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Sottoposto a fermo il presunto autore dell’omicidio del 17enne (VIDEO)

I CC di Siracusa e Noto hanno arrestato il presunto omicida del giovane. Entrambi di una comunità di nomadi stanziali dei luoghi. Destinatario degli spari era il padre del 17enne. Totale omertà di tutti

Nel pomeriggio di ieri i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Siracusa, coordinati dal Procuratore Capo della Procura di Siracusa dott.ssa Sabrina GAMBINO e dai sostituti procuratori Salvatore GRILLO e Silvia D’ARMENTO, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un cittadino di Noto classe 1988, noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto il presunto autore dell’omicidio del 17enne Mirabile Piopaolo, deceduto lo scorso 4 dicembre a seguito delle ferite cagionate da un colpo di pistola alla testa.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Siracusa a termine di serrate indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, rese ancor più complesse dal muro di omertà eretto dall’intera comunità nomade cui appartengono sia la vittima che l’uomo tratto in arresto e che non ha offerto alcuna collaborazione; i militari, infatti, sono riusciti ad individuare e localizzare in pochi giorni l’uomo che aveva fatto perdere le proprie tracce sin dalle prime ore successive la sparatoria.

Le indagini hanno avuto una svolta grazie ai rilievi tecnici effettuati dai Carabinieri che, giunti sul posto poco dopo la sparatoria del 30 novembre 2021, si sono resi immediatamente conto che la scena del crimine era molto più ampia e complessa di quanto poteva apparire e che non era compatibile con quanto raccontato persino dalla madre e dai familiari della vittima. Infatti, grazie alla preparazione e all’intuito del personale dell’Arma dei Carabinieri specializzato nei sopralluoghi a seguito di eventi delittuosi, è stato possibile individuare non solo alcuni bossoli e numerose bottiglie di alcolici, ma anche alcune telecamere che, poco distanti dal luogo ove era stata invece segnalata inizialmente la sparatoria, avevano ripreso tutte le fasi precedenti e successive alla stessa, immortalando finanche l’autore mentre esplodeva più colpi d’arma da fuoco.

Dalla visione delle immagini, è emerso che l’obiettivo dell’attentato non era il 17enne, bensì il padre e che il giovane era stato colpito alla testa, a causa di una tragica fatalità, solo perché si trovava al posto sbagliato al momento sbagliato, in quanto era seduto di fianco al genitore all’interno della macchina mentre venivano esplosi i colpi di arma da fuoco.

Le telecamere acquisite hanno permesso di appurare che l’omicidio era giunto a seguito di un litigio, alimentato verosimilmente dall’eccessivo abuso di alcolici, tra il padre della vittima e il presunto omicida, peraltro alla presenza di numerose persone, alcune delle quali, successivamente escusse dagli inquirenti, hanno addirittura negato di essere presenti al momento del delitto.

Nonostante tutto, gli investigatori sono riusciti a identificare il presunto autore, a localizzarlo e a trarlo in arresto mentre tentava, verosimilmente, di trovare rifugio presso alcuni componenti della comunità nomade di Noto.

Ci siamo occupati del caso in precedenti articoli: 2 Dicembre 2021 Ragazzo colpito in testa da un proiettile; 3 Dicembre 2021 Perquisizioni in corso con sequestro di armi munizioni e denaro. Il 17enne colpito alla testa è in coma; 5 Dicembre 2021 Sequestro di 10 pistole e munizioni nella contrada “arance dolci”, 1 persona arrestata e 22 denunciati;  12 Dicembre 2021 Autolavaggio con 17 lussuosi veicoli, tra camper e roulotte: sequestrato per sversamento di rifiuti.

Adduso Sebastiano

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Sequestrati 2 kg di marijuana: arrestati una rumena e un calabrese

Nell’ambito della campagna della Questura di Messina “Natale in Sicurezza”, nel corso di mirati servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti, ieri pomeriggio i poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato una donna di 57 anni di origini rumene ed un calabrese di 31 anni, ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo l’ipotesi accusatoria, che dovrà trovare conferma nelle successive fasi del procedimento, la donna, proveniente da Reggio Calabria, portando con sé un borsone sospetto, si sarebbe incontrata in una via del centro di Messina con il 31enne al quale avrebbe consegnato il bagaglio. Gli investigatori, insospettiti dalla situazione, hanno immediatamente bloccato i due per un controllo.

La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire e sequestrare all’interno del borsone 4 pacchi sottovuoto contenente sostanza stupefacente risultata essere – al successivo esame narcotest – marijuana dal peso complessivo di 2 Kg. L’uomo, invece, è stato trovato in possesso di una somma di denaro pari a 5.300€.

I due, pertanto, sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ristretti nelle camere di sicurezza in attesa di giudizio per direttissima che ha avuto luogo nella giornata di oggi, 17 dicembre 2021.

Nel corso della relativa udienza, l’Autorità Giudiziaria ha convalidato il provvedimento di arresto e ha disposto l’applicazione della pena su richiesta delle parti.

NOTA

Si precisa, in ogni caso, che il procedimento è tuttora pendente e che, in ossequio del principio di non colpevolezza, fino a sentenza definitiva di condanna, sarà svolto ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse dell’indagato.

Adduso Sebastiano

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Sospeso un cantiere avente lavoratori in nero cui uno percepiva il reddito di cittadinanza

Nei giorni scorsi, nell’ambito degli interventi coordinati dal “Tavolo permanente per la legalità e la sicurezza sul lavoro” disposto dalla Prefettura di Palermo, i Finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano, unitamente a funzionari dell’Azienda Sanitaria Provinciale e dell’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, hanno eseguito un accesso presso un cantiere edile, sito nel quartiere Cruillas, al fine di effettuare un controllo in materia di legislazione sociale e del lavoro nonché in materia di sicurezza.

Il cantiere era stato individuato grazie al quotidiano monitoraggio dei principali siti di costruzione insistenti nella città metropolitana disposto dal Comando Provinciale di Palermo nell’ambito del servizio di controllo economico del territorio.

In particolare, durante le operazioni è emersa la presenza di 5 soggetti che espletavano l’attività lavorativa in assenza di documentazione attestante la regolare assunzione.

Pertanto, i Finanzieri hanno proceduto ad elevare ai titolari delle attività due maxi-sanzioni (da un minimo di 12.960 € a un massimo di 77.760 €) nonché, stante il superamento della soglia del 10% della manodopera irregolare impiegata sul totale della forza lavoro presente, a segnalare le imprese all’Ispettorato del Lavoro competente per l’adozione del provvedimento di sospensione delle attività.

I successivi sviluppi investigativi hanno permesso, inoltre, di rilevare che uno dei lavoratori “in nero” individuati fosse anche percettore del reddito di cittadinanza. Lo stesso è stato prontamente segnalato al locale ufficio I.N.P.S. per la revoca del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite.

Infine, congiuntamente agli altri organi ispettivi intervenuti, si è proceduto alla sospensione dell’attività imprenditoriale per violazioni in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, trovati carenti dei requisiti previsti dalla specifica normativa.

NOTA

L’operazione rientra tra i compiti istituzionali propri della Guardia di Finanza quale polizia economico–finanziaria costantemente impegnata nel contrasto al fenomeno del lavoro irregolare a favore dell’economia sana.

Adduso Sebastiano

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3 arresti per associazione per delinquere finalizzata al traffico specialmente di cocaina

Questa mattina i Carabinieri del ROS, coadiuvati nella fase operativa dai Carabinieri dei Comandi Provinciali di Enna e Catania, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di tre soggetti indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed altri reati connessi all’acquisto e cessione di droga.

Si tratta di P. S., 64 anni, M. S., 31 anni, entrambi residenti a Barrafranca e del catanese S. G., 30 anni.

LE INDAGINI

Le attività di indagine, coordinate dalla Procura – Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, scaturiscono dal compendio investigativo dell’operazione ULTRA del luglio 2020 che ha permesso di documentare la ricostituzione della famiglia mafiosa di Barrafranca attorno alla carismatica figura dell’anziano capo mafia BEVILACQUA Raffaele, già condannato all’ergastolo, e su cui ora grava anche la recentissima condanna a 20 anni di reclusione per i reati di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione e corruzione, questi ultimi aggravati dal riconoscimento del metodo mafioso e dell’agevolazione al sodalizio mafioso, emessa a suo carico dal GUP del Tribunale di Caltanissetta il 15 dicembre 21.

In particolare, nel corso delle indagini, tra i soggetti vicini alla famiglia di Barrafranca era emersa anche la figura di P. S. e le relative acquisizioni investigative conducevano già nel luglio 2020 il GIP del Tribunale di Caltanissetta a ritenere sussistente la gravità indiziaria per il delitto di associazione mafiosa e ad emettere, nell’ambito dell’operazione ULTRA, ordinanza cautelare anche nei suoi confronti, poi annullata dal Tribunale del Riesame.

Le investigazioni avevano comunque fatto emergere come il comprensorio di Barrafranca costituiva un crocevia del traffico di stupefacenti ed un punto di riferimento per l’intera provincia di Enna, ciò grazie ai comprovati accordi tra gli esponenti della famiglia mafiosa di Barrafranca ed esponenti della criminalità mafiosa catanese che li avevano, a più riprese e con continuità, riforniti di sostanze stupefacenti.

In tale contesto criminale era quindi emerso anche il sodalizio finalizzato allo spaccio di droga, in particolare cocaina, di cui è presunto organizzatore P. S., che poteva vantare un suo indipendente canale di approvvigionamento costituito da un esponente della famiglia SANTAPAOLA di Catania e segnatamente l’odierno indagato S. G.. Questo autonomo margine operativo riconosciuto al soggetto sopra indicato nel settore del traffico di sostanze stupefacenti era, del resto, già emerso nel corso dei dialoghi intercettati nel corso dell’operazione “Ultra” presso l’abitazione di Bevilacqua Raffele.

Nella gestione del traffico di droga, il P.S. si è avvalso di M.S., soprattutto per ciò che concerne gli acquisti di cocaina dal fornitore catanese S. G., soggetto collegato con rapporti di parentela con un noto esponente della famiglia mafiosa Santapaola di Catania, già condannato anche per associazione per delinquere di tipo mafioso ed omicidio volontario.

Le indagini hanno fatto emergere anche l’esistenza di una cassa comune, gestita da M. S., per il prelievo dei soldi da versare al fornitore catanese a titolo di anticipo e/o saldo del prezzo dello stupefacente. In tal senso vengono contestati ai due indagati barresi almeno sedici viaggi a Catania per acquistare cocaina da maggio a ottobre 2019. La droga acquistata, nell’ordine di circa 100 grammi per volta, veniva poi ceduta a Barrafranca essenzialmente presso l’abitazione di esso indagato a favore di una nutrita compagine di assuntori.

Nell’immagine di copertina la Procura di Caltanissetta.

Adduso Sebastiano

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Lorenzo Insigne: “Napoli, se non la vivi, non la conosci”

Lorenzo Insigne, capitano azzurro, è stato intervistato in esclusiva dai colleghi di “Rivista Undici” e durante l’intervista si è soffermato sul suo rapporto con Napoli e i napoletani.

Lorenzo Insigne: “Napoli, se non la vivi, non la conosci”

Ecco di seguito riportate dalla redazione di Vivicentro.it le dichiarazioni di Lorenzo Insigne riprese dal sito ufficiale di “Rivista Undici“:

I pregiudizi sull’altezza durante i provini

“Il più grande pregiudizio nei miei confronti è stato l’altezza”.

“Al Torino, mi assicurarono che a 14-15 anni sarei andato da loro per un provino: partii, feci due-tre allenamenti, giocai una partita. Dopo mi dissero: sì, bravo, ma onestamente ci aspettavamo che crescessi. Mi mandarono a casa, e la stessa cosa successe all’Inter”.

“L’unico che ha creduto in me è stato Peppe Santoro, al settore giovanile del Napoli”.

Cosa si aspetta la gente da Lorenzo Insigne

“La gente si è sempre aspettata tanto da me. Ho cercato di ricambiare. Ho avuto degli screzi qualche volta coi tifosi e mi dispiace. Qualcuno non mi ha mai compreso al 100 per cento. Chi mi conosce davvero, sa come sono fatto”.

Il rapporto con la città di Napoli

“Napoli, se non la vivi, non la conosci. Io sono nato qua, potrei non fare testo, ma sento parlar bene di Napoli da tutti i miei compagni dentro lo spogliatoio, quelli che hanno girato tanto il mondo, quelli che sono venuti con le famiglie”.

“Io non potrei dire cose sensate su Torino, se non ho mai vissuto là. Credo debba valere lo stesso per Napoli, che soffre di molti pregiudizi, resta spesso schiacciata da un certo odio che esiste tra i tifosi”

Insigne e il suo rapporto con gli allenatori durante la sua carriera

“Zeman è stato decisivo, il primo a credere in me”.

“Benítez mi ha completato: avevo sempre pensato che per me il calcio fosse solo attaccare”.

“Il calcio con Sarri è gioia: mi sono divertito tanto in tre anni, ci è solo rimasta la delusione di non aver vinto lo scudetto”.

“Su Ancelotti non è vero che non ci siamo presi. Avevamo idee diverse, questo sì, su cose di campo”.

“A Gattuso devo tanto. Dopo gli anni di Ancelotti così così, è stato bravo a farmi tornare sui miei passi e a rimotivarmi”.

“Spalletti è una personalità forte: ci ha restituito consapevolezza nella nostra forza”.

Polizia contro lo spaccio di droga; interventi a segno in varie zone

Il contrasto alla circolazione di droga in Campania continua senza sosta; a segno altri due interventi per ripulire le strade

 

Primo round

 

Durante il servizio di controllo del territorio, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno individuato un uomo su uno scooter consegnare qualcosa ad un uomo in una macchina che si è allontanato in fretta sparendo dalla vista dei poliziotti; alla fine di una colluttazione non semplice, i poliziotti hanno bloccato lo spacciatore e lo hanno trovato in possesso di 17 stecche di hashish e dei contanti ritenuti provento illecito.

Vincenzo Candido, 39enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio di stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale, nonché sanzionato per aver guidato lo scooter senza copertura assicurativa.

 

Secondo round

 

I falchi della Squadra Mobile hanno effettuato un controllo presso un abitazione in via Piazza Largo a Mercato, trovando in un luogo nascosto della casa dei barattoli di cioccolata contenenti circa 28 grammi di marijuana in involucri, uniti ad un bilancino di precisione e 50 euro in contanti.

Francesco Pio Papa, 22enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.

 

Terzo round

 

Gli agenti del Commissariato di Vasto-Arenaccia, girando per le strade di Casoria, hanno notato una vettura che alla loro vista ha tentato di eluderli utilizzando manovre pericolose; una volta raggiunto e bloccato, gli agenti hanno trovato all’interno del veicolo 13 panetti di cocaina.

I poliziotti hanno inoltre perquisito l’abitazione dell’uomo, sempre situata a Casoria, in cui hanno rinvenuto altri 43 panetti più 5 buste della stessa sostanza, 2 telefoni cellulari e 11mila euro in contanti; Ciro de Liso, 34enne con precedenti, è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio.

 

Round finale

 

Gli agenti hanno perquisito un esercizio commerciale in via Antonio Sogliano a Napoli trovando un panetto di hashish all’interno del vano motore di un frigorifero.

Il gestore, un 18enne del posto, è finito in manette anche lui per detenzione di stupefacenti.

 

Polizia contro lo spaccio di droga; interventi a segno in varie zone/Antonio Cascone/redazionecampania

 

Firmato un accordo di finanza pubblica tra Stato e Regione Siciliana: risparmi e vantaggi

A conclusione di un lungo negoziato è stato sottoscritto, tra Stato e Regione Siciliana, il nuovo accordo in materia di finanza pubblica 2022-25. A firmare l’intesa, che aggiorna quella già raggiunta nel dicembre 2018, il presidente Nello Musumeci e il ministro dell’Economia Daniele Franco.

L’accordo permetterà alla Regione di conseguire significativi risparmi di spesa, incrementi delle entrate, l’introduzione della fiscalità di sviluppo e la razionalizzazione di alcune rilevanti poste di bilancio. Soddisfatto il presidente della Regione Nello Musumeci, secondo il quale «la Sicilia, sul piano dei rapporti finanziari con il governo centrale, è passata da una posizione remissiva e indefinita a un ruolo di coprotagonista, in una cornice di chiare e precise responsabilità reciproche. Frutto di un lavoro certosino che con il vicepresidente Armao stiamo conducendo sin dal nostro insediamento». Per il vicepresidente della Regione e assessore all’Economia Gaetano Armao, che insieme ai dirigenti generali della Ragioneria generale, Ignazio Tozzo, e delle Finanze, Giovanni Bologna, ha seguito direttamente il negoziato, con lo stesso ministro Franco, il viceministro Laura Castelli e il sottosegretario Alessandra Sartore, «si tratta di un rilevante passo avanti nelle relazioni finanziarie con lo Stato che consente notevoli risparmi di spesa, riconosce finalmente la fiscalità di sviluppo alla Sicilia, la possibilità di abbattere gli oneri fiscali per chi investe, individua un chiaro calendario per rivedere le norme che attuino l’autonomia finanziaria».

I TERMINI DELL’ACCORDO

  1. L’intesa raggiunta, trasfusa nel disegno di legge di bilancio dello Stato 2022, adesso all’esame del Senato, dopo un lungo negoziato tra le strutture del Mef e quelle dell’assessorato all’Economia, consente di conseguire un abbattimento del concorso alla finanza pubblica di 200 milioni di euro, riducendo così il contributo a 800 milioni euro all’anno a decorrere dal 2022, rispetto al miliardo di euro imposto sino al 2021. Sempre a decorrere dall’anno 2022 viene altresì attribuito alla Regione l’importo di 100 milioni di euro all’anno (pari a una quota delle risorse previste dall’articolo 1, comma 806, della legge 30 dicembre 2020, n. 178), a titolo di acconto per la definizione delle norme di attuazione in materia finanziaria e per la compensazione degli svantaggi strutturali derivanti dalla condizione di insularità. Si tratta non solo del primo formale riconoscimento della compensazione finanziaria relativa alla condizione dell’insularità in termini permanenti nell’ordinamento giuridico italiano, in linea con le iniziative portate avanti dal Governo Musumeci sulla determinazione dei costi della condizione di insularità, ma di una riduzione che, complessivamente, garantisce alla Regione il sostanziale ritorno ai saldi del 2012, quando il concorso finanziario regionale iniziò a crescere incessantemente sino a raggiungere la cifra di 1,3 miliardi di euro annui nel 2017. In sintesi, rispetto a quell’anno, l’intesa consente la riduzione di trasferimenti in favore dello Stato al 2022, anno di conclusione della legislatura, di circa 1,5 miliardi di euro, mentre sino al 2025 la riduzione complessiva raggiungerà i 3,5 miliardi di euro. L’accordo rende altresì immediatamente disponibile anche l’importo di 66 milioni di euro per il 2021, essenziale per le variazioni di bilancio all’esame dell’Ars.

 

  1. Quanto convenuto tra la Regione ed il Governo centrale prevede poi un primo termine (maggio 2022) per la definizione di intese finanziarie con riguardo ad importanti voci di bilancio (IVA, F24, Split payment, bollo, ma soprattutto con riferimento alla sin qui irrisolta partita delle accise), di questioni aperte da anni, ma soprattutto indicano un termine invalicabile (“entro e non oltre il 30 giugno 2022, con effetti a partire dall’anno 2023”) per la complessiva definizione della nuova normativa di attuazione dello Statuto in materia finanziaria. Tale adempimento appare imprescindibile per superare un assetto, risalente al 1965, che, con le compartecipazioni tributarie concordate nella precedente legislatura – come precisato dalla Corte dei conti – non garantisce più alla Regione la copertura delle spese per le funzioni statutariamente attribuite, determinando una sorta di “insostenibilità dell’autonomia”, incompatibile i principi della Costituzione.

 

  1. Le parti si sono altresì impegnate a modificare, con apposita norma di attuazione da definire in seno alla Commissione paritetica, l’articolo 7 del d.lgs. 27 dicembre 2019, n. 158, al fine di rinviare 211 milioni di euro da ripianare nell’esercizio 2022 (pari a circa la metà dell’importo relativo alle quote ordinarie di copertura del disavanzo accertato con l’approvazione del rendiconto 2018) al secondo esercizio successivo a quello di conclusione del ripiano originariamente previsto, stabilendo che la quota di ripianamento per il 2022 sia oggetto di rinvio applicata al primo esercizio del bilancio in corso in aggiunta alle quote ordinarie del recupero del disavanzo.

 

  1. Giunge poi finalmente a compimento l’obiettivo, indicato dal Governo Musumeci tra gli obiettivi programmatici, di conseguire l’attuazione della fiscalità di sviluppo fine di favorire l’insediamento di imprese e cittadini europei ed extraeuropei nel territorio della Regione Siciliana e che trova fondamento nello Statuto regionale. La previsione, nel riconoscere l’autonomia tributaria della Regione, le attribuisce relativamente ai tributi erariali per i quali lo Stato ne prevede la possibilità, nel rispetto delle norme Ue, di modificare le aliquotein diminuzione fino ad azzerarle, prevedendo esenzioni, detrazioni e deduzioni, con particolare riguardo ad interventi diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale”. Si dispone, inoltre, che la Regione possa autonomamente concedere, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato, incentivi e contributi da utilizzare in compensazione fiscale.

 

  1. Un ulteriore elemento di novità, che anch’esso trova un riscontro normativo adesso nel d.d.l. di legge di bilancio statale, si rinviene nell’estensione dell’assegnazione di risorse straordinarie per investimenti ai liberi consorzi ed alle città metropolitane in manutenzioni straordinarie per scuole e strade già riconosciute nel 2018 (540 milioni di euro dal 2019 al 2025, dei quali residuano ancora 400 milioni di euro, da assegnare in quote da 100 milioni di euro annui sino alla scadenza dell’accordo) che potranno così essere utilizzati ancheper immobili ed opere di prevenzione idrauliche e idrogeologiche da danni atmosferici”. Estensione che risulta particolarmente rilevante per quanto accaduto nei territori siciliani.

 

  1. Infine per quanto concerne la rilevazione dei fabbisogni e dei costi standard nonché, in un’ottica condivisa e nel rispetto delle prerogative costituzionalmente riconosciute, per definire le capacità fiscali, i livelli essenziali delle prestazioni, gli obiettivi di servizio della Regione e dei propri enti locali si stabilisce che a decorrere dal 2022, la Regione partecipa ai lavori della Commissione tecnica per i fabbisogni standard con propri rappresentanti.

L’OPINIONE

Si apre forse una nuova stagione per la Sicilia. Rimane sempre il problema di fondo: i CONTROLLI che evitino l’endemico assalto alla “diligenza siciliana”, all’Isola, da parte di trasversali politici siciliani senza etica, da destra a sinistra con rispettivi codazzi, nonché: istituzionali, burocrati, ordini professionali, corporazioni, associazioni varie di categoria, cosiddetta società civile e infine le immancabili mafie native e d’importazione. Fino a quando non sarà ripristinata una norma che consenta, in modo snello e non costoso, al comune cittadino di partecipare efficacemente alla Cosa pubblica, continuerà la decennale (risaputa) spartizione costituzionalizzatasi pubblico-politica (13 Dicembre 2021 ”Stabile” nelle ultime posizioni la ‘Qualità della vita’ delle città siciliane) e non solo in Sicilia, ma anche nella Penisola italiana. Le rimanenti soluzioni fino adesso si sono rivelate delle annose magniloquenze.

Adduso Sebastiano

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Eusepi, il bomber tuttofare delle Vespe – Sotto La Lente

Umberto Eusepi, bomber della Juve Stabia, è stato il colpo di mercato delle ultime ore di mercato delle Vespe destinato a far compiere il salto di qualità alla squadra gialloblè.  In questi giorni, a conferma del valore del calciatore e della sua importanza nel collettivo di mister Sottili, è stato premiato nel corso dell’evento “Italian Sport Awards” e inserito nella Top 11 come uno dei migliori attaccanti dello scorso campionato di Lega Pro.

LA CARRIERA DI UMBERTO EUSEPI.

Nativo di Titoli e classe 1989, Eusepi è una punta centrale di piede destro e ha iniziato la sua carriera tra le giovanili di Roma e Lazio prima di passare al Genoa nel 2006.

Nel 2008 va in prestito all’Ancona, in Serie B. Esordisce tra i professionisti il 30 agosto dello stesso anno, nella gara del torneo cadetto contro il Treviso, realizzando poi il primo gol il 29 marzo 2009 all’Empoli.

Ritornato a Genova, viene nuovamente ceduto in prestito alla Reggiana. Poi va in prestito al Viareggio, sempre in Prima Divisione, squadra con la quale mette a segno 9 gol in 13 partite.

Nell’estate del 2010 il Genoa lo cede in comproprietà al Varese in Serie B poi va in prestito al Pavia, dove in Prima Divisione sigla 7 gol in 15 match.

In seguito passa in prestito al Carpi in Serie C con cui disputa 37 gare condite da 8 reti.

A giugno 2012 il Varese lo acquista definitivamente e dopo sei mesi coi varesini, nei quali mette assieme 11 presenze nel campionato cadetto, durante il mercato invernale viene ceduto in prestito alla Pro Vercelli, nella stessa categoria.

Nel 2013 passa in prestito al Perugia in Prima Divisione con cui realizza 13 gol in 30 partite. e contribuisce in maniere determinante alla vittoria del campionato.

Nell’estate del 2014 passa a titolo definitivo al Benevento. E’ la migliore stagione di Eusepi in quanto con i sanniti in Lega Pro realizza 18 reti (capocannoniere della Lega Pro). Il Benevento quell’anno verrà eliminato ai playoff dal Como.

Nel 2015 arriva l’esperienza in cadetteria con la Salernitana dove resta però solo 6 mesi. A gennaio 2016 passa al Pisa con cui vince un altro campionato e contribuendo in maniera determinante con le sue reti alla promozione in in Serie B del Pisa.

Dopo una parentesi ad Avellino, ritorna al Pisa dove in due anni fa registrare 9 gol in 32 partite. Poi va in prestito prima a Novara (9 gol in 35 gare) e poi ad Alessandria dove in 2 anni colleziona 59 presenze e 21 reti.

Nell’estate del 2020 l’Alessandria ne riscatta il cartellino e contribuisce nel campionato 2020-2021 alla promozione in B dei grigi.

EUSEPI ALLA JUVE STABIA.

Tra le fila della Juve Stabia Eusepi si è messo in evidenza sin da subito ma purtroppo dopo una ventina di minuti della gara di esordio contro l’Avellino si è infortunato alla spalla sinistra riportando una lussazione che lo ha tenuto fermo diverse settimane. Ciò nonostante il suo segno nelle gare della Juve Stabia lo ha lasciato eccome.

Cinque le reti segnate finora con due assist sfornati a conferma del fatto che Eusepi è sì un attaccante da area di rigore ma che partecipa anche molto al gioco di squadra e si sacrifica anche in un lavoro sporco che favorisce gli inserimenti dei trequartisti in zona gol nel 4-2-3-1 voluto da mister Sottili.

Tra i trequartisti delle Vespe, chi ha beneficiato di più del lavoro fatto da Eusepi è sicuramente Matteo Stoppa, che ha chiuso la gara contro il Potenza siglando il terzo gol proprio grazie ad una  sponda fornita dal bomber tuttofare delle Vespe.

Eusepi ha le idee molto chiare sul suo contributo alla causa delle Vespe e soprattutto sugli obiettivi prossimi che la Juve Stabia dovrà conseguire e lo ha chiarito con le dichiarazioni rese ai nostri microfoni nel corso di “Italian Sport Awards”: “La mia stagione sta andando abbastanza bene nonostante il mese di stop dovuto al doppio problema alla spalla avuto con l’Avellino. La Juve Stabia sta avendo un cammino un po’ altalenante ma l’ultima gara ci ha dato entusiasmo; dobbiamo proseguire su questa strada perché siamo un gruppo che può togliersi molte soddisfazioni.

In rosa c’è un mix equilibrato di giovani e “vecchietti” quindi puntare in alto è giusto. La stagione stabiese la vedo fin qui comunque positiva; con l’arrivo di Sottili che ha sostituito Novellino, cui comunque va il mio saluto, abbiamo preso fiducia e continuità. Non so quanto sia stato giusto l’esonero del mister precedente ma sicuramente una forte responsabilità l’avevamo anche noi del gruppo squadra.

Col Potenza abbiamo dato risposte importanti dopo la disfatta di Pagani; è stato un piacere giocare una partita così e anche se non sono andato in rete sono felicissimo del risultato. Sono convinto che la Juve Stabia sia un ottimo gruppo, a cui manca qualche punto, ma che nel girone di ritorno può accorciare su chi sta avanti”.

 

 

Il presepe animato di Lukashenko è quasi terminato

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Il presepe animato di Lukashenko è quasi terminato. Dal governo, ‘’pacco’’ agli orfani bielorussi anche quest’anno, mentre l’Europa sta a guardare.

Lungo il confine fra la Bielorussia e la Polonia, va in scena il “presepe” di Lukashenko. Migliaia di famiglie con bambini e neonati, bloccati al gelo, senza niente. Dai tempi di Gesù, sempre peggio. Niente grotta, il bue te lo scordi, cannoni ad acqua, granate intelligenti, lacrimogeni e pure i re Magi impegnati in complesse trattative diplomatiche.

Un natale triste, drammatico, anche per altri 180 orfani bielorussi, che si sarebbero dovuti riunire definitivamente con le nuove famiglie in Italia e che hanno visto svanire il sogno di una nuova vita, l’unica speranza, nella quale avevano riposto tutto.

Da trent’anni moltissime famiglie italiane, ospitano 4 mesi l’anno bambini provenienti dalla Bielorussia, in percorsi di risanamento. Soggiorni terapeutici che nel tempo, hanno coinvolto 750.000 bambini. Una piccolissima percentuale di questi, alla fine di un lungo ed estenuante iter burocratico, viene adottata dalle famiglie nelle quali hanno già trascorso anni e costruito un rapporto affettivo e di fiducia.

Doveva essere un natale storico per questi 180 orfani, che sono andati avanti e indietro dall’Italia per anni, hanno vissuto di sogni, di videochiamate e di promesse. Poi, il risveglio.

La lista viene presentata, sembra con la firma sbagliata, pare sia un problema di protocollo ma blocca tutto, nel frattempo Lukashenko chiude gli orfanotrofi, così i ragazzi che aspettavano di abbracciare le loro mamme italiane, finiranno smistati tra case famiglie e affidi temporanei, perdendo in molti casi anche lo status di adottabilità.

I viaggi dei bambini, che erano anche 30.000 l’anno si sono bloccati già da due anni, prima per l’emergenza sanitaria, che non ci ha visto capaci di creare un protocollo sanitario ne’ un cordone umanitario per far viaggiare i bambini in sicurezza, poi, per i problemi diplomatici scoppiati contro il dittatore bielorusso che pur regnando incontrastato dal ’94, stavolta ha dirottato un aereo di linea, facendo arrabbiare tutti.

Lo ha fatto per rapire e mettere sotto chiave il giornalista 26enne Roman Protasevich, anche lui come Assange, reo di aver reso noti fatti scomodi al potere e anche lui, come Assange, sbattuto in galera, buttata la chiave. Visto che Assange è in testa avendo già subito 11 anni di torture, sicuramente gli stati europei non si sono indignati per la storia del giornalista rapito, uno più, uno meno, quanto per l’ardire del dirottamento sul volo commerciale.

Quando gli tocchi il commercio, gli si chiude la vena. Così, tutti addosso a Lukashenko il dittatore, mentre Assange, ai dittatori americani, lo porteremo direttamente noi, così Biden non dovrà fare altro casino, con disdicevoli dirottamenti.

In questo clima di trattative diplomatiche internazionali, complesse e concitate, pare sia finita la lista delle adozioni, regolarmente consegnata dalle Associazioni competenti ma che necessitava della lettera di accompagnamento firmata da una massima carica dello Stato.

Lo scorso anno, pare che la lista, l’abbia controfirmata la Ministra Bonetti e il fatto venne contestato in Bielorussia, poiché attendevano la firma di Conte o Mattarella, così, per ovviare all’incidente diplomatico, sembra che quest’anno, sia stata consegnata in ritardo, sempre con la firma della ministra Bonetti e non quella di Draghi o Mattarella.

Voci non confermate, riferiscono che Lukashenko avrebbe commentato dicendo : – poi sono io, quello duro.

Le mie richieste di chiarimenti, conferme e interviste, cadono nel vuoto, si riesce a parlare solo con le Associazioni ma anche loro non hanno le idee del tutto chiare su cosa sia avvenuto.

La dott.ssa Letizia Donghi, di “Rete speranza”, ad esempio, è stata disponibile ed esaustiva ma neppure loro sanno la verità, fino in fondo.

In teoria nulla ostava fino al mese di Ottobre, le Associazioni avevano preso contatti con responsabili Bielorussi che si mostravano favorevoli. Mancava apparentemente, solo la lettera con la firma giusta. E poi tutto si è bloccato, così, senza spiegazioni ufficiali.

Spiegazioni che neppure noi siamo riusciti ad ottenere.

180 vite, strappate al sogno di un futuro dignitoso. 180 orfani, che da anni aspettavano qualcosa che tutti avevano promesso ma che non accadrà.

I grandi sono bugiardi, si sa.

Ma la mamma che mi ha contattata non si arrende, si strugge al pensiero della bambina alla quale ha mentito, convinta di dire il vero, la “sua” bambina, perché l’iter per l’adozione era terminato e la piccola doveva solo arrivare in Italia per poter essere felice, per passare il natale più bello della sua vita, quello di una vita nuova.

In 180 famiglie italiane, si festeggerà invece, l’ennesimo fallimento della burocrazia, della diplomazia e dello spirito umanitario.
Famiglie italiane in attesa da due anni di una soluzione che non arriva.

Hanno scritto anche alle redazioni delle principali trasmissioni televisive ma nessuno ha dato seguito alle loro richieste.

Loro non si arrendono, lo Stato si.

Mentre tutti si preparano a festeggiare il natale… col presepe sul confine, i bambini traditi e abbandonati, i giornalisti torturati e incarcerati, i migranti che se proprio non annegano, verranno sfruttati a sangue dal caporalato o moriranno di freddo per le strade, rannicchiati sotto un cartone.

Perché a Natale, siamo tutti più buoni…

Così, dopo settimane passate a cercare risposte che nessuno fornisce, mi unisco a queste famiglie, nell’appello rivolto a redazioni più “robuste” della mia. Ci vogliono appostamenti lunghi e complessi, per riuscire a piazzare un microfono davanti ai soggetti coinvolti, perché cominci almeno il solito rimpallo di responsabilità, al posto di questo vergognoso silenzio, privo di speranze e di possibili soluzioni praticabili.

Dobbiamo smetterla di accettare tutto, di abituarci al fetore che emanano i palazzi del potere. Bisogna ricominciare a lottare.

Ci aizzano contro i migranti, mentre loro ci si arricchiscono e fanno apparire il popolo italiano razzista ed egoista, mentre noi, al contrario, siamo sempre stati campioni di accoglienza ed anche di migrazione.

Se non ricominciamo ad indignarci, non ci saranno neanche più posti migliori dove migrare.

Se non ci opporremo alle false democrazie che ci governano, ai tribunali che si ricordano dei diritti umani, solo quando riguardano ricchi boss mafiosi autori di stragi di innocenti, non saremo mai più buoni.

Nel mondo si muore di fame, di freddo, e di ingiustizie ma l’industria degli armamenti, lavora a pieno regime, per soddisfare le richieste di luridi guerrafondai che spenderanno i soldi della comunità per mietere altre vittime, in costose operazioni di pace, con buona pace delle nostre coscienze, addomesticate e ingannate dalla stampa foraggiata dal potere.

Ma noi non siamo così, non ancora.

Noi ci stringiamo a questa e a tutte le mamme che aspettavano i loro bambini, ci stringiamo agli ultimi, che mai diventeranno primi, se nessuno darà loro voce. Mamme che non vogliono neppure apparire, per paura di possibili ritorsioni verso i loro bambini o la loro pratica di adozione, in questo bel clima natalizio.

Intanto a Roma, per risolvere il problema dei rifiuti, invitano a non incartare i pacchi e a consegnarli così, come fanno loro, senza badare alla forma, né alla firma… Buon Natale.

Francesca Capretta / Redazione

Maltrattamenti e torture a pazienti psichiatrici in una Onlus: 35 indagati cui 10 in carcere e 7 ai domiciliari

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, con l’operazione “RELAX”, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 35 soggetti, di cui dieci ristretti in carcere, sette colpiti dagli arresti domiciliari, cinque sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza e tredici destinatari della misura interdittiva del divieto di esercitare attività professionali per un anno.

Gli indagati, di una Onlus, la “Suor Rosina La Grua Onlus” di Castelbuono (PA), sono indiziati, a vario titolo, dei reati di tortura, maltrattamenti, sequestro di persona, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione e frode nelle pubbliche forniture.

Con il medesimo provvedimento, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo della Onlus che, in regime di convenzione con l’ASP di Palermo, fornisce servizi di riabilitazione c.d. “a ciclo continuo” in favore di 23 pazienti con gravi disabilità fisiche e psichiche, nonché di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 6,7 milioni di euro.

LE INDAGINI CONDOTTE DAL NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA DI PALERMO – GRUPPO TUTELA SPESA PUBBLICA SI SONO SVILUPPATE ATTRAVERSO DUE FILONI PARALLELI.

Il primo ha riguardato l’amministratore e i soci dell’Associazione, i quali, attraverso la simulazione della forma no profit dell’Ente, in luogo della reale natura commerciale, nonché grazie all’utilizzo di documentazione falsa (planimetrie, relazioni tecniche, rendiconti trimestrali delle prestazioni erogate), riuscivano a conseguire l’accreditamento istituzionale con la Regione Siciliana ed il successivo convenzionamento con l’ASP di Palermo ottenendo, nell’ultimo quinquennio erogazioni pubbliche per 6,2 milioni di euro.

Una parte di tali fondi, oltre 470 mila euro, inoltre, anziché essere destinata ai fabbisogni dei pazienti o reinvestita nell’adeguamento della sede, caratterizzata da gravissime carenze, veniva distratta dai soci dell’Associazione e utilizzata per fini privati (liquidazione di compensi non dovuti, acquisto di autovetture, pagamento di viaggi e soggiorni in strutture ricettive, acquisto di prodotti enogastronomici, articoli di gioielleria e da regalo).

Oltre all’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di malversazione vengono contestati anche episodi di corruzione di un funzionario dell’ASP di Palermo che, secondo la prospettazione accusatoria, avrebbe asservito stabilmente la propria funzione agli interessi economici dell’Associazione, ottenendo, quale controprestazione, l’assunzione del figlio e della nuora, nonché il reato di frode nelle pubbliche forniture, essendo state fornite prestazioni sanitarie in favore dei pazienti ben lontane dagli standard qualitativi previsti.

Il secondo filone investigativo ha consentito di far emergere gravissime condotte delittuose in danno dei 23 pazienti del centro, che il GIP di Termini Imerese ha ritenuto idonee a configurare le fattispecie di tortura, maltrattamenti e sequestro di persona.

Sulla base delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle palermitane, tutto il personale sanitario e paramedico in servizio presso la Onlus, con la compiacenza della proprietà, poneva in essere numerose e reiterate condotte attive e omissive, sottoponendo i pazienti a maltrattamenti di natura fisica e psicologica tali da cagionare loro gravi sofferenze ed umiliazioni.

In particolare, senza alcuno scrupolo per la condizione di fragilità psico-fisica degli ospiti, tutti affetti da gravi disabilità intellettive e psichiatriche, il personale della struttura ricorreva sistematicamente all’inflizione di punizioni (come il digiuno), a percosse (consistenti in strattonamenti, calci, schiaffi), ad offese gratuite e denigranti, nonché sottoponeva quotidianamente diversi pazienti a gravose ed immotivate limitazioni della propria libertà personale rinchiudendoli, sia di giorno che di notte, all’interno di un locale di pochi metri quadrati completamente vuoto e privo dei servizi igienici, da loro denominato “stanza relax”, dove i disabili rimanevano rinchiusi, spesso per diverse ore, al buio e senza alcuna assistenza, implorando di uscire, supplicando per avere dell’acqua o del cibo, dovendo espletare i propri bisogni fisiologici sul pavimento.

Le indagini hanno consentito inoltre di evidenziare l’arbitraria e massiccia somministrazione di terapie farmacologiche in danno degli ospiti disabili della struttura, non giustificata da ragioni medico-sanitarie, ma dalla precipua volontà degli operatori di mantenere sedati i pazienti riducendo l’impegno e il rischio di potenziali complicazioni nel corso dei loro turni di lavoro.

Da qui la contestazione del reato di tortura formulata dal GIP, il quale ha evidenziato chegli ospiti del centro sono sottoposti ad un regime di vita che non è eccessivo definire contrario al principio di umanità” e che “scontano quotidianamente la pena della loro disabilità con il loro essere sottoposti a torture sistematiche che aggravano la loro condizione mentale e ne devastano il corpo”.

NOTA

La Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, continua a contrastare gli sperperi di risorse pubbliche ed i reati contro la Pubblica Amministrazione, nonché opera quale polizia economico-finanziaria a forte vocazione sociale, assicurando – soprattutto in questo periodo di grave emergenza sanitaria con cui si sta misurando il nostro Paese – la tutela gli operatori economici, dei lavoratori onesti e rispettosi delle regole e delle fasce più deboli ed esposte a rischio della popolazione.

L’OPINIONE

Si rabbrividisce davanti alle immagini dell’investigazione e per chi si occupa di cronaca è l’ennesimo caso. Dispiace tantissimo per quei pazienti. Nella società italiana, seppure nota da sempre per il senso dell’umano rispetto ad altre estere, da diversi anni si è di tutta evidenza insinuato, se non anche è stato inoculato, il “virus” del cinismo. Responsabile innanzitutto di ciò è l’annosa trasversale politica, tutta, da destra a sinistra, dal Parlamento, alle Regioni, Province e Comuni, che, per presumibili sprezzanti meccanismi elettorali, finisce con il mandare a rappresentare il popolo e deliberare leggi, individui (uomini, donne, ecc.) ipocriti, millantatori, dissimulatori, misantropi, ingordi, opportunisti, superficiali, retorici e incapaci di provare vergogna a causa di interiore distorta etica culturale.

Adduso Sebastiano

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Real Forio, firma l’attaccante Alberto Cirelli

Il Real Forio ha ufficializzato l’acquisto del suo nuovo attaccante, che andrà a sostituire il partente Gianluca Saurino. Il giovane attaccante ieri ha svolto il suo primo allenamento con i suoi nuovi compagni.

«Il Real Forio è entusiasta di comunicare, agli organi di informazione ed agli appassionati, di aver raggiunto una intesa con il calciatore Alberto Cirelli – rende noto il club biancoverde –. Nato a Napoli, il 24 febbraio 1997, Cirelli è un attaccante di gran valore e duttilità. Il volto nuovo biancoverde può essere impiegato nel ruolo di prima punta oppure esterno a sinistra.

Nonostante la giovane età (a febbraio spegnerà le 25 candeline), Cirelli ha già maturato importanti esperienze in Serie D (con l’Arzanese) ed in Eccellenza, dove ha difeso i colori di Casoria, Capistrello, Audax Cervinara, Faiano, Barano, Mariglianese, Gaeta e Pianura. L’attuale stagione l’ha iniziata con il Sorrento in Serie D. Successivamente, ha sposato il progetto del Palma Campania (realtà costruita per obiettivi importanti nel girone A). Ed adesso la nuova avventura con la maglia del Real Forio.

“Ho tanta voglia di dimostrare il mio valore e rimettermi in gioco dopo un problema fisico che ha rallentato la mia stagione – sono le prima parole di Cirelli in biancoverde –. Ho avuto numerose offerte e alla mia porta hanno bussato anche tante squadre di valore”.

AMATO SODDISFATTO- Il vice presidente Luigi Amato così ha commentato il pari con la Neapolis (1-1 di Cantelli al 76’). «Abbiamo creato e cercato di vincere la partita, che era uno scontro diretto. Era importante muovere la classifica e conquistare punti in campo esterno, anche perché siamo reduci da una serie di risultati negativi. E ci siamo riusciti – dice Amato –. Ho apprezzato la grande reazione dei miei ragazzi dopo il gol incassato.

Quando però ho avuto la possibilità di parlare con presidente, direttore e mister del Real Forio, ho compreso che il progetto biancoverde era serio e da sposare. Ai tifosi chiedo di venire al campo ad incitarci. Il Real Forio non è inferiore a nessuno e se lotteremo insieme potremo conquistare la salvezza»

A loro faccio i complimenti per come hanno lottato. In parte c’è un pizzico di rammarico perché sarebbe stato importante, sia per la classifica che per il morale, vincere questa gara (la sfida col Neapolis) ». Sul Neapolis e sul prossimo impegno, Amato dice: «La squadra di Peluso ha giocato un’ottima gara, ho notato atleti molto motivati. E non va dimenticato che, davanti al pubblico amico, hanno messo in difficoltà anche le big del girone. Evidenzio, ancora una volta, la prova di orgoglio dei miei ragazzi. Il prossimo match? Proveremo a giocarcela con la consapevolezza che il Savoia è una avversaria ostica».

 

Trofa: “Siamo in semifinale, ma pensiamo alla prossima partita”

L’Ischia perde ma si qualifica: il 5 gennaio ci sarà la semifinale d’andata contro la Virtus Campania Ponticelli. Le estrazioni del lotto di martedì prossimo, a cui si “appoggia” il C.R. Campania per stabilire tra le contendenti chi debba giocare la prima in campo esterno, decreteranno la griglia definitiva del penultimo appuntamento con la coccarda.

«Siamo contenti per aver raggiunto la semifinale, come ci eravamo ripromessi come gruppo squadra insieme allo staff –attacca Trofa – raccogliendo il massimo da ogni partita. Siamo un po’ delusi dal risultato anche se, dopo l’episodio di domenica scorsa, anche stavolta siamo stati derubati. Lo dico apertamente. Non è facile giocare ogni tre giorni, col campo pesante, creare tante occasioni da gol e vedersi puntualmente annullare dei gol validi, che hanno del clamoroso».

Raramente abbiamo visto un Trofa così arrabbiato in campo, rispondere per le rime a qualche provocazione avversaria, perché nelle fila ospiti, poco sportivamente, si è tentato di minimizzare. Che il gol di Trani non fosse scaturito da alcuna posizione irregolare, se ne sono accorti anche dalla Stazione Spaziale Internazionale. «Non mi va di parlare dell’arbitro, la partita potevamo vincerla o pareggiarla comunque, ma questo episodio conta nell’arco di una partita.

Un conto è andare in vantaggio e col 2-0 dell’andata chiudere la pratica, giocando la partita in discesa senza l’assillo di combattere per tutti i novanta minuti, un altro conto è non farlo. Gli errori fanno parte del gioco. L’arbitro di domenica scorsa pure ammise di aver commesso un errore, assumendosene la responsabilità, in questa circostanza c’è stato un disguido tra arbitro e guardalinee. Da quel che ho compreso, l’arbitro diceva al guardalinee che si trattava di un retropassaggio di un giocatore ospite, l’assistente continuava a sostenere che ci fosse un fuorigioco di Trani dall’altro lato… Ripeto, un episodio così poteva costarci caro. Chiudiamo il capitolo arbitraggio. Siamo soddisfatti per la qualificazione ottenuta e andiamo avanti, pensando al Napoli Nord».

Primo tempo a buon ritmo, secondo che ha visto un’Ischia scendere di tono. Al di là delle occasioni da gol non capitalizzate. «Siamo consapevoli che dobbiamo sopperire a determinate caratteristiche con un gioco di squadra, creando una grossa mole. Gli errori capitano, come sbaglia l’arbitro possiamo farlo anche noi. Sotto porta abbiamo mancato dei gol. L’importante però è esserci.

Soprattutto se sei in campo, è frustrante subire queste vere e proprie angherie – sottolinea Trofa –. Per eccessiva foga o altro certe occasioni non vengono sfruttate, c’è da migliorare sotto questo aspetto. L’importante è volere certe cose e posso garantire che questo gruppo ci tiene a fare bene. Tutti si impegnano e danno il massimo. Potremo avere delle lacune, delle carenze, però garantisco come capitano il nostro massimo impegno».

 

La pandemia non scalfisce le imprese bresciane; fiducia nel 2022

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L’ analisi comparata dei bilanci d’esercizio 2019-20 di Apindustria Brescia e Studio Capezzuto Meleleo mostra la tenuta delle imprese durante la pandemia.

Questa è stata effettuata per comprendere i possibili risvolti economici della pandemia sulle imprese bresciane.
Emerge così che il 50% del campione ha mantenuto lo stesso rating, il 17% lo ha migliorato e il 33% lo ha peggiorato .
Si tratta di uno scenario in linea di massima migliore del previsto anche de talune imprese che versavano già in condizioni difficili prima della pandemia ora devono affrontare alcune criticità .
Sono state analizzate 650 imprese che provengono per lo più dal comparto metalmeccanico . Esse sono rappresentative della composizione dimensionale e settoriale delle aziende associate ad Apindustria Confapi Brescia.
La classificazione adottata da Modefinance e ‘ il parametro di riferimento di questo studio. E’ un ‘agenzia di Rating del Credito regolamentato a livello europeo che costruisce il rating a partire da diversi criteri fra i quali i più significativi sono la solidità finanziaria ovvero la capacità di adempiere le obbligazioni assunte con i terzi e la vulnerabilità rispetto alle condizioni di contesto .
I rating sono dieci .Si spazia dalla tripla a prevista per un’ azienda eccellente con estrema solidità e piena capacità di onorare le obbligazioni assunte alla d prevista per un’ azienda protestata o con mancati pagamenti.
Vi e’ poi una suddivisione per macro-classi di aziende :sane, equilibrate , vulnerabili e rischiose .
Il primo dato significativo e’ che il rischio delle imprese associate e ‘aumentato .
Le imprese sane sono scese di quasi cinque punti percentuali ; quelle equilibrate sono quasi uguali mentre quelle vulnerabili sono aumentate di due punti.Infine quelle rischiose sono raddoppiate .
A livello dimensionale il calo più forte ha colpito le micro imprese e quelle medio grandi.
Per quel che concerne i settori il calo è stato diffuso e trasversale .
Il 2021 e’ stato l ‘anno della ripresa anche se la congiuntura pandemica richiede prudenza .
Si è contraddistinto per le difficoltà di reperimento e per l ‘aumento dei costi delle materie prime e della logistica .Queste condizioni sono destinate a perdurare anche nei primi mesi del 2022 a causa dell’ incerta situazione sanitaria .A questa va aggiunta la costante crescita dell’ inflazione.
Luigi Meleleo,partner dello Studio associato Capezzuto Meleleo afferma come dallo studio sia emerso che le imprese per lo più di piccole dimensioni abbiano un basso livello di patrimonializzazione e siano fortemente esposte al sistema bancario .Questo anche in virtù della massa di liquidità immessa nel sistema da parte del Governo.
Cosa che ha impedito il default immediato.
Pierluigi Cordua,Presidente di Apindustria Confapi auspica che il 2022 porti ad un consolidamento della ripresa anche grazie alle risorse del Pnrr.
Attualmente sono molti gli elementi in campo : la digitalizzazione ,la sostenibilità , l ‘inflazione e i costi dell’ energia .
L’associazione di cui è presidente si e’ prefissata l ‘ obiettivo di fare fronte comune con le istituzioni ,la politica , il sistema bancario per valorizzare la cultura d’ impresa.

Elena CecoroCronaca Lombardia

Rovato (BS): i Carabinieri chiudono un locale per lavoro “nero” e covid

Rovato (BS): chiuso un locale nel quale. sono emerse diverse violazioni per la presenza di alcuni lavoratori senza regolare contratto di assunzione e senza informative sui rischi lavorativi.

I militari della Stazione Carabinieri di Rovato e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brescia hanno svolto nella giornata del 16 dicembre un controllo finalizzato al contrasto del lavoro sommerso in un locale nei pressi della stazione ferroviaria della città. Dall’intervento sono emerse diverse violazioni relative ai rapporti di lavoro, riscontrando la presenza di alcuni lavoratori sprovvisti di regolare contratto di assunzione e l’assenza degli obblighi informativi sui rischi lavorativi. È stata disposta anche la sospensione temporanea dell’attività commerciale.

Oltre alle violazioni di carattere penale, il locale ha subito sanzioni amministrative a causa del mancato rispetto della normativa anti-convid in vigore attualmente.

Nel complesso al locale sono state comminate sanzioni amministrative pet un ammontare di è € 37.000 circa.

Cristina Adriana Botis / Cronaca Lombardia

Piergiorgio Rotter conferma la sua presenza al Senna Day con la sua vettura

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Le parole di Piergiorgio Rotter intervenuto in esclusiva da Palomba e Ametrano

 

Piergiorgio Rotter conferma la sua presenza al Senna Day con la sua vettura

 

Piergiorgio Rotter è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Marco Palomba e Carlo Ametrano nel corso della rubrica “A tu per tu” di ViViRadioWeb. Ecco le sue dichiarazioni:

 

 

Come nasce la passione per i motori?

“La passione è nata fin da piccolo. Con il crescere della disponibilità e del tempo ho realizzato la replica della McLaren. Parliamo di una vettura in scala 1:1, formata da 214 cavalli e completamente funzionante”.

 

Cosa ti ha colpito su tutto della vettura?

“La livrea mi ha colpito particolarmente… è una delle più belle che la McLaren potesse mai realizzare”.

Il tuo sogno nel cassetto?

“Mi piacerebbe rifare un’altra replica. Si potrebbe fare una tipologia magari un po’ più moderna, con un motore nuovo e soprattutto più funzionale.  Potrò usufruire della precedente esperienza per poterla fare ovviamente meglio”.

Ci vediamo al Senna Day?

“Non mancherò! Ci vediamo lì”.

 

Se vuoi ascoltare l’intervista a Piergiorgio Rotter clicca sul link che segue: https://chirb.it/D69DnG

Meteo Weekend: Irruzione Fredda dai Balcani! Conseguenze sull’Italia

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Meteo Weekend 161221: l’alta pressione delle Azzorre sempre più invadente: ci attendono giornate di stabilità atmosferica, con sole prevalente, salvo l’insidia delle nebbie, localmente fitte e persistenti sulla Pianura Padana e molte nubi al Sud e su Abruzzo e Molise. Weekend: aria più fredda raggiunge il Sud, ma con scarse conseguenze. Settimana di Natale e Santo Stefano: in arrivo le perturbazioni atlantiche con neve copiosa sulle Alpi.

Nel corso dell’imminente weekend l’Italia verrà raggiunta da una moderata irruzione d’aria fredda proveniente direttamente dalle vicine terre balcaniche. Tra sabato 18 e domenica 19 dicembre ci attendiamo un incremento del freddo e anche qualche timido disturbo su alcuni angoli del Paese.

Al momento la nostra Penisola è avvolta da un possente anticiclone che sta dispensando una discreta stabilità, fatta eccezione per alcuni tratti adriatici del Centro e al Sud dove l’ingerenza di un vecchio vortice ciclonico tra la Grecia e la Turchia fa parzialmente sentire la sua influenza. Il tutto si traduce in una maggiore presenza di nubi su queste regioni mentre sul resto del Paese regnano la stabilità atmosferica, ma anche alcune nebbie sulle aree pianeggianti del Nord.

Occupiamoci ora di capire cosa accadrà nel corso del fine settimana e di quali saranno le conseguenze dell’irruzione fredda in arrivo dai Balcani.
Il weekend si aprirà subito con una minacciosa coltre nebbiosa al Nord, ovviamente a carico dei settori pianeggianti dove avremo un contesto climatico piuttosto rigido, a tratti gelido. La nebbia inoltre insisterà pure per gran parte del sabato su molti angoli della Valpadana dove la giornata sarà destinata a trascorrere all’insegna di un’atmosfera grigia, fredda e assai inquinata. Meglio andranno invece le cose sui rilievi dove il sole riuscirà a splendere in forma evidente. Buono il tempo anche sul lato tirrenico del Centro, mentre sul lato opposto Adriatico e su parte del Sud si faranno sentire i freddi venti in arrivo dai Balcani. Qui ci attendiamo anche un moderato aumento delle nubi nonostante il rischio di fenomeni risulterà piuttosto basso.
Possibile infatti solo qualche isolato piovasco specie sulla Calabria ionica più settentrionale dove potrà anche cadere qualche fiocco di neve a bassa quota.

La giornata di domenica 19 sarà abbastanza simile: fitte nebbie avvolgeranno la Valpadana e saranno pure persistenti durante il giorno, con un inevitabile e ulteriore aumento dello smog. Più sole sui monti con clima più gradevole e questo a causa delle classiche inversioni termiche. Accadrà l’opposto di quanto avviene di solito, ecco la ragione per la quale vengono chiamate “inversioni“.
Calma atmosferica e sole dominante invece su gran parte del comparto tirrenico, mentre sul resto del Centro e al Sud insisteranno i venti freddi. Saranno tuttavia sempre scarsi gli effetti sul fronte meteo, ma nel contempo avremo però un clima anche qui assai rigido e il tutto verrà esaltato dalla tesa ventilazione per effetto del Wind Chill. Con esso si intende un particolare effetto per il quale, in presenza di vento, la temperatura percepita dal nostro corpo risulta essere inferiore rispetto a quella reale. Più il vento è intenso e più la temperatura scende. Il Wind Chill infatti è un indice che si calcola prendendo il dato della temperatura e quello del vento.

Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione

100 dosi tra cocaina, hashish e marijuana nel sottoscala

Nell’ambito degli incrementati servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Palermo nel quartiere Z.E.N. 2, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Palermo, durante uno dei numerosi servizi in quel quartiere, hanno rinvenuto all’interno di locale tecnico di proprietà condominiale oltre 100 dosi di sostanza stupefacente tra cocaina, hashish e marijuana, nonché 10 litri di fertilizzante e 3 lampade alogene con relative plafoniere, atte alla coltivazione indoor di canapa.

Sono in corso le indagini per individuare i responsabili del “deposito”.

La costante azione di contrasto allo spaccio di stupefacenti ha consentito, nei giorni scorsi, ai Carabinieri dei reparti del Comando Provinciale di conseguire i seguenti risultati:

  • Zen: una persona arrestata e una segnalata alla Prefettura come assuntore di stupefacenti;
  • Palermo Centro: una persona arrestata a seguito di perquisizione con unità cinofile;
  • Palermo Monte Pellegrino: una persona arrestata, a seguito di perquisizione presso una rivendita di frutta. La droga veniva rinvenuta in un frigorifero;
  • Isola delle Femmine: una persona arrestata, seguito di perquisizione con unità cinofile.

Complessivamente sono stati reperiti e sequestrati oltre 150 grammi tra cocaina e hashish e quasi 500 euro ritenuti provento dell’attività di spaccio.

La droga rinvenuta è stata sottoposta a sequestro penale e trasmessa al Laboratorio Analisi del Comando Provinciale di Palermo per le analisi tecniche.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Sequestrate circa 400 calzature contraffatte

Nei giorni scorsi, i Finanzieri della Compagnia di Bagheria (PA), nell’ambito dell’intensificazione del controllo economico del territorio disposto dal Comando Provinciale di Palermo in materia di contrasto alla contraffazione, hanno sequestrato circa 400 articoli contraffatti.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno individuato, all’interno di un noto esercizio commerciale ubicato nel centro di Bagheria, circa 400 calzature riproducenti la foggia di famosi marchi, quali “Converse” modello “All Star” e “Superga” che, a seguito della perizia eseguita dai tecnici delle società che tutelano i citati marchi in Italia, sono risultate contraffatte.

Pertanto i Finanzieri hanno proceduto a sequestrare la merce risultata contraffatta e denunciare il rappresentante legale della società all’Autorità giudiziaria di Termini Imerese per il reato di contraffazione.

NOTA

Continuano, incessanti, i controlli delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana al fine di contrastare ogni forma di illegalità economica, a tutela dei consumatori e degli esercizi commerciali che operano nel rispetto delle norme.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

2 denunce per evasione. Rintracciata persona scomparsa. Vende il motociclo a lui affidato, denunciato

SIRACUSA – CONTROLLO DEL TERRITORIO: DUE PERSONE DENUNCIATE PER EVASIONE

Agenti delle Volanti di Siracusa, nel corso dei quotidiani controlli a coloro che in città sono sottoposti a misure restrittive della libertà personale, hanno denunciato una donna di 36 anni, sottoposta agli arresti domiciliari, assente al momento del controllo ed un uomo di 30 anni, anch’esso sottoposto agli arresti domiciliari, sorpreso fuori dalla propria abitazione.

NOTO – RINTRACCIATA PERSONA SCOMPARSA IDENTIFICATA TRAMITE LA TRASMISSIONE “CHI L’HA VISTO?”

Nella tarda serata di ieri, agenti del Commissariato di P.S. di Noto, in servizio di controllo del territorio, rintracciavano sulla S.S. 115 Noto-Avola un uomo in evidente stato confusionale e per scongiurare il peggio, considerate anche le temperature notturne particolarmente rigide, lo conducevano in Commissariato.

Grazie alla Trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”, in onda proprio in quel momento, gli agenti riconoscevano l’uomo appena rintracciato come quello di cui i giornalisti del programma televisivo stavano parlando, un settantaquattrenne scomparso da Lentini il 15 dicembre u.s.

I poliziotti, tramite la redazione della trasmissione, riuscivano a contattare i familiari dell’uomo che si recavano in Commissariato per il formale affidamento.

AVOLA – VENDE UN MOTOCICLO SEQUESTRATO E A LUI AFFIDATO – DENUNCIATO

Agenti del Commissariato di P.S. di Avola, hanno denunciato un giovane di 24 anni per il reato di sottrazione di cosa sottoposta a sequestro.

Il giovane, custode di un motociclo sottoposto a sequestro amministrativo, se ne disfaceva vendendolo a terzi.

PRIOLO GARGALLO – DENUNCIATO UN UOMO PER FURTO E DUE PERSONE PER RICETTAZIONE E UTILIZZO INDEBITO DI CARTA DI CREDITO

Agenti del Commissariato di P.S. di Priolo Gargallo, tramite rapide indagini che si sono avvalse delle immagini estrapolate dal sistema di video sorveglianza, hanno identificato l’autore del furto di uno zaino all’interno di un’autovettura e lo hanno denunciato per tale motivo. Nella circostanza, l’uomo di 50 anni, è stato denunciato anche per il reato di guida senza patente poiché è stato rintracciato mentre si trovava alla guida del proprio motociclo.

All’interno dello zaino rubato si trovava anche una carta di credito che, subito dopo il furto, è stata utilizzata per il pagamento all’interno di un supermercato.

I responsabili di tale reato, un uomo di 34 anni e una giovane donna di 19 anni, sono stati anch’essi identificati dagli agenti e denunciati per i reati di ricettazione ed utilizzo indebito di carta di credito.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Sequestro di fuochi artificiali a Volla e Barra; 3 denunce

Arriva il periodo dei sequestri di fuochi e delle denunce a essi relativi

 

Primo intervento

 

Nella giornata di martedì, gli agenti della Polizia Amministrativa e Sociale hanno effettuato una perquisizione all’interno di un negozio di articoli pirotecnici in Viale Vesuvio a Volla, riscontrando la presenza di 10 batterie di categoria “F2” per le quali è necessaria una licenza rilasciata dalla prefettura che i titolari non possedevano; i due coniugi, di 44 e 49 anni e già noti alle forze dell’ordine sono stati denunciati per commercio abusivo di materiali esplosivi.

 

Secondo intervento

 

Nelle scorse 24 ore, gli agenti hanno controllato un’altra attività commerciale situata in via Argine, dove hanno sequestrato 28 batterie di categoria “F2” e hanno denunciato il titolare dell’esercizio commerciale per commercio abusivo di materiale esplodente.

Durante le feste di Natale, attività del genere e denunce del genere sono purtroppo all’ordine del giorno; sta quindi alle autorità rendere le strade meno pericolose e in balìa di fuochi artificiali potenzialmente letali.

 

Sequestro di fuochi artificiali a Volla e Barra; 3 denunce/Antonio Cascone/redazionecampania