In politica, la Legge della selezione naturale non ha mai procurato l’evoluzione della specie; le mutazioni hanno quasi sempre prodotto genotipi regressivi nell’ambito dello stesso “ambiente”.
La Legge Della Selezione Naturale In Politica (Lo Piano – Saint Red)
Giuseppe Conte e Matteo Renzi appartengono a classi politiche per il momento dominanti in ambito governativo, facendo riferimento sempre al mondo animale, potrebbero diventare recessive.
Anche i combattimenti “testa contro testa” quando durano a lungo, non sono indicati perché le ossa dei contendenti potrebbero andare incontro a possibili frantumazioni.
Nella serata di ieri, abbiamo avuto un primo epilogo sui ripetuti scontri che si erano registrati fra Conte e Renzi; quest’ultimo, aveva tentato di essere, in un’epoca politica non molto lontana, un rottamatore. Ieri visti gli scarsi risultati ottenuti in precedenza, ha assunto le nuove vesti del demolitore.
Tanto è vero che, mettendo in “naftalina” (meglio sotto sale), i Ministri Bellanova, Bonetti ed il sottosegretario Scalfarotto, ha aperto una falla in seno al Governo.
La crisi politica è aperta? Meglio usare il condizionale per i “faccioni girevoli” presenti in ogni Partito, usare il presente non è conveniente.
Ieri, una prima salita verso il Colle, Conte l’ha fatta, Mattarella sarà stato informato della possibile crisi di Governo; per il momento, in attesa di nuovi e possibili sviluppi politici, nessuna decisione è stata presa dal Presidente.
Le strade da seguire non sono molte, si possono contare nel palmo di una mano: la prima sarebbe quella di riaffidare l’incarico al Premier, la seconda, sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni, la terza, scegliere un nuovo nominativo a cui affidare il compito di formare un Governo nuovo di zecca.
Come sempre restiamo in attesa di nuovi sviluppi, anche perché sarebbe più che lecito conoscere di che “morte moriremo”.
Napoli-Empoli, la Coppa Italia si sottovaluta finché non si rischia di perderla
Napoli-Empoli/ Coppa Italia La coppa Italia è quella tipologia di competizione che non emoziona nessuno finché non arrivi in finale, a cui non si dà attenzione finché non ti sta scappando dalle mani. Poi succede che la vuoi vincere e se perdi ti condiziona anche il voto complessivo da dare alla stagione. L’anno scorso il Napoli è riuscito a portare questo trofeo in città. E nonostante sia stata l’annata dell’ammutinamento, tra 10 anni ricorderemo il 2020 calcistico dei partenopei per la Coppa conquistata. Vincere ieri era per molti una banalità. Eppure non è stato semplice. L’Empoli ha legittimato sul campo il primo posto in serie B. Alcuni giocatori si son messi in evidenza sorprendendo i telespettatori. Forse non Gattuso, che l’Empoli l’avrà studiato, perché guai a sottovalutare gli avversari, indipendentemente dalla categoria. Ha dovuto faticare il Napoli, che ha avuto bisogno di 3 goal, 3 atti di forza per conquistare la qualificazione. Qualificazione sottovalutata, dato che non si sta parlando di Champions League, ma che in realtà potrebbe essere premessa per molte gioie o molti dolori.
Napoli-Empoli ha chiarito lo stato di forma dei ragazzi di Gattuso. La stagione del Napoli, descritta graficamente come curva, segna un punto di flessione. Gli infortuni di Manolas, Mertens e Osimhen pesano. Gli ultimi due potrebbero a breve ritornare. Il belga già domenica potrebbe scendere in campo. Ha incominciato a correre a velocità importanti il ’97, out da mesi per un problema alla spalla, ora condizionato anche dal Covid. Gattuso si aspetta una discontinuità rispetto alle ultime prestazioni e una salita, ripartendo dalle certezze.
Conferma il proprio momento di forma Lozano, tra le note più liete di questi mesi, protagonista in zona goal ma non solo. Anche Di Lorenzo, al di là della bella rete, sta dando garanzie al proprio tecnico. Indietro, molto indietro, Ghoulam, ancora, costantemente, arrugginito. Il problema terzino si presenta costantemente in casa Napoli da anni. Dal mercato di Gennaio Giuntoli potrebbe pescare qualcosina. Difficile, però, immaginare un arrivo senza partenze. Con Mario Rui, Hysaj, Ghoulam e Malcuit, numericamente gli azzurri sono coperti. Aggiungere un ulteriore tassello sarebbe economicamente dispendioso. E con quest’aspetto la dirigenza partenopea non può non fare i conti. Al 14 Gennaio, il Napoli è in gioco su tutti i fronti. Al di là delle valutazioni qualitative, il focus va anche ai dati. Che son da interpretare ma immutabili. L’Europa League e la Coppa Italia sono due obiettivi, che il Napoli ha il dovere di perseguire. In campionato la Champions è un obbligo; il 4 posto è la conditio sine qua non per essere protagonista i prossimi anni ad alti livelli. Oltre i singoli, i rinnovi e gli allenatori.
Sequestrati 70.000 euro per richiesta della Procura della Repubblica: eseguito il provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Avellino.
Sequestrati 70.000 euro per richiesta della Procura della Repubblica
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha dato esecuzione al provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Avellino, in accoglimento della richiesta di questa Procura della Repubblica, con il quale è stato disposto il sequestro preventivo della somma di denaro di Curo 70.000,00 finalizzato alla confisca del profitto del reato.
L’attività di Polizia Giudiziaria s’inserisce nel quadro delle rinnovate linee strategiche adottate dalla Procura finalizzata a rafforzare l’ azione di contrasto ai contesti illeciti, connotati da maggiore gravità, integrando le funzioni di polizia economico-finanziaria con le indagini di polizia giudiziaria e garantendo il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, con l’obiettivo di favorire le condizioni necessarie per tutelare la concorrenza e gli imprenditori rispettosi delle regole di mercato, danneggiati dagli autori di condotte fraudolente, soprattutto in un periodo caratterizzato da non trascurabili ricadute economiche dovute all’attuale emergenza sanitaria.
L’indagine che ha condotto al sequestro trae origine da un’attività di iniziativa di polizia economica finanziaria, approfondita dai finanzieri della Tenenza di Solofra (AV), a seguito dell’analisi di rischio di condotte illecite rilevate attraverso l’incrocio dei dati e delle informazioni fiscali e valutarie, acquisite dalle rinnovate banche dati in uso al Corpo, che ha trovato puntuale ed efficace applicazione nella misura cautelare reale patrimoniale.
Elementi certi e precisi hanno posto in risalto il trasferimento fraudolento di denaro, tra un operatore economico del settore conciario qualificabile come evasore totale ed un soggetto privato non imprenditore.
La natura delittuosa del denaro è stata intercettata attraverso i presidi giuridici e le potestà che la Guardia di Finanza adotta al fine di contrastare i fenomeni di riciclaggio di denaro, avente come reato presupposto la frode fiscale e le false fatturazioni.
In particolare il trasferimento dei fondi è avvenuto in assenza di valide ragioni economiche e/o atti di registro di natura patrimoniale, attraverso un’operazione interbancaria on line in unica soluzione, che è stata poi di fatto impiegata in attività finanziaria, con l’intento di occultare la provenienza delittuosa ed accrescere l’illecito profitto.
L’operazione di servizio rappresenta il segno tangibile dell’impegno costante, dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza di Avellino, a prevenire e reprimere condotte penali-tributarie che, oltre a cagionare un rilevante danno alle Entrate dello Stato, determinano distorsioni del mercato e sleale concorrenza nel distretto conciario di Solofra.
Il sequestro è stato eseguito dalla GdF di CT per un valore di circa 60 mila euro per la sproporzione tra il reddito e il dichiarato (VIDEO).
Nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate da questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale in materia antimafia – emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione – relativo a una ditta individuale, operante nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione, e il relativo terreno, per un valore complessivo di circa 60 mila euro.
Si tratta dell’esito di ulteriori accertamenti patrimoniali, svolti dal GICO del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catania e dalla Compagnia della Guardia di finanza di Caltagirone, nei confronti di GIOVANNI PAPPALARDO (Catania, 1974) e dei suoi familiari, tutti residenti a Palagonia (CT), già destinatari, a ottobre 2020, di un provvedimento di sequestro relativo a terreni, una villa e conti correnti per circa 270 mila euro.
In particolare, le indagini hanno consentito di:
– da un lato, confermare la pericolosità sociale del predetto PAPPALARDO, condannato, tra l’altro, per associazione a delinquere di tipo mafioso e molteplici “reati fine” (estorsioni a danno di imprenditori del catanese), nonché, con sentenza definitiva, per gravissimi reati quali rapina e omicidio;
– dall’altro, la sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del citato PAPPALARDO, che in alcune annualità ha dichiarato redditi pari a zero, e il complesso patrimoniale.
Nel dettaglio, le indagini svolte dalla Guardia di finanza di Catania hanno posto in luce, in primo luogo, la pericolosità sociale del citato PAPPALARDO al fine dell’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali. Sotto questo aspetto – in aggiunta alla condanna definitiva per rapina e omicidio – di rilievo è risultata l’appartenenza di PAPPALARDO all’associazione a delinquere di tipo mafioso denominata “Cosa nostra” e, in particolare, alla “famiglia” di Caltagirone.
Al riguardo, è emerso che il proposto – condannato dal GIP di Catania a 13 anni e 6 mesi di reclusione – ha partecipato ad almeno quattro summit tra esponenti di punta delle famiglie catanesi e calatine di “Cosa nostra” (clan Santapaola, Ercolano e Floridia per il clan Nardo di Lentini), nell’ambito dei quali, tra l’altro, è stata discussa la nomina del “rappresentante provinciale” dell’associazione criminale e la ripartizione dei 2 proventi delle estorsioni (7 episodi di estorsione nei confronti di imprenditori catanesi, operanti nel settore delle costruzioni, del movimento terra e delle onoranze funebri).
Le investigazioni condotte dal GICO della Guardia di finanza di Catania e dalla Compagnia di Caltagirone si sono poi concentrate sul profilo economico-finanziario del proposto e, soprattutto, del suo nucleo familiare (moglie e figlie): Giovanni PAPPALARDO infatti non risulta direttamente intestatario di beni immobili.
Le indagini, estese pertanto ai restanti componenti della famiglia, hanno posto in luce che la presenza di ulteriori particelle di terreno – acquisite nel tempo da Pappalardo – e di una ditta individuale, formalmente intestata alla moglie del proposto, attiva nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione.
Anche questo patrimonio è stato realizzato da PAPPALARDO a fronte di una significativa sproporzione rispetto al reddito dichiarato: infatti, per ciascuno degli anni nel periodo dal 2002 al 2018, il nucleo familiare del proposto ha presentato dichiarazioni di redditi minimali e, in un anno, anche pari a zero.
Al termine delle attività di indagine, su richiesta di questo Ufficio, il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione ha così disposto il sequestro, finalizzato alla confisca, della ditta individuale e dei terreni agricoli.
Le parole del tecnico azzurro al termine della sfida contro l’Empoli
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, è intervenuto ai microfoni Rai al termine della vittoria in Coppa Italia contro l’Empoli per 3-2. Ecco le sue dichiarazioni:
“Abbiamo sofferto, giocando contro una squadra pieni di giovani interessanti, con un valore. Lo sapevamo che l’importante era dare minutaggio a chi ha giocato meno. Si sapeva che potevamo fare un po’ di fatica. Ci teniamo la vittoria, ci servirà per domenica. Bisogna trovare un po’ di equilibrio, abbiamo preso qualche ripartenza di troppo”.
Ciò che è mancato fin qui in campionato è stata la continuità: perché? “Non è stata solo la continuità. In tutta Europa si fa fatica e arrivano risultati strani. Nell’ultimo anno il calcio è cambiato tantissimo. Noi sicuramente possiamo migliorare, qualche punto per strada l’abbiamo perso“.
Come sta con la miastenia? “Sto molto meglio. Grazie al cortisone. Ne ho sentite tante in questi mesi, che non avrei potuto più allenare… E’ una malattia che ho da dieci anni, questa è la terza ricaduta, ma sto bene e posso fare questo lavoro tranquillamente. C’è di peggio nella vita”.
Come avete vissuto la vigilia con i calciatori dell’Empoli e l’allenatore fermati dall’ASL? “Penso che bisogni guardare anche al campionato inglese. C’è tanta organizzazione, è il più organizzato, ma anche loro stanno vivendo una situazione particolare. Noi siamo sempre massacrati, invece sia la Federazione che i dottori stanno facendo un gran lavoro. Vivere quello che stiamo vivendo è difficile. Siamo privilegiati, guadagniamo tanto, ma credetemi che lavorare col Covid, tra tamponi e cose verie, è difficile. Si aspetta sempre il risultato del tampone. Poi abbiamo visto quanti morti ci sono stati con il Covid”.
Sul momento della squadra. “Dopo l’Inter c’è stata un po’ di involuzione. Per tanto tempo abbiamo sofferto pochissimo, ultimamente invece stiamo dando troppe chance agli avversari. Non è questione di 4-2-3-1 o 4-3-3, in questo momento stiamo venendo a mancare nelle occasioni che sistematicamente creiamo, concedendo poi campo agli avversari. Oggi non fa testo però. Elmas, Lobotka, Rrahmani non giocavano da tantissimo tempo, quindi è chiaro che fosse difficile. Ma ci serve maggiore equilibrio. Creiamo tanto, ma sia oggi che con l’Udinese abbiamo concesso troppo”.
Quando tornerà Osimhen? “Ha cominciato a correre a velocità importanti col tapis roulant a casa, gli dà meno fastidio. Poi lo valuteremo in campo. Ma negli ultimi 4-5 giorni il ragazzo mi sta riferendo che si sente molto meglio“.
Anche lei ha l’impressione che senza Osimhen è complicato reggere il centrocampo a due? “Bisogna ragionarci bene perché noi giochiamo coi due centrocampisti e creiamo comunque tanto. Poi dipende da come si vede il calcio, se uno vuole creare tanto o vuole creare meno. Se crei tante palle gol qualcosa concedi, il problema è che ne sciupiamo tante. Ultimamente quando escono dalla prima pressione subiamo, ma noi siamo una squadra che crea. Si può e si deve migliorare, così si fa molta fatica”.
Vallo della Lucania: rubano carte d’identità e denaro, arrestati due napoletani dai carabinieri della compagnia locale.
Vallo della Lucania: rubano carte d’identità e denaro
Nella giornata di oggi, a Vallo della Lucania, i Carabinieri della locale Compagnia, hanno dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal GIP di Vallo della Lucania su richiesta del locale Tribunale, nei confronti di due pregiudicati napoletani ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso di documenti di identità.
Il provvedimento scaturisce dall’esito delle indagini avviate dai militari della Compagnia di Vallo della Lucania nell’estate del 2019 a seguito dei furti perpetrati nel Cilento presso le case comunali di Omignano, Ceraso, Castelnuovo Cilento, Ascea, dove vennero rubate circa 800 carte d’identità in bianco e la somma di 10.000,00 €.
La minuziosa attività investigativa svolta ha consentito – al PM titolare delle indagini – di avanzare richiesta al GIP per l’emissione di provvedimenti restrittivi a carico dei due indagati sfociata nell’odierna misura cautelare.
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Tanto tuonò che alla fine piovve: Renzi, in conferenza stampa in una delle sale alla Camera, ha annunciato il ritiro del suo tris, le ministre Bellanova e Bonetti ed il sottosegretario Scalfarotto, ed è crisi.
Renzi fa dimettere i suoi tre rappresentanti al Governo: è la crisi
Renzi si presenta in sala conferenza, in ritardo sull’ora prefissata, accompagnato dalle ministre Bellanova e Bonetti e dal sottosegretario Scalfarotto e da inizio al suo show, in larga parte previsto, soprattutto per il suo solito dire di andare per un verso e subito dopo affermare, con la stessa sicurezza e serietà, che sta andando per ben altra via.
Ma vediamo di riassumere cosa ha detto.
Ha esordito affermando:
«Abbiamo convocato questa conferenza per fare il punto sulla situazione politica del paese e per annunciare le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti e del sottosegretario Scalfarotto»
Bene! Almeno così una cosa sembra finalmente chiarita e si esce da almeno uno dei suoi ultimi penultimatum. Dico “sembra” perché, anche se magari così sembra, ecco che subito dopo riprende il carosello del dico, non dico, me ne vado ma forse anche no, non sono io ad essere il cattivo, lo sono gli altri che non accettano di fare come dico io.
Insomma, la solita replica della barzelletta:io? Io razzista? Ma non esiste proprio! È lui ad essere negro!
Infatti, il dove sarebbe andato a parare alla fine lo si avverte sin dalle prime parole con le quali comincia a costruire un’aura di santità per se ed i suoi.
Dice infatti:
«È molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo. Noi viviamo una grande crisi politica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello di risolvere i problemi, non nasconderli»
e prosegue con:
«La nostra responsabilità è dare risposte al paese».
Ma che bravi. Santi subito!
Ma poi la santità comincia subito a scricchiolare quando, strumentalmente, dichiara la sua “fiducia incrollabile e senza condizioni” nell’operato del Presidente Mattarella epperò ….
Epperò aggiunge subito che la crisi non la si può addebitare a lui ed al suo operato.
La crisi, afferma, “è aperta da tempo” per cui lui non ha fatto altro che renderla visibile e, ciò premesso, ecco che subito passa ad accusare il presidente del Consiglio Conte, e il resto della maggioranza, di non avere rispettato le regole della democrazia in quest’anno di governo il che, detto da lui, fa ridere (se non ci fosse da piangere) visto che nel suo passato di calpestii se ne contano tanti ma, essendo fatti da lui, era alta politica. E lo rivendica a testa alta e faccia adeguata.
A chi gli fa notare la situazione in cui l’Italia (e non solo) versa con la pandemia sanitari in atto, e la crisi economica che si trascina dietro, risponde:
«C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali»
Richiamato a spiegare come, a questo punto, si esce dalla crisi, continuando (o riprendendo) il suo gioco preferito, quello dell’oca, torna alla casa di partenza rispondendo:
“Tocca al presidente del Consiglio, noi siamo pronti a discutere di tutto. Una pregiudiziale sulla permanenza di Conte a Palazzo Chigi? Noi non abbiamo nessuna pregiudiziale né sui nomi né sulle formule …. non faremo mai i ribaltoni e non faremo mai un Governo con le forze della destra sovranista …. è l’unica pregiudiziale”.
Poi aggiunge, come il va avanti del gioco dell’oca:
«Se c’è governo istituzionale siamo pronti, ma anche all’ opposizione»
E con questo, al solito, dice tutto dicendo niente come anche chiude tutto senza nulla chiudere visto che poi aggiunge subito anche che, però, in parlamento, ad ogni modo,«ci sono le condizioni per evitare il voto».
Insomma, ecco il torna indietro, o salta a, dello stesso gioco, ed il solito problema è che nemmeno questo è univoco. È Sì ed allo stesso tempo No. Lo si potrà decifrare solo a posteriori, secondo sua convenienza!
Ciò che per ora invece è chiaro ed indiscutibile (forse, perché Renzi di sicuro avrà la sua pezza a colore anche per questo) è che la sua azione, e le sue parole, per il momento, rappresentano un macigno enorme per la governabilità del Paese in un momento delicatissimo.
Questo è quanto fa subito notare il capo politico a interim del Movimento 5 stelle, Vito Crimi, che afferma:
“Mentre il Paese affronta con fatica, impegno e sacrificio la più grave crisi sanitaria, sociale ed economica della storia recente, Renzi sceglie di ritirare la propria delegazione di ministri. Credo che nessuno abbia compreso le ragioni di questa scelta. Ma ora è il momento della responsabilità, non dei personalismi”
Contemporaneamente si fa sentire anche il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando che, lapidario, scrive:
“Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti”
L’ex capitano della Juve Stabia, Donovan Maury, non dimentica le Vespe e Castellammare nonostante il tempo trascorso dal suo addio
La Juve Stabia entra nel cuore per non uscirne più. Sono tanti i calciatori che hanno vestito la casacca delle Vespe e che, anche dopo il loro addio ai colori gialloblu, sono rimasti legatissimi alla Juve Stabia. Del recentissimo e vincente passato possiamo ricordare i vari Corona, Molinari, Sau, Cazzola, Baldanzeddu, Mezavilla ma anche quello che è stato il capitano di quegli anni: Donovan Maury. Il difensore belga è stato il pilastro della ricostruzione della Juve Stabia, iniziata con il clamoroso tonfo della retrocessione in Serie C2 e culminata con le belle stagioni in Serie B. Per Maury le stagioni a Castellammare sono state addirittura quattro e mezza, nelle quali il belga ha vissuto alcuni tra i momenti più belli ed amari dell’epopea Giglio-Manniello.
Nel gennaio del 2013 il suo addio, insieme a quelli di Danilevicius ed Erpen, penalizzò oltremodo il rendimento della squadra di Braglia, che finì per salvarsi con non pochi patemi perdendo gradualmente posizioni rispetto a quelle di metà stagione. Per Maury troppo allettante era stata la proposta del Dudelange, club in Lussemburgo.
Un addio sofferto, che portò Maury a commuoversi anche nel viaggio da Castellammare alla sua nuova destinazione e che l’ex difensore non ha dimenticato nemmeno oggi.
Questo il post affidato ai social da Maury, accompagnato da una foto con la casacca gialloblu:
Circa otto anni fa lasciavo quel posto che era diventato casa mia con tante lacrime ma anche con tanti ricordi indelebili. Un posto dove ho lasciato amici e che rimarrà per sempre nel mio cuore.
Il Napoli ritorna al “Maradona” dopo la vittoria esterna arrivata in extremis contro l’Udinese. Gli Azzurri affrontano l’Empoli, primo in classifica in Serie B, per gli ottavi di Coppa Italia con l’obiettivo di guardare con particolare interesse la partita tra Roma-Spezia del 19 gennaio che decreterà l’avversaria.
PODIO AZZURRO
Medaglia d’oro: sul primo gradino del podio c’è Hirving Lozano. Corre e lotta come se fosse una partita fondamentale per il campionato. Gran parte della prestazione dei suoi arriva dalla sua verve. Splendido l’assist e il gol dalla distanza. Nel secondo tempo rischia di trovare un gol impossibile colpendo nei pressi della linea di fondo.
Medaglia d’argento: sul secondo gradino del podio c’è Giovanni Di Lorenzo. Quando sta bene ara la fascia di competenza come nessun altro. Nella prima frazione sfonda spesso e cerca anche di accentrarsi accompagnando l’azione. E’ proprio così che trova il classico gol dell’ex che sembrerebbe mettere la partita in discesa, anche se qualcosa andrà storto.
Medaglia di bronzo: sul terzo gradino del podio c’è Matteo Politano. L’esterno mancino cerca di creare qualche occasione che possa impensierire la difesa e, quando è chiuso sul sinistro, ha lo scarico semplice sul sempre presente Di Lorenzo. Per poco non trova la gioia personale anche grazie ad una deviazione di un avversario.
Juve Stabia, stabiliti data e orario del recupero con la Casertana. Si giocherà mercoledì 27 gennaio alle ore 15 al “Romeo Menti”
Juve Stabia, stabiliti data e orario del recupero con la Casertana
Stabiliti data e orario della gara da recuperare con la Casertana. L’incontro non si disputò lo scorso 23 dicembre al “Romeo Menti” alle ore 20:30 per l’elevato numero dei positivi al Covid riscontrato tra le fila della Casertana. A differenza del match dei falchetti con la Viterbese di tre giorni prima che vide la Casertana scendere in campo addirittura con soli nove uomini di cui due anche febbricitanti, il derby con la Juve Stabia non fu disputato e fu decisivo l’intervento della Asl di Caserta per bloccare il tutto.
Il match Juve Stabia-Casertana si disputerà mercoledì 27 gennaio alle ore 15 al “Romeo Menti”.
Di seguito il comunicato ufficiale della Lega Pro con le date di tutti i recuperi previsti.
“RECUPERO GARE La Lega dispone che le sotto indicate gare, a suo tempo non disputate, vengano recuperate nelle date e con gli orari di seguito riportati: 11a GIORNATA DI ANDATA – MERCOLEDÌ 20 GENNAIO 2021 GIRONE C BISCEGLIE – CASERTANA Ore 15.00
16a GIORNATA DI ANDATA – MERCOLEDÌ 20 GENNAIO 2021 GIRONE B MATELICA – CARPI Ore 15.00
18a GIORNATA DI ANDATA – MERCOLEDÌ 20 GENNAIO 2021 GIRONE A ALESSANDRIA – COMO Ore 15.00
17a GIORNATA DI ANDATA – MERCOLEDÌ 27 GENNAIO 2021 GIRONE B CARPI – FERALPISALÒ Ore 15.00
GIRONE C JUVE STABIA – CASERTANA Ore 15.00
18a GIORNATA DI ANDATA – MERCOLEDÌ 10 FEBBRAIO 2021 GIRONE B PADOVA – CARPI Ore 15.00
Pubblicato in Firenze il 13 gennaio 2021 IL PRESIDENTE Francesco Ghirelli”.
Frattamaggiore: tenta estorsione ad un imprenditore, arrestato dopo la ricevuta segnalazione dall’imprenditore.
Frattamaggiore: tenta estorsione ad un imprenditore, arrestato
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore hanno ricevuto una segnalazione da un imprenditore impegnato nella rimozione delle luminarie natalizie, al quale era stata fatta una richiesta estorsiva di denaro.
I poliziotti, giunti sul posto, sono stati avvicinati dalla vittima che ha raccontato di essere stata minacciata ed insultata da un uomo a bordo di uno scooter che di lì a poco sarebbe ritornato per ottenere del denaro.
Gli agenti, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima, hanno quindi predisposto un servizio di osservazione in piazza Umberto I° e hanno individuato e bloccato l’uomo.
Domenico Capasso, 42enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
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Nola: tentano la cosiddetta “truffa dello specchietto”, denunciati grazie alla segnalazione di un automobilista.
Nola: tentano la “truffa dello specchietto”, denunciati
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato di Nola, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti in via Sarnella a Nola poiché un automobilista aveva segnalato tre persone che avevano tentato nei suoi confronti la “truffa dello specchietto”.
I poliziotti hanno individuato la vettura con i tre uomini in via Nazionale delle Puglie a Cimitile e li hanno bloccati accertando che, poco prima, dopo aver colpito lo specchietto dell’auto della vittima per simulare la rottura del proprio, avevano chiesto al conducente del denaro come risarcimento del “danno subito” ma questi si era rifiutato.
G.V.,G.R. e M.M., di 43, 39 e 33 anni, tutti di Casalnuovo di Napoli con precedenti di polizia, sono stati denunciati per tentata truffa; inoltre, a G.V. è stata ritirata la patente poiché sorpreso alla guida del veicolo con un tasso alcolemico superiore ad 1,5 g/l.
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Rione Traiano: sequestrate 263 cartucce di munizioni e 143 gr di droga
Ieri sera gli agenti del Commissariato San Paolo, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel Rione Traiano, hanno rinvenuto in via Romolo e Remo, tra alcuni cumuli di materiale di risulta di opere in muratura, due borselli in cui erano occultate 263 cartucce di diverso calibro, tre buste contenenti 75 involucri con 143 grammi circa di marijuana, due bilancini e diverso materiale per il confezionamento della droga.
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POLIZIA: in azione con sequestri e arresti contro spacciatori e piromani tra la serata di ieri e questa notte nell’area del napoletano tra Vomero, San…
Napoli, tre denunciati per ricettazione. Rubano gli scooter a Giugliano in Campania e a Napoli. Inseguiti e bloccati dalla polizia.
Napoli, tre denunciati per ricettazione: a rischio gli scooter
Ieri pomeriggio gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, hanno controllato in via Diomede Marvasi una persona a bordo di un motociclo.
I poliziotti hanno accertato che lo scooter era stato rubato lo scorso dicembre a Giugliano in Campania e lo hanno riconsegnato al legittimo proprietario. Denunciato per ricettazione il conducente, M.A., 48enne algerino con precedenti di polizia.
Stanotte, inoltre, gli agenti hanno notato in piazza Cavour due giovani a bordo di uno scooter privo di targa che, alla loro vista, hanno tentato la fuga per eludere il controllo.
I poliziotti, dopo un breve inseguimento, li hanno raggiunti e bloccati in via Vergini accertando che il numero di telaio del ciclomotore era alterato.
I due, 14enni napoletani, sono stati denunciati per ricettazione, sanzionati per inottemperanza alle misure anti Covid-19 e affidati ai genitori; infine, il ciclomotore è stato sequestrato.
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Tra i 47 scoperti: 12, più un nucleo familiare, erano scommettitori on-line; 11 proprietari di immobili; 4 di auto e moto; 1 spacciatore.
Proseguono incessanti i controlli dei Finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, in sinergia e collaborazione con l’INPS, nell’ambito del potenziato dispositivo operativo a contrasto della criminalità economico-finanziaria e, in particolare, nel settore delle frodi in materia di spesa pubblica, al fine di garantire che i fondi stanziati dallo Stato per i meno abbienti siano realmente destinati alle famiglie maggiormente in difficoltà, anche in considerazione della crisi sanitaria ed economica causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.
I Reparti sul territorio ibleo, infatti, hanno avviato mirate attività per verificare la sussistenza dei requisiti legittimanti la fruizione del “reddito di cittadinanza” in capo ai soggetti beneficiari, scoprendo ben 47 casi di irregolare o indebita percezione.
Il bilancio dell’attività svolta vede 46 illegittimi beneficiari denunciati all’Autorità Giudiziaria e segnalati all’I.N.P.S. ai fini della decadenza dalla percezione del contributo pubblico. In un caso, invece, è scattata la segnalazione amministrativa al predetto Ente previdenziale, ai fini della revoca del beneficio.
Il riconoscimento della misura di welfare in esame, come noto, spetta in presenza di una serie di requisiti e condizioni in gran parte autocertificate dallo stesso richiedente, volte ad attestare sia la propria condizione di difficoltà economico-reddituale, sia quella degli eventuali componenti il nucleo familiare di appartenenza, i quali beneficiano direttamente del sussidio.
Complessivamente, quindi, sono state passate al vaglio degli operanti le posizioni di 154 soggetti, tutti familiari delle persone che avevano presentato la domanda per accedere al beneficio, rilevando l’indebita percezione di somme per un ammontare di oltre 461.000 euro.
Nel corso dei controlli sono state accertate diverse tipologie di condotte fraudolente, circostanza che ha reso più articolata l’attività di riscontro da parte delle Fiamme Gialle.
I risultati ottenuti sono stati il frutto di un’attenta analisi di contesto tesa a monitorare costantemente le posizioni degli individui già noti alle Forze dell’Ordine in quanto implicati a vario titolo nell’ambito di indagini di polizia giudiziaria, ma anche di quelle dei soggetti identificati nel corso delle numerose attività ispettive a contrasto dell’evasione fiscale e del lavoro nero avviate nei confronti delle imprese commerciali ovvero nel controllo economico del territorio finalizzato alla repressione dei traffici illeciti e dell’abusivismo commerciale o, ancora, nel corso dei servizi sul territorio a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, volti alla verifica dell’osservanza delle vigenti misure di contenimento dell’epidemia da COVID-19.
Tra i soggetti per i quali è stata proposta la revoca del beneficio, 12 di essi sono risultati abituali giocatori sulle varie piattaforme di gioco on-line, arrivando a scommettere addirittura centinaia di migliaia di euro, utilizzando fonti di reddito evidentemente occultate al Fisco. Tra questi, particolarmente emblematica risulta la posizione di un soggetto di Ragusa, individuato dai militari della Compagnia del Capoluogo, percettore di reddito di cittadinanza tra aprile 2019 e novembre 2020 per circa 22 mila euro, che è risultato aver realizzato nello stesso periodo vincite al gioco per circa 400 mila euro.
Analogamente, a Pozzallo, i Finanzieri della locale Tenenza hanno individuato quale indebito percettore del reddito di cittadinanza un nucleo familiare, in cui tutti i componenti risultavano giocatori abituali su piattaforme digitali, arrivando addirittura a vincere sui propri conti di gioco più di 140.000 euro, circostanza omessa nelle comunicazioni all’I.N.P.S..
Tra i casi venuti alla luce, non ci sono solo accaniti scommettitori, infatti 11 indebiti percettori del reddito di cittadinanza della Provincia sono stati segnalati dai militari in quanto avevano “dimenticato” di comunicare all’I.N.P.S. il possesso di beni immobili di valore nettamente superiore al limite massimo previsto dalla normativa vigente per accedere al beneficio, mentre altri 4 soggetti sono stati denunciati in quanto avevano omesso di autocertificare l’acquisto di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata superiore ai limiti consentiti.
In un caso, la Compagnia di Ragusa, nell’ambito di controlli eseguiti per il contrasto al lavoro irregolare ha colto intenti al lavoro due fratelli, lavoratori in nero presso un cantiere edile, entrambi percettori di misure assistenziali: uno dei due è risultato beneficiario, infatti, del reddito di cittadinanza, mentre l’altro addirittura beneficiario del reddito di emergenza, misura di sostegno economico introdotta appositamente per sostenere quei nuclei familiari maggiormente in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Non sono mancati i casi di soggetti coinvolti in varie attività illecite. Già ad inizio 2020 era stata data notizia dell’arresto di un pusher trovato in possesso di 45 grammi di cocaina e di più di 1.000 euro in contanti e della denuncia a piede libero di un suo fiancheggiatore, entrambi risultati appartenenti a nuclei familiari indebitamente percettori del reddito di cittadinanza.
Emblematici, inoltre, i 9 casi, scoperti dai finanzieri della Compagnia di Vittoria e della Tenenza di Modica, in cui i beneficiari sono riusciti ad ottenere il sussidio indicando nella “domanda” la presenza all’interno dei propri nuclei familiari soggetti conviventi, che in realtà non potevano essere considerati tali in quanto, per vari motivi, custoditi in carcere in stato detentivo.
I risultati ottenuti nello specifico settore testimoniano la costante attenzione riposta da tutte le articolazioni del Corpo proiettate sul territorio e dell’approccio multidisciplinare delle attività operative svolte nei molteplici settori di servizio che costituiscono la mission istituzionale della Guardia di Finanza.
Tale impegno mira a garantire che tutte le misure di sostegno, tra le quali si inserisce anche il reddito di cittadinanza, siano concesse a chi effettivamente ne ha bisogno e diritto, in particolare in questo periodo in cui la crisi sanitaria ed economica causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha reso particolarmente arduo il sostentamento di molte famiglie italiane.
Nel corso di un nostro articolo “14 dicembre 2010 Reddito di Cittadinanza a soggetto che nell’ultimo quinquennio aveva scommesso quasi 130mila euro” nella parte in basso si riferiva che “con parere dello scorso 26 novembre 2020, il Garante Privacy ha dato il via libera allo schema di provvedimento predisposto dall’INPS per adottare una serie di misure volte all’acquisizione massiva di informazioni, tramite apposite convenzioni con diversi soggetti pubblici (Anagrafe tributaria, Pra, Regioni, Comuni), al fine di effettuare verifiche incrociate sulla concessione del reddito di cittadinanza. Il documento, che tiene conto delle indicazioni fornite dall’Ufficio nel corso di interlocuzioni avute con l’Istituto, si rivela pienamente conforme alla normativa nazionale ed europea”. Nell’opinione ci si domandava “Cioè fino adesso hanno dato il Reddito di Cittadinanza senza accertamenti preventivi incrociati ?”.
L’opinione.
In Italia se un comune cittadino fa una legittima richiesta deve dimostrare “dall’acqua fino al sale”. Stranamente ci sono categorie e persino quelle appartenente alla delinquenza e criminalità che da sempre hanno come delle “autostrade” persino come già asfaltate da “strane” leggi (quali l’inganno all’origine della norma).
Chi sono i migliori e i peggiori della sfida del Franchi? Kouamé segna un gol stepitoso. Per l’Inter Hakimi, Barella e Lukaku regalano il passaggio del turno a Conte.
fiorentina
Terracciano 6,5: non è costretto a parate clamorose, ma quando può salva la porta dagli attacchi dell’Inter. È colpevole di aver causato il rigore realizzato da Vidal.
Milenkovic 6: partita difficile contro un Sanchez spumeggiante. Non commette errori particolari.
Quarta 6: ottima prestazione per il difensore argentino. Sul finale, però, è colpevole nell’aver lasciato Lukaku da solo davanti al portiere.
Igor 5,5: anche per lui vale lo stesso discorso. Non appena entra il 9 nerazzurro, la difesa viola va in difficoltà.
Caceres 6: in una posizione non sua, esterno a tutta fascia, senza particolari sbavature. (dal 52′ Venuti 6: entra bene in partita, con un buon tiro dalla distanza, ma cala con il passare dei minuti.)
Amrabat 6,5: gioca una partita di tutto rispetto. Sradica la palla dai piedi dei centrocampisti dell’Inter e fa ripartire velocemente i suoi.
Bonaventura 6,5: quando è palla al piede, è sempre difficile togliergliela. Tenta spesso il dribbling, ma non impensierisce Handanovic quando va al tiro.
Biraghi 5,5: tiene bene su Young nel primo tempo, ma quando entra Hakimi viene totalmente annichilito.
Eysseric 5: rientra in campo dopo molto tempo. Si fa ammonire dopo appena 5 minuti e non si fa praticamente mai vedere in avanti. (dal 52′ Vlahovic 5,5: entra e la Fiorentina si sveglia, ma non è lui ad avere particolari occasioni. De Vrij e Ranocchia lo tengono a bada.)
Castrovilli 6,5: gioca da esterno dietro la punta e fa una gran partita. Si fa trovare pronto a far salire la squadra quando serve.
Kouamé 7: gioca un primo tempo brutto, ma nel secondo tempo si scatena, trovando un gol straordinario e causando più di un problema alla difesa nerazzurra. (dal 96′ Callejon SV)
All. Prandelli 6: la sua Fiorentina gioca una grande partita, ma non riesce a vincere nel suo stadio. Risponde bene allo svantaggio, ma nel finale la concentrazione cala e l’Inter trova il gol.
inter
Handanovic 6: non può nulla sul bellissimo gol di Kouamé. Compie qualche buona parata, ma nulla di difficile per lui.
Skriniar 6: blocca in modo pulito Kouamé in occasione del rigore assegnato e poi revocato grazie al Var. (dal 60′ De Vrij 6,5: resta nella posizione occupata dal suo collega. Tiene botta sia a Kouamé che a Vlahovic.)
Ranocchia 6,5: nemmeno una sbavatura per l’ex capitano nerazzurro. Gioca con grande sicurezza da centrale della difesa a tre e impedisce a chiunque di passare.
Kolarov 6: prestazione positiva per l’ex Roma. Non soffre particolarmente Eysseric nel primo tempo e nel secondo tempo si occupa di impostare il gioco.
Young 6 fa il suo lavoro anche se impiegato sulla fascia destra. In avanti si vede poco. (dal 68′ Hakimi 6,5: con il suo ingresso la partita cambia volto. Va vicino al gol per due volte e sventa benissimo un contropiede per i toscani che sarebbe potuto essere letale.)
Vidal 6,5: cambia ritmo il cileno dopo una stagione partita a rilento. Segna il suo primo gol con la maglia dell’Inter su rigore e combatte contro tutto il centrocampo viola (dal 93′ Brozovic 5,5: non entra benissimo in partita. Sbaglia molti passaggi.)
Eriksen 6: Conte ha dichiarato di aspettarsi una grande prestazione dal danese in posizione di regista. Gioca una buona partita, ma non eccezionale. Migliora con il passare dei minuti.
Gagliardini 6: prestazione sufficiente per l’ex Atalanta. Tiene bene palla e fa ripartire spesso la squadra. Dà una mano ad Eriksen, tenendosi più basso. (dall’80 Barella 6,5 : entra con la voglia di spaccare la partita e alla fine ci riesce, perché l’assist del gol-vittoria di Lukaku parte proprio dal suo piede.)
Perisic 6: decisamente meglio rispetto alla gara dell’Olimpico. Bene in ripiegamento, è bravo, quando attacca, nel servire un paio di ottimi assist, sprecati però da Lautaro.
Sanchez 6,5: molto vivace per tutti i 120 minuti. Si procura il calcio di rigore che porta in vantaggio i nerazzurri.
Lautaro 5,5: leggermente sottotono rispetto alle ultime uscite. A inizio ripresa si divora il gol del 2-0. (dal 68′ Lukaku 7: non entra molto bene in partita, con poche occasioni sui suoi piedi. Nel secondo tempo supplementare, però, trova la porta di Terracciano per due volte, ma se nella prima è bravo il portiere dei viola, nella seconda il belga non perdona.)
All. Conte 6,5: l’Inter domina, con molte occasioni, ma come si è già visto durante la stagione, non riesce sempre a concretizzarle. I cambi questa volta ripagano, con l’asse Barella-Lukaku che manda i nerazzurri ai quarti di Coppa Italia.
La Polizia di Stato di Palermo ha individuato il rapinatore analizzando le immagini registrate dalle telecamere durante le tre rapine.
La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito una Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di T.C., 32enne pregiudicato del Cep, considerato l’autore di tre rapine in farmacia, due delle quali portate a compimento ed una tentata, nella zona dei quartieri Cep / Cruillas.
All’identità di T.C. sono risaliti i Poliziotti della sezione “Contrasto al Crimine diffuso” della Squadra Mobile di Palermo, a seguito di una elaborata ed accurata indagine investigativa che nulla ha lasciato al caso.
A cominciare dalla periodica attività di screening su fatti delittuosi perpetrati con le medesime modalità di azione in specifiche zone della città.
Tale valutazione, infatti, ha portato i polizotti a ritenere che tre assalti in farmacia, datati rispettivamente 2, 5 ed 11 febbraio 2020, nella zona di Cep / Cruillas, fossero riconducibili alla stessa persona.
Il 2 febbraio un malvivente, con volto travisato e facendo intendere di essere armato, aveva minacciato i dipendenti di una farmacia di viale Michelangelo ed aveva ottenuto 300,00 euro, circa; il 5 febbraio, ancora una volta un rapinatore, con le stesse modalità del precedente, aveva rapinato una farmacia di Cruillas, facendo un bottino di 800,00 euro e ai danni di questa stessa farmacia, l’11 febbraio, un malvivente aveva cercato di effettuare una rapina, stavolta non riuscendoci, grazie alla risoluta risposta dei dipendenti, che erano riusciti a metterlo in fuga.
L’osservazione degli assalti, anche attraverso la visione delle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso, lo studio sia delle fasi di approccio che delle rapine vere e proprie, ha fatto ritenere agli agenti che non soltanto si fosse di fronte allo stesso rapinatore, in relazione ai tre fatti delittuosi, ma che si trattasse anche di un rapinatore consumato e profondo conoscitore della zona, quindi “attivo” e magari residente nello stesso quartiere delle farmacie o ad essa limitrofo.
Ciò ha consentito di ridurre notevolmente la platea degli indiziati fino a giungere a T.C., a seguito di importanti indicazioni: la visione delle immagini delle rapine, la visione delle immagini registrate da una telecamera esterna alla farmacia del Cep che avevano immortalato il rapinatore prima che entrasse in azione e che aveva inquadrato un uomo particolarmente somigliante a T.C., infine gli abiti, nonché le scarpe indossate dal rapinatore che sono le stesse rispetto a quelle ritrovate e sequestrate a casa del malvivente, in corso di perquisizione domiciliare.
T.C., residente al Cep, pregiudicato dal notevole “curriculum” criminale in tema reati predatori, risulta attualmente recluso presso la locale casa circondariale.
Vince l’Inter 2-1 contro la Fiorentina agli ottavi di finale di Coppa Italia, dopo i tempi supplementari. Segnano Vidal, nel primo tempo, e Kouamé nella ripresa. Al 118′, lo stacco di Lukaku permette alla squadra di staccare il pass per i quarti di finale, dove affronterà il Milan.
Sono 120 i minuti che occorrono all’Inter per battere la Fiorentina e volare ai quarti di finale di Coppa Italia. I nerazzurri vanno in vantaggio grazie alla prima rete interista di Vidal, ma nella ripresa Kouamé agguanta il pareggio e costringe le squadre ai tempi supplementari. I 30 minuti extra vedono la squadra di Conte dominare, ma trova il gol-vittoria solo al 118′, grazie al solito Lukaku.
primo tempo
Inter in vantaggio alla fine del primo tempo. La prima frazione comincia con poche emozioni e le squadre cercano di studiarsi. Negli ultimi minuti, la partita si accende: al 37′ Eriksen calcia, Terracciano para, ma arriva Sanchez, che colpisce il palo dopo la respinta del portiere. Al termine dell’azione, il Var richiama Massa, che nota un colpo del portiere viola sul cileno. Rigore Inter. Sul dischetto si presenta Vidal, che non sbaglia e segna la sua prima rete in maglia nerazzurra. Due minuti più tardi, è ancora l’arbitro a rendersi protagonista: Kouamé viene atterrato, secondo il direttore di gara, da Skriniar e Massa assegna calcio di rigore per i padroni di casa. Ancora una volta il Var richiama l’arbitro, che revoca il calcio di rigore, dopo aver visto che l’intervento di Skriniar era sul pallone.
secondo tempo
Secondo tempo equilibrato al Franchi di Firenze. La prima occasione della ripresa è per l’Inter, ma Lautaro sbaglia clamorosamente a pochi metri dalla porta. Al 57′ arriva la risposta della Fiorentina. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla carambola al limite dell’area, dove Kouamé stoppa e calcia in modo pefetto all’incrocio dei pali, segnando un gol fantastico. 1-1 Fiorentina e tutto da rifare per i nerazzurri. I viola iniziano a prendere le distanze e Conte si vede costretto a far entrare Hakimi e Lukaku. Proprio il marocchino è il più pericoloso, prima con un tocco delizioso di esterno che esce di poco, e poi in contropiede, ma trova l’opposizione di Terracciano. I 90 minuti finiscono in parità e le squadre si preparano per i tempi supplementari.
tempi supplementari fiorentina-inter
Poche occasioni, tutte per l’Inter, nel primo tempo supplementare. Al 101′ ci prova Sanchez di testa, ma Terracciano respinge. Al 105′ è la volta di Eriksen a tentare il tiro dal limite, ma ancora una volta il portiere viola smanaccia.
Il secondo tempo supplementare continua sulla falsa riga del primo, con i nerazzurri ad avere le chance più importanti. Al 116′, su calcio d’angolo, Lukaku trova il tempo giusto di testa, ma Terracciano gli nega la gioia del gol. Passano appena due minuti ed è di nuovo Lukaku a staccare di testa, ma questa volta il portiere viola non può nulla e il belga trova il gol-vittoria al 118′. Massa fischia la fine dopo 3 minuti di recupero. L’Inter affronterà il Milan nel Derby di Milano ai quarti di finale di Coppa Italia.
La GdF di PA ha effettuato 9 arresti tra egiziani, tunisini, libici e italiani, cui uno con il RdC e sequestrate 2 imbarcazioni e 60mila euro(VIDEO).
Militari della Guardia di Finanza di Palermoe della componente aeronavale del Corpo, nell’ambito di un articolato dispositivo di contrasto ai traffici illeciti via mare, hanno portato a termine una rilevante operazione di servizio che si è conclusa con l’arresto di 9 soggetti – italiani, tunisini, libici ed egiziani – e il sequestro di 2 imbarcazioni, 2,2 tonnellate di tabacchi lavorati esteri (T.L.E.) di contrabbando provenienti dal Nord Africa e 60.000 euro in contanti.
L’intervento, condotto con l’impiego di numerosi mezzi aerei e navali – costieri e alturieri – del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare (RM) e del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, in coordinamento con gli investigatori del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo, ha interessato il tratto di mare prospiciente le coste del trapanese.
In particolare, nella serata di venerdì scorso – su segnalazione del Comando Generale della Guardia di Finanza – un elicottero del Comando Operativo Aeronavale, in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, rilevava e documentava la rotta di un peschereccio di circa 20 metri al largo di Lampedusa che si dirigeva verso Mazara del Vallo (TP).
Veniva quindi predisposto uno strutturato dispositivo di polizia, con l’impiego di ulteriori mezzi aerei e navali in forza al Gruppo Aeronavale di Messina, al Gruppo Esplorazione Aeromarittima e al Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e con il supporto investigativo degli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziario di Palermo.
In esito a tale azione di coordinamento, era così possibile avvistare un secondo natante (un motoscafo di 9 metri) che, nonostante le condizioni meteo avverse, era diretto in maniera sospetta verso il peschereccio.
Lo sviluppo dello scenario operativo portava ad accertare che la “nave madre” stazionava ai limiti delle acque territoriali ove aspettava il motoscafo proveniente dalla costa, verosimilmente per un trasbordo illecito.
Il dispositivo di intervento si attivava nel momento in cui il motoscafo faceva rientro all’interno delle acque territoriali (12 miglia), ove veniva fermato dalle imbarcazioni del Corpo che, rilevata la presenza a bordo del natante di t.l.e., si ponevano prontamente all’inseguimento del peschereccio che nel frattempo stava cercando, senza successo, di riprendere il largo in direzione Nord Africa.
Le imbarcazioni contrabbandiere abbordate venivano quindi condotte nel porto di Mazara del Vallo (TP).
L’operazione si è conclusa con l’arresto dei 6 membri dell’equipaggio (di nazionalità egiziana, tunisina e libica) dell’imbarcazione nordafricana e di 3 italiani, acquirenti del TLE di contrabbando, originari della provincia di Palermo, che si trovavano a bordo del motoscafo ove erano stati trasbordati i t.l.e. di contrabbando.
Uno dei tre cittadini italiani è risultato percepire da marzo 2020 il Reddito di Cittadinanza per un ammontare di 900 euro mensili, beneficio che verrà immediatamente sospeso, così come previsto dalla normativa vigente.
La perquisizione effettuata a bordo del peschereccio libico ha poi consentito di rivenire, abilmente occultati dietro un pannello della sala macchine, 60.000 euro in contanti, sottoposti a sequestro in quanto ritenuti il provento illecito dell’avvenuta cessione del TLE.
Le oltre 2 tonnellate di sigarette sequestrate, destinate a rifornire i mercati siciliani e in particolare la piazza di Palermo, avrebbero fruttato all’organizzazione criminale introiti per circa 300.000 euro.
I soggetti tratti in arresto sono stati tradotti presso le case circondariali di Trapani e Palermo, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, competente per territorio in considerazione dell’area in cui si sono svolte le operazioni di servizio.
Il Mar Mediterraneo si conferma, in definitiva, uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti.
In questo scenario, la Guardia di Finanza svolge il suo ruolo esclusivo di “polizia del mare”, potendo sfruttare le potenzialità di un dispositivo integrato tra la componente investigativa territoriale e quella aeronavale, costiera e di proiezione, tanto per il controllo delle frontiere esterne, quanto per la difesa degli interessi economico-finanziari del Paese e dell’Unione Europea.
Proseguono i controlli e i servizi antidroga nella Compagnia di Gardone Val Trompia (Bs). Nonostante le restrizioni per l’emergenza sanitaria in corso, infatti, il traffico di sostanze stupefacenti non si ferma. L’uomo arrestato nel tardo pomeriggio di ieri in via Europa era convinto di aver trovato il giusto metodo per occultare la droga: aveva ricavato un doppio fondo nel portabagagli con un’apertura a scatto collegata ad una leva sulla parte anteriore dell’auto. Ma a tradirlo è stata l’agitazione con cui ha fornito i documenti ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gardone Val Trompia che, insospettiti dall’atteggiamento del giovane albanese e dopo aver effettuato una prima perquisizione dall’esito negativo, hanno chiesto ausilio ai colleghi del Nucleo Cinofili.
Grazie al fiuto del pastore tedesco, i Carabinieri sono così riusciti a scoprire il nascondiglio e a rinvenire due panetti di cocaina pura dal peso complessivo di due chilogrammi. Per il quarantenne albanese residente a Bovezzo (BS) sono così scattate le manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato poi associato presso la casa circondariale “Nero Fischione” di Brescia. Se la vendita della droga fosse andata a buon fine, ne avrebbe ricavato un guadagno di circa 160.000 euro.