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Castellammare, inaugurazione sentiero Rio Lavello. Ecco i fondi per il rifacimento del sito Le Fontane del Re

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Inaugurato stamattina, martedì 7 aprile 2026, il Sentiero del Rio Lavello presso le Fontane del Re sui Boschi di Quisisana, un suggestivo cammino nel verde che si snoda lungo l’antico acquedotto borbonico per una lunghezza di 1.500 metri.

L’ importante progetto di valorizzazione storica e paesaggistica dei Boschi di Quisisana è stato realizzato dalla Città di Castellammare di Stabia e dall’Assessorato all’Identità stabiese, in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia aps Stabiae, con il finanziamento dell’Ente Parco dei Monti Lattari.

Hanno presenziato all’evento Luigi Vicinanza sindaco di Castellammare di stabia, Enzo Peluso presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari, Annalisa Di Nuzzo assessore all’Educazione e Identità stabiese, Massimo Santaniello direttivo Archeoclub d’Italia aps Stabiae, Alessandra Savarese dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo San Marco-Bonito-Cosenza di Castellammare.

Tra i presenti, anche il presidente del consiglio comunale di Castellammare Roberto Elefante con il consigliere Domenico Cioffi, il Comandante della Capitaneria di Porto Andrea Pellegrino e i rappresentanti di molte associazioni del territorio, tra cui: Archeoclub d’Italia aps Stabiae, CAI, Comitato Identità Stabiese, Antica Necropoli di Stabiae, Antico Borgo di Stabia, A.N.G.E. guardie ecozoofile Napoli, R.O.S.S. e Associazione Protezione Verde Pro Natura.

Grande soddisfazione per questo “nuovo percorso in un luogo che è dentro la nostra storia, uno dei più belli della nostra città da troppo tempo abbandonato”, è stata espressa dal Sindaco Luigi Vicinanza:

“Questo sentiero che abbiamo recuperato ha un valore ancora maggiore dopo la tragedia della funivia del Faito (venerdì 17 aprile sarà esattamente un anno), è una ferita ancora aperta per la nostra comunità. Noi oggi diciamo che si può recuperare una parte pedemontana del Faito attraverso questo sentiero a due passi dalla Reggia di Quisisana, un piccolo passo per il recupero della zona.”

Il sindaco Vicinanza ha poi annunciato lo stanziamento di tre milioni di euro per il rifacimento del sito Le Fontane del Re, “uno dei luoghi della nostra identità, perché senza identità, senza memoria non c’è cultura e non c’è contrasto al degrado e alla criminalità.”

“Solo in questo modo, recuperando le nostre radici – ha continuato il sindaco – noi possiamo contrastare la criminalità organizzata, che purtroppo proprio in queste zone a volte la fa da padrona. Noi dobbiamo recuperare i luoghi della città, quelli più belli, perché Castellammare è nostra, non è loro, e noi dobbiamo, tutti quanti insieme, contribuire, ciascuno nella sua parte, per riappropriarci di questa bellissima città.”

Il primo cittadino ha comunicato, inoltre, che l’amministrazione sta lavorando ad un programma estivo per fare di Castellammare una città sempre più attrattiva.

Alla richiesta di un cittadino di potenziare la sorveglianza, onde evitare gli abusi a cui spesso assistiamo, il sindaco ha risposto:

“Abbiamo un bel sistema di videosorveglianza, quando becchiamo i trasgressori li denunciamo, però non possiamo pensare a polizia dappertutto, ci vuole un po’ di coscienza; queste cose ci devono aiutare a riscattarci, a migliorare”, appellandosi al senso civico dei cittadini stabiesi e di quanti, sempre più numerosi, vengono a visitare la nostra città.

Enzo Peluso, presidente del Parco dei Monti Lattari, l’ente che ha stanziato 10mila euro per la realizzazione del progetto, nel salutare i presenti, ha sottolineato come Castellammare di Stabia sia stato il primo comune a beneficiare di questo contributo: “Ho detto al sindaco che questo è solo l’inizio, perché quando c’è la voglia di fare cose belle è sempre un piacere per noi mettere a disposizione piccole risorse per queste nobilissime iniziative.”

La Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo San Marco-Bonito-Cosenza di Castellammare di Stabia, prof.ssa Alessandra Savarese, nel suo intervento, ha portato i saluti dell’Ins. Anna Di Capua che, insieme agli alunni del 3° Circolo Didattico San Marco Evangelista, ha realizzato tutte le tavole che illustrano il percorso: “Purtroppo, non è riuscita ad essere presente, ma è qui col cuore perché tanto ha investito insieme ai ragazzi per la realizzazione di questa segnaletica.”

Il percorso è stato infatti arricchito da 12 totem ecosostenibili in legno e bellissime mattonelle in terracotta, realizzati con impegno dagli studenti dell’I.C. San Marco-Bonito-Cosenza, coinvolti nel processo di recupero e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e storico del territorio.

Massimo Santaniello, portavoce del direttivo Archeoclub aps Stabiae, che ha attivamente collaborato all’iniziativa, ha dichiarato:

“Noi come Archeoclub abbiamo imparato ad amare queste montagne e abbiamo riscoperto tutti i sentieri, grazie anche alla collaborazione degli amici del CAI, li abbiamo esplorati e siamo arrivati anche in posti pericolosi. Questo sentiero è soltanto l’inizio di un lungo lavoro che ci porterà ad apprezzare tantissimo questo posto che non è soltanto un sentiero naturalistico, bello per il panorama e per i paesaggio.”

“Questo sentiero è la storia di Castellammare, – ha continuato – i Borbone, gli Angioini e prima ancora i Romani hanno attraversato queste montagne e abbiamo testimonianze sparse attraverso tutto il percorso: è questa la cosa che lo differenzia e che lo rende un posto unico”, sottolineando l’importanza del sentiero non solo dal punto di vista naturalistico, ma soprattutto storico, attraverso le opere di ingegneria create dall’uomo ed altre testimonianze del passato.

L’inaugurazione del Sentiero del Rio Lavello restituisce finalmente ai cittadini e ai visitatori un luogo privilegiato della storia di Castellammare e punta a incentivare il turismo lento e il trekking leggero, valorizzando il patrimonio collinare stabiese.

L’itinerario è particolarmente suggestivo perché collega l’aspetto naturalistico a quello architettonico delle antiche Fontane del Re. Permette inoltre di riscoprire il sistema idrico borbonico immerso in una vegetazione rigogliosa, offrendo un’oasi di fresco e pace a pochi passi dal centro urbano.

Non ci resta che recarci sui Boschi di Quisisana a Castellammare di Stabia e percorrere questo antico sentiero e immergerci nella natura, tra scorci panoramici e il suono rilassante dell’acqua che scorre tra le rocce e la macchia mediterranea.

Juve Stabia, Carissoni brilla al “Penzo” di Venezia: un gol da attaccante che però non scaccia l’amaro finale

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In una Pasquetta dalle tinte fosche per i colori gialloblù, c’è una luce che continua a brillare con una costanza disarmante: quella di Lorenzo Carissoni. Il terzino della Juve Stabia si è confermato, ancora una volta, il fattore aggiunto nello scacchiere tattico di Ignazio Abate, trovando una via della rete che ormai sembra essere diventata una piacevole consuetudine. Tuttavia, la sua prodezza balistica questa volta non è bastata a evitare il naufragio contro il Venezia, lasciando in dote un retrogusto amaro a una prestazione individuale, per l’ennesima volta, di altissimo livello.

Una certezza tattica

Non è più una sorpresa, ma una splendida certezza: Carissoni possiede un feeling con la porta avversaria che pochi difensori in questa categoria possono vantare. Il suo inserimento al “Penzo”, puntuale e “cattivo”, ha trafitto la difesa lagunare regalando per un momento l’illusione di un pomeriggio da Oscar.

Il segreto del classe ’97 risiede nella capacità di leggere lo spazio prima degli altri: Carissoni si trasforma in una punta aggiunta non appena l’azione si sviluppa sulla fascia opposta, piombando sul secondo palo con una fame agonistica fuori dal comune. Davanti al portiere non ha tremato, confermando che il suo “vizietto” è frutto di un lavoro tecnico maniacale e non del semplice caso.

Più di un difensore

Per il tecnico delle Vespe, Carissoni rappresenta molto più di un semplice interprete della corsia laterale. In un sistema di gioco che richiede spinta costante e sovrapposizioni continue, il terzino è diventato una soluzione offensiva primaria, un’arma tattica che costringe gli avversari a raddoppi di marcatura solitamente riservati ai trequartisti.

Carissoni legge il calcio in avanti. È l’uomo che rompe gli equilibri quando le linee avversarie sembrano insuperabili.

Il “dettaglio” di una sconfitta

Segnare in uno stadio storico come il “Penzo” ha sempre un sapore speciale, ma farlo senza portare punti a casa è una ferita aperta. La Juve Stabia ha pagato a caro prezzo le fiammate del Venezia e una giornata difficile nel reparto arretrato, rendendo il gol del suo terzino un semplice dettaglio statistico nella cronaca di una sconfitta.

Resta però un dato di fatto incontrovertibile: le Vespe hanno trovato un difensore-goleador capace di scardinare le partite più bloccate. Il messaggio per il prosieguo della stagione è chiaro: se Abate riuscirà a blindare la difesa con la stessa efficacia con cui Carissoni attacca la profondità, la strada verso i playoff potrebbe essere in discesa.

Venezia – Juve Stabia 3-1, il paradosso della gara di Alessandro Confente divisa tra miracoli e rimpianti

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Se la Juve Stabia esce sconfitta dalla difficile trasferta veneziana, non lo fa certo senza aver lottato su ogni pallone. Gran parte di questa fiera resistenza porta i guantoni di un solo uomo: Alessandro Confente. La prestazione dell’estremo difensore gialloblù al “Penzo” è stata un vero e proprio enigma tattico e psicologico, una vertiginosa giostra di interventi prodigiosi macchiati da quel pizzico di sfortuna – e imprecisione – che nel calcio finisce troppo spesso per fare la differenza.

L’Eroismo: Il Duello con l’Ex e i Riflessi Felini

Il momento più esaltante della partita di Confente si materializza nel secondo tempo, quando il destino lo mette faccia a faccia con il grande ex della sfida: Andrea Adorante. Sul dischetto del rigore va in scena un duello psicologico e di nervi che vale un pezzo di partita. Confente non trema, ha la meglio e compie una parata d’istinto puro, strozzando in gola l’urlo di gioia dei tifosi lagunari. Neutralizzare un penalty all’attaccante più atteso non è un’impresa da tutti, e conferma il numero uno stabiese come un elemento determinante e mai banale.

Ma lo spettacolo non si è fermato agli undici metri. Oltre al rigore parato, Confente ha messo la firma su almeno due interventi da copertina: vere e proprie parate “impossibili” che hanno negato il raddoppio del Venezia in momenti cruciali del match. Con un senso della posizione impeccabile e una reattività fuori dal comune, per larghi tratti è sembrato che il portiere avesse eretto un muro di cristallo a protezione della propria porta.

La Dura Legge del Numero Uno: L’Incertezza Fatale

Tuttavia, il calcio sa essere uno sport profondamente crudele, specialmente per chi sceglie di vivere sulla linea di porta. Nonostante le prodezze reiterate, pesa come un macigno l’incertezza decisiva in occasione dei gol subiti, arrivati proprio per mano di quell’Adorante che poco prima era stato ipnotizzato.

Una respinta corta e troppo centrale su una conclusione ravvicinata ha offerto all’attaccante del Venezia il più comodo dei tap-in, permettendogli di ribadire in rete da pochi passi. Anche sulla terza marcatura lagunare, è rimasta la sensazione che l’estremo difensore potesse fare qualcosa in più. È questo il grande, spietato paradosso del ruolo del portiere: puoi parare un rigore e compiere miracoli in serie per novanta minuti, ma la singola sbavatura o la respinta difettosa è ciò che rischia di rimanere indelebilmente impresso nel giudizio finale.

Il tabellino finale recita 3-1 per il Venezia, un risultato amaro che punisce le incertezze ma che non cancella del tutto i meriti di chi ha provato a tenere a galla la squadra fino all’ultimo.

Un Leader Silenzioso tra i Pali

Al netto dei decisivi cali di concentrazione, la Juve Stabia sa di poter contare su un leader silenzioso e caparbio. Alessandro Confente abbandona il prato del “Penzo” con la maglia sporca di fango e il fisiologico rammarico per quei dettagli che hanno girato nel verso sbagliato. Torna a casa amareggiato per il risultato, ma con la consapevolezza di aver dato tutto e di aver salvato i suoi compagni da un passivo che, senza i suoi miracoli, sarebbe stato decisamente più severo.

IL MORSO DELLA VESPA. Adorante totale: segna due volte, sbaglia un rigore e batte lo Stabia 3-1

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C’è una regola non scritta nel calcio, spietata e puntuale come un orologio svizzero: la dura legge dell’ex. Questa volta a farne le spese è la Juve Stabia, trafitta proprio da quel Andrea Adorante che al “Penzo” ha messo in piedi uno show personale, trascinando il Venezia a un solido 3-1. Una prestazione “totale” quella del numero 9 arancioneroverde, capace di incidere in ogni azione chiave della partita.

Primo Tempo: Botta e Risposta

La gara si accende al 39’ e porta subito la firma (indiretta) di Adorante. Su un cross velenoso di Hainault, il difensore ospite Giorgini — al rientro dal primo minuto — sente il fiato sul collo dell’attaccante veneziano e, nel tentativo disperato di anticiparlo, infila goffamente la propria porta.

La reazione delle Vespe non si fa attendere. Al 43’, il talento di Okoro spacca in due la difesa di casa: la sua conclusione mette in difficoltà Stankovic, che non trattiene, permettendo a Carissoni di fiondarsi sulla sfera per il tap-in dell’1-1. Sembra il preludio a un riposo in equilibrio, ma il pareggio dura appena 120 secondi. Yeboah semina il panico sul versante offensivo e, sulla respinta corta di Confente, Adorante è il più lesto di tutti: zampata vincente e Venezia di nuovo avanti prima del duplice fischio.

Il Duello Infinito con Confente

Nella ripresa la sfida diventa un “match nel match” tra Adorante e l’estremo difensore stabiese.

  • Minuto 48: Confente si supera con un riflesso felino su una stilettata a colpo sicuro della punta.

  • Minuto 60: L’arbitro Perri assegna un calcio di rigore al Venezia per un fallo di Correia su Sagrado. Adorante si presenta sul dischetto per chiudere i conti, ma Confente ipnotizza l’ex compagno e respinge la conclusione, tenendo a galla i suoi.

Il Sigillo Finale

Nonostante l’errore dagli undici metri, Adorante non esce dalla partita, anzi, raddoppia le energie. Al 75’, il sipario cala definitivamente: punizione pennellata da Busio, Adorante legge il tempo in anticipo, sfila dietro i difensori gialloblù e con un colpo di testa imperioso piega le mani a un pur ottimo Confente.

Finisce 3-1. Per la Juve Stabia è una domenica amara, segnata dai rimpianti e dalla consapevolezza che, quando il destino decide di schierarti contro un ex in stato di grazia, c’è ben poco da fare. Il Venezia si gode i tre punti e il suo trascinatore.

Due scosse di terremoto ai Campi Flegrei oggi 7 aprile, avvertite anche a Napoli

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Torna a tremare la terra nell’area dei Campi Flegrei. Due scosse sono state registrate dall’Osservatorio vesuviano, la sede napoletana delI’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) oggi martedì 7 aprile: la prima, di magnitudo 3.3, è avvenuta alle 4.32 a una profondità di 2 km con epicentro localizzato nei pressi della Solfatara, nel comune di Pozzuoli. Il secondo terremoto, di magnitudo 2.6, è avvenuto alle 4.38, ancora a una profondità di 2 km, sempre in zona della Solfatara. Le scosse sono state avvertite anche nei quartieri occidentali di Napoli, senza danni a persone o cose.

Una scossa di magnitudo 2.1 era stata segnalata venerdì 3 marzo vicino ai comuni di Pozzuoli, Quarto e Bacoli.

Fonte AdnKronos

L’AZZURRO PENSIERO. Missione compiuta: Politano abbatte il Milan, il Napoli punta l’Inter

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Il Napoli non si ferma più. In un “Maradona” ribollente d’entusiasmo, gli azzurri superano il Milan di misura, centrando la quinta vittoria consecutiva e blindando un posto al sole nella zona Champions. È stata una partita di nervi, tattica e grande equilibrio, risolta solo nel finale da una prodezza balistica che profuma di scudetto sul petto.


La Partita: Equilibrio spezzato dal “Flash”

Per oltre un’ora, la sfida è stata un gioco a scacchi tra due pesi massimi del calcio italiano. Il Milan ha ribattuto colpo su colpo, rendendo la vita difficile alla manovra di Antonio Conte. Tuttavia, a dieci minuti dal novantesimo, l’episodio che ha cambiato la storia del match: Matteo Politano, subentrato dalla panchina con la fame dei giorni migliori, si è avventato su un pallone vagante in area coordinandosi in modo magistrale. Il suo sinistro al volo è stato un fulmine che non ha lasciato scampo al portiere rossonero, facendo esplodere i diecimila del Maradona.


Le voci dal campo: L’orgoglio di Conte e la gioia di Politano

Nel post-partita, Antonio Conte ha voluto sottolineare la crescita caratteriale del suo gruppo, capace di soffrire senza disunirsi:

“Battere questo Milan è un gran risultato. Nonostante le assenze continuiamo a dare prova di forza e solidità; un’altra squadra sarebbe naufragata, noi non abbiamo mai perso la rotta.”

L’allenatore leccese ha poi lanciato un messaggio chiaro sull’ambizione del club, rivendicando i successi stagionali (come la Supercoppa) e mettendo pressione a chi sta davanti: “Davanti l’Inter sta disputando un grande campionato, ma noi guardiamo in alto e cercheremo di accelerare”.

L’eroe della serata, Matteo Politano, ha vissuto una notte da sogno, condita da una dedica speciale:

  • Il compleanno: Il gol è per la sorella, un caro amico e la moglie.

  • Il sesto senso: “Sentivo che sarei entrato e avrei segnato. La squadra ha disputato un grande incontro e il successo è meritatissimo”.

Nota di merito anche per Giovane, schierato titolare a sorpresa: “Ho 22 anni e devo crescere, ma Conte mi sta aiutando tantissimo. Avevo bisogno di una prova così intensa”.


Prospettive: Una volata per la gloria

Con sette partite ancora da giocare, il Napoli dimostra di voler onorare lo scudetto fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata. La solidità difensiva e la capacità di trovare il guizzo vincente anche dalla panchina sono i marchi di fabbrica di una squadra che ha ritrovato la propria anima. L’Inter è avvisata: gli azzurri non hanno intenzione di mollare la presa.

Bimbo morto dopo trapianto a Napoli, l’esposto della famiglia e la lettera del Monaldi: le ultime news

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Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, annuncia di aver presentato un esposto “ai consigli dell’Ordine dei Medici di Cosenza e Benevento solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti“. “Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo a oggi e che vada sanzionato disciplinarmente” aggiunge il legale nel giorno dei funerali del bambino.

L’avvocato: “Valutare lesioni da cuore durante l’espianto”

“Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico e poi erano un po’ ambigue le dichiarazioni rese dagli austriaci in merito” aggiunte il legale. “Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne, ma questo lo diranno gli anatomopatologi che con tanta forza la difesa ieri ha cercato e ottenuto di far nominare all’interno del collegio di parte in quanto la difesa degli indagati ha cercato di estromettere il dottor Iacobelli dall’alveo del collegio difensivo”. “Ci ha pensato però lo stesso medico legale del gip. Dopo che il gip aveva rigettato la nomina da parte della difesa di Iacobelli è stato lui stesso a chiedere in udienza l’ausilio di un anatomopatologo e quindi darci la possibilità di nominare anche noi un anatomopatologo. Gli esami degli anatomopatologi saranno fondamentali all’interno di questo incidente probatorio, perché loro vanno studiare al microscopio le lesioni sui tessuti dovute ai traumi”.

La lettera dello staff del Monaldi

E’ stato lo stesso avvocato della famiglia a leggere una lettera, datata 27 gennaio, firmata dal personale infermieristico, Oss e tecnico della sala operatoria e diretta a tutti i vertici dell’Azienda ospedaliera dei Colli, a cui afferisce il Monaldi di Napoli, a partire dalla direttrice generale, Anna Iervolino, per “sottoporre una situazione di estrema gravità che, da tempo, sta compromettendo in modo significativo il benessere professionale e umano degli operatori, nonché la sicurezza dell’assistenza, erogata ai pazienti”. Nella lettera i professionisti del Monaldi “palesano la situazione, creata dal dottor Oppido”, dice il legale, citando brani della missiva, in cui “si parla di una ‘sfiducia reciproca: la gerarchia medico-centrica e la comunicazione assente hanno portato a una percezione di insicurezza diffusa tra gli infermieri, Oss e tecnici, che non si sentono attualmente più sicuri di collaborare con il dottor Guido Oppido. Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall’intera équipe'”.

“Il personale segnala comportamenti sistematici e quotidiani messi in atto dal Dott. Guido Oppido, tra cui urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze professionali, linguaggio offensivo e denigratorio, bestemmie e imprecazioni, atteggiamenti intimidatori tali da inibire la comunicazione in équipe, reazioni ostili e aggressive anche in contesti formali di confronto (come avvenuto, ad esempio, durante l’incontro del 24 novembre 2025), mancato ascolto e considerazione”, prosegue la lettera. “Tali comportamenti avvengono prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all’interno dell’équipe multiprofessionale – concludono nella lettera – . Gli effetti sul personale sono significativi: si osservano ansia persistente, tremori, difficoltà di concentrazione durante le attività correlati a pressione emotiva, stress e diffuso stato di burnout. L’intera équipe ha considerato, in maniera congiunta, la possibilità di trasferimento”.

Fonte AdnKronos

Napoli, 20enne ucciso in un agguato a Ponticelli

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Agguato questa mattina nella periferia est di Napoli: ucciso un 20enne. Poco dopo le 5 di oggi, i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli e del nucleo operativo di Poggioreale sono intervenuti in via Carlo Miranda, nei pressi di un bar di Ponticelli. Sconosciuti in scooter hanno esploso alcuni proiettili, colpendo al torace il 20enne. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso di Villa Betania ed è lì che è morto. Indagini in corso da parte dei carabinieri per ricostruire dinamica e matrice.

Fonte AdnKronos

Crociere oltre le classiche rotte: queste le nuove geografie delle vacanze via mare

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Il concetto di orizzonte, per chi sceglie la vacanza sul mare, sta subendo una trasformazione radicale. Se fino a pochi anni fa l’immaginario collettivo della crociera era saldamente ancorato ai grandi classici — il triangolo d’oro del Mediterraneo occidentale, le tappe storiche tra le isole greche o i circuiti balneari dei Caraibi — il 2026 segna la definitiva affermazione di una “nuova geografia” del viaggio. Spinto da una crescente curiosità geografica e dal desiderio di sfuggire ai fenomeni di sovraffollamento che interessano i porti più iconici, il viaggiatore moderno sta spostando la propria attenzione verso rotte di frontiera. Questo mutamento non è solo una moda passeggera, ma il risultato di una nuova generazione di navi, più agili e tecnologicamente avanzate, capaci di attraccare in bacini un tempo inaccessibili ai giganti del mare.

L’espansione verso territori meno battuti risponde a una mutazione antropologica del crocierista: non si cerca più soltanto il comfort della vita di bordo, ma si esige che la nave funga da vero e proprio esploratore per toccare l’anima autentica di regioni ancora protette dal turismo di massa. Vediamo così nascere itinerari che puntano verso le coste incontaminate dell’Albania, i fiordi remoti della Groenlandia o gli arcipelaghi meno noti dell’Estremo Oriente. Questa “fame di autenticità” ha spinto le compagnie di navigazione a ridisegnare i propri cataloghi, inserendo tappe che richiedono una conoscenza profonda del territorio e protocolli di sostenibilità molto rigidi per proteggere ecosistemi fragili.

In questo scenario di frammentazione delle rotte e moltiplicazione delle nicchie di mercato, la fase della pianificazione è diventata l’elemento cardine per il successo della vacanza. La disponibilità limitata su navi di dimensioni contenute e la specificità dei calendari di navigazione in regioni come l’Antartide o i fiumi dell’Asia impongono una strategia di prenotazione estremamente reattiva. Per navigare in questa abbondanza di nuove rotte, molti viaggiatori hanno iniziato a consultare con largo anticipo i calendari delle partenze sui portali specializzati come TicketCrociere, monitorando con attenzione le offerte sulle crociere per il 2026 per assicurarsi un posto su unità di classe expedition o su navi boutique che offrono accessi privilegiati a porti meno frequentati. Questo approccio analitico permette di bilanciare il desiderio di avventura con la certezza di una logistica professionale, garantendo il miglior rapporto tra l’esclusività del percorso e la sostenibilità del budget. Una volta definita la rotta, il viaggio si trasforma in una scoperta continua di territori sorprendenti.

Una delle sorprese più evidenti della nuova geografia crocieristica è il consolidamento del Mediterraneo “minore”. L’Albania, con porti come Sarandë e Valona, è diventata la nuova frontiera del lusso accessibile, offrendo un mix di archeologia romana e acque cristalline che ricorda la Grecia di trent’anni fa. Parallelamente, nel Mar Rosso, nuovi progetti di turismo rigenerativo in Arabia Saudita stanno aprendo le porte a esplorazioni subacquee in barriere coralline vergini, un tempo riservate solo a pochi subacquei esperti. Qui, la nave da crociera diventa l’unico modo sostenibile e confortevole per visitare aree ancora prive di grandi infrastrutture ricettive a terra.

Spostando lo sguardo verso l’Oriente, il Giappone sta vivendo un boom di crociere che circumnavigano le isole principali, toccando piccoli porti nelle prefetture di Ishikawa e Aomori. È una modalità di viaggio che permette di scoprire il Giappone rurale e le tradizioni millenarie senza dover affrontare la complessa logistica dei treni interni, offrendo una prospettiva della terra del Sol Levante che solo dal mare può essere pienamente colta. Allo stesso modo, le rotte transoceaniche si sono evolute in “viaggi lenti” (Slow Cruising), dove le soste sono più lunghe e permettono un’immersione culturale che va ben oltre la classica visita di mezza giornata.

Il 2026 ha visto anche la definitiva consacrazione delle crociere polari. Non si tratta più di semplici passaggi davanti ai ghiacciai, ma di spedizioni che prevedono sbarchi quotidiani, attività di citizen science a supporto dei ricercatori di bordo e pernottamenti sulla terraferma in ambienti estremi. La tecnologia delle navi a propulsione elettrica o ibrida ha permesso di ridurre al minimo il disturbo per la fauna selvatica, rendendo possibile l’osservazione ravvicinata di balene, pinguini e aurore boreali con un impatto ambientale prossimo allo zero. Questo connubio tra avventura selvaggia e ingegneria ecologica rappresenta il vertice dell’esperienza crocieristica moderna.

Infine, anche le rotte fluviali stanno ridisegnando la geografia del piacere. Oltre al classico Danubio, cresce l’interesse per i fiumi della penisola iberica, come il Douro, o per rotte esotiche lungo il Mekong e l’Indocina. Queste crociere permettono di toccare il cuore delle nazioni, offrendo uno sguardo ravvicinato sulle comunità locali e sull’artigianato, in un contesto di totale relax e raffinatezza.

In conclusione, le nuove geografie delle vacanze via mare nel 2026 ci raccontano di un mondo ancora tutto da scoprire, se guardato dalla giusta prospettiva. La crociera è riuscita a liberarsi dal cliché del turismo seriale per riappropriarsi della sua anima originaria: l’esplorazione consapevole. Grazie all’uso di strumenti digitali che semplificano la ricerca di itinerari inediti e alla capacità dell’industria di innovarsi senza sosta, il mare si conferma come la via più affascinante per connettersi con le meraviglie del pianeta, spingendosi sempre un po’ più in là, verso orizzonti che aspettano solo di essere solcati.

Venezia amaro per la Juve Stabia: la dura legge dell’ex Adorante affonda le Vespe al “Penzo”

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La trasferta in Laguna si conferma, ancora una volta, indigesta per la Juve Stabia. In un lunedì di Pasquetta dal sapore amaro, le Vespe cadono sotto i colpi di un Venezia cinico, implacabile e guidato da un destino che sembrava già scritto nelle pieghe dell’ultimo calciomercato. Al “Pier Luigi Penzo”, la formazione campana non paga solo la tradizionale “tassa” di uno stadio storicamente ostico, ma subisce anche la più classica e spietata delle leggi del calcio: quella del gol dell’ex.

A punire i gialloblù è stato Andrea Adorante, autore di una doppietta che poteva addirittura trasformarsi in tripletta, se non fosse stato per gli straordinari di un Confente in versione montagne russe per la sua prestazione altalenante. Al netto del rammarico, bisogna però riconoscere con onestà la superiorità della squadra di mister Stroppa, una corazzata che sembra ormai destinata a staccare il biglietto per il massimo campionato.

Un finale di primo tempo da cardiopalma

Giocare a Venezia non è mai una passeggiata, e la Juve Stabia lo comprende fin dalle battute iniziali. I padroni di casa gestiscono i ritmi, cavalcando l’entusiasmo del pubblico e la particolarità di un campo che sembra restringersi quando la pressione sale. Le Vespe, tuttavia, non restano a guardare: mostrano sprazzi di buon gioco e la consueta grinta, trascinate dalle fiammate di un Okoro che prova in più occasioni ad accendere la miccia dell’attacco.

La partita esplode letteralmente sul morire del primo tempo, in una frazione di gioco in cui succede di tutto. Il Venezia passa in vantaggio a causa di un beffardo autogol di Giorgini, ma la reazione della Juve Stabia è rabbiosa e porta al meritato pareggio firmato da Carissoni. Proprio quando le squadre sembrano pronte a rientrare negli spogliatoi in parità, arriva la prima doccia fredda: Adorante firma il sorpasso lagunare, complice un intervento tutt’altro che impeccabile di Confente che respinge la conclusione di Yeboah sui piedi dell’ex bomber gialloblù.

Lo “Show” di Confente e la chiusura dei conti

È nella ripresa che il portiere stabiese, ex Vicenza, inizia il suo personalissimo show per farsi perdonare l’errore. La squadra di Stroppa rientra in campo furiosa, alla ricerca del colpo del ko, ma Confente si esalta: prima vola letteralmente per negare la gioia del gol a Sverko, tenendo a galla i suoi, e poi compie un autentico capolavoro. Concessa la massima punizione al Venezia, l’estremo difensore guarda negli occhi Adorante dal dischetto e si mangia il pallone, neutralizzando il rigore.

Un’iniezione di fiducia che però non scalfisce le certezze dei padroni di casa. Il Venezia non accusa minimamente il colpo e continua a spingere, trovando ancora una volta la via della rete sempre con lui, Andrea Adorante. Questa volta Confente paga pegno facendosi beffare sul palo lungo dopo un accenno di uscita, a chiusura di un pomeriggio che, per lui, non è stato assolutamente banale.

Ripartire dal “Menti”

Il calcio è fatto di storie cicliche. Quella di Andrea Adorante ne è l’ennesima conferma: l’attaccante, che tanto bene aveva fatto a Castellammare diventando l’idolo indiscusso dei tifosi, si è ritrovato oggi dall’altra parte della barricata, riscrivendo una sceneggiatura totalmente diversa e dolorosa per i suoi vecchi colori.

Nonostante la sconfitta e la doppia “tassa Adorante” pagata, la Juve Stabia fa ritorno dalla Laguna con una preziosa consapevolezza: questa squadra ha le carte in regola per giocare alla pari contro chiunque, a patto di mantenere la concentrazione sempre al massimo livello. Archiviata la trasferta veneziana, l’obiettivo ora è smaltire in fretta le scorie e tornare a macinare punti tra le rassicuranti mura amiche del “Romeo Menti”, dove l’aria di casa dovrà spingere di nuovo in alto il volo delle Vespe.

Pasqua di controlli: Due arresti e denunce tra Castellammare di Stabia e Sant’Antonio Abate

Non si è fermata l’attività di prevenzione e sicurezza delle forze dell’ordine durante le festività. Nella giornata di Pasqua, i Carabinieri hanno messo in campo una fitta rete di controlli serrati che ha interessato i territori di Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate e Santa Maria La Carità. Il bilancio dell’operazione conta due arresti, diverse denunce e un’intensa attività di monitoraggio sulle strade.

Gli arresti: dalla vecchia condanna allo spaccio

L’operazione ha portato all’arresto di due persone, finite entrambe ai domiciliari:

  • A Castellammare di Stabia i militari hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 34enne del posto. L’accusa è di minaccia, in relazione a fatti che risalgono al 2016.

  • A Sant’Antonio Abate, le manette sono scattate per un ragazzo di 24 anni. Fermato nel corso di una perquisizione, è stato trovato in possesso di diverse dosi di hashish, marijuana e cocaina, oltre a denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita e vario materiale per il confezionamento. Il giovane è ora in attesa di giudizio.

Denunce e segnalazioni: scovato un tifoso intemperante

Oltre agli arresti, l’attività dell’Arma ha portato al deferimento di altre tre persone:

  • Due soggetti sono stati denunciati a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio.

  • Una terza persona è stata identificata e denunciata al termine di mirati accertamenti investigativi: è ritenuta responsabile del lancio di oggetti in campo avvenuto durante una partita di calcio dilettantistica disputata lo scorso febbraio.

La lente dei Carabinieri si è posata anche sui consumatori: otto persone sono state segnalate alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.

Sicurezza stradale: raffica di sanzioni

I controlli non hanno risparmiato la viabilità, con numerosi posti di blocco dislocati nei punti nevralgici dei tre Comuni per garantire la sicurezza degli automobilisti nel giorno di festa. I numeri testimoniano un’attività capillare:

  • 169 persone identificate;

  • 75 veicoli ispezionati;

  • 15 contravvenzioni elevate per violazioni al Codice della Strada.

Tra le infrazioni più frequenti riscontrate dai militari spiccano la mancata revisione dei veicoli e la circolazione senza copertura assicurativa. Non sono tuttavia mancati comportamenti ad alto rischio, sanzionati puntualmente, come la guida senza patente, l’uso dello smartphone al volante e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.

Castellammare, rinasce il sentiero per la cascata del Rio Lavello: domani l’inaugurazione a Quisisana

Un nuovo capitolo per la valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico stabiese è pronto ad aprirsi. Si terrà domani, martedì 7 aprile alle ore 11.00, nella suggestiva cornice delle Fontane del Re nei Boschi di Quisisana, l’inaugurazione ufficiale della prima tappa del sentiero escursionistico che conduce alla cascata del Rio Lavello.

All’evento inaugurale, aperto a tutta la cittadinanza e agli organi di stampa, parteciperanno il sindaco Luigi Vicinanza e il presidente del Parco dei Monti Lattari, Enzo Peluso. L’iniziativa rappresenterà anche l’atto conclusivo della ricca e partecipata programmazione pasquale promossa e sostenuta dal Comune di Castellammare di Stabia.

Natura e storia lungo l’antico acquedotto

Il percorso restituito alla città offre l’opportunità di riscoprire un cammino di straordinaria bellezza paesaggistica. Lungo circa 1.500 metri, il sentiero si snoda seguendo il tracciato dell’antico acquedotto borbonico. Gli escursionisti e gli amanti del trekking potranno immergersi in un’oasi di tranquillità, costeggiando filari di maestosi platani e ippocastani e attraversando i profumi e i colori della tipica vegetazione mediterranea che caratterizza l’area.

Un progetto di rete e sostenibilità

Il recupero di questo itinerario è il frutto di una forte sinergia tra istituzioni e realtà associative del territorio. Il progetto di valorizzazione è stato infatti realizzato da: Città di Castellammare di Stabia (tramite l’assessorato all’Identità); Archeoclub d’Italia Stabia e CAI (Club Alpino Italiano) sezione di Castellammare di Stabia.

Fondamentale per la riuscita dell’opera è stato il finanziamento erogato dall’ente Parco dei Monti Lattari, che ha creduto fortemente nel potenziale turistico e ambientale del percorso.

I giovani protagonisti del territorio

A rendere questa prima tappa ancora più speciale è il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. Per l’occasione, infatti, il tratto escursionistico è stato arricchito con 12 totem ecosostenibili in legno, impreziositi da artistiche mattonelle in terracotta. Un tocco di creatività e appartenenza realizzato con cura dai giovani studenti dell’istituto comprensivo “Bonito-Cosenza”, a dimostrazione di come la tutela del territorio passi anche attraverso l’educazione e la partecipazione dei più piccoli.

L’appuntamento è dunque per domani mattina alle Fontane del Re, per muovere insieme i primi passi su un sentiero che unisce storia, natura e comunità.

Il Ciuccio batte il Diavolo e sale al secondo posto: basta la rete di Politano

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Il diavolo rossonero al San Paolo non è mai un ospite qualunque: Napoli-Milan è fra le classiche del campionato italiano, che nella maggior parte dei casi ha visto decidere scudetti e posizioni ambite. Senza andare troppo indietro: la rimonta del Napoli Ancelottiano alla seconda di campionato nel 2018, la doppietta di Ibrahimovic in epoca covid, la doppia sfida interna tra campionato e Champions nello scudetto di Spalletti, il rigore parato da Meret nel campionato scorso. Anche quest’anno: Napoli e Milan si contendono il secondo posto, con l’Inter che, a meno di assurde combinazioni, è ormai già campione d’Italia. Nell’aria si sente che non è una partita come le altre: la Curva A scrive “Giochiamoci tutto“, d’altronde ad inizio aprile non c’è niente da perdere, ma solo da guadagnare e poter guardare avanti piuttosto che alle proprie spalle.

Al Napoli basta la rete di Politano per archiviare la partita, ma non è stata bella né spettacolare. A differenza delle curve, A e B, che omaggiano Beppe Savoldi e incoraggiano gli azzurri per tutta la partita. A Conte, riesce bene l’esperimento Giovane che è andato pericoloso col sinistro ad inizio ripresa, ma si è mosso bene per favorire gli inserimenti di De Bruyne McTominay. Ad Allegri non è riuscita la sorpresa di inserire l’artiglieria pesante nel secondo tempo, forse troppo tardi per tentare un recupero. Non si registrano parate decisive del portiere partenopeo, ma va’ registrato un leggero predominio complessivo del terreno di gioco da parte della squadra ospite soprattutto nel primo tempo. Il posticipo della 31esima giornata si conclude col sorpasso del Ciuccio sul Diavolo, come i vecchi tempi, che sono anche attuali.

Napoli-Milan, la sintesi del match

Il primo tiro è di Fofana, telefonato fra i guanti di Milinkovic-Savic: arriva dopo circa sei minuti di possesso rossonero. I padroni di casa rispondono con Giovane, per la prima volta titolare, schierato come punta al posto dell’influenzato Hojlund: il sinistro sfiorato finisce di poco a lato senza deviazioni. Ma è il Milan a fare la partita: serpentina di Modric verso il lato destro dell’area di rigore, viene atterrato da Buongiorno che becca il giallo. Sono nuovamente i rossoneri a sfiorare il vantaggio con Pavlovic in proiezione offensiva, che a tu per tu col portiere non riesce a tirare. Mentre la Curva B accompagna con cori e bandiere il sottofondo della partita, il Napoli comincia a giocare nella metà campo avversaria. Prova a sfondare con Spinazzola che sfiora l’eurogol dopo aver evitato due avversari a limite dell’area.

Alla mezzora, lo 0-0 è il risultato più giusto. Entrambe le squadre non hanno rischiato e non hanno offeso. Il Milan continua ad avere un leggero, adesso, predominio del terreno di gioco, ma gli azzurri sono accorti e chiudono più alti le linee di passaggio avversarie. Al 34°, Modric sbaglia un passaggio: palla in fallo laterale, il Napoli perde il possesso, e nel contropiede ne approfitta Fofana che fa tutto bene tranne il tiro che finisce sull’esterno della rete. Un minuto dopo, imbeccato Giovane sul filo del fuorigioco: al momento del tiro, buona chiusura di Pavlovic in corner. Dalla seguente battuta, la spizzata di Buongiorno finisce fuori. Al 42°, imbucata di Bartesaghi per Fullkrug, che parte in posizione di fuorigioco, ma mette in pericolo la difesa partenopea. Risponde McTominay con una rovesciata – ormai marchio di fabbrica – che finisce fuori, su cross di Lobotka dal lato sinistro dell’area di rigore di Maignan. Nel minuto di recupero concesso dall’arbitro Doveri, la prima frazione non regala altre emozioni.

La ripresa si apre con un gran tiro di Giovane servito benissimo da De Bruyne: sinistro velenoso deviato dal portiere in corner. Il tifo è incessante: la Curva B, saluta con Beppe Savoldi. Al 56°, ci riprova Anguissa che di testa non inquadra la porta. Verso l’ora di gioco, Allegri cambia le carte in tavola inserendo Gimenez ed Athekame, mentre tra le fila azzurre si prepara Alisson Santos che entra al posto di Giovane, autore di una prova sufficiente: l’arte del galleggiamento fra la difesa rossonera e i due trequartisti, è stata efficace. Il centravanti adesso è McTominay. La prima azione del neo entrato è già pericolosa: percussione sulla fascia, contrastato da Athekame, corner.

Poco dopo entra anche Politano, autore del gol del vantaggio. Azione sviluppata sulla sinistra, sovrapposizione di Olivera che da terzo di difesa crossa preciso sul secondo palo: McTominay non ci arriva, ma è puntuale l’esterno che libera il sinistro e fa 1-0 alle spalle di Maignan. Al 79°, Napoli-Milan, 1-0. Proprio l’autore del gol si becca un giallo per fallo su Modric. Artiglieria pesante per il Milan: entrano Leao Loftus-Cheek all’81 minuto. Conte risponde con Elmas Beukema per Juan Jesus De Bruyne che, uscendo dal fallo laterale opposto alle panchine, viene applaudito dalla Curva A. All’85, sfiora la rete Gimenez, che di testa colpisce di poco alto. Il Napoli è schiacciato dagli attacchi del Diavolo. L’arbitro concede altri cinque minuti, ma gli azzurri resistono fino al fischio finale, fra quelli assordanti dei tifosi di casa che accompagnano i cavalieri azzurri al secondo posto in campionato.

Venezia – Juve Stabia (3-1): Le pagelle dei gialloblu

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La Juve Stabia esce sconfitta dal Penzo contro la capolista Venezia con un 3-1 che ha mostrato come le Vespe abbiano “provato” a dar fastidio ai lagunari.

Al termine del match assegniamo i voti ai calciatori gialloblù, che per l’occasione hanno indossato la terza maglietta di colore rosa:

CONFENTE 6: Primo tempo quasi inoperoso, incolpevole sull’autorete causata da Giorgini, sul secondo gol poteva essere più efficace, respinta corta. Nel secondo tempo con i suoi interventi tiene la barca a galla, prende il terzo gol dal cattivo posizionamento della difesa sulla linea del fuorigioco.

DIAKITÉ 6,5: Oggi sempre sotto pressione per il poco filtro portato ci deve mettere il fisico con respinte non sempre precise, non è coinvolto nelle azioni dei gol subiti.

GIORGINI 6: Oggi non la sua migliore partita, forse temeva il forte ex di turno , l’ammonizione e l’autorete fanno il resta . La sufficienza è per la stima verso il calciatore. DAL 56’ VARNIER 5,5: Entra per dare più tranquillità al reparto difensivo, sul terzo goal non riesce a far salire la linea del fuori gioco.

BELLICH 6: La sua fascia è stata la più sfruttata dal Venezia, poco aiutato da Cacciamani , riesce quasi sempre a stoppare le incursione dei lagunari . Anche lui fuori posizione sull’azione del contropiede a fine primo tempo. DALL’83’ DALLE MURA S.V.

CARISSONI 6: Merita la sufficienza solo per il goal del pareggio momentaneo verso la fine del primo tempo . È stato schierato come interno di sinistra ruolo non suo e si è visto per la mancanza di Leone . Speriamo di non rivederlo in questo ruolo.

MOSTI 6: Doveva svolgere i compiti di Leone, portare il primo pressing e dettare i tempi di gioco, solo la prima parte è stata fatta in modo sufficiente.

CORREIA 5: da lui ci si aspetta sempre cose superiori alla categoria ma oggi non si sono viste neanche quelle di una categoria inferiore, forse un problema fisico o mentale , sperando in un finale migliore .

RICCIARDI 6,5: oggi aveva un avversario forte e scomodo che all’inizio lo hanno messo in difficoltà, prese le misure lo ha neutralizzato con sufficienza. DALL’83’MANNINI S.v.

CACCIAMANI 5,5: forse è tornato stanco e scarico dalla convocazione con la nazionale u21 . Non uno sprint pericoloso , si perde molte volte l’avversario e non riesce a fare la diagonale su Adorante sull’occasione del secondo goal. DAL 70’ DOS SANTOS 6: nei pochi minuti giocati ha fatto intravedere le sue qualità che lo hanno portato con una bella conclusione da fuori area a sfiorare il goal .

BURNETE 6: nel 3-5-2 si ritrova al suo agio , lotta con quasi tutti i giocatori del Venezia , ma prende anche tante botte , dialoga con il compagno di reparto riuscendo a mettere in apprensione la difesa dei lagunari .

OKORO 6,5: poteva avere un voto più alto, oggi partita da vero centroavanti , gli è mancato solo il goal . Toccato duro e stremato viene sostituito. Dal 70’ GABRIELLONI 4,5: era meglio tenere il campo OKORO stremato .

ABATE 5,5: oggi in campo con 3-5-2 per sopperire all’assenza di Leone . Nel primo tempo , nonostante giocatori fuori ruolo ( vedi CARISSONI ) si riusciva a contenere il Venezia creando più occasioni pericolose . Si prende goal solo su autorete poi si riesce a pareggiare con CARISSONI dopo l’ennesima iniziativa di OKORO, a tempo scaduto si doveva tenere la squadra bassa per evitare una ripartenza, concessa dal direttore di gara , è partito il contropiede che ha portato al raddoppio dei padroni di casa . Nel secondo tempo venendo a scemare l’apporto dei due attaccanti la squadra si è arroccata in difesa . Come accade spesso tardive e incomprensibili le sostituzioni, perché non dare una possibilità a CIAMMAGLICHELLA visto che aveva fatto un’ottima prestazione con la nazionale u20 si preferisce far giocare CARISSONI 90 minuto in un ruolo non suo , poi la chicca finale a 7 minuti dal termine sul 3-1 entrano MANNINI e DALLE MURA , forse il mister aveva in mente la famosa frase di un film di Lino Banfi “ ENTRA E MANTIENI IL RISULTATO “ .

Venezia – Juve Stabia, Adorante: “Noi dobbiamo continuare così. Alle Vespe auguro di conquistare i playoff”

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Il trentatreesimo turno del campionato cadetto 2025-2026 ha visto il Venezia imporsi per 3-1 sulla Juve Stabia sul prato del Pier Luigi Penzo. Nel post-partita, i riflettori della sala stampa si sono accesi su Andrea Adorante, centravanti arancioneroverde e grande ex della sfida. Per l’attaccante, reduce da un felice biennio trascorso in terra campana, non è stata un’apparizione come le altre.

Davanti ai taccuini dei cronisti, il giocatore ha sviscerato le sensazioni legate a questo incrocio dal sapore agrodolce, offrendo poi un’attenta disamina dei novanta minuti appena trascorsi.

Il peso dei ricordi e la lucidità sul campo

Affrontare il proprio passato recente ha inevitabilmente toccato le corde dell’attaccante, che ha voluto però ribadire il proprio focus agonistico:

“Incrociare i miei ex compagni genera sempre brividi particolari, soprattutto dopo due annate meravigliose trascorse a Castellammare. Questo pomeriggio, tuttavia, la mia priorità assoluta era garantire i tre punti alla causa del Venezia.”

Soffermandosi sull’andamento tattico del match, Adorante ha elogiato la resilienza del gruppo, capace di assorbire i momenti critici:

“Il nostro merito principale è stato quello di incanalare subito la gara sui giusti binari. In seguito, siamo stati lucidi nel raddrizzare la situazione rimediando a una disattenzione condivisa tra me e Kike Perez, riuscendo infine a sigillare il risultato.”

Tra forma fisica e l’intoppo dal dischetto

Sul piano puramente individuale, il bomber ha tirato un sospiro di sollievo per una condizione fisica finalmente ritrovata, mettendo a tacere le preoccupazioni legate a un recente fastidio:

“Mi sono lasciato alle spalle dei problemi lombari che mi hanno frenato nell’ultimo periodo; aver recuperato la piena forma è un traguardo essenziale. Anche se ultimamente il gol mi è mancato, la mia serenità non è mai venuta meno, poiché la squadra esprimeva un buon calcio e continuava a mietere successi.”

L’ex di turno ha mostrato grande maturità anche nel commentare il tiro dagli undici metri neutralizzato dagli avversari:

“Fallire un penalty fa parte del gioco. I miei ex compagni avevano studiato a fondo le mie abitudini dal dischetto, ma trarrò insegnamento da questa imprecisione per perfezionarmi ulteriormente.”

Uno sguardo al futuro: playoff per i gialloblù e corsa al vertice per la sua squadra

Prima di congedarsi, Adorante ha rivolto un pensiero affettuoso alla sua ex squadra, augurando alla Juve Stabia “le migliori fortune per gli imminenti spareggi promozione”.

Spostando poi il focus sul rush finale che attende il Venezia, ha tracciato chiaramente la rotta da seguire per blindare gli obiettivi stagionali, tenendo d’occhio la concorrenza:

“Il nostro segreto dovrà essere quello di preservare il nostro stile di gioco e l’alta intensità agonistica, limando quelle piccole sbavature emerse quest’oggi. L’approccio deve rimanere all’insegna del basso profilo. Alle nostre spalle premono tre compagini di altissimo livello che meritano il massimo rispetto. Nonostante ciò, il nostro sguardo deve restare fisso unicamente sulle nostre prestazioni, proseguendo lungo il cammino tracciato.”

Venezia – Juve Stabia, Stroppa: “Reazione da grande gruppo al pari subito, messa sui binari giusti”

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Archiviata la trentatreesima tornata della Serie BKT 2025-2026 con un solido trionfo casalingo per 3-1 a discapito della Juve Stabia, la guida tecnica del Venezia, Giovanni Stroppa, ha commentato l’andamento della gara davanti ai cronisti accorsi nell’area media dello stadio Pier Luigi Penzo.

Il condottiero arancioneroverde ha esordito focalizzandosi su un avvio di gara leggermente contratto: “Nella prima frazione del tempo iniziale, forse per via dell’aria particolare che si respirava sugli spalti, abbiamo faticato a esprimerci al meglio. Tuttavia, il giro palla funzionava e, col passare dei minuti, abbiamo ripreso il totale controllo del match. La rete incassata è derivata da un nostro attimo di esitazione, ma il gruppo ha saputo reagire con estrema prontezza, rimediando all’istante”.

Spostando l’attenzione sulla seconda parte di gara, l’allenatore ha elogiato l’assetto tattico e il tasso tecnico sfoderato dai suoi uomini, capaci di trovare una quadra definitiva. “Nella ripresa i ragazzi sono stati impeccabili, portando a compimento il nostro piano tattico senza alcuna sbavatura”.

Interrogato poi sulla possibile ansia da prestazione derivante dai trionfi delle dirette concorrenti alla promozione, l’ex centrocampista ha scacciato ogni dubbio, lodando invece le contromisure adottate per scardinare il muro difensivo eretto dalle Vespe: “Gli esiti degli altri campi non ci hanno minimamente condizionato. La formazione campana faceva grande densità dietro, sbarrando tutte le vie centrali, ma noi siamo stati scaltri a sfruttare le corsie laterali e i movimenti a fari spenti. Un grande plauso ad Hainaut per la dinamica del gol che ha aperto le danze”.

Nonostante i tre punti, il mister ha individuato anche alcuni aspetti da perfezionare, specialmente riguardo la gestione delle ripartenze avversarie: “Ho in mente un paio di circostanze in cui abbiamo concesso vere e proprie praterie alle progressioni di Okoro, cavandocela comunque senza grossi danni. Senza dubbio, nei duelli individuali aerei avremmo potuto e dovuto mostrare maggiore solidità”.

Con il traguardo stagionale che si fa sempre più vicino, la parola d’ordine imposta da Stroppa resta il sacrificio, invitando tutto l’ambiente a ignorare il lieve allungo conquistato sulla terza in graduatoria: “Ci attendono ancora cinque sfide decisive e il nostro atteggiamento non deve mutare di una virgola. Pur avendo guadagnato un piccolo margine su chi ci insegue, la nostra filosofia resta invariata: pedalare in silenzio e puntare al massimo bottino possibile. L’unico imperativo è portare a casa il maggior numero di successi per massimizzare il nostro punteggio finale”.

In chiusura, una breve digressione sull’abbondanza dell’organico, arrivato ormai a pieno regime, e su alcune scelte specifiche del reparto offensivo: “Nel comporre l’undici titolare oggi, avendo l’infermeria vuota, sono stato persino costretto a escludere alcuni elementi mandandoli a sedere in tribuna. Per quanto riguarda Adorante, l’ho rassicurato dicendogli di non avere ansie: sa posizionarsi egregiamente in campo e il resto della rosa è in grado di far brillare il suo enorme potenziale”.

Venezia – Juve Stabia 3-1. Carissoni: “Usciamo a testa alta, consapevoli di potercela giocare con chiunque”

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Il rettangolo verde dello stadio “Pier Luigi Penzo” ha emesso il suo verdetto: la 33ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026 si chiude con una vittoria per 3-1 dei padroni di casa del Venezia ai danni della Juve Stabia. Un passivo che, tuttavia, non racconta fino in fondo l’intensità e il coraggio messi in campo dalle Vespe, capaci di spaventare i lagunari e di lottare a viso aperto.

Il volto della grinta gialloblù porta la firma di Lorenzo Carissoni, autore della rete del momentaneo 1-1 che aveva riequilibrato le sorti del match e illuso i sostenitori di fede gialloblù. Nel post-partita, il giocatore si è presentato in sala stampa per analizzare il match, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti.

Nelle sue parole c’è inevitabilmente il rammarico per l’episodio che ha segnato uno snodo cruciale della gara, a cavallo dell’intervallo, ma anche tanta consapevolezza nei mezzi della squadra:

“Potevamo gestire meglio quella ripartenza – ha esordito Carissoni, tornando sull’azione finale della prima frazione di gioco – l’arbitro ha detto a Mosti che avrebbe fischiato la fine del primo tempo subito dopo il nostro calcio d’angolo. Peccato davvero, ma questo ci insegna che bisogna sempre stare attenti fino all’ultimo secondo e fermarsi solo quando il direttore di gara fischia”.

L’analisi di Carissoni si sposta poi sul momento delicato che sta attraversando l’infermeria gialloblù, elogiando però l’attaccamento alla maglia del gruppo:

“Siamo stati bravi a darci una mano l’un l’altro, nonostante i tanti problemi che stiamo avendo a causa della rosa corta in questo periodo. Speriamo davvero di rientrare tutti a disposizione il prima possibile per il rush finale”.

Nonostante il risultato avverso, dalla trasferta veneta la Juve Stabia porta con sé segnali estremamente incoraggianti dal punto di vista del gioco e dell’atteggiamento. La corsa verso il traguardo dei play off è ancora lunga, e Carissoni fissa già l’obiettivo sui prossimi impegni:

“La Serie B è un campionato imprevedibile, lo sappiamo. Adesso ci aspettano due scontri diretti importantissimi in casa, saranno sicuramente partite aperte. Oggi abbiamo giocato contro una squadra forte, costruita per vertici alti, e abbiamo dimostrato che possiamo toglierci delle soddisfazioni. Torniamo a Castellammare di Stabia consapevoli che possiamo davvero giocarcela contro chiunque: creare 6 o 7 palle gol nitide contro il Venezia in trasferta non è da tutti!”

Una sconfitta che brucia nel punteggio, dunque, ma che non sembra aver scalfito l’animo delle Vespe. La Juve Stabia torna in Campania con zero punti in tasca ma con una rinnovata fiducia nei propri mezzi: le prossime due sfide casalinghe del “Menti” saranno il palcoscenico ideale per trasformare questa buona prestazione in punti pesanti per la classifica.

Venezia – Juve Stabia, Abate: “Niente alibi. Orgoglioso dei ragazzi, affrontato l’avversario a viso aperto”

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Al termine della sfida del “Pier Luigi Penzo”, valida per la 33esima giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026 e conclusasi con la vittoria del Venezia per 3-1, il tecnico della Juve Stabia, Ignazio Abate, si è presentato in sala stampa. Nonostante il risultato sfavorevole, l’allenatore delle Vespe ha analizzato la gara con lucidità, elogiando l’atteggiamento dei suoi giocatori di fronte a un avversario di altissimo livello.

L’analisi del match: coraggio e rammarico per gli episodi

“Sono contento della prestazione,” ha esordito mister Abate davanti ai giornalisti presenti. “Abbiamo fatto una buona partita contro una squadra indubbiamente forte. Il Venezia è una formazione che non ti fa giocare, vantano numeri impressionanti per quanto riguarda il possesso palla. Tuttavia, noi abbiamo affrontato l’avversario a viso aperto e con grande coraggio.”

Il tecnico gialloblù non nasconde però un pizzico di amarezza per come sono maturate le reti avversarie: “C’è grande rammarico per aver preso gol ingenuamente a tempo ormai scaduto nel primo tempo. Dispiace anche per l’altra rete subita su palla inattiva, sono dettagli che a questo livello fanno la differenza.”

Emergenza continua, ma zero alibi

Nonostante la sconfitta, lo sguardo di Abate è rivolto in avanti, con grande fiducia nel gruppo: “Oggi porto a casa segnali molto positivi. Vedo negli occhi dei ragazzi la voglia di raggiungere il nuovo obiettivo che ci siamo prefissati.”

La stagione della Juve Stabia continua a essere condizionata dalle assenze, un fattore che il mister sottolinea senza però cercare giustificazioni: “È un peccato non essere mai al completo, i giocatori purtroppo non riescono a mantenere continuità a causa di questi stop. Chi ha giocato oggi, però, ha dato una grandissima disponibilità ad adattarsi in campo. L’atteggiamento è quello giusto: non ci piangiamo addosso e non cerchiamo alibi.”

L’elogio a Okoro: “Lavora con umiltà, deve continuare a crescere”

In chiusura di conferenza, Abate ha voluto dedicare parole di grande stima e incoraggiamento per Okoro, autore di una prova generosa: “È un ragazzo dotato di un grande strapotere fisico. Probabilmente non ha ancora l’esatta conoscenza delle sue enormi potenzialità. Lavora ogni giorno con grande umiltà e oggi meritava il gol. Il suo percorso è tracciato: deve continuare a lavorare a testa bassa e a crescere.”

Venezia – Juve Stabia: 3-1 (39 Giorgini (aut.), 45 Carissoni, 48 Adorante, 74′ Adorante)

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Buon pomeriggio, amiche e amici appassionati di grande calcio, e benvenuti alla diretta testuale di Venezia – Juve Stabia.

Siamo in collegamento dalla suggestiva e inimitabile cornice dello Stadio Pier Luigi Penzo, pronti a raccontarvi le emozioni di una sfida che promette spettacolo e intensità. Il campionato di Serie BKT 2025-2026 entra nella sua fase più calda e decisiva: oggi va in scena la 33ª giornata, un vero e proprio crocevia in questo incandescente finale di stagione.

Da una parte i padroni di casa del Venezia, pronti a sfruttare la spinta del proprio pubblico per conquistare punti pesantissimi in Laguna; dall’altra la Juve Stabia, determinata a fare risultato e a vendere cara la pelle su uno dei campi più affascinanti e difficili del torneo. La posta in palio è altissima e ogni pallone giocato oggi potrebbe rivelarsi determinante per gli obiettivi di classifica di entrambe le formazioni: il Venezia per continuare la corsa verso la promozione diretta mentre la Juve Stabia dopo la conquista (anche se non matematica) della permanenza in categoria alza l’asticella e mira ai play off.

Il fischio d’inizio è fissato per le ore 15:00.

Restate con noi! Vi racconteremo minuto per minuto tutte le azioni salienti, i gol e le emozioni di questo imperdibile match. Mettetevi comodi, Venezia – Juve Stabia sta per cominciare!

IL TABELLINO

VENEZIA (3-5-2): Stankovic; Sverko, Svoboda, Schingtienne; Hainaut, Doumbia (76′ Dagasso), Busio, Perez (87′ Bohinen), Sagrado (87′ Bjarkason); Yeboah (91′ Compagnon), Adorante (76′ Casas)

A disposizione: Plizzari, Korac, Franjc, Haps, Venturi, Lella, Lauberbach

Allenatore: sig. Giovanni Stroppa

JUVE STABIA (3-5-2): Confente; Diakitè, Giorgini (57′ Varnier), Bellich (85′ Dalle Mura); Carissoni, Ricciardi (85′ Mannini), Correia, Mosti, Cacciamani (70′ Dos Santos); Burnete, Okoro (70′ Gabrielloni)

A disposizione: Signorini, Vetrò, Battistella, Ciammaglichella, Kassama, Torrasi.

Allenatore: sig. Ignazio Abate.

Direttore di gara: Sig. Mario Perri della sezione AIA di Roma 1

1° Sig. Alex CAVALLINA della sezione AIA di Parma

2° Sig. Mattia REGATTIERI della sezione AIA di Finale Emilia

IV° uomo Sig. Alberto POLI della sezione AIA di Verona

VAR Sig. Matteo GARIGLIO della sezione AIA di Pinerolo

AVAR Sig. Giacomo CAMPLONE della sezione AIA di Lanciano

Marcatori: 39′ Giorgini (aut.), 45′ Carissoni, 45+3′ Adorante, 74′ Adorante

Angoli: 5 – 4

Ammoniti: 36′ Giorgini, 45+3′ Bellich 70′ Busio 71′ Svoboda 78′ Sagrado

Espulsi: –

Recupero: 1 min p.t. – 4 min s.t.

Note: Terreno in erba naturale. Settore ospite chiuso ed divieto vendita biglietti ai residenti in provincia di Napoli (disposizioni del Ministero dell’Interno). Circa 100 i tifosi della Juve Stabia provenienti dal resto d’Italia che sono riusciti ad acquistare biglietti in tribuna.

PRIMO TEMPO

1′ Juve Stabia pericolosa: Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Burnete, Bellich colpisce di testa con la palla che termina di poco alta sulla traversa

9′ Azione pericolosa del Venezia con triangolazione stretta tra Doumbia e Buso con la palla che arriva ad Adorante al centro dell’area che ciabatta la conclusione da ottima posizione

11′ Risponde la Juve Stabia con Burnete che amministra un ottimo pallone e serve nel corridoio Okoro che altrettanto bene mette palla a terra e si invola verso la porta trovando però Stankovic ad una parata strepitosa salva risultato

14′ Sagrado si libera di Ricciardi e converge al centro dell’area, calcio sul secondo palo troppo largo e la palla termina sul fondo tra la disperazione del pubblico di casa

17′ Juve Stabia pericolosa: Su una rimessa laterale battuta da Ricciardi, Burnete fa velo per Okoro che ancora una volta se ne va in contropiede ma nel momento migliori si perde in una giocata di fino di troppo e perde il momento buono per calciare con la sua conclusione che finisce docile tra le mani di Stankovic

21′ Contropiede del Venezia con Sagrado che se ne va sulla fascia e mette in mezzo per Adorante che calcia di prima intenzione ma trova Bellich che in scivolata gli nega la gioia del gol.

22′ Punizione di Busio con la palla che arriva a Schingtienne che di testa non inquadra la porta di un soffio

36′ Ammonito Giorgini per fallo su Adorante quasi a centrocampo

39′ Venezia in vantaggio: Hainaut si libera di Cacciamani e se ne va sulla fascia mettendo in mezzo per Adorante, ma arriva prima Giorgini che in scivolata nel tentativo di liberare l’area la mette alle spalle di Confente

43′ Risponde la Juve Stabia con Okoro che fa tutto da solo, entra in area sulla sinistra ma viene disturbato da Sverko e il suo tiro finisce debole tra le braccia di Stankovic

45′ Pareggio della Juve Stabia: Adorante e Busio si contrastano e perdono palla, Burnete prende palla e se ne va sulla fascia la mette in mezzo, velo di Carissoni per Okoro tiro di quest’ultimo respinta del portiere ma sulla palla si avventa Carissoni che ribadisce in rete.

Il direttore di gara assegna 1 minuto di recupero.

48′ Venezia ancora avanti: Lancio lungo di Stankovic per Hainaut che appoggio ad Adorante che a sua volta serve Yeboah che da posizione defilata calcia a rete trovando la respinta di Confente su cui però arriva l’ex Adorante che ribadisce in rete.

Nell’occasione Bellich protesta con il direttore di gara per aver fatto continuare l’azione oltre il recupero e viene ammonito.

Il primo tempo finisce con i lagunari in vantaggio ma con una Juve Stabia che ha dimostrato ancora una volta tutta la propria forza ma anche tutta la propria ingenuità. Sfiorare il vantaggio due volte sprecando due ottime occasioni, passare in svantaggio con un autorete di Giorgini, riuscire a pareggiarla e andare di nuovo sotto su un contropiede da calcio d’angolo a favore la dice tutta sul primo tempo ma sono situazioni che non puoi regalare agli avversari.

SECONDO TEMPO

48′ Venezia pericoloso: Yeboah riceve palla al centro e serve sulla destra Adoranta che da posizione defilata calcia trovando Confente pronto alla deviazione in angolo.

50′ Ancora Venezia: Sagrado entra in area e calcia a rete dalla sinistra trovando la respinta di Confente.

51′ Rigore per il Venezia: Correia nel tentativo di recuperare atterra Sagrado e il direttore di gara concede la massima punizione.

52′ Sul dischetto si presenta Adorante che si lascia ipnotizzare da Confente e si resta sul 2-1

57′ La Juve Stabia sostituisce Giorgini con Varnier

60′ Sverko calcia da fuori area, Confente alza sopra la traversa e manda in angolo

70′ Ammonito Busio per fallo su Okoro. La Juve Stabia sostituisce Cacciamani con Dos Santos e Okoro con Gabrielloni

71′ Ammonito Svoboda per fallo su Burnete

74′ Terza rete del Venezia: Punizione calciata da Busio, indecisione di Confente che prima esce e poi rientra in porta permettendo ad Adorante di testa di realizzare la seconda rete contro la sua ex squadra.

76′ Il Venezia sostituisce Doumbia con Dagasso e Adorante con Casas

78′ Ammonito Sagrado

85′ La Juve Stabia sostituisce Bellich con Dalle Mura e Ricciardi con Mannini

87′ Il Venezia sostituisce Sagrado con Bjarkason e Perez con Bohinen

90′ Cross insidioso dalla destra di Dos Santos che trova Stankovic alla deviazione in angolo.

Il direttore di gara concede 4 minuti di recupero.

91′ Il Venezia sostituisce Yeboah con Compagnon

Finisce con la vittoria del Venezia che mantiene la testa della classifica in solitaria. Alla Juve Stabia resta una buona prestazione condita però dalle solite ingenuità difensive e da un attacco in cui ci manca il bomber dal peso specifico importante. Non era dalla laguna che le Vespe dovevano trovare i punti play off. Ora testa al doppio confronto in casa dove sarà importante non commettere gli errori di oggi per non far svanire il soglio chiamato play off.

Dalla teoria alla pratica clinica: il ruolo della letteratura scientifica e della formazione di aggiornamento

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Il progresso della medicina e delle scienze infermieristiche procede a un ritmo tale che il divario tra la scoperta scientifica e la sua applicazione al letto del paziente rischia costantemente di ampliarsi. Quello che in letteratura viene definito “from bench to bedside” (dal laboratorio al letto del malato) non è un passaggio automatico, ma un processo complesso che richiede mediatori efficaci, tempo per la riflessione e, soprattutto, strumenti formativi capaci di sintetizzare la mole impressionante di nuovi dati prodotti ogni anno. Per il professionista sanitario moderno, la sfida non è più soltanto reperire l’informazione, ma saperla selezionare, validare e integrare all’interno di protocolli operativi che migliorino realmente l’outcome clinico.

L’Evidence-Based Medicine (EBM) e l’Evidence-Based Nursing (EBN) hanno stabilito che ogni decisione assistenziale dovrebbe essere basata sulle migliori prove di efficacia disponibili. Tuttavia, la realtà quotidiana di medici, infermieri e professionisti della riabilitazione è spesso caratterizzata da turnazioni serrate e da un carico burocratico che lascia poco spazio allo studio sistematico delle riviste internazionali. In questo scenario, la formazione continua (ECM) cessa di essere un mero adempimento normativo per trasformarsi nel principale ponte tra la teoria accademica e la sicurezza delle cure. L’aggiornamento professionale diventa quindi il filtro necessario per tradurre le linee guida internazionali in azioni concrete.

L’integrazione di nuove evidenze richiede però un metodo didattico che non sia solo passivo. Non basta leggere un abstract per modificare una pratica consolidata negli anni; occorre comprendere il razionale scientifico che sottende ogni cambiamento. In questo senso, la formazione a distanza (FAD) si è evoluta verso formati che privilegiano l’approfondimento testuale e la rielaborazione critica. Chi opera quotidianamente in reparti critici o in ambulatori territoriali trova un supporto indispensabile in percorsi didattici come questi corsi Fad Ecm proposti da EbookECM che analizzano e riassumono le ultime pubblicazioni di settore; la validità di questi corsi risiede proprio nella capacità di trasformare la densità della letteratura scientifica in indicazioni operative chiare, permettendo al professionista di maturare i crediti obbligatori mentre affina le proprie competenze tecniche attraverso la lettura di testi curati da esperti. Una volta risolto il problema della traduzione pratica dei concetti, l’attenzione si sposta sulla sostenibilità di tale aggiornamento.

Uno degli strumenti più efficaci in questa direzione è rappresentato dall’ebook ECM. La lettura professionale digitale permette una flessibilità che la formazione residenziale non può garantire. Un ebook basato su prove di efficacia può essere consultato durante le pause, nei momenti di aggiornamento dedicati o anche durante l’attività clinica come manuale di riferimento rapido. Questo modello di “formazione on-demand” rispetta i tempi del professionista e favorisce un apprendimento più duraturo, poiché legato alla curiosità intellettuale e alla necessità immediata di risolvere un dubbio diagnostico o assistenziale.

Il ruolo della letteratura scientifica nella formazione è duplice: da un lato garantisce l’eccellenza delle cure, dall’altro tutela il professionista sotto il profilo medico-legale. Operare secondo le ultime evidenze significa infatti aderire alle migliori pratiche riconosciute dalla comunità scientifica, un elemento cardine della responsabilità professionale. Le piattaforme di aggiornamento che utilizzano come base didattica monografie scientifiche e testi d’autore offrono una garanzia di rigore che spesso i brevi tutorial video non riescono a trasmettere, poiché permettono di sviscerare la metodologia della ricerca e i limiti delle diverse evidenze.

Inoltre, l’aggiornamento costante ha un impatto diretto sulla motivazione e sulla prevenzione del burnout. Sentirsi competenti e allineati con le frontiere della propria disciplina aumenta la soddisfazione lavorativa e riduce il senso di inadeguatezza che può derivare dall’affrontare patologie sempre più complesse con strumenti culturali datati. La formazione di qualità agisce come un potenziatore dell’identità professionale, ricordando a ogni operatore della salute che la propria attività è una sintesi perfetta tra l’umanità del prendersi cura e il rigore della scienza.

Sotto il profilo sistemico, il Programma Nazionale ECM sta spingendo sempre più verso una personalizzazione del dossier formativo. Questo significa che ogni medico o infermiere è chiamato a costruire un percorso che sia realmente pertinente alla propria specializzazione. La disponibilità di cataloghi vasti e multidisciplinari permette di non “sprecare” il tempo della formazione in argomenti generici, ma di puntare dritto alle competenze che servono in corsia. Che si tratti di nuove tecniche di ventilazione, di gestione avanzata delle ferite o di aggiornamenti in neuroscienze, la formazione FAD asincrona rappresenta oggi la modalità più democratica ed efficiente per garantire un livello di cure uniforme su tutto il territorio nazionale.

In conclusione, il passaggio dalla teoria alla pratica clinica è un viaggio che ogni professionista della salute compie quotidianamente. Questo cammino è reso più sicuro e agevole dalla disponibilità di letteratura scientifica accessibile e da sistemi di formazione che sanno valorizzare il tempo del discente. Investire in un aggiornamento basato sulla qualità dei contenuti non è solo un obbligo deontologico, ma una scelta strategica per chiunque intenda vivere la propria professione con consapevolezza, competenza e uno sguardo sempre rivolto all’eccellenza del servizio offerto al paziente. La scienza non si ferma, e la formazione è l’unico strumento che abbiamo per correre al suo fianco.