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Primo segnale della Nebulosa del Granchio osservato con CTA

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Anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” della Federico II di Napoli nella collaborazione per il grande telescopio Schwarzschild – Couder di CTA che rivela la sua prima sorgente gamma

Primo segnale della Nebulosa del Granchio osservato con CTA

La Nebulosa Granchio si trova a circa 6500 al dal sistema solare; perciò l’evento che l’ha prodotta è in realtà avvenuto 6 500 anni prima del 1054, cioè circa nel 5400 a.C.

Gli scienziati del consorzio Cherenkov Telescope Array (CTA) hanno annunciato alla comunità scientifica la rivelazione del segnale della Nebulosa del Granchio con il prototipo del telescopio Schwarzschild-Couder che utilizza soluzioni tecnologiche innovative sviluppate in Italia.

“La Nebulosa del Granchio, ovvero ciò che rimane dall’esplosione, nell’anno 1054 d.c., di una grande stella situata a 6500 anni luce da noi, è uno degli oggetti del cielo più brillanti alle alte energie dello spettro elettromagnetico ed è utilizzato come sorgente di riferimento in astronomia gamma”

commenta Riccardo Paoletti dell’Università degli Studi di Siena, responsabile nazionale delle attività di CTA per l’INFN

“La rivelazione della Crab da parte del telescopio pSCT rappresenta un risultato importantissimo per l’intera comunità dell’astrofisica gamma delle alte energie. I raggi gamma di altissima energia possono svelare la fisica di oggetti complessi come buchi neri e materia oscura. La rivelazione del segnale è dimostrazione che le nuove tecnologie sviluppate ed adoperate in questo telescopio permetteranno di studiare il cielo gamma con una precisione senza precedenti, aprendo le porte a nuove scoperte nella astrofisica gamma e multi-messenger”.

La collaborazione SCT è composta da un consorzio internazionale di università americane, istituti tedeschi, messicani e giapponesi, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) 1 . Il progetto è finanziato dalla National Science Foundation americana e dagli enti italiani INAF e INFN.

Il telescopio pSCT è attualmente installato e funzionante presso l’osservatorio per raggi gamma di altissima energia VERITAS (Very Energetic Radiation Imaging Telescope Array System), al Fred Lawrence Whipple Observatory in Arizona (USA). Inaugurato il 17 gennaio 2019, dopo meno di una settimana, il 23 gennaio, ha rivelato i primi lampi di luce ultravioletta prodotti dal passaggio di raggi cosmici carichi in atmosfera (“prima luce”). L’allineamento ottico del sistema è stato completato a fine 2019. Tra gennaio e febbraio 2020 è stata condotta un’intensa campagna di osservazioni della Crab Nebula che ha portato al risultato annunciato oggi

Il telescopio pSCT è disegnato su di un’ottica cosiddetta “dual-mirror”, con grandi specchi di 9,7 e 5,4 metri di diametro. E’ attualmente il più grande telescopio Schwarzschild-Couder finora realizzato. Esso sarà ottimizzato per rivelare raggi gamma in un intervallo energetico tra 100 Gigaelettronvolt (GeV) e 10 Teraelettronvolt (TeV), ovvero una radiazione approssimativamente mille miliardi di volte più intensa di quella visibile.

Telescopio Schwarzschild-Couder (pSCT) presso il Fred Lawrence Whipple Observatory CTA in Arizona“La tecnologia a doppio specchio consente la focalizzazione delle immagini su una superficie ridotta rispetto a un telescopio delle stesse dimensioni a singolo specchio”

afferma Giovanni Pareschi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Inoltre, elemento distintivo del prototipo pSCT è una camera ad elevata densità di pixel, costituiti da fotomoltiplicatori al silicio, che consente di avere una risoluzione angolare tra le migliori mai raggiunte per telescopi di queste dimensioni.

“Questo risultato è un grande successo per la collaborazione italiana di CTA che, grazie al finanziamento della Commissione Scientifica Nazionale 2 dell’INFN è stata in grado di contribuire alla realizzazione dei fotosensori, dell’elettronica di lettura della camera, fino allo sviluppo del software di analisi” sottolinea Francesco Giordano dell’Università di Bari, responsabile italiano del progetto SCT “I fotomoltiplicatori al silicio, sono stati sviluppati dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento nell’ambito di una convenzione con l’INFN.”

Attualmente, i ricercatori dell’INFN sono ampiamente coinvolti nel miglioramento della camera con l’obiettivo di completare l’intero piano focale per un totale di 11328 pixel ed un grande campo di vista di 8°, portando l’attuale prototipo al massimo delle sue possibilità.

Immagine dal Telescopio Schwarzschild-Couder (pSCT), CTA“Stiamo migliorando l’elettronica di lettura dei sensori e siamo impegnati nella produzione e test dei sensori per completare l’intero piano focale, con l’obiettivo di portare al più presto il prototipo al massimo delle sue possibilità in vista di un futuro contributo al progetto CTA. L’importante risultato ottenuto dopo poco più di un anno dall’inaugurazione del telescopio è il frutto dei miglioramenti apportati nel corso degli anni e del lavoro anche di molti giovani che hanno partecipato al progetto fin dall’ingresso del gruppo di Napoli nel 2013 e che stanno seguendo le varie parti di costruzione ed analisi dati, dal test del singolo sensore nei laboratori dell’INFN fino all’assemblaggio e all’installazione sulla camera nei laboratori dell’Università del Wisconsin a Madison (USA) e sul telescopio in Arizona”

– commenta Carla Aramo, coordinatrice delle attività CTA e pSCT della sezione INFN di Napoli e del Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” della Federico II.

Questo risultato è fondamentale per le prospettive del progetto SCT e per l’osservatorio CTA.

“Il telescopio pSCT conferma, assieme ai telescopi SST, il potenziale delle nuove tecnologie sviluppate da INAF e INFN che consentiranno alla comunità italiana di essere protagonista in CTA”

conclude Patrizia Caraveo, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Redazione Campania

Lega B, si riparte il 17 giugno con il recupero di Ascoli-Cremonese

Lega B, si riparte il 17 giugno con il recupero di Ascoli-Cremonese. Ok definitivo alle cinque sostituzioni. Tre i turni infrasettimanali previsti 

Lega B, si riparte il 17 giugno con il recupero di Ascoli-Cremonese

 

Assemblea di Lega B in videoconferenza. Via libera, come richiesto dalla Federazione, alle cinque sostituzioni da distribuire in un massimo di tre momenti durante la gara e stilate inoltre le date del calendario per la ripartenza del campionato, prevista per il weekend del 21 giugno con il recupero della 6a di ritorno fra Ascoli e Cremonese fissato il 17 giugno.

Tre i turni infrasettimanali, il 30 giugno, il 14 luglio e il 28 luglio, ultima giornata di regular season il primo agosto, inizio dei playoff il 4 agosto e finale di ritorno il 20. Playout, infine, il 7 e il 14 agosto. Previsti orari pre serali e serali, che saranno comunicati insieme alla programmazione gare delle prime giornate.

Cosa dice il regolamento della Figc circa la disputa dei playoff e playout della Serie BKT premesso i criteri di arrivo in caso di classifica avulsa: a) Punti conseguiti negli scontri diretti b) Differenza tra reti segnate e subite negli scontri diretti c) Differenza reti dell’intero campionato d) Maggior numero di reti segnate nell’intero campionato e) Sorteggio PLAYOFF.

La prima e la seconda classificata salgono direttamente in Serie A, la terza viene definita mediante la disputa di playoff, che si giocano se fra la terza e la quarta non ci sono più di 14 punti di distacco, fra le sei squadre arrivate in classifica dal 3° all’8° posto. Turno preliminare La gara è di sola andata fra la 6a e la 7a e fra la 5a e l’8a e prevede, in caso di parità dopo 90 minuti, la disputa dei tempi supplementari. In caso di ulteriore parità non si disputano i calci di rigore ma vince la squadra meglio classificata nella regular season.

Semifinali.

La 3a classificata gioca una gara di andata e ritorno, quest’ultima in casa, contro la vincente del match fra la 6a e la 7a. Idem fra la 4a e la vincente fra la 5a e l’8a. In caso di parità di punteggio dopo 180’ si tiene conto della differenza reti nelle due partite, in caso di ulteriore parità si qualifica per la finale la squadra meglio posizionata in classifica (non si disputano quindi i tempi supplementari).

Finale.

Le vincenti delle semifinali disputano gare di andata e ritorno, quest’ultima in casa della meglio classificata in campionato. In caso di parità di punteggio dopo 180’ si tiene conto della differenza reti nelle due partite, in caso di ulteriore parità viene considerata vincente la squadra meglio posizionata in classifica al termine del campionato. Solo nel caso in cui le due squadre avessero terminato il campionato con lo stesso punteggio in classifica, la gara di ritorno prevederebbe anche i tempi supplementari ed eventualmente i calci di rigore.

PLAYOUT

Sono retrocesse direttamente in Lega Pro le tre squadre ultime classificate, la quarta viene individuata da due gare, di andata e ritorno, fra la quartultima e la quintultima se non hanno più di quattro punti di distacco. In questo caso retrocede direttamente anche la quartultima classificata, senza la disputa dei playout. In caso di parità dopo i 180′ il regolamento ricalca quello della finale playoff.

 

Fonte: www.legab.it

a cura di Natale Giusti 

 

Faito, riavviate le corse della Funivia, Dello Joio: “Pronti ad accogliere i turisti tra i nostri sentieri”

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Faito, riavviate le corse della Funivia, Dello Joio: “Pronti ad accogliere i turisti tra i nostri sentieri, i prezzi resteranno invariati nonostante gli accorgimenti da rispettare”

In accordo con il Presidente dell’Eav Umberto De Gregorio, il Parco Regionale dei Monti Lattari anticipa le modalità di accesso e gli orari fino all’undici luglio 2020 per la Funivia del Faito. “I prezzi resteranno invariati, ma saranno rispettati accorgimenti necessari per la tutela della salute pubblica di viaggiatori e lavoratori. Distanziamento nelle sale di attesa, disinfezione almeno due volte al giorno in cabina e controllo su ogni singolo passeggero, mascherine obbligatorie”. Tristano dello Joio, Presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari chiarisce il nuovo regolamento per la Funivia del Faito che a partire da sabato 13 giugno, tornerà a salire in vetta.

A bordo sarà consentito un numero massimo di 11 passeggeri più il conduttore, se tra i viaggiatori ci sono persone che vivono assieme, in caso contrario il numero scenderà ad otto. Se non ci sarà affluenza le corse rispetteranno gli orari stabiliti, in caso di persone in attesa si procederà con un orario continuo. “Ritornare in Funivia è un segnale importante – prosegue Dello Joio – ringrazio il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio che ha garantito il ripristino delle corse. Una buona notizia per tutti gli amanti della montagna. Ci auguriamo che sia un’estate di ripresa e crescita per il nostro amato Faito”.

Questi gli orari: 10,00 – 10,20 – 10,40 – 11,00 -11,40 – 12,00 – 13,00 – 13,40 – 14,00 – 14,40 – 15,00 – 15,20 – 15,40 – 16,20 – 16,40 – 17,00.

Ragusa, i Carabinieri arrestano un ragusano con 50 grammi di cocaina

I Carabinieri di Ragusa lo hanno arrestato in flagranza di reato. Se immessa sul mercato, la cocaina avrebbe fruttato oltre 10.000 euro.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Operativa – di Ragusa hanno tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina, D.G., 49 anni, ragusano.

L’operazione è avvenuta nel corso di un servizio di controllo del territorio svolto dal personale dell’Arma per la prevenzione ed il contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. In questo contesto i Carabinieri di Ragusa, durante il controllo previsto agli arrestati domiciliari, hanno colto dei segnali alquanto sospetti nei confronti del soggetto il quale, già agli arresti domiciliari poiché sorpreso nello scorso ottobre dagli stessi militari con oltre 100 gr di cocaina, mostrava evidenti ritrosie nel far accedere i militari all’interno dell’abitazione al fine di esplicare i controlli previsti. Pertanto, avendo intuito che all’interno del domicilio vi fosse qualcuno non autorizzato o potesse essere occultata della sostanza stupefacente, i militari decidevano di eseguire una perquisizione che confermava i sospetti degli operanti.

Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria i Carabinieri rinvenivano e sequestravano ben 30 dosi di cocaina per un totale di 30 gr circa già confezionate e pronte per essere immesse sul mercato, altri 25 gr. della stessa sostanza ancora da tagliare ed il circa 70 gr mannitolo, sostanza utilizzata per tagliare la cocaina pura e moltiplicarne il profitto.

Nell’abitazione un vero e proprio laboratorio per il taglio e la suddivisione in dosi dello stupefacente: 2 frullatori che venivano utilizzati per miscelare la cocaina pura con le sostanze da taglio, bilancini di precisione e numerosi ritagli di buste di plastica utilizzate per il confezionamento. Sequestrata anche la somma di 100 euro ritenuta provento dello spaccio.

La droga, sottoposta a sequestro, è stata inviata ai laboratori di sanità pubblica per le analisi tecniche. Se immessa sul mercato, la cocaina sequestrata avrebbe fruttato oltre 10.000 euro.

Al termine delle formalità di rito il soggetto è stato tratto in arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Augusta, a disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Ragusa, Dott. Marco ROTA.

L’operazione condotta dal NOR dei Carabinieri della Compagnia di Ragusa ha sferrato un duro colpo alla piazza di spaccio ragusana con un ingente sequestro di una droga considerata tra le più diffuse e letali. Sul fronte della lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti, massima è l’attenzione delle Forze dell’Ordine, considerati anche i numerosi arresti dei Carabinieri, con numerosi servizi di contrasto finalizzati a bloccare il fiorente mercato della droga.

Castellammare, nuovo caso di Covid-19, Cimmino: “Il pericolo non è scampato”

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Castellammare, nuovo caso di Covid-19, Cimmino: “Il pericolo non è scampato, bisogna rispettare le regole per non vanificare gli sforzi e i sacrifici compiuti finora

Il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha riferito di aver avuto comunicazione dall’Asl circa un nuovo caso di positività al Covid-19. Si tratta di una 50enne che ha ricevuto oggi l’esito positivo del tampone a cui era stata sottoposta nei giorni scorsi a causa di alcuni sintomi febbrili: “Alla donna, che si trova in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva, auguro una pronta guarigione, al pari degli altri 3 cittadini stabiesi attualmente positivi al coronavirus.” 

“I dati odierni, in ogni caso, confermano che il virus è ancora in circolo e che il pericolo non è scampato. Bisogna prestare sempre molta attenzione e rispettare le regole per non vanificare gli sforzi e i sacrifici compiuti finora. È obbligatorio ed è vitale indossare correttamente la mascherina ed evitare assembramenti e luoghi affollati. Continuiamo a restare uniti e a remare insieme in questa fase di convivenza col virus. Insieme ce la faremo”

 

? CORONAVIRUS, AGGIORNAMENTO DELL’UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA:

Il punto alle ore 23.59 di ieri dei casi in Campania ripartiti per province:

Totale positivi: 4.668
Totale tamponi: 136.261
Totale deceduti: 396
Totale guariti: 2.562 (di cui 2249 totalmente guariti e 313 clinicamente guariti. Vengono considerati clinicamente guariti i pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventano asintomatici per risoluzione della sintomatologia clinica presentata ma sono ancora in attesa dei due tamponi consecutivi che ne comprovano la completa guarigione).

Il riparto per provincia:

Provincia di Napoli: 2.568 (di cui 973 Napoli Città e 1595 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 672
Provincia di Avellino: 514
Provincia di Caserta: 446
Provincia di Benevento: 196
Altri in fase di verifica Asl: 272

GDF Roma, sequestrati beni per 2 milioni ad imprenditori “prestanome” del clan di ‘drangheta Mancuso

La Guardia Di Finanza di Roma ha sequestrato il patrimonio milionario di imprenditori  contigui al clan di ‘ndrangheta Mancuso

GDF Roma, Operazione “MAGO”. Sequestrati beni per 2 milioni ad imprenditori prestanome del clan Mancuso (VIDEO)

Roma- I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito il sequestro dei beni, per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro, appartenenti a imprenditori contigui al clan di ‘ndrangheta MANCUSO di Limbadi (VV). Il provvedimento, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, trae origine dall’approfondimento del curriculum criminale e della posizione patrimoniale di Luigi Ferruccio BEVILACQUA, deceduto nel 2018 a 72 anni.  Definito da alcuni collaboratori di giustizia come “colletto bianco”, usuraio e riciclatore vicino alla cosca MANCUSO, era astato arrestato dalle Fiamme Gialle nel 2015 nell’ambito dell’operazione “HYDRA” per i reati di usura, intestazione fittizia di beni ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Nel 2009 Bevilacqua si trasferì dalla Calabria a Roma per scontare la misura dell’obbligo di dimora ma aveva mantenuto i rapporti con la terra d’origine e proseguito le attività illecite per le quali è stato poi arrestato. Emblematico il contenuto di alcune intercettazioni: “… siamo sempre vicini, siamo sempre una famiglia… questo non c’è dubbio…”. I proventi venivano reinvestiti in bar, ristoranti, pescherie e rivendite di orologi, tutti nella zona di piazza Bologna, che sono stati sequestrati nel corso dell’operazione “Mago”. La loro reale titolarità era stata “schermata” utilizzando compiacenti “prestanome”. Le successive indagini svolte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno consentito di ricostruire le ricchezze illecitamente accumulate nel tempo e dimostrare la loro notevole sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. Il provvedimento ha ad oggetto i seguenti beni, riconducibili a Bevilacqua, ai suoi due figli Renato (classe 1971) e Alessandro (classe 1974) – anche loro arrestati nel 2015 – e a due imprenditori: 9 unità immobiliari site a Roma e Torre Boldone (BG); 14 lingotti d’oro del peso complessivo di circa 5 kg; 4 automezzi; disponibilità finanziarie, il cui valore supera i 2 milioni di euro. L’odierna operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica, del Tribunale e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione ai patrimoni accumulati dalla criminalità, al fine di restituirli alla collettività.

VIDEO GDF Roma

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Operazione Tabula Rasa della Gdf di Taranto: custodia cautelare per 11

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GUARDIA DI FINANZA TARANTO: OPERAZIONE “TABULA RASA” ESEGUITA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 11 SOGGETTI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DI STAMPO MAFIOSO.

Operazione Tabula Rasa della Gdf di Taranto: custodia cautelare per 11

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Taranto, a conclusione di indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito nella mattinata un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di n. 11 indagati, di cui 8 in carcere, 1 agli arresti domiciliari 2 con obbligo di presentazione alla p.g.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, rappresenta l’epilogo dell’operazione “Tabula Rasa” che ha consentito di sgominare un sodalizio criminale di stampo mafioso, operante nella provincia jonica, dedito al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, al contrabbando di t.l.e., attività perpetrate anche attraverso la detenzione illecita di armi e munizioni.
Gli arresti sono stati eseguiti a Taranto, principalmente nei quartieri Tamburi e Tramontone.
Nel corso delle indagini è stata accertato che due fratelli tarantini, già appartenenti allo storico sodalizio criminale di stampo mafioso denominato “Sacra Corona Unita”, hanno proseguito negli ultimi anni l’azione delittuosa nell’area tarantina unitamente ad altri sodali, avvalendosi di una nuova forma di intimidazione, non più predatoria e violenta, ma silente e simbiotica rispetto al contesto sociale di riferimento.
L’associazione ha dimostrato di saper imporre la propria presenza anche nei confronti di esponenti di altri clan storici del capoluogo ottenendone il riconoscimento, anche in maniera violenta, nei casi in cui erano stati valutati come irrispettosi alcuni comportamenti.
L’attività investigativa svolta ha consentito poi di svelare come la compagine criminale, capeggiata dai due fratelli, grazie all’incontrastata egemonia esercitata nel quartiere Tamburi di Taranto, esercitasse un significativo controllo sulle attività lecite del territorio jonico preservando così l’egemonia dell’associazione mafiosa di origine.
In tale direzione è stato infatti accertato, in un caso, che la compagine criminale aveva imposto ad una casa cinematografica – che aveva realizzato le riprese di un film per alcune settimane a Taranto – la guardianìa a cura dei propri sodali dei mezzi e delle attrezzature utilizzate.
All’associazione era stato affidato, inoltre, il compito di controllare le aree comunali ove effettuare le riprese, individuare le aree di parcheggio, interloquire con gli abitanti dei condomini interessati dalle esigenze di scena pattuendo i compensi da erogare a titolo di ristoro per evitare contrattempi per la produzione.
A fronte di tali servigi il clan riceveva compensi in danaro nonché il controllo monopolistico del reclutamento delle comparse, cosa che sortiva l’effetto di accrescere il prestigio e la fama del sodalizio sul territorio di competenza.
In un’altra occasione, nel 2018, invece è stato acclarato il procacciamento di voti in occasione delle consultazioni elettorali indette per le elezioni comunali del capoluogo.
La forza dell’associazione ha trovato evidenza anche nel vedere il capo indiscusso assunto in un’azienda pubblica nonostante i rilevantissimi precedenti penali, ricoprendo, di fatto, mansioni superiori a quelle spettanti in modo da poter ottenere, in soli 10 anni, una progressione dal I al VI livello, assumendo potere anche nei confronti delle società private di cui condizionava le scelte in forza dell’incarico ricoperto, oltre che della riconosciuta pericolosità criminale.
Numerosi sono stati i reati contestati al sodalizio criminale.
In particolare, hanno gestito la movimentazione di sostanze stupefacenti del tipo «cocaina» ed «hashish», maturando dei crediti che, in taluni casi, venivano riscossi anche mediante l’uso delle armi e della forza. Con riferimento a tale traffico illecito, nel corso dell’indagine sono stati effettuati numerosi sequestri, soprattutto nella fase della cessione in «panetti» a svariati clienti, alcuni dei quali tratti anche in arresto.
I militari del Comando Provinciale tarantino hanno effettuato poi consistenti sequestri di t.l.e. di contrabbando sia in un deposito gestito dal sodalizio, che a carico di taluni clienti ai quali gli stessi erano stati ceduti; nel corso delle indagini è stata rinvenuta e sequestrata anche una pistola con matricola abrasa. Sono state infatti accertate la detenzione illegale di armi comuni da sparo, l’esplosione di colpi di arma da fuoco in luogo pubblico e la detenzione illecita di munizionamento.
E’ stato registrato anche un episodio di danneggiamento di linee ferroviarie finalizzato a screditare l’operato di una società di vigilanza che aveva ottenuto l’appalto sulla linea ferroviaria Martina Franca – Taranto a discapito della società in cui era impiegato un membro del clan.
Le attività investigative hanno portato alla segnalazione complessiva all’Autorità Giudiziaria di 46 soggetti che risponderanno con diversi livelli di responsabilità di vari reati, in primis, nei casi più gravi, del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata oltre che al traffico di sostanze stupefacenti ed al contrabbando di t.l.e., anche alle estorsioni in danno di piccoli imprenditori locali e all’imposizione di servizi di guardiania.
L’operazione appena conclusa testimonia come la Guardia di Finanza Jonica, nonostante l’attuale contesto emergenziale,
continui a dedicare, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, la massima attenzione al contrasto delle organizzazioni criminali, anche di matrice mafiosa, a tutela dell’economia legale della provincia tarantina.

Redazione

Operazione “LE PIRAMIDI” della Gdf di Reggio Calabria

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GUARDIA DI FINANZA: OPERAZIONE “LE PIRAMIDI”. RINVENUTI DALLE FIAMME GIALLE ULTERIORI GIOIELLI, OROLOGI DI MARCHE PRESTIGIOSE E OGGETTI DI LUSSO PER UN VALORE DI CIRCA 1 MILIONE DI EURO. SEQUESTRATI COMPLESSIVAMENTE NR. 4200 PREZIOSI. DENUNCIATO UN SOGGETTO PER DETENZIONE ABUSIVA DI N. 8 ARMI BIANCHE.

Operazione “LE PIRAMIDI” della Gdf di Reggio Calabria

In data 27 maggio u.s., è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta della Procura della Repubblica, di Reggio Calabria diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, dal G.I.P. presso il locale Tribunale, per un valore complessivo di circa 1.500.000 di euro nei confronti di n.3 soggetti appartenenti ad una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti di truffa aggravata mediante la raccolta e gestione di risparmi, la vendita di strumenti finanziari fasulli ed a struttura piramidale, in assenza delle prescritte autorizzazioni in danno di oltre un centinaio di risparmiatori dislocati su tutto il territorio nazionale (ndr: leggi anche Operazione LE PIRAMIDI: disarticolata associazione per delinquere del 27 maggio u.s.).
I malcapitati clienti, infatti, con la falsa promessa di un investimento finanziario sicuro, a breve termine e dagli elevati ritorni economici, venivano introdotti dagli indagati in meri schemi piramidali di nuova generazione – i cd. “Nuovi Ponzi” – che, di fatto, hanno consentito ai sodali di impossessarsi illecitamente di ingenti capitali. Gli indagati, inoltre, facevano sottoscrivere polizze assicurative fittizie a garanzia degli investimenti incoraggiando cosi i potenziali clienti a stipulare i predetti strumenti finanziari.
Durante l’operazione condotta dalle Fiamme Gialle è stata data esecuzione anche a un decreto di perquisizione locale emesso, nei confronti dei tre principali indagati, da parte del Dott. Marco Lojodice – Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, coordinato dal Procuratore Aggiunto dott. Gerardo Dominijanni.
Nel corso delle perquisizioni condotte in Reggio Calabria, i militari delle Fiamme Gialle hanno individuato – nelle immediate adiacenze dell’abitazione del principale indagato – un terreno agricolo con annesso fabbricato rurale risultato nella piena disponibilità dell’indagato, ove erano collocate due casseforti blindate ad armadio di grandi dimensioni.
All’interno delle casseforti i militari operanti hanno così rinvenuto n. 51 diamanti di diverse carature, n. 125 orologi di pregio (tra cui Rolex, Cartier, Patek Philippe, Tudor, Eberhard, Omega, Breitling e Longines), n. 3.398 monete (tra cui n. 3.368 medaglie commemorative in bronzo) n. 624 pezzi tra anelli, bracciali, pendenti, orecchini, accendini, collane, spille e pietre preziose, il cui valore complessivo, in corso di valutazione, ammonterebbe a circa € 1.000.000,00.

In relazione al possesso di tali beni di notevole valore, l’indagato non è stato in grado di fornire nell’immediatezza una adeguata giustificazione.
Pertanto, sussistendo l’ipotesi delittuosa di ricettazione in capo all’indagato, i militari della Guardia di Finanza hanno proceduto all’immediato sequestro di tutti i preziosi rinvenuti durante l’operazione mettendoli a disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria che, condividendo “in toto” l’operato delle Fiamme Gialle, ha proceduto alla successiva convalida.
Peraltro continuano a pervenire alle Fiamme Gialle di Reggio Calabria numerose segnalazioni da parte di privati cittadini che – a seguito delle immagini video diffuse dai mezzi di informazione – avrebbero riconosciuto tra i preziosi oggetto di sequestro taluni beni di loro proprietà già oggetto di denuncia di furto.
Le attività, svolte anche mediante l’ausilio del cash dog “Daba” – unità cinofila addestrata alla ricerca di valuta – hanno riguardato gli immobili nella disponibilità degli indagati, di cui n. 3 ubicati in Reggio Calabria e n. 2 in Padova.
Nell’ambito della medesima operazione “LE PIRAMIDI”, i finanzieri hanno inoltre rinvenuto presso altra abitazione, n. 8 armi bianche (tra cui coltelli da caccia, coltello “ninja”, pugnali e tirapugni) detenute dal fratello di uno degli indagati, in assenza della prescritta comunicazione all’Autorità di P.S..
Il soggetto è stato pertanto deferito alla locale Autorità Giudiziaria e le armi sono state sottoposte a sequestro probatorio, in seguito convalidato dall’A.G., anche al fine di garantire la tutela della sicurezza dei cittadini.
L’attività di servizio testimonia l’alto livello di attenzione operativa e la perfetta sinergia tra il Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria – componente Speciale del Corpo – quotidianamente impegnati, con perfetta coesione,
nell’esecuzione delle molteplici attività istituzionali.

Redazione

Gazzetta – Allan via dal Napoli? Giuntoli punta già su Wendel

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Gazzetta – Allan via dal napoli? Giuntoli punta già su Wendel

Gazzetta – Risulta essere sempre più plausibile la possibilità che Allan possa lasciare il Napoli. Intanto Giuntoli non demorde e punta già un’altro giocatore per sostituirlo:

“Dunque, ci sarà la necessita di sostituirlo e Cristiano Giuntoli è interessato a Marcus Wendel, 22 anni, centrocampista dello Sporting Lisbona. Si tratta di un altro brasiliano, meno incisivo nella fase d’interdizione ma, sicuramente, con migliori qualità tecniche rispetto ad Allan. La sua valutazione si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Nel campionato portoghese ha realizzato, fin qui, 2 reti”

Tuttosport – Rottura tra Milik ed il Napoli: respinte le proposte di rinnovo

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Tuttosport – Rottura tra Milik ed il Napoli: respinte le proposte di rinnovo

Tuttosport – Aria di maretta tra Arkadiusz Milik ed il Napoli. pare che siano state respinte tutte le proposte di rinnovo del contratto, da parte dell’entourage del giocatore. Ecco quanto si legge:

“Non c’è alcuna possibilità, a meno che una delle due parti non cambi improvvisamente idea, che Milik rimanga a Napoli fino alla naturale scadenza del contratto, fissata al 2021. La Juventus è alla finestra da settimane, attenzione all’ampia concorrenza: in Spagna c’è l’Atletico Madrid, in Inghilterra si sono informati l’Arsenal, il Chelsea, il Tottenham e il Manchester United. Il Napoli vorrebbe ricavare denaro, il problema è che difficilmente ci sarà chi vorrà o potrà spendere 40 milioni cash per un elemento in scadenza tra un anno e in un’epoca in cui lo scambio sarà un’opzione prediletta da tutti”

Mondragone, scattano due arresti per tentata estorsione

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Mondragone, scattano due arresti per tentata estorsione

Mondragone, Operazione DDA Carabinieri Reparto Territoriale Mondragone

In data odierna i Carabinieri della Stazione di Carinola e del Reparto Territoriale di Mondragone hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare personale emesse dal Giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Napoli su richiesta della Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia a carico di CIRELLA Pietro e GALLUCCIO Eugenio.

Il Giudice ha emesso i provvedimenti cautelari ravvisando a carico di entrambi gli indagati gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato di tentata estorsione e al reato di illecita concorrenza con minaccia o violenza a carico del solo Cirella. In relazione ad entrambi i delitti è stata ritenuta la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso.

Il provvedimento restrittivo nasce da un’indagine avviata nel novembre 2019 dai Carabinieri di Carinola a seguito della presentazione di una denuncia da parte del titolare di un’agenzia di servizi funebri con sede in Santa Maria la Fossa in relazione a una serie di atti intimidatori posti in essere al fine di impedirgli lo svolgimento della propria attività imprenditoriale sul territorio nel quale già operava uno degli indagati.

Le successive attività investigative consentivano di acquisire elementi di riscontro alle dichiarazioni del denunciante.

I fatti venivano commessi con modalità mafiose dal momento che gli indagati facevano espresso riferimento al gruppo criminale operante nella zona (clan Esposito o dei Muzzoni) sfruttando la pregressa appartenenza del Galuccio al predetto clan, fatto per il quale lo stesso risultava già condannato in via definitiva.

Gli indagati venivano tradotti rispettivamente preso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere e agli arresti domiciliari (CIRELLA Pietro), in attesa degli interrogatori di garanzia.

Caserta, arrestati 7 affiliati al Clan Belforte – Mazzacane

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Caserta, arrestati 7 affiliati al Clan Belforte – Mazzacane

Caserta, operazione da parte della DDA Carabinieri Nucleo Investigativo Provinciale Caserta

Nella mattinata odierna, nelle province di Caserta e Latina, i militari del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, nei confronti di 7 persone, ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione di tipo mafioso (clan Belforte – Mazzacane) e traffico di sostanze stupefacenti.

La misura cautelare ha colpito affiliati di spicco del citato sodalizio, tra i quali, BUONOCORE Concetta, moglie di DELLA VENTURA Antonio detto “Il Coniglio”, capozona a Caserta dei “Mazzacane”, ed il genero di questi MARAVITA Michele. Quest’ultimo – avvalendosi del potere intimidatorio derivante dall’appartenenza al clan – ha gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel citato capoluogo.

I provvedimenti restrittivi (4 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) costituiscono il risultato di un’attività investigativa, condotta attraverso attività tecniche e servizi di osservazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, avviata nell’aprile 2017, che ha consentito di accertare che:

– BUONOCORE Concetta, nonostante il suo stato detentivo, era costantemente messa a conoscenza della situazione esterna da congiunti e collaboratori, e manteneva pertanto un costante controllo delle attività illecite del gruppo criminale, organizzando addirittura “regolamenti” di conti nei confronti di soggetti che avevano mancato di rispetto al genero Michele;

– MARAVITA Michele, per conto della suocera, aveva assunto la direzione degli affari di famiglia gestendo le attività commerciali (una sala scommesse a Casagiove, un parcheggio e un negozio di animali a Maddaloni), dirigendo le attività illecite (stupefacenti, usura, estorsioni e riciclaggio) e provvedendo al sostentamento dei propri collaboratori e dei detenuti. Di fatto il punto di riferimento per gli altri appartenenti e affiliati al clan su Caserta, Maddaloni e comuni limitrofi;

– VERGONE Agostino era il braccio destro di MARAVITA Michele e si occupava principalmente della conduzione delle piazze di spaccio fornendo (e talvolta imponendo) le sostanze stupefacenti ai vari pusher;

– D’ANGELO Consiglia, ritenuta la faccendiera di MARAVITA, poneva in essere tutte le condotte necessarie per preservare l’operatività del gruppo criminale, come ad esempio il reperimento di telefoni cellulari e di schede telefoniche intestate a soggetti fittizi e l’organizzazione degli accompagnamenti in carcere per le visite alla BUONOCORE e ai DELLA VENTURA.

Le piazze di spaccio di MARAVITA erano materialmente gestite da VERGONE, che si avvaleva dei pusher COPPOLA Ferruccio, GIGLIO Umberto e CINOTTI Paolo. Lo stupefacente (cocaina, hashish e marijuana) arrivava da diverse zone del napoletano con OREFICE Giuseppe che si occupava dell’intermediazione, in particolar modo per l’hashish.

Un giro d’affari di svariate migliaia di euro settimanali che consentiva a MARAVITA di mantenere un tenore di vita molto elevato, caratterizzato da numerosi eccessi come viaggi all’estero in residenze di lusso, gite in barca e puntate ai casinò. La deviazione della processione religiosa della SS. Vergine Delle Grazie fin sotto la casa di famiglia, nel luglio 2017, è stata la dimostrazione dell’influenza e della forza del clan nella frazione Santa Barbara di Caserta.

Nel maggio 2017 ci sono anche stati dei momenti di tensione poiché CINOTTI aveva intenzione di rendersi autonomo dal gruppo di MARAVITA. Quest’ultimo, la sera del 23 maggio, aveva organizzato un agguato e lo aveva aggredito insieme ad altri soggetti, tra i quali VERGONE Agostino, che nell’occasione aveva anche esploso un colpo d’arma da fuoco fortunatamente senza conseguenze.

L’attività investigativa ha quindi confermato la piena attività del clan Belforte, con particolare riferimento ai comuni di Caserta e Maddaloni.

I soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere sono:

1. BUONOCORE Concetta (cl. 1962)

2. MARAVITA Michele (cl. 1987)

3. D’ANGELO Consiglia (cl. 1974)

4. VERGONE Agostino (cl. 1989)

L’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata invece notificata a:

1. COPPOLA Ferruccio (cl. 1988)

2. GIGLIO Umberto (cl. 1984)

3. OREFICE Giuseppe (cl. 1977).

Nola, sequestrata una stamperia abusiva di capi di abbigliamento

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Nola, sequestrata una stamperia abusiva di capi di abbigliamento e di materiale pubblicitario

Nola, contraffazione: sequestrata una stamperia abusiva di capi d’abbigliamento e di materiale pubblicitario. Denunciato il titolare

Nola, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato a Nola una stamperia abusiva sconosciuta al Fisco destinata alla produzione e al confezionamento di capi di abbigliamento contraffatti e di materiale pubblicitario. Il servizio trae origine da un’attività d’iniziativa condotta dai finanzieri della Compagnia di Ottaviano che hanno individuato un locale di circa 150 m 2 , al piano terra di un palazzo, all’interno del quale era stata allestita una vera e propria “fabbrica del falso”.

Sono stati sequestrati l’opificio, i materiali, le attrezzature ad alto tasso tecnologico e 60 cliché grafici riportanti note griffes contraffatte (“Louis Vuitton”, “Versace”, “Fendi Roma”, “Givenchy Paris” “Nike”, “Icon”, “Dsquared2”, “Dsquared2 Milano”, “DSQ2”, “Coconuda”, “Kappa”) e magliette in corso di lavorazione.
Le Fiamme Gialle hanno scoperto all’interno dell’opificio anche 225 litri di gel igienizzante per mani non a norma, privo delle autorizzazioni ministeriali, e 110 kg di rifiuti costituiti da scarti di lavorazione.

Denunciato il titolare, un 31enne di Nola, per contraffazione, violazioni in materia ambientale, di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il servizio odierno, che segue a distanza di pochi giorni il sequestro sempre nel nolano di una fabbrica clandestina destinata alla produzione e al confezionamento di mascherine non a norma, è il risultato di appositi servizi svolti dalla Guardia di Finanza di Napoli finalizzati a contrastare fenomeni di illegalità diffusa, terreno fertile per le organizzazioni criminali soprattutto nell’attuale scenario di emergenza sanitaria.

Arrestati 26 affiliati ai clan D’Alessandro e Afeltra-Di Martino. VIDEO

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26 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illecita e cessione di sostanza stupefacente, reati tutti aggravati dalle finalità mafiose, per aver agito avvalendosi della forza intimidatrice derivante dall’appartenenza al clan D’ALESSANDRO – operante in Castellammare di Stabia- nonché al clan AFELTRA-DI MARTINO operante sui Monti Lattari.

Arrestati 26 affiliati ai clan D’Alessandro e Afeltra-Di Martino. VIDEO

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno appena eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, degli amministratori delegati e dell’obbligo di presentazione alla Procura generale della Repubblica., emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli. La misura cautelare è stata eseguita nei confronti di 26 (ventisei) soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illecita e cessione di sostanza stupefacente, reati tutti aggravati dalle finalità mafiose, per aver agito avvalendosi della forza intimidatrice derivante dall’appartenenza al clan D’ALESSANDRO – operante in Castellammare di Stabia- nonché al clan AFELTRA-DI MARTINO operante sui Monti Lattari.

L’odierno provvedimento trae origine da una più ampia ed articolata attività d’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e delegata al Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, che riguarda un ampio spettro temporale compreso tra il 2017 ed il 2018, dove si è dimostrato che il clan D’ALESSANDRO aveva assunto il monopolio del mercato degli stupefacenti sull’intera area stabiese (Castellammare di Stabia, Santa Maria La Carità, Vico Equense) e sulla penisola sorrentina. Inoltre, grazie alla strategica alleanza con il clan AFELTRA-DI MARTINO, tale sistema era stato esteso anche sull’area dei Monti Lattari.

Il meccanismo era stato creato ad hoc e prevedeva una piattaforma unica per la distribuzione della Marijuana sulle diverse piazze di spaccio, sotto la regia di un direttorio composto da elementi di massimo vertice del clan D’ALESSANDRO, che fissava il prezzo minimo di vendita dello stupefacente, in modo da ricavarne una quota fissa da destinare al mantenimento degli affiliati detenuti ed alle rispettive famiglie.

Per l’acquisto degli stupefacenti, su larga scala, il clan D’ALESSANDRO si era affidato nel corso del periodo d’indagine ad una rete di ‘broker’, deputati a reperire lo stupefacente attraverso nuovi canali di approvvigionamento, che fungevano da intermediari per il clan nell’acquisto del narcotico.

Il canale di approvvigionamento maggiormente utilizzato dagli affiliati del clan è risultato essere quello calabrese, riconducibile alla potente cosca di ‘ndrangheta dei PESCE-BELLOCCO operanti a Rosarno ed egemoni nella Piana di Gioia Tauro ove da sempre sono considerati leader nel settore della distribuzione di narcotico. Nel corso delle indagini ed a seguito di apposito servizio di osservazione e pedinamento, venivano intercettati due trasporti di marijuana provenienti da Rosarno, a seguito dei quali venivano arrestati i relativi corrieri nonché sequestrati circa kg.25 di Marijuana. Nella circostanza la sostanza stupefacente era stata occultata e coperta dalla frutta.

In altre occasioni, quali vettori insospettabili per trasportare lo stupefacente erano state utilizzate alcune donne in stato di gravidanza per eludere i controlli. Anche in questo caso le attività di riscontro consentivano di arrestare una di esse e sequestrare oltre 1 kg. di marijuana.

Nel corso della medesima indagine, venivano effettuati altri sequestri riconducibili all’organizzazione attenzionata, ed in particolare uno nel Comune di Poggiomarino di circa 3,5 kg. di marijuana ed uno sull’autostrada Napoli – Bari all’altezza di Avellino di circa 26 kg. di marijuana. La penisola sorrentina era divenuto il luogo di smercio di cocaina, come dimostrano le cessioni cristallizzate nel corso dell’indagine, riservate ad una clientela esigente di imprenditori e professionisti.

Le attività d’indagine consentivano di lumeggiare il vertice decisionale – tra il 2017 ed il 2018 – del clan D’ALESSANDRO, deputato a decidere le strategie comuni, il prezzo dello stupefacente da smerciare, i canali di approvvigionamento, le quote da versare al clan per il sostegno degli affiliati detenuti.

A riscontro delle indagini, venivano eseguiti nr. 6 (sei) arresti di spacciatori e corrieri, procedendo al sequestro di sostanza stupefacente per un ammontare complessivo di circa kg. 56 di marijuana e gr.2 di cocaina.

Contestualmente sono state sviluppate attività investigative anche sul profilo patrimoniale dei nuclei familiari riconducibili agli indagati in esito alle quali sono state riscontrate sperequazioni tra i redditi di ciascuno ed i beni o liquidità in possesso. Le risultanze dell’ulteriore attività d’indagine hanno consentito l’emissione da parte del Gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli di un decreto di sequestro preventivo relativamente a beni mobili (10 autoveicoli e 2 motocicli), immobili (13 tra appartamenti e ville residenziali), rapporti finanziari (46 tra conti correnti, libretti di risparmio, depositi di titoli, carte di credito), imprese (4 – una impresa che produce prodotti caseari, un negozio di articoli di pelletteria, una società gestore di servizio per taxi situate a Castellammare di Stabia, un negozio di oggettistica cimiteriale a Rosarno) e quote di società (2 quote di società relative rispettivamente ad un’azienda di Castellammare di Stabia, che si occupa di cibo per asporto, e ad un’impresa edile di Salerno), per un valore complessivo stimato in euro 15.000.000,00.

MISURA CAUTELARE DELLA CUSTODIA IN CARCERE

1. ALFANO Antonino, nato il 01/06/1987 a Gragnano (NA)

2. CIMMINO Marco, nato il 15/10/1987 a Castellammare di Stabia (NA)

3. DI MAIO Francesco, nato l’11/04/1983 a Castellammare di Stabia (NA)

4. MOSCA Sergio, nato il 23/05/1958 a Castellammare di Stabia (NA)

5. SCHETTINO Marco, nato il 28/07/1975 a Castellammare di Stabia (NA)

6. SCHETTINO Vincenzo, nato l’11/04/1977 a Castellammare di Stabia (NA)

7. TUFANO Giovanni, nato il 06/03/1979 a Castellamare di Stabia (NA)

8. VITALE Ciro, nato il 22/04/1977 a Castellammare di Stabia (NA)

9. DELLE DONNE Francesco, nato il 13/05/1982 a Castellammare di Stabia (NA)

10. VUOLO Giuseppe, nato il 06/12/1981 a Castellammare di Stabia (NA)

11. BARBA Carmine, nato l’11/08/1979 a Castellammare di Stabia (NA)

12. LONGOBARDI Antonio, nato il 31/03/1979 a Castellammare di Stabia (NA)

13. SPAGNUOLO Nino, nato il 12/04/1977 a Castellammare di Stabia (NA)

14. STARITA Vincenzo, nato il 30/08/1980 a Pompei (NA)

MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI

15. CIURLEO Francesco nato il 06/11/1984 a Cinquefrondi (RC)

16. FERRARO Giuseppe Antonio, nato il 04/06/1972 a Rosarno (RC)

17. POLITO Raffaele, nato il 02.11.1990 a Castellammare di Stabia (NA)

18. PERILLO Alfonso, nato il 27/02/1968 a Castellammare di Stabia (NA)

19. SOMMA Roberto, nato il 12/01/1984 a Pompei (NA)

20. STAIANO Luigi, nato l’11.12.1988 a Castellammare di Stabia (NA)

21. NACLERIO Tommaso, nato il 12/05/1970 a Gragnano (NA)

MISURA CAUTELARE DELL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.

22. AMENDOLA Maurizio, nato il 22/11/1969 a Castellammare di Stabia (NA)

23. DI MAIO Ernesto, nato il 12/05/1986 a Castellammare di Stabia (NA)

24. ONORATO Silverio, nato il 28/07/1989 a Castellammare di Stabia (NA)

25. DI MARIA Michele, nato il 07/06/1981 a Castellammare di Stabia (NA)

26. ROMANO Nicola, nato il 19/07/1966 a Gragnano (NA)

Redazione Campania

L’ASL Napoli 1 sbugiarda la trasmissione Report: “Notizie false che offendono operatori sanitari”

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L’ASL Napoli 1 sbugiarda la trasmissione Report: “Notizie false che offendono operatori sanitari”. Chiesta la smentita e la rettifica

A seguito della puntata di Report del 01.06.2020, l’ASL Napoli 1 Centro fa sapere di aver chiesto una
smentita alla RAI e alla redazione del programma REPORT condotto dal giornalista Sigfrido Ranucci.
Proprio Ranucci ha infatti affermato che “il ministro dell’Interno Lamorgese ha firmato il decreto di scioglimento dell’Asl Napoli 1”.
Tale affermazione, che danneggia l’immagine dell’ASL Napoli 1 Centro e della sua direzione strategica, appare ancor più grave tenuto conto di quanto riportato da fonti del Viminale stesso e rilanciato da tutte le agenzie di stampa nel pomeriggio del 30.05.2020 che, ad ogni buon fine, si riporta:
Viminale, nessuna decisione ministro su Asl Napoli 1 ‘In corso fase istruttoria su proposta scioglimento’
(ANSA) – ROMA, 30 MAG – In merito a notizie di stampa, fonti del Viminale precisano che “nessuna decisione e’ stata assunta, fino ad ora, dal ministro dell’Interno in merito alla proposta di scioglimento della Asl Napoli 1”.
E’ ancora in corso al Viminale, spiegano le fonti, la fase istruttoria affidata agli uffici competenti. Si segnala peraltro che, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 18/2020, che ha rimodulato i termini di tutti i procedimenti ex articolo 143 del Testo unico degli enti locali, il ministro dovra’ eventualmente formulare la proposta al Consiglio dei Ministri entro il prossimo mese di dicembre. (ANSA).
Una falsa notizia quella data dal giornalista Sigfrido Ranucci, che rischia di produrre conseguenze
gravi e che offende migliaia di lavoratori della sanità, medici e operatori sanitari, impegnati allo
stremo in queste settimane a fronteggiare l’emergenza COVID-19.

Contro la Lega e Musumeci in migliaia oggi a Palermo da tutta la Sicilia

Contro la Lega e Musumeci in migliaia oggi a Palermo da tutta la Sicilia
Migliaia di siciliani sono arrivati da tutta la Sicilia a Palermo per rispondere all’appello lanciato dal gruppo facebook “No Beni Culturali alla Lega Nord – Musumeci dimettiti!“ e protestare contro l’assegnazione dell’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana a un leghista.
Alle 18:00 di questo pomeriggio si sono disposti in piazza del Parlamento, davanti l’Ars, a distanza di un metro gli uni dagli altri, e hanno manifestato il loro dissenso. Alcuni con pentole e stoviglie per fare rumore, altri con la coppola e la bandiera siciliana – tradizionali simboli di questa terra.
Tamburinari e artisti hanno animato la piazza.
Diversi interventi al microfono hanno esposto le richieste e il significato della protesta. Tutte donne, provenienti da diverse parti della Sicilia.
All’ingresso della piazza un banchetto per raccogliere le firme per chiedere ai capigruppo dell’Ars di presentare una mozione di sfiducia al Governo Musumeci.
«Musumeci rischiava di concludere il suo mandato senza essere ricordato. E così, invece di dare continuità al suo governo del nulla, ha deciso bene di uscire dall’anonimato. Lo ha fatto nel peggiore dei modi: svendendo la Sicilia al partito anti-siciliano per antonomasia» – afferma Sofia Rosano di Palermo.
«Non possiamo permettere a chi per anni ci ha insultato di far parte del Governo della nostra isola. Ci chiamavano fannulloni, parassiti, e adesso? Cosa è successo? Non ci caschiamo. La Lega può cambiare nome, ma la sostanza no. È il partito del Nord che fa gli interessi del Nord» – continua Domiziana Giorgianni di Messina.
Questa mattina, invece, si è svolta la manifestazione della Lega anche a Palermo. In Piazza Politeama si sono radunati una quarantina di iscritti al partito.
«Oggi in Sicilia si sono confrontate due piazze. Da un lato una sparuta minoranza di leghisti, dall’altro i siciliani veri. Quelli che non si svendono per interessi e per soldi. Sono state rispettate tutte le misure di sicurezza, cosa che non ha fatto il centro-destro in piazza a Roma>> – conclude Tiziana Albanese dalle Madonie.

Napoli, l’iniziativa dei gestori dei bar della movida: “Puliamo l’esterno del locale dopo la chiusura”

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Napoli, l’iniziativa dei gestori dei bar della movida: “Puliamo l’esterno del locale dopo la chiusura, La movida è fatta di tantissima gente perbene ed onesta

Ripuliamo l’esterno del locale dopo la chiusura“. Questo l’appello di alcuni gestori di bar e ristoratori di Napoli rivolto ai loro colleghi per avere strade più ordinate e meno degrado.
Bottiglie di vetro e plastica, bicchieri, mozziconi invadono ormai sempre di più le arterie della movida nel fine settimana, donando ai residenti spettacoli indecenti. Questa iniziativa lanciata dai commercianti stessi, è un barlume di speranza.
Tutte le sere quando chiudiamo i locali, ridiamo noi una pulita sempre, all’ esterno della nostra attività e postiamo una bella foto sui social’.
La movida è fatta di tantissima gente perbene ed onesta che cerca di portare benefici alle proprie famiglie e alla sua città, se non ci pensano le istituzioni, pensiamoci noi” ha scritto su Instagram il titolare del Wine boat wine bar dei Quartieri Spagnoli.

“Un’iniziativa lodevole e dal grande valore civile, sono questi gli esempi positivi da rilanciare e da far diffondere in tutta la città. Proponiamo questo appello a tutti gli imprenditori della movida, per dare un segnale molto forte di civilizzazione, contro tutti coloro che continuano a imbrattare e distruggere la nostra città” hanno commentato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, Salvatore Iodice consigliere del Sole che Ride della II Municipalità e Gianni Simioli, speaker radiofonico, sollecitati da alcuni cittadini che hanno rilanciato l’iniziativa.

Scafati, sopralluogo del Comune al mercato “Marco Polo” per la riapertura

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Scafati, sopralluogo del Comune al mercato “Marco Polo” per verificare che non ci fossero criticità con la riapertura: “Stiamo lavorando per installare telecamere”

Il Sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, ha fatto il punto della situazione sul sopralluogo effettuato questa mattina insieme al vicesindaco dott. Peppino Fattoruso e all’assessore al commercio dott.ssa Nunzia Di Lallo, al mercato “Marco Polo” per verificare che la riapertura non presentasse criticità e “per portare un saluto di solidarietà ai commercianti dopo mesi di inattività”.
“Un plauso va alla dottoressa Anna Sorrentino, nostro responsabile dell’ufficio commercio e alla polizia municipale impegnata, come sempre, nel controllo delle norme a tutela della sicurezza pubblica. Crediamo che il rilancio dell’aria mercatale sia un’occasione di sviluppo per la nostra comunità. A seguire ci siamo recati presso l’ex copmess di Via G. B. Casciello dove da anni insiste una discarica abusiva, segnalata dalla consigliera Antonella Vaccaro e che sono riuscito a far rimuovere dopo mesi di impegno. Ora stiamo lavorando per installare telecamere e per delimitare la zona in modo che gli incivili non vadano nuovamente a sversare ogni genere di rifiuto. Questo è il nostro modo di festeggiare il 2 giugno con atti concreti per la città.”

Scafati mercato due

2 Giugno: Festa della Repubblica – gli Auguri di Cimmino e De Luca

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In occasione delle Celebrazioni del 2 Giugno, il Primo Cittadino Cimmino e il Presidente della Campania De Luca scrivono un messaggio celebrativo.

2 Giugno: Festa della Repubblica – gli Auguri di Cimmino e De Luca

Come per ogni occasione importante, il Primo cittadino di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino ha trasmesso un messaggio celebrativo per la ricorrenza del 2 Giugno, lo stesso vale anche per il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Il messaggio del Sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino:
La Festa della Repubblica è la festa della libertà e della democrazia, valori per i quali tanti eroici nostri concittadini e tanti italiani hanno sacrificato la propria vita. Un nemico invisibile ci ha sottratto di recente la nostra libertà, che stiamo riconquistando con sforzi e sacrifici. Ma lo spirito di comunità, che ci vede oggi orgogliosamente remare uniti in questa fase di ripartenza, è lo stesso che ha animato i padri costituenti che hanno ricostruito il Paese dopo la barbarie della guerra.

La ricorrenza odierna è un appuntamento che consolida l’adesione e il sostegno di tutti noi ai principi della Repubblica. Una ricorrenza che ci coglie oggi in un momento di difficoltà e di ricostruzione. Un momento in cui, tuttavia, avvertiamo ancora di più lo spirito di unione nazionale e di coesione che ci consente di guardare con fiducia all’imminente rinascita, fondata sui valori della Repubblica, di libertà e democrazia.
È nostro dovere, come istituzioni e come cittadini, tramandare questo patrimonio di storia e cultura alle nuove generazioni, che ispirandosi a quei valori sapranno rappresentare nel migliore dei modi il presente e il futuro del nostro Paese e della nostra città.

Il messaggio del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca:
SI APRE UNA NUOVA FASE FAR CRESCERE I VALORI DI UNITÀ E SOLIDARIETÀ NAZIONALE
Celebriamo oggi l’unità nazionale all’insegna delle parole importanti pronunciate dal Presidente della Repubblica.
Da domani, per decisione del Governo, parte la mobilità su tutto il territorio nazionale, al di là di talune riserve espresse.

Cercheremo di adottare, con equilibrio e serenità, misure di prevenzione a tutela delle nostre comunità.
Ma, una volta presa la decisione, si va avanti. Occorre fare in modo che questa nuova fase sia un’occasione per far crescere i valori di unità e solidarietà nazionale, di impegno totale per il rilancio dell’economia e del lavoro, per il sostegno a chi è stato duramente colpito dalla crisi in corso.

 

 

Stéphanie Esposito

Torre del Greco: strade cittadine messe al setaccio dai Carabinieri

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Torre del Greco: Carabinieri setacciano le strade cittadine, 4 le persone denunciate, diverse le contravvenzioni.

Torre del Greco: strade cittadine messe al setaccio dai Carabinieri

TORRE DEL GRECO- Continuano i controlli a tappeto nelle strade di Torre del Greco disposte dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.
Nella circostanza 4 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria e diverse le contestazioni amministrative elevate.
In particolare, un 45enne di San Giorgio a Cremano, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale con la sua autovettura proprio nel centro cittadino, è stato denunciato per il reato di guida in stato d’ebbrezza, poiché sorpreso con un tasso alcolemico superiore ai 2 grammi per litro.

Denunciato anche un 27enne di Ercolano dove i militari della locale tenenza lo hanno sorpreso in possesso di 390 pacchetti di sigarette di contrabbando per un peso complessivo di 7,8 kg, pronte per essere vendute.

A Volla e Portici 2 persone sono state invece sorprese in possesso di coltelli a serramanico: dovranno rispondere del reato di porto di armi o oggetti atti a offendere.

Numerosi i controlli alla circolazione stradale, i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno elevato diverse contravvenzioni e in particolare nei confronti di 4 persone che stavano circolando senza la prevista copertura assicurativa, di 2 cittadini perché beccati alla guida senza aver mai conseguito la patente (con la recidiva nel biennio n.d.r.) e di 1 ragazzo che stava conducendo il suo motorino senza casco.

 

 

 

Stéphanie Esposito