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Agnelli: “Juve Stabia, la salvezza è di vitale importanza”

Nel corso della puntata di Juve Stabia Live Talk Show, abbiamo sentito l’ex centrocampista delle vespe Cristian Agnelli:

“Il rientro dal lockdown è stato difficile per tutte le squadre. Ci sono tanti incontri ravvicinati e la condizione fisica fa la differenza. La Juve Stabia è tornata in campo molto male, quattro sconfitte consecutive sono molto pesanti e forse denotano un rilassamento che non ci doveva essere. Conosco bene la piazza e so che i tifosi della Juve Stabia sono molto passionali e stanno soffrendo per la situazione. La situazione è molto difficile perchè la cadetteria è una categoria molto complicata.

Conosco alcune pedine della Juve Stabia come Tonucci, Melara o mister Caserta. Sono persone importanti in uno spogliatoio che possono tirar fuori le vespe da questa situazione. Ora, in casa con l’Entella, mi auguro che la squadra dia il massimo e conquisti una vittoria perchè la B è molto importante per Castellammare. Il campionato è sicuramente falsato ma ormai si è ripartiti e bisogna portare a casa gli obiettivi. Lo scorso anno io sono retrocesso con il Foggia e so cosa si prova, la salvezza è di vitale importanza. In caso di B sarei rimasto a casa mia, a Foggia. Invece siamo retrocessi e sono dovuto andare via. E’ importante anche per le carriere di tutti che la Juve Stabia si salvi.”

Acireale? “Ricordo benissimo il mio gol li. Ricordo ogni minimo particolare perchè fu una gioia immensa. Facemmo tanti sacrifici e sono orgoglioso di aver salvato la Juve Stabia con il mio gol. Era un periodo storico difficile e ci salvammo da uomini veri. Eravamo un gruppo fortissimo e mi auguro che questa Juve Stabia possa cacciare gli stessi attributi di quella e che si salvi cosi come noi. Ho ricordi indelebili della città di Castellammare, è una realtà passionale che ti rimane dentro per sempre.

L’esperienza alla Juve Stabia fu inaspettata perchè ero in rampa di lancio e non mi aspettavo di andare in C. Però posso dire che è stata un’avventura fondamentale perchè mi ha formato come uomo e come calciatore. Il mio primo figlio, tra l’altro, è nato proprio a Castellammare. I tifosi mi hanno sempre trattato bene, anche da avversario. Ho ancora tanti amici li e con il cuore sono sempre vicino alle vespe. Indimenticabile anche il gol al Napoli in un Menti gremito! Che emozioni.”

Stidda: confiscati beni a imprenditore tra cui dipinto da 6 milioni

Un sequestro per 15 milioni di euro è stato eseguito dalla DIA di Caltanissetta ad un imprenditore di Gela vicino ai clan della Stidda.

La Dia di Caltanissetta ha confiscato beni per 15 milioni di euro all’imprenditore Rosario Marchese, vicino ai clan mafiosi della Stidda e dei Rinzivillo di Gela. Il sequestro ha interessato società sparse in tutta Italia, dalla Sicilia alla Lombardia, e persino un dipinto del XVII secolo del valore di 6 milioni di euro.

Il provvedimento emesso dalla Sezione Misure di prevenzione – su proposta del direttore della Dia, il generale di divisione Giuseppe Governale – ha interessato il patrimonio del 32enne Marchese di Caltagirone ma residente a Brescia, agli arresti per reati di mafia nel carcere Opera di Milano, con l’aggravamento della misura della sorveglianza speciale per ulteriori due anni.

Gli accertamenti condotti nel 2018 hanno documentato il rapido incremento di ricchezza, e soprattutto la sua ascesa imprenditoriale, con la costituzione nel Nord Italia di numerose società.

La confisca, che segue il sequestro effettuato nel febbraio del 2019, ha interessato ben 11 società e 2 ditte individuali con sedi a Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Verona, Roma e Gela, attive nella consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar.

E ancora un dipinto del XVII secolo, del valore di circa sei milioni di euro; una holding con uffici a Milano in via Montenapoleone; una società di noleggio che gestisce, presso la struttura aeroportuale del Catullo di Verona, una flotta di vetture di lusso; una società con sede a Roma, che sponsorizza e partecipa a prestigiosi campionati di auto da competizione; 5 beni immobili e 50 rapporti bancari.

Oggi propongo un gioco: Dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sei!

Oggi propongo un gioco: riporto i titoli di alcuni giornali e da essi vi invito ad indovinare la testata. Dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sei!

Oggi propongo un gioco: Dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sei!

Come ogni giorno comincio con uno sguardo alle prime pagine di tutti i Quotidiani nazionali con la segreta speranza di essere sorpreso da qualcuno soprattutto, così a caso, da Il Giornale, Libero, Verità (conseguità anch’essa casuale) ma, ad oggi, è sempre stata una vana speranza visto che, ancor prima di leggerli, già ne sapevo – se non le esatte parole – il tenore per cui mi è venuto in mente il provare a proporvi un gioco: Dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sei!

L’intento è quello di verificare se sono solo io a finanche annoiarmi nel leggere sempre titoli scontati e, da essi, sapere già da che testata provengono (a volte finanche l’autore) o è cosa tanto palese e scontata da essere così anche per altri.

Io ci provo! A seguire vi sottopongo i Titoli delle Prime Pagine odierne di 8 tra i giornali più “comuni” tra i lettori. Non vi dirò subito su quale testata esso fa è stato pubblicato (ve ne farò elenco solo alla fine) per cui, se credete, provate anche voi a vedere se, più o meno, riuscite a capire da che “parrocchia” il titolo viene o, per lo meno, a quale “diocesi” appartiene.

Buon divertimento (se vi divertirete). Personalmente mi annoia, se va bene. Spesso fa venire acidità di stomaco. Ma io credo di non far storia per cui, a voi la vostra reazione e percezione.

Oggi propongo un gioco 1

 

 

 

 

 

 

PRIMO TITOLO

Oggi propongo un gioco 2

 

 

 

 

SECONDO TITOLO

Oggi propongo un gioco 3

 

 

 

TERZO TITOLO

Oggi propongo un gioco 4

 

 

 

QUARTO TITOLO

Oggi propongo un gioco 5

 

 

 

QUINTO TITOLO

Oggi propongo un gioco 6

 

 

 

SESTO TITOLO

Oggi propongo un gioco 7

 

 

 

SETTIMO TITOLO

Oggi propongo un gioco 8

 

 

 

OTTAVO TITOLO

Letti tutti? Avete fatto le vostre ipotesi? Se sì verificate ora con la nota riportata a seguire con la quale vi do il quotidiano di riferimento in base alla numerazione data

Stanislao Barretta

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Risposta ai quesiti di cui sopra:
  1. Libero 080720
  2. Il Giornale 080720
  3. La Verità 080720
  4. Il Secolo XIX 080720
  5. Il Fatto Quotidiano 080720
  6. La Repubblica 080720
  7. Corriere della Sera 080720
  8. La Stampa 080720

Patto con bacio tra l’ex deputato dell’ARS e il boss detto “il dentista”

I Carabinieri di Trapani hanno eseguito 4 misure cautelari per associazione mafiosa. Patto con bacio tra il boss e un ex deputato siciliano.

Un nuovo avviso di garanzia per Paolo Ruggirello, l’ex deputato regionale siciliano del Pd che era stato arrestato nell’ambito di un’altra indagine antimafia del trapanese. I siamo occupati di questo ex deputato regionale siciliano negli articoli 5 Marzo 2019 Arresti per associazione mafiosa e voto di scambio a Trapani tra cui un ex deputato Pd” e “26 Novembre 2019 L’ex deputato all’Ars del Pd ammette: ho incontrato il boss”.

Questa volta l’ex politico, che si trova ai domiciliari, è accusato di avere fatto un patto aiutando i boss mafiosi per la gestione di un ambulatorio odontoiatrico. Il boss Mariano Asaro detto “il dentista”, “con l’ausilio del capomafia di Paceco (comune in provincia di Trapani) Carmelo Salerno ed altri indagati, creava una società intestata a prestanomi per la gestione di un ambulatorio odontoiatrico a Paceco – fanno sapere i Carabinieri che hanno svolto le indagini – e grazie all’intervento dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello lo studio odontoiatrico doveva essere convenzionato con la mutua”.

Il boss Mariano Asaro, nome storico di Cosa nostra, era tornato in libertà due anni fa e poteva contare sull’aiuto di quelli che chiamava “amici” per avviare un’attività nel settore sanitario con l’apertura di uno studio odontoiatrico, convenzionato con l’Asp di Trapani. Una sua vecchia passione, perché prima di fare il mafioso iscritto a una loggia segreta, con relazioni internazionali (e misteriosi rapporti con agenti dell’ex Sismi, il servizio segreto militare), era ufficialmente un odontotecnico, tanto da essere soprannominato nell’ambiente “il dentista”.

Asaro, che ha 64 anni, è stato riarrestato questa notte dai Carabinieri del Reparto Operativo di Trapani guidati dal tenente colonnello Antonio Merola. L’ex deputato del Pd Ruggirello è indagato nuovamente e con lui anche il sindaco di Paceco, Giuseppe Scarcella che ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, poiché riceveva in Comune il boss Asaro e lo chiamava “Don Mariano” e concludendo “Va bene, ci teniamo informati”.

Ci sarebbe quindi stato un patto tra il boss mafioso, Mariano Asaro, noto anche come il “dentista”, e l’ex deputato regionale Pd Paolo Ruggirello. È questo l’importante dato che emerge dall’operazione odierna dei Carabinieri di Trapani che hanno eseguito 4 misure cautelari e una interdittiva in esecuzione di un’ordinanza cautelare del Gip nei confronti di affiliati alle famiglie mafiose di Castellamare del Golfo e Paceco.

Tra gli arrestati spicca proprio il nome del vecchio boss Mariano Asaro, che fu accusato anche per la strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, ma assolto perché riuscì a dimostrare che quel giorno visitò dei pazienti in uno studio dentale a Palazzo Adriano, che si sarebbe avvalso dell’aiuto della sua “rete” d’amici per l’apertura di uno studio odontoiatrico, convenzionato con l’Asp di Trapani. Asaro prima ancora di essere mafioso era iscritto a una loggia segreta con relazioni internazionali (e misteriosi rapporti con agenti dell’ex Sismi, il servizio segreto militare).

“A Palermo abbiamo un onorevole di qua, che ci pensa lui, perche lui la… ha fatto, non so se hai sentito parlare, Paolo Ruggirello che era qua onorevole alla Regione, era al reparto sanità e cose e se la fotte lui come farmela firmare: mi hai capito? E vuole i voti li vuole, se vuoi i voti deve dare, altrimenti…” spiegava a due medici palermitani, disponibili a intestarsi falsamente le quote del centro dentale.

“Asaro poteva contare ancora su due figure molto importanti. Il capomafia di Paceco, Carmelo Salerno, anch’egli arrestato, e l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello al quale i Carabinieri hanno notificato l’informazione di garanzia” hanno detto gli inquirenti, che poi hanno sottolineato come “quest’ultimo veniva incaricato, in seguito ad incontri riservati che Asaro riusciva ad organizzare grazie proprio a Salerno, di attivarsi con i vertici dell’Asp affinché l’ambulatorio di odontoiatria fosse convenzionato con il servizio sanitario“.

“Insomma un sistema ben congegnato” come osserva il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare, aveva permesso ad Asaro “di potere contare, in qualsiasi momento, sui suoi qualificati contatti, derivanti dall’appartenenza a Cosa nostra per avviare ogni attività fonte di guadagno, sì da penetrare massivamente e con straordinaria speditezza ed efficacia nel tessuto economico del contesto territoriale di riferimento”.

Secondo le indagini, coordinate dal Procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dal Sostituto Gianluca De Leo “in questo progetto imprenditoriale ciascuno aveva un ruolo preciso che portò avanti con piena consapevolezza e volontà. La cognata Occhipinti diede la propria disponibilità, in quanto soggetto incensurato, ad intestarsi fittiziamente la società, il dottore Lucido accettò di comparire quale direttore sanitario, svolgendo il contributo essenziale all’ottenimento delle autorizzazioni sanitarie ed al convenzionamento con la mutua, la Amato, moglie di Rocco Coppola, in quanto impiegata presso uno studio notarile, doveva provvedere a reperire e predisporre la documentazione necessaria e l’atto costitutivo della società, cosa che fece con solerzia. Salerno doveva provvedere ad aiutare l’indagato in ogni fase del progetto, dal reperimento dell’immobile a quello del medico, poi reperito invece da Coppola e ad ottenere il contributo del politico Paolo Ruggirello, per attivare l’iter burocratico all’ASP ed ottenere così le autorizzazioni necessarie e l’essenziale convenzionamento con la mutua, cosa che l’ex deputato regionale fece prospettando in un primo tempo che l’interessato allo studio era un suo ‘cugino'”.

Dall’inchiesta sono emersi anche rapporti con di sindaco Paceco, Giuseppe Scarcella, che chiamava Asaro “Don Mariano” quando lo riceveva in comune, che oggi si è visto notificare un avviso di garanzia, per concorso esterno in associazione mafiosa. Il sindaco è indagato perché a gennaio, prima dell’arresto di Ruggirello, era stato avvicinato per sbloccare “il rilascio di un certificato di agibilità e o abitabilità in favore del suocero” di Asaro. Poi però il boss e il primo cittadino finirono per parlare della clinica dentale. “Noi altri praticamente stiamo aprendo lo studio qui a Paceco”, diceva, riferendo che un geometra se ne stava occupando, “a me interessa che mi danno la Scia subito per cominciare a tramezzare altrimenti mi perdo di casa”. “Tra l’altro il presidente è un castellammarese, Agugliaro (Giuseppe, dirigente del Suap di Paceco), si ma ormai – continuava Asaro, abbassando la voce – io parlando con lei già gli ho fatto parlare… già ci fici parlare da Castellammare, ho un amico che sono come fratelli”. “Va bene, va bene” e poi ancora “comunque da parte nostra quando arriva… Agugliaro è uno molto sveglio… dico, e appena arriva noialtri, Nuccio giustamente che è solo potrebbe… va bene, ci teniamo informati”, rispondeva il primo cittadino di Paceco. “Non c’è problema al Comune! Non ci sono problemi… il sindaco è Dattularo, arrivo lì e gli dico al sindaco ‘com’è no? E allora facci la variante’, io non ho problemi con lui” diceva Asaro a suo nipote.

“La storia dell’appartenenza a Cosa nostra di Asaro inizia già prima degli anni 80, è affiliato alla famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, all’interno della quale rivestiva una posizione apicale e in passato era autorizzato dai vertici di Cosa Nostra, in particolare da Vincenzo Virga, ad avere rapporti con personaggi mediorientali fornitori di esplosivi. Fu anche a lungo latitante ed inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi fino all’arresto nel 1997″, raccontano gli inquirenti. “Il suo nome, insieme a quello di altri esponenti di Cosa nostra, fra i quali Mariano Agate e Natale L’Ala, fa parte dell’elenco degli iscritti alla loggia massonica coperta “Iside 2″ scoperta nel 1986 all’interno del circolo Scontrino – hanno sepigato gli inquirenti -. Accusato, ma poi prosciolto, dei fatti di sangue tra i più gravi della storia mafiosa della provincia di Trapani, veniva poi condannato più volte in via definitiva per associazione mafiosa, detenzione di armi ed estorsione”.

Mannaia e sparatoria per un posto auto a Vittoria (Rg)

I Carabinieri di Vittoria in provincia di Ragusa hanno denunciato due persone per una sparatoria dopo un lancio di mannaia.

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Vittoria, a conclusione di un’accurata e immediata attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà per minaccia aggravata un 37enne, disoccupato, già noto alle FF.PP. e un uomo di 43 anni, addetto al settore agricolo.

In particolare, alle 21.00 circa, nel quartiere residenziale situato a Vittoria in strada per Acate, i Carabinieri sono intervenuti a seguito di una segnalazione di un cittadino tramite l’utenza di Pronto Intervento “112”, che riferiva di aver udito alcuni colpi di arma da fuoco.

I militari dell’Arma, giunti immediatamente sul posto, coadiuvati da personale del locale Commissariato, hanno ricostruito la dinamica dell’evento, scaturita al culmine di una lite tra vicini per questioni legate all’occupazione di un posto auto. In particolare, è stato accertato che il 37enne lanciava dal balcone della propria abitazione una mannaia della lunghezza di 50 cm circa all’indirizzo del dirimpettaio 43enne, il quale riusciva a schivare l’arma bianca.

L’uomo 43enne, legale detentore di armi e munizioni, reagiva all’aggressione ricevuta, prelevando dalla propria cassaforte una pistola modello “rivoltella” e, dopo averla puntata nei confronti dell’abitazione del 37enne, esplodeva quattro colpi d’arma da fuoco. Fortunatamente, nessuna persona coinvolta nell’evento è rimasta ferita.

Altri nostri recenti articoli riguardanti I Carabinieri in Sicilia.

“23 Giugno 2020 10 arresti in un mandamento mafioso di Palermo

“19 Giugno 2020 Spacciavano hashish nel territorio di Misilmeri. Sgominata banda

“17 Giugno 2020 Trentenne colto in flagrante mentre rubava nella scuola. Arrestato

“6 Giugno 2020 I Carabinieri: Caltanissetta arresto; Ragusa truffa; Palermo spaccio

“10 Giugno 2020 Tredici misure cautelari eseguite dai Carabinieri a Palermo per spaccio

“29 Aprile 2020 Spaccio e casa di riposo abusiva. I Carabinieri sulle strade siciliane

“25 Febbraio 2020 Operazione Thor, 25 febb 2020, Carabinieri del ROS di Catania

“5 Dicembre 2019 I Carabinieri di Bagheria (PA) hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti del sindaco, vicesindaco, un assessore e funzionari comunali

Spacciatore ghanese arrestato a Ballarò (Pa)

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino ghanese pluripregiudicato per spaccio, violenza, lesioni e minacce, porto d’armi e ricettazione.

Agenti del Commissariato di P.S. Oreto – Stazione ieri pomeriggio, in cortile delle Bisacce, hanno tratto in arresto Damba Agonba Abubakari, cittadino ghanese 24enne, senza fissa dimora, pluripregiudicato, in possesso di un permesso di soggiorno scaduto. Numerosi i reati contestati allo straniero: violenza, resistenza, lesioni e minacce a Pubblico Ufficiale, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, porto d’armi e ricettazione.

L’arresto è scaturito dagli ininterrotti controlli effettuati dalla Polizia di Stato in questa delicata zona del centro storico cittadino, spesso interessata da episodi di criminalità predatoria. Gli agenti, mentre transitavano davanti al cortile delle Bisacce, hanno notato tre soggetti stranieri intenti a discutere tra loro. In particolare, uno dei tre, alla vista dei poliziotti, con uno scatto fulmineo aveva lanciato al di là di una inferriata un involucro di colore azzurro, poi accertato essere un ovulo contenente gr. 5 di eroina

Sentendosi colto in flagranza, lo straniero ha cercato di sottrarsi al controllo dei poliziotti, che ha spinto e colpito per tentare di assicurarsi la fuga. Solo dopo un’impegnativa colluttazione, i poliziotti sono riusciti a bloccarlo. All’interno di uno zaino in suo possesso sono stati rinvenuti 2 coltelli, 1 involucro in cellophane con all’interno sostanza stupefacente verosimilmente eroina, 1 Iphone di colore bianco di cui lo straniero ha disconosciuto la proprietà, senza però riuscire ad indicarne la provenienza; 16 collane/braccialetti di finte perle contenute all’interno di un panno in velluto di colore blu. Tutto è stato sequestrato poiché provento di refurtiva.

Allo scopo di recuperare l’involucro gettato all’interno del cancello dello stabile abbandonato è stato chiamato in ausilio personale dei Vigili del Fuoco, la cui azione ha consentito di tranciare la saldatura del cancello, di accedere all’interno e recuperare l’involucro contenente 5 gr. di sostanza stupefacente, verosimilmente eroina, anch’esso sottoposto a sequestro penale.

Sia durante le fasi dell’accompagnamento in Commissariato per la completa identificazione e gli accertamenti di rito, che all’interno della struttura di polizia, Damba Agonba Abubakari, benché ammanettato, è andato in escandescenze, si è prodotto in gesti di autolesionismo, ha ingiuriato e tentato di mordere gli agenti e li ha costantemente sfidati con lo sguardo e la condotta.

Espletate le formalità procedurali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto che Damba Agonba Abubakari fosse accompagnato presso le locali camere di sicurezza. Nel corso dell’udienza celebrata con rito direttissimo l’arresto è stato convalidato.

Campania, cambiano le misure anti-covid sui mezzi pubblici: si potranno occupare il 100% dei posti

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Campania, cambiano le misure anti-covid sui mezzi pubblici: si potranno occupare il 100% dei posti, resta l’obbligo delle mascherine a bordo, in stazione e nei terminal

L’Ente Autonomo Volturno ha ricordato ai propri utenti che l’Ordinanza del Presidente della Regione Campania n. 60 del 4 luglio 2020, con la quale vengono modificate le misure anti-covid sui mezzi pubblici, è entrata in vigore.

Pertanto “è consentita, per tutti i mezzi, nessuno escluso, l’occupazione del 100% dei posti seduti complessivi, per i quali il mezzo è omologato, in deroga all’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e al coefficiente di riempimento dei mezzi fissato dal DPCM 11.06.2020”.

Resta in vigore, in Campania, l’obbligo di mascherina a bordo dei mezzi pubblici, insieme alle altre regole di comportamento nelle stazioni e terminal.

Nella giornata di ieri, il presidente Vincenzo De Luca aveva chiesto più controlli sugli ingressi nel nostro Paese, annunciando al contempo la cancellazione della zona rossa di Mondragone:

“Sugli ingressi in Italia occorrono controlli rigorosi. Si è per esempio verificato l’arrivo con un volo diretto New York – Roma, di un cittadino campano risultato positivo solo dopo i controlli cui è stato sottoposto arrivato a destinazione, dopo aver viaggiato anche in pullman e in treno. Si segnalano inoltre casi di arrivi di cittadini dell’est, tra cui braccianti e badanti, in assoluta promiscuità a bordo di pullman, senza nessun controllo efficace. In relazione a qualche altro caso di positività registrato, è bene ricordare ai medici di famiglia di non sottovalutare situazioni in cui il paziente presenta sintomi e di sottoporlo al tampone.

Si rilevano comportamenti che segnalano un pericoloso rilassamento generale. In queste condizioni il rischio è che non arriveremo neanche a settembre, quando potremo essere costretti ad affrontare l’anno scolastico in condizioni gravissime”.

“Monte Faito ridotto a pattumiera”: la denuncia dei Verdi

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“Monte Faito ridotto a pattumiera”: la denuncia dei Verdi

L’area attrezzata del Monte Faito invasa da rifiuti e lasciata nel degrado. A denunciarlo sono stati diversi cittadini che hanno documentato lo stato in cui versa la zona che si trova nei pressi della funivia. Nonostante le norme anti-contagio, nelle scorse settimane migliaia di visitatori hanno cercato riparo dal caldo nelle aree verdi del monte. Tra questi, tuttavia, tantissimi incivili che hanno abbandonato cumuli di rifiuti e danneggiato l’attrezzatura installata nella zona pic-nic.

“La pulizia dell’area  – denuncia Carmine Sinfarosa, Presidente di Pro Natura – viene effettuata da noi volontari per diversi motivi, sia perché la zona è divisa tra Comune di Castellammare e quello di Vico Equense, e ciò ha generato un rimpallo di responsabilità, ma soprattutto perché l’area è sotto la gestione dell’Ente Parco e quindi i dipendenti comunali non possono intervenire per effettuare le pulizie. Nei prossimi giorni pensiamo di rimuovere i cestini dell’area attrezzata e di appore degli avvisi in cui invitiamo gli utenti a gettare i rifiuti in delle buste poste nell’area sottostante, dove c’è la Funivia, lì dove gli operatori Sarim posso ancora intervenire per ritirare i rifiuti.
E’ importante non lasciare spazzatura in quei cestini perché la sera qui vengono degli animali, come cavalli e pecore, che trafugano i rifiuti e li spargono ovunque.”

“Purtroppo questa è una situazione ricorrente, l’area ogni volta ritorna a diventare una pattumiera a causa dell’inciviltà delle persone.” hanno commentato il Consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e Marilena Schiano Lo Moriello, responsabile dei Verdi-Europa verde di Castellammare di Stabia.

“Il periodo di lockdown avrebbe dovuto lasciarci degli insegnamenti, avremmo dovuto imparare a rispettare la natura e l’ambiente ed invece appena si è potuto cominciare ad uscire si è ritornati alle solite barbare ed incivili abitudini. Luoghi come il Faito sono una risorsa preziosissima e dovremmo tutelarla e rispettarla, chi vieni qui a fare picnic e scampagnate deve comportarsi in modo civile e rispettoso e non abbandonare rifiuti ovunque, se anche non vi fossero cestini, la spazzatura che si è prodotta la si può sempre riportare con sé, non costa una gran fatica, si tratta di prendersi cura dei propri luoghi e di evitare incidenti, con questo caldo i rifiuti abbandonati potrebbero dar vita ad incendi.
Abbiamo inviato una nota alla Regione Campania e all’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari affinché possano prendere atto del problema e provvedere ad organizzare un sistema di controlli e vigilanza a tutela dell’area attrezzata, ed inoltre necessario provvedere ad organizzare degli interventi di pulizia continui e programmati.”

Castellammare, supporto legale, tirocini e formazione per le famiglie indigenti

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Castellammare, supporto legale, tirocini e formazione per le famiglie indigenti: apre il Centro Stabia per l’Inclusione Attiva

Supporto legale e psicologico, tirocini e formazione per famiglie indigenti – Il Centro Stabia per l’Inclusione Attiva ha aperto i battenti nella sede comunale dell’ex Pretura, per suggellare il progetto Itia (Intese Territoriali per l’Inclusione Attiva) che ha visto il Comune di Castellammare di Stabia e i servizi sociali tra i 29 beneficiari del finanziamento della regione Campania, per una cifra pari a 840mila euro, con il coinvolgimento di enti del terzo settore, istituti scolastici, associazioni di categoria e altri enti per la realizzazione di servizi di supporto alle famiglie, percorsi di empowerment e tirocini di inclusione sociale. Ad annunciarlo è stato il sindaco della città delle Acque, Gaetano Cimmino.

“L’Itia – spiega il primo cittadino – ci consentirà di assicurare un supporto psicologico e legale alle famiglie indigenti, unitamente all’accompagnamento alle misure di sostegno al reddito, ma anche e soprattutto fornire strumenti utili al reintegro nel ciclo produttivo per chi stenta a tirare avanti e a garantire sostentamento ai propri figli”.

Fino al 17 luglio le famiglie in condizioni di disagio economico potranno aderire alle tre azioni previste dall’Itia partecipando agli avvisi pubblici attualmente in corso e visibili sul sito istituzionale dell’ente al seguente indirizzo:  https://www.comune.castellammare-di-stabia.napoli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1729%3Apolitiche-sociali&catid=49%3Aservizi

Castellammare, Cimmino omaggia le maestranze stabiesi in prima linea contro il Covid

 

Trapani, punto aggiuntivo di penalizzazione. Juve Stabia a +5

Trapani, punto aggiuntivo di penalizzazione. Juve Stabia a +5. Le Vespe di guadagnano un punto dalla zona retrocessione diretta

Trapani, punto aggiuntivo di penalizzazione. Juve Stabia a +5

 

Per effetto della sentenza emessa oggi pomeriggio dalla Corte Federale d’Appello che ha accolto il ricorso del Procuratore Federale in merito al mancato pagamento della mensilità di febbraio 2020 da parte del Trapani ad alcuni suoi tesserati entro il 16 marzo 2020, oggi i punti di penalizzazione per la società siciliana passano da uno a due.

I playout si allontanano ulteriormente quindi per il Trapani e in particolare la Juve Stabia si porta a 5 punti dalla zona retrocessione diretta.

Di seguito il dispositivo integrale della Corte d’Appello Federale.

“La Corte Federale d’Appello, composta da: Mario Luigi Torsello, Presidente G. Paolo Cirillo, Componente Mauro Mazzoni, Componente Carlo Sica, Componente Maurizio Fumo, Componente (relatore) Giuseppe Catalano, Componente aggiunto Bruno Di Pietro, Componente aggiunto ha pronunciato nella riunione fissata il 7 luglio 2020, tenutasi tramite videoconferenza, a seguito dei reclami n. 133 proposto dal PROCURATORE FEDERALE in data 19.06.2020, n. 137 proposto dalla società COSENZA CALCIO S.R.L. in data 24.06.2020, n. 139 proposto dalla società TRAPANI CALCIO SRL in data 24.06.2020, n. 140 proposto dalla Dr.ssa PRETTI MONICA in data 24.06.2020 e n. 141 proposto dal Dr. PACE GIUSEPPE in data 24.06.2020 il seguente DISPOSITIVO. 

La Corte Federale d’Appello (Sezioni Unite), riuniti preliminarmente i reclami nn. 133, 137, 139, 140 e 14, definitivamente pronunciando sugli stessi, così dispone: – accoglie il reclamo n. 133 proposto dal Procuratore Federale e, per l’effetto, annulla la decisione impugnata ed infligge alla società Trapani Calcio Srl la sanzione della penalizzazione di punti 2 in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva; – dichiara inammissibile il reclamo n.137 proposto dalla società Cosenza Calcio Srl; – respinge il reclamo n. 139 proposto dalla società Trapani Calcio Srl; – respinge il reclamo n. 140 proposto dalla dr.ssa Pretti Monica; – respinge il reclamo n. 141 proposto dal dr. Pace Giuseppe.

Dispone la comunicazione alle parti con PEC. IL RELATORE f.to Maurizio Fumo Depositato in Roma il 7 luglio 2020 IL SEGRETARIO f.to Fabio Pesce IL PRESIDENTE f.to Mario Luigi Torsello Dispositivo n. 093/CFA 2019/2020 REG. Reclami nn.133-137-139-140-141/CFA 2019/2020″. 

 

a cura di Natale Giusti

 

Misura cautelare nei confronti di 6 residenti in Aversa (CE)

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Misura cautelare in carcere per un 56enne, arresti domiciliari per 2 di anni 53 e 26, obbligo di dimora per altri 3 di anni 33, 31 e 23

Misura cautelare nei confronti di 6 residenti in Aversa (CE)

Nella mattinata odierna, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, personale del Commissariato PS di Aversa (Ce) ha dato  esecuzione ad un’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di una persona di anni 56, degli arresti domiciliari nei confronti di 2 persone di anni 53 e 26, e dell’obbligo di dimora nei conti di 3 persone di anni 33, 31 e 23, tutti residenti in Aversa (Ce), per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente, porto e detenzioni di arma clandestina, cartucce e munizioni, nonché per ricettazione di armi.

Le indagini – condotte dal personale del Commissariato di Aversa con l’ausilio delle intercettazioni ambientali e telefoniche, di servizi di osservazione e pedinamento nonché informazioni rese da persone informate sui fatti – hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati che, secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, avevano organizzato presso l’abitazione del 56enne una piazza di spaccio con ruoli e compiti definiti.

Nel corso delle attività investigative è emerso che gli indagati detenevano illegalmente armi, munizioni e cartucce risultate provento di furto e sottoposte a sequestro

Vincenza Lourdes Varone

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Sorrento, tenta di truffare un’anziana: falso corriere arrestato

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Sorrento, tenta di truffare un’anziana: falso corriere arrestato 

Sorrento, si finge corriere per truffare un’anziana. Carabinieri arrestano donna napoletana

Sorrento, tenta truffa ad un’anziana. In data odierna i Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di una donna di Napoli, gravemente indiziata di aver perpetrato una truffa aggravata nei confronti di un’anziana signora di Piano di Sorrento.

La vittima, secondo quanto emerso dalle indagini effettuate dai Carabinieri della Stazione di Piano di Sorrento e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, sarebbe stata raggirata dalla donna, che si era presentata quale “corriere” per la consegna di un pacco destinato al nipote.

L’attività Investigativa svolta, arricchita dal riconoscimento fotografico operato dall’anziana vittima, ha consentito la raccolta di gravi indizi di colpevolezza a carico della attuale indagata, giungendo ad un’accurata ricostruzione dei fatti, dai quali è emerso che la predetta è riuscita ad interagire con la vittima, predisponendo, con l’ausilio di un complice allo stato non identificato, una elaborata messinscena, grazie alla quale, traendo in inganno la persona offesa, induceva quest’ultima a consegnarle del denaro contante e diversi monili in oro con il pretesto di aiutare il giovane nipote in difficoltà.

La donna destinataria del provvedimento cautelare risulta già sottoposta, per analogo reato, alla misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nel Comune di Napoli e dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria presso il Commissariato di P.S. San Carlo Arena.

Torre del Greco, donna beccata con 16kg di droga in Corso V. Emanuele

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Torre del Greco, donna beccata con 16kg di droga in Corso V. Emanuele

Torre del Greco, contrasto allo spaccio di stupefacenti: sequestrati oltre 16 kg di hashish.

Torre del Greco, donna beccata con la droga in pieno centro. Nello specifico ecco quanto si legge in una nota ufficiale delle forze dell’ordine, a noi inviata: 

”Ieri pomeriggio gli agenti dei Commissariati San Giovanni-Barra e di Torre del Greco, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno fermato in corso Vittorio Emanuele a Torre del Greco una donna a bordo di un’auto in cui hanno rinvenuto 10 panetti di hashish per un peso complessivo di oltre 10 kg e la somma di 1000 euro.

Anna Maria Farese, 35enne torrese con precedenti di polizia, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nello stesso pomeriggio i poliziotti del Commissariato San Giovanni-Barra e della Sottosezione Polizia Stradale di Angri hanno controllato sull’autostrada A3, all’altezza di Pompei, un’auto con a bordo una donna in compagnia del figlio minore, che è stata trovata in possesso di oltre 6 kg di hashish custoditi in una borsa termica.

La donna, una 43enne di Salerno, è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.”

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STABIA DELLE DUE SICILIE: Un viaggio tra profumi e sapori del Sud Italia

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La ritrovata voglia di stare insieme celebrata attraverso il connubio di sapori della cucina napoletana con quella siciliana, un viaggio tra le eccellenze del Sud Italia, una vera e propria esperienza sensoriale questa è Stabia delle due Sicilie.

Stabia delle due Sicilie

a cura dello Chef Rino De Feo

Venerdì 10 Luglio 2020, ore 20:00

Rino De Feo, lo Chef  Matto, torna a deliziarci con creazioni ideate appositamente per Zembrì – Ristorante e Pizzeria – Castellammare di Stabia (NA), una serata che si prospetta essere una vera e propria esplosione di sapori.

Stabia delle due Sicilie Venerdì 10 Luglio 2020, ore 20:00 presso Zembrì – Ristorante e Pizzeria  –  Corso G.Garibaldi n.10 – Castellammare di Stabia (NA)

Per info e prenotazioni: 081.870 05 49 – 338.28 38 548

Menu

Entree
Montanarina, con crema di pistacchio e bottarga di Ricciola

Antipasto
Caponatina con gambero di Mazara del Vallo, stracciatella, soffiato di riso al pistacchio, pomodorino ciliegino secco e zabaione di uova di sgombro

Primo 

Raviolo “Stabiese” di pasta cotta alla ventresca di tonno e la sua bottarga, su acqua di fior di latte alla mandorla, capperi di salina e zest di limone

Secondo
Millefoglie di Polpo e Baccalà al garum di tonno, chips di melanzane e salsa agli agrumi

Dolce
La Pastiera delle Due Sicilie

2 ex Presidenti della Regione Sicilia e 12 assessori, condannati

La Corte dei Conti ha condannato due presidenti siciliani e 12 assessori, ritenendo illecita la nomina di un direttore generale.

I Giudici della Corte dei Conti, presieduti da Giuseppa Cernigliaro, hanno condannato due ex governatori della Sicilia, Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta, e 12 ex assessori delle loro giunte a risarcire le casse della Regione per la nomina e la riconferma di Patrizia Monterosso a direttore generale dell’Ente, poiché ritenuta ‘illecita’.

La Procura della Corte dei Conti aveva citato in giudizio i predetti presidenti e assessori chiedendo il pagamento di 893.942 euro.

Il Procuratore regionale della Corte dei conti, Gianluca Albo, ha disposto la citazione in giudizio per i due presidenti e i 12 assessori: Insieme a Lombardo gli ex assessori Alessandro Arico’, Accursio Gallo, Beppe Spampinato, Daniele Tranchida, Amleto Trigilio, Marco Venturi; con Crocetta anche Mariella Lo Bello, Vania Contrafatto, Giovanni Pistorio, Bruno Marziano, Baldo Gucciardi e Luisa Lantieri.

Parte della richiesta è andata in prescrizione circa 576 mila euro.

Alla fine per Lombardo dovrà risarcire 52 mila euro, mentre Crocetta 106 mila euro.

Gli ex assessori della Giunta Lombardo (Arico’, Gallo, Spampinato, Tranchida, Trigilio e Venturi) dovranno pagare a testa 8 mila e 600 mila euro.

Gli ex assessori di Crocetta (Lo Bello, Contrafatto, Pistorio, Marziano, Gucciardi e Lantieri) 17.750 euro ciascuno.

Il procedimento aveva avuto origine da “varie segnalazioni” e soprattutto da una “articolata denuncia” del Dirsi, il sindacato dei dirigenti regionali. Nell’atto di citazione il procuratore Albo ha argomentato “l’evidente fondatezza” dell’esposto, “agevolmente constatabile da una serena lettura della normativa di riferimento”. Ovvero la “legge Brunetta” (che vincola la nomina di un soggetto esterno alla Pubblica amministrazione all’assenza di ‘professionalita’ equivalenti’ nei ruoli interni), della quale le Giunte di Lombardo e di Crocetta avrebbero operato una “rimozione”.

Nel frattempo a dicembre 2017, Patrizia Monterosso è stata nominata dalla Giunta del Presidente Regionale siciliano Nello Musumeci di centrodestra, direttore della Fondazione Federico II, il braccio culturale della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, il cui Presidente è Gianfranco Micciché, commissario di Forza Italia in Sicilia.

All’epoca il vicepresidente della Regione Siciliana Giancarlo Cancelleri del Movimento Cinque Stelle, in atto vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, criticò fortemente quella nomina “Riesce perfino difficile trovare un aggettivo per fotografare ad hoc questa nuova manovra di bassissimo profilo. La Monterosso praticamente esce dalla porta per rientrare dalla finestra, quando buon senso avrebbe imposto il suo allontanamento definitivo da qualsiasi poltrona collegata direttamente o indirettamente alla Regione. Proprio nei giorni scorsi il procuratore della Corte dei Conti Albo ha chiesto alle giunte Lombardo e Crocetta un risarcimento di quasi un milione di euro per la nomina dell’ex segretario”.

“Senza contare che la Monterosso è stata pure condannata, sempre dalla Magistratura contabile, ad un risarcimento di quasi un milione e 300 mila euro per la questione degli extrabudget della formazione professionale – sottolineava Cancelleri – e che sempre per questa questione è imputata per peculato con una richiesta di condanna a quattro anni”.

“La cosa gravissima – concludeva Cancelleri – è che questa nomina è avvenuta con l’avallo di Musumeci. Quando abbiamo chiesto spiegazioni a Miccichè, infatti, lui ci ha risposto che l’operazione è stata concordata col Presidente della Regione, cioè con colui che in campagna elettorale aveva detto chiaramente che avrebbe allontanato la Monterosso. Se questo significava soltanto spostarla di poltrona avrebbe dovuto specificarlo ai siciliani cui ha chiesto il voto e che ancora una volta sono stati vergognosamente ingannati”.

Arrestate 51 persone ritenute contigue al clan de “La Vanella Grassi”

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NAPOLI, SCAMPIA, SECONDIGLIANO E SAN PIETRO A PATIERNO: Arrestate 51 persone (vedi i nominativi) ritenute contigue al clan de “La Vanella Grassi” (Aggiornamento del lancio di questa mattina) – VIDEO

Arrestate 51 persone ritenute contigue al clan de “La Vanella Grassi”

In data odierna, in una vasta operazione congiunta, il Commissariato di P.S. di Scampia con la Squadra Mobile della Questura di Napoli ed i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di cinquantuno persone indagate, a vario titolo, per i delitti di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, per numerosi episodi di spaccio, di estorsione aggravata e per porto e detenzione di armi.

I provvedimenti scaturiscono da complesse indagini coordinate da questa DDA sul clan camorristico denominato “VINELLA GRASSI”, storicamente attivo nell’area nord di Napoli, dapprima satellite dei DI LAURO e poi confluito nel cartello scissionista degli AMATO PAGANO, sino a diventare potente consorteria autonoma dopo la sanguinosa faida del 2012-13 che ne ha segnato la vittoriosa contrapposizione agli ABETE ABBINANTE.

In base alle investigazioni, che coprono il periodo che va dal 2016 a tutt’oggi e che si sono sviluppate mediante un’intensa attività investigativa di tipo tecnico, con numerosi riscontri e priva di significativi apporti dichiarativi, l’organizzazione camorristica “VINELLA GRASSI”, da consorteria unitaria si è successivamente articolata in gruppi separati sia pure confederati tra loro, tutti sottoposti al potere direttivo di PETRICCIONE SALVATORE, il fondatore del clan il quale, sia pure da detenuto, era in grado di far pervenire all’esterno gli ordini essenziali al funzionamento dell’organizzazione criminale attraverso i soggetti che si recavano a colloquio in carcere.

Il primo gruppo è quello dei GRIMALDI, operativi sull’area di San Pietro a Patierno;

il secondo gruppo è quello degli ANGRISANO, insediati nella zona di Scampia. Ad esso si riconnettono alcuni soggetti ancora attivi nell’area di Secondigliano intorno alla Vanella Grassi, ossia l’intreccio di viuzze in cui il clan è nato.

Si è potuto accertare che, nel corso del tempo, i rapporti tra questi gruppi eterogenei hanno vissuto momenti di fibrillazione, Il principale – se non unico – interesse che li tiene uniti è infatti costituito dall’acquisto di ingenti quantitativi di stupefacente e la loro distribuzione attraverso il duplice sistema della vendita all’ingrosso (c.d. passaggi di mano) e la cessione al dettaglio della droga attraverso il sistema delle piazze di spaccio.

Invero, la capacità di intimidazione delle bande in questione è direttamente riconducibile al fatto che essi si presentano sia ai clan che operano nell’area nord del capoluogo, sia ai commercianti che taglieggiano come ‘i compagni della Vinella’.

In questo modo, PETRICCIONE SALVATORE è il possessore di un vero e proprio ‘brand criminale’ che consente ai gruppi di mantenere una fondamentale unità di intenti ed esercitare la pressione sul territorio in quanto la sua figura evoca il carattere violento e brutale che ha connotato la VINELLA GRASSI sin dalla sua nascita come gruppo di fuoco prima dei DI LAURO e poi degli AMATO PAGANO, formazione criminale quest’ultima a cui debbono da sempre l’accesso ad un canale privilegiato per l’acquisto della cocaina.

Sono stati ricostruiti nel dettaglio i canali di distribuzione dello stupefacente sino alle piazze ed i luoghi di stoccaggio, sono stati individuati i soggetti incaricati del taglio e del confezionamento delle dosi. Si è inoltre accertato che le piazze di spaccio nei territori controllati dalla Vinella sono state ricostituite operando nelle consuete forme di distribuzione al minuto, proseguendo senza interruzione anche nel periodo di lock-down.

Sono stati raccolti elementi in ordine a numerosi episodi di natura estorsiva, esercitata in danno di commercianti di San Pietro a Patierno e di altre zone su cui il clan esercita la propria influenza (Scampia e Secondigliano).

E’ risultato, inoltre, che i titolari delle bancarelle del mercatino ambulante che si tiene settimanalmente nei pressi della villa comunale di Scampia, oltre 120, dovevano regolarmente versare all’organizzazione una somma a titolo di tangente.
Il controllo sul territorio e su ogni forma di produzione di ricchezza è stato così pervasivo che l’organizzazione criminale da un lato, avanzava richieste estorsive anche ai pusher della droga venduta ‘fuori sistema’ e, dall’altro, progettava rapine all’Ufficio Postale di San Pietro a P. ed al deposito dell’area commerciale di Calata Capodichino.

GENERALITÀ DEI SOGGETTI DESTINATARI DEL PROVVEDIMENTO:

1. ALIOTTA Lucia 03.11.1982;
2. AMODIO Anna Maria 26.11.1964;
3. ANGRISANO Alessio 19.08.1997;
4. ANGRISANO Angelo 22.05.1988;
5. ANSIOSO Alfonso 24.10.1978;
6. AURIOLA Pasquale 25.10.1996;
7. BORRIELLO Giovanni 15.04.1982;
8. BURZIO Luigi 07.05.1972;
9. CAPOLUONGO Antonio 12.01.1980;
10. CAPUOZZO Vittorio 22.08.1991;
11. CARELLA Vincenzo 22.12.1995;
12. CARRIOLA Patrizia 28.01.1964;
13. CASABURI Carmine 19.07.1997;
14. CASTRO Pietro 02.02.2000;
15. COSTAGLIOLA Mario 13.10.1997;
16. CRISCUOLO Salvatore 11.11.1981;
17. CRISTILLI Antonio 12.10.1994;
18. D’ALESSIO Benito 12.08.1991;
19. DE MASO Nicola 22.09.1971;
20. DEL PIANO Pietro 30.12.1988;
21. DI NATALE Luigi 24.06.1977;
22. ESPOSITO Giuseppe 01.11.1996;
23. FORTE Francesco 24.06.1990;
24. GIGLIO Vincenzo 23.02.1977;
25. GRIMALDI Nico 03.10.1995;
26. GRIMALDI Vincenzo 10.01.1988;
27. GUARINO Antonio 20.10.1982;
28. IMPROTA Eduardo 07.08.1958;
29. IPPOLITO Umberto 28.04.1986;
30. LAMONICA Salvatore 03.08.1978;
31. MOSTARDINI Isidoro 04.09.1990;
32. PAONE Raffaele 12.09.1984;
33. PECORELLI Nunzio 03.01.1993;
34. PETRICCIONE Salvatore 01.05.1970;
35. POCCI Gaetano 08.08.1992;
36. RAPILLO Giuseppe 04.08.1993;
37. ROMANO Gennaro 13.02.1992;
38. ROMEO Luigi 20.01.1978;
39. RICCI Carmine 07.05.1997;
40. RUSSO Alberto 22.10.1965;
41. SAGGESE Antonio 01.01.2000;
42. SCARPELLINI Giuseppe 19.01.1974;
43. SPERA Vincenzo 10.07.1978
44. STRAZZULLI Giovanni 26.10.1995;
45. TORINO Gennaro 01.10.1991;
46. BOTTIGLIERI Ciro, 06.04.1979
47. GUIDI Ciro, 01.05.78
48. PAPPAGALLO Luigi, 28.05.97
49. D’AMBROSIO Alessio Francesco, 24.07.98
50. MINCIONE Emanuele, 26.10.95
51. PARZIALE PASQUALE, 16.04.1991

Stéphanie Esposito

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Esclusiva – Iezzo:”Napoli, non vendere i big! L’anno prossimo si possono fare grandi cose”

Iezzo:”Barcellona? Serve una partita storica”

Esclusiva – Iezzo:”Napoli, non vendere i big! L’anno prossimo si possono fare grandi cose”

Gennaro Iezzo, ex portiere del  Napoli, ha rilasciato un’intervista telefonica a Vivicentro. Ecco le sue dichiarazioni:

 

Il Napoli viene dalla vittoria contro la Roma,gli azzurri ti hanno convinto?

“Domenica la partita è stata divertente. Entrambe le squadre hanno giocato bene, a viso aperto; ma alla fine gli azzurri hanno fatto qualcosa in più e portato a casa la vittoria meritatamente . “

 

Viste le differenze tra gli azzurri di Ancelotti e quelli di Gattuso: dov’è che il tecnico calabrese ha migliorato il Napoli?

“Non possiamo dire nulla ad Ancelotti per quello che ha vinto, però per quel che ha dimostrato a Napoli non ha fatto un grandissimo lavoro. Gattuso è stato bravo a portare un po’ di mentalità,  soprattutto dal punto di vista del gioco: parliamo sempre di un allenatore giovane che ha voglia di dimostrare quindi è normale che ci sia un po’ più di applicazione.  Anche dal punto di vista tattico è un allenatore che sa il fatto suo.”

 

La sua idea era quella di giocare col 4-3-3, e il mercato con l’acquisto di Demme, e poi di Lobotka l’ha aiutato…

“Secondo me quello che ha stravolto un po’ le cose è stato Ancelotti; nonostante la partenza di Jorginho, questa squadra è disegnata per giocare il 4-3-3. Ancelotti ha cambiato tanto e molte cose non sono andate come dovevano.  Poi Gattuso è stato pure bravo a portare motivazioni e un’organizzazione tattica che fa la differenza.  Il suo Milan è un esempio: dopo il Napoli di Sarri, era il team che giocava il calcio più bello in Italia.”

 

Quest’anno è andato un po’ così, ma quali possono essere gli obiettivi del Napoli l’anno prossimo?

“Il Napoli parte da una base importante, o meglio, speriamo parta da una base importante: bisogna trattenere i giocatori più bravi che ha, con Mertens già ci è riuscito.  Ora non resta che capire cosa accadrà con Allan e Koulibaly. Se tu trattieni questi giocatori e sul mercato fai qualche acquisto mirato, credo che gli azzurri, lavorando con Gattuso dall’inizio e avendo un’idea tattica,  possano fare un grande campionato. Inoltre la possibilità che nella fase a gironi d’Europa League il Napoli  possa  trovare terreno fertile, può essere senza dubbio un vantaggio.”

 

Toccando il tema mercato, l’anno prossimo si parla di diverse partenze: Milik,Allan, ma l’addio sicuro è quello di Callejon; quanto perde il Napoli?

“Dispiace per il  suo addio, perché José è uno di quei giocatori che tatticamente sono di grandissimo livello: sa far bene la fase difensiva e la fase offensiva. È un fenomeno negli inserimenti: un giocatore del genere non è facile da trovare. Però non penso  che Politano sia il suo sostituto naturale. “

 

Under è l’uomo giusto o meglio Bernardeschi in un ipotetico scambio con Milik?

“Parliamo di due giocatori forti, quindi il Napoli su chiunque punta cade bene. Senza dubbio, con una non qualificazione alla Champions League, gli azzurri perderanno qualcosa e non credo che poi possano spendere tutti questi soldi per prendere Under. Invece con Bernardeschi in cambio dai Milik che abbiamo capito non avrà spazio in questo Napoli. Inoltre prendere un giocatore come Bernardeschi potrebbe darti un’opzione in più anche se non è Callejon. Preferisce più giocare la palla, meno negli inserimenti però è un giocatore che tatticamente potrebbe diventare un grandissimo calciatore.”

 

La stagione non è ancora finita, anche se sulla carta il Napoli non ha più niente da chiedere al campionato; come si fa a spronare i giocatori e farli restare focalizzati sulle restanti 8 partite, senza pensare al Barcellona?

“Io penso che i giocatori quando entrano in campo vogliono fare bene. La testa senza dubbio pensa al Camp Nou, però dice bene Gattuso, ci sono altre partite di campionato che sicuramente ti possono dare una mano nel preparare la sfida  contro il Barcellona, perché puoi sperimentare. Anche se il Napoli oramai è qualificato in Europa League e non ha più nulla da chiedere al campionato.”

 

Parlando del Barcellona, che possibilità dai al Napoli?

“Per portare a casa la qualificazione devi fare una  partita storica. Però il Barcellona visto nelle fasi finali negli ultimi anni della Champions è sempre stata una squadra molto distratta, lì gli azzurri ne devono approfittare.  Se il Napoli scenderà in campo con personalità, senza paura, può giocarsi le sue carte. Perché poi, una volta passato il turno, diventa una lotteria essendo tutte partite secche”

 

Questo rende la Champions più spettacolare?

“La Coppa con questa modalità può essere assegnata a chiunque; ora non ci sono più favorite: ed è più bello così.”

Gazzetta – Napoli, la probabile formazione contro il Genoa: torna Mertens davanti

Le probabili scelte di Gattuso

Gazzetta – Napoli, la probabile formazione contro il Genoa: torna Mertens davanti

“Non bisogna fare figuracce”. Rino Gattuso lancia l’allarme, non vuole cali di concentrazione. Gli azzurri giocheranno domani, alle  19:30 contro il Genoa. Secondo la Gazzetta dello Sport, l’allenatore azzurro sarebbe anche intenzionato a schierare un nuovo tridente, formato da Lozano Mertens e Politano. A tal proposito, ecco quanto riportato dal quotidiano:

 

“Il 4-3-3 di Gattuso vedrà assenti gli squalificati Demme e Koulibaly, sostituiti da Lobotka e Manolas. In porta confermato Meret, con Ospina ancora out, mentre in difesa possibile panchina per Di Lorenzo e quartetto composto da Hysaj-Manolas-Maksimovic-Mario Rui. Confermate le mezze ali Fabian e Zielinski, in attacco possibile nuovo tridente con Politano e Lozano ai lati di Mertens. Tanti i ballottaggi: Hysaj,Politano, Zielinski e Lozano sono dati in vantaggio su Di Lorenzo, Callejon, Elmas e Insigne.”

CorSport – Napoli, tutto fatto per il rinnovo di Zielinski. Dubbi su quello di Maksimovic e Hysaj

Gli azzurri sperano di mantenere più giocatori possibili

CorSport – Napoli, tutto fatto per il rinnovo di Zielinski. Dubbi su quello di Maksimovic e Hysaj

Il Napoli pensa ai giocatori da acquistare, ma anche a quelli da tenere. Uno di questi è Piotr Zielinski che ha trovato l’accordo coi partenopei per allungare il suo contratto. Diversa la situazione per quanto riguarda Hysaj e Maksimovic, con i quali non c’è ancora la fumata bianca. A tal proposito, ecco quanto riportato dal Corriere dello Sport sull’argomento:

 

“Quello del centrocampista polacco Piotr Zielinski ormai dovrà essere soltanto annunciato; per quello relativo al difensore centrare serbo Nikola Maksimovic, il discorso è avviato da un po’; per quanto Elseid Hysaj, il giocatore che il Napoli vorrebbe trattenere, in questi giorni sta riflettendo seriamente sul proprio futuro”

 

Quota critica del Bitcoin e previsioni positive per i prossimi anni

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Solamente pochi giorni fa, sul mercato delle criptovalute, c’è stato qualcosa che ha impressionato un po’ tutti gli investitori, ovvero, il prezzo del Bitcoin è riuscito a raggiungere il muro dei 9800 dollari, mentre l’oro digitale pare stia facendo una fatica incredibile anche solamente a restare al di sopra della soglia dei 9000 dollari.

I livelli di supporto cruciale del BTC

È chiaro che, ad un punto del genere, il livello di supporto cruciale, quantomeno quello a breve termine, arrivando a 8900-9000 dollari per il Bitcoin, secondo quanto è stato riportato dalle ultime indiscrezioni. Facendo un passo indietro nel tempo, l’ultima volta che questa tendenza molto importante per il BTC ha subito un brusco stop è avvenuta nel corso della seconda settimana dello scorso mese di marzo, quando quello che viene definito “oro digitale” è passato da quota 8000 dollari a quota 3600 dollari in pochissimi giorni.

È chiaro che, nel caso in cui si dovessero rompere gli argini che si attestano tra 8900 e 9000 dollari, il BTC dovrebbe necessariamente affrontare il test legato a quota 8650 dollari, per poi affrontare quello a quota 8400 e poi 8300 dollari, che sono due livelli che rivestono un’importanza notevole, dal momento che sono proprio quelli dove scorrono le medie mobili, rispettivamente a 200 e 100 giorni. Sta facendo qualche passo in avanti, invece, la prima e importante zona di resistenza per il BTC, che si trova sui 9200 dollari, con il livello chiave che è stato stabilito pari a 9400 dollari.

Sondaggi e previsioni future sul Bitcoin

Per tutti coloro che sono soliti fare trading su Bitcoin, è importante mettere in evidenza come il trend al rialzo sul lungo periodo legato al Bitcoin è attualmente in forte dubbio, dal momento che lo scenario atteso potrebbe pure sconfessare il modello ascendente che ebbe inizio cinque anni fa. Per i prossimi anni, permane comunque un certo ottimismo circa il mercato delle criptovalute. Secondo altri esperti, facendo riferimento ad un sondaggio che ha messo in evidenza come sia previsto, per la fine del prossimo anno che i prezzi del BTC rimarrà più basso in confronto al muro dei 55 mila dollari.  Una percentuale che crede in tale previsione che arriva fino al 42,5%, rispetto al 22,9% dei partecipanti che sono convinti come il prezzo di Bitcoin aumenterà fino alla soglia di 100 mila dollari.

Un sondaggio che mette in evidenza come non si nutra molta speranza in merito al modello Stock to Flow che, in realtà, si può considerare come un piano B, ma che porta il Bitcoin a dei prezzi molto alti nel corso dei prossimi anni. Nello specifico, questo modello va a confrontare il BTC con delle risorse chiaramente molto scarse, come ad esempio è il caso dell’oro fisico. Dal momento che il quantitativo di token che vengono estratti subisce un taglio del 50% ogni quadriennio, è importante mettere in evidenza come il rapporto tra stock e flow si alza in misura progressiva sempre di più. Tutto questo dovrebbe portare il Bitcoin, esattamente come l’oro, molto più prezioso man mano che passano gli anni.

Chiaramente sembra ancora prematuro per affermare che il Bitcoin resterà sicuramente sotto la soglia dei 55 mila dollari nel prossimo anno, ma in realtà la vera e propria notizia è rappresentata dal fatto che ci sarà un nuovo massimo storico, che verrà toccato entro il termine del 2021. Diversi analisti sono convinti che un nuovo picco storico possa essere raggiunto anche prima, magari proprio per la fine di quest’anno, ma sono ancora tutte ipotesi troppo aleatorie. Un dirigente di Kraken, però, l’ha voluta sparare grossa e si è preso un bel rischio: infatti, Dan Held, Hed of Business di Kraken, ha previsto come, nei prossimi anni, la capitalizzazione di Bitcoin sarà compresa tra 5000 e 100 mila miliardi di dollari.