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Juve Stabia, Burnete accende le Vespe ma Gabrielloni le spegne: il Modena passa tra i rimpianti

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La trasferta di Modena lascia in dote alla Juve Stabia un retrogusto amaro, figlio di una partita vissuta sulle montagne russe. Se il primo tempo ha mostrato una squadra contratta e quasi rassegnata con qualche tentativo di accorciare le distanze, la ripresa ha restituito ai tifosi una versione coraggiosa delle Vespe, capace di sfiorare un’impresa che, a un certo punto, sembrava alla portata.

Il fattore Burnete: una scossa elettrica

L’ingresso in campo di Burnete ha rappresentato il vero spartiacque del match. Mentre la manovra offensiva appariva precedentemente farraginosa, l’attaccante ha portato con sé dinamismo e una visione di gioco che ha messo in crisi la retroguardia emiliana.

Abile nel legare i reparti e nel dettare profondità, la sua firma è d’autore nell’azione che ha portato al gol di Mosti, riaprendo ufficialmente i giochi. Burnete si candida prepotentemente per una maglia da titolare, dimostrando un percorso di crescita importante per iniziare a “reggere” la categoria.

Il blackout di Gabrielloni: il peso di un errore

Di contro, la serata di Gabrielloni è stata lo specchio delle difficoltà di chi, pur mettendoci l’anima, non riesce a trovare la via della concretezza. Il centravanti è apparso spesso fuori tempo, infrangendosi contro il muro difensivo del Modena in una costante ricerca del colpo di testa risolutore.

Il minuto 82 resterà il simbolo del rammarico stabiese: un calcio di rigore battuto senza la cattiveria necessaria, neutralizzato dal portiere avversario, che ha spento definitivamente le velleità di rimonta.

Il Bivio di Mister Abate

Il confronto tra i due attaccanti racconta perfettamente il momento di transizione della Juve Stabia: da un lato l’entusiasmo dei nuovi innesti, dall’altro la crisi di identità di alcuni senatori. In un contesto di emergenza totale, la squadra non può permettersi pause o approcci timidi.

In vista del delicatissimo derby contro l’Avellino, mister Abate si trova davanti a un compito complesso: deve ripartire dalla brillantezza di Burnete senza però “perdere” definitivamente Gabrielloni, che resta un elemento fondamentale dello spogliatoio nonostante la domenica da dimenticare. Il calcio, si sa, non aspetta nessuno, e la Juve Stabia deve ritrovare quel cinismo che è mancato sotto il cielo di Castellammare di Stabia.

Juve Stabia – Modena (1-2): Il Podio e il Contropodio delle Vespe

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Seconda sconfitta consecutiva per la Juve Stabia, che cade in casa con il Modena. La rimonta stabiese si ferma sul più bello con Gabrielloni che fallisce il penalty del pareggio.

PODIO

Medaglia d’oro: a Nicola Mosti, non solo per il gol ma per la maturità. Il centrocampista col 98 è ormai diventato un calciatore completo, in grado di essere incisivo anche in fase di non possesso. Toltosi i panni del fantasista, Mosti è un centrocampista universale, capace di chiudere e poco dopo di segnare col suo educato mancino. Prova importante per lui.

Medaglia d’oro: a Marco Bellich, protagonista dell’amaro festeggiamento per le 101 (con quella di ieri) gare in gialloblu. Tra i tre del pacchetto arretrato il 6 è quello che sbanda meno, tenendo alta la guardia e chiudendo con precisione. Si rende sempre pericolosi sui calci piazzati non riuscendo però a incornare bene uno dei tantissimi cross che partono dalla bandierina.

Medaglia di bronzo: a Rares Burnete, che entra bene in partita. Assist per Mosti ma anche cuore per il giovane attaccante che, seppur confusionario in alcune circostanze, cerca in tutti i modi di svegliare la fase offensiva stabiese. Peccato non averlo visto insieme ad Okoro, che pure era parso vivace nella prima frazione di gioco.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Gabrielloni, che cestina l’occasione d’oro della Juve Stabia. Agguantando il pareggio con l’uomo in più e circa quindici minuti da giocare, per le vespe ci sarebbero state speranze persino di ribaltare la gara ma l’indecisione del 9 è stata una mazzata. Pesa tanto l’errore dagli undici metri ma anche l’atteggiamento dell’ex Como, non avaro nei 90 minuti di lamentele e gesti indispettiti per le scelte di passaggio dei compagni. Da lui ci si aspetta(va) un apporto diverso, al netto dei guai fisici di cui non è certo responsabile.

Medaglia d’argento: ad Alessio Cacciamani, che in fase di marcatura si mostra impacciato. Sui due gol del Modena sono evidenti le defaillance del ragazzo scuola Toro, sia sulla fascia che nell’area di rigore. Prima Tonoli e poi Zampano sfuggono infatti alla sua marcatura. Non mancano per lui i rimbrotti di Abate, che però servono al 77 per tornare spina nel fianco del Modena nella ripresa.

Medaglia di bronzo: a Lorenzo Carissoni, che non riesce a essere incisivo sulla fascia. Pochissime le sortite dell’ex Cittadella, che si rende protagonista anche di sorprendenti errori di passaggio e controllo in zone del campo ad alto rischio. Quando il 24 è depotenziato ne risente tutta la manovra della squadra.

Savoia calcio, pareggio in casa con la Nissa per 1 a 1, persa la vetta. Fotogallery

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LA PARTITA

Incontro al vertice al Giraud di Torre Annunziata tra Savoia e Nissa, la prima e la terza in classifica. Il Savoia parte cercando le corsie laterali con Boli a sinistra e Schiavi a destra ma i siciliani, solidi in difesa, negano la profondità.

Boli sulla fascia sinistra

I padroni di casa continuano ad essere in difficoltà e non riescono a trovare gioco. La Nissa, di contro, fa molta densità a centrocampo e cerca ripartenze.

AL 41′ IL VANTAGGIO DELLA NISSA

Quando il primo tempo sembra stia per finire sullo 0 a 0, la Nissa va in vantaggio al 41′. Proprio da una ripartenza dei siciliani, cross al centro dalla destra, Iuliano non intervenire e De Felice di testa insacca superando Forte.

LA REAZIONE e IL RIGORE SPRECATO

Nella ripresa la manovra dei savoiardi diventa più fluida anche grazie all’ingresso di Umbaca.

Al 73′ l’arbitro Costa decreta un calcio di rigore a favore del Savoia per un fallo di Lanza che stende Schiavi. Dal dischetto Guida batte forte ma centrale e Castelnuovo con la mano sinistra mette a lato.

Castelnuovo para il rigore calciato da Guida.

IL PAREGGIO

Il Savoia insiste e trova il meritato pareggio al minuto 78′ con Umbaca che dal limite in mezza rovesciata la insacca alla sinistra del bravo portiere siciliano.

Nel finale i bianchi provano clamorosamente a ribaltare la partita con Checa ma l’incontro termina con un giusto pareggio.

IL TABELLINO

MARCATORI: 41′ pt F. De Felice (N), 33′ st F. Umbaca (S)
SAVOIA 1908 (3-4-2-1): S. Iuliano, J. Caballero Vargas, M. Guida (↓ 38′ st), F. Meola, F. Vaccaro, P. Pisacane, F. Forte (↓ 27′ st), D. Nussbaumer (↓ 23′ st), P. Schiavi, M. Sellaf (↓ 15′ st), J. Boli (↓ 15′ st)
A disposizione: F. De Lorenzo, G. Bitonto, H. Muñoz (↑ 38′ st), F. Umbaca (↑ 15′ st), J. Tiveron, V. Frassón Calvino (↑ 27′ st), A. Cadili, A. Fiasco (↑ 15′ st), C. Favetta (↑ 23′ st)
All: Catalano Raimondo

NISSA F.C. (3-5-2): M. Castelnuovo, M. Lanza, F. Alagna (↓ 20′ st), R. Rotulo, F. De Felice (↓ 23′ st), A. Provenzano (↓ 23′ st), L. Bruno, M. Palermo, F. Rapisarda (↓ 41′ st), F. Cusumano, A. Tamajo
A disposizione: D. Mondello, F. Agnello (↑ 23′ st), M. Tumminelli (↑ 41′ st), A. Cittadino, P. Terranova (↑ 23′ st), O. Kragl, F. Napolitano, G. Megna, M. Sarao (↑ 20′ st)
All: Di Gaetano Francesco

AMMONITI: F. Forte (S), M. Sellaf (S), J. Boli (S), H. Muñoz (S), F. Alagna (N), F. Cusumano (N)

ARBITRO: M. Costa
ASSISTENTI: R. Liotta, J. Nkenkeu Teulem

STADIO: Comunale Alfredo Giraud, Torre Annunziata

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

 

Juve Stabia – Modena (1-2): Le pagelle dei gialloblù stabiesi

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C’è un sottile e beffardo filo rosso — o meglio, emiliano — che lega le rare cadute interne della Juve Stabia. Dopo una resistenza eroica e un’imbattibilità casalinga che pareva inscalfibile, il fortino del “Romeo Menti” capitola nella 26ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026. A passare è il Modena, capace di strappare un 1-2 che lascia l’amaro in bocca non solo per i punti persi, ma per l’incredibile coincidenza statistica: l’ultima sconfitta tra le mura amiche risaliva infatti alla passata stagione, sempre per 1-2, e sempre contro una compagine emiliana, la Reggiana.

Nonostante le pesanti assenze che hanno costretto Mister Abate a ridisegnare l’undici iniziale, le Vespe hanno lottato con il consueto spirito da “gladiatori” invocato dalla dirigenza in tribuna, pagando però a caro prezzo alcuni episodi chiave e una mira meno precisa del solito sottoporta. Se il primo tempo è apparso contratto, la ripresa ha mostrato una squadra capace di generare entusiasmo e spingere fino all’ultimo secondo, trascinata dal calore incessante di un pubblico che oggi si conferma di un’altra categoria.

Sotto gli occhi attenti di Scacciavillani, di Ron Sade (Brera Holdings/Solmate) e della leggenda FIFA Avram Grant, i calciatori gialloblù sono stati chiamati a una prova di nervi e sostanza. In attesa che i nuovi assetti societari portino la Juve Stabia verso quel “Gold Standard” gestionale promesso, analizziamo nel dettaglio le prestazioni individuali di una gara che segna la fine di un record, ma non certo delle ambizioni salvezza e poi chissà anche playoff.

Di seguito, i voti e le analisi ai protagonisti del match:

BOER 6: al suo esordio il campionato non ha dovuto compiere nessun intervento poiché mai impegnato. Non può nulla sui due goal subiti .

GIORGINI 5,5: Inizia la partita in modo distratto, complice come tutti i compagni sui due goal avversari. Alla distanza ritorna su i suoi standard consueti .

DALLE MURA 5,5: Anche lui complice per i goal subiti , inizia in modo confuso e poco tempestivo . Col passare dei minuti alza il suo rendimento non concedendo più pericolosità agli avversari .

BELLICH 6: L’unico della difesa che ha iniziato in modo corretto il match , non concedendo nulla. Ha cercato di rendersi utile anche in area avversaria su i tanti corner a favore con poca fortuna perché contrastato dai suoi stessi compagni.

CARISSONI 5: Partita confusionaria, perde l’uomo sul primo goal subito, poco incisivo anche in fase offensiva. Dal 93’DIAKITÉ S.v.

MOSTI 6: come tutta la squadra sbaglia l’approccio alla partita, inizia poi a fare lavoro di filtro e inserimento che lo portano varie volte in zona goal, è suo il goal della speranza. Dal 93’ MANNINI S.v.

LEONE 5,5: Orfano della presenza di Correia nei primi minuti non riesce ad arginare il centrocampo avversario, con l’arroccamento del Modena in difesa cerca di attivare le sue geometrie non sempre precise.

MAISTRO 5,5: oggi in una posizione non sua si fa notare solo su i calci da fermo tagliati sempre pericolosi, i compagni non sempre li sfruttano. Dal 63’ DOS SANTOS 6: messo in campo per dare più profondità e vivacità, qualche spunto in velocità, ma non può incidere più di tanto sulla partita.

CACCIAMANI 5: La sua peggior partita per il giovane calciatore, poco attento in fase di copertura. Accorcia tardi, rimanendo a metà strada, su Zampano che poi serve Tonoli per il cross che genera il primo gol del Modena; si perde poi Zampano sul 2-0 per i canarini. Poco propositivo in fase offensiva. Dal 73’ RICCIARDI 5: sull’unica azione coinvolto, si perde l’avversario che era pronto per il terzo goal.

GABRIELLONI 4,5: Oggi è stato il miglior difensore del Modena, sempre contro tempo su i cross tanto da ostacolare varie volte il compagno messo meglio in posizione, come nell’occasione sul finire del primo tempo quando si scontra con Bellich che deve ricorrere poi nel secondo tempo ad una vistosa fasciatura alla testa. Mette la ciliegina sulla torta, in negativo, con il rigore calciato in modo orribile.

OKORO 5,5: fa a sportellate con i difensori avversari, scatti e controscatti in modo confuso non riesce mai a dialogare con il compagno di reparto. Dal 46’ BURNETE 6: entra per mettere più pressione e presenza in area di rigore avversaria, compito svolto con sufficienza. Dalla sua caparbietà nel mantenere la palla nasce l’azione del goal che ha fatto sperare nel pareggio.

ABATE 5,5: oggi cercava uno step di crescita, proponendo il 3-5-2 fallisce l’obiettivo a causa delle assenze e anche perché è tradito dall’atteggiamento timido e confusionario dei suoi uomini soprattutto nel primo tempo. Con l’abbassamento del Modena con i cambi, alcuni che non hanno convinto (vedi lasciare Gabrielloni in campo) non è riuscito a completare la rimonta con la squadra che ha mantenuto il pallino del gioco più con la forza della disperazione che con precise geometrie. Nonostante ciò si era quasi arrivati al pareggio se Gabrielloni non avesse sbagliato il rigore. Il mister deve pregare che torni presto Candellone e qualche altro infortunato, regalare 7 calciatori infortunati non è cosa da niente.

Juve Stabia – Modena, Sottil: “Vittoria meritata su un campo tosto. Vogliamo continuare ad essere ambiziosi”

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Il Modena non si ferma più. Nella 26esima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, i canarini espugnano il “Romeo Menti” superando la Juve Stabia per 1-2 e centrando così la terza vittoria consecutiva. Un successo di peso, ottenuto su un campo insidioso, che rilancia le ambizioni degli emiliani in classifica.

Al termine del match, in sala stampa si è presentato un Mister Andrea Sottil visibilmente soddisfatto, che ha analizzato la gara riconoscendo i meriti dei suoi ragazzi ma anche le qualità degli avversari.

L’analisi del match: “Ottimo approccio, ma dovevamo chiuderla prima”

Il tecnico del Modena ha sottolineato l’importanza dell’atteggiamento iniziale, chiave di volta per indirizzare la partita sui binari giusti, pur riconoscendo la sofferenza nella ripresa di fronte al ritorno dei padroni di casa.

“Volevamo partire forte e ci siamo riusciti,” ha spiegato Sottil ai giornalisti. “Abbiamo fatto un ottimo primo tempo. Nel secondo la Juve Stabia è tornata in partita. Lo sapevo che sarebbe successo per questo speravo di poterla chiuderla definitivamente nel primo tempo. Il Menti è un campo tosto, oggi è una vittoria meritata. Ci tengo a dire che la Juve Stabia è una bellissima realtà.”

Tra tattica e singoli: gli elogi ad Ambrosino e Maistro

L’allenatore si è poi soffermato su alcuni aspetti tecnico-tattici, dimostrando di avere il polso della situazione su cosa ha funzionato e cosa invece necessita di correzioni. Se da un lato c’è stata una leggera flessione sulle palle inattive, dall’altro le individualità hanno fatto la differenza: “Lavoriamo sempre molto sui calci piazzati, ma oggi non ci siamo mossi bene.” Su Maistro: “Conosco bene il calcio di Fabio Maistro che ho avuto ad Ascoli” ha commentato il mister, sottolineando l’importanza del giocatore nell’economia del gioco della Juve Stabia. Su Ambrosino ci sono parole al miele da parte del tecnico: “Ambrosino è un ottimo calciatore: ci darà una grossa mano in un reparto già molto competitivo.”

Il futuro: testa subito al Padova

Non c’è tempo per rilassarsi. Il Modena vuole continuare a correre e Sottil fissa già il prossimo obiettivo, mettendo in chiaro quale debba essere la mentalità della squadra da qui al termine della stagione.

“Vogliamo essere ambiziosi e competitivi. Adesso ci godiamo questo successo e iniziamo a prepararci per Padova, altra gara insidiosa come tutte in serie B dove nessuna partita è scontata.”

Una dichiarazione d’intenti chiara: il Modena c’è e intende essere protagonista assoluto in questo campionato.

Juve Stabia, Scacciavillani e Sade di Solmate: Diventeremo un Gold Standard del calcio, puntiamo alla Serie A

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Il campo ha emesso un verdetto amaro, ma le fondamenta per il futuro sembrano più solide che mai. La 26esima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026 segna la fine dell’imbattibilità casalinga della Juve Stabia: il Modena si impone per 1-2 al “Romeo Menti”. Una vera e propria maledizione emiliana per le Vespe: l’ultima sconfitta interna risaliva infatti alla scorsa stagione, quando fu la Reggiana a violare Castellammare con l’identico risultato di 1-2.

Tuttavia, a dispetto di una domenica avara di gioie sportive, a scaldare i cuori della piazza ci hanno pensato le dichiarazioni rilasciate in sala stampa dalle massime cariche dirigenziali. Una conferenza che ha delineato orizzonti vasti e ambiziosi per il club campano.

Scacciavillani: “Vogliamo essere il ‘Gold standard’ della gestione sportiva”

A prendere la parola per primo è stato Fabio Scacciavillani, neo Presidente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione della S.S. Juve Stabia 1907. Dopo aver ringraziato i giornalisti presenti per l’attenzione e la dedizione verso la squadra, Scacciavillani ha tracciato la rotta del suo mandato:

“Sono stato nominato per portare il club su un percorso di continuità ed eccellenza. Vogliamo essere un esempio non solo dal punto di vista sportivo ma anche amministrativo, consolidando il legame con questa bellissima città. Vogliamo diventare l’esempio, il ‘Gold standard’ nella gestione delle società sportive.”

A testimonianza della dimensione internazionale che il club sta assumendo, il Presidente ha poi introdotto Ron Sade, investitore e rappresentante della Brera Holding Company (che a giorni cambierà ufficialmente nome in Solmate), presente al “Menti” per osservare da vicino le operazioni del club, sia dentro che fuori dal rettangolo verde. Sugli spalti, a impreziosire la delegazione, c’era anche la leggenda della FIFA Avram Grant, referente per le attività calcistiche del gruppo.

Sade incorona Abate e la piazza: “Il mister è un gladiatore, tifosi eccezionali”

Ron Sade, portavoce di una cordata internazionale protagonista di un’acquisizione da 300 milioni di dollari (operazione che ha avuto vasta eco sulla stampa estera), non ha nascosto il suo entusiasmo, nonostante la sconfitta maturata nei 90 minuti.

“Ho sempre amato l’Italia, dal cibo, alle auto, alla moda,” ha esordito Sade, prima di analizzare la prestazione della squadra. “Ho assistito alla gara con Avram Grant e soprattutto il secondo tempo ci ha colpito. È una squadra competitiva, aggressiva e che genera entusiasmo, nonostante i tanti indisponibili che c’erano oggi.”

Le parole dell’investitore si sono poi concentrate sulle componenti umane che rendono unica la Juve Stabia: la guida tecnica e la passione popolare.

“L’allenatore è un gladiatore e i tifosi mi sono sembrati eccezionali, ho potuto constatarlo anche all’allenamento di ieri. Con questi presupposti possiamo puntare in alto. Siamo qui per sostenere il club nella corsa ai playoff e magari, quando le circostanze saranno mature, puntare alla Serie A. Se dovessimo centrare i playoff, possiamo disputarli per vincerli.”

La sconfitta contro il Modena brucia, ma le parole di Scacciavillani e Sade tracciano un quadro in cui la delusione di una domenica sembra solo un piccolo ostacolo all’interno di un progetto nato per guardare molto in alto. Castellammare di Stabia, a quanto pare, è pronta a sognare in grande.

Juve Stabia – Modena (1-2), Bellich: Sconfitta che fa male, ora testa al derby. Le mie 100 presenze? Un onore

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Crolla il fortino del “Romeo Menti”. Nella 26esima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, la Juve Stabia si arrende per 1-2 al Modena, incappando in una sconfitta che brucia e che spezza una lunga imbattibilità casalinga. Un vero e proprio “tabù emiliano” per le Vespe: l’ultima caduta tra le mura amiche, infatti, risaliva allo scorso campionato contro la Reggiana, terminata con il medesimo punteggio.

A presentarsi in sala stampa al termine del match è Marco Bellich, che per l’occasione ha indossato la fascia di capitano vista l’assenza di Candellone. Nelle sue parole si mescolano la delusione per un risultato bugiardo rispetto alla reazione della squadra e l’orgoglio per un traguardo personale importantissimo.

Una gara in salita e l’amaro in bocca

L’approccio alla partita è stato fatale per i gialloblù, costretti subito a rincorrere. “Speravo di festeggiare le 100 presenze, che oggi in realtà sono 101, in un altro modo, ma fa comunque piacere aver fatto tanto con questa maglia,” ha esordito il difensore.

L’analisi del match è lucida e non cerca alibi: “Sicuramente i due gol subiti all’inizio ci hanno fatto male e hanno messo la gara in salita. Siamo stati bravi a rimanere sul pezzo, l’abbiamo rimessa in piedi e avremmo anche potuto ribaltarla, ma purtroppo non è andata così”. Una sconfitta che non ridimensiona la squadra, ma che impone una riflessione: “Sicuramente c’è qualcosa da migliorare, anche in fase difensiva, ma siamo già pronti a lavorare per correggere gli errori fatti. È una gara che lascia l’amaro in bocca, nello spogliatoio siamo decisamente arrabbiati”.

Il legame viscerale con Castellammare

Nonostante la serata storta, le parole di Bellich si scaldano quando si parla del suo rapporto con la piazza e con il club. Una fedeltà non scontata nel calcio moderno. “La mia lunga permanenza alla Juve Stabia mi inorgoglisce senza dubbio,” ha sottolineato il difensore. “È il frutto del fatto che qui a Castellammare mi sento benissimo. Non a caso, negli ultimi anni, ho scelto di rinnovare il contratto per durate pluriennali. Nel tempo ho visto crescere la società, la squadra e, con loro, le nostre ambizioni. Di questo ne siamo tutti felici”.

Il mercato, i ricordi e il mirino sull’Avellino

Il calendario non lascia però tempo per i rimpianti. All’orizzonte c’è il derby contro l’Avellino, una sfida che vale sempre più dei classici tre punti. “Il derby di Avellino è una gara fondamentale, che rappresenta tanto per Castellammare. Noi “vecchi” lo sappiamo bene e in settimana lo faremo capire chiaramente ai nuovi arrivati”.

Curiosamente, proprio l’Avellino era stato accostato al giocatore durante il mercato estivo. Bellich ci tiene a fare chiarezza confermando la sua totale dedizione alla causa stabiese: “In estate c’è stata qualche voce di un interessamento da parte degli irpini, è vero. Ma sia io che la Juve Stabia eravamo pienamente concordi nel voler restare insieme, quindi abbiamo scelto felicemente di proseguire il nostro cammino”.

In chiusura, un tuffo nel passato recente, a dimostrazione di quanto questa piazza sappia regalare emozioni forti. Alla domanda su quale sia la gara che porta maggiormente nel cuore, il capitano di serata non ha dubbi: “La gara che ricordo con più emozione è la semifinale playoff d’andata contro la Cremonese. Al Menti si respirava un’atmosfera letteralmente incredibile. Peccato solo per come è andata poi a finire la doppia sfida coi grigiorossi”.

La delusione per il Modena è già archiviata. La Juve Stabia e Marco Bellich sono pronti a rialzarsi, con la testa e il cuore già rivolti al Partenio.

Napoli, furia Manna: “Il gol che ci hanno annullato è imbarazzante”

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Il Napoli perde a Bergamo. Nella sfida delle 15 della domenica di Serie A finisce 2-1 per l’Atalanta. A far discutere, però, è quanto accaduto a inizio secondo tempo, quando al Napoli (che era avanti 1-0) viene annullato il gol del 2-0 per un presunto fallo di Hojlund su Hien. Contatto che però non è stato seguito dal check del Var. “Questa situazione non si può nemmeno commentare – ha detto a Dazn il direttore sportivo del Napoli Giovanni Manna -. Perché il Var non lo va a vedere? Sul 2-0 sarebbe cambiato tutto. Questa cosa è inspiegabile. Ci stiamo giocando la Champions in un’annata complicata e quanto è accaduto oggi non è giusto. Questo non è calcio. Serve una spiegazione. Perché la prima volta è stato richiamato e la seconda no? E’ un paradosso”.

Juve Stabia – Modena (1-2) Abate a testa alta: Orgoglioso dei ragazzi. Buona prestazione malgrado l’emergenza

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Il tabù emiliano colpisce ancora. Nella 26esima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, la Juve Stabia cede il passo al Modena per 1-2, perdendo un’imbattibilità casalinga che durava da mesi. Un vero e proprio scherzo del destino: l’ultima sconfitta tra le mura amiche risaliva allo scorso campionato, contro la Reggiana, un’altra formazione emiliana e con lo stesso identico risultato (1-2).

Nonostante l’amarezza per un risultato che non premia gli sforzi delle Vespe, mister Ignazio Abate si presenta in sala stampa con lucidità, difendendo a spada tratta la prestazione dei suoi ragazzi, scesi in campo in una situazione di assoluta emergenza infortuni.

Il plauso alla squadra: “Il Modena ha sofferto come mai in stagione”

Il tecnico gialloblù non fa drammi, anzi, analizza i dati di una gara giocata all’attacco: “Devo fare un applauso alla mia squadra perché il Modena concede pochissimo, le statistiche lo mostrano; invece oggi ho visto soffrire il Modena come mai in stagione”, ha esordito Abate.

Il rammarico è legato agli episodi iniziali che hanno indirizzato la sfida: “Oggi abbiamo calciato in porta tantissime volte, battuto innumerevoli calci d’angolo e giocato una gara di qualità nonostante le tante assenze. Abbiamo pagato troppo presto due mezze disattenzioni e la gara si è messa in salita, ma poi l’abbiamo rimessa in piedi. Al rigore mancavano sette minuti, un’eternità: peccato, ma guardiamo alla prossima facendo la conta di chi ci sarà”.

Un passaggio anche sulle palle inattive: “A Monza non avevamo battuto bene gli angoli, ma stavolta su queste situazioni siamo stati semplicemente sfortunati”.

L’emergenza infermeria: sette titolari ai box

Il tema caldo della conferenza è inevitabilmente legato alla lunghissima lista degli indisponibili. La Juve Stabia sta pagando un conto salatissimo alla sfortuna.

“Quest’anno ci stiamo guadagnando tutto con grande merito, ma non sono una persona che cerca alibi. Certo, le valutazioni vanno fatte a 360 gradi perché avere fuori sette calciatori di prim’ordine non è semplice.”

Abate ha fatto il punto sulle condizioni dei singoli, in vista della delicata trasferta del Partenio: “Confente ha una lesione sull’addome, come Correia. Ha stretto i denti per le due gare ravvicinate ma oggi non ne aveva proprio, mentre Correia è ancora da valutare. Candellone e Zeroli ne avranno ancora per un mese circa. Varnier ancora non sta bene. Mi auguro che ad Avellino possa esserci Pierobon, lo valuteremo a partire da mercoledì”.

Le note liete e l’obiettivo salvezza

Nonostante la sconfitta, l’allenatore ha voluto sottolineare l’impatto positivo di chi è sceso in campo, in particolare dei più giovani e dei nuovi innesti: “Oggi faccio i complimenti a Burnete, che è entrato benissimo in partita. Anche Dalle Mura, Okoro e Dos Santos mi sono piaciuti: stanno crescendo in intesa con i compagni e dal punto di vista fisico”.

Infine, un richiamo al realismo e al percorso tracciato dalla società. La priorità resta mantenere la categoria e ritrovare solidità nel pacchetto arretrato: “Noi siamo in piena linea col nostro percorso perché siamo una squadra che deve salvarsi. Sono orgoglioso della prestazione di Monza e di quella di oggi. Poi esistono le categorie di calciatori: sia a Monza che oggi abbiamo preso gol alle prime disattenzioni, perché affrontiamo giocatori in grado di fare male al primo tentativo. Ora dobbiamo assolutamente registrare la tenuta difensiva, perché abbiamo subìto troppo nelle ultime gare e questo non va bene”.

L’imperativo ora è recuperare energie e uomini. L’identità della Juve Stabia c’è, parola di Ignazio Abate.

Juve Stabia – Modena: 1-2 (3′ Zannimacchia 23′ Zampano 75′ Mosti)

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Benvenuti amiche e amici appassionati della grande Serie BKT 2025-2026! Siamo pronti a vivere insieme, minuto per minuto, le emozioni di Juve Stabia – Modena, match clou della ventiseiesima giornata di campionato.

Oggi, domenica 22 febbraio 2026 alle ore 15:00, i riflettori si accendono sul caldissimo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, palcoscenico di una sfida che profuma di playoff e alta classifica. Si affrontano due squadre separate da soli due punti, pronte a darsi battaglia in un incrocio che promette scintille.

Ecco i temi caldi della partita di oggi:

  • Il fortino delle Vespe: La Juve Stabia di mister Abate è a caccia di riscatto dopo il recente stop per 2-1 subito sul campo del Monza. I campani si affidano però alla magia del proprio stadio: il “Menti” è una vera e propria fortezza inespugnabile, dove i gialloblù non conoscono sconfitta addirittura dalla sfida contro la Reggiana della passata stagione.

  • La rinascita dei Canarini: Dall’altra parte arriva un Modena rigenerato e affamato. Archiviato un fastidioso periodo di flessione, la squadra di Andrea Sottil si presenta a Castellammare forte di due vittorie consecutive (contro Venezia e Carrarese) che hanno ridato slancio e morale a tutto l’ambiente.

  • La posta in palio: Il Modena scende in campo per difendere (o ampliare) il proprio vantaggio di due lunghezze in classifica proprio sui padroni di casa. Le Vespe, spinte dal proprio pubblico, fiutano invece l’occasione d’oro per il controsorpasso.

Mettetevi comodi e restate aggiornati con noi: la battaglia del “Menti” sta per cominciare!

TABELLINO

JUVE STABIA (3-5-2): Boer; Giorgini, Dalle Mura, Bellich; Carissoni (93′ Diakité), Leone, Mosti (93′ Mannini), Cacciamani (74′ Ricciardi); Maistro (64′ Dos Santos), Okoro (45′ Burnete), Gabrielloni.
A disposizione: Signorini, Kassama, Ciammaglichella, Torrasi, Correia.
Allenatore: Ignazio Abate.
MODENA (3-5-2): Chichizola; Tonoli, Dellavalle, Nieling; Zampano (64′ Beyuku), Massolin (76′ Imputato), Nador, Santoro, Zanimacchia; Ambrosino (64′ Defrel, 83′ Adorni), De Luca (64′ Gliozzi).
A dsiposizione: Laidani, Pezzolato, Fabbri, Mendes, Cotali, Cauz, Wiafe.
Allenatore: Andrea Sottil.

 

Direttore di gara: Sig. Giovanni Ayroldi della sezione AIA di Molfetta

Primo Assistente: sig. Luca Mondin della sezione AIA di Treviso

Secondo Assistente: sig. Glauco Zanellati della sezione AIA di Seregno

IV° ufficiale: sig. Carlo Esposito della sezione AIA di Napoli

VAR: sig. Marco Serra della sezione AIA di Torino

AVAR: sig. Giacomo Paganessi della sezione AIA di Bergamo

Marcatori: 3′ Zannimacchia (M) 23′ Zampano (M)

Angoli: 19 – 2

Ammoniti: 20′ Tonoli (M) 41′ Ambrosino (M) 56′ Gabrielloni, 57′ Cacciamani 88′ Santoro (M) 96′ Diakité

Espulsi: 79′ Tonoli (M) 84′ Petrazzuolo (JS) Dirgente (M)

Recupero: 4 min p.t. –

Note: Terreno in erba sintetica. 126 tifosi provenienti da Modena. Prima della partita è stato premiato Bellich che ha raggiunto le 100 presenze con la maglia della Juve Stabia

PRIMO TEMPO

3′ Modena subito avanti: Cacciamani accorcia su Zampano che però scambia con Tonoli che la mette subito in mezzo, la difesa della Juve Stabia non riesce a liberare con la palla che arriva a Zannimacchia dalla parte opposta, controllo e tiro del 98 modenese con la palla che si infila sul secondo palo con Boer che non può nulla.

12′ Ancora Modena con Ambrosino che rercupera palla, elude l’intervento di Giorgini e da ottima posizione spara di poco a lato alla sinistra di Boer

14′ Sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva a Gabrielloni che di testa indirizza sul secondo paolo senza inquadrare lo specchio.

20′ Ammonito Tonoli per fallo su Cacciamani

21′ La Juve Stabia spreca il pari con Gabrielloni che di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Maistro, appostato sul secondo palo, non inquadra in maniera clamorosa la porta.

23′ RADDOPPIO DEL MODENA: Cross dalla sinistra di Santoro al centro dell’area, Zampano brucia sul tempo Cacciamani e di testa sul dischetto dell’area di rigore infila Boer per il raddoppio degli ospiti.

25′ Risponde la Juve Stabia con Bellich che dagli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dal solito Maistro di testa non inquadra la porta.

31′ Bella triangolazione Carissoni, Leone, Mosti con quest’ultimo che nella lunetta d’area di rigore calcia a rete ma non inquadra la porta.

41′ Ammonito Ambrosino per una trattenuta evidente a Cacciamani che era partito in contropiede

43′ Modena pericoloso con Zannimacchia che se ne va in velocità sulla fascia, coverge e calcia a rete con Boer che si oppone in maniera maldestra e per fortuna della Juve Stabia, Ambrosino non riesce ad arrivare sulla respinta del portiere di casa.

45′ Uno spettatore in Curva Sud ha accusato un malore, la gara è stata fermata per alcuni minuti per permettere l’ingresso dei soccorsi nel settore.

Riprende la gara con l’arbitro che assegna 4 minuti di recupero.

49′ Uscita provvidenziale di Boer che di pugno e poi di piedi libera l’area su un’azione pericolosa del Modena

Finisce il primo tempo con il Modena meritatamente che ha approfittato dei problemi di formazione delle Vespe con tanti calciatori indisponibili oggi. A centrocampo e di conseguenza in difesa la Juve Stabia ha sofferto finora la fisicità degli avversari.

SECONDO TEMPO

La Juve Stabia sostituisce Okoro con Burnete

47′ Ammonito Bellich per fallo a centrocampo

50′ Calcio d’angolo battuto da Maistro, Gabrielloni colpisce di testa ma la palla esce ancora una volta sul fondo

53′ Maistro da calcio d’angolo prova a sorprendere il portiere ospite che con la mano di richiamo la mette sopra la traversa

55′ Juve Stabia pericolosissima con Cacciamani che entra in area e dal fondo serve Gabrielloni che vede Mosti a rimorchio e lo serve, il 98 della Juve Stabia controlla e calcia a rete ma il tiro è centrale.

56′ Ammonito Gabrielloni per carica sul portiere dopo la fine della precedente azione

57′ Ammonito Cacciamani per simulazione

64′ La Juve Stabia sostituisce Maistro con Dos Santos, il Modena sostituisce De Luca con Gliozzi, Ambrosino con Defrel e Zampano con Beyuku

74′ La Juve Stabia sostituisce Cacciamani con Ricciardi

75′ LA JUVE STABIA ACCORCIA: Burnete riceve palla e serve l’accorrente Mosti che controlla e calcia a rete battendo Chichizola

76′ Il Modena sostituisce Massolin con Imputato

79′ RIGORE PER LA JUVE STABIA: Tonoli gomito alto su Giorgini, per il difensore ospite scatta anche la seconda ammonizione e l’espulsione

82′ Sul dischetto va Gabrielloni che calcia debole alla destra di Chichizola che blocca a terra tra la disperazione del pubblico di casa.

83′ Il Modena sostituisce Defrel appena entrato con Adorni

84′ Espulso Petrazzuolo e un componente della panchina del Modena si accende il parapiglia in campo

87′ Ammonito Santoro per proteste

Il direttore di gara concede 7 minuti di recupero

93′ La Juve Stabia sostituisce Carissoni con Diakité e Mosti con Mannini

96′ Ammonito Diakité

Finisce con la sconfitta della Juve Stabia che oggi era in emergenza di formazione e che nel primo tempo ha concesso troppo agli ospiti. Per quello visto in campo sarebbe stato più giusto un pareggio perchè nel secondo tempo le Vespe hanno pressato e creato tanto ma quando poi sbagli un calcio di rigore con Gabrielloni ti devi arrendere ad una giornata “No”.

La Juve Stabia perde la propria imbattibilità casalinga che durava dalla gara con la Reggiana (altra emiliana) dello scorso campionato che terminò con lo stesso risultato.

Precedenti: Juve Stabia-Modena sono 5 in campionato a Castellammare

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Dopo quasi un anno le vespe tornano a sfidare il Modena al Menti

Juve Stabia e Modena, si sono affrontate cinque volte in campionato e sempre in serie B. Nel lontano ottobre del 1951, la gara si disputò allo stadio ‘Arturo Collana’ di Napoli, mentre tutte le gare disputate dagli anni duemila, allo stadio ‘Menti’ di Castellammare.

Due sono le vittorie per i gialloblù di Castellammare, tre sono i pareggi e nessuna vittoria per gli emiliani.

Questi i dettagli dei cinque precedenti:

– 1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie B

7 ottobre 1951 – 5° giornata d’andata: STABIA – MODENA  1 – 1 (arbitro Cesare Jonni di Macerata) Brighenti II° (M) e Fernando CASUZZI (S).

– 2011 / 2012 – Campionato Nazionale di Serie BWin

13 novembre 2011 – 16° giornata d’andata: JUVE STABIA – MODENA  2 – 2 (arbitro Emiliano Gallione di Alessandria) Horacio ERPEN (JS), Riccardo CAZZOLA (JS), Germinale (M) e Lebran (M).

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie BWin

28 marzo 2013 – 13° giornata di ritorno JUVE STABIA – MODENA 1 – 0 (arbitro Massimiliano Velotto di Grosseto) Fabio CASERTA.

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B Eurobet

9 novembre 2013 – 13° giornata d’andata: JUVE STABIA – MODENA 1 – 1 (arbitro Renzo Candussio di Cervignano del Friuli) Luigi VITALE (JS) su calcio di rigore e Mangni (M).

– 2024 / 2025 – Campionato Nazionale di Serie BkT

15 marzo 2024 – 11° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MODENA 2 – 1 (arbitro Luca Massimi di Termoli) doppietta di Leonardo CANDELLONE (JS) e Palumbo (M) su calcio di rigore.

I precedenti a Modena

Juve Stabia – Modena, i 23 Convocati di Abate per la Battaglia del Menti: Ancora Out Candellone, Diakitè c’è

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La marcia di avvicinamento è terminata. Dopo la rifinitura odierna, il tecnico Ignazio Abate e il suo staff hanno sciolto gli ultimi dubbi, diramando la lista ufficiale dei 23 calciatori convocati per la delicata sfida tra Juve Stabia e Modena.

Il match, valevole per la giornata n.26 del campionato di Serie BKT, andrà in scena domani, domenica 22 febbraio, alle ore 15:00, nella bolgia del “Romeo Menti”. Una gara che, come preannunciato in conferenza stampa, si prospetta “sporca” e intensissima, in cui le Vespe andranno a caccia di punti fondamentali per blindare l’obiettivo salvezza.

Le Scelte del Mister: Sorride la Difesa, Emergenza in Avanti

La lista dei convocati conferma le indiscrezioni della vigilia. La notizia più importante riguarda il reparto offensivo, che dovrà fare a meno ancora del suo trascinatore: Leonardo Candellone non ha recuperato dall’infortunio e non sarà della partita, restando nella lista degli indisponibili che comprende anche Battistella, Morachioli, Pierobon e Varnier.

Mister Abate può però sorridere a metà per il reparto arretrato: Diakitè è disponibile. Come anticipato dal tecnico, il difensore non è al meglio della condizione, ma ha recuperato in extremis e siederà in panchina, pronto a dare il suo contributo in caso di necessità. Attenzione massima per Giorgini, unico diffidato tra le file gialloblù.

La Lista Ufficiale dei Convocati

Ecco l’elenco completo dei 23 calciatori a disposizione di Ignazio Abate per la sfida contro i canarini, suddiviso per ruolo:

  • Portieri: (1) Confente, (16) Signorini, (23) Boer.

  • Difensori: (2) Ricciardi, (6) Bellich, (14) Dalle Mura, (21) Kassama, (24) Carissoni, (33) Giorgini, (46) Diakitè, (76) Mannini.

  • Centrocampisti: (8) Zeroli, (17) Ciammaglichella, (28) Torrasi, (29) Correia, (37) Maistro, (55) Leone, (77) Cacciamani, (98) Mosti.

  • Attaccanti: (7) Burnete, (9) Gabrielloni, (70) Dos Santos, (90) Okoro.

Il Dettaglio:

  • Diffidati: Giorgini.

  • Indisponibili: Battistella, Candellone, Morachioli, Pierobon, Varnier.

Tutto è pronto a Castellammare. Senza il proprio bomber, la Juve Stabia si affiderà al collettivo e alla spinta del suo pubblico per provare a fermare la corazzata emiliana.

Juve Stabia – Modena, la partita nella partita: Al “Menti” va in scena il duello Leone – Massolin

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Se le pagine più epiche della storia tra Juve Stabia e Modena sono state scritte dai piedi e dalle intuizioni di idoli come Tarantino, Caserta e, più di recente, Candellone, il presente si prepara a mettere in scena un copione altrettanto affascinante. Un duello che profuma di grande calcio, di ambizioni e di sirene di mercato internazionale.

Quando le Vespe di Ignazio Abate incroceranno i canarini sul prato del “Romeo Menti”, tutti gli occhi degli osservatori e degli addetti ai lavori saranno puntati nel cuore del campo, lì dove si decidono le partite. Da una parte la fisicità straripante del francese Yanis Massolin, dall’altra le geometrie raffinate di Giuseppe Leone.

Yanis Massolin: Il Gigante Promesso Sposo dell’Inter

Non è più un segreto per nessuno: il nome di Yanis Massolin è cerchiato in rosso sulla lista dei desideri del mondo Inter. Il centrocampista francese del Modena ha di fatto già “sposato” la causa nerazzurra e, dalla prossima estate, il tanto atteso trasferimento si concretizzerà.

Attualmente, però, la sua testa è tutta per il Modena, con cui sta vivendo una stagione di grazia assoluta. Le sue caratteristiche lo rendono uno dei profili più dominanti della categoria:

  • Fisico imponente: Una vera e propria diga in mezzo al campo.

  • Strappo e “Garra”: La capacità di spezzare il gioco avversario e ribaltare l’azione con una foga agonistica tipicamente europea.

  • Tecnica e visione: Non solo muscoli, ma la qualità per trasformare ogni pallone recuperato in una transizione offensiva letale.

Per Massolin, la bolgia del “Menti” non sarà solo un ostacolo insidioso verso i tre punti, ma l’ennesimo, fondamentale banco di prova per dimostrare a Milano di essere già pronto per i palcoscenici di San Siro.

Giuseppe Leone: Il Metronomo che Incanta la B

A contrastare l’esuberanza del colosso francese, la Juve Stabia schiererà il suo signore del centrocampo: Giuseppe Leone. Se Massolin è la forza che travolge, Leone è l’ordine che governa.

Il talento scuola Juventus è oggi il vero fulcro del gioco stabiese, un metronomo che a suon di prestazioni di altissimo livello ha incantato la piazza e attirato su di sé i riflettori di mezza Serie B (e non solo). Quando Leone è in giornata, rappresenta quel valore aggiunto che ha fatto le fortune prima di Guido Pagliuca e oggi di Ignazio Abate. Le sue armi sono il tempismo, la classe cristallina e una geometria impeccabile, qualità che lo consacrano come uno dei prospetti più interessanti e desiderati dell’intero torneo cadetto.

La Scacchiera di Abate: Nervi, Tecnica e Polmoni

Il “Romeo Menti” si prepara dunque a ospitare una vera e propria partita nella partita. Mister Ignazio Abate è un fine stratega e sa bene che disinnescare la principale fonte di gioco del Modena significherebbe spegnere gran parte del potenziale offensivo ospite.

Per compiere questa missione, si affiderà totalmente alla lucidità e ai tempi di gioco di Leone. Sarà una sfida rusticana e al tempo stesso elegante; un incrocio di nervi tesi, tecnica purissima e polmoni inesauribili. Un faccia a faccia degno dei grandi nomi che, in passato, hanno nobilitato le notti di Castellammare.

Il parco auto italiano invecchia a 12,8 anni e il mercato dell’usato ne assorbe le conseguenze

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I 3,33 milioni di passaggi di proprietà registrati nel 2025 raccontano un mercato dell’usato che continua a crescere del 2,1% anno su anno, ma la natura di quella crescita è cambiata in modo abbastanza sostanziale rispetto a cinque o sei anni fa, quando il grosso del volume si concentrava su veicoli di tre-cinque anni provenienti da rientri di leasing e flotte aziendali che ruotavano con una certa regolarità.

Oggi il rapporto tra usato e nuovo si è stabilizzato intorno a 206 auto usate per ogni 100 nuove immatricolate, un numero che l’ACI pubblica ormai con la stessa regolarità con cui pubblica i dati sulle revisioni e che dice essenzialmente una cosa sola, e cioè che il mercato italiano è strutturalmente incapace di rinnovarsi attraverso il canale del nuovo. I dati AutoScout24 per il 2025 confermano che la spesa media dell’acquirente è salita dell’11% fino a toccare i 20000 euro, avvicinandosi pericolosamente ai 21270 euro del prezzo medio di inserzione, il che significa che lo spazio di negoziazione si è praticamente azzerato su molti segmenti e che chi compra sta accettando di pagare quasi il prezzo esposto, una cosa che cinque anni fa sarebbe sembrata impensabile nel mercato italiano dell’usato dove il 10-15% di sconto era quasi fisiologico. E il problema non è tanto il prezzo in sé, quanto il fatto che quei 20000 euro comprano un’auto mediamente più vecchia e con più chilometri di quanto comprassero nel 2021.

Il dato sui 17,5 milioni di veicoli con più di 15 anni sul totale del parco circolante, che rappresenta il 42% della flotta nazionale, è uno di quei numeri che vengono ripetuti nei comunicati stampa di UNRAE e Federauto con una frequenza tale da aver perso quasi ogni capacità di impressionare, eppure le sue implicazioni operative per chi lavora nell’usato sono enormi e in gran parte sottovalutate. Un commerciante della provincia di Brescia che tratta prevalentemente berline e SUV di segmento C e D mi ha detto che il veicolo medio che riceve in permuta ha ormai 13 anni, e che su almeno un terzo di queste permute il costo della messa in conformità per la rivendita supera i 2000 euro, tra revisione, tagliando, pneumatici e le piccole riparazioni di carrozzeria che il cliente finale si aspetta siano state fatte. “Il margine su una permuta del 2012 con 180000 chilometri non esiste, la tengo perché se la rifiuto il cliente va altrove e perdo anche la vendita principale” sono le sue parole, più o meno. Il punto è che il mercato dell’usato sta assorbendo un volume crescente di veicoli che in un sistema più sano sarebbero già stati radiati, e li sta rimettendo in circolo con interventi minimi perché i margini non consentono altro.

Il diesel pesa ancora il 42% delle intenzioni di acquisto nell’usato. L’elettrico è fermo al 2%.

Questi due numeri da soli spiegano perché il dibattito sulla transizione energetica che si fa a Bruxelles e quello che si fa nei piazzali di Torino sud o della Riviera romagnola sembrano riguardare due pianeti diversi, e probabilmente è così. L’offerta di elettrico usato sotto i 20000 euro è talmente esigua che parlare di “intenzioni di acquisto” è quasi fuorviante, si tratta più di curiosità che di domanda reale, e chi ha provato a trattare elettriche usate con più di tre anni si è scontrato con il problema della garanzia batteria e della svalutazione che rende quasi impossibile costruire un business case credibile. Sul diesel la situazione è diversa e più interessante di quanto sembri a prima vista, perché una parte significativa di quel 42% non è nostalgia o resistenza al cambiamento ma puro calcolo economico da parte di acquirenti che fanno 30000 o 40000 chilometri l’anno e per i quali un diesel Euro 6d con 80000 chilometri comprato a 15000 euro resta la scelta razionale, e probabilmente lo resterà per un bel pezzo. Un responsabile acquisti di una flotta NCC della zona di Roma, che gestisce una quarantina di veicoli e li rinnova quasi esclusivamente attraverso l’usato tedesco, mi ha raccontato che ha valutato il passaggio a ibrido plug-in l’anno scorso e ha concluso che i costi di manutenzione delle PHEV dopo i 100000 chilometri rendevano l’operazione insensata, almeno ai prezzi attuali. “Forse tra due anni” ha detto, senza troppa convinzione.

Auto in strada

La questione della verifica storica su veicoli così vecchi è un problema che il settore affronta con strumenti pensati per un’altra epoca. Il libretto dei tagliandi cartaceo di un’auto del 2010 o 2011 è spesso illeggibile, incompleto o semplicemente perso, e lo storico costruttore digitale per quell’annata è disponibile solo per alcuni marchi e con coperture molto variabili. Uno specialista della prevenzione frodi di carVertical ha indicato che sui veicoli con più di 12 anni la percentuale di anomalie rilevate nel contachilometri sale in modo significativo rispetto alla media del parco, anche se ha specificato che parte di quell’aumento potrebbe riflettere semplicemente il fatto che su veicoli più vecchi ci sono più passaggi di proprietà e quindi più occasioni per interventi sul chilometraggio, il che è una distinzione sottile ma importante. Il problema reale per i commercianti è che la catena dei proprietari su un veicolo di 13 o 14 anni può includere cinque, sei, sette passaggi, e ricostruire la storia completa attraverso il PRA, le revisioni della Motorizzazione e i database privati richiede un investimento di tempo che su un’auto da rivendere a 5000 euro nessuno è disposto a fare. Il risultato è che una fetta crescente del mercato opera essenzialmente alla cieca, affidandosi all’esperienza del commerciante e a un’occhiata sotto il cofano, che su un Euro 4 diesel con la centralina rimappata due volte non è esattamente una garanzia.

C’è poi un aspetto che riguarda le ZTL e le restrizioni alla circolazione che sta creando una segmentazione geografica del mercato usato sempre più marcata. Un Euro 4 diesel che a Milano non può circolare dal lunedì al venerdì vale, a parità di condizioni, significativamente meno di quanto vale a Catania o a Sassari, e questo differenziale di prezzo sta alimentando flussi interni nord-sud che somigliano, in scala ridotta, a quello che succede con le importazioni dalla Germania. Un operatore di Napoli che compra regolarmente alle aste nel nord Italia ha confermato che i prezzi di aggiudicazione sui diesel Euro 4 ed Euro 5 nelle aste lombarde e piemontesi sono calati in modo consistente negli ultimi diciotto mesi, e che lui ne approfitta sistematicamente perché in Campania quei veicoli circolano senza restrizioni e si vendono a prezzi che nel nord non esistono più. La cosa curiosa è che nessuno sembra raccogliere dati strutturati su questi flussi interni, o almeno nessuno li pubblica, il che rende difficile capire quanto del volume di passaggi di proprietà registrato dall’ACI sia effettivamente consumo finale e quanto sia intermediazione tra mercati regionali con regole diverse.

L’età media di 12,8 anni del parco circolante è destinata a salire ancora, probabilmente, perché i volumi del nuovo non sono sufficienti a invertire la tendenza e perché gli incentivi alla rottamazione hanno avuto finora un impatto misurabile ma insufficiente. ANFIA ha stimato che per riportare l’età media sotto i 10 anni servirebbero almeno 2 milioni di immatricolazioni nuove l’anno per un periodo prolungato, e l’Italia non raggiunge quel livello dal 2007. Nel frattempo il mercato dell’usato continua a fare quello che ha sempre fatto, cioè redistribuire il parco esistente tra chi può permettersi di comprare e chi può permettersi di vendere, solo che adesso lo fa con auto più vecchie, margini più stretti e una trasparenza informativa che sui veicoli oltre i dieci anni resta, per usare un eufemismo, frammentaria. Il responsabile di un’agenzia pratiche auto di Modena, che processa circa 400 passaggi di proprietà al mese, mi ha detto che la documentazione incompleta è ormai la norma e non l’eccezione, e che la cosa che lo preoccupa di più non sono le frodi eclatanti ma “le piccole bugie che nessuno controlla perché non conviene a nessuno controllarle.” Non ha voluto essere più specifico.

Juve Stabia – Modena, Abate: “Servirà una partita sporca. Il Menti ci spinga verso l’obiettivo salvezza”

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C’è aria di grande attesa al “Romeo Menti”. Dopo due trasferte consecutive e impegnative contro Empoli e Monza, la Juve Stabia di mister Ignazio Abate torna a riabbracciare il proprio pubblico. L’avversario di domani è il Modena, una squadra costruita per traguardi ambiziosi, ma che troverà di fronte delle Vespe decise a blindare quanto prima l’obiettivo stagionale: la salvezza.

Nella consueta conferenza stampa della vigilia, il tecnico gialloblù ha tracciato la rotta, ricordando la storica vittoria dello scorso anno (che di fatto chiuse il discorso salvezza proprio contro gli emiliani), ma tenendo i piedi ben saldati nel presente.

L’avversario: “Una corazzata, ma non faremo calcoli”

Il ricordo della doppietta di Candellone dello scorso marzo è dolce, ma l’attaccante domani non ci sarà. Un’assenza pesante, ma Abate chiede ai suoi di guardare avanti: “Sappiamo l’importanza della partita, fare punti ci avvicinerebbe notevolmente al nostro primo obiettivo stagionale. Ma di fronte avremo una squadra fortissima, allenata benissimo, con grandi alternative in ogni ruolo”.

Abate non si fida del Modena: “Non fatevi ingannare, la loro è una classifica bugiarda. Se guardiamo i dati, sono la difesa più forte del campionato, creano tantissimo e hanno una grande struttura fisica. Sarà una partita da affrontare con il casco all’acciaccato, dovremo fare una gara sporca, di grande lotta sulle seconde palle. Loro non ti fanno respirare, ma noi non snatureremo la nostra identità”.

Tra i gialloblù emiliani spiccano nomi di assoluto livello per la categoria, come Pedro Mendes, De Luca, Defrel e l’ex Napoli Ambrosino. Per arginarli, servirà un mix perfetto tra la “squadra operaia” e quella capace di proporre calcio.

Imparare dal Monza e il “tallone d’Achille” delle palle inattive

Le ultime prestazioni hanno dato grande consapevolezza al gruppo di Abate. La sconfitta di Monza brucia, ma ha lasciato indicazioni preziose: “A Monza meritavamo molto di più, ce la siamo giocata a viso aperto alla terza gara in una settimana. I gol subiti? Non errori marchiani, ma piccole sbavature punite dalla grande qualità avversaria. Dobbiamo cercare la perfezione, far girare gli episodi a nostro favore con l’energia e la posizione del corpo”.

Un tema caldo è quello dei calci piazzati, croce e delizia delle ultime uscite. Il Modena, con giocatori tutti dall’1.88 in su, incute timore sulle palle alte: “Abbiamo lavorato molto su questo aspetto – ha rassicurato il mister –. Possiamo soffrire la loro stazza, è normale, ma dobbiamo colmare il gap fisico con la rabbia di non voler prendere gol. Il calcio è fatto di momenti, spero che questa scia negativa sulle palle inattive sia alle spalle. Magari, chissà, domani segneremo noi su un calcio piazzato”.

Infermeria, crescita del gruppo e assetti societari

Sul fronte disponibilità, c’è una buona notizia: Diakité torna tra i convocati e siederà in panchina, pur non essendo al meglio. Per il resto, non ci sono recuperi e due o tre giocatori in dubbio verranno valutati solo nella mattinata di domani.

Ma ciò che rende più orgoglioso l’allenatore è il percorso di crescita della sua Juve Stabia, soprattutto se paragonato alla pesante sconfitta dell’andata al “Braglia”: “Oggi riusciamo a stare dentro le partite, anche quando c’è da soffrire. Abbiamo costruito questo gruppo quasi da zero, cambiando tantissimi giocatori rispetto allo scorso anno. Creare questa unione e questa energia non è semplice, ma i ragazzi sono stati eccezionali”.

Infine, una chiosa sulle recenti novità societarie, con l’arrivo di Fabio Scacciavillani e dei rappresentanti del fondo americano, attesi domani in tribuna al Menti: “Siamo felici della loro presenza, ma noi siamo concentrati solo ed esclusivamente sul campo. Mancano due mesi alla fine dell’anno, il gruppo è solido e guarda solo al proprio obiettivo. Dopo una settimana di ritiro fuori casa, non vediamo l’ora di scendere in campo e speriamo che il nostro pubblico ci dia la spinta giusta per fermare questa corazzata”.

Il “Menti” è pronto a vestirsi di nuovo a festa. A Castellammare, la battaglia sta per cominciare.

Juve Stabia – Modena, nel ricordo della doppietta di Candellone: Una vittoria dal sapore di salvezza

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Il calcio è fatto di istantanee destinate a rimanere impresse per sempre nella memoria collettiva di una città. Per Castellammare di Stabia, l’immagine del 15 marzo dello scorso anno è diventata un’icona assoluta. In quel pomeriggio intriso di sole e passione al “Romeo Menti”, la Juve Stabia non si limitò a battere il Modena: le Vespe si presero di prepotenza il diritto di restare tra i grandi, conquistando una salvezza che aveva tutto il sapore della leggenda.

L’Uragano Candellone

Se quella partita fu un capolavoro, il suo artista indiscusso fu Leonardo Candellone. L’attaccante visse un pomeriggio in vero e proprio stato di grazia, caricandosi letteralmente il peso dell’intera squadra sulle spalle.

Ogni pallone toccato dal bomber sembrava incendiarsi. La sua prestazione fu un mix letale di ferocia agonistica e classe pura, culminata in giocate devastanti che mandarono ripetutamente al tappeto la difesa dei canarini. Fu lui il grimaldello perfetto che scardinò il match, regalando al caldissimo pubblico stabiese una certezza inebriante: quel giorno, sul prato del “Menti”, non ci sarebbe stata storia per nessuno.

Lacrime, Orgoglio e la Corsa del Presidente

Ma il vero spettacolo sportivo e umano iniziò al triplice fischio dell’arbitro. Mentre le tribune esplodevano in un boato liberatorio, la tensione accumulata in mesi di battaglie lasciò il posto a scene di euforia pura. Tutti ricordano le le lacrime del condottiero Mister Guido Pagliuca, l’uomo che aveva plasmato quel gruppo col ferro e col fuoco, si lasciò andare a un’esultanza densa di commozione. Nei suoi occhi c’era la consapevolezza di aver portato a termine la missione più difficile, ma anche la scintilla di chi capiva che a Castellammare si poteva ricominciare a sognare in grande; lo scatto di Langella è l’immagine che più di tutte restò scolpita nella pietra fu però la corsa del Presidente. Il patron gialloblù, in preda a una gioia incontenibile, scese sul terreno di gioco e attraversò il campo in uno sprint verso i suoi ragazzi e la curva in festa. In quella corsa c’era racchiuso tutto l’universo Juve Stabia: la fatica di una stagione logorante, l’orgoglio di una società solida e l’amore incondizionato di un uomo per i propri colori.

Da Pagliuca ad Abate: la Storia si Ripete?

Con quella vittoria memorabile, le Vespe misero in ghiaccio la categoria, gettando le basi per quel sogno che, seppur spezzato nel pomeriggio di Cremona, ha ridato linfa e ambizione a tutta la piazza campana.

Oggi, il copione si ripresenta e i fari del “Menti” sono di nuovo puntati sul Modena. Sulla panchina siede ora Ignazio Abate, chiamato a raccogliere un’eredità pesante ma stimolante. Il popolo gialloblù se lo chiede: chissà se anche il nuovo tecnico, al fischio finale, imiterà il suo predecessore, chiudendo in maniera decisa il discorso salvezza con largo anticipo e riaccendendo, ancora una volta, la magia di Castellammare.

Teatro Karol di Castellammare, Platealmente: Presentato “Storia di una famiglia imperfetta” di Luca Trapanese

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Il cattivo tempo non ferma l’amore per la letteratura, che riesce ad attirare spettatori anche durante eventi atmosferici avversi. Nonostante il maltempo, infatti, giovedì sera al Teatro Karol di Castellammare c’è stata una grande affluenza di pubblico per l’incontro con l’autore di “Storia di una famiglia imperfetta”.

“Storia di una famiglia imperfetta” di Luca Trapanese (Salani, 2026) scava nel concetto di legame familiare, mostrando come l’amore e la scelta possano creare un “filo rosso” più forte di quello biologico.

A presentare l’autore e la sua opera, il noto giornalista stabiese Pierluigi Fiorenza e l’Archi-prof. Eliana Bianco, che con la consueta professionalità hanno creato un ponte tra l’autore e il pubblico con le loro domande, atte ad approfondire aspetti significativi dell’opera.

Eliana Bianco ha letto anche alcuni passi iconici del testo insieme al giovane e promettente attore stabiese Luigi D’Oriano, noto per il ruolo di protagonista nel film Mixed by Erry del 2023.

Sul palco è salito anche Il Sindaco di Castellammare di Stabia, dott. Luigi Vicinanza, che ha espresso grande apprezzamento per il libro, che, come tutte le opere dell’autore: “ci fa capire di quanto amore abbiamo bisogno.”

“Abbiamo bisogno di amore – ha continuato il Primo cittadino – perché senza cura della cosa pubblica non si va da nessuna parte. Da rilevare che Castellammare – ha affermato – nonostante il maltempo, è riuscita a garantire una platea così significativa”, sottolineando l’amore per la cultura che accomuna molti cittadini stabiesi.

Hanno salutato l‘autore anche Giovanna Starace che con Raffaele Musella gestisce la libreria Ubik di Castellammare e la prof. Maria Regina Tuccillo, docente di sostegno dell’istituto Viviani di Castellammare e madre di un ragazzo speciale che, salita sul palco, ha raccontato il suo percorso come genitore e docente, parlando di problemi legati alla disabilità, primo fra tutti quello della disinformazione.

Per Pierluigi Fiorenza: “Il romanzo autobiografico di Luca Trapanese riflette su un’evoluzione sociale e culturale in atto, ed è un invito ad aprirsi agli altri, a instaurare legami autentici, a non chiudersi nei “fortini domestici” o nella pretesa dei propri uffici.”

“Non a caso – ha sottolineato il giornalista – l’autore scrive: ‘Mi meravigliavo di quanta incredibile ricchezza fosse nascosta in ogni essere umano’. Non è una frase retorica, visto che l’autore è stato volontario più volte in Africa, barelliere sui treni per Lourdes, ha conosciuto Maria Teresa di Calcutta ed è stato il primo padre single d’Italia.”

“Non gli è mai mancato il coraggio di mettersi in gioco – ha continuato – infatti, da ex seminarista, decide di cambiare corso e di vivere la vita pienamente tra gioie e dolori, con amori intensi esprimere la propria spiritualità, aiutare il prossimo in modo differente, mettendo in pratica il principio di essere utile all’umanità.”

Trapanese inoltre è stato fondatore della Onlus A Ruota Libera, che si occupa di persone con disabilità, ed è stato assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, oggi consigliere regionale della Campania.

Ha fondato varie comunità di accoglienza, in particolare “La casa di Matteo”, unica in tutto il Sud Italia, che accoglie minori disabili gravi anche in stato terminale. La sua storia precedente il racconto dell’adozione come padre di Alba, è diventata il film del 2023 Nata per te.

In “Storia di una famiglia imperfetta” l’autore esplora il tema dell’accettazione della diversità, partendo dalle radici personali dell’autore per ridefinire il concetto stesso di famiglia e scardinare l’idea che esista un unico modello “perfetto” di famiglia.

Raccontando la sua esperienza di padre adottivo single di una bambina con la sindrome di Down (Alba), dimostra che la famiglia è definita dall’amore e dalle scelte quotidiane, non dalla composizione biologica o sociale.

Un tema centrale è la necessità di guardare le persone per quello che sono veramente. Trapanese desidera che Alba sia vista come un individuo con le proprie aspirazioni e “straordinarie imperfezioni”, e non solo attraverso l’etichetta della sua disabilità.

Lo scrittore ribalta, dunque, lo stigma della “perfezione” familiare, sostenendo che ogni famiglia è imperfetta a modo suo e che in questa imperfezione risiedono la bellezza e la forza del legame.

Egli rifiuta l’idea che la felicità dipenda dalla perfezione fisica o sociale, dimostra che una famiglia “imperfetta” (un padre single, una figlia con disabilità, una storia di adozione) può essere più solida e autentica di molti modelli convenzionali.

In sintesi, il libro spinge il lettore a chiedersi: cosa definisce davvero una famiglia? La risposta di Luca Trapanese è che la famiglia è il luogo dove le fragilità non vengono nascoste, ma diventano il punto di forza del legame.

“In questo romanzo – ha spiegato lo scrittore – sentivo l’esigenza di parlare della mia famiglia, di parlare soprattutto di un’esperienza, non tanto quella di Alba, che già conoscete, ma quella di una famiglia imperfetta tra le altre, perché credo che la famiglia tradizionale non sia mai esistita, ma esistono le famiglie. Ognuno ha una famiglia diversa dall’altra con errori, tradimenti, ripensamenti, fatiche.”

“Oggi ci sono famiglie diverse e io ho avuto la fortuna di avere una famiglia diversa da ogni canone. Sono stato adottato da Florinda che era una donna di quasi 85 anni, ma io l’ho conosciuta una ventina di anni prima”.

“Florinda aveva un figlio con disabilità che aveva la mia stessa età – racconta l’autore – e, da piccolo, era stato unico superstite della sua famiglia d’origine nel terremoto dell’Ottanta. Fu adottato a quattro anni da Florinda e da Carlo. Quando ho conosciuto Florinda, Carlo già era morto e lei viveva da sola con il figlio con disabilità.”

Nel testo lo scrittore utilizza la metafora del filo rosso non solo come legame sentimentale, ma come una vera e propria missione esistenziale che unisce destini apparentemente lontani.

Per Trapanese, il filo rosso rappresenta quella forza invisibile che ha guidato Alba (una neonata con sindrome di Down rifiutata da diverse famiglie) verso di lui e Francesco verso Florinda e Carlo, che a sua volta era stato adottato.

Questo filo lega le persone attraverso la scelta consapevole e la cura quotidiana. È un legame che si poggia sulla vulnerabilità condivisa piuttosto che sulla perfezione genetica. L’adozione non è vista come un atto di carità, ma come l’incontro necessario tra due “imperfezioni” che insieme trovano la completezza.

“Storia di una famiglia imperfetta” ha il merito di aprire uno squarcio su un grave problema sociale di cui lo Stato si fa carico solo marginalmente, quello dell’inclusione dei disabili.

Luca Trapanese utilizza la sua esperienza personale per denunciare come la società italiana sia ancora profondamente impreparata a una reale inclusione, spesso ferma a un approccio puramente assistenziale o pietistico invece che basato sui diritti della persona.

“Tutto quello che voi vedete sul territorio italiano – ha affermato Luca Trapanese – è esclusivamente costruito da genitori, fratelli, fondazioni, associazioni. “

“I fondi a livello nazionale sono scarsi, cambiano di anno in anno, molto spesso diminuiscono e c’è una burocrazia enorme nella quale tu devi immaginare di dover essere un commercialista, un avvocato, un economo, tutto questo perché non c’è la visione di una necessità, cioè quella di creare indipendenza, autonomia, formazione, ed è tutto molto improvvisato.”

Trapanese indica le barriere architettoniche, burocratiche e sociali che una famiglia “imperfetta” incontra ogni giorno ed evidenzia come, in assenza di un welfare strutturato e capillare, il carico dell’inclusione ricada quasi interamente sulle spalle dei genitori o dei caregiver.

Raccontando la sua storia, trasforma la disabilità da un problema medico a una questione di diritti civili, sottolineando che l’inclusione non è un favore, ma una necessità sociale, ed evidenzia come il cammino sia ancora lungo, a causa di risposte istituzionali inadeguate e di una politica spesso distante dalle necessità concrete delle famiglie.

In sintesi, il libro è una denuncia silenziosa ma forte: l’amore non basta se non è supportato da una società e da uno Stato che garantiscano pari opportunità fin dalla nascita.

L’autore, inoltre, critica la tendenza a sovrapporre i due concetti di disabilità e malattia: mentre il malato attende una cura, la persona disabile ha bisogno di una società che le offra strumenti e opportunità per esprimere le proprie abilità:

“Da un punto di vista cultuale – ha evidenziato – abbiamo una visione sociosanitaria della disabilità. Stamattina sono stato in un liceo ed ho chiesto ai ragazzi la differenza tra malattia e disabilità, ma nessuno me l’ha saputo dire”.

“La persona malata è in una condizione in cui guarisce o muore, la persona con disabilità è nata con quella condizione, ha una prospettiva di vita, di intraprendere delle relazioni, di vivere la propria sessualità, il mondo del lavoro, l’indipendenza, l’autonomia.”

Trapanese ha poi raccontato dell’incontro con Florinda e Francesco, figlio adottivo di Florinda, della decisione della donna di adottare anche Luca, così alla sua morte Francesco avrebbe avuto un fratello ad occuparsi di lui, ma che il destino ha deciso diversamente.

L’autore ha narrato anche di come ha aperto il centro per disabili “A ruota libera” al Vomero, e della mancata accettazione dei condomini del palazzo:

“Se ogni famiglia conoscesse la disabilità, – ha sottolineato – comprenderebbe anche la fatica, la frustrazione, la solitudine, sarebbe tutto più semplice. E prima o poi l’avremo questa conoscenza, perché i genitori invecchiano, e anche quella è una forma di disabilità.”

Un incontro con l’autore veramente coinvolgente al Teatro Karol, un’esperienza che, andando oltre la semplice presentazione del libro, ha stimolato la curiosità e creato nuove prospettive di lettura.

Nel romanzo “Storia di una famiglia imperfetta”, pur affrontando temi complessi, l’autore racconta le sue radici familiari e il percorso che l’ha portato all’adozione della figlia Alba con un approccio intimo e personale, e in uno stile lineare e diretto, che rende la lettura piacevole e fluida.

Juve Stabia, il ritorno al “Menti” contro il Modena di Sottil: Si riaccende la sfida con un mister mai banale

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Non è mai una partita come le altre quando Andrea Sottil varca i cancelli dello stadio “Romeo Menti”. Il tecnico del Modena si appresta a sfidare nuovamente la Juve Stabia, scrivendo un altro avvincente capitolo di una saga iniziata anni fa sui campi caldi e polverosi della Serie C, e proseguita con successo fino ai palcoscenici più prestigiosi del panorama calcistico italiano.

Un legame forgiato nelle battaglie del Sud

Il filo rosso che unisce Sottil alle sfide contro i colori gialloblù è profondo e radicato nel tempo. Lo abbiamo visto sedere sulle panchine di Paganese, Siracusa e Catania, guidando le sue squadre in vere e proprie battaglie calcistiche contro le Vespe che hanno spesso lasciato il segno nella memoria dei tifosi. Incontri caratterizzati da un agonismo palpabile e da una tensione sportiva che solo le grandi piazze sanno regalare.

Oggi, al timone del Modena, l’ex roccioso difensore di Torino e Fiorentina porta in terra campana la sua consueta dote: una squadra che riflette fedelmente, quasi in modo speculare, il suo carattere. Prima da calciatore e oggi da allenatore, Sottil non ha mai fatto sconti a nessuno.

Il “Mantra” Sottil: organizzazione e blocchi granitici

Le squadre allenate dal tecnico piemontese sono, per definizione, dei blocchi granitici. Nel suo scacchiere tattico: Non c’è spazio per giocate leziose fini a se stesse. Ogni movimento, ogni scalata e ogni ripartenza è frutto di una preparazione settimanale maniacale. L’organizzazione tra i reparti è il vero marchio di fabbrica di un allenatore che ha eletto la cultura del lavoro a suo unico dogma.

La scacchiera del “Romeo Menti”

I precedenti contro la Juve Stabia parlano chiaro: le sfide al “Menti” sono sempre state vibranti. Lo stadio di Castellammare, con il suo calore avvolgente e la proverbiale pressione del pubblico, ha storicamente esaltato la capacità delle formazioni di Sottil di fare quadrato e restare compatte, dando vita a partite tese ma tatticamente bellissime.

Il Modena sbarca in Campania con un obiettivo preciso: imporre il proprio ritmo e disinnescare l’entusiasmo stabiese. Sottil chiederà ai suoi la consueta ferocia agonistica, affidandosi a un pressing ragionato e a un possesso palla mai sterile, pronto a verticalizzare non appena si crea il varco giusto tra le maglie gialloblù.

Sarà, ancora una volta, una partita di scacchi giocata a ritmi elevati. Da una parte il fascino e la passione di una piazza storica che non smette mai di sognare, spingendo la propria squadra oltre ogni limite; dall’altra, il pragmatismo chirurgico di un allenatore che ha fatto della concretezza la sua arma più letale. Che lo spettacolo abbia inizio.

A tu per tu con Roberto Farneti

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Roberto Farneti ha parlato in esclusiva ai microfoni di Carlo Ametrano di Formula 1 in vista dell’inizio della nuova stagione, al via il prossimo 8 marzo in Australia. Ecco le sue parole.

Roberto, vedendo i test di F1 ti sembra che Mercedes abbia davvero questo vantaggio?

“Non ne sarei così sicuro, perché sembra che la Fia farà tornare indietro la regola sul rapporto di compressione e quindi si dovranno riadeguare. Vedo molto bene la Ferrari che ha trovato il sistema per eliminare la risposta dell’elettrico. Nelle curve lente avrà un vantaggio notevole, in più avrà un sistema per rovesciare l’alettone completamente e questo le darà un vantaggio anche nei rettilinei”.

Da quale team chi ti aspetti tanto?

“Penso che saranno sempre i soliti. Red Bull, McLaren, anche se per ora McLaren mi sembra un pochino indietro, Ferrari e la Mercedes e riuscirà a sopperire quel problema”.

Hamilton vincerà qualche gara?

“Speriamo di sì. Anche se secondo me il migliore è sempre Leclerc, ma in gara mai dire mai. Hamilton potrebbe sempre vincere qualcosa, ma non è così scontato”.

Qual è il tuo parere sul nuovo regolamento?

“Il regolamento è molto complicato. Quest’anno saranno ancora più impegnati i piloti perché non è più così scontato e automatico com’era lo scorso anno. Ci saranno tante differenze tra le vetture in questo inizio, poi non più perché tutti si uniformeranno andando a copiare la macchina più forte”.

Che ne pensi della Cadillac?

“Inizialmente non penso sarà una sorpresa, ma da metà anno magari riusciranno a essere competitivi. Gli americani si devono un attimo adattare. La politica americana sulle gare è differente rispetto a questa in Europa, si dovranno mettere un po’ in riga”.

Roberto ti invitiamo al Senna Day di Carlo Ametrano il prossimo 30 aprile.

“Per me è una serata sempre molto bella per ricordare Ayrton. Non mancherò”.

Juve Stabia – Modena, Sottil: Ridotte dimensioni del campo di gioco? Penalizza noi e loro, dovremo adattarci

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Il sipario della ventiseiesima giornata di Serie BKT si alza su uno degli scontri diretti più caldi del tabellone: Juve Stabia – Modena. Domenica 22 febbraio, alle ore 15, lo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia diventerà l’ombelico del mondo per la zona playoff.

In palio non ci sono solo tre punti, ma una dichiarazione d’intenti per il resto del campionato. Solo due lunghezze separano le due compagini: i canarini occupano la sesta posizione a quota 40, mentre le “vespe”, a 38 punti, fremono per il sorpasso interno.

Il fattore “Menti”: una roccaforte inespugnabile

La Juve Stabia di Ignazio Abate arriva a questo appuntamento dopo il passo falso esterno di Monza (2-1), ma con una certezza granitica: il proprio stadio. I campani sono infatti l’unica squadra del torneo a non aver mai assaporato la sconfitta tra le mura amiche. Su quel sintetico “stretto e particolare” sono cadute big come Palermo ed Empoli, e persino il Monza non è riuscito ad andare oltre il pareggio. Con 11 punti conquistati in 5 gare nel girone di ritorno, la Juve Stabia è una realtà consolidata che cavalca l’entusiasmo di un progetto tecnico triennale.

Dall’altra parte, il Modena di Andrea Sottil vive un momento di grazia. I successi contro Venezia e Carrarese hanno ridato slancio ai gialloblù, che proprio contro la Juve Stabia (nel 3-0 del 2 novembre scorso) avevano ritrovato la vittoria casalinga che mancava da mesi.

Le parole di Andrea Sottil: “Siamo pronti alla battaglia”

Mister Sottil non si nasconde e analizza con lucidità le insidie della trasferta campana, elogiando il lavoro del collega Abate ma pungendo sulla questione terreno di gioco.

Sul “fortino” stabiese e il campo sintetico: “La Juve Stabia non è una sorpresa. Hanno un’identità forte e una struttura che viene da lontano. Paradossalmente, credo che il loro campo li penalizzi: con la qualità che hanno, su un terreno più ampio farebbero ancora meglio. Per noi non deve essere un alibi. Come dico sempre: se vado sulla neve non metto le infradito, ma uso gli sci. Dobbiamo essere ‘mestieranti’, intelligenti e adattarci subito alle misure ridotte”.

Emergenza centrocampo e tattica: Con le assenze pesanti di Pyyhtia e Sersanti, e l’addio di Magnino, le scelte in mediana sono quasi obbligate. Sottil apre però a soluzioni elastiche: Zanimacchia potrebbe agire in zone più centrali, per il modulo da utilizzare il 3-4-1-2 resta un’opzione valida, ma per il tecnico “conta l’occupazione degli spazi, non i numeri”. Il tecnico emiliano è felice per l’integrazione perfetta degli acquisti di gennaio, definiti “bravi ragazzi in un gruppo puro”.

Sulla corsa Playoff: “Non facciamo calcoli. La classifica conta, ma dobbiamo pensare partita dopo partita. Ci aspettano 7 gare in 22 giorni: gestire le risorse e mantenere la mentalità vincente sarà la nostra vera vittoria”.

I duelli chiave

Occhi puntati sulle fasce. Sottil ha individuato in Cacciamani l’elemento di spicco dei padroni di casa (“giocatore molto interessante”), ma confida nella qualità dei propri esterni per scardinare la difesa campana. Sarà una partita di duelli individuali, di ritmo e, soprattutto, di nervi saldi.

In un “Menti” che si preannuncia infuocato, il Modena cerca il colpo del k.o. per blindare il sesto posto, mentre la Juve Stabia punta a confermare la legge del più forte in casa propria.