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Muschio Selvaggio si ferma, la scelta di Fedez dopo le controversie

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(Adnkronos) –
Muschio Selvaggio si ferma.Lo annunciano gli stessi conduttori, Fedez e Davide Marra (noto come Mr Marra), spiegando che da lunedì 11 marzo andranno in onda le ultime tre puntate del podcast già registrate e poi basta.  “Parleremo anche del futuro del podcast”, ha scritto Fedez su Instagram annunciando la puntata di lunedì.

Mentre in una storia Mr Marra riporta le parole del rapper: “Viste le ultime vicissitudini non reputiamo opportuno andare avanti così, non avrebbe senso perché sta diventando una situazione insostenibile lavorativamente parlando per tutti”, “Noi vorremmo assolutamente portare avanti questo podcast”, aggiunge Fedez. 
Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito, soprattutto legati alle questioni legali. “Attenderemo le decisioni dell’altra parte e dei giudici dato che, contrariamente a quanto avete letto, la questione non è assolutamente risolta. (…) O lo portiamo avanti noi come abbiamo fatto in questi 10 mesi oppure lasciamo e poi chi lo sa, magari ci vedremo da qualche altra parte”, afferma Mr Marra.  Muschio Selvaggio è al centro di una controversia legale tra Fedez e Luis Sal.Lo scorso 27 febbraio, il giudice di Milano Amina Simonetti ha affidato il 50% delle società finora nelle mani del rapper a un custode per scongiurare che possa venderle a un terzo.

La decisione è stata presa dopo il ricorso dello scorso 5 febbraio con cui lo youtuber, socio al 50% come Fedez, chiedeva il sequestro giudiziario dopo la fine della collaborazione con il marito di Chiara Ferragni.Dagli atti, emerge che Fedez ha cercato di acquistare le quote di Luis Sal per 350mila euro alla fine dello scorso anno.  Nel provvedimento del giudice civile si ricostruiscono i dissidi tra i due (ex) soci, già insorti tra il gennaio e il febbraio del 2023 e relativi anche alla conduzione e ai contenuti del programma, che hanno portato Luis Sal a non partecipare più alla creazione e alla conduzione del podcast Muschio Selvaggio. Tuttavia secondo la Doom, la società proprietaria del podcast, “i provvedimento del Tribunale di Milano non ha ‘decretato’ ancora nulla: non c’è stata alcuna esautorazione di Fedez dalla gestione di Muschio Selvaggio.

L’ordinanza emessa è di natura cautelare e prevede la nomina di un custode per le quote della società Muschio Selvaggio s.r.l., di proprietà di Doom”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Valencia 2023 a Qatar 2024, Pecco Bagnaia continua a vincere!

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Pecco Bagnaia vince il Gran Premio del Qatar con una partenza capolavoro.Martin si deve accontentare della Pole e della Sprint.

Sul podio con Francesco ci vanno Binder secondo e Martin terzo.

Bagnaia in versione Hammertime!

32 secondi bastano a Bagnaia per mettersi primo e rimanerci per tutta la gara, il duello tra Binder e Martin l’ha aiutato a risparmiare gomma per il finale e mettersi ad un secondo dai due.Il passo di Pecco però era superiore ai suoi inseguitori e questo gli ha permesso di non prendersi troppi rischi.

Martin dal canto suo ammette che ancora non riesce a guidare la GP24 al contrario di Pecco, che per ammissione dello spagnolo, è ancora il più forte in pista e la gara lo dimostra.Le parole di Martin non sono campate in aria, la classifica parla chiaro: Pecco è il migliore sulla GP24 ed ovviamente su Ducati.

Martin c’è ma ancora non a suo livello, Bastianini, in una pista dove aveva già vinto in passato fa quinto ma anch’esso indietro, e Morbidelli resta non valutabile visto che rientra da un infortunio.Le GP23 nettamente meglio in prospettiva.

Quarto con Marc, sesto con Alex, settimo con Diggia e solamente quattordicesimo Bezzecchi che ancora non ha trovato la quadra, tanto che è passato per il Q1.

Acosta
Fonte: X di Pedro Acosta

Rookie Maraviglia!

Cambia la categoria ma l’impressione è sempre la stessa, Acosta è un predestinato!Nonostante termini in nona posizione, la gara è super.

Passa Marc, lotta con Martin e poi un errore gli costa caro, ma Pedro non è per nulla da sottovalutare, anzi, a metà stagione potrebbe già regalarci quale prestazione delle sue.Non è in dubbio che i test svolti sulla pista del Losail l’abbiano aiutato e che come al solito nel Motorsport, in Formula 1 come in Moto GP, bisogna aspettare le piste europee per tracciare una linea.

Fatto resta che se ieri Bearman ha fatto un figurone a Jeddah sulla Ferrari, oggi Acosta sulla KTM non è stato da meno.

GP Qatar 2024
Fonte: Moto GP su X

La Moto GP si sposta in Europa per il Gran Premio di Portimao in Portogallo tra due settimane. Per la prossima settimana andranno in pausa tutti i motori.Il 22 marzo si riprenderà con Moto GP, Formula 1 e Super Bike.

Juve-Atalanta 2-2, Allegri scende al terzo posto

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(Adnkronos) – Juventus e Atalanta pareggiano 2-2 nel match in calendario oggi per la 28esima giornata della Serie A 2023-2024.I bianconeri allenati da Allegri, con una sola vittoria nelle ultime 7 giornate, con 58 punti scivolano al terzo posto alle spalle del Milan, secondo a quota 59 nella classifica che l’Inter guida con 75 punti.

L’Atalanta, a 47, perde la chance di avvicinare ulteriormente la quarta posizione occupata dal Bologna a 51.  L’avvio di match è equilibrato, la Juve prova ad affondare ma mostra i consueti limiti tecnici: errori di misura e le azioni non decollano.Al 13′ chance per Miretti, che si inserisce e cerca il colpo di testa vincente: mira sbagliata.

I bianconeri hanno a disposizione anche un paio di calci di punizione da posizioni invitanti, ma Chiesa e Milik non sfruttano le opportunità.L’Atalanta prende progressivamente campo, cercando di coinvolgere Scamacca come terminale offensivo.

Al 35′ i bergamaschi colpiscono, complice la dormita della difesa torinese.Su punizione, nessuno si preoccupa di Koopmeiners che può ricevere, controllare e calciare indisturbato: palla all’incrocio, 0-1 al 35′. La Juve accusa il colpo e non riesce ad abbozzare una reazione nel finale del primo tempo.

I bianconeri provano a ripartire all’inizio della ripresa e al 50′ sfiorano il gol con Chiesa: Carnesecchi dice no all’attaccante.Il duello si ripete al 52′, il bianconero stavolta sbaglia da solo: palla fuori da ottima posizione.

Dall’altra parte, doppio confronto tra Scamacca e Szczesny: il portiere della Juve respinge al 54′ e al 56′.I padroni di casa alzano il ritmo e pareggiano al 66′.

Chiesa accende l’azione, McKennie imbuca e Cambiaso buca Carnesecchi con un tocco di punta: 1-1.Passano 4 minuti e la Juve ribalta tutto.

McKennie, ancora lui, addomestica il pallone e lo offre a Milik: il polacco non sbaglia dal cuore dell’area, 2-1 al 70′.La Juve funziona in attacco ma concede troppo in difesa e al 75′ l’Atalanta pareggia i conti.

Djimsiti ha tempo e spazio per il passaggio in profondità, Koopmeiners si presenta davanti a Szczesny e non sbaglia: 2-2. L’ultima porzione di match, con ribaltamenti di fronte, regala un paio di chance a entrambe le squadre.Chiesa non inquadra la porta di Carnesecchi, Lookman viene stoppato prima di poter insidiare Szczesny.

Prima del sipario, Gatti e Kean si disturbano sprecando l’ultima occasione: finisce 2-2. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, Bagnaia con Ducati vince Gp Qatar: buona la prima

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(Adnkronos) – Pecco Bagnaia vince il Gp del Qatar, primo appuntamento MotoGp nel Motomondiale 2024.Il pilota della Ducati, campione del mondo in carica, sul tracciato di Losail scatta dalla quinta posizione e trionfa precedendo di 1”329 la Ktm del sudafricano Brad Binder.

Lo spagnolo Jorge Martin, vittorioso ieri nella gara sprint e partito dalla pole position, chiude al terzo posto in sella alla Pramac con un ritardo di 1”933 dal vincitore.L’iberico Marc Marquez, al primo Gp in sella alla Ducati Gresini, si piazza quarto a 3”429 da Bagnaia e si lascia alle spalle la Ducati ufficiale di Enea Bastanini, quinto a 5”153 dal campione del mondo. La MotoGp torna in pista tra due settimane con il Gp del Portogallo in programma domenica 24 marzo. “Sapevamo quale fosse il potenziale, dopo le prestazioni del sabato sapevamo che avremmo dovuto modificare qualcosa e abbiamo sfruttato il warm up”, dice Bagnaia dopo la gara. “Abbiamo gestito il Gp in modo diverso rispetto alle sessioni del sabato e rispetto alla Sprint, le scelte hanno funzionato.

Abbiamo fatto un passo avanti, ora ce ne aspettiamo un altro in Portogallo”, aggiunge l’iridato.  Nella classe Moto 2, vittoria dello spagnolo Alonso Lopez che precede il belga Barry Baltus e il connazionale Sergio Garcia.Il migliore degli italiani è Celestino Vietti, nono. La Moto 3 si apre con il successo del colombiano David Alonso, che si lascia alle spalle lo spagnolo Daniel Holgado e il giapponese Taiyo Furusato.

Quarto posto per Riccardo Rossi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, “Egitto in contatto con Hamas e Israele per ripresa negoziati”

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(Adnkronos) –
L’Egitto è in contatto con esponenti di Hamas e Israele, e con altri mediatori, nel tentativo di riprendere i negoziati per una tregua a Gaza durante il Ramadan, che inizia domani.Lo scrive Times of Israele, citando fonti di sicurezza israeliana.

I contatti con il Mossad e con Hamas sono condotti su indicazione della presidenza egiziana nel tentativo di avvicinare le posizioni divergenti delle parti, precisano le fonti senza fornire ulteriori dettagli. In mattinata Hossam Badran, dell’Ufficio politico di Hamas, aveva riferito alla Cnn che non ci sono “ancora date” per il ritorno di negoziatori di Hamas al Cairo per la ripresa dei colloqui verso un accordo su un cessate il fuoco e sul rilascio di ostaggi e prigionieri. “Non c’è nulla di nuovo”, ha affermato, accusando il premier israeliano Benjamin Netanyahu di rifiutarsi di rispondere alle richieste dei palestinesi.Badran è così tornato a insistere sulla “fine delle uccisioni, il ritiro, la fornitura di aiuti e il ritorno degli sfollati senza condizioni”.

La delegazione di Hamas ha lasciato il Cairo il 7 marzo dopo giorni di colloqui senza svolte concrete nelle trattative.  Parla ormai di oltre 31.000 morti il bilancio che arriva dalla Striscia di Gaza.Il nuovo bollettino del ministero della Salute dell’enclave palestinese, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas, riferisce di 31.045 morti, 85 dei quali in 24 ore.

Le ultime notizie diffuse dal ministero di Gaza e riportate dalla tv satellitare al-Jazeera riferiscono anche di 72.654 feriti dal 7 ottobre, quando sono iniziate le operazioni militari israeliane contro Hamas dopo l’attacco in Israele.  Sono invece 249, secondo il bilancio ufficiale, i caduti tra le fila delle Idf nell’offensiva di terra nella Striscia di Gaza.  “L’Organizzazione mondiale della sanità e i partner hanno completato ieri una missione negli ospedali Al-Ahli Arab e Al-Sahaba nel nord di Gaza.Entrambi funzionano con capacità limitate e mancano cibo, carburante, personale specializzato, anestetici, antibiotici”.

Lo scrive su X il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, confermando la consegna di “articoli di ortopedia” per “150 pazienti e 13.000 litri di carburante all’Al-Ahil Arab Hospital” più “12.000 litri all’ospedale Al-Sahaba”. “Abbiamo bisogno di un accesso sicuro e duraturo alle strutture sanitarie per poterle rifornire in modo regolare con l’assistenza sanitaria salvavita necessaria con urgenza”, conclude, ribadendo la richiesta di “cessate il fuoco”. “A Gaza la fame è ovunque”, denuncia dal canto suo l’Unrwa in un post su X in cui parla di una “situazione tragica nel nord, dove vengono negati gli aiuti via terra nonostante i ripetuti appelli”. “Si avvicina il Ramadan.Il bilancio dei morti continua a salire – prosegue il messaggio – Sono un imperativo per salvare vite l’accesso umanitario nella Striscia di Gaza e un cessate il fuoco immediato”.   Gli Stati Uniti inviano una nave per il supporto logistico con “le prime attrezzature per realizzare un molo temporaneo per la consegna di forniture umanitarie vitali” alla Striscia di Gaza.

Il Centcom ha confermato nelle ultime ore via X che “la nave dell’Esercito Usa ‘Generale Frank S.Besson'” è “partita dalla base Langley-Eustis in rotta verso il Mediterraneo orientale, meno di 36 ore dopo che il presidente Biden ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero fornito assistenza umanitaria a Gaza via mare”.   Decine di familiari di ostaggi partiranno oggi per New York insieme al ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, per partecipare alla riunione del Consiglio di Sicurezza in cui si discuterà del rapporto sui crimini sessuali commessi da Hamas durante gli attacchi del 7 ottobre.

Lo rende noto, riporta Ynet, l’ufficio del primo ministro israeliano.I familiari degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas oltre a partecipare alla riunione del Consiglio avranno un incontro con Pramila Patten, inviata del segretario generale per contrastare le violenze sessuali durante i conflitti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emanuele Filiberto a Verissimo: “Attacchi disgustosi dopo morte di mio padre”

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(Adnkronos) – “Gli attacchi sono stati disgustosi dopo la morte di mio padre.Non ci hanno lasciato nemmeno il tempo del lutto.

Per tutta la vita mio padre ha combattuto e anche fino alla fine è stato un leone”.Emanuele Filiberto di Savoia ricorda così il padre, Vittorio Emanuele, scomparso a febbraio all’età di 86 anni. “Certi giornalisti sembravano San Pietro, pareva dovessero decidere chi poteva andare in Paradiso e chi no…

Ci sono persone che sono tornate su questioni e argomenti di tanti anni fa.Ho letto articoli uno o due giorni dopo la morte di mio padre, ho visto trasmissioni totalmente inutili: è stato triste per loro, non per mio padre”, dice a Verissimo, ospite di Silvia Toffanin su Canale 5. Vittorio Emanuele si è spento dopo una malattia e dopo settimane di ricovero. “Si può dire che se ne sia andato in un modo anche bello..

eravamo tutti con lui, abbiamo potuto essere insieme giorno e notte fino a che ne ha avuto abbastanza di combattere…per tutta la vita ha combattuto e anche fino alla fine è stato un leone”, aggiunge. “Ho passato tre settimane in ospedale con lui, era lucido, abbiamo riso, abbiamo parlato della sua gioventù, di sua madre.

Se ne è andato in un modo molto sereno..Erano le 6 di mattina, era un po stanco, ha detto ‘voglio riposarmi’ e ha chiuso gli occhi per sempre”. “Mio padre era per me un confidente, un amico.

Mi ha trasmesso la passione per l’aviazione e per il mare, mi ha insegnato gli sport, avevamo una vera complicità.Era una persona veramente buona: dall’uomo più importante a quello più umile, lui si comportava nello stesso modo”, aggiunge. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Haiti a rischio guerra civile, evacuato personale ambasciata Usa

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(Adnkronos) – Di fronte all’escalation della violenze delle gang, l’ambasciata degli Stati Uniti ad Haiti ha iniziato l’evacuazione di parte del suo personale. “L’ambasciata degli Stati Uniti ad Haiti rimane aperta” viene assicurato in un comunicato in cui si spiega che “l’aumento della violenza delle gang nel quartiere vicino al compound dell’ambasciata e nei pressi dell’aeroporto ha spinto il dipartimento di Stato a decidere di organizzare la partenza del personale aggiuntivo dell’ambasciata”.  Il trasferimento è avvenuto di notte con i militari che hanno trasferito con diversi viaggi in elicottero il personale, tutti cittadini americani, fuori dall’ambasciata e poi hanno rafforzato la loro presenza nel compound, si legge in una dichiarazione dell’U.S.Southern Command, con l’obiettivo di “permettere alla nostra missione diplomatica di continuare ad operare e far partire personale non essenziale”.  La mossa arriva dopo che già lo scorso luglio erano stati fatti rientrare tutti i familiari dei diplomatici e altri dipendenti non essenziali della sede diplomatica.

Ma ora la situazione ad Haiti sembra essere ormai sfuggita al controllo delle autorità locali, con il primo ministro Ariel Henry che si trova a Puerto Rico ed è impossibilitato a tornare nel Paese sotto la minaccia di “una guerra civile” da parte delle gang che stanno facendo pressioni per le sue dimissioni. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo flagella l’Europa, 13 dispersi tra Francia e Svizzera

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(Adnkronos) – Il maltempo che in queste ore si sta abbatteno sull’Italia, flagella anche l’Europa, dove si registrano almeno 13 dispersi a causa della tempesta Monica 
In Francia sono sette le persone che risultano disperse.Lo ha confermato su Bfmtv il ministro dell’Interno Gérald Darmanin, precisando che sei persone mancano all’appello nel dipartimento del Gard e una in quello dell’Ardèche dopo “le precipitazioni molto importanti che hanno colpito” queste regioni.

Tra i dispersi nel Gard ci sono due minori. Secondo quanto hanno riferito i media francesi, un padre, con i due figli di quattro e 13 anni, sono stati travolti dall’alluvione a Dions, a nord di Nîmes.Due donne mancano all’appello a Goudargues, nel nord del dipartimento.

Da ieri risulta disperso a Gagnières un 62enne.  
Sei scialpinisti risultano dispersi sulle Alpi svizzere, precisamente nella regione della Tête Blanche, sul percorso di alta montagna Zermatt-Arolla, in Vallese.Le ricerche sono in corso, indica la polizia cantonale in un comunicato.

Stando alla stampa locale vallesana, i dispersi sarebbero tutti membri della stessa famiglia. Dall’annuncio di scomparsa, viene precisato, sono stati allertati tutti i mezzi di soccorso da entrambe le parti del percorso e sono stati dispiegati numerosi mezzi tecnici per localizzare le sei persone.Le condizioni meteorologiche sono pessime, cosa che rende molto delicato l’intervento dei soccorritori.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Armageddon in Ucraina’, quando Putin pensò davvero alle armi nucleari

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(Adnkronos) –
L’uso di armi nucleari da parte della Russia di Vladimir Putin nella guerra con l’Ucraina è stata un’opzione concreta alla fine del 2022.E’ la ricostruzione del New York Times, che descrive l”Armageddon di Biden’ riferendosi al momento cruciale che ha coinvolto il presidente degli Stati Uniti.

Il quotidiano cita un evento del 6 ottobre 2022 a casa di James Murdoch, figlio di Rupert: a New York, durante un evento con finanziatori del presidente, arrivarono news allarmanti sulle intenzioni di Vladimir Putin. Sulla base di conversazioni intercettate dall’intelligence, la minaccia russa di usare armi nucleari in Ucraina si era pericolosamente avvicinata allo status di ‘piano operativo’. “Per la prima volta dalla crisi dei missili a Cuba abbiamo una minaccia diretta di uso di un’arma nucleare, se le cose continuano ad andare in questo modo”, le parole di Biden nella circostanza, secondo il Nyt. I progressi dell’Ucraina nella guerra, con gravi perdite inflitte alla Russia, avevano indotto Mosca a discutere con maggiore frequenza l’opzione nucleare.Alcune conversazioni intercettate, in particolare, coinvolgevano unità addette al trasporto e al dispiegamento delle armi.

In una comunicazione, un alto ufficiale discuteva in maniera esplicita dettagli logistici relativi alla detonazione di un’arma nucleare sul campo di battaglia.   
A completare il quadro, i rapporti della Cia: i progressi delle forze armate di Kiev, con l’ipotesi di un attacco per riconquistare la Crimea, avrebbero alzato la probabilità di un impiego di armi nucleari da parte della Russia “fino al 50% o anche di più”, secondo la ricostruzione del quotidiano. La crisi è rientrata: la Russia ha arginato la spallata ucraina e ha ripreso progressivamente l’iniziativa, favorita dalla carenza di armi e munizioni che ha condizionato le forze armate di Kiev in diversi settori del conflitto.La prospettiva di una guerra nucleare, però, è stata concreta come non mai negli ultimi 60 anni: Putin “è una persona che conosco bene.

Non scherza quando parla dell’uso potenziale di armi tattiche nucleari, biologiche o chimiche perché il suo esercito rende al di sotto delle aspettative”, le parole di Biden riportate dal Nyt. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia-Taranto, la presentazione del match

Juve Stabia-Taranto, le probabili formazioni e le ultimissime sul match del “Romeo Menti” a porte chiuse.

Juve Stabia-Taranto è un match fondamentale per le Vespe ad 8 gare dalla fine in un finale di campionato che si presenta arroventato non solo per ciò che avviene in campo ma anche per ciò che avviene fuori dal campo come dimostra l’atto gravissimo di cui è stata vittima la società stabiese, privata del proprio stadio per una decisione molto discutibile del Prefetto di Napoli di chiudere il “Romeo Menti” per una giornata.

I temi di Juve Stabia-Taranto.

La Juve Stabia arriva al match col Taranto dopo tre vittorie consecutive che ne hanno moltiplicato le possibilità di vittoria finale del torneo con un Benevento che però non molla alle spalle in classifica.Il fine settimana però è stato dominato dalla notizia della squalifica del “Romeo Menti” in un momento cruciale del campionato per fatti che sarebbero avvenuti nel post-gara con la Casertana, caratterizzato per la verità dalle scorribande dei teppisti casertani che hanno seminato distruzione e terrore per le vie della città senza che la società casertana abbia almeno per il momento ricevuto alcuna sanzione al riguardo.

Lo svolgimento a porte chiuse della gara penalizzerà sicuramente la Juve Stabia che dovrà quindi moltiplicare i propri sforzi per battere il Taranto.Un paio di dubbi di formazione per mister Pagliuca con Bellich in primis che è uscito malconcio dalla trasferta vittoriosa di Latina.

Ballottaggio Piscopo-Mosti in attacco alle spalle del duo intoccabile Candellone-Adorante.Nella Juve Stabia, Pagliuca squalificato (al suo posto Tarantino) mentre Buglio e Mignanelli sono diffidati.

Il Taranto.

Anche il Taranto di mister Capuano, imbattuto da 8 giornate in cui ha racimolato 4 vittorie e 4 pareggi, ha avuto una settimana caratterizzata da problemi extra campo.

Come un fulmine a ciel sereno infatti è arrivata la notizia della penalizzazione di 4 punti per inadempienze amministrative verso la quale la società pugliese ha già presentato ricorso.Capuano in conferenza ha preannunciato che in campo a Castellammare si vedrà una squadra molto arrabbiata che deve a fare a meno per infortunio di Ferrara.

Un -4 che ha avuto l’effetto di una “bomba atomica”, secondo Capuano, e che motiverà tantissimo i propri ragazzi.Quasi certamente sarà il 3-4-3 il modulo tattico messo in campo da mister Capuano.

Il direttore di gara.

Sarà il sig.

Mattia Ubaldi della sezione AIA di Roma 1 a dirigere il match Juve Stabia – Taranto valevole per la 12^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma lunedì 11 marzo 2024 allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia con inizio alle ore 20,45.Il sig.

Ubaldi sarà coadiuvato dal sig.Santino Spina della sezione AIA di Palermo e dal sig.

Giorgio Ermanno Minafra della sezione AIA di Roma 2, il IV° ufficiale sarà la sig.ra.Maria Marotta della sezione AIA di Sapri.

Le probabili formazioni di Juve Stabia-Taranto.

JUVE STABIA (4-3-1-2): Thiam; Andreoni, Bachini, Bellich, Mignanelli; Buglio, Leone, Meli; Mosti; Candellone, Adorante. 

Allenatore: sig.

Nazzareno Tarantino (Guido Pagliuca squalificato).TARANTO (3-4-3): Vannucchi; Luciani, Miceli, Riggio; Valietti, Matera, Calvano, Panico; Kanoute, De Marchi, Bifulco. 

Allenatore: sig.

Eziolino Capuano.

Milan-Empoli 1-0, gol di Pulisic e rossoneri secondi

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(Adnkronos) – Il Milan batte l’Empoli 1-0 oggi nel match in calendario per la 28esima giornata della Serie A.Il gol di Pulisic regala la vittoria ai rossoneri che salgono a 59 punti e scavalcano la Juventus portandosi al secondo posto.

L’Empoli rimane a 25 punti e perde la chance di allontanarsi dalla zona retrocessione.  Il Milan parte col piede sull’acceleratore e prova a sfondare al 5′: Pulisic conclude, Caprile respinge.Gli uomini di Pioli, con Bennacer ispiratore della manovra, provano a tenere i ritmi alti in avvio.

L’Empoli fatica a uscire dalla propria metà campo ma riesce a chiudere gli spazi: il Milan preme ma tira poco.Il match rallenta, la qualità del gioco cala e lo spettacolo latita.

Le squadre faticano a imbastire azioni degne di nota fino al 40′, quando i rossoneri fanno centro.Bennacer innesca Okafor che mette il pallone a disposizione di Pulisic: sinistro deviato da Luperto, palla in rete e 1-0 dopo il check del Var che verifica l’assenza di fuorigioco di Okafor. Il copione non cambia granché nel secondo tempo.

Il Milan è in controllo e si limita a gestire il possesso del pallone senza imprimere variazioni al ritmo compassato.L’Empoli, dall’altra parte, è troppo leggero per pungere con efficacia.

La gara scivola via fino al 74′ quando Loftus-Cheek si mette in proprio e cerca il jolly: botta secca, Caprile è attento. Improvvisamente, dal nulla, l’Empoli si sveglia.All’83’ Destro azzecca il colpo di testa, palo: tutto inutile, azione viziata da fuorigioco.

L’attaccante ha una chance reale poco dopo: ancora Destro di testa, conclusione centrale e Maignan se la cava.E’ l’ultimo ‘quasi brivido’: il Milan vince col minimo sforzo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nucleare Iran, diplomatici Usa e Ue in allarme. Mosca: “Rischio situazione fuori controllo”

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(Adnkronos) –
Crescono i timori legati al nucleare iraniano tra i diplomatici negli Stati Uniti e in Europa.La preoccupazione, scrive il Guardian, è che il programma nucleare di Teheran e la destabilizzazione provocata dal conflitto a Gaza stiano rafforzando le fazioni iraniane che sostengono lo sviluppo di armi nucleari.

Tutto dopo le elezioni parlamentari dello scorso fine settimana.E nonostante il presidente iraniano Ebrahim Raisi abbia ribadito anche negli ultimi giorni gli scopi pacifici del programma.

Eppure, scrive il giornale britannico, la scorsa settimana, Usa e partner europei hanno lanciato l’allarme per la minaccia rappresentata dalla mancanza di cooperazione dell’Iran sul suo programma nucleare. Un avvertimento arrivato in occasione della riunione trimestrale del consiglio dei governatori dell’Aiea, e il direttore dell’Agenzia, Rafael Grossi, ha persino ammesso che non c’è “continuità delle conoscenze sulla produzione e sullo stock di centrifughe, rotori, acqua pesante e concentrato di uranio”.  
Anche il rappresentante russo presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov, ha messo in guardia da una situazione “piena di pericoli” e che “rischia di finire fuori controllo”.Anche se, per il diplomatico russo, tutto va addebitato agli Usa che nel 2015 si ritirarono dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano.

Il Jcpoa era stato firmato come accordo decennale e il ritiro degli Stati Uniti venne deciso da Donald Trump. L’urgenza del dossier aumenta, osserva il Guardian, non solo perché l’Iran sta arricchendo l’uranio a un livello molto vicino al 90%, ma anche perché negli ultimi mesi esponenti della Repubblica Islamica hanno messo in dubbio l’impegno di Teheran a un programma nucleare con scopi esclusivamente pacifici.  Per Kasra Aarabi di United against Nuclear Iran, “il rifiuto dell’Amministrazione Biden di imporre conseguenze dirette all’Iran, nonostante gli atti di aggressione dal 7 ottobre”, compreso l’atttacco in cui sono morti tre soldati americani in Siria, “ha incoraggiato il regime iraniano e fatto credere alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e ai Guardiani della Rivoluzione che il regime possa passare all’escalation senza ripercussioni”.E, scrive il Guardian, anche se da tempo ci sono timori riguardo le risposte di Teheran, giudicate non credibili dall’Aiea, alle domande sul materiale nucleare trovato in tre siti e sulla misura in cui gli ispettori possono lavorare nella Repubblica Islamica, gli Stati Uniti stanno perdendo la pazienza di fronte a quello che considerano ostruzionismo iraniano. Laura Holgate, ambasciatore Usa presso l’Aiea, alla riunione della scorsa settimana ha detto chiaramente: “Dopo cinque anni di cooperazione limitata da parte dell’Iran, cinque anni di mancato rispetto degli impegni da parte dell’Iran, cinque anni di domande irrisolte relative alla presenza di materiale nucleare in siti non dichiarati in Iran, non possiamo consentire continui l’attuale comportamento” di Teheran.

A Grossi ha chiesto un rapporto definitivo entro la prossima riunione di giugno quando il gruppo E3 (Regno Unito, Francia e Germania) dovrà valutare nuove sanzioni attraverso le Nazioni Unite. Gli stessi E3 hanno chiesto alla Repubblica Islamica “passi seri e significativi che dimostrino un reale desiderio di de-escalation” perché “vanno nella direzione opposta le recenti dichiarazioni pubbliche dell’Iran sulle sue capacità tecniche di produrre armi nucleari”.Intanto Teheran insiste sulla volontà di negoziare una nuova versione dell’accordo sul nucleare e, scrive il Guardian, continuano i colloqui con il vice ministro degli Esteri iraniano, Ali Bagheri, e gli interlocutori europei.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Taranto, Capuano: noi incazzati, il -4 come una bomba atomica

Capuano, le sue dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match Juve Stabia-Taranto.

Eziolino Capuano, tecnico del Taranto, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia in programma domani al “Romeo Menti” alle ore 20:45 e valevole per la 30esima giornata del campionato di Lega Pro Girone C.

Le dichiarazioni di Capuano, raccolte dai colleghi di tuttocalciopuglia.com, sono state sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Con la solita schiettezza che mi contraddistingue dico che quella della penalizzazione è stata una bomba atomica all’interno dello spogliatoio.Io e il gruppo squadra non sapevamo nulla, sono convinto che giustizia sarà fatta e che ci ridaranno ciò che abbiamo conquistato col sangue sul campo.

Io, che sono una persona onesta, ribadisco che la società non ci ha mai fatto mancare nulla, abbiamo sempre percepito puntualmente gli emolumenti e anche i premi partita, sicuramente è una dinamica negativa che ci è capitata.

Lo ribadisco, non sapevo niente: per tre giorni sono stato malissimo.

Ma noi siamo incazzati: io credo che Sapia e Chiacchio, i due avvocati che ci difenderanno, si faranno valere.Io sono convinto di continuare a far bene.

Sono ferito, ma dietro di me ho 25 pazzi che sono i calciatori e anche i collaboratori: se qualcuno pensa che siamo limitati da questo, non ha capito nulla.

Noi continueremo a sognare.Non ce lo aspettavamo: prima che prendessimo la penalizzazione, abbiamo preso pure un premio partita dopo la vittoria col Francavilla.

Aspettiamo la giustizia.

Ferrara non ci sarà ed è un peccato: purtroppo non partirà, sta facendo terapie continue e auspichiamo che il problema non sia grave.Mastromonaco, invece, è tra i convocati.

Un peccato giocarla a porte chiuse, soprattutto una partita del genere.

Loro hanno giocatori promettenti: penso a Romeo e Leone che abbiamo seguito per un mese.Sono una squadra fortissima, allenata da un tecnico straordinario come Pagliuca”.

Fonte: tuttocalciopuglia.com 

Auto contro i cancelli di Buckingham Palace, un arresto

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(Adnkronos) – Si è schiantato con la sua auto contro i cancelli di Buckingham Palace.Ed è stato subito arrestato.

L’uomo è stato trasferito in ospedale, ha confermato la Metropolitan Police.Si indaga per stabilire le circostanze dell’incidente.

Scotland Yard ha spiegato che l’auto “si è schiantata contro i cancelli” di Buckingham Palace intorno alle 2.30 di sabato.Non ci sono notizie di feriti.  “Sono in corso indagini per stabilire le circostanze” dell’incidente, si legge in una dichiarazione della polizia londinese, mentre oggi, riporta la Bbc, sono state montante impalcature con travi di legno al posto della cancellata distrutta nell’impatto con l’auto.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa-Israele, Biden e la strategia anti-Netanyahu: il piano della Casa Bianca

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(Adnkronos) – Sempre più frustrata per il modo in cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu sta gestendo la guerra a Gaza, l’amministrazione del presidente americano Joe Biden starebbe esplorando modi per far cadere il governo di estrema destra del premier israeliano.E’ quanto rivela il New York Magazine in un articolo in viene citato tra gli altri un esperto israeliano, regolarmente consultato dagli americani per valutare la situazione: “Mi è stato chiesto da una persona seria dell’amministrazione che cosa potrebbe costringere al collasso la coalizione di Netanyahu – ha affermato -: erano interessati al meccanismo, che cosa si può chiedere che faccia collassare la coalizione”.  Nell’articolo, rilanciato da Times of Israel, viene citato un esperto Usa che spiega che la Casa Bianca capisce che “Netanyahu si è messo da solo nell’angolo: non ha spazio di manovra, ci sta rovinando.

La politica deve cambiare completamente e credo che il tempo a disposizione stia scadendo”.  Biden, d’altra parte, ha criticato apertamente la condotta di Netanyahu nelle ultime ore.Il premier sta commettendo un “grande errore” non facendo abbastanza per proteggere i civili.

E così “danneggia Israele più che aiutarlo”, ha detto Biden in un’intervista a Msnbc. “Ha il diritto di difendere Israele, di continuare a perseguire Hamas – ha detto Biden- Ma deve, deve prestare maggiore attenzione alle vite degli innocenti che vengono perse a causa delle azioni intraprese.Dal mio punto di vista sta danneggiando Israele più che aiutarlo”. “E’ contrario a ciò che Israele rappresenta – ha incalzato – E penso sia un grande errore”. “Non possiamo avere altri 30.000 palestinesi morti”, ha affermato il presidente americano citando di fatto il bilancio delle vittime del ministero della Salute nella Striscia di Gaza che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas.

E per Biden, che considera comunque “fondamentale la difesa di Israele”, l’invasione di Rafah, nel sud della Striscia, è una “linea rossa”. L’obiettivo di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco prima dell’inizio del Ramadan non è stato raggiunto.Le posizioni di Israele e Hamas sono ancora distanti.

Non ci sono “ancora date” per il ritorno di negoziatori di Hamas al Cairo per la ripresa dei colloqui verso un accordo su un cessate il fuoco e sul rilascio di ostaggi e prigionieri, ha detto alla Cnn Hossam Badran dell’Ufficio politico di Hamas. “Non c’è nulla di nuovo”, ha affermato, accusando Netanyahu di rifiutarsi di rispondere alle richieste dei palestinesi.Badran è così tornato a insistere sulla “fine delle uccisioni, il ritiro, la fornitura di aiuti e il ritorno degli sfollati senza condizioni”.

La delegazione di Hamas ha lasciato il Cairo il 7 marzo dopo giorni di colloqui senza svolte concrete nelle trattative.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terrorismo, il punto di vista di Follini: “Fu un malefico vicino di casa e non un alieno da Marte”

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(Adnkronos) – “Ha destato scandalo, giustamente (e inevitabilmente), quel moto di affettuosa solidarietà politica e generazionale con cui la professoressa Di Cesare ha salutato la scomparsa della brigatista Balzerani.E’ ovvio che la condanna della violenza deve sempre rimanere un punto fermo nella nostra coscienza pubblica; e il coro unanime di indignazione che s’è levato in questi giorni lo ha ribadito una volta di più. Detto questo, sarà il caso anche di ricordare che negli anni settanta il terrorismo si affermò, fino a diventare protagonista della nostra storia, potendo contare su solidarietà, complicità, indulgenze, sottovalutazioni che fecero la sua fortuna.

Non fu l’invasione degli hyksos, come avrebbe detto Benedetto Croce.Fu un pezzo dell’album di famiglia, come scrisse Rossana Rossanda.

E cioè la propaggine estrema e degenerata di un sogno rivoluzionario che attraversò la sinistra e di cui la sinistra si liberò non senza fatica, travaglio e sofferenza. La scomparsa delle Brigate rosse all’indomani degli anni ottanta e il diffuso cordoglio suscitato dall’omicidio di Moro nel 1979 hanno fatto sì che quel tema venisse poi rimosso una volta per tutte.E per nostra fortuna dei terroristi e dei loro fiancheggiatori si son perse le tracce.

Abbiamo mille problemi e mille fratture, ma non più quelli di allora.Cosa di cui ci possiamo perfino compiacere. A un patto, però.

E cioè di non dimenticare come andarono le cose allora.Il terrorismo brigatista non nacque nel vuoto.

Alle sue spalle c’erano anni di predicazione rivoluzionaria (l’album di famiglia, appunto).Visioni cupe e drammatiche della nostra società e della nostra economia.

Il sospetto che le grandi potenze si prendessero fin troppo facilmente gioco di noi, determinando con cinismo il nostro destino.E sullo sfondo una radicalizzazione della lotta politica e sociale che sembrava preludere, se non proprio alla guerra civile, quantomeno a uno scontro al calor bianco tra le masse popolari e lo Stato imperialista delle multinazionali -a voler usare il lessico di allora. Fu un grande merito della sinistra di quegli anni, del Pci in modo particolare, l’aver imboccato e tenuta ferma la via di un netto e severo antagonismo verso quella deriva.

Il partito di Berlinguer e il sindacato di Lama si trovarono allora in prima fila a contrastare la follia del brigatismo, pagando anche prezzi onerosi sull’altare di quel decisivo chiarimento.Di fronte all’esplosione della violenza archiviarono tutte quelle vaghezze e indulgenze (‘i compagni che sbagliano’, ‘le sedicenti brigate rosse’) che rischiavano di legittimare la prospettiva della lotta armata.

Quella battaglia fu lunga e tormentata, più di quanto dicano le date e i ricordi.E perfino all’indomani di via Fani il terrorismo continuò per molti mesi a seminare morti e veleni nelle nostre contrade. Ora tutte queste cronache sembrano disperse in un passato che non ha quasi lasciato traccia.

E assai probabilmente quel passato non tornerà, figlio com’era di circostanze così particolari.Ma possiamo vivere tranquilli (almeno su questo fronte) solo a una condizione: quella di continuare a guardarci dentro, a scrutare noi stessi, ad ascoltare il paese profondo e lontano, nascosto e inquieto.

Proprio quel paese che ci mette sempre un attimo a passare dal brontolio al tumulto. E allora la domanda che ci si deve porre è se i partiti di oggi sarebbero in grado, in quel caso, di costruire un argine sufficientemente robusto da tenerci tutti al riparo.E se nel frattempo l’apparato dello Stato si sia attrezzato meglio per assicurare quella sicurezza repubblicana che in quegli anni lontani appariva quasi come un miraggio irraggiungibile.

Probabilmente la risposta è si, in entrambi i casi.Ma solo a patto di ricordarci, tutti, che il terrorismo di quegli anni è stato un malefico vicino di casa e non già un alieno venuto da Marte”. (di Marco Follini) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lecce-Verona 0-1, finale con rissa: D’Aversa colpisce Henry con una testata

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(Adnkronos) – Il Verona vince a Lecce 1-0 nel match in calendario oggi per la 28esima giornata della Serie A 2023-2024.I veneti passano in casa dei salentini con il gol di Folorunsho in un match che ‘regala’ una coda rovente con uno scontro tra il tecnico giallorosso D’Aversa e l’attaccante gialloblu Henry.

La vittoria consente agli scaligeri di salire a 26 punti e di uscire dalla zona retrocessione.Il Lecce rimane a quota 25, con una sola lunghezza di margine sulla terz’ultima posizione occupata a 24 da Udinese e Frosinone. La rete che decide il match arriva al 17′.

Folorunsho calcia, Baschirotto devia e spedisce il pallone nell’angolino della propria porta, dove Falcone non può arrivare.Il Lecce reagisce e sfiora il pareggio al 31′.

Conclusione mancina di Almqvist, traversa piena.I padroni di casa provano ad aumentare la pressione nella ripresa ma faticano a trovare spazi.

La porta di Montipò non corre pericoli reali.Il portiere del Verona al 50′ gestisce senza problemi il tiro di Oudin e, per il resto, si limita ad osservare le conclusioni imprecise dei giallorossi.

Il Verona vince e conquista 3 punti d’oro. Il finale è ad altissima tensione.Henry viene espulso a gara terminata, scintille con Pongragic e con l’allenatore del Lecce, D’Aversa, che si avvicina a Henry e lo colpisce con una testata. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, l’ambasciata presso la Santa Sede: “Qualcuno parlò di negoziare con Hitler?”

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(Adnkronos) – “E’ molto importante essere coerenti!Quando si parla della terza guerra mondiale, che abbiamo ora, è necessario imparare le lezioni dalla seconda guerra: qualcuno allora ha parlato seriamente di negoziati di pace con Hitler e di bandiera bianca per soddisfarlo?”.

E’ quanto si legge in un post pubblicato dall’ambasciata ucraina presso la Santa Sede dopo l’intervista del Papa alla Radio televisione Svizzera a proposito della guerra in Ucraina. “La lezione è solo una: se vogliamo finire la guerra, dobbiamo fare di tutto per uccidere il Dragone!”, prosegue il messaggio dell’ambasciata. Affacciandosi alla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano dopo la recita dell’Angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro, il Papa è intanto tornato oggi a chiedere lo stop alle guerre. ”Preghiamo per la pace in questo paese come pure nella martoriata Ucraina e in Terra Santa.Cessino al più presto le ostilità che provocano immani sofferenze nella popolazione civile”, ha detto. “È un’interpretazione.

Ma credo che è più forte chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca, di negoziare.E oggi si può negoziare con l’aiuto delle potenze internazionali”, ha detto il Pontefice nell’intervista alla Radio Televisione Svizzera rilanciata dai media vaticani. “La parola negoziare – ha aggiunto – è una parola coraggiosa.

Quando vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, occorre avere il coraggio di negoziare.Hai vergogna, ma con quante morti finirà?

Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia da mediatore.Oggi, per esempio nella guerra in Ucraina, ci sono tanti che vogliono fare da mediatore.

La Turchia, si è offerta per questo.E altri.

Non abbiate vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggiore”. Anche il Papa si è proposto per negoziare? “Io sono qui, punto.Ho inviato una lettera agli ebrei di Israele, per riflettere su questa situazione.

Il negoziato non è mai una resa. È il coraggio per non portare il Paese al suicidio.Gli ucraini, con la storia che hanno, poveretti, gli ucraini al tempo di Stalin quanto hanno sofferto”. Il quadro internazionale è scosso dalla crisi in Medioriente. “Tutti i giorni alle sette del pomeriggio chiamo la parrocchia di Gaza.

Seicento persone vivono lì e raccontano cosa vedono: è una guerra.E la guerra la fanno due, non uno.

Gli irresponsabili sono questi due che fanno la guerra”, ha detto Bergoglio. “Poi non c’è solo la guerra militare, c’è la ‘guerra-guerrigliera’, diciamo così, di Hamas, un movimento che non è un esercito. È una brutta cosa”, ha aggiunto.Alla domanda se non si debba perdere la speranza di provare a mediare, ha detto: “Guardiamo la storia, le guerre che abbiamo vissuto, tutte finiscono con l’accordo”. Come rispondono i potenti della terra al Papa quando chiede la pace? “C’è chi dice, è vero ma dobbiamo difenderci… E poi ti accorgi che hanno la fabbrica degli aerei per bombardare gli altri.

Difenderci no, distruggere.Come finisce una guerra?

Con morti, distruzioni, bambini senza genitori.Sempre c’è qualche situazione geografica o storica che provoca una guerra…

Può essere una guerra che sembra giusta per motivi pratici.Ma dietro una guerra c’è l’industria delle armi, e questo significa soldi”, ha ribadito. Il Vaticano aveva poi aggiunto con una precisazione. “Il Papa usa il termine bandiera bianca, e risponde riprendendo l’immagine proposta dall’intervistatore, per indicare con essa la cessazione delle ostilità, la tregua raggiunta con il coraggio del negoziato.

Altrove nell’intervista, parlando di un’altra situazione di conflitto, ma riferendosi a ogni situazione di guerra, il Papa ha affermato chiaramente: ‘Il negoziato non è mai una resa’”, spiegaava il portavoce del Vaticano Matteo Bruni a proposito di alcune interpretazioni scaturite dopo l’intervista del Papa alla Radio televisione Svizzera a c’è proposito della guerra in Ucraina. “L’auspicio del Papa – ribadiva Bruni – resta quello sempre ripetuto in questi anni, e ripetuto recentemente in occasione del secondo anniversario del conflitto: ‘Mentre rinnovo il mio vivissimo affetto al martoriato popolo ucraino e prego per tutti, in particolare per le numerosissime vittime innocenti, supplico che si ritrovi quel po’ di umanità che permetta di creare le condizioni di una soluzione diplomatica alla ricerca di una pace giusta e duratura’”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

È morto Gigio Morra, l’attore napoletano aveva 78 anni

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(Adnkronos) – L’attore napoletano Gigio Morra, capace di spaziare dal teatro al cinema, noto volto di molte fiction tv e della soap “Un posto al sole” di Rai 3, dove dal 2017 al 2019 ha interpretato Peppino Canfora, è morto a Napoli all’età di 78 anni.I funerali si svolgeranno martedì 12 marzo, a mezzogiorno, nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia.

E’ stata la moglie Lucia Mandarini, anche lei attrice, a dare l’annuncio della scomparsa questa mattina su Facebook: “Il mio amore mi ha lasciato.Era un uomo dolce gentile e un grande attore.

Mi ha lasciato nella più grande disperazione.Ti amerò per sempre”. Nato a Napoli il 26 agosto 1945, Gigio Morra si era diplomato nel 1966 all’Accademia d’arte drammatica di Napoli.

Esordì in teatro con Eduardo De Filippo, con cui lavorò dal 1970 al 1980.Ha poi recitato con Carlo Cecchi e il suo Granteatro, quindi fino al 1989 ha fatto parte della compagnia di Angelo Savelli.

In teatro ha lavorato, inoltre, con Maurizio Scaparro, Giuseppe Patroni Griffi, Luca De Filippo e Toni Servillo (ne “La trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni recitò al fianco dello stesso Servillo e Andrea Renzi).Nel 1982 aveva vinto il premio Idi. Agli inizi della carriera Morra aveva avuto una piccola parte nel film “Marcia trionfale” (1976) di Marco Bellocchio, seguita qualche anno dopo dalla sua comparsa in “Sogni d’oro” (1981) di Nanni Moretti.

Come caratterista è stato presente in una ventina di film, tra i quali “Io speriamo che me la cavo” (1992) di Lina Wertmüller, “Gomorra” (2009) di Matteo Garrone, “Bella addormentata” (2012) di Bellocchio, “Benvenuto Presidente!” (2013) di Riccardo Milani (2013), “Pinocchio” (2019) di Garrone, “Qui rido io” (2021) di Mario Martone, “Il sol dell’avvenire” (2023) di Moretti, “Gli attassati” (2023) di Lorenzo Tiberia. Gigio Morra in televisione ha avuto ruoli in molte serie tv a partire dal 2000.Ha recitato in “Squadra antimafia 3 – Palermo oggi”, “Il commissario Montalbano”, “Imma Tataranni”, “Doc – Nelle tue mani”, “I bastardi di Pizzofalcone”.

Sempre in tv ha recitato in “Filumena Marturano” (2022) di Francesco Amato. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Pagliuca: Domani con il Taranto giocheremo con il morso dell’animale ferito!

Guido Pagliuca, tecnico della Juve Stabia, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della conferenza stampa di vigilia del match con il Taranto.

Le dichiarazioni di Guido Pagliuca, mister delle Vespe, sulla gara tra Juve Stabia e Taranto, allenato dall’ex Eziolino Capuano, sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“Siamo totalmente allineati con le parole ed i pensieri del nostro Presidente in merito alla chiusura dello stadio Menti e sui disordini avvenuti fuori lo stadio dopo la gara con la Casertana.Siamo dispiaciuti per l’assenza dei nostri tifosi ma per questo motivo non dobbiamo perdere il focus sul campo disperdendo energie mentali.

Domani sono sicuro che i nostri tifosi da fuori ci spingeranno e dobbiamo giocare anche per loro così da poter festeggiare con loro.Fino a oggi alcune situazioni venute fuori rimanevano all’interno del nostro ambiente.

Questa situazione invece ha sviluppato una sorta di boato mediatico e permette ad ognuno di avere il proprio pensiero.Se finora abbiamo dimostrato di avere il morso domani dobbiamo avere il morso dell’animale ferito.

Il pensiero di Guido Pagliuca sul Taranto prossimo avversario della juve Stabia

Siamo consapevoli della difficoltà della partita che affrontiamo.

Il Taranto è una buona squadra sia a livello individuale che collettivo.Ci siamo prepararti per questo anche se il tempo per recuperare le energie è poco ma l’entusiasmo di una squadra giovane aiuta.

I punti di penalizzazione subiti dal Taranto (4 n.d.a.) possono destabilizzare, ne so qualcosa perchè a Siena mi hanno estromesso dai play off.E’ anche vero che il giocatore ha degli obiettivi da raggiungere e in certi casi si compatta.

Siamo consapevoli di trovare un Taranto ben organizzato con dei punti di forza.In questo campionato ho incontrato tanti allenatori bravi da cui ho preso e ho imparato.

Ma anche i giocatori di entrambe le compagini saranno i protagonisti di una classifica importante.I miei giocatori per quello che mi danno e danno a Castellammare non li cambierei con nessuno così come non cambierei la tifoseria.

Stiamo facendo un percorso di crescita dove abbiamo acquisito delle certezze.Abbiamo vinto delle partite importanti in campi difficili con allenatori bravi.

E’ una crescita continua il cui merito è dei ragazzi.Dobbiamo rimanere concentrati sul campo e su ogni match.

I miei calciatori meritano il meglio ma devono essere consapevoli che c’è bisogno del morso.Pensiamo partita dopo partita.

Sono convinto che i nostri tifosi ci sosteranno ci spingeranno da fuori e da casa.La partita richiede di giocare veloce e dare grande ritmo alla partita sia quando abbiamo la palla sia quando non abbiamo possesso palla.

Dobbiamo essere aggressivi, se dobbiamo abbassarci dieci metri dobbiamo farlo.

Sul percorso di crescita

Giocare dopo tre vittorie di fila per provare la quarta è bellissimo.Siamo fieri di ciò ma dobbiamo essere consci del dove siamo partiti.

Questi ragazzi sono pieni di ambizione e inciderà anche domani.E’ il nostro motore che ci fa recuperare bene, che ci fa giocare bene con leggerezza ma con grande temperamento e concentrazione per tutte quelle che sono le letture delle partite.

Sulle condizioni della squadra

Siamo una squadra giovane chi fa calendari sa che noi recuperiamo presto.

I ragazzi stanno tutti bene e allineati.Ieri abbiamo fatto un buon allenamento, i concetti sono ben saldi nella nostra mente.

Oggi saremo attenti nell’allenamento pre gara.Domattina faremo le ultime rifiniture pre gare.

Domani come sempre conterà l’intensità che mettiamo nella scelta nell’ andare addosso e nel vincere i contrasti.Questo fa parte di un’essenza importante di una partita, cioè la sfida diretta con il calciatore avversario.

Potremmo farlo anche domani in cui ci saranno delle sfide e sarà bello vincerle.

Sulle possibili scelte di formazione

Uno dei dubbi che ho e Piscopo o Mosti ma stanno bene tutti e due.Anche Pierobon sta bene ed ha recuperato.

Vediamo anche in relazione alla partita che ci aspettiamo.Piscopo ha una gamba importante per attaccare la profondità.

Se pensiamo che possano non concedere troppi spazi tra le linee sarà più idoneo Mosti perché più veloce nella giocata di prima.Più il tempo passa è normale focalizzarsi sul viaggio verso Itaca, ma adesso è prematuro guardare la classifica.

Quello che stiamo facendo ci fa vivere delle esperienze importanti che ti fanno acquisire una mentalità forte e tutta Castellammare ne è fiera.https://youtu.be/Z7zRD-yeXk8