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Precedenti: Juve Stabia-Modena sono 5 in campionato a Castellammare

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Dopo quasi un anno le vespe tornano a sfidare il Modena al Menti

Juve Stabia e Modena, si sono affrontate cinque volte in campionato e sempre in serie B. Nel lontano ottobre del 1951, la gara si disputò allo stadio ‘Arturo Collana’ di Napoli, mentre tutte le gare disputate dagli anni duemila, allo stadio ‘Menti’ di Castellammare.

Due sono le vittorie per i gialloblù di Castellammare, tre sono i pareggi e nessuna vittoria per gli emiliani.

Questi i dettagli dei cinque precedenti:

– 1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

7 ottobre 1951 – 5° giornata d’andata: STABIA – MODENA  1 – 1 (arbitro Cesare Jonni di Macerata) Brighenti II° (M) e Fernando CASUZZI (S).

– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie BWin

13 novembre 2011 – 16° giornata d’andata: JUVE STABIA – MODENA  2 – 2 (arbitro Emiliano Gallione di Alessandria) Horacio ERPEN (JS), Riccardo CAZZOLA (JS), Germinale (M) e Lebran (M).

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie BWin

28 marzo 2013 – 13° giornata di ritorno JUVE STABIA – MODENA 1 – 0 (arbitro Massimiliano Velotto di Grosseto) Fabio CASERTA.

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B Eurobet

9 novembre 2013 – 13° giornata d’andata: JUVE STABIA – MODENA 1 – 1 (arbitro Renzo Candussio di Cervignano del Friuli) Luigi VITALE (JS) su calcio di rigore e Mangni (M).

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

15 marzo 2024 – 11° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MODENA 2 – 1 (arbitro Luca Massimi di Termoli) doppietta di Leonardo CANDELLONE (JS) e Palumbo (M) su calcio di rigore.

I precedenti a Modena

Juve Stabia – Modena, i 23 Convocati di Abate per la Battaglia del Menti: Ancora Out Candellone, Diakitè c’è

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La marcia di avvicinamento è terminata. Dopo la rifinitura odierna, il tecnico Ignazio Abate e il suo staff hanno sciolto gli ultimi dubbi, diramando la lista ufficiale dei 23 calciatori convocati per la delicata sfida tra Juve Stabia e Modena.

Il match, valevole per la giornata n.26 del campionato di Serie BKT, andrà in scena domani, domenica 22 febbraio, alle ore 15:00, nella bolgia del “Romeo Menti”. Una gara che, come preannunciato in conferenza stampa, si prospetta “sporca” e intensissima, in cui le Vespe andranno a caccia di punti fondamentali per blindare l’obiettivo salvezza.

Le Scelte del Mister: Sorride la Difesa, Emergenza in Avanti

La lista dei convocati conferma le indiscrezioni della vigilia. La notizia più importante riguarda il reparto offensivo, che dovrà fare a meno ancora del suo trascinatore: Leonardo Candellone non ha recuperato dall’infortunio e non sarà della partita, restando nella lista degli indisponibili che comprende anche Battistella, Morachioli, Pierobon e Varnier.

Mister Abate può però sorridere a metà per il reparto arretrato: Diakitè è disponibile. Come anticipato dal tecnico, il difensore non è al meglio della condizione, ma ha recuperato in extremis e siederà in panchina, pronto a dare il suo contributo in caso di necessità. Attenzione massima per Giorgini, unico diffidato tra le file gialloblù.

La Lista Ufficiale dei Convocati

Ecco l’elenco completo dei 23 calciatori a disposizione di Ignazio Abate per la sfida contro i canarini, suddiviso per ruolo:

  • Portieri: (1) Confente, (16) Signorini, (23) Boer.

  • Difensori: (2) Ricciardi, (6) Bellich, (14) Dalle Mura, (21) Kassama, (24) Carissoni, (33) Giorgini, (46) Diakitè, (76) Mannini.

  • Centrocampisti: (8) Zeroli, (17) Ciammaglichella, (28) Torrasi, (29) Correia, (37) Maistro, (55) Leone, (77) Cacciamani, (98) Mosti.

  • Attaccanti: (7) Burnete, (9) Gabrielloni, (70) Dos Santos, (90) Okoro.

Il Dettaglio:

  • Diffidati: Giorgini.

  • Indisponibili: Battistella, Candellone, Morachioli, Pierobon, Varnier.

Tutto è pronto a Castellammare. Senza il proprio bomber, la Juve Stabia si affiderà al collettivo e alla spinta del suo pubblico per provare a fermare la corazzata emiliana.

Juve Stabia – Modena, la partita nella partita: Al “Menti” va in scena il duello Leone – Massolin

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Se le pagine più epiche della storia tra Juve Stabia e Modena sono state scritte dai piedi e dalle intuizioni di idoli come Tarantino, Caserta e, più di recente, Candellone, il presente si prepara a mettere in scena un copione altrettanto affascinante. Un duello che profuma di grande calcio, di ambizioni e di sirene di mercato internazionale.

Quando le Vespe di Ignazio Abate incroceranno i canarini sul prato del “Romeo Menti”, tutti gli occhi degli osservatori e degli addetti ai lavori saranno puntati nel cuore del campo, lì dove si decidono le partite. Da una parte la fisicità straripante del francese Yanis Massolin, dall’altra le geometrie raffinate di Giuseppe Leone.

Yanis Massolin: Il Gigante Promesso Sposo dell’Inter

Non è più un segreto per nessuno: il nome di Yanis Massolin è cerchiato in rosso sulla lista dei desideri del mondo Inter. Il centrocampista francese del Modena ha di fatto già “sposato” la causa nerazzurra e, dalla prossima estate, il tanto atteso trasferimento si concretizzerà.

Attualmente, però, la sua testa è tutta per il Modena, con cui sta vivendo una stagione di grazia assoluta. Le sue caratteristiche lo rendono uno dei profili più dominanti della categoria:

  • Fisico imponente: Una vera e propria diga in mezzo al campo.

  • Strappo e “Garra”: La capacità di spezzare il gioco avversario e ribaltare l’azione con una foga agonistica tipicamente europea.

  • Tecnica e visione: Non solo muscoli, ma la qualità per trasformare ogni pallone recuperato in una transizione offensiva letale.

Per Massolin, la bolgia del “Menti” non sarà solo un ostacolo insidioso verso i tre punti, ma l’ennesimo, fondamentale banco di prova per dimostrare a Milano di essere già pronto per i palcoscenici di San Siro.

Giuseppe Leone: Il Metronomo che Incanta la B

A contrastare l’esuberanza del colosso francese, la Juve Stabia schiererà il suo signore del centrocampo: Giuseppe Leone. Se Massolin è la forza che travolge, Leone è l’ordine che governa.

Il talento scuola Juventus è oggi il vero fulcro del gioco stabiese, un metronomo che a suon di prestazioni di altissimo livello ha incantato la piazza e attirato su di sé i riflettori di mezza Serie B (e non solo). Quando Leone è in giornata, rappresenta quel valore aggiunto che ha fatto le fortune prima di Guido Pagliuca e oggi di Ignazio Abate. Le sue armi sono il tempismo, la classe cristallina e una geometria impeccabile, qualità che lo consacrano come uno dei prospetti più interessanti e desiderati dell’intero torneo cadetto.

La Scacchiera di Abate: Nervi, Tecnica e Polmoni

Il “Romeo Menti” si prepara dunque a ospitare una vera e propria partita nella partita. Mister Ignazio Abate è un fine stratega e sa bene che disinnescare la principale fonte di gioco del Modena significherebbe spegnere gran parte del potenziale offensivo ospite.

Per compiere questa missione, si affiderà totalmente alla lucidità e ai tempi di gioco di Leone. Sarà una sfida rusticana e al tempo stesso elegante; un incrocio di nervi tesi, tecnica purissima e polmoni inesauribili. Un faccia a faccia degno dei grandi nomi che, in passato, hanno nobilitato le notti di Castellammare.

Il parco auto italiano invecchia a 12,8 anni e il mercato dell’usato ne assorbe le conseguenze

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I 3,33 milioni di passaggi di proprietà registrati nel 2025 raccontano un mercato dell’usato che continua a crescere del 2,1% anno su anno, ma la natura di quella crescita è cambiata in modo abbastanza sostanziale rispetto a cinque o sei anni fa, quando il grosso del volume si concentrava su veicoli di tre-cinque anni provenienti da rientri di leasing e flotte aziendali che ruotavano con una certa regolarità.

Oggi il rapporto tra usato e nuovo si è stabilizzato intorno a 206 auto usate per ogni 100 nuove immatricolate, un numero che l’ACI pubblica ormai con la stessa regolarità con cui pubblica i dati sulle revisioni e che dice essenzialmente una cosa sola, e cioè che il mercato italiano è strutturalmente incapace di rinnovarsi attraverso il canale del nuovo. I dati AutoScout24 per il 2025 confermano che la spesa media dell’acquirente è salita dell’11% fino a toccare i 20000 euro, avvicinandosi pericolosamente ai 21270 euro del prezzo medio di inserzione, il che significa che lo spazio di negoziazione si è praticamente azzerato su molti segmenti e che chi compra sta accettando di pagare quasi il prezzo esposto, una cosa che cinque anni fa sarebbe sembrata impensabile nel mercato italiano dell’usato dove il 10-15% di sconto era quasi fisiologico. E il problema non è tanto il prezzo in sé, quanto il fatto che quei 20000 euro comprano un’auto mediamente più vecchia e con più chilometri di quanto comprassero nel 2021.

Il dato sui 17,5 milioni di veicoli con più di 15 anni sul totale del parco circolante, che rappresenta il 42% della flotta nazionale, è uno di quei numeri che vengono ripetuti nei comunicati stampa di UNRAE e Federauto con una frequenza tale da aver perso quasi ogni capacità di impressionare, eppure le sue implicazioni operative per chi lavora nell’usato sono enormi e in gran parte sottovalutate. Un commerciante della provincia di Brescia che tratta prevalentemente berline e SUV di segmento C e D mi ha detto che il veicolo medio che riceve in permuta ha ormai 13 anni, e che su almeno un terzo di queste permute il costo della messa in conformità per la rivendita supera i 2000 euro, tra revisione, tagliando, pneumatici e le piccole riparazioni di carrozzeria che il cliente finale si aspetta siano state fatte. “Il margine su una permuta del 2012 con 180000 chilometri non esiste, la tengo perché se la rifiuto il cliente va altrove e perdo anche la vendita principale” sono le sue parole, più o meno. Il punto è che il mercato dell’usato sta assorbendo un volume crescente di veicoli che in un sistema più sano sarebbero già stati radiati, e li sta rimettendo in circolo con interventi minimi perché i margini non consentono altro.

Il diesel pesa ancora il 42% delle intenzioni di acquisto nell’usato. L’elettrico è fermo al 2%.

Questi due numeri da soli spiegano perché il dibattito sulla transizione energetica che si fa a Bruxelles e quello che si fa nei piazzali di Torino sud o della Riviera romagnola sembrano riguardare due pianeti diversi, e probabilmente è così. L’offerta di elettrico usato sotto i 20000 euro è talmente esigua che parlare di “intenzioni di acquisto” è quasi fuorviante, si tratta più di curiosità che di domanda reale, e chi ha provato a trattare elettriche usate con più di tre anni si è scontrato con il problema della garanzia batteria e della svalutazione che rende quasi impossibile costruire un business case credibile. Sul diesel la situazione è diversa e più interessante di quanto sembri a prima vista, perché una parte significativa di quel 42% non è nostalgia o resistenza al cambiamento ma puro calcolo economico da parte di acquirenti che fanno 30000 o 40000 chilometri l’anno e per i quali un diesel Euro 6d con 80000 chilometri comprato a 15000 euro resta la scelta razionale, e probabilmente lo resterà per un bel pezzo. Un responsabile acquisti di una flotta NCC della zona di Roma, che gestisce una quarantina di veicoli e li rinnova quasi esclusivamente attraverso l’usato tedesco, mi ha raccontato che ha valutato il passaggio a ibrido plug-in l’anno scorso e ha concluso che i costi di manutenzione delle PHEV dopo i 100000 chilometri rendevano l’operazione insensata, almeno ai prezzi attuali. “Forse tra due anni” ha detto, senza troppa convinzione.

Auto in strada

La questione della verifica storica su veicoli così vecchi è un problema che il settore affronta con strumenti pensati per un’altra epoca. Il libretto dei tagliandi cartaceo di un’auto del 2010 o 2011 è spesso illeggibile, incompleto o semplicemente perso, e lo storico costruttore digitale per quell’annata è disponibile solo per alcuni marchi e con coperture molto variabili. Uno specialista della prevenzione frodi di carVertical ha indicato che sui veicoli con più di 12 anni la percentuale di anomalie rilevate nel contachilometri sale in modo significativo rispetto alla media del parco, anche se ha specificato che parte di quell’aumento potrebbe riflettere semplicemente il fatto che su veicoli più vecchi ci sono più passaggi di proprietà e quindi più occasioni per interventi sul chilometraggio, il che è una distinzione sottile ma importante. Il problema reale per i commercianti è che la catena dei proprietari su un veicolo di 13 o 14 anni può includere cinque, sei, sette passaggi, e ricostruire la storia completa attraverso il PRA, le revisioni della Motorizzazione e i database privati richiede un investimento di tempo che su un’auto da rivendere a 5000 euro nessuno è disposto a fare. Il risultato è che una fetta crescente del mercato opera essenzialmente alla cieca, affidandosi all’esperienza del commerciante e a un’occhiata sotto il cofano, che su un Euro 4 diesel con la centralina rimappata due volte non è esattamente una garanzia.

C’è poi un aspetto che riguarda le ZTL e le restrizioni alla circolazione che sta creando una segmentazione geografica del mercato usato sempre più marcata. Un Euro 4 diesel che a Milano non può circolare dal lunedì al venerdì vale, a parità di condizioni, significativamente meno di quanto vale a Catania o a Sassari, e questo differenziale di prezzo sta alimentando flussi interni nord-sud che somigliano, in scala ridotta, a quello che succede con le importazioni dalla Germania. Un operatore di Napoli che compra regolarmente alle aste nel nord Italia ha confermato che i prezzi di aggiudicazione sui diesel Euro 4 ed Euro 5 nelle aste lombarde e piemontesi sono calati in modo consistente negli ultimi diciotto mesi, e che lui ne approfitta sistematicamente perché in Campania quei veicoli circolano senza restrizioni e si vendono a prezzi che nel nord non esistono più. La cosa curiosa è che nessuno sembra raccogliere dati strutturati su questi flussi interni, o almeno nessuno li pubblica, il che rende difficile capire quanto del volume di passaggi di proprietà registrato dall’ACI sia effettivamente consumo finale e quanto sia intermediazione tra mercati regionali con regole diverse.

L’età media di 12,8 anni del parco circolante è destinata a salire ancora, probabilmente, perché i volumi del nuovo non sono sufficienti a invertire la tendenza e perché gli incentivi alla rottamazione hanno avuto finora un impatto misurabile ma insufficiente. ANFIA ha stimato che per riportare l’età media sotto i 10 anni servirebbero almeno 2 milioni di immatricolazioni nuove l’anno per un periodo prolungato, e l’Italia non raggiunge quel livello dal 2007. Nel frattempo il mercato dell’usato continua a fare quello che ha sempre fatto, cioè redistribuire il parco esistente tra chi può permettersi di comprare e chi può permettersi di vendere, solo che adesso lo fa con auto più vecchie, margini più stretti e una trasparenza informativa che sui veicoli oltre i dieci anni resta, per usare un eufemismo, frammentaria. Il responsabile di un’agenzia pratiche auto di Modena, che processa circa 400 passaggi di proprietà al mese, mi ha detto che la documentazione incompleta è ormai la norma e non l’eccezione, e che la cosa che lo preoccupa di più non sono le frodi eclatanti ma “le piccole bugie che nessuno controlla perché non conviene a nessuno controllarle.” Non ha voluto essere più specifico.

Juve Stabia – Modena, Abate: “Servirà una partita sporca. Il Menti ci spinga verso l’obiettivo salvezza”

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C’è aria di grande attesa al “Romeo Menti”. Dopo due trasferte consecutive e impegnative contro Empoli e Monza, la Juve Stabia di mister Ignazio Abate torna a riabbracciare il proprio pubblico. L’avversario di domani è il Modena, una squadra costruita per traguardi ambiziosi, ma che troverà di fronte delle Vespe decise a blindare quanto prima l’obiettivo stagionale: la salvezza.

Nella consueta conferenza stampa della vigilia, il tecnico gialloblù ha tracciato la rotta, ricordando la storica vittoria dello scorso anno (che di fatto chiuse il discorso salvezza proprio contro gli emiliani), ma tenendo i piedi ben saldati nel presente.

L’avversario: “Una corazzata, ma non faremo calcoli”

Il ricordo della doppietta di Candellone dello scorso marzo è dolce, ma l’attaccante domani non ci sarà. Un’assenza pesante, ma Abate chiede ai suoi di guardare avanti: “Sappiamo l’importanza della partita, fare punti ci avvicinerebbe notevolmente al nostro primo obiettivo stagionale. Ma di fronte avremo una squadra fortissima, allenata benissimo, con grandi alternative in ogni ruolo”.

Abate non si fida del Modena: “Non fatevi ingannare, la loro è una classifica bugiarda. Se guardiamo i dati, sono la difesa più forte del campionato, creano tantissimo e hanno una grande struttura fisica. Sarà una partita da affrontare con il casco all’acciaccato, dovremo fare una gara sporca, di grande lotta sulle seconde palle. Loro non ti fanno respirare, ma noi non snatureremo la nostra identità”.

Tra i gialloblù emiliani spiccano nomi di assoluto livello per la categoria, come Pedro Mendes, De Luca, Defrel e l’ex Napoli Ambrosino. Per arginarli, servirà un mix perfetto tra la “squadra operaia” e quella capace di proporre calcio.

Imparare dal Monza e il “tallone d’Achille” delle palle inattive

Le ultime prestazioni hanno dato grande consapevolezza al gruppo di Abate. La sconfitta di Monza brucia, ma ha lasciato indicazioni preziose: “A Monza meritavamo molto di più, ce la siamo giocata a viso aperto alla terza gara in una settimana. I gol subiti? Non errori marchiani, ma piccole sbavature punite dalla grande qualità avversaria. Dobbiamo cercare la perfezione, far girare gli episodi a nostro favore con l’energia e la posizione del corpo”.

Un tema caldo è quello dei calci piazzati, croce e delizia delle ultime uscite. Il Modena, con giocatori tutti dall’1.88 in su, incute timore sulle palle alte: “Abbiamo lavorato molto su questo aspetto – ha rassicurato il mister –. Possiamo soffrire la loro stazza, è normale, ma dobbiamo colmare il gap fisico con la rabbia di non voler prendere gol. Il calcio è fatto di momenti, spero che questa scia negativa sulle palle inattive sia alle spalle. Magari, chissà, domani segneremo noi su un calcio piazzato”.

Infermeria, crescita del gruppo e assetti societari

Sul fronte disponibilità, c’è una buona notizia: Diakité torna tra i convocati e siederà in panchina, pur non essendo al meglio. Per il resto, non ci sono recuperi e due o tre giocatori in dubbio verranno valutati solo nella mattinata di domani.

Ma ciò che rende più orgoglioso l’allenatore è il percorso di crescita della sua Juve Stabia, soprattutto se paragonato alla pesante sconfitta dell’andata al “Braglia”: “Oggi riusciamo a stare dentro le partite, anche quando c’è da soffrire. Abbiamo costruito questo gruppo quasi da zero, cambiando tantissimi giocatori rispetto allo scorso anno. Creare questa unione e questa energia non è semplice, ma i ragazzi sono stati eccezionali”.

Infine, una chiosa sulle recenti novità societarie, con l’arrivo di Fabio Scacciavillani e dei rappresentanti del fondo americano, attesi domani in tribuna al Menti: “Siamo felici della loro presenza, ma noi siamo concentrati solo ed esclusivamente sul campo. Mancano due mesi alla fine dell’anno, il gruppo è solido e guarda solo al proprio obiettivo. Dopo una settimana di ritiro fuori casa, non vediamo l’ora di scendere in campo e speriamo che il nostro pubblico ci dia la spinta giusta per fermare questa corazzata”.

Il “Menti” è pronto a vestirsi di nuovo a festa. A Castellammare, la battaglia sta per cominciare.

Juve Stabia – Modena, nel ricordo della doppietta di Candellone: Una vittoria dal sapore di salvezza

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Il calcio è fatto di istantanee destinate a rimanere impresse per sempre nella memoria collettiva di una città. Per Castellammare di Stabia, l’immagine del 15 marzo dello scorso anno è diventata un’icona assoluta. In quel pomeriggio intriso di sole e passione al “Romeo Menti”, la Juve Stabia non si limitò a battere il Modena: le Vespe si presero di prepotenza il diritto di restare tra i grandi, conquistando una salvezza che aveva tutto il sapore della leggenda.

L’Uragano Candellone

Se quella partita fu un capolavoro, il suo artista indiscusso fu Leonardo Candellone. L’attaccante visse un pomeriggio in vero e proprio stato di grazia, caricandosi letteralmente il peso dell’intera squadra sulle spalle.

Ogni pallone toccato dal bomber sembrava incendiarsi. La sua prestazione fu un mix letale di ferocia agonistica e classe pura, culminata in giocate devastanti che mandarono ripetutamente al tappeto la difesa dei canarini. Fu lui il grimaldello perfetto che scardinò il match, regalando al caldissimo pubblico stabiese una certezza inebriante: quel giorno, sul prato del “Menti”, non ci sarebbe stata storia per nessuno.

Lacrime, Orgoglio e la Corsa del Presidente

Ma il vero spettacolo sportivo e umano iniziò al triplice fischio dell’arbitro. Mentre le tribune esplodevano in un boato liberatorio, la tensione accumulata in mesi di battaglie lasciò il posto a scene di euforia pura. Tutti ricordano le le lacrime del condottiero Mister Guido Pagliuca, l’uomo che aveva plasmato quel gruppo col ferro e col fuoco, si lasciò andare a un’esultanza densa di commozione. Nei suoi occhi c’era la consapevolezza di aver portato a termine la missione più difficile, ma anche la scintilla di chi capiva che a Castellammare si poteva ricominciare a sognare in grande; lo scatto di Langella è l’immagine che più di tutte restò scolpita nella pietra fu però la corsa del Presidente. Il patron gialloblù, in preda a una gioia incontenibile, scese sul terreno di gioco e attraversò il campo in uno sprint verso i suoi ragazzi e la curva in festa. In quella corsa c’era racchiuso tutto l’universo Juve Stabia: la fatica di una stagione logorante, l’orgoglio di una società solida e l’amore incondizionato di un uomo per i propri colori.

Da Pagliuca ad Abate: la Storia si Ripete?

Con quella vittoria memorabile, le Vespe misero in ghiaccio la categoria, gettando le basi per quel sogno che, seppur spezzato nel pomeriggio di Cremona, ha ridato linfa e ambizione a tutta la piazza campana.

Oggi, il copione si ripresenta e i fari del “Menti” sono di nuovo puntati sul Modena. Sulla panchina siede ora Ignazio Abate, chiamato a raccogliere un’eredità pesante ma stimolante. Il popolo gialloblù se lo chiede: chissà se anche il nuovo tecnico, al fischio finale, imiterà il suo predecessore, chiudendo in maniera decisa il discorso salvezza con largo anticipo e riaccendendo, ancora una volta, la magia di Castellammare.

Teatro Karol di Castellammare, Platealmente: Presentato “Storia di una famiglia imperfetta” di Luca Trapanese

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Il cattivo tempo non ferma l’amore per la letteratura, che riesce ad attirare spettatori anche durante eventi atmosferici avversi. Nonostante il maltempo, infatti, giovedì sera al Teatro Karol di Castellammare c’è stata una grande affluenza di pubblico per l’incontro con l’autore di “Storia di una famiglia imperfetta”.

“Storia di una famiglia imperfetta” di Luca Trapanese (Salani, 2026) scava nel concetto di legame familiare, mostrando come l’amore e la scelta possano creare un “filo rosso” più forte di quello biologico.

A presentare l’autore e la sua opera, il noto giornalista stabiese Pierluigi Fiorenza e l’Archi-prof. Eliana Bianco, che con la consueta professionalità hanno creato un ponte tra l’autore e il pubblico con le loro domande, atte ad approfondire aspetti significativi dell’opera.

Eliana Bianco ha letto anche alcuni passi iconici del testo insieme al giovane e promettente attore stabiese Luigi D’Oriano, noto per il ruolo di protagonista nel film Mixed by Erry del 2023.

Sul palco è salito anche Il Sindaco di Castellammare di Stabia, dott. Luigi Vicinanza, che ha espresso grande apprezzamento per il libro, che, come tutte le opere dell’autore: “ci fa capire di quanto amore abbiamo bisogno.”

“Abbiamo bisogno di amore – ha continuato il Primo cittadino – perché senza cura della cosa pubblica non si va da nessuna parte. Da rilevare che Castellammare – ha affermato – nonostante il maltempo, è riuscita a garantire una platea così significativa”, sottolineando l’amore per la cultura che accomuna molti cittadini stabiesi.

Hanno salutato l‘autore anche Giovanna Starace che con Raffaele Musella gestisce la libreria Ubik di Castellammare e la prof. Maria Regina Tuccillo, docente di sostegno dell’istituto Viviani di Castellammare e madre di un ragazzo speciale che, salita sul palco, ha raccontato il suo percorso come genitore e docente, parlando di problemi legati alla disabilità, primo fra tutti quello della disinformazione.

Per Pierluigi Fiorenza: “Il romanzo autobiografico di Luca Trapanese riflette su un’evoluzione sociale e culturale in atto, ed è un invito ad aprirsi agli altri, a instaurare legami autentici, a non chiudersi nei “fortini domestici” o nella pretesa dei propri uffici.”

“Non a caso – ha sottolineato il giornalista – l’autore scrive: ‘Mi meravigliavo di quanta incredibile ricchezza fosse nascosta in ogni essere umano’. Non è una frase retorica, visto che l’autore è stato volontario più volte in Africa, barelliere sui treni per Lourdes, ha conosciuto Maria Teresa di Calcutta ed è stato il primo padre single d’Italia.”

“Non gli è mai mancato il coraggio di mettersi in gioco – ha continuato – infatti, da ex seminarista, decide di cambiare corso e di vivere la vita pienamente tra gioie e dolori, con amori intensi esprimere la propria spiritualità, aiutare il prossimo in modo differente, mettendo in pratica il principio di essere utile all’umanità.”

Trapanese inoltre è stato fondatore della Onlus A Ruota Libera, che si occupa di persone con disabilità, ed è stato assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, oggi consigliere regionale della Campania.

Ha fondato varie comunità di accoglienza, in particolare “La casa di Matteo”, unica in tutto il Sud Italia, che accoglie minori disabili gravi anche in stato terminale. La sua storia precedente il racconto dell’adozione come padre di Alba, è diventata il film del 2023 Nata per te.

In “Storia di una famiglia imperfetta” l’autore esplora il tema dell’accettazione della diversità, partendo dalle radici personali dell’autore per ridefinire il concetto stesso di famiglia e scardinare l’idea che esista un unico modello “perfetto” di famiglia.

Raccontando la sua esperienza di padre adottivo single di una bambina con la sindrome di Down (Alba), dimostra che la famiglia è definita dall’amore e dalle scelte quotidiane, non dalla composizione biologica o sociale.

Un tema centrale è la necessità di guardare le persone per quello che sono veramente. Trapanese desidera che Alba sia vista come un individuo con le proprie aspirazioni e “straordinarie imperfezioni”, e non solo attraverso l’etichetta della sua disabilità.

Lo scrittore ribalta, dunque, lo stigma della “perfezione” familiare, sostenendo che ogni famiglia è imperfetta a modo suo e che in questa imperfezione risiedono la bellezza e la forza del legame.

Egli rifiuta l’idea che la felicità dipenda dalla perfezione fisica o sociale, dimostra che una famiglia “imperfetta” (un padre single, una figlia con disabilità, una storia di adozione) può essere più solida e autentica di molti modelli convenzionali.

In sintesi, il libro spinge il lettore a chiedersi: cosa definisce davvero una famiglia? La risposta di Luca Trapanese è che la famiglia è il luogo dove le fragilità non vengono nascoste, ma diventano il punto di forza del legame.

“In questo romanzo – ha spiegato lo scrittore – sentivo l’esigenza di parlare della mia famiglia, di parlare soprattutto di un’esperienza, non tanto quella di Alba, che già conoscete, ma quella di una famiglia imperfetta tra le altre, perché credo che la famiglia tradizionale non sia mai esistita, ma esistono le famiglie. Ognuno ha una famiglia diversa dall’altra con errori, tradimenti, ripensamenti, fatiche.”

“Oggi ci sono famiglie diverse e io ho avuto la fortuna di avere una famiglia diversa da ogni canone. Sono stato adottato da Florinda che era una donna di quasi 85 anni, ma io l’ho conosciuta una ventina di anni prima”.

“Florinda aveva un figlio con disabilità che aveva la mia stessa età – racconta l’autore – e, da piccolo, era stato unico superstite della sua famiglia d’origine nel terremoto dell’Ottanta. Fu adottato a quattro anni da Florinda e da Carlo. Quando ho conosciuto Florinda, Carlo già era morto e lei viveva da sola con il figlio con disabilità.”

Nel testo lo scrittore utilizza la metafora del filo rosso non solo come legame sentimentale, ma come una vera e propria missione esistenziale che unisce destini apparentemente lontani.

Per Trapanese, il filo rosso rappresenta quella forza invisibile che ha guidato Alba (una neonata con sindrome di Down rifiutata da diverse famiglie) verso di lui e Francesco verso Florinda e Carlo, che a sua volta era stato adottato.

Questo filo lega le persone attraverso la scelta consapevole e la cura quotidiana. È un legame che si poggia sulla vulnerabilità condivisa piuttosto che sulla perfezione genetica. L’adozione non è vista come un atto di carità, ma come l’incontro necessario tra due “imperfezioni” che insieme trovano la completezza.

“Storia di una famiglia imperfetta” ha il merito di aprire uno squarcio su un grave problema sociale di cui lo Stato si fa carico solo marginalmente, quello dell’inclusione dei disabili.

Luca Trapanese utilizza la sua esperienza personale per denunciare come la società italiana sia ancora profondamente impreparata a una reale inclusione, spesso ferma a un approccio puramente assistenziale o pietistico invece che basato sui diritti della persona.

“Tutto quello che voi vedete sul territorio italiano – ha affermato Luca Trapanese – è esclusivamente costruito da genitori, fratelli, fondazioni, associazioni. “

“I fondi a livello nazionale sono scarsi, cambiano di anno in anno, molto spesso diminuiscono e c’è una burocrazia enorme nella quale tu devi immaginare di dover essere un commercialista, un avvocato, un economo, tutto questo perché non c’è la visione di una necessità, cioè quella di creare indipendenza, autonomia, formazione, ed è tutto molto improvvisato.”

Trapanese indica le barriere architettoniche, burocratiche e sociali che una famiglia “imperfetta” incontra ogni giorno ed evidenzia come, in assenza di un welfare strutturato e capillare, il carico dell’inclusione ricada quasi interamente sulle spalle dei genitori o dei caregiver.

Raccontando la sua storia, trasforma la disabilità da un problema medico a una questione di diritti civili, sottolineando che l’inclusione non è un favore, ma una necessità sociale, ed evidenzia come il cammino sia ancora lungo, a causa di risposte istituzionali inadeguate e di una politica spesso distante dalle necessità concrete delle famiglie.

In sintesi, il libro è una denuncia silenziosa ma forte: l’amore non basta se non è supportato da una società e da uno Stato che garantiscano pari opportunità fin dalla nascita.

L’autore, inoltre, critica la tendenza a sovrapporre i due concetti di disabilità e malattia: mentre il malato attende una cura, la persona disabile ha bisogno di una società che le offra strumenti e opportunità per esprimere le proprie abilità:

“Da un punto di vista cultuale – ha evidenziato – abbiamo una visione sociosanitaria della disabilità. Stamattina sono stato in un liceo ed ho chiesto ai ragazzi la differenza tra malattia e disabilità, ma nessuno me l’ha saputo dire”.

“La persona malata è in una condizione in cui guarisce o muore, la persona con disabilità è nata con quella condizione, ha una prospettiva di vita, di intraprendere delle relazioni, di vivere la propria sessualità, il mondo del lavoro, l’indipendenza, l’autonomia.”

Trapanese ha poi raccontato dell’incontro con Florinda e Francesco, figlio adottivo di Florinda, della decisione della donna di adottare anche Luca, così alla sua morte Francesco avrebbe avuto un fratello ad occuparsi di lui, ma che il destino ha deciso diversamente.

L’autore ha narrato anche di come ha aperto il centro per disabili “A ruota libera” al Vomero, e della mancata accettazione dei condomini del palazzo:

“Se ogni famiglia conoscesse la disabilità, – ha sottolineato – comprenderebbe anche la fatica, la frustrazione, la solitudine, sarebbe tutto più semplice. E prima o poi l’avremo questa conoscenza, perché i genitori invecchiano, e anche quella è una forma di disabilità.”

Un incontro con l’autore veramente coinvolgente al Teatro Karol, un’esperienza che, andando oltre la semplice presentazione del libro, ha stimolato la curiosità e creato nuove prospettive di lettura.

Nel romanzo “Storia di una famiglia imperfetta”, pur affrontando temi complessi, l’autore racconta le sue radici familiari e il percorso che l’ha portato all’adozione della figlia Alba con un approccio intimo e personale, e in uno stile lineare e diretto, che rende la lettura piacevole e fluida.

Juve Stabia, il ritorno al “Menti” contro il Modena di Sottil: Si riaccende la sfida con un mister mai banale

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Non è mai una partita come le altre quando Andrea Sottil varca i cancelli dello stadio “Romeo Menti”. Il tecnico del Modena si appresta a sfidare nuovamente la Juve Stabia, scrivendo un altro avvincente capitolo di una saga iniziata anni fa sui campi caldi e polverosi della Serie C, e proseguita con successo fino ai palcoscenici più prestigiosi del panorama calcistico italiano.

Un legame forgiato nelle battaglie del Sud

Il filo rosso che unisce Sottil alle sfide contro i colori gialloblù è profondo e radicato nel tempo. Lo abbiamo visto sedere sulle panchine di Paganese, Siracusa e Catania, guidando le sue squadre in vere e proprie battaglie calcistiche contro le Vespe che hanno spesso lasciato il segno nella memoria dei tifosi. Incontri caratterizzati da un agonismo palpabile e da una tensione sportiva che solo le grandi piazze sanno regalare.

Oggi, al timone del Modena, l’ex roccioso difensore di Torino e Fiorentina porta in terra campana la sua consueta dote: una squadra che riflette fedelmente, quasi in modo speculare, il suo carattere. Prima da calciatore e oggi da allenatore, Sottil non ha mai fatto sconti a nessuno.

Il “Mantra” Sottil: organizzazione e blocchi granitici

Le squadre allenate dal tecnico piemontese sono, per definizione, dei blocchi granitici. Nel suo scacchiere tattico: Non c’è spazio per giocate leziose fini a se stesse. Ogni movimento, ogni scalata e ogni ripartenza è frutto di una preparazione settimanale maniacale. L’organizzazione tra i reparti è il vero marchio di fabbrica di un allenatore che ha eletto la cultura del lavoro a suo unico dogma.

La scacchiera del “Romeo Menti”

I precedenti contro la Juve Stabia parlano chiaro: le sfide al “Menti” sono sempre state vibranti. Lo stadio di Castellammare, con il suo calore avvolgente e la proverbiale pressione del pubblico, ha storicamente esaltato la capacità delle formazioni di Sottil di fare quadrato e restare compatte, dando vita a partite tese ma tatticamente bellissime.

Il Modena sbarca in Campania con un obiettivo preciso: imporre il proprio ritmo e disinnescare l’entusiasmo stabiese. Sottil chiederà ai suoi la consueta ferocia agonistica, affidandosi a un pressing ragionato e a un possesso palla mai sterile, pronto a verticalizzare non appena si crea il varco giusto tra le maglie gialloblù.

Sarà, ancora una volta, una partita di scacchi giocata a ritmi elevati. Da una parte il fascino e la passione di una piazza storica che non smette mai di sognare, spingendo la propria squadra oltre ogni limite; dall’altra, il pragmatismo chirurgico di un allenatore che ha fatto della concretezza la sua arma più letale. Che lo spettacolo abbia inizio.

A tu per tu con Roberto Farneti

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Roberto Farneti ha parlato in esclusiva ai microfoni di Carlo Ametrano di Formula 1 in vista dell’inizio della nuova stagione, al via il prossimo 8 marzo in Australia. Ecco le sue parole.

Roberto, vedendo i test di F1 ti sembra che Mercedes abbia davvero questo vantaggio?

“Non ne sarei così sicuro, perché sembra che la Fia farà tornare indietro la regola sul rapporto di compressione e quindi si dovranno riadeguare. Vedo molto bene la Ferrari che ha trovato il sistema per eliminare la risposta dell’elettrico. Nelle curve lente avrà un vantaggio notevole, in più avrà un sistema per rovesciare l’alettone completamente e questo le darà un vantaggio anche nei rettilinei”.

Da quale team chi ti aspetti tanto?

“Penso che saranno sempre i soliti. Red Bull, McLaren, anche se per ora McLaren mi sembra un pochino indietro, Ferrari e la Mercedes e riuscirà a sopperire quel problema”.

Hamilton vincerà qualche gara?

“Speriamo di sì. Anche se secondo me il migliore è sempre Leclerc, ma in gara mai dire mai. Hamilton potrebbe sempre vincere qualcosa, ma non è così scontato”.

Qual è il tuo parere sul nuovo regolamento?

“Il regolamento è molto complicato. Quest’anno saranno ancora più impegnati i piloti perché non è più così scontato e automatico com’era lo scorso anno. Ci saranno tante differenze tra le vetture in questo inizio, poi non più perché tutti si uniformeranno andando a copiare la macchina più forte”.

Che ne pensi della Cadillac?

“Inizialmente non penso sarà una sorpresa, ma da metà anno magari riusciranno a essere competitivi. Gli americani si devono un attimo adattare. La politica americana sulle gare è differente rispetto a questa in Europa, si dovranno mettere un po’ in riga”.

Roberto ti invitiamo al Senna Day di Carlo Ametrano il prossimo 30 aprile.

“Per me è una serata sempre molto bella per ricordare Ayrton. Non mancherò”.

Juve Stabia – Modena, Sottil: Ridotte dimensioni del campo di gioco? Penalizza noi e loro, dovremo adattarci

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Il sipario della ventiseiesima giornata di Serie BKT si alza su uno degli scontri diretti più caldi del tabellone: Juve Stabia – Modena. Domenica 22 febbraio, alle ore 15, lo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia diventerà l’ombelico del mondo per la zona playoff.

In palio non ci sono solo tre punti, ma una dichiarazione d’intenti per il resto del campionato. Solo due lunghezze separano le due compagini: i canarini occupano la sesta posizione a quota 40, mentre le “vespe”, a 38 punti, fremono per il sorpasso interno.

Il fattore “Menti”: una roccaforte inespugnabile

La Juve Stabia di Ignazio Abate arriva a questo appuntamento dopo il passo falso esterno di Monza (2-1), ma con una certezza granitica: il proprio stadio. I campani sono infatti l’unica squadra del torneo a non aver mai assaporato la sconfitta tra le mura amiche. Su quel sintetico “stretto e particolare” sono cadute big come Palermo ed Empoli, e persino il Monza non è riuscito ad andare oltre il pareggio. Con 11 punti conquistati in 5 gare nel girone di ritorno, la Juve Stabia è una realtà consolidata che cavalca l’entusiasmo di un progetto tecnico triennale.

Dall’altra parte, il Modena di Andrea Sottil vive un momento di grazia. I successi contro Venezia e Carrarese hanno ridato slancio ai gialloblù, che proprio contro la Juve Stabia (nel 3-0 del 2 novembre scorso) avevano ritrovato la vittoria casalinga che mancava da mesi.

Le parole di Andrea Sottil: “Siamo pronti alla battaglia”

Mister Sottil non si nasconde e analizza con lucidità le insidie della trasferta campana, elogiando il lavoro del collega Abate ma pungendo sulla questione terreno di gioco.

Sul “fortino” stabiese e il campo sintetico: “La Juve Stabia non è una sorpresa. Hanno un’identità forte e una struttura che viene da lontano. Paradossalmente, credo che il loro campo li penalizzi: con la qualità che hanno, su un terreno più ampio farebbero ancora meglio. Per noi non deve essere un alibi. Come dico sempre: se vado sulla neve non metto le infradito, ma uso gli sci. Dobbiamo essere ‘mestieranti’, intelligenti e adattarci subito alle misure ridotte”.

Emergenza centrocampo e tattica: Con le assenze pesanti di Pyyhtia e Sersanti, e l’addio di Magnino, le scelte in mediana sono quasi obbligate. Sottil apre però a soluzioni elastiche: Zanimacchia potrebbe agire in zone più centrali, per il modulo da utilizzare il 3-4-1-2 resta un’opzione valida, ma per il tecnico “conta l’occupazione degli spazi, non i numeri”. Il tecnico emiliano è felice per l’integrazione perfetta degli acquisti di gennaio, definiti “bravi ragazzi in un gruppo puro”.

Sulla corsa Playoff: “Non facciamo calcoli. La classifica conta, ma dobbiamo pensare partita dopo partita. Ci aspettano 7 gare in 22 giorni: gestire le risorse e mantenere la mentalità vincente sarà la nostra vera vittoria”.

I duelli chiave

Occhi puntati sulle fasce. Sottil ha individuato in Cacciamani l’elemento di spicco dei padroni di casa (“giocatore molto interessante”), ma confida nella qualità dei propri esterni per scardinare la difesa campana. Sarà una partita di duelli individuali, di ritmo e, soprattutto, di nervi saldi.

In un “Menti” che si preannuncia infuocato, il Modena cerca il colpo del k.o. per blindare il sesto posto, mentre la Juve Stabia punta a confermare la legge del più forte in casa propria.

Juve Stabia – Modena: Al “Menti” va in scena il futuro tra ambizione e nuovi orizzonti

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Mancano ormai pochissime ore al fischio d’inizio e l’aria intorno al Romeo Menti si fa elettrica. Non è una partita come le altre: Juve Stabia – Modena rappresenta uno spartiacque decisivo per la stagione delle Vespe. In palio non ci sono solo tre punti, ma la consapevolezza di poter chiudere quasi del tutto i conti con la pratica salvezza e, perché no, iniziare a guardare oltre, proprio come accaduto nella straordinaria cavalcata dello scorso anno.

Obiettivo Salvezza con un sogno nel cassetto

Fare risultato oggi significherebbe mettere una seria ipoteca sull’obiettivo permanenza, permettendo alla squadra di Castellammare di preparare il caldissimo derby contro l’Avellino con il vento in poppa e il morale alle stelle. Ma c’è di più: vincere darebbe il via libera per “alzare l’asticella”, trasformando una stagione di conferma in qualcosa di potenzialmente memorabile.

Un “Vestito Nuovo” ai Piani Alti

La sfida di domenica segna anche un momento storico a livello societario. Sarà la prima uscita ufficiale per il nuovo Presidente Esecutivo del CDA, Scacciavillani, simbolo di una Juve Stabia che si presenta ai piani alti del calcio con un progetto rinnovato e ambizioso. A fare da cornice a questo debutto, è prevista anche la visita al Quartier Generale della Solmate, a testimonianza di un club che sta curando con attenzione maniacale ogni dettaglio, dentro e fuori dal campo.

Il “Tam Tam” Gialloblù: Un Muro di Sciarpe

Sui social è già scattata l’adunata. Le pagine dei tifosi e i canali vicini al mondo gialloblù stanno portando avanti un “Tam Tam” incessante: l’invito è quello di accorrere in massa allo stadio.

“Portate sciarpe e bandiere, coloriamo ogni settore!” questo il diktat della piazza di Castellammare.

L’obiettivo è trasformare il Menti in una bolgia, un catino capace di spingere i ragazzi verso un’impresa contro un avversario, il Modena, noto per essere solido, esperto e tatticamente molto ben organizzato.

La Battaglia dei Centimetri

In campo non si faranno sconti. Sarà una vera e propria battaglia calcistica, dove ogni centimetro conquistato in mezzo al campo farà la differenza. La Juve Stabia dovrà mettere in campo cuore, grinta e quella lucidità necessaria per scardinare il muro emiliano.

È il momento di scrivere un nuovo capitolo di questa storia. Le Vespe sono pronte a pungere, il pubblico è pronto a sostenere i propri beniamini.

L’ex Onorato: “Castellammare ha una grande passione. Calcio moderno? Io, Musella e Lunerti faremmo 50 gol”

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L’ex attaccante della Juve Stabia, Vincenzo Onorato, affettuosamente chiamato “Bomber”, è intervenuto a Juve Stabia Live talk show offrendo un’analisi appassionata che intreccia il suo legame storico con la piazza stabiese, aneddoti personali e una critica severa all’evoluzione del calcio attuale.

Il legame con la famiglia Abate e lo spirito stabiese
Onorato ha rivelato un curioso aneddoto personale legato all’attuale tecnico delle Vespe: ha giocato a Messina insieme al padre di Ignazio Abate, Beniamino, e l’attuale allenatore frequentava la scuola insieme alla figlia del “Bomber”, Laura. Riguardo alla piazza di Castellammare, l’ex attaccante l’ha definita come un ambiente caloroso che ha “fame di calcio”, sottolineando che chi scende in campo al Romeo Menti deve farlo con i “coltelli tra i denti”, sudando la maglia e ricordando che l’attaccante deve essere sempre il primo difensore.

L’era di Roberto Fiore vs. il calcio dei social
Ricordando la sua esperienza sotto la presidenza di Roberto Fiore, Onorato ha descritto un calcio d’altri tempi, fatto di uomini umili e passionali.
• Gestione Fiore: Il presidente curava ogni minimo dettaglio, dai calzini alla contabilità, permettendo ai calciatori di pensare solo ad allenarsi.
• Critica al presente: Onorato lamenta le troppe distrazioni moderne, come i social media e i telefonini, che allontanano i calciatori dalla “fame” e dalla concentrazione necessaria nello spogliatoio.

“Oggi segneremmo 50 gol”: l’analisi tattica e le regole
Uno dei passaggi più forti dell’intervista ha riguardato il confronto tra le generazioni di attaccanti. Onorato ha affermato che il trio composto da lui, Musella e Lunerti, con le regole attuali che proteggono maggiormente le punte, potrebbe segnare dai 40 ai 50 gol a testa. Ha aspramente criticato il sistema del VAR e l’eccesso di burocrazia in campo, definendolo a tratti una “vergogna” che soffoca la passione vera del calcio.

Il coraggio di puntare sui giovani
Onorato ha espresso il suo disappunto per la gestione dei talenti in Italia, citando l’esempio di Yamal all’estero come prova che i diciottenni di valore devono giocare. Secondo il “Bomber”, in Italia manca il coraggio di investire nelle strutture e nei settori giovanili locali, preferendo spesso spendere cifre esorbitanti per stranieri che non sempre fanno la differenza. Attualmente, Onorato si dedica proprio all’insegnamento della tecnica ai ragazzi, convinto che si lavori troppo poco sui fondamentali.

I ricordi della promozione e la ferita del 1994
Ripercorrendo la sua carriera, ha ricordato la scelta di scendere dalla Serie B alla C per rispetto di Fiore e la gioia del campionato vinto a Ischia con 20 gol. Non è mancato un riferimento doloroso alla finale persa contro la Salernitana al San Paolo (oggi stadio Maradona), ricordando il nervosismo di quella partita, le espulsioni (tra cui la sua) e la sensazione di aver affrontato una squadra avversaria agevolata da alcune squalifiche sospette tra le fila stabiesi.

In chiusura, Onorato ha ribadito che la Curva Sud rimarrà sempre nel suo cuore, promettendo di tornare presto al Menti per riabbracciare il popolo stabiese.

Sabattini (ParlandoDiSport.it): “Il Modena è una cooperativa del gol. Con lo Stabia sfida a viso aperto”

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Federico Sabattini ha offerto una panoramica dettagliata sul cammino altalenante del Modena, definendo la prossima sfida a Castellammare come un vero e proprio scontro diretto per la zona playoff.

L’altalena del Modena: da ritmo promozione a crisi inspiegabile
Sabattini ha descritto una stagione vissuta su due binari opposti: nelle prime nove giornate il Modena ha tenuto un ritmo da promozione diretta, per poi scivolare in una fase da retrocessione nelle successive dieci gare. Questo calo è stato attribuito a un mix di sfortuna, errori individuali e un calendario particolarmente ostico. Tuttavia, le recenti vittorie contro Venezia e Carrarese segnano un cambio di rotta: oggi il Modena è una squadra forse meno bella da vedere rispetto al girone d’andata, ma decisamente più “sporca e vincente”.

I punti di forza: difesa giovane e “cooperativa del gol”
Secondo l’analisi di Sabattini, la difesa è il reparto migliore dei gialloblù emiliani:
• Solidità: Il Modena ha mantenuto la porta inviolata in 12 partite su 25, subendo pochissimi gol nel girone di ritorno.
• Gioventù: Il reparto è composto da talenti giovanissimi come Nador (2002), Della Valle (2004) e Tonoli (2002), che hanno scalzato i veterani nelle gerarchie del tecnico Sottil.
• Attacco corale: Sabattini ha spiegato di preferire la “cooperativa del gol” alla dipendenza da un’unica punta da 20 reti, sottolineando come i nuovi innesti di gennaio, De Luca e Ambrosino, stiano già portando benefici al sistema offensivo.

Il rispetto per la Juve Stabia e i “giocatori da rubare”
Sabattini non considera la Juve Stabia una semplice neopromossa, ma una realtà consolidata capace di lottare per i playoff, proprio come il Catanzaro.
• L’elogio a Candellone: Il giornalista ha indicato nel capitano gialloblù il suo giocatore preferito delle Vespe, definendolo un attaccante completo e forte.
• Ex e talenti: Ha ricordato con affetto Nicola Mosti, che a Modena ha lasciato un ottimo ricordo, e ha espresso ammirazione per il giovane Cacciamani. Ha inoltre menzionato Zampano come l’ex della partita tra le fila del Modena.

Verso la partita: l’incognita sintetico e l’atteggiamento di Sottil
In vista del match al “Menti”, Sabattini ha evidenziato due fattori chiave:
1. Il terreno di gioco: Il campo sintetico di Castellammare rappresenta una sfida per il Modena, non essendo la squadra abituata a questa superficie.
2. Mentalità: Sabattini si aspetta un Modena che andrà a giocarsela a viso aperto. La squadra di Sottil, infatti, non è costruita per chiudersi e difendere, ma cercherà di imporre il proprio gioco nonostante l’assenza a centrocampo di Sersanti.

In chiusura, Sabattini ha ribadito l’obiettivo stagionale del club: centrare quei playoff che sono sfuggiti nelle ultime tre stagioni, puntando al miglior posizionamento possibile per sfruttare il fattore campo nei turni preliminari.

Juve Stabia, La Rubrica Vespa Rosa compie 12 anni: Il racconto di Elena, una “Canarina” stregata dalle Vespe

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Il mese di febbraio si conferma un periodo magico per il cuore pulsante della nostra comunità. Mentre ancora risuonano gli echi dei festeggiamenti per i 19 anni dell’Associazione StabiAmore (nata il 19 febbraio 2007 come faro socio-culturale, sportivo e artistico della nostra città), ci prepariamo a soffiare su un’altra candelina.

Il 21 febbraio, infatti, la rubrica Vespa Rosa compirà 12 anni. Dodici anni in cui questo spazio è stato l’unico capace di dare voce e anima alle emozioni delle donne che vivono il calcio non solo come sport, ma come vita. Questa settimana, per celebrare questo traguardo, usciamo dai confini cittadini per accogliere una “Vespa d’adozione” molto speciale.

Elena Pagliaia: Una “Canarina” innamorata delle Vespe

Non capita spesso di trovare un legame così forte tra due città lontane, eppure unite dagli stessi colori: il giallo e il blu. Elena Pagliaia non è una “Vespa” di nascita, ma una “Canarina” doc, tifosissima del Modena. Eppure, il suo amore per Castellammare e per la Juve Stabia racconta una storia di sportività e passione pura.

“Il mio amore per il Modena è nato nel lontano 2001, l’anno della promozione in Serie A,” ci racconta Elena. “Mio padre mi portò allo stadio e da lì non ho più smesso. Quella era la ‘Longobarda’ di Gianni De Biasi, un gruppo perfetto che ci riportò nel calcio che conta dopo 38 anni. Ricordo ancora l’emozione della mia prima trasferta all’Olimpico in Serie A: una neopromossa che vince in uno stadio simile… tanta roba!”

Dalla polvere alla rinascita: Il calcio come sfogo e vita

La storia sportiva di Elena somiglia a quella di molti tifosi stabiesi: fatta di gioie immense e dolori profondi. Il fallimento del Modena nel 2017 è stata una ferita aperta, ma la risalita dalla Serie D fino al ritorno in Serie B (il 22 aprile 2022) ha dimostrato che la fede non muore mai.

“Il calcio è la mia passione più grande,” confessa Elena, “il mio sfogo quando sono triste, la mia vita.”

Il colpo di fulmine per Castellammare

Ma come nasce l’amore di una modenese per la Juve Stabia? Galeotta fu un’amicizia storica e un giocatore che ha fatto da ponte tra i due cuori: Edoardo Duca. “Ho iniziato a seguire le Vespe grazie a un’amica e ancora di più quando si è trasferito Duca, uno dei miei giocatori preferiti. Mi ha stregato il modo di giocare della squadra, la grinta che mettono in campo e la compattezza creata dal mister.”

Ma non è solo una questione di campo. Recentemente Elena ha visitato Castellammare e il legame è diventato indissolubile:

“Mi sono innamorata della città. Per chi ama il mare come me, Castellammare è un sogno. Il mio desiderio più grande? Trasferirmi e vivere vicino alle onde.”

In questa settimana di anniversari, la storia di Elena ci ricorda perché esiste la rubrica Vespa Rosa: per dimostrare che il calcio abbatte le distanze, crea amicizie eterne e sa far sognare anche oltre i 90 minuti.

Tanti auguri a StabiAmore per i suoi 19 anni e lunga vita a Vespa Rosa, che da 12 anni colora di rosa la nostra passione gialloblù!

Forza Stabia, forza Castellammare e perchè no… forza Modena

StabiAmore la storia dell’associazione: Dalle Onde di Radio Boomerang al Cuore della Città

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L’associazione StabiAmore compie diciannove anni. Non è solo un compleanno associativo, ma il riflesso di un legame indissolubile con il territorio, una storia che affonda le sue radici in un passato fatto di frequenze radiofoniche e che si proietta verso il futuro con la stessa immutata passione.

Il Filo Rosso della Memoria: Da Radio Europa One a Radio Boomerang

Tutto ha inizio il 19 febbraio 1979. Da un attico di piazza Vesuviana prendeva vita Radio Europa One, destinata a diventare la storica Radio Boomerang. È in quegli studi che Gianfranco Piccirillo — prima in via San Vincenzo e poi in via Sant’Andrea — dal 1986 al 2000 ha forgiato un senso di appartenenza unico, attraverso la conduzione di programmi sportivi, di informazione e di intrattenimento.

Quando le trasmissioni della radio si interruppero, la sfida divenne una sola: non disperdere quel patrimonio di “stabiesità”.

2007: L’Anno del Centenario e la Nascita di un Sogno

Nel 2007, anno del centenario della Juve Stabia, il “Comitato di amici della Juve Stabia” (nato l’anno precedente per sostenere l’azionariato popolare proposto dal presidente D’Arco) decise di compiere il grande passo.

L’idea era chiara: trasformare quell’entusiasmo in un’associazione strutturata. Gianfranco Piccirillo con Agostino Apuzzo, Pasquale Sergio, Osvaldo Apuzzo e Franco Ferraro, decisero di dare seguito a quella visione che prese forma nello studio commercalisti “Apuzzo” in via Denza 21 a Castellammare di Stabia.

L’Etimologia del Nome: Perché “StabiAmore”?

Il nome dell’associazione non è casuale, ma racchiude una doppia anima:

  • L’Amore Viscerale: L’unione naturale tra la città di Stabia e il sentimento che lega i tifosi alla maglia.

  • Il Respiro Internazionale: L’uso del suffisso anglosassone more (“di più”), per indicare la volontà di promuovere “più Stabia” nel mondo.

  • La “A” Maiuscola: Posta al centro della parola, non è solo un vezzo grafico, ma un simbolo di ambizione: il desiderio di vedere la squadra raggiungere il traguardo della massima serie.

Una Data, Due Destini

La scelta di registrare ufficialmente l’associazione il 19 febbraio 2007 presso l’Agenzia delle Entrate è stata un atto d’amore e continuità. È il ponte che collega i 47 anni che oggi compirebbe Radio Boomerang ai 19 anni di vita di StabiAmore.

“Non ho voluto far terminare quel senso di appartenenza. StabiAmore nasce per essere custode di questa identità” sono state le parole di Gianfranco Piccirillo.

Oggi festeggiamo diciannove anni di progetti, di sostegno alla squadra e di valorizzazione di Castellammare. Un cammino fatto di volti, amici e, soprattutto, di un cuore che batte forte per i colori gialloblù.

Tanti auguri a StabiAmore e un ricordo sempre vivo a Radio Boomerang. Forza Stabia, forza Castellammare!

Juve Stabia, Amministratori Giudiziari: “Gestione esclusiva per garantire legalità e continuità aziendale”

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In un momento cruciale per la vita della S.S. Juve Stabia 1907, i dottori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, in qualità di Amministratori Giudiziari del club, hanno rilasciato una nota ufficiale volta a fare chiarezza sulla situazione gestionale e giuridica della società.

L’intervento si è reso necessario per garantire un flusso informativo corretto e trasparente verso gli organi di stampa, la tifoseria e l’intera cittadinanza di Castellammare, definendo con precisione il perimetro operativo entro cui si muove attualmente la società.

Il quadro giuridico: lo “spossessamento gestorio”

La società è attualmente sottoposta alla misura dell’Amministrazione Giudiziaria (ex art. 34 del D.Lgs. 159/2011 – Codice Antimafia). Questo provvedimento comporta il cosiddetto spossessamento gestorio: il controllo e la gestione della Juve Stabia sono sottratti alla precedente governance e affidati esclusivamente agli Amministratori Giudiziari. Ogni decisione avviene sotto la diretta e costante vigilanza dell’Autorità Giudiziaria competente.

L’obiettivo: bonifica e rigore

L’azione dello Stato, attraverso l’ufficio degli Amministratori, ha una missione chiara: la bonifica delle attività aziendali. L’obiettivo prioritario è recidere qualsiasi forma di condizionamento esterno, assicurando che il cammino sportivo e imprenditoriale del club prosegua nel solco della legalità e della massima trasparenza, nel rispetto del Testo Unico Antimafia.

3. Continuità aziendale e tutela del brand

Nonostante i vincoli e le complessità imposte dal regime giuridico, l’impegno per garantire la continuità aziendale resta massimo. Gli Amministratori stanno profondendo sforzi straordinari per: Preservare il valore del brand Juve Stabia; tutelare il patrimonio sportivo e i risultati sul campo e salvaguardare i posti di lavoro di dipendenti e collaboratori.

Conciliare i tempi della burocrazia giudiziaria con la velocità del calcio professionistico è una sfida complessa, che viene affrontata quotidianamente con dedizione assoluta.

Le parole degli amministratori sono chiare: “Confidiamo nella collaborazione di tutti gli stakeholder affinché questo delicato percorso di risanamento e legalità possa procedere senza interferenze, nell’esclusivo interesse della sopravvivenza e della dignità della S.S. Juve Stabia.”

Un futuro di dignità

In conclusione, la gestione giudiziaria ribadisce che ogni azione intrapresa mira esclusivamente alla tutela della storica società stabiese. Il percorso di legalità intrapreso non è solo un obbligo normativo, ma la condizione essenziale per restituire al club e alla sua città un futuro solido e rispettato.

Ripetute violenze sessuali su minore ricoverata, operatore sociosanitario in manette

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Avrebbe abusato di una minore ricoverata in una struttura di Pozzuoli, per questo un operatore sociosanitario è stato arrestato dai carabinieri. Su delega della Procura di Napoli – IV Sezione, procuratore aggiunto Raffaello Falcone – i Carabinieri della stazione di Monte di Procida hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli nei confronti dell’operatore sociosanitario gravemente indiziato di violenza sessuale pluriaggravata su minore.

Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa avviata dopo la denuncia presentata dalla persona offesa, che ha riferito una serie di abusi subiti nel periodo di degenza presso una struttura sanitaria.

In particolare, le verifiche investigative eseguite anche attraverso l’analisi di dispositivi informatici, accesso ai contenuti digitali e assunzione di dichiarazioni testimoniali, hanno consentito di delineare un grave quadro indiziario a carico dell’operatore socio-sanitario destinatario della misura ritenuto responsabile del delitto di reiterate violenze sessuali ai danni della vittima, commesse abusando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica.

Fonte AdnKronos

Perché diverse fasce d’età scelgono diversi tipi di giochi: l’opinione di Casoola Casino

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La scelta e il comportamento dei giocatori dipendono dall’età e dall’esperienza di vita. Le abitudini, le aspettative e le preferenze nei giochi cambiano con l’età. I giovani utenti sono alla ricerca di giochi dinamici e veloci. Sono apprezzati la velocità, gli effetti visivi e la possibilità di ottenere risultati rapidi.

I giocatori di mezza età scelgono spesso intrattenimenti più tattici. Sono interessanti le lunghe sessioni di gioco. Sono apprezzate la qualità dei contenuti, la varietà delle tattiche, la possibilità di controllare lo svolgimento del processo. Gli utenti più anziani preferiscono le slot classiche e le lotterie con regole semplici. Nei casinò online, come Casoola IT e non solo, è disponibile un’ampia gamma di intrattenimenti. Stabilità, prevedibilità, interfaccia intuitiva.

Preferenze in termini di ritmo e formato

La formazione delle preferenze legate all’età si basa sulle abitudini, sugli interessi e sul livello di alfabetizzazione digitale. Sono importanti il tempo che si può dedicare al divertimento e la volontà di gestire i rischi. L’esperienza di gioco dipende dal ritmo e dal formato preferiti dall’utente.

In Casoola Casino ci sono giochi dinamici e veloci, sessioni tranquille e ben studiate. Nel primo caso, ogni scommessa ha un ritorno immediato; nel secondo è possibile costruire una tattica. Una volta capite le preferenze, sarà possibile scegliere l’intrattenimento adatto e ottenere il massimo piacere dal processo. Ecco alcuni punti importanti:

  • La scelta del ritmo e del formato dipende dal carattere dell’utente, dal suo umore e dalla disponibilità di tempo libero.
  • L’alternanza di intrattenimenti veloci e lenti aiuta a mantenere l’equilibrio tra il brivido e il controllo.
  • Il formato giusto renderà l’esperienza di gioco confortevole e sicura.

È importante capire quali sono le tue preferenze in termini di ritmo e formato dei giochi. Potrai trascorrere il tuo tempo libero nel casinò online nel modo più confortevole possibile. I giochi veloci regalano emozioni e dinamismo. Quelli lenti rilassano e danno un senso di stabilità. Scegli i giochi in base al ritmo e agli interessi che preferisci.

L’esperienza come fattore di scelta

La scelta del formato, del ritmo e della tattica è influenzata dall’esperienza di gioco. I nuovi arrivati ​​su Casoola Casino e altri siti preferiscono giochi semplici e intuitivi, con regole semplici e rischi minimi. Le slot classiche sono un’ottima soluzione. È possibile iniziare con puntate minime, familiarizzare con l’interfaccia e comprendere le meccaniche senza stress.

Per gli utenti esperti sono interessanti i formati più complessi, dove è possibile utilizzare tattiche per avere successo e valutare le probabilità. L’esperienza forma le abitudini e lo stile di gioco. Influisce sulla velocità del processo decisionale e sulla scelta del formato. Grazie a un approccio consapevole alla scelta dei giochi, aumenta il comfort e si è in grado di gestire i rischi. Il processo di gioco è avvincente e sicuro.

Differenza di aspettative dal processo di gioco

Le aspettative sul gioco possono variare notevolmente tra gli utenti. Dipende dall’esperienza, dall’età, dalle preferenze personali. Alcuni vogliono provare emozioni rapide, il brivido del gioco. Per altri è importante la possibilità di pianificare le mosse e utilizzare tattiche. Ci sono quelli che cercano un intrattenimento tranquillo e rilassante.

Nel Casoola Casino e non solo, potete scegliere diversi formati di gioco. Scegliete i giochi adatti alle vostre aspettative. Sono loro a determinare il formato, il ritmo, la tattica. La dinamica veloce offre il brivido, la tattica offre il controllo, l’analisi. L’intrattenimento tranquillo rilassa.

Juve Stabia, Fabio Scacciavillani è il nuovo Presidente Esecutivo. Nominato nel CDA il Dott. Avi Hirsch

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Una nuova era di respiro internazionale si apre per la S.S. Juve Stabia 1907. In data 16 febbraio 2026, l’assemblea dei soci del club si è riunita per definire i nuovi assetti del Consiglio d’Amministrazione, ufficializzando nomine di altissimo profilo che legano indissolubilmente il futuro delle “Vespe” ai vertici della finanza globale e dell’innovazione tecnologica.

Il dottor Fabio Scacciavillani è stato nominato Presidente Esecutivo del consiglio d’amministrazione, mentre il dottor Zvi Yehiel Avi Hirsch entra a far parte del board come membro del CDA.

Gli amministratori in carica, i dottori Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, hanno accolto con entusiasmo i nuovi vertici:

“Diamo il più caloroso benvenuto al Presidente Scacciavillani e al dottor Avi Hirsch. Siamo certi che la loro esperienza e il loro prestigio internazionale rappresenteranno un volano fondamentale per la crescita della nostra società. Auguriamo loro un proficuo lavoro al servizio della Juve Stabia.”

Un profilo di eccellenza: chi è Fabio Scacciavillani

L’arrivo di Fabio Scacciavillani alla presidenza esecutiva segna un cambio di passo strategico per il club. Economista di fama mondiale, Scacciavillani vanta un curriculum che spazia dalle istituzioni monetarie ai fondi sovrani, fino ai mercati azionari di New York.

Fabio Scacciavillani è un economista con un Ph. D. dall’Università di Chicago, dove ha insegnato al College ed è stato assistente del premio Nobel Merton Miller alla Business School. È socio fondatore e strategist di Nextperience, boutique di consulenza finanziaria a Milano e di IntellAIgenz, una startup sull’Intelligenza Artificiale e insegna il corso di Internationalization of Companies al Master della Bologna Business School dell’Università di Bologna. È stato CEO e CFO di Brera Holdings guidandone la trasformazione in Solmate Infrastructure, una Digital Asset Treasury quotata al Nasdaq di New York, oggi socio unico della S.S. Juve Stabia.

Dal 2011 al 2019 è stato Chief Strategist Officer e Chief Economist dell’Oman Investment Fund, il fondo sovrano del Sultanato. In questo ruolo, ha condotto analisi sulle tendenze economiche globali e ha contribuito alla definizione dei piani di investimento a lungo termine dell’OIF e partecipato a diverse operazioni di private equity, quotazioni in borsa e progetti immobiliari.

In precedenza, Fabio Scacciavillani è stato Direttore di Macroeconomia e Statistica presso il Dubai International Financial Centre, Direttore della Ricerca Economica alla Gulf Organization for Industrial Consulting a Doha, in Qatar; Direttore Esecutivo presso Goldman Sachs; Senior Economist e Advisor presso la Banca Centrale Europea, al tempo del lancio dell’euro, ha ricoperto diversi ruoli presso il Fondo Monetario Internazionale a Washington e ha iniziato la sua carriera al CentroStudi di Confindustria a Roma.

Tra Media e Divulgazione

Ha pubblicato ricerche accademiche in macroeconomia, tassi di cambio, econometria, geopolitica e finanza ed è stato consulente di primarie multinazionali europee e del fondo sovrano libico dopo la caduta di Gheddafi.

Il suo libro “The New Economics of Sovereign Wealth Funds”, scritto con Massimiliano Castelli, è un testo fondamentale sulla crescente influenza dei fondi sovrani a livello mondiale e sull’evoluzione delle loro strategie finanziarie. Più recentemente ha pubblicato “Il Furto del Millennio” con Michele Mengoli, sulle devastanti sottrazioni di proprietà intellettuale e sulla guerra ibrida condotta dalla Cina contro i Paesi e le economie occidentali.

Insieme ad Alberto Forchielli anima il canale YouTube e podcast Inglorious Globastards, ha realizzato e interpretato la serie Clay Economy per l’educazione finanziaria, trasmessa dalla Rai, e pluripremiata in prestigiosi concorsi internazionali. Da diversi anni Forchielli e Scacciavillani sono editorialisti de Il Sole 24 Ore e vengono frequentemente invitati a parlare su media e in occasione di eventi internazionali.

Scacciavillani porta a Castellammare una visione globale che promette di proiettare il club verso nuovi orizzonti di sostenibilità e successo.

Juve Stabia – Modena affidata a Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta: Scheda completa dell’arbitro

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La Juve Stabia domenica 22 febbraio 2026 ospiterà tra le mura amiche del Menti il Modena allenato da Andrea Sottil. Per la giornata n.26 del campionato di serie BKT 2025-2026 è stato designato come arbitro il Sig. Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta.

La famiglia Ayroldi

Giovanni Ayroldi, un talento emergente nel mondo arbitrale, incarna la passione per il calcio fin dalla nascita.  Nato nel 1991, Giovanni porta con sé un cognome che è diventato sinonimo di eccellenza arbitrale in Italia.  Figlio d’arte, il padre Stefano ha calcato i campi di gioco come arbitro e assistente internazionale ed ha arbitrato le Vespe nel 1998 (vittoria con il Castel di Sangro).Lo zio è Nicola Ayroldi anche egli molto conosciuto a Castellammare per aver arbitrato la Juve Stabia negli anni ’90 (ben 5 volte con un bilancio di 3 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta).  Giovanni è cresciuto respirando l’atmosfera del calcio, con il fischietto come una sorta di prolungamento del suo stesso essere.

La sua passione è tale da contagiare anche la sorella Raffaella, che ha trovato nell’arbitraggio della pallavolo la sua dimensione.  Giovanni rappresenta il futuro dell’arbitraggio italiano, un giovane professionista che ha saputo trasformare la sua eredità in una carriera promettente.

Il testimone di una passione

Giovanni Ayroldi, giovane arbitro emergente, ha ereditato dal padre Stefano una passione che scorre nelle vene della famiglia: quella per la direzione di gara.  Stefano Ayroldi, figura di spicco nel panorama arbitrale italiano, ha calcato i campi di Serie A per ben undici anni, collezionando 155 presenze nella massima serie.  La sua carriera è stata costellata di successi, culminati con la partecipazione al Mondiale del 2010 in Sudafrica, un traguardo che lo ha consacrato come uno dei migliori arbitri a livello internazionale.Ma il suo palmarès non si limita a questo: Ayroldi ha diretto un quarto e due semifinali di Champions League, ha arbitrato il Campionato Mondiale Under 20 in Egitto e la Coppa del Mondo per Club nel 2009.Ha inoltre avuto l’onore di arbitrare due finali di Coppa Italia, eventi che hanno visto sfidarsi squadre del calibro di Inter, Roma, Lazio e Sampdoria.  Un’eredità, quella di Stefano Ayroldi, che oggi Giovanni porta avanti con orgoglio e dedizione, ispirato da un padre che ha fatto la storia dell’arbitraggio italiano.

Giovanni Ayroldi: l’arbitro che ha scalato le vette del calcio italiano

Nato a Molfetta il 25 ottobre 1991, Giovanni Ayroldi ha iniziato la sua carriera arbitrale a soli 16 anni, dirigendo le partite delle serie minori della provincia barese e della Puglia.La sua passione e il suo talento lo hanno portato a scalare rapidamente le categorie, fino ad approdare in Serie D nel 2013.Dopo tre anni di esperienza nella quarta serie, Ayroldi è stato promosso in Lega Pro nel 2016, distinguendosi come primo nella graduatoria nazionale.  La sua ascesa è stata inarrestabile e, nel 2019, ha ottenuto la promozione nella Commissione Arbitri Nazionale B (CAN B), che gli ha permesso di arbitrare nel campionato cadetto.  Nel corso della stagione 2020-21, Giovanni Ayroldi ha avuto l’opportunità di arbitrare ben 7 partite di Serie A e 8 di Serie B, dimostrando di essere un arbitro di grande talento e professionalità.  Il suo debutto nel massimo campionato italiano è avvenuto il 19 gennaio 2020, quando ha fatto parte della squadra arbitrale che ha diretto il pareggio per 1-1 tra Bologna ed Hellas Verona.

A settembre 2020, Giovanni Ayroldi è entrato a far parte dell’organico della CAN A-B, un traguardo importante che gli ha consentito di arbitrare sia in Serie A che in Serie B.  La sua carriera è ancora in ascesa e siamo certi che lo vedremo protagonista in molte altre partite di alto livello.

Ayroldi: un arbitro rigoroso dal cuore caldo

Giovanni Ayroldi è un arbitro che non passa inosservato.  La sua direzione di gara, a volte eccessivamente fiscale, è improntata al rispetto reciproco tra giocatori e staff.  Questa sua fermezza, se da un lato gli ha procurato qualche critica, dall’altro è uno dei suoi punti di forza, insieme alle indubbie qualità atletiche e professionali.  Ayroldi è un arbitro animato da una grande motivazione e passione per il suo lavoro, che lui stesso definisce “la cosa più bella del mondo”.  La sua passione traspare anche dal suo modello di riferimento, l’indimenticato “arbitro con il sorriso” Daniele De Santis.  La vita di Ayroldi, dentro e fuori dal campo, è retta da tre pilastri fondamentali: la famiglia, il lavoro di squadra e la concentrazione.  Valori che gli permettono di affrontare ogni partita con la massima professionalità e dedizione, dal primo all’ultimo minuto di gioco.

SCHEDA COMPLETA

Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta è nato il 25 ottobre 1991. E’ al suo 7° anno alla CAN.

Tra i professionisti ha diretto 255 partite con 61 espulsioni e 85 rigori.

In questa stagione finora ha 12 partite di campionato (7 di serie A, 4 di Serie B e 1 in Coppa Italia) con questo bilancio: 2 vittorie interne, 5 pareggi e 5 vittorie esterne con 2 rigori e 3 espulsioni.

Conta 6 precedenti con la Juve Stabia con questo bilancio: 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte.

24/25 Serie B 16.02.2025  Juve Stabia 3:0 Cosenza (Adorante (2), Fortini)

19/20 Serie B 22.02.2020  Cittadella 3:0  Juve Stabia (Iori (rig.), Proia, Iori)

18/19 Serie C 14.04.2019  Sicula Leonzio 2:3 Juve Stabia (Ferrini, Miracoli, Mezavilla (2), Elia)

18/19 Serie C 13.02.2019  Juve Stabia 0:0 Catanzaro (cucchiaio di Giannone su rigore)

17/18 Serie C 18.03.2018 Rende Calcio 1:1 Juve Stabia (Cuomo, Crialese)

17/18 Coppa Italia Serie C 21.11.2017  Paganese 1:0 Juve Stabia (Scarpa (Rig.))

Conta 3 precedenti con il Modena con questo bilancio: 1 vittoria, 1 pareggio e 1 sconfitta

Gli assistenti:

Primo Assistente: sig. Luca Mondin della sezione AIA di Treviso

Secondo Assistente: sig. Glauco Zanellati della sezione AIA di Seregno

IV° ufficiale: sig. Carlo Esposito della sezione AIA di Napoli

VAR: sig. Marco Serra della sezione AIA di Torino

AVAR: sig. Giacomo Paganessi della sezione AIA di Bergamo