Un bilancio quello dell’anno 2020 appena trascorso che ha visto la Polizia Ferroviaria della Sicilia intensificare i servizi.
L’anno appena trascorso ha visto la Polizia Ferroviaria della Sicilia intensificare i servizi di prevenzione e contrasto delle attività illecite, rispondendo con celerità alle richieste di sicurezza provenienti da più fronti.
L’attività posta in essere ha consentito di controllare 92795 persone sospette, di cui il 20 % dalle 3841 pattuglie in servizio di vigilanza a bordo di 4144 treni regionali e a lunga percorrenza, e la restante parte dalle 11229 pattuglie, in divisa e in abiti civili, che hanno presidiato gli scali ferroviari siciliani, e dai 3032 servizi automontati che hanno consentito di pattugliare le linee ferroviarie per prevenire i furti di rame ed azioni pregiudizievoli della sicurezza ferroviaria come il lancio sassi contro i treni e la posa ostacoli sui binari. 1332 sono stati invece i veicoli controllati, mentre le contravvenzioni elevate, di diverse tipologie, sono state 278.
La capillare presenza sul territorio di competenza si è tradotta in 21 persone arrestate, 220 denunciate, 160 gr di sostanze stupefacenti sequestrate e in centinaia i controlli ad aziende di trattamento dei rifiuti speciali e ai rottamatori che hanno portato al sequestro di 4 t di rifiuti misti ed al recupero di 280 Kg di rame.
Svariati anche i controlli ai carri merci ferroviari trasportanti merci pericolose che hanno portato ad elevare circa 10.000 euro di contravvenzioni amministrative a vettori che non hanno rispettato la stringente normativa in tema di stoccaggio, segnaletica e trasporto.
Importante anche l’impegno della Polfer siciliana nell’assistenza ai viaggiatori e alle persone che, per diversi aspetti, si sono trovate in difficoltà. L’occhio attento ed esperto degli agenti della Polizia Ferroviaria ha consentito di rintracciare 101 persone scomparse
(di cui 60 minori), quasi 1 ogni 3 giorni, che per motivazioni diverse, legate al loro disagio sociale, si erano allontanate dalle loro residenze.
Un impegno verso la prossimità che la Polfer ha fatto quotidianamente e che è stato tangibile nel salvataggio di due uomini, dall’incendio della loro autovettura, o nella restituzione di oltre 5000 Euro ad una turista francese che aveva dimenticato il borsello sul treno. Questi sono solo alcuni dei tanti, grandi e piccoli, interventi che le donne e gli uomini della Polizia Ferroviaria siciliana hanno effettuato durante l’anno appena trascorso.
Infine, come sempre, importante è stato l’impegno nelle scuole e con i giovani, con il Progetto “Train…to be cool”, nell’ambito dell’educazione alla legalità e alla sicurezza ferroviaria. Prima della chiusura dell’attività scolastica a causa dell’emergenza sanitarie, sono stati effettuati 22 incontri in scuole di ogni ordine e grado che hanno visto coinvolti 2031 studenti.
Porta Nolana: sorpreso a spacciare ieri pomeriggio in via Soprammuro, è stato arrestato un uomo in possesso di 4 involucri con 1 grammo di cocaina e 10 euro.
Porta Nolana: sorpreso a spacciare, arrestato. In fuga l’acquirente
Ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in via Soprammuro un uomo che consegnava qualcosa a una persona in cambio di denaro.
I poliziotti lo hanno bloccato trovandolo in possesso di 4 involucri con 1 grammo circa di cocaina e di 10 euro, mentre l’acquirente si è dato alla fuga.
Alessio Ruggiero, 31enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Campania, maltempo senza tregua: nuovo avviso di allerta meteo valido fino alle 22 di domani 2 gennaio 2021 La Protezione civile della Regione Campania ha…
Nella giornata di ieri, gli agenti di Polizia sono intervenuti tra Napoli e San Giovanni-Barra, in operazioni di contrasto allo spaccio di droga e traffico di…
Questi 380 milioni dovrebbero giovare per favorire la spesa per investimenti con una significativa riduzione dei tributi locali.
In arrivo nelle casse dei 390 Comuni siciliani quasi 380 milioni di euro. Emanato dall’Assessorato regionale dell’Economia il decreto d’impegno di spesa relativo ai 263,5 milioni del Fondo perequativo degli enti locali per l’anno 2020 e ai 115 milioni del Fondo investimenti.
Si tratta di risorse ottenute dalla riprogrammazione del Piano sviluppo e coesione (Psc) per il 2020 e destinate al contrasto degli effetti Covid.
Una boccata d’ossigeno per le amministrazioni locali in gravissime difficoltà finanziarie, per favorire la spesa per investimenti con una significativa riduzione dei tributi locali (Tari e suolo pubblico comunale) a beneficio di cittadini e degli operatori economici.
Un’operazione portata avanti dal governo Musumeci, condotta con l’Anci Sicilia, in attuazione della legge regionale di stabilità.
Con l’impegno di tali risorse, i Comuni e tutti gli operatori economici coinvolti potranno affrontare con più serenità l’anno che verrà. Con la considerevole riduzione dei tributi locali e maggiore liquidità per finanziare gli investimenti, sarà possibile programmare la sperata ripresa. Ringraziamo l’Anci per la proficua collaborazione istituzionale”.
Le risorse della riprogrammazione si aggiungono ai 340 milioni del contributo ordinario ai Comuni e ai 100 milioni disponibili per i buoni alimentari, facendo lievitare a oltre 800 milioni i fondi per gli enti locali dell’Isola.
Intanto i Comuni e non solo, per riscuotere soldi stanno inviando accertamenti esecutivi e solleciti di pagamento con messa in mora a chiunque, anche se si è già pagato.
Per potersi difendere, sempre che lo si possa dimostrare, bisogna munirsi delle ricevute di versamento.
Sono divenuti d’oro persino i terreni abbandonati in zone impervie purché nei pseudo piani regolatori teoricamente utilizzabili al di fuori dell’agricoltura.
Tutto questo e altro accade grazie a norme fiscali ingannevoli approvate dai Governi e Parlamenti nazionali e regionali.
Attenzione, dal 2020 è facoltà dei Comuni inviare non i consueti avvisi di accertamento, ma degli atti esecutivi che non necessitano di ulteriore iscrizione a ruolo.
Trascorsi 60 giorni dal termine di pagamento intimato, l’Ente, che ora può avere accesso alle informazioni relative al conto corrente di ogni contribuente, può procedere all’esecuzione forzata pignorando le somme vantate.
L’anno nuovo per il Napoli riparte all’insegna della chiusura del vecchio, quanto a “in” e “out”. Al netto della notizia “Covid” nigeriana proveniente da Lagos riguardante Osimhen, ma che potrebbe anche esser relativa a periodo precedente (il fatto che un minuto dopo l’arrivo della news in territorio italiano, sia partito l’altro virus: quello dei social a mezzo video che ritrae sebbene riottoso, il calciatore chiamato in causa a festeggiare in maniera discutibile il proprio compleanno; è soltanto casualità tempistica, che però chissà sarebbe mai uscito se l’attaccante più pagato dell’era De Laurentiis fosse recuperato e nelle disponibilità di Gattuso); contro il Cagliari domani non ci sarà e verosimilmente non ci sarebbe stato ancora, visti i postumi dell’infortunio alla spalla patito il 13 novembre scorso al seguito degli impegni nazionali, l’acquisto estivo per eccellenza a ridar profondità al gioco verticale di mister Rino Gattuso. Oltre Osimhen, manca il capocannoniere della storia del Napoli, Mertens. Non resta dunque che rinnovar fiducia a Petagna.
Ancora Petagna in attacco?
Ancora Petagna sembra dunque destinato al centro dell’attacco, con larghi ai fianchi, Insigne e Lozano o Politano. I movimenti della punta “di scorta” non sono male, riuscendo a spostare parte delle linee difensive avversarie, ma sotto porta non è quel cecchino che ora più che mai, con le pesanti assenze in attacco, serve al Napoli che non può permettersi di sbagliare neanche una occasione su due. Non essendoci altre prime punte disponibili, c’è bisogno di metter dentro anche la scarsa occasione fornita da mezza palla sporca. E proprio in questo l’ex Spal ha dimostrato di aver invece bisogno di minor pressione su di sè e maggior utilizzo, per poter esser efficace.
Al fianco degli indisponibili lì davanti, c’è da aggiungere la questione Llorente, fuori dal progetto e ripescato solo per il finale dello scorso Napoli – Torino 1 – 1; e quella infinita di Milik, ai ferri corti con la Società.
Sempre sulla scia delle assenze della fine dell’anno, Koulibaly dovrà esser ancor sostituito da Maksimovic (che a sua volta non ha ancora rinnovato il contratto), a far coppia centrale probabilmente con Manolas.
Di Francesco non avrà a disposizione Radja Nainggolan, oltre Marko Rog
Il ritorno a Cagliari del “ninja” Nainggolan, non potrà sfoggiarsi nella sempre sentita sfida con il Napoli. Non potrà infatti esser messo in campo prima dell’apertura del calcio mercato il 4 gennaio. A centrocampo Di Francesco dovrà fare a meno anche dell’ex Marko Rog, infortunatosi nell’ultima gara dell’anno al punto da aver probabilmente compromesso la stagione calcistica. Nandez dovrà tener per sè le chiavi della mediana. L’allenatore abruzzese ha detto in Conferenza Stampa che riporterà Zappa nella difesa a quattro. Anche la compagine sarda fa i conti con le assenze: Ounas ha avuto un riacutizzarsi di un suo problema, ma non ci saranno neanche Godin, Klavan e Faragò. Anche se per Di Francesco la mancanza di maggior peso resta quella di Rog, che “stava facendo benissimo anche schierato in ruolo non propriamente suo. Oltre il non poter far scendere in campo l’elemento che darà ancor più personalità al Cagliari, Nainggolan, mettendosi a disposizione della squadra per farla rendere al meglio. Visto che con me, anche se in altre situazioni, è stato adoperato veramente in tutti i ruoli”
Come si ripresenta il calcio dopo la breve sosta natalizia?
Ovviamente non solo il Napoli ha avuto la problematica Covid al rientro dalle festività natalizie. Sempre più squadre tra A e B, per non parlare delle categorie minori, sono alle prese con isolamenti e normative del caso. Proprio il Presidente della Figc Gravina né aveva parlato a bocce del campionato appena fermatosi, alla vigilia di Natale: “Tre designazioni chiare per me da parte delle tre leghe professionistiche, A B e Pro, il cui invito accetto con gran piacere per portare avanti il progetto di riforma rimasto bloccato dalla pandemia, allo scorso febbraio. Parola ai voti del 22 febbraio. (Questa la data di elezione del nuovo presidente Federale). Il calcio – ha proseguito – è al passo della rapidità ed efficacia del vaccino, dimostrando massimo impegno nella tutela della salute. Anche quando questo ha voluto significar perdere, e perdere tanto. Solo in A, 450 milioni di perdita secca riscontrati quest’anno. – Disegnando infine il possibile scenario playoff come nuova ristrutturazione di tutti i campionati. Con chiosa finale a Mastandrea come giudice sportivo della lega di A con profilo di tutto rispetto” -. Ma questo è altro capitolo. Capitolo che il 2021 porta a rigiocarsi in data ancora da definire, la partita mancata dell’anno. A differenza invece dell’altro Napoli – Juve, quello di Super Coppa, da giocarsi il 20 del mese. Primo round sul rettangolo verde di una sfida infinita. Quella appunto tra Juventus e Napoli.
Dopo Cagliari ci sarà Lo Spezia in casa con una piccola novità al “Maradona”
Ciro borriello – Assessore allo Sport – : “Per la partita con lo Spezia nello stadio “Maradona” avremo la scritta Napoli ad altezza dei distinti. Dopodiché faremo la messa in sicurezza e recupereremo le vie d’uscita, potenziando la videosorveglianza. Tutti vogliamo ripopolare lo stadio ma dipende da noi. In primavera inoltrata, sempre in base alla curva dei contagi, potremmo pensare a delle modalità come quelle già viste per la prima riapertura.
Dal Centro Paradiso qualcosa si sta muovendo, incontreremo il Curatore fallimentare per capire cosa voglia fare”.
Cosi spostando invece il tiro sullo storico centro dell’epoca dei fasti maradoniani, l’Assessore Comunale allo Sport Borriello ha anticipato, sempre durante questi giorni che hanno visto i calciatori fermarsi per il Santo Natale, anche il ritorno in casa al “Diego Armando Maradona” del club di De Laurentiis.
Ma prima c’è la storica ostica trasferta isolana alla Sardegna Arena.
Victor Osimhen resterà ai box ancora a lungo. Il problema alla spalla era quasi assorbito, ma ora spunta la positività. Il nigeriano sommerso dalle polemiche per alcuni video che lo vedono protagonista in una festa senza alcuna precauzione per il Covid.
L’infortunio alla spalla e il rientro vicino
Osimhen ha saltato sette partite da quell’inaspettato infortunio alla spalla occorsogli nella sfida con la sua Nigeria contro la Sierra Leone dello scorso 13 novembre. Le sensazioni sul suo possibile ritorno erano molto positive. Il calciatore aveva sentito anche lo staff azzurro al quale aveva confidato di sentirsi molto meglio rispetto alle scorse settimane.
La positività al Covid
Il Napoli dovrà stare ancora a lungo senza la sua punta titolare arrivata in estate per una cifra da capogiro che ha fatto registrare l’acquisto più oneroso della storia azzurra. L’attaccante nigeriano è tornato in Italia giovedì scorso dopo aver passato una settimana ad Anversa per la fase di riabilitazione dopo il problema alla spalla. Al rientro è stato sottoposto al rituale tampone al quale è risultato positivo. Le sue condizioni restano buone in quanto è a tutti gli effetti asintomatico.
Il video virale che scatena la rabbia del Napoli
Un altro caso di positività che si aggiunge agli altri ma che non avrebbe destato particolare scalpore se non fossero emersi alcuni video. Infatti il Napoli resta piuttosto contrariato quando sui social iniziano ad emergere dei video che lo vedono protagonista mentre festeggia il suo compleanno il 29 dicembre a Lagos. Un party senza alcun rispetto per le restrizioni anti-Covid durante il quale balla e scherza con gli amici. Una situazione che non è andata giù alla società e nemmeno a Gattuso e che sicuramente lascerà degli strascichi importanti.
La decisione della società
Nelle prossime ore si aspetta la presa di posizione della società che, con tutta probabilità, comminerà una pesante multa al calciatore ex Lille. Un danno non solo personale per il calciatore che dovrà vedersela col virus e con il successivo recupero, ma anche per la stessa squadra. Un club che aveva puntato insistentemente su di lui e che invece dovrà farne ancora a meno per qualche tempo. Uno stop non imputabile a variabili incontrollabili come un contrasto con un avversario o un infortunio muscolare, ma solo alle scelte discutibili di un ragazzo ingenuo ed irresponsabile.
Le conseguenze sul Campionato e non solo
La positività di Osimhen sommata al problema alla caviglia di Mertens (che potrebbe essere disponibile già contro lo Spezia), uscito dolorante contro l’Inter, mette a dura prova l’attacco del Napoli. Il reparto offensivo infatti ha palesato tutte le sue difficoltà a partire proprio dalla trasferta del “Meazza”. Negli ultimi 270 minuti un solo gol -segnato per altro nel recupero – contro il Torino che ha portato ad un solo punto proprio contro i Granata. Un problema che riguarderà non solo il campionato ma anche la Supercoppa contro la Juventus. Una di quelle partite dove un talento del suo calibro deve fare la differenza per giustificare l’ingente investimento sopportato dalla società.
«La situazione è precipitata – ha fatto sapere il sindaco di Capizzi tanto da comunicarlo al Prefetto ed al Questore.
Ha avuto conseguenze nefaste il party illegale con oltre 150 partecipanti organizzato durante le feste di Natale in un locale a Nicosia, in provincia di Enna. L’evento si è trasformato in un focolaio di Covid, con 58 invitati risultati positivi. Provengono tutti da Capizzi, un piccolo centro di meno di tremila abitanti sui Monti Nebrodi (Messina). Altre 26 persone sono in attesa dei risultati del tampone.
Ieri, un nuovo decesso (un uomo di 68 anni) è stato registrato nel paese e così l’allarme si diffonde. Preoccupato quindi per il focolaio Covid 19, il sindaco di Capizzi (Messina), che fa parte dell’Asp di Enna, lancia l’ennesimo appello ai suoi concittadini, avvisando che se necessario richiederà l’istituzione della “zona rossa”.
“La situazione è precipitata – ha detto il sindaco di Capizzi Leonardo Principato Trosso – ed ho comunicato alla Prefettura ed al questore di Messina la necessità, per quanto possibile, di potenziare i controlli per individuare le violazioni ai divieti. Chi non ha rispettato e non rispetta i divieti non può mettere a rischio una intera comunità. Ho comunicato la situazione all’assessorato regionale alla Salute e, se la situazione dovesse aggravarsi, sarà inevitabile richiedere l’istituzione della zona rossa”.
L’opinione.
Ma che cosa implica (anche da meri cittadini poiché non è necessario infatti essere dei luminari) leggersi qualcosa generica in un sito scientifico oppure guardarsi dei documentari tra un trash e l’altro. Si apprenderebbe ad esempio che nei millenni sono scomparsi intere comunità (oggi rinvenute grazie all’archeologie moderna) ed una delle cause, si ritiene da qualche tempo, sarebbero state delle virulente epidemie. D’altra parte è noto che i cosiddetti “Conquistadores” (termine spagnolo e portoghese comunemente usato per riferirsi ai soldati, agli esploratori e agli avventurieri che portarono gran parte delle Americhe sotto il controllo dell’impero coloniale spagnolo tra il XV e il XVII secolo) più che con le armi espugnarono il “nuovo mondo” apportando sconosciute malattie per quei popoli che li decimarono. Da circa un secolo ed in crescendo, grazie alla scienza moderna, possiamo fare fronte a questa “guerra” in cui noi umani, come d’altra qualsiasi altro essere vivente, siamo per i virus degli incubatori, tanto più oggi che l’umanità continua a ridurre se non persino a cancellare l’habitat naturale e la fauna in precedenza luoghi ed esseri ove i virus si riproducevano ed erano più relegati. In carenza, la popolazione umana diventa la loro nuova globale nurse. Certo è difficile accettare per noi esseri umani, pensatori anche dell’infinito, che la vita reale è pure questa delle pandemie e non quanto di etereo ci raccontiamo da millenni. Ma andrebbe bene anche così se non fosse che sfidare troppo la cosiddetta Natura non sembra sia da pensatori.
Meteo CASTELLAMMARE DI STABIA: oggi temporali, Domenica 3 e Lunedì 4 temporali e schiarite
Meteo per Sabato 2 Gennaio 2021, Castellammare di Stabia. Giornata prevalentemente piovosa con possibili temporali, temperatura minima 9°C, massima 13°C
Meteo Castellammare di Stabia : oggi, domenica e lunedì
Castellammare di Stabia, Sabato 2 Gennaio: giornata prevalentemente piovosa con possibili temporali, minima 9°C, massima 13°C. Nel dettaglio: temporale al mattino, fenomeni temporaleschi alternati a schiarite durante il resto della giornata. Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 13°C, la minima di 9°C alle ore 1, lo quota più bassa dello zero termico si attesterà a 1440m alle ore 22 e la quota neve minima sarà 1050m alle ore 13. I venti saranno al mattino forti provenienti da Sud-Sud-Est con intensità compresa tra 35 e 44km/h, per il resto della giornata moderati provenienti da Sud con intensità tra 28km/h e 39km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 12 e sarà di 4060m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 14 con un valore UV di 0.5, corrispondente a 227W/mq.
Domenica 3 Gennaio: giornata prevalentemente piovosa con possibili rovesci temporaleschi alternati a schiarite, temperatura minima di 8°C e massima di 11°C. Entrando nel dettaglio, avremo annuvolamenti con temporali e schiarite al mattino, pioggia anche abbondante durante il resto della giornata. Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 11°C alle ore 11, mentre la minima alle ore 23 sarà di 8°C, lo zero termico più basso si attesterà a 1200m alle ore 23 e la quota neve più bassa, 690m, alle ore 13. I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio moderati provenienti da Sud con intensità tra 14km/h e 20km/h, alla sera moderati da Sud-Sud-Est con intensità tra 14km/h e 20km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 6 e sarà di 1160m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 10 con un valore UV di 0.5, corrispondente a 232W/mq.
Lunedì 4 Gennaio: giornata prevalentemente piovosa con possibili rovesci temporaleschi alternati a schiarite, temperature comprese tra 8 e 11°C. Nel dettaglio: pioggia diffusa o rovesci al mattino, fenomeni temporaleschi e schiarite al pomeriggio, pioggia e schiarite alla sera. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 11°C alle ore 15, mentre la minima alle ore 6 sarà di 8°C, lo zero termico più basso si attesterà a 1120m alle ore 7 e la quota neve più bassa, 760m, alle ore 1. I venti saranno moderati da Sud al mattino con intensità di circa 14km/h, moderati da Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 14km/h, deboli da Sud-Sud-Ovest alla sera con intensità tra 8km/h e 16km/h. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 0.8, corrispondente a 300W/mq.
Martedì 5 Gennaio: giornata caratterizzata da fenomeni a carattere di rovescio o temporale. Durante la giornata si registrerà una temperatura massima di 12°C alle ore 13, mentre la minima a mezzanotte sarà di 8°C, lo zero termico più basso si attesterà a 1200m a mezzanotte e la quota neve più bassa, 780m, alle ore 19. I venti saranno moderati da Sud al mattino con intensità di circa 27km/h, forti da Sud al pomeriggio con intensità tra 31km/h e 40km/h, moderati da Sud-Ovest alla sera con intensità di circa 29km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 3120m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 0.4, corrispondente a 220W/mq.
Napoli, il triste bilancio di Capodanno. Il consigliere Borrelli di Europa Verde: “Oltre 100 segnalazioni di animali morti tra Napoli e provincia”
“Con solo otto feriti refertati a Napolie provincia ci troviamo di fronte a un record positivo mai registrato nella notte di Capodanno. Segno evidente che i selvaggi dei botti illegali sono finalmente in diminuzione, anche se resto sconcertato da quanto accaduto a Tuoro nel casertano con l’esplosione di una maxi bomba che ha causato feriti e danni”. A commentare il bilancio degli eccessi della notte di Capodanno è il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli.
Anche quest’anno si sono verificati diversi incidenti a causa dei botti: a Trecase una falegnameria è andata in fumo mentre a Marano l’auto di un ex assessore ha preso fuoco. A Castellammare una casa è andata in fiamme e il proprietario ha rischiato la vita per salvare dal fuoco il suo cane, mentre a Casalnuovo un incendio è divampato in una abitazione dove, per fortuna, non c’erano persone perché in ristrutturazione. Sempre a Casalnuovo un petardo è esploso all’esterno di un negozio causando diversi danni e tanto spavento tra i presenti.
“Tra le abitudini tribali che resistono ancora pericolosamente anche quella di gettare roba dalle finestre. Non solo piatti e bottiglie ma anche sedie e mobili lanciati senza nemmeno guardare se sotto il balcone ci sia qualcuno che passa” ha segnalato ancora il consigliere.
“Dopo la conta dei feriti, che per fortuna è stata lieve, attendiamo adesso quella altrettanto dolorosa dei danni causati ai nostri amici animali che, come sempre, sono quelli che pagano un prezzo altissimo ogni Capodanno nell’indifferenza di molti che continuano a non rendersi conto dei danni che gli causano sparando fuochi illegali.”
“Sulla nostra pagina fb ci sono già arrivate oltre 100 segnalazioni di decessi di cani, gatti e uccelli a causa dei botti tra Napoli e provincia”ha concluso amaramente Borrelli.
Stromboli, venduta la strepitosa villa Dolce&Gabbana (6 mln)
La straordinaria villa Dolce&Gabbana, dei celebri stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, è stata venduta per la cifra di 6 milioni di euro.
Sull’incontaminata isola di Stromboli, in Sicilia, dove il maestoso vulcano è protagonista di scenari mozzafiato, la proprietà unica nel suo genere è stata venduta all’imprenditore Scagliarini, titolare di una azienda, la Gvs, che si occupa di attrezzature ospedaliere e produce Dispositivi di protezione individuale (Dpi).
La vendita ha la firma della Lionard Luxury Real Estate, una delle agenzie immobiliari più prestigiose con sede principale a Firenze. La dimora è stato teatro di feste ed eventi straordinari e ha ospitato personaggi quali Madonna, Naomi Cambell (che a Stromboli imparò a nuotare), Kylie Minogue, Tom Cruise e altre celebrità.
La residenza, protesa su di uno sperone di roccia a picco sul mare, nasce dalla perfetta fusione di tre tipiche costruzioni locali dai profili sinuosi e dal colore bianco candido, armonicamente inserite in questo luogo di incontro tra uomo e paesaggio.
Alle sue spalle si erge ”iddu”, così viene chiamato il vulcano, mentre di fronte si estende a perdita d’occhio la linea del mare, interrotta solo da Strombolicchio, piccolissima isola vulcanica dietro alla quale sorge il sole: l’intensa luce rosa dell’alba colora tutte le mattine l’orizzonte e la facciata della casa.Con gli oltre 1.279 mq di superficie, di cui 479 mq lordi di interni, la residenza sorprende con scorci inaspettati e un’architettura articolata, con ampie aree relax dalle quali si può godere un panorama suggestivo, che regala tonalità e atmosfere sempre diverse col trascorrere delle ore della giornata.
La villa, che esternamente rispecchia il tipico stile isolano, rivela tutta la sua personalità negli interni e nelle spaziose terrazze a picco sul mare, grazie all’inconfondibile stile Dolce&Gabbana.
Nei magnifici arredi gli elementi distintivi della prestigiosa casa di moda si fondono con i raffinati prodotti dell’artigianato locale, facendo sfoggio di impalpabili tende di pizzo che ondeggiano al vento, evocative delle tipiche case siciliane, e delle coloratissime maioliche dipinte a mano su pareti e pavimenti. Per non parlare delle decine di cuscini in tessuto Dolce&Gabbana che sono distribuiti sulle sedute, nelle terrazze e nelle sette suite, ciascuna con un diverso tema e un colore dominante, a testimoniare il lavoro meticoloso di interior design che ha reso questa villa unica al mondo.
Rivestimenti in pietra lavica caratterizzano i bagni, tutti diversi tra loro.
Massima espressione di esclusività e ricercatezza, questa splendida dimora, una delle poche che gode di accesso diretto al mare, è testimonianza del talento creativo dei suoi proprietari e dell’amore incondizionato per il luogo apparentemente aspro e inaccessibile che la ospita, raggiungibile comodamente in elicottero, grazie alla presenza di un eliporto a pochi minuti dalla proprietà.
Campania, maltempo senza tregua: nuovo avviso di allerta meteo valido fino alle 22 di domani 2 gennaio 2021
La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo valevole a partire dalle 22 di questa sera e fino alle 22 di domani, sabato 2 gennaio.
Su tutto il territorio regionale venti localmente forti con raffiche e mare prevalentemente agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte.
Su tutte le zone, ad esclusione della 4 (Alta Iprinia e Sannio) e della 7 (Tanagro) l’allerta, oltre che il vento, riguarda anche le precipitazioni che potranno avere anche carattere di rovescio o temporale , anche intenso. La criticità idrogeologica è Gialla.
Si segnala la possibilità di fenomeni come:
– Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale;
– Possibili allagamenti di locali interrati e di quelli a pian terreno;
– Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali, possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree depresse;
– Innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, con inondazioni delle aree limitrofe, anche per effetto di criticità locali
(tombature, restringimenti, ecc);
– Possibili cadute massi in più punti del territorio;
– Occasionali fenomeni franosi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, anche in assenza di precipitazioni, per effetto della saturazione dei suoli.
Si raccomanda agli enti competenti di attivare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi, sia in ordine al possibile dissesto idrogeologico che alle conseguenze dei venti forti e del moto ondoso attuando il monitoraggio del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.
75 sindaci chiedono la normalità e scrivono agli Organi competenti: Ripristino dell’apertura degli Ufficisu 6 giorni settimanali.
75 sindaci della Provincia di Messina insieme, hanno scritto ai vertici delle Poste italiane*, al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla Prefettura di Messina, al Presidente della Regione Siciliana, al Sindaco della Città Metropolitana e all’L’Associazione Nazionale Comuni Italiani di Palermo, per chiedere il “Ripristino dell’apertura al pubblico degli Uffici di Poste Italiane S.p.A. su 6 giorni settimanali”.
<<I sottoscritti Sindaci dei Comuni riportati in calce alla presente, facendo seguito alle precorse interlocuzioni formali ed informali e dando voce alle numerose e continue segnalazioni ricevute da parte della cittadinanza, che hanno ormai assunto il tono di vibrante protesta, in relazione ai disagi venutisi a creare a causa della riduzione dcirapertura al pubblico degli Uffici di Poste Italiane S.p.A. a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19;
atteso che, a seguito dell’incontro svolto in data 21/07/2020 tra i vertici regionali di Poste Italiane S.p.A. ed i rappresentanti di ANCI Sicilia, veniva assicurato che le soluzioni adottate in merito alla riduzione delle giornate di apertura di molti uffici sul territorio regionale non avrebbero assunto carattere definitivo, essendo legate principalmente all’emergenza sanitaria da Covid-19;
rilevato che contrariamente a quanto riferito da Poste Italiane in mento all’essenza di criticità risultanti dai monitoraggi effettuati presso gli Uffici postali dislocati nel territorio provinciale che hanno subito una riduzione di giornate di apertura al pubblico o, in casi peggiori, la chiusura totale:
– si verificano puntualmente lunghe code dovute all’attesa all’esterno degli Uffici postali durante gli orari di apertura al pubblico, con inevitabile assembramento di persone sui marciapiedi ed aree circostanti;
– la predetta circostanza, come più volte rilevato, determina un aumento del rischio di contagio da Covid-19. oggi in maniera particolare con il riacutizzarsi della circolazione del virus nella popolazione, agevolata dal clima tipico della stagione invernale;
l’età avanzata della maggior parte dell’utenza residente nei Comuni qui rappresentati determina ulteriori e rilevanti disagi legati all’accessibilità ed alla fruizione dei servizi Online offerti da Poste Italiane S.p.A., aggiungendo oltretutto che gli spostamenti per raggiungere Uffici postali aperti in altri Comuni limitrofi non sono spesso possibili per tale fascia di utenza data la mancanza di mezzo proprio;
– i provvedimenti adottati da Poste Italiane, da quanto riferito strettamente collegati alle misure di contrasto della diffusione del virus Covid-19, si stanno rivelando invece di segno opposto, in quanto favoriscono di fatto l’incremento di assembramenti c la circolazione di persone, che si vedono costrette a raggiungere altri Comuni per usufruire dei servizi postali;
– in funzione di quanto sopra rappresentato, i predetti disagi si verificano anche negli Uffici postali aperti su 6 giorni settimanali;
– le problematiche sopra rappresentate si riverberano anche sugli operatori postali, che subiscono direttamente, loro malgrado, le ripetute rimostranze dell’utenza;
per tutto quanto sopra esposto.
reiterano richiesta e sollecitano
Poste Italiane S.p.A. al ripristino immediato dell’apertura al pubblico degli Uffici postali aventi sede nei Comuni qui rappresentati su 6 giorni settimanali, ovvero garantendo i medesimi livelli di servizio del periodo precedente l’emergenza sanitaria da Covid-19, al fine di porre rimedio ai rilevanti disagi venutisi a creare per i cittadini in relazione alle problematiche sopra rappresentate, in primo luogo per evitare assembramenti all’esterno degli uffici stessi nei giorni di apertura, per limitare hi circolazione di persone al di fuori dei rispettivi territori comunali c, in generale, per garantire l’incolumità c la parità di trattamento nell’erogazione dei servizi postali alla popolazione residente, con particolare riferimento alla fascia di utenza di età avanzata.
Si chiede, inoltre, agli Enti ed Autorità che leggono per conoscenza, di voler porre in essere ogni utile iniziativa finalizzata alla risoluzione della grave problematica qui rappresentata, comunicando i seguenti contatti per ogni utile comunicazione o informazione: Doti. Giovanni De Luca (Sindaco del Comune di Fiumedinisi, tel. 3666855353; email: gvndcluca@gmail.com); On. Danilo Lo Giudice (Sindaco del Comune di Santa Teresa di Riva; email: dlogiudice@ars.sicilia.it)>>.
Seguono in basso le firme dei 75 Sindaci.
* Poste Italiane S.p.a è una società che si occupa della gestione del servizio postale in Italia, essa è operativa anche nel settore della telefonia mobile, assicurativo e finanziario. La trasformazione di Poste Italiane in S.p.A è avvenuta con delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) il 18 dicembre 1997, in attuazione della L. n. 71/94. Inizialmente la società è stata partecipata dal Ministero dell’economia per il 65 % del capitale sociale e dalla Cassa Depositi e Prestiti per il rimanente 35%; successivamente, però, l’intero ammontare delle quote societarie è stato assorbito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Spirli, spiega la scelta di posticipare le elezioni «Evitiamo grave rischio sanitario».
«È stata avviata, nel tardo pomeriggio di ieri, la procedura per il rinvio delle elezioni regionali. Nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali, attendo di poter condividere la nuova data con il presidente della Corte d’appello di Catanzaro, passaggio necessario per poter adottare il nuovo decreto di indizione delle elezioni regionali». Così il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì.
«Questa decisione – spiega – segue la comunicazione ricevuta dai ministeri competenti circa il recente parere del Cts nazionale, oltre che i dati inseriti nell’ultimo monitoraggio dell’Iss, secondo cui la Calabria ha un Rt che supera la soglia di allarme (1,09) e che è compatibile con uno scenario di tipo 2. È dunque necessario non esporre i calabresi a un grave rischio sanitario. Perciò, dopo aver sentito il parere dei rappresentanti politici regionali e nazionali, e pur restando all’interno della forbice temporale già indicata dal Governo, ho ritenuto doveroso scegliere un’altra data rispetto a quella del 14 febbraio, che era stata indicata sulla scorta di previsioni sanitarie diverse rispetto a quelle attuali».
«Quanto a presunte frizioni politiche legate a questa scelta – conclude Spirlì –, ribadisco che in campo c’è solo il buon senso che contraddistingue da sempre questa amministrazione».
Nell’immagine di copertina la Cittadella Regionale, sede del Governo della Calabria a Catanzaro capoluogo della regione.
La Cittadella è stata intitolata “Cittadella regionale Jole Santelli”.
Lo aveva deciso il 19 ottobre 2020 la Giunta regionale nella prima riunione dopo la scomparsa della presidente. Nelle motivazioni della delibera approvata dall’esecutivo era ribadito «l’altissimo impegno profuso da Jole Santelli in favore della Calabria, manifestando con tenacia e determinazione, in ogni sede istituzionale, la sua inequivocabile volontà di promuovere una nuova immagine della propria terra».
«L’amministrazione regionale – era scritto ancora – intende onorare e perpetuare la memoria del suo presidente, prima donna presidente della Regione Calabria, che ha sempre amato e onorato la sua terra impegnandosi con tenacia e coraggio nello svolgimento delle sue funzioni sino al momento più estremo della sua esistenza in vita».
Il 10 di novembre 2020, il Consiglio regionale della Calabria, prima formalmente di sciogliersi potendosi riunire soltanto per provvedimenti urgenti ed indifferibili, dopo la morte della Presidente regionale, ha preso atto della scelta della Giunta regionale, “come segno tangibile da condividere e accogliere”, di intitolare la Cittadella regionale alla Presidente Jole Santelli.
Nella giornata di ieri, gli agenti di Polizia sono intervenuti tra Napoli e San Giovanni-Barra, in operazioni di contrasto allo spaccio di droga e traffico di botti illegali.
Napoli: Polizia interviene contro traffico di “botti illegali” e droga
NAPOLI- Nella giornata di ieri, gli agenti di Polizia sono intervenuti tra Napoli e San Giovanni-Barra, in operazioni di contrasto allo spaccio di droga e traffico di botti illegali.
San Giovanni-Barra: trovata con “botti” in auto, denunciata
Ieri gli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, durante il servizio di controllo del territorio, hanno fermato in via Bernardo Quaranta una donna a bordo di un’auto in cui hanno rinvenuto due buste contenenti 1500 artifizi pirotecnici di categoria F1e F2 per i quali non aveva l’autorizzazione alla vendita. Inoltre, hanno rinvenuto 9 “botti” artigianali illegali.
La donna, una 35enne napoletana, è stata denunciata per fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti e sanzionata per inottemperanza alle misure anti Covid-19.
Inoltre, durante i controlli tesi al contrasto della vendita di “botti” illegali, in corso IV Novembre hanno sequestrato altri 700 artifizi pirotecnici rinvenuti in strada.
Napoli: eseguito un ordine di carcerazione per droga
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno eseguito un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, nei confronti di Abdalla Salim, 64enne ruandese irregolare sul territorio nazionale, dovendo egli ancora espiare la pena di 3 anni, 2 mesi e 2 giorni di reclusione in quanto condannato per reati in materia di stupefacenti.
Gli agenti di Polizia nel territorio comprendente Napoli e Caserta, sono stati impegnati in numerosi interventi , al fine di contrastare il traffico di botti illegali.
Polizia: numerosi controlli sul territorio tra Napoli e Caserta
Gli agenti di Polizia nel territorio comprendente Napoli e Caserta, sono stati impegnati in numerosi interventi , al fine di contrastare il traffico di botti illegali, oltre che intervenire in situazioni di emergenza a danno dei più deboli.
Borgo Sant’Antonio Abate: sequestrati una pistola e “botti” illegali
Ieri sera gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato nei pressi di uno stabile di via Sant’Antonio Abate un ragazzo che, alla loro vista, si è dato alla fuga.
I poliziotti hanno rinvenuto nell’androne del palazzo una busta contenente una pistola calibro 6,35 priva di cartucce, risultata rubata, 3 “botti” pirotecnici artigianali e 6 petardi “super cobra”.
Via Argine: rapinano una coppia, un arrestato e due denunciati
Mercoledì sera gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Ponticelli, durante un servizio di contrasto ai reati predatori, nel transitare in viale Walt Disney sono stati avvicinati da un veicolo con a bordo una coppia che ha segnalato di aver appena subito una rapina da parte di tre persone allontanatesi a bordo di un’auto.
Poco dopo i poliziotti, grazie alle descrizioni fornite dalle vittime e alle immagini del sistema di videosorveglianza cittadina, hanno rintracciato e bloccato in via Argine l’auto con uno dei tre rapinatori trovandolo in possesso del portafogli sottratto alla donna e di 70 euro.
L’uomo, P.C., 20enne napoletano, è stato arrestato per rapina pluriaggravata.
Inoltre, gli agenti hanno rintracciato gli altri due complici, napoletani di 23 e 17 anni, e li hanno denunciati per lo stesso reato.
CASERTA– I Carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Piedimonte Matese (CE), in Alvignano (CE), nell’ambito di un servizio volto alla prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, hanno proceduto all’arresto per detenzione ai fini di spaccio, di A.G. cl. 1979, e R.P. cl. 1979, entrambi residenti ad Alvignano.
I militari dell’Arma, atteso il fare sospetto dei due, sottoposti a controllo a bordo dell’autovettura di proprietà di R.P., sulla s.p. 330, località miglio 25, a seguito della perquisizione personale e veicolare hanno rinvenuto 9 gr di eroina e 6 gr di cocaina, suddivisi in dosi.
Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.
Gli arrestati sono stati accompagnati ai domiciliari, a disposizione della competente autorità giudiziaria.
NAPOLI E PROVINCIA: Capodanno di controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli; arresti e denunce, oltre un quintale di botti sequestrati.
Napoli: controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale
NAPOLI E PROVINCIA: Capodanno di controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli; arresti e denunce, oltre un quintale di botti sequestrati.
Senza sosta l’attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, anche durante l’ultimo giorno del 2020 e la notte appena trascorsa. Particolare l’attenzione dedicata all’uso incosciente dei fuochi d’artificio e alla vendita di botti illegali. Nel territorio della città e della provincia sono tanti i sequestri.
Partendo dalla città, i militari della stazione di Scampia hanno sequestrato oltre 20 chili di botti illegali. Erano nascosti in una baracca abusiva di libero accesso, all’interno del complesso popolare “Lotto K”.
Tra i fuochi rinvenuti oltre 206 petardi considerati ordigni esplosivi improvvisati e materiale di plastica e carta per il confezionamento.
Nella centrale Piazza Carità i Carabinieri della stazione di San Giuseppe hanno denunciato un 20enne, sorpreso ad accendere fuochi senza alcuna autorizzazione, a pochi metri dalle abitazioni.
I Carabinieri della stazione di Marianella, invece, hanno denunciato un 27enne di Scampia perché trovato in possesso di un chilo circa di materiale pirico.
Stesso scenario per un secondo 27enne, anch’egli di Scampia. Quasi 4 chili di botti illegali sequestrati ad un 19enne di Napoli ed un 18enne di Mugnano. Li avevano esposti per la vendita su di un banco improvvisato in strada.
Ancora a Napoli, i Carabinieri del nucleo operativo del Vomero hanno denunciato un 31enne del posto per accensione pericolosa e illecita detenzione di fuochi pirotecnici non classificati. Era in Viale Colli Aminei e poco prima della mezzanotte stava facendo esplodere petardi artigianali la cui vendita è vietata dalla legge.
Impressionanti non per quantità ma per dimensioni e potenziale i botti sequestrati nella cittadina di Casola di Napoli (nella foto, ndr). I carabinieri della stazione di Gragnano, hanno infatti rinvenuto 6 ordigni artigianali di varie dimensioni per complessivi 7,9 chili.
2 di questi superano i 30 cm di lunghezza, i 10 di diametro e contengono oltre 1 chilo di polvere pirica. La loro esplosione avrebbe potuto distruggere anche un intero veicolo.
Gli esplosivi erano nascosti nella vettura di un 43enne di Lettere già noto alle ffoo, arrestato dai Carabinieri per detenzione illegale di materiale esplodente e sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.
Per lo stesso reato sono stati denunciati dai Carabinieri della compagnia di Casoria un 49enne di Afragola e un 55 enne del Parco Verde di Caivano, quest’ultimo già sottoposto ai domiciliari.
In un deposito in uso al primo, i militari hanno rinvenuto oltre 7 chili di materiale pirotecnico pericoloso. Nell’abitazione del 55enne, invece, sono 188 i petardi rinvenuti e sequestrati perché pericolosi e destinati alla vendita non autorizzata.
I militari, nell’ambito dello stesso servizio disposto dal Comando Provinciale di Napoli, hanno arrestato un 38enne di Caivano perché sorpreso a gestire nel Parco Verde un banco per la vendita di sigarette. Oltre i 27 chili le “bionde” rinvenute e sequestrate per complessivi 1354 pacchetti.
2 le persone denunciate per detenzione di droga a fini di spaccio: un 39enne di Piedimonte Matese e un 41enne di Afragola, rispettivamente trovati in possesso di 8 grammi di kobret e 2 di hashish. Sequestrate a carico di ignoti 47 dosi di crack e 5 cartucce cal. 45 a pallini.
A San Vitaliano, i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato un 36enne del posto perché trovato in possesso di 30 ordigni non convenzionali e 120 congegni esplosivi per complessivi 2,5 chili. Erano occultati in auto, pronti per la vendita.
Nella città di Ercolano è finito in manette un 51enne del posto, arrestato dai Carabinieri della locale tenenza per detenzione di materiale esplodente. Durante una perquisizione nella sua abitazione i militari hanno rinvenuto oltre 140 artifizi di varie categorie per complessivi 4,8 chili di materiale. L’uomo è stato ristretto in camera di sicurezza in attesa di giudizio.
Gli stessi Carabinieri hanno interrotto l’attività di un bar della città, aperto nonostante i divieti. La titolare è stata sorpresa mentre somministrava a svariati clienti cibi e bevande. Il locale è stato sottoposto alla chiusura provvisoria di 5 giorni, la donna sanzionata.
Le ha sequestrate la Tenenza della Guardia di Finanza di Carini (PA) insieme a oltre 7000 prodotti da fumo venduti senza autorizzazione.
Nel corso dell’intensificazione dell’attività di controllo economico del territorio disposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo e finalizzata a verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza dei prodotti posti in vendita, i Finanzieri della Tenenza di Carini nella gio0rnata del 31 dicembre 2020 hanno sequestrato amministrativamente, in quattro attività commerciali, site nel comune di Carini ed a Capaci, 1.602 mascherine chirurgiche non conformi e 7.180 articoli per fumatori (cartine e filtri necessari per la realizzazione delle sigarette da fumo) illecitamente detenuti e posti in vendita senza prescritta autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
In particolare, in un importante emporio adibito alla vendita di prodotti per la casa sito nel comune di Carini le Fiamme Gialle hanno sequestrato 900 mascherine di III categoria classificate come dispositivo di protezione individuale (D.P.I.) provviste di falsa certificazione di conformità ed omologazione. I dispositivi erano corredati da una dichiarazione di conformità non riconosciuta dalla Commissione Europea. Per l’illecita immissione in commercio di tali prodotti è stata comminata una sanzione amministrativa sino ad € 60.000,00.
Sempre a Carini, presso un negozio di ferramenta sono state sequestrate 400 mascherine del tipo chirurgico prive dei contenuti minimi di informazioni all’utente nonché pericolose per la salute dei consumatori in quanto non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea. Al titolare dell’impresa è stata comminata una sanzione amministrativa sino ad un massimo di € 25.800,00 così come previsto dal D. Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo).
Inoltre, i Finanzieri di Carini hanno individuato i prodotti per fumatori presso una cartoleria sita nel comune di Capaci ove tra l’altro sono state sequestrate n. 207 mascherine del tipo chirurgico e 244 prodotti per l’elettronica (lampadine, spine, multiprese), tutti privi dei contenuti minimi di informazioni all’utente, del marchio CE, nonché pericolosi per la salute dei consumatori in quanto non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea. Al titolare dell’impresa sono state comminate due diverse sanzioni amministrative che prevedono il pagamento di una somma pari al massimo di € 25.800,00, per la violazione del codice del consumo e da un minimo di €. 5.000,00 sino ad un massimo di €. 10.000,00 euro per la vendita dei generi di monopolio senza la prescritta autorizzazione dell’A.D.M. al quale è stata avanzata proposta la chiusura dell’esercizio commerciale, cosi come previsto dalla Legge 907/1942.
A Capaci, le Fiamme Gialle hanno sequestrato, presso un negozio di articoli per la casa e prodotti di ferramenta, 95 mascherine chirurgiche, 44 visiere protettive e 30 paia di guanti in nitrile, tutti privi dei contenuti minimi di informazioni all’utente, del marchio CE, nonché pericolosi per la salute dei consumatori in quanto non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea. Anche in questo caso al titolare dell’impresa è stata comminata una sanzione amministrativa sino ad un massimo di € 25.800,00.
L’attività eseguita testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza quale polizia economico – finanziaria a forte vocazione sociale a contrasto dell’economia illegale e a tutela dei consumatori.
Comunicato a cura di Antonio Pollioso, addetto stampa Givova Scafati.
Il 2021 inizia con il derby tra Givova Scafati e Ge. Vi. Napoli. Domenica 3 gennaio, ore 18:00, al PalaMangano, purtroppo ancora una volta a porte chiuse, sarà di scena la sfida tra le attuali capoliste del girone rosso del campionato di serie A2. La vincitrice sarà quindi l’unica formazione che proverà ad ostacolare la leadership temporanea dell’altra capolista del raggruppamento (Unieuro Forlì), ancora imbattuta, ma con una gara in meno.
La sfida tra le due contendenti è stata già disputata circa due mesi fa sempre al PalaMangano, dove ad imporsi largamente fu la squadra di casa. Ma quella sfida preliminare alle Final Eight di SuperCoppa Centenario 2020, si è disputata in un momento storico particolare, nel quale i partenopei erano reduci da un lungo periodo di stop forzato a causa dell’isolamento a cui il team si era sottoposto in seguito a qualche caso interno di contagio da Covid-19. Quella che inaugurerà il nuovo anno solare sarà invece tutt’altra sfida, dai ritmi, toni agonistici ed intensità diametralmente opposti a quelli visti nella precedente occasione. Sul parquet di Viale Della Gloria si troveranno di fronte due tra i quintetti più competitivi e quotati dell’intera categoria, con quello di casa che potrà contare sull’inserimento di un ex come il giovane serbo Dincic, che andrà a rimpolpare il pacchetto lunghi di Scafati, nel quale è ancora in forse la presenza di Cucci, alle prese con il recupero da un brutto infortunio che lo tiene fermo ai box da
circa un mese e sul cui utilizzo lo staff sanitario si pronuncerà solo a ridosso della palla a due.
Oltre al già citato Dincic, saranno altri due gli ex di turno della contesa, uno tra le fila napoletane e l’altro tra quelle scafatesi: il playmaker biancoazzurro Mayo ha infatti militato nelle fila della Givova Scafati nella stagione 2015/2016 (in serie A2); l’ala piccola gialloblù Musso, invece, ha giocato con la maglia partenopea (anche se con un’altra società) nella stagione 2011/2012 (in Divisione Nazionale A).
L’AVVERSARIO
La Ge. Vi. Napoli che sarà ospitata domenica al PalaMangano è forse il team più completo e ben assortito dell’intera serie A2: l’esperto coach Sacripanti (alla sua seconda stagione di fila sulla panchina biancoazzurra, con importanti trascorsi in massima serie) può contare su una panchina molto lunga e numerosi giocatori tra loro intercambiabili, in grado di tenere sempre alto il livello qualitativo del gioco ed il livello fisico ed atletico in campo. In questi primi scampoli di campionato, sono infatti addirittura quattro gli atleti partenopei a viaggiare con una media punti superiore alla doppia cifra: l’ala forte Lombardi (13,1), l’ala piccola Marini (12,6), l’ala forte statunitense Parks (12,3) e il playmaker Monaldi (10,7). Guai però a sottovalutare gli altri, i quali, pur con un rendimento leggermente inferiore in termini di punti realizzati, hanno esperienza e numeri tali da potersi rivelare veri e propri protagonisti, come il playmaker statunitense Mayo (che finora ha disputato un solo incontro, l’ultimo, per via di un infortunio), il centro Iannuzzi, l’ala piccola Sandri, il centro Zerini e la guardia Uglietti, a cui va aggiunta anche la giovane guardia bosniaca Klacar.
LE DICHIARAZIONI
Coach Alessandro Finelli: «“Il derby è sempre una partita speciale e lo è in particolare quest’anno, in cui i due club hanno allestito squadre ambiziose e complete. Ci dispiace doverla giocare a porte chiuse, perché sarebbe stato un appuntamento in cui avremmo avuto grande
partecipazione da parte del pubblico e dei tifosi. Mi aspetto una gara di alto profilo, un succulento antipasto di playoff, in cui il livello agonistico delle due formazioni sarà altissimo, per la forte ed aggressiva difesa che di sicuro entrambi i quintetti metteranno in campo. In attacco, invece, sono sicuro che vedremo su entrambi i fronti del gioco grande collaborazione ed altruismo, che renderanno onore alla pallacanestro di A2, campana in particolare».
L’ala piccola Bernardo Musso: «Sono un ex di Napoli, anche se quella in cui ho militato all’epoca era un’altra società rispetto a quella attuale. Tanto mi è bastato comunque per capire l’importanza di questo derby, che avrà però un sapore molto particolare, sia perché si troveranno di fronte due società ambiziose che, dopo appena sette gare ufficiali, hanno gli stessi punti in classifica, sia perché si giocherà in un palazzetto vuoto, senza pubblico, senza quindi la vera essenza di sfide come questa. Ce la metteremo tutta per fare bene e vincere l’incontro, consapevoli che non sarà facile al cospetto di una formazione dotata di un organico molto lungo, in cui ci sono almeno nove giocatori intercambiabili, contro i quali sarà necessario difendere sempre al massimo, senza trascurare nessuno e per tutto l’arco della sfida».
A un 70enne dell’agrigentino sarebbe partito un colpo di pistola. Un giovane del messinese rischia le dita per lo scoppio di un petardo.
L’effetto pandemia e il conseguente lock down nonché in parte la collaterale crisi economica, in questo Capodanno, hanno limitato certi funesti effetti dei consueti (socio-isterici) botti di fine anno.
Un ferito alla mano è stato un 70enne di Palma di Montechiaro (AG) poi ricoverato all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata. L’anziano si è ferito dalla pistola che, a suo dire, stava ripulendo quando accidentalmente è partito il colpo.
Un giovane dell’agrigentino è finito al Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, ha riportato, sembra a causa dello scoppio di petardi, delle lievi ustioni ad una mano. I medici dopo le medicazioni di rito lo hanno dimesso.
Due 30ennni sono rimasti feriti, in maniera lieve, a Canicattì, finendo al Pronto Soccorso, poiché sembra siano stati colpiti da dei botti mentre erano fermi ad un distributore di carburante.
Grave un 57enne che nel catanese è stato investito in pieno volto dallo scoppio di un ordigno. Adesso si trova ricoverato all’ospedale Garibaldi di Catania in prognosi. Rischia di perdere un occhio. Una 20enne della provincia è rimasta ferita alla mano dallo scoppio di un petardo. Ferite alle mani per lo scoppio di mortaretti anche per altri quattro persone del catanese le cui condizioni però non sono ritenute gravi anche se sono rimasti in ospedale in osservazione.
Numero minimo di feriti anche a Palermo e tutti non in gravi condizioni come invece si doveva registrare negli anni passati ad ogni notte di capodanno. Tuttavia nonostante l’ordinanza del Sindaco che vietava l’accensione di fuochi pirotecnici, in diverse borgate si è assistiti ai fuochi d’artificio visibili da lontano. È scattata per molti la violazione dell’ordinanza sindacale che ha comportato “l’applicazione delle sanzioni amministrative di importo compreso da 500 a 5 mila euro, oltre al sequestro del materiale pirotecnico utilizzato o illecitamente detenuto e la successiva confisca, fatte salve, inoltre, eventuali e ulteriori sanzioni penali e amministrative disposte dalla normativa vigente”. A ciò si aggiunge la violazione delle norme anti-covid se i fuochi sono stati accesi nelle pubbliche vie e piazze o se abbiano partecipato più persone in ville private.
A Messina un giovane rischia di perdere la mano. Si tratta di uno dei ragazzi rimasti feriti ieri sera nel Centro storico di Gualtieri Sicaminò dopo l’esplosione di un petardo. Il ventiseienne è stato trasferito d’urgenza al Policlinico all’Unità operativa Maxillo-Facciale e sottoposto nella notte ai controlli e agli interventi del caso. Il giovane potrebbe perdere le dita di una mano e si trova ricoverato al nosocomio della città di viale Gazzi. L’esplosione di un petardo per i festeggiamenti di Capodanno la causa del ferimento. L’ambulanza del 118 insieme ai Carabinieri chiamati sul posto ha provveduto a trasportare l’uomo al Policlinico cittadino vista la gravità delle condizioni alla mano.
Il controllo serrato delle Forze dell’Ordine in tutta l’Isola affinché pure fosse rispettata “zona rossa” del lock down disposta dal Governo nazionale per questi giorni di festività al fine di limitare eventuali assembramenti e pertanto potenziali contagi da Sars-Cov-2 e ancora peggio contrarre la conseguenziale malattia Covid-19, ha fatto trascorrere tutto sommato un Capodanno, almeno sotto questo aspetto, tranquillo come non se ne ricordava più.
Nell’immagine di copertina lo Stretto di Messina in notturna. Immagine di repertorio.
Palazzo del Quirinale, 31/12/2020: Messaggio di Fine Anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Care concittadine e cari concittadini,
avvicinandosi questo tradizionale appuntamento di fine anno, ho avvertito la difficoltà di trovare le parole adatte per esprimere a ciascuno di voi un pensiero augurale.
Sono giorni, questi, in cui convivono angoscia e speranza.
La pandemia che stiamo affrontando mette a rischio le nostre esistenze, ferisce il nostro modo di vivere.
Vorremmo tornare a essere immersi in realtà e in esperienze che ci sono consuete. Ad avere ospedali non investiti dall’emergenza. Scuole e Università aperte, per i nostri bambini e i nostri giovani. Anziani non più isolati per necessità e precauzione. Fabbriche, teatri, ristoranti, negozi pienamente funzionanti. Trasporti regolari. Normali contatti con i Paesi a noi vicini e con i più lontani, con i quali abbiamo costruito relazioni in tutti questi anni.
Aspiriamo a riappropriarci della nostra vita.
Il virus, sconosciuto e imprevedibile, ci ha colpito prima di ogni altro Paese europeo. L’inizio del tunnel. Con la drammatica contabilità dei contagi, delle morti. Le immagini delle strade e delle piazze deserte. Le tante solitudini. Il pensiero straziante di chi moriva senza avere accanto i propri cari.
L’arrivo dell’estate ha portato con sé l’illusione dello scampato pericolo, un diffuso rilassamento. Con il desiderio, comprensibile, di ricominciare a vivere come prima, di porre tra parentesi questo incubo.
Poi, a settembre, la seconda offensiva del virus. Prima nei Paesi vicini a noi, e poi qui, in Italia. Ancora contagi – siamo oltre due milioni – ancora vittime, ancora dolore che si rinnova. Mentre continua l’impegno generoso di medici e operatori sanitari.
Il mondo è stato colpito duramente. Ovunque.
Anche l’Italia ha pagato un prezzo molto alto.
Rivolgendomi a voi parto proprio da qui: dalla necessità di dare insieme memoria di quello che abbiamo vissuto in questo anno. Senza chiudere gli occhi di fronte alla realtà.
La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite, nella nostra società. Ha acuito fragilità del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove.
Tutto ciò ha prodotto pesanti conseguenze sociali ed economiche. Abbiamo perso posti di lavoro. Donne e giovani sono stati particolarmente penalizzati. Lo sono le persone con disabilità. Tante imprese temono per il loro futuro. Una larga fascia di lavoratori autonomi e di precari ha visto azzerare o bruscamente calare il proprio reddito. Nella comune difficoltà alcuni settori hanno sofferto più di altri.
La pandemia ha seminato un senso di smarrimento: pone in discussione prospettive di vita. Basti pensare alla previsione di un calo ulteriore delle nascite, spia dell’incertezza che il virus ha insinuato nella nostra comunità.
È questa la realtà, che bisogna riconoscere e affrontare.
Nello stesso tempo sono emersi segnali importanti, che incoraggiano una speranza concreta. Perché non prevalga la paura e perché le preoccupazioni possano trasformarsi nell’energia necessaria per ricostruire, per ripartire.
Nella prima fase, quando ancora erano pochi gli strumenti a disposizione per contrastare il virus, la reazione alla pandemia si è fondata anzitutto sul senso di comunità.
Adesso stiamo mettendo in atto strategie più complesse, a partire dal piano di vaccinazione, iniziato nel medesimo giorno in tutta Europa.
Inoltre, per fronteggiare le gravi conseguenze economiche sono in campo interventi europei innovativi e di straordinaria importanza.
Mai un vaccino è stato realizzato in così poco tempo.
Mai l’Unione Europea si è assunta un compito così rilevante per i propri cittadini.
Per il vaccino si è formata, anche con il contributo dei ricercatori italiani, un’alleanza mondiale della scienza e della ricerca, sorretta da un imponente sostegno politico e finanziario che ne ha moltiplicato la velocità di individuazione.
La scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perché è giusto e perché necessario per la sicurezza comune.
Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili.
Di fronte a una malattia così fortemente contagiosa, che provoca tante morti, è necessario tutelare la propria salute ed è doveroso proteggere quella degli altri, familiari, amici, colleghi.
Io mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza.
Il vaccino e le iniziative dell’Unione Europea sono due vettori decisivi della nostra rinascita.
L’Unione Europea è stata capace di compiere un balzo in avanti. Ha prevalso l’Europa dei valori comuni e dei cittadini. Non era scontato.
Alla crisi finanziaria di un decennio or sono l’Europa rispose senza solidarietà e senza una visione chiara del proprio futuro. Gli interessi egoistici prevalsero. Vecchi canoni politici ed economici mostrarono tutta la loro inadeguatezza.
Ora le scelte dell’Unione Europea poggiano su basi nuove. L’Italia è stata protagonista in questo cambiamento.
Ci accingiamo – sul versante della salute e su quello economico – a un grande compito. Tutto questo richiama e sollecita ancor di più la responsabilità delle istituzioni anzitutto, delle forze economiche, dei corpi sociali, di ciascuno di noi. Serietà, collaborazione, e anche senso del dovere, sono necessari per proteggerci e per ripartire.
Il piano europeo per la ripresa, e la sua declinazione nazionale – che deve essere concreta, efficace, rigorosa, senza disperdere risorse – possono permetterci di superare fragilità strutturali che hanno impedito all’Italia di crescere come avrebbe potuto.
Cambiamo ciò che va cambiato, rimettendoci coraggiosamente in gioco.
Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alle giovani generazioni.
Ognuno faccia la propria parte.
La pandemia ci ha fatto riscoprire e comprendere quanto siamo legati agli altri; quanto ciascuno di noi dipenda dagli altri. Come abbiamo veduto, la solidarietà è tornata a mostrarsi base necessaria della convivenza e della società.
Solidarietà internazionale. Solidarietà in Europa. Solidarietà all’interno delle nostre comunità.
Il 2021 deve essere l’anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa. Un anno in cui ciascuno di noi è chiamato anche all’impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti. Da persone che hanno posto la stessa loro vita in gioco per la nostra, come è accaduto con tanti medici e operatori sanitari.
Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternità che si nutre non di parole bensì di umanità, che prescinde dall’origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale.
È lo spirito autentico della Repubblica.
La fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce così: tenendo connesse le responsabilità delle istituzioni con i sentimenti delle persone.
La pandemia ha accentuato limiti e ritardi del nostro Paese. Ci sono stati certamente anche errori nel fronteggiare una realtà improvvisa e sconosciuta.
Si poteva fare di più e meglio? Probabilmente sì, come sempre. Ma non va ignorato neppure quanto di positivo è stato realizzato e ha consentito la tenuta del Paese grazie all’impegno dispiegato da tante parti. Tra queste le Forze Armate e le Forze dell’Ordine che ringrazio.
Abbiamo avuto la capacità di reagire.
La società ha dovuto rallentare ma non si è fermata.
Non siamo in balìa degli eventi.
Ora dobbiamo preparare il futuro.
Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova.
Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. Non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte. E’ questo quel che i cittadini si attendono.
La sfida che è dinanzi a quanti rivestono ruoli dirigenziali nei vari ambiti, e davanti a tutti noi, richiama l’unità morale e civile degli italiani. Non si tratta di annullare le diversità di idee, di ruoli, di interessi ma di realizzare quella convergenza di fondo che ha permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficoltà.
L’Italia ha le carte in regola per riuscire in questa impresa.
Ho ricevuto in questi mesi attestazioni di apprezzamento e di fiducia nei confronti del nostro Paese da parte di tanti Capi di Stato di Paesi amici.
Nel momento in cui, a livello mondiale, si sta riscrivendo l’agenda delle priorità, si modificano le strategie di sviluppo ed emergono nuove leadership, dobbiamo agire da protagonisti nella comunità internazionale.
In questa prospettiva sarà molto importante, nel prossimo anno, il G20, che l’Italia presiede per la prima volta: un’occasione preziosa per affrontare le grandi sfide globali e un’opportunità per rafforzare il prestigio del nostro Paese.
L’anno che si apre propone diverse ricorrenze importanti.
Tappe della nostra storia, anniversari che raccontano il cammino che ci ha condotto ad una unità che non è soltanto di territorio. Ricorderemo il settimo centenario della morte di Dante.
Celebreremo poi il centosessantesimo dell’Unità d’Italia, il centenario della collocazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria.
E ancora i settantacinque anni della Repubblica.
Dal Risorgimento alla Liberazione: le radici della nostra Costituzione. Memoria e consapevolezza della nostra identità nazionale ci aiutano per costruire il futuro.
Esprimo un ringraziamento a Papa Francesco per il suo magistero e per l’affetto che trasmette al popolo italiano, facendosi testimone di speranza e di giustizia. A lui rivolgo l’augurio più sincero per l’anno che inizia.
Complimenti e auguri ai goriziani per la designazione di Gorizia e Nova Gorica, congiuntamente, a capitale europea della cultura per il 2025. Si tratta di un segnale che rende onore a Italia e Slovenia per avere sviluppato relazioni che vanno oltre la convivenza e il rispetto reciproco ed esprimono collaborazione e prospettive di futuro comune. Mi auguro che questo messaggio sia raccolto nelle zone di confine di tante parti del mondo, anche d’ Europa, in cui vi sono scontri spesso aspri e talvolta guerre anziché la ricerca di incontro tra culture e tradizioni diverse.
Vorrei infine dare atto a tutti voi – con un ringraziamento particolarmente intenso – dei sacrifici fatti in questi mesi con senso di responsabilità. E vorrei sottolineare l’importanza di mantenere le precauzioni raccomandate fintanto che la campagna vaccinale non avrà definitivamente sconfitto la pandemia.
Care concittadine e cari concittadini, quello che inizia sarà il mio ultimo anno come Presidente della Repubblica.
Coinciderà con il primo anno da dedicare alla ripresa della vita economica e sociale del nostro Paese.
La ripartenza sarà al centro di quest’ultimo tratto del mio mandato.
Nell’ultimo giorno del 2020 sale in Sicilia il numero dei contagi da nuovo coronavirus con 1.299 casi nelle ultime 24 ore. I dati in Italia.
Riprende a salire nell’Isola il numero dei contagi da Sars-Cov-2.
Sono 1.299 i nuovi positivi al nuovo Coronavirus in Sicilia su 7.308 tamponi processati, con una percentuale che si impenna al 17,7%: il 5% in più rispetto a ieri che era al 12,7%. È quanto si evince dal bollettino del 31 dicembre del ministero della Salute.
Crescono anche i ricoverati in terapia intensiva per Covid-19 (oggi sono 171, +5 rispetto a ieri) seppure al contempo diminuiscono i ricoverati in corsia: oggi sono 1.240 (-11 rispetto a ieri). I guariti sono invece 787. Il numero degli attuali positivi in Sicilia che raggiunge quota 33.868 (32.628 dei quali in isolamento domiciliare).
La distribuzione nelle province vede Catania 296, Palermo 295, Messina 262, Ragusa 23, Trapani 79, Siracusa 121, Caltanissetta 87, Agrigento 70, Enna 66.
Sono 23.477 i nuovi casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Le vittime sono invece 555. Lo rende noto il nuovo bollettino del ministero della Salute. Sono stati 186.004 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, con il tasso di positività che risale al 12,6% (ieri era del 9,6%).