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Presidenziali 2022: Emmanuel Macron rieletto, la battaglia continua

Presidenziali 2022: Emmanuel Macron rieletto, la stampa estera accoglie con favore la sua vittoria ma è preoccupata per una Francia astensionista e polarizzata. La battaglia legislativa è già avviata.

Gli oppositori del Capo dello Stato chiedono ora di organizzarsi per impedirgli di ottenere la maggioranza in Assemblea nazionale il prossimo giugno.

A poche ore dalla rielezione del presidente uscente, i media internazionali hanno fatto sentire il loro sollievo ma hanno sottolineato il punteggio storico del Raduno Nazionale.

Per riassumere quanto è accaduto con l’elezione del Presidente della Repubblica francese, che ha assegnato la vittoria a Emanuel Macron, a seguire riporto i dati finali della partecipazione alle elezioni seguita da una parte delle analisi fatte in Francia e della rassegna riportata da Le Figarò

  • Popolazione Francese: (65.564.756 persone)
  • Registrati: 74,36% (48.752.500)
  • Partecipazione: 71,99% (35.096.391)
  • Astensione: 28,01 % (13.656.109)
  • Schede valide: 91,40% (32.077.401)
  • Schede vuote: 6,35% (2.228.044)
  • Assenteismo: 2,25% (790.946)

Le Opinioni

Per le elezioni legislative: “la palla è in campo” del Ps, secondo Manuel Bompard

La France indomita è pronta a discutere con il Ps per un’alleanza in vista delle elezioni legislative, ma a condizione di “chiarimenti programmatici” , che fanno dire a Manuel Bompard che “la palla è nel loro campo”.

Con il suo 22% al primo turno delle presidenziali, Jean-Luc Mélenchon, che vuole che i francesi lo eleggano “Primo Ministro” , detiene le chiavi della manifestazione della sinistra: il suo partito ha avviato discussioni bilaterali all’inizio del settimana con EELV, PCF e NPA, non ancora con PS.

“Socialisti, per il momento, quello che abbiamo detto è che non c’era esclusività dalla nostra parte, ma che era necessario per loro fare un certo numero di chiarimenti programmatici” ,

ha spiegato a Francinfo l’ex responsabile della campagna di Jean-Luc Mélenchon .

Emmanuel Macron è il presidente più “mal eletto” della Quinta Repubblica?

“Macron è il più mal eletto dei presidenti della Quinta Repubblica”. 

È quanto ha detto Jean-Luc Mélenchon la sera della vittoria di Emmanuel Macron , che ha ottenuto il 58,5% dei voti contro Marine Le Pen che ha ottenuto circa il 42% dei voti.

Ma è corretta questa affermazione?

In realtà, in termini di numero di voti, Emmanuel Macron è ben lungi dall’essere quello che ha vinto di meno.

Per questa nuova elezione ha ottenuto più di 18,77 milioni di voti.

Nel 2017 questa cifra è salita a 20,7 milioni mentre la giovane candidata ha affrontato Marine Le Pen.

Molto meno però di Jacques Chirac nel 2002 che, contro il Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen, ha raccolto più di 25,5 milioni.

E molto di più del punteggio ottenuto da Georges Pompidou nel 1969, ovvero 11 milioni di voti.

La rassegna fatta da Le Figarò

” Macron vince , ma non ha molto da festeggiare “ . Questa frase, scritta ieri sera da un giornalista tedesco della Bild , illustra le preoccupazioni espresse dalla stampa estera, a poche ore dalla rielezione del Presidente della Repubblica.

Se i titoli internazionali salutano la vittoria di Emmanuel Macron, in molti si affrettano a sottolineare l’importanza significativa del tasso di astensione in questo secondo turno.

Lo sottolinea in particolare il quotidiano spagnolo El Pais .

” Il tasso di astensione intorno al 28%, il più alto dal 1969, testimonia il disinteresse di una parte dell’elettorato e il rifiuto di un’altra parte di scegliere tra i due finalisti “,

si legge oggi.

Un dato significativo che spiega il quotidiano tedesco Bild con un susseguirsi di ” crisi che Emmanuel Macron ha dovuto gestire durante il suo primo mandato “.

Se i media elencano “ il Coronavirus, il terrorismo islamista e l’inflazione ”, ritengono anche che il tasso di astensione” sia dovuto allo stesso Emmanuel Macron: il presidente non ha fatto molto per correggere la sua immagine di rappresentante arrogante .

Salvare la democrazia

Al di là dell’astensione, tutti gli occhi sono puntati sullo storico punteggio del party di Marine Le Pen.

Il quotidiano polacco Rzeczpospolita mostra una vera preoccupazione per questo:

“ Il presidente sta salvando la democrazia e l’Europa unita. Ma il populismo non è mai stato così forte sulla Senna (…) 

Macron ha perso più di due milioni di voti rispetto al 2017.

E Marine Le Pen ha convinto ben il 41,5% degli elettori. 

Questo è un balzo in avanti rispetto alle elezioni di cinque anni fa, dove il leader di estrema destra vinse meno del 34% dei voti .”

In Italia, il Corriere della Sera giustifica questo risultato osservando un significativo divario sociale e territoriale.

«Le grandi città hanno scelto di rieleggere il presidente uscente, mentre le periferie e le province si sono schierate con Marine Le Pen (…)

Se la sola città di Parigi avesse votato, Emmanuel Macron non sarebbe al 58%, ma al 90%. Se, invece, avessero votato solo il Nord deindustrializzato o il Sud, rifugio dell’immigrazione, Marine Le Pen sarebbe presidente.»

Vittoria decisiva

Astensione, frattura sociale ma anche desiderio di unione.

Alla stampa estera non è sfuggito il messaggio martellato in casa dal presidente rieletto durante il suo discorso: unire i francesi.

” Il centrista filoeuropeo Emmanuel Macron ha promesso di unire una Francia divisa dopo aver vinto un secondo mandato come presidente francese, in una vittoria decisiva contro Marine Le Pen “, si legge sul Guardian .

” Durante il suo discorso di vittoria ai piedi della Tour Eiffel, Macron ha promesso di rispondere ”efficacemente” alla ”rabbia e al disaccordo” degli elettori che hanno scelto l’estrema destra “, continua l’articolo.

Nonostante tutto, alcuni articoli suggeriscono il loro ottimismo.

Il Washington Post saluta un presidente che ha “ respinto la minaccia dell’estrema destra ” e, con essa, “ uno sconvolgimento in Europa e nei rapporti con la Russia ”.

” La vittoria decisiva di Macron fornisce continuità alla Francia e altri cinque anni di stabilità politica per l’Unione Europea a 27 nazioni, che è stata scossa da anni di sfide da parte dei populisti di estrema destra, dalla Brexit, da una crisi migratoria e ora dalla guerra in Ucraina “, stima il quotidiano americano.

Dopo la sua rielezione, Macron si è ritirato nella residenza de La Lanterne

Domenica sera, dopo la sua rielezione a Presidente della Repubblica , il Capo dello Stato e la First Lady si sono ritirati nella residenza La Lanterne, come rivela RTL, dove trascorrono solitamente i fine settimana.

Situata a Versailles (Yvelines), questa residenza a disposizione degli inquilini dell’Eliseo era stata regolarmente reinvestita all’inizio del quinquennio, prima di essere abbandonata dalla coppia durante la crisi del Covid-19 e i successivi confinamenti.

Stanislao Barretta  / Redazione

Napoli e Spalletti, cronaca di un harakiri annunciato

Napoli, la sconfitta di Empoli ma soprattutto i dieci minuti finali del “Castellani” entreranno nella storia delle partite top-horror degli azzurri. Ma tutto il finale di questo campionato ha una genesi del tutto annunciata e prevedibile.

Basti pensare che, solo qualche ora prima del misfatto di Empoli, la Salernitana confezionando ben quattro palle-gol nitide e azzannando sin da subito i Viola di Italiano alla gola, nel solo quarto d’ora iniziale ha fatto il quadruplo di ciò che aveva fatto il Napoli in oltre un’ora e mezzo contro una Fiorentina enormemente sopravvalutata.

Così come enormemente sopravvalutata è stata la Roma, assoluta dominatrice nel secondo tempo del “Maradona” e sbriciolata e scioltasi come neve al sole al cospetto di una Inter neanche lontanamente paragonabile al Napoli attuale.

LE COLPE DI SPALLETTI E DELLA SOCIETA’ IN QUESTO FINALE DA PSICODRAMMA DEL NAPOLI.

Ma sono in primis le scelte di Spalletti che fanno molto pensare oltre a quelle societarie che ormai da anni fanno del Napoli una eterna incompiuta destinata a restare tale nel corso dei prossimi anni.

Ma davvero il Napoli il prossimo anno vuole ripartire da Meret? Quando non è infortunato e gioca (quelle poche volte) lascia il segno in negativo e non da mai sicurezza. Ad Empoli ha contribuito allo psicodramma finale ma anche con la Roma e in altre gare non è stato immune da colpe.

E di Malcuit cosa vogliamo dire? Uno che in prestito alla Fiorentina lo scorso anno non giocava, poteva mai dare un serio contributo al Napoli? Ieri ha fornito due cadeau sotto forma di due gol all’Empoli, il contributo doppio lo ha dato agli avversari…

Napoli Spalletti

E di Spalletti cosa vogliamo dire? Anche ad Empoli, dopo le sostituzioni monstre fatte nel secondo tempo con la Roma dove aveva tolto tutti gli attaccanti lasciando Mertens al suo destino, isolato in avanti in un inspiegabile 5-4-1, toglie inspiegabilmente Mertens a più di un quarto d’ora dalla fine e toglie anche Lozano e Insigne.

Ormai i 20 minuti finali del Napoli stanno diventando quelli del fortino di Spalletti che puntualmente serve solo a beccare gol dagli avversari. E i tanti infortuni muscolari del Napoli (erano decenni che non ne capitavano tanti) non sono sempre colpa sua e conseguenza di una preparazione sbagliata dal suo staff?

Erano ben 80 anni che il Napoli non subiva un sconfitta in rimonta partendo dallo 0-2. Contro il Sassuolo Spalletti aveva già tentato l’impresa, oggi l’ha finalmente realizzata in un déjà-vu di cui i tifosi azzurri avrebbero fatto volentieri a meno.

Infine la società. Invece di pensare a ritiri inutili che non servono a niente, si pensi una volta tanto ad imbastire una campagna acquisti decente con i milioni della Champions che arriveranno. E si mandino via ectoplasmi come Fabian Ruiz o lo stesso Zielinski che al 93° ha paura di tirare da ottima posizione e passa dietro a Mario Rui perché ha paura di prendersi una responsabilità.

Un Napoli di mezze figure e senza uomini dì personalità non vincerà mai niente e collasserà sempre sul finale. Film già visto ma sempre ben prodotto e confezionato a scapito dei tifosi azzurri da questa proprietà esperta del mondo cinematografico.

Il 25 aprile è divisivo: che dispiacere

A 77 anni dal 25 aprile del 1945 siamo costretti a subire, ancora, da sedicenti intellettuali e politici, la distruzione della lotta partigiana.

Una delle prime differenze che si apprende da qualsiasi testo di storia è la differenza tra memoria e storia: la prima è soggettiva e individuale mentre la seconda è oggettiva e prende in considerazione la correlazione tra un episodio e il suo contesto politico, economico e sociale.

È vero, a volte combaciano, ma solamente quando per conoscere ciò che è accaduto realmente in un momento storico ci si può basare esclusivamente sul racconto o su ciò che ha scritto una persona che è stata testimone di quell’avvenimento.

Il creare una memoria condivisa è sempre stato uno degli obiettivi della politica.

Il suo processo di formazione è possibile solamente quando da tutte le parti coinvolte si sviluppa una presa di coscienza collettiva e solidale ed una percezione identica del fenomeno.

Lo si è riusciti a fare sulla “Grande Guerra” o sulla Shoah: argomenti sul quale tutti ritengono che siano stati degli orrori.

Sulla Resistenza partigiana invece ci si è sempre spaccati: la percezione che un individuo ha di quell’avvenimento cambia a seconda della sua memoria.

Basta fare un semplice esempio: la figlia di un fascista ucciso dai partigiani difficilmente e in rarissimi casi ammetterà che questi erano dalla parte giusta, mentre è completamente opposta la percezione del fenomeno e la presa di coscienza che ha la madre di un partigiano trucidato dai tedeschi.

La memoria per la sua limitatezza e la sua soggettività è una trappola continua, questa annebbia la realtà rischiando di annientare e distruggere un contesto storico.

Non può un delitto, uno stupro o un altro crimine commesso da un partigiano, estrapolato da un clima di eventi, denigrare un intero movimento.

Non può, quindi, un episodio che concerne la memoria di una famiglia diventare il protagonista della storia.

Per analizzare un momento storico come quello della resistenza al fascismo e comprenderne appieno la sua logica bisogna servirsi della storia, intesa come il tentativo di ricostruire i fatti dentro il loro contesto, cioè tenendo conto dei collegamenti fra di loro e con il clima in cui sono comparsi.

Non siamo qui a discutere del contesto socio-economico e politico dell’Italia fascista, sulle privazioni delle libertà individuali e collettive e sugli orrori che il popolo italiano ha vissuto in quegli anni, su quello, per fortuna, ci sono libri di storia molto documentati e accreditati, ma sul come alcuni sedicenti intellettuali e politici, estrapolando alcuni episodi da un intero contesto, abbiano provato ad azionare una macchina del fango su un movimento che legittimamente si è ribellato ad un regime che ha violentato la propria nazione.

Se volessimo scrivere un resoconto sulla Resistenza non possiamo non tener conto che tra i partigiani ci sarebbero potuti essere dei criminali, che potrebbero essere stati commessi dei crimini e che tra i fascisti ci sarebbero state anche brave persone.

Questi sono tutti fatti che devono concorrere all’idea che uno studioso o un semplice cittadino si fa, ma questi non vanno mai sconnessi dal contesto storico in cui si sono verificati.

Quindi scrivere un libro, come ha fatto per esempio Pansa, dove si denuncia uno stupro e nel quale si omologano milioni di partigiani come stupratori ed assassini, è uno sputo all’analisi storica di ciò che è stata realmente la Resistenza.

Guarda caso è la stessa strategia mediatica che una certa politica usa ancora per etichettare e denigrare le minoranze e le etnie vittime del razzismo: se un immigrato ruba, stupra o uccide allora tutti sono ladri, stupratori o assassini, siccome in Campania abbiamo la Camorra allora tutti i napoletani sono camorristi, se un prete è accusato o condannato per pedofilia allora tutta la Chiesa Cattolica è uno scempio, se un politico intasca una tangente allora sono tutti corrotti.

Etichettare e denigrare porta alla ghettizzazione e il fascismo è stato proprio questo: ha ghettizzato le minoranze, escludendole dalla vita sociale, e la politica distruggendola e isolandola.

Non si può non tener conto che in un certo momento il movimento fascista abbia coinvolto una parte consistente del paese parlando alla sua pancia e organizzando il suo dissenso contro una politica che non faceva il suo interesse.

Se vogliamo fare un collegamento con il presente, è la stessa strategia che i partiti populisti, LEGA e MOVIMENTO 5 STELLE e FRATELLI D’ITALIA, hanno utilizzato per costruire i propri successi elettorali: l’organizzazione e la canalizzazione del dissenso per creare il consenso attraverso l’uso di luoghi comuni.

Dissenso nato dalla incapacità della politica di creare proposte lungimiranti e concrete per risolvere i problemi del paese e dagli scandali che hanno coinvolto personaggi illustri che hanno ricoperto cariche pubbliche di rilievo nazionale ed internazionale.

Oggi la politica è come un cantiere vuoto, privo di operai e di attrezzature per costruire il futuro.

Il vuoto politico crea i mostri politici che creano i disastri storici come il fascismo.

 

Una piazza per Pertini

Sono lontani i tempi in cui nel parlamento italiano sedevano personaggi illustri come Sandro Pertini, eroe della Resistenza ed ex Presidente della Repubblica. La settimana scorsa è stata lanciata una petizione per intitolare una piazza stabiese in suo nome (clicca qui per saperne di più). Da un comunicato stampa il comitato promotore “una piazza per Pertini” ha fatto sapere che il 1 maggio inizierà anche una raccolta firme cartacea in villa comunale.

Il comunicato:

“25 APRILE. Petizione per intitolare una piazza di Castellammare di Stabia a Sandro Pertini.

Sandro Pertini fu il presidente della Repubblica più votato dal parlamento. L’uomo politico più apprezzato dalle cittadine e cittadini italiani. Il presidente partigiano che non piegò la testa di fronte al fascismo pagando in prima persona con il carcere e il confino. Colui che risollevò le sorti del partito Socialista Italiano nel 1943 già durante la resistenza contro i nazifascisti della repubblica di Salò.

Anche quest’anno a Castellammare sarà celebrato il giorno della Liberazione con iniziative congiunte tra ANPI stabiese e amministrazione rappresentata dal commissario prefettizio Raffaele Cannizzaro.

Nell’anno del centotrentesimo anniversario della fondazione del PSI, il prossimo 14 agosto, il comitato promotore composto dall’ANPI sezione Castellammare, PSI sezione stabiese e dai Progressisti – quello che ci unisce, propone una petizione per intitolare una strada o una piazza a Sandro Pertini.

Alla sottoscrizione online fino ad ora hanno aderito 400 cittadini e cittadine. Tra le firme note troviamo il giornalista già direttore de l’Espresso Gigi Vicinanza che ha anche rilanciato la petizione sul suo profilo tweetter. Lo storico Davide Rossi, presidente dell’istituto Anna Seghers di Milano, nonché segretario generale del sindacato SISA ha invitato a sottoscrivere la petizione dalla sua pagina fb.

Il responsabile campano di Socialismo XXI° secolo Alessandro Zampella. Il giornalista del Fatto quotidiano Vincenzo Iurillo, il giornalista Carmine Cascone, la giornalista Angela Longobardi. Gli ex sindaci Catello Polito e Salvatore Vozza. L’ex vicesindaco Antonio Giaquinto, l’ex Assessora Fabiola Toricco. Gli ex consiglieri comunali Antonio Sanges, Anna Sergio, Gianfranco Piccirillo, Tonino Esposito, Tonino Scala. Il sindacalista della CGIL Gianluca Torelli, il segretario dello SPI CGIL stabiese Antonio De Luca, il responsabile dell’Auser Giuseppe Acanfora.

Tra i partiti cittadini il PD si è detto d’accordo con l’iniziativa.

Dal comitato promotore fanno sapere che la raccolta firme proseguirà per tutto il mese di aprile, ci sarà anche un’iniziativa pubblica il 1° maggio con la raccolta firme cartacea in villa comunale presso la lapide del partigiano adiacente la fontana dei Tritoni. Inoltre Per i cittadini interessati a sottoscrivere la petizione in forma cartacea è possibile farlo presso le sedi CGIL in viale Europa n. 160, SPI CGIL via Plinio il vecchio n.3.

Questa iniziativa della sinistra stabiese di intitolare una strada all’indimenticato Sandro Pertini a centotrent’anni dalla fondazione del PSI. Ricorda la proposta fatta lo scorso anno in occasione del centenario del PC d’Italia di intitolare una piazza ad Antonio Gramsci.

Gramsci e Pertini molto legati durante la prigionia fascista, due grandi riferimenti per la politica e la Repubblica italiana nata dalla resistenza antifascista che assume un valore importante a Castellammare di Stabia città medaglia d’oro alla resistenza.

Appuntamento lunedì 25 Aprile ore 10,30 presso la lapide alla resistenza ingresso Fincantieri per l’inizio delle celebrazioni previste dall’amministrazione e dall’ANPI.”

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a cura di De Feo Michele / Redazione Campania

Agnello di Dio di Mencarelli debutta al Teatro Sant’ Afra di Brescia

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Agnello di Dio : con Cabra Graziosi e Bandini per la regia di Maccarinelli sarà in scena dal 26 aprile all’ 8 maggio 2022

L’ atteso debutto di questa nuova produzione firmata Centro Teatrale Bresciano è previsto in prima nazionale assoluta per martedì 26 aprile 2022 presso il Teatro Sant’ Afra di Brescia

L’ autore Daniele Mencarelli sarà presente in sala alla première dello spettacolo.

Piero Maccarinelli ci consegna il brillante testo di Daniele Mencarelli , già vincitore del Premio Strega Giovani 2020 con il suo romanzo Tutto chiede salvezza.

E lo fa anche grazie ad un cast di meravigliosi attori quali Fausto Cabra , Viola Graziosi , Alessandro Bandini e Ola Cavagna.

Lo spettacolo ci parla di valori etici e della loro trasmissione ai giovani , di educazione delle nuove generazioni e della grande difficoltà con cui i padri cercano di comprendere i figli.

L’ ambientazione è in una scuola cattolica per figli della futura classe dirigente .

Samuele , giovane diciottenne , è emblema di un’ emarginazione generazionale .

La Preside della Scuola ed il padre , entrambi “ in carriera “ lo hanno convocato per un confronto volto a capire le motivazioni che hanno spinto Samuele a scrivere un tema dai toni preoccupanti .

Da una parte ci sono le istituzioni scolastiche , dall’ altra una nuova generazione che non conoscono e non comprendono .

Siamo in presenza dell’ eterna resa dei conti fra padri e figli, adulti e giovani .

Questi ultimi arrivano per guardare con occhi puri e liberi ma gli adulti soffocano in maniera inconsapevole il loro entusiasmo .

Da questa resa dei conti nessuno esce vincitore , anche Dio è sotto schiaffo dell’ uomo. In un ufficio di Presidenza quella che doveva essere una semplice riunione scolastica assume i tratti di un processo in cui ognuno è giudice è imputato .

Ma chi potrà dirsi in buona fede al di là delle apparenze e delle gerarchie anagrafiche ?

E chi verrà sacrificato?

Uno spettacolo catartico da non perdere !

Elena Cecoro / Cronaca Lombardia

Patate al parmigiano e prezzemolo: contorno gustosissimo e irresistibile

Le Patate al parmigiano e prezzemolo sono un contorno gustosissimo e molto profumato preparato con pochissimi e semplici ingredienti. Sono una portata molto amata anche dai più piccolini, ottime per accompagnare tantissimi secondi piatti di carne o di pesce. Vi aspettiamo in cucina!

La ricetta che vi presento può essere utile anche per “riciclare” patate bollite che vi restano da altra ricetta o pranzo: una bella spolverata di parmigiano, una ripassata al forno per una crosticina croccante e molto profumata, ed ecco pronto un contorno che andrà a ruba

INGREDIENTI
(per 4 persone)

Patate bollite 700 g
Parmigiano grattugiato 100 g
Olio extravergine d’oliva q.b.
Un pizzico d’aglio tritato (se piace e non disturba qualcuno)
Prezzemolo
Sale & pepe nero

PREPARAZIONE

  1. Lavate bene le patate ancora con la buccia e tagliatele a pezzi (fettine) abbastanza grandi.
  2. Sciacquatele sotto acqua corrente fredda e poi mettetele in una di acqua fredda.
  3. Coprite e lasciatele in ammollo per 20 minuti circa cambiando l’acqua dopo 10 minuti. (Questo procedimento è utile per togliere un pochino dell’amido delle patate e lasciarle più croccanti).
  4. Fate bollire una pentola di acqua e, quando bollirà, salatela leggermente e mettete a cuocere le patate a pezzi.
  5. Fate cuocere le patate per circa 15 minuti poi scolatele e mettetele in una ciotola.
  6. Aggiungete due o tre cucchiai di olio extravergine di oliva e mescolate con un cucchiaio in modo che le patate si condiscono completamente.
  7. Mettete le patate cotte in una pirofila da forno ben oleata e distribuitele uniformemente.
  8. Cospargete tutta la superficie delle patate con abbondante parmigiano grattugiato e olio extravergine di oliva.
  9. Ponete a cuocere in forno preriscaldato ventilato a 200° per circa 20 minuti, comunque finché il parmigiano in superficie avrà preso un bel colore dorato.
  10. Sfornate le patate al parmigiano, cospargete con prezzemolo tritato fresco e servitele ancora calde.

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Cristina Adriana Botis / Redazione

Juve Stabia – V. Francavilla (4-0). Le pagelle ai gialloblè

La Juve Stabia di Mister Novellino fa la voce grossa alla chiusura del torneo, battendo nettamente la Virtus Francavilla di Mr. Taurino che non è sembrata mai entrare in partita se non nei primi dieci minuti iniziali per poi risultare non pervenuta per l’intera contesa, complice una Juve Stabia determinata a chiudere in bellezza il torneo con la speranza, poi risultata vana, che a qualche chilometro di distanza potesse accadere una sorta di miracolo.

Le pagelle ai protagonisti in gialloblè di questo Juve Stabia – Virtus Francavilla:

Dini 6,5: Una domenica da spettatore non pagante, la difesa della Juve Stabia lo rende inoperoso per un lungo tratto della contesa, salvo nel secondo tempo che si produce in un doppio intervento da protagonista.

Donati 6,5: Controlla, corre e produce cross per i compagni, una domenica ricca di tante cose belle per l’esterno basso gialloblè.

Troest 6.5: Solo a tratti da l’impressione di restare senza fiato e in poche circostanze di risultare in ritardo in alcune chiusure, ma poi per il resto grande prestazione da capitano navigato.

Caldore 7: Punto, partita e match, così possiamo riassumere la gara del centrale della Juve Stabia. Grande carattere e temperamento in difesa, tanto agonismo e voglia di proporsi in attacco, cosi facendo ci scappa anche il gol.

Panico 6,5: Abile nel controllare le sortite di Carella sulla fascia e altrettanto abile nel proporsi e portare palloni utili in avanti, spinge tanto e lo fa con intelligenza.

Davì 6,5: Oggi più delle altre volte un vero tuttofare in mezzo al campo, lo abbiamo visto all’inizio addirittura partecipare a sortite offensive, poi si sistema a centrocampo e lo controlla senza affanno.

Schiavi 6,5: I soliti piedi educati e una visione di gioco che fa la differenza, su di lui passa tutta la manovra stabiese, sia nel costruire che nel finalizzare.

Dell’Orfanello 6,5: Su quella corsia mancina oggi ha giocato una gara quasi perfetta, rientrava quando occorreva e ripartiva quando appena ne aveva opportunità, insomma oggi un punto di rifermento.

De Silvestro 7: Una domenica bestiale per lui, crediamo la migliore prestazione in assoluto, tre assist di assoluto valore, due dei quali a portato a rete Stoppa e Erradi e uno per una conclusione velenosa di Guarracino. Un crescendo il suo finale di torneo.

Stoppa 7,5: Non abbiamo più aggettivi per questo ragazzo che è destinato già dalla prossima stagione a calcare campi di categoria superiore, e ci riferiamo a quelli della massima serie. Oggettivamente a parte la doppietta d’autore di oggi, riteniamo che il ragazzo sia pronto anche da un punto di vista caratteriale e fisico.

Guarracino 6,5: Una nota lietissima la prestazione del giovane Mariano, è in una fase di crescita importante, oggi si è fatto trovare pronto alla chiamata dal primo minuto dando interessanti indicazioni per il prossimo futuro.

Evacuo ( dal 34’ s.t.) 5,5: Si ci aspetta sempre qualcosa di più dal buon Felice, ma oggi è stato un po’ lo specchio di tutta la stagione, il classico vorrei ma non posso.

Erradi ( dal 34’ s.t.) 6: Peccato per i pochi minuti giocati quest’anno con la maglia della Juve Stabia e anche per le precarie condizioni fisiche che lo hanno tenuto un po’ fermo in questa annata, ma oggi ha fatto vedere di stare bene, si è mosso altrettanto nei pochi minuti concessi dal mister e ha trovato anche la via della rete.

Della Pietra ( dal 43’ s.t.) s.v.

Squizzato ( dal 43’ s.t.) s.v.

Picardi ( dal 45’ s.t.) s.v.

Mister Novellino 6,5: Prepara bene la contesa, mischia un po’ le carte ma deve rinunciare a pedine importanti. Ripropone un 4-3-3 veloce e senza grandi punti di riferimento per gli avversari, detta per bene i compiti per ogni suo giocatore e ne coglie i giusti frutti alla fine di una contesa che ha visto una sola squadra in campo.

Il finale di torneo però regala un amaro epilogo con l’esclusione dai playoff e con un dubbio amletico legato al suo allontanamento durante la stagione, è pur vero che non se ne può avere la controprova, ma di sicuro il rendimento del Novellino 2.0 è stato nettamente avvalorato dai risultati e dai punti in classifica che senza la penalizzazione dell’ultimo momento avrebbe visto le vespe entrare nella griglia.

Ora il futuro del mister lo scopriremo nei giorni a venire, certo è che la sua esperienza e il suo sapere di calcio, alla lunga, come abbiamo visto, paga.

A cura di Giovanni Donnarumma

Erradi: “Il gol è un’emozione profonda perchè il primo tra i professionisti. Speriamo di arrivare ai playoff con il ricorso della società”

Bilal Erradi, centrocampista della Juve Stabia e autore del terzo gol con cui le Vespe hanno battuto oggi la Virtus Francavilla per 4-0, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match.

Le dichiarazioni di Bilal Erradi sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Il mio gol oggi che ha chiuso la gara con la Virtus Francavilla è stata un’emozione profonda perché è stato il primo gol tra i professionisti. Dopo quest’anno difficile – aggiunge Erradi – il gol è stato un premio per la mia stagione nella quale ho avuto qualche difficoltà a ritagliarmi uno spazio più ampio ma è un gol che mi ha liberato da questo punto di vista. 

Juve Stabia Foggia Serie C 2021-2022 (47) ERRADI

Sono a titolo definitivo alla Juve Stabia e spero di rientrare nei progetti per la Juve Stabia del futuro. Il rammarico è tanto per non aver centrato l’obiettivo playoff ma noi abbiamo fatto il nostro dovere in campo e speriamo che anche la società faccia il suo dovere riuscendo ad riottenere i 2 punti che ci hanno tolto con la penalizzazione. Ad oggi siamo qui all’undicesimo posto – conclude Erradi – e speriamo di arrivare in settimana ai playoff con il ricorso ma noi abbiamo fatto il nostro dovere”.

Givova Scafati, grande trionfo nel big match contro Cantù

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Scafati si aggiudica l’antipasto play-off contro le stelle canturine per 66 a 62. Una vittoria fatta di sudore e tanto sacrificio.

Si è chiusa con una vittoria per 66-62 l’ultima partita casalinga della stagione regolare della Givova Scafati, capace di mettere al tappeto l’Acqua San Bernardo Cantù, una delle corazzate del campionato di serie A2, vendicando così anche la sconfitta subita in semifinale di Coppa Italia, sul neutro del PalaMaggetti di Roseto degli Abbruzzi.

Non è stata una bella partita quella tra due formazioni che hanno prediletto l’intensità, la fisicità e l’aspetto difensivo, ma è stata comunque una sfida gradita dal popolo del PalaMangano, che ha potuto festeggiare così l’imbattibilità interna stagionale tra le mura amiche. Si è potuto assaporare il gusto di una sfida tipicamente da playoff, nella quale hanno pesato le assenze da una parte di De Laurentiis e dall’altra di Allen.

LA PARTITA: Givova Scafati vs Acqua San Bernardo Cantù

A sorpresa, nello starting five scafatese c’è Rossato anziché Clarke, vittima di un problema al naso nel riscaldamento. Polveri bagnate per i gialloblù in avvio di gara. Al contrario, gli avversari vanno a segno con continuità (0-4 al 3’). La Givova cresce col trascorrere dei minuti, ma resta imbrigliata nella difesa dell’Acqua San Bernardo, che riesce a contenere l’attacco di casa, conservando, seppur di misura, la testa della sfida (7-8 al 6’). Le difese hanno ragione dei rispettivi attacchi, con la conseguenza che il punteggio resta contenuto. Ci pensa il rientrante Clarke a dare una sterzata al match sul finire della prima frazione, ma non si va oltre il 10-8.

I due extracomunitari di casa, in avvio di seconda frazione, grazie alla precisione ai liberi, permettono a Scafati di allungare 17-10 al 12’, costringendo coach Sodini a fermare il cronometro. Ma i padroni di casa sembrano aver preso in mano le redini dell’incontro e lo conducono con sapienza, facendo leva sulla intensità difensiva, trovando anche la doppia cifra di vantaggio (20-10 al 13’).

Cantù prova la carta della difesa a zona a tutto campo, ma le distanze tra i quintetti restano pressocché invariate (25-14 al 17’). I ritmi intensi, l’aggressività e la buona prova di Rossato permettono alla Givova di conservare un buon margine di vantaggio all’intervallo, anche per via degli errori in fase realizzativa dei lombardi, che nel finale di quarto hanno un sussulto d’orgoglio (28-20).

Rotnei Clarke (Givova Scafati) durante un passaggio

La ripresa delle ostilità è in linea con la prima parte di gara, con le formazioni in campo che prediligono il gioco a difesa schierata, tenendo basso il ritmo ed il punteggio. Ne approfittano i viaggianti per accorciare le distanze (30-26 al 24’). Ma è un fuoco di paglia, perché la Givova (bene Monaldi e Daniel) ritrova la doppia cifra di vantaggio (37-26 al 25’). Al 27’ esce Daniel per un problema muscolare, ma i suoi compagni si chiudono a riccio e, approfittando di un fallo tecnico per simulazione fischiato a Stefanelli, allungando 42-27 al 28’. Le ultime azioni del terzo periodo sono tutte di marca canturina, ma si chiude comunque con i locali avanti 46-34.

Disponendosi a zona in difesa, l’Acqua San Bernardo, con Bucarelli e Cusin particolarmente ispirati, riesce a rosicchiare qualche punto (46-39 al 32’). Corre ai ripari coach Rossi, chiamando time-out. Approfittando delle indecisioni avversarie, Cantù rientra in partita (48-44 al 35’). La sfida diventa spettacolare, equilibrata e combattuta (51-46 al 36’). Ci pensa capitan Rossato a ricacciare sotto gli ospiti con due triple (57-48 al 37’). Bryant e Nikolic sono gli ultimi baluardi canturini (57-51 al 39’; 60-55 a 45’’ dal termine).

Quando mancano 24’’, la tripla di Da Ros (60-58) fa tremare il PalaMangano, ma Clarke dispensa ossigeno (62-58 a 20’’ dalla fine). Ci riprova Stefanelli (62-60), ma un fallo antisportivo di Severini permette a Rossato di realizzare i liberi del 64-60, che chiudono anzitempo la contesa, perché, nonostante il ricorso al fallo sistematico, non c’è più tempo per gli ospiti di invertire la rotta: vince la Givova Scafati 66-62.

Clicca QUI per ascoltare la video intervista a coach Sodini e coach Rossi

Riccardo Rossato (Givova Scafati) in azione durante la sfida contro Cantù

I TABELLINI

GIVOVA SCAFATI – ACQUA SAN BERNARDO CANTÙ 66-62

GIVOVA SCAFATI: Mobio 3, Daniel 10, Grimaldi n. e., Perrino n. e., Parravicini, Ambrosin, Clarke 22, Rossato 18, Monaldi 7, Cucci 4, Ikangi 2. Allenatore: Rossi Alessandro. Assistente Allenatore: Nanni Francesco.

ACQUA SAN BERNARDO CANTÙ: Stefanelli 8, Bryant 15, Nikolic 14, Boev n. e., Da Ros 7, Bucarelli 6, Cusin 4, Bayehe 6, Severini 2, Tarallo. Allenatore: Sodini Marco. Assistente Allenatore: Oldoini Massimiliano.

ARBITRI: Salustri Valerio di Roma, Rudellat Marco di Nuoro, D’Amato Alex di Tivoli (Rm).

NOTE: Parziali: 10-8; 18-12; 18-14; 20-28. Falli: Scafati 19; Cantù 25. Usciti per cinque falli: Stefanelli, Bucarelli, Cusin, Bayehe. Espulsi: nessuno. Tiri dal campo: Scafati 15/57 (29,8 %); Cantù 24/59 (40,7 %). Tiri da due: Scafati 10/28 (35,7 %); Cantù 21/40 (52,5 %). Tiri da tre: Scafati 7/29 (24,1 %); Cantù 3/19 (15,8 %). Tiri liberi: Scafati 25/29 (86,2 %); Cantù 11/18 (61,1 %). Rimbalzi: Scafati 39 (6 off.; 33 dif.); Cantù 41 (6 off.; 35 dif.). Assist: Scafati 8; Cantù 5. Palle perse: Scafati 13; Cantù 10. Palle recuperate: Scafati 6; Cantù 8. Stoppate: Scafati 0; Cantù 0. Spettatori: 1.200 circa.

Juve Stabia – Virtus Francavilla 4 – 0. Il Podio Gialloblu.

La Juve Stabia schianta la Virtus Francavilla nell’ultima di campionato. Per i campani arriva un netto poker grazie alla doppietta di Stoppa ed alle reti di Erradi e Caldore. In attesa dell’esito del ricorso avverso i due punti di penalizzazione, le Vespe sono fuori dai playoff.

PODIO

Medaglia d’oro: a Matteo Stoppa, per cui al termine della stagione terminano gli aggettivi. Il fantasista della Juve Stabia chiude in modo meraviglioso il campionato che la ha visto sbocciare da semplice promessa a granitica e fantasiosa certezza. Due gol bellissimi per il numero 7, cui si aggiunge l’assist per la rete finale di Caldore sono l’ennesima riprova di come Stoppa sia ormai tecnicamente e fisicamente superiore al livello medio della Lega Pro e di come sia meritato e giusto confrontarsi (almeno) con la Serie B. Bravissimo lui e bravissima la Juve Stabia che lo ha scovato quest’estate puntando forte su di lui. Buona fortuna Matteo.

Medaglia d’argento: a Marco Caldore, da una stagione e mezza colonna della difesa gialloblu. Il difensore della Juve Stabia segna l’ultimo gol del campionato dei campani, mettendo la ciliegina sull’ennesima ottima torta della sua stagione. Un campionato giocato a livelli sempre alti per il 24 ex Taranto, capace come lo scorso anno di sparigliare le gerarchie della retroguardia fino a diventare titolare inamovibile, prescindendo dal modulo e dai compagni di reparto. Un punto fermo da cui ripartire in vista della prossima stagione.

Medaglia di bronzo: ad Andrea Dini, a proposito di punti fermi e certezze. Si dice che un portiere sia grande quando in gara si vede poco ma chiamato in causa, anche d’improvviso, sia capace di rispondere presente. E’ il caso dell’estremo difensore ex Trapani che, con il suo arrivo e le sue grandi parate, ha cambiato a gennaio la stagione della Juve Stabia. Pochi fronzoli, tanta sostanza e riflessi felini per Dini, anche oggi decisivo nel chiudere due volte in uscita la porta agli avversari. La sua conferma al “Menti” sarà priorità assoluta del prossimo direttore sportivo.

Evacuo: “C’è rammarico per non aver centrato i playoff. Non farò mai l’allenatore”

Felice Evacuo, attaccante della Juve Stabia oggi all’ultima gara della sua lunga carriera, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto contro la Virtus Francavilla per 4-0.

Le dichiarazioni di Felice Evacuo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“C’è un po’ di rammarico per l’obiettivo non raggiunto ma speriamo di avere i playoff attraverso il ricorso. Mi prenderò un po’ di tempo per decidere ma non farò l’allenatore. Non sono da staff tecnico. Quando sono venuto a settembre sapevo di essere venuto perché si era fatto male Eusepi. Non sono contento della mia stagione a livello personale – aggiunge Evacuo – ma sapevo quale sarebbe stato il mio ruolo.

Negli anni scorsi sono stato più volte vicino alla Juve Stabia ma non si è mai concretizzato. Non sono contento di ciò che ho fatto in questa stagione – continua Evacuo – ma sono sono tutto sommato soddisfatto per quello che è stato il contributo alla causa. C’erano tanti giovani oltre a me e le scelte ovviamente dovevamo tenere conto di tante cose.

I gol più belli quelli della carriera sono sicuramente la doppietta con la Sassari Torres contro il Napoli di cui sono grande tifoso. Se devo indicare dei gol più belli sono proprio quelli contro il Napoli.

Foggia - Juve Stabia Campobasso Calcio Serie C (88) EVACUO

E’ stata bellissima la passerella iniziale dei miei compagni e degli avversari all’inizio. Fare 51 punti e non fare i playoffprosegue Evacuo – sembra davvero incredibile ma una serie di risultati nel finale di campionato ce lo ha impedito.

Ho avuto la fortuna di giocare anche in squadre per vincere che alla fine hanno vinto i campionati. Ricordo le stagioni di Trapani e quella di Firenze in cui abbiamo vinto il campionato. Soprattutto l’esperienza di Trapani con mister Italiano. Si vedeva subito che sarebbe stato un grande allenatore. Sta dimostrando con i fatti di essere un grande allenatore. Il più importante allenatore che ho avuto è stato Cuccureddu che ho avuto all’Avellino e mi ha forgiato come attaccante. Anche Galderisi – conclude Evacuo – mi ha trasferito diversi insegnamenti che mi sono serviti nel corso della carriera”.

Novellino: “Martedì ci alleniamo perchè sono convinto che ci ridaranno i 2 punti. Siamo migliorati molto nel possesso palla”

Walter Novellino, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine della gara vinta 4-0 contro la Virtus Francavilla.

Le dichiarazioni di Walter Novellino sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Credo che la cosa più importante sia aver fatto 51 punti poi ce ne hanno tolti due. Sono contento di essere stato richiamato e aver dimostrato di poter fare l’allenatore ancora per diversi anni. Negli altri gironi a 46 punti sei certamente nei playoff. A 51 punti – prosegue Novellino – noi non siamo rientrati purtroppo nei playoff e non solo per colpe nostre.

Il mio dovere l’ho fatto, non dimentichiamo dove eravamo in classifica quando sono stato richiamato dopo la parentesi Sottili. Sono stati bravi a richiamarmi – continua Novellino – e io ho dato il massimo. Sono contento perché ho trovato ragazzi che mi hanno dato una mano e col lavoro si ottiene tutto.

Si lavora tanto anche sui calci piazzati ed ho trovato collaboratori disponibili e intelligenti al momento della mia venuta. Martedì si ricominciano gli allenamenti perché sono convinto che ci daranno i due punti. La cosa più bella – aggiunge Novellino – è che io mi vedo in categoria superiore. Ho un po’ di presunzione anche perché la Juve Stabia mi ha dato la possibilità di farmi vedere e notare e soprattutto credo di aver dimostrato di poter allenare ancora per molto tempo.

Questi ragazzi potevano avete qualche punto in più sia per la parentesi Sottili che per la mia gestione. E’ importante sia la gestione del pallone che la verticalizzazione. Un mio errore? L’errore è che sono stato troppo perbene ma mi do un voto importante e lo do anche alla società. Il bilancio della stagione – continua Novellino – è assolutamente positivo.

Abbiamo migliorato il possesso palla perché abbiamo migliorato anche la verticalizzazione. Non avevamo saltatori di testa ma siamo migliorati nel possesso palla anche grazie alla disponibilità dei ragazzi. Il sogno nel cassetto era la qualificazione playoff e spero che lo ritroveremo questa sera. L’unica partita sbagliata – conclude Novellino – è stata quella di Monterosi, poi abbiamo fatto molto bene per il resto”.

Empoli – Napoli (3-2) Spalletti: Sono io il responsabile

Dopo la sconfitta del Napoli contro l’Empoli per effetto dei tre gol subiti in 7 minuti (dall’80’ all’88’) che ribaltano l’iniziale doppio vantaggio degli azzurri, il tecnico dei partenopei Luciano Spalletti è intervenuto così nel post partita.

Le sue parole sono state raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sportiva:

Cosa pensa di quello che è accaduto oggi ad Empoli soprattutto a Meret?

“Prendo atto di quello che accade poi è chiaro che immaginarsi un finale del genere diventava difficile. Sono partite dove gli avversari continuano a lottare con l’intensità giusta, loro hanno fatto così tutto l’anno, noi sul finale della partita abbiamo perso un po’ di attenzione e su questo la responsabilità è mia”

Come stanno i ragazzi nello spogliatoio dopo quello che è accaduto?

“Dipende da quello che si costruisce giornalmente, è un atteggiamento consolidato che ci deve essere in una squadra del rango come la nostra, dipende dal lavoro settimanale; dalla continuità nell’essere esecutivi e attenti. Abbiamo abbassato qualche cosa e non va fatto, poi inevitabilmente quando commettiamo la leggerezza, in un atteggiamento del genere subentra anche il timore e poi il resto lo fanno gli avversari che hanno forza e qualità”

Il Napoli nell’ultimo periodo è un po’ fragile?

“Noi abbiamo delle caratteristiche dove bisogna sempre stimolare questo fatto del possesso palla perché è importante per noi non andare a dover fare quella che è una cosa innaturale cioè andare a rincorrere gli avversari, andare a lottare quando la partita diventa un po’ una battaglia. Le nostre qualità sono differenti e probabilmente da qualche episodio che viene fuori ci prendiamo degli svantaggi”

Quei 7 minuti sono unicamente responsabilità di Luciano Spalletti?

“Molta sì, perché poi se la squadra non sa reagire in un anno che si sta insieme dovrebbe avere un comportamento consolidato, dovrebbe avere un atteggiamento; una ricerca che diventa evidente in qualsiasi momento della partita perché altrimenti è segno che ho trasferito male il mio lavoro ai ragazzi, perché noi dobbiamo lottare per lo scudetto!”

A cura di Luigi Matrone

Empoli – Napoli (3-2), Andreazzoli: Farò vedere la gara a mio nipote con molta soddisfazione

Dopo la rimonta dell’Empoli sul Napoli per 3-2, il tecnico dei toscani Aurelio Andreazzoli ha parlato così nel post partita, le sue parole sono state raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione sportiva:

Quanta soddisfazione c’è per questa vittoria contro il Napoli dopo che l’Empoli era andato sotto due volte?

“Oggi c’è stato un mix di emozioni che fanno bene alla mente e fanno male al cuore magari, perché abbiamo rischiato un po’ tutti; alla fine sono le emozioni per le quali si lavora, e io auguro a tutti di provare sensazioni come quelle che abbiamo provato oggi”

La squadra oggi è stata più coraggiosa

“Volevamo fare questa partita e l’abbiamo fatta, ci siam presi dei rischi perché è andare 1v1 con Osimhen non è una cosa semplice però la squadra l’ha fatto sempre, l’ha fatto con la volontà di sacrificarsi ma anche con il piacere di farlo perché questa è una squadra che è sempre stata abituata a far questo sin dalla prima giornata di campionato. Le cose non vengono per caso ma perché le vuoi”

A cura di Luigi Matrone

Risultati presidenziali 2022: Macron rieletto per un secondo mandato

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Risultati presidenziali 2022. Con circa il 58% dei voti secondo le prime stime, il capo di Stato uscente precede il suo avversario RN Marine Le Pen, che otterrebbe circa il 42%.

Inedito. Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica, un presidente uscente riuscì a farsi rieleggere fuori dalla convivenza . Con circa il 58% dei voti secondo le stime fornite dall’Ifop, Emmanuel Macron ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali del 2022 , contro il suo avversario RN Marine Le Pen , che otterrebbe circa il 42% dei voti.

Dopo aver seguito i risultati  dell’Eliseo, il capo dello Stato si è spostato al Champ-de-Mars (7° arrondissement), dove è atteso da alcune migliaia di sostenitori.

Marine Le Pen ha chiamato il suo avversario per congratularsi con lui,  quindi ha parlato dal Pavillon d’Armenonville (16° arrondissement).

AFFLUENZA

Un’affluenza storicamente bassa, vicina al record di astensioni del 1969

Il punteggio di questo match di ritorno tra i due finalisti è più serrato rispetto al 2017, dove si erano già trovati faccia a faccia.

All’epoca, il leader di En Marche! era stato approvato dal 66,10% degli elettori che si sono recati alle urne, contro il 33,90% del candidato al Fronte Nazionale. Tuttavia, il ballottaggio è stato caratterizzato da un’elevata astensione, misurata al 25,44%.

Anche quest’anno la partecipazione è a un livello storicamente basso e potrebbe avvicinarsi al record di disinteresse del 1969.

Emmanuel Macron è il primo presidente uscente rieletto fuori dalla convivenza, il Capo dello Stato apre una pagina inedita della Quinta Repubblica e continua a scrivere la sua storia.

Scrive Le Figarò

Eletto per furto con scasso, rieletto per dimissioni, l’uomo che voleva fare lo scrittore continua a scrivere il suo romanzo personale.

È ancorato alla storia.

Mai prima di lui un presidente uscente era riuscito a farsi rieleggere al di fuori della convivenza.

Mai prima di lui l’estrema destra aveva raggiunto un tale livello nel paese.

Mai prima di lui i tradizionali partiti di governo erano stati così indeboliti.

Emmanuel Macron, presidente paradossale. Odiato e ammirato. Respinto e acclamato. Rafforzato e indebolito.

Come l’ultima espressione del “allo stesso tempo” che ha rivendicato da quando è entrato in politica.

Ora di nuovo solo sul palco per scrivere il terzo volume della sua storia.

Il primo raccontava la storia di un giovane consigliere del re che, colto dall’impotenza del suo padrone, decise di prendere il potere ed esercitarlo al suo posto. Costruito sulle rovine di un paesaggio politico devastato, il secondo volume narra un regno di suoni e furia.

Stanislao Barretta  / Redazione

Operazioni congiunte di controllo della movida selvaggia

I Commissariati di Napoli collaborano con la Guardia di finanza per operazioni congiunte di controllo sulla movida selvaggia napoletana

Sorveglianza sulle zone di maggiore affluenza del capoluogo

Le attività

Giornata ricca di impegni per gran parte dei Commissariati di Napoli, i cui agenti hanno svolto un controllo sulla movida napoletana.
La polizia, in collaborazione con la Guardia di finanza, ha sorvegliato le zone di maggiore affluenza della città, vigilando sui cittadini che hanno deciso di approfittare del bel tempo.

Gli esiti

Non sono mancate sanzioni durante le operazioni svolte ieri sera, con diversi titolari di negozi colti in flagranza e numerose violazioni del codice della strada.
Gli agenti in servizio nei quartieri spagnoli hanno contestato ben 47 violazioni del codice della strada; non è finita qui, perché oltre alle sanzioni hanno anche provveduto alla rimozione di 5 veicoli dalla strada per aver parcheggiato in divieto di sosta.
I poliziotti in servizio nella zona di Chiaia hanno controllato 11 ese4cizi commerciali e ne hanno sanzionati ben 7 per non aver rispettato gli orari di chiusura imposti dagli ordinamenti comunali; uno di essi è stato, invece, sanzionato per aver riprodotto della musica ad un volume troppo alto.
Gli stessi agenti hanno anche notificato 21 violazioni del codice stradale ed hanno rimosso 17 veicoli in divieto di sosta.
Lavoro quasi analogo per gli operatori in servizio in zona vomero, laddove sono state fatte 20 contestazioni per violazioni al codice della strada e rimossi altrettanti veicoli parcheggiati in divieto di sosta.

Operazioni congiunte di controllo della movida selvaggia/Antonio Cascone/redazionecampania

Empoli – Napoli (3 -2): Le pagelle degli azzurri

Ecco le pagelle degli azzurri in Empoli – Napoli (3 – 2). Gli azzurri perdono e le speranze di vincere lo scudetto si abbassano.

I Partenopei perdono anche questa partita contro l’Empoli e le possibilità di vincere il campionato si abbassano di giornata in giornata.

Cambi totalmente assenti e la mentalità non è ancora quella da scudetto.

Sicuramente la peggiore prestazione di Meret da quando è a Napoli e in più nei minuti finali il Napoli crolla e l’Empoli riesce facilmente a portarsi a casa 3 punti importanti per la salvezza.

Ecco le pagelle degli azzurri in Empoli – Napoli (3 – 2):

Meret 4.5: il peggiore dei suoi in questa gara e sicuramente dopo questa pessima prestazione il Napoli non darà per scontato il rinnovo di Meret.

Rrahmani 6-: Buona prestazione del Kosovaro ma insieme a Juan Jesus soffre molto nella parte finale del secondo tempo.

Juan Jesus 6-: Il Brasiliano ha molte difficoltà a difendere a fine secondo tempo ma comunque gioca una buona gara.

Zanoli 5.5: Non sufficiente la prestazione di Zanoli che ad inizio secondo tempo viene sostituito da Spalletti.

Mario Rui 6: Sufficiente la prestazione del Portoghese che nonostante il colpo preso al piede destro rimane in campo per tutta la partita.

Anguissa 6+: Più che sufficiente la prestazione del Camerunese che come Mario Rui rimane in campo per tutta la partita.

Fabian Ruiz 6-: Buona la prestazione di Fabian Ruiz nel primo tempo ma poco nel secondo.

Lozano 6.5: Buona la prestazione del messicano che in questo periodo non sta facendo rimpiangere l’assenza di Politano dai primi minuti.

Mertens 7: Ottima prestazione del Belga che al minuto 77 viene sostituito e viene anche applaudito da tutto lo stadio.

Insigne 7: Ottima anche la prestazione del capitano azzurro che si porta a quota 10 goal in campionato si cui 2 su azione.

Osimhen 6+: Più che sufficiente la prestazione di Victor Osimhen che rimane in campo per tutta la partita ma non riuscito a trovare il fiuto del goal.

Malcuit 6: Sufficiente la prestazione del Francese che entra al minuto 45 al posto di Zanoli.

Zielinski 6-: non ottima la prestazione del polacco che non trova il goal neanche in questa gara e parte ancora una volta dalla panchina.

Politano SV

Ounas SV

All. Spalletti 5.5: Cambi totalmente assenti e le speranze di vincere lo scudetto diminuiscono sempre di più.

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A cura di Simone Improta

 Napoli, che disfatta! Al Castellani finisce 3 – 2 per l’Empoli

 

Napoli, che disfatta! Al Castellani finisce 3 – 2 per l’Empoli. Il Napoli non trova ancora la vittoria e lo scudetto si allontana sempre di più

Nulla da fare per gli uomini di Luciano Spalletti che non trovano la vittoria in campionato da ben due turni. Finisce 3 – 2 la sfida con l’Empoli; per gli azzurri lo scudetto si allontana sempre di più.

 

Napoli, che disfatta! Al Castellani finisce 3 – 2 per l’Empoli

La missione scudetto è definitivamente fallita. Non ci sono altre parole per descrivere la sfida del Napoli alle 15 contro l’Empoli. Finisce 3 – 2 al Castellani e gli azzurri non trovano la vittoria in campionato da ben due turni. L’Empoli in questa stagione riesce a portarsi a casa 6 punti in totale contro la squadra di Spalletti che li permette di restare in Serie A anche la prossima stagione.

 

Partenza Buona ma non buonissima

Entrambe le squadre sono molto presenti nel primo tempo con un Napoli che gioca una buona partita fino al 35esimo minuto, ma dal minuto 36 al minuto 43, la squadra di Spalletti soffre molto in zona offensiva. Il Napoli poi riuscirà a terminare il primo tempo in vantaggio con un goal di Mertens su assist di Lozano.

 

Secondo tempo buono all’inizio ma poco alla fine

Il Napoli gioca un buon inizio di secondo tempo riuscendo anche a raddoppiare con il suo capitano Insigne che si porta a 10 goal in campionato (2 su azione).

L’Empoli troverà il goal speranza al minuto 79 con Henderson e da qual momento il Napoli crolla.

Al minuto 83 l’Empoli riuscirà a pareggiare questa partita con Pinamonti che credendoci fino alla fine riesce a deviare il possibile rinvio di Meret.

Meret sarà il colpevole anche del terzo goal dell’Empoli al minuto 88 quando da un cross effettuato da Bajrami, il portiere Italiano esce in anticipo e sempre il numero 99 dell’Empoli porterà in vantaggio la sua squadra.

 

Obiettivo Scudetto e Champions

Con la sconfitta di oggi al Castellani si spengono le speranze di riuscire a portare lo scudetto a Napoli.

L’Inter allunga sui i partenopei grazie ai 3 punti conquistati ieri contro la Roma.

Il Milan giocherà questa sera contro la Lazio di Sarri e nel caso i rossoneri riuscissero a vincere, andrebbero a quota 74 in campionato riuscendo ad andare a +7 dai partenopei.

La Roma , come anticipato, non è riuscita a vincere contro la squadra di Inzaghi e di conseguenza il posto del Napoli in Champions si fa sempre più vicino.

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Simone Improta/Redazione Sportiva

Formula Uno, GP Imola: a casa nostra domina la Red Bull! Delude la Ferrari

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Formula Uno, il Gran Premio dell’Emilia Romagna e del Made in Italy si conclude con la vittoria di Verstappen, davanti a Perez e Norris. Non bene invece la Ferrari con Leclerc sesto e Sainz costretto al ritiro

Formula Uno, GP Imola: a casa nostra domina la Red Bull! Delude la Ferrari

 

A casa nostra è dominio Red Bull che batte nettamente la Ferrari. Nel Gran Premio del  Made in Italy e dell’Emilia Romagna vince Max Verstappen che, tra Sprint e gara, chiude a punteggio pieno davanti a Sergio Perez e Lando Norris. Il team austriaco ha totalmente dominato, con Verstappen che ha gestito tranquillamente la gara senza nessun tipo di difficoltà. L’olandese si prende la seconda posizione anche della classifica piloti, sempre dietro a Leclerc che resta saldamente leader.

 

Prima caduta

Per la Ferrari è stata una gara totalmente da dimenticare. Leclerc è l’unico pilota tra i due a chiudere a punti, per l’esattezza in sesta posizione. Al monegasco è costato caro l’errore a pochi giri dal termine alla Variante Alta. Un eccesso di foga e voglia di superare Perez che è costata la terza piazza al numero sedici della Ferrari. Gara, la seconda dopo l’Australia, da dimenticare anche per Sainz che a seguito del tamponamento subito da Ricciardo è stato costretto al ritiro. Un altro zero per lo spagnolo, in questa circostanza, di certo non per colpa sua.  Un weekend da dimenticare per la Rossa, il primo sui quattro svolti per ora. Chiaro che è forse il più doloroso, dato che è avvenuto a Imola, ma il campionato lo sappiamo è ancora molto lungo.

 

Segnali di ripresa

E’ ancora molto lunga anche per la McLaren che prova però a dare segni di ripresa totali. Norris chiude in terza posizione e sale sul podio a seguito di una gara, ma di un weekend in senso generale, molto solido e attento: senza strafalcioni e soprattutto senza aver strafato, ma con la giusta attenzione che gli è valso il primo podio della stagione. Da dimenticare invece la gara dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari da parte di Ricciardo che, a seguito del contatto con Sainz, conclude in ultima posizione.

 

Mercedes spaccata in due

E’ molto complicato invece definire la gara della Mercedes. Il team di Backley vede infatti un ottimo George Russell, anche questa volta autore di una gara fantastica e di una grande rimonta. Partito decimo, l’inglese ha chiuso al quarto posto in classifica. Non sono ovviamente mancate le difficoltà, come il sorpasso su Magnussen a inizio gara e la difesa(ben riuscita) su Bottas per blindare la quarta piazza. Inspiegabile, vedendo questo Russell, il tredicesimo tempo di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo non è riuscito a superare l’AlphaTauri di Gasly dodicesimo.  Tantissimi tentativi ma nessuno mai andato in porto. Ci sono senza dubbio tanti problemi sulla W13, anche Russell lo sa, ma Hamilton è senza dubbio il più in difficoltà.

 

Weekend positivo

Sfrutta le condizioni della pista e l’andamento della gara l’Aston Martin che finalmente vede punti, sia con Vettel che chiude in ottava posizione che con Stroll che porta a casa un punto con la decima casella. A separare le due Aston Martin, sulla quale c’è un ancora un po’ da lavorare, la Haas di Magnussen ancora saldamente in zona punti, come Bottas che ormai sembra essere una vera e propria certezza. Il finlandese chiude in quinta posizione con la sua Alfa Romeo e sembra sfruttare nel migliore dei modi il motore Ferrari e il nuovo fondo montato sulla C42.

 

Termina così il Gran Premio di casa nostra a Imola! Ora la  Formula Uno si prende una settimana di pausa, prima di tornare nel weekend dal 6 all’8 maggio sulla nuova pista di Miami!

 

Juve Stabia-Virtus Francavilla – Rileggi LIVE 4-0 (18° e 62° Stoppa, 83° Erradi, 92° Caldore)

Juve Stabia-Virtus Francavilla, è una partita largamente condizionata da quanto accaduto in settimana con il -2 di penalizzazione subito dalle Vespe e il +2 al Foggia che ha ridotto al lumicino le speranze playoff per gli uomini di mister Novellino.

I TEMI DI JUVE STABIA-VIRTUS FRANCAVILLA.

La Juve Stabia ha comunque presentato ricorso avverso il -2 di penalizzazione e se ne saprà qualcosa in più di sicuro nel corso della prossima settimana. Ad oggi però le Vespe hanno un’unica possibilità di centrare l’obiettivo playoff: battere la Virtus Francavilla e sperare in un passo falso interno della Turris impegnata nel derby con la Paganese, peraltro già abbondantemente con la testa ai playout.

Qualche problema di formazione per mister Novellino che deve fare a meno oltre che di Eusepi sospeso in via cautelare dal Tribunale Nazionale Antidoping, anche di Altobelli per problemi muscolari e di Tonucci, squalificato per essere stato espulso dalla panchina nel concitato finale di Potenza-Juve Stabia.

La Virtus Francavilla di mister Taurino, autore di uno straordinario campionato con il suo 3-4-1-2 e chiusa da una settimana in un’inspiegabile silenzio stampa, recupera diversi elementi che verranno utili alla formazione pugliese anche per i playoff. Si tratta di Enyan (fermo da 5 mesi), Tchetchoua, Mastropietro, Pierno (reduce da 2 turni di squalifica) ma non dovrebbe schierare al “Menti” Idda diffidato e quindi a rischio di un’eventuale ulteriore ammonizione. Largo in attacco al tridente Maiorino-Perez-Patierno, vero punto di forza del Francavilla.

I pugliesi arrivano a Castellammare con l’obiettivo dichiarato di conquistare i tre punti che significherebbero certezza matematica del quinto posto che consentirebbe agli uomini di mister Taurino di giocare in casa in gara secca i primi due turni dei playoff.

La gara sarà diretta dal sig. Michele DELRIO della sezione di Reggio Emilia. Michele Delrio, sarà coadiuvato da: Nicola TINELLO della sezione di Rovigo, assistente numero uno; Costin Del Santo SPARTARU della sezione di Siena, assistente numero due; Marco MENOZZI della sezione di Treviso, quarto ufficiale (C.A.N. D).

Juve Stabia-Francavilla LIVE

FORMAZIONI UFFICIALI JUVE STABIA-VIRTUS FRANCAVILLA.

JUVE STABIA (4-3-3): Dini; Donati (Picardi dal 45° s.t.), Troest, Caldore, Panico; Davì, Schiavi (Squizzato dal 43° s.t.), Dell’Orfanello (Erradi dal 33° s.t.); De Silvestro (Della Pietra dal 43° s.t.), Stoppa, Guarracino (Evacuo dal 33° s.t.).

A disposizione: Russo, Pozzer, Peluso, Squizzato, Della Pietra, Cinaglia, Picardi, Esposito, Ceccarelli, Maglione.

Allenatore: sig. Walter Alfredo Novellino.

VIRTUS FRANCAVILLA (3-4-1-2): Nobile; Delvino, Miceli, Caporale (Feltrin dal 33° s.t.); Carella, Toscano, Franco, Pierno; Maiorino (Enyan dal 29° s.t.); Patierno, Ventola (De Maria dal 43° s.t.).

A disposizione: Cassano, Feltrin, Idda, Gianfreda, Prezioso, Padovano, Rizzo, De Maria, Poletì, Demiridjian.

Allenatore: sig. Roberto Taurino.

Angoli: 4-4

Spettatori: 1.000 circa.

PRIMO TEMPO JUVE STABIA-VIRTUS FRANCAVILLA.

3° Prima incursione della gara della Juve Stabia con Guarracino che entra in area dalla sinistra e va al tiro ma para Nobile per il Francavilla.

12° Ammonito Miceli per la Virtus Francavilla per fallo su Stoppa.

13° Stoppa si libera bene al limite e fa partire un bel tiro di sinistro che fa la barba al palo alla sinistra di Nobile, portiere del Francavilla.

18° GGGGOOOLLLLLLL DELLA JUVE STABIA: grandissima punizione di Stoppa dal limite che di destro insacca all’incrocio dei pali. 

32° Gran colpo di testa di Caldore su angolo battuto dalla destra e palla di poco fuori.

45° Finisce il primo tempo con il vantaggio delle Vespe per effetto del gran gol segnato da Stoppa su punizione al minuto 18. Condotta di gara giudiziosa delle Vespe con un’ottima fase difensiva e Virtus Francavilla mai seriamente pericolosa dalle parti del portiere della Juve Stabia, Dini. Purtroppo dagli altri campi arriva la vittoria momentanea della Turris per 2-0 il che significa undicesimo posto per la Juve Stabia fuori dai playoff.

 

SECONDO TEMPO JUVE STABIA-VIRTUS FRANCAVILLA.

17° GOOOLLLLLL DELLA JUVE STABIA: Stoppa ancora ben lanciato da De Silvestro trafigge con un perfetto diagonale di destro Nobile, portiere del Francavilla. 

24° De Silvestro semina il panico in area di rigore del Francavilla ma sbaglia la conclusione sparando alto sulla traversa.

30° Donati si libera molto bene in area di rigore avversaria e va vicinissimo al gol del 3-0.

31° Ammonito Panico per la Juve Stabia.

35° Doppio salvataggio di Dini su una bella incursione di Patierno per il Francavilla.

37° Ammonito Delvino

38° GGOOOLLLL DELLA JUVE STABIA: grande assist di De Silvestro per Erradi che di testa batte ancora Nobile per il 3-0 delle Vespe.

47° GGOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: gol di Caldore su punizione di Stoppa dalla destra 

47° Finisce sul 3-0 per le Vespe il match con la Virtus Francavilla. gara dominata dalle Vespe e risultato mai in bilico soprattutto grazie alle due perle di Stoppa. Grande rammarico per il -2 di penalizzazione che impedisce alle Vespe di arrivare ai playoff.

 

 

 

Ischia, Iervolino: “Abbiamo sofferto la pressione del risultato”

Dopo gara- L’allenatore dell’Ischia a fine partita” Sbagliato l’approccio alla gara”

Simone VicidominiL’Ischia non va oltre il pareggio in casa dell’Albanova. I gialloblu erano ad un passo dal secondo posto ed invece chiudono il campionato in quarta posizione, dove ora giocheranno i play-off prettamente in trasferta.

“Avevamo preparato la partita per vincerla e sperare nei risultati positivi dagli altri campi-dichiara Iervolino-. Purtroppp non è stata giocata come si doveva. Come detto nelle conferenze stampa passate sognavamo di raggiungere il secondo posto ed invece siamo arrivati quarti per demerito nostro per via di questa partita. Dobbiamo trarre motivazioni da quello che non abbiamo fatto oggi e metterci a lavorare per la prossima partita”.

Ottimo secondo tempo da parte delle due squadre ,anche sei i gialloblu sono venuti fuori soltanto nel finale. Si paga l’approccio sbagliato ad inizio gara? “Assolutamente si. Abbiamo fatto fatica soprattutto in mediana. Loro ci venivano a prendere alti e quindi era importante trovare un altra soluzione. Dal venticinquesimo siamo riusciti a trovare il bando della matassa; però al di là della questione tattica e tecnica, per noi era una partita in cui ci si giocava tanto rispetto a loro che avevano la mente sgombra.

Forse mentalmente ci ha pesato questa pressione. Questo fa parte del gioco e della crescita dei ragazzi, spero che da queste prestazioni riusciamo a capire e crescere sotto il punto di vista caratteriale, questa è la cosa che bisogna fare quando non si vince dal punto di vista sportivo ma devi vincere sotto altri punti di vista”.

L’Ischia nelle partite secche ha sempre avute molte difficoltà a fare il salto di qualità? ” Assolutamente. Ma giocare le partite fuori casa no, perché in casa avresti avuto sempre due risultati su tre, poi giocare davanti ai nostri tifosi ti da sempre la motivazione maggiore. C’e da sottolineare la grande stagione che hanno fatto i ragazzi raggiungendo l’obiettivo, giocando tante partite come quelle di coppa che ne sono state sei in più rispetto a tante nostre avversarie. C’e tanto lavoro di buono fatto. Il confronto con i tifosi a fine partita?  “I tifosi ci hanno motivato per far bene nei playoff chiosa Iervolino- cercando di fare meglio rispetto ad oggi.