Alla vigilia della 36ª giornata del campionato di Serie BKT, il tecnico della Juve Stabia, Ignazio Abate, ha presentato la sfida contro il Pescara. Una gara che mette di fronte due realtà con obiettivi opposti ma con la stessa identica necessità di fare punti: da una parte l’orgoglio delle “Vespe” che vogliono chiudere in bellezza un percorso straordinario, dall’altra un Pescara alla disperata ricerca di punti salvezza.
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La gestione del momento: “Testa libera e zero alibi”
Dopo il pareggio contro il Catanzaro, l’ombra di una “testa pesante” sembrava aver avvolto lo spogliatoio stabiese. Abate, con la franchezza che lo contraddistingue, ha risposto subito alle domande sul morale della truppa e sull’impatto delle vicende societarie.
“È sotto gli occhi di tutti che non si respiri un’aria sana,” ha ammesso il mister, senza troppi giri di parole. “Ma questo è un gruppo che ha lavorato con una serietà encomiabile per non inquinare ulteriormente l’ambiente.”
Il mantra di Abate è chiaro: il presente è l’unica cosa che conta. Nonostante le nubi all’orizzonte, la squadra ha passato la settimana a sudare sul campo, con l’obiettivo di rendere “speciale” questo finale di stagione. Per l’allenatore, la partita di Pescara non è solo una gara di campionato, ma un test di maturità mentale.
La situazione fisica: “Chi c’è, dà il massimo”
Sul fronte degli infortunati, Abate ha mostrato un approccio quasi filosofico. Non c’è spazio per i lamenti o per la conta di chi manca: La squadra ha dimostrato di saper attingere a tutta la rosa senza perdere la propria anima. “È meglio sapere chi siamo e non chi potremmo essere,” ha sentenziato il tecnico, ribadendo la fiducia totale in chi scenderà in campo.
Il “Fattore Insigne” e il pericolo Pescara
Il Pescara che attende le Vespe è una squadra profondamente trasformata, anche grazie a innesti di peso come quello di Lorenzo Insigne. Abate, che di grandi palcoscenici ne ha calcati parecchi, sa bene quanto un singolo giocatore possa cambiare l’inerzia di un intero gruppo.
Per spiegare l’impatto di un campione, Abate ha citato un ricordo personale: “Un anno al Milan, in preparazione, non riuscivamo a vincere nemmeno un’amichevole. Poi arrivarono due acquisti negli ultimi giorni e scattò qualcosa a livello mentale.” È proprio questo il pericolo principale: il Pescara oggi è una squadra più consapevole, sbarazzina e dotata di una qualità tecnica superiore dal centrocampo in su. L’ambiente sarà “infuocato”, con una tifoseria che spingerà per la salvezza, ma la Juve Stabia non andrà in Abruzzo per fare la vittima sacrificale.
Tattica e Mentalità: “Vietato speculare”
Uno dei punti cardine dell’intervento di Abate riguarda l’atteggiamento tattico. Nonostante la forza dell’avversario e le insidie del tiro da fuori (specialità dei biancazzurri), il mister chiede ai suoi di non snaturarsi. “Pretendo di vedere a Pescara una gran gestione della palla,” ha dichiarato con fermezza. L’obiettivo è essere padroni del campo, evitando di schiacciarsi troppo come accaduto a tratti contro il Catanzaro. Abate vuole una squadra che giochi a viso aperto, capace di soffrire quando necessario ma che cerchi sempre di chiudere la partita. Sapere quando spingere e quando compattarsi sotto la linea della palla sarà fondamentale in un match che si preannuncia vibrante. “Non posso pensare di vedere gli avversari con più motivazioni di noi. Noi ci giochiamo mesi di sacrifici, ci siamo conquistati questo posto in classifica e non fa parte della mia mentalità adagiarmi.”
Una sfida alla storia
C’è poi un dato statistico che pesa come un macigno: la Juve Stabia non ha mai ottenuto un risultato pieno all’Adriatico. Per Abate, questa non è una maledizione, ma una opportunità storica. Vincere a Pescara significherebbe infrangere un tabù e consolidare una posizione di classifica che nessuno ha regalato alle Vespe.
In conclusione, il messaggio di Ignazio Abate è un mix di pragmatismo e orgoglio. In un campionato di Serie B dove nulla è scontato e le distanze sono minime, la Juve Stabia si presenta all’appuntamento con la forza di chi ha costruito il proprio successo sul sudore.
“Andremo lì per fare una partita seria,” ha concluso il mister. “Se gli avversari saranno più bravi, stringeremo loro la mano, ma solo dopo aver dato tutto il sangue che abbiamo in corpo.” Il guanto di sfida è lanciato: la Juve Stabia è pronta a lottare.





