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Il timone della nave di Caligola nel Museo Corderia di Stabia VIDEO

Nessuno sa che gli ingegneri della Corderia stabiese, nel cui piccolo museo si trova il timone della nave di Caligola, parteciparono alla ricostruzione dei triremi di Nemi.

Ci sono luoghi di Castellammare di Stabia dove gli stabiesi non hanno messo mai piede. La Corderia è lo stabilimento per la produzione di cordami per la Marina militare più antico d’Italia, sorto accanto ai cantieri navali nel 1783 per assicurare al naviglio il necessario allestimento di corde.

Gli abitanti di Castellammare di Stabia lo sanno, però, mentre del cantiere navale vedono il prodotto, seguono a distanza le navi impostate sullo scalo, che crescono di dimensione fino a festeggiarne il varo, della Corderia sanno solo che dietro a quel muro di cinta c’è uno stabile destinato alla lavorazione delle corde e che, sul mare, c’è un lido riservato ed esclusivo per le sole famiglie dei dipendenti e per i militari.

Lo stabilimento apre talvolta le porte a gruppi di scout ma la città intera potrebbe apprendere molto delle sue radici “marinare” entrando in quei capannoni – oggi vuoti – che lasciano intuire ciò che è fu ai tempi dei Borbone e le cui dimensioni raccontano di un tempo in cui duecento cordai “pettinavano” la canapa che veniva trasportata grezza, la intrecciavano con macchinari da archeologia industriale (di cui è rimasto in esposizione solo un “trenino”, una macchina “elettropista meccanica” che fino agli anni Ottanta intrecciava le corde di piccolo spessore per ricavare quelle di diametro grande).

Capannoni su due piani, archi e finestroni, una mensa, una postazione antincendio, infermeria e altri servizi erano a disposizione di oltre 200 persone, tra militari e civili.

C’è un progetto di impiego di questi “capannoni”, per farne un Museo del Mare in cui dovrebbero trovare posto attrezzi e opere legate all’intero comparto.

Della Corderia è rimasto poco. Dopo la guerra i macchinari sono stati dismessi e i documenti andati perduti. Rimane qualche pergamena redatta quando venivano impostate sullo scalo del cantiere nuove navi: eleganti miniature disegnate a mano, e un primo documento risalente al 1791 che attesta la fondazione della Corderia antecedente alla data ufficiale del 1796.

In un piccolo Museo della Corderia c’è infine una curiosità: la riproduzione di una parte del timone di una delle Triremi romane trovate nel lago di Nemi e forse appartenute a Caligola. Le navi romane furono misurate dagli ingegneri della Corderia e, quando con la Seconda Guerra Mondiale furono distrutte da un bombardamento, furono gli ingegneri stabiesi a ricostruirne un modello in scala, oggi custodito nell’attuale museo di Nemi, salvandone la memoria storica, altrimenti perduta per sempre.

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Fonte: Rosa Benigno/Roma

Givova Scafati, novità sulle prossime partite e sui recuperi

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Spostata in avanti di una settimana la trasferta contro Eurobasket Roma, si torna in campo domenica 27 marzo per sfidare la Tramec Cento.

La Givova Scafati tornerà molto presto sul parquet del PalaMangano. Una buona notizia dalle parti di Via della Gloria, dove i casi di positività al covid-19 riscontrati nel team gialloblu la scorsa settimana hanno rallentato il lavoro della squadra di coach Rossi. La luce in fondo al tunnel è però già ben visibile: domenica 27 marzo la sfida casalinga della ventiquattresima giornata contro la Tramec Cento si disputerà regolarmente alle 18:00.

Intanto, come ci si aspettava, la sfida dell’AGSM Forum contro la Tezenis Verona dello scorso sabato non è stata la sola ad essere rinviata. Questa sera la Givova Scafati sarebbe dovuta essere di scena al palasport di Guidonia Montecelio contro l’Eurobasket Roma, ma anche il match contro i capitolini è stato riprogrammato. Il recupero è però già fissato per mercoledì 30 marzo, ore 20:00, mentre la trasferta veronese mercoledì 6 aprile alle 20:45.

IL COMUNICATO

La Givova Scafati rende noto che, in virtù del permanere e dell’incremento di casi positivi al covid-19 tra i tesserati del gruppo squadra, il settore agonistico della Federazione Italiana Pallacanestro ha disposto anche il rinvio della gara di recupero valevole per la quindicesima giornata del campionato di serie A2 (girone rosso) prevista per mercoledì sera, 23 marzo, alle ore 20:00, presso il palasport di Guidonia (Rm), contro Atlante Roma. Le due società hanno altresì concordato il giorno in cui la sfida sarà recuperata, ovvero mercoledì 30 marzo, ore 20:00, sempre al palasport di Guidonia (Rm).

È inoltre ufficiale la data del recupero della partita in programma per la ventitreesima giornata contro Tezenis Verona, che si sarebbe dovuta disputare sabato scorso, 19 marzo, alle ore 20:45, all’AGSM Forum: la stessa sarà infatti recuperata mercoledì 6 aprile, alla stessa ora e sullo stesso campo.

Infine, si rende noto che si disputerà regolarmente invece la gara di domenica 27 marzo, ore 18:00, al PalaMangano, contro Tramec Cento, valevole per la ventiquattresima giornata del campionato di serie A2 (girone rosso).

Sottopeso e Alimentazione: le regole per combatterlo

I soggetti sottopeso, rispetto al 32% della popolazione adulta è sovrappeso, dei quali l’11% obeso, sono “solo” il 3,1%, ma non per questo sono da ignorare

Alimentazione ed il sottopeso: le regole per combatterlo

In primo luogo, non è da sottovalutare il dato relativo alla presenza, soprattutto tra le donne, di una percentuale anche se molto contenuta, di soggetti sottopeso, dato che alcune ricerche evidenziano come, specie nelle età anziane, ciò tenda a costituire un fattore di rischio rispetto al alcune patologie, in particolare quelle osteoarticolari o la stessa demenza.

Quando l’indice di massa corporea scende al di sotto dei 18,5 kg/m2 il peso non è considerato ottimale per la salute. Questa condizione, contrapposta al sovrappeso e all’obesità, viene indicata con il termine ‘sottopeso‘ e porta con sé diversi rischi.

Per questo i consigli di un esperto di alimentazione sono utili non solo quando si pesa più di quanto si dovrebbe ma anche quando si è sottopeso. In particolare, è consigliabile rivolgersi a un medico o a un nutrizionista in caso di perdite di peso non intenzionali, quando si pesa troppo poco e ci si rende conto di non seguire abitudini alimentari salutari e quando il sottopeso è associato a sintomi stanchezza e problemi di salute frequenti.

Agendo sul proprio stile di vita – e, se necessario, con un adeguato sostegno psicologico – sarà possibile riportare il peso nella norma ed evitare le possibile conseguenze del sottopeso.

Ma quali sono? Proviamo a vederne i principali:

Osteoporosi

Essere sottopeso aumenta il rischio di osteoporosi soprattutto nelle donne per cui sarà bene tenere da conto di quanto riportiamo a seguire.

Bisogna fare attenzioni agli sforzi e ai pesi

Chi ha l’osteoporosi deve cercare di evitare tutte quelle situazioni e quelle attività che possono rappresentare una condizione di rischio per le ossa in generale e per le vertebre in particolare. Innanzitutto bisogna evitare di fare sforzi esagerati, che sollecitino troppo la colonna. Anche i pesi, tra cui borse o valigie, devono essere sempre leggeri.

Sole e vitamina D

Il sole è un ottimo alleato delle ossa: la vitamina D, essenziale per l’assorbimento del calcio, viene prodotta e immagazzinata nell’organismo proprio grazie ai raggi solari.

L’importanza dell’alimentazione

Ma il sole non basta a rafforzare le ossa: bisogna puntare anche su un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D (latte, yogurt, formaggi, pesce azzurro, rucola) e continuare ad assumere, se prescritti dal medico curante, gli eventuali integratori di queste sostanze.

Fare sport è fondamentale

Come per molte malattie lo sport è determinante per il benessere e va inteso ormai come una vera e propria terapia tenendo in conto che l’attività fisica dev’essere moderata, ma costante e deve durare almeno mezz’ora al giorno.

Problemi a denti, capelli e pelle

Se non si assume la giusta quantità di nutrienti ci sono conseguenze fisiche: i capelli si sfibrano fino a cadere, la pelle diventa secca e anche i denti rischiano di cadere.

Ti ammali spesso

Con pochi nutrienti sono scarse anche le difese immunitarie per cui ci si ammala frequentemente e infezioni comuni come il raffreddore durano molto di più.

Stanchezza cronica

Anche in questo caso la mancanza di calorie, proteine, vitamine e sali minerali ci fa sentire perennemente affaticati, anche quando non facciamo molto.

Anemia

Molto spesso le persone che mangiano poco soffrono di anemia, un deficit di ferro che determina un’insufficiente produzione di globuli rossi. Nell’anemia il livello di emoglobina, molecola contenuta nei globuli rossi e adibita al trasporto dell’ossigeno, è inferiore ai valori minimi normali (12 grammi per decilitro, g/dL).

Aumenta il rischio di morte prematura

Uno studio svizzero ha dimostrato che essere sottopeso aumenta il rischio di morte prematura, rispetto a chi è normopeso. I ricercatori hanno evidenziato che la mancanza di importanti nutrienti può peggiorare i processi di guarigione.

Problemi in più specifici per le donne:

Mestruazioni irregolari

Spesso le donne sottopeso non hanno il ciclo regolare. Talvolta non hanno proprio le mestruazioni.

Se sei incinta, si alza rischio di pretermine

Una donna incinta è sottopeso aumenta significativamente il rischio che il proprio bambino nasca prima della scadenza naturale.

Ciò premesso è bene annotare subito che, contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, la dieta per ingrassare non consiste nell’aumentare il consumo di grassi perché, se lo si facesse, a lungo termine si potrebbero avere problemi di salute (malattie cardiovascolari, colesterolo o ipertensione).

Per prendere peso, la dieta ingrassante richiede un’alimentazione sana e equilibrata per cui, nel quotidiano, l’apporto calorico deve rispettare queste proporzioni tra i nutrienti:

  • circa il 50% di carboidrati,
  • il 20% di proteine,
  • il 25% di grassi
  • il resto in vitamine, fibre e sali minerali come nella dieta dimagrante.

La differenza rispetto a quella dimagrante è che le calorie e i nutrienti aumentano in proporzione.

Un’eccessiva magrezza può essere psicologicamente frustrante quanto l’essere in sovrappeso. E, esattamente come il sovrappeso, può nascondere problemi di salute che è bene scoprire e indagare.

Il principio, infatti, è lo stesso: alla base di un peso che non è quello giusto per te c’è spesso una cattiva educazione alimentare e per recuperare l’equilibrio devi imparare a volerti più bene e a mangiare meglio.

Ecco alcune regole per ingrassare in un modo sano:

  1. pane o pasta ad ogni pasto
  2. carne o pesce o uova o legumi 1 o 2 volte al giorno
  3. latticini 1 volta al giorno
  4. frutta e verdura: 5 porzioni al giorno
  5. 1,5/2 litri di acqua al giorno.

Prendere peso: un aiuto dagli integratori

In alcuni casi può essere utile abbinare alla dieta degli integratori, ma sempre su indicazione del medico, che dovrà anche scegliere quali usare secondo le circostanze tenendo conto che non sono tutti uguali e non bisogna cadere nell’errore che siano sufficienti a risolvere il problema della magrezza che è spesso conseguenza di patologie che vanno curate quando possibile.

In chiusura, eccovi due diverse diete per ingrassare stilate da melarossa.it e pubblicate sul loro pinterest:

Dieta onnivora per ingrassare: esempi di menu

dieta-per-ingrassare-onnivora (da pinterest melarossa.it)

Dieta vegetariana per ingrassare: esempi di menu

dieta-per-ingrassare-vegetariana-817x1024 (da pinterest melarossa.it)

Al San Carlo in scena “Così fan tutte”. Opera buffa in due atti

“Così fan tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart, Libretto di Lorenzo da Ponte, da Le metamorfosi di Ovidio e da La grotta di Trofonio di Giovanni Battista Casti. In scena dal 23 Marzo al 2 Aprile 2022

Direttore | Dan Ettinger

Regia | Chiara Muti

Assistente alla regia | Paolo Vettori

Scene | Leila Fteita

Costumi | Alessandro Lai

Assistente ai costumi | Anna Verde

Luci | Vincent Longuemare

Interpreti

Fiordiligi, Mariangela Sicilia

Dorabella, Serena Malfi

Guglielmo, Alessio Arduini

Ferrando, Maxim Mironov

Despina, Damiana Mizzi                                            

Don Alfonso, Paolo Bordogna

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Maestro del Coro | José Luis Basso

Allestimento del Teatro di San Carlo in coproduzione con Wiener Staatsoper 

Torna in scena al Teatro di San Carlo da mercoledì 23 marzo alle ore 20.00 Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart nell’allestimento del Massimo napoletano per la regia di Chiara Muti, coprodotto con la Wiener Staatsoper.

Sul podio, alla guida di Orchestra e Coro Dan Ettinger: un debutto al San Carlo il suo, dopo il successo di Carmen di Bizet diretta lo scorso anno in piazza del Plebiscito.

Ettinger ricoprirà il ruolo di direttore musicale del Teatro di San Carlo a partire dal 1 gennaio 2023.

Maestro del Coro è José Luis Basso. Scene e costumi sono firmati rispettivamente da Leila Fteita e Alessandro Lai.

In palcoscenico un cast d’eccezione: Fiordiligi avrà la voce di Mariangela Sicilia, Dorabella sarà interpretata da Serena MalfiAlessio Arduini sarà Guglielmo, e Maxim Mironov Ferrando. Damiana Mizzi vestirà i panni di Despina e Poalo Bordogna quelli di Don Alfonso.

Sesto titolo in cartellone per la Stagione Lirica 21/22, Così fan tutte, sarà in scena per sei recite dal 23 marzo al 2 aprile 2022.

Con Così fan tutte si apre un’intensa settimana dedicata a Mozart che comprende un concerto di arie eseguite da Rosa Feola con l’Orchestra diretta da Dan Ettinger sabato 26 marzo.

Teatro di San Carlo | SERIE BLU
mercoledì 23 marzo 2022, ore 20:00 – A – BLU – IV

venerdì 25 marzo 2022, ore 20:00 – C/D – BLU – V

domenica 27 marzo 2022, ore 17:00 – F – BLU – IV

martedì 29 marzo 2022, ore 20:00 – F.A. – BLU – V

giovedì 31 marzo 2022, ore 18:00 – B – BLU – V

sabato 2 aprile 2022, ore 19:00 – F.A. – BLU – IV

Opera in italiano con sovratitoli in Italiano e Inglese
Durata: 3 ore e 40 minuti circa, con intervallo

BIGLIETTI (prezzi in euro)                
  Tariffa IV Tariffa V
  intero ridotto  -10%* ridotto  -15%** Giovani under30/ Anziani over65*** intero ridotto   -10%* ridotto  -15%** Giovani under30/ Anziani over65***
Poltronissima ORO 130 117 111   110 99 94  
Poltronissima 110 99 94   95 86 81  
Poltrona ORO 110 99 94   95 86 81  
Poltrona 100 90 85 30 75 68 64 25
Palco I, II fila centrali parapetto 90 81 77   70 63 60  
Palco I, II fila centrali dietro 80 72 68   65 59 55  
Palco reale 400 360 340   300 270 255  
Palco I, II fila laterali parapetto 90 81 77 25 70 63 60 20
Palco I, II fila laterali dietro 70 63 60 25 60 54 51 20
Palco III, IV fila centrali parapetto 60 54 51   55 50 47  
Palco III, IV fila centrali dietro 50 45 43   50 45 43  
Palco III, IV fila laterali parapetto 50 45 43 25 45 41 38 20
Palco III, IV fila laterali dietro 40 36 34 25 40 36 34 20
Balconata V e VI fila 35 32 30   35 32 30  
Posti Solo Ascolto 20       20      
*CRAL, Università ed altri Enti convenzionati con il Teatro di San Carlo / Gruppi tra le 10 e le 20 persone  
** Gruppi dalle 21 persone in su                
***Solo ultime due file di Poltrona

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Rombo all’arancia: un secondo piatto veloce, utile anche per una dieta

La ricetta del rombo all’arancia è un secondo piatto veloce e facile da preparare che ti permette di gustare il pesce in modo un po’ diverso dal solito.

Rombo all’arancia: un secondo piatto veloce, utile anche per una dieta

Prevede l’impiego di pochissimi ingredienti, che dovranno essere freschi e di qualità. Il rombo è un pesce meno conosciuto rispetto ad altri, ma ricco di benefici nutrizionali e dalle carni molto saporite , sode, molto digeribili e delicate. Il più pregiato è il rombo chiodato, con i caratteristici tubercoli ossei sul corpo, presente anche nel nostro Mar Mediterraneo ed è un’ottima alternativa al merluzzo o alla platessa.

Il rombo all’arancia è una ricetta ottima da mangiare anche per chi è in dieta, perché povera di grassi e calorie.

Prevede l’impiego di pochissimi ingredienti, che dovranno essere freschi e di qualità. Il rombo è un pesce meno conosciuto rispetto ad altri, ma ricco di benefici nutrizionali e dalle carni molto saporite , sode, molto digeribili e delicate. Il più pregiato è il rombo chiodato, con i caratteristici tubercoli ossei sul corpo, presente anche nel nostro Mar Mediterraneo ed è un’ottima alternativa al merluzzo o alla platessa.

Abbinala a un’insalata, o a un contorno di verdure e a una fonte di carboidrati, ti assicurerai un pasto completo e nutrizionalmente bilanciato nel quale il gusto delicato del pesce sarà esaltato dal profumo dell’arancia e si abbinerà perfettamente ad un vino bianco di medio corpo.

INGREDIENTI (per 4)

  • 4 filetti di rombo (520g)
  • 2 arance (220g)
  • 2 cucchiai di zucchero
  • sale
  • olio
  • 4cucchiai olio extravergine d’oliva
  • aglio q.b.
  • pepe q.b.
  • prezzemolo q.b.

A fine cottura potreste aggiungere al piatto olive nere e finocchi, due classici elementi che accompagnano l’arancia nella cucina siciliana.

Il gusto fresco del finocchio potrebbe essere proposto anche in una ricca insalata di finocchi e mele da servire assieme al vostro rombo all’arancia, a completamento del menu.

PREPARAZIONE

  1. Sfilettate* un rombo (o fatelo fare al vostro pescivendolo) e ricavatene 4 filetti.
  2. Lavate con cura un’arancia non trattata, Tagliate la buccia molto sottile, in modo da asportare soltanto la parte colorata, senza la parte bianca, che darebbe al piatto un sapore amaro. Con il resto dell’arancia ricavate il succo, che userete per irrorare il pesce.
  3. In una padella scaldate un cucchiaio d’olio, adagiatevi il pesce, salate, pepate e bagnate con il succo d’arancia. Cuocete il tutto per 5 minuti.
  4. Unite la scorza d’arancia, aggiungete due cucchiai di zucchero, e terminate la cottura a fiamma bassa per altri 5 minuti circa.

 Impiattate e aggiungete un spolverata di prezzemolo servendolo accompagnato dalla sua salsa e decorato con scorze sottili o spicchi d’arancia

  • * Con un minimo di pratica potete sfilettarlo, conservando le lische e la testa per preparare un delizioso fumetto di pesce, ma anche se doveste farlo sfilettare dal pescivendolo, chiedetegli di tenere le guance: una vera delizia!

 

 

Forti sbalzi termici, fino a 20°C di differenza tra giorno e notte

Sull’Italia si impone un grosso campo di alta pressione! A causa della calma piatta e dei cieli stellati, avremo forti sbalzi termici tra il giorno e la notte: il salto previsto si aggira intorno ai 20°C, da minime vicino allo zero a massime decisamente primaverili.

Prossimo Weekend: un vortice Nordafricano fa peggiorare il tempo al Centro-Sud, ma con scarse piogge, sempre sole e caldo al Nord.

Da OGGI, Mercoledì 23 Marzo, l’Italia sarà letteralmente avvolta da un anticiclone che si avvarrà di contributi africani come accade spesso in estate, anche se gli effetti non saranno identici rispetto a quando ciò si verifica durante la stagione calda.

Dopo un Inverno a dir poco inesistente per molte aree d’Italia, la Primavera è iniziata sotto il segno della stabilità e delle temperature in aumento.

Su scala generale europea troviamo un’ampia area di alta pressione che si erge dal nostro Paese fino alle al Nord Europa e che già sta garantendo un contesto meteo stabile e tranquillo praticamente su tutte le nostre regioni.

Fanno ancora eccezione solamente alcuni angoli del Sud dove una residua influenza delle fredde correnti nord-orientali è ancora alla base dello sviluppo di qualche occasionale e ormai isolato addensamento, sempre meno in grado di provocare effetti precipitativi.

L’attuale anticiclone riceverà ulteriore energia a partire da metà settimana, questa volta direttamente dalle più calde terre del nord Africa, ad ulteriore garanzia di stabilità, ma soprattutto con la conseguenze di un progressivo aumento delle temperature.

Da Oggi, Mercoledì 23, e almeno fino a Venerdì 25 tutta l’Italia vivrà un contesto atmosferico sonnecchiante, caratterizzato da una prevalenza di cieli sereni, da Nord a Sud. Le poche nubi presenti solcheranno ancora una volta i cieli delle regioni meridionali, peraltro con effetti davvero effimeri.

Attenzione però! E’ vero che stiamo andando incontro a una configurazione simil-estiva, che il meteo si manterrà stabile e che il clima diventerà via via sempre più mite, ma non dobbiamo dimenticarci che siamo solamente a Marzo.

Non attendiamoci dunque i 30 gradi all’ombra! Va inoltre chiarito che il robusto anticiclone che sta per intrappolarci, non ha origini africane, in quanto trova il suo centro motore si trova nel cuore dello scacchiere europeo. Insomma, dall’Africa esso prenderà solo un timido respiro, esclusivamente un piccolo contributo.

Infine, quasi a ricordarci che ci troviamo in un contesto ben lungi dall’essere estivo, ecco che sul tramonto della settimana l’alta pressione potrebbe iniziare a perdere energia, sotto l’incalzare di un vortice ciclonico in arrivo dalla Penisola iberica e pronto a riportare nubi e piogge su parte del nostro Paese.

Probabilmente ciò non sarà sufficiente a risolvere il problema della siccità, neppure parzialmente, ma rappresenterà comunque una rottura rispetto ad una situazione che si sta facendo sempre più statica.

Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook! –  Meteo / Cristina Adriana Botis / Redazione

Nascondeva a casa marijuana e hashish: arrestato

La notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana, gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Comiso (RG) hanno tratto in arresto in flagranza di reato un soggetto trovato in possesso di marijuana e hashish.

L’arresto è scaturito dall’implementazione dei servizi di pattugliamento nel territorio di Comiso, per contrastare il fenomeno dello spaccio anche a tutela dei più giovani, che spesso si avvicinano agli stupefacenti anche per mera curiosità, rimanendone coinvolti.

In occasione di tali servizi veniva notato un insolito andirivieni di persone, tra cui molte conosciute quali assuntori di droghe leggere, da un’abitazione sita nel centro storico di Comiso, che ha insospettito gli Agenti su una presumibile attività di spaccio da parte dell’occupante dell’immobile.

Alla luce di ciò, gli Operatori facevano irruzione all’interno della casa, procedendo con una accurata perquisizione.

L’attività accertativa consentiva di rinvenire, ben occultato, un sacchetto contenente circa 90 grammi di stupefacente, tra marijuana hashish, di cui in parte già confezionate in 50 dosi singole pronte per essere smerciate

La sostanza stupefacente rinvenuta, assieme al materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi ed un bilancino di precisione sono stati posti sotto sequestro, mentre il soggetto che aveva in uso l’immobile è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Su indicazione del Pubblico Ministero di turno l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che la mattina seguente ha convalidato l’arresto.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Provoca incidente stradale: denunciato automobilista dalla Polizia Locale

Lo scorso 17 marzo, la pattuglia di Pronto Intervento della Polizia locale di Modica (RG) era intervenuta, intorno alle 10,30, in Viale Quasimodo, inviata dalla Centrale Operativa, poiché era stato segnalato un incidente stradale che aveva coinvolto due autovetture.

Il conducente di una delle utilitarie coinvolte, all’arrivo degli agenti, a stento si reggeva in piedi e pronunciava, oltremodo, delle frasi senza senso.

La polizia locale chiedeva, allora, l’intervento dell’ambulanza del 118 che, giunta sui luoghi, provvedeva a trasferire l’uomo al Pronto Soccorso, dove l’interessato, col suo consenso (ex art. 354 c.p.p.) veniva sottoposto ad accertamenti clinici.

All’arrivo della pattuglia in ospedale, veniva accertato, tra l’altro, che l’automobilista aveva abbandonato volontariamente l’Ospedale. Gli agenti riuscivano a contattarlo e a identificarlo. L’uomo, 52 anni, modicano, è stato, pertanto, deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa per guida in stato di ebbrezza, poiché è risultato con un tasso alcolemico pari a 204,00 mg/dl, quindi superiore a 1,5 g/l, e sanzionato per la velocità con la quale percorreva Viale Quasimodo che non gli ha permesso di arrestare l’autovettura per evitare un incidente. Il veicolo è stato sottoposto a sequestro amministrativo.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Eseguite 11 misure cautelari tra Palermo, Trapani e Torino, per spaccio ed estorsione

Alle prime ore di questa mattina, in Palermo, Balestrate (PA), Alcamo (TP), Custonaci (TP) e Giaveno (TO), i Carabinieri della Compagnia di Partinico (PA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 11 indagati (di cui 9 destinatari della custodia cautelare in carcere e 2 dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza) che, secondo l’ipotesi accusatoria contenuta nel provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica, sarebbero ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione.

LE INDAGINI

L’indagine, condotta da marzo 2019 a settembre 2020, è scaturita da un incendio doloso che aveva interessato uno stabilimento balneare di Balestrate (PA). L’immediata attività investigativa ha consentito di far emergere la presenza, nel territorio balestratese e nei Comuni limitrofi, di due gruppi criminali attivi nell’approvvigionamento e nella commercializzazione di sostanze stupefacenti.

Tali gruppi, sulla scorta del grave compendio indiziario raccolto, avrebbero gravitato attorno alle figure di due degli odierni indagati, che, in concorso con gli altri soggetti destinatari del provvedimento cautelare, sarebbero stati operativi uno nello spaccio di cocaina e l’altro nello spaccio di marijuana e altre droghe.

Gli indagati, inoltre, avrebbero utilizzato anche un linguaggio criptico per comunicare tra loro cessioni e forniture di sostanze stupefacenti nel vano tentativo di eludere le captazioni telefoniche o ambientali. I militari dell’Arma, altresì, hanno documentato un episodio che allo stato appare di natura estorsiva, consistente in reiterate minacce da parte di uno degli indagati nei confronti di un uomo, al fine di costringerlo a saldare un debito maturato per l’acquisto di alcune dosi di stupefacente.

Le attività di indagine, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, avevano già portato, nel febbraio 2020, all’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti di uno degli odierni indagati, il quale, sulla base delle risultanze investigative e in concorso con soggetti terzi avrebbe pianificato un’azione di fuoco in pregiudizio di un uomo, debitore nei suoi confronti di una somma di circa 45.000 euro, quale corrispettivo per l’acquisto di 1 kg di cocaina.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Arrestato pusher 19nne con crack e cocaina. Evade 2 volte dai domiciliari: nuovamente ai domiciliari

SIRACUSA. GIOVANE AL PARCO CON 12 DOSI DI DROGA, ARRESTATO DAI CARABINIERI.

I Carabinieri della Stazione di Siracusa Principale durante un servizio di pattuglia in una delle aree del capoluogo nota anche come piazza di spaccio, hanno arrestato, in flagranza, un giovanissimo siracusano di 19 anni ma già con diversi precedenti per droga.

Il presunto pusher si trovava nei pressi di un parco pubblico in via Santi Amato e alla vista della pattuglia dei Carabinieri ha gettato un pacchetto di sigarette dentro un cespuglio dandosi alla fuga.

I militari in pochi secondi lo hanno bloccato, recuperando anche il pacchetto di cui si era disfatto, al cui interno erano presenti 12 dosi tra cocaina, marijuana e crack, tutte divise nei cosiddetti “quartini”. Lo stupefacente è stato sequestrato mentre l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

SIRACUSA. PREGIUDICATO PER FURTO E SPACCIO EVADE DAI DOMICILIARI, ARRESTATO DAI CARABINIERI.

Un 28enne, già con diversi precedenti per spaccio di stupefacenti e furto, è stato ieri arrestato dai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Siracusa per evasione dagli arresti domiciliari, per la seconda volta in soli 4 giorni.

La pattuglia non lo ha trovato nell’abitazione durante il controllo e lo ha rintracciato anche grazie al braccialetto elettronico che ha fatto scattare l’allarme dopo l’allontanamento del soggetto dal suo domicilio.

Tratto in arresto è stato ricondotto nuovamente agli arresti domiciliari.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Le prestazioni odontoiatriche offerte dal SSN

Obiettivo di questo documento, dopo quello sui Denti (Questi CARI denti: postura, malattia parodontale, carie. Cosa fare?), è ancora fornire informazioni sull’importanza di aver cura dei propri denti e di quanto ci rende disponibile, in prestazioni, il nostro SSN.

Le prestazioni odontoiatriche offerte dal SSN

La normativa nazionale in materia di assistenza odontoiatrica è costituita principalmente dal D.lgs. 502/1992 e successive modifiche e integrazioni, che definisce i criteri per la determinazione dei livelli essenziali di assistenza (L.E.A.) e dal DPCM 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”.

Tali disposizioni nazionali prevedono che l’assistenza odontoiatrica a carico del SSN sia limitata a:

  1. programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva (0-14 anni)
  2. determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità.

Programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva (0-14 anni)

I programmi di tutela della salute odontoiatrica in età evolutiva (0-14 anni) prevedono:

  • monitoraggio della carie e delle malocclusioni
  • correzione delle patologie ortognatodontiche a maggior rischio: gradi 4° e 5° dell’Indice di Necessità di Trattamento Ortodontico – IOTN. (Lo IOTN è stato ideato per stadiare la necessità di un trattamento ortodontico in funzione della presenza o meno di alterazioni nella disposizione dentale, associate o meno ad alterazioni funzionali. E’ raccomandato dalla British Orthodontic Society e prevede 5 classi di gravità: grado 1 – nessuna necessità di trattamento; grado 2 – insufficiente necessità di trattamento; grado 3 – casi border line; gradi 4/5 – necessità di trattamento).

Tali programmi devono consentire di giungere alla diagnosi precoce delle patologie orali, con particolare attenzione agli individui in età evolutiva provenienti da contesti socio-economici problematici.

Le prestazioni erogabili sono:

  • visita odontoiatrica, senza limitazione di frequenza, comprensiva di radiografia endorale e eventuale rimozione di corpo estraneo
  • altre prestazioni cui è associata la condizione di erogabilità “0-14 anni” (allegato 4 del DPCM 12 gennaio 2017): estrazioni, interventi di chirurgia parodontale e ricostruttiva, ablazione del tartaro, incappucciamento indiretto della polpa, trattamenti ortodontici (limitatamente ai minori con patologie ortognatodontiche a maggior rischio che versano in condizioni di vulnerabilità sanitaria e/o sociale), ecc.

Assistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità

Possono essere individuate due distinte tipologie di vulnerabilità:

  • vulnerabilità sanitaria: si tratta di condizioni di tipo sanitario che rendono indispensabili o necessarie le cure odontoiatriche. Per l’individuazione di questo tipo di vulnerabilità si adottano due differenti criteri:
    • criterio “ascendente” che prende in considerazione le malattie e le condizioni alle quali sono frequentemente o sempre associate complicanze di natura odontoiatrica (ad esempio: labiopalatoschisi e altre malformazioni congenite, alcune malattie rare, tossicodipendenza, ecc.)
    • criterio “discendente” che prende in considerazione le malattie e le condizioni nelle quali le condizioni di salute potrebbero risultare aggravate o pregiudicate da patologie odontoiatriche concomitanti.
      Le discipline regionali intervenute su questa materia associano, in genere, entrambi i criteri, identificando platee più o meno ampie di destinatari.
  • vulnerabilità sociale: si tratta di condizioni di svantaggio sociale ed economico (correlate di norma al basso reddito e/o a condizioni di marginalità e/o esclusione sociale) che impediscono l’accesso alle cure odontoiatriche a pagamento per gli elevati costi presenti nelle strutture private.

VULNERABILITA’ SANITARIA

La vulnerabilità sanitaria deve essere riconosciuta almeno alle persone affette da gravi patologie, le cui condizioni di salute possono essere gravemente pregiudicate da una patologia odontoiatrica concomitante (criterio “discendente”), al punto che il mancato accesso alle cure odontoiatriche possa mettere a repentaglio la prognosi “quoad vitam” del soggetto.

Sono individuabili almeno le seguenti 5 condizioni:

  1. pazienti in attesa di trapianto e post- trapianto (escluso trapianto di cornea)
  2. pazienti con stati di immunodeficienza grave
  3. pazienti con cardiopatie congenite cianogene
  4. pazienti con patologie oncologiche ed ematologiche in età evolutiva e adulta in trattamento con radioterapia o chemioterapia o comunque a rischio di severe complicanze infettive
  5. pazienti con emofilia grave o altre gravi patologie dell’emocoagulazione congenite, acquisite o iatrogene.

I soggetti affetti da altre patologie o condizioni alle quali sono frequentemente o sempre associate complicanze di natura odontoiatrica (criterio “ascendente”), potranno accedere alle cure odontoiatriche solo se la condizione patologica stessa risulta associata ad una concomitante condizione di vulnerabilità sociale.

Relativamente alle prestazioni, quelle erogabili sono riportate nell’allegato 4 del DPCM 12 gennaio 2017 cui è associata la condizione di erogabilità “vulnerabilità sanitaria”.

Alle persone condizioni di vulnerabilità sanitaria devono essere garantite tutte le prestazioni odontoiatriche incluse nel nomenclatore dell’assistenza specialistica ambulatoriale, con l’esclusione dei manufatti protesici e degli interventi di tipo estetico.

VULNERABILITA’ SOCIALE

E’ la condizione di svantaggio sociale ed economico correlata di norma a condizioni di marginalità e/o esclusione sociale che impedisce l’accesso alle cure odontoiatriche oltre che per una scarsa sensibilità ai problemi di prevenzione e cura, anche e soprattutto per gli elevati costi da sostenere presso le strutture odontoiatriche private.

Tra le condizioni di vulnerabilità sociale si possono individuare tre distinte situazioni nelle quali l’accesso alle cure è ostacolato o impedito:

  • situazioni di esclusione sociale (indigenza)
  • situazioni di povertà
  • situazioni di reddito medio/basso.

E’ demandata alle Regioni e alle Province autonome la scelta degli strumenti per valutare la condizione socio-economica (ad esempio indicatore ISEE o altri) e dei criteri per selezionare le fasce di popolazione in condizione di vulnerabilità sociale da individuare come destinatarie delle specifiche prestazioni odontoiatriche indicate nel nomenclatore.

Relativamente alle prestazioni  quelle erogabili sono riportate nell’allegato 4 del DPCM 12 gennaio 2017 cui è associata la condizione di erogabilità “vulnerabilità sociale” (vedi allegato 4D). Pertanto a tutti i soggetti riconosciuti in condizioni di vulnerabilità sociale devono essere almeno garantite:

  • visita odontoiatrica
  • estrazioni dentarie
  • otturazioni e terapie canalari
  • ablazione del tartaro
  • applicazione di protesi rimovibili (escluso il manufatto protesico)
  • applicazione di apparecchi ortodontici ai soggetti 0-14 anni con indice IOTN = 4° o 5° (escluso il costo del manufatto)
  • apicificazione ai soggetti 0-14 anni

Popolazione generale

A tutti i cittadini, inclusi quelli che non rientrano nella categorie di protezione indicate (tutela età evolutiva e condizioni di vulnerabilità), devono essere, comunque, garantite le prestazioni riportate nell’allegato 4 DPCM 12 gennaio 2017 cui è associata la condizione di erogabilità “generalità della popolazione” e, in particolare, le seguenti:

  • visita odontoiatrica: anche al fine della diagnosi precoce di patologie neoplastiche del cavo orale
  • trattamento immediato delle urgenze odontostomatologiche (con accesso diretto): per il trattamento delle infezioni acute, emorragie, dolore acuto, (compresa pulpotomia, molaggio di irregolarità smalto-dentinali conseguente a fratture).

Giornata mondiale delle acque; celebrazione fondamentale

Oggi si celebra una componente essenziale della vita dell’uomo e non solo

 

La notizia

 

La vita sulla terra si è creata attraverso un insieme di processi chimici e fisici che hanno portato allo svilupparsi della crescita della flora, della fauna e della civiltà umana; la maggior parte di tali processi riguarda proprio l’acqua, da sempre ritenuta la base di ogni forma di vita sulla terra.

Oggi, in data 22 marzo, ricade la giornata mondiale delle acque, un momento in cui l’intero pianeta ferma le proprie attività per riflettere su cosa essa simboleggia per ognuno di noi; una giornata che ognuno dovrebbe celebrare, e in particolare chi abita a Castellammare di Stabia, da sempre soprannominata “città delle acque”.

 

Una ricorrenza particolarmente speciale

 

Vivere nella città delle acque equivale allo stare a contatto con una risorsa unica nel suo genere, una risorsa che potenzialmente potrebbe guidare l’intera città verso uno splendore e un prestigio mai avuto prima d’ora; le numerose sorgenti provenienti dalle montagne dei dintorni sono una vera e propria fortuna nelle mani degli stabiesi, o per meglio dire, nelle mani delle istituzioni che finora non hanno saputo averne cura.

Ciascun cittadino stabiese merita di sapere quanto valore e quanto potenziale la propria città possiede, e buona parte è rappresentato proprio dalle acque; è corretto quindi dire che per Castellammare ed i suoi cittadini la frase “l’acqua è fonte di vita” ha un sapore particolare.

 

Giornata mondiale delle acque; celebrazione fondamentale/Antonio Cascone/redazionecampania

 

 

Tramparulo: “Dalla gara con l’Andria ho capito che l’obiettivo massimo era la salvezza. La Juve Stabia a cui sono più legato è quella del 1971”

Francesco Tramparulo, tifoso della Juve Stabia e nostro fedele web-spettatore, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per parlarci del momento delle Vespe.

Le dichiarazioni di Tramparulo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“E’ inspiegabile questo cambiamento di rotta delle Vespe. Forse la Juve Stabia ha abbassato un po’ i toni dell’aggressività ed è arrivata scarica mentalmente al match col Monterosi. E’ stata davvero una grande delusione. Dalla gara con l’Andria in casa ho capito che questa squadra non poteva raggiungere più della salvezza E’ una squadra con troppi alti e bassi. Inevitabilmente – aggiunge Tramparulo – Sottili doveva andare via. Con l’arrivo di Novellino si sperava di aver cambiato rotta definitivamente. Speriamo nel carattere per domenica, per portare almeno un pari a casa contro un grande Catanzaro. Faccio un appello anche ai tifosi: tornate a riempire le scalee del “Romeo Menti.

Anche il primo tempo di Bari una certa speranza ce la dava. Ma la partita di ieri è stata una delusione totale sotto questo aspetto. 

Il campionato è talmente scarso rispetto a ciò che abbiamo visto in altre epoche, per esempio negli anni ’90 durante la presidenza Fiore, che tutto è possibile. Io dico che ci dobbiamo salvare ma con questa alternanza di risultati potremmo anche trovarci nei playoff. Prima però – prosegue Tramparulo – occorre raggiungere la salvezza e poi per questa mediocrità del torneo ci potremo trovare nei playoff.

La Juve Stabia che ricordo di più affettivamente nei miei ricordi è quella del 1971. Quella di Horton, Rotili, Pirone. I giocatori a cui sono più legato sono Lusuardi, Cesari, Pirone.

Mi ricordo la partita col Bari all’andata in cui giocavano Troest e Caldore che fecero un grande match. Credo che ora debba tirare un po’ i remi in barca Troest. Non era il caso di fargli fare tre partite di seguito. Purtroppo la carta d’identità non gioca più a suo favore. Mi piacerebbe – continua Tramparulo – un ritorno della Juve Stabia al 3-5-2.

Il mio sogno è quello di vedere Gianluca Colavitto con Salvatore Di Somma l’anno prossimo. Col Catanzaro ci vorrà una partita tatticamente perfetta. Ci vorrà – conclude Tramparulo – una Juve Stabia pronta soprattutto mentalmente”.

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA SOSTENIBILITÀ, CULTURA E SENSIBILIZZAZIONE

Sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela della risorsa idrica, accompagnandole alla scoperta di questo
elemento essenziale per la vita attraverso tre dimensioni tra loro correlate: arte, cultura, scienze. In
occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2022, Gori celebra la più preziosa delle risorse aderendo
all’iniziativa
Le figlie dell’Acqua
, organizzata dall’associazione culturale
Terre di Campania
presso il
complesso religioso della Madonna dell’Arco, a Sant’Anastasia. L’iniziativa, articolata in un laboratorio
culturale che durerà l’intera settimana, ruota attorno alla mostra collettiva in cui circa 900 studenti degli
istituti d’arte campani hanno illustrato il legame tra acqua e vita, sviluppando un percorso espositivo
composto da 896 gocce sagomate in legno, lavorate in diversi stili e diverse tecniche, che consentono al
visitatore di immergersi nell’elemento acqua attraverso la contemplazione dell’arte. L’obiettivo, però, è
anche quello di coinvolgere attivamente le numerose scolaresche in visita, mostrando ai più piccoli cosa
succede “dietro le quinte” della gestione del servizio idrico e cosa vuol dire lavorare per la sicurezza
dell’acqua di rete. Per questo, anche il 24 e 25 marzo, personale specializzato di Gori sarà impegnato nei
laboratori
Acque certificate
e
I viaggi di Gorion
, con l’ausilio di alcuni materiali didattici messi a
disposizione nell’ambito del progetto
Gori Educational
. Stamane, inoltre, gli studenti della scuola
secondaria di primo grado “Fucini – Roncalli” sono stati protagonisti di visite guidate nel meraviglioso
scenario naturale della Valle dei Mulini di Gragnano, per ammirare le sorgenti e conoscere il mulino “Porta
del Castello di Sopra”, riattivato a scopo didattico e turistico anche grazie al contributo di Gori.
Tutelare la risorsa idrica è di certo uno dei nostri obiettivi prioritari, a cui stiamo destinando investimenti
per la riduzione delle perdite, innovazioni tecnologiche e l’impegno quotidiano delle nostre persone. Ma
riteniamo importante, al tempo stesso, sviluppare azioni per sensibilizzare la comunità al rispetto
dell’acqua e dell’ambiente: due valori nei quali crediamo fortemente, e che sono alla base di tutte le nostre
principali attività
” dichiara l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello. Tante, infatti, le iniziative
per l’ambiente lanciate da Gori: come il progetto
Plastic Free
, per la riduzione dell’utilizzo della plastica
monouso, attraverso il quale Gori ha incontrato quasi 30.000 bambini tra il 2019 e il 2021. “
Il dialogo con le
nuove generazioni è per noi una ricchezza da preservare, un momento di scambio significativo, che siamo
felici di aver ritrovato dopo le restrizioni legate alla pandemia
– sottolinea la Responsabile Comunicazione
e Corporate Social Responsibility di Gori, Mara De Donato –
Siamo tornati dai bambini con strumenti
digitali e interattivi, che stiamo divulgando anche attraverso il nostro nuovo progetto di educazione
ambientale denominato Gori Educational, con l’obiettivo di avvicinarli alla sostenibilità privilegiando il
gioco, l’emulazione e l’interazione”.
GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA SOSTENIBILITÀ, CULTURA E SENSIBILIZZAZIONE/Antonio Cascone/redazionecampania

Imparato: “Contro il Monterosi è scesa in campo una Juve Stabia appagata e scarica mentalmente”

Michele Imparato, giornalista di Metropolis Quotidiano, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” per parlarci del momento delle Vespe.

Le dichiarazioni di Imparato sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Non ho capito perché Novellino abbia mandato in campo anche a Viterbo gli stessi giocatori per 4 turni di seguito. Domenica col Monterosiaggiunge Imparato – ci voleva anche la gamba e il fisico per fronteggiare la squadra di mister Menichini. Siamo passati da un estremo all’altro. Sottili in qualche occasione è ha cambiato anche 10 uomini da una gara all’altra, Novellino non cambia nessuno in 4 gare. Non capisco perché Esposito abbia trovato per esempio così poco spazio rispetto allo scorso anno.

Secondo me ieri è subentrato un appagamento mentale per la Juve Stabia. Con Sottili era tremata la terra sotto i piedi. La Juve Stabia veniva da un bel derby contro la Turris e dalla vittoria di Messina. Forse si sentivano un po’ appagati. Ma se è così, consiglio a Novellino di guardare a qualche giovane che magari è più stimolato a fare bene nelle ultime gare. Se dobbiamo assistere a questo stillicidio come ieri meglio mandare in campo diversi giovani in questo finale di campionato anche perché la società ha fatto minutaggio per larga parte del campionato. La Juve Stabia – prosegue Imparato –  ha tenuto un andamento troppo altalenante in tutto il campionato.

Quando la Juve Stabia ha subito il secondo gol è stata una mazzata. Il mister l’aveva preparata diversamente. Purtroppo in campo c’è anche l’avversario, il Monterosi, allenato da un buon Menichini, che era più motivato e ha mostrato più fame in mezzo al campo. Dispiace anche per il pubblico stabiese presente al “Rocchi”. E’ stata una domenica mortificante per i colori gialloblè. I playoff sono ancora raggiungibili purché non si abbia lo stesso atteggiamento di ieri. Meglio fare un’altra vittoria e mettersi al sicuro in un campionato in cui potrebbero arrivare anche uno o due punti di penalizzazione. Già domenica – continua Imparato – ci sarà una brutta gatta da pelare perché il Catanzaro è una grande squadra.

Tra i calciatori che mi avevano deluso nel girone di andata c’era Altobelli che ora però ora sta facendo molto bene. La delusione più grande in assoluto è stato l’attaccante Panico che poi è stato ceduto alla Pro Vercelli. Da lui ci si aspettava molto di più.

Tonucci non si spiega perché non venga utilizzato. E’ scomparso dai radar anche inspiegabilmente.
Dini e Schiavi sono ottimi giocatori ma dipenderà dall’0allenatore e dal direttore sportivo se potranno essere dei punti di partenza per l’anno prossimo. Bisognerà vedere anche cosa accadrà con la richiesta di concordato fatta all’Agenzia delle Entrate. La Juve Stabia – conclude Imparato – dovrà decidere cosa vuole fare da grande”.

Filcams CGIL : Atto di vandalismo alla sede della Campania

Nella notte dei vandali hanno devastato la sede sindacale della filcams CGIL di Piazza Garabaldi a Napoli, da sempre ospitano l’associazione Libera per la promozione di eventi.

Un vero atto intimidatorio consumatosi ieri notte, subito dopo la commovente manifestazione per la giornata della lotta contro le mafie. Da sempre il sindacato operante a Napoli oltre alle attività di difesa dei lavoratori del terzo settore, ha rapporti attivi con l’associazione libera impegnata quotidianamente nella lotta contro le mafie tanto è vero che nelle ultime settimane ha usato la sede come centro operativo per la manifestazione del 21 marzo.

Questo il comunicato leggibile sulla pagina facebook dell’ente:

” Stamattina la nostra sede, la nostra casa, la casa delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario, si presenta così. Degli ignoti hanno vandalizzata gli uffici della struttura della sede della Filcams CGIL Napoli e Campania di Piazza Garibaldi 101.Sono ormai settimane che ci stiamo adoperando per la raccolta solidale in favore del popolo ucraino e in questo fine settimana, la sede era stata utilizzata come base operativa per la manifestazione di Libera che si è tenuta ieri a Napoli, contro tutte le mafie, quindi la cosa oltre a destare un profondo senso di tristezza in tutte e tutti noi, ci lascia dire a coloro che hanno fatto questo una sola parola: vergogna. Oltre a denunciare l’accaduto, vogliamo qui ribadire un concetto semplice e fermo.

NOI NON CI FERMIAMO!

NON UN SOLO PASSO INDIETRO.

Sia nella difesa delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo, che nella lotta contro tutte le mafie e l’illegalità.

Le sedi sindacali, da sempre, sono luogo di libertà e democrazia.

E la nostra sede lo è sempre stata in modo universale.

Ed è con questo spirito, che vogliamo continuare a difendere i nostri valori.

“QUESTA È CASA NOSTRA!”

Alle 12 si è svolto un presidio sotto la sede: la partecipazione è stata notevole e tutte le sigle sindacali hanno espresso la loro solidarietà per l’accaduto. Ancora ignoti i colpevoli, sono in corso  le indagini della polizia.

Redazione Campania – Michele De Feo

Cimmino e la super dirigente con pieni poteri

Tra le nomine di Cimmino che fanno discutere è che sono finite sotto la lente di ingrandimento dei commissari prefettizi spunta la figura della della super dirigente.

M. L., nominata dirigente da Pannullo e poi riconfermata da Cimmino, durante la giunta di centrodestra ha assunto incarichi di vera importanza strategica per il funzionamento della macchina comunale stabiese. È stata infatti a capo dei settori affari generali, personale e avvocatura.

Il primo cavillo su questa nomina riguarda il conflitto di interessi che colpisce la dottoressa in prima persona la quale aveva un contenzioso in corso con il comune stabiese per circa 120mila euro. Infatti essendo a capo del settore dell’avvocatura lei stessa avrebbe dovuto difendere l’ente in questo procedimento che lei aveva mosso contro il comune.

Determinate nella nomina tanto discussa fu l’ex primo cittadino Cimmino che nonostante la candidatura di un’altra persona con più titoli ha puntato ugualmente sul di lei.

La commissione di accesso, anche con l’aiuto delle forze dell’ordine, si è inoltre soffermata anche sui presunti contatti tra  la camorra e la super dirigente riguardanti alcuni appalti pubblici. E inoltre proprio nel corso delle verifiche della commissione d’accesso, l’amministrazione ha provato a nascondere la faccenda togliendo il settore avvocatura dalle sue competenze.

L’ennesima vicenda che fa luce sulle ombre che ormai da troppi anni oscurano la verità che si cela dietro i banchi di palazzo Farnese.

Tanti sono i nomi che stanno uscendo, molte le storie da raccontare che aprono centinaia di filoni, e soprattutto quei nomi che più saltano all’occhio nella relazione della commissione d’accesso siedono a palazzo Farnese da anni. Cimmino forse ha le sue responsabilità, saranno le indagini e i processi a deciderlo, ma il rischio che sia stato l’ennesimo burattino della camorra è concreto.

Dietro determinate scelte pare ci sia sempre una sola mano e un filo logico: L’interesse dei clan stabiesi a spartirsi nomine, potere politico e appalti.

Redazione Campania – Michele De Feo

Ambulatorio di proctologia attivato al San Leonardo di Castellammare Stabia

Attivato, al San Leonardo di Castellammare Stabia, un ambulatorio di proctologia per la continuità assistenziale dedicata ai pazienti sottoposti ad interventi colo-proctologici.

CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI), 21 MAR – Un servizio ambulatoriale di continuità assistenziale dedicata ai disturbi della funzione intestinale per i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici colo-proctologici.

Obiettivo, aumentare l’offerta assistenziale specialistica.

È il senso del nuovo ambulatorio di proctologia e disturbi della defecazione, attivato presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia (Napoli), con il quale si intende affiancare questa innovativa possibilità di trattamento dei disturbi della funzione intestinale alla comune pratica ambulatoriale proctologica. Un’opportunità per tutti i pazienti del territorio campano, che in questo modo hanno la possibilità di accedere a trattamenti che altrimenti sarebbero preclusi per le persone sottoposte ad interventi chirurgici per patologia colo-rettale presso altre sedi.

L’ambulatorio di proctologia afferisce alla Chirurgia diretta dal professor Francesco Bianco. ”Di norma – spiega Bianco – il percorso dei pazienti non si esaurisce con il solo intervento chirurgico, ma è seguito da un lungo follow-up riabilitativo.

Grazie alle giuste pratiche ambulatoriali, questi pazienti possono superare parzialmente o totalmente tutte le defaillance legate all’incontinenza”.

I percorsi terapeutici, non sempre e solo chirurgici ma anche riabilitativi, vengono definiti da un team specialistico multidisciplinare coordinato dallo specialista chirurgo (dottor Sebastiano Grassia per la proctologia e disturbi della defecazione, dottoressa Simona Gili per stomaterapia) che viene affiancato dalla presenza di un’infermiera stomaterapista (Annarita Coppola) ed un team di specialisti.

Parallelamente, presso l’ambulatorio verrà assicurata l’attività di stomaterapia volta all’assistenza del paziente stomizzato. Attraverso il processo riabilitativo chiamato ”stomacare”, i pazienti vengono assistiti, seduta dopo seduta, nella riabilitazione e nella gestione della stomia, fornendo loro indicazioni igieniche per la migliore conservazione dello stoma, la prevenzione delle complicanze e tutte le informazioni necessarie per ottenere i presidi e le agevolazioni previste dalla legge.

Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook! – Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

fonte ANSA

Questi CARI denti: postura, malattia parodontale, carie. Cosa fare?

Obiettivo di questo documento è fornire informazioni sull’importanza di aver cura dei propri denti che tanti problemi fisici (inclusi quelli del peso) ed economici possono darci.

Questi CARI denti: postura, malattia parodontale, carie. Cosa fare?

Quanto a seguire riportiamo è un condensato di informazioni tratte dal Ministero della Salute e, ripetiamo, vuole essere solo l’accendere un faro su un problema ancora sottovalutato, in parte anche sconosciuto per i problemi correlati che possono sorgere, fornendo alcuni dati e punti base che potrebbero spingervi ad un vero ed approfondito controllo presso un serio e capace professionista e qui si potrebbe aprire un altro lunghissimo capitolo sulla giungla che invede, ed ingoia, il sistema delle cure odontoiatriche vuoi per capacità reali che per COSTI spesso esorbitanti e, cosa ancora peggiore, in cambio di qualcosa di non realmente valido, se non proprio addirittura disastroso. Ma questo è altro e magari vedremo, in futuro, di trattare anche questo argomento provando, quantomeno, a disisboscare, per quanto possibile, questa folta e nera foresta fornendovi anche tutte le informazioni sulle prestazioni odontoiatriche offerte dal SSN che troverete nel prossimo articolo.

Per ora, però, cominciamo a prendere atto che un problema può esserci e proviamo a bloccarlo sin dalla sua nascita evitando quindi tutti gli altri problemi della “giugla odontoiatri e odontoiatrica”

Le regole della prevenzione – In generale

Partendo dalla definizione di salute data dall’OMS: “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non solo l’assenza di malattia od infermità”, per salute orale non si vuole intendere solamente assenza di malattia, ma molto di più: si tratta, infatti, di una condizione che influenza fortemente lo stato di salute e di benessere della persona; esistono, ad esempio, correlazioni tra malocclusione dentale e alterazioni della postura corporea e tra parodontopatie e patologie dell’apparato cardiovascolare e diabete.

La funzione dei denti non è limitata alla sola masticazione, questi, infatti, per la loro collocazione ed il rapporto con labbra, guance e lingua, hanno un ruolo essenziale anche nella fonazione (articolazione della parola) e nella vita relazionale: l’impossibilità di sorridere, a causa di una bocca poco “curata” può rappresentare una notevole limitazione ai rapporti sociali e quindi alla vita di relazione dell’individuo.

Le malattie del cavo orale colpiscono la stragrande maggioranza della popolazione italiana, sono strettamente legate agli stili di vita (igienici e alimentari) e sono provocate in larga misura da batteri contenuti nella placca dentaria.

La mancanza di adeguati interventi di prevenzione porta ad alti valori di prevalenza di carie e di parodontopatie, con perdita precoce di elementi dentari causa di edentulismo (parziale o totale) e di conseguenti disagi funzionali ed estetici.

Le principali malattie dei denti e dei loro tessuti di sostegno sono determinate da condizioni ben individuate e controllabili. La carie dentaria e la malattia parodontale vedono nella placca batterica il principale fattore responsabile; la malocclusione, invece, è frequentemente determinata, o comunque aggravata, dall’abitudine che si protrae oltre tempo a succhiare il dito o il ciuccio, e dalla tendenza del bambino ad assumere atteggiamenti a bocca aperta.

La prevenzione delle malattie dei denti e delle gengive si fonda sull’adozione e la pratica quotidiana di precise norme di comportamento legate a pratiche di igiene orale e igiene alimentare. Inoltre, periodiche visite specialistiche permettono il precoce intercettamento di eventuali processi patologici.

Una buona igiene orale prevede innanzitutto il corretto spazzolamento dei denti, che deve avvenire almeno tre volte al giorno (dopo i pasti principali), e l’uso quotidiano del filo interdentale. Tali manovre hanno lo scopo di eliminare meccanicamente la placca batterica dalle superfici dei denti allontanando eventuali residui di cibo.

Per quanto riguarda invece le abitudini alimentari, è stato dimostrato che un abbondante apporto di zuccheri con la dieta determina, da parte dei batteri cariogeni, la formazione di sostanze acide responsabili della demineralizzazione della componente inorganica dello smalto e della dentina.

Le visite a cadenza periodica, invece, oltre a creare una consapevolezza del proprio stato di salute, servono a far conoscere i mezzi oggi a disposizione per una buona prevenzione ed a intercettare precocemente eventuali patologie.

Igiene orale

Per una corretta igiene orale è indispensabile lavarsi i denti con spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto, quindi, almeno tre volte al giorno e utilizzare quotidianamente il filo interdentale in maniera corretta. Esiste evidenza scientifica che le corrette abitudini di igiene orale vadano acquisite durante l’infanzia, per poi essere rafforzate durante l’adolescenza.

In particolare, si consiglia di:

  • spazzolare i denti dopo ogni pasto per un tempo di almeno 2-3 minuti
  • usare uno spazzolino dalla testina medio-piccola in modo da arrivare in tutte le zone della bocca; è preferibile che sia provvisto di setole artificiali di durezza media
  • sostituire lo spazzolino almeno ogni due mesi
  • spazzolare accuratamente tutti i denti sia quelli anteriori che quelli posteriori
  • completare la pulizia dei denti mediante l’uso regolare del filo interdentale che rappresenta un sistema insostituibile per eliminare la placca batterica dalle zone interdentali che non possono essere raggiunte dalle setole dello spazzolino. L’uso del filo non è consigliato in età evolutiva
  • usare possibilmente un dentifricio a base di fluoro

Il fluoro rappresenta un altro valido aiuto nella prevenzione della carie poichè rende lo smalto più resistente e lo protegge dall’azione demineralizzante degli acidi della placca batterica.

Igiene alimentare

Anche una dieta appropriata rappresenta un importante contributo alla prevenzione delle malattie dei denti. È possibile ridurre la formazione della placca batterica limitando il consumo di dolciumi e di altri cibi ricchi di zuccheri; è poi consigliabile seguire una dieta equilibrata e ricca di frutta e verdura, alimenti contenenti vitamine e minerali essenziali (vitamine C, A e D, calcio, fosforo, potassio, sodio, ferro e magnesio) per la salute dei denti.

Visite periodiche

È importante sottoporsi regolarmente a visite periodiche dal proprio dentista/odontoiatra di fiducia per identificare e poter curare, sin dalle prime fasi, eventuali processi patologici a carico dei denti e delle gengive. Altresì importanti ed opportune sono le sedute d’igiene orale professionale per la rimozione del tartaro che si forma nelle zone dove è più difficile la pulizia domiciliare e maggiore il ristagno di saliva.

La malattia parodontale

La malattia parodontale colpisce in Italia circa il 60% della popolazione. Circa il10% manifesta forme avanzate. Particolarmente colpite sono la fascia di età compresa tra i 35 ed i 44 anni.

La malattia parodontale comprende le gengiviti e le parodontiti, patologie che riconoscono un’eziologia multifattoriale essenzialmente batterica con l’interazione di tre cofattori:

  • suscettibilità dell’ospite
  • fattori ambientali
  • fattori comportamentali.

La placca batterica, pur essendo condizione necessaria, risente del ruolo indispensabile dell’interazione con l’ospite. Numerosi fattori locali e sistemici (es. diabete) influenzano il decorso clinico.

Le gengiviti interessano la gengiva vicina al dente (gengiva marginale) e sono caratterizzate da arrossamento del margine gengivale, edema, sanguinamento sotto stimolo meccanico ed a volte da aumenti di volume. Si tratta di quadri clinici completamente reversibili  se adeguatamente trattati.

Le parodontiti sono un gruppo di patologie che hanno in comune la distruzione del sistema di sostegno del dente. Si manifestano con una perdita di attacco e di osso, formazione di tasche e recessione della gengiva. Sono sempre precedute da gengivite e, quindi, se si previene quest’ultima, è possibile prevenire la ben più grave parodontite.
Il segno caratteristico delle parodontiti è la formazione della tasca parodontale associata a mobilità dentaria.

La distruzione dei tessuti di sostegno dei denti è nella maggior parte dei casi irreversibile. Relativamente alle condizioni parodontali, a 4 anni il 3.56% degli individui presenta tartaro mentre, a 12 anni, i tessuti parodontali appaiono sani nel 47.81% dei casi; la presenza di tartaro si attesta al 28.33% e la presenza di sanguinamento al sondaggio è del 22.46%.

Terapia

Obiettivo principale del dentista di fronte ad un paziente con malattia parodontale è quello di arrestare la progressione della malattia ed evitare o ridurre l’insorgenza di eventuali recidive.

La terapia delle parodontiti deve tener in adeguata considerazione la multifattorialità della malattia e comprendere procedure e trattamenti clinici volti a trattare il problema nella sua complessità.

Il controllo degli agenti causali viene perseguito e raggiunto attraverso il controllo della placca batterica sopragengivale (mediante l’igiene orale domiciliare, l’utilizzo di collutori, gel o paste a base di clorexidina e la detartrasi) e della placca batterica sottogengivale (levigatura radicolare) e con l’eventuale ausilio di farmaci locali o sistemici.

La detartrasi è una metodica di igiene professionale di tipo meccanico volto alla rimozione della placca batterica e dei depositi di tartaro dalle superfici dentali sopragengivali; si esegue con strumenti manuali (scaler o curette) o strumenti meccanici (strumenti sonici o ultrasonici).

La detartrasi deve essere completata con la lucidatura delle superfici strumentate, per mezzo di spazzolini o coppette con pasta pomice. Gli spazi interdentali vengono rifiniti con strisce abrasive. A volte sono necessarie più sedute.

La levigatura radicolare è una metodica di igiene professionale di tipo meccanico utilizzata per rimuovere il tartaro sottogengivale, adeso alla superficie delle radici dei denti e a rendere queste ultime lisce e compatibili con i tessuti parodontali. Può essere fatta a “cielo chiuso”, cioè senza scollamento della gengiva, o a “cielo aperto”, cioè mediante il sollevamento di lembi chirurgici gengivali per migliorare l’accesso e la visibilità del sito da trattare.

La carie e la malattia parodontale possono essere, se non adeguatamente trattate, causa di edentulismo, parziale o totale ovvero della perdita parziale o totale dei denti.

In merito all’edentulismo, pur non avendo dati relativi al territorio nazionale, a seguito di un indagine effettuata nell’area milanese è emerso che il 42,3% di un campione di individui anziani, ospedalizzati e non, presenta edentulismo, con un numero medio di denti permanenti per persona di 3,95 negli ospedalizzati e di 10.02 nei pazienti non ospedalizzati.

L’edentulismo ovvero, in termini tecnici, la mancanza di denti. Nello specifico questo fenomeno si distingue in edentulia  parziale o totale a seconda che manchino tutti i denti o alcuni di essi

Terapia

Il trattamento dell’edentulismo prevede, a seconda del numero di elementi dentari mancanti, l’utilizzo di protesi mobili o fisse e, a volte, la combinazione delle due.

Tra le prime vanno annoverate le protesi scheletrate che, preparate sull’impronta presa al paziente, servono a ripristinare la masticazione di zone edentule tramite strutture in metallo che supportano denti in resina.

Per la loro stabilità viene sfruttata la perfetta aderenza alle zone gengivali prive di denti (selle edentule) e la presenza di ganci oppure di attacchi di precisione. Per un loro corretto funzionamento vanno riadattate (“ribasate”) periodicamente e deterse dopo ogni pasto principale.

Un’altra metodica di risoluzione dell’edentulia è quella che prevede l’utilizzo di protesi fissa. Gli elementi dentari precedenti e seguenti la zona edentula vengono ridotti di volume (“preparati”) dal dentista e “foderati” con strutture in metallo-resina/ceramica costruite in laboratorio dall’odontotecnico. Gli elementi dentari preparati rappresentano i pilastri del “ponte” che vanno a sostituire gli elementi dentari mancanti.
La preparazione dei denti pilastro si rivela particolarmente destruente se si è in presenza di denti sani privi di carie. Di conseguenza, a volte, i denti devono essere devitalizzati dopo la preparazione. Altro problema, in caso di preparazione dei denti, consiste nella possibilità di insorgenza di recessioni gengivali con conseguenti risultati estetici sicuramente poco soddisfacenti.

Un altro sistema utilizzato per la risoluzione dell’edentulia è quello che prevede il posizionamento di impianti dentari, a supporto di corone protesiche.

Gli impianti costituiscono le radici dentarie artificiali, sono fatti di materiale biocompatibile (titanio) e vengono impiantati nell’osso mascellare o mandibolare al quale si legano intimamente attraverso un processo noto come osteointegrazione Hanno forma varia, cilindrica o conica a vite, sono di lunghezza e diametro variabile. 

L’intervento di inserimento dell’impianto è preceduto da un’accurata pianificazione (valutazione delle condizioni generali e locali dell’individuo, misurazione radiografica dell’osso disponibile, valutazione della posizione ideale di inserzione) e viene fatto, nella stragrande maggioranza dei casi, in anestesia locale.

A seconda delle tecniche operative, solitamente la gengiva della zona edentula viene delicatamente aperta tramite un’incisione. Con una serie di frese calibrate si prepara il letto ricevente l’impianto all’interno dell’osso. L’impianto ritenuto adatto viene inserito nel sito e la gengiva viene quindi richiusa con suture che andranno rimosse dopo 8-10 giorni.

Dopo una fase di guarigione, normalmente di 3-4 mesi, l’osteointegrazione dell’impianto è completa; si procede, quindi, alla scopertura della testa dell’impianto e, dopo qualche settimana, viene presa l’impronta della posizione dell’impianto con la quale l’odontotecnico sarà facilitato nella costruzione delle varie componenti protesiche sovra-implantari (perno-moncone e capsula singola e/o ponte).

Gli impianti possono anche fare da ancoraggio per protesi mobili. I limiti anatomici che riducono l’utilizzo degli impianti vengono ampiamente superati con tecniche di rigenerazione ossea tramite innesti prelevati in altri siti donatori, con metodiche di rialzo del seno mascellare o con tecniche di trasposizione di tronchi nervosi.

Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook! –  Cristina Adriana Botis / Redazione

Perugia, Comotto sul futuro di Alvini: «Sono sicuro che rimarrà con noi»

PERUGIA COMOTTO ALVINI – Intervenuti a Grifo Stadium, trasmissione interamente dedicata al Perugia Calcio in onda il lunedì su Tef Channel, il Direttore generale del Perugia Gianluca Comotto ed il difensore Aleandro rosi

COMOTTO

Il Direttore di Tef Channel Giulio Nardi raccoglie dagli studi la fiducia rinnovata a Massimiliano Alvini dallo stesso dg del Perugia Gianluca Comotto a margine della serata dedicata Premio Nestore al teatro Concordia di  Marsciano.  «Sono sicuro che rimarrà con noi – ha detto a Tef channel il Direttore generale biancorosso intervistato da Alessio Romanelli – noi abbiamo bisogno di Alvini e lui ha bisogno del Perugia. Da entusiasta dico che Alvini resterà ancora con noi perché è un allenatore bravo che stimiamo. E’ bello lavorare insieme. C’è sintonia a 360 gradi con il Direttore Sportivo e con il Presidente. Quindi non vedo difficoltà, semmai il nostro presidente è rimasto scottato in annate precedenti dove sembrava tutto a posto e poi subentrava qualcosa. L’entusiasmo di Alvini di inizio anno di venire a Perugia si è sempre più concretizzando anche nel corso dell’intera stagione. Per quanto riguarda il prossimo anno, anche se faccio fatica a parlarne perché c’è ancora un obiettivo da giocarci con 7 partite in ballo, aggiungeremo giocatori funzionali ad una base che assolutamente c’è”. 

Aleandro Rosi resterebbe a vita a Perugia con un allenatore che sta stupendo tutti trasmettendo tanta voglia di crescita.

Carmine D’Argenio, Autore a VIVICENTRO