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VI edizione del Festival di Napoli, primo Festival musicale in streaming

Da pochissime ore si è conclusa la VI edizione del Festival di Napoli, primo Festival musicale al mondo completamente in diretta streaming.

VI edizione del Festival di Napoli, primo Festival musicale in streaming

Esperimento completamente riuscito se si contano tutte le condivisioni, le visualizzazioni e le interazioni che a conti fatti registrano in tutte e tre le serate oltre due milioni e mezzo di spettatori.
Parliamo subito dei vincitori e dei vari premi speciali assegnati in questa edizione, che nonostante la particolare situazione con le conseguenti forti limitazioni e difficoltà, si è svolta, con ferma volontà e ampio sacrificio, regolarmente.

I vincitori della VI edizione del Festival di Napoli sono:

 Sezione New Generation (La classifica è stata decisa dai Membri della Giuria Internazionale dei Media Partners)
– 1° classificato: ex aequo
• Imma D’Inverno con Sta Città di M.Guida e G. Campagnoli
• Enrica La Femina con ‘Na vota ancora di E. La Femina e G. Rienzo
– 3° classificato:
• Soul Food Vocalist con Tutto in un sogno di S. Capriglione.

Premi Speciali:
– Premio Speciale ANIA (Associazione Nazionale Italiana Artisti): Adelaide Cuciniello

– Premio alla Carriera agli autori:
• Luciano Somma (autore del testo di Napule futtetenne con musica e interpretazione di Gustavo Martucci)
• Giuseppe Donniacuo (autore del testo ‘O tiempo con musica di A. De Grosso e interpretazione di Massimo Penza
– Premio Giuria Internazionale dei Media Partners per la Critica
• Luca Sorrento con Comme vulesse di L. Esposito E. D’Alise
• Stephano e Il Buono con A strada ‘e casa mia di S. Marcato, S. Commaruta e
S.Giardino

 Sezione Lyric – (I premi, a esclusione del Premio Giuria Internazionale dei Media Partners, sono stati assegnati dal Presidente di Giuria Dario Ascoli e dai membri Raffaella Ambrosino e Massimo Iannone)

– Premio Mercadante
• Rosita Rendina I’ te vurria vasa’ Ferdinando Russo – Eduardo di Capua 1900

– Premio Troisi
• Camilla Carol Farias La Danza di G. Rossini

– Premio Napoli nel mondo
• Maryia Movchan ‘O sole mio Giovanni Capurro – Eduardo Di Capua 1898

– Premio Caruso (ex aequo)
• Salvatore Minopoli Dicitincelle vuie Ernesco Fusco – Rodolfo Falvo 1930
• Gennaro Monè Tu ca nun chiagne Libero Bovio – Ernesto De Curtis 1915
• Marco Ferrante ‘A canzone ‘e Napule Libero Bovio – Ernesto De Curtis 1912
• Gianluca Pantaleone Quanno tramonta ‘o sole Salvatore Gambardella – Ferdinando Russo 1911
• Antonio Landolfi Fenesta ca lucive attribuito a Giulio Genoino per il testo e a Vincenzo Bellini per la musica

– Premio “Ricomincio da 3”
• Andrea Russo ‘A vucchella Gabriele D’Annunzio – Francesco Paolo Tosti 1907

– Premio Mirna Doris
• Annarita Terrazzano La Rosa di Saverio Mercadante

– Premio Stream ‘e Napule:
• Linda Petriccione Voce ‘e notte Eduardo Nicolardi – Ernesto De Curtis 1904

– Premio Giuria Internazionale dei Media Partners Sezione Lyric:
Camilla Carol Farias/Gennaro Monè/Gianluca Pantaleone/Rosita Rendina

Conclusioni
E’ stata portata a termine la VI edizione del Festival di Napoli avventura iniziata nel 2015 al Politeama e conclusasi (in attesa della settima prossima edizione del 2021) il 30 dicembre scorso di questo incredibile e tormentato 2020.
Chiunque in tempo di pandemia avrebbe inventato la scusa plausibile per non farla e per non mettere a repentaglio il rischio d’impresa. Lo hanno fatto in molti, quasi tutti.
Hanno osato solo chi ha avuto budget sostanziosi da Enti pubblici già previsti e contratti sponsor stellari da rispettare. Noi? Lo abbiamo fatto con nulla di tutto ciò.
Siamo scesi in campo a giocarci una partita senza storia, senza alcuna possibilità di vincerla… senza alcun pronostico a nostro favore. Invece, forti delle nostre pazze convinzioni, l’abbiamo vinta.

Coraggio? Follia? Non è dato sapere ma quel che è certo è che quando ci metti passione, onestà e amore per l’arte, scatta uno strano meccanismo, una luce interiore che produce un tipo di forza e di potere spirituale da farti credere nella possibilità di un miracolo, e miracolo… è stato. Lo abbiamo fatto questo festival del 2020, permettendoci il lusso di farne addirittura due: uno in Albania ripreso dalla TV Nazionale a Durazzo con incredibili dati di ascolto (oltre 650.000) e l’altro in diretta streaming utilizzando un antico salotto napoletano di un vecchio casale in Umbria al posto di un teatro di prestigio a Napoli e con delle video/performance, al posto delle esibizioni live. Non basta. Ci siamo concessi un ulteriore lusso: quello di realizzare la seconda serata dedicata alla Lyric in Villa Bruno a San Giorgio a Cremano nello splendido scenario della storica fonderia agghidata a teatro.

Qui ci siamo concessi il Tutto Live!

Dati di ascolto complessivi? Oltre due milioni e mezzo. Per molti un successo inaspettato e senza precedenti, per noi un
raggiungimento soddisfacente grazie a un lavoro svolto capillarmente con cura da sempre.

A cosa è dovuto questo successo? In primis, ci abbiamo sempre creduto, in secundis è stato grazie alle linee guida che hanno indirizzato e distinto e caratterizzato, le tre serate.

La prima dedicata alla New Generation partenopea, la seconda alla Classic/Lyric napoletana e la terza alle Voci dal Mediterraneo.

Una importante partecipazione in massa di popoli facenti parte del bacino del Mare Nostrum che più di qualsiasi altra cultura d’oltreoceano, del nord Europa o di quella orientale, ha da che spartire e condividere con noi e infatti da quei popoli e quelle terre, non sono mancate Bellezza, Cultura, Storia.
Un patrimonio immenso non solo musicale. Sia chiaro: chi ha vinto non è mai il singolo, pervaso dai propri personalismi, ma una squadra capace di lottare per una giusta causa, quella di valorizzare e riportare nella giusta dimensione attraverso l’evento festival, la canzone napoletana nel mondo.

La squadra ha un nome, si chiama: Festival di Napoli.

Ma allora, se noi abbiamo vinto, chi ha perso? Chi sono stati i nostri avversari? Non certo le personalità politiche sorde come Ulisse al richiamo di Partenope e neanche tutto un ambiente territoriale che contro di noi ha adottato un ostracismo silente e perverso, impaurito dalla nostra solare avanzata. Neanche avversari che prima o poi da soli verranno a sostenerci… se comprenderanno che un buon conto corrente personale non fa cultura. Il nemico è stato uno solo … il più forte di tutti, il più imprevedibile… temibile ma forse anche il più importante insegnante di vita e di morte mai esistito: il signor Covid-19.
Lo abbiamo battuto con il nostro coraggio di esistere, insistere, di amare e di comprendere la vita e l’importanza vitale delle sue arti, a partire dalla musica… dal Festival di Napoli.

Massimo Abbate

Si riportano di seguito tutti coloro, che a vario titolo, hanno permesso la realizzazione di questa bellissima edizione del Festival di Napoli (VI edizione 2020) e ai quali va il nostro sincero ringraziamento per la fattiva collaborazione:

ANIA – Associazione Nazionale Italiana Artisti

Presidente ANIA: Maestro Libero Abate
Vicepresidente: Gennaro Abbate
Direttore Comunicazione e Marketing, Coordinamento Gestione Eventi, Sviluppo Internazionale, Gestione Risorse Umane e Ufficio Stampa Internazionale:
• Dott.ssa Maria Rosa Borsetti
• Dott. Massimiliano Ferrara

Festival di Napoli – VI edizione (2020)
Produttore Esecutivo e Direttore Artistico: Maestro Massimo Abbate
Direttore Comunicazione e Marketing, Coordinamento Gestione Eventi, Sviluppo Internazionale, Gestione Risorse Umane e Ufficio Stampa Internazionale:
• Dott.ssa Maria Rosa Borsetti
• Dott. Massimiliano Ferrara
Direttore Comitato Scientifico: Dott. Massimo Ruggero
Direttore Musicale New Generation: Maestro Lino Pariota
Commissione di Giuria Sezione New Generation: Media Partners Internazionali
Direttore Musicale Sezione Lyric: Maestro Alfredo Giordano Orsini
Presidente Commissione Sezione Lyric: Maestro Dario Ascoli
Membri di Giuria Sezione Lyric: Maestri Raffaella Ambrosino e Massimo Iannone
Membri Giuria Internazionale dei Media Partners:
– Josephine Buscaglia Maietta
– Marina Bertucci
– Andrzej Tarkowski-Kiliszewski
– Andrea Matineo
– Geraldo Cocolo
– Marcia Sedoc
– Ermelinda Maturo
– Joe Kage
– Alessio Mini
– Massimiliano Ferrara
– Viviana Dragani
– Generoso D’Agnese
– Roberto Pansini
– Anthony Pasquale
– Giorgio Moretti
– Vicky Paci
– Alessandra Giorda
– Sara Luricella
– Ennio Marchetti
– Nicola Pirone
– Fabrizio Ciancio
– Francesca Cristaudi
– Emilio Buttaro
– Alexia Melocchi
– Federica Pansadoro
– Pasquale Forni
– Andrea Maiello
– Fabio Chivassa
– Mirko Ricci
– Paolo Puglia
– Antonietta Mirtylla Napoletano
– Marisol Flores
– Stefano Volpi
– Francesco Catenacci
– Freddy Tenore
– Javier P. Lucca
– Silvia Tamburriello
– Attilio Carbone
– Christos Mazanis

Media Partners Internazionali:
– AIAE
– Agenzia Italia Informa
– ATV
– America Oggi
– BrasiItalia
– CCIAD
– Christopher Magazine
– Corriere di Panama
– DOVE – Dove Vivo all’Estero: il portale di chi ama l’Italia!
– GlobalEchos/WNTN
– Globo Italiano
– Hoboken Italian Festival
– ICN Radio New York
– Il Marco Polo
– Il Televisionario 2
– Italian Music News
– Italian’s News
– Kalabria TV
– La Barcunata
– Radio Italiana Florida
– La Voce del Sudafrica
– La Voce d’Italia Venezuela
– Little Studio Films
– News & Music
– Nora TV
– New York Italians NYI
– PWR Radio
– Qui Londra
– Radio Blu Italia
– Radio Free Station
– Radio Vaticana
– Russia Privet
– 7VA
– The Wiseguys Show
– La Voce Argentina e Magazine Voce
– WGBB
– WRHU
– Zougla

Festival di Napoli Story:
– Rino Abbate
– Mario Abbate Jr.
– la Famiglia Abbate

Ufficio Stampa:
– Dott. Carmine Bonanni
– Dott.ssa Marina Bertucci
– Dott.ssa Sara Lauricella
– Dott.ssa Federica Pansadoro

Grafica e Design:
Joe Kage

Staff Operativo:
– Regia: Carmine Giordano
– Operatori Video: Marco Grieco, Ferdinando Borrino, Davide Fusi
– Regia Tecnica e Montaggio: Andrea Maiello, Fabio Chiavassa
– Comune di San Giorgio a Cremano: Sindaco Giorgio Zinno, Assessore alla Cultura Pietro de Martino
– Service: Free Service di Ciro Ascione
– Fashion designers: Gianni Cirillo, Tiziana Grimaldi
– Trucco e Parrucco: Claudio De Martino, Mirella Sartori
– Chef: Gli Scugnizzi del gusto, Claudio Menconi
– Coordinamento Faschion: Antonio Cernicchiara
– Grafiche Schede Tecniche: Emanuele Battaglia
– Agenzia Modelle: Maurizio Lillo Agency
– Modelle: Chiara Cernicchiara, Tiziana Montesanti, Martina Francaviglia, Entela Thanasko, Giulia Accardo
– Fotografi: Noemi Morelli, Roberta Cotigni, Fontanarosa Bruno
– Allestimento: Alfredo Di Rosa
– Backstage ed interviste in loco (Sezione Lyric) Angela Scotto, Vincenzo Pace, Gianni Di Natale
– Sponsor tecnici: Santero vini e spumanti, Setaro vini, Pasticceria Mena
– Sponsor premi in opera d’arte: Alberto Gagliardi, Antonella Nelli, Tamara Pierbattistini

Social Media:
• DOVE – Dove Vivo all’Estero: il portale di chi ama l’Italia!
• Iterland Agenzia di Comunicazione, Arte e Immagine
• Mario Ivano Bernabei – Web Designer

Ufficio amministrativo: Maria Luisa Garabelli, Rita Callegari

Cantanti Sezione New Generation:
– Sool Food Vocalist
– Emanuele Matrullo
– Luca Sorrento
– Enrica La Femina
– Adelaide Cuciniello
– Stefano Marcato
– Stephano e il Buono
– Fatma Mema ed Enea Cerashi
– Imma D’Inverno
– Gustavo Martucci
– Maria Ossino
– Massimo Penza

Cantanti Sezione Lyric:
– Rosita Rendina
– Gennaro Monè
– Linda Petriccione
– Gianluca Pantaleone
– Mariya Movchan
– Andrea Russo
– Annarita Terrazzano
– Salvatore Minopoli
– Marco Ferrarnte
– Camilla Carol Farias
– Antonio Landolfi

Lirica, Ospiti Internazionali e Esibizioni:
– Soprano Benedetta Kim
– Soprano Olga Zhuravel Maselli
– Baritono Claudio Sgura
– Soprano Dominika Zamara
– Tenore Rodolfo Maria Gordini
– Maestro Riccardo Fiorentino
– Soprano Raffaella Ambrosino
– Maestro Riccardo Iozzia Ambrosino
– Maestro Marco Buracchi
– Giusi Barone Voglia
– Marianna Corrado
– Antonya Di Iorio
– Concetta De Luisa
– Antonio Petrosillo

Ospiti Internazionali Area Mediterraneo:
– Ester Jok
– Luljeta Strefi
– Kastriot Tuscia
– I Bellamorèa
– Parafonè
– I Terraros
– Mercedes Gomez Gago
– Trio Joao Frade
– I Tazenda
– Spiteri Lucas Band
– Nour Eddine Fatty
– Prof. Iannis Tsolcas

Referenti in Italia:
– Dott.ssa Ilenia Caccamo
– Dott. Luca Parodi
– Dott.ssa Elisabetta D’Ambrogio
– Dott. Vassily Sortino

Referenti all’Estero:
– Dott. De Luca Giuseppe – Istituto Dante Alighieri di Atene (Grecia)
– Dott. Enzo Michael Verrucci (Portogallo)
– Dott. Giuseppe Palumbo (Albania)
– Dott.ssa Grazia Bartolo (Tunisia)
– Dott. Abdellah Boussouf e Dott.ssa Hanane Mazili – CCME – (Consiglio per la Comunità Marocchina all’Estero)
– Dott.ssa Marilanda Maiello (Malta)
– Dott.ssa Elisabetta Bagli (Spagna)
– Dott. Guido Vacca – A.I.M. (Associazione Italiani nel Mondo)

Redazione Campania

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Perugia, “Come da Protocollo in isolamento i due asintomatici”

Al ritorno dalle vacanze natalizie il Perugia ha iniziato la preparazione alla partita contro il Matelica, in programma domenica 10 gennaio alle ore 15 presso lo stadio “Helvia Recina” di Macerata (lo stesso che aveva assistito al rinvio del match con il Carpi) , con doppia sorpresa Covid. I tamponi del rientro hanno infatti evidenziato la presenza di due positivi all’interno del gruppo biancorosso,  entrambi asintomatici, i quali non si sono riuniti ai compagni e sono stati posti in isolamento come da protocollo. Lo recita il Comunicato stesso della Società. Le doppie sedute programmate per le date 1, 2 e 3 gennaio saranno dunque caratterizzate ancora una volta, ancora in Lega Pro dalla incombenza virus. Il caso forse più clamoroso della categoria, relativo alla Casertana, che scesa in campo con 9 giocatori ha poi perso tre a zero contro la Viterbese; ha fatto successivamente concludere l’anno proprio con l’ennesimo rinvio: Juve Stabia – Casertana.  Quest’anno l’augurio per il nuovo anno è stato affidato al pensiero del Direttore Generale Gianluca Comotto: “A nome di tutta la società AC Perugia Calcio rivolgo un augurio speciale ai tifosi del Grifo che, nonostante un 2020 drammatico sotto tutti gli aspetti, non mancano mai nel testimoniarci la propria vicinanza, anche da casa. Senza di voi il Curi non è la stessa cosa e questa assenza ci penalizza ma presto torneremo ad abbracciarci ed emozionarci dal vivo per questi colori.

Felice e sereno 2021 a tutti!”

Più Europa: Campania destina risorse per cooperazione e solidarietà

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PIÙ EUROPA: GRAZIE AD UNA NOSTRA PROPOSTA, NEL BILANCIO DELLA CAMPANIA SONO STATE INSERITE FINALMENTE RISORSE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE E LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE.

Dichiarazione di Fulvio Frezza (consigliere regionale di Più Europa) e Francesco Somma (coordinatore di Più Europa – Golfo di Napoli):

“Grazie a un nostro emendamento alla legge di bilancio regionale a firma Frezza, finalmente viene istituito un fondo per gli interventi a favore della “cooperazione allo sviluppo sostenibile e la solidarietà internazionale”.

È un primo passo, cui ne dovranno necessariamente seguire altri, affinché anche la Campania sostenga un mondo di associazioni e volontari che svolge una funzione fondamentale nei processi di sviluppo sostenibile a livello globale.

Solo un anno fa, la regione Campania non aveva neppure una legge sulla cooperazione, ora insieme alla legge ci sono le prime risorse per una programmazione che – come noi auspichiamo – possa rendere la Campania una vera terra protagonista nella promozione di relazioni solidali tra la ricca Europa e le aree più difficili del pianeta”.

Sequestrati oltre 300 kg di fuochi d’artificio illegali (VIDEO)

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Sequestrati dalla GdF di Messina a seguito dell’intensificazione dei controlli in vista di eventuali festeggiamenti di fine anno.

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a sequestro 318 Kg. di artifizi pirotecnici, detenuti illegalmente e posti in vendita nonostante le restrizioni conseguenti all’emergenza epidemiologica, segnalando all’Autorità Giudiziaria di Messina 2 soggetti messinesi, per il reato di detenzione e commercio abusivo di materiale esplodente.

In particolare, le Fiamme Gialle del Gruppo di Messina, nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto al noto fenomeno, disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza ed in linea con le disposizioni emanate dalla locale Autorità Prefettizia, volte a contrastare la fabbricazione, il commercio e la detenzione dei botti illegali, effettuavano una mirata intensificazione dei controlli nei quartieri più a rischio del capoluogo peloritano.

In tale ambito, in un sottoscala di una palazzina di edilizia popolare, sita nel quartiere di Fondo Fucile a Messina, nota alle cronache per la presenza di una delle principali baraccopoli presenti in città, i Finanzieri rinvenivano, abilmente occultate, numerose scatole contenenti circa 8.000 articoli pirotecnici, la maggior parte di origine cinese.

Più in dettaglio, tra il materiale esplodente sequestrato venivano rinvenuti, infatti, anche pericolosissimi petardi artigianali che rientrano, nella classificazione degli articoli pirotecnici, tra i fuochi d’artificio che presentano un rischio potenziale elevato e che sono destinati ad essere usati esclusivamente da persone con conoscenze specialistiche, comunemente noti quali “fuochi d’artificio professionali”.

Parimenti, si riscontrava come parte degli articoli sequestrati, pur conforme alle vigenti norme in materia, risultavano detenuti e conservati in maniera totalmente irregolare, con conseguente grave rischio per l’incolumità pubblica: un’eventuale deflagrazione avrebbe potuto creare importanti danni strutturali all’intera palazzina.

Durante le festività natalizie, come noto, si verificano il maggior numero di incidenti, talvolta mortali, provocati dall’abitudine di accendere petardi e fuochi d’artificio, anche e soprattutto illegali. L’uso incauto di tali fuochi può produrre lesioni gravi, in considerazione della loro elevata potenza: al loro interno si trova una miscela esplosiva realizzata con clorato e/o perclorato di potassio, con l’aggiunta di alluminio.

Per tale motivo, quale forza di polizia economico – finanziaria a forte vocazione sociale, la Guardia di Finanza è quotidianamente impegnata nel garantire alla comunità dell’intera provincia messinese festività sicure, evitando che momenti di gioia, pur con le limitazioni connesse alla pandemia in corso, possano trasformarsi in tragedie.

Adduso Sebastiano

Ministero della Salute: mantenere riduzione della socialità (VIDEO)

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Ministero della Salute: necessario mantenere riduzione della socialità nonostante l’indice di trasmissione sia in controtendenza da due settimane nell’intero Paese. VIDEO e ALLEGATI.

Ministero della Salute: “mantenere riduzione della socialità” (VIDEO)

In un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di contagi e la comparsa di varianti virali segnalate con una potenziale maggiore trasmissione, continua il segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione (in linea con i dati delle ultime due settimane) nell’intero Paese.

L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali. Tre Regioni (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche).

Questo, insieme alla elevata incidenza che ancora si registra in quasi tutto il territorio, desta particolare preoccupazione e pertanto il Ministero della Salute esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche oltre le scadenze attuali.

Complessivamente, l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Il valore è ancora lontano da livelli (50 casi per 100.000 in sette giorni) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Tale situazione conferma la necessità di mantenere nel tempo la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie.

Sulla base delle analisi dei dati relativi alla settimana dal 21 al 27 dicembre 2020 emerge che molti dei casi notificati in questa settimana avrebbero contratto l’infezione nella prima metà di dicembre. La stima dell’incidenza e della velocità di trasmissione potrebbe essere influenzata dal numero particolarmente basso di tamponi che caratterizza le giornate festive relative al periodo natalizio.

Nella settimana di monitoraggio si osserva una diminuzione generale del rischio, principalmente dovuta a una lieve riduzione nei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche.

Peculiare il caso della Sardegna, che ha una classificazione del rischio Non Valutabile (equiparato a rischio alto) data la bassa percentuale di completezza dei dati.

Sebbene si osservi una diminuzione dell’incidenza a livello nazionale, il valore è ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni (attualmente l’incidenza a livello nazionale nei 7gg 21-27 dicembre 2020 aggiornata al 29 dicembre è pari a 134,97 per 100.000 abitanti; tale valore potrebbe essere sottostimato per il basso numero di tamponi effettuati nei giorni festivi).

“Si conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.

COLLEGATI:

  1. DATI_Monitoraggio_31_DICEMBRE
  2. SINTESI_monitoraggio_cabina_regia_31_12_2020

Lorenza Sabatino

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Controlli a Caserta, arresti in città e a San Nicola La Strada

Controlli a Caserta, arrestato un 29enne in flagranza di reato di evasione, un 38enne residente in San Nicola La Strada. Deferiti in stato di libertà tre soggetti.

Controlli a Caserta, arresti in città e a San Nicola La Strada

Caserta, nella serata di ieri, a conclusione specifico servizio coordinato finalizzato al contrasto dell’illegalità diffusa, i militari della locale Compagnia hanno tratto in arresto in flagranza di reato di “evasione” un 29enne del posto sorpreso lungo la pubblica via senza giustificato motivo.

Sempre nel centro della città, nel corso del medesimo servizio, i carabinieri hanno rintracciato e tratto in arresto, in esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dal locale tribunale un 38enne brasiliano residente in San Nicola La Strada, resosi irreperibile dal 20 ottobre dovendo lo stesso espiare la pena di anni 4, mesi 1 e giorni 21 di reclusione per i reati di “induzione e sfruttamento della prostituzione”, commessi a Caserta dall’ottobre 2016 al settembre 2017.

Inoltre, sono stati deferiti in stato di libertà una 49enne ed un 23enne che, a seguito di perquisizione domiciliare, sono stati trovati in possesso di artifizi pirotecnici di fattura artigianale del tipo “bomba carta” del peso complessivo di kg.6 circa di cui è vietata la detenzione. Il materiale sottoposto a sequestro per campionatura e immediata distruzione.

Stessa sorte per un 38enne del di Caserta che controllato si è rifiutato di sottoporsi ad accertamento del tasso alcolemico ed un 27enne sempre di Caserta sorpreso alla guida in stato d’ebbrezza.

Lorenza Sabatino

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L’acquedotto sulla collina di Castellammare è di epoca romana

“L’acquedotto sulla collina di Castellammare è di epoca romana non risale ad epoca borbonica ma risale all’epoca romana” lo afferma l’archeologo Pappalardo

L’acquedotto sulla collina di Castellammare è di epoca romana

Pappalardo (archeologo): “Acquedotto romano a Castellamare di Stabia. Oggi rendiamo per la prima volta noti i risultati della nostra attività di ricerca condotta sul campo. L’acquedotto situato sulla collina di Castellammare di Stabia non risale ad epoca borbonica ma risale all’epoca romana. L’acquedotto si sviluppa lungo un tracciato di diversi chilometri. Abbiamo seguito le tracce da Quisisana a Pimonte, constatando lo stato di conservazione di questa grandiosa opera di ingegneria idraulica. Essa è costituita da una canalina in cocciopesto a sezione rettangolare, di dimensioni cm 50 x cm 45 circa”.

Santaniello (Presidente sezione stabiese di ArcheoClub d’Italia) : “Si tratta di una scoperta importante, di un fatto completamente nuovo. Il team di ArcheoClub ha condotto la ricerca con determinazione e siamo arrivati a risultati sorprendenti”.

L’Acquedotto Quisisana di Castellamare di Stabia non è di epoca borbonica ma è di epoca romana. La scoperta grazie allo studio da noi condotto con accurate ricerche terminate proprio in questi giorni. La storia millenaria della Città di Castellammare di Stabia non smette mai di stupire, sembra inesauribile, di volta in volta emergono nuove scoperte, soprattutto in campo archeologico. Ci sono luoghi sulla terra dove l’uomo si è insediato stabilmente, adoperandosi nel trasformare il territorio per dotarsi di tutto ciò che necessitava per condurre un’esistenza comoda e dignitosa. Affinché ciò potesse avvenire occorrevano delle condizioni ambientali favorevoli: la presenza di acqua abbondante, le terre fertili, i boschi per ricavare la legna, i pascoli per le greggi, il clima mite, il mare come luogo di scambio delle merci e per allacciare relazioni con gli altri popoli. Ebbene, l’antica Stabiae aveva tutti questi elementi”. Lo ha annunciato oggi, l’archeologo Umberto Pappalardo, Ordinario di Archeologia dell’Università di Tunisi, noto archeologo e componente del Comitato Tecnico Scientifico della sezione stabiese di ArcheoClub d’Italia.

Ecco lo studio nei dettagli, reso noto per la prima volta oggi.

“Le continue scoperte archeologiche hanno spinto noi dell’Archeoclub ad intensificare ed approfondire gli studi per colmare alcuni vuoti nei passaggi storici. Abbiamo cominciato con l’esplorazione delle colline della città di Castellammare di Stabia da Pozzano a Quisisana, alla ricerca di testimonianze archeologiche e architettoniche ancora oggi prive di uno studio approfondito. In particolare abbiamo percorso il tracciato dell’acquedotto di Quisisana, fino ad oggi attribuito al periodo borbonico – ha proseguito l’archeologo Pappalardo –  perché incuriositi dalla particolare tecnica costruttiva dei ponti che sostengono l’acquedotto in almeno due punti di grande interesse naturalistico. Uno nel territorio stabiese l’altro nel territorio di Pimonte. Abbiamo studiato attentamente i materiali e la tecnica costruttiva e siamo rimasti meravigliati dai risultati. Per la costruzione dei ponti sono stati utilizzati mattoni che presentano notevoli differenze rispetto a quelli in uso nel periodo borbonico. Infatti, sono emerse notevoli differenze cromatiche e geometriche. La stessa composizione dell’impasto risulta molto simile alle tecniche in uso in epoca romana. Inoltre, ci siamo sempre posti la domanda di come avvenisse l’approvvigionamento idrico di Stabiae, sia per la collina di Varano che per la zona portuale. Tutto sembra ricondurre alle tecniche costruttive degli acquedotti citate nel nel “De Architectura” di Marco Vitruvio Pollione e “Sugli acquedotti di Roma” di Sesto Giulio Frontino (I secolo d.C.). Attraverso gli scavi archeologici sappiamo delle ville stabiane che si sviluppavano sulla collina di Varano, mentre una porzione di città si sviluppava a ridosso del porto. Un’area che si estendeva da Varano fino al moderno porto di Castellammare di Stabia in zona Fontana Grande, dove sono state rinvenute opere in opus reticulatum. Bisogna considerare che la differente quota tra le due zone della città (probabilmente anche due epoche diverse di costruzione, una in collina precedente all’eruzione del 79 d.C. e l’altra verso il mare dopo il 121 d.C.) necessitava di due fonti idriche differenti. Quindi ipotizziamo che la collina di Varano venisse rifornita di acqua dalle abbondanti sorgenti dei Monti a ridosso di Gragnano, il tracciato poteva seguire l’acquedotto medioevale, i cui resti sono ancora oggi ben visibili. Invece, sembra evidente che la zona portuale venisse rifornita dalle abbondanti sorgenti che provenivano da Agerola e Pimonte, rispettivamente dalla sorgente Acquafredda e San Giuliano. Questa ipotesi trova riscontro nel ritrovamento di antiche tracce romane su quello che è stato definito fino ad oggi l’acquedotto borbonico. Infatti, l’acquedotto si sviluppa lungo un tracciato di diversi chilometri. Abbiamo seguito le tracce da Quisisana a Pimonte, constatando lo stato di conservazione di questa grandiosa opera di ingegneria idraulica. Essa è costituita da una canalina in cocciopesto a sezione rettangolare, di dimensioni cm 50 x cm 45 circa, che segue l’andamento delle rocce, adattandosi all’orografia dei luoghi. Lo studio della parte interna della canalina ci consente di affermare con certezza che è stata sottoposta a due differenti interventi di costruzione. Nella fase iniziale la canalina e i ponti e nella fase successiva una copertura in pietra calcarea. Probabilmente è proprio questo ultimo intervento ad essere stato eseguito in epoca borbonica”.

Ed è il Presidente della sezione stabiese di ArcheoClub D’Italia, Massimo Santaniello che con emozione descrive gli altri dettagli dell’opera di ricerca proseguita sul campo anche durante la pandemia.

“Siamo dunque dinanzi ad una scoperta importante perché un conto è l’epoca borbonica ed un altro è invece un acquedotto risalente all’epoca romana. Lungo il tratto da Castellammare di Stabia a Pimonte, in due punti, le linee di impluvium della montagna vengono superate con due ponti ad arco, realizzati in opus latericium. Sul ponte di Pimonte si evince chiaramente che una parte del piedritto, che si ipotizza di epoca romana – ha concluso Santaniello –  è stato in parte demolito per ricostruire l’arco crollato a seguito di eventi naturali o per semplice vetustà. A questo punto è fondamentale il supporto scientifico del Prof. Umberto Pappalardo, socio onorario dell’Archeoclub Stabiae nonché membro del comitato scientifico, coadiuvato dalle archeologhe della nostra associazione. Infatti, egli sostiene: “Fino alla metà del XX secolo non c’era vita in assenza di acqua. L’uomo fin dalla preistoria è sempre stato totalmente dipendente dalle risorse naturali. Laddove vediamo battisteri cristiani possiamo essere certi che al disotto vi siano terme romane e più sotto ancora una falda acquifera. Molto spesso al disotto dei monasteri vi sono i resti di ville romane, come ai Camaldoli di Torre del Greco, e più sotto ancora … una sorgente. Nella stessa Castellammare al disotto della settecentesca Fontana Grande appaiono mura romane in opera reticolata. Pertanto rientra in un quadro perfettamente legittimo che l’acquedotto da Pimonte a Quisisana possa insistere su strutture già di epoca romana ed è bene che di queste indagini se ne occupi l’Archeoclub d’Italia aps “Stabiae”, sia per riappropriarsi della memoria storica del proprio territorio sia per incominciare ad allestire dei percorsi di “trekking culturale”. Solo nei tempi moderni l’uomo, resosi completamente indipendente dalle risorse naturali, ha osato costruire città in pieno deserto, come Las Vegas e Abu Dhabi … dove comunque giungevano le stupende bottiglie blu dell’Acqua della Madonna”.

Redazione Campania

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Controlli: neanche quest’anno si ferma la vendita di botti illegali

Controlli delle forze dell’ordine: neanche quest’anno si ferma la vendita di botti illegali. I casi di Sant’Antonio Abate e Secondigliano si concludono rispettivamente con un arresto e una denuncia.

Controlli: neanche quest’anno si ferma la vendita di botti illegali

Nonostante i divieti ancora più rigorosi di quest’anno, non si fermano la vendita e il commercio di botti illegali. Due i casi nella provincia di Napoli.

Il primo a Sant’Antonio Abate, in cui i carabinieri della stazione relativa hanno arrestato un 23enne incensurato del posto. Durante una perquisizione domiciliare, effettuata nell’ambito dei servizi disposti dal Comando Provinciale di Napoli di contrasto alla vendita di fuochi illegali, è stato trovato in possesso di 56 ordigni artigianali di varie dimensioni. Il materiale è stato sequestrato e affidato agli artificieri del Comando Provinciale di Napoli per la successiva distruzione. Il 23enne è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

Il secondo a Secondigliano.  Infatti, ieri sera gli agenti del Commissariato Secondigliano, con il supporto del Nucleo Artificieri dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione di un uomo in via Mianella dove hanno rinvenuto, occultata in uno stanzino, una confezione di cartone contenente 179 petardi “Super cobra 6” per un peso complessivo di circa 10 kg. A.D.A., 40enne napoletano con precedenti di polizia, è stato denunciato per omessa denuncia di materie esplodenti.

Sono stati numerosi i consigli pervenuti dalle forze dell’ordine circa la gestione e l’utilizzo degli artifici pirotecnici. In particolare, la Polizia di Stato si è occupata della diffusione di utili informazioni di prevenzione.

Lorenza Sabatino

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Givova Scafati: via Randy Culpepper, dentro Nemanja Dincic

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Settimana movimentata quella che ha segnato la fine del 2020 per la Givova Scafati. Nella giornata di oggi la squadra di patron Longobardi ha comunicato attraverso i propri profili social due importanti novità.

La prima è una notizia che si attendeva probabilmente da tempo. Il club ha infatti rescisso il contratto con Randy Culpepper. Annunciato come uno dei grandi innesti di questa stagione, la guardia ex Pistoia e Cantù ha inciso ben poco in questa prima parte del campionato a causa di una serie di infortuni. Solo due le presenza in Serie A2 fino ad ora. L’arrivo nel mese di novembre di Josh Jackson ha fornito alla Givova Scafati un ottimo sostituto che non ha fatto rimpiangere l’assenza in campo dell’atleta americano.

Contestualmente è stato annunciato l’arrivo del giovane pivot serbo Nemanja Dincic, che sarà certamente una pedina importante nelle rotazioni della squadra di coach Finelli. Il centro classe ’98 sopperirà alla momentanea assenza di Valerio Cucci, la cui presenza nel derby contro Napoli di domenica è ancora in forte dubbio.

Elezioni regionali 2017, indagine della Procura di Messina

Quattordici persone risultano indagate a Messina nell’ambito di un’inchiesta cominciata nel 2018 sulle elezioni regionali del 2017.

Sarebbero quattordici – nell’inchiesta iniziata nel 2018 ma non ancora conclusa della Dia della Procura di Messina e coordinata dai Sostituti Fabrizio Monaco, Maria Pellegrino e Rosanna Casabona sulle elezioni regionali del 2017 nella provincia di Messina – accusate di reati che vanno, a quanto è dato sapere, dalla corruzione elettorale all’abuso d’ufficio, dal falso alle minacce aggravate dal metodo mafioso. Lo scrive oggi la Gazzetta del Sud.

Tra gli indagati ci sono anche l’ex parlamentare regionale Santo Catalano, l’attuale consigliere comunale di Milazzo Lorenzo Italiano, il sindaco di Fondachelli Fantina Marco Pettinato, il padre Francesco, già sindaco del centro montano, la candidata a sindaco alle ultime amministrative Maria Pamela Corrente, Armando Buccheri, Carmelo Fascetto, Francesco Salmeri, i messinesi Placido Smedile, Davide Lo Turco e Giuseppa Zangla, il pattese Enrico Talamo.

Il fascicolo di indagine è quello in cui risulta indagato anche il sindaco di Messina Cateno De Luca e l’ex consigliere provinciale di Messina Carlo ‘Roberto’ Cerreti, con l’ipotesi di abuso d’ufficio in concorso. L’episodio riguarda la nomina di Cerreti nel Cda dell’Amam da parte di De Luca, in sostituzione del membro designato, l’architetto Loredana Bonasera, con l‘ipotesi di violazione delle “quote rosa” e del cosiddetto “ingiusto vantaggio” a Cerreti.

L’investigazione si gioverebbe un lungo elenco di intercettazioni telefoniche attivate prima del voto nel novembre del 2017, in cui vengono delineati accordi pre-elettorali illeciti, quali pacchetti di voti assicurati a Messina e in vari centri tirrenici e ionici dai diretti interessati in cambio di denaro, oppure promesse di posti di lavoro sempre in cambio di una “raccolta voti”. Ma anche le minacce, alcune attuate con metodo mafioso, messe in atto da alcuni soggetti indagati, su mandato di chi aveva elargito mazzette ma poi non era stato eletto.

Adduso Sebastiano

Gina festeggia 100 anni in diretta Instagram con la sua Fiat 128

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La signora Gina è nata il 30 dicembre 1920 a Torre di Mosto, provincia di Venezia, e ha deciso di festeggiare i suoi 100 anni in diretta instagram assieme alla sua vecchia Fiat 128 e ha detto: “Siate sempre onesti, generosi e fate cose buone!”.
Tantissimi appassionati di auto storiche hanno potuto fare gli auguri alla centenaria, ospite di “Una Quarantena di minuti con Willy”.

Milano, 31 dicembre 2020 | Chi frequenta il mondo delle auto storiche sa che dietro ogni auto ci sono grandi e lunghe storie di vita. Lo sa bene anche la signora Regina (Gina) Ave che ha raggiunto l’invidiabile traguardo dei 100 anni ed è proprietaria da 50 anni di una bellissima Fiat 128 amaranto immatricolata venerdì 23 luglio 1971. La Fiat 128 di Gina, comprata nuova assieme a suo marito Antonio (Toni) Pedronetto, è da sempre rimasta in famiglia ed è oggi curata in modo maniacale dal loro nipote Piefranco Di Blasi di Torino.
Pierfranco, che grazie a questo mezzo ha scoperto la sua grande passione per le auto storiche, partecipa con entusiasmo ai raduni del Piemonte e della Lombardia. E’ anche tra i più fedeli follower del programma “Una Quarantena di minuti con Willy”, il live streaming quotidiano nato durante il lockdown e scritto per il web con l’obiettivo di mantenere uniti gli appassionati di auto storiche, impossibilitati ad organizzare raduni.
Gli ascolti sono alti e la chat è sempre molto attiva tanto che la ricorrenza del centesimo compleanno di Nonna Gina era emersa proprio tra i tanti commenti in diretta di una delle puntate precedenti. Da lì la decisione, presa al volo e all’unanimità, di festeggiare il centesimo compleanno di Gina avendola ospite in diretta che ha lasciato un bel messaggio per i più giovani: “Siate sempre onesti, generosi e fate cose buone”. Tantissimi ascoltatori hanno richiesto di partecipare in diretta per regalare una canzone o un pensiero alla più grande follower del programma.
“Una Quarantena di minuti con Willy – ha commentato il conduttore e influencer William Jonathan – ha l’obiettivo primario di mantenerci uniti e di continuare ad affrontare con un sorriso le restrizioni dovute all’emergenza covid. Avere una ascoltatrice centenaria e proprietaria di un’auto storica è sembrata a tutti gli amici che ci seguono ogni giorno e anche a me, un’occasione da non perdere assolutamente per chiudere con un pizzico di inusuale e, direi unica, allegria un anno così duramente segnato dalla pandemia”.
La diretta si può seguire tutti i giorni alle ore 20.30 dal profilo Instagram @william_jonathan_official. Ci si ritrovano tutte le caratteristiche di uno show televisivo con tanto di sigla, che è già un tormentone, con l’animazione di una simpatica vecchia Fiat Panda che sfreccia in città all’interno della quale Willy balla e canta “Sei bellissimo” di Antonella Vitale.

Link alla puntata del 30 dicembre: https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=CR5DrK7gmTQ

Rimpasto machista con 12 assessori uomini nel Governo regionale siciliano di centrodestra

Sul rimpasto un deputato: Ciò che conta non è ciò che gli assessori hanno in mezzo alle gambe ma ciò che hanno in mezzo alle orecchie.

Stavolta l’opinione, amara e quasi rassegnata, mi sia concesso, da siciliano, di metterla all’inizio.

La Sicilia: un’Isola baciata dalla Natura, dalla sua posizione al centro del Mediterraneo, dal clima equilibrato, dal mare e dal sole; purtroppo di contro, per qualche sciagurato destino, è ammorbata da sempre da una inamovibile e trasversale classe politica di gente, vecchia e nuova, che si rivela regolarmente “strana” per usare un eufemismo.

Insomma, siamo nel 21° secolo, all’ultimo giorno del 2020, eppure in Sicilia, anche se si è ormai passati dalla vecchia 500 a due tempi di oltre 60 anni fa (1957), alla più moderna ibrida X-suv, la mentalità, specialmente politica, sembra rimasta quella di decenni addietro.

La Notizia.

È di quelle che lasciano quasi senza speranze di civiltà e modernità da 21° secolo, dentro una Isola che fa parte di una Nazione costituzionale, repubblicana, democratica e occidentale. Il titolo dell’articolo come anche l’occhiello, appaiono d’altronde eloquenti dell’ennesima dimostrazione che tutto, apparentemente (a parole e propaganda) sembra cambiare affinché nella sostanza non muti alcunché.

Infatti il recente rimpasto nella Giunta regionale siciliana di centrodestra del Presidente Nello Musumeci* si sarebbe concluso nella notte tra il 29 e 30 corrente mese, con l’accordo definitivo per un rimaneggiamento degli assessori. Il “rimpasto” è notoriamente una consolidata quanto dissimulata (neanche tanto) prassi in Sicilia ma come pure in Italia, nei Comuni, Enti, ecc. per cui a seguito di accordi pre-elettorali per scrivanie e poltrone nonché sulla base del “pacchetto” di voti di cui si dispone o anche per la contropartita per “sevizi” o “favori” elettorali resi, si alternano gli assessori e  non solo, pure altre cariche o nomine, così che di tanti benefici e specialmente remunerazione, come anche potenziali ruoli definitivi, clientelismo, familismo, voto di scambio sociale e “altro”, ne possano a giro beneficiare tutta la “corte”. Il resto: solo risapute quanto mistificate e decennali, fiction politiche televisive, congressuali, occasionali, da talk show, discorsi di fine anno e ora anche social di codazzi.

 La nuova Giunta regionale stavolta è addirittura di soli maschi. È stata persino esclusa l’unica componente donna del Governo regionale, Bernadette Grasso, assessora alle Autonomie locali e Funzione pubblica.

“Ho fatto il mio dovere fino all’ultimo – ha commentato l’ex assessora – e sono soddisfatta dei risultati ottenuti, dopodiché, io faccio parte di un gruppo. Stop”. Bernadette Grasso nel frattempo è divenuta coordinatore di Forza Italia a Messina.

L’assessora verrebbe adesso sostituita da Marco Zambuto, da poco non eletto alle amministrative di Agrigento. Ex sindaco di Agrigento, ex presidente dell’assemblea regionale del Pd, poi rientrato tra le file di Fi dopo la parentesi Dem. Difatti questo giro di assessori regionali avviene quasi tutto all’interno a Forza Italia, come Edy Bandiera (il cui segretario per i Magistrati era amico di un boss “22 Febbraio 2020 L’amico del boss, ex deputato, faceva il segretario dell’assessore” ex assessore all’Agricoltura e pesca che sarà adesso sostituito dal trapanese Tony Scilla, presidente di Agripesca, primo dei non eletti alle ultime regionali e, si dice, uomo fidato di Gianfranco Micciché.

Eppure il 10 giugno 2020 l’ARS aveva approvato un disegno di legge, peraltro sbandierato in modo propagandistico (all’italiana), il quale prevedeva obbligatoriamente un terzo di donne nella Giunta regionale, seppure dalla prossima legislatura, ma vista l’occasione di questo “rimpasto” se ne poteva già dare avvio (ma figurarsi, in Sicilia, come in Italia, entrambe politicamente costruite negli anni su un castello etico di ipocrisie interiori, politiche, istituzionali, ecc.).

La Cgil-Sicilia in una nota ha aspramente commentato il sopradescritto rimpasto machista <<Giunta regionale senza donne? Per la Cgil sarebbe scelta becera. Palermo, 29 dic. “Dopo non avere fatto niente per promuovere l’occupazione femminile e per un welfare che rispondesse ai bisogni e garantisse i diritti di cittadinanza delle donne il governo Musumeci si appresta ora a varare una Giunta regionale tutta al maschile. Un atto becero che segnerebbe la conferma di un esecutivo per il quale la parità di genere e i diritti delle donne vengono all’ultimo posto e sono perloppiù solo vuoti titoli”. Lo dice Mimma Argurio, segretaria regionale Cgil, in riferimento alla notizia di un rimpasto di governo che escluderebbe dalla Giunta le donne. “Ci sono atti- aggiunge Argurio- che sono più che simboli: una Giunta regionale che già contava una sola donna, senza rappresentanza femminile potrà solo esacerbare il suo tratto maschilista, impedendo ancora una volta alle donne di dare il loro contributo alla ripresa della Sicilia e di potere  spiegare le loro potenzialità affermando i diritti di tutte le donne>>.

Infine due (si ritiene) significative dichiarazioni, almeno per chi ancora può e vuole capire.

Quella di un deputato regionale siciliano della Lega, Vincenzo Figuccia “Assistiamo in queste ore ad una polemica del tutto sterile e pretestuosa sulla composizione del governo regionale e sulla presenza di donne nel Governo. Ciò che conta non è ciò che gli assessori hanno in mezzo alle gambe ma ciò che hanno in mezzo alle orecchie. E soprattutto come lo usano per il bene dei siciliani”. Insomma come a dire che le donne hanno altro tra le “orecchie” mentre gli uomini hanno materia cerebrale. Poi i parlamentari siciliani da sempre lo hanno “dimostrato”.

Quella di Gabriella Giammanco, portavoce di Forza Italia in Sicilia e vicepresidente del gruppo azzurro in Senato, in merito alle nuove nomine assessoriali, che definisce il nuovo assessore Scilla “un operoso dirigente di Forza Italia, profondo conoscitore del settore per cui non poteva essergli affidato ruolo migliore. Attuale presidente di Agripesca Sicilia, Scilla si occupa di tematiche relative ad agricoltura e pesca praticamente da sempre per cui sono sicura che saprà svolgere l’importante e prestigioso incarico nel migliore dei modi”. Dell’assenza in Giunta regionale di donne neanche un accenno.

Una conclusiva breve opinione. Spesso si leggono commenti, specialmente di concittadini del centro-nord ma pure di siciliani evidentemente schierati per qualche contesto politico che in quel momento non è al Governo mentre al contrario plaudono (oggettività pari a zero), che la colpa è degli elettori siciliani. Noi siciliani li abbiamo provati tutti nel corso degli anni: di destra, centrodestra, sinistra e centrosinistra, centro di qui e di là, e anche in un certo senso, seppure non sono mai andati al Governo regionale, quelli del movimento.

* Nello Musumeci, classe 55, da decenni anche lui in politica. All’anagrafe Sebastiano Musumeci, Presidente Regionale dal 18 novembre 2017, in precedenza presidente della Provincia di Catania dal 1994 al 2003 e contemporaneamente quello di europarlamentare fino al 2009. Caratteristica: si stupisce nei suoi interventi che la Sicilia sia in certe condizioni di generale sottosviluppo, soprattutto infrastrutturale, sociale, nel funzionamento della macchia burocratica e politica, come se lui, ma come pure tutti gli altri parlamentari siciliani, di centrodestra e anche di centrosinistra, non fossero mai stati in politica.

L’immagine di copertina rammenta il noto film del 2011 diretto da Giulio Manfredonia. Il protagonista è Antonio Albanese, che veste i panni del suo personaggio “Cetto La Qualunque”, eloquente quanto realistico personaggio della politica italiana e specialmente siciliana con rispettivi codazzi.

Adduso Sebastiano

Campania, l’appello del Governatore De Luca: “Festeggiamo responsabilmente e senza botti”

Campania, l’appello del Governatore De Luca: “Festeggiamo responsabilmente e senza botti, lo ripetiamo ogni anno ma in questi giorni è ancora più importante per non caricare gli Ospedali!”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha augurato ai propri concittadini un buon anno, cogliendo l’occasione per ribadire quanto sia importante, ancor di più in questi giorni, osservare comportamenti responsabili:

“Rivolgo quindi un invito e una raccomandazione, a evitare nella notte del 31 dicembre di utilizzare fuochi d’artificio. È un appello che ripetiamo tutti gli anni a salvaguardia dell’incolumità personale e di tutti, ma è ancora più importante in questi giorni, in cui gli ospedali sono impegnati nelle attività legate all’epidemia Covid.”

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2020 al termine: tiriamo le somme di questo Napoli

Il 2020 è ormai agli sgoccioli, gli impegni calcistici sono terminati ed è ora di tirare le somme sull’anno passato. Il Napoli ha vissuto un’anno veramente particolare, sicuramente uno dei più strani dell’era De Laurentiis. Ma che voto si meritano gli azzurri? Analizziamo tutto il 2020 del Napoli.

Gennaio-marzo: primi mesi dell’era Gattuso

L’inizio del 2020 è coinciso con i primi mesi di Gattuso a Napoli. Il tecnico calabrese era subentrato ad Ancelotti a metà dicembre e la sua avventura non era cominciata bene con una sconfitta interna con il Parma. Gennaio non cominciò meglio con 3 sconfitte di fila con Inter, Lazio e Fiorentina. I primi detrattori del tecnico cominciano a farsi sentire e a rimpiangere l’esonerato Ancelotti, accasatosi all’Everton una settimana dopo l’esonero. Gattuso chiede a gran voce al presidente degli acquisti per attuare un 4-3-3 e completare un centrocampo privo di giocatori di sostanza. Nel mercato invernale arrivano Demme dal Lipsia, Lobotka dal Celta Vigo e Politano dall’Inter, prenotati per giugno Petagna della Spal e Rrahmani dell’Hellas. Il presidente decide per la prima volta di investire tanti soldi nel mercato invernale per tentare la rimonta alle prime 4 posizioni. Gli acquisti arrivano e con loro le prime grandi prestazioni. Il Napoli vince al San Paolo con la Juventus e l’ambiente azzurro torna a caricarsi e a credere in una rimonta. Febbraio è ricco di vittorie e prestazioni esaltanti per gli azzurri, merito soprattutto dell’equilibrio che dà Demme in mezzo al campo. Gli azzurri riescono ad intimorire addirittura il Barcellona, arrivato al San Paolo per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. Il Napoli sembra aver trovato la giusta strada da seguire e comincia a risalire la classifica, ma arriva il covid e tutto si complica…

Aprile- giugno: dopo il lockdown il primo trofeo

La pandemia obbliga l’Italia e il mondo a fermarsi, e il calcio non è immune da questi provvedimenti. Il campionato si ferma e gli allenamenti sono sospesi. I dirigenti delle squadre e della Lega cominciano a riunirsi per trovare un modo per portare a termine il campionato. La Coppa Italia e la Serie A ripartono a fine giugno. Il Napoli è tra le prime squadre a tornare in campo in occasione della gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia con l’Inter. Il Napoli riesce a qualificarsi per la finale contro la Juve e concorre quindi per l’assegnazione del primo trofeo stagionale. La finale si tiene a Roma a porte chiuse il 17 giugno e il Napoli vince ai rigori. Gli azzurri si aggiudicano quindi il primo trofeo stagionale e conquistano in anticipo la qualificazione ai gironi dell’attuale Europa League. Il campionato riparte a fine giugno e il Napoli ha l’obiettivo di ridurre il gap che la divide dall’Atalanta. Lo scontro diretto decisivo con l’Atalanta a inizio luglio spegne le speranze degli azzurri che escono sconfitti dallo Stadio Atleti Azzurri d’Italia e finiscono a -12 dai bergamaschi.

Luglio-settembre: la disfatta di Barcellona

Il campionato procede e si avvia alla conclusione, ma gli azzurri non hanno nulla da giocarsi: le prime 4 sono ormai troppo lontane e la qualificazione ai gironi dell’Europa League è già arrivata con la vittoria della Coppa Italia.  Gattuso ha l’arduo compito di mantenere alta la concentrazione per evitare brutte figure in campionato, ma soprattutto per arrivare al meglio al big match di Champions League con il Barcellona in programma l’8 agosto. Gli azzurri terminano il campionato piazzandosi al settimo posto e la sensazione è che il Napoli possa andare a Barcellona per giocarsi la qualificazione per i quarti, visto l’1-1 dell’andata. Luglio termina con il primo grande colpo del mercato azzurro: Osimhen diventa ufficialmente un calciatore del Napoli il 31 luglio per 70 milioni di euro più 10 di bonus. E’ chiaramente il segnale di una imminente cessione di Milik, visto il rinnovo di Mertens in giugno. L’ambiente è pero concentrato sulla sfida al Barcellona e i tifosi sognano l’impresa. Il primo tempo degli azzurri al Campo Nou racconta tutt’altra storia: il Barcellona è nettamente superiore al Napoli e chiude la pratica in poco più di mezz’ora. Gli azzurri terminano così una stagione infinita che sembrava dovesse essere la peggiore dell’era De Laurentiis, ma che tutto sommato porta a casa una Coppa Italia che mancava dal 2014 e un ottavo di finale di Champions League.

Ottobre-dicembre: la nascita del nuovo Napoli

Il Napoli comincia la nuova stagione con l’obiettivo di tornare tra le prime 4. Il mercato estivo ha portato alle cessioni di Allan, Callejon e sostanzialmente Milik, ma ha visto l’arrivo di Petagna, Rrahmani, Bakayoko e soprattutto Osimhen. Il nigeriano è l’acquisto più caro della storia del Napoli e Gattuso punta fortemente su di lui. Il campionato comincia a fine settembre e l’inizio sembra essere promettente per gli azzurri. Passano alla prima a Parma con uno 0-2, stravincono la seconda 6-0 con il Genoa. La terza sarebbe a Torino con la nuova Juventus di Pirlo, ma l’Asl napoletana vieta agli azzurri di partire a causa di un possibile focolaio nella rosa azzurra dopo la positività riscontrata in Zielinski ed Elmas. Gli azzurri sono costretti a stare in isolamento e a subire inizialmente un 3-0 a tavolino e un punto di penalizzazione, provvedimenti ultimamente revocati da una sentenza del Coni. Il Napoli torna in campo dopo la sosta per le nazionali e asfalta l’Atalanta con uno schiacciante 4-1. Le cose sembrano andare per il meglio, la squadra convince, prende pochi goal e ne segna molti. Arriva anche la prima sconfitta in campionato con il Sassuolo dei miracoli di De Zerbi, ma nessuno pretendeva di essere imbattibili. Le cose cominciano tuttavia a peggiorare quando arriva la notizia dalla Nigeria dell’infortunio di Osimhen in nazionale. Il centravanti azzurro era stato spesso criticato per i pochi goal, ma con la sua assenza ci si è resi conto della sua grande importanza per Gattuso e il Napoli. Il nigeriano manca per 2 mesi e il Napoli perde 3 partite di campionato con Milan, Inter e Lazio. Riesce a piazzarsi al primo posto del girone di Europa League, ma in campionato le milanesi lasciano pochi punti per strada e la vetta è già lontana 9 punti.

Speranze per il 2021

La speranza è che il prossimo anno dia la possibilità a Gattuso di lavorare con continuità sul gioco da proporre con Osimhen in campo, per sfruttarne il potenziale e permettere agli azzurri di recuperare terreno in campionato. L’obiettivo rimane tornare tra le prime 4, ma è lecito sperare nello scudetto vista la Juve che arranca. In Europa League il Napoli può andare lontano perché ha esperienza e una rosa molto lunga, cosa che alla lunga farà la differenza anche in campionato.

Valutazione del 2020

L’inizio non è stato sicuramente dei migliori, così come il finale, ma visti i primi mesi della passata stagione, nessuno si sarebbe mai aspettato di poter festeggiare a giugno la conquista di un trofeo. Dopo anni di lotta scudetto, siamo tornati a lottare per un posto in Champions. I 3 anni di Sarri e il primo di Ancelotti ci avevano abituato fin troppo bene, ormai convinti che il Napoli fosse diventata una realtà che necessita della Champions. La storia azzurra racconta invece ben altro ed era naturale che, prima o poi, il Napoli avrebbe avuto bisogno di cominciare un nuovo ciclo. Gattuso si è ritrovato in una piazza delusa e arrabbiata, una squadra molle e quasi irrecuperabile. Il tecnico calabrese è stato tuttavia in grado di portare entusiasmo in un’ambiente spento ed è riuscito a vincere un trofeo. Gattuso e i suoi uomini meritano ampiamente un 7 in pagella, con la speranza di avere un 8 il prossimo anno. 

Campania Terra dei Fuochi, roghi in forte diminuzione: “Sia così anche dopo il lockdown”

Campania Terra dei Fuochi, roghi in forte diminuzione. Europa Verde: “Non può farci che piacere, ma bisogna ragionare per quando finirà la Pandemia”

Campania – Dal bilancio curato dalla prefettura di Napoli emerge una significativa riduzione dei roghi di rifiuti nei comuni delle province di Caserta e Napoli dell’area della Terra dei Fuochi nell’ultimo semestre rispetto all’analogo periodo del 2019.

Nel periodo giugno-dicembre 2019 i roghi sono stati 1353, nello stesso semestre del 2020 quelli registrati sono stati 948.
“La diminuzione dei roghi nella Terra dei fuochi è un dato oggettivo che non può farci che piacere ma la situazione resta in ogni caso preoccupante e bisogna fare delle premesse e delle considerazioni riguardo alle diminuzioni dei rifiuti incendiati” ha commentato il consigliere reginale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.
“L’anno che sta per concludersi è stato un periodo molto particolare, ci sono stati diversi lockdown e comunque per quasi l‘intero anno sono state in vigore delle misure restrittive, a causa della pandemia, che hanno di fatto evitato che tante per persone se ne andassero in giro anche a delinquere e a commettere atti illeciti e pericolosi come quello di dar vita a roghi tossici.”
“Inoltre la particolare situazione ha favorito e semplificato l’attività di sorveglianza del territorio delle varie associazioni, che si sono rimboccate le maniche in difesa della propria terra, e delle forze dell’ordine che hanno svolto un duro lavoro. Bisogna ragionare per quando la pandemia sarà alle spalle e si tornerà in situazioni di normalità, anche allora dovranno calare i roghi e le attività di monitoraggio dovranno essere capillari e continuative.”

F1, la stagione che verrà: buon anno da Carlo Ametrano

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F1, la stagione che verrà: buon anno da Carlo Ametrano

La stagione di Formula Uno è terminata da poco col successo dell’indiscusso Lewis Hamilton. Oggi abbiamo ascoltato lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.

Con Carlo ci siamo soffermati sull’analisi della nuova stagione di F1, in programma il 28 marzo all’Albert Park di Melbourne

 

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica:

 

Buongiorno Carlo, prima di tutto ti chiediamo una tua idea su quella che è stata la stagione di F1 appena conclusa:

Hamilton quest’anno è stato davvero un martello, non ha lasciato nulla al caso e ha meritato la vittoria del titolo”.

 

L’uomo da battere sarà dunque sempre Hamilton, cosa ti aspetti però dal suo compagno di squadra Bottas?

Preferirei attendere su Bottas che dovrebbe essere ufficializzato anche quest’anno,anche se, da quel che mi dicono, se la gioca con Russell. Credo comunque che alla fine  sia il finlandese che l’inglese saranno confermati“.

 

Capitolo Red Bull, la notizia è arrivata qualche settimana fa: Perez alla Red Bull. Che coppia sarà con Verstappen?

Ho saputo che Albon è molto arrabbiato. Perez però ha dimostrato in pista di meritare quest’altra chance, tutt’altro che regalata “.

 

Cosa dobbiamo aspettarci in Ferrari con la coppia Sainz-Leclerc?

Sono convinto che Sainz farà più punti di Vettel. Credo che anche il 2021 sarà un anno di sofferenza per il team di Maranello. Per quanto riguarda Leclerc credo che debba bagnarsi un po’ di umiltà. È senza dubbio un buon pilota ma per arrivare ai livelli di Senna e di Schumacher deve mangiare ancora molte briciole“.

 

La McLaren invece schiererà la coppia più divertente del paddock: Ricciardo-Norris.

“Credo parliamo della più grande coppia del circus perché hai Norris, che è un grande pilota e vicino gli metti Ricciardo che è la ciliegina sulla torta. Senza dimenticare che la McLaren quest’anno avrà il motore Mercedes. Credo che stiamo parlando della scuderia sorpresa della prossima stagione”.

 

In Aston Martin invece occhi puntati su Sebastian Vettel…

L’ultima stagione in Ferrari è stata fatta da separati in casa. Sono nati diverbi, in particolare con Binotto che l’ha trattato molto male, vedremo cosa farà con la scuderia di Stroll“.

 

Il 2021 è anche l’anno del grande ritorno di Fernando Alonso, in Alpine(Renault):

Fernando porterà senza dubbio esperienza. Parliamo di un pilota che ha vinto due mondiali e che quindi non si discute. Ha un po’ l’età avanzata ma queste auto si possono guidare anche fino a 45 anni“.

 

Raikkonen ne è un esempio…?

“Assolutamente sì, anche sel’Alfa Romeo purtroppo è quella. Infatti penso che Kimi dovrebbe lasciare più spazio ai giovani: il suo ormai l’ha fatto”.

 

Ha lasciato, e anche tanto, spazio ai giovani la Haas con Schumi JR e Niko Mazepin:

Parlando di numeri Mazepin ha vinto pure più di Mick. Schumacher ha vinto la F2 vero, ma non sempre chi vince questa competizione sfonda poi in F1. Sono due piloti interessanti, vediamo chi sarà il più veloce“.

 

Dalla stessa categoria proviene anche Tsunoda che ha firmato con l’AlphaTauri:

Ho saputo molte cose su questo ragazzo. Va anche in un’ottima scuderia come l’AlphaTauri: sarà una coppia interessantissima da vedere“.

 

Carlo noi ti ringraziamo e ti facciamo i complimenti, augurando a tutti un sereno e felice 2021:

Ci terrei anch’io a salutare le persone che ci seguono a Vivicentro e augurare a tutti un felice 2021. Vi annuncio che ci sono già delle novità per l’anno prossimo: faremo ancora l’Ayrton Senna day, organizzato da me, il 30 aprile 2021. Sono davvero felicissimo di potervi dare questa notizia.”

 

 

 

 

 

UnaMUSICApuòdire. Il significato delle canzoni

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UnaMUSICApuodire.it, quando le note non bastano e si vuole entrare nel testo di una canzone. Un sito tra musica e psicologia.

C’è un sito che come si legge sulla sua home è “Lo Sherlock Holmes delle Canzoni” in cui si tiene conto del fatto che ogni parola, nota, voce, gesto e scenario, anche quando in apparenza meno rilevante, ha sempre un significato che può apportare molte più informazioni di quanto possa sembrare a primo ascolto e vista. Un’analisi che si sofferma per percepire il momento in cui si è originata la musica e le parole, andando dentro la canzone e di chi la canta.

In un tempo così veloce infatti, come quello odierno, siamo divenuti un po’ tutti multitasking, svolgendo quindi più funzioni contemporaneamente. Ad esempio: passiamo l’aspirapolvere sul tappeto mentre ridiamo un altro scorcio a quel report su cui stavamo lavorando; aggiungiamo di tanto in tanto qualche correzione al PC; nel frattempo in sottofondo, lasciamo il nostro software di musica preferito andare avanti mescolandosi con altri brani in sequenza, riproducendo canzoni casuali la cui melodia ci è vagamente familiare.

E quando volgiamo riascoltare quella particolare canzone che tanto ci piaceva, basta una veloce ricerca su Google per ritrovare l’artista che la cantava.

Ma… cosa diceva la canzone, a parte martellare quel ritmo che per un attimo ci ha fatto dimenticare dove avevamo già passato l’aspirapolvere? E cosa avrà mai voluto dire l’autore quando ha cantato quelle parole.

E così capita che, sì, li perdiamo quei cinque minuti a capire di che cosa parlavano quei tre minuti di canzone.

Per una buona volta non è soltanto la melodia a catturare la nostra attenzione. Ci sentiamo quasi attratti da ciò che quello specifico brano poteva “volerci” trasmettere.

Si sente a quel punto il bisogno di avere un significato magari più psicologico. Non di quelli sbrigativi e con tanti riferimenti a date, persone, CD, EP, FIMI, reverse di generi musicali controversi e chi più che ne ha più ne metta.

In quei momenti, a noi interessa solo conoscere il maledetto significato di quel brano! Poiché sentiamo che attraverso quella spiegazione, specialmente psicologica, possiamo indentificarci e comprendere qualcosa anche di noi stessi.

Di siti ce ne sono parecchi in merito, ma uno di essi: unaMUSICApuodire.it, permette di richiedere il significato di una canzone che ci sta a cuore, oltre che proporne già tanti di base.

Inoltre, nel caso si sia particolarmente appassionati di un artista, non mancano le citazioni tratte dall’intera discografia di un cantante. Avere una lista completa delle citazioni strappalacrime dei brani di Ultimo non sarà più un problema.

Non resta che dare un’occhiata al sito, anzi… forse un’ascoltata, una lettura, lasciandosi ispirare dai brani che hanno segnato di più le nostre orecchie e i nostri cuori.

Adduso Sebastiano

UnaMUSICApuodire.it

UnaMUSICApuodire.it. Quando le note non bastano e si vuole entrare nel testo di una canzone

Le ultime mareggiate di Napoli: cosa intendiamo per climate change

Le ultime mareggiate di Napoli: ultime, perché è già successo. E cosa intendiamo per cambiamento climatico quando ci riferiamo alla distruzione del lungomare. Ce lo spiega l’esperto: Michele Buscè.

Le ultime mareggiate di Napoli: cosa intendiamo per climate change

La redazione ha incontrato Michele Buscé, giornalista ambientale ed esperto in materia, per discutere delle mareggiate avvenute a Napoli nei giorni scorsi. La più visibile, il 28 dicembre.

Partiamo col comprendere quali sono stati i fattori che hanno determinato il fenomeno grazie alla spiegazione di Michele Buscè:

“Il primo fattore a determinare l’innalzamento del mare è il vento. In particolar modo nelle aree come quella del Tirreno, cioè la costa che parte dal Lazio e arriva alla Calabria. Il vento, insieme a fattori concomitanti quali la bassa pressione, la morfologia della costa e la barimetria, generano ciò che è successo a Napoli”.

Tuttavia, per vento non si intende quello, seppur forte, percepibile in città. “Il vento che spinge al largo, in una zona vastissima centinaia di chilometri sulla superficie marina, determina il direzionamento delle acque verso una traiettoria. E le acque si spostano”.  Bisogna, quindi immaginare un soffio enorme.

“È una cosa banale, semplice” commenta Buscè. Quasi naturale considerarla naturale. Ma è chiaro che, in relazione a questo, “parlare di cambiamento climatico, se vogliamo chiamarlo così, vuol dire tutto e nulla”.

Ci sono cambiamenti climatici e cambiamenti climatici.

“È chiaro che ci siano i cambiamenti climatici: da un lato intendiamo il clima che cambia. È un concetto da intendere in senso generale, che comprende tutti i fattori metereologici”.

Buscè spiega che il clima di sezioni di terra o di vaste aree e continenti varia a seconda di quello che accade nel suo microcosmo: “può esserci un particolare maltempo in una determinata area. Ma per dire che si tratti di cambiamento climatico bisogna studiarlo per lungo tempo e paragonarlo con un periodo antecedente”.

Michele Buscè ci parla, quindi, di due cambiamenti climatici: quello del naturale decorso delle forze che regolano la terra, e il cambiamento climatico che abbiamo imparato a conoscere come climate change. È in nome di quest’ultimo che sono state fondate numerose associazioni, alzate bandiere in segno di rivolta, creati piani politici millantando l’ecosostenibilità. La differenza tra i due cambiamenti climatici è una sola: l’attività dell’uomo.

Insomma, è sempre di moda parlare di cambiamento climatico. Anche quando non c’entra.

“Se vogliamo dire che le attività antropiche generano il cosiddetto cambiamento climatico, bisogna andarci coi piedi di piombo. Bisogna addurre prove. Sui social ho visto utenti che associavano subito la mareggiata agli effetti dell’immissione aumentata di gas come CO2 o metano. Si tratterebbe dei fattori che sono considerati generare il cambiamento climatico che influisce sul riscaldamento globale”.

Se è vero che la scienza funziona sulla contraddizione, allora è vero che ci sono diverse posizioni anche per questo aspetto. L’attività antropica genera inquinamento, ma bisogna provare in che modo abbia avuto impatto sul fenomeno in questione.

“La mareggiata ha creato danno laddove l’uomo si è insediato. Lì c’era una costa che è stata annullata. L’arenile non esiste più perché lo spazio è stato sottratto per creare il lungomare. A quelli che dicono che il cambiamento climatico ha creato danno, io dico di no: è colpa dell’umano che ha quell’insana voglia di stare vicino al rischio o vicino alle comodità. Abitare laddove ci sono gli elementi primari, principalmente l’acqua, si associa al rischio di subire gli stessi elementi quando si scatenano. Lo stesso vale per le abitazioni in montagna e le pareti scoscese”.

Quindi, non c’è da stupirsi. Il fenomeno generatosi a Napoli ha un termine tecnico ed è Fetch, “vento che spira in maneira costante e spinge verso una traiettoria specifica” chiarisce Buscè.

I fenomeni metereologici e climatici avvengono anche per ciclicità. “Gli stessi fenomeni accadono anche a distanza di anni. A Napoli, una mareggiata di questo tipo è già accaduta: nel 1927, il 28 dicembre”. Proprio nello stesso giorno. “È accaduta quasi la stessissima cosa. Il tipo di maltempo ha causato quasi lo stesso danno che ha causato questa volta”.

“Non è stato tramandato il rischio che può generare un evento naturale. E non è stato detto neanche a chi aveva una struttura commerciale, che ora vediamo tutte divelte. Gli eventi metereologici possono essere anche previsti: quattro giorni prima della mareggiata, era già possibile avere previsione del vento. Nessuno ha avuto la premura di attrezzarsi”.

Se è vero che Napoli ha guadagnato un lungomare meraviglioso, ha perso l’arenile. Al suo posto, sorgono scogli frangionde su cui spesso si posano i gabbiani. Noi li fotografiamo, e non pensiamo che un mare senza spiaggia ha nei suoi piani di crearsene una nuovamente.

Le ultime mareggiate di Napoli, cosa intendiamo per climate change1Commentando le foto dell’arenile della zona di Lido Mappatella, Michele Buscè ci regala la sua esperienza in merito ai bacini idrici. È molto approfondita: abbiamo avuto modo di constatarlo durante la nostra prima chiacchierata, in merito al fiume Sarno.

“Un paio d’anni fa c’è stata un’occlusione fluviale: in quell’occasione avemmo l’occasione di constatare il passaggio di una media di 30 quintali di rifiuti giornalieri (rifiuti di tutti i tipi, tra cui canna d’acqua dolce, plastica, metalli, polistirolo) nel Sarno. Questo è un dato, anche l’unico dato, per dire che solo nel fiume Sarno passano 30 quintali di rifiuti al giorno. Poi c’è il Vernotico, poi quelli a Portici, Barra, Napoli, Torre del Greco, Torre Annunziata, sul cui arenile ritrovi tutto quello che il fiume porta. E poi c’è l’immondizia che viene scaricata a mare, come le navi che trasportano merci. C’è stata un’indagine attraverso cui si è constatato che l’immondizia è gettata a mare, al largo. Si tratta anche di rifiuti speciali. Di regola, quando le navi arrivano al porto dovrebbero conferire i rifiuti e portarli all’inceneritore. Capita spesso che nessuno li conferisca. Questo fa capire che sono stati buttati a mare. Perché conferire costa. E questo succede soprattutto nelle aree turistiche”.

Le ultime mareggiate di Napoli, cosa intendiamo per climate change3Non solo plastica, quindi. Se solo quella è approdata a riva, destinata ad essere rimangiata e digerita dalla stessa pancia che ha potuto ora sputarla, dobbiamo immaginare ogni tipo di rifiuto galleggiante nelle viscere del mare. Ma la plastica è anche il simbolo del tempo, specie di quello che ci vorrà per smaltirla. E non sembra che di tempo ce ne sia ancora poi molto.

Quindi, è utile tenere a mente che gli eventi metereologici sono sempre e unicamente fattori naturali. “L’uomo potrebbe generare dei terremoti. Questo attraverso processi sotterranei come il prelievo dell’acqua dal sottosuolo e le trivellazioni. Però il maltempo, come fattore naturale, è considerato negativo dall’uomo. Ma, di per sé, è un fenomeno naturale. Diventa negativo quando si combina alla presenza dell’uomo. Ed è lì che deve scattare la prevenzione”.

In particolare, “è necessario un lavoro di consolidamento con materiali pregiati. In modo che le mareggiate facciano un danno diverso. Chi ha una struttura lì vicino avrà memoria di ciò che è accaduto per una decina d’anni, poi sarà dimenticato. Quello che dobbiamo cercare di fare è ravvivare la memoria, altrimenti ci troveremo sempre nella stessa condizione”.

Non solo Napoli dimentica. “È successo anche in Sardegna, a Bitti. In un bacino è stata edificata una piazza ed è stato tombato un corso d’acqua. Il cemento armato è stato divelto in un attimo e tutto è stato riportato alla situazione di partenza. questo vuol dire che dimentichiamo”.

E, che si tratti di plastica in mare o di edificazione spinta al limite, facciamo sempre gli stessi errori.                                                                           

Lorenza Sabatino

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Il Comandante Generale NISTRI in visita al Comando Interregionale Carabinieri Culqualber di Messina

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Saluto di  commiato del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Giovanni Nistri al Comando interregionale CC “Culqualber”.

Questa mattina il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni NISTRI ha visitato la sede del Comando Interregionale “Culqualber” di Messina per formulare il suo commiato ai militari in servizio nelle regioni di Sicilia e Calabria.

Al suo arrivo nella storica caserma “A. Bonsignore”, il Generale NISTRI è stato ricevuto dal Generale di Corpo d’Armata Carmelo Burgio, Comandante Interregionale e, successivamente, ha incontrato, nel giardino del Comando Interregionale, nella scrupolosa osservanza delle prescrizioni sanitarie volte al contenimento epidemiologico, i comandanti ed una contenutissima rappresentanza di militari in servizio dei Comandi Legione Calabria e Sicilia, nonché i delegati della Rappresentanza militare, il cappellano militare e gli ispettori regionali dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Sicilia e Calabria.

Il Comandante Generale, dopo aver preso la parola e ringraziato tutti i militari presenti per gli eccellenti risultati giornalmente conseguiti nella lotta alla criminalità ed alla mafia, al contrasto di forma di illegalità diffusa  che infiltra il tessuto politico e amministrativo, nei reati contro la salute, nel lavoro e nell’ambiente, il soccorso ed aiuto alla gente più bisognosa, ha posto l’accento sui valori propri degli uomini dell’Arma che, tutti i giorni, sul territorio, contribuiscono – silenziosamente – a fare più importante e prestigiosa l’Istituzione e la Patria, impegnandosi nella quotidiana azione di contrasto ad ogni forma di criminalità, ma anche garantendo il sostegno e la vicinanza alle popolazioni.

Infine, il Generale NISTRI, che tra pochi giorni lascerà il proprio incarico, ha concluso il suo intervento rivolgendo un pensiero rispettoso e, nel contempo, addolorato alle vittime colpite dal virus della pandemia e in generale da tutte le malattie unitamente ai loro congiunti, indirizzando, infine, a tutti i militari che operano nel territorio del Comando Interregionale ed alle loro famiglie, che condividono i sacrifici degli uomini e donne in divisa, gli auguri per il nuovo anno con l’auspicio di continuare ad alimentare i valori autentici dell’Arma, il senso di comunità all’interno dell’Istituzione, la vicinanza ed il sacrificio nei confronti della collettività.

Adduso Sebastiano

Controlli anti-droga. Sequestrati tre chili di marijuana

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La Polizia di Stato di Messina durante controlli in un cantiere nella zona nord della città ha rinvenuto più di tre chili di stupefacente.

Specifici servizi anti droga hanno interessato nei giorni scorsi le aree cittadine a maggiore rischio spaccio. I controlli serrati dei poliziotti della Squadra Mobile di Messina si sono concentrati ieri nella zona nord della città dove, nell’area limitrofa ad un cantiere abbandonato, occultato tra la vegetazione, hanno rinvenuto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.

La successiva analisi del locale Gabinetto di Polizia Scientifica ha confermato che la sostanza allo stato erbaceo, suddivisa in confezioni, era un derivato della canapa indiana per un peso complessivo di più di tre chilogrammi.

La marijuana è stata sottoposta a sequestro.

Adduso Sebastiano

Specifici servizi anti droga hanno interessato nei giorni scorsi le aree cittadine a maggiore rischio spaccio. I controlli serrati dei poliziotti della Squadra Mobile si sono concentrati ieri nella zona nord della città dove, nell’area limitrofa ad un cantiere abbandonato, occultato tra la vegetazione, hanno rinvenuto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. La successiva analisi del locale Gabinetto di Polizia Scientifica ha confermato che la sostanza allo stato erbaceo, suddivisa in confezioni, era un derivato della canapa indiana per un peso complessivo di più di tre chilogrammi. La marijuana è stata sottoposta a sequestro.