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Ai domiciliari il contabile di tangenti dell’imprenditore in concorso con l’ex direttore dell’ASP 9 di Trapani

Continua l’operazione “Sorella Sanità” della GdF di Palermo. Ai domiciliari il prestanome che si occupava di contabilizzare le tangenti.

Ci eravamo occupati in precedenza dell’operazione denominata “Sorella Sanità” della Guardia di Finanza di Palermo, con gli articoli “ 21 Maggio 2020 Corruzione nella sanità in Sicilia: Abbiamo cambiato la busta Operazione “Sorella Sanita’”: corruzione e appalti pilotati. Eseguite 12 misure cautelari. Sequestrate imprese e disponibilità finanziarie” e “8 Dicembre 2020 Tangenti nella sanità siciliana, l’ex manager avrebbe confessato Avrebbe confessato il coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid, arrestato per tangenti nell’inchiesta “Sorella Sanità”.

Adesso i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo, hanno eseguito nei confronti di Vincenzo LI CALZI (cl. ’75, originario di Canicattì) l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa in data 8 settembre 2020 dal Tribunale del Riesame di Palermo.

Come emerso nell’indagine “Sorella Sanità” condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, si tratta di un fidato collaboratore di Salvatore MANGANARO (cl. ’76, originario di Agrigento), già tratto in arresto in data 21 maggio 2020 in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo nei confronti di 12 soggetti responsabili, a vario titolo, di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti in relazione a importanti gare d’appalto bandite in ambito sanitario.

Nel citato provvedimento il G.I.P. non aveva disposto alcuna misura cautelare nei confronti di LI CALZI, in quanto non aveva ritenuto gli elementi investigativi raccolti sufficienti a corroborare le ipotesi accusatorie della Procura.

Il Tribunale del Riesame, accogliendo l’appello dei Pubblici Ministeri, ha disposto con il suddetto provvedimento gli arresti domiciliari nei confronti del LI CALZI per corruzione propria aggravata, in concorso con DAMIANI (cl. ‘65 di Palermo – già Direttore generale dell’ASP 9 di Trapani), MANGANARO, ZANZI Francesco (cl. ‘64 di Roma – amministratore delegato della Tecnologie Sanitarie S.p.a.) e SATTA Roberto (cl. ‘70 di Cagliari – responsabile operativo della Tecnologie Sanitarie S.p.a.), in relazione all’aggiudicazione di due gare d’appalto, bandite una dall’ASP 6 di Palermo e l’altra dalla centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana, relative alla manutenzione di apparecchiature elettromedicali.

In particolare LI CALZI avrebbe svolto il delicato compito di “contabile delle tangenti” per conto di MANGANARO, del quale era prestanome per le principali società di comodo e per il trust nei quali confluivano le ricchezze illecitamente accumulate.

Gli arresti domiciliari sono scattati a seguito dell’ordinanza della Suprema Corte di Cassazione del 14 dicembre 2020 che ha sancito l’inammissibilità del ricorso promosso dal LI CALZI contro il provvedimento del Tribunale del Riesame.

L’odierna attività evidenzia, ulteriormente, il perdurante impegno della Guardia di Finanza, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, per il contrasto della corruzione e delle più gravi forme di reato contro la Pubblica Amministrazione che sottraggono alla collettività risorse pubbliche, incidendo pesantemente anche sulla qualità dei servizi forniti ai cittadini, soprattutto in un settore delicato come quello della sanità.

Adduso Sebastiano

Sottrazione di imposte per 19 milioni di euro. Sequestrati sei appartamenti in centro città

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La sottrazione è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Catania dopo una verifica ad un noto studio di consulenza della città etnea (VIDEO).

Nell’ambito di articolate attività d’indagine delegate dalla Procura della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza etnea hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania, nei confronti di 3 soggetti – tutti sottoposti a indagine per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte – pervenendo al sequestro di 6 appartamenti quale profitto del reato contestato.

Le investigazioni, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania unitamente alla Compagnia della Guardia di finanza del capoluogo, hanno tratto origine da un’attività di verifica nei confronti di un noto studio catanese attivo nel settore della consulenza amministrativa e contabile alle imprese, che ha determinato un rilevante debito tributario in capo ai soci dello studio, pari a 19 milioni di euro, comprensivo di maggiori imposte dovute, sanzioni e interessi.

Le successive attività d’indagine, corroborate dai riscontri dell’Agenzia delle entrate di Catania, hanno permesso di evidenziare che a seguito del decesso, avvenuto nel 2014, il coniuge ed i figli sono entrati in possesso di un importante patrimonio immobiliare, costituito dai 6 citati appartamenti in città, che costituiscono garanzia patrimoniale a favore dell’Erario per il pagamento del rilevante debito tributario.

Nel dettaglio, gli accertamenti hanno consentito di porre in luce che, al fine di eludere l’azione di riscossione delle somme dovute al fisco, è stato ideato un articolato sistema di frode per cui:

  • a distanza di un anno e mezzo dal decesso di professionista è stato reso pubblico un testamento olografo, in base al quale l’intero patrimonio del defunto veniva devoluto, direttamente e interamente, ai nipoti;
  • i figli e la moglie del de cuius hanno formalmente rinunciato all’eredità, in modo da evitare che l’Amministrazione finanziaria potesse sostituirsi a loro e richiedere il reintegro della c.d. “quota di legittima”.

Come ricostruito dalla Procura della Repubblica di Catania e validato dal GIP presso il locale Tribunale, la notevole distanza temporale tra il decesso del professionista e la presentazione del testamento olografo, in aggiunta alla differente grafia presente sul testamento attribuito allo stesso, hanno costituito elementi dotati di significativa valenza indiziaria a sostegno della falsità del testamento pubblicato.

Pertanto, a conclusione dell’attività investigativa:

  • sono state sottoposte a indagine 3 persone per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte;
  • su richiesta della Procura della Repubblica, il GIP presso il Tribunale di Catania ha disposto il sequestro preventivo di 6 appartamenti, tutti situati in città, posti a garanzia dell’assolvimento dei debiti tributari.

Anche questa complessa attività d’indagine svolta si inserisce nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Guardia di finanza di Catania a contrasto dell’evasione e delle frodi fiscali, per il recupero e l’effettiva riscossione di redditi non dichiarati che, una volta acquisiti all’Erario, potranno essere destinati a importanti interventi di natura economico e sociale a favore della collettività.

Adduso Sebastiano

Ferraro (Il Gazzettino Vesuviano): “La società sta operando molto bene”

Domenico Ferraro, giornalista de Il Gazzettino Vesuviano è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

Ferraro (Il Gazzettino Vesuviano): “Nonostante il Covid la società sta operando bene”

 

Domenico Ferraro, giornalista de Il Gazzettino Vesuviano è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it

“La Serie C attuale ha un livello qualitativo tendente al mediocre, comunque quando si vince in maniera convincente e si creano delle occasioni come ha fatto la Juve Stabia contro il Potenza, è tutto oro che cola. Un successo meritato per quanto fatto vedere in campo pur tenendo in considerazione che il Potenza era la peggior difesa del campionato.

Il Potenza ha giocato discretamente i primi 20 minuti sfiorando anche il goal, poi la Juve Stabia dopo il gol ha messo le ali, ha controllato e gestito bene la situazione. La cosa che mi è piaciuta è che nonostante mancassero molti calciatori la squadra ha risposto bene.

Adesso bisogna affrontare bene le prossime 4 partite di cui la prima contro il Catanzaro è una di quelle più importanti, perché la Juve Stabia ritorna in trasferta dopo aver giocato sempre in casa nell’ultimo mese. Bisogna dare continuità a questo mini-ciclo fatto di vittorie e di pareggi, contro una squadra che ha tanta qualità e candidata per la promozione. In caso di vittoria non escludo che potrebbe cambiare anche la nostra stagione. Immagino che sarà una partita molto bloccata dove la differenza la potrà fare una giocata estemporanea.

Se la Juve Stabia riesce a recuperare qualche elemento importante nella rosa penso che abbia molti margini di miglioramento.

Padalino è un mister decisionista. Venendo a mancare tre difensori ha dovuto fare necessità virtù e la scelta di inserire Scaccabarozzi esterno di fascia a destra è stata molto positiva.

I risultati sono arrivati per questa squadra, è chiaro che potevamo avere qualche punto in più, però la Juve Stabia sta facendo il suo campionato. Dopo la retrocessione dello scorso campionato bisogna ricostruire l’ambiente, a causa del Covid viviamo una stagione particolare ed è da sottolineare la presenza dei fratelli Langella che stanno operando molto bene.

Il cammino della Ternana è molto simile a quello nostro nell’anno della promozione in B, solo il Bari potrebbe approfittare di un eventuale momento no, per quanto riguarda la Juve Stabia penso che abbia tutte le carte in regola per raggiungere il quarto posto anche in ottica playoff”. 

 

a cura di Giuseppe Rapesta

Ottobre (ex Juve Stabia): “A Castellammare sei mesi bellissimi”

Pasquale Ottobre, ex centrocampista Juve Stabia è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”: tutte le sue dichiarazioni

Ottobre (ex Juve Stabia): “A Castellammare sei mesi bellissimi”

 

Pasquale Ottobre, ex centrocampista Juve Stabia è intervenuto telefonicamente nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese “che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it

“La partita contro il Catanzaro la ricordo come se fosse oggi. Era una partita sentita, contro un avversario forte, perché il Catanzaro di Auteri giocava molto bene, ricordo che era la mia seconda partita a Castellammare perché io arrivai due giorni prima del posticipo contro il Siracusa che vincemmo, poi andammo in trasferta a Manfredonia e poi contro il Catanzaro.

Una partita difficile, di cui si parlò tanto, c’era una grossa cornice di pubblico con molti tifosi ospiti. Un primo tempo in cui giocarono meglio di noi, una partita tesa, poi entrammo io e Moretti, e su una sua punizione per me fu un gioco da ragazzi metterla dentro, un goal importante che ci permise di raggiungere il primo posto in classifica e mantenerlo fino alla fine.

Oggi purtroppo è un altro calcio, viviamo un momento particolare e difficile. Per me segnare in un Menti pieno, sotto la Curva Sud e andare a festeggiare con i tifosi fu una grande emozione e per un giocatore è il massimo.

Quando arrivai alla Juve Stabia ebbi subito la consapevolezza di essere arrivato in una squadra importante anche se erano andati via giocatori importanti come D’Ambrosio e Capparella e c’era un pochino di scetticismo, ma era una squadra forte e sapeva quello che voleva.

Dopo la sconfitta in casa contro la Scafatese ci fu un confronto con i tifosi che si dimostrarono vicini a noi e quell’evento ci diede poi la forza di andare a vincere a Melfi. Quello fu un segnale molto importante di maturità, magari tutti si aspettavano una contestazione ma i ragazzi della curva ci diedero la giusta fiducia e motivazione per concludere bene il campionato.

Per quanto riguarda la retrocessione dello scorso anno è stata difficile da digerire, mi è dispiaciuto tanto. La Juve Stabia ha fatto un campionato bellissimo ma la ripartenza è stata terribile e impensabile prima. Ripartire da una retrocessione del genere non è facile.

La Juve Stabia attuale è una squadra quadrata, messa bene in difesa, che può dire la sua nei playoff. Il Bari e la Ternana sicuramente stanno facendo un campionato a parte però la Juve Stabia è una squadra di categoria, peccato che non possa sfruttare il fattore campo che come ben sappiamo a Castellammare è molto importante”. 

 

a cura di Giuseppe Rapesta

Juve Stabia, le Vespe aderiscono all’iniziativa #salviamolosport

Juve Stabia, le Vespe aderiscono all’iniziativa #salviamolosport. Se il governo non interverrà con aiuti concreti, il prossimo anno sarà molto duro da affrontare per molte società di Lega Pro

Juve Stabia, le Vespe aderiscono all’iniziativa #salviamolosport

 

La Juve Stabia aderisce all’iniziativa #salviamolosport proposta dalla Lega Pro e dal Comitato 4.0. Sono tantissimi i club di cui si fa portavoce il Comitato 4.0, ovvero quelli appartenenti alla Lega Pro, alla Lega Basket Serie A, alla Lega Nazionale Pallacanestro, alla Lega Pallavolo Serie A e alla Lega Pallavolo Serie A Femminile.

Quello in arrivo sarà per tutti il Natale più buio dello sport italiano e, se il governo non interverrà con aiuti concreti, il prossimo anno sarà molto duro da affrontare. Non c’è più tempo, servono azioni concrete ed è per questo che anche la S.S. Juve Stabia ha aderito alla campagna #salviamolosport per sensibilizzare le istituzioni e aiutare lo sport a vivere.

Nei vari DPCM che si sono succeduti in questo periodo di pandemia da Coronavirus, nessuna forma di ristoro è stata prevista dal governo finora per le squadre di Lega Pro. Un solo intervento del governo centrale costituito da un credito d’imposta del 50% sulle sponsorizzazioni. Ma si tratta di un palliativo e di un qualcosa di assolutamente inutile perchè, in un periodo in cui le gare continuano a disputarsi senza pubblico, le sponsorizzazioni si sono ridotte di oltre un terzo rispetto all’annata precedente a rendere ancora più nebulosa la situazione da questo punto di vista.

C’è il rischio sempre più concreto che molte decine di società di Lega Pro non riescano ad iscriversi alla prossima stagione sportiva e abbiano molte difficoltà anche a concludere la stagione in corso in assenza di un finanziamento garantito dello Stato.

Di seguito la nota ufficiale della Serie C che sul proprio sito lancia l’iniziativa #salviamolosport.

“I 245 club appartenenti alla Lega Pro, alla Lega basket Serie A, alla Lega Nazionale Pallacanestro, alla Lega volley maschile e alla Lege pallavolo femminile vivranno il Natale più buio di sempre se il governo non interviene con aiuti concreti. Lo sport italiano, lo sport dei territori, le Leghe e i club che rappresentano il cuore del movimento sono drammaticamente sull’orlo del baratro, non avendo beneficiato di aiuti pubblici, a differenza di quanto accaduto in Germania, Gran Bretagna e Francia. In Europa infatti è stato riconosciuto lo stato di sofferenza delle società sportive che, svolgendo un’impareggiabile funzione sociale, stanno portando avanti i propri campionati tra crescenti difficoltà economiche che ne mettono seriamente a rischio ormai la stessa sopravvivenza. In Italia non è accaduto.

Intanto però, tra costi sanitari aggiuntivi per tamponi e “bolle” e mancati ricavi da botteghino a causa della prolungata chiusura di stadi e palazzetti – che a causa della pandemia di Covid-19 potrebbe protrarsi per l’intera stagione ­­- decine di club rischiano di dover chiudere i battenti, mandando in rovina patrimoni sportivi, sociali e territoriali costruiti in decenni di attività.

Il Ministro Spadafora, il Ministro Gualtieri e gli esponenti parlamentari hanno ricevuto un pacchetto di proposte che contiene misure di alleggerimento fiscale, un fondo perduto per far fronte alle spese sanitarie, finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo garantiti a livello centrale per le esigenze di liquidità. I club si appellano al governo perché venga concessa il prima possibile una qualche forma di ristoro.

Finora per queste realtà che non possono fare affidamento su cospicui ricavi televisivi, il governo ha provveduto a varare una legge che riconosce un credito d’imposta del 50% sulle sponsorizzazioni. Ma la mancata approvazione del decreto attuativo, chiamato a risolvere anche alcune incertezze interpretative, ha creato un’impasse che sta depotenziando, se non vanificando, l’efficacia dell’intervento. Nella stagione sportiva 2020/2021 i ricavi da sponsorizzazione si sono ridotti di almeno un terzo rispetto alla precedente.

Il grido di allarme dei club è stato raccolto dal Comitato 4.0 che, tramite una survey alla quale hanno partecipato il 90% delle società, ha evidenziato, da parte del 95% dei rispondenti, la necessità di un aiuto finanziario per completare la stagione sportiva in corso. Per le società sportive si stima un fabbisogno medio pari al 42% dei ricavi della stagione sportiva 18/19, con una media di 623 mila euro a testa. Finora solo un terzo della platea ha ricevuto un sostegno statale per fronteggiare la crisi Covid-19. Ma l’ammontare medio di questi aiuti, per i club che li hanno ricevuti, copre appena il 14% di questo fabbisogno.

Bisogna agire con tempestività. L’urgenza di ricevere aiuti è espressa dalla metà dei club che stima di non poter resistere oltre gennaio con risorse proprie. I sacrifici fin qui compiuti dai proprietari non bastano più e sarebbe ancora più drammatico se si rivelassero in definitiva inutili. Per 8 club su 10 sarebbe utilissimo perciò un finanziamento garantito dallo Stato, un assegno per superare il momento di difficoltà da restituire in un arco di tempo ragionevole e soprattutto a fronte dell’impegno di intraprendere, anche grazie a questo supporto, un virtuoso percorso di ripartenza fondato sulla sostenibilità.

Sono 77 i club, pari ad un terzo della platea, che in assenza di un finanziamento con garanzia dello stato probabilmente non si iscriveranno alla prossima stagione sportiva.

L’indagine parla chiaro. Non c’è più tempo, servono azioni concrete. I club chiedono che lo sport venga salvato (#salviamolosport): a rischio ci sono migliaia di posti di lavoro tra atleti e componenti dello staff così come il ruolo sociale svolto sul territorio dai club, soprattutto a beneficio dei più giovani. Infine, rischia di venir meno il gettito fiscale di circa 23 milioni di euro generato dalle attività di queste aziende sportive”.

 

a cura di Natale Giusti

ORDINATAMENTE rivendica il senso reale della professione medica

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Riceviamo e pubblichiamo un altro comunicato del gruppo ORDINATAMENTE in merito alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici – Chirurghi della Provincia di Napoli.

Questo è il testo:

“Rinviare le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici- Chirurghi della Provincia di Napoli in un momento di emergenza sanitaria è stata una scelta saggia. Ci rallegriamo che il Presidente e i Consiglieri dell’OMCeO di Napoli se né siamo resi conto. Meglio tardi che mai! Anche se c’è voluto l’intervento del Ministero della Salute, nonostante noi, Medici della lista OrdiNataMente, abbiamo chiesto di votare online da prima che le elezioni fossero state convocate.

Prendiamo atto che la modalità di voto telematico è un tema scottante. Eppure dovrebbe essere l’obiettivo di tutti coloro che vogliano che in una competizione elettorale sia la democrazia a trionfare, soprattutto in un momento dove i medici stanno soffrendo per garantire la tutela della Salute dei Cittadini e stiamo dando tutto, oltre ogni loro limite. Votare di presenza avrebbe portato prima di tutto un aumento di contagi in tutta la provincia napoletana, oltre a limitare la partecipazione, dato che sicuramente la maggioranza dei medici napoletani, che sono dotato di buon senso e responsabilità, avrebbe preferito astenersi dal voto, per non rischiare il contagio.

Come l’Ordine dei Veterinari della Provincia di Napoli, che ha già votato online, noi, OrdiNataMente, riteniamo che ora, come non mai, dobbiamo seguire l’esempio dei medici degli animali. Contrastare il voto telematico è inspiegabile, sopratutto per chi mette l’etica davanti ad ogni propria azione. Non pensiamo che qualcuno non voglia votare online per timore che una maggioranza reale si esprima. Significherebbe volere un voto falsato. Perché? L’unica risposta sarebbe la paura della sconfitta.

Appoggiare e sostenere la battaglia dei futuri specializzandi è doveroso e noi, OrdiNataMente, siamo stati con loro al flashmob a Piazza Plebiscito lo scorso 5 dicembre. Così come siamo stati tra i medici di medicina generale in attesa di convenzione, quando più di una volta hanno manifestato per chiedere la legittima pubblicazione e assegnazione degli ambiti carenti di Medicina Generale da parte di Regione Campania , così come avviene in tutte le altre regioni. E dove erano il Presidente e i Consiglieri dell’Ordine dei Medici di Napoli? Perché non erano a rivendicare un diritto, soprattutto assistenziale per i Cittadini? Eppure costoro, che si vantano di conoscere i regolamenti, poi non li applicano, soprattutto sul piano etico? È inammissibile che un intero Consiglio direttivo chiuda gli occhi, si tappi il naso e le orecchie quando medici e Cittadini vengono privati del diritto di curare e di essere curati. Sarebbe auspicabile che sulla demagogia finalizzata al perseverante mantenimento di equilibri statici tra poteri, prevalesse il senso dell’Istituzione Ordinistica, che a Napoli sembra sia diventata la succursale di un sindacalismo che tutela pochi al danno della netta maggioranza di medici, che vogliono e pretendono di essere rappresentati non certo da chi si erge a padrone della Professione.

Noi Medici di OrdiNataMente vogliamo una Professione libera e che sia garantita in egual modo a tutti i Medici napoletani, affinché la esercitino nella massima deontologia per garantire una reale tutela della Salute dei Cittadini.

I Medici di OrdiNataMente”

Pablito e la leggenda del contatto con Ferlaino: Federica Cappelletti

La moglie di Paolo Rossi, Federica Cappelletti, a Radio Kiss Kiss ha risposto ad un interrogativo ancora molto presente a distanza di oltre quarant’anni: Pablito e il contatto con Ferlaino

Quando ancora Diego Armando Maradona non era neanche nei piani della Società di Ferlaino, un altro evento avrebbe potuto aggiungersi a quello secolare degli anni successivi, con l’appuntamento storico con il più grande calciatore di tutti i tempi venuto dall’Argentina. Cosa sarebbe stato aver visto quest’ultimo in coppia con il più grande, carismatico ed amato calciatore italiano, Paolo Rossi!
Si, perché si è scritto e detto tutto sul presunto rifiuto di Pablito al Napoli in quegli sgoccioli degli anni ’70.
Dalla Stampa giunge notizia che Ferlaino lo aveva praticamente acquistato. Fatto sta’ che Rossi non vestì la maglia bianco – azzurra, né quell’ultimo anno che introduceva al decennio ’80, né mai più.
Ed il Napoli si avviò lentamente ai fasti Maradoniani; il Perugia ad esser storicamente ricordata ancor oggi come la prima squadra ad aver detenuto il record d’imbattibilità stagionale in Serie A, evento prima di allora mai raggiunto da nessuna squadra nella storia dei tornei a girone unico. 30 partite senza sconfitte. Diventando così nell’immediato, seconda città assoluta dell’Italia calcistica. Raggiungendo quel 2º posto finale in classifica, che valse l’appellativo di Perugia dei Miracoli.
Primato che in quel momento la pose sul tetto d’Italia.
Successe poi che il 20 ottobre del 1979, in occasione di Napoli – Perugia, anticipata al sabato in coincidenza con la visita domenicale a Napoli di Papa Wojtyla, “l’uomo amato dalle folle”, ben oltre 80mila spettatori assieparono il San Paolo – oggi già proprio “Diego Armando Maradona” – per fischiare Paolo Rossi, che agli occhi dei napoletani era l’uomo del rifiuto.
E l’oggetto del rifiuto stesso sarebbe stato all’epoca consumato a mezzo contatto telefonico.
Oggi divenuto ‘leggenda’, l’episodio arricchisce l’alone di calcio che fu’, quando i Dieci erano le future bandiere che non rincorrevano il denaro ma le vittorie sul campo. E lottavano non per non perdere d’ingaggio singolarmente, ma per farsi costruire intorno collettivi competitivi per loro e per il pubblico.
A ritornare sulla telefonata con cui Paolo Rossi avrebbe rifiutato all’allora Presidente Corrado Ferlaino, il suo approdo a Napoli; è la moglie Federica Cappelletti, in intervista a “Radio Gol” trasmissione di Walter De Maggio sul gruppo dell’Emittente radiofonica Kiss Kiss.
Ed ecco rivivere nell’immaginario collettivo i 90mila (era il momento storico dei 10mila cosiddetti portoghesi, spettatori domenicali fissi non paganti all’impianto di Fuorigrotta) accorsi a Napoli – Perugia, per fischiare Pablito.
“Lui mi ha sempre detto che non è vero che rifiutò Napoli. Anzi. Chiamo’ Ferlaino e disse che voleva la squadra intorno a sé. Ma il Presidente gli rispose che avrebbe preso solo lui, e che non poteva andare oltre un innesto già così importante come il suo. Fu da subito dispiaciuto, perché faceva le sue scelte senza pregiudizi e gli sarebbe piaciuto un Napoli forte e competitivo con lui. Il suo unico metro di scelta era quello che portava a dare sempre il massimo per vincere. E quindi in quel momento scelse Perugia. Dopodiché fu anche dispiaciuto che i napoletani credessero che lui avesse rifiutato delle persone che invece adorava. Da allora e fino all’ultimo Napoli, ha sempre parlato bene della squadra partenopea e dei risultati ottenuti”.
Così Federica Cappelletti ha ricordato pur non essendo in quel tempo la moglie di Paolo Rossi, quale fosse la voglia di vincere e di accontentare i tifosi da parte dell’uomo che per tutti è stato il primo eroe calcistico nazionale a portarci sul tetto del mondo.

Inter – Napoli, probabili formazioni: occhi puntati sul big match di San Siro

 

Inter e Napoli si sfidano a caccia del secondo posto in Serie A (16 dicembre alle 20:45). Nerazzurri e partenopei, infatti, sono divisi solo da un punto. È già una sfida decisiva per entrambe le squadre, con un occhio anche alla sfida di Marassi tra Genoa e Milan

Ormai alle spalle la disfatta europea, l’Inter, ora, pone massima concentrazione al campionato, dov’è secondo a sole 3 lunghezze di distanza dal Milan capolista. La squadra allenata da Gattuso, invece, si è qualificata ai sedicesimi di finale di Europa League (dove affronterà il Granada) ed è solamente un punto dietro gli uomini di Conte. Una vittoria permetterebbe ai partenopei il sorpasso. In contemporanea, anche la sfida tra Genoa e Milan, mentre alle 18:30, la Juventus (a pari punti con il Napoli) ospiterà l’Atalanta allo Stadium.

inter

I nerazzurri arrivano alla sfida contro gli azzurri dopo la convincente vittoria in Sardegna contro il Cagliari. Assenti di sicuro Vidal e Sanchez, Conte farà affidamento, con ogni probabilità, a Gagliardini e Lautaro per sostituirli. Ancora in dubbio, invece, Hakimi, uscito per un problema al polpaccio nella sfida della Sardegna Arena e sostituito dal match-winner D’Ambrosio. Proprio l’ex Torino dovrebbe prendere il posto del marocchino, qualora quest’ultimo non dovesse farcela. Eriksen verso la panchina. (qui la conferenza stampa di Conte)
probabile formazione (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young; Lautaro, Lukaku. All. Conte.

napoli

I partenopei hanno scoperto il loro avversario ai sedicesimi di Europa League al sorteggio, dopo aver battuto la Sampdoria nella prima di Serie A allo Stadio Diego Maradona. Ancora assente Osimhen per un problema alla spalla, Gattuso schiera l’attacco “leggero”, con Insigne, Mertens e Lozano. Panchina, quindi, anche per Petagna (in gol contro i blu-cerchiati). Torna titolare Bakayoko in mediana, mentre è ancora in corso il ballottaggio tra Demme e Ruiz a chiudere il centrocampo, insieme a Zielinski. Mario Rui verso la titolarità, insieme a Manolas, Koulibaly e Di Lorenzo nel reparto difensivo.
probabile formazione (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Ruiz, Bakayoko, Zielinski; Lozano, Mertens, Insigne. All. Gattuso.

 

A cura di Claudio Savino

 

Ferrari: un anno buio, ma si intravede la luce infondo al tunnel

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Ferrari: un anno buio, ma si intravede la luce infondo al tunnel

Come ogni anno a dicembre si è pronti ad analizzare quel che è stata la stagione di Formula Uno. Noi lo facciamo e in particolare ci soffermiamo sulla Ferrari.  Difficile trovare un solo aggettivo per descrivere la Season della squadra di Maranello. Possiamo forse dire  una parola che dovrà poi essere la chiave per quella 2021: certezze.

 

Il 2020: l’anno della crisi

Di gare difficili da affrontare per la Ferrari quest’anno ce ne sono state tante. Bisogna dirlo: su alcune piste  la SF1000 sembrava, stando ai piloti, inguidabile. Eravamo arrivati al punto di esultare per vedere una Rossa riuscire a qualificarsi al Q3, che era diventato da obiettivo minimo a principale in quasi ogni qualifica. Ogni tanto però la Ferrari è riuscita a condurre ottime gara in cui il talento, su tutti del numero sedici, ha fatto la differenza.

 

Il problema irrisolvibile: il motore

Spa,Monza,Mugello. Sono forse queste tre le gare in cui abbiamo assistito alla peggior Ferrari della stagione, in cui si è toccato il fondo. I tracciati hanno però evidenziato una triste realtà: la Ferrari non ha il motore, mancano i cavalli, ovvero l’elemento fondamentale per poter essere competitivo su qualsiasi pista e avversario. Fanno ben sperare però le parole del team principal Binotto che, oltre ad aver promesso un nuovo motore, ha anche aggiunto:”Obiettivo 2021? Essere la seconda forza del mondiale

 

La certezza: Charles Leclerc

L’unico che si salva da questa brutta stagione é Charles Leclerc. La punta di diamante della scuderia Ferrari. È vero, anche Charles quest’anno ha commesso degli errori(l’ultimo a Sakir due gare fa), ma è anche stato l’unico che ha dato ai tifosi della Rossa in qualche gara la possibilità di credere e di lottare per le posizioni alte della classifica.

 

L’addio di Sebastian Vettel

Non ha aiutato senza dubbio il rapporto da separati in casa che si era creato tra Sebastian Vettel e il Cavallino. Annunciare l’arrivo di Sainz e l’addio di Vettel prima dell’inizio della stagione è stata un’arma a doppio taglio dimostratasi letale per entrambi: Vettel infatti ha vissuto una bruttissima stagione per un feeling con la vettura che forse abbiamo visto solo in Turchia, mentre la Ferrari, non mettendo in condizione il suo pilota, ha portato a casa solo il sesto posto nella classifica costruttori. Un risultato bassissimo pronto però a migliorare nella prossima stagione con la coppia Sainz-Leclerc.

 

L’arrivo del 55

E arriviamo all’uomo più atteso della prossima stagione: Carlos Sainz. Salutare Vettel nell’ultima gara ad Abu Dhabi è stato dolorosissimo ma forse separarsi è stata la scelta più giusta. Al posto del tedesco arriva un pilota che ha dimostrato in pista tutto il suo valore: difficilmente fuori dalla top ten e con la voglia di vincere: basti infatti ricordare come a Monza Sainz fece di tutto per raggiungere Gasly che poi vinse il Gran Premio proprio davanti allo spagnolo. Dunque, indipendente da come è andata questa stagione, forse iniziare a pensare alla prossima sembra essere la soluzione migliore.

 

Reddito di Cittadinanza: numero beneficiari risale a 1,2 milioni di nuclei

Reddito di Cittadinanza: nel mese di Novembre 2020, il numero dei beneficiari risale a 1,2 milioni di nuclei, pari a 2,8 milioni di persone.

Reddito di Cittadinanza: il numero dei beneficiari risale a 1,2 milioni di nuclei

Nel mese di novembre 2020, con le riattivazioni dei nuclei che avevano terminato il primo ciclo di RdC nel mese di settembre 2020, aumenta nuovamente il numero dei nuclei familiari beneficiari di Reddito/Pensione di Cittadinanza, che raggiunge così il valore di 1,2 milioni, per un totale di 2,8 milioni di persone coinvolte e un importo medio mensile di 524 euro.
Al 98% di coloro che hanno presentato domanda di rinnovo è stata nuovamente erogata la prestazione nel mese di novembre 2020. Nel 61% dei casi si tratta di nuclei senza la presenza di minori e il 74% dei nuclei presenta al massimo tre componenti.
Per quanto riguarda il Reddito di Emergenza, i nuclei percettori di almeno una mensilità della prestazione ai sensi del dl 34/2020 art. 82, che prevede erogazioni per due mesi, risultano pari a 292mila con 702mila persone coinvolte e un importo medio mensile di 559 euro; sono invece 253mila i nuclei beneficiari del Reddito di Emergenza disciplinato dal dl 104/2020 art. 23, con 581mila persone coinvolte e un importo medio pari a 550 euro. Il dl 104/2020 art. 23 prevedeva inizialmente l’erogazione di una sola mensilità, con il dl 137/2020 art. 14, comma 1, sono state aggiunte atre due mensilità, quella di novembre e quella di dicembre.

 

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Castellammare : AVVISO Sospensione pagamenti fino al 30/04/2021

Castellammare di Stabia: l’amministrazione comunale, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, comunica la sospensione dei pagamenti fino al 30/04/2021.

Castellammare di Stabia: AVVISO Sospensione pagamenti fino al 30/04/2021

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- In merito agli avvisi di accertamento Imu, Tari e Tasi che sono stati notificati nei giorni scorsi, si evidenzia che l’invio di questi ultimi era obbligatorio per evitare la prescrizione; l’amministrazione comunale, in ogni caso, per venire incontro alle esigenze delle famiglie in questo periodo di emergenza sanitaria e socio-economica causato dal Covid, ha disposto con apposita delibera di giunta la sospensione dei pagamenti fino al 30/04/2021.

Per la Tari, inoltre, è prevista la possibilità di pagare l’importo ridotto indicato in avviso fino al 30 aprile 2021, anziché entro 60 giorni dalla notifica, applicando il cumulo giuridico in caso di più annualità.
Per Tari, Imu e Tasi, infine, è prevista la possibilità di rateizzazione sull’importo complessivo, se richiesta, nel rispetto del vigente regolamento delle entrate.
inoltre:
E’ stato pubblicato l’Avviso pubblico per l’affidamento del servizio di ristorazione scolastica per la durata di anni tre mediante procedura aperta per la conclusione di un accordo quadro.
L’offerta dovrà essere inoltrata sull’apposito portale telematico https://castellammaredistabia.tuttogare.it/…/id25036… entro il termine perentorio del lunedì 18 gennaio 2021 alle ore 12 pena l’esclusione.
Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania
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La Bastonatura di ViViCentro.it. Auteri old style con gli arbitri

La Bastonatura di ViViCentro.it. Auteri old style con gli arbitri. Il tecnico del Bari torna a recriminare sull’operato dell’arbitro anziché guardare in casa propria

La Bastonatura di ViViCentro.it. Auteri old style con gli arbitri

 

La quindicesima giornata del campionato di Lega Pro Girone C ci ha lasciato in eredità un’immagine di Gaetano Auteri, tecnico del Bari, che ricordavamo molto bene negli ultimi anni e che sicuramente non fa onore alla sua immagine di ottimo allenatore per la categoria.

Infatti quando le cose non vanno bene alla propria squadra e i risultati iniziano a non arrivare, ecco che lo “Special One” di Floridia inizia sistematicamente a sparare a zero sull’operato degli arbitri di turno. Cose che si sono più volte ripetute nel corso della sua onorata carriera di allenatore  e che ricordiamo molto bene quando era alla guida tecnica del Catanzaro, del Matera e anche del Benevento.

Domenica sera Auteri, piuttosto che soffermarsi sulla prova opaca dei suoi che hanno fallito anche un calcio di rigore, ha così sentenziato sul direttore di gara di Bari-Vibonese: “L’arbitro non era in una buona giornata. De Risio ammonito ci ha condizionato la gara. Anche Redolfi andava espulso, non ha usato lo stesso metro con Sabbione. Al di là del pomeriggio infausto non siamo stati bravi a concretizzare. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi”. 

Auteri ha avuto da ridire anche sull’espulsione di Montalto per proteste dalla panchina che l’arbitro non può essersi inventato e ha puntato il mirino addirittura sul quarto uomo: “Non ha fatto niente di che, il quarto uomo non era in serata. Montalto non ha offeso nessuno, sono cose che contano poco alla fine. Non siamo in difficoltà, questo organico è molto ampio. A volte gli arbitri le regole non le fanno rispettare in modo coerente ed equilibrato”. 

Affermazioni poco giustificabili che servono solo a nascondere il fatto che il tecnico di Floridia è sulla graticola in quel di Bari. Infatti con la Ternana che non perde un colpo ed è volata a +9 sul Bari, si prospetta un’annata fallimentare per il team di Auteri che per il secondo anno potrebbe fallire la promozione diretta. E si sa che nel caso del Bari gli investimenti della presidenza De Laurentiis sono stati davvero ingenti.

Raggiungere solo i playoff sarebbe un vero e proprio fallimento per la rosa faraonica del Bari. Ecco perchè Auteri cerca alibi anziché guardare a cosa sta dicendo il campo di domenica in domenica. Molto più facile attaccare gli arbitri piuttosto che ammettere le proprie colpe che non possono non esserci nella distanza siderale che separa la Ternana dal Bari.

 

a cura di Natale Giusti

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Dilettanti- Il C.R. della Puglia smentisce la ripresa con cambio di format

Un Comunicato Ufficiale mette a tacere i “Cambiamenti” paventati da numerosi rumors attinenti una rimodulazione della stagione calcistica 2020-2021

Il Comitato Regionale Puglia della LND presieduto da Vito Tisci, ha diramato un breve comunicato ufficiale per fare chiarezza per prendere le distanze da indiscrezioni circolate all’indomani dell’ultimo Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti. Le notizie che stanno circolando da giorni sul web, parlano di una discussione avuta tra i rappresentanti dei vari comitati regionali per cercare una soluzione in merito alla ripresa e sopratutto alla chiusura del campionati dilettantistici e giovanili, con l’ipotesi di far disputare soltanto il girone di andata.

Nel comunicato del C.R. Puglia viene bollata come infondata la possibilità di ripresa dell’attività ufficiale con una modifica del format dei campionati regionali e provinciali della stagione sportiva 2020/2021, confermando dunque quanto vi abbiamo già raccontato ieri.

Il C.R. Puglia LND sottolinea che il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, riunitosi il 10 dicembre 2020, non si è ancora espresso sulla ripresa dell’attività ufficiale. Allo stato attuale, a seguito del Dpcm emanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 3 dicembre 2020, l’unico piano di ripartenza dell’attività ufficiale risulta essere quello deliberato dal Consiglio Direttivo della LND Puglia e pubblicato sul sul Comunicato Ufficiale N. 57 del 5 dicembre 2020

In tale comunicato è riportato che allineandosi alle disposizioni governative che hanno prorogato la sospensione dell’attività sportiva ufficiale fino al 15 gennaio 2021, ha deliberato all’unanimità le nuove date per la ripesa dell’attività ufficiale su scala regionale. Le settimane successive al 15 gennaio saranno dedicate alla ripresa degli allenamenti collettivi delle squadre dilettantistiche e giovanili. Le gare di recupero saranno disputate domenica 31 gennaio e giovedì 4 febbraio 2021. Domenica 7 febbraio 2021 ripartirà tutta l’attività ufficiale con la ripresa dei campionati dilettantistici e giovanili proseguendo dalla giornata in cui erano stati sospesi. Si precisa che le previsioni dell’attività ufficiali sono subordinate all’evoluzione della pandemia e alle conseguenti determinazioni del Governo.

Napoli: festa abusiva in un B&B in via Depretis, dodici persone sanzionate

Ieri sera, in via Depretis, gli agenti dell’Ufficio di prevenzione Generale hanno sospeso una festa abusiva in un B&B, sanzionando dodici persone.

Napoli: festa abusiva in un B&B in via Depretis, dodici persone sanzionate

NAPOLI- Ieri sera gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in via Depretis per una segnalazione di schiamazzi e musica ad alto volume provenienti dalla stanza di un bed and breakfast.
Gli agenti, giunti sul posto, hanno udito forti rumori provenienti dall’interno della struttura e, una volta entrati, hanno sorpreso in una stanza dodici napoletani tra i 18 e i 26 anni tutti privi della mascherina intenti a mangiare e bere, e li hanno sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19.

 

 

Miano: uno spacciatore arrestato

NAPOLI-Ieri sera gli agenti del Commissariato Scampia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Mianella un uomo che, in più occasioni, ha consegnato qualcosa ad alcune persone in cambio di denaro.
I poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato trovandolo in possesso di 17 involucri contenenti 7 grammi di cocaina e di 725 euro.
Ciro Gallo, 53enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.
Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania
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Frode all’Inps e all’Egea. Denunciati 150 braccianti agricoli. Sequestrati un milione e mezzo di beni

Sono 14 le società coinvolte nella frode scoperta dalla Comando provinciale della Guardia di Finanza di Messina, Milazzo e Patti.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’importante operazione denominata “LADYBUG” e riguardante l’indebita percezione di finanziamenti pubblici, nonché del falso bracciantato agricolo, conclusasi con la denuncia all’Autorità Giudiziaria peloritana di numerosi soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di frode ai danni dell’Inps, falso e truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

La complessa attività d’indagine è stata diretta dalla Procura della Repubblica di Messina ed eseguita dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Patti, sotto il coordinamento del Gruppo della Guardia di Finanza di Milazzo, ed ha consentito di stroncare un rodato meccanismo che aveva consentito a ben 156 lavoratori di ottenere – secondo ipotesi d’accusa indebitamente – le previste indennità assistenziali e previdenziali per il settore agricolo, pari ad oltre 550.000 Euro.

L’attenzione delle Fiamme Gialle, sulla scorta di consolidati e proficui interscambi info-investigativi con gli Ispettori dell’INPS, è inizialmente caduta su una società cooperativa agricola, con sede a Piraino (ME), legalmente rappresentata dal brolese D.L. cl. 63, che aveva comunicato all’INPS l’assunzione di centinaia di operai, da impiegare nei terreni di sua proprietà.

Dopo mirati accertamenti, tuttavia, gli investigatori economico-finanziari pattesi scoprivano, in realtà, come la cooperativa fosse solo una cosiddetta “cartiera”: un’azienda priva di personale e di una reale struttura operativa, nata con il deliberato intento di procurare ai responsabili della frode un ingiusto profitto.

Sul punto, si acquisiva come i braccianti non avessero espletato alcuna prestazione lavorativa, riuscendo, comunque, grazie alle mendaci dichiarazioni trasmesse dal titolare dell’impresa agricola all’INPS, a percepire contributi previdenziali ed assistenziali in realtà non dovuti.

Ma v’è di più: l’articolata frode ha riguardato anche l’erogazione di ulteriori contributi pubblici, ammontanti a circa mezzo milione di Euro, concessi dall’A.G.E.A. (l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura è un ente statale italiano che ha compiti di svolgimento delle funzioni di Organismo di Coordinamento e di Organismo pagatore nell’ambito dell’erogazione dei fondi dell’Unione europea ai produttori agricoli) nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013, finanziati per migliorare le strutture aziendali agricole operanti nell’area dei Nebrodi, soprattutto nel territorio di Montalbano Elicona.

A tal riguardo, emergeva come la medesima cooperativa agricola facesse parte di un ramificato sistema di aziende, composto da 14 società, che si scambiavano vicendevolmente numerose fatture “gonfiate”, per un importo pari a € 360.000,00, predisposte al solo fine di attestare ai due “Enti pagatori”, l’Ispettorato dell’Agricoltura di Messina e l’A.G.E.A., le spese per la realizzazione di lavori agricoli, in realtà mai sostenute.

I reati contestati agli indagati, in concorso tra loro, sono di particolare gravità: vanno dal falso commesso in atto pubblico sino alla truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.

Sulla scorta del significativo quadro indiziario raccolto, pertanto, il G.I.P. del Tribunale di Messina disponeva, nei confronti del rappresentante legale della cooperativa, il sequestro preventivo di beni per un valore di circa 1,5 milioni di euro. Durante la fase esecutiva del provvedimento sono state, altresì, sequestrate il 60% delle partecipazioni di una società di Piraino (ME).

In conclusione, resta alta la soglia di attenzione della Procura della Repubblica di Messina e della Guardia di Finanza nei confronti di un territorio, quale quello dei Nebrodi, significativamente minato dalla pervasiva presenza di strutturate organizzazioni criminali che, nel decorso gennaio 2020, ha portato la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina a disporre l’esecuzione di 94 ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere di stampo mafioso, con il contestuale sequestro di oltre 150 aziende, in virtù dell’acclarato interesse dei due gruppi mafiosi all’epoca investigati proprio per il controllo e l’illecita percezione di ingenti contributi comunitari concessi dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Ag.E.A.).

Più ampie direttive operative emanate dall’Autorità di Vertice della Guardia di Finanza per il controllo della spesa pubblica, vieppiù nell’attuale scenario pandemico, rientrano tra le attività istituzionali tipiche di polizia economico-finanziaria, a contrasto delle truffe e degli sprechi di denaro pubblico, col duplice obiettivo di consentire, da un lato, un utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti nazionali e comunitari, arginando efficacemente la diffusione dell’illegalità e, dall’altro, di salvaguardare i tanti imprenditori onesti di un settore così vitale per l’economia locale.

Ci siamo occupati in passato di analoghe situazioni nei Nebrodi con i seguenti articoli “15 Gennaio 2020 Arrestati mafiosi, funzionari regionali, sindaco e notaio. Percepivano illecitamente contributi europei (video)”, “26 Gennaio 2020 Il Comune di Troina si costituisce contro la mafia dei Nebrodi”, “11 Luglio 2020 Mafia dei Nebrodi – Operazione “NEW PARK” della GdF di Enna” e “1 Ottobre 2020 Maxi frode nel settore dei finanziamenti pubblici nel territorio dei Nebrodi”.

Adduso Sebastiano

Accordo Ministero Salute-Cineca: svolta nella gestione dei dati

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Accordo Ministero Salute-Cineca su intelligenza artificiale e Big Data. Zampa/Vannozzi: “Una svolta nella gestione dei dati per la salute degli italiani”.

Accordo Ministero Salute-Cineca: svolta nella gestione dei dati

Il Ministero della Salute e Cineca Consorzio Interuniversitario hanno siglato un accordo per implementare un sistema che, attraverso tecniche di intelligenza artificiale e di analisi, possa sviluppare una nuova governance per il Sistema Sanitario Nazionale e implementare un modello predittivo. L’accordo consentirà di sviluppare modalità di monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione nell’ambito dei programmi avviati dal Ministero, utilizzando i dati provenienti dal Fascicolo Sanitario Elettronico in forma aggregata e anonima.

“Il Ministero della Salute ha più volte sottolineato l’esigenza di rivedere il sistema informativo sanitario nazionale con architetture tecnologiche che possano integrare la moltitudine di dati dematerializzati, in particolare quelli raccolti con il Fascicolo Sanitario Elettronico in forma aggregata ed anonima, come previsto dalla norma. L’accordo firmato tra Ministero e Cineca è un primo passo di questa strategia. A questo riguardo mi piace sottolineare che il primo ambito nel quale si esplicita la collaborazione si sviluppa con riferimento a precisi target: popolazione over 65 e 0-18 anni” – dichiara la Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa, che ha sottoscritto l’intesa.

“Sono fiducioso che l’accordo siglato dal Ministero della Salute e da Cineca consentirà una svolta nella gestione dei dati per la salute degli italiani. Cineca mette a disposizione del Ministero la sua grande potenza di calcolo e le sue competenze in materia di intelligenza artificiale e di gestione dei big data grazie alle quali, voglio ricordare, il Cineca in poche settimane è riuscito a isolare una proteina in grado di contrastare il Covid-19” – spiega a margine della firma il Direttore Generale di Cineca David Vannozzi.

“Ci proponiamo inoltre, attraverso l’utilizzo di sistemi tecnologici avanzati e capaci di integrare tutti i dati del cittadino, di superare la classica visione dei dati “a silos” per avvalersi di sistemi di analisi in grado di evidenziare il reale stato di salute della popolazione. Si tratta di obiettivi ambiziosi ma assolutamente alla nostra portata. È naturale immaginare che l’accordo fra Cineca e Ministero della Salute potrà aprirsi ad altri ambiti di collaborazione con il sistema delle società in house pubbliche, regionali e nazionali e delle competenze scientifiche ed industriali di cui il nostro paese dispone” – conclude Vannozzi.

Lorenza Sabatino

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Duro colpo al clan Partenio, sequestro di beni del valore di 1 milione

Duro colpo al nuovo clan Partenio, sequestrati beni del valore di 1 milione di euro dai Carabinieri Avellino e Guardia di Finanza Napoli.

Duro colpo al clan Partenio, sequestro di beni del valore di 1 milione

I Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ad un sequestro preventivo in via d’urgenza di beni del valore di oltre 1 milione di euro.

Il provvedimento riguarda beni mobili, fabbricati, crediti, beni aziendali, azioni quote e strumenti dematerializzati transitati da una Società a responsabilità limitata, la “PUNTO FINANCE” con sede a Roma, già sottoposta a sequestro lo scorso 9 novembre, ad un’altra società riconducibile sempre a uno degli indagati.

In particolare, nel corso degli accertamenti di natura economico- finanziaria è emerso che il rappresentante di fatto, già destinatario di misura cautelare in carcere, ha eseguito una scissione parziale della stessa mediante la costituzione della nuova società intestata alla nipote, a cui sarebbero stati ceduti fabbricati, crediti e immobilizzazioni finanziarie del suindicato importo. La nuova entità giuridica avrebbe successivamente messo in atto procedure finalizzate all’alienazione dei beni simulando atti di compravendita di fatto eseguiti e controllati dalla stessa S.r.l..

Il sequestro in argomento scaturisce da ulteriori approfondimenti investigativi collegati alla nota operazione “ASTE OK” condotta lo scorso 9 novembre che ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da soggetti ritenuti compartecipi in una consorteria criminale, supportata da elementi di spicco del clan camorristico denominato “Nuovo Clan Partenio” (egemone nell’avellinese), all’interno del quale si muovevano alcuni sodali dediti all’alterazione fraudolenta di aste giudiziarie indette dal Tribunale di Avellino.

Lorenza Sabatino

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Trasmissione radiofonica illegale: spenta storica emittente

Trasmissione radiofonica illegale: la Guardia di Finanza di Salerno “spegne” storica emittente dell’agro nocerino-sarnese.

Trasmissione radiofonica illegale: spenta storica emittente

Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha posto sotto sequestro una storica emittente radiofonica di Angri (SA), risultata sprovvista di ogni tipo di autorizzazione e/o di licenza della S.I.A.E. necessaria per la trasmissione via radio e web di qualsiasi contenuto audiovisivo.

I Finanzieri della Compagnia di Scafati, nell’ambito di un servizio finalizzato alla tutela del diritto d’autore, hanno infatti scoperto che l’emittente radiofonica, da oltre vent’anni operativa ad Angri (SA), con grandi ascolti in Campania, riproduceva sulla frequenza locale file audio scaricati illegalmente.

Considerato che, al momento dell’accesso presso la sede amministrativa, la stazione radio era “in onda ed in diretta”, le Fiamme Gialle ne hanno bloccato l’attività e proceduto al sequestro d’iniziativa di tutte le apparecchiature in uso, tra cui i computer e i supporti esterni utilizzati per la memorizzazione dei brani musicali illecitamente riprodotti.

Il provvedimento cautelare d’urgenza è stato poi convalidato dal Giudice per le indagini preliminari in sede e questa Procura della Repubblica dott. Davide Palmieri — ne ha curato la successiva esecuzione.

Il responsabile dell’emittente, denunciato a piede libero per aver violato la legge speciale che tutela il diritto d’autore, rischia adesso una condanna fino a quattro anni di reclusione ed una multa sino a 1 5.000 euro.

Lorenza Sabatino

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Sistema governativo e pandemia: dalla Germania alla Cina

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Sistema governativo e pandemia: qual è il sistema che meglio permette di gestire una pandemia? Analisi dalla Germania alla Cina.

Sistema governativo e pandemia: dalla Germania alla Cina

Da domani al 10 gennaio la Germania imporrà nuovi divieti. Conseguentemente all’intervento al Parlamento della Cancelliera Merkel mercoledì scorso – intervento di successo, che ha coniugato il dispiacere umano alla responsabilità politica di guidare il Paese – non ci saranno stand di vin brulé e waffle in strada. Neanche da acquistare per il consumo domestico. Questo non è considerato compatibile con il picco di morti registrato dalla Germania (598 solo venerdì). Quindi, tutto chiuso e misure leggermente allentate solo i giorni tra il 24 e il 26 dicembre.

L’esatto contrario di ciò che si prospetta per l’Italia. Non è ancora chiaro che tipo di restrizioni saranno imposte dal 21 dicembre in poi, ma ciò che è fuori di dubbio è che le misure saranno più strette, non più larghe, nei giorni critici. Coprifuochi, zone rosse, divieti: non è ancora chiaro cosa succederà e la spesa per il classico cenone è, ancora una volta, da rimandare.

Intanto, in America si discute sulle scuole chiuse, perché la prospettiva di un’apertura è ancora fuori dagli orizzonti. L’apertura dei campus universitari ha determinato un forte aumento dei contagi e l’unica idea condivisa è che, se non è accettabile esporre i giovani apprendenti ad un rischio (principalmente, quello di contagiare genitori e parenti), ancor meno lo è il fatto che i luoghi d’istruzione restino chiusi mentre quelli di ristorazione e ricreazione, in nome di un’economia altrimenti sulla via della paralisi, restino aperti.

Ma una pandemia è davvero gestibile in paesi il cui sistema politico-amministrativo è basato sulla democrazia? Consideriamo in ordine le varie casistiche.

Gli USA hanno un sistema politico basato su tre principi: la repubblica, la democrazia rappresentativa (lasceremo qui un quesito senza risposta: è davvero rappresentativa?) e il federalismo. La stratificazione dei livelli governativi riflette la storia del Paese e lo differenzia dai sistemi europei. Ma anche da quelli asiatici.

In Cina abbiamo uno Stato Socialista monopartitico: l’idea di base è che qualsiasi altro partito rispetto a quello rappresentativo è dichiarato fuorilegge e può partecipare alle elezioni in modo solo limitato. È chiaro che sia stata la forma politica che ha lasciato più spazio alle manovre necessarie per contenere la pandemia, in nome di un’economia che doveva ripartire a ogni costo e il prima possibile.

Non così in Italia, in cui il governo è diviso tra i vari diritti da garantire ai cittadini. Qualsiasi magistrato, infatti, dichiarerebbe giustamente incostituzionale la limitazione della libertà personale che si traduce nei vari DPCM – per questo considerati espressione della limitazione della libertà di circolazione, che in caso di pandemia è una possibilità su cui il governo può operare. Ma su quanto tempo il governo possa legiferare non c’è chiarezza: questo perché nella Costituzione non si parla delle modalità di azione in caso di pandemia. E, soprattutto, in estate nessuno ha pensato di iniziare a lavorarci.

Ciò determina la situazione dell’Italia: incertezza a livello nazionale, regionale e persino comunale (alcuni Comuni hanno indetto strette ancor maggiori di quelle previste dalla Regione). A quanto pare, checché ne dicano gli scienziati, la terza ondata sarà inevitabile, seppur scoordinata, lungo l’intero stivale.

La Germania, tuttavia, nonostante il suo statuto di  Repubblica parlamentare federale, e la consequenziale collocazione verso un tipo di amministrazione democratica e poco accentratrice nelle mani di un unico leader politico, sembra contrastare la pandemia nel migliore dei modi possibili. Senza incostituzionalità, ma prendendo decisioni sulla base di dati che, oltre a indicare la via ai tecnici e agli amministratori, consolano i cittadini. Tempi migliori verranno se i comportamenti saranno conformati alle necessità imposte dalla circolazione del virus.

Vin brulé e waffle fatti in casa per la Germania. In Italia resta un mistero.

Ciò che è certo è che un rimescolamento governativo non farebbe altro che male. Instabilità è sinonimo di contagio, in tempi di pandemia.

 

Lorenza Sabatino

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La classifica 2020 delle città più vivibili d’Italia. La Sicilia sempre in basso

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Il Sole24ore ha stilato come ogni anno la classifica. L’Isola ancor in calce: emblematico del fallimento dei Governi regionali siciliani.

L’anno passato il nostro articolo titolava “17 Dicembre 2019 Qualità di vita, sei provincie siciliane agli ultimi posti”. Quest’anno 2020 con la 31esima indagine de Il Sole 24 Ore sul benessere nei territori va considerato che c’è una pandemia in corso sicché la diffusione dei contagi ha esercitato una pressione differente nelle varie regioni e città sui sistemi sanitari, sulle vite e sulla quotidianità delle persone. Tuttavia, indipendentemente da tale, seppure rilevante parametro, nel complesso la situazione regressiva (socio-economica-occupazionale-infrastrutturale) in Sicilia è analoga agli anni scorsi di conseguenza lo è la vivibilità che è compensata unicamente innanzitutto dall’impareggiabile clima e poi dalla moderata natura, bel mare, buona cucina, respirabile aria.

In sintesi la generale classifica delle città più e meno vivibili nel 2020.

Le prime 10 città per qualità della vita in Italia: Bologna (+13); Bolzano (=); Trento (=); Verona (+3); Trieste (=); Udine (+10); Aosta (-3); Parma (+2); Cagliari (+11); Pordenone (+3).

Le ultime 10 città per qualità della vita in Italia: Agrigento (+4); Ragusa (-19); Foggia (+5); Trapani (0); Catanzaro (-17); Enna (+1); Vibo Valentia (-1); Siracusa (-15); Caltanissetta (+1); Crotone (-1).

Palermo occupa l’89esimo posto, in risalita rispetto al 98esimo del 2019. Catania è 90esima, subito dietro al capoluogo, anche lei in risalita (97esima nel 2019). Messina è 91esima mentre nel 2019 occupava il 100esimo posto. Piccolo salto in avanti anche per Agrigento, che nella classifica del 2020 è 98esima mentre nel 2019 era al 102esimo posto. Stabile Trapani, alla stessa posizione per due anni di fila: posto numero 101. Ragusa, invece, è in forte discesa; la città, che occupa il 99esimo posto, perde 19 posizioni rispetto al 2019. Enna rimane negli ultimi posti, per quanto riguarda la classifica generale, ma guadagna una posizione: nel 2020 è 103esima.

Seppure si registra rispetto all’anno passato una relativa risalita nella classifica, ma dovuta prevalentemente all’effetto pandemia che ha colpito più pesantemente le città del Nord, come appresso argomentato, la sostanziale stagnazione in basso nella classifica delle città siciliane appare eloquente del cronico fallimento, inconcludenza e incapacità dei Governi siciliani che si sono succeduti negli ultimi decenni, in particole il penultimo di centrosinistra e quello attuale di centrodestra del Presidente Musumeci.

Gli elementi di valutazione sono stati: 1. Ricchezza e consumi; 2. Demografia e salute; 3. Affari e lavoro; 4. Ambiente e servizi; 5. Giustizia e sicurezza; 6. Cultura e tempo libero.

Come già accennato, la classifica ha dovuto tenere conto del nuovo coronavirus Sars-Cov-2 e della malattia che provoca la Covid-19 che hanno e stanno purtroppo ancora adesso, condizionando la vivibilità in molti centri.

Ad esempio ad essere penalizzato è soprattutto il Nord dove si registra la diffusione più elevata del virus in rapporto alla popolazione residente.

Le province lombarde hanno segno negativo, in peggioramento rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio e Mantova. Colpita anche Milano – vincitrice sia nel 2018 sia nel 2019 – che perde 11 posizioni, dove cui pesa il crollo del Pil pro capite in base alle stime 2020, ma anche il nuovo indicatore sullo spazio abitativo medio a disposizione (con una media di 51 mq per famiglia).

Prima nella classifica generale di quest’anno c’è Bologna. La città guadagna 13 posizioni rispetto al 2019 e traina un po’ tutte le province dell’Emilia Romagna. Ben cinque su nove compaiono infatti tra le prime venti: oltre al capoluogo, Parma (8), Forlì Cesena (14), Modena (15) e Reggio Emilia (17).

E il nuovo Coronavirus ha determinato un atro fattore penalizzante, quello del crollo di turisti soprattutto dall’estero.

La crisi pandemica infatti ha penalizzato le aree metropolitane più turistiche, come Venezia (33ª, in calo di 24 posizioni), Roma (32ª, -14), Firenze (27ª, -12) oppure Napoli (92ª, -11). E della mancanza di turisti risentono anche le località di mare: peggiorano le province di Puglia e Sardegna (fatta eccezione per Cagliari e Foggia), Rimini (36ª, perde 19 posizioni rispetto allo scorso anno), Salerno, Siracusa e Ragusa.

In controtendenza solo la Liguria, tutta in miglioramento, dove addirittura Genova (19ª) celebra la riapertura dopo il crollo del ponte Morandi – a conferma che le infrastrutture sono un volano portante dello sviluppo – recuperando 26 posizioni. Resistono, invece, le province dell’arco alpino (a partire da Bolzano e Trento: salde sul podio, al 2° e 3° posto), ma gli effetti della seconda ondata di contagi, partita a ottobre 2020, e le restrizioni alla stagione invernale non sono ancora misurabili e si vedranno nl prossimo anno 2021.

Un’altra caratteristica di riferimento per la classifica, elemento tra l’altro mai come quest’anno tanto citato per via dello Smart working (il lavoro agile, in un certo senso obbligato, fatto da casa per via del contagio) è stata la digitalizzazione dei territori. E subito sono saltati evidenti i divari esistenti nel paese.

Tra i primi Firenze, premiata dall’indice di trasformazione digitale elaborato dal Forum della Pubblica Amministrazione, mentre Viterbo è in testa per il numero di Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) erogate ogni mille abitanti, Monza per la quota di enti pubblici che si affidano alla piattaforma unica Pago Pa e, infine, Milano per l’incidenza di imprese che fanno ecommerce (commercio elettronico) sul totale. La distanza tra le prime e le ultime in queste dieci pagelle fa emergere i gap da colmare.

Quando però si arriva al Sud, emergono alcuni divari, ad esempio nella diffusione nei negozi di Pos per i pagamenti con carta: se a Rimini e Milano ce ne sono circa 10 attivi ogni 100 abitanti, a Barletta Andria Trani invece appena due. E nella penetrazione di internet veloce Sud Sardegna risulta la provincia meno “connessa”. Fa ben sperare, infine, il dato sui fondi europei per l’Agenda digitale spesi sul territorio: Bari e Potenza fanno da capofila con oltre 60 euro pro capite.

L’opinione.

Il genere al Sud e specialmente in Calabria e Sicilia, risaputamente: non si sanno spendere i fondi europei; il sistema digitale è ancora frammentato e incompleto; c’è scarsa attenzione politico-istituzionale per i rischi ambientali specialmente per le conseguenze idrogeologiche e costiere; è palese soprattutto nell’Isola, la carenza di infrastrutture, viabilità veloce, comunicazione ferroviaria e viaria interconnessa, svincoli autostradali; lampante poi il depauperamento boschivo specialmente causato da incendi e conseguente desertificazione per mancanza di trapianto di nuovi alberi.

Inoltre tiranneggiano: la tronfiaggine nella politica; l’accidia nel sistema pubblico; la farraginosità burocratica; la Giustizia lentissima; le imprese che conseguentemente devono rinunciare e smobilitarsi verso altre regioni; pertanto il sottosviluppo economico; la mancanza di lavoro; l’endemico bisogno; perciò la sottomissione al risaputo corrotto e clientelare sistema pubblico-politico regionale e comunale; l’asservimento allo scambio di voto sociale; al mercimonio; alla prostituzione interiore; al pagamento di mazzette o altro per gli appalti oppure per ottenere un posto pubblico anche precario o per accedere ad un sussidio; quindi la diffusione di abbandono scolastico; scivolamento verso la delinquenza; un certo consenso sociale alla criminalità organizzata (che, guarda caso, spesso la si ritrova nelle inchieste giudiziarie, insieme alle Istituzioni regionali e Comunali).

A tutto questo si aggiungano gli annosi Governi nazionali – e indipendentemente che le coalizioni siano stati di centro, destra, sinistra e ora in ultimo con il movimento – i quali appena si abbarbicano sulle poltrone, invocano (a parole) un piano per il Sud (e la Sicilia), guardandosi bene però dal rivedere le affastellate decennali norme, manierate e ingannevoli all’origine, che consentono forzosamente all’incancrenito sistema pubblico-politico di tenere sotto scarpa la gente comune, produttiva, operosa, privata e lavoratrice (che non è le “consulte giovanili” o i “comitati di quartiere” o le “circoscrizioni” o ancora i “municipi” periferici, poiché tutti di solito propaggini “democratiche” dei politici di turno nell’Ente locale), la quale non ha alcun strumento giuridico, snello, non costoso, efficace e di semplice comunicazione, per partecipare e controllare quanto meno il proprio Comune e di conseguenza a cascata, anche quello metropolitano e regionale (“4 Ottobre 2020 Si va a votare come “buoi” senza poi forzosamente contare nulla”).

Ma figurarsi se in questa (ipocrita) Nazione si vuole che il cittadino (non assoldato) s’impicci della dissimulata (e neanche tanto) “cosa nostra” costituzionale.

Insomma, il problema del Meridione e della Sicilia è sempre di tutta evidenza – almeno per chi ancora può e vuole vedere – rappresentato dalla incarnata “collettrice umana” politica-istituzionale-giuridica-burocratica-professionale-sindacale-associativa-familista che costituzionalmente domina nei Palazzi di Stato, Regioni, Enti e Comuni, la quale ha ormai infettato e assoggettato la società civile, riducendo quest’ultima a mera cortigianeria, propaganda o altrimenti all’omertà per vivere.

Si possono stilare tutte le classifiche di questo mondo, interpellare tutti i blasonati opinionisti e trasversali imbellettati luminari che pullulano i media e i Palazzi, ma se non si delibera nei Parlamenti, regionali e nazionali, un “vaccino” finalmente sicuro ed efficace contro il “virus” del deviato “totalitarismo pubblico-politico”, continueremo a stilare classifiche che nel concreto denunciano da sempre la necessità di un cambiamento senza che poi negli anni, in diritto e dunque in fatto, possa mutare nulla. Come se ne esce ?

Adduso Sebastiano