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Roberto Saviano su Fanpage.it critica il governo Meloni per Cutro

L’intervista di Roberto Saviano su Fanpage.it riguardante la strage di Cutro è un’accusa pesante nei confronti del governo italiano.

Roberto Saviano su Fanpage.it critica il governo Meloni per Cutro

Roberto Saviano, ospite di Fanpage.it, ha denunciato come la catena dei soccorsi sia stata rallentata, permettendo così che molte persone annegassero.

Secondo l’autore, il rallentamento della catena dei salvataggi e le risposte inadeguate delle autorità sono state responsabili della morte di almeno 69 persone.

In particolare, Saviano ha criticato duramente il governo sottolineando come la tragedia di Cutro non sia un caso isolato, ma parte di una “strategia del terrore” da parte dell’esecutivo per evitare lo sbarco di migranti.

Il naufragio è avvenuto intorno alle 4 del mattino quando, un gommone con un numero ancora indefinito di migranti a bordo, è affondato al largo della costa di Cutro.

L’autore sottolinea che salvare vite umane dovrebbe essere una priorità assoluta, ma purtroppo la politica ha avuto la meglio sulla vita umana .

La posizione di Saviano è stata supportata da diverse fonti, che hanno evidenziato l’incapacità del governo italiano nel gestire la crisi dei migranti nel Mediterraneo.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha dichiarato che la morte dei migranti nel Mediterraneo è il risultato dell’assenza di un sistema di ricerca e salvataggio efficace.

Il commentatore ha anche ricordato come le stesse organizzazioni umanitarie che lavorano nel Mediterraneo siano state accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, invece di essere riconosciute come degli eroi

In conclusione

L’intervista di Roberto Saviano su Fanpage.it riguardante la strage di Cutro mette in luce l’incapacità del governo italiano di gestire la crisi dei migranti nel Mediterraneo.

La politica, secondo l’autore, ha avuto la meglio sulla vita umana e questo è inaccettabile.

Saviano ha fatto appello al governo affinché prenda le giuste misure per porre fine alle tragedie marittime e impedire che centinaia di migranti muoiano in mare.

La morte di centinaia di persone in mare sono tragedie che potrebbero essere evitate con un sistema di ricerca e salvataggio efficace e con una politica che metta la vita umana al primo posto.

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Corteo anarchico a Torino: devastazione, 5 arresti e 2 poliziotti feriti

Un corteo anarchico a Torino ha visto scontri in centro, con negozi distrutti, 5 arresti e 2 poliziotti feriti.

Corteo anarchico a Torino: devastazione, 5 arresti e 2 poliziotti feriti

Ieri mattina, 4 marzo 2023, un gruppo di anarchici si è radunato a Torino per una manifestazione contro il 41 bis ad Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame da oltre 100 giorni.

Il raduno è purtroppo degenerato in scontri violenti nel centro della città e, secondo quanto riportato dalle agenzie,ci sono stati negozi distrutti, 5 arresti e 2 poliziotti feriti.

Cosa è successo durante la manifestazione

Da quello che si è visto, tutto è iniziato come una pacifica protesta, fino a quando un gruppo di manifestanti ha iniziato a danneggiare negozi e ad attaccare i poliziotti presenti per il mantenimento dell’ordine pubblico.

Da quello che si è visto, tutto è iniziato come una pacifica protesta, fino a quando alcuni manifestanti hanno iniziato a scagliare bottiglie e altri oggetti contro le forze dell’ordine.

Purtroppo, i disordini hanno causato notevoli danni alle attività commerciali presenti nella zona (alcuni manifestanti hanno anche distrutto diversi negozi e vetrine) e hanno portato all’arresto di alcune persone coinvolte negli scontri.

Inoltre, due agenti di polizia sono rimasti feriti durante gli scontri.

Le forze dell’ordine hanno reagito con la forza e hanno arrestato 5 persone. Inoltre, due poliziotti sono rimasti feriti durante gli scontri.

Le autorità locali hanno condannato gli atti di violenza e hanno espresso solidarietà ai negozi e alle attività colpite dagli scontri.

Gli anarchici hanno detto di aver organizzato la manifestazione per denunciare le politiche del governo Italiano e le politiche economiche repressive.

Inoltre, hanno affermato di non essere stati loro a causare la violenza, sostenendo che la polizia ha reagito con la forza a un pacifico raduno.

Al momento, la polizia sta indagando sui motivi della manifestazione, mentre i manifestanti sono stati tutti rilasciati.

La polizia sta anche cercando di identificare i responsabili dei disordini.

Si prevede che le manifestazioni di protesta continueranno fino a quando non sarà raggiunta una soluzione al problema economico che affligge l’Italia.

In conclusione

In ogni caso, la violenza non può essere giustificata in alcun modo e le manifestazioni devono rimanere pacifiche per poter esprimere le idee e le posizioni in modo democratico e rispettoso delle regole e delle persone coinvolte.

Siamo vicini ai negozianti e alle attività commerciali colpite dalla violenza e ai poliziotti feriti durante gli scontri, e ci auguriamo che eventi del genere non accadano più in futuro.

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Manifestazione antifascista a Firenze: insieme Pd, M5s, Avs

Si è trattato del debutto ufficiale di Dario Schlein insieme a Giuseppe Conte e Maurizio Landini, in una manifestazione antifascista che ha visto la presenza di oltre 10.000 persone.

Manifestazione antifascista a Firenze: insieme Pd, M5s, Avs

Il 4 marzo 2023 si è tenuto un corteo antifascista a Firenze, a cui hanno partecipato numerosi cittadini (stimati in 40.000) e rappresentanti di partiti politici come il Partito Democratico (Pd), il Movimento 5 Stelle (M5s) e Azione Veneto Solidale (Avs).

In particolare, il corteo ha visto la presenza di tre importanti figure politiche: Elly Schlein, Giuseppe Conte e Maurizio Landini.

Il corteo è iniziato davanti alla stazione di Santa Maria Novella con un discorso di Landini, che ha ribadito la necessità di unire le forze della sinistra contro il fascismo, riconoscendo nella lotta antifascista un elemento fondamentale per difendere e rafforzare la democrazia in Italia.

Durante la manifestazione, Schlein ha ricevuto l’abbraccio della piazza antifascista, in cui si è unito alla sinistra per le battaglie fondamentali.

Ely Schlein ha ribadito l’impegno nella lotta contro il fascismo, sottolineando come sia necessario contrastare le idee e i comportamenti di odio e discriminazione che troppo spesso vengono veicolati dalle persone di estrema destra.

Conte ha poi concluso il suo discorso ricordando come il fascismo sia una minaccia ancora attuale e come sia quindi necessario un impegno costante da parte di tutti per combatterlo.

Il discorso di Conte è stato accolto da un’ovazione, con i partecipanti che sembrano essere stati toccati dal messaggio di unità e di resistenza che ha trasmesso.

La partecipazione di queste figure politiche ha contribuito a dare ulteriore visibilità al corteo antifascista, che si è svolto in un clima di grande partecipazione e di forte impegno contro l’espansione delle ideologie e delle pratiche fasciste e razziste.

La manifestazione si è conclusa con nuovi slogan e le promesse di un impegno costante nella lotta contro il fascismo, una lotta che non si è mai fermata e che deve essere portata avanti ancora con più forza.

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Elly Schlein vista da Jason Horowitz, giornalista del New York Times

Jason Horowitz, corrispondente del New York Times, ha scritto che Elly Schlein, la neo segretaria del Pd, “vuole rilanciare l’opposizione di centro-sinistra a Giorgia Meloni, sempre che il suo partito riesca a sopravvivere”

Elly Schlein vista da Jason Horowitz, giornalista del New York Times

Nel suo articolo intitolato “Elly Schlein, la donna che scuote la politica italiana”, pubblicato sul New York Times, Jason Horowitz ha descritto la neo segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, come una donna che sta cercando di rilanciare l’opposizione di centro-sinistra alla destra nazionalista di Giorgia Meloni.

Horowitz afferma che la nuova segretaria del PD ha messo in evidenza la necessità di riformare il Partito Democratico per far sì che sopravviva ai tempi difficili che la politica italiana sta attraversando.

Horowitz osserva che la neo segretaria ha una visione chiara dei problemi dell’Italia e che sta cercando di creare un’opposizione più allargata, che comprenda sia i moderati che i progressisti.

Ha anche sottolineato che sta cercando di promuovere la partecipazione dei giovani alla politica, in particolare delle giovani donne, e di incoraggiare le donne a candidarsi per la carica di primo ministro.

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Traduzione estratto dal New York Times, tradotto

Nel suo articolo intitolato “Elly Schlein, la donna che scuote la politica italiana”, pubblicato sul New York Times, Jason Horowitz ha descritto la neo segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, come una donna che sta cercando di rilanciare l’opposizione di centro-sinistra alla destra nazionalista di Giorgia Meloni.

Horowitz osserva che Schlein ha una visione chiara dei problemi dell’Italia e che sta cercando di creare un’opposizione più allargata, che comprenda sia i moderati che i progressisti.

Ha anche sottolineato che Schlein sta cercando di promuovere la partecipazione dei giovani alla politica, in particolare delle giovani donne, e di incoraggiare le donne a candidarsi per la carica di primo ministro.

“Adesso lo scenario è diverso”, ha detto la signora Schlein, che aveva l’aria professorale dei suoi genitori professori mentre sfogliava i giornali.

    • «Le due donne non potrebbero essere più diverse. Amo un’altra donna. Non sono una madre, ma non sono meno donna per questo”.

La Schlein ha sostenuto che la signora Meloni rappresentava un’ideologia che vedeva le donne solo per i loro ruoli riproduttivi e di educazione dei figli.

La signora Meloni “non si è mai descritta come antifascista”, ha detto la signora Schlein, sostenendo che invece ha gettato carne rossa alla sua base con politiche “disumane” e “illegali” che rendono più difficile salvare i migranti in mare. È probabile che questa carne rossa liberale sazi la base dei progressisti e dei giovani elettori che la signora Schlein ha portato all’ovile del Partito Democratico nelle primarie di domenica scorsa. Ma ha fatto poco per la sinistra nelle elezioni che la Meloni ha vinto facilmente a settembre. Il partito della signora Schlein ha ora circa la metà del sostegno di quello della signora Meloni.

I critici moderati all’interno del partito profondamente diviso della signora Schlein temono che lei piegherà la sua grande tenda perdendo il centro politico, spingendo il partito all’estrema sinistra, sventrandolo della sua reputazione di competenza sobria e fondendolo con – o alimentandolo a – il rinvigorito, populista Movimento Cinque Stelle.

Reintrodurrebbe le tutele del lavoro, tasserebbe i ricchi, ricollegherebbe i sindacati, investirebbe in un’economia più verde e spingerebbe per i diritti dei gay e degli immigrati.

Questa settimana, ha visitato il luogo di un mortale naufragio di migranti in Calabria e ha interrogato efficacemente il ministro dell’Interno della signora Meloni per aver dato la colpa alle vittime.

È emerso come il principale oppositore dell’Italia alla promessa della signora Meloni di continuare a inviare armi in Ucraina.

Ha descritto il suo partito come un sostenitore totale dell’Ucraina contro “l’invasione criminale” da parte della Russia e ha osservato che aveva votato per l’invio di armi nel corso del prossimo anno, perché “è necessario ora”.

I sostenitori dell’Ucraina, tuttavia, sono preoccupati per il costante impegno della signora Schlein a causa del suo parlare di essere una “pacifista” e di ciò che alcuni considerano la sua ingenua argomentazione secondo cui l’Europa in qualche modo aveva bisogno di convincere la Cina a costringere la Russia a porre fine alla guerra.

Suo nonno era ucraino, ha detto, e dopo essere emigrato negli Stati Uniti, stabilendosi infine a Elizabeth, NJ, la sua famiglia rimasta a casa è stata quasi certamente spazzata via dall’Olocausto.

Suo nonno italiano, che alla fine divenne un parlamentare socialista, rifiutò di indossare le “camicie nere dei fascisti” durante la sua laurea ed “era un avvocato antifascista” che, disse, avrebbe “difeso gli ebrei nei processi”.

La stessa signora Schlein non è stata educata come ebrea, sebbene si definisse “particolarmente orgogliosa” dei suoi antenati ebraici.

In un’amichevole intervista durante la campagna, ha detto a un sito italiano che il suo cognome e il naso pronunciato, quella che considera la sua caratteristica fisica distintiva, hanno attirato odiosi attacchi antisemiti.

Alla domanda su quel commento, la verbosità della signora Schlein si è bloccata.

La signora Schlein ha detto che affrontare tali ingiustizie l’ha attirata in politica.

Allieva stella del suo liceo di Lugano, racconta, ha voluto portare i suoi talenti in Italia, “perché ho sempre sentito che questo Paese, il Paese di mia madre, ha un forte potenziale che deve solo essere liberato”.

Quando ha lasciato il Partito Democratico per protestare contro la perdita del suo modo liberale, ha sostenuto un movimento per “occupare” il partito.

Adesso occupa il quartier generale della dirigenza vicino a Piazza di Spagna, e dopo una breve passeggiata verso il palazzo della Meloni, la signora Schlein, la progressista che nessuno ha visto arrivare, si è divertita ad occupare anche quel posto.

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Cronaca

Zuppa o Brodetto di pesce: una portata prelibata, a prova di scarpetta finale

La Zuppa o Brodetto di pesce è un piatto tipico delle zone costiere appartenente alla cucina povera. Preparato un tempo dai pescatori direttamente sulle imbarcazioni, è una preparazione che ha come caratteristica l’utilizzo di molte qualità di pesce. 

Zuppa, o Brodetto, di pesce: una portata prelibata, a prova di scarpetta finale

In questo piatto ho inserito diversi tipi di specie ittiche, con e senza lische: coda di rospo, calamari, mazzancolle, vongole e filetti di merluzzo, che, una volta puliti accuratamente, vengono tuffati man mano, e nel rispetto dei diversi tempi di preparazione, in un sughetto di pomodori freschi, allungato con acqua bollente e reso più sapido dal liquido di cottura delle vongole filtrato.

Ingredienti per 4 portate:

  • 1 kg di pesce misto (ad esempio, coda di rospo, scorfano, seppie, gamberi, cozze, vongole)
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carota
  • 1 peperoncino rosso
  • 500g di pomodori pelati
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 1,5 litri di acqua
  • olio d’oliva extra vergine
  • sale e pepe nero
  • prezzemolo fresco tritato

Preparazione:

  1. Pulire bene il pesce, togliendo le interiora, le lische e la testa.
  2. Tagliare il pesce a pezzi grandi.
  3. In una pentola capiente, far soffriggere la cipolla, l’aglio, il sedano e la carota, tagliati a pezzetti piccoli, insieme al peperoncino rosso, in olio d’oliva a fuoco medio.
  4. Aggiungere i pomodori pelati e spezzettati e far cuocere per 10 minuti.
  5. Aggiungere il pesce e il vino bianco e mescolare bene. Far cuocere per qualche minuto finché il vino si sarà evaporato.
  6. Aggiungere l’acqua e un pizzico di sale.
  7. Far bollire a fuoco medio-basso per circa 30-40 minuti.
  8. A metà cottura, aggiungere le cozze e le vongole precedentemente lavate e mescolare bene.
  9. Assaggiare e aggiustare di sale e pepe nero.
  10. Servire caldo, decorando con del prezzemolo tritato fresco.

Buon appetito!

ACCADDE OGGI 5 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

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ACCADDE OGGI 5 Marzo è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #5Marzo

ACCADDE OGGI 5 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

Un’anima meschina, sottrattasi all’oppressione, opprimerà a sua volta.
Fëdor Dostoevskij

Nati il 5 marzo…
Enrico II d’Inghilterra (1133)
Luigi I d’Ungheria (1326)
Zhou Enlai (1898)

e morti…
Franz Anton Mesmer (1815)
Pierre Simon Laplace (1827)
Sergej Prokof’ev (1953)

ACCADDE OGGI 5 Marzo…
1860 – Seconda guerra di indipendenza italiana: il Ducato di Parma, il Ducato di Modena, il Granducato di Toscana e la Romagna votano un plebiscito per unirsi al Regno di Sardegna.
1940 – Massacro di Katyń: membri del Politburo sovietico firmano l’ordine per l’esecuzione di 25.700 polacchi, tra cui 14.700 prigionieri di guerra.
1946 – Winston Churchill nomina per la prima volta la “cortina di ferro”: questo episodio è spesso considerato come l’inizio della guerra fredda.
1970 – Entra in vigore un trattato di non proliferazione nucleare ratificato da 43 nazioni.
1982 – Il satellite artificiale sovietico Venera 14 arriva sul pianeta Venere.

Feste e ricorrenze

Religiose
Cristianesimo:
Sant’Adriano di Cesarea, martire
San Ciarán di Saighir (o Seir-Kieran) detto “il Vecchio”, primo santo irlandese
San Cono il Taumaturgo (I secolo d.C.), martire in Isauria
San Conone l’ortolano, martire in Panfilia
San Foca di Antiochia, martire
San Gerasimo
San Gerasimo di San Lorenzo
San Giovan Giuseppe della Croce, francescano alcantarino
San Lucio I, papa
San Teofilo di Cesarea di Palestina, vescovo
San Virgilio di Arles, vescovo
Osea, profeta – Chiesa Copta
Jokob Hermann Friedrich Kohlbrugge, predicatore – Chiesa Luterana
Beato Cristoforo Macassoli da Milano, francescano
Beato Geremia da Valacchia (Giovanni) Kostistik
Beata Giovanna Irrizaldi, vergine mercedaria
Beato Guglielmo Giraldi, mercedario

Ebraismo:
2004 – Purim

Religione romana antica e moderna:
Navigium Isidi

Eventi

Fino al XIX secolo
1046 – Naser-e Khosrow inizia il suo “itinerario” che descriverà successivamente nel Safarnameh.
1570 – Cosimo I riceve ufficialmente dal Papa il titolo di Granduca di Toscana
1689 – Daniel Finch, II conte di Nottingham viene nominato Segretario di stato per il Dipartimento del Nord.
1766 – Antonio de Ulloa, primo governatore spagnolo della Louisiana, arriva a New Orleans.
1770 – Massacro di Boston: cinque americani, compreso Crispus Attucks, vengono uccisi da truppe britanniche in un episodio che aiuterà a dare il via alla Guerra d’indipendenza americana cinque anni dopo.
1793 – Le truppe francesi vengono sconfitte dagli austriaci che ricatturano Liegi.
1821 – James Monroe viene insediato per il suo secondo termine come presidente degli Stati Uniti
1824 – Prima guerra birmana: I britannici dichiarano ufficialmente guerra alla Birmania.
1829 – Muore a Pitcairn John Adams, noto anche come John Smith: era l’ultimo degli “ammutinati del Bounty” ancora in vita.
1836 – Samuel Colt fabbrica il primo modello di revolver destinato alla produzione.
1842 – Oltre 500 soldati messicani guidati da Rafael Vasquez invadono il Texas, occupando brevemente San Antonio e tornando quindi verso il Río Grande. Questa è la prima invasione dalla Rivoluzione Texana.
1848 – Louis Antoine Garnier-Pages viene nominato Ministro delle Finanze di Francia.
1849 – Zachary Taylor diventa il 12º presidente degli Stati Uniti.
1860 – Parma, Toscana, Modena e Romagna votano in un referendum per unirsi al Regno di Sardegna.
1868 – Una corte per l’impeachment viene organizzata nel Senato degli Stati Uniti per ascoltare le accuse contro il presidente Andrew Johnson.
1872 – George Westinghouse brevetta il freno ad aria.
1876 – Esce il primo numero del quotidiano Corriere della Sera.
1877 – Al Teatro alla Scala di Milano prima dell’opera lirica Mefistofele di Arrigo Boito: fu un clamoroso fiasco.
Dal 1901 al 1950
1904 – Nikola Tesla, in Electrical World and Engineer, descrive il processo di formazione del fulmine globulare.
1905 – Le truppe russe iniziano la ritirata da Mukden, in Manciuria, dopo aver perso 100.000 uomini in tre giorni.
1907 – La seconda Duma apre a San Pietroburgo, e 40.000 dimostranti vengono dispersi dall’esercito russo.
1912 – L’esercito italiano è il primo ad usare i dirigibili per scopi militari, utilizzandoli per ricognizione ad ovest di Tripoli, dietro le linee turche, durante la Guerra Italo-Turca.
1915 – Prima guerra mondiale: L’LZ 33, uno Zeppelin, viene danneggiato dal fuoco nemico durante una missione di pattugliamento, atterrerà a sud di Ostenda.
1916 – Viene fondata la squadra di calcio spagnola del Real Club Deportivo Mallorca.
1918 – L’Unione Sovietica sposta la capitale da Pietrogrado a Mosca.
1924 – Shefqet Verlaci diventa primo ministro dell’Albania.
1931 – Daniel Salamanca Urey viene nominato presidente di Bolivia.
1933
Grande depressione: il presidente statunitense Franklin D. Roosevelt dichiara la bank holiday, chiudendo tutte le banche degli Stati Uniti e congelando tutte le transazioni finanziarie.
In Germania, i nazisti ottengono il 44% dei voti alle elezioni parlamentari.
1936 – A Planica, in Slovenia, Sepp Bradl è il primo uomo a superare i 100 metri nel salto con gli sci.
1936 – Primo volo del caccia Spitfire Type 300.
1940 – Membri del politbiuro sovietico firmano l’ordine per l’esecuzione di 25.700 polacchi, tra cui 14.700 prigionieri di guerra. L’episodio è noto come il Massacro di Katyń.
1943 – Scioperi antifascisti: Torino h 10: inizia nell’officina 19 lo sciopero degli operai della Fiat Mirafiori. In pochi giorni centomila lavoratori incrociano le braccia: è la prima grande ribellione operaia che si estenderà presto in tutte le fabbriche del Nord. Passata alla storia come gli “Scioperi del marzo 1943”, segna l’inizio del crollo del regime fascista e rappresenta il primo, vero e corale, episodio della Resistenza antifascista. Una canzone degli Stormy Six ricorda quell’avvenimento: La Fabbrica
1946 – Winston Churchill nomina per la prima volta la Cortina di Ferro nel suo discorso al Westminster College di Fulton (Missouri). Questo episodio è spesso considerato come l’inizio della Guerra Fredda.
Dal 1951 al 2000
1953 – Josif Vissarionovič Džugašvili Stalin muore a Mosca a seguito di un attacco cerebrale.
1955 – Il presidente lituano, Antanas Merkys muore, dopo essere stato imprigionato e deportato a Saratov, in Unione Sovietica.
1958 – Fallisce il lancio della sonda spaziale Explorer 2, parte del Programma Explorer.
1960 – Elvis Presley viene congedato dall’esercito degli Stati Uniti.
1970
Entra in vigore un trattato di non proliferazione nucleare, ratificato da 43 nazioni.
Atomi di Dubnio vengono individuati con certezza per la prima volta.
1973 – Donald DeFreeze, futuro capo dell’Esercito di Liberazione Simbionese, evade dalla Prigione di Vacaville[senza fonte]
1974 – Guerra del Kippur: le truppe israeliane si ritirano dalla riva ovest del Canale di Suez.
1976 – Seymour Cray presenta il primo supercomputer Cray: il Cray-1
1978 – Viene lanciato il satellite Landsat 3.
1979
Strumenti di rilevazione captano una esplosione di raggi gamma originatasi dalla Grande Nube di Magellano, portando alla scoperta dei soft gamma repeater.
La Voyager 1 sorvola Giove.
1981 – Il cannibale Alferd Packer viene graziato dopo morto.
1982 – Venera 14, un satellite artificiale sovietico, arriva sul pianeta Venere.
1988 – La costituzione delle Isole Turks e Caicos viene ripristinata e rivista.
1991 – L’Iraq rilascia tutti i prigionieri della Guerra del Golfo.
1993 – Il velocista canadese Ben Johnson viene squalificato a vita dalle competizioni internazionali dopo essere risultato positivo al doping per la seconda volta.
1998 – La NASA annuncia che la sonda Clementine in orbita attorno alla Luna, ha trovato abbastanza acqua nei crateri polari da poter sostenere una colonia umana e una stazione di rifornimento per i razzi. Annuncia inoltre la scelta del tenente colonnello Eileen Collins come prima donna comandante di una missione dello Space Shuttle.
Dal 2001 in poi
2001 – 35 pellegrini musulmani restano uccisi schiacciati dalla calca durante l’annuale pellegrinaggio dell’Hajj.
2003 – Nature ritira diversi lavori come conseguenza dello Scandalo Jan Hendrik Schön.

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ALMANACCOACCADDE OGGI 5 Marzo: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Le asportano un seno ma poi fanno la radio sull’altro

Il caso accaduto all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, dove asportano un seno ma poi fanno la radio sull’altro, è stato definito dalla Corte dei Conti come un caso di “malpractice sanitaria”.

Le asportano un seno ma poi fanno la radio sull’altro

Secondo le informazioni disponibili, ad una paziente è stata asportata la mammella destra a causa di un tumore al seno, ma successivamente le è stata effettuata la radioterapia sulla mammella sana.

Questo caso è un esempio di come gli errori medici possano avere gravi conseguenze sulla salute delle persone.

L’errore commesso dall’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari ha portato a conseguenze fisiche ed emotive a lungo termine per la donna, come ad esempio una maggiore possibilità di sviluppare un altro tumore al seno, oltre al trauma emotivo ed allo stress psicologico.

In questo caso, è stato possibile ottenere un risarcimento grazie all’attività dei giudici della Corte dei Conti, che hanno riconosciuto il caso come un “malpractice sanitaria”.

Questo ha permesso alla donna di ottenere un risarcimento per le conseguenze dell’errore medico.

In conclusione

Questa situazione è preoccupante e sottolinea l’importanza di garantire la qualità dei servizi medici e l’adeguata formazione del personale sanitario.

Speriamo che gli errori come questo non si ripetano in futuro e che siano adottate misure per evitare che tali situazioni accadano.

In generale, è importante che i pazienti siano consapevoli dei propri diritti e sappiano come farli rispettare in caso di situazioni come questa.

In particolare, è importante che i pazienti conoscano la possibilità di segnalare eventuali problemi al personale medico e alle autorità competenti, al fine di garantire la qualità dei servizi sanitari.

In conclusione, il caso accaduto all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari è stato definito come un caso di malpractice sanitaria dalla Corte dei Conti.

Speriamo che tali situazioni non si ripetano in futuro e che vengano adottate misure per evitare errori simili.

Infine, è importante che i pazienti siano consapevoli dei propri diritti e sappiano come farli rispettare in caso di problemi.

Pescara-Juve Stabia 2-2, le pagelle delle Vespe

Juve Stabia, si torna in campo e la Juve Stabia lo fa come ospite all’Adriatico di Pescara che in settimana ha accolto Mister Zeman per la terza volta nella sua storia calcistica.

Vespe gialloble’ rivoluzionate nelle scelte di Mister Pochesci che rispolvera dal primo minuto Russo in porta, Vimercati in difesa, rinunciando a Berardocco a centrocampo e regalando una nuova chance a Bentivegna. Ennesima difficile sfida per la Juve Stabia che è chiamata a portare assolutamente punti importanti a casa e in dote ad una classifica sempre più preoccupante.

LE PAGELLE DELLA JUVE STABIA NEL PAREGGIO IN RIMONTA DI PESCARA.

Russo 5,5 : Non impegnato per un lungo tratto del primo tempo, poi becca il gol di Lescano sul quale poco o nulla ci può fare, per il resto normale amministrazione. Sul raddoppio poco reattivo nella sua area piccola.

Cinaglia 5,5: Corre e lo ritroviamo dappertutto chiude un bel po’ di varchi agli avanti pescaresi. Quando in un paio di occasioni sembra alzare bandiera bianca, poi torna a correre e difendere.

Caldore 5,5: Alti e bassi per il difensore ex Taranto che sul gol di Lescano lo perde in marcatura e sul finale di primo tempo si fa saltare da Palmiero.

Vimercati 5,5 : Non è dispiaciuto nella prima frazione di gioco, copre come può sul suo lato e a volte si propone anche un po’ più alto. Nel secondo tempo rimedia un giallo e risulta poco reattivo sul raddoppio biancoazzurro.

Maggioni 5: Gionata no per il giovane difensore stabiese, perde un bel pò di contrasti e palloni come quello velenoso nel contrasto con Brosco dal quale nasce il gol del vantaggio Pescarese.

Scaccabarozzi 6: Un bel po’ di chilometri in mezzo al campo a chiudere e ripartire, non sempre continuo ma ci mette del suo.

Maselli 6: Pendolo di centrocampo dialoga bene con i compagni facendo da raccordo tra la difesa e centrocampo. In un bel po’ di occasioni importanti c’è sempre il suo zampino.

Altobelli 5,5: Bella ma sfortunata la conclusione nel primo tempo alta di poco poi un bello apporto fisico in mezzo al campo. Anche per lui però una ammonizione.

D’Agostino 5,5: Si muove bene e da un po’ di pensieri alla retroguardia pescarese, bello il cross per Pandolfi nel primo tempo che la punta non sfrutta.

Bentivegna 5,5: Solo 45 minuti per lui nei quali non è dispiaciuto, su punizione una conclusione di poco alta.

Pandolfi 6,5: Molto mobile oggi, una vivacità che da un bel pò di lavoro agli avversari, arriva anche a colpire di testa un paio di volte verso la porta avversaria. Bello l’assist per il gol di Silipo. Poi la traversa nel finale che grida ancora vendetta.

Zigoni ( dal 1 s.t.) 6: Realizza il gol del 2-2 entrando in gara con una grande voglia, mobile in tutte le azioni, da una sterzata alla gara.

Silipo (dal 18 s.t.) 6: Di bella fattura il suo gol che riapre la contesa da un cross perfetto di Pandolfi. Presenza in campo piu che proficua.

Gerbo ( dal 30 s.t.) 5: Impalpabile la sua presenza in campo non incidendo più di tanto nella contesa.

Peluso ( dal 39 s.t.): s.v.

Mister Pochesci 6,5: Pur cambiando un bel po’ di interpreti in campo la sua Juve Stabia, ha si palesato nei gol presi le solite amnesie, ma ha avuto dalla sua il saper approfittare dei vuoti del Pescara, segnare due gol e portare via un punto prezioso per la classifica, anzi, sul finale sarebbe potuta pure finire in gloria ma onestamente era troppo.

Ha ottenuto sicuramente buone risposte dal campo dove i suoi giocatori non hanno di certo mollato la presa, sotto di due gol, come purtroppo visto in altre occasioni, insomma una prestazione che oltre a smuovere la classifica da qualche certezza in più, a lui e alla piazza, nel raggiungere quanto prima la salvezza. Finito un ciclo di ferro, dalla prossima la Juve Stabia è attesa da una serie di gare un po’ più alla portata e se il lavoro e la voglia è quella vista oggi il traguardo potrebbe essere sempre più vicino.

A cura di Giovanni Donnarumma. 

Pescara – Juve Stabia 2 – 2. Il Podio Gialloblu di ViViCentro

La Juve Stabia si rialza nel finale di gara, riacciuffando il Pescara grazie alle reti di Silipo e Zigoni arrivate dopo il doppio vantaggio abruzzese

PODIO

Medaglia d’oro: a Luca Pandolfi, croce e delizia dell’attacco della Juve Stabia. Il numero 7 nel bene e nel male è l’elemento in grado di incidere più di altri sulle sorti delle Vespe, sia per qualità che per duttilità tattica. Emblematica la gara di Pescara, con l’ex Cosenza che inizia da punta pura per poi diventare esterno nella ripresa. Già nel primo tempo Pandolfi va vicino al gol, limando nel secondo tempo quel pizzico di egoismo che a volte ne condiziona la crescita: suo il pallone che Silipo indirizza nel sette. Nel finale sgroppa ancora centrando la traversa con un gran destro che avrebbe suggellato una grande gara.

Medaglia d’argento: ad Andrea Silipo, che con il suo ingresso libera la Juve Stabia dai fantasmi. Il fantasista dà il via alla rimonta con un gol forse ancor più bello di quello siglato con il Monopoli al Menti, confermando quanto il suo mancino possa essere determinante per le sorti stabiesi. Ancor più rilevante l’inizio dell’azione, con palla sottratta al Pescara proprio da Silipo e condotta con fantasia fino all’uno due con Pandolfi. A condizionarlo è la mancanza di una piena continuità ma la presenza e le dritte di un allenatore come Pochesci non possono che fargli bene.

Medaglia di bronzo: a Gianmarco Zigoni, finalmente nella versione cobra. Gol decisivo (dopo quello con la Gelbison) e da attaccante vero per il centravanti della Juve Stabia, che dà profondità e fisicità alla squadra, condotta poi al meritato pareggio. Caparbio nel resistere alle sportellate con il diretto marcatore e poi nel non fermarsi dopo il primo intervento di Plizzari prima di insaccare in rete. Rete certamente vitale per il momento sportivamente drammatico in cui è arrivata ma che può prolungare i suoi effetti positivi rilanciando in primis psicologicamente l’ex attaccante di Avellino e Venezia.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Tommaso Maggioni, leggero ed a tratti spaesato sull’out di destra. La gara di Pescara conferma come il ruolo di quinto di destra non sia pienamente nelle corde del 96, molto più a suo agio come classico esterno di una difesa a quattro o terzo di difesa, ruolo in cui Pochesci lo vede meglio. Il Pescara dal suo lato sfonda con troppa facilità, come conferma la marcatura fin troppo larga che Maggioni regala a Mora in occasione del primo gol abruzzese.

Medaglia d’argento: a Marco Caldore, apparso nella versione più opaca di sé. L’espulsione rimediata nella prima gara della gestione Pochesci contro il Crotone pare aver diviso in due la stagione dell’arcigno difensore, da allora mai del tutto brillante dopo il rientro in campo. Grave ed inusuale per lui lo svarione con cui si lascia scappare Lescano, libero poi di insaccare in rete. Resta in affanno anche nel prosieguo del match, tremando insieme al resto della retroguardia.

Medaglia di bronzo: ad Alessandro Vimercati, poco affamato come invece dovrebbe essere chi è a caccia di rivincita. Buono l’impegno del giovane difensore, però mai davvero “elettrico” nella voglia di primeggiare sugli avversari. Insieme a Maselli, dopo pochi secondi della ripresa, non chiude l’iniziativa solitaria di Merola, che supera lui ed il centrocampista prima di servire ancora Lescano. Gara non facile per tornare ad indossare la maglia da titolare ma occasione che poteva essere sfruttata meglio.

Successo per “Tosca” di Puccini al Vittorio Emanuele di Messina

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Applausi scroscianti per la Tosca – affidata alla regia di Carlo Antonio De Lucia e alla direzione musicale di Carlo Palleschi, andata in scena ieri sera al Vittorio Emanuele. In replica domenica 5 marzo.

Video, intervista al regista Carlo Antonio De Lucia.

Attesa sin dallo scorso anno – in cui era prevista originariamente la programmazione – la Tosca, prodotta dall’E.A.R. Teatro di Messina, riempie finalmente il Vittorio Emanuele.

Dopo il successo delle prove generali di giovedì aperte agli studenti, rimasti colpiti ed emozionati, l’opera lirica si dona a tutto il suo pubblico.

L’opera in 3 atti di Giacomo Puccini, ispirata al dramma di Victorien Sardou, dal 1900 continua a conquistare gli animi di appassionati e non, per la modernità delle sue atmosfere musicali, sempre arricchita, però, dalle numerose citazioni classiche, soprattutto a Verdi e al suo Otello.

La nuova produzione del Teatro di Messina, con l’allestimento di Opera Production C.D. GmbH – Austria, affidato alla regia di Carlo Antonio De Lucia valorizza pienamente l’anima dell’opera, mantenendone la sua identità precisa ed evidenziandone la modernità, per mezzo del lavoro attento del video designer Matthias Schnabel, del light designer Giuseppe Calabrò e delle scene di Daniele Piscopo.

Carlo Palleschi (di ritorno al Vittorio Emanuele dopo il successo de “La Traviata”), ha evidenziato tanto l’energia quanto la dolcezza melodica intrinseca dell’opera.

Il Maestro Carlo Palleschi dirige l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele , il Coro Lirico “Francesco Cilea” diretto da Bruno Tirotta (presente anche nella produzione della Tosca messinese del 1999) e il Coro di Voci Bianche “Bianco Suono” diretto da Agnese Carrubba (anche loro di nuovo sul palco dopo la “Carmen”, prodotta dal Teatro nel 2018).

La passione, il dolore, la tenerezza e il dramma di Tosca vengono interpretate da un cast d’eccellenza: Diana Lamar, divina e sopraffine nel ruolo di Tosca; Stefano Secco, protagonista della lirica internazionale, nel ruolo di un Mario Cavaradossi eccellente; vigoroso, il baritono ucraino Vitaliy Bilyy come interprete barone Scarpia. Molto apprezzati anche gli artisti Lorenzo Barbieri nei ruoli di Cesare Angelotti e di un carceriere; Davide Scigliano come Spoletta, Alessio Verna il sagrestano/Sciarrone, e Sofia Ciuffo nel ruolo di un pastorello.

“La Tosca è un “prodotto sferico”, non si basa sulla singola performance o su un elemento rispetto all’altro. La sua forza sta nella sinergia fra le parti che la compongono, nella loro unione varia e piena di sfumature”, ha dichiarato in conferenza stampa il regista.

Questa circolarità virtuosa si sviluppa su due livelli diversi. Da una parte, vi è l’omaggio all’opera classica, nel pieno rispetto della scrittura di Puccini e dell’intenzione dei librettisti Giuseppe Giacosa e Luigi Illica; dei codici e dei significati di Tosca; dei suoi temi, dal rapporto Stato e Chiesa al gioco della Storia e del potere, su tutti i quali, però, la primazia è sempre quella del sentimento, dell’aspetto emozionale.
Dall’altra parte, la materializzazione concreta di quanto espresso nello spartito, di tutti i suoi aspetti e della potenza dei loro sentimenti, attraverso il lavoro di video mapping.

Due livelli che mettono idealmente in moto la rappresentazione e che, nel contempo, ne costruiscono concretamente l’allestimento. Nell’avanscena, infatti, la vicenda avanza fedelmente alle indicazioni del libretto e alle sonorità pucciniane; da metà palco, invece, la narrazione musicale è riempita da video e immagini. L’ausilio dei mezzi tecnologici di video mapping dà materia e forma alle emozioni, ai sentimenti dei personaggi e al loro sviluppo.

Il pubblico, piuttosto numeroso, ha lungamente applaudito tutta la compagnia artistica, riservando il successo più caloroso a Diana Lamar che ha interpretato una pregevole Tosca sia dal lato vocale sia da quello scenico.

Mariella Musso

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Formula 1, GP Bahrain: pole di Verstappen! Ma Ferrari c’è

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Formula 1, nelle prime qualifiche della stagione in Bahrain la pole position la conquista Verstappen che chiude davanti a Perez e Leclerc

Formula 1, GP Bahrain: pole di Verstappen! Ma Ferrari c’è

Se questa è la Formula 1, non resta che metterci comodi. La prima, straordinaria, qualifica della stagione del GP del Bahrain si conclude con le due Red Bull davanti a tutti: Max Verstappen si prende la prima piazza, davanti a Sergio Perez e Charles Leclerc.

Sempre super Max

Si riparte da dove ci eravamo fermati ai test: Verstappen vola e conferma la sua grande forza. La RB19 dimostra di essere un’evoluzione della vettura della passata stagione: molto bene in qualifica e (sembrerebbe) molto buona anche sul passo gara. Su quest’aspetto però, la prova della verità arriverà domani, con l’ipotesi una sosta che incuriosisce e non poco il team di Milton Keynes.

FONTE FOTO: Scuderia Ferrari Twitter

Ferrari c’è

La direzione è quella giusta” ha dichiarato Charles Leclerc al termine della qualifica. Il monegasco ha strappato la terza posizione, davanti al compagno di squadra Sainz quarto. Le Rosse si confermano dunque le grandi rivali della Red Bull e, nella giornata di domani, Leclerc avrà gomma nuova che gli servirà per cercare l’attacco. Il rendimento sul passo gara, in confronto a Red Bull, resta ancora un piccolo dubbio, ma la qualifica ha confermato che Ferrari c’è ed è pronta ad attaccare.

Aston-Mercedes, che la sfida cominci

Non è stata una conferma vedere Fernando Alonso conquistare la quinta posizione. L’Aston Martin dimostra che può mettere in difficoltà la Mercedes in un’ipotetica terza piazza nei costruttori. È chiaramente ancora presto, ma domani ci sarà grande battaglia tra questi due team: Alonso scatterà infatti proprio davanti alle due Mercedes con Russell sesto e Hamilton settimo. Ottava l’altra Aston di Lance Stroll.

FONTE FOTO: Alfa Romeo Twitter

Ferrari, il motore c’è

Risultati positivi arrivano sia da casa Alfa Romeo che in casa Haas. Il team di Hinwil strappa la dodicesima posizione di Valtteri Bottas e la tredicesima di Zhou, confermando il buon rendimento visto ai test e all’inizio del weekend. I motorizzati Ferrari dimostrano di esserci e di poter dire la loro, considerando anche in casa Haas la decima posizione del rientrante Nico Hulkenberg. Unica pecca, Kevin Magnussen solo diciassettesimo.

Inizi complicati

I debuttanti non convincono. Grandi difficoltà per Oscar Piastri che non va oltre la diciottesima posizione. L’australiano perde il primo scontro con il compagno di squadra Norris che si piazza in undicesima casella. Debutto in qualifica da dimenticare anche per l’australiano che sarà chiamato a una gara di rimonta, così come Nyck De Vries penultimo. Chiude la classifica, a sorpresa, l’Alpine di Pierre Gasly che inizia nel peggiore dei modi la sua stagione col team francese.

Domani finalmente la gara!

Con queste incredibili qualifiche, non resta che darci appuntamento a domani con la gara. Buon divertimento, la Formula 1 è iniziata ed è ripartita alla grandissima.

GP Bahrain, i risultati delle qualifiche

1 Max Verstappen

2 Sergio Perez

3 Charles Leclerc

4 Carlos Sainz

5 Fernando Alonso

6 George Russell

7 Lewis Hamilton

8 Lance Stroll

9 Esteban Ocon

10 Nico Hulkenberg

11 Lando Norris

12 Valtteri Bottas

13 Guanyu Zhou

14 Yuki Tsunoda

15 Alexander Albon

16 Logan Sargeant

17 Kevin Magnussen

18 Oscar Piastri

19 Nyck De Vries

20 Pierre Gasly

Zigoni: “Gol importante per salvarci prima possibile”

Gianmarco Zigoni, attaccante della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match pareggiato 2-2 col Pescara.

Le dichiarazioni di Zigoni sul match tra Pescara e Juve Stabia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“L’allenatore fa le sue scelte, il mio obiettivo è fare ancora gol e farmi trovare pronto. E’ stato brutto il 2023 finora per tutti noi. Sul gol è stato bravo Maselli a servirmi e sono stato bravo io ad alzare la palla e mettere in gol.

Essere a Pescara sotto di due a zero non era il massimo. Abbiamo dimostrato oggi il gruppo importante che siamo. C’è margine per migliorare ancora. Colucci voleva compattezza di squadra e ci faceva prendere meno gol. Con Pochesci veniva meno la fiducia perché i risultati non arrivavano.

Ora abbiamo a che fare con squadre di più bassa classifica e dobbiamo fare meglio. E’ un piacere aver segnato qui ed aver segnato in uno stadio importante. I miei gol sono stati pesanti finora ed avrei voluto segnare di più.

Viste le gare che ci attendono da qui alla fine del campionato è stato importante il gol fatto perché dobbiamo salvarci prima possibile. Ci dispiace perché siamo stati quarti per lungo tempo ma io personalmente vorrei scalare ancora posizioni per terminare ai playoff più in alto possibile”.

Zeman: “Gol annullato al Pescara per fallo di confusione”

Zdenek Zeman, allenatore del Pescara, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match pareggiato 2-2 con la Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Zeman sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Non mi è piaciuto l’atteggiamento inusuale della squadra soprattutto nel secondo tempo. Nel secondo tempo abbiamo perso i riferimenti. Il gol è stato annullato per un fallo di confusione.

Questa rosa è buona, nella prima parte del campionato si era fatto il meglio possibile. I tre di centrocampo oggi hanno fatto bene.

Per vincere le gare bisogna fare più gol degli avversari e oggi avevamo costruito molto. Abbiamo tanti margini di miglioramento e possiamo fare molto di più. Il pubblico attualmente è un po’ freddo e lo dobbiamo far diventare noi più caldo con le nostre prestazioni. Dobbiamo essere noi bravi a far venire sempre più pubblico allo stadio Adriatico.

Palmiero ha fatto bene nel primo tempo, nel secondo tempo non è stata tutta colpa sua, dipende anche dai compagni di reparto che non lo hanno messo in condizione di poter giocare al meglio.

Lescano ha presenza fisica ed è uno che deve fare gol come fatto oggi.
Mi aspettavo qualcosa di più sul piano tattico oggi ma sul piano fisico la mia squadra è all’altezza.

Pochesci: “Pari che sta stretto al Pescara ma guadagnato da noi”

Sandro Pochesci, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match pareggiato 2-2 col Pescara.

Le dichiarazioni di Pochesci sul match tra Pescara e Juve Stabia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“I gol del Pescara sono dovuti alle nostre amnesie mentali. Il Pescara era attivo e noi passivi. Non si può prendere un gol di questo tipo  a fine primo tempo e nel secondo tempo non sembravamo scesi in campo. Nel secondo tempo sono stato bravi i ragazzi, abbiamo cambiato modulo tattico come è stato grande Pandolfi sulla faccia destra e li abbiamo colpiti dove potevamo colpire.

Sono sempre i giocatori che fanno la differenza e sono protagonisti. Abbiamo messo una punta in più e li abbiamo messo in difficoltà. Il Pescara ha buttato sia il 2-0 che il 3-0 con Merola. Poi è uscito fuori il coraggio di questa squadra. E’ un pari che sta stretto al Pescara ma noi ce lo siamo guadagnati.

Voglio perdere se la squadra avversaria e più forte di noi. Abbiamo preparato la gara presidiando la trequarti e poi ripartendo. Oggi faccio i complimenti ai miei ragazzi che sono stati maltrattati un pò da voi giornalisti.

Barosi sta facendo un grande campionato ma aveva preso tanti gol e ho chiesto un aiuto ad un portiere più esperto. Ma non è una scelta tecnica e l’ho detto al ragazzo. Russo ha fatto il suo e forse una sola piccolissima leggerezza solo su un’uscita ma nulla più.

Di Pandolfi ho detto che ha forza nelle gambe ed è un giocatore che sfigurerebbe anche in categorie superiori. Sul 2-0 bisognava fare qualcosa e mi piace rischiare. Chi viene dal nulla non ha paura di niente. Ho dato un’iniezione di fiducia alla squadra con i cambi. A Foggia andò male qui abbiamo avuto fortuna.

Questa squadra può giocare 3-4-1-2 e Pandolfi deve essere uno dei due davanti. Zigoni gli ho detto che doveva essere più cattivo ed è stato caparbio sul gol.

Spero che il presidente rientri perché abbiamo bisogno di lui. Questa Juve Stabia ha bisogno di tutte le componenti, tifoseria, stampa, società e dobbiamo remare tutti dalla stessa parte”.

Napoli-Lazio 0-1: le pagelle di ViViCentro

Napoli, ricordati che non hai (ancora) vinto niente: le pagelle di Antonio Ingenito. Le pagelle per il Napoli e per la Lazio

Napoli-Lazio 0-1: le pagelle di ViViCentro

Le pagelle del NAPOLI:

– MERET, voto 6: incolpevole sul goal di Vecino, che trova dal cilindro un destro imprendibile; mai impegnato da nessuna parata degna di nota, né prima né dopo il goal

– RRAHMANI, voto 5.5 meno dominante rispetto ai suoi standard abituali e anche meno preciso col pallone tra i piedi. Partita leggermente sottotono per il centrale kosovaro

– KIM, voto 6.5: salva su una conclusione da dentro l’area rigore di Milinkovic Savic, supera molti contrasti ed anticipa in velocità i contropiedisti della Lazio anche nel finale di partita. Nonostante la sconfitta, una prestazione buona

– OLIVERA, voto 5: numerosi errori tecnici da parte dell’uruguagio, che quasi mai riesce ad essere una spalla all’altezza di Kvara sulla sua corsia. Mati è generoso e si propone quando può, ma palla al piede non è Mario Rui. Fisicamente tiene botta bene ma in fase di proposta è davvero deficitario

– DI LORENZO, voto 6: salva un goal praticamente fatto di Vecino dopo appena 5 minuti, leggendo perfettamente la traiettoria della palla. Solita prestazione generosa del Capitano, che corre a tutta fascia, copre e si offre da ala aggiunta, pur senza particolari sussulti

– ANGUISSA, voto 5: non riesce mai a trovare ritmo, sbagliando numerosi appoggi e andando in affanno dietro una Lazio sveglia e pratica. Forse il peggior Frank dell’anno

– LOBOTKA, voto 5.5: Sarri lo ingabbia in un quadrato perfetto, di fatto circondandolo con 4 uomini che gli alitano addosso in modo asfissiante per tutto il primo tempo.
Nella ripresa, Stani ritrova qualche certezza in più, ma la palla non circola con l’intensità di sempre e l’intera manovra del Napoli ne risente in modo inesorabile.
Bloccata la fonte di gioco del Napoli, la Lazio ha costruito buona parte della sua vittoria

– ZIELINSKI, voto 5 : qualche giocata di fino, riprova del suo notevole bagaglio tecnico. Nella sostanza, non punge mai e si accoda alla mediocrità generale dei suoi

– KVARA, voto 6: da premiare l’impegno e il tentativo di aggiungere fantasia a una gara veramente incolore dei suoi.
Tuttavia, spesso si perde o non riesce a definire il guizzo o per imprecisione nel cross o per imprecisione nel tiro o nell’ultimo tocco.
Un cross al bacio, a dir la verità, lo pennella nel finale per Osihmen, che però è sfortunatissimo e coglie la traversa.
Purtroppo è suo il colpo di testa timido e un po’ indolente che diventa involontariamente il perfetto assist per il destro mortifero di Vecino.
Ma Kvara terzino non è. Lo perdoniamo per questo

– OSIHMEN, voto 6: anche Victor merita appieno la sufficienza, perché anche in una serata storta lui il cuore lo lascia sempre tutto sul terreno di gioco.
Sbraita, lotta, smista con qualità i pochi palloni giocabili che gli capitano a tiro ed esibisce la generosità di sempre, quella genuina, che lo contraddistingue.
Peccato per la traversa colpita, che nega a lui il goal e al Napoli un 1-1 che, tutto sommato, poteva starci

– LOZANO, voto 5.5: anche per el Chucky, senza dubbio la prestazione meno brillante dell’ultimo periodo, per distacco.
Nel primo tempo, raramente riesce a mettere in difficoltà Hysaj.
In una delle poche circostanze, propone un cross succulento a centro-area per Osihmen, con Provedel che però anticipa il bomber nigeriano all’ultimo, probabilmente compiendo un intervento decisivo.
Nella ripresa, la vista si appanna, l’argento vivo lo abbandona del tutto e la sostituzione è inevitabile

– POLITANO, voto 5.5: entra a partita in corso, per un Lozano in serata no. Non riesce a far meglio, però, neppure Matteo. Tanti errori tecnici e tante scelte sbagliate, nei cross, nei tentativi di dribbling e nei passaggi

– ELMAS, voto 6: subentra e, quantomeno, è utile a creare scompiglio, con la sua imprevedibilità e i suoi spunti

– SIMEONE, S.V.

– ZEDADKA, S.V.

– NDOMBELE, voto 6: pochi minuti, ma giocati con buona vivacità. Forse uno dei migliori spezzoni del centrocampista francese, che conquista qualche fallo in modo intelligente, gioca da play e si propone “in the box”. Per poco non trova, nel finale, un’imbucata buona in area per Osihmen, che però viene letta dalla difesa della Lazio

– SPALLETTI, voto 5.5: nulla da dire, la gara a scacchi l’ha vinta Maurizio Sarri e di gran lunga. Stavolta Luciano stecca la lettura, sia dal primo minuto, sia a gara in corso

Le pagelle della LAZIO:

– PROVEDEL, voto 7

– MARUSIC, voto 6.5

– PATRIC, voto 6.5

– ROMAGNOLI, voto 6

– HYSAJ, voto 6.5

– MILINKOVIC SAVIC, voto 7

– VECINO, voto 8

– LUIS ALBERTO, voto 7

– FELIPE ANDERSON, voto 6

– IMMOBILE, voto 7

– ZACCAGNI, voto 6

– PEDRO, voto 6

– CANCELLIERI, voto 6

– CATALDI, S.V.

– SARRI, voto 8: stravince il confronto con Spalletti, assai più di quanto non dica il punteggio finale. Imbriglia la capolista e le fa giocare una delle peggiori partite della sua stagione.
Contro questo Napoli, è davvero tanta roba.
Prestazione di qualità, personalità e coraggio dei suoi, che escono vittoriosi con merito dal “Maradona”, imponendo al Napoli la prima sconfitta in stagione tra le mura amiche e candidandosi con prepotenza alla zona Champion’s

– PAIRETTO, voto 6

Pescara-Juve Stabia, Rileggi LIVE 2-2

Pescara-Juve Stabia, le Vespe per uscire dal tunnel contro il Pescara di Zdenek Zeman tornato per la terza volta alla guida del sodalizio del presidente Sebastiani.

I TEMI DI PESCARA-JUVE STABIA.

Entrambe non arrivano bene al match dello stadio “Adriatico”. Da un lato la squadra abruzzese che ha visto in settimana le dimissioni dell’ex tecnico Colombo e l’arrivo per la terza volta di Zdenek Zeman che nella sua conferenza di presentazione ha subito affermato di avere materiale umano in rosa congeniale al tipo di gioco offensivo che vuole adottare.

Per Zeman il principale problema del Pescara è quello di tirare poco in porta per essere una squadra di vertice e imposterà il suo lavoro proprio sul potenziare la capacità offensiva della propria squadra.

Nel Pescara che affronterà la Juve Stabia con il consueto modulo tattico zemaniano 4-3-3 mancheranno sia Gyabuaa che Kraja per infortunio, che imporranno scelte abbastanza obbligate a centrocampo per Zeman.

La Juve Stabia che va ad affrontare il Pescara è in piena crisi di gioco e di risultati e ha come obiettivo principale quello di uscire dal tunnel e di racimolare quei 6-7 punti nelle ultime 9 giornate di campionato che significherebbero salvezza sicura.

Assenti dall’undici titolare sia Mignanelli che Dell’Orfanello oltre a Guarracino e Picardi, e c’è curiosità per capire con quale modulo tattico mister Pochesci schiererà i suoi: il consueto 3-4-1-2 oppure il ritorno al 4-3-3 attuato solo sullo 0-3 sabato scorso contro il Catanzaro?

Di sicuro la Juve Stabia, che ha racimolato un solo punto nelle ultime 5 giornate (sarebbe ultima con 2 gol fatti e ben 10 subiti) e che resta il terzo peggiore attacco del campionato e la quinta migliore difesa (con 30 gol subiti alla pari proprio del Pescara), non può permettersi un’ulteriore battuta di arresto perchè a quel punto scricchiolerebbe e non poco anche la panchina di mister Poschesci.

La gara sarà diretta dal sig. Andrea Zanotti della sezione di Rimini. Zanotti che è al suo secondo anno in Lega Pro sarà coadiuvato dal sig. Daniel Cadirola della sezione AIA di Milano e dal sig. Daljit Singh della sezione AIA di Macerata, il IV° ufficiale sarà il sig. Valerio Pezzopane della sezione AIA di L’Aquila.

FORMAZIONI UFFICIALI PESCARA-JUVE STABIA.

PESCARA (4-3-3): Plizzari; Cancellotti, Boben (Mesik dal 31° s.t.), Brosco, Milani; Mora, Palmiero, Aloi; Merola, Lescano, Desogus (Cuppone dal 31° s.t.).

A disposizione: Sommariva, D’Aniello, Crescenzi, Kolaj, Vergani, Delle Monache, Catena, Rafia, Mesik, Cuppone, Ingrosso, Germinario.

Allenatore: sig. Zdenek Zeman.

JUVE STABIA (4-3-3): Russo; Maggioni, Cinaglia (Peluso dal 42° s.t.), Caldore, Vimercati (Silipo dal 19° s.t.); Scaccabarozzi, Maselli, Altobelli; Bentivegna (Zigoni dal 1° s.t.), Pandolfi, D’Agostino (Gerbo dal 30° s.t.).

A disposizione: Barosi, Carbone, Gerbo, Zigoni, Ricci, Berardocco, Silipo, Moreschini, Peluso, Volpe, Rosa.

Allenatore: sig. Sandro Pochesci.

Ammoniti: 3° Boben (P), 30° Altobelli (J), 41° Palmiero (P), 7° s.t. Vimercati (J), 18° s.t. Cancellotti (P)

Espulsi:

Angoli: 4-6

Spettatori: 5.000 circa

 

PRIMO TEMPO LIVE PESCARA-JUVE STABIA.

1° Pescara subito pericoloso con Lescano che gira una bella palla al centro dell’area di rigore su cui non arriva nessun compagno di squadra.

3° Ammonito Boben per fallo su Pandolfi.

7° Lescano libera al tiro Aloi che dal limite dell’area di rigore lascia partire una conclusione sul primo palo che Russo neutralizza senza problemi.

21° Azione insistita di Pandolfi che, ben lanciato da Bentivegna, entra in area e si fa fermare dalla difesa abruzzese. Sulla ribattuta arriva al limite Altobelli che fa partire un tiro di destro a giro che termina di poco oltre la traversa della porta difesa da Plizzari.

30° Ammonito Altobelli per la Juve Stabia.

36° Pescara vicinissimo al vantaggio con Desogus, innescato da un perfetto lancio di Palmiero. L’attaccante del Pescara di Zeman si gira bene eludendo l’intervento di Maggioni e tira con palla alta sulla traversa.

41° Ammonito Palmiero per il Pescara.

42° Pescara in vantaggio: gol di Facundo Lescano di testa su cross dalla sinistra di Mora su errore precedente di Tommaso Maggioni che si lascia saltare facilmente. 

46° Termina il primo tempo con un’occasionissima di Merola che salta con un dribbling ubriacante Caldore (parzialmente colpevole anche in occasione del gol) entra in area di rigore e di piatto sinistro mette di pochissimo fuori con la palla che sibila vicinissima al palo alla destra della porta difesa da Russo che oggi sostituisce Barosi.

Juve Stabia che nel complesso ha disputato un buon primo tempo rivelandosi anche più pericolosa del Pescara con una buona occasione di Altobelli e una punizione calciata dal limite da Bentivegna ma il solito errore madornale della difesa punisce oltre i propri demeriti le Vespe di Pochesci.

 

SECONDO TEMPO LIVE PESCARA-JUVE STABIA.

Raddoppio del Pescara con Lescano: dopo soli 20 secondi, difesa della Juve stabia immobile e ne approfitta Merola per servire Lescano che mette in rete il gol del 2-0. 

7° Ammonito Vimercati.

9° Zigoni sotto misura tocca di destro con Plizzari che mette in angolo.

17° Azione corale del Pescara che va al tiro in diagonale con Palmiero che sfiora il tris.

18° Ammonito Cancellotti per il Pescara.

23° Merola fallisce la più clamorosa delle occasioni da gol per il Pescara dopo aver bruciato sullo scatto Caldore. Pescara vicinissimo al tris.

26° Gol per la Juve Stabia con Silipo che orchestra una bella azione servendo Pandolfi a destra che gli ripassa la sfera e con un bel sinistro dal limite riapre la gara per la Juve Stabia. 

29° GOOOOOLLLLLL!!!! Raddoppio per la Juve Stabia con Zigoni che supera in uscita anche Plizzari e spinge in rete a porta vuota. 

38° Pandolfi, traversa clamorosa su un’azione di rimessa ben innescato da Pandolfi.

46° Gol annullato al Pescara per probabile fallo di mani su azione di angolo e un nugolo di calciatori in mischia in area di rigore. Finisce 2-2 meritatamente per le Vespe.

 

 

 

 

 

Napoli 0 Lazio 1: Cala il gelo al Maradona

Napoli 0 Lazio 1 – Napoli: ricordati che non hai (ancora) vinto niente. Cala il gelo al Maradona: lo scherzetto di Maurizio vale l’1-0 Lazio

Napoli 0 Lazio 1: Cala il gelo al Maradona

Perdere contro Maurizio Sarri (Napoli 0 Lazio 1), per un tifoso del Napoli, è un po’ come vedere l’ex fidanzata, felice, passeggiare mano nella mano con un altro.

Da una parte, la rabbia ( e un po’ di sano rosicare), perché quella complicità che fu, ormai è solo un ricordo, dolcissimo e distante.

Dall’altra, un sentimento contrastante.
Una smorfia di timido e tristissimo sorriso. Perché chi si è amato tanto, non potrà mai riuscire ad odiarsi per davvero. E sapere che chi hai tanto amato sta imparando ad essere felice, anche senza di te, è come se regalasse un attimo di sollievo anche a te stesso.

In una notte di inizio Marzo al Maradona, la capolista cade, sconfitta per la prima volta in stagione tra le mura amiche.

Lo fa nella notte dove sfida “l’ex fidanzato”, quello che, da quando è diventato “ex”, contro il Napoli aveva quasi sempre perso e non vinceva ormai dal 2018, quando sedeva sulla panchina della Juventus.

Fughiamo da subito ogni dubbio: la Lazio vince con pienissimo merito e con altrettanto pienissimo merito, il Napoli esce sconfitto dal confronto.

Luciano Spalletti, stratega quasi impeccabile da inizio anno, perde il confronto contro Maurizio Sarri.

Anzi: ne esce con le ossa rotte.

Perché la Lazio imbriglia la capolista, gioca cortissima in 25 metri ed occupa il campo in maniera perfetta, con pochissimi errori tecnici e praticamente nessuno di posizionamento.

Se non è stata la partita “capolavoro”, per i biancocelesti, ci è mancato davvero poco.

Bloccata la fonte di gioco del Napoli (leggasi Stanislav Lobotka), Sarri ha costruito pazientemente la propria vittoria.

Lo ha fatto non con marcature a “uomo” o catenacci alla Nereo Rocco, ma con sagacia, coraggio e personalità.

Attorno a Lobotka, la Lazio non stringe un solo “angelo custode” designato, ma forma quasi una sorta di quadrato, che si muove arioso e coinvolge tutti gli avanti di Sarri, che giocano una partita di grandissimo dispendio fisico e sacrificio.

Il pressing altissimo, più che garantire una proposta schiacciante, è in realtà, per la Lazio, niente più che il miglior modo per difendersi: non essere passiva, chiudere le linee di passaggio al Napoli e spegnere sul nascere ogni possibile principio di idea.

Il Napoli, dalla sua, ci ha capito poco e nulla: nel primo tempo, gli errori tecnici sono stati numerosissimi, il giro palla sempre sottotono e la manovra sempre lenta e prevedibile.

Dopo appena 5 minuti dall’inizio del match, ci vuole un prodigioso salvataggio di Di Lorenzo per evitare che il colpo di testa di Vecino, a seguito di punizione battuta da Luis Alberto, finisca nella rete alle spalle di Meret, che ormai era pienamente battuto.

Il colpo non scuote il Napoli, che trova il primo tiro in porta solo al 16esimo con Zielinski: il destro del polacco è fiacco e facile preda di Provedel.

Quattro minuti più tardi, è Kim Min Jae, con un intervento tanto goffo quanto efficace ( respinge il pallone letteralmente col fondoschiena), a salvare una conclusione di Milinkovic Savic, dal limite dell’area di rigore azzurra.

Risponde Anguissa con una conclusione da fuori-area, al 25esimo, che però giunge smorzata e deviata in corner.

Al 30esimo, bel guizzo di Lozano, che si libera di Hysaj ( succederà in rarissime occasioni) e offre un cross invitante a centro-area per Osihmen, che viene provvidenzialmente anticipato da un’uscita “salva-risultato” di Provedel.

Nella fase finale del primo tempo, la capolista sembra finalmente trovare un po’ di ritmo in più, tuttavia i primi 45 minuti finiscono, senza recupero alcuno, con nessun’altra situazione di reale o potenziale pericolo creata dal Napoli.

Inizia la ripresa e la sensazione, ingannevole, è la stessa degli ultimi minuti di primo tempo: sembra il Napoli la squadra “ad averne di più”, mentre la Lazio trascorre i primi 15 minuti in evidente affanno, probabilmente anche a causa di un pressing – tanto efficace quanto asfissiante – che era impensabile potesse essere tenuto con la stessa intensità, per tutta la partita, dagli uomini di Sarri.

Il Napoli, tuttavia, non approfitta del momento della partita e non riesce ad affondare il colpo: le conclusioni non sono mai precise, Provedel non è mai chiamato a nessun intervento complicato e la Lazio ha il tempo e il modo di riorganizzarsi e riassestarsi.

Passato il primo quarto d’ora della ripresa, il Napoli riperde brio, a tutto vantaggio di una Lazio che ritrova qualche trama interessante e torna a proporsi con coraggio nella metà-campo avversaria.

Il momento decisivo giunge al minuto 67: Kvara respinge con un colpo di testa ( indolente) un pallone che vaga poco fuori il limite dell’area di Meret, la sfera viene raccolta da Vecino che calcia di controbalzo –contando i passi – e trafigge Meret con un destro potente e preciso, che si spegne alla destra del portiere azzurro.

Elmas e Politano, in casa Napoli, rilevano quasi subito Lozano e Anguissa ed è proprio il centrocampista macedone, 5 minuti dopo il suo ingresso in campo, a rendersi pericoloso con una conclusione insidiosa dal limite, che viene deviata in corner.

L’ultimo squillo di tromba, la capolista, se lo costruisce al minuto 80: corner battuto corto, Kvara è lestissimo nel proporre il cross perfetto a centro-area per Osihmen che, trovato sul secondo palo, coglie la traversa piena, prima che Provedel non si riveli Superman nello sventare un secondo colpo di testa ravvicinato nell’area piccola.

Neppur gli ingressi dei due volenterosi Simeone e Ndombele, servono a creare l’episodio decisivo, anzi, è Milinkovic Savic, al minuto 91, a cogliere una clamorosa traversa su punizione dai 16 metri.

Al minuto 94, c’è spazio anche per Zedadka, che rileva Olivera.

Nella Lazio, dopo Pedro, erano entrati anche Cancellieri e Cataldi, nel finale.
Gialli solo per Patric nel primo tempo ed Osihmen nella ripresa.

Neanche 5 minuti di recupero danno linfa nuova al Napoli, che non riesce a creare più nulla ed esce sconfitto con merito, di fronte a una Lazio sfacciata e peperina che, per il coraggio mostrato, si candida con prepotenza a lottare per conquistare un posto Champion’s.

E che, almeno per una notte, è seconda in classifica da sola con 48 punti, ovverosia un punto sopra le milanesi e quattro punti sopra i rivali giallorossi della Roma.

Battuta d’arresto, invece, per il Napoli, che trova la sua seconda sconfitta in campionato, dopo quella maturata contro l’Inter lo scorso 4 Gennaio.

Anche in quell’occasione, gli azzurri persero per 1-0 e fu proprio quella l’ultima partita dove gli uomini di Luciano Spalletti non riuscirono a far goal in campionato.

Di contro, Meret, torna a prendere goal ( l’ultimo a fargliene uno era stato El Shaarawy, lo scorso 29 Gennaio).

Da una romana all’altra, quanta differenza: quello del “Faraone” si rivelò inutile, quello di Vecino costa un dispiacere e soprattutto la prima sconfitta in stagione al “Maradona”, rimasto immacolato fino a stasera.

In medio stat virtus, diceva una famosa locuzione latina: non era già campione d’Italia adesso, il Napoli, così come non è il caso di fustigarsi oltremodo per un passo falso, per quanto venuto fuori dopo una prestazione veramente scialba e incolore.

La chiave è la costanza. Più ancora, la pazienza. Quella che tante volte avevamo visto sfoggiare al Napoli – in questa stagione – e che stasera si è tramutata in frenesia, appannamento e frustrazione.

Merito di una grande Lazio e del suo condottiero.
Quel Maurizio Sarri, ex fidanzato dei napoletani, che per i partenopei delle recenti generazioni è stato davvero il primo amore nel calcio. Maurizio – per gli amici “Comandante”- che uno scudetto a Napoli (almeno uno) l’avrebbe forse meritato più di tutti.

Ma ora è solo una malinconica e tristissima storia tra “ex”, che ha ancora un sapore amaro e pure irriga gli occhi dei romantici più inguaribili.

Grazie, Maurizio. Grazie per lo schiaffo. Ci ha ricordato che non abbiamo ancora vinto niente e che c’è ancora tanto da pedalare.

L’ultimo regalo d’amore di un ex, con cui la fiamma non si è mai spenta del tutto. O almeno è romantico leggerla così.

Bruno Astorre, morto ieri alle 12.30, 60 anni all’11 marzo: chi era

Il 3 gennaio 2023, ha lasciato questo mondo una figura storica della politica italiana: Bruno Astorre, segretario del Partito Democratico del Lazio e storico dirigente del partito ai Castelli Romani

Bruno Astorre, morto ieri alle 12.30, 60 anni il prossimo 11 marzo: chi era

Bruno Astorre è stato trovato morto intorno alle 12.30 del mattino a Palazzo Cenci, apparentemente a causa di un suicidio.

Sposato con la sindaca di Frascati Francesca, è stato uno dei principali dirigenti nella politica italiana degli ultimi decenni. Nato a Roma nel 1955, Astorre ha iniziato la sua carriera come giornalista per la stampa nazionale, prima di unirsi al Partito Democratico nel 1995.

Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 11 marzo

Il suo contributo al partito è stato fondamentale per la crescita e la diffusione del Partito Democratico nel Lazio, e ha ricoperto il ruolo di segretario regionale del PD dal 2004 al 2020

Nel 2018 è stato eletto senatore del Partito Democratico.

Astorre era una figura di spicco nella politica italiana, ed è stato uno dei principali protagonisti delle scorse elezioni politiche italiane.

Il suo contributo al partito e alla politica italiana è stato ricordato con grande tristezza da tutti, compreso il Presidente della Repubblica.

Le cause della morte di Astorre sono ancora sconosciute, ma si presume che possa trattarsi di un suicidio.

L’ipotesi più accreditata è che il suicidio sia stato causato da una grave malattia di cui Astorre stava soffrendo.

Nonostante la tragedia, la storia di Astorre rimarrà un importante esempio di dedizione alla politica, e una testimonianza dell’importanza dei dirigenti politici nella vita dei cittadini.

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Steccato di Cutro, “tragedia immane”: analisi

Il naufragio avvenuto a Steccato di Cutro il 27 febbraio 2023 ha causato la morte di 69 persone, tra le quali 15 bambini, che cercavano di raggiungere le coste italiane in cerca di un futuro migliore.

Steccato di Cutro, “tragedia immane”: analisi

      1. Strage di Cutro: recuperato un altro bambino
      2. Piantedosi: «Contrastare i flussi incontrollati e la rete dei trafficanti»
      3. Piantedosi a Crotone: cordoglio per le vittime del naufragio, fondamentale proseguire iniziative per fermare le partenze

Le domande

  1. Guardia di Finanza e Guardia Costiera hanno fatto tutto ciò che potevano e dovevano fare nella notte tra sabato 25 e domenica 26 febbraio dopo l’avvistamento da parte di Frontex del caicco che poi si è schiantato un centinaio di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro provocando la morte di almeno 68 vittime?
  2. Perché è stata attivata una procedura di polizia di frontiera e non è stato chiamato l’evento Sar di ricerca e soccorso?
  3. Ed eventuali mancanze sono penalmente rilevanti?

In sintesi

Il naufragio di Steccato di Cutro rappresenta un ennesimo dramma umanitario che sottolinea la necessità di porre fine alla criminalizzazione dei migranti e di adottare politiche migratorie che garantiscano la sicurezza e il rispetto dei diritti umani.

La tragedia

Il nocciolo del caso sta nel fatto che nessuno ha pensato fosse necessario un intervento di salvataggio, come emerge dai contatti tra Guardia di Finanza e Guardia Costiera dopo la segnalazione di Frontex.

Sono tra 27 e 47 le persone ancora disperse del naufragio avvenuto domenica a Steccato di Cutro.

Le responsabilità di questo ennesimo dramma umanitario sono molteplici e riguardano sia i paesi di origine dei migranti che le autorità italiane.

Da un lato, infatti, è necessario porre maggiore attenzione alle cause che spingono migliaia di persone a lasciare le proprie case e mettersi in viaggio verso l’Europa.

La guerra, la povertà, la mancanza di lavoro e la violazione dei diritti umani sono solo alcune delle ragioni che spingono le persone a emigrare.

Dall’altro, le autorità italiane devono assumersi la responsabilità di garantire la sicurezza dei migranti che cercano di raggiungere le coste italiane attraverso il Mediterraneo.

È necessario porre fine alla pratica della criminalizzazione dei migranti e delle ONG che cercano di aiutarli.

In merito ai sviluppi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che la sola soluzione per evitare ulteriori tragedie del genere è quella di impedire ai migranti di partire.

Secondo il ministro, non ci sono alternative: “in queste condizioni non bisogna partire”.

Questa affermazione solleva numerose questioni sul rispetto dei diritti umani e sulla gestione della crisi migratoria da parte delle autorità italiane ed europee.

C’è bisogno di una nuova politica migratoria europea basata sulla solidarietà e sul rispetto dei diritti umani, che metta al centro le persone e non solo gli interessi nazionali.

Strage di Cutro: recuperato un altro bambino

La strage di migranti a Crotone, avvenuta lo scorso 26 febbraio, ha causato la morte di 69 persone, tra cui 15 bambini di varie età

Strage di Cutro: recuperato un altro bambino

I vigili del fuoco hanno trovato in mare il corpo di un bambino che faceva parte del gruppo di migranti coinvolti nel naufragio di domenica scorsa a Steccato di Cutro, nel Crotonese.
Si tratta del 15esimo minore trovato morto.

La tragedia si è verificata la scorsa settimana nei pressi di Crotone, quando un gruppo di migranti è morto durante un naufragio.

Secondo le autorità, sulla barca partita da Izmir, in Turchia, e naufragata a poche miglia dalla spiaggia di Steccato di Cutro, in Calabria, viaggiavano almeno 185 persone, secondo quanto ricostruito dai sopravvissuti, con 69 vittime confermate fino ad ora.

La maggior parte delle vittime erano migranti provenienti dalla Libia. Tra loro c’era anche un bambino, il cui corpo è stato recuperato nei giorni scorsi.

Le autorità stanno continuando le ricerche per identificare i dispersi e le cause del naufragio.

Ci sono state voci che parlano di presenza di scafisti, ma al momento non ci sono prove concrete in tal senso.

Le persone coinvolte nella tragedia sono state ricordate in una cerimonia tenuta a Crotone per commemorare le vittime.

I migranti sono diventati un tema caldo in Italia, poiché l’aumento del numero di persone che cercano di entrare illegalmente nel paese ha portato a una serie di tragedie come quella di Crotone.

Le autorità italiane hanno cercato di affrontare la situazione, ma la difficoltà di gestire un flusso così grande di persone ha reso difficoltoso il loro lavoro.

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