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STABIA Covid Free? Lo segnala il Sindaco: speriamo che sia e resti tale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato su Stabia Covid Free del Sindaco Cimmino confidando che sia vero e, soprattutto, che lo resti.

STABIA Covid Free? Lo segnala il Sindaco: speriamo che sia e resti tale

Questo il comunciato del Sig. Sindaco Gaetano Cimmino:

“Castellammare di Stabia da oggi è ufficialmente “Covid Free”. L’Asl ci ha comunicato la guarigione dell’ultimo cittadino ancora positivo al Covid-19: si tratta di una donna di 53 anni che lo scorso 20 maggio a seguito di alcuni sintomi febbrili si era sottoposta a tampone, il cui esito aveva confermato il contagio da coronavirus. Di recente, la donna ha effettuato altri due tamponi, il 29 e il 30 giugno, entrambi con esito negativo, ragion per cui l’Asl ha dichiarato la guarigione della paziente e le ha revocato la misura dell’isolamento domiciliare.

Allo stato attuale, a Castellammare non ci sono pazienti positivi al Covid-19, né cittadini in isolamento domiciliare. Uno splendido traguardo, raggiunto grazie alla perseveranza, al senso di responsabilità e alla maturità di tutti voi cittadini, in particolare nella fase più acuta della diffusione del contagio. Abbiamo remato insieme, siamo rimasti uniti e, grazie agli sforzi e ai sacrifici di tutti, siamo riusciti a raggiungere un grande risultato.

Il virus però non è ancora sconfitto: dobbiamo continuare a stare attenti e a rispettare le regole. Soltanto così potremo scacciare definitivamente il nemico invisibile e vincere la nostra sfida. Insieme ce la faremo.”

…. ecco, appunto, “il virus non è ancora sconfitto” per cui, come si suol dire: “occhio, calma e gesso” ed evitiamo …. ate varie.

Stanislao Barretta / Redazione Campania

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Turbata libertà degli incanti, Divieto di Dimora ad Afragola (NA) per 2

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Esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Afragola (NA) nei confronti di 2 persone indagate per turbata libertà degli incanti. (VIDEO)

Turbata libertà degli incanti, Divieto di Dimora ad Afragola (NA) per 2

Nella mattinata odierna, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore (Na) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Afragola (Na), emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di due persone di anni 50 e 57, residenti rispettivamente in Napoli e Afragola, per turbata libertà degli incanti.

Le indagini condotte dai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore, hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati, un dirigente del Comune di Afragola membro di una commissione per l’aggiudicazione della gara di appalto per l’affidamento del servizio polifunzionale per persone con disabilità ed un direttore generale di un’associazione operante nel settore dell’assistenza ai disabili.

In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, il dirigente del comune di Afragola, al fine di consentire l’aggiudicazione della gara di appalto all’associazione stessa, le attribuiva punteggi sproporzionati ed ingiustificati, in contrasto con gli altri componenti della commissione che però venivano indotti in errore dal dirigente circa un parametro oggetto di specifica valutazione qualitativa.

Sono in corso, altresì, perquisizioni in riferimento ad ipotizzati illeciti nella gestione del servizio di raccolta e trasporto rifiuti per la città di Afragola, pure emersi nel corso dell’attività di indagine.

Stéphanie Esposito

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Repubblica – Napoli, le ultime di formazione: ballottaggio Politano-Callejon

Nel ballottaggio alla fine dovrebbe spuntarla l’ala italiana

Repubblica: Atalanta-Napoli, ballottaggio Politano-Callejon

Questa sera è senza dubbio la partita in cui il Napoli capirà se credere o meno nella possibilità di raggiungere il posto Champions. Gli azzurri, che  vengono da due vittorie consecutive in campionato, affrontano l’altra squadra più in forma del campionato: l’Atalanta. Per questa sfida in campo ci vorranno i migliori e, secondo il quotidiano Repubblica, l’unico ballottaggio resta quello tra Politano e Callejon. A tal proposito, ecco quanto scritto dal quotidiano:

 

“Il Napoli ha ritrovato la fiducia nei suoi mezzi e grazie al turnover è convinto di poter contrastare anche la straripante superiorità atletica degli avversari.  Nessuno in Serie A corre come la squadra di Gasperini, che però non ha un organico numericamente un po’ risicato rispetto a quello degli azzurri. Gattuso si potrà infatti permettere cinque cambi rispetto alla vittoria di domenica scorsa con la Spal con Ospina, Di Lorenzo, Demme, Zielinski e Politano(favorito nel ballottaggio con Callejon) che si sono riposati per una settimana in vista dei fondamentali 90′ di Bergamo. Sarà altrettanto importante tuttavia l’aspetto psicologico, trattandosi per Insigne & C. della ultima chiamata per la Champions. I 3 punti valgono tanto e servirebbe a vendicare la beffa dell’andata.  Un motivo in più per provarci”

 

La probabile formazione degli azzurri

Napoli(4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Fabian, Demme,Zielinski; Politano,Mertens,Insigne

Juve Stabia, la società al fianco della squadra alla vigilia del derby

Juve Stabia, la società al fianco della squadra alla vigilia del derby. Il presidente Langella ha incontrato la squadra in ritiro

Juve Stabia, la società al fianco della squadra alla vigilia del derby

 

La società della Juve Stabia si stringe intorno ai propri calciatori nell’attuale momento delicato fatto di tre sconfitte consecutive (Pescara, Livorno e Benevento) che hanno relegato le Vespe di nuovo nei bassifondi della classifica. Il patron Franco Manniello era presente alla ripresa degli allenamenti martedì al “Menti”. Il presidente Andrea Langella invece ha avuto un colloquio diretto con la squadra nel ritiro dell’Holiday Inn di Cava de’ Tirreni.

Di seguito il comunicato ufficiale diffuso dall’Ufficio Stampa della società gialloblè con le dichiarazioni del presidente Langella.

“La società al fianco della squadra in un momento delicato. La S.S. Juve Stabia si è stretta in questi giorni intorno ai propri calciatori viste le difficoltà incontrate nelle ultime gare. Il presidente Langella ed il socio Manniello (presente martedì al Menti alla ripresa degli allenamenti) hanno voluto far sentire il loro supporto ai ragazzi. Ieri, il presidente Langella ha incontrato Mezavilla e compagni nel ritiro dell’Holiday Inn di Cava dei Tirreni, dove la formazione di mister Caserta si sta concentrando in vista del match di domani all’Arechi contro la Salernitana. Un faccia a faccia costruttivo, alla presenza anche dell’amministratore unico Improta.

“Credo fosse necessario non solo spronare i calciatori a tornare quelli forti e brillanti che abbiamo apprezzato per tutto l’arco della stagione prima della sospensione – ha spiegato Langella -, ma anche ascoltarli per capire il momento che stanno vivendo e come intendono uscire da questa situazione. Ho trovato nel gruppo grande disponibilità al sacrificio e convinzione nei propri mezzi. Sono convinto che con la ritrovata unità di intenti mostrata dalla società e con la compattezza dello spogliatoio potremo tornare a dimostrare il valore di questa squadra, allestita dal direttore Polito, che non può essere scalfito dalle ultime prestazioni. Sappiamo bene tutti, dirigenti, staff tecnico, calciatori e tifosi quanto è importante la partita con la Salernitana e quanto lo sarà conservare la categoria. Sono fiducioso”. S.S. Juve Stabia”. 

 

a cura di Natale Giusti

Gazzetta – Il Napoli è pronto a chiudere per Under

Il Napoli pronto a chiudere per il turco

Gazzetta – Il Napoli è pronto a chiudere per Under

Questa sera, 19:30, il Napoli di Gattuso si gioca tanto in chiave Champions. Subito dopo, alle 21:45, scenderà in campo la Roma. Non dovrebbe partire dall’inizio Cenzig Under, sempre più al centro degli obiettivi del Napoli e, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, la trattativa è ormai a un passo dalla chiusura. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“E il Napoli è parecchio attivo in questi giorni. De Laurentiis ha offerto alla Roma 25 milioni di euro per Cenzig Under. I giallorossi ne chiedono 30, ma l’affare dovrebbe chiudersi.”

Tuttosport – Napoli, Giuntoli ha il sì di Osimhen: i dettagli

 

Si avvicina il primo acquisto azzurro

Tuttosport – Napoli, Giuntoli ha il sì di Osimhen: i dettagli

Oltre al campionato, gli azzurri si concentrano anche sul calciomercato. Questi tre giorni infatti a Napoli sono stati targati Victor Osimhen: l’attaccante, attualmente al Lille, è venuto a visitare quella che potrebbe essere la sua nuova casa se i club dovessero trovare l’accordo sul prezzo del cartellino. A tal proposito, secondo il Tuttosport, il nigeriano ha già detto sì alla proposta dei partenopei. Ecco quanto riportato dal quotidiano:

“Un incontro allargato all’entourage dell’attaccante classe 1998 allo scopo di risolvere le ultime divergenze sull’accordo quinquennale indicizzato, da 2.5 milioni più bonus, mentre la sua fidanzata sarebbe stata a pranzo in un ristorante a Marina Piccola. Ieri sera il calciatore nigeriano è tornato a Napoli e, dopo aver chiesto informazioni su di un locale di african food, ha poi preferito tornarsene in albergo perché troppo stanco.  La sua sortita partenopea dovrebbe concludersi oggi, dopo pranzo, con il rientro a Nizza con lo stesso aerotaxi che martedì lo aveva portato a Napoli, insieme ai suoi due agenti e le tre compagne. Se ne andrà con un’ottima impressione su Napoli e con il placet affinché il Napoli possa trovare l’accordo con il Lille. De Laurentiis e Lopez potranno sentirsi e chiudere il passaggio di Osimhen al Napoli per 40 milioni cash, più il cartellino di Ounas. Il primo acquisto della prossima stagione è ormai a un passo.”

Operazione “Metal Empire”: sequestri in 42 società riciclo dei rifiuti

Esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione di  “METAL EMPIRE” condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Compagnia dei CC di Legnano – VIDEO

Operazione “Metal Empire”: sequestri in 42 società riciclo dei rifiuti

Nella mattinata odierna, militari della Guardia di Finanza di Legnano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare personale e di sequestro preventivo, per un valore di oltre 15 milioni di euro, nei confronti di 28 indagati, 14 dei quali sono stati tratti in arresto poiché gravemente indiziati di associazione a delinquere, traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di denaro, aggravati dall’aver commesso i fatti a mezzo di un’organizzazione criminale trasnazionale operante in Lombardia, Ungheria e Croazia. Altri ulteriori 25 soggetti sono indagati a vario titolo per i citati reati.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, al termine di una complessa indagine effettuata dalla Compagnia di Legnano sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano a seguito di evidenze emerse nel corso di una verifica fiscale nei confronti di una società operante nel commercio di rottami ferrosi e risultata essere evasore totale dal 2011.

L’attività investigativa ha consentito di accertare un traffico illecito di rifiuti (principalmente rottami ferrosi) il cui quantitativo, circa 74.000 tonnellate, è risultato in gran parte inesistente e falsamente documentato con formulari, documenti di trasporto e pesate, come accertato con video riprese effettuate all’ingresso ed all’interno del principale centro di raccolta del rottame ferroso, ove i camion arrivano fingendo di scaricare materiale ma di fatto erano vuoti. Mentre, i rottami ferrosi realmente movimentati sono risultati senza tracciabilità, occultando dolosamente il produttore, e la compravendita è stata effettuata in “nero”.

È stata accertata l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 56 milioni di euro ed IVA evasa per 1.184.000 euro.

Le indagini si sono concentrate su oltre 42 società e ditte individuali operanti nel settore del riciclo dei rifiuti, alcune di esse sono risultate esclusivamente delle cartiere con una reale bassa operatività.

Sette dei 14 destinatari del provvedimento restrittivo della libertà personale sono stati tradotti in carcere ed altri sette sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, tra questi ultimi anche un commercialista di Cuggiono.

Il provvedimento cautelare preventivo, finalizzato alla confisca, è diretto al sequestro di 15 immobili e relative pertinenze, 4 complessi aziendali, 6 veicoli, quote societarie di 9 aziende e il saldo attivo di oltre 50 tra conti correnti e depositi finanziari, fino alla concorrenza di 15.422.850,00 euro.

Redazione Lombardia

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Confisca agli eredi di fu noti esponenti mafiosi palermitani

Decreto di confisca per 4 milioni di euro nei confronti degli eredi di fu noti esponenti mafiosi, Madonia Francesco e Di Trapani Francesco.

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del ROS, su disposizione della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della citata Procura, nei confronti degli eredi di fu noti esponenti mafiosi, MADONIA Francesco e DI TRAPANI Francesco.

I beni sottoposti a confisca, per un valore stimato di oltre 4.000.000,00 euro, sono costituiti da un bar-tabacchi, due ville e sei immobili, terreni e valori in deposito di una società riferibile alla famiglia MADONIA.

Grazie alle indagini svolte, gli eredi dei defunti uomini d’onore – in vita esponenti apicali del mandamento di Palermo – Resuttana – sono stati valutati quali soggetti sottoponibili a misura di prevenzione in presenza dei presupposti soggettivi previsti dalla normativa vigente.

Dal punto di vista oggettivo, il Tribunale ha ritenuto inoltre provata l’ammissibilità della proposta di confisca, la diretta riconducibilità dei beni ai proposti e la sussistenza di sufficienti indizi che hanno indotto a ritenere che i beni siano stati frutto di attività illecite o che ne abbiano costituito il reimpiego e che comunque siano stati originariamente acquisiti e sottoposti alla diretta gestione economica e amministrativa da parte di MADONIA e DI TRAPANI.

Nel corso delle indagini effettuate dal ROS è stato acclarato che, dopo l’arresto e fino ai decessi, i predetti capimafia attraverso i loro familiari più stretti hanno continuato a impartire direttive nella gestione delle attività illecite del mandamento.

Le disposizioni fornite avevano riguardato sia il compimento di delitti nell’interesse dell’associazione mafiosa, sia l’amministrazione del cospicuo patrimonio imprenditoriale e immobiliare, dislocato tra Palermo e provincia.

Ai dati tratti dall’attività tecnica, sono seguiti gli accertamenti patrimoniali afferenti le disponibilità economiche dei proposti e dei congiunti, nonché dei formali intestatari di aziende, immobili e terreni.

Gli esiti complessivi delle indagini svolte hanno permesso di individuare l’epoca in cui sono state concretizzate le fittizie intestazioni di imprese, immobili e terreni a vantaggio degli eredi dei noti uomini d’onore, eredi a loro volta anch’essi emersi, nel medesimo contesto investigativo (indagine ‘REBUS’), come affiliati o contigui all’associazione mafiosa.

Gli elementi complessivamente documentati e l’analisi patrimoniale svolta sui proposti ha infine portato alla emissione dell’odierno e definitivo provvedimento di confisca.

L’operazione “Rebus” citata sopra è stata il prosieguo di una indagine che il 25 novembre 2008 aveva portato all’esecuzione di una ordinanza d’arresto nei confronti dei mafiosi del clan di Resuttana-Palermo e di altri indagati e al sequestro di beni per 15 milioni di euro.

I Carabinieri del Ros di Palermo nell’aprile del 2019 avevano notificato in carcere un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di cinque indagati per associazione mafiosa ed altri reati al regime del 41 bis.

I destinatari di quel provvedimento erano stati Antonino Madonia, condannato per gli omicidi di Pio La Torre e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; Giuseppe Madonia, condannato per l’omicidio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile; Salvatore Madonia, ritenuto responsabile di numerosi omicidi tra cui quello dell’agente di polizia Natale Mondo e dell’imprenditore Libero Grassi; Nicolo’ Di Trapani, indicato da più’ collaboratori di giustizia come appartenente al gruppo di fuoco di Leoluca Bagarella, e riconosciuto colpevole dell’omicidio dell’agente di Polizia Penitenziaria Giuseppe Montalto; Giuseppe Guastella, anch’egli indicato da piu’ collaboratori di giustizia come appartenente al gruppo di fuoco Bagarella e condannato per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo.

La prolungata attività investigativa condotta sul mandamento palermitano di Resuttana, aveva documentato il perdurante ruolo di vertice della famiglia Madonia nelle strategie di ‘Cosa Nostra’.

Fu accertato come “Francesco Madonia (deceduto il 09.03.2007), prima, ed in seguito i figli Antonino, Giuseppe e Salvatore, nonchè il cognato di quest’ultimo, Nicolo Di Trapani, e Giuseppe Guastella, benché  detenuti e sottoposti al regime del 41 bis, avesse continuato a dirigere l’organizzazione, tramite i periodici colloqui con i congiunti ed un fitto scambio di corrispondenza”.

Violenza di genere a Mantova e provincia: 2 arresti dei CC in 24 ore

Violenza di genere a Mantova e provincia: 2 arresti in 24 ore. L’invito dei Carabinieri è di avere fiducia nelle Istituzioni e di denunciare!

Violenza di genere a Mantova e provincia: 2 arresti dei CC in 24 ore

I carabinieri della Stazione di San Giorgio Bigarello e Sustinente, nell’arco delle ultime 24 ore, hanno tratto in arresto due uomini per due distinti casi di maltrattamenti in famiglia.

L’ultimo caso si è verificato questa notte in località Mottella. L’operatore della Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di via Chiassi, ricevuta la chiamata al 112, ha immediatamente percepito la gravità della situazione: la voce stridula di una donna che, dopo essere stata minacciata con un coltello dal proprio marito ubriaco, alla presenza del figlio minore, ha deciso di rifugiarsi all’interno di una stanza e attendere l’arrivo dei carabinieri. I militari intervenuti, dopo aver calmato gli animi e constatato l’evidente disagio sociale, hanno raccolto indizi tali per poter sostenere che non era la prima volta che all’interno di quella casa si fossero verificati episodi di violenza domestica. L’uomo, un ucraino 43enne, è stato quindi ammanettato e accompagnato al carcere di via Poma e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Mantova.

L’altro episodio vede, invece, protagonista un italiano, classe 74, che nel giro di pochi mesi, da compagno premuroso e piacevolmente geloso, si è tramutato in orco. I carabinieri, grazie alla denuncia della vittima, sono riusciti, infatti, a ricostruire reiterati episodi di violenza, verbale e talvolta anche fisica, e di condotte abituali di molestia, che col passare del tempo si sono concretizzati di fatto in un controllo continuo della vita e dei movimenti della donna.

Spiata mediante telecamere sul luogo di lavoro, impossibilità di uscire di casa senza il permesso, controllo delle conversazioni telefoniche e imposizione dell’uso del vivavoce mentre parlava con i suoi familiari: queste le accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Mantova, che ha indotto il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ad accogliere pienamente la proposta avanzata dalla Procura stessa, grazie alle indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Sustinente.

Anche per lui si sono aperte le cancellate della Casa Circondariale di Mantova.

Se è vero che il numero di denunce per maltrattamenti e stalkeraggio sono in costante aumento, è purtroppo altrettanto vero che in questo delicato settore emerge solo una piccola parte dei reati che vengono commessi. Infatti le denunce che arrivano sono molto meno degli episodi criminali che avvengono, per lo più in famiglia.

Per la donna è sempre difficile farli emergere. Spesso le persone che sono vicine alla vittima non sempre spingono a denunciare, ma tendono, anzi, a far sì che il problema sia risolto nell’ambito familiare, con l’illusione che la sopportazione possa consentire alla donna di vivere con il compagno e all’uomo di non essere più violento.

L’esperienza quotidiana, però, dimostra il contrario: gli episodi di violenza hanno delle escalation nel tempo e le denunce arrivano quando le violenze sono ormai insopportabili, con danni anche psicologici non indifferenti.

Non mancano purtroppo i casi in cui è ormai troppo tardi.

L’invito dei Carabinieri è di avere fiducia nelle Istituzioni e di denunciare!

“Se sei vittima di atti persecutori o di qualsiasi forma di violenza fisica o psicologica, non sopportare più: i Carabinieri possono aiutarti. Chiama il numero 112 oppure recati presso la caserma più vicina. Noi #PossiamoAiutarvi”.

Cristina Adriana Botis / Redazione Lombardia

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Marotta: “Salernitana obbligata a vincere per restare ai play off”

In vista di Salernitana- Juve Stabia, abbiamo sentito il collega di Salerno Eugenio Marotta nel corso della puntata di Juve Stabia Live Talk Show:

“Di Gennaro ha deluso alla Juve Stabia come ha deluso alla Salernitana. E’ stato un flop in entrambe le piazze e questo dimostra che è in netta fase calante. Ero curioso di vederlo alle vespe perchè Polito è bravo a prendere giocatori e mi aspettavo una reazione dall’ex Cagliari. Ha fallito anche in gialloblu. L’unica partita intera che ha fatto è stata proprio contro la Salernitana.

La Salernitana è abbastanza in difficoltà dopo il lockdown, cosi come la Juve Stabia. Sono due squadre in affanno e stanno buttando al vento la loro stagione. I granata ha gettato via anche la gara con la Cremonese anche a causa dell’espulsione di Lombardi che non ci sarà come le vespe. La Salernitana deve vincere per svoltare e rimanere aggrappata al gruppo play off. La classifica è cortissima e non ci si può fermare neanche un secondo perchè si rischia di uscire dai play off dopo una prima parte di stagione abbastanza positiva.

Mi aspetto un derby molto teso proprio a causa dei pesanti punti in palio. Dispiace che non ci saranno i tifosi della Salernitana perchè avrebbero fatto la differenza in un derby campano importante. Credo che le due squadre stiano soffrendo l’assenza dei tifosi che sono l’arma in più sia per i granata che i gialloblu.

La formazione della Salernitana contro la Juve Stabia credo che sarà un 3-5-2 con Micai in porta, Aya, Migliorini, Jaroszynski in difesa, a centrocampo Kiyine, Akpa Akpro, Di Tacchio e Dziczek a centrocampo con il tandem offensivo formato da Djuric e Gondo per scardinare la difesa stabiese. Ma ci sono molti ballottaggi, potrebbero giocare anche Lopez, Giannetti o Cerci. Anche in difesa Billong potrebbe trovare spazio. C’è abbondanza di scelte”

Restituite 50 opere d’arte sottratte alle Diocesi campane e lucane

Napoli: restituite, dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, cinquanta dipinti ex voto alle Diocesi campane e lucane. Tra queste un Dipinto olio su tela Santuario di San Rocco, Tolve (PZ) ed un Dipinto olio su tavola Santuario Madonna del Soccorso, Ischia (NA)

Restituite 50 opere d’arte sottratte alle Diocesi campane e lucane

Il 3 luglio 2020, alle ore 17,30, presso il Palazzo Arcivescovile di Napoli, alla presenza di Sua Eminenza Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli e Presidente della Conferenza Episcopale Campana, il Maggiore Francesco Provenza, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Monza, restituirà ai Vescovi -o loro delegati- delle Diocesi di Napoli, Ischia, Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia e Pompei per la Campania, ed Acerenza per la Basilicata, cinquanta importanti dipinti ex voto (XV/XX secolo), illecitamente sottratti da luoghi di culto delle due Regioni.

Dipinto olio su tela Santuario di San Rocco, Tolve (PZ)

Dipinto olio su tela Santuario di San Rocco, Tolve (PZ)

Dipinto olio su tavola Santuario Madonna del Soccorso, Ischia (NA)

Dipinto olio su tavola Santuario Madonna del Soccorso, Ischia (NA)

La restituzione è il frutto di un’indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, avviata nel settembre 2015 dopo un controllo ad una mostra di Milano.

L’attenzione dei militari veniva richiamata dalla presenza, tra le opere d’arte esposte, di oggetti che presentavano caratteristiche riconducibili alla tipologia degli ex voto, beni propriamente realizzati a fine di culto e solitamente destinati a quei luoghi.

L’attività investigativa consentiva di sequestrare, nel giugno del 2016, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, oltre seimila dipinti ex voto sottratti, tra il 1940 ed il 1970, da luoghi di culto nazionali ed esteri.

I beni erano per la quasi totalità custoditi in due musei, uno lombardo e l’altro piemontese, ove erano giunti a seguito di una donazione da parte di un noto collezionista milanese, nel frattempo deceduto.

Tra le opere recuperate, 594 sono risultate di provenienza messicana e, dopo essere state riconosciute dalle competenti Autorità di quello Stato come appartenenti al loro patrimonio culturale, sono state restituite nel corso di una cerimonia tenutasi il 6 marzo 2019, a Roma, presso la sede del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

I dipinti ex voto italiani, invece, sono risultati sottratti, principalmente, da luoghi di culto di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Basilicata, Sardegna e Toscana.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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Lotta all’evasione fiscale: sequestro per 4milioni ad un nullatenente

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE – LA GUARDIA DI FINANZA DI SALERNO SEQUESTRA BENI PER 4 MILIONI DI EURO AD UNA PERSONA “NULLATENENTE”.

Lotta all’evasione fiscale: sequestro per 4milioni ad un nullatenente

La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della locale Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di un imprenditore battipagliese, per i reati di omessa e/o infedele presentazione delle dichiarazioni dei redditi ed ai fini dell’I.V.A.

Il provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Salerno, scaturisce da una verifica fiscale eseguita dai Finanzieri della Tenenza di Battipaglia nei confronti di una società operante nel settore tessile che, negli anni dal 2014 al 2018, ha sottratto a tassazione una base imponibile di circa 10 milioni di euro.

Le successive attività investigative hanno permesso di rilevare che il vero artefice della frode fiscale era un imprenditore battipagliese, il quale amministrava di fatto la società, pur senza ricoprire ufficialmente alcun incarico, tanto che al Fisco risultava essere un cittadino “nullatenente”.

L’esame della documentazione acquisita durante l’ispezione e l’incrocio delle banche dati in uso alle Fiamme Gialle hanno portato a sviluppare ulteriormente il controllo fiscale, ricostruendo tutti gli interessi economici ed il reale profilo finanziario dell’imprenditore che, avvalendosi di diversi “prestanome”, gestiva – senza figurare in alcun modo – un patrimonio immobiliare complessivamente costituito da due ville, undici appartamenti, tre locali commerciali e dalla proprietà di ben 13 società commerciali.

Nel corso delle perquisizioni, poi, le Fiamme Gialle hanno accertato che l’indagato è nei fatti il titolare anche di una nota galleria d’arte di Battipaglia, senza ricoprire – neppure in questo caso – alcun ruolo nella compagine societaria.

Per garantire il pagamento del debito maturato nei confronti dell’Erario, quantificato in più di cinque milioni di euro dopo l’intervento della Guardia di Finanza, sono stati così sottoposti a sequestro beni per un valore di circa 4 milioni di euro, costituiti dall’intero patrimonio immobiliare e societario, dalle disponibilità finanziarie e da tre autoveicoli.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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Segregata in casa, arrestato il compagno violento 47enne

È accaduto a Pace del Mela (ME). Un 47enne teneva la convivente segregata in casa. Accusato di maltrattamenti in famiglia.

I Carabinieri della Stazione di Pace del Mela hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) su richiesta della Procura della Repubblica della medesima cittadina tirrenica, guidata dal Procuratore Dott. Emanuele Crescenti, a seguito delle indagini coordinate dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Rita Barbieri, nei confronti di C.M., 47enne, residente in Pace del Mela, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi e per avere tenuto segregata la compagna.

L’uomo ha precedenti guai con la Giustizia. A far emergere i maltrattamenti è stato un episodio risalente al mese di maggio u.s. quando i Carabinieri sono stati richiamati in un appartamento di Pace del Mela da alcuni condomini, allarmati dai rumori che arrivavano dal locale. Qui i militari hanno trovato il quarantasettenne, vistosamente ubriaco, che inveiva contro il proprietario dell’appartamento a suo dire colpevole di ospitare la propria convivente con i figli.

Dagli immediati accertamenti era emerso che la donna, dopo aver intrattenuto una relazione sentimentale con l’arrestato dall’ottobre 2019, aveva chiesto ospitalità al vicino di casa in quanto esausta dai maltrattamenti subìti.

Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di raccogliere ulteriori elementi utili a ricostruire diversi episodi delittuosi che la donna aveva subìto nel corso della convivenza, durata sette mesi, documentando un’ambiente domestico sconcertante: in particolare la donna, unitamente ai propri figli, nati da una pregressa relazione, in più di una circostanza era stata costretta a subire vessazioni fisiche e morali, fino ad essere indotta a non uscire di casa.

L’attività d’indagine, ha consentito di documentare, nel giro di poco tempo, un quadro indiziario grave e tale da consentire l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Pertanto l’uomo è stato arrestato dai Carabinieri e ristretto presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto.

Nell’immagine di copertina la Stazione Carabinieri di Pace del Mela (ME).

Falso in bilancio e Bancarotta fraudolenta: 2 arrestati da GdF Napoli

Esecuzione di un provvedimento cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore di origine partenopea e di un dottore commercialista napoletano responsabili di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. VIDEO

Falso in bilancio e Bancarotta fraudolenta: 2 arrestati da GdF Napoli

Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un provvedimento cautelare emesso dal 38° Ufficio GIP di Napoli, con cui è stata disposta l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’imprenditore di origine partenopea Giancarlo Buontempo, residente a Roma, e del dottore commercialista napoletano Umberto Scala.

L’indagine, condotta dalla III Sezione “Criminalità Economica” della Procura di Napoli, ha ad oggetto una pluralità di condotte di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta in relazione alla società immobiliare “Campalto Real Estate S.r.l.”, dichiarata fallita il 4 gennaio 2019 dal Tribunale di Napoli.

Le indagini sono consistite in acquisizioni documentali, nell’audizione di persone informate sui fatti e nell’analisi dei files e della documentazione acquisita dagli apparati informatici nella disponibilità dello Scala.

La “Campalto Real Estate”, costituita nel 2007 con sede a Montalcino, partecipata in maniera quasi totalitaria dal Buontempo, aveva come scopo la costruzione e la vendita di immobili nella provincia di Siena, zona costituente il centro degli interessi del citato indagato che ha tentato, nel corso degli ultimi anni, di sviluppare progetti ed affari nel settore immobiliare.

Nell’estate del 2010 la “Campalto Real Estate”, come anche altre società amministrate da Giancarlo Buontempo, iniziava a maturare i primi debiti nei confronti dell’istituto di credito che aveva concesso consistenti finanziamenti nonché nei confronti dell’Erario, per poi versare in un vero e proprio stato di decozione a partire dal luglio 2011.

In quel periodo lo Scala non si limitava a prestare la propria opera di consulenza ma co-amministrava di fatto la società in seguito dichiarata fallita, la cui sede veniva trasferita presso il suo studio professionale di Napoli. Umberto Scala assumeva poi la carica di amministratore di diritto nel 2015.

Nonostante l’azzeramento del capitale sociale, i due indagati deliberatamente evitavano di avviare la fase di liquidazione della società, causando in questo modo un notevole incremento delle posizioni debitorie e delle perdite. In una situazione di palese dissesto, essi davano corso alla vendita di diverse unità immobiliari di pregio site nella provincia senese con la successiva distrazione del ricavato che avrebbe costituito la garanzia patrimoniale dei creditori.

Gli indagati si decidevano a sciogliere e porre in liquidazione la società solo nell’ottobre 2018, ovvero a soli tre mesi prima della dichiarazione di fallimento. Veniva poi proposto reclamo presso la Corte d’Appello di Napoli avverso la menzionata pronuncia di fallimento.

In quella sede sono stati prodotti i bilanci degli ultimi tre anni, tutti oggetto di una grave condotta di falsificazione diretta a dimostrare il mancato superamento delle così dette “soglie di fallibilità”. Le indagini hanno consentito di riscontrare quanto già rilevato dalla Corte d’Appello di Napoli che aveva rilevato l’assoluta inattendibilità dei suddetti bilanci.

In sede di perquisizione non è stata rinvenuto l’impianto contabile della “Campalto Real Estate” che è stato distrutto o comunque sottratto al fine di evitare la puntuale ricostruzione del patrimonio societario.

Nel provvedimento è stata evidenziata la pericolosità degli indagati e l’attualità del pericolo di reiterazione di reati della stessa specie (fallimentare e societaria) anche in considerazione del fatto che dalla documentazione analizzata emergono altre società immobiliari toscane, versanti in stato di crisi, inizialmente partecipate ed amministrate dal Buontempo e successivamente gestite dallo Scala, presso il cui studio sono state trasferite le sedi legali.

GENERALITÀ DEI SOGGETTI DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE PERSONALE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI APPLICATA IN RELAZIONE ALLE IPOTESI DI REATO CONTESTATE:

  1. BUONTEMPO Giancarlo, nato a Napoli 18 giugno 1968, indagato per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale di cui agli artt. 110, 81 cpv C.p., 216 c. 1, 219 c.1 e 2 n.1, R.D. 16 marzo 1942, n. 267;
  2. SCALA Umberto, nato a Napoli il 12 maggio 1965, indagato per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale di cui agli artt. 110, 81 cpv C.p., 216 c. 1, 219 c.1 e 2 n.1, R.D. 16 marzo 1942, n. 267.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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Intervista a Debora Scalzo, autrice e sceneggiatrice di “Io resto così”

L’intervista di ViVicentro a Debora Scalzo, autrice di “Io resto così” e sceneggiatrice dell’omonimo romanzo edito da Kimerik. Curiosità e sogni di una donna ricca di sorprese  

Intervista a Debora Scalzo, autrice di “Io resto così e sceneggiatrice dell’omonimo romanzo. Curiosità e sogni di una donna sorprendente

di Maria D’Auria

Madre, scrittrice, sceneggiatrice. Debora Scalzo è questo e molto di più. Determinata e solare, appagata e poliedrica, vive la sua vita “sogno dopo sogno”.  Si definisce “genuina, ironica e istintiva”. E lo è davvero. Attraverso questa intervista, scopriamo qualcosa in più su questa donna straordinaria che, dopo il successo del suo “Io resto così” (edito da Kimerik), è passata alla sceneggiatura per la realizzazione del film dell’omonimo romanzo di cui è anche co-produttrice… e non solo.

Il sogno di Debora.

Debora ha realizzato il suo sogno di bambina, quello di vivere di scrittura. “La scrittura fa parte di me da sempre, mi ha aiutato nelle gioie e nei dolori. Un sogno che si è avverato inaspettatamente e che mi ha portato a realizzare sempre di più altri sogni. L’unico sogno nel cassetto è quello di poter dare una sorellina al mio Samu. Per il resto sto benissimo così, non pretendo nulla di più”.

L’idea di portare al cinema “Io resto così”.

“L’idea è del regista Marco Pollini ed è nata tre anni fa. Ci siamo incontrati durante un evento dove entrambi ricevevamo un premio. Donai a lui il mio romanzo dedicato alle Forze dell’Ordine. Dopo due mesi mi contattò per propormi la trasposizione cinematografica ed io accettai super emozionata. Ricordo ancora la firma del contratto a Verona con gli occhi lucidi. Il libro era dedicato agli uomini e donne in divisa. Il film è sempre dedicato a tutti loro, ma sopratutto a chi non è più tra noi e alle loro famiglie, a tutte le vittime in servizio, del dovere e della criminalità. Ci tengo molto a dedicarlo anche a chi crede ancora nella parola “meritocrazia”. So che per molti è difficile credere a questa parola, ma posso dire con certezza che il tempo ripaga sempre le persone che hanno valori, che si dedicano con passione e devozione a ciò in cui credono e per cui lottano. E poi se mi permetti, vorrei dedicarlo a tutti i giovani, c’è bisogno di loro per un futuro migliore e con sani principi”.

Insieme al regista Marco Pollini (Ahora Film) come è avvenuta la scelta del cast?

Con Marco siamo molto in simbiosi e sin da subito mi ha dato carta bianca sulla scelta del cast, anche perché sono i personaggi del mio romanzo, quindi chi meglio di me può capirne la giusta scelta. Sin da subito sapevo chi potesse intepretare Stella, piuttosto che Fuoco Freddo. Ogni singola scelta è dovuta al fatto che ognuno di loro mi trasmette realmente l’emozione del personaggio del mio libro. Abbiamo fatto un ottimo lavoro, attualmente non abbiamo ancora il cast definitivo, difatti prossimamente riapriremo i casting per alcuni ruoli importanti e comparse film. Già l’anno scorso avevamo ricevuto moltissime candidature via email, ovviamente terremo in considerazione solamente alcuni di loro appena riapriremo il casting ufficiale, che si terrà in una città italiana molto importante. Ma sveleremo tutto nei prossimi mesi”.

Da scrittrice a sceneggiatrice. Due ruoli difficili.

Sono due tipologie di scrittura completamente diverse, ma entrambe emozionanti.

I miei romanzi li ho scritti tutti di getto, istintivamente. Mentre le sceneggiature le definisco ancora più emozionanti, perché lì do vita ai miei personaggi, non racconto solo la loro storia, ma do a loro voce, movenza, carattere. La scrittura la definisco una sorte di terapia emozionale. E posso dirti con tutta onestà che se devo scegliere quale dei due ruoli sia più difficile, ti rispondo: la sceneggiatrice”.

Debora ScalzoOltre ad essere autrice del libro, sceneggiatrice e co-produttrice del film, farai anche qualche cameo? Inizialmente si pensava che fossi tu ad interpretare Stella…

“Assolutamente no. Non sarò io ad interpretare Stella, ma un’attrice stupenda che stimo moltissimo. Io amo scrivere, vivo di scrittura e la scrittura è il mio lavoro principale. Posso solamente svelarvi e confermarvi che sarò anche Assistente alla Regia. E devo dire grazie a Marco (Pollini) per questo. Attualmente sto seguendo corsi di regia e mi sono messa a studiare tutto ciò che riguarda la regia. Quindi sul set avrò solo che da imparare e crescere sempre di più, amo stare dietro le quinte. Chissà, magari un giorno dirigerò un film tutto mio, nel cinema italiano sono poche le donne regista e quelle poche che ci sono, sono strepitose”.

 

Quali difficoltà avete incontrato per produrre il film?

Molte. E credo che tutto ciò sia dovuto al fatto che è più comodo raccontare la vita di poliziotti corrotti e criminali. Ma ovviamente noi non ci stiamo e come ti dicevo prima, con dedizione e impegno vogliamo realizzare un film per non dimenticare tutti gli appartenenti delle forze dell’ordine. Vogliamo ricordare chi è mancato in servizio per aver difeso la nostra patria e aggiungo che vogliamo ricordare anche tutti quelli morti in servizio e che ancora meritano giustizia. Perché sono tantissimi e purtroppo in Tv non ne parlano quasi mai. Ho come l’impressione che in Tv vogliano trasmettere sempre l’immagine del poliziotto o carabiniere cattivo e corrotto e tutto ciò -scusa il termine forte- mi fa incazzare, perché non è giusto che per colpa di uno che non  onora e rispetta la divisa che indossa, ci debbano andare di mezzo tutti gli altri. E la cosa vergognosa è che parlano sempre solo dei criminali e non dei tantissimi uomini e donne in divisa che ogni giorno fanno interventi pazzeschi e turni su turni, sempre con forza, coraggio e quel sorriso pieno di vera vita vissuta. Ecco, questo film racconta il lato vero, reale, bello delle Forze dell’Ordine, con tutti i pro e i contro”.

Per la realizzazione del film, è stata lanciata una Raccolta Fondi. Come sta procedendo?

“La Raccolta è partita ufficialmente lo scorso 5 febbraio su Produzioni dal Basso (la prima piattaforma di crowfunding nata in Italia, tra le più importanti d’Europa), ma dopo solo due settimane abbiamo dovuto sospenderla per dare come giusto che sia, la priorità alle donazioni per l’emergenza Covid-19. L’abbiamo ripresa da poco, ed è stata prolungata sino a fine settembre.

Oltretutto, accanto a noi abbiamo una collaborazione e patrocinio importante, quello del Sap Nazionale (Sindacato Autonomo di Polizia) e ne siamo felicissimi, poiché abbiamo gli stessi ideali, noi come film e loro come sindacato di polizia. Tra i loro obiettivi: le migliori condizioni di vita e di lavoro dei poliziotti, la tutela delle loro condizioni morali, professionali, giuridiche ed economiche, ma sopratutto loro come noi, ci tengono a ricordare, come giusto che sia, tutte le Vittime in Servizio.

Proprio con loro, a breve, partiranno delle belle sorprese, tra cui un format speciale. Ringrazio di cuore tutto il Sap Nazionale, Stefano Paoloni (Segretario Generale) e l’Onorevole Gianni Tonelli (Segretario Generale Aggiunto) per il loro supporto e sostegno. Ovviamente, oltre la Raccolta Fondi abbiamo anche aziende importanti che sosterranno il progetto film, ma al momento non possiamo dire nulla…

E’ bello sapere che anche importanti aziende sostengono il vostro progetto. Perché un’azienda dovrebbe investire nel film “Io Resto Così”?

“Perché questo è un momento storico importante per sostenere un film italiano, tratto da un libro italiano, che racconta la vita di un poliziotto italiano che ha onorato la sua divisa e la sua Patria sino alla fine. Molte aziende importanti investono nel cinema, ma sopratutto investono in progetti in cui loro per prime ci credono e io ci credo nel mio ‘Io Resto Così’.

Per le aziende che vogliono saperne di più sul progetto film, possono inviare direttamente una e-mail alla Casa di Produzione Cinematografica Ahora Film: ahorafilm@gmail.com

Quando pensate sia possibile vedere il film sul grande schermo?

“Per il momento posso solo dirti che noi contiamo di portarlo al cinema il prossimo anno”.

FOTO GALLERY DEBORA SCALZO

Debora Scalzo Fotogallery

Corriere della droga arrestato con 5 chili di cocaina

La Squadra Mobile di Catania ha arrestato un corriere della droga. Valore sul mercato 800 mila euro. L’uomo proveniva dalla Calabria.

La Polizia di Stato di Catania ha arrestato il 52enne pregiudicato Salvatore Giuffrida in quanto ritenuto responsabile del reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Nel corso dei controlli svolti dalla Questura di Catania e dalla Squadra Mobile su persone sospette provenienti dalla Calabria, l’attenzione investigativa si soffermava su una Fiat Punto di colore grigio.

È stato predisposto un servizio di osservazione presso il casello autostradale di San Gregorio dove si è proceduto al successivo controllo. Lì è stato identificato il 52enne.

Visti i sospetti maturati, si è proceduto al controllo della vettura presso gli uffici della Squadra Mobile che ha consentito di rinvenire, all’interno di un vano occulto ricavato nella scocca posteriore del veicolo, cinque involucri cosiddetti “panetti” contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di 5 chilogrammi.

La droga, del valore di oltre 250 mila euro, immessa sul mercato avrebbe fruttato una cifra pari a 800 mila euro circa. Espletate le formalità di rito, Il corriere di stupefacenti, Salvatore Giuffrida, è stato condotto presso il carcere di Piazza Lanza a disposizione.

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Indagato il sindaco di Barrafranca per corruzione con l’aggravante mafiosa

Nell’operazione con 46 arrestati tra Sicilia e Germania, è indagato il sindaco di Barrafranca (EN). Un funzionario comunale è ai domiciliari.

Ci siamo occupati stamattina dell’operazione ‘Ultra’ “1 Luglio 2020 Sicilia-Germania, 46 arresti per mafia e altri reati. Operazione antimafia tra Italia e Germania, 46 le persone arrestate. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Caltanissetta su richiesta della locale Procura distrettuale. Sono stati sequestrati beni per un milione di euro. I reati contestati nell’operazione ‘Ultra’, condotta dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Enna, sono associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e allo smercio di stupefacenti, estorsioni, corruzione aggravata dall’aver favorito l’associazione mafiosa, detenzioni di armi da fuoco. I dettagli dell’operazione “Ultra” saranno illustrati durante una conferenza stampa in programma in mattinata nell’Aula magna del Tribunale di Caltanissetta”.

Durante la predetta conferenza stampa della Procura di Caltanissetta, il Comandante del Ros, generale di divisione, Pasquale Angelosanto, ha informato che un avviso di garanzia è stato notificato al sindaco di Barrafranca, Fabio Accardi, indagato per tentativo di corruzione con l’aggravante mafiosa, mentre un funzionario del comune è ai domiciliari.

“L’indagine è paradigmatica di quello che è l’agire mafioso con rapporti collusivi con la pubblica amministrazione – ha detto il Generale di divisione Angelosanto – In particolare all’Ati che si era aggiudicata la gara per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani era stato imposto di affittare un terreno dove ricoverare i mezzi dell’azienda. Terreno di proprietà di uno degli associati che quindi era garantito, perché nessuno poteva porre in essere azioni ostili nei confronti dei mezzi e dei dipendenti, e al tempo stesso c’era un regolare contratto di locazione che veniva regolarmente pagato mese per mese con bonifici bancari. Quindi ci sono anche tracce in questo senso”.

“Il territorio di Barrafranca ed Enna è stato al centro negli ultimi anni di fatti di sangue e delitti che danno l’idea e la consistenza della fibrillazione mafiosa che opera ed è percepibile nel territorio” ha aggiunto infine il Comandante del Ros.

Il sindaco di Barrafranca, Fabio Accardi, era stato eletto alle Amministrative del 5 giugno 2016 con il 34,53% dei voti, appoggiato da tre liste: Partito Democratico, Unione di centro e Sicilia Futura.

Gang di spacciatori in azione tra Tivoli e Guidonia, scattati 6 arresti (VIDEO)

GDF Roma: Sgominata gang dedita allo spaccio di stupefacenti, minacce ed estorsioni. Operava tra Tivoli e Guidonia Montecelio. Eseguite 6 misure cautelari

GDF Roma: Sgominata gang di spacciatori di droga tra Tivoli e Guidonia Montecelio. Eseguite 6 misure cautelari

Tivoli/Guidonia Montecelio- Un’agguerrita gang dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, alle estorsioni e alla ricettazione – operante tra Guidonia Montecelio e Tivoli – è stata smantellata dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno eseguito sei misure cautelari (3 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), disposte dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’operazione costituisce l’epilogo di complesse indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Tivoli che hanno consentito di delineare il ruolo di ciascun componente e il modus operandi del gruppo, il quale poteva contare su un’efficiente e capillare rete distributiva per lo smercio della droga, per lo più nella periferia orientale della Capitale, Tivoli e Guidonia, avvalendosi di un motociclo rubato.

L’organizzazione, riconducibile alla stessa famiglia, si basava su una rigida suddivisione dei compiti e non esitava a ricorrere alle “maniere forti” con i clienti inadempienti o ritardatari nei pagamenti, minacciati di morte o gravi ritorsioni fisiche e spesso costretti a consegnare beni e oggetti di valore a garanzia delle proprie obbligazioni.

Tra i membri del gruppo, con compiti di coordinamento dei pusher “alle dipendenze”, vi era un cittadino rom dimorante in un accampamento di Guidonia Montecelio, situato nei pressi di via dell’Aeronautica.

Durante le perquisizioni presso le abitazioni degli indagati e altri luoghi agli stessi riconducibili sono stati rinvenuti denaro contante per circa 11.000 euro, probabile provento dell’attività illecita, nonché una pianta di marijuana portando all’arresto in flagranza di un’ulteriore persona non colpita dal provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria.

Nel corso delle indagini, durate circa un anno, erano già state arrestate 5 persone in flagranza di reato e sequestrati 1,4 chilogrammi di cocaina e hashish.

L’attività investigativa rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti predisposto dalla Guardia di Finanza di Roma

VIDEO GDF Roma

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Napoli, riciclaggio di veicoli: la polizia stradale continua ad indagare

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Napoli, riciclaggio di veicoli: la polizia stradale continua ad indagare

Napoli, la polizia stradale continua il contrasto al riciclaggio di veicoli

Napoli, ieri mattina gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per la Campania e la Basilicata, hanno dato esecuzione a 4 misure di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti di altrettanti cittadini italiani, rei di essere partecipi di un più ampio disegno criminoso, dedito al riciclaggio di veicoli rubati. Due soggetti sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre gli altri due sono, invece, stati destinatari della misura della sottoposizione a presentazione giornaliera presso gli uffici di polizia.

Le persone destinatarie di questi provvedimenti fanno parte di una più ampia ed articolata attività di indagine che ha portato la Polizia Stradale a scoprire un consistente e diffuso meccanismo di riciclaggio di veicoli rubati. Un’associazione ben strutturata che si occupava di immettere sul mercato decine di auto rubate, modificandone le caratteristiche identificative e provvedendo ad una “ripulitura” delle stesse attraverso il meccanismo della falsa nazionalizzazione del mezzo.

Intercettazioni telefoniche, pedinamenti, appostamenti e sequestri hanno consentito di ricostruire il “modus operandi” del gruppo e di bloccare questo filone criminale. Tutto ciò evidenzia il costante impegno della Polizia Stradale di Napoli, con la sua specializzata Squadra di Polizia Giudiziaria, nella lotta al radicato fenomeno dei furti d’auto e del conseguente riciclaggio delle stesse sul territorio campano e non solo.

 

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Rieti: arrestato noto ristoratore con oltre 80 grammi di cocaina

Fermato per un controllo in Rieti, località Villa Reatina, alla guida di un SUV, è stato trovato in possesso di diverse dosi di cocaina: Arrestato.

Rieti: arrestato noto ristoratore con oltre 80 grammi di cocaina

Sabato scorso, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri, impegnati, in tutto il nucleo industriale di Cittaducale in un’ampia attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, nei pressi di un noto bar di Villa Reatina, procedevano al controllo di un SUV condotto da una persona già nota per precedenti nel settore del locale spaccio di droga.

E’ cosi che G.F., un 44enne imprenditore locale, è stato trovato in possesso di 15 grammi di COCAINA, occultata all’interno di un astuccio in plastica infilato nei pantaloni dell’uomo. Lo stupefacente era già diviso in grammi e pronto per lo spaccio.

L’accertamento di polizia proseguiva con un’ accurata perquisizione all’interno dell’abitazione dell’imprenditore, ove veniva rinvenuta ulteriore cocaina nascosta all’interno della cucina e sequestrati ulteriori elementi probanti l’attività di spaccio, come materiale idoneo per il confezionamento in dosi dello stupefacente, un bilancino di precisione e una busta in plastica, dalla quale erano stati ritagliati diversi “dischetti”, tipicamente utilizzati per confezionare le “dosi” di stupefacente.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Rieti, ed ora dovrà rispondere del reato di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” per il possesso di oltre 80 grammi di cocaina.

Rieti: arrestato noto ristoratore con oltre 80 grammi di cocaina / Redazione Lazio / Maria D’Auria

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