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Corso di Disegno e Pittura alla “Ricchino” di Rovato

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Il corso di Disegno e Pittura della scuola “Francesco Ricchino” di Rovato accoglie alunni ancora bambini, ragazzi e adulti

Corso di Disegno e Pittura alla scuola “Ricchino” di Rovato

Si prova sempre emozione quando si entra in una aula dove l’Arte è di casa: te lo dicono le pareti ricche di bozzetti stesi dovunque, come panni ad asciugare, i cavalletti che si affollano intorno con opere in lavorazione, i tavoli ingombri di fogli e cartoni, pennelli e colori sparsi ovunque…

È questa la sensazione che abbiamo provato visitando le due vaste aule del corso di Disegno e Pittura della “Ricchino”, dove una dozzina di allievi si stavano misurando con l’alchimia dei colori e con le eterne forme del disegno con le sue magiche linee.

In questo ambiente nulla è statico, tutto è in divenire. Nel lavorio laborioso durante il quale la materia cerca la sua forma definita e definitiva, per mano di allievi-artefici che cercano di persuaderla ad incarnare una loro idea, concepita tra mente e cuore.

È questo lo sforzo creativo cui – sotto la guida del maestro – si cimentano gli allievi di tutte le età. Sì perché il corso è strutturato in tre sezioni distinte: quella per i “pulcini” che accoglie bambini dai 6 agli 11 anni; quella per i ragazzi dai 12 ai 15 anni ed, infine, la sezione per gli adulti.

Ovviamente, nelle varie classi di età, l’approccio didattico viene calibrato secondo l’anagrafe.

Il Prof. Davide Castelvedere in aula con un allievo

“I più piccoli arrivano molto timorosi, pensando di trovare un meccanismo didattico simile a quello  della scuola che frequentano tutti i giorni.  Ma, quando scoprono l’impostazione ludica, si appassionano parecchio. Perché sperimentano tecniche diverse che li condurranno ad approcciare le basi della teoria del colore ed i primi rudimenti del disegno” – ci dice Davide  Castelvedere, docente dei tre corsi.

“Anche se spesso si tratta di bambini con una propensione naturale verso il disegno, è il corso più spontaneo, divertente e divertito” – continua il maestro Davide. Infatti, la sua felice intuizione didattica gli consente di condurre i piccoli allievi a prendere dimestichezze anche con tecniche alquanto elaborate, come il carboncino o l’acquarello.

Si capisce che è un corso che lo gratifica parecchio ed il suo ineffabile sorriso, quando ne parla, ne è testimone.

Ai ragazzotti adolescenti è dedicata una didattica più spigliata. Ma sempre riservando loro la massima attenzione alle esigenze individuali di ognuno ed assecondando una loro eventuale propensione innata verso le arti figurative.

Attualmente gli allievi che frequentano i primi due corsi (bambini ed adolescenti) sono una trentina.

Infine si spalanca la sconfinata prateria degli adulti che frequentano il corso per le più svariate motivazioni. Qualunque esse siano, in aula si respira una contagiosa atmosfera di entusiasmo e passione: vedi allievi pensosi davanti al loro cavalletto ed altri animati da una calda operosità. Chi traccia linee e chi fa svolazzi col pennello.

Il “profe” li osserva, li incoraggia e li sprona a tirare fuori il meglio di sé e trasferirlo sulla tela tangibilmente materializzato  nella magia di forme e colori.

Egli, con discrezione e perizia, qua sollecita una pennellata di rifinitura e là consiglia un accostamento cromatico di più efficace impatto. Che sia una didattica accattivante lo dimostra il numero di 52 allievi adulti che frequentano attivamente il corso. distribuiti su tre giorni settimanali, ma tenendo conto che il sabato si fa scuola mattino e pomeriggio.

Docente dei tre corsi è il professor Davide Castelvedere, classe 1971, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Egli è figlio d’arte. Suo nonno, Giuseppe (1910-1985), fu apprezzatissimo maestro vetraio e colonna portante della Ricchino, della quale fu alunno, docente e solerte amministratore per decenni.

Suo padre Giovanni (1937-2005), pittore diplomato all’Accademia Carrara di Bergamo, continuerà l’attività di vetraio ma si dedicherà – tra l’altro! – anche all’insegnamento alla Ricchino, nel corso di decorazione, succedendo al glorioso vecchio Gerolamo Calca.

Buon ultimo, Davide, continua nel solco della passione famigliare per l’insegnamento, cui alla sola Ricchino dedica quattro giorni di presenza settimanali. Indiscusso il valore della sua produzione artistica nel laboratorio di vetreria famigliare.

Prova ne è l’incarico di docente di un Corso semestrale di Tecnica della Vetrata Artistica a Brera. I buoni semi germogliano e fruttificano. Uno di questi è l’amore per l’insegnamento, che non lo ha affatto abbandonato né stancato.

Questa di Rovato è una scuola concepita come una bottega di pittura dove, oltre alla indispensabile formazione culturale teorica, si tramandano le conoscenze artigianali che spaziano dalla tecnologia dei vari pigmenti (naturali e sintetici) per arrivare alla padronanza della teoria del colore.

Allievo al cavalletto

Al Corso possono iscriversi tutti, chi è predisposto naturalmente al disegno e chi ne è completamente digiuno. Chiunque ha passione di conoscere ed imparare, qui viene accolto ed affiancato a progredire, in abilità e conoscenze.

Non tutti possediamo il “sacro fuoco” di fare arte. Ma tutti possiamo avere il legittimo desiderio di imparare a tirare due linee per approntare uno schizzo decoroso. Anche per questi “figli di un dio minore” in queste aule c’è accoglienza. Non è poco.

Certo, tra gli intenti più “alti” di questa benemerita eccellenza rovatese c’è anche quello di coniugare arte ed artigianato. Ed il corso di Disegno e di Pittura, agli occhi del visitatore, mostra di aver centrato l’intento, perché gli allievi imparano da chi il mestiere lo conosce e l’Arte si sforza di perseguirla.

informazioni sul Corso:https://www.scuolaricchino.org/ 

Chi desidera aiutare la Scuola può destinare il suo 5 per mille all’ Associazione d’Arti e Mestieri F. Ricchino -Rovato – C.F.-91003960175

Corso di Disegno e Pittura alla scuola “Francesco Ricchino” di Rovato // Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

 

Givova Scafati di nuovo ko, Reggio vince al PalaBigi

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I campani buttano al vento l’ultimo quarto e vengono sconfitti dopo un overtime al PalaBigi 78-70. Hanno la meglio i biancorossi, al termine di una sfida che può valere una grossa fetta di salvezza.

I vantaggi importanti, anche superiori alla doppia cifra, conquistati nel secondo ed ultimo periodo non sono bastati alla Givova Scafati per far suo lo scontro salvezza contro l’Unahotels Reggio Emilia. Al PalaBigi non sono neppure bastati i tempi regolamentari per stabilire la squadra vincitrice, che è riuscita ad imporsi 78-70, ribaltando così anche il passivo subito all’andata.

C’è grande rammarico per il risultato, soprattutto per non essere stati capaci (tra mille difficoltà, tra cui l’assenza per infortunio di Stone e le condizioni fisiche precarie di diversi componenti del roster) a gestire il vantaggio di 13 punti negli ultimi due minuti in cui il campo è stato solo dei padroni di casa, che invece hanno avuto il merito di crederci fino in fondo.

Nell’economia finale hanno pesato le troppe palle perse (ben 17) e le percentuali di tiro libero nettamente inferiore agli standard (59,1%). Il successo permette ai reggiani di raggiungere a quota 16 punti proprio la i gialloblu, alla stessa quota in cui sono posizionate altre due squadre: la Tezenis Verona e la Ge. Vi. Napoli. La strada per la salvezza in serie A è lunga e tortuosa ed ha ancora tanto da raccontare da qui alla fine della stagione regolare.

Givova Scafati, prima gioia per Sacripanti contro Trieste

UNAHOTELS REGGIO EMILIA vs GIVOVA SCAFATI: la cronaca del match

1° QUARTO

La gara inizia con ritmi bassi ed errori in fase realizzativa su entrambi i fronti del gioco. Ne esce penalizzato il punteggio, che si mantiene basso ed equilibrato (4-6 al 4’). La Givova cerca di indurre l’avversario a tirare subito, approfitta dei suoi errori e tenta un timido allungo (4-9 al 5’). Ma il vantaggio scafatese non dura molto, perché quando inizia la girandola delle sostituzioni sia da una parte che dall’altra, sono i locali (con Hopkins sugli scudi) a rifarsi sotto 10-11 al 7’. Poi però, complice una buona difesa, i viaggianti trovano canestri importanti da Okoye e Logan, chiudendo avanti 14-20 la prima frazione, nonostante diversi errori ai liberi (2 su 6).

2° QUARTO

Più che positivo è l’impatto dei gialloblu con la seconda frazione. Facendo girare la palla con ordine e cercando soluzioni di tiro aperto, la Givova costruisce un parziale di 3-8 (bene Okoye e Imbrò dalla lunga distanza), che porta il vantaggio in doppia cifra (17-28 al 13’). Coach Sakota è costretto a chiamare time-out. I suoi uomini ci mettono un po’, ma poi, guidati da Cinciarini, iniziano a stringere le maglie difensive e ad attaccare il ferro con maggiore lucidità, riuscendo  così a ridurre le distanze (27-31 al 17’, con un parziale di 9-0), complice qualche errore di troppo degli avversari, che improvvisamente smettono di giocare. Negli ultimi minuti i viaggianti però rinsaviscono e riprendono a macinare gioco e punti (bene Rossato), contenendo gli avversari e raggiungendo l’intervallo avanti 28-36.

3° QUARTO

Alla ripresa delle ostilità ci provano Olisevicius e Cinciarini a caricarsi il peso dell’intero attacco di casa, piazzando un break di 9-0 e ribaltando il risultato (37-36 al 25’), mentre gli avversari smarriscono totalmente la via del canestro. La gara è praticamente riaperta. In questo frangente, il cesto appare stregato, ogni tentativo dei campani si infrange contro il ferro. La sfida sale di intensità e spettacolarità, scorrendo via equilibrata (41-40 al 27’), fino a quando non salgono in cattedra Krampelj e Logan (41-46 al 29’ con parziale di 0-6). Il terzo periodo si chiude con gli ospiti avanti 45-51 grazie ai centri di Imbrò e Logan.

4° QUARTO

Sempre Krampelj e Logan sono gli autori dei primi due canestri dell’ultima frazione, che insieme a De Laurentiis, chiudono un parziale di 0-12 a cavallo tra i periodi (45-58 al 33’), che conduce la Givova al +13 (massimo vantaggio). La Unahotels però non si arrende, si affida ad Anim e accorcia le distanze (50-58 al 34’). Sale in cattedra Olisevicius che, con due triple di fila, infiamma il PalaBigi (56-60 al 37’), che continua a credere nella rimonta. Un canestro di Cinciarini da sotto riduce ulteriormente le distanze (58-61 al 39’), mentre un minuto più tardi lo stesso Olisevicius chiude un gioco da tre punti, che vale la parità 63-63 e porta la sfida al supplementare.

OVERTIME

L’equilibrio caratterizza anche i primi minuti dell’over time (67-68 al 43’) di una sfida che permane entusiasmante ed avvincente. Al 44’ il punteggio è ancora in parità 70-70. Reuvers è l’uomo in più dei biancorossi, colui che mette a segno i centri del 74-70 a 35’’ dalla fine, chiudendo anzitempo la sfida, il cui punteggio finale di 78-70 premia il lavoro degli emiliani.

TABELLINO

UNAHOTELS REGGIO EMILIA 78 – 70 GIVOVA SCAFATI (dopo 1 t.s.)

UNAHOTELS REGGIO EMILIA: Anim 7, Reuvers 15, Hopkins 8, Cipolla n. e., Strautins 6, Vitali, Stefanini n. e., Cinciarini 18, Lee, Senglin 4, Olisevicus 14, Diouf 6. Allenatore: Sakota Diouf. Assistenti Allenatori: Fucà Federico, Esposito Marco.

GIVOVA SCAFATI: Okoye 7, Imade n. e., Mian, Krampelj 4, Hannah 8, Pinkins 4, De Laurentiis 4, Rossato 7, Imbrò 7, Thompson 11, Tchintcharauli n. e., Logan 18. Allenatore: Sacripanti Stefano. Assistenti Allenatori: Ciarpella Marco, Mazzalupi Emanuele.

ARBITRI: Paternicò Carmelo di Piazza Armerina (En), Bartoli Mark di Trieste, Capotorto Gianluca di Palestrina (Rm)

NOTE: Parziali: 14-20; 14-16; 17-15; 18-12; 15-7. Falli: Reggio Emilia 20; Scafati 25. Usciti per cinque falli: Hannah. Tiri dal campo: Reggio Emilia 21/57 (36,8%); Scafati 23/63 (36,5%). Tiri da due: Reggio Emilia 13/35 (37,1%); Scafati 12/27 (44,4%). Tiri da tre: Reggio Emilia 8/22 (36,4%); Scafati 11/36 (30,6%). Tiri liberi: Reggio Emilia 28/36 (77,8%); Scafati 13/22 (59,1%). Rimbalzi: Reggio Emilia 41 (9 off.; 32 dif.); Scafati 37 (10 off.; 27 dif.). Assist: Reggio Emilia 18; Scafati 10. Palle perse: Reggio Emilia 14; Scafati 17. Palle recuperate: Reggio Emilia 13; Scafati 7. Stoppate: Reggio Emilia 4; Scafati 5.

Daspo, oltre 20 sanzioni per Napoli-Milan

Daspo, emesse oltre 20 sanzioni da parte del Questore di Napoli per la gara Napoli-Milan.

Ieri nell’ambito dei servizi predisposti dalla Questura per l’ordine e la sicurezza pubblica nell’area dello stadio “Maradona” in occasione dell’incontro di calcio Napoli-Milan, gli agenti del Commissariato San Paolo, durante i servizi di filtraggio per l’accesso allo stadio, hanno sanzionato 20 persone con Daspo per violazione del regolamento d’uso dell’impianto sportivo, di cui 3 per aver esibito un biglietto non corrispondente al titolare e le altre 17 poiché trovate in possesso di sostanza stupefacente. Queste ultime sono state altresì sanzionate amministrativamente.

Inoltre, i poliziotti hanno denunciato 4 persone, tra i 24 e i 32 anni, di cui una per scavalcamento dal settore inferiore a quello superiore della Curva B, una per aver acceso un fumone all’esterno dell’impianto sportivo, un’altra per porto di armi od oggetti atti ad offendere poiché durante i servizi di filtraggio è stata trovata in possesso di un’arma da taglio e l’ultima per aver minacciato uno steward; nei loro confronti è stata avviata la procedura finalizzata all’emissione del Daspo.

Infine, durante i servizi di controllo del perimetro dell’impianto sportivo, finalizzati anche al contrasto del fenomeno dei parcheggiatori abusivi e della sosta selvaggia, sono stati sanzionati 9 parcheggiatori abusivi, mentre personale della Polizia Locale ha rimosso 136 autovetture in sosta vietata.

EDITORIALE Juve Stabia – Avellino: Quando un pareggio non basta!

Il nostro editoriale è un pensiero sulla Juve Stabia che vince il derby casalingo contro l’Avellino donando alla piazza una gioia incredibile dopo sette sconfitte nelle ultime dieci partite.

Accontentarsi non è un verbo che si può coniugare con la gestione di Mister Novellino.

Come forse aveva fatto la Società ingaggiando Mister Pochesci.

Nonostante non sia facile disfarsi di questo ingombrante dubbio, essere consapevoli di ciò che si vuole veramente è la conditio sine qua non per raggiungere i risultati.

Il neo tecnico delle Vespe aveva dichiarato, senza troppa presunzione o false illusioni, che avrebbe lavorato sulle peculiarità della rosa gialloblù: difesa, attacco e palle inattive.

Sei giorni di tempo, dopo l’amara ed indegna sconfitta contro il Potenza, ma tante cose sembrano cambiate. Compattezza, parola d’ordine di questo derby. Ripartenze, palleggi, assist, occasioni goal, insomma una Juve Stabia come non si vedeva da tempo ma come la piazza la desiderava.

Con un rispolverato 4-3-3, stile Colucciano, Novellino riesce a conferire a Mignanelli un nuovo reparto, quello di attacco.

E’ suo l’assist del primo goal a firma di Berardocco.

Un primo tempo entusiasmante, con pieno possesso della palla e senza alcuna sofferenza per le vespe.

Al secondo tempo, due cambi obbligati per infortuni e la stanchezza, riescono a far pareggiare l’Avellino.

Ritorna l’apatia quasi obbligatoria di chi sa che il derby finirà con un pareggio. Si combatte ma senza troppa convinzione. Nella vita di tutti si manifestano momenti di difficoltà, insuccessi e perdite. È nella natura delle cose e, per quanto ci si sforza, spesso queste circostanze sono inevitabili.

Di fronte a queste situazioni le persone si dividono in due grandi categorie: quelli che soccombono e quelli che si rialzano e riprendono a camminare.

Ecco che D’Agostino riprende a camminare, ci crede e al 94° segna il goal della vittoria!

E allora come cantano gli Stadio: “io penso sai che fra di noi c’è una virgola che manca che ci possa separare dando un senso di unità continua così a non dirmi quasi niente continua così le tue mezze verità!”

Continua così, continuate così, quella virgola, stasera, è diventata un punto esclamativo: la Juve Stabia è salva!

Editoriale Juve Stabia – Avellino: il derby dal gran finale

Oipee, il numero 70 delle Vespe, quasi a ricordare il goal di Mertens, suo idolo, nel 2017 quando al 94° contro il Genova trafisse la rete divulgando poesia, ha fatto esplodere il Menti!

Sì, poesia.

La stessa che stasera aleggiava, quasi sospesa, nel cielo stabiese.

Perché la verità è che quando il divario con il resto della compagnia, con gran parte della compagnia, è così corto che solo una disattenzione, un calo di concentrazione, un approccio sbagliato, possono portare a qualche sorpresa, tutto assume un valore diverso.

Ma sulla bilancia, però, bisognerebbe mettere anche la cattiveria calcistica, la voglia di riuscire, una dignità di squadra e la netta convinzione che un allenatore può fare la differenza, ed ecco che l’ago pende inaspettatamente sulla vittoria!

Berardocco prima e D’Agostino dopo hanno saputo segnare con una naturalezza così disarmante che sembrava cosa oramai scontata questa vittoria.

Insomma, una nuova visione di questi calciatori che sembravano aver riposto le armi per un triste destino.

E seppure Novellino, in conferenza stampa dopo il derby, ha dichiarato che quando una squadra perde non è colpa dell’allenatore, a noi di Vivicentro una riflessione sorge spontanea: Dando per certo che sono i calciatori a scendere in campo, chi li guida ha un ruolo primario sulla formazione mentale e motivazionale degli stessi, potendo, infatti, riscoprire doti, qualità e caratteristiche un po’ dimenticate, facendo riemergere anche il loro valore.

Perché alzare le aspettative, spesso, non fa altro che allontanare l’obiettivo.

Ricordando le parole di Johan Cruijff, ex calciatore ed allenatore olandese, che dichiarò: “ Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano”, il calcio spettacolo di stasera ha visto tanti giocatori aver rimesso la testa a posto!

Editoriale: Chi nega il sostegno al Napoli, non gli vuol bene abbastanza

Il nostro editoriale sul Napoli non può che partire da una considerazione: “Chi nega il sostegno al Napoli, non gli vuol bene abbastanza. Il Maradona torni all’altezza della sua fama e della sua capolista”.

Minuto 86: Il punteggio già recita, impetuoso, 0-4 per il Milan, nell’economia di una gara che ormai non ha più nulla da raccontare. “De Laurentiis figlio di puttana”, una, due, tre, quattro volte di fila e a seguire.

Non è tanto il contenuto letterale del coro a far discutere, non solo quello, almeno.

A far inorridire è che quello sarà il primo ed unico momento, di tutta la partita, in cui le curve faranno sentire la propria voce.

Non ci fosse la classifica a ricordarci che il Napoli è capolista a dire poco, sembrerebbe una contestazione di una tifoseria rivolta a una squadra che sta per retrocedere.

E, salvo casi eccezionali, robe del genere non si vedono neanche in quei contesti. Vien difficile stasera parlare di calcio. In petto resta un dolore forte, perché alla disfatta sul campo, s’è aggiunta l’umiliazione dagli spalti.

Non se lo merita, questo Napoli, di non essere sostenuto.

Non se lo merita per la bellezza dominante che ha sfoderato su ogni campo d’Italia e d’Europa dallo scorso Agosto, spesso risultando vittorioso in lungo e in largo.

Non se lo merita questa città, che storicamente ha sempre sofferto assai più di quello che sarebbe stato giusto, nel calcio e non solo.

Non se lo merita questa gente di fede azzurra, umiliata nell’orgoglio dall’infame baratro della serie C e da tanti lustri di pochezze, miserie e patemi,  ma sempre contraddistinti da tanta dignità a far da contraltare.

Non se lo merita questo stadio, che porta il nome del “barrilete cosmico”, di colui che, come recita una famosa canzone a lui dedicata, “regò de gloria este suelo”, quello di una città che prima del suo arrivo, contava nel pallone come il due di briscola.

Non se lo merita questo stadio perché, al di là del mito che ne ha ribattezzato il nome, io me lo ricordo bene, quando si chiamava ancora “San Paolo” e lo guardavo tinto di 60.000 cuori ribollenti mentre si giocava un Napoli – Cittadella di C ma dentro un catino da finale di Champion’s.

Anche per questo che sono diventato tifoso del Napoli.

Perché non riuscivo a spiegarmi cosa potesse motivare fiumane di persone ad urlare, fino a perdere la voce, per una squadra che dava loro più amarezze che soddisfazioni.

Quella curiosità mi ha fottuto ed è presto diventata una delle mie dipendenze più incurabili.

M’ha fatto male, da partenopeo e saltuario ma vivacissimo frequentatore dello stadio, vedere un “Maradona” silente, tombale, inquietantemente spettrale.

Magari con un clima diverso si sarebbe perso uguale, ma ho come il sentore che quantomeno non si sarebbe perso così.

A vederlo dal vivo, è come se il Napoli avesse assorbito la negatività che gli circondava attorno e si fosse adeguato all’ingiustificabile assenza dei suoi tifosi ( che, teoricamente, sarebbero dovuti essere i padroni di casa, ma nella pratica sono stati registi e protagonisti di un assurdo film muto).

Intendiamoci bene: non entro nel merito della polemica e sono più che sicuro che ogni parte in causa abbia le proprie ragioni, anche perché sennò, un simile atteggiamento, sarebbe veramente da ricovero immediato.

Il punto è un altro.

Il punto è che qui ci si sta giocando la vita calcistica. Uno scudetto che manca da 33 anni e che intere generazioni hanno visto col binocolo. Un campionato finora dominato che, per trovarne uno simile, la memoria del calcio italiano rischia di spremersi invano le meningi.

Una squadra brutale e accecante, che dalle parti del Vesuvio probabilmente non s’è vista manco nei fasti Maradoniani.

Un quarto di finale di Champion’s che è a tutti gli effetti, già ora, il più prestigioso risultato raggiunto da questa società nella massima competizione europea per club.

Qualcosa non mi torna, amici del tifo organizzato.

Ma non sono un pubblico ministero e non è mio compito fare le domande. Almeno voi, però, sforzatevi di darci delle risposte. Che siano credibili e che possano giustificare quest’assurdo ostracismo.

Perché se vince De Laurentiis, in questa fase storica, vince il Napoli e qualcuno sembra non volerselo proprio mettere in testa.

Il problema non è contestarlo, il problema è la sede.

E il Maradona non è il luogo opportuno per farlo. Tanto meno opportuna è la fase della stagione che avete scelto per perpetrare la protesta, quella decisiva, quella dell’ultima volata, gli ultimi 2 mesi di un’annata che è stata teatro di una cavalcata da sogno. Parlatevi, chiaritevi, capitevi.

E, se proprio non ci riuscirete, schifatevi pure. Ma il Napoli non c’entra niente in mezzo a queste “tarantelle” e non è giusto che paghi il dazio della lotta tra due fazioni ( a questo punto) inconciliabili.

Il Napoli lasciatelo fuori e soprattutto, fateci la cortesia, tornate ad incitarlo, o almeno abbiate la decenza di non impedire ad altri, che non la pensano come voi, di farlo.

Perché, se stasera non sapevo di trovarmi al Maradona e mi fossi limitato a chiudere gli occhi, mi sarebbe sembrato di stare in Curva Sud allo stadio San Siro, con i milanisti a farla da padroni e il tifo partenopeo semplicemente inesistente.

Che dolore, che peccato, che amarezza. Vien difficile stasera parlare di calcio, lo dicevo in apertura e lo ribadisco adesso.

Perché il campo, pari agli spalti, è stato fin troppo eloquente.

Sul risultato finale, nulla da dire e sinceri complimenti al Milan che ha pienamente legittimato la vittoria e i 4 goal di differenza, con una prestazione pragmatica, ordinata ma efficacissima. Niente calcio champagne, per intenderci, ma tanta compattezza e concentrazione. Quella che al Napoli è mancata del tutto, forse anche per via del clima che gli alitava attorno.

Sbadataggine e rilassamento per la Champion’s alle porte?

E’ una delle possibili chiavi di lettura, sicuramente mista all’ennesima e folle pausa per le Nazionali che ha contribuito a rendere tanto più allucinante un calendario di partite che rasenta e forse supera l’umanamente sostenibile.

Su questo, ci sentiamo di accodarci pienamente al Maurizio Sarri pensiero.

Alibi e possibili decodificazioni che comunque non possono giustificare un 4-0 patito in casa, senza mai dare l’impressione di essere mentalmente connessi al campo di gioco.

Che torni presto l’umiltà di chi sa che la storia è ancora tutta da scrivere, in Italia e in Europa.

E potrebbe essere bellissima per rovinare tutto con la supponenza e la superficialità di un Narciso qualsiasi.

No, nostro amato Napoli, tu non sei un Narciso tra tanti, tu sei un Adone incompreso che l’Italia ha inviso perché non ha eguali.

Che la tua bellezza non sia la tua culla e che il tuo popolo torni ad amarti.

Come quando, più che Achille, fosti Tersite ma la tua gente cantava per te.

Il Sorrento non molla: 2 a 1 al Costa Orientale Sarda

Scala ed Erradi decidono la sfida dell’Italia, eurogol consolatorio per Ladu. I rossoneri restano in vetta al pari della Paganese.

Il Sorrento non si ferma più. Al rientro dopo la sosta di fine marzo, i costieri hanno ripreso la propria marcia, battendo il Costa Orientale Sarda per 2 a 1 tra le mura dello stadio Italia. Di Scala ed Erradi le reti che hanno garantito la vittoria ai rossoneri, in un match che è però rimasto aperto sino al fischio finale soprattutto grazia alla splendida rete dalla distanza di Ladu, che ha tenuto in piedi il team di mister Loi.

L’ottavo risultato utile consecutivo ha permesso alla squadra di Maiuri di mantenere il passo della Paganese (che ha asfaltato con un perentorio 6 a 1 il Cassino), e di allontanarsi dalla temibile inseguitrice Casertana (sconfitta clamorosamente per 1 a 0 dall’Atletico Uri). Le incertezze di inizio anno sono quindi ormai lontane, e arrivati a cinque sole giornate dalla fine del campionato il Sorrento continua a viaggiare spedito in vetta alla classifica del girone G.

SORRENTO-COSTA ORIENTALE SARDA: la cronaca

1° TEMPO

Il Sorrento ritrova il Costa Orientale Sarda, con tante motivazioni a fare da cassa di risonanza per le ambizioni rossonere. Non solo la necessità di mantenere il primo posto, ma forse anche la voglia di vendicare quel 3 a 1 che all’andata aveva premiato una grande prestazione della squadra isolana.

Il primo tempo vede i padroni di casa giocare con grande concentrazione, e soprattutto con aggressività. Bastano 30 secondi e i costieri si ritrovano già a due passi dalla porta difesa da Floris, che fa buona guardia sul doppio tentativo di Scala, servito dal cross del solito, scattante Badje. Gli ospiti invece si rendono pericolosi con la punizione battuta da Demontis al 4’, di poco alta sulla traversa, unico squillo nella prima frazione dei sardi.

Inizia l’assedio sorrentino, che al 12’ sembra potersi concretizzare. Badje serve rasoterra Petito che in girata infila la sfera all’angolino, ma la posizione di presunto fuorigioco di La Monica, sulla traiettoria della palla, porta l’arbitro ad annullare tutto.

Il team guidato da Maiuri non si perde comunque d’animo. Floris continua a venire impegnato dalle conclusioni avversarie, pericolosa la punizione di Herrera respinta coi piedi. Risponde Mancosu nell’area opposta, pescato furbescamente da Piredda ma impreciso nella conclusione ravvicinata. Anche Scala spreca l’occasione di sbloccare il risultato da buona posizione mandando a lato.

È lo stesso classe 2002 però a portare in vantaggio il Sorrento al 26’. Giocata sull’out destro di La Monica, palla a Badje che prolunga verso Scala, fa buona difesa Zoppi che non può nulla però sulla ribattuta a rete. Fino al termine della prima frazione prosegue il monologo dei rossoneri, che sfiorano a più riprese il raddoppio, sciupando diverse palle gol.

2° TEMPO

Il dominio sorrentino prosegue in avvio della ripresa, quando Erradi insacca il gol del meritatissimo 2 a 0, avventandosi su una respinta corta del portiere sardo. La partita potrebbe dirsi quindi chiusa, se non fosse per Ladu, che al 55’ accorcia le distanze con una sassata mancina dai venticinque metri che trafigge Del Sorbo e mina le certezze degli uomini di Maiuri. Un minuto dopo però il Sorrento dimostra di avere ancora le redini del match, e solo un grande intervento di Floris nega la gioia del gol a Petito, poco preciso anche in seguito.

Il secondo tempo scorre con i costieri che gestiscono il risultato, senza riuscire a chiudere definitivamente la contesa, cosa che tiene in vita il Sarrabus, sul pezzo fino al triplice fischio nel tentativo, dimostratosi poi vano, di acciuffare un insperato pareggio. I rossoneri, in ogni caso, concedono ben poco, e al termine di un ampio recupero può gioire insieme ai propri tifosi. 2 a 1 il finale.

TABELLINO

SORRENTO vs COSTA ORIENTALE SARDA 2-1

SORRENTO (4-3-3): Del Sorbo; Carotenuto, Cacace, Fusco, Todisco F.; La Monica, Herrera (89’ Bisceglia), Erradi (66’ Cuccurullo); Badje (84’ Simonetti), Petito, Scala (80’ Maresca). A disposizione: Cervellera, Tufano, Selvaggio, Gaetani, Gargiulo. Allenatore: Vincenzo Maiuri

COSTA ORIENTALE SARDA (4-2-3-1): Floris; Zoppi (85’ Laconi), Derbali, Zanoni, Balbo; Ladu, Piredda; Demontis, Mancosu (79’ Villa), Cadau (51’ Nurchi); De Mutiis (51’ Cossu). A disposizione: De Luca, Loi, Manca, Vesi, Piroddi. Allenatore: Francesco Loi

Marcatori: 26’ Scala (S), 47’ Erradi (S), 55’ Ladu (COS)

Arbitro: Giuseppe Sassano di Padova

Assistenti: Massimiliano Miccoli e Leonardo Grimaldi di Bari

Ammoniti: Herrera, La Monica (S); Balbo, Ladu, Zoppi, Villa (COS)

Recuperi: 3’ pt, 6’ st

Napoli – Milan (0-4): I voti ai protagonisti in campo

Il Napoli incappa in una giornata no in cui subisce 4 gol dal Milan con la prestazione dei propri elementi della rosa di molto al disotto degli standard normali e quindi con voti in pagella molto bassi.

Si salvano solo Meret, incolpevole sui gol subiti, e Elmas, Lozano e Ndombele che subentrano dalla panchina e sembrano avere più benzina e attenzione in corpo rispetto ai compagni.

Tabellino della Gara:

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim (36′ st Juan Jesus), Mario Rui; Anguissa, Lobotka (23′ st Ndombele), Zielinski (23′ st Elmas); Politano (23′ st Lozano), Simeone (31′ st Raspadori), Kvaratskhelia.

A disp.: Gollini, Marfella, Ostigard; Demme, Gaetano, Zedadka, Zerbin.

All.: Spalletti

Milan (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Bennacer (37′ st Bakayoko), Tonali; Brahim Diaz (12′ st Saelemaekers), Krunic (37′ st De Ketelaere), Leao (29′ st Rebic); Giroud (29′ st Origi).

A disp.: Mirante, Tatarusanu, Ballo-Touré, Florenzi, Gabbia, Thiaw, Adli, Pobega, Vranckx.

All.: Pioli

Arbitro: Rapuano

Marcatori: 17′, 14′ st Leao (M), 25′ Brahim Diaz (M), 22′ st Saelemaekers (M)

Ammoniti: Giroud (M), Lobotka (N), Krunic (M)

Questi i voti agli azzurri dopo Napoli – Milan:

MERET, voto 6: nessuna responsabilità particolare su nessuno dei 4 goal incassati, più qualche buon intervento utile ad evitare di rendere il passivo ancor più pesante

DIFESA

DI LORENZO, voto 5: una delle gare più incolori del Capitano, che soffre un Leao in serata di grazia, riesce a proporsi poco e niente, al contrario risultando spesso sconfitto nell’1 contro 1 col portoghese, stasera ispiratissimo

RRAHMANI, voto 4.5: stavolta le preventive sono tutte in ritardo, i tentativi di anticipo vanno quasi tutti a vuoto e Leao, ancora lui, se lo beve in occasione del terzo goal

KIM MIN JAE, voto 4.5: la peggiore partita da quando veste azzurro, forse complice anche la stanchezza fisica, accusata in Nazionale, che il muro coreano aveva placidamente ammesso a microfoni accesi. Errori di posizionamento evidenti ( e non da lui) su entrambe le prime 2 reti rossonere. Troppo morbido su Saelemaekers in occasione del poker finale

MARIO RUI, voto 4.5: la catena dei sogni con Kvara stasera non funziona e viene ben neutralizzata da Calabria e Diaz, che lo infilzano in occasione del primo goal rossonero. Tante palle perse ingenuamente, mai incisivo, mai ficcante, tranne che nell’occasione di un tiro sferrato verso Maignan nella ripresa

CENTROCAMPO

ANGUISSA, voto 5.5: qualche guizzo e qualche spunto di generosità misto a classe, ma che non serve a drizzare una serata storta

LOBOTKA, voto 5:  Tonali lo ingabbia e lo costringe a una gara mediocre, nella quale non riesce ad essere il solito cucitore di gioco né mai ad imprimere velocità alla manovra dei suoi. Va da sé che il Napoli tutto ne risenta enormemente

ZIELINSKI, voto 5: ad eccezione di un bel tiro sul finale di primo tempo, si vede davvero poco. Perde, nella ripresa, un pallone sanguinoso ( merito ancora una volta di un felice intercetto di Tonali) da cui scaturisce il secondo goal di Leao

ATTACCO

POLITANO, voto 5: Theo Hernandez ne limita vistosamente gli spunti, quasi sempre evanescenti e quasi mai realmente efficaci

SIMEONE, voto 5.5: il Cholito si impegna ma viene lasciato solo a predicare nel deserto. Per Tomori e Kjaer, tenerlo a distanza di sicurezza, non è poi un’operazione tanto complicata, vista la desolazione a cui viene abbandonato da una squadra mai veramente capace di assisterlo e forse troppo poco abituata all’assenza di Osihmen ( che ha tutt’altre caratteristiche rispetto al centravanti argentino)

KVARA, voto 5.5: quando punta l’uomo o accarezza palla si ha sempre l’impressione che possa scaturirne qualcosa di magico ma stasera non incide manco il fenomeno di Tblisi

I SUBENTRATI DI NAPOLI – MILAN

JUAN JESUS, S.V.

ELMAS, voto 6: subentra a match ormai ben più che compromesso e prova a metterci brio e frizzantezza. Almeno dà un po’ di ritmo ai suoi

NDOMBELE, voto 6: idem che per Elmas, quando entra lui, la partita è già bella che persa. Il francese si fa notare per qualche spunto e per qualche tentativo di scassinamento all’ermetica difesa rossonera

RASPADORI, S.V.

LOZANO, voto 6: riesce ad essere comunque più pericolo di Politano, anche senza creare palle goal

I VOTI AI ROSSONERI DOPO NAPOLI – MILAN:

MAIGNAN, voto 7

CALABRIA, voto 7

KJAER, voto 7

TOMORI, voto 7

THEO HERNANDEZ, voto 6.5

BENNACER, voto 7

TONALI, voto 8

BRIAM DIAZ, voto 8

KRUNIC, voto 6.5

LEAO, voto 8.5

GIROUD, voto 6.5

ORIGI, S.V.

REBIC, S.V.

DE KETELAERE, S.V.

SAELEMAEKERS, voto 7

BAKAYOKO, S.V.

I VOTI AGLI ALLENATORI DI NAPOLI E MILAN:

SPALLETTI, voto 4.5:  per distacco, il suo Napoli di stasera, è il più brutto della stagione. La fase difensiva, che era stata uno dei fiori all’occhiello della sua squadra, nella circostanza è stata catastrofica, con gli azzurri quasi sempre sconfitti in ogni duello fisico su ogni porzione di campo. La fase offensiva evanescente e confusionaria. Vero che mancava Osihmen, ma gli azzurri sono sembrati non pronti a recepire il “piano B”

PIOLI, voto 8:  stravince il confronto con Spalletti. I suoi hanno gamba, concentrazione e ferocia, tutte caratteristiche che al Napoli stranamente mancano del tutto.

I prodotti a marchio ‘Esercito 1659’ al ‘Sol&agrifood – Vinitaly’

Nella vetrina di Veronafiere, uno stand con i prodotti alimentari “Esercito 1659”, e stabilimento chimico farmaceutico militare, icona del mondo militare per i 4 giorni dedicati a una rassegna dell’Agroalimentare di qualità.

I prodotti a marchio ‘Esercito 1659’ al ‘Sol&agrifood – Vinitaly’

    • In breve
      • L’esercito italiano ha partecipato alla fiera Sol&agrifood-Vinitaly, presentando la sua linea di prodotti a marchio “Esercito 1659”. L’iniziativa è stata una grande opportunità per mostrarne la qualità e la varietà.
        L’esercito italiano si è distinto per la capacità produttiva, presentando una vasta gamma di prodotti come il cibo, il vino, l’olio d’oliva, il miele e la birra. Il loro successo non è dovuto solo alla loro abilità ma anche al rispetto dei più alti standard di qualità.

L’esercito italiano si presenta al Sol&agrifood-Vinitaly con una serie di prodotti a marchio “Esercito 1659”, scopri di più sulla loro iniziativa.

Verona, 1 aprile 2023. Per la prima volta l’Esercito è presente alla manifestazione “Sol&Agrifood – Vinitaly” con uno stand di prodotti enogastronomici delle società licenziatarie Fonderia del Cacao, Antica Distilleria Petrone, Dielle Caffè e Tenute Piccini. Nei quattro giorni dedicati alla rassegna dell’agroalimentare italiano d’eccellenza, il brand “Esercito 1659” farà rivivere alcune tradizioni alimentari che hanno segnato la storia del mondo militare rendendoli disponibili in commercio.

Parliamo del Cioccolato Militare dell’Esercito, un fondente al 70% avvolto nel suo storico packaging, ora come allora parte integrante della “Razione K” utilizzata dai militari in attività operative, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare e sottolineare il primato italiano nel settore. Inoltre immancabili al “Sol&Agrifood – Vinitaly” anche i prodotti legati al mondo del caffè di qualità della società Dielle Caffè. Saranno anche presenti il vino  “Rosso d’Italia – La Compagnia” delle Tenute Piccini, un blend di uve rosse tratte da diverse zone del Paese che ben rappresentano l’essenza della militarità e il “Liquore al Latte di Bufala” realizzata dall’Antica Distilleria Petrone, un distillato alla crema prelibatezza campana.

Non mancheranno anche i prodotti simbolo dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, unità produttiva dell’Agenzia Industrie Difesa, quali il “Cordiale” o “l’Elisir di China” memorie storiche e nicchie dell’eccellenza alimentare che hanno accompagnato generazioni di soldati italiani.

Il Cioccolato Militare fa parte della razione giornaliera fin dal 1937 in quanto gustoso, energico e facilmente trasportabile. Inoltre, è forte la volontà di tutelare l’ambiente con il riutilizzo di materiali: le vecchie cassette di primo soccorso dell’Esercito hanno ripreso vita diventando un originale packaging per generi di “pronto conforto”, contenenti una degustazione di cioccolato. Attese per il futuro ulteriori novità nel packaging con il riutilizzo di altri materiali fortemente identitari non più in uso alle Forze Armate.

In sintesi, una consolidata sinergia che vede l’Istituzione e la società licenziatarie del brand “Esercito 1659” impegnate nella promozione e diffusione della cultura del benessere alimentare mediante l’utilizzo di materie prime d’eccellenza che si aggiunge alla lodevole opera dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare che, prosegue tutt’oggi la produzione di quei farmaci “orfani” sui quali l’industria privata non investe per scarsi margini di profitto e necessari per molti malati di patologie rare.

    • In conclusione

Gli stand dell’esercito al Sol&agrifood-Vinitaly hanno attirato un gran numero di visitatori grazie alla loro particolarità, suscitando forte curiosità. I prodotti hanno infatti incontrato il gusto di tutti, sottolineando l’importanza del fiero nello sviluppo dell’economia dell’Italia.

La partecipazione dell’esercito italiano al Sol&agrifood-Vinitaly è stata anche un’occasione per dimostrare il loro contributo alla comunità che va oltre il campo di battaglia.

Il successo della loro gamma di prodotti e la loro partecipazione alla manifestazione dimostrano la loro eccellenza e la loro capacità di fare la differenza anche nel cibo e nella produzione di vino.

Infine, la loro linea di prodotti “Esercito 1659” è stata accolta bene dal pubblico, dimostrando la grande qualità dei loro prodotti.

Formula Uno, GP Australia: le pagelle di Carlo Ametrano

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Formula Uno, le classiche pagelle dello scrittore stabiese Carlo Ametrano intervenuto in esclusiva al termine del GP dell’Australia vinto da Max Verstappen

Formula Uno, GP Australia: le pagelle di Carlo Ametrano

GP Australia: un altro dominio, rovinato dal finale. Dire “è successo di tutto” sarebbe troppo riduttivo. Nel GP Australia il discorso sembra esser molto chiaro: vince Max Verstappen, mentre perde la FIA. Lo spettacolo visto nei minuti finale è stato infatti indescrivibile. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri a Melbourne.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Parliamo di una cosa vergognosa e scandalosa. Tre bandiere rosse e tanto caos. Non so dove vuole arrivare questa Formula 1. Con questa situazione si rischieranno di perdere tanti appassionati e questo non mi piace proprio”.

Primo posto per Max Verstappen, che dominio! Voto?

“Quest’anno per me ha già il mondiale in tasca. Sembra assolutamente imbattibile: ha la macchina realmente stratosferica. Ha una macchina fortissima, ma anche lui è straordinario. Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Lewis Hamilton, che bella Mercedes! Voto?

“Non molla un attimo. Ci crede e non vuole lasciar scappare Max. Sono molto curioso però di vedere la nuova versione della W-14 a Imola. Voto 9”.

Terzo posto per l’Aston Martin di Alonso. Che ne pensi?

“Non invecchia mai. Aston Martin inizialmente era una vera sorpresa, ma ora sarà solo una certezza. Voto 8.5”.

Quarta piazza per il compagno di squadra Astroll.  Voto?

“Sta ottenendo ottimi risultati. Non ha di certo intenzione di fermarsi, basti pensare al super recupero che ha fatto nonostante il polso che si ruppe prima del Bahrain. Voto 8”.

In quinta posizione c’è l’altra Red Bull, di rimonta, di Sergio Perez. Che ne pensi?

“Ormai deve rassegnarsi: può vincere delle gare ma non un mondiale. Lì c’è Verstappen. Comunque ha fatto una buona rimonta. Voto 7”.

Sesta piazza per la McLaren di Lando Norris. Come valuti la sua gara?

“Se gli avessimo detto che avrebbe fatto il sesto posto, avrebbe firmato. Bravo, bravo, bravo. Voto 7”.

Che mi dici della settima posizione di Hulkenberg?

“L’ho sempre detto: è un martello ed è molto forte! Voto 7”.

Che voto dai all’ottavo posto del padrone di casa Piastri?

“Sono i primi punti che fanno sempre bene alla squadra e anche a lui. Voto 7”.

Segue subito Guanyu Zhou: voto?

“Ringrazia senza dubbio la bandiera rossa, ma lui non è male. Sono punti comunque importanti. Voto 6.5”.

La nuova Alpine raccontata da Carlo Ametrano

Chiude la top ten l’Alpha Yuki Tsunoda. Come valuti la sua gara?

“Non male anche la sua gara. La zona punti è sempre importante. Voto 6.5”.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo e diamo appuntamento a tutti i nostri ascoltatori al GP dell’Azerbaijan, tra tre settimane. Prima di chiudere, ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

 “L’appuntamento è confermatissimo.  Ci vediamo il 30 aprile alle Cantine Augusto Zuffa per l’Ayrton Senna Day. Ci saranno tanti ospiti, come Ruggero Melgrati, Leopoldo Canetoli, Renata Nosetto, Mike Wilson e Roda Anchidin e la più bella d’italia Lorih Caradonna. Non potete mancare. Inoltre, giovedì sera sarò in diretta su Odeon Tv insieme a Martina Renna e Filippo Gherardi che ringrazio sempre dell’invito”.

Salmone al forno con patate e asparagi: la ricetta

Salmone al forno con patate e asparagi: un piatto semplice, gustoso e salutare,  un secondo piatto di pesce che piacerà a tutti con una ricetta facile e veloce sia nella fase della preparazione sia in quella di cottura.

Salmone al forno con patate e asparagi: la ricetta

Questa ricetta è adatta per la stagione primaverile in cui gli asparagi e le patate sono di stagione.
Inoltre, il salmone è ricco di nutrienti e può essere un’ottima opzione per un pasto leggero e salutare anche durante la Quaresima.

Ingredienti:

  • 4 filetti di salmone fresco
  • 500 g di patate
  • 1 mazzetto di asparagi verdi
  • Olio d’oliva
  • Sale
  • Pepe
  • Succo di limone
  • Aglio

Preparazione:

  1. Preriscalda il forno a 200 °C.
  2. Sbuccia le patate e tagliale a cubetti.
  3. Lava gli asparagi e tagliali in pezzi.
  4. Sistema le patate e gli asparagi in una teglia da forno.
  5. Condisci con olio d’oliva, sale, pepe e uno spicchio d’aglio schiacciato.
  6. Mescola bene.
  7. Cuoci in forno per 20 minuti, mescolando di tanto in tanto.
  8. Aggiungi i filetti di salmone sulla teglia con le patate e gli asparagi.
  9. Condisci con olio d’oliva, sale, pepe e succo di limone.
  10. Cuoci in forno per altri 10-12 minuti.
  11. Servi caldo con una fetta di limone e una spolverata di prezzemolo fresco (opzionale).

Buon pranzo!

ACCADDE OGGI 3 Aprile: Santi, ricorrenze e cenni storici

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ACCADDE OGGI 3 Aprile è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #3Aprile

ACCADDE OGGI 3 Aprile: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

Ed è il pensiero / della morte che, in fine, aiuta a vivere
Umberto Saba

Nati il 3 aprile…
Daniel Defoe (1660)
Theodoros Kolokotronis (1770)
Hermann Carl Vogel (1841)

… e morti
Bartolomé Esteban Murillo (1682)
Juliusz Słowacki (1849)
Giuseppe Morosini (1944)
ACCADDE OGGI 3 Aprile..
1815 – Guerra austro-napoletana: l’esercito napoletano di Gioacchino Murat sconfigge, nella battaglia del Panaro, l’esercito austriaco comandato da Federico Bianchi.
1865 – La capitale degli Stati Confederati d’America viene trasferita da Richmond, catturata dalle forze nemiche, a Danville.
1896 – Esce il primo numero de La Gazzetta dello Sport, nata dalla fusione de Il ciclista e de La tripletta.
1948 – Il presidente statunitense Harry Truman firma il piano Marshall, che autorizza aiuti per cinque miliardi di dollari a sedici paesi.
1961 – Per celebrare l’imminente viaggio del presidente Giovanni Gronchi in America Latina esce il celebre francobollo Gronchi rosa.
1975 – Lo scacchista Bobby Fischer rinuncia a giocare contro Anatolij Karpov, lasciandogli il titolo.
Oggi ricorre: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Sisto I, Giuseppe l’Innografo e Riccardo di Chichester.

Feste e ricorrenze

Religiose
Cristianesimo:
Santi Cresto e Pappo, martiri
San Giovanni I di Napoli, vescovo
San Giuseppe l’Innografo, monaco a Costantinopoli
San Luigi Scrosoppi, sacerdote
San Niceta di Medikion, egumeno
San Riccardo di Chichester, vescovo, protettore dei cocchieri
San Sisto I, papa
Sant’Ulpiano di Tiro, martire
Beati Ezechiele Huerta Gutiérrez e Salvatore Huerta Gutiérrez, laici e martiri
Beato Gandolfo da Binasco, francescano
Beato Giovanni da Penna San Giovanni
Beato Giovanni di Gesù e Maria (Juan Otazua y Madariaga), martire
Beato Pietro Edoardo Dankowski, sacerdote e martire
Beati Roberto Middleton e Thurston Hunt, martiriReligione romana antica e moderna:
Natale di QuirinoEventi33 – Data probabile della crocefissione e morte di Gesù di Nazareth.
1077 – Viene costituito il Principato ecclesiastico di Aquileia, feudo diretto del Sacro Romano Impero e sotto il controllo di Sigeardo di Beilstein.
1282 – La città di Naro, nel contesto dei Vespri siciliani si libera dalla dominazione francese in seguito all’uccisione del governatore e di tutti i soldati a guardia del castello.
1569 – Viene istituito il seminario di Albenga da parte del vescovo Carlo Cicada, assieme al collegio e alle scuole superiori che permettono di accedere all’Università.
1815 – Guerra austro-napoletana: l’esercito napoletano di Gioacchino Murat conquista Bologna e poi sconfigge l’esercito austriaco comandato da Federico Bianchi nella battaglia del Panaro.
1860 – USA: Prima corsa del Pony Express da St. Joseph, Missouri a Sacramento, California (sarà completata il 13 aprile)[1]
1865 – La capitale degli Stati Confederati d’America viene trasferita da Richmond, Virginia, catturata dalle forze nemiche, a Danville
1879 – Sudafrica: 11.000 Zulu attaccano la guarnigione inglese di Giugolow[senza fonte]
1885 – Gottlieb Daimler brevetta in Germania il progetto di un suo motore a scoppio[senza fonte]
1896 – Esce il primo numero de La Gazzetta dello Sport, nata dalla fusione de “Il ciclista” e “La tripletta”
1922 – Stalin diventa segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica
1936 – Richard Bruno Hauptmann viene giustiziato per il rapimento e l’uccisione del figlio del pioniere del volo Charles Lindbergh
1939 – Berlino: l’ufficio studi della Wehrmacht riceve l’ordine di studiare l’attacco alla Polonia, il cosiddetto Fall Weiß[senza fonte]
1942 – Seconda guerra mondiale: le forze giapponesi iniziano l’assalto alla Penisola di Bataan controllata da USA e Filippine (Bataan cadrà il 9 aprile; è l’inizio del Baatan Death March)[senza fonte]
1946 – Il generale giapponese Masaharu Homma viene giustiziato fuori Manila (Filippine) per aver guidato la Bataan Death March[senza fonte]
1948 – Il presidente USA Harry Truman firma il Piano Marshall che autorizza aiuti per 5 miliardi di dollari a sedici paesi
1955 – La American Civil Liberties Union annuncia che difenderà lo scrittore Allen Ginsberg accusato d’oscenità per il libro Urlo[senza fonte]
1961 – Per celebrare il prossimo viaggio del presidente Giovanni Gronchi in America Latina esce il celeberrimo francobollo Gronchi rosa
1968 – Martin Luther King tiene il suo celebre discorso Mountaintop[senza fonte]
1973 – Martin Cooper effettua la prima telefonata con un telefono cellulare portatile.
1974 – Centoquarantotto tornado colpiscono tredici diversi stati americani in 26 ore, fenomeno record nella storia della meteorologia[senza fonte]
1975 – Lo scacchista Bobby Fischer rinuncia a giocare contro Anatolij Karpov, lasciando a questi il titolo
1986 – International Business Machines (IBM), primo computer portatile (PC Convertible)[senza fonte]
1996 – Un aereo della Air Force USA con a bordo il Segretario di stato per il Commercio Ron Brown precipita in Croazia: morti tutti i 35 occupanti l’aereo[senza fonte]
2000 – La Microsoft di Bill Gates viene accusata di violazione delle leggi USA sull’Antitrust per aver occupato una posizione di preminenza rispetto alla concorrenza[senza fonte]
2003
Guerra d’Iraq: durante la notte forze statunitensi appartenenti alla 3ª Divisione di Fanteria attaccano l’aeroporto di Baghdad.
Italia: approvato il progetto MOSE per preservare Venezia dall’acqua alta
2009 Esce il Nintendo DSi
2010 – La Apple dà il via alle vendite dell’iPad negli Stati Uniti
2013 – 99 persone muoiono negli alluvioni di La Plata e Buenos Aires, in Argentina.
2016 – si svolge il 100° Giro delle Fiandre (istituito però nel 1913)
2017 – Attentato terroristico a San Pietroburgo (Russia) di matrice fondamentalista islamica, rivendicato dall’ISIS.

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Spalletti: “Giocato al di sotto delle nostre aspettative”

Le parole del tecnico del Napoli, Luciano Spalletti, a seguito della pessima partita contro il Milan

Spalletti: “Giocato al di sotto delle nostre aspettative”

Una super prestazione da parte del Milan che stravince al Maradona per 4-0. Pessima invece la partita del Napoli di Spalletti che è intervenuto in esclusiva ai microfoni di DAZN. Ecco le sue dichiarazioni:

Come si spiega questo risultato?

“Il Milan ha fatto una grandissima prestazione: è partito forte e ha sfruttato tutte le situazioni che gli abbiamo concesso. Hanno sfruttato gli spazi con correttezza. Abbiamo fatto una prestazione nettamente sotto il nostro livello”.

Cosa non ha funzionato?

“Abbiamo fatto fatica all’inizio nel far circolare palla come facciamo sempre. Abbiamo spesso forzato il gioco subito, senza pensare alla qualità iniziale che abbiamo, sbagliando troppi palloni”.

Vi hanno creato problemi dal punto di vista del posizionamento?

“Sì. Dovevamo però andare a prenderli altissimi. Abbiamo lasciato uno spazio tra le linee in cui loro sono sempre stati molto bravi: hanno giocatori che sanno interpretare molto bene quel ruolo. Non ci siamo divisi bene le posizioni”.

Quanto può aver influito la sosta per le nazionali?

“È vero che possa aver influenzato. Quando si gioca in squadre del genere, ci sono tanti giocatori che danno tutto quello che hanno per le loro nazionali. Questo è successo però anche al Milan: un po’ ha influito la loro prestazione, un po’ i viaggi dai quali noi siamo stati un po’ più sfortunati con Oliveira che ha avuto un problema, così come Osimhen. Di certo non siamo stati fortunatissimi”.

Cosa cambia dopo questa partita in vista della Champions?

“Cambia che ora ci sarà qualche altro che non ci da per favoriti. Sembrava che ci fosse toccata una squadra che sarebbe stata facile da mettere sotto. Hanno passato un momento un po’ particolare, ma ora si sono ripresi bene e il faro della Champions League rimette tutto apposto. È difficile trovare qualcuno che in quelle sere non dà il massimo”.

Marco Bezzecchi vince la prima gara della carriera in Argentina!

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Gran Premio dell’Argentina

Si spengono i semafori e parte subito bene Bagnaia con Bezzecchi che scavalca A. Marquez e si mette primo.

Nakagami e Quartararo si toccano e il francese riparte infondo al gruppo ultimo, mentre cade il vincitore della gara sprint, Binder toccato da Vinales.

A. Espargaro infila Zarco all’ultima curva e si mette quinto all’inseguimento di Morbidelli.

Zarco dopo un giro restituisce il sorpasso ad espurgare che viene passato anche da Di Giannantonio e Rins.

Ventidue giri al termine e Bezzecchi, Marquez, Bagnaia e Morbidelli sembrano già fare un altro sport scavando un solco di 2 secondi sul treno dei quinti.

Bezzecchi è il più veloce in pista e prova la fuga.

Errore per Zarco che scende in ottava posizione.

A. Marquez prova anche lui a staccarsi ed allunga di 8 decimi du Bagnaia.

Metà gara, Zarco in risalita si riprende la quinta posizione ed intanto Bagnaia prende A. Marquez.

Pecco arriva a Marquez e lo infila nel misto, dove lo spagnolo prova a ribattere ma poi Francesco chiude la pratica alla penultima curva e passa secondo.

Bagnaia sembra proprio di un altro passo e scappa su Marquez.

In difficoltà il pilota del team Gresini che viene accorciato anche da Morbidelli.

Otto giri alla fine, Bagnaia in piena gestioni e senza pressioni cade da solo, e si rialza ripartendo fuori dalla zona punti.

Morbidelli e negli scarichi di Marquez e nel frattempo Quartararo passa settimo.

Sotto l’acqua Bezzecchi continua a volare.

Marini attacca Rins e passa mettendosi così ottavo.

Zarco continua a guadagnare su Morbidelli.

Tre giri al termine e Zarco è ingaggiato, approfitta del primo errore e passa mettendosi terzo e puntando A. Marquez.

Inizia l’ultimo giro Marco Bezzecchi che fino ad adesso ha corso una gara assolutamente perfetta.

Zarco prende anche Marquez e passa mettendomi secondo ma Marquez non molla.

Ultime curve per Bezzecchi su Ducati VR46.

MARCO BEZZECCHI VINCE IL GRAN PREMIO DELL’ARGENTINA

Bezzecchi Moto Gp
Fonte: Social Moto Gp

Completa un capolavoro in solitaria seguito da Zarco e A. Marquez arrivati insieme in volata ma a 6 secondi dal Bez che grazie alla caduta di Bagnaia diventa anche leader del Mondiale!

 

 

Pioli: “Abbiamo vinto solo una partita. Niente euforia”

L’analisi di Stefano Pioli, allenatore del Milan, al termine della vittoria sul campo del Napoli per 4-0

Pioli: “Abbiamo vinto solo una partita. Niente euforia”

Partita straordinaria del Milan che domina al Diego Armando Maradona. Prestazione egregia degli uomini di Stefano Pioli che, dopo aver rifilato 4 reti in casa del Napoli, ha espresso tutta la sua gioia in esclusiva ai microfoni di DAZN. Ecco le sue dichiarazioni:

Cosa le è piaciuto di più?

“La vittoria. Ed è solo il primo passo. Abbiamo altre nove partite dove dobbiamo avere lo stesso atteggiamento: in passato abbiamo buttato via tante opportunità, e ora questo non deve più succedere. Abbiamo vinto comunque solo una partita”.

Quanto incide in vista della Champions questa vittoria?

“Qualsiasi prestazione di stasera non avrebbe condizionato quelle di Champions: sono altre esperienze, quindi non cambierà assolutamente niente. Sarà uno scontro molto importante di due squadre che in Champions stanno facendo bene: il Napoli in campionato ha fatto meglio di noi, ma ora dobbiamo pensare al nostro vero obiettivo, che è andare in Champions League”.

Come sta Brahim?

“È uscito perché ha avuto un fastidio all’adduttore. Non voleva uscire, ma ho preferito sostituirlo”.

Abbiamo rivisto il vecchio Milan, con il ritorno alla difesa a 4: che ne pensa?

“Avevo già deciso di giocare a 4 con il Napoli. Ora è facile dire che sia stata questa la chiave: sono situazioni. Con la difesa a 3 abbiamo passato il turno in Champions e battuto l’Atalanta. A me piace cambiare la squadra, dipende sempre tutto da come interpretiamo la partita. Niente euforia”.

In Champions ci saranno nuovi cambi?

“Mancano ancora dieci giorni. Ora dobbiamo avere testa all’Empoli, sono quelle le partite che ci hanno fregato in campionato. Ora non abbiamo più tempo di sbagliare”.

Dal punto di vista mentale, come ne esce il Milan?

“La testa può fare la differenza: il mese di gennaio ci ha tolto certezze, nonostante la nostra squadra avesse vinto lo scudetto. Questa vittoria sicuramente ci farà bene. Solo le toppissime squadra riescono a vincere sempre sia in Champions che in campionato e, magari, l’esser andato avanti in coppa ci ha tolto un po’ di forze in Serie A”.

È tornato Leao?

“Non è mai andato mia”.

 

 

Napoli Milan 0-4. Doccia fredda al Maradona!

Napoli Milan, primo atto.

Per il primo round di tre, Napoli Milan si affrontano in campionato al Maradona per i tre punti. Azzurri orfani di Osimhen, Oliveira e degli ultras, anche il Milan può lamentare delle assenze come quelle di Kalulu e Ibrahimovic.

FONTE FOTO: Ssc Napoli Twitter

Primo tempo

Tre minuti dall’inizio del match e la prima occasione pericolosa è del Milan con Theo che arriva sul fondo mette dietro, Tonali calcia al volo e blocca facile Meret.

Settimo minuto e primo squillo azzurro, Zielinski mette al centro dove trova Simeone che anticipa Tomori e calcia al volo ma la palla sorvola la traversa.

Undicesimo minuto e Kvara si rende subito pericoloso, parte e ne salta tre, entra in area, destro sinistro, ne salta altri due ma poi si allunga troppo il pallone.

Brahim Diaz prende palla sulla fascia, salta Lobotka ed imbuca per Leao che tutto solo davanti a Meret, scava il pallone e fa 1-0 Milan al diciassettesimo.

Passano appena otto minuti ed il Milan raddoppia, Bennacer la mette per Giroud che tocca ed alle sue spalle che Diaz che finta su Mario Rui e calcia sul primo palo, trovando la deviazione di Kim che è fatale ed è 2-0.

Trentasettesimo, il Napoli è in piena balia del Milan e non riesce ad andare oltre il centrocampo dove perde sempre il duello con i centrocampisti rossoneri.

Quarantottesimo, squillo Napoli, Kvara appoggia a Zielinski che si sposta e calcia di mancino che impegna Maignan che devia in angolo.

Napoli 1 Milan 3 calcio serie A tim 2020-2021 (15)

Secondo Tempo

Cinquantesimo, ripartenza Milan, Leao coast to coast fra le due aree, poi serve Giroud che entra in area e calcia sfiorando il palo lontano.

Kvara prova ad accendersi ed in mezzo a due trova un corridoio per Mario Rui che tutto solo calcia al volo colpendo in piena faccia Maignan, palla in angolo.

Da parte a parte, Politano serve Kvara che appoggia a Mario Rui, cross al centro, Simeone colpisce di testa, trova una deviazione e calcio d’angolo.

Al cinquantanovesimo Leao spegne le speranze di rimonta azzurre e fa doppietta, servito da Tonali, elude tre difendenti e calcia facendo 3-0.

Il Milan dilaga, al sessantaseiesimo Saelemaekers punta tutta la difesa del Napoli, entra in area e fa 4-0 siglando il primo gol in campionato.

Settantasettesimo, Anguissa recupera palla e riparte, imbuca per Raspadori che viene chiuso da un puntuale Tomori.

Ottantatreesimo Kvara lancia Raspadori che a tu per tu con Maignan calcia e non centra la porta invece di servire per il tapin semplice il georgiano.

Nessun altra emozione, il triplice fischio mette fine all’agonia. Milan batte Napoli 0-4

 

 

 

 

 

SERIE C 2022-2023: Juve Stabia – Avellino (2-1). I voti ai gialloblè

Per il derby al Menti tra la Juve Stabia e l’Avellino vi offriamo i nostri voti che riempiono la pagella gialloblè.

I Lupi arrivavano a questa derby con appena 2 punti avanti in classifica e ancora speranzosi di rientrare in zona play-off.

Gara piena di ex su entrambi i fronti ad iniziare dai due tecnici e un bel numero di giocatori in campo, una gara affascinante che ha sempre regalato delle emozioni.

All’andata fini zero a zero e fu un punto che per entrambe servì a muovere la classifica, oggi questa gara valeva molto di più e in campo ci si aspettava una gara avvincente fin dal fischio finale.

La gara finisce 2 a 1 in favore delle Vespe con un eurogol di D’Agostino che negli istanti finali tira fuori dal cilindro una magia che manda in visibilio il pubblico di casa.

Questi i nostri voti ai gialloblè dopo Juve Stabia – Avellino:

Barosi 6,5: Quasi inoperoso nel primo tempo tranne qualche velleità dalla distanza di Marconi, per il resto controlla a dovere la sua area e la porta anche con buoni interventi nella seconda frazione.

DIFESA

Maggioni 6: Gara fatta di equilibrio tattico e giusta spinta sulla fascia, controlla a dovere anche su un certo Di Gaudio. Poi si arrende per infortunio.

Caldore 6,5: Sostanza e concentrazione in una prima parte della contesa con tanto di giusto temperamento. Nel secondo un po’ piu da fare ma con il giusto piglio.

Cinaglia 6,5: Tira fuori il suo carattere e la voglia di riprendersi la scena in mezza alla difesa. Gara di carattere che lo fa tornare a livelli accettabili.

Dell’ Orfanello 6,5: Il ragazzo risponde presente sull’out di sinistra, disbriga bene la pratica difensiva non disdegnando l’avventura in avanti.

CENTROCAMPO

Altobelli 6,5: A centrocampo trova la sua giusta dimensione, controlla un bel di palloni sacrificandosi sul tutto il terreno di gioco.

Berardocco 7: Si muove bene e detta i tempi per i compagni, smista una miriade di palloni e trova anche un bel gol di giustezza che sblocca la gara.

Scaccabarozzi 6: Scende in campo con la giusta caparbietà, va vicino al gol nel primo tempo e rincorre un bel po’ di palloni.

ATTACCO

Bentivegna 6: Anche lui ha un impatto positivo sulla gara, si destreggia sul lato di competenza creando piu di uno scompiglio in area biancoverde.

Zigoni 6: Gara classica da centroboa, tocca un sacco di palloni di testa spizzando per i compagni e facendo salire la squadra.

Mignanelli 6,5 : Da ex inizia a tutto gas sulla sinistra e complice una posizione piu avanzata cerca da subito l’assist giusto. Suo l’assist per il gol di Berardocco. Troppa foga sul giallo rimediato.

I VOTI AI SUBENTRATI DI JUVE STABIA – AVELLINO

Peluso ( dal 1 s.t.) s.v.

Carbone ( dal 10 s.t.) 6: Il giusto entusiasmo per il giovane romano che da subito mette ordine a centrocampo battagliando su ogni pallone.

Rosa ( 24 s.t.) 6 : Dona vivacità all’attacco assicurando la continuità del lavoro fatto dal compagno Zigoni.

D’Agostino ( 35 s.t.) 7: Eurogol da tre punti e grande impatto sulla gara…. probabilmente il suo ingresso andava anticipato.

L’ALLENATORE GIALLOBLè

Mister Novellino 6,5 : Prepara a modo suo questo derby tra Vespe e Lupi, chiude a dovere le fonti di gioco irpine, erige un gran muro a centrocampo e catechizza a dovere i suoi. La squadra risponde presente e anche in un secondo tempo condito da qualche amnesia…ma poi trova il gol vittoria che sancisce la conquista del derby e della salvezza. Primo obbiettivo raggiunto e ora nelle ultime gare cercherà di sicuro esplorare nuovi orizzonti alla luce pure dei suoi uomini pronti ancora a sacrificarsi e dare il massimo.

A cura di Giovanni Donnarumma

Rossi: “Ennesima sconfitta immeritata”

Dario Rossi, vice allenatore dell’Avellino, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match perso contro la Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Dario Rossi sul match tra Juve Stabia e Avellino sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“In emergenza totale lo siamo da molto. Avevamo anche un paio di acciaccati in campo e vanno ringraziati. È l’ennesima partita in cui non meritavamo di perdere. Una volta recuperata non abbiamo avuto la forza di osare. Avevamo 4 punte in campo e non volevamo lasciare ripartenze a loro.

Abbiamo cercato di gestirla cercando un episodio. L’episodio conferma che in questo momento gli episodi non vengono dalla nostra parte. Commentiamo una sconfitta pesante per noi e i tifosi. Si poteva evitare l’angolo e anche di far tirare D’Agostino.

Ora dobbiamo raccogliere il massimo gara dopo gara cercando di fare più punti possibile. Fare previsioni non è lecito ora. Kanoute non stava bene e non doveva proprio entrare. Tounkara ha fatto una discreta gara. Gli avversari sono stati chiusi e non c’erano spazi per le sue caratteristiche.

Su Russo c’è molta preoccupazione per l’infortunio. Non so se recuperiamo Benedetti o altri. Il rigore su Maisto sembrava netto. La gara nel secondo tempo l’abbiamo fatta noi, loro stavano chiusi dietro.

C’è molta delusione perché questa sconfitta non ce l’aspettavamo. Delusione doppia perché commentiamo una sconfitta che ci allontana dall’obiettivo minimo. Dopo il gol loro sono rimasti schiacciati dietro, cercavamo di aggirarli ma non puoi pensare di non concedere neanche un angolo agli avversari”.

Ricciardi: “Il gol di D’Agostino una mazzata”

Manuel Ricciardi, difensore dell’Avellino, è intervenuto in conferenza al termine del match perso contro la Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Manuel Ricciardi sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Il gol di D’Agostino è stato una mazzata perché il secondo tempo è stato dominato da noi e abbiamo giocato a una sola metà campo. Gli ultimi minuti hanno avuto una palla buttata sopra da angolo e l’hanno sfruttata al meglio. Ci crediamo ai playoff e dobbiamo lottare per ottenerli.

Noi non giochiamo mai per un pari, la volevamo vincere ma avevamo tanti indisponibili e siamo arrivati stanchi alla fine. Russo ha preso una distorsione al ginocchio ma non sappiamo ancora niente. Stava facendo bene e la sua assenza si farà sentire.

Faremo di tutto per ottenere i playoff, andando per la nostra strada e lottando fino all’ultima giornata di campionato”. 

Novellino: “Gara fatta come l’avevo studiata. Vittoria meritata”

Walter Novellino, allenatore della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto contro l’Avellino.

Le dichiarazioni di Walter Novellino sul match tra Juve Stabia e Avellino sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Mi è piaciuta la gara che è stata fatta come l’avevo impostata io. L’Avellino è una squadra fortissima e non l’abbiamo fatta palleggiare come volevano. Abbiamo vinto la gara meritatamente. La salvezza è raggiunta e ora c’è da divertirsi.

La gara di Potenza non mi era piaciuta. Ho messo Mignanelli in attacco ed è stata una mossa indovinata. Ora c’è da divertirsi. Io credo sempre negli obiettivi e sono contento per i tifosi. Avevo bisogno di una copertura e Mignanelli è stato messo anche per questo. Era una strategia fondamentale. Siamo stati bravi anche a tenere palla con Zigoni.

Ho studiato bene l’Avellino su come gioca. A me piace impostare il gioco e poi ripartire in contropiede. Alla fine abbiamo meritato ampiamente. Nel secondo tempo abbiamo avuto molti problemi. Abbiamo saputo raddoppiare e ripartire. Avevamo anche avuto infortuni che ci hanno penalizzato.

La società si è comportata benissimo con me. Non sono mai andato in archivio io. Bisogna fare anche i complimenti all’Avellino che palleggiava bene. Subentra anche un po’ di paura e di stanchezza nel secondo tempo. Ma il merito va anche agli avversari. Non volevo palleggiare oggi, volevo ripartire e la partita è stata fatta in maniera perfetta.

Ho vissuto serenamente la settimana. Conoscevo bene l’Avellino e sapevo cone giocarla questa partita.

Devo dare serenità e calma e riesco a capire i momenti difficili. Ero convinto che se ripartivamo bene potevamo metterli in difficoltà. Massimo Rastelli sta facendo il possibile, se si piazza ai playoff potrà dare fastidio a diverse squadre. I ragazzi hanno fatto tutto ciò che avevo chiesto durante la settimana.

Questo è un momento di difficoltà di classifica per l’Avellino. Ma l’Avellino ha giocatori che fanno parte di un’altra categoria. L’Avellino deve riuscire a centrare i playoff e poi sarà una mina vagante.

Ho fatto una sorta di semi-ritiro con i ragazzi questa settimana. Li ho trattenuti, non li ho fatti andare a casa e hanno capito cosa volevo da loro. Oggi l’Avellino ha trovato di fronte uva squadra arrabbiata come la Juve Stabia.
Abbiamo corso più dell’Avellino nel primo tempo e abbiamo pagato un pò nel secondo tempo”.

Juve Stabia – Avellino 2 – 1. Il Podio Gialloblu.

La Juve Stabia torna al successo nel sentito derby con l’Avellino, in cui la vittoria arra allo scadere grazie ad un gran gol del giovane D’Agostino

PODIO

Medaglia d’oro: a Giuseppe D’Agostino, che firma la salvezza della Juve Stabia con uno dei gol più belli della stagione. Non poteva esserci ingresso in partita migliore per il funambolico 70 gialloblu, buttato da Novellino nella mischia come si fa con il famoso asso pigliatutto nell’omonimo gioco di carte. Con D’Agostino in campo la Juve Stabia effettivamente prende vittoria, gioia e salvezza ed il protagonista della serata si gode la perla che incanta il Romeo Menti. Derby deciso allo scadere, gioia infinita ed esultanza a mostrare i muscoli per il ragazzo del vivaio del Napoli, che premia la scelta di Novellino di mandarlo in campo.

Medaglia d’argento: a Daniele Altobelli, uno in campo ma apparentemente in almeno tre versioni contemporanee diverse. Il centrocampista romano torna nel ruolo d’origina, dominando la mediana come farebbe un leone nella savana, senza però dimenticare la sua nuova verve da difensore, dando manforte ai centrali, e senza nemmeno disdegnare i movimenti e le sponde del centravanti vecchio stampo. Insomma, il 25 è pressoché ovunque, anche sotto la curva quando c’è da aizzarla dopo il vantaggio di Berardocco. Nella ripresa la benzina finisce per tutti ma non per lui, performante come nella prima frazione di gioco.

Medaglia di bronzo: a Luca Berardocco, che firma la rete che sblocca la gara. Gioia personale meritata per il regista gialloblu, dai cui piedi passano buona parte delle fortune o sfortune della Juve Stabia. Quando la lampadina delle idee è ben avvitata, tutta la squadra ne trae beneficio, come oggi, con Berardocco a smistare bene i tanti palloni che si trova ad amministrare. Di giustezza il fendente con cui fulmina Pane ed indirizza la gara verso sorti favorevoli agli stabiesi.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Marco Caldore, un po’ troppo impreciso seppur efficace. Il centrale difensivo chiude bene i varchi all’Avellino regalando però qualche brivido di troppo sia in fase di appoggio che di controllo, aumentando il rischio anche di situazioni di gioco che potrebbero essere risolte senza troppi patemi.

Medaglia d’argento: a Tommaso Maggioni, costretto a spingere poco anche nel primo tempo arrembante. Gara sfortunata per il terzino destro, che non sempre trova lo spazio per sganciarsi ed accompagnare Bentivegna al cross; peccato inoltre per il pestone beccato da Tounkara che lo costringe al forfait nell’intervallo.

Medaglia di bronzo: a Davide Barosi, che quasi anticipa la rete dell’Avellino con l’uscita a vuoto della ripresa. Il portiere stabiese sorprende per qualche indecisione, che consente a Marconi ci centrare la traversa dopo un cross innocuo, che però, grazie alla magia di D’Agostino, non costano care alla Juve Stabia.