato allo sport, al tempo libero e all’aggregazione sociale.

«Con questo provvedimento compiamo un passo importante verso la realizzazione di un’infrastruttura di cui la cittadinanza finora non ha mai goduto. La futura piscina comunale rappresenterà un investimento sullo sport, sulle fasce giovani e sulla qualità della vita degli stabiesi. Continuiamo a lavorare per eliminare zone di degrado urbano e per intercettare risorse e opportunità che consentano a Castellammare di Stabia di crescere e dotarsi di strutture moderne e funzionali», dichiarano il sindaco Luigi Vicinanza e il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Di Capua.

L’amministrazione comunale guarda dunque al bando ministeriale come a un’opportunità concreta per dotare Castellammare di Stabia di una struttura moderna e funzionale, capace di rispondere alle esigenze delle associazioni sportive, delle scuole e dei cittadini, contribuendo al contempo alla rigenerazione di un’area strategica del territorio urbano.

Castellammare di Stabia: Corso Garibaldi riqualificato in anticipo con ben cinque giorni prima del previsto

Buone notizie per cittadini, residenti e commercianti di Castellammare di Stabia. Si sono conclusi con ben cinque giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma i lavori di rifacimento del manto stradale su Corso Garibaldi, uno degli assi viari più importanti della città.

L’intervento, avviato nelle scorse settimane e suddiviso in tre fasi operative, ha interessato l’intero tratto compreso tra l’Hotel Miramare e Piazza Principe Umberto, restituendo alla collettività una strada completamente rinnovata, più sicura e funzionale per la circolazione veicolare.

La chiusura anticipata del cantiere ha consentito di ridurre ulteriormente i disagi che inevitabilmente accompagnano opere di questa portata, permettendo il rapido ritorno alla normalità per residenti, attività commerciali e automobilisti che quotidianamente percorrono la centralissima arteria cittadina.

L’opera rientra nel più ampio piano di manutenzione straordinaria delle strade comunali, finanziato dalla Città di Castellammare di Stabia con un investimento complessivo di 2 milioni di euro. Un programma ambizioso che negli ultimi mesi ha già consentito la riqualificazione di importanti arterie cittadine come via Venezia, Corso Vittorio Emanuele, via Roma, via Libero D’Orsi e via Fondo d’Orto.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di migliorare progressivamente la qualità della rete stradale urbana, garantendo maggiore sicurezza agli utenti della strada e contribuendo al decoro della città. Il piano, infatti, non si fermerà qui ma proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori interventi di manutenzione e riqualificazione.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Luigi Vicinanza e dal vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici, Giuseppe Di Capua.

“Avevamo assunto un impegno con la città: completare i lavori in tempi certi, limitando al massimo i disagi. Oggi possiamo dire di aver raggiunto questo obiettivo, riuscendo addirittura a chiudere il cantiere con cinque giorni di anticipo rispetto alle previsioni. Ringraziamo i cittadini, i residenti e i commercianti per la collaborazione e la pazienza dimostrate durante le settimane dei lavori”, hanno dichiarato.

La conclusione dell’intervento su Corso Garibaldi rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di ammodernamento delle infrastrutture cittadine, confermando la volontà dell’amministrazione di investire concretamente sulla sicurezza e sulla vivibilità di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia, tutto rinviato al 10 giugno: Il futuro è ancora da scrivere ma i segnali sono incoraggianti

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Non è arrivata la svolta definitiva che l’intero popolo gialloblù attendeva con impazienza, ma dalla giornata trascorsa presso il Tribunale di Napoli, dal nostro inviato Mario Molinari, emergono elementi che consentono di guardare avanti con moderato ottimismo. La questione relativa all’assetto proprietario della Juve Stabia richiederà ancora qualche giorno per essere definita, ma il percorso sembra ormai indirizzato verso una soluzione stabile e concreta.

L’appuntamento decisivo è stato fissato per il prossimo 10 giugno, data nella quale tutti i soggetti coinvolti torneranno davanti ai giudici per compiere l’ultimo passo verso la definizione del nuovo assetto societario. Sarà allora che verranno chiariti gli equilibri che accompagneranno il club non soltanto nella prossima stagione, ma anche negli anni successivi.

Nel corso dell’udienza odierna sono state ascoltate le diverse parti interessate. Tra queste l’imprenditore Alfredo Guerri, alla guida della Domus Srl, figura che negli ultimi mesi ha manifestato interesse e vicinanza alle vicende della società stabiese. Non è passato inosservato il sostegno di alcuni tifosi presenti all’esterno del tribunale, che hanno voluto testimoniare la propria fiducia nei suoi confronti.

Sono intervenuti inoltre i rappresentanti legali di Francesco Agnello, titolare delle quote della società attraverso Stabia Capital, quote attualmente sottoposte a sequestro cautelare. Presente, attraverso un proprio delegato, anche il fondo elvetico Swiss Gulf Holding, che avrebbe manifestato la disponibilità a investire nel mondo del calcio partendo proprio dalla realtà gialloblù.

Prima dell’udienza conclusiva del 10 giugno, l’attenzione sarà rivolta a un’altra data fondamentale: l’8 giugno. Entro quel termine Agnello avrà la possibilità di aderire all’aumento di capitale richiesto dal Tribunale. Qualora ciò non dovesse avvenire, saranno i giudici a individuare la soluzione più adeguata per garantire continuità e prospettive alla Juve Stabia.

Le indicazioni raccolte nelle ultime settimane sembrano evidenziare una posizione favorevole per Alfredo Guerri e la Domus Srl, una candidatura che gode di apprezzamento da parte di una larga fetta della tifoseria e che ha dimostrato attenzione concreta verso il club e il territorio. Tuttavia, ogni valutazione definitiva sarà effettuata esclusivamente sulla base della solidità dei progetti e delle garanzie offerte.

Per i tifosi si apre dunque un’altra settimana di attesa, ma senza inutili allarmismi. I tempi per completare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B si stanno avvicinando, ma la situazione appare sotto controllo. La documentazione necessaria risulta già predisposta e l’ultimo tassello da definire riguarda l’individuazione del soggetto che avrà la rappresentanza legale della società e che dovrà sottoscrivere gli atti richiesti e provvedere agli adempimenti economici previsti dalla Lega.

L’esperienza recente dimostra che, una volta risolto il nodo proprietario, i passaggi burocratici possono essere completati in tempi molto rapidi. Per questo motivo, nonostante le inevitabili preoccupazioni, prevale la sensazione che la Juve Stabia disponga ancora di tutti gli strumenti necessari per presentarsi regolarmente ai nastri di partenza della Serie B 2026/2027.

In una fase così delicata, il messaggio più importante è quello della fiducia. Gli amministratori giudiziari sono chiamati a compiere una scelta di grande responsabilità e il loro obiettivo sarà esclusivamente quello di individuare la soluzione più solida, affidabile e vantaggiosa per il futuro della società. Il percorso non è ancora terminato, ma all’orizzonte si intravedono segnali che autorizzano l’ambiente gialloblù a guardare ai prossimi giorni con speranza e rinnovata serenità.

Juve Stabia, ore decisive per il futuro societario: tifosi in attesa davanti al Tribunale di Napoli

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Sono ore di trepidante attesa per il popolo gialloblù. Il futuro della Juve Stabia passa infatti dalle decisioni che saranno assunte dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, dove questa mattina, dalle ore 12:00 si sta svolgendo un’importante udienza convocata alle ore 11:30 dalla Dott.ssa Teresa Areniello, Presidente della sezione.

Presenti in aula i due amministratori giudiziari, Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, insieme ai legali di Francesco Agnello, assente all’udienza ma ancora formalmente proprietario dell’intero pacchetto quote della S.S. Juve Stabia 1907.

A seguire con particolare attenzione gli sviluppi della vicenda anche Alfredo Guerri titolare dalla Domus s.r.l. e Zeljko Jelencovic, rappresentante della Swiss Gulf Holding Srl, al momento gli unici soggetti che hanno manifestato concretamente interesse per l’acquisizione del club stabiese.

All’esterno del Tribunale si sono radunati alcuni tifosi delle Vespe, in particolare appartenenti al Club Nicola De Simone, che stanno presidiando la zona nella speranza di apprendere in anteprima l’esito del dibattimento. Presenti anche diversi giornalisti della carta stampata e operatori dell’informazione locale, consapevoli dell’importanza che questa giornata potrebbe avere per il futuro della società gialloblù.

Le sensazioni raccolte nelle ultime ore, tuttavia, lasciano intendere che difficilmente il procedimento si concluderà oggi. L’orientamento prevalente è che saranno necessari ulteriori giorni per consentire al collegio di valutare tutta la documentazione e gli elementi emersi nel corso del dibattimento prima di assumere una decisione definitiva.

Nel frattempo la tifoseria continua a sperare nell’arrivo di una proprietà forte, solida e ambiziosa. In questo senso, il nome di Alfredo Guerri è visto con particolare favore da una parte consistente dell’ambiente stabiese. L’imprenditore, infatti, ha già dimostrato negli ultimi mesi un concreto attaccamento ai colori gialloblù, contribuendo in diverse occasioni a supportare il club nei momenti di necessità, tra cui le delicate scadenze del 16 febbraio e del 16 aprile 2026. Inoltre, avrebbe favorito alcune trasferte organizzate in condizioni più agevoli per la squadra, presenziando personalmente accanto alle Vespe in diverse circostanze.

La città resta dunque con il fiato sospeso. Da quanto emergerà nelle prossime ore o nei prossimi giorni potrebbe dipendere una parte significativa del futuro della Juve Stabia, chiamata a programmare una nuova stagione dopo l’entusiasmante percorso che l’ha vista protagonista fino alle semifinali playoff di Serie B.

Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori sviluppi dalla sede del Tribunale di Napoli.

Tra Archeologia e Astronomia: alla scoperta del “Planisfero delle Stagioni” a Castellammare di Stabia

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Al Museo Archeologico Di Stabia “Libero D’Orsi”, domenica 7 giugno 2026, alle ore 17:30, ci sarà una visita guidata alla scoperta del “Planisfero delle Stagioni”, uno dei reperti più affascinanti degli scavi dell’antica Stabiae: un viaggio nel tempo dove l’archeologia romana incontra l’astronomia antica.

L’evento è stato organizzato dall’Archeoclub APS Stabiae in collaborazione con l’Associazione AstroCampania. A raccontare di questo capolavoro sarà il Dott. Antonio Catapano, Vicepresidente di AstroCampania, che svelerà i segreti e le intuizioni astronomiche racchiuse nell’affresco.

La data coincide con la prima domenica del mese, giornata in cui l’ingresso al museo è gratuito. La combinazione con la visita guidata, anch’essa gratuita, offre un’opportunità imperdibile per i cittadini e i turisti di riscoprire il patrimonio storico del territorio senza alcun costo.

Il focus dell’incontro sarà la spiegazione del Planisfero delle Stagioni, un affresco della prima metà del I secolo d.C., originariamente dipinto sul soffitto del portico che circondava il peristilio superiore di Villa San Marco.

Rinvenuto in frammenti nel 1952, l’affresco è stato restaurato. L’opera raffigura un globo su fondo scuro, all’interno del quale due cerchi si intersecano sugli assi. Sorprendentemente, la rappresentazione grafica e i punti di intersezione di questi paralleli e meridiani corrispondono in modo perfetto alle nostre moderne conoscenze geografiche e astronomiche.

L’ipotesi più accreditata è che l’affresco rappresenti una sfera armillare (un astrolabio sferico inventato da Eratostene nel 255 a.C.), dove le sfere indicano l’equatore e un meridiano. Nel dipinto, queste sfere celesti sono idealmente mosse da due figure femminili – personificazioni della Primavera e dell’Autunno – aiutate da piccoli amorini.

Il Planisfero non era isolato. Il soffitto di Villa San Marco era decorato in modo ricco e articolato con scene mitologiche, tra cui il Trionfo di Minerva, Hermes, Giunone ed Ebe. Questa composizione è considerata dagli esperti una delle più spettacolari dell’antichità, paragonabile per impatto visivo e importanza solo alla celebre Domus Aurea di Nerone a Roma.

Durante l’incontro si parlerà anche della meridiana emisferica in tufo con tracce di decorazione azzurra, ritrovata nell’atrio della villa nel 1954, a testimonianza di come la misurazione del tempo e lo studio degli astri fossero centrali nella vita quotidiana della nobiltà romana di Stabiae.

Per Info e Prenotazioni: Inviare una mail a archeoclubstabiae@gmail.com

Playoff Serie BKT 2025/26: il successo di una formula che accende la passione e valorizza il calcio italiano

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Per raccontare il successo dei Playoff Serie BKT 2025/26, questa volta sono i numeri a introdurre il racconto. Numeri che parlano di emozioni, partecipazione, identità e appartenenza, certificando la crescita di un evento capace di coinvolgere milioni di persone tra stadi, televisioni, piattaforme digitali e social network. Una conferma della capacità della Serie BKT di rappresentare uno dei prodotti sportivi più coinvolgenti, imprevedibili e seguiti del panorama calcistico italiano.

La formula playoff si è confermata ancora una volta un elemento distintivo del campionato, capace di mantenere viva la competizione fino all’ultimo atto della stagione e di regalare spettacolo dentro e fuori dal campo. La post-season ha offerto otto partite ricche di emozioni, con 20 reti complessive e una media di 2,5 gol a gara, contribuendo a portare il totale stagionale alla quota record di 993 gol.

A raccontare l’identità della Serie BKT è soprattutto il peso del talento italiano. Sedici delle venti reti segnate nei playoff portano infatti la firma di calciatori italiani, confermando il ruolo centrale del campionato nello sviluppo dei giovani talenti nazionali. Emblematica la stagione di Mattia Liberali, premiato come Talento dell’Anno Serie BKT 2025/26 e autore di una rete storica in semifinale a soli 19 anni. Il giovane attaccante si è distinto anche come miglior dribblatore della fase finale, impreziosendo un’annata culminata con la convocazione nella Nazionale maggiore. Tra i protagonisti anche Fellipe Jack, già punto di riferimento dell’Under 20 azzurra, entrato nella storia come uno dei più giovani marcatori di sempre in una finale playoff. Complessivamente sono state cinque le reti realizzate da calciatori Under 23, ulteriore testimonianza della vocazione formativa della Serie BKT.

L’italianità continua a essere uno dei tratti distintivi del campionato. Dei 108 giocatori impiegati almeno una volta nei playoff, il 69% è rappresentato da calciatori italiani. Una percentuale che cresce ulteriormente nelle fasce più giovani, superando l’81% tra gli Under 23. Dati che raccontano una realtà sempre più centrale nel percorso di crescita tecnica del calcio italiano e nella costruzione del futuro delle Nazionali.

Sul piano sportivo, Pietro Iemmello si è confermato il miglior marcatore della post-season con tre reti, mentre Simone Pontisso si è distinto come miglior creatore di occasioni da gol. Tra i club, il Catanzaro ha rappresentato al meglio la valorizzazione del patrimonio nazionale, schierando il maggior numero di calciatori italiani differenti durante il percorso playoff.

Il successo della formula si è riflesso anche sugli spalti. I playoff hanno trasformato gli stadi in autentiche feste popolari, coinvolgendo complessivamente 116.547 spettatori. Palermo-Catanzaro ha fatto registrare il record di presenze in una singola gara con oltre 33 mila tifosi sugli spalti, mentre il Ceravolo di Catanzaro è stato lo stadio che ha accolto il maggior numero di spettatori nell’arco della post-season. Numeri che confermano il forte radicamento territoriale dei club e il legame profondo tra le squadre e le comunità che rappresentano.

Anche sul fronte televisivo i Playoff Serie BKT 2025/26 hanno segnato un importante salto di qualità. Per la prima volta la produzione ha beneficiato di una dotazione tecnologica straordinaria, pensata per offrire agli spettatori un’esperienza immersiva e allineata agli standard dei grandi eventi internazionali. L’impiego di camere speciali, super slow motion, droni, grafica virtuale e tecnologie di ultima generazione ha arricchito il racconto delle gare, contribuendo a valorizzare ulteriormente il prodotto. Una scelta premiata dal pubblico, con la finale di ritorno che ha superato gli 800 mila spettatori di ascolto nel minuto medio e un’audience complessiva vicina al milione e mezzo considerando le due sfide finali.

La crescita della Serie BKT è stata evidente anche nel mondo digitale. I contenuti realizzati durante la post-season hanno generato 71,5 milioni di visualizzazioni complessive, grazie a un racconto costante fatto di backstage, emozioni, interviste e immagini esclusive. Solo nella giornata della finale di ritorno sono state registrate oltre 5 milioni di visualizzazioni su Instagram, a testimonianza della capacità della Serie BKT di dialogare con pubblici differenti e con le nuove generazioni. Più in generale, la stagione ha fatto registrare una crescita del 10% dei follower sui canali ufficiali della Lega, raggiungendo complessivamente 430 milioni di visualizzazioni.

I Playoff Serie BKT 2025/26 confermano così la validità di una formula che unisce spettacolo, competitività e valorizzazione dei talenti. Una formula capace di mantenere alta l’attenzione fino all’ultimo minuto della stagione, di riempire gli stadi, conquistare il pubblico televisivo e coinvolgere milioni di tifosi online. Il successo dei numeri racconta molto più di una semplice fase finale: racconta la forza di un campionato che continua a crescere, innovare e rappresentare una delle espressioni più autentiche del calcio italiano.

Napoli, il mercato si accende: Rabiot è il colpo giusto per tornare al top o servono altre priorità?

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A Napoli si dice che “addà venì baffone”, ma qui, a sentire i venti che soffiano tra i corridoi di Castel Volturno e le stanze di Manna, sembra che a dover arrivare – e pure in fretta – sia un altro tipo di “condottiero”: Massimiliano Allegri. E se arriva il tecnico livornese, allora le chiacchiere da bar si trasformano in qualcosa di molto più succoso. Il nome che sta facendo tremare i polsi ai tifosi azzurri? Adrien Rabiot.

Sì, avete letto bene. Il francese, il pupillo, l’uomo che con Max ha un legame di ferro, quasi fosse il suo prolungamento in campo. Immaginate la scena: Allegri che sbarca al Maradona e, nel suo zainetto tattico, porta con sé la pedina mancante per dare sostanza a una mediana che, con McTominay, farebbe venire i brividi a chiunque.

Un incastro che sa di Europa

Perché Rabiot? Semplice. Il ragazzo vuole la Champions League, e Napoli – diversamente da una Milano che vive in un limbo di incertezze societarie e tecniche – gliela garantisce sul vassoio d’argento. È un matrimonio che si può fare, soprattutto se guardiamo ai parametri economici: tre milioni e mezzo annui fino al 2028. Una cifra che, per un giocatore di tale spessore ed esperienza, suona quasi come un invito a nozze.

Ma non corriamo troppo. Siamo ancora nel campo delle suggestioni, perché qui a Napoli, si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E il mare, in questo caso, è fatto di un annuncio ufficiale che ancora latita e di una situazione milanese che definire caotica è un complimento. Però, lasciatecelo dire: vedere Rabiot e Scott McTominay correre insieme, con Lobotka a orchestrare il gioco, ci fa venire in mente un centrocampo di un’intensità da far tremare la terra. Due assaltatori, due lettori di gioco, un blocco centrale che non si passa.

Non solo mediana: il cantiere è aperto

La notizia del possibile arrivo di Rabiot porta con sé inevitabilmente un interrogativo: che ne sarà di Anguissa? Frank è un guerriero, lo sappiamo, ma la sua stagione è stata una malinconica discesa verso l’addio. Eppure, il calcio è strano: l’arrivo di Allegri, che da sempre lo stima, potrebbe essere la scintilla per una rinascita. E occhio ai giri di valzer degli agenti: il procuratore di Max, Branchini, cura anche gli interessi di Frank. Chissà che non sia proprio il mister a decidere di tenerlo stretto.

Intanto, Manna non dorme. Il Napoli sta costruendo le fondamenta: si cerca il terzino giusto per far rifiatare il capitano Di Lorenzo. I nomi? Anan Khalaili (il talento belga da 25 milioni) o l’usato sicuro di Dodo della Fiorentina. E ancora, il centrale Mario Gila dalla Lazio e l’idea Matej Kovar tra i pali.

Il mercato del “fatto”

Sullo sfondo, una certezza c’è già: Alisson Santos è ufficialmente azzurro, riscattato dallo Sporting per 16,5 milioni. Un tassello, insieme a quello di Hojlund, che inizia a dare corpo a una rosa che vuole tornare a far sognare.

Siamo solo all’inizio di un’estate che si preannuncia caldissima, proprio come il clima che sta per abbattersi sul Nord America col Mondiale alle porte. Ma qui, ai piedi del Vesuvio, il Mondiale è secondario: la testa è già rivolta al nuovo Napoli. Se davvero dovesse arrivare il tandem Allegri-Rabiot, beh, allora allacciate le cinture. Perché la prossima stagione, signori miei, non sarà per deboli di cuore.

Juve Stabia, Andrea Giorgini: Forza, classe e leadership al servizio delle Vespe

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Nella stagione appena andata in archivio, la Juve Stabia ha saputo conquistare ancora una volta il palcoscenico della Serie B grazie a organizzazione, coraggio e una chiara identità di gioco. Le idee di mister Ignazio Abate hanno trovato applicazione concreta sul terreno di gioco attraverso interpreti capaci di trasformare i principi tattici in prestazioni di altissimo livello. Tra questi, uno più di tutti ha rappresentato il simbolo della solidità gialloblù: Andrea Giorgini.

Il difensore centrale si è consacrato come uno dei migliori elementi dell’intera rosa stabiese, diventando una presenza imprescindibile nello scacchiere delle Vespe. Sempre presente, sempre affidabile, sempre sul pezzo. Una costanza di rendimento che gli ha consentito di assumere il ruolo di autentico leader della retroguardia.

Ridurre Giorgini alla definizione di semplice marcatore sarebbe un errore. La sua stagione è stata infatti caratterizzata da una straordinaria completezza tecnica e tattica, qualità che ne fanno uno dei prototipi più moderni del difensore contemporaneo.

Da una parte c’è il Giorgini guerriero, quello che non arretra di un centimetro nei duelli individuali. Forte fisicamente, dominante nel gioco aereo e praticamente insuperabile nell’uno contro uno. Gli attaccanti avversari hanno spesso dovuto fare i conti con un autentico muro, capace di spegnere sul nascere le iniziative offensive più pericolose.

Dall’altra emerge il Giorgini elegante e intelligente. Un difensore che non si limita a distruggere il gioco altrui, ma che sa costruire e interpretare la partita. Le sue letture preventive, la capacità di anticipare le intenzioni degli avversari e la pulizia negli interventi hanno rappresentato un valore aggiunto fondamentale per la squadra. A questo si aggiunge una notevole sicurezza nella gestione del pallone, caratteristica essenziale per il calcio propositivo richiesto da mister Abate.

È proprio questa doppia anima, fatta di forza e qualità, ad averlo reso il centrale ideale per il sistema tattico della Juve Stabia. Un difensore moderno, completo, capace di interpretare entrambe le fasi del gioco con la stessa efficacia.

Ma il vero segreto della sua stagione è stato probabilmente un altro: la continuità. In un campionato lungo, logorante e ricco di insidie, Giorgini non ha quasi mai abbassato il livello delle proprie prestazioni. Settimana dopo settimana ha garantito affidabilità, concentrazione e personalità, diventando una delle certezze assolute dell’intera squadra.

La sicurezza trasmessa ai compagni di reparto e la perfetta sintonia con i meccanismi difensivi predisposti dallo staff tecnico hanno contribuito a trasformarlo in un autentico leader emotivo oltre che tecnico. Una figura capace di guidare il reparto con l’esempio prima ancora che con le parole.

Per Ignazio Abate, Andrea Giorgini ha rappresentato molto più di un semplice titolare. È stato l’estensione del pensiero dell’allenatore sul terreno di gioco, il punto di riferimento attorno al quale costruire la solidità della squadra e coltivare ambizioni sempre più importanti.

Se la Juve Stabia ha potuto cullare il sogno di una nuova cavalcata playoff e confermarsi tra le realtà più competitive della categoria, una parte significativa del merito passa inevitabilmente dalle prestazioni del suo numero 33. Un difensore che ha saputo trasformarsi da certezza a leader, da protagonista a simbolo di una squadra che non smette di stupire.

Juve Stabia, Amedeo Petrazzuolo: L’uomo silenzioso dietro ogni parata dei portieri gialloblù

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Ci sono figure nel calcio moderno che raramente finiscono sulle prime pagine dei giornali o sotto i riflettori delle telecamere. Uomini che lavorano lontano dalla ribalta, ma il cui contributo diventa determinante per la crescita di una squadra. Alla Juve Stabia una di queste figure ha un nome ben preciso: Amedeo Petrazzuolo.

Anche nella stagione appena conclusa, l’allenatore dei portieri ha rappresentato uno dei punti fermi del club gialloblù, confermandosi una presenza imprescindibile all’interno dello staff tecnico e dello spogliatoio. Un legame, quello tra Petrazzuolo e Castellammare di Stabia, che negli anni si è trasformato in qualcosa di molto più profondo di una semplice collaborazione professionale.

Passione, appartenenza e dedizione sono le caratteristiche che da sempre accompagnano il suo lavoro quotidiano. Valori che la tifoseria stabiese ha imparato a conoscere e apprezzare, riconoscendolo come uno degli uomini simbolo della continuità e dell’identità della Juve Stabia.

In un calcio sempre più frenetico, fatto di cambiamenti continui e risultati immediati, Petrazzuolo rappresenta una certezza. La sua esperienza e la profonda conoscenza dell’ambiente gli consentono di svolgere un ruolo che va ben oltre quello di preparatore dei portieri. È un punto di riferimento costante per i calciatori, un consigliere nei momenti delicati e una figura capace di mantenere compatto il gruppo quando le pressioni aumentano.

La sua presenza nello spogliatoio è spesso decisiva. Grazie a un carisma naturale e a una spiccata sensibilità umana, riesce a instaurare un rapporto speciale con i giocatori, diventando il perfetto collante tra squadra, staff tecnico e società. Nei momenti di difficoltà sa trovare le parole giuste per infondere fiducia, mentre nei periodi positivi mantiene alta la concentrazione, evitando pericolosi cali di tensione.

Ma il lavoro di Petrazzuolo trova la sua massima espressione sul campo. I progressi mostrati negli ultimi anni dai portieri passati per Castellammare sono la testimonianza concreta della qualità del suo operato. Dietro ogni intervento decisivo, ogni parata spettacolare e ogni porta inviolata c’è un lavoro meticoloso, costruito attraverso allenamenti specifici, attenzione maniacale ai dettagli e una preparazione mentale che rappresenta uno degli aspetti più importanti del suo metodo.

Dalla postura tra i pali alla gestione delle uscite alte, dalla lettura delle situazioni di gioco fino alla capacità di reagire agli errori, nulla viene lasciato al caso. Forte dell’esperienza maturata da ex portiere, Petrazzuolo trasmette ai suoi ragazzi sicurezza, personalità e quella stabilità emotiva che spesso fa la differenza nei momenti decisivi di una partita.

Non sorprende, dunque, che il suo lavoro venga costantemente elogiato dagli addetti ai lavori. La passione che mette quotidianamente nel proprio ruolo continua a essere il motore di una carriera vissuta sempre con grande umiltà e professionalità.

Ora si prepara ad affrontare un’altra stagione in gialloblù con lo stesso entusiasmo del primo giorno. Perché per Amedeo Petrazzuolo il campo non rappresenta semplicemente un luogo di lavoro, ma una vera missione: accompagnare la crescita dei suoi portieri e contribuire, giorno dopo giorno, ai successi della Juve Stabia.

I tifosi si godono le parate dei propri numeri uno e celebrano i risultati della squadra. Ma dietro ogni volo all’incrocio dei pali, dietro ogni intervento decisivo e dietro ogni pagina di questa splendida storia gialloblù, c’è una firma discreta ma indelebile: quella di Amedeo Petrazzuolo, il custode silenzioso della porta della Juve Stabia.

Juve Stabia, pagellone 2025-2026: l’attacco è stato un mix di esperienza, sacrificio e giovani promesse

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Prosegue il pagellone di fine stagione della Juve Stabia, suddiviso in cinque appuntamenti per analizzare protagonisti e rendimento della storica annata che ha visto le Vespe raggiungere, per il secondo anno consecutivo, le semifinali dei playoff di Serie B. Dopo aver esaminato società, staff tecnico, portieri, difesa e centrocampo, è arrivato il momento di accendere i riflettori sull’attacco per il quinto e ultimo appuntamento di questo lungo viaggio attraverso la stagione gialloblù.

Un reparto che, pur dovendo fare i conti con infortuni, cambi di modulo e partenze nel mercato invernale, ha saputo garantire qualità, sacrificio e contributi decisivi nei momenti chiave del campionato.

Gabrielloni 6: esperienza e sacrificio al servizio della squadra

Lasciare il Como, dove era diventato un uomo simbolo, non era una scelta semplice. Alessandro Gabrielloni ha deciso comunque di rimettersi in gioco accettando la sfida Juve Stabia. La sua stagione non è stata particolarmente brillante dal punto di vista realizzativo, complice anche un grave infortunio che lo ha costretto a trascorrere diversi mesi ai box.

Quando è riuscito a tornare a disposizione, però, ha messo in campo tutta la sua esperienza e la sua fisicità, facendo a sportellate con le difese avversarie e diventando un punto di riferimento offensivo. Più che nei numeri, il suo contributo si è visto nel lavoro sporco e nella capacità di creare spazi e occasioni per i compagni.

Candellone 7: il guerriero dell’attacco gialloblù

Spalla ideale di Gabrielloni, Leonardo Candellone ha vissuto una stagione importante. La sua annata era iniziata nel migliore dei modi, diventando rapidamente uno dei punti fermi del reparto offensivo di mister Abate.

Tra sacrificio, pressing e reti pesanti, l’attaccante piemontese si è rivelato fondamentale nell’economia del gioco delle Vespe. Un infortunio lo ha fermato nel momento cruciale della stagione, ma la sua determinazione gli ha consentito di tornare disponibile per il finale di campionato e per la fase playoff, portando nuovamente in campo le sue qualità e la sua generosità.

Okoro 6,5: il diamante grezzo che ha conquistato tutti

Arrivato a gennaio in prestito dal Venezia, Okoro si è presentato a Castellammare come un attaccante dalle enormi potenzialità ancora da sviluppare. Mister Abate ha lavorato con pazienza sul giovane talento, modellandolo settimana dopo settimana.

I suoi sprint hanno regalato vivacità all’attacco stabiese e tenuto costantemente in apprensione le difese avversarie. Con il passare dei mesi ha mostrato miglioramenti evidenti dal punto di vista tattico e nella gestione delle situazioni offensive. Chiude la stagione con due reti, ma una di queste pesa come un macigno: il gol segnato nella semifinale playoff d’andata contro il Monza, una delle grandi corazzate della categoria.

Burnete 6: lampi di talento e un gol da ricordare

Considerato uno dei giovani più interessanti della rosa gialloblù, Burnete ha vissuto una stagione fatta di alti e bassi. Nel sistema di gioco adottato dalla Juve Stabia ha trovato spazio soprattutto come alternativa nel ruolo di punta.

Non sempre è riuscito a lasciare il segno, ma ha comunque mostrato qualità interessanti e soprattutto ha firmato una rete importante nella semifinale playoff di ritorno a Monza, confermando di possedere personalità e margini di crescita notevoli.

Piscopo 5,5: sacrificio e addio a gennaio

Non è stata la stagione del definitivo salto di qualità per Kevin Piscopo. Utilizzato spesso sulla corsia offensiva di sinistra, ha svolto un prezioso lavoro tattico e di sacrificio per garantire equilibrio alla squadra.

Pur senza numeri particolarmente rilevanti, il suo contributo alla fase offensiva non è mancato. Nel mercato invernale ha salutato Castellammare per trasferirsi al Bari, chiudendo momentaneamente la sua esperienza con la maglia gialloblù. Il 1 luglio tornerà dal prestito con obbligo di riscatto (in caso di salvezza) al Bari.

De Pieri 6: talento frenato dal cambio di modulo

Quando è stato chiamato in causa ha sempre dimostrato di possedere qualità importanti nonostante la giovane età. Il cambio tattico dal 4-3-3 immaginato a inizio stagione al definitivo 3-5-2 (o 3-5-1-1) ha inevitabilmente limitato il suo spazio e le sue caratteristiche.

Nonostante ciò, De Pieri si è fatto trovare pronto quando necessario, trovando anche la soddisfazione personale del gol a Padova, realizzato con grande opportunismo dopo aver sfruttato il lavoro di Candellone.

Dos Santos 6: qualità da coltivare per il futuro

La scommessa di mercato del direttore sportivo Matteo Lovisa porta il nome di Matheus Priveato Luz Dos Santos. Prelevato dal Saluzzo, in Serie D, il giovane brasiliano ha dovuto affrontare il difficile salto nel calcio professionistico e adattarsi ai ritmi e alla fisicità della Serie B.

L’inserimento non è stato semplice, ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha lasciato intravedere qualità tecniche importanti. Il suo piede educato lo ha reso spesso una soluzione sui calci piazzati, tra punizioni e corner battuti con precisione e traiettorie invitanti per i compagni. Con un intero ritiro precampionato alle spalle, la prossima stagione potrebbe rappresentare quella della definitiva consacrazione.

Un attacco che ha saputo soffrire e crescere

Tra infortuni, cambiamenti tattici e giovani da valorizzare, il reparto offensivo della Juve Stabia ha saputo offrire il proprio contributo alla straordinaria cavalcata delle Vespe. Non sempre sono arrivati numeri da copertina, ma sacrificio, spirito di squadra e gol pesanti hanno consentito ai gialloblù di spingersi ancora una volta fino alle semifinali playoff.

Un finale che chiude il pagellone di una stagione destinata a rimanere nella memoria dei tifosi stabiesi e che lascia intravedere prospettive interessanti anche per il futuro.

Juve Stabia, semifinale play off che vale una promozione: Dopo la Cremonese anche il Monza vola in Serie A

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Stesso copione, stesso verdetto. Ma anche la stessa, identica consapevolezza: per salire sul tetto del calcio italiano bisogna passare dal “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia. Per il secondo anno consecutivo, infatti, i playoff di Serie B hanno premiato una squadra che, lungo il proprio cammino verso la Serie A, ha dovuto superare l’ostacolo Juve Stabia.

Dodici mesi fa toccò alla Cremonese di Giovanni Stroppa. Quest’anno è stato il Monza di Paolo Bianco a raccogliere l’eredità, conquistando la promozione al termine di una stagione vissuta da protagonista. Due storie parallele, unite da un filo conduttore che da una parte conduce alla gloria della massima serie e dall’altra certifica la crescita impressionante delle Vespe.

Monza, una promozione costruita con qualità e continuità

Il Monza di Paolo Bianco ha completato il proprio capolavoro. Dopo una regular season disputata ad altissimi livelli, i brianzoli hanno trovato la massima espressione del loro potenziale nel momento decisivo della stagione, centrando una promozione meritata e costruita su basi solide.

La società ha saputo garantire stabilità e programmazione, mentre l’allenatore è riuscito a compattare l’ambiente nei momenti più delicati dell’annata. Arrivati ai playoff con una condizione fisica e mentale eccellente, i biancorossi hanno dimostrato quella lucidità e quel cinismo tipici delle squadre destinate al salto di categoria.

Un percorso che ricorda molto da vicino quello compiuto dalla Cremonese nella passata stagione: entrambe le squadre hanno saputo gestire la pressione delle gare da dentro o fuori, mostrando una maturità da Serie A.

La semifinale come spartiacque: il tabù Juve Stabia

C’è un dato che non passa inosservato. Sia Giovanni Stroppa che Paolo Bianco hanno dovuto eliminare la Juve Stabia in semifinale prima di conquistare la promozione.

Per le Vespe, l’eliminazione di quest’anno lascia amarezza ma racconta una storia diversa rispetto al recente passato. Se il ko contro la Cremonese era stato vissuto come la conclusione di un sogno inatteso, quello contro il Monza ha il sapore della conferma.

Perdere contro le due squadre che poi hanno conquistato la Serie A non rappresenta un fallimento. Al contrario, significa essere arrivati a un passo dall’élite del campionato cadetto. La Juve Stabia non è più una sorpresa, ma una realtà consolidata che può guardare al futuro con ambizioni sempre più importanti.

Ora il futuro: attesa per la fumata bianca societaria

Archiviata la stagione sul campo, a Castellammare di Stabia l’attenzione si è già spostata sul futuro. Un campionato che ha visto il Catanzaro sfiorare un traguardo che probabilmente avrebbe meritato per quanto espresso durante l’anno e che attende ancora di conoscere l’ultima protagonista della prossima Serie B tra Brescia e Ascoli.

Nel frattempo, però, l’ambiente gialloblù vive giorni di grande attesa. I tifosi aspettano la tanto annunciata fumata bianca sul fronte societario, in una fase che si sta rivelando particolarmente snervante. Le indiscrezioni e le voci di corridoio continuano a rincorrersi quotidianamente, mentre dai canali ufficiali del club non arrivano comunicazioni in grado di fare chiarezza.

Un silenzio che alimenta interrogativi e aspettative. Perché se il campo ha confermato che la Juve Stabia può ormai competere stabilmente ai vertici della Serie B, adesso sarà fondamentale costruire le basi societarie per provare a compiere quell’ultimo passo che, negli ultimi due anni, è riuscito soltanto a chi ha saputo superare l’ostacolo rappresentato dalle Vespe.

Juve Stabia, Maistro: Talento e rammarico per una stagione tra lampi di classe e la ricerca della continuità

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La stagione di Fabio Maistro si chiude con una valutazione che racconta perfettamente il suo campionato: ampiamente sopra la sufficienza, ricca di momenti esaltanti, ma accompagnata anche da quel sottile senso di rammarico per ciò che avrebbe potuto essere con maggiore continuità.

Il centrocampista della Juve Stabia ha rappresentato per gran parte dell’anno uno degli elementi tecnicamente più raffinati della rosa gialloblù. Ogni volta che il numero trentasette ha acceso il motore, la squadra ha beneficiato immediatamente della sua qualità. Non si tratta soltanto di una questione tattica o di posizione in campo: Maistro possiede un repertorio che pochi possono vantare nella categoria. Dribbling, verticalizzazioni improvvise, assist illuminanti e giocate capaci di cambiare il volto di una partita fanno parte del suo bagaglio tecnico.

Quando è in giornata, il fantasista stabiese riesce a trasformare un’azione ordinaria in qualcosa di speciale. È quel tipo di calciatore che può rompere gli equilibri con una sola giocata, inventando una soluzione che gli altri nemmeno immaginano. Una qualità che, nel corso della stagione, ha spesso permesso alla Juve Stabia di trovare sbocchi offensivi e creare superiorità nelle zone decisive del campo.

Eppure, accanto ai momenti di grande brillantezza, si sono alternati periodi meno incisivi. Il vero limite della stagione di Maistro non è stato il talento, mai messo in discussione, ma la capacità di mantenere un rendimento elevato con continuità. Alcune pause all’interno delle partite e qualche prestazione meno brillante hanno impedito al centrocampista di compiere quel definitivo salto di qualità che molti si aspettano da lui.

La sensazione è che il giocatore abbia ancora margini importanti per crescere. La base tecnica è di assoluto livello e le sue caratteristiche restano fondamentali per gli equilibri offensivi della squadra. Ciò che manca per trasformarsi in un protagonista assoluto del campionato è la capacità di incidere con la stessa intensità per tutti i novanta minuti, settimana dopo settimana.

La pagella finale, dunque, è decisamente positiva. Maistro ha confermato di essere un valore aggiunto per la Juve Stabia, un giocatore in grado di accendere la fantasia dei tifosi e di regalare giocate da categoria superiore. Allo stesso tempo, la sua stagione lascia aperta una prospettiva ancora più intrigante: quella di un calciatore che non ha ancora espresso completamente il proprio potenziale.

Se nel prossimo campionato riuscirà a trasformare gli sporadici lampi di genio in una costante, Fabio Maistro potrà smettere di essere un lusso intermittente per diventare il vero faro della Juve Stabia. E a quel punto, il giudizio non sarà più soltanto positivo: potrà diventare eccellente.