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Napoli, out Ospina e Demme. I tempi di recupero

Napoli, out Ospina e Demme. I tempi di recupero

Sabato spazio a Meret e Bakayoko

 

Problemi infortuni in casa Napoli. Come sempre verrebbe da dire, vista la stagione e che siamo nel periodo Nazionali. Nonostante gli ultimi due infortunati provengono dal training center di Castelvolturno.

 

I protagonisti

Il primo è David Ospina. Il portiere azzurro, non impegnato con la Colombia, ha rimediato l’infrazione del quarto dito della mano sinistra. Sui tempi di recupero non si hanno certezze. Ospina sarà infatti valutato tra una settimana e salterà la sfida di sabato mentre è in forse la sfida dell’Allianz il 7 aprile. Stessa sorte invece per Diego Demme che, anche lui non impegnato con la Nazionale,  ha riscontrato un problema alla tibia della gamba, anche lui come Ospina, sinistra. Il tedesco non sarà della partita sabato ma dovrebbe recuperare invece per la Juventus.

I sostituti

Ovviamente, con due titolari fuori, è tempo delle loro “riserve” rimpiazzarle: parliamo di Alex Meret d Bakayoko. Il portiere italiano sarà titolare contro il Crotone ma Gattuso, sotto questo punto di vista, può star sereno. Dopotutto l’alternanza del portiere non è mai stata un problema per lui e per il Napoli vista l’ottima solidità che sia il giovane azzurro, che il 33enne, danno alla squadra. Discorso forse completamente diverso per Bakayoko. Il francese, nell’ultimo periodo, è stato sempre tenuto da parte da Gattuso proprio per il suo scarso rendimento. A centrocampo, in coppia con Fabian, è sempre apparso lento e macchinoso. Senza Demme si ricorrerà per forza di cose a lui contro il Crotone, ma l’augurio di tutti, allenatore in primis, è quella di poter avere il tedesco per la Juventus.

 

I tempi di recupero

Sulla tematica infortuni, ne ha parlato oggi il Corriere dello Sport provando a ipotizzare i possibili temi di recupero dei due nuovi acciaccati. A tal proposito, ecco quanto riportato dalla testata giornalistica:

“Ospina ha rimediato l’infrazione del quarto dito della mano sinistra, cioè di un imprescindibile attrezzo del mestiere, mentre Demme ha accusato un’infiammazione al tendine tibiale posteriore della gamba sinistra. In sintesi, il portiere salterà il Crotone e prima della Juve sosterrà un provino per capire se potrà considerarsi recuperato, mentre il collega riposerà sabato ma per Torino dovrebbe recuperare e dunque giocare”

 

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De Francesco: “La Juve Stabia se la giocherà alla grande nei playoff”

De Francesco, ex centrocampista della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 20.30 in diretta sulla pagina Facebook “Juve Stabia Live”

Le dichiarazioni di Mariano De Francesco, ex centrocampista della Juve Stabia, sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Nella mia esperienza a Castellammare non posso non ricordare il presidente Fiore, molto legato alla squadra e ai suoi calciatori, che venivano prima di ogni cosa. Il calciatore più forte – aggiunge De Francesco – con il quale ho giocato è stato sicuramente il capitano Musella.

A Castellammare il pubblico è stato sempre speciale, ricordo ogni partita, soprattutto i derby, con la Nocerina, il Savoia, la Turris. Ricordo che quando segnavamo – continua De Francesco – si sentiva molto la spinta dei tifosi che davano una carica pazzesca.

Per quanto riguarda la Juve Stabia attuale penso che la strada intrapresa dalla squadra nelle ultime settimane sia quella giusta. C’è grande entusiasmo, complicità e armonia. Il direttore Pavone – aggiunge De Francesco – ha calato il jolly giusto nel mercato di riparazione, acquistando Marotta che fa la differenza in serie c. Pur essendo un campionato difficile penso che la Juve Stabia se la giocherà fino alla fine nei playoff.

In questo campionato ci sono delle insidie dovute al covid, e non c’è nulla di scontato, poi le partite si giocano senza pubblico quindi c’è da lottare in ogni gara e nessuna è facile.

Vincere a Palermo – continua De Francesco – sicuramente ha dato una consapevolezza in più alla Juve Stabia, adesso c’è da continuare e non abbassare la guardia per la volata playoff, senza fare calcoli e affrontando ogni gara come se fosse l’ultima.

Guardando il calendario, sia la Juve Stabia che il Catania, hanno un calendario abbastanza simile. Sicuramente affrontare la Ternana già promossa, all’ultima giornata, può essere un vantaggio. Nella prossima gara – conclude De Francesco – la Juve Stabia affronterà il Potenza fuori casa. La gara potrebbe riservare qualche piccola disattenzione visto che le vespe vengono da un periodo di sosta, però sono molto fiducioso perché la squadra ha trovato la sua identità e sta andando alla grande”. 

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Castellammare, Cimmino si oppone all’interrogazione di Ruotolo: “Sono nauseato”

Castellammare, Cimmino si oppone alla richiesta presentata dal Senatore Ruotolo al Ministro Lamorgese di effettuare indagini sugli atti amministrativi: “Sono nauseato dalle strumentalizzazioni”

“Sono nauseato essendo costretto ancora e ancora da nauseabonde strumentalizzazioni politiche a dover replicare a chi cerca di spargere fango sul buon governo della città di Castellammare di Stabia così il Sindaco Gaetano Cimmino ha commentato le dichiarazioni del senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) che questa mattina ha annunciato di aver presentato un’interrogazione urgente al ministro Lamorgese auspicando l’apertura di un fascicolo sugli atti amministrativi del Comune, preoccupato per le possibili infiltrazioni mafiose emerse nel corso delle recenti indagini.

“Non mi dilungherò perciò più di tanto, ci sono troppi seri impegni per i miei cittadini da lasciarmi distrarre. Un sindaco che dal primo momento in cui è entrato in carica ha spazzato via ombre, illegalità, abusi, che lavora a stretto contatto con le forze dell’ordine e la Procura, che ha fatto della trasparenza il suo mantra, deve pensare in questo momento solo e solamente al benessere dei propri cittadini e del proprio territorio in tempi di grave crisi sanitaria, sociale, economica” ha continuato Cimmino.

“Insomma, alcuni senatori per i quali vorrei avere il massimo rispetto ma non riesco, hanno presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno per chiedere l’invio della commissione d’accesso a Castellammare di Stabia. Nulla di nuovo, ormai non mi sorprende neanche più l’accanimento di una parte politica che persevera nel cercare ombre e fantasmi, col solo scopo di destabilizzare la nostra azione amministrativa.

E’ la quarta volta in meno di tre anni che un gruppo di parlamentari si organizza per chiedere la commissione d’accesso o lo scioglimento dell’amministrazione. Mi sembra evidente la matrice politica che alimenta queste iniziative, mirate a suscitare clamore mediatico senza tener conto di ciò che invece occorre oggi alla nostra città.

Mi sarei aspettato che questi parlamentari ci affiancassero nella realizzazione di progetti importanti che la nostra amministrazione ha messo in campo in questi anni, coniugando un’ampia e articolata programmazione ad un’attività di pulizia senza precedenti. E invece ancora una volta mi tocca riscontrare la presenza di un gruppo di senatori che si mascherano da paladini della legalità e hanno la presunzione di sostituirsi al lavoro delle forze dell’ordine, con cui sin dal primo giorno ho iniziato a cooperare per spazzare via il marcio da questa città.

Senatori in totale confusione, che non sanno neppure che l’ospedale è in capo alla Regione e che delle presunte infiltrazioni della camorra al suo interno dovrebbero chieder conto al governatore, che loro stessi hanno sostenuto di recente alle elezioni. La mia sfida è un’altra, in linea con l’appello del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho: Castellammare deve ripartire dalla cultura e deve rinascere con la cultura. Vogliamo continuare ad entrare nei quartieri, nelle case e in ogni anfratto della città, per piantare i semi della rivoluzione culturale che ci consentirà finalmente di respirare aria nuova e di plasmare le nuove generazioni.

Tanto vi dovevo perché un sindaco fa anche questo: tutela e difende sempre i propri cittadini per bene ed il loro buon nome da chi li addita. Da chi ha martoriato questa terra prima di noi e vorrebbe continuare a farlo. Non temiamo alcuna commissione, perché noi vigiliamo giorno e notte, e lo sanno bene nelle caserme, in Questura, in Procura ed in Prefettura. Senatori, fate il vostro mestiere, se ci riuscite. Io faccio il mio e dalla mia città vi saluto affettuosamente.”

Ruotolo: “Indagare sugli atti amministrativi del Comune” stabiese

Il senatore Sandro Ruotolo (Gruppo Misto) con riferimento ad una serie di notizie di estrema gravità emerse in varie inchieste, ultima delle quali lo scorso 23 marzo 2021, che ha portato all’arresto di 16 esponenti dei D’Alessandro, clan, come denuncia il Procuratore antimafia De Raho, giunto alla terza generazione, annuncia di aver presentato un’interrogazione urgente al ministro Lamorgese invitando ad indagare sugli atti amministrativi del Comune di Castellammare di Stabia.

Questo il comunicato che abbiamo ricevuto:

“Con i parlamentari De Petris, Errani, Mirabelli e Valente abbiamo depositato una interrogazione indirizzata al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese dove chiediamo se non ritenga opportuno la nomina, da parte del prefetto, (ex articolo 143 del testo unico degli enti locali), di una commissione d’accesso agli atti del Comune di Castellammare di Stabia, al fine di accertare l’entità di eventuali condizionamenti malavitosi e ingerenze della criminalità organizzata”.

Evidenze dall’Operazione “Domino bis”

“I clan operano non solo nelle tradizionali attività illecite legate al mercato della droga, del racket e dell’usura ma, come emerge dall’operazione ‘Domino bis’, si evidenzia un interesse della camorra nel sistema degli appalti pubblici e nell’inquinamento della politica, con il tentativo di condizionare l’esito in favore di imprese a loro legate”.

Note sul Clan D’Alessandro

“In particolare il clan D’Alessandro avrebbe messo le mani sulla sanità stabiese – denunciano i senatori – entrando all’interno dell’ospedale San Leonardo dalla porta principale grazie alla capacità di controllare appalti pubblici attraverso proprie ditte. In particolare, nel periodo di pandemia, si segnalano due settori strategici: il trasporto degli ammalati con il servizio ambulanze e le pulizie”.

Compravendita di voti?

“Altro capitolo centrale riguarda la propensione e il tentativo del clan d’infiltrarsi nella politica a più livelli per condizionare l’amministrazione si segnalano diversi episodi accaduti nella campagna elettorale del 2018, che ha portato all’elezione del sindaco Gaetano Cimmino, sono state denunciate minacce da parte di un candidato, che, approdato al ballottaggio, sarebbe stato avvicinato da un personaggio che proponeva la disponibilità di un pacchetto di voti; altre volte ci fu l’interruzione di un paio di eventi elettorali in alcuni rioni popolari. Senza dimenticare quanto emerge da una intercettazione in cui si rassicura un candidato dicendo: ‘Saranno solo quelli della famiglia stretta, altrimenti vedono numeri troppo alti e si insospettiscono”.

Quadro allarmante

“Un quadro a dir poco allarmante che si aggrava in considerazione di un precedente Atto Ispettivo n. 4-03600 pubblicato il 4 giugno 2020, in cui avevano già evidenziato al ministro dell’Interno come dall’inchiesta ‘Olimpo’ riguardante un presunto business dei permessi per il progetto di recupero e riqualificazione dell’area ex Cirio di Castellamare di Stabia, era emerso un intreccio politico-affaristico, tale da alterare e condizionare la vita dell’Amministrazione comunale”.

Conclusione degli interroganti

“Crediamo che alla luce delle ultime inchieste sia importante fare chiarezza e capire se l’intreccio politico-affaristico-camorristico sia stato tale da alterare e condizionare la vita dell’Amministrazione di Castellammare questo è il motivo per cui abbiamo depositato l’interrogazione e chiesto al ministro se non ritenga opportuno la nomina, da parte del prefetto, di una commissione d’accesso agli atti dell’amministrazione di Castellammare di Stabia, al fine di accertare l’eventuale entità dei fenomeni di condizionamento malavitoso degli organi amministrativi ed elettivi, nonché garantire la piena trasparenza e la corretta azione amministrativa dell’ente locale”.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Forza d’Agrò (ME) incendiata l’auto del comandante dei Carabinieri

Incendiata questa notte, intorno all’una e trenta, a Forza d’Agrò comune della provincia jonica messinese, l’auto del Comandante della locale Stazione Carabinieri, il maresciallo maggiore Maurizio Zinna.

La vettura, un Alfa Romeo Giulietta, era parcheggiata innanzi alla caserma ed è stata incendiata nella parte anteriore.

Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Letoianni comune vicino limitrofo a Taormina.

Al momento non è stata ancora accertata la natura dell’incendio, seppure non hanno dubbi gli Inquirenti sulla matrice dolosa dell’incendio.

La stazione dei Carabinieri è dotata di videosorveglianza e pertanto si ritiene che le telecamere abbiano ripreso l’incendio all’auto del comandante. Come anche in paese vi sono diverse telecamere di videosorveglianza.

Risulterebbe che stamani due persone sono state convocate alla Stazione Carabinieri di Forza d’Agrò per essere interrogate. Sul posto ci sono anche i Carabinieri Compagnia di Taormina al comando del capitano Giovanni Riacà.

In passato a novembre 2013 a Forza d’Agrò (ME) furono arrestati dai locali Carabinieri, tre giovani che con le loro scorribande avevano messo in soggezione una intera comunità. L’ultimo raid incendiario era stato eseguito nel luglio precedente quando vennero bruciate due auto, una Fiat Punto di un ex assessore padre di un assessore dell’allora Amministrazione comunale e un’altra vettura del fratello di un vigile urbano. A giugno dello stesso anno era stata bruciata la Lancia Libra di un altro vigile urbano.

L’anno precedente, c’erano stati anche dei furti nei plessi scolastici e il trafugamento di una tela del settecento dalla chiesa della SS. Trinità, avvenuta a settembre 2012. All’epoca fu arrestata una persona e parte della refurtiva scolastica fu recuperata e riconsegnata al dirigente scolastico.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Operazione Fili Rossi dei CC della Compagnia di Agropoli: 8 fermi

Agropoli, 31.03.2021: Operazione Fili Rossi. Alle prime luci della mattinata, i Carabinieri della Compagnia di Agropoli, con il supporto delle unità dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di 8 soggetti, indagati per i reati p. e p. dagli artt. 624 – 625 c.p., nel territorio della provincia di Caserta.

L’indagine, originata da alcuni episodi di furto commessi in Castellabate, ha consentito di ricostruire l’esistenza di un gruppo criminale, dedito in maniera stabile al compimento di furti nella zona del Cilento.

Sintomo dell’elevata pericolosità dei soggetti, la serie innumerevole di reati predatori commessi solo in qualche mese di attività, tutti con target molto precisi fondati sulla massiva presenza di rame: l’Oasi del Fiume Alento, opifici, cabine elettriche, sedi operative di aziende, centrali telefoniche, sono alcuni fra i principali obiettivi, cui si abbinavano secondariamente abitazioni, depositi e rimessaggi di barche. Il tutto per un giro di affari stimato di circa 150.000 euro di refurtiva, sottratta nei vari episodi occorsi in San Giovanni a Piro (SA), Castellabate (SA), Prignano Cilento (SA) e Cicerale (SA), Lusciano (CE), Acerra (NA), Montoro (AV).

L’attività di indagine, concentrata nell’arco di pochi mesi, ha altresì consentito di evidenziare come il gruppo criminale, concentrato sulla sottrazione di rame, non disdegnasse tuttavia anche refurtiva di altro genere, derubando finanche alcune derrate alimentari.

Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

Reati fallimentari, sequestro di due società a Catania e Roma, 4 arresti

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, “Operazione Truck” , hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, nei confronti di 4 soggetti sottoposti a indagine per reati fallimentari ed evasione fiscale.

È stato inoltre disposto il sequestro preventivo delle quote societarie e dell’intero complesso aziendale di due società (una avente sede a Catania, l’altra a Roma ma operante nella Zona Industriale di Catania), oltre alle relative disponibilità finanziarie, per un valore di circa 18 milioni di euro.

LE INDAGINI

Le investigazioni svolte dagli appartenenti al Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catania, hanno riguardato il rilevante dissesto, per oltre 20 milioni di euro, della “SEITRAL srl”, società operante nel settore dei trasporti, con sede a Santa Venerina comune della provincia di Catania, riconducibile al gruppo societario di Rosario e Giuseppe Russo.

Gli amministratori della società, già in dissesto a partire dal 2015 e non in grado di fare fronte al rilevante debito nei confronti dello Stato:

da un lato, non hanno provveduto alla copertura delle perdite nel tempo maturate dalla SEITRAL e anzi hanno resistito alla istanza di fallimento presentata da questo Ufficio producendo un piano di risanamento fondato su dati societari non veritieri;

dall’altro, hanno proseguito nella gestione della società, acquistando nuovi mezzi e distraendo ingenti somme di denaro (nel caso di specie, effettuando trasporti non fatturati e senza riscuotere i relativi crediti commerciali nei confronti della citata “PIANETA SERVIZI CON”), aggravando così il dissesto e determinando un debito nei confronti dell’Erario di oltre 14 milioni di euro oltre che distrazioni per oltre 5 milioni e 600mila euro.

In particolare, sono state evidenziate le condotte dell’amministratore di diritto, Luigi Emilio Demarco, e quelle degli amministratori “di fatto” della citata SEITRAL, Rosario e Giuseppe Russo, i quali – oltre ad aggravare il dissesto della società nei termini sopra illustrati – hanno a vario titolo, tra l’altro, sottratto i libri contabili in modo tale da ostacolare la ricostruzione del patrimonio della società fallita e commesso rilevanti reati tributari, non avendo presentato la dichiarazione ai fini IVA per l’anno 2019 relativa a operazioni commerciali del valore di oltre 5 milioni di euro e avendo inoltre omesso il versamento delle ritenute e dell’IVA, per una evasione complessiva di oltre 2 milioni di euro.

La condotta di Rosario Scotto D’Abusco

Rilevante anche la condotta di Rosario Scotto D’Abusco, sindaco unico e revisore legale della predetta SEITRAL, che, pur consapevole dell’ingente posizione debitoria dell’impresa, ha attestato il piano di risanamento della società in cui sono state esposte false informazioni circa la correttezza della contabilità, sopravvalutando voci dell’attivo del relativo bilancio societario e sottostimando le componenti negative, concorrendo in questo modo ad aggravare il fallimento della stessa società.

GLI ESITI

Per quanto sopra, in esito all’attività investigativa del Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Catania, il GIP del locale Tribunale – su richiesta della Procura della Repubblica etnea – ha disposto misure personali restrittive nei confronti dei citati 4 soggetti, tutti posti agli arresti domiciliari.

I SEQUESTRI

le quote societarie e l’intero complesso aziendale di due imprese:

“CAR FER srl”, con sede a Santa Venerina (CT), quale società che ha ricevuto l’intero patrimonio della SEITRAL;

“PIANETA SERVIZI CON srl”, con sede legale a Ciampino (Roma) ma operante a Catania: il provvedimento, in tal caso, di sequestro preventivo di natura impeditiva, in quanto la società ha un debito di oltre 5 milioni di euro con la SEITRAL e il libero esercizio dell’attività imprenditoriale impedirebbe la restituzione alla curatela della somma;

disponibilità finanziarie in capo ai predetti Demarco e Rosario e Giuseppe Russo, derivanti dalla commissione dei reati tributari, per un valore complessivo di circa 18 milioni di euro.

NOTA

L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle azioni svolte dall’Ufficio etneo e dalla Guardia di Finanza di Catania a tutela dell’economia – oggetto anche di uno specifico protocollo d’intesa lo scorso anno – con lo svolgimento di complesse indagini che hanno l’obiettivo: da un lato, di proteggere le imprese sane del tessuto economico catanese dalla concorrenza sleale di soggetti che pongono in essere reati economico-finanziari sempre più sofisticati; dall’altro, di difendere l’interesse pubblico e garantire il recupero degli illeciti proventi delle attività criminali, da destinare, una volta definitivamente acquisiti alle casse dello Stato, anche a importanti interventi economico e sociali.

Adduso Sebastiano

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Polizia e Gdf Napoli, sequestro droga,armi,5arresti 2denunce

Polizia e Gdf di Napoli: maxi sequestro tra Giugliano in Campania (Na) e Marano (NA), 5 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di armi e sostanze stupefacenti.

Polizia e Gdf Napoli, sequestro droga, armi, contanti, 5 arresti 2 denunce

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di attività d’iniziativa
congiunte nel settore antidroga, hanno tratto in arresto, tra Giugliano in Campania (NA) e
Marano (NA), 5 soggetti indiziati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di sostanze
stupefacenti e armi.

Sequestrati 150kg di cocaina

Sequestrati nel complesso dalla Squadra Mobile e dal G.I.CO. di Napoli 150 kg di cocaina,
46 kg di hashish, 9 pistole con relativo munizionamento, strumenti per il confezionamento
della sostanza stupefacente e oltre 650.000 euro in contanti.
Più in dettaglio, due degli arrestati, Luca Cammarota e Luca Alvino, sono stati sorpresi nel
box auto dell’abitazione di un terzo complice, Pasquale Politelli, mentre caricavano,
all’interno di scomparti ricavati nel vano della ruota di scorta di due autovetture, 100
panetti di cocaina per un peso complessivo di circa 105 kg.

La botola stupefacente e l’immobile delle meraviglie

La perquisizione effettuata presso l’abitazione di un quarto sodale, Francesco Ferrara, ha
poi portato alla luce, celata sotto il pavimento del suo garage, una botola ad apertura
comandata da un sistema idraulico, all’interno della quale sono stati scoperti e sequestrati
altri 47 panetti di cocaina per un peso complessivo di circa 43 kg.

La contestuale perquisizione dell’immobile di un quinto componente dell’organizzazione,
Mario Allegretti, ha portato al rinvenimento dei 46 kg di hashish, di 2 kg di cocaina, 6
pistole semiautomatiche e relativo munizionamento, 3 revolver con matricola abrasa, 12
caricatori, 543 munizioni per arma corta, numerosi stampi per l’apposizione di marchi sulle
confezioni di stupefacenti, una pressa ed altri strumenti per il confezionamento della
droga.

Il vano segreto

Anche in questo caso il “materiale” è stato trovato all’interno di un vano ricavato in una
botola nascosta sotto il pavimento del box auto e accessibile tramite un sistema ad
apertura controllata di tipo idraulico.
Durante le perquisizioni, all’interno dell’autovettura di un sesto soggetto è stato rinvenuto
un analogo doppiofondo che, insieme ad altri indizi, ne ha determinato la denuncia penale
per le stesse ipotesi di reato.

Il sistema “a scomparsa” che rivela 650,690 euro

Infine, anche la perquisizione dell’abitazione di un settimo componente, effettuata con
l’ausilio dei Vigili del Fuoco di Napoli, ha portato alla luce un sistema “a scomparsa” celato
sotto il pavimento del piano interrato, che dava accesso ad una botola all’interno della
quale sono stati rinvenuti e sequestrati 62 involucri in cellophane contenenti banconote di
vario taglio, per una somma totale di 650.690 euro, oltre a 2 macchine “conta-banconote”.

Soggetti tratti in arresto:

(1) CAMMAROTA Luca, nato a Napoli il 15/03/1980, tratto in arresto in violazione degli
artt. 73 e 80 D.P.R. 309/90
(2) ALVINO Luca, nato a Napoli il 15/07/1975, tratto in arresto in violazione degli artt.
73 e 80 D.P.R. 309/90
(3) POLITELLI Pasquale, nato a Napoli il 28/09/1973, tratto in arresto in violazione
degli artt. 73 e 80 D.P.R. 309/90
(4) ALLEGRETTI Mario nato a Napoli il 12/05/1972, tratto in arresto in violazione degli
artt. 73 e 80 D.P.R. 309/90 e art. 23 L. 110/75
(5) FERRARA Francesco nato a Giugliano in Campania (NA) il 14/01/1973, tratto in
arresto in violazione degli artt. 73 e 80 D.P.R. 309/90.

 

 

Stéphanie Esposito Perna / Redazione Campania

Autocarrozzeria abusiva e i gestori prendevano il RdC

Autocarrozzeria abusiva e i gestori prendevano il RdC

I CONTROLLI

Nei giorni scorsi, i Finanzieri della Compagnia di Ragusa, congiuntamente agli ispettori del Nucleo Ambientale della Polizia Provinciale, hanno individuato un garage dove era stata allestita una avviata attività di officina e autocarrozzeria, attrezzata con macchinari e utensili professionali, in cui le lavorazioni di riparazione e verniciatura venivano svolte in maniera completamente abusiva, in violazione delle leggi ambientali e delle norme a tutela della salute. I due titolari sono risultati, tra l’altro, percettori del Reddito di Cittadinanza.

L’operazione ispettiva posta in essere trae origine dalle attività di osservazione e controllo economico del territorio svolte dai finanzieri, durante le quali è stata rilevata una considerevole movimentazione di veicoli in ingresso e in uscita da un garage, ubicato al piano interrato di una palazzina della zona commerciale di Ragusa.

LE INDAGGINI

Successivamente, tramite il monitoraggio anche del noto social network “Facebook”, è stata constatata la promozione dell’attività da parte dei gestori, mediante la pubblicazione di foto ritraenti lavori di carrozzeria effettuati su varie autovetture di clienti. Gli ulteriori approfondimenti hanno consentito di accertare che l’autocarrozzeria operasse in assenza della prescritta iscrizione nel registro delle imprese e dei previsti titoli autorizzativi, anche di natura ambientale.

Pertanto, sulla scorta degli elementi informativi raccolti, i finanzieri e gli ispettori della Polizia Provinciale sono intervenuti constatando la completa abusività dell’attività commerciale e la presenza di scarti di lavorazione, quali solventi e vernici, nonché 11 autovetture in pessimo stato di conservazione e parti di esse in completo abbandono che, qualificandosi come rifiuti speciali, violavano le normative preposte alla tutela dell’ambiente e della salute umana.

Infatti, l’attività di riparazione e verniciatura degli autoveicoli comporta la produzione di fumi e vapori particolarmente nocivi, per la cui gestione, al fine di scongiurare emissioni incontrollate nell’atmosfera, si rende necessaria l’adozione di particolari sistemi di filtraggio e la preventiva autorizzazione prevista dal Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006). Inoltre, la gestione dei rifiuti speciali, derivanti dalle attività imprenditoriali, deve avvenire secondo modalità che ne garantiscano la completa tracciabilità ed il loro smaltimento può essere effettuato esclusivamente da parte di impianti di recupero appositamente autorizzati.

SEQUESTRO E DEFERIMENTO

Al fine di interrompere una condotta potenzialmente pericolosa per la salute umana e la salubrità ambientale, gli operanti hanno proceduto al sequestro dell’intero locale, dell’attrezzatura utilizzata e dei rifiuti speciali rinvenuti, deferendo i titolari alla locale Procura della Repubblica per la violazione alle norme del Testo Unico Ambientale.

Inoltre, considerato che da successivi accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle i due gestori dell’attività abusiva sono risultati percettori del Reddito di Cittadinanza, sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi, in collaborazione e sinergia con la Direzione Territoriale dell’I.N.P.S., volti a verificarne la titolarità, ai fini dell’eventuale decadenza della misura assistenziale.

NOTA

In questo quadro e nel critico contesto sanitario ed economico causato dell’epidemia da COVID-19, l’attività portata a termine testimonia la particolare attenzione riposta dalle Fiamme Gialle iblee nel contrasto di questi fenomeni, grazie allo sviluppo di specifici e quotidiani servizi finalizzati al controllo economico del territorio ed al monitoraggio delle attività imprenditoriali che presentano profili di rischio, a garanzia della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, a salvaguardia della salute umana e dell’ambiente, nonché a tutela degli operatori che conducono nel rispetto delle regole le proprie attività commerciali, nonostante il periodo emergenziale.

Adduso Sebastiano

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SSC Napoli: Le condizioni degli azzurri dopo la sosta

In seguito alla sosta per le qualificazioni ai Mondiali ed alla Coppa d’Africa, la SSC Napoli ha ripreso gli allenamenti valutando la condizione della propria rosa. Sabato 3 aprile ripartirà il campionato di Serie A e il calendario per gli azzurri segnala che l’avversario di turno sarà il Crotone.

Vi proponiamo il bollettino della SSC Napoli elaborato e sintetizzato:

Quest’oggi sul Campo 1 del “Training Center di Castelvolturno” il Napoli ha svolto la sessione di allenamento con un torello.

Le seconda sessione di allenamento, invece, si è sviluppata intorno ad esercizi di passing drill e al lavoro di possesso palla.

Mentre la terza ed ultima fase ha visto protagonista parte della squadra, in attesa dei Nazionali, di una partitella ed infine di seduta di lavoro aerobico.

Mentre il resto della squadra ha svolto il sul campo principale, Rrahmani e Petagna hanno svolto un differenziato sul Campo 2.

Due sono gli azzurri che destano un pò di preoccupazione:

Diego Demme, invece, ha svolto sempre esercizio differenziato ma in piscina, prima, e in palestra, dopo, a causa di un’infiammazione tibiale della gamba sinistra.

Infine David Ospina, sfortunatamente per lui e per il Napoli, ha riportato un’infrazione all’anulare nel corso dell’allenamento.

Le sue condizioni verranno valutate nei prossimi giorni dallo STAFF medico del Napoli, dita incrociate per gli addetti ai lavori e per i tifosi.

Quello che è quasi certo, è che salterà le prossime due gare di campionato della SSC Napoli, contro il Crotone in casa e la Juventus in trasferta.

A cura di Francesco Pio De Martino

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Internet Point con scommesse abusive. 2 multe da quasi 500 mila euro

Internet Point con scommesse abusive. 2 multe da quasi 500 mila euro

Il Comando Provinciale Carabinieri di Enna ha predisposto, nell’ambito del territorio di competenza della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina, un piano straordinario per il controllo del territorio urbano, finalizzato al rispetto delle normative stabilite per evitare la diffusione del virus COVID-19 ed alla tutela della legalità in genere.

I CONTROLLI

Tra i controlli svolti dai militari dell’Arma nei confronti degli esercizi pubblici, è stato predisposto, congiuntamente al personale dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Stato della Sezione Controlli di Palermo, un servizio che ha riguardato un Internet Point, ubicato in Valguarnera Caropepe (EN) e già oggetto di verifica nel febbraio scorso.

SCOMMESSE ABUSIVE

In particolare, è emerso che il titolare dell’Internet Point, un 21enne del luogo, senza essere in possesso di concessione, autorizzazione o licenza ai sensi dell’articolo 88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, avrebbe favorito l’accettazione per via telematica su siti internet dedicati, di scommesse di qualsiasi genere.

DUE MULTE DA QUASI 500 MILA EURO

Per tali ragioni il titolare veniva denunciato alla Procura della Repubblica di Enna, si procedeva, inoltre, al sequestro penale dei personal computer, presenti all’interno dell’Internet Point ed utilizzati dagli avventori per la navigazione su piattaforme di gioco e scommesse oltre che alla contestazione di sanzioni amministrative per una somma complessiva pari ad euro 210.000.

Già nel febbraio scorso, lo stesso esercizio era stato oggetto di controllo da parte degli ispettori dell’Agenzia Dogane e Monopoli della Sezione Controlli di Caltanissetta e dei militari della locale caserma. In quella circostanza, le sanzioni amministrative elevate arrivavano ad una somma complessiva pari a 250.00,00 euro.

Adduso Sebastiano

(tutte le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Polizia Stradale: recuperati 119 condizionatori rapinati

L’operazione

Gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale per la Campania ed la Basilicata e della Sottosezione Autostradale di Napoli-Nord, a seguito di un’articolata indagine hanno denunciato un 29enne ed un 54enne di Caivano ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di ricettazione ed associazione per delinquere.

Le indagini

Le indagini, scattate a seguito di una rapina ai danni di un autotrasportatore, avvenuta alle prime ore del 16 marzo scorso nel quartiere Ponticelli, hanno consentito di identificare i due ricettatori che, materialmente, custodivano il carico di merce rapinato in località Pascarola, nel comune di Caivano, l’area dove era stata occultata la refurtiva.

Ben 119 condizionatori di una nota marca, per un valore commerciale di oltre 50.000 euro, sono stati rinvenuti sotto la tettoia di un capannone, coperti da alcuni teloni.

Sono attualmente in corso indagini volte ad identificare i rapinatori ed eventuali altri componenti della banda di ricettatori.

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

Piazza Garibaldi: aggredisce e tenta di rapinare una donna, arrestato

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Controllo del territorio

Ieri sera gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale di Napoli, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in piazza Garibaldi, Napoli, hanno notato un uomo che rincorreva una donna la quale chiedeva aiuto.

I poliziotti hanno fermato l’uomo che, per guadagnare la fuga, si è scagliato contro la volante mentre altre persone li hanno accerchiati aggredendoli con calci e pugni per ostacolarne l’attività.

Supporto di altri equipaggi

In quei frangenti sono sopraggiunti in supporto altri equipaggi e, con non poche difficoltà, l’aggressore ed un altro uomo sono stati bloccati mentre gli altri sono riusciti ad allontanarsi.

Gli agenti hanno accertato che l’uomo aveva avvicinato la vittima mentre usciva da un esercizio commerciale e, dopo averla percossa, aveva tentato di rapinarla.

Arresto

Adu Michael e Abdul Mohamed, ghanesi di 32 e 31 anni con precedenti di polizia e irregolari sul territorio nazionale, sono stati arrestati per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale ed il primo altresì per tentata rapina aggravata e danneggiamento aggravato.

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

Porta Nolana: evade dai domiciliari, arrestato

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Servizio di controllo

Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato di Napoli, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti in corso Garibaldi nei pressi della stazione della circumvesuviana di Porta Nolana per la segnalazione, da parte di una pattuglia dell’Esercito Italiano, di una persona ferita.

L’intervento

I poliziotti, giunti sul posto, hanno trovato un uomo sanguinante riverso a terra ed hanno richiesto l’intervento del 118 per soccorrerlo e, una volta medicato, hanno accertato che si era allontanato dal proprio domicilio in corso Umberto I di Napoli dove è sottoposto al regime degli arresti domiciliari per furto, lesioni e resistenza a P.U.

Yevgen Podkopayev, 37enne ucraino irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per evasione.

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

Controlli di contrasto allo spaccio di stupefacenti a Napoli

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Controlli della Squadra Mobile

Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato un’autovettura  nei pressi dell’uscita di Melito/Mugnano della circumvallazione esterna  con a bordo due donne e due bambini piccoli.

I poliziotti hanno rinvenuto, all’interno di un incavo ricavato sotto il cambio del veicolo, un involucro contenente  511,70 grammi di eroina ed un telefono cellullare.

Le due donne, M. C. e V.A.,  napoletane di 52 e 36 anni, sono state arrestate per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Controlli degli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato

Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato di Napoli, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, durante il servizio di controllo del territorio, hanno notato in corso Garibaldi due persone a bordo di un’auto e le hanno fermate.

I poliziotti hanno trovato indosso al passeggero un involucro contenente 25 grammi  di cocaina mentre, nel vano portaoggetti  dell’autovettura, hanno rinvenuto due involucri con un grammo di marijuana e 0,13 grammi di cocaina.

George Mihai Nicolae Lacatos, 21enne polacco con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, mentre il conducente, un 45enne napoletano con precedenti di polizia, è stato sanzionato amministrativamente per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

14 parcheggiatori abusivi percepivano il reddito di cittadinanza

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L’operazione

Ieri mattina personale del Commissariato San Ferdinando, Napoli, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, ha dato esecuzione a 14 decreti di perquisizione locale e personale e decreti di sequestro preventivo d’urgenza delle Carte Postamat RDC (reddito di cittadinanza) e del denaro rinvenuto, nei confronti di 14 persone indagate per violazione dell’art. 7 co. 1 D.L. nr. 4/2019. Le attività rappresentano l’esito di una attività d’indagine effettuata dal Commissariato San Ferdinando a partire dal dicembre 2019 e finalizzata a reprimere il dilagante fenomeno dei guardamacchine e parcheggiatori abusivi di moto e auto veicoli.

Accertamenti Inps

Dagli accertamenti effettuati presso l’Inps, erogatore del beneficio, gli indagati risultavano aver richiesto e percepito il beneficio economico del reddito di cittadinanza nonostante gli stessi, o i componenti del nucleo familiare, svolgessero stabilmente l’attività di “parcheggiatore abusivo”.

Mirati servizi di osservazione hanno permesso di constatare che gli indagati, o i familiari del medesimo nucleo, svolgevano la predetta attività illegale in forma stabile ed organizzata.

Violazione norma all’art 7 co. 15 bis CDS

La circostanza è comprovata dalle ripetute violazioni della norma di cui all’art 7 co. 15 bis CDS che sanziona la condotta di parcheggiatore e guardia macchine non autorizzato, accertate da personale in servizio presso il Commissariato. La reiterata continuazione di tali condotte, accertate e sanzionate dagli operatori di Polizia, riprova l’esistenza di una fonte di reddito irregolare, percepita attraverso l’attività abusiva descritta e, consapevolmente non dichiarata in sede di redazione della richiesta del beneficio economico del Reddito di Cittadinanza, integrando così la fattispecie di reato di cui all’art. 7 co. 1 D.L. nr. 4/2019, convertito in legge nr. 26/2019.

Esecuzione

Al termine dell’operazione di PG sono state sequestrate 13 Postamat RDC nonché denaro contante. E’ stata, inoltre, attivata la procedura di revoca e di restituzione del beneficio economico delle somme indebitamente percepite.

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

Frattaminore: 2 denunce e sequestro di mezza tonnellata di rame

Controlli mirati

Gli agenti del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, a seguito di mirati controlli in depositi di materiali ferrosi finalizzati ad arginare il fenomeno dei furti di cavi di rame in ambito ferroviario, hanno proceduto al controllo di due depositi nella zona industriale di Frattaminore e a denunciare i relativi titolari.

Sottrazione del rame alla Rete Ferroviaria

In particolare, un uomo di 40 anni, titolare di una ditta sprovvista di qualsiasi autorizzazione ambientale, all’interno dei locali della sua ditta stoccava rifiuti ferrosi e non, tra cui rame sottratto a Rete Ferroviaria Italiana.

Le attrezzature rinvenute

All’interno del locale sono stati rinvenuti 185 Kg di cavi di rame sagomati in uso esclusivo a RFI, 85 kg di cavi di rame in uso a Telecom, 77 kg di cavi di rame, altri materiali ferrosi e le attrezzature per la lavorazione e frantumazione dei cavi. Tra le attrezzature è stato trovato anche un cosiddetto “mulino” ossia un macchinario per la cui utilizzazione è necessario disporre di specifiche autorizzazioni e con il quale possono essere sguainati i cavi di rame.

Il rame poi granulato viene trasformato in materia prima, aumentandone così il valore e rendendone non più riconoscibile la provenienza.

Esito delle attività

In un deposito attiguo, è stata trovata una ingente quantità di rifiuti di tipo ferroso, raccolti sempre senza le prescritte autorizzazioni, tra cui circa 100 kg di rame, di cui il titolare non ha saputo giustificare la provenienza. All’esito delle attività tutti i materiali, macchinari e locali sono stati sottoposti a sequestro preventivo e i due sono stati denunciati per riciclaggio, ricettazione e gestione illecita di rifiuti ferrosi.

Zona di Casandrino

Inoltre, sempre nell’ambito dei controlli ai rottamai, nella zona industriale di Casandrino, i poliziotti, nell’effettuare un controllo ad un deposito, hanno rinvenuto 1720 Kg di batterie esauste.

Il titolare è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi, in quanto sprovvisto di autorizzazione al deposito di tali batterie

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

Tentativi di truffa con telefonate e mail, sfruttando l’intestazione dell’INPS

Non bastasse tutto il resto, andiamo anche continuamente soggetti a tentativi di truffa, molti dei quali, finiscono a segno.

Ci giunge un nuovo avvertimento in tal senso, dall’INPS. Pare che circolino false mail, con la loro intestazione, che chiedono di fornire coordinate bancarie o altri dati personali.

L’Ente al contrario, rende noto e sottolinea, che dati personali e bancari, vengono trattati esclusivamente passando attraverso il sito istituzionale.

Mai ed in nessun caso, l’INPS richiederà dati personali sia telefonicamente che via mail. Tanto meno, attraverso il porta a porta…

Pertanto, occhio, che qui fra Covid, problemi economici e truffe, se non teniamo gli occhi ben aperti, li useremo poi, solo per piangere…

Francesca Capretta / Cronaca

Giugliano in Campania: fermati 2 soggetti per furto e danno ambientale (VIDEO)

 L’indagine

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Stazione di Qualiano hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo nei confronti di 2 soggetti di etnia rom, dimoranti negli insediamenti della zona ASI del Comune di Giugliano in Campania, ritenuti responsabili dei reati di riciclaggio e combustione illecita di rifiuti. Le indagini, condotte dai militari con l’ausilio della Polizia Municipale di Giugliano, hanno avuto origine dal rinvenimento, nell’ultimo periodo, di circa 300 carcasse di auto che, dopo essere state “cannibalizzate” venivano date alle fiamme.

 Il danno ambientale

Grazie alla installazione di sistemi di video-ripresa e al servizio di osservazione, la polizia giudiziaria ha scoperto un fenomeno criminoso finalizzato all’alimentazione del mercato “parallelo” dei pezzi di ricambio delle automobili, sul quale sono corso ulteriori approfondimenti.

Non meno grave è stato il danno ambientale causato dall’incendio doloso di così tanti veicoli che determinava lo sprigionarsi di nubi contenenti sostanze tossiche.

La gravità del quadro indiziario è stata confermata dal GIP che ha convalidato il provvedimento di fermo ed ha emesso la misura cautelare della custodia in carcere.

Il video

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it

Ernesto Sica sui ritardi nell’accesso al P.O. San Leonardo

La notizia

Il consigliere comunale di Fdi Ernesto Sica si espone su Facebook commentando duramente la questione dei ritardi nell’accesso all’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. L’attesa dei risultati del tampone precluderebbe, infatti, un accesso immediato al pronto soccorso, ritardando irrimediabilmente cure che dovrebbero essere effettuate con la massima tempestività.

Le parole del Consigliere

Abbiamo appreso, con sgomento ed evidente preoccupazione, che al pronto soccorso del P.O. San Leonardo di Castellammare di Stabia accade, con sempre maggiore frequenza, che all’ingresso pazienti bisognosi di cure immediate debbano aspettare finanche diverse ore prima di ricevere il risultato del tampone che gli consenta di accedere e finalmente ricevere le dovute cure.

È giusto, anzi necessario per evitare la diffusione del contagio, che un paziente che accede al pronto soccorso debba sottoporsi preventivamente al tampone, ma non è accettabile che lo stesso paziente debba attendere ore per averne l’esito, rimanendo nel frattempo in balia di se stesso e delle patologie per le quali aveva ritenuto necessario recarsi al pronto soccorso per le cure del caso. Ciò a prescindere dal tipo di codice di accesso perché nessuno, prima di ricevere le visite opportune, può sapere se un eventuale codice verde si possa trasformare in giallo o in rosso.

I pazienti, durante la estenuante attesa, sostano promiscuamente nello stesso ambiente trasformando il pronto soccorso in un potenziale cluster di coronavirus.

La richiesta

Chiediamo, con forza e nell’interesse dei cittadini del comprensorio, che chi di dovere faccia le opportune verifiche sul perpetuarsi di questo scempio, di porre fine a questo malcostume e di cambiare il protocollo interno, se esiste, che fino ad oggi ha determinato questa inutile e dannosa vessazione per i pazienti.
Con la salute dei cittadini non si scherza!

Lorenza Sabatino, Vivicentro.it