Il calciomercato si fa sempre più vicino e il Napoli sta cercando anche un centrocampista nel caso uno tra Fabian e Zielinski dovesse andare via. Il Napoli ha scelto Pasalic.
Nelle ultime settimane, il nome di Mario Pasalic è stato più volte accostato al Napoli.
Il suo eventuale arrivo chiaramente dipenderà anche dalle possibili cessioni di FabianRuiz e Zielinski.
Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso della trasmissione Radio Goal, è intervenuto Marko Naletilic, agente del centrocampista croato.
Ecco le parole di Naletilic sul futuro di Pasalic:
Com’è stata la stagione di Pasalic?
“Assolutamente positiva, anche a livello numerico.
Ha fatto 13 gol senza tirare rigori. Le sue qualità migliori sono i tempi di inserimento e la finalizzazione. Magari nei 90 minuti non lo vedi molto, ma è decisivo.
Ha tanta visione di gioco e la sua presenza si sente.
Magari non ti colpisce subito perché non fa dribbling o grandi giocate”.
Lo vedrebbe bene con Spalletti?
“Pasalic è contento all’Atalanta, lo trattano bene ed è un giocatore dell’Atalanta.
Non è corretto parlare di lui in un’altra squadra in questo momento.
Su Spalletti posso dire che è un grande allenatore e una grande persona. Lo conosco personalmente”.
Pasalic farebbe bene a Spalletti?
“Posso dire che specificamente nelle caratteristiche di inserimento e finalizzazione è uno dei migliori in Europa”.
Pasalic al Napoli?
“Giuntoli non mi ha mai chiamato, non sono qui per dire bugie. Se io avessi parlato con il Napoli non sarei intervenuto in trasmissione.
Il mercato però è lungo, adesso bisogna finire la sta stagione.
Posso confermare che c’è tanto interesse per Pasalic in tutta Europa”.
Certo, celebrare la ricorrenza di una vittoria dell’Italia a un Mondiale nell’anno in cui la nostra Nazionale non parteciperà a quello del 2022 dopo la sconfitta contro la Macedonia, sembra quasi una “forzatura”. Invece per certi versi ciò può aiutare a capire da dove venga questa maglia azzurra, cosa rappresenti anche per le altre nazionali di calcio, e ciò che dovrebbe essere sempre.
La bellezza di 84 anni fa l’Italia vinceva per la seconda volta consecutiva, e in assoluto, la Coppa del Mondo. Era il 1938 e si concludeva un ciclo che aveva portato a due affermazioni in otto anni.
“Coupe du Monde Jules Rimet 1938”
Iniziamo col dare i nomi alle “cose”. La competizione che portò a casa l’Italia nel 1938 si chiamava ancora Coppa Jules Rimet, in francese Coupe du Monde Jules Rimet, in onore al dirigente francese che ebbe l’idea della prima Coppa del Mondo.
Fu la terza edizione per squadre nazionali maschili, e si disputò in Francia dal quattro al diciannove giugno 1938.
Le città impegnate a ospitare il prestigioso torneo furono, in ordine alfabetico, Antibes, Bordeaux, Le Havre, Lilla, Marsiglia, Parigi, Colombes, Reims, Strasburgo e Tolosa.
Le squadre partecipanti furono soltanto 16, uscite dalle 37 che avevano partecipato alle qualificazioni iniziali, e la finale fu giocata sul terreno di gioco di Colombes, lo stadio Yves du Manoir, un impianto da 14mila posti.
Una tradizione di successi da parte dell’Italia lunga un secolo
Il perché la nostra Nazionale non debba arrendersi, viene dal fatto che le quote delle scommesse Italia puntino sulla qualificazione degli Azzurri alla fase finale della Nations League in partenza a giugno 2022, e dal fatto che la nostra storia calcistica sia importante.
Il passato del calcio mondiale e dei Mondiali è “intrisa” d’azzurro, e la nostra Nazionale vinse ben due Mondiali su due disputati dagli Azzurri. Mancò soltanto a quello del 1930. L’Italia guidata dal mito Vittorio Pozzo partecipò di diritto al Mondiale essendo la detentrice della competizione planetaria precedente.
Il cammino dell’Italia nel 1938
La squadra era composta principalmente da club del Nord Italia, con l’unica eccezione per le squadre romane. Proprio uno dei migliori calciatori dell’Italia, terminato anche secondo nella classifica marcatori del Mondiale, giocava all’epoca nella Lazio.
Parliamo di Silvio Piola, attualmente ancora il primo marcatore della Serie A di tutti i tempi davanti a Francesco Totti e a Roberto Baggio.
Il percorso dell’Italia non fu facile, soprattutto all’inizio, dove si impose su una Norvegia molto fisica soltanto nei tempi supplementari, vincendo per 2-1 con reti di Ferraris e proprio di Piola nei primi minuti del primo tempo supplementare.
La seconda partita fu la più difficile, perché l’Italia incrociò la nazionale ospitante, la Francia. A Colaussi rispose immediatamente dopo un minuto Oscar Heisserer, ma poi ancora Piola portava l’Italia in semifinale con una doppietta. In semifinale fu scontro fra titani. Il risultato finale 2-1 per gli azzurri fu frutto di un’altra rete di Colaussi, e di un rigore trasformato da un’altra leggenda del calcio italiano nonché capitano di quella Nazionale, Giuseppe Meazza. La rete del Brasile fu siglata da Romeu sul finale.
La finalissima fu il 19 giugno del 1938 alle 17:00 contro l’Ungheria, squadra che all’epoca era una grande potenza sportiva: Colaussi, ancora una volta in rete per due volte, così come Piola, mentre per l’Ungheria a segno György Sárosi e Pál Titkos. 4-2 dunque il risultato finale che fece alzare la seconda Coppa del Mondo, allora Jules Rimet, a Giuseppe Meazza.
La storia della nostra Nazionale è piena di successi, certo anche di grandi sconfitte e delusioni, come la finale del mondiali in USA nel ‘94, o la finale persa agli Europei del 2000.
Ma il movimento calcistico italiano si è sempre saputo rialzare come lo ha fatto l’Italia di Mancini nel 2020, e lo farà anche questa volta a cominciare dalla Nations League 2022-2023.
Tentativo fallito di eludere il controllo dei poliziotti, col conducente che dopo esser fermato va fuori controllo e aggredisce gli agenti
Controllo finito male…per tutti. Potenziale rissa sedata con l’arresto
La scoperta
Gli agenti di polizia si trovavano per le strade di Rione Lotto Zero, in provincia di Napoli, quando si sono imbattuti in uno scooter presso viale Decio Mure; il veicolo, alla vista della pattuglia, ha accelerato per tentare la fuga, venendo poi inseguito dalla stessa.
L’intervento
I poliziotti hanno ritrovato lo scooter parcheggiato in via Fauno, notando e raggiungendo il conducente per il controllo.
L’uomo, visibilmente fuori di sé, ha dato in escandescenza ed ha aggredito gli agenti e danneggiato la loro auto.
L’aggressore è stato scortato dai poliziotti presso l’ufficio più vicino ed ha continuato ad inveire contro gli agenti; per il 31enne napoletano è scattato l’arresto per lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale, nonché denunciato per oltraggio a Pubblico Ufficiale e danneggiamento di beni della Pubblica Amministrazione.
Aggredisce gli agenti durante un controllo. Napoletano in manette/Antonio Cascone/redazionecampania
Formula Uno, archiviata la prima giornata a Barcellona sul tracciato del Montmeló con il monegasco Charles Leclerc che si conferma in entrambe le sessioni di prove libere. Red Bull da aggiustare il giro secco ma sembra stare lì pur avendo un buon passo gara. Mentre la sorpresa di questo venerdì è la Mercedes, costante sia nel giro secco che nel passo gara
Formula Uno, GP Spagna: Ferrari vola in qualifica, ma non sul passo gara. Il report del venerdì di libere
Si archivia così la prima giornata di prove libere sul tracciato di Barcellona al Montmeló con una Ferrari (quella di Charles Leclerc) che si conferma, ma è la Mercedes la vera sorpresa di giornata nella seconda sessione di prove libere, mentre non brilla l’olandese Max Verstappen, vincitore a Miami, che conclude solo in 5ª posizione, con la Red Bull. A questo punto il quesito che tutti ci poniamo è…Barcellona è veramente la pista che è destinata a cambiare i valori della Formula 1 che abbiamo visto fino a oggi ? Visto dai valori in campo e dati alla mano fino ad ora, è il monegasco Charles Leclerc che si è riconfermato il più veloce con le gomme Soft: il ferrarista infatti ha registrato un tempo di 1’19″670 sebbene la pista sia sembrata un pochino peggiore rispetto al primo turno di prove libere, dopo che il vento andava soffiando contro il rettilineo principale.
Sul giro secco la Ferrari è parsa in grado di avere il passo per puntare alla pole position ( fondamentale su una pista come quella di Barcellona dove non è facile superare ), ma nella simulazione di long-run con gomma Media è sembrata andare in crisi troppo in fretta, sia con le gomme Medie con Charles Leclerc, sia con le Soft con Carlos Sainz. Un brutto segnale per il weekend della rossa che accusa un degrado molto importante ed evidente alla vigilia di questa settimana di gara a Barcellona. I tecnici di Maranello dovranno rinunciare a qualcosa sul giro secco per allungare la vita degli pneumatici. Dovranno infatti rinunciare alla velocità massima, caricando un po’ la F1-75 per evitare che scivoli troppo in gara.
La sorpresa di questo venerdì è il risveglio della Mercedes che ha portato George Russell a soli ( 0.117 millesimi ) dalla Ferrari, con subito dietro Lewis Hamilton ad appena ( 0.087 millesimi ). La W13 con il nuovo fondo e il doppio splitter sembra aver spento il porpoising, permettendo ai tecnici di deliberare un’altezza da terra più bassa che consente di avere più downforce. La prestazione che è emersa ha sorpreso gli stessi tecnici della Stella che hanno ritrovato il sorriso, segno che la strada che hanno imboccato è quella giusta.
Va detto inoltre che la Mercedes sembra migliore della Ferrari anche nel passo gara: la Mercedes ha fatto un passo avanti, dando consistenza alle sue prestazioni, mentre a Miami c’era stato una fiammata in FP1 quando c’erano condizioni climatiche favorevoli. Guardando i tempi verrebbe da pensare che la Mercedes potrebbe essere d’aiuto alla Ferrari nel tenere a distanza le Red Bull, ma ci si farebbe portare fuori strada da dati poco veritieri. L’olandese è solo quinto con un tempo di 1’20″006 a soli ( 0.016 millesimi ) dalla Ferrari di Carlos Sainz, ma l’olandese ha lavorato per trovare il giusto carico aerodinamico nel terzo settore, dove la rossa sembra andar più forte. Mentre la Red Bull ha impressionato nella simulazione di gara, mostrando un passo incredibile : la prestazione è venuta fuori da Max Verstappen ma è stata confermata anche dal messicano Sergio Perez solo in 7ª posizione sul giro da qualifica. Davanti al messicano in 6ª posizione c’è Fernando Alonso con un’Alpine a suo agio sul giro secco e in difficoltà sulla durata, mentre il suo compagno di squadra Esteban Ocon conclude in 9ª posizione.
Positiva 8ªposizione di Sebastian Vettel con un’Aston Martin evoluta che sembra avere un potenziale decisamente maggiore rispetto alla versione a doppio fondo che è stata abolita, anche se Lance Stroll non è andato oltre la 13ª posizione. La top 10 è stata chiusa dalla Haas di Mick Schumacher che trova una giornata piuttosto posizione nella quale raccoglie ciò che sta seminando. Il tedesco precede il danese Kevin Magnussen in 12ª posizione, a sua volta preceduto dall’AlphaTauri di Pierre Gasly, mentre Yuki Tsunoda conclude in 14ª posizione a tre decimi dal francese.
Male la McLaren che ha portato un grosso pacchetto di novità per la MCL36: Daniel Ricciardo conclude la sua giornata solo in 15ª posizione a 1″7 dalla vetta e Lando Norris ha chiuso addirittura in ultima posizione. L’inglese ha completato solo sei giri per aver distrutto il fondo su un cordolo e per questo non ha potuto fare il long run. Guai anche per Valtteri Bottas che è stato costretto ad accostare la sua Alfa Romeo dopo pochi minuti perché la sua C42 ha avuto dei problemi sul rettilineo dopo un cedimento meccanico alla power unit Ferrari. La Williams invece non cresce: Alexander Albon, in 18ª posizione, precedere Nicholas Latifi di quasi nove decimi. Evidentemente non può sperare niente di più ora che gli sviluppi cambiano i rapporti di forze.
È previsto un ‘prestito’ dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione contro il caro prezzi, ma sarà reintegrato. Il ministro Carfagna: “In futuro, adotteremo il metodo PNRR”
Audizione in Commissione Bilancio: il ministro Carfagna
Il Ministro Mara Carfagna
L’audizione del ministro Mara Carfagna in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati è stata tutt’altro che rituale.
Ad affermarlo sono stati anche diversi parlamentari intervenuti.
Nessun ministro prima d’ora, infatti, si era recato alle Camere per condividere le aree tematiche e gli obiettivi strategici della nuova programmazione del Fondo per lo Sviluppo e Coesione.
“Per l’entità delle risorse previste, il carattere pluriennale del FSC e la sua importanza strategica – ha voluto precisare invece il ministro Carfagna – ritengo cruciale il coinvolgimento del Parlamento nella costruzione concreta della programmazione dei fondi che ci apprestiamo a fare”.
Il ministro ha quindi ricordato il percorso svolto finora e ha confermato che “il nostro obiettivo è giungere all’approvazione dei Piani di Sviluppo e Coesione entro la fine dell’estate”.
Un target che la stessa Carfagna ha definito “sfidante”, che dovrà essere preceduto dal riparto delle risorse tra le aree tematiche e da “un’assunzione di responsabilità comune da parte di tutte le amministrazioni titolari dei futuri interventi”.
Per questo, il ministro ha preannunciato che promuoverà incontri bilaterali con tali amministrazioni, alle quali chiederà “criteri di rapidità e certezza nei tempi degli interventi”.
Le risorse rimaste a disposizione del FSC per la programmazione 2021-2027 sono pari a 55,9 miliardi di euro, dopo che alcune anticipazioni sono già state destinate ad altri interventi, in gran parte collocati al Sud.
“L’obiettivo che stiamo provando a raggiungere – ha spiegato il ministro Carfagna nel corso dell’audizione – è fare sempre più del FSC uno strumento ordinario che, in prospettiva, adotti il ‘metodo PNRR’ come modalità permanente di programmazione e attuazione degli interventi.
I miei uffici sono al lavoro per costruire un nuovo schema normativo che mutui per il FSC le buone pratiche dei Fondi strutturali e del PNRR: per ogni PSC saranno monitorati gli stati di avanzamento finanziari, i cronoprogrammi delle opere e degli interventi e i termini finali per la cantierabilità”.
Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale ha spiegato che l’intento è quello di “superare strutturalmente i problemi che ancora attraversano la coda della programmazione 2014-2020, che sperimenta un altissimo rischio di mancata attuazione e dunque di disimpegno per non meno di 12,8 miliardi di euro“.
A proposito di tali risorse, il ministro Carfagna ha spiegato di aver dato disponibilità al governo a utilizzare 6 miliardi di euro “per il finanziamento del fondo ‘caro prezzi'”, previsto dal recente decreto-legge n. 50/2022.
Ma ha precisato:
“Non un cantiere viene fermato, non un intervento viene definanziato, perché laddove le risorse residue del FSC 2014-2020 non dovessero essere sufficienti, si utilizzano le risorse del ciclo 2021-2027. Qualora queste venissero intaccate, saranno poi reintegrate in Legge di Bilancio”.
Si tratta quindi solo di “un ‘prestito’ temporaneo”.
Inoltre, la norma inserita nel suddetto decreto-legge prova ad aiutare le amministrazioni titolari di progetti a rischio definanziamento, che potrebbero non rispettare le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il termine del 31 dicembre 2022, previsto finora dalla legge.
Infatti, gli interventi infrastrutturali di valore superiore a 25 milioni di euro potranno raggiungere le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 30 giugno 2023 (sei mesi dopo la data fin qui prevista, che rimane valida per le opere di importo minore).
Inoltre, per quelli di valore superiore ai 200 milioni di euro, i termini si intendo rispettatati alla stipula di contratti dall’ammontare complessivo superiore al 20% del costo dell’intero intervento.
Infine, vengono fatti salvi dal rischio definanziamento gli interventi infrastrutturali soggetti a commissariamento governativo o inseriti nell’ambito dei Contratti Istituzionali di Sviluppo (CIS).
Industria Felix ha come obiettivo quello di raccontare l’affidabilità e la competitività delle imprese cominciando dalla lettura dei loro bilanci.
Presente anche Gori, per il terzo anno consecutivo, tra le aziende che hanno conseguito l’Alta Onorificenza di Bilancio nell’ambito della quinta edizione campana del Premio Industria Felix – La Campania che compete, un riconoscimento riservato alle eccellenze che operano sul territorio regionale, assegnato a seguito dell’inchiesta giornalistica condotta dal periodico nazionale Industria Felix Magazine, in collaborazione con Cerved Group, una delle principali agenzie di rating in Europa.
Le aziende, premiate ieri presso l’Auditorium di Città della Scienza, sono state scelte da un qualificato Comitato Scientifico rispetto ad un algoritmo di competitività relativo al conto economico e all’affidabilità finanziaria, tenendo conto anche delle azioni di sostenibilità.
Nel caso di Gori, che ha ricevuto il riconoscimento come “miglior impresa dei settori energia e utility con sede legale in Campania”, il premio gratifica anche l’impegno che la caratterizza come azienda “competitiva, affidabile e sostenibile”.
Le parole del Presidente di Gori, Sabino De Blasi, dopo la premiazione all’Industria Felix 2022.
“Ricevere il premio Industria Felix è, per Gori, motivo di profondo orgoglio. Questo riconoscimento così importante, riservato alle realtà che si sono distinte attraverso il proprio operato, gratifica gli sforzi che abbiamo messo in campo non solo nella gestione virtuosa del nostro assetto finanziario, ma anche nell’ottica della creazione di valore condiviso, per il perseguimento di alcuni importanti obiettivi di sostenibilità ambientale tra cui il risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno e la tutela della risorsa idrica, grazie anche alla proficua sinergia con la Regione Campania e l’Ente Idrico Campano”.
Il motivo del premio ricevuto da Gori
L’azienda, infatti, è il soggetto attuatore di un vasto piano di interventi volti al disinquinamento del fiume Sarno e alla progressiva risoluzione di una delle emergenze ambientali più urgenti del nostro tempo.
Gori, inoltre, è impegnata in un programma di opere per la tutela della risorsa idrica, anche grazie allo stanziamento di 6,8 milioni di euro provenienti dalla tariffa e, soprattutto, all’ammissione ad un finanziamento di 50 milioni di euro provenienti dal PON Infrastrutture e Reti 2014/2020.
È stato il progetto di Gori, infatti, a ricevere il massimo punteggio tecnico tra tutti quelli candidati nell’ambito del Programma Operativo Nazionale, classificandosi al primo posto della graduatoria stilata dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e riservata ai gestori industriali del Sud Italia.
Juve Stabia, arriva l’ufficialità per il nuovo direttore sportivo delle Vespe: si tratta di Giuseppe Di Bari, profilo dall’importante esperienza avendo lavorato già con Arezzo, Novara e Foggia oltre che in Portogallo con l’Olhanense.
Negli ultimi giorni diversi erano stati i nomi accostati alla Juve Stabia per la carica di direttore sportivo. Nell’ambiente infatti si era vociferato di Francesco Montervino, ex capitano del Napoli e ds di Nola e Taranto negli ultimi anni, dello stabiese doc Salvatore Di Somma, grande protagonista con le Vespe nell’anno della promozione 2010-2011 e nei due successivi anni di B, e infine di Massimo Bava ex Torino.
La scelta dopo una lunga e importante riflessione è ricaduta su Giuseppe Di Bari, ex difensore di Manfredonia, Bisceglie, Savoia in Serie B e poi Treviso e Foggia. Di Bari ha ottenuto nel 2011 la qualifica di direttore sportivo e, dopo essere stato il ds del Manfredonia nell’Eccellenza pugliese, ha avuto un’importante esperienza col Foggia con cui ha ottenuto la promozione in Serie B nel 2016-2017. Poi le importanti esperienze con l’Olhanense in Portogallo e con l’Arezzo nel 2020, infine con il Novara nell’ultima stagione terminata con la promozione in Serie C.
Una scelta importante quella di Di Bari alla Juve Stabia, scelta che non è stata solo dell’amministratore unico e direttore generale ad interim, Filippo Polcino, ma condivisa con tutta la società stabiese, in primis dai fratelli Langella che lo hanno voluto fortemente a Castellammare.
Fonte Foto: ssjuvestabia.it
Di seguito il comunicato ufficiale della Juve Stabia circa l’ufficializzazione di Giuseppe Di Bari come nuovo direttore sportivo delle Vespe.
“La S.S. Juve Stabia comunica l’accordo con Giuseppe Di Bari che ricoprirà il ruolo di direttore sportivo. Profilo dall’importante esperienza, entra nell’organigramma del nostro club.
Classe ’69, nativo di Manfredonia, è stato già direttore sportivo del Manfredonia, del Foggia, prima dell’esperienza in Portogallo con l’Olhanense, poi dell’Arezzo e del Novara. Da calciatore, ha vestito, tra le altre, le maglie del Bisceglie, del Treviso, del Foggia, del Tivoli ma anche quella del Savoia.
Queste le sue prime dichiarazioni:
“Sono contento di arrivare in una piazza blasonata come quella di Castellammare di Stabia. Naturalmente metterò a disposizione tutte le mie competenze e professionalità al servizio della società, della famiglia Langella e del popolo stabiese”.
Le 12 aree tematiche del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027: una dotazione pari a 73,5 miliardi di euro, stabilita dalla Legge di Bilancio 2020\2027
La programmazione del ciclo 2021-2027 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (leggi che cos’è) giunge in una fase di forte mobilitazione per il rilancio degli investimenti e l’attuazione di riforme per l’intero Paese, in particolare per il Mezzogiorno, al quale è destinato l’80% delle risorse del FSC.
L’obiettivo condiviso di tutti gli interventi (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Piano Complementare, Fondi strutturali e lo stesso FSC) è la riduzione del divario ampio e inaccettabile che riguarda le condizioni di cittadinanza e del fare impresa.
A tale scopo, il FSC può contare su una dotazione pari a 73,5 miliardi di euro, stabilita dalla Legge di Bilancio 2020, la più alta mai registrata.
Una parte di tali risorse è stata utilizzata per alcuni interventi, cosicché la disponibilità complessiva attuale del Fondo è pari a circa 55,9 miliardi di euro.
Le 12 aree tematiche del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027
Tra gli investimenti finanziati con le risorse già impiegate ricordiamo:
la realizzazione di 273 interventi infrastrutturali per un valore complessivo di quasi 6,3 miliardi di euro (leggi qui);
interventi di immediata attuazione o da completare da parte delle Regioni (leggi qui);
il Contratto Istituzionale di Sviluppo riservato ai territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016-2017 (leggi qui);
i Contratti di sviluppo proposti dal MISE (leggi qui).
Per utilizzare al meglio le risorse ancora da assegnare, si rende necessaria una svolta rispetto al passato nella capacità effettiva di spesa, per la quale occorre: utilizzare le semplificazioni normative e amministrative garantite dalle nuove disposizioni in vigore per il PNRR; individuare un soggetto pubblico centrale che garantisca coerenza di piano e accompagni tutte le procedure attuative; privilegiare strumenti operativi che favoriscano il coinvolgimento dell’iniziativa privata e velocizzino le procedure esecutive. Le amministrazioni cui verranno assegnate le risorse FSC dovranno garantire criteri di rapidità e certezza nei tempi delle procedure.
Il FSC deve operare in coordinamento e complementarietà funzionale con PNRR e programmazione dei Fondi strutturali, finanziando anche interventi necessari ma non previsti o non possibili con gli altri strumenti. Grazie all’arco temporale più lungo che gli interventi del FSC possono ricoprire, essi possono proseguire – anche dopo la realizzazione del PNRR – la politica di investimento nei settori in cui ancora sussistano fabbisogni da soddisfare e divari territoriali da colmare. Inoltre, il FSC può finanziare anche investimenti in settori non ricompresi nelle missioni del PNRR, non ammissibili a finanziamento o non sufficientemente finanziati dagli altri strumenti di programmazione europei.
Le risorse del FSC 2021-2027 sono impiegate su obiettivi strategici, declinati per 12 aree tematiche:
Puoi leggere la sintesi degli obiettivi strategici relativi alle singole aree, cliccando sul relativo titolo o scaricando qui il nostro e-book.
Gli obiettivi strategici sono stati definiti dopo aver recepito le proposte delle Amministrazioni interessate e al termine della consultazione pubblica, voluta dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, dal titolo ‘Uniamo l’Italia’ (scopri di cosa si tratta e rivedi gli interventi). Ulteriori elementi sono stati precisati a seguito del confronto con le Regioni.
La notizia è arrivata ieri sera verso le ore 20: Morto lo chansonnier Guido Lembo. Nel 1994 aprì la storica taverna caprese e fu un successo senza precedenti.
Affonda il Rimorchiatore italiano Franco P. Il soccorso in mare, con condizioni meteo-marine avverse, della Guardia Costiera. Tratto in salvo il Comandante, 5 morti – VIDEO
Venerdì tutto soleggiato e temperature di nuovo in aumento. Con l’anticiclone africano Hannibal supereremo i record del famigerato 2003. Weekend infuocato: sole prevalente e caldo.
Prossima Settimana: dapprima temporali di calore sulle Alpi, poi un vortice ciclonico piomberà sull’Italia carico di temporali e grandinate dapprima al Nord, poi anche al Centro e quindi al Sud.
Dopo una breve parentesi più ventilata e leggermente meno calda, nei prossimi giorni le temperature subiranno un nuovo deciso aumento con picchi che potrebbero addirittura raggiungere punte record di 37/38°C su alcuni angoli del Paese.
C’è sempre lui, Hannibal, alla base di questo imminente ed ulteriore aumento del caldo: un super anticiclone a matrice africana che soggiorna attualmente nel cuore del Mediterraneo e che per il momento non sembra aver nessuna intenzione di abbandonare il nostro Paese.
Anzi, nel corso dell’ormai imminente weekend i termometri sono destinati a fare un ulteriore balzo verso l’alto.
Basti pensare che tra Sabato 21 e Domenica 22 le colonnine di mercurio potranno salire fino a toccare picchi anche di 34/35°C su diverse aree della Valle Padana, nonché in quelle più interne del Centro e della Sardegna.
Sarà piena estate comunque anche su tutto il resto del Paese, sia pure con valori meno eccessivi.
Ma sul fronte del caldo non finirà qui! Weekend infuocato
Con l’inizio della prossima settimana, infatti, raggiungeremo verosimilmente il picco di questa fase calda dominata da Hannibal, con le temperature che potranno subire un ulteriore ritocco verso l’alto, specialmente al Centro-Sud.
Quì, tra Lunedì 23 e Martedì 24, nei settori interni delle nostre Isole maggiori i termometri potrebbero addirittura salire fino a toccare i 37/38°C,trasformando di fatto questo mese di Maggio in uno tra i più caldi di sempre.
Quanto durerà questa parentesi di caldo davvero eccezionale?
Nonostante i centri di calcolo internazionali stiano ancora cercando una ben precisa e comune linea di tendenza, segnali di cambiamento sono attesi già sul finire della giornata di Martedì 24.
Poi, soprattutto tra Mercoledì 25 e Giovedì 26 quando l’Italia pare destinata ad essere coinvolta dal transito di un vortice ciclonico pronto a riportare non solo piogge e temporali su molte regioni, ma soprattutto un ritorno a temperature più consone al periodo.
Vi daremo maggiori dettagli nei nostri prossimi aggiornamenti.
I valori caldissimi attesi tra Domenica 22 e Lunedì 23
La notizia è arrivata ieri sera verso le ore 20: Morto lo chansonnier Guido Lembo. Nel 1994 aprì la storica taverna caprese e fu un successo senza precedenti.
Affonda il Rimorchiatore italiano Franco P. Il soccorso in mare, con condizioni meteo-marine avverse, della Guardia Costiera. Tratto in salvo il Comandante, 5 morti – VIDEO
Il più grande intervento ieri finanziato dal CIS del Ministro Carfagna nasce da uno studio di EAV per il tram elettrico Gragnano – Castellammare – Torre Annunziata,
Un ragazzino di 13 anni è stato ferito alla schiena con un’arma da taglio mentre era in classe, nella scuola Marino Guardano di Melito (NA), non è la prima violenza* all’interno dell’istituto
Meteo Castellammare di Stabia per Venerdì 20 Maggio 2022. Giornata caratterizzata da ampio soleggiamento, temperatura minima 11°C, massima 29°C, sereno oggi e nel weekend.
Meteo Castellammare di Stabia situazione realtime –Venerdì 20 Maggio
La rilevazione radar più vicina delle ore 8:50 segnala precipitazioni assenti con intensità 0 su 12.Secondo le ultime previsioni meteo, le prossime ore saranno caratterizzate da cielo sereno, con una temperatura di 23°C.
Venti deboli provenienti da Sud con intensità compresa tra 5 e 6km/h.
Si registra assenza di precipitazioni
Meteo Castellammare di Stabia 3 giorni
Venerdì 20 Maggio: giornata caratterizzata da generali condizioni di cielo sereno.
Durante la giornata di oggi si registrerà una temperatura massima di 29°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 6 sarà di 11°C.
I venti saranno deboli da Sud-Ovest al mattino con intensità di circa 8km/h, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest con intensità di circa 15km/h, deboli da Ovest-Nord-Ovest alla sera con intensità tra 7km/h e 12km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.9, corrispondente a 1042W/mq.
Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 28°C alle ore 14, mentre la minima alle ore 6 sarà di 15°C.
I venti saranno moderati da Ovest sia al mattino che al pomeriggio con intensità di circa 20km/h, alla sera deboli provenienti da Ovest-Sud-Ovest con intensità di circa 11km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.5, corrispondente a 1021W/mq.
Domenica 22 Maggio: bella giornata di sole. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 15 e sarà di 28°C, la minima di 14°C alle ore 6.
I venti saranno moderati da Sud-Ovest al mattino con intensità di circa 11km/h, moderati da Ovest-Sud-Ovest al pomeriggio con intensità di circa 15km/h, deboli da Sud-Ovest alla sera con intensità di circa 6km/h.
L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 9.4, corrispondente a 1016W/mq.
La notizia è arrivata ieri sera verso le ore 20: Morto lo chansonnier Guido Lembo. Nel 1994 aprì la storica taverna caprese e fu un successo senza precedenti.
Nuovi interventi per il disinquinamento del fiume Sarno: Consegnati i lavori di Gori per il risanamento dei collettori a servizio di alcuni comuni del salernitano
Il più grande intervento ieri finanziato dal CIS del Ministro Carfagna nasce da uno studio di EAV per il tram elettrico Gragnano – Castellammare – Torre Annunziata,
Un ragazzino di 13 anni è stato ferito alla schiena con un’arma da taglio mentre era in classe, nella scuola Marino Guardano di Melito (NA), non è la prima violenza* all’interno dell’istituto
Prima la lite con sparatoria alle gambe, poi la fuga. Sparatoria, ieri sera intorno alle 23, in pieno centro a Gragnano, ferito 24enne di Sorrento. Ricoverato a Castellammare.
Rissa in mare a Posillipo a colpi di casco, uomo tenta di annegare una seconda persona tra il tifo dei presenti e lo spavento ed il pianto dei bambini.
La notizia è arrivata ieri sera verso le ore 20: Morto lo chansonnier Guido Lembo, aveva 75 anni. Nel 1994 aprì la storica taverna caprese e fu un successo senza precedenti.
Morto lo chansonnier Guido Lembo: LA CRONACA
Guido Lembo, lo chansonnier caprese, è morto in una clinica di Castellammare di Stabia, dopo aver lottato a lungo contro una grave malattia,
Guido aveva cambiato le notti di Capri creando un piccolo locale a ridosso della celebre Piazzetta, un posto diventato di culto sull’isola dove sono passate le più grandi star del jet set internazionale: vip, attori, cantanti, imprenditori, ma anche gli habitué dell’ isola azzurra.
Da Jennifer Lopez a Naomi Campbell, ai calciatori di varie squadre (Ferrara, Insigne, Mertens, Totti), agli imprenditori Luigi Abete, suo amico, e Diego della Valle, in tanti sono stati coinvolti nella musica di Guido Lembo che, a fine serata invitava a salire sul tavolo, le celebrità come i clienti comuni, ed a cantare le melodie classiche napoletane che eseguiva con la chitarra.
Lui, che era tanto affezionato a Capri dove era tornato dopo tanto tempo trascorso in giro per l’Europa e a Palm Beach, a causa della malattia negli ultimi tempi è stato costretto a restarne lontano per lunghi periodi.
A pochi minuti dalla sua scomparsa arrivano i primi messaggi di cordoglio alla famiglia.
Tra i primi, il noto pizzaiolo Gino Sorbillo, che l’ha salutato con un “Riposa in pace” sul suo profilo Facebook.
Lo stesso ha fatto il giornalista ed ex direttore del Tgr Campania, Antonello Perillo che, sulla bacheca del cantante, ha scritto:
“Addio Guido Lembo, amico mio carissimo… Straordinario chansonnier, impareggiabile per passione, bravura e simpatia.
Hai rappresentato la canzone napoletana e Capri nel mondo.
Sei stato di esempio anche per come hai lottato, da vero leone…
Mancherai a tutti.
A me tantissimo, nel ricordo delle ore trascorse insieme”.
Anche la collega e attrice Anna Capasso ha scritto:
“È solo un arrivederci, così mano nella mano…Rip”.
Centinaia i commenti di persone comuni e frequentatori del locale sui social. Lembo lascia l’eredità artistica e imprenditoriale al figlio Gianluigi.
Il cordoglio del presidente De Luca
Anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca ha voluto salutare l’artista e tributare il suo omaggio e cordoglio alla famiglia. Sulla sua pagina istituzionale ha postato queste parole:
“Cordoglio per la scomparsa di Guido Lembo, mitico animatore delle notti di Capri con il suo “Anema e core”
Un artista poliedrico e coinvolgente, uno chansonnier effervescente che ha donato allegria ai visitatori di tutto il mondo.
È stato un ambasciatore internazionale della musica napoletana e della gioia di vivere.
Ne ricordo anche la generosa disponibilità per tante iniziative solidali”.
Nuovi interventi per il disinquinamento del fiume Sarno: Consegnati i lavori di Gori per il risanamento dei collettori a servizio di alcuni comuni del salernitano
Il più grande intervento ieri finanziato dal CIS del Ministro Carfagna nasce da uno studio di EAV per il tram elettrico Gragnano – Castellammare – Torre Annunziata,
L’Insalata Caprese è un antipasto freddo ed estivo, un cult della cucina partenopea a base di pomodoro, mozzarella, olio extravergine, origano e basilico fresco!
Pochi ingredienti di qualità che assemblati sapientemente tra loro, danno vita in 5 minuti ad una delizia eccezionale!
Il suo gusto e la sua consistenza rendono questo prodotto famoso (e imitato) in tutto il mondo.
Ed è proprio d’estate che la mozzarella dà il meglio di sé venendo utilizzata in numerose preparazioni. Scegliete mi raccomando prodotti di qualità e vedrete che piatto eccezionale.
E se vi dovesse avanzare della mozzarella, nessun problema, provate ad utilizzarla per fare gliGnocchi alla sorrentina
OCCORRENTE (per 4 persone) ·
Mozzarella di bufala 500 gr o fior di latte fresca e di alta qualità ·
Pomodori 8 – 10 pomodori (qualità fiascone, tondi classici, cuori di bue da insalata) ·
Basilico fresco 1 ciuffo ·
Olio extravergine d’oliva (EVO) 4 cucchiai da tavola ·
Origano secco 2 cucchiaini·
Sale q.b.
Pepe (facoltativo)
PREPARAZIONE
Prima di tutto lavate, asciugate perfettamente i pomodori, tagliateli allo spessore di 6 – 7 mm con un coltello a lama fine e disponeteli su un tagliere di legno dove le cospargerete di sale senza esagerare.
Prendete la mozzarella che avete scelto e affettate anch’essa ad uno spessore di 6 – 7 mm
Tamponate le fette con un panno di cotone in modo da assorbire l’acqua in accesso
Mettete qualche foglia di basilico sul fondo del piatto dove andrete a servire la caprese.
Assemblate il piatto alternando una fetta di pomodoro ed una di mozzarella e ogni 2 – 3 pezzi mettete qualche foglia di basilico.
Infine spolverate con un pizzico di origano secco.
Se gradite una spolverata di pepe. Ancora qualche foglia di basilico. Infine aggiungete un filo d’olio.
La vostra Insalata Caprese è pronta per essere servita e gustata subito!
Insalata Caprese: antipasto freddo ed estivo, cult della cucina partenopea / Cristina Adriana Botis / Redazione
Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api: La ricorrenza ha lo scopo, dal 2017, di ricordare il loro ruolo essenziale. Dagli anni ’90 è scomparso il 35% degli impollinatori
La ricorrenza ha lo scopo di ricordare il ruolo essenziale di questi importanti impollinatori
Per aumentare la consapevolezza dell’importanza degli insetti impollinatori, delle minacce che affrontano e del loro contributo allo sviluppo sostenibile, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha fissato la data del 20 maggio per celebrare la “Giornata mondiale delle api”, giorno di nascita dello sloveno Anton Janša (1734-1773) pioniere delle tecniche di apicoltura.
«Si stima che più di centomila varietà di piante scomparirebbero se le api non le visitassero».
Lo scriveva nel 1901 il premio Nobel per la letteratura Maurice Maeterlinck in La vita delle api.
Dal suo libro emerge tutta la fascinazione che l’autore provava per quello che lui stesso definisce «lo spirito dell’alveare», inteso come un «potere mascherato e sovranamente saggio».
Da qualche anno, anche in Europa, si sta verificando un declino nelle popolazioni di impollinatori, soprattutto api.
Api, farfalle ed altri insetti consentono a molte piante di riprodursi, comprese numerose colture alimentari, ma purtroppo sono sempre più minacciati dalle attività umane.
Diversi fattori influiscono sulla salute di api e impollinatori: malattie, cambiamenti climatici, pratiche agricole industriali sempre più invasive, ma le sostanze chimiche usate in agricoltura rappresentano un rischio diretto.
Alcune sono letali, per altre esistono anche altri effetti più subdoli, quali la perdita di orientamento, la perdita della memoria olfattiva e l’aumento delle deformazioni.
Perché il 20 maggio?
La Giornata mondiale delle api si celebra il 20 maggio in onore di Anton Jansa (20 maggio 1734– 13 settembre 1773), pittore e apicoltore sloveno considerato il padre dell’apicoltura moderna.
Fu proprio lui a intuire prima di ogni altro che i fuchi (i maschi delle api) hanno il compito di fertilizzare l’ape regina a mezz’aria e non solo quello di portare l’acqua all’alveare.
La sensibilità della Slovenia sul tema è alta a tal punto che sul suo territorio già dal 2011 è vietato l’uso di pesticidi che possano recare danno alle api. Inoltre, è tradizione decorare le arnie di legno con motivi e disegni del folklore sloveno.
Giornata mondiale delle Api, 20 Maggio
L’importanza delle api
La vita sulla Terra dipende in gran parte da api che, spostandosi da un fiore all’altro, impollinano più di 170mila specie vegetali garantendo la biodiversità dell’ecosistema.
Ma è proprio l’attività umana a minacciarli: il cambiamento climatico, agricoltura intensiva che fa abbondante uso di pesticidi e inquinamento hanno portato i tassi di estinzione delle api da 100 a 1.000 volte più alti del normale. Inoltre, dagli anni ‘90 a oggi, la popolazione di api è diminuita di circa il 35%. Stessa sorte per le farfalle.
Per salvare le api è necessario rivedere il nostro modo di fare agricoltura, oltre a diminuire le emissioni del 65% entro il 2030.
La celebrazione di questa Giornata ha diversi obiettivi:
attirare l’attenzione della popolazione mondiale e dei politici sull’importanza della protezione delle api;
ricordare che l’umanità dipende dalle api e da altri impollinatori;
proteggere le api ed altri impollinatori per contribuire in modo significativo alla soluzione dei problemi legati all’approvvigionamento alimentare globale e per eliminare la fame nei paesi sviluppati;
fermare la perdita di biodiversità ed il degrado degli ecosistemi in modo da contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Cosa possiamo fare allora?
In un giardino o un balcone tranquillo non usiamo per nessuna ragione insetticidi chimici!
Creiamo delle “aree salva-api” dove le api e gli altri insetti impollinatori possano trovare rifugio e polline per nutrirsi.
Seminiamo fiori “amici delle api” nel giardino, nell’orto, sul balcone.
Sono molte le piante e i fiori apprezzati dalle api, ecco alcune delle specie che possono fornire buon cibo a questi operosi insetti: calendula, erba medica, coriandolo, cumino, borragine, aneto, sulla, girasole, finocchio, lavanda, veccia, malva, timo e rosmarino.
Scegliamo semi biologici e di varietà differenti. In commercio esistono diverse selezioni con relative indicazioni per la semina: un gesto concreto che non solo aiuta le api, ma migliorerà anche la salute e la fertilità del terreno.
Link consigliati: pubblicazione 52 suggerimenti per la biodiversità.
Questa pubblicazione presenta 52 azioni, una per ogni settimana dell’anno, che ciascuno di noi può praticare per aiutare a conservare e rafforzare la presenza della biodiversità nel proprio contesto di vita e a livello globale; ad esempio una sorta di “galateo ecologico”; delle idee per sensibilizzare le istituzioni e le imprese; delle tecniche sostenibili per il giardinaggio o ancora dei consigli per adottare vacanze non dannose per la biodiversità
Il campionato non è ancora terminato ma il mercato estivo si avvicina e il Napoli si sta interessando a molti calciatori anche in zona offensiva.
Il campionato del Napoli volgerà al termine domenica e l’apertura della prossima sessione di mercato estiva si avvicina giorno per giorno.
Tanti i nomi accostati al Napoli e non è ancora chiaro se nelle intenzioni di Giuntoli ci sia quella di comprare un altro nome per rinforzare il reparto offensivo dopo l’acquisto di Kvaratskhelia per sostituire Insigne che nella prossima stagione vestirà la maglia del Toronto.
Fra i nomi che sono stati accostati agli azzurri nelle ultime settimane c’è quello di Gerard Deulofeu, autore di una straordinaria stagione con la maglia dell’Udinese (12 goal segnati in campionato).
Deulofeu piace al Napoli: “Futuro? Voglio andare in una big”
Ilfantasista spagnolo ha parlato del suo futuro nel corso della trasmissione Udinese Night, dove non ha chiuso le porte ad una possibile cessione.
Di seguito un estratto dell’intervista:
Come vede il suo futuro?
“Voglio essere il miglior giocatore ogni settimana. Voglio essere in una top, ma ci sono dei percorsi da seguire, a me mancava fare un periodo così a Udine”.
Ha già deciso cosa fare?
“Per il momento sono molto felice. Non posso dire niente perché ho detto al mio agente di non dirmi niente. Da quando hanno iniziato a dire qualcosa di mercato, per mettere a fuoco la squadra ho chiesto di fare così.
Se si farà, si farà. Non mi dispiacerebbe poter andare avanti con questa squadra. Lo dico perché c’è entusiasmo tra i tifosi, ci sono giocatori giovani che possono migliorare”.
Quindi resterebbe ancora a Udine?
“Ho la fortuna di sapere di essere felice. C’è chi vuole fare il passo più lungo della gamba tra i giovani e poi non regge. Bisogna fare il proprio percorso. Io qui ho due anni di contratto e sono veramente contento”.
I membri della squadra mobile hanno proceduto all’azione per dei malviventi arrestati a Napoli per un tentativo fallito di rapina
Potenziale tragedia sventata dai poliziotti
La scoperta
Ieri mattina, gli agenti di polizia di Napoli sono intervenuti in una situazione potenzialmente grave alla quale essi stessi hanno assistito in prima persona e per la quale è stato necessario un tempestivo e rapido intervento.
L’intervento
Gli agenti, transitando in Corso Garibaldi, hanno notato due uomini aggredire una donna, uomini che alla vista dei poliziotti si sono subito dati alla fuga.
Gli agenti hanno bloccato i due uomini e li hanno trovati in possesso di una catena di ferro; in base alla ricostruzione dei fatti, la donna ha dichiarato che i due l’hanno colpita con la suddetta catena nel tentativo di strapparle lo zaino.
I due aggressori, algerini di 25 e 48 anni già noti alle forze dell’ordine, sono stati entrambi arrestati per tentata rapina e per non aver rispettato l’espulsione dal territorio notificatagli negli scorsi giorni.
Malviventi arrestati a Napoli nel tentativo di rapinare una donna/Antonio Cascone/redazionecampania
Mentre le strade di Comotto e del Perugia si separano, della stagione appena conclusa han parlato mister Alvini ed il centrocampista Francesco Lisi.
Quest’ultimo ha dichiarato “Vedendo la partita di ieri Brescia-Monza pensavamo potevamo stare noi lì. Come gruppo eravamo convinti che potevamo dare molto fastidio. Il rammarico c’è stato ma ora possiamo continuare bene su questa strada anche la prossima stagione. Certo, vincendo a Brescia, con tutta la piazza che ci veniva dietro, a Perugia avremmo giocato in quindici. Con Beghetto che già conoscevo dagli anni di Pisa è stata una competizione leale da quando è arrivato. – Sul finale di intervista scatta l’aneddoto fortissimo sull’allenatore -. In allenamento battevo un calcio d’angolo e mi sentivo baciare sul collo. Era mister Alvini. Vuole sempre che lavori al cento per cento. Però è uno degli allenatori più grandi che abbia mai avuto. Si deve sempre formare un legame all’interno del gruppo, e con l’allenatore e la Società. Quando, come noi quest’anno, lo si realizza, non è cosa da poco. Soprattutto in una piazza esigente come Perugia. La cena dopo derby e prima di Monza, voluta dal Presidente, ci aveva dato tanta carica. Sono romano come lui e ci capiamo subito con il Pres”.
Comotto va via ma Massimiliano Alvini che ha già rinnovato: “Giocarsi la A emozione troppo breve. Avremmo voluto altro epilogo”.
Tra le vere rivelazioni della Serie B che sta volgendo al termine con gli spareggi promozione, c’è sicuramente il Perugia, che quegli spareggi li ha conquistati con la fame e con la grinta, salvo poi vedersi fermare in una discussa gara giocata a Brescia.
Ma non è adesso tempo di polemiche, perché la stagione del Grifo rimane esaltante, una tra le più emozionanti degli ultimi anni. Tra i principali autori di questa cavalcata c’è mister Massimiliano Alvini, un uomo partito dal basso che con sacrificio, umiltà e dedizione al lavoro si è costruito; uno abituato alle imprese, basti pensare alla favola Tuttocuoio, alla Reggiana portata in B contro un Bari che due anni fa in quella categoria ci si sentiva già, all’AlbinoLeffe portato ai playoff dopo due retrocessioni consecutive e successivi ripescaggi. Poi Perugia.
Proprio l’allenatore ha parlato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, queste le domande cui ha dato risposta in esclusiva allo stesso circuito:
Dopo 21 anni di carriera e 765 panchine è arrivato a giocarsi la Serie A: che emozione è stata, a mente fredda?
“Troppo breve, un’emozione breve perché volevo e volevamo tutti arrivare ancora più avanti. Però è stata una grande emozione, quando ci siamo visti nella griglia playoff la gioia era tanta, condivisa con il mio staff e i miei calciatori, oltre che con la società: sono contento che certe sensazioni si siano vissute”.
Il cerchio intorno alla panchina nel quale vi siete uniti aspettando il risultato del Frosinone, all’ultima di campionato, è la foto della stagione?
“Ci sono state tante cose belle e ho tanti ricordi di questa annata. Anni fa c’erano le radioline, oggi smartphone e tablet, c’è uno schermo che unisce, ma le sensazioni rimangono poi le stesse, anche se i tempi cambiano: è stato un momento significati quell’abbraccio, come lo è stato l’urlo liberatorio condiviso anche con i nostri tifosi, e la gioia più grande è proprio che i miei ragazzi, alcuni giovanissimi, lo abbiano vissuto”.
I pipistrelli imitano i calabroni per tenere alla larga i predatori e salvarsi la vita
La scoperta è dei federiciani Danilo Russo e Leonardo Ancillotto, del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
LO STUDIO
Lo studio su i Pipistrelli ed i Calabroni è stato condotto insieme ai colleghi:
Donatella Pafundi e Marco Gamba dell’Università di Torino,
Federico Cappa e Rita Cervo dell’Università di Firenze,
Gloriana Chaverri dell’Universidad de Costa Rica.
I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Current Biology.
GLI ESITI
Si tratta di “mimetismo Batesiano”, ossia di una specie indifesa che ne imita una pericolosa o tossica per scoraggiare un predatore. Mimetismo acustico, in questo caso, perché basato sui suoni e non sui colori, quindi relativamente raro in natura.
La potenziale preda indifesa, in tale circostanza un pipistrello, il vespertilio maggiore Myotis myotis, imita un’altra specie che rappresenta un pericolo per il predatore, come, appunto, un calabrone.
Quando i pipistrelli vengono catturati da un uccello rapace, emettono un ronzio che sconcerta il predatore e lo disorienta così possono approfittare di questa frazione di secondo per fuggire.
Si tratta del primo caso conosciuto di un mammifero che imita un insetto e costituisce un elegante esempio di come l’evoluzione esprima adattamenti che spesso sono il frutto dell’interazione tra specie anche molto diverse, come, appunto, pipistrelli, gufi e insetti imenotteri.
Danilo Russoebbe i primi sospetti già oltre vent’anni fa, quando per il suo lavoro di dottorato si trovò tra le mani uno di questi pipistrelli, e, dopo lungo tempo, il team internazionale ha potuto verificare questa evoluzione.
Russo ha infatti potuto accertare che il suono prodotto dal pipistrello è effettivamente simile a quello emesso da questi insetti “armati”, soprattutto se si escludono le frequenze che un tipico predatore di pipistrelli come un barbagianni o un allocco non è in grado di udire.
Il passo successivo è stato verificare, usando proprio questi uccelli in cattività, quale effetto sortisse l’ascolto dei ronzii di pipistrelli, api e calabroni.
Il risultato è stato sorprendente:
allocchi e barbagianni si allontanano dagli altoparlanti che emettono ronzii di insetti come di pipistrelli, mentre sono attratti da altri suoni di pipistrelli, probabilmente considerati un indizio della presenza della preda.
I pipistrelli in questione non sono gli unici a emettere ronzii di questo tipo: lo fanno certi roditori, uccelli, e anche insetti totalmente indifesi.
È perciò probabile che la strategia di imitazione di un insetto pericoloso come un calabrone sia molto più diffusa in natura di quanto si possa credere.
La ricerca apre quindi una nuova, importante finestra sul comportamento animale e sui fenomeni di imitazione tra specie.
“Gli adattamenti espressi dagli animali in risposta alle forze della selezione naturale non smettono mai di sorprenderci”, commenta il professore Russo.
La notizia ha fatto il giro del mondo, è stata ripresa dalle più prestigiose testate internazionali, tra cui Nature, Science, New Scientist, il New York Times, il Telegraph, the Independent, The Economist, BBC, Sky News e National Geographic.
Per approfondire: Ancillotto, L., Pafundi, D., Cappa, F., Chaverri, G., Gamba, M., Cervo, R., & Russo, D. (2022). Bats mimic hymenopteran insect sounds to deter predators. Current Biology 32, PR408-R409
E’ arrivata la scelta definitiva da parte di Formula Uno e Liberty Media che non sostituiranno il Gran Premio di Russia. Le gare in calendario, dalle 23 iniziali, diventano dunque 22
Formula Uno, ufficiale: il Gran Premio di Russia non sarà sostituito, il calendario 2022 scende a 22 gare
Il Gran Premio di Russia, inizialmente previsto a Sochi il weekend del 23 – 25 settembre 2022, era stato cancellato a Febbraio in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Dopo questa cancellazione, si erano fatte alcune ipotesi, tra cui Sepang ( Malesia ) e Portimão ( Portogallo ), ma evidentemente Liberty Media non è riuscita a trovare accordi economici con i promoter. Sfumano dunque i propositi del presidente della Formula 1 Stefano Domenicali di organizzare una stagione-record da 23 gare. In questa decisione si crea un vuoto di due settimane senza gare tra la fine della stagione europea a Monza, fissata per il weekend del 9 – 11 settembre, e l’inizio del ciclo di sei gare extraeuropee, che si aprirà il 2 Ottobre sul circuito di Marina Bay a Singapore.
La Formula Uno comunque ha immediatamente iniziato a cercare qualche sede alternativa per mantenere un totale di 23 Gran Premi per quest’anno. Uno dei primi contendenti è stato il Qatar, che aveva già ospitato una gara lo scorso anno a Lusail e che tornerà in calendario nel 2023. Quest’anno però era già stato messo in conto di saltare l’evento di Doha, visto che il Qatar ospiterà anche i Mondiali di calcio in Novembre. Si pensava infatti che la data di Settembre potesse bastare per evitare un conflitto con i preparativi per il Mondiale di calcio, ma c’erano preoccupazioni per il caldo estremo e per il potenziale impatto sul pubblico.
Durante il fine settimana in Australia in quel di Melbourne, è emersa una possibilità di una possibile doppia gara a Singapore, che avrebbe preceduto di una settimana quella già in calendario e che si sarebbe disputata con un orario anticipato rispetto alla tradizionale gara notturna. Ci sono state poi anche potenziali candidate in Europa, con un possibile ritorno di Hockenheim che si era offerta di ospitare nuovamente il Gran Premio di Germania. Tuttavia, per questioni logistiche, era impossibile che il Circus della Formula 1 si trasferisse direttamente da una sede europea a Singapore. La chiave di ogni accordo era legata al finanziamento dell’evento. La Formula 1 si trova in una situazione molto diversa rispetto agli ultimi due anni, quando alcune sedi avevano chiesto accordi al ribasso o addirittura gratuiti nel tentativo di disputare più gare possibile.
Dato il livello generale di inflazione in tutto il mondo non solo europeo e l’aumento vertiginoso dei costi di trasporto, una nuova gara avrebbe dovuto avere un senso dal punto di vista finanziario sia per i team che per la Formula Uno stessa. Alla fine, nessuna delle opzione è stata considerata adatta e quindi la Formula Uno ha deciso alla fine di non organizzare una 23° gara. La conferma sarà accolta con favore dai team, che devono affrontare la sfida di rimanere al di sotto del budget cap, sviluppando le loro vetture ad effetto suolo in un contesto di calendario molto fitto.
Affonda il Rimorchiatore italiano Franco P. Il soccorso in mare, con condizioni meteo-marine avverse, della Guardia Costiera. Tratto in salvo il Comandante, 5 morti – VIDEO
Sono in corso le ricerche di 4 marittimi italiani e uno tunisino dispersi in mare a circa 50 miglia al traverso del porto di Bari, dove attualmente insistono condizioni meteo-marine avverse.
La Guardia Costiera di Bari ha coordinato i mezzi militari e civili, 5 mercantili, oltre a diverse unità della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, impegnati nel salvataggio.
Nelle ricerche sono stati coinvolti anche velivoli della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’aviazione della Croazia.
Un aereo “Manta” della Guardia Costiera italiana sta sorvolando in questo momento la zona alla ricerca dei dispersi.
LA CRONACA
Affonda il Rimorchiatore italiano Franco P.
Nella serata di ieri, la Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma ha ricevuto un segnale di allarme cospas-sarsat.
L’allarme segnalava che un rimorchiatore di bandiera italiana – il Franco P, impegnato nel rimorchio di un pontone nella tratta Ancona-Durazzo – stava affondando a 53 miglia al traverso del porto di Bari, al limite tra le acque di responsabilità SAR italiane e croate.
L’INTERVENTO
Immediatamente è stata attivata la macchina dei soccorsi con l’invio di mezzi SAR e messaggi di allerta diretti a tutte le navi presenti in zona allo scopo di farle dirigere sul punto dell’affondamento.
Durante le ricerche di questa notte, avvenute anch’esse in presenza di mare molto mosso, la motonave Split di bandiera Croata – accorsa in zona – ha recuperato vivo dal mare il comandante del rimorchiatore.
In seguito, le ricerche hanno condotto al recupero di quattro corpi ed alla individuazione in mare di un altro in corso di recupero.
Avvistata inoltre una zattera di salvataggio vuota appartenente al rimorchiatore affondato.
Le immagini riprese dall’aereo “Manta” ATR42 della Guardia Costiera italiana in sorvolo sull’area di ricerca, ci mostrano i mezzi impegnati nella ricerca.
Tutta la struttura impegnata nelle attività di ricerca è sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Bari ed è composta da:
una motovedetta SAR della Guardia Costiera croata,
un mercantile impegnati
I corpi saranno trasportati dalla motovedetta della Guardia Costiera nel porto di Bari.
Al momento il pontone si trova alla deriva con 11 persone a bordo. In suo soccorso sta dirigendo un altro rimorchiatore.
Da questa notte, familiari dell’equipaggio del rimorchiatore sono assistiti presso gli Uffici della Direzione Marittima.
Il più grande intervento ieri finanziato dal CIS del Ministro Carfagna nasce da uno studio di EAV per il tram elettrico Gragnano – Castellammare – Torre Annunziata,
Un ragazzino di 13 anni è stato ferito alla schiena con un’arma da taglio mentre era in classe, nella scuola Marino Guardano di Melito (NA), non è la prima violenza* all’interno dell’istituto
Prima la lite con sparatoria alle gambe, poi la fuga. Sparatoria, ieri sera intorno alle 23, in pieno centro a Gragnano, ferito 24enne di Sorrento. Ricoverato a Castellammare.
Nuovi interventi per il disinquinamento del fiume Sarno: Consegnati i lavori di Gori per il risanamento dei collettori a servizio dei comuni di Angri, Corbara, Nocera Inferiore, Pagani, San Marzano sul Sarno e Sant’Egidio del Monte Albino.
Prosegue l’impegno di Gori per il disinquinamento del fiume Sarno, scandito da un vasto e articolato piano di interventi volti al progressivo superamento dell’emergenza ambientale che interessa il nostro corso d’acqua.
Foto d’archivio
Proprio a tal fine sono stati consegnati i lavori per il risanamento dei collettori a servizio dei comuni di Angri, Corbara,Nocera Inferiore, Pagani, San Marzano sul Sarno e Sant’Egidio del Monte Albino.
Finalità e termine dei lavori Gori
Lunedì pomeriggio, la firma del verbale da parte del Direttore dei Lavori, geom. Paolo Maria Esposito, del Responsabile del Procedimento, ing. Vincenzo Limmatola, e del rappresentante del Raggruppamento Temporaneo di Imprese (EKSO e FAMIRA) aggiudicatario dell’intervento.
L’opera, di cui Gori è soggetto attuatore, è stata finanziata dalla Regione Campania per due milioni di euro, sarà ultimata entro maggio 2023, e si inserisce nell’ambito del programma di interventi Energie per il Sarno, frutto della sinergia tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e Gori.
Il progetto prevede l’adeguamento funzionale dei collettori di grande diametro realizzati nei comuni del Medio Sarno afferenti al depuratore di Angri, la cui principale problematica è legata all’infiltrazione di acque di falda.
Saranno messe in campo, inoltre, tutte le attività necessarie alla messa in esercizio di alcuni tratti di condotta ed alla rifunzionalizzazione di infrastrutture di importanza strategica presenti sulla rete, con l’obiettivo di compiere un altro, decisivo, passo in avanti per la riqualificazione del bacino idrografico del fiume Sarno.