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Juve Stabia, i convocati di mister Padalino per la gara col Catania

Juve Stabia, i convocati di mister Padalino per la gara col Catania. Indisponibili Bentivegna, Lia (operato oggi), Orlando e Russo

Juve Stabia, i convocati di mister Padalino per la gara col Catania

 

Diramata la lista dei convocati di mister Padalino per la gara che domani sera a Lentini opporrà le Vespe al Catania di mister Raffaele alle ore 18:30. La gara è valida per la terza giornata di campionato del Girone C di Lega Pro 2020-2021. Ex di lusso tra le fila degli etnei il difensore centrale Denis Tonucci che l’anno scorso ha fatto parte della squadra che sciaguratamente è stata retrocessa in Serie C dopo un solo anno di permanenza in cadetteria.

Indisponibili tra le fila delle Vespe i soli Lia (operato oggi), Bentivegna, Orlando e Russo.

Di seguito il comunicato con la lista integrale dei convocati delle Vespe di mister Padalino.

“Al termine della seduta di allenamento di questa mattina, il tecnico Pasquale Padalino ha reso nota la lista dei 22 calciatori convocati per il match Catania-Juve Stabia, valevole per la 3a giornata del campionato di Lega Pro, in programma domani, mercoledì 7 ottobre 2020, con inizio alle ore 18:30 presso la Sicula Trasporti Stadium – Stadio Angelino Nobile di Lentini.

Portieri: Lazzari, Maresca, Tomei.

Difensori: Allievi, Codromaz, Garattoni, Mulè, Oliva, Rizzo, Troest.

Centrocampisti: Berardocco, Bovo, Fantacci, Guarracino, Mastalli, Scaccabarozzi, Vallocchia, Volpicelli.

Attaccanti: Bubas, Cernigoi, Golfo, Romero.

Indisponibili: Bentivegna, Lia, Orlando, Russo.

Squalificati: nessuno

S.S. Juve Stabia”. 

 

a cura di Natale Giusti 

 

Juve Stabia, Damiano Lia sottoposto a operazione. Questa la situazione

La Juve Stabia dovrà fare a meno ancora per alcune settimane di Damiano Lia, sottoposto nelle scorse ore ad intervento chirurgico

Slitta ancora l’esordio con la maglia della Juve Stabia di Damiano Lia. Il terzino siciliano lo scorso anno non è riuscito a dare il suo contributo alla causa stabiese, tanto da passare a gennaio in prestito alla Sicula Leonzio. Nonostante le premesse diverse di questa stagione, con Lia elemento su cui Padalino pare voler puntare, il calciatore ha ancora grattacapi da sbrigare. E’ stato infatti necessario per lui l’intervento chirurgico per risolvere il problema di clerosi piatto tibiale (nucleo di ossificazione) che affligeva Lia. Notizia di poche ore fa il buon esito dell’operazione, comunicata dalla Juve Stabia tramite una nota di aggiornamento. Per il numero 2 delle Vespe ancora qualche settimana di attesa prima del tanto desiderato esordio con la casacca stabiese.

Questo il comunicato del club:

Oggi abbiamo ricevuto una lieta notizia dal Dottor Carlea che ha operato il nostro Damiano Lia per sclerosi piatto tibiale (nucleo di ossificazione) con la sicurezza di rivederlo presto tra i calciatori a disposizione di mister Padalino. Lia, dopo un periodo di degenza, verrà seguito dallo staff medico gialloblù guidato dal dottor Giuseppe Del Vecchio.

Segnalazione di un nuovo tentativo di truffa tramite mail a firma INPS

L’Inps da segnalazione di un nuovo tentativo di truffa e avvisa tutti i suoi utenti di fare attenzione ad una nuova mail di phishing.

Segnalazione di un nuovo tentativo di truffa tramite mail a firma INPS

L’Inps avvisa tutti i suoi utenti di fare attenzione ad una nuova mail di phishing che utilizza il nome di INPS per ingannare il destinatario del messaggio e indurlo ad aprire un file allegato .xls contenente un agente virale.

L’oggetto dell’email, come il nome dell’allegato, può variare, per cui si invita a diffidare di tali comunicazioni, ignorando mail di cui non è possibile accertare l’origine (soprattutto quando richiedono l’apertura di un allegato o il click su un link) e a non aprire allegati dei quali non si è certi della provenienza.

Cristina Adriana Botis

Alcuni altri articoli di Cronaca presenti nei nostri archivi:

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Diamo un voto al calciomercato del Napoli

 Gattuso può ritenersi soddisfatto

Giunge al termine una delle sessioni di calciomercato più difficili degli ultimi anni. Un’ estate nella quale tutti i club hanno pensato ai propri bilanci piuttosto che cercare grandi colpi di mercato. E’ stata anche l’occasione per valutare le abilità dei direttori dei vari club, chiamati all’arduo compito di accontentare gli allenatori e di salvaguardare i bilanci. In quest’ottica il direttore Giuntoli può essere sicuramente considerato tra gli “alunni” più meritevoli della Serie A.

Mercato cominciato già nella sessione invernale

La società azzurra si appresta quest’ anno ad iniziare un nuovo ciclo insieme a mister Gattuso dopo i primi mesi dello scorso campionato.  Nel mese di gennaio erano arrivati a Napoli da subito Demme, Lobotka e Politano, giocatori di grande affidabilità sui quali il mister punta molto. Erano stati acquistati inoltre Petagna dalla Spal e Rrahmani dal Verona, ma lasciati in prestito nelle rispettive squadre per permettere loro di giocare con continuità. Petagna arriva a Napoli dopo 2 stagioni alla Spal nelle quali ha siglato 28 reti, mentre il difensore kosovaro è reduce dalla strepitosa stagione del Verona di Juric. Entrambi partono dietro nelle gerarchie, ma con la fame e la voglia di contribuire alla causa azzurra.

I grandi colpi arrivano in estate

Il colpo più importante della società azzurra è stato sicuramente Victor Osimhen.  Si tratta di un calciatore importante per il presente e per il futuro della società partenopea e il primo impatto con il campionato fa ben sperare la piazza azzurra. Il nigeriano è stato una specifica richiesta del mister che vede in lui il centravanti moderno perfetto, tanto da convincere il presidente Adl a spendere 70 mln per il suo cartellino. Dopo la cessione di Allan il Napoli era alla ricerca di un sostituto del brasiliano, mastino del centrocampo napoletano nelle ultime 5 stagioni. Il sostituto è arrivato solo nell’ultimo giorno di mercato, ma anche questa volta il mister è stato accontentato. Bakayoko arriva a Napoli dal Chelsea con la formula del prestito secco grazie ai buoni rapporti instaurati tra gli azzurri e i londinesi dopo l’affare Jorginho.

Il colpo inaspettato

La sessione estiva era cominciata con una certezza nell’ambiente azzurro: la dolorosissima partenza di Kalidou Koulibaly. Il centrale senegalese era una richiesta di Guardiola, ma De Laurentiis è stato chiaro sin da subito: KK non si muove per meno di 75 milioni. L’offerta giusta non è mai arrivata e il gigante senegalese si appresta a cominciare la sua settima stagione in maglia azzurra. Date le qualità di KK e la sua importanza nello spogliatoio, la sua permanenza a Napoli rappresenta sicuramente un colpo da 90 inaspettato.

Capitolo cessioni

Oltre che comprare, è compito di un direttore vendere bene i propri giocatori, puntando a ricavare il massimo dalle cessioni dei giocatori fuori dal progetto. Hanno lasciato Napoli Ounas, Tutino, Ciciretti, Luperto, Karnezis, Machach, Younes e Allan. Sono invece rimasti a Napoli, ma fuori dai progetti di Gattuso e della società, Llorente e Milik. Entrambi hanno ricevuto numerose proposte, dall’ Italia e dall’estero, senza trovare nessun accordo, preferendo rimanere in tribuna fino alla sessione invernale. In un mercato in cui tutti hanno avuto difficoltà a comprare giocatori, Giuntoli è riuscito comunque a trovare una collocazione a tutti gli esuberi della rosa azzurra.

Voto finale

Il mercato del Napoli merita un 8 pieno. Gli acquisti effettuati sono di livello e mirati a colmare le lacune di una rosa già molto forte. Sarebbe stato un mercato da 9 se fosse stato risolto il problema del terzino sinistro, ma sarebbe veramente ingeneroso chiedere la perfezione in un mercato del genere.

Napoli, negativi gli ultimi 2 tamponi

La società azzurra smentisce tramite un tweet la fake news che stava girando su internet riguardo la positività di Rrahmani e di un membro dello staff di Gattuso. Sono quindi risultati tutti negativi i tamponi svolti nella giornata di ieri. Il bilancio dei positivi nel Napoli rimane quindi fermo a 3: Zielinski, Elmas e un dirigente.

GdF Lecce: Operazione antimafia nel Salento, effettuate confische

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GdF Lecce: Operazione antimafia nel Salento- confisca di prevenzione ai sensi del codice antimafia, nel settore del gaming e delle slot machines.

GdF Lecce: Operazione antimafia nel Salento, effettuate confische

LECCE- Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, sono impegnati in una vasta operazione antimafia (denominata operazione “HYDRA”) nel Salento, in esecuzione di un provvedimento di confisca di prevenzione di un ingente patrimonio del valore di oltre 3,5 milioni di euro riconducibile a 3 fratelli di Racale (LE), ritenuti socialmente pericolosi in quanto contigui ai clan della Sacra Corona Unita.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo delle indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce che mette la parola fine ad un lungo iter giudiziario iniziato con un provvedimento di sequestro poi impugnato dai proposti con la conseguente temporanea restituzione dei beni.

Le complesse indagini ed i successivi approfondimenti hanno, invece, dimostrato la riconducibilità alla compagine salentina di una società a responsabilità limitata di Melissano (LE), leader nel settore del gaming e delle scommesse che, al fine di “schermare” i proventi derivanti dal loro lucroso business del gioco d’azzardo, aveva appositamente costituito una nuova impresa solo formalmente intestata ai dipendenti di un’altra azienda “di famiglia” già, per altro, colpita da una misura interdittiva antimafia della Prefettura di Lecce.

Le approfondite investigazioni della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Lecce e dei finanzieri hanno, infatti, dimostrato la totale gestione delle attività imprenditoriali da parte del gruppo criminale “racalino” che ha provato a sviare le indagini, mascherandosi dietro compiacenti prestanome, per continuare ad imporre la propria leadership nella gestione del gioco d’azzardo, massimizzando i profitti anche grazie al ricorso alla manipolazione fraudolenta e successiva distribuzione di apparecchi elettronici in grado di frodare non solo i giocatori ma anche il fisco, al quale sono stati sottratti centinaia di migliaia di euro di introiti fiscali, il c.d. PREU (prelievo erariale unico e tassazione sulle vincite).

I giudici leccesi, nel provvedimento, hanno precisato come le prove raccolte dagli investigatori siano state sufficienti a dimostrare il reimpiego nella società salentina, oggi confiscata, dei proventi illeciti ottenuti da precedenti gestioni, anch’esse finite nel mirino degli investigatori, in quanto sospettate di essere il frutto di un accordo mafioso tra imprenditori e appartenenti alla Sacra Corona Unita, in grado di garantire protezione e “penetrazione” commerciale in tutti territori gestiti dai clan, in cambio di spartizione di guadagni, assunzioni e “regalie” ai mafiosi, come ad esempio un prezioso anello in occasione delle nozze di una donna appartenente ad una delle famiglie di spicco della S.C.U. gallipolina, ma anche auto e cure mediche agli altri componenti, o denaro nel momento della scarcerazione, quando maggiormente questi ne avevano bisogno, pagamento di avvocati, ecc.. Non sono mancate, inoltre, elargizioni a “fondo perduto” per finanziare iniziative imprenditoriali delle famiglie mafiose salentine, tra cui anche l’acquisto di strutture ricettive nella zona di Gallipoli (LE), in cui la Sacra Corona Unita ha deciso di riciclare i proventi delle proprie attività delittuose.
La costituzione della nuova società, oggi confiscata – sottolineano i giudici leccesi – sarebbe avvenuta attraverso una macchinosa cessione di quote, fraudolentemente studiata a tavolino, tra i reali proprietari ed il loro prestanome, ad un prezzo talmente “vantaggioso” da essere “palesemente incongruo”, con un lunghissimo pagamento rateale, senza alcuna liquidità iniziale, secondo modalità “fuori mercato”, che non potevano avere altro fine se non quello di mascherare una cessione strumentale a nascondere i patrimoni agli eventuali accertamenti patrimoniali da parte degli organi investigativi, invece puntualmente arrivati.

Il Tribunale di Lecce, considerata la c.d. “sproporzione” tra i redditi del titolare della società – come detto mero prestanome – ed il valore della stessa, e tenuto conto che, in realtà, questa altro non era che una ditta “pulita” creata ad hoc proprio per consentire la prosecuzione delle attività illecite del gruppo criminale salentino colpito da misure interdittive e di prevenzione antimafia, ha disposto, ai sensi della medesima normativa antimafia, il sequestro e la confisca di tutte le quote societarie nonché dell’intero compendio aziendale, costituito, tra l’altro, da oltre 1500 slot machine dislocate nel centro e sud Italia, 3 conti correnti e 22 automezzi, oltre che denaro contante rinvenuto dai finanzieri per circa 384 mila euro.

 

 

 

Stéphanie Esposito Perna
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Mantova: Carabinieri denunciano minore per spaccio

Sedicenne già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Mantova per detenzione ai fini spaccio.

Mantova: Carabinieri denunciano minore per spaccio

MANTOVA- I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Mantova hanno denunciato un sedicenne, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione ai fini spaccio.

Nell’ambito dei controlli di prevenzione e contrasto alla criminalità, nella serata di ieri, i militari del pronto intervento 112, nel transitare in Piazzale di Porta Giulia hanno notato due persone a piedi che, alla vista dei militari, cercavano di defilarsi in una zona poco illuminata sperando di passare inosservati.

Ma considerate le circostanze sospette di tempo, luogo e atteggiamento i Carabinieri hanno deciso di bloccare e perquisire i due, un maggiorenne ed un minorenne con piccoli precedenti di Polizia.

Proprio addosso a quest’ultimo i militari hanno rinvenuto, all’interno del giubbotto indossato, un pezzo di hashish di quasi trenta grammi e due stecchette, della stessa sostanza, pronte per essere cedute, nonché soldi in contanti per complessivi 246 euro in banconote di piccolo taglio e monete.

Il ragazzo pertanto, dopo essere stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Brescia, è stato affidato ai genitori nel frangente convocati in Caserma.

Il fatto che un sedicenne fosse già noto alle Forze dell’Ordine da tempo, rende chiara l’idea

Stéphanie Esposito Perna /Redazione
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Arrestato 30enne dai Carabinieri per detenzione di armi

Aveva in casa un fucile con il colpo in canna e munizioni, tutte illegalmente detenute: arrestato dai Carabinieri.

Arrestato 30enne dai Carabinieri per detenzione di armi

CASSANO ALL’IONIO (CS) – I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno arrestato un 30enne del posto, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in quanto trovato in possesso di un fucile con matricola abrasa, delle munizioni, entrambi illegalmente detenuti e sostanze psicotrope e medicinali vari, per cui era necessaria la ricetta medica, di cui l’uomo era sprovvisto.
I fatti raccontano che nella sera di ieri i militari della Tenenza di Cassano all’Ionio si portavano presso l’abitazione del 30enne per effettuare una perquisizione: la stessa dava esito negativo all’interno della casa, mentre nella soffitta, di esclusiva pertinenza dell’uomo, veniva trovato un vero e proprio “bottino”.
Avvolto in una coperta vi era un fucile calibro 12 con matricola abrasa e colpo in canna. Vicino allo stesso si trovavano adagiate diverse sacche con munizioni dello stesso calibro e di calibro 7.6, mentre in altre vi erano sostanze psicotrope e medicinali vari che avrebbero avuto bisogno di ricette mediche, di cui l’uomo era sprovvisto.
Tutto ciò che era stato rinvenuto veniva sottoposto a sequestro penale ed il fucile sarà sottoposto a rilievi accurati per accertare l’eventuale provenienza delittuosa o se sia stato già utilizzato in passato, in altre occasioni.
Il 30enne, invece, già agli arresti domiciliari dal marzo scorso per altri fatti, d’intesa con il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Castrovillari, veniva arrestato per i reati di detenzione illegale di arma da fuoco, di munizioni e ricettazione, venendo tradotto presso la Casa Circondariale di Castrovillari a disposizione dell’A.G.

Stéphanie Esposito Perna
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Napoli, negativi i tamponi effettuati. Si attendono i risultati di altri 2

Napoli, negativi i tamponi effettuati. Si attendono i risultati di altri 2

Sono risultati tutti negativi gli ultimi tamponi effettuati dal Napoli sui propri assistiti. A comunicarlo, il club azzurro attraverso il profilo ufficiale Twitter. A mancare sono solo due analisi. Si attendono aggiornamenti.

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Dilettanti: ecco cosa prevede il protocollo in casi di positività al Covid

Calcio Dilettante:cosa prevede il protocollo in casi di positività

Qualora, durante il periodo di svolgimento degli allenamenti e/o delle gare si verifichi un caso di accertata
positività al COVID-19, si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato e alla comunicazione alle autorità sanitarie territorialmente competenti, alle cui istruzioni è necessario attenersi
scrupolosamente. In ogni caso, si dovrà provvedere alla pulizia/sanificazione generale dei luoghi frequentati dal soggetto per la pratica sportiva, secondo le disposizioni della circolare n. 5443-22 febbraio 2020
del Ministero della Salute. La mappatura dei cosiddetti “contatti stretti” del soggetto positivo (interni o
esterni al “gruppo squadra”), così come la definizione delle conseguenti attività di profilassi (quarantena, sorveglianza attiva, ecc.), test/esami cui sottoporsi per riprendere le proprie attività (sportive e non), informazione al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta, istruzioni da seguire in caso di
comparsa di sintomatologia, etc. compete all’ASL/ATS territorialmente responsabile.
Si ritiene sia, in ogni caso, sempre applicabile il regime previsto dalla Circolare del Ministero della Salute
del 18 giugno 2020 per la prosecuzione dell’attività agonistica da parte degli altri componenti del “gruppo
squadra” in caso di accertata positività Covid di un membro dello stesso, se attuabile dalla singola associazione/società sportiva dilettantistica in ragione della propria struttura/capacità organizzativa

ASPETTI DISCIPLINARI

Ogni decisione in merito alla mancata disputa di una gara a causa della presenza, in una o entrambe le
squadre, di un numero elevato di calciatori/calciatrici sottoposti a misure di profilassi obbligatoria (es.
quarantena) e/o di eventuali contestazioni relative alla corretta applicazione del Protocollo è demandata
agli enti organizzatori delle competizioni e/o ai loro organi di giustizia sportiva.
Per tutti gli altri aspetti non espressamente disciplinati dal Protocollo e già regolati da norme FIGC (es.
iter autorizzativo delle gare amichevoli) valgono le regole in vigore pre-emergenza Covid-19.

 

Avellino: Frodi in danno del bilancio regionale per il reato di peculato

Esiti di un risultato di un servizio conseguito dalla Compagnia di Avellino, in materia di “Frodi in danno del bilancio regionale”, per il reato di Peculato.

Avellino: Frodi in danno del bilancio regionale per il reato di peculato

Nella giornata odierna i Finanzieri del Comando provinciale di Avellino hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, finalizzato alla confisca nei confronti del medico L.C. A., emesso dal GIP su richiesta di questo Ufficio fino a concorrenza dell’importo di € 28.684,79.

L’indagato è ritenuto responsabile del delitto di peculato (art. 314 c.p.) poiché, dirigente medico dell’A.O. “Moscati” di Avellino, quindi pubblico ufficiale, nell’ambito dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività professionale in regime di C.d. “Intramoenia Allargatd’, ha svolto, presso il proprio studio privato, più di 2.000 visite mediche, percependo dai pazienti visitati i relativi compensi e senza riversare all’Azienda Ospedaliera la quota parte spettante.
Infatti proprio in relazione a queste somme, percepite negli anni dal 2015 al 2018, il medico, nella sua qualità di “agente contabile”, ha omesso il versamento all’ Azienda Ospedaliera di riferimento della quota parte dovuta, pari ad € 28.684,79 ( il 21,44% del totale dei compensi), appropriandosene indebitamente.

Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica e svolte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Avellino sono scaturite da una verifica fiscale avviata nei confronti del professionista dallo stesso reparto.

I finanzieri ricostruendo le prestazioni svolte dal medico, hanno accertato appunto che lo tesso, dipendente pubblico, ha operato presso il proprio studio privato in violazione del regime per cui era autorizzato, ricevendo direttamente dai pazienti le prenotazioni delle visite e i corrispettivi in denaro, il tutto senza passare per il canale di prenotazione dell’azienda sanitaria.

Nel complesso è stato accertato, per il periodo di riferimento, che il professionista ha omesso di fatturare visite mediche per oltre 2000 pazienti, fatturando solamente 345 visite.

Con questo comportamento il sanitario ha violato le condizioni stabilite con l’autorizzazione ricevuta per l’ “Intramoenia Allargata”.
Le attività investigative proseguono al fine di verificare se quelle già accertate rientrino in un più esteso modus operandi e se, parallelamente ad esse, vi siano ulteriori condotte criminose.

Stéphanie Esposito Perna
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Giro d’Italia 2020: a Francavilla di Sicilia Frapporti in testa – VIDEO

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Alle ore 13.56, al traguardo volante del Giro D’italia 2020, in località Francavilla di Sicilia passa per primo Marco Frapporti. (video)

Giro d’Italia 2020: a Francavilla di Sicilia Frapporti in testa

Dopo le fatiche della scalata all’Etna, il Giro d’Italia oggi sta affrontando la quarta tappa, ultima in Sicilia. Partito da Catania arriverà tra qualche ora a Villafranca Tirrena in provincia di Messina per 140 km.

Nella giornata odierna, nel primo tratto la carovana dopo aver costeggiato la costa ionica fino a Taormina si è diretto verso la Valle Alcantara.

Al km 55,8 Marco Frapporti ha tagliato il primo traguardo volante di giornata a Francavilla di Sicilia.

Subito dopo i ciclisti hanno proseguito lungo l’unica salita di giornata, il G.P.M. di terza categoria di Portella Mandrazzi. Una ascesa di 16,2 km, per arrivare a quota 1125 metri s.l.m., con una pendenza media del 4,6%.

A seguire, in queste ore il percorso sta proseguendo lungo la costa tirrenica. Secondo traguardo volante a Barcellona Pozza di Gotto (km 114).

L’arrivo è ubicato sul lungomare Cristoforo Colombo di Villafranca Tirrena su un rettilineo di 850 metri, previsto per le ore 16:00.

Per l’occasione sono state trasmesse in diretta tv magnifiche riprese aeree dei ruderi dell’antico Castello Normanno di Francavilla di Sicilia dando così maggior lustro alla ridente cittadina dell’Alcantara.

Mariella Musso

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GdF di Salerno: sequestrati beni per un milione di euro

Evasione fiscale nel commercio dei rottami ferrosi: la Guardia di Finanza di Salerno sequestra beni per un milione di euro.

GdF di Salerno: sequestrati beni per un milione di euro

Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, su disposizione di questa Procura della Repubblica, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti del legale rappresentante e dell’amministratore di fatto di una società dell’Agro nocerino-sarnese, esercente il commercio all’ingrosso di rottami ferrosi e cascami metallici.

II provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale alla sede, dott. Luigi Levita, nei confronti dei due presunti responsabili del sistema di frode, scaturisce dai risultati di una verifica fiscale eseguita dai militari della Compagnia di Scafati.


Le attività ispettive, coordinate dal Sostituto Procuratore, dott. Davide Palmieri, hanno consentito di scoprire che, mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’azienda in questione, con sede a Scafati (SA), ha evaso, tra il 2015 ed il 2018, l’imposta sul reddito delle società per un valore complessivo di oltre 940.000 euro.
Il meccanismo fraudolento consisteva nella registrazione di fatture ed altri documenti contabili in relazione all’acquisto dei materiali, con l’intento di dedurne i relativi costi e di non corrispondere quanto dovuto al Fisco.
Un settore strategico, quello dello smaltimento dei rifiuti ferrosi, tenuto conto che sull’impiego di materie seconde si basano oggi circa i tre quarti della produzione di acciaio, rame ed alluminio. Sempre dai rifiuti dipende poi più del 50% della produzione di carta, così come quote molto rilevanti di quella vetraria o di plastica.
Questo vertiginoso giro d’affari sottrae, però, alle casse dello Stato milioni di euro all’anno. Il fenomeno evasivo è infatti legato a doppio filo al diffuso esercizio, su tutto il territorio nazionale, dell’attività di raccolta dei cascami in forma ambulante da parte di soggetti privi delle necessarie autorizzazioni e, naturalmente, “a nero”.

I rottami (soprattutto quelli prodotti in regime di evasione fiscale) vengono raccolti e consegnati agli impianti di trattamento privi dei formulari di identificazione e previo pagamento “cash”, senza cioè che la transazione sia stata accompagnata dalla documentazione necessaria a garantire il tracciamento dei rifiuti ai fini fiscali ed ambientali.
Ai rappresentanti di fatto e di diritto della società, denunciati per utilizzo ed emissione di fatture false, sono stati cosi sequestrati dalle Fiamme Gialle denaro rinvenuto sui conti correnti, automezzi ed immobili, fino all’intero ammontare dell’imposta evasa.
Tra i beni cautelati, anche una palazzina di tre piani, completa di attico e garage, nel centro di Minori (SA), dal valore di circa 600.000 euro.

 

Stéphanie Esposito Perna
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Catania-Juve Stabia: vespe mai corsare in terra siciliana

In tutti i precedenti, vespe mai vittoriose alle falde dell’Etna

CataniaStabia si sono incontrate in gare di campionato quattro volte, le cui gare si sono disputate in ordine al “vecchio campo Polisportivo” e allo stadio “Cibali” di Catania e in tutti e quattro i match l’elefante ha avuto la meglio, questi i dettagli:

1931 / 1932 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ F ‘

8 novembre 1931 – 6° giornata d’andata: CATANIA – STABIA 2 – 0 Pogliano e Gruppo.

1937 / 1938 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ E ‘

8 maggio 1938 – 15° giornata di ritorno: CATANIA – STABIA 6 – 0 Ravizzoli, Pinto, Corallo, Ravizzoli, Corallo e Bellini.

1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

26 dicembre 1948 – 14° giornata d’andata: CATANIA – STABIA 1 – 0 Porcelli.

1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

1° giugno 1952 – 16° giornata di ritorno: CATANIA – STABIA 4 – 2 (arbitro Jonni Cesare di Macerata) Brondi (C), doppietta di Bartolini (C), Italo MARRA (S), Klein (C) su calcio di rigore e Egidio DI COSTANZO (S).

Catania e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato cinque volte allo stadio “Angelo Massimino” di Catania con una vittoria per i rossoazzurri e tre pari, questi i dettagli:

1999 / 2000 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

21 novembre 1999 – 11° giornata d’andata: CATANIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Attilio Belloli di Bergamo) Passiatore (C) e Davide DI NICOLA (JS).

2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

13 marzo 2016 – 9° giornata di ritorno: CATANIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Fabio Schirru di Nichelino) Bombagi (C) e Abou DIOP (JS).

Francesco Lisi2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

27 agosto 2016 – 1° giornata d’andata: CATANIA – JUVE STABIA 3 – 1 (arbitro Antonio Giua di Pisa) Francesco LISI (JS) (foto), Calil, Paolucci e Di Cecco.

2017 / 2018 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

9 aprile 2018 – 15° giornata di ritorno: CATANIA – JUVE STABIA 0 – 0 (arbitro Andrea Giuseppe Zanonato di Vicenza).

2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

17 marzo 2019 – 12° giornata di ritorno: CATANIA – JUVE STABIA 1 – 0 (arbitro Simone Sozza di Seregno) Lodi su calcio di rigore.

Giovanni Matrone

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GdF Napoli: eseguite misure cautelari nei confronti di 4 soggetti

Esecuzione da parte della Tenenza di Massa Lubrense di un’ordinanza che dispone l’applicazione di misure cautelari (arresti domiciliari) nei confronti di 4 soggetti, tra Piano di Sorrento, Castellammare e Pompei, per i reati di corruzione in atti giudiziari, frode assicurativa, falsa perizia e falsa testimonianza.

GdF Napoli: eseguite misure cautelari nei confronti di 4 soggetti

Nella mattinata odierna militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su conforme richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata hanno proceduto all’arresto di quattro soggetti gravemente indiziati, tutti, dei reati di corruzione in atti giudiziari e falsa perizia, due di essi, altresì, di falsa testimonianza e frode alle assicurazioni.
Le persone destinatarie della misura cautelare sono P.G. avvocato con studio legale in Meta di Sorrento, I.G. imprenditore di Vico Equense, P.V. e A.G.L. consulenti tecnici.
Le indagini, espletate dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Massa Lubrense e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno permesso di accertare che l’imprenditore I.G., con l’ausilio dell’avvocato P.G., ha posto in essere due frodi ai danni di compagnie assicurative in materia di sinistri stradali, anche mediante il ricorso a false testimonianze e perizie d’ufficio compiacenti.
Dalle indagini è emerso che i due consulenti tecnici d’ufficio, P.V. e A.G.L., nominati dal Giudice di Pace di Sorrento, nell’ambito di due distinti giudizi civili per il risarcimento dei danni conseguenti ad altrettanti sinistri stradali, in cambio della dazione o della promessa di somme indebite di denaro, hanno redatto delle false perizie, finalizzate alla commissione di frodi ai danni delle compagnie assicurative, attestando danni a cose e a persone non rispondenti al vero.
In particolare, alla stregua delle indagini espletate, risulta che:
– il consulente tecnico d’ufficio P.V. ha depositato al Giudice di Pace di Sorrento una perizia attestante falsamente un danno di oltre 10.000 euro cagionato all’autovettura Ferrari riconducibile all’imprenditore I.G. in cambio dapprima della promessa di 2.500 euro e successivamente della dazione di 1.500 euro in contanti da parte dell’avvocato P.G.;
– il consulente tecnico d’ufficio A.G.L., medico, in cambio della promessa della dazione indebita di 200 euro in contanti, ha depositato al Giudice di Pace di Sorrento una perizia attestante falsamente l’esistenza di un nesso causale tra un ulteriore sinistro stradale e le lesioni riportate dal conducente di un veicolo apparentemente entrato in collisione con altro veicolo condotto dall’imprenditore I.G. riconoscendo la sussistenza di un danno biologico nella misura del 3%.
Contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza cautelare si è proceduto a perquisizioni, tuttora in corso, presso le abitazioni e gli studi professionali dei suddetti indagati al fine di acquisire ulteriori elementi di prova in ordine ai reati per cui si procede relativi sia ai sinistri stradali oggetto del provvedimento coercitivo sia ad altri sinistri stradali oggetto delle indagini.

 

Stéphanie Esposito Perna

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Juve Stabia, quando è fondamentale avere un eccellente settore giovanile

Juve Stabia, quando è fondamentale avere un eccellente settore giovanile. Gran lavoro di Mainolfi e Amodio nel portare a casa, formare e poi cedere tanti giovani

Juve Stabia, quando è fondamentale avere un eccellente settore giovanile

 

Ancora una volta la Juve Stabia dimostra quanto sia fondamentale e soprattutto indispensabile avere un ottimo settore giovanile che ogni anno sforna giovani che vengono valorizzati al meglio per poi essere ceduti a cifre anche importanti che rappresentano ossigeno vitale per la società.

Gran merito di tutto ciò va sicuramente all’eccellente lavoro svolto negli ultimi anni dal responsabile del settore giovanile gialloblè, Saby Mainolfi, che lavora con grande collaborazione e in stretta sinergia con il direttore Roberto Amodio.

Da evidenziare soprattutto l’ottimo lavoro fatto nel portare a casa molti di questi ragazzi, evitando in alcuni casi che restassero nei settori giovanili delle squadre del nord che offrono indubbiamente maggiori opportunità, per poi formarli sia come calciatori che anche caratterialmente e infine cederli.

Il caso più lampante è quello delle cessioni dei classe 2002, Gianmarco Todisco e Vincenzo Della Pietra. Ceduti rispettivamente al Torino e al Genoa con la formula del prestito oneroso con riscatto a favore delle società acquirenti anche a cifre rilevanti che rappresentano un introito importante per le casse sociali.

Lo stesso Filippo Ghinassi, direttore sportivo della Juve Stabia, ha sottolineato stamane in conferenza stampa proprio il notevole apporto dei ragazzi della Primavera, classe 2002, aggregati alla prima squadra nella prima parte della stagione. Secondo Ghinassi se non ci fossero stati in avvio i ragazzi del settore giovanile, la prima squadra, a corto di rinforzi dal mercato nelle fasi iniziali, sarebbe andata in grossa difficoltà. Fino alla gara col Pisa l’apporto e il contributo dei giovani classe 2002 è stato a dir poco fondamentale. Basti pensare che nella gara di Coppa Italia con la Tritium erano ben sette i giovani 2002 in campo dal primo minuto mentre a Pisa sempre in Coppa erano addirittura otto.

Ghinassi non ha mancato di sottolineare l’importanza del settore giovanile della Juve Stabia: “Della Pietra e Todisco? Il loro passaggio a Genoa e Torino valorizza loro, la Juve Stabia ed il lavoro del nostro settore giovanile, risorsa importantissima per noi”. 

Ma Della Pietra e Todisco non sono stati casi isolati. Tanti altri i movimenti di mercato in uscita delle Vespette negli ultimi giorni di mercato a conferma dell’egregio lavoro di formazione e valorizzazione dei giovani da parte del responsabile Saby Mainolfi.

Infatti Picardi classe 2004 è passato al Napoli; Cimino classe 2004 al Cosenza; Di Serio (convocato nella Nazionale Under 15 nella scorsa stagione) classe 2005 è andato al Benevento; Saviano classe 2005 al Benevento; Schettino 2005 al Benevento; De Iulio 2005 al Benevento; Boccia 2002 al Taranto; il portiere Matteo Esposito (più volte convocato nelle Nazionali di categoria e aggregato anche in B alla prima squadra) è andato in prestito 2002 al Savoia; e infine La Monica 2001 è andato al Nola.

Proprio in virtù dei risultati conseguiti e dei successi del settore giovanile della Juve Stabia, è assolutamente auspicabile che la società stabiese investa maggiormente nelle strutture del settore giovanile e sui ragazzi che rappresentano una risorsa importantissima per il club stabiese.

 

a cura di Natale Giusti 

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Juve Stabia | Ghinassi: Ho piacere che sia stato apprezzato il nostro lavoro

Oggi abbiamo ascoltato le parole di Filippo Ghinassi, nuovo Direttore Sportivo della Juve Stabia, che all’indomani della chiusura del calciomercato fa il punto della situazione e delle operazioni portate a termine.

Queste sono state le sue parole, raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sportiva:

“A un’ora e mezza dal termine del mercato era capitata una grande occasione. Un calciatore di proprietà dell’Atalanta con buona parte dell’ingaggio pagato dai nerazzurri. Purtroppo il calciatore non ha accettato la destinazione Juve Stabia ma non dico il suo nome. L’operazione più complessa è stata Cernigoi ma sono soddisfatto di tutti gli arrivi.
Abbiamo valutato eventuali elementi del Trapani ma erano tutti calciatori che avevano mercato in B quindi non c’è stata opportunità di chiudere. La squadra è stata costruita con il sistema delle coppie, ad eccezione dei portieri, dove siamo ben coperti con tre elementi. Con Fantacci che può fare più ruoli, anche in avanti siamo molto coperti. Stesso discorso per la difesa dove Troest e Allievi sono elementi di spicco per la categoria ed in cui abbiamo inserito Mulè, pagato pochi mesi fa una manciata di milioni di euro dalla Juventus. È un ragazzo di cui tra qualche anno parlerà il calcio italiano.
Troest non è mai stato davvero vicino alla cessione. Il suo contratto era insostenibile, come quello di Tonucci, ma abbiamo sviluppato un discorso positivo per continuare insieme. Non ho ricevuto alcuna richiesta ufficiale dal diesse della Triestina, tra l’altro a due ore dalla fine del mercato non avrei lasciato andare un difensore come lui. La famiglia Langella vuole trattenerlo a lungo e credo ci siano tutti i presupposti per far proseguire la storia di Troest alla Juve Stabia.
Il malcontento iniziale l’ho percepito ed era frutto della retrocessione. Ora sento con piacere che i tifosi hanno apprezzato il nostro lavoro ed insieme vogliamo fare il bene di questa società.
Abbiamo costruito inoltre una buona base di elementi di proprietà, ovviamente parametrati alla nostra situazione. Ad esempio Mulè, pagato milioni di euro dalla Juventus, era possibile farlo solo in prestito. A parte sei prestiti, il resto dei calciatori sono di proprietà.
La Juve Stabia era una macchina che stava andando fuori strada ma siamo riusciti a fermare il testa coda e piano ci stiamo rimettendo in strada avendo fatto una squadra all’altezza di Castellammare.
Il caso del Trapani ci fa capire quanto è complesso e pesante fare calcio nelle serie minori. La Juve Stabia c’è, in terza serie in primis grazie a persone come Manniello ed i fratelli Langella. Ora sta a noi fare bene. Le otto operazioni di ieri erano già imbastite e pronte da giorni anche grazie alla segreteria ed a tutti i collaboratori del club. I giocatori sono arrivati a ondate sfruttando i momenti del mercato.”

Della Pietra e Todisco?

“Il loro passaggio a Genoa e Torino valorizza loro, la Juve Stabia ed il lavoro del nostro settore giovanile, risorsa importantissima per noi.
Ora inizia la fase due, finalizzata a valorizzare in campo quanto fatto nel mercato, tirando fuori le qualità di tutti i ragazzi.”

Contrasto al sommerso, al RdC indebito, all’ambulantato e commercio abusivo

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Una operazione di contrasto eseguita dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina e dalla locale Polizia Municipale (VIDEO).

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, congiuntamente a personale della locale Polizia Municipale – Sezione Annona – hanno condotto una significativa operazione a contrasto del sommerso da lavoro, dell’ambulantato selvaggio e del commercio abusivo.

In particolare, nel corso di specifiche congiunte attività di controllo del territorio del capoluogo peloritano, volte a scongiurare il perpetrarsi di attività illecite con ricadute negative sul mercato economico locale, i Finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Messina ed il personale della Sezione Annona della Polizia Municipale di Messina hanno individuato e verbalizzato un soggetto intento alla vendita di prodotti ortofrutticoli, privo di qualsivoglia autorizzazione e/o concessione. In tale contesto, è stato individuato anche un lavoratore “in nero” alle dipendenze dell’operatore commerciale controllato.

L’attività, che ha interessato il Viale Europa, uno dei punti nevralgici della città, maggiormente caratterizzato da forme diffuse di illegalità della specie, ha permesso di sottoporre al sequestro un autocarro ad uso commerciale, privo di autorizzazione e/o concessione, nonché un ingente quantitativo di prodotti ortofrutticoli, per complessivi kg. 2.000 circa, del valore commerciale di circa tremila euro, donati all’Istituto Antoniano di Messina, rinomato per la vocazione caritatevole che riveste in città.

Il controllo, inoltre, ha permesso di accertare come il lavoratore “in nero” scoperto risultasse anche percettore del sussidio più noto come “reddito di cittadinanza”, immediatamente segnalato agli uffici INPS per i provvedimenti di competenza.

Le odierne attività, valorizzando la funzione specialistica di polizia economico – finanziaria della Guardia di Finanza, nonché le riconosciute professionalità specifiche della Polizia Municipale – Sezione Annona di Messina, che tanti risultati ha conseguito nel recente anno nella lotta ad ogni forma di illegalità cittadina, mirano a scovare e neutralizzare, quanto più possibile, quelle sacche di economia sommersa che minano il regolare sviluppo delle attività legali cittadine.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

Droga, smantellate nel sorano due organizzazioni criminali

Operazione “Requiem- Ultimatum al crimine”: smantellate nel sorano due organizzazioni criminali che operavano nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti

Smantellate nel sorano due organizzazioni criminali che operavano nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti. Tratte in arresto 28 persone e sequestrati beni per 40 mila euro

Frosinone- Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone ed i Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 25 persone – di cui 16 destinatarie di custodia cautelare in carcere e 9 sottoposte agli arresti domiciliari – ed una sottoposta ad obbligo di dimora, tutte indagate per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio ed estorsione.

Nell’ambito dell’operazione sono stati eseguiti anche 3 fermi di indiziato di delitto per traffico di stupefacenti ed estorsione, rientranti in un’altra indagine condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.

Le indagini partite nel 2018, inizialmente coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, hanno la loro origine in alcuni arresti per spaccio e da diversi sequestri di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente avvenuti nella città di Sora. Sin dall’inizio dell’attività di indagine emerse che i singoli episodi di spaccio erano riconducibili ad una vera e propria organizzazione malavitosa, ben strutturata e diffusa sul territorio sorano ed in stretto contatto con gruppi malavitosi stanziati in territorio campano, ed in particolare nei quartieri Scampia di Napoli e Bronx di San Giovanni a Teduccio, dai quali avveniva l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti. Il trasporto veniva effettuato da appositi corrieri che, per eludere eventuali controlli, si alternavano nel tragitto dalla Campania al basso Lazio, fino al territorio sorano, dove la sostanza stupefacente veniva smistata e stoccata in diversi luoghi nella disponibilità del sodalizio, il principale dei quali costituito da un impianto di autodemolizione di materiali ferrosi.

La direzione delle indagini, data la gravità dei reati contestati, passò poco dopo per competenza alla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Lo sviluppo delle investigazioni, condotte sinergicamente dalla Squadra Mobile e, soprattutto per gli aspetti finanziari, dal Gruppo della Guardia di Finanza di Frosinone, anche attraverso l’utilizzo di sofisticati mezzi tecnici, ha consentito di individuare due fazioni, una facente capo ad una famiglia di origini campane, trasferitasi a Sora nei primi anni novanta, ed una seconda di carattere prettamente locale, al cui vertice vi erano pregiudicati sorani.
I due gruppi, dopo un primo periodo di collaborazione reciproca nell’acquisto e nello spaccio sulle varie piazze del sorano, del cassinate e della provincia dell’Aquila, entravano in un secondo momento in contrasto tra loro dando vita ad un vero e proprio scontro finalizzato ad acquisire il monopolio dell’attività di spaccio nel territorio sorano.
L’attività investigativa eseguita dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, difatti, aveva consentito di procedere, già nella fase delle indagini, all’arresto di ulteriori 16 persone, alla denuncia di 12 persone ed al sequestro di oltre kg. 25 di sostanze stupefacenti costituite da cocaina, hashish ed eroina, circostanze che originavano nelle due organizzazioni sospetti reciproci ed attriti, innescando una vera e propria guerra tra bande, sfociata in atti intimidatori ed episodi di estrema violenza che hanno visto protagonisti i soggetti posti ai vertici delle due parti, affiancati dai rispettivi accoliti.
Durante l’attività degli inquirenti è emerso chiaramente che, mentre il gruppo di spaccio “locale” aveva posto tutte le proprie energie nell’attività di spaccio, gli associati della fazione di origini campane avevano esteso i propri interessi a vari ambiti, infiltrandosi nel tessuto economico sociale in maniera spregiudicata e violenta.
In particolare i vertici dell’associazione gestivano anche un’attività di pompe funebri che si era ingrandita velocemente, ascesa che era stata possibile grazie ai guadagni dell’illecito traffico di sostanze stupefacenti – quantificati in oltre 9.000 euro su base settimanale – che venivano successivamente reimpiegati anche nell’attività dell’azienda funebre, la quale poteva così offrire a bassissimo costo servizi con auto di lusso, peraltro senza adempiere agli obblighi di presentazione delle dichiarazioni fiscali. L’obiettivo era quello di monopolizzare il mercato delle pompe funebri, mettendo economicamente in ginocchio le attività preesistenti e cercando di vincere la resistenza dei concorrenti con gravi atti intimidatori. Nello scorso mese di maggio, infatti, i tre destinatari del
provvedimento di fermo che è stato eseguito contestualmente alle odierne ordinanze di custodia cautelare, hanno fatto rinvenire di fronte all’ingresso di un esercizio di pompe funebri una testa di maiale, gesto dalle chiare connotazioni mafiose.
A conclusione delle indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 25 soggetti, di cui 16 in carcere e 9 agli arresti domiciliari, nonché dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza nei confronti di un ulteriore soggetto, ed ha disposto, altresì, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente di 40 mila euro.
Gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione anche a 3 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, facenti riferimento ad un altro filone d’inchiesta.
Alle operazioni hanno preso parte le unità cinofile antidroga del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia e del Reparto Cinofili della Polizia di Stato di Nettuno, gli elicotteri del I^ Reparto Volo della Polizia di Stato di Pratica di Mare e del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, nonché equipaggi del “Reparto Prevenzione Crimine Campania” della Polizia.
La sinergia tra la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza – ciascuno nelle rispettive compete.

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)

Roma, “Operazione Stanley”: agli arresti sei persone per droga (VIDEO)

Roma, “Operazione Stanley”. Eseguite dalla Polizia Locale e Polizia di Stato 3 arresti in carcere e 3 ai domiciliari per spaccio di droga nei quartieri di Montesacro, Primavalle, Portuense, Casalotti e nel Comune di Fiumicino

Roma, “Operazione Stanley”. Eseguite dalla Polizia Locale e Polizia di Stato 3 arresti in carcere e 3 ai domiciliari per spaccio di droga nei quartieri di Montesacro, Primavalle, Portuense, Casalotti e nel Comune di Fiumicino

Roma- Gli investigatori del III Gruppo “Nomentano” della Polizia Locale Roma Capitale e del Commissariato della Polizia di Stato Fidene hanno svolto un’articolata e complessa attività d’indagine denominata “Operazione Stanley”, coordinata dal Pool Reati Gravi contro il Patrimonio, diretto dal Procuratore Aggiunto dr.ssa Lucia LOTTI.

L’attività, iniziata nel 2018 e proseguita ininterrottamente fino a metà dell’anno 2019, ha permesso di sgominare diversi gruppi criminali operanti nella Capitale, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, come cocaina, hashish e marijuana.

La laboriosa indagine, corroborata da attività tecniche di video sorveglianza, nonché da numerosi servizi di osservazione con pedinamento, ha consentito di identificare diversi individui dediti alla vendita ed al traffico sistematico di droga.

Gli innumerevoli servizi di Polizia Giudiziaria, frutto di una consolidata collaborazione maturata negli anni tra Polizia Locale Roma Capitale e Polizia di Stato, con un costante e proficuo raccordo investigativo, sotto l’egida della locale Squadra Mobile, hanno portato all’arresto in flagranza di reato di più persone, confermando l’ipotesi investigativa della presenza effettiva sul territorio di una rete stabilmente dedita al traffico di sostanze stupefacenti.
Nello specifico, nell’arco temporale dell’intera indagine, sono stati effettuati nei confronti degli indagati, sia italiani che stranieri, numerosi riscontri probatori che hanno permesso di sequestrare ingenti quantitativi di droga: 255 grammi di cocaina, 6,1 kg di marijuana, 370 grammi di hashish e 1200 euro in contanti.

Gli arresti e contestuali sequestri sono stati effettuati in varie zone della capitale ed in particolare nei quartieri periferici di Montesacro, Primavalle, Portuense, Casalotti e nel Comune di Fiumicino.

Tra i principali riscontri investigativi si riassumono i seguenti:

un italiano con precedenti di polizia per reati specifici veniva tratto in arresto per spaccio e detenzione di cocaina per un peso lordo di 7 grammi suddivisi in dosi. Successivamente veniva arrestato per detenzione un corriere, utilizzato dagli indagati poiché beccato con 3 Kg di marijuana. Un cittadino straniero, a seguito di perquisizione eseguita sulla propria autovettura, è stato trovato in possesso di 235 grammi di cocaina debitamente occultata in uno scomparto creato ad hoc all’interno del veicolo e tratto in arresto. Uno degli indagati invece è stato arrestato sempre per lo stesso reato: trovato con 3 Kg di marijuana, suddivisa in tre involucri in plastica trasparente nonché diverso materiale utile per la coltivazione con lampade, aeratori, timer e fertilizzanti.

Un altro bersaglio investigativo è stato arrestato perché “pizzicato” con 13 grammi di cocaina e 5 grammi di hashish.

Da ultimo è stato arrestato un italiano perché colto in flagranza di reato: trovato con 60 grammi di hashish e 3 di marijuana.

A conclusione dell’indagine, Il GIP della locale Procura della Repubblica, su richiesta del Pubblico Ministero ha emesso 6 misure cautelari di cui 3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari nei confronti degli indagati.

VIDEO PL e PL

Redazione Lazio/(Maria D’Auria)