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Filippo Ghinassi DS Juve Stabia
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Juve Stabia | Ghinassi: Ho piacere che sia stato apprezzato il nostro lavoro

Oggi abbiamo ascoltato le parole di Filippo Ghinassi, nuovo Direttore Sportivo della Juve Stabia, che all’indomani della chiusura del calciomercato fa il punto della situazione e delle operazioni portate a termine.

Queste sono state le sue parole, raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sportiva:

“A un’ora e mezza dal termine del mercato era capitata una grande occasione. Un calciatore di proprietà dell’Atalanta con buona parte dell’ingaggio pagato dai nerazzurri. Purtroppo il calciatore non ha accettato la destinazione Juve Stabia ma non dico il suo nome. L’operazione più complessa è stata Cernigoi ma sono soddisfatto di tutti gli arrivi.
Abbiamo valutato eventuali elementi del Trapani ma erano tutti calciatori che avevano mercato in B quindi non c’è stata opportunità di chiudere. La squadra è stata costruita con il sistema delle coppie, ad eccezione dei portieri, dove siamo ben coperti con tre elementi. Con Fantacci che può fare più ruoli, anche in avanti siamo molto coperti. Stesso discorso per la difesa dove Troest e Allievi sono elementi di spicco per la categoria ed in cui abbiamo inserito Mulè, pagato pochi mesi fa una manciata di milioni di euro dalla Juventus. È un ragazzo di cui tra qualche anno parlerà il calcio italiano.
Troest non è mai stato davvero vicino alla cessione. Il suo contratto era insostenibile, come quello di Tonucci, ma abbiamo sviluppato un discorso positivo per continuare insieme. Non ho ricevuto alcuna richiesta ufficiale dal diesse della Triestina, tra l’altro a due ore dalla fine del mercato non avrei lasciato andare un difensore come lui. La famiglia Langella vuole trattenerlo a lungo e credo ci siano tutti i presupposti per far proseguire la storia di Troest alla Juve Stabia.
Il malcontento iniziale l’ho percepito ed era frutto della retrocessione. Ora sento con piacere che i tifosi hanno apprezzato il nostro lavoro ed insieme vogliamo fare il bene di questa società.
Abbiamo costruito inoltre una buona base di elementi di proprietà, ovviamente parametrati alla nostra situazione. Ad esempio Mulè, pagato milioni di euro dalla Juventus, era possibile farlo solo in prestito. A parte sei prestiti, il resto dei calciatori sono di proprietà.
La Juve Stabia era una macchina che stava andando fuori strada ma siamo riusciti a fermare il testa coda e piano ci stiamo rimettendo in strada avendo fatto una squadra all’altezza di Castellammare.
Il caso del Trapani ci fa capire quanto è complesso e pesante fare calcio nelle serie minori. La Juve Stabia c’è, in terza serie in primis grazie a persone come Manniello ed i fratelli Langella. Ora sta a noi fare bene. Le otto operazioni di ieri erano già imbastite e pronte da giorni anche grazie alla segreteria ed a tutti i collaboratori del club. I giocatori sono arrivati a ondate sfruttando i momenti del mercato.”

Della Pietra e Todisco?

“Il loro passaggio a Genoa e Torino valorizza loro, la Juve Stabia ed il lavoro del nostro settore giovanile, risorsa importantissima per noi.
Ora inizia la fase due, finalizzata a valorizzare in campo quanto fatto nel mercato, tirando fuori le qualità di tutti i ragazzi.”

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