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Juve Stabia, cambio societario: Diamo fiducia a chi sta costruendo il futuro. Le Vespe non muoiono mai

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Se il calcio fosse soltanto una questione di logica, equilibrio societario e programmazione lineare, la Juve Stabia questa stagione sarebbe dovuta affondare. E invece le Vespe hanno fatto esattamente il contrario: hanno trasformato il caos in forza, le difficoltà in motivazione, l’incertezza in orgoglio. Quella appena conclusa non è stata semplicemente una buona annata sportiva, ma un autentico capolavoro costruito contro tutto e tutti.

Per capire la portata dell’impresa basta ripercorrere ciò che è accaduto lontano dal rettangolo verde. Dodici mesi vissuti sulle montagne russe, con una situazione societaria complicatissima sin dall’inizio. L’insediamento degli amministratori giudiziari aveva inevitabilmente acceso dubbi e preoccupazioni, mentre l’addio del presidente Andrea Langella rappresentava la fine di un’epoca per il popolo gialloblù.

Poi il vuoto. Il disinteresse totale di Solmate, la sensazione di una nave lasciata sola in mezzo alla tempesta, il controverso “caso Agnello” che ha trascinato la Juve Stabia in settimane di tensioni e cronache extracalcistiche. E ancora le dimissioni dell’amministratore unico Filippo Polcino, arrivate nel momento più delicato, seguite dalla fugace apparizione di Fabio Scacciavillani come presidente del CdA, una parentesi rapidissima in un quadro già estremamente fragile.

In qualunque altra città un terremoto simile avrebbe probabilmente prodotto una retrocessione, uno spogliatoio spaccato o addirittura il fallimento sportivo. A Castellammare di Stabia è successo l’opposto. Squadra, staff tecnico e ambiente sano hanno saputo isolarsi da tutto il rumore esterno. Hanno scelto di parlare soltanto attraverso il lavoro, il sacrificio e le prestazioni.

E così, settimana dopo settimana, è nata una squadra che non muore mai. Una squadra capace di reagire nei momenti difficili, di soffrire insieme e di regalare ai tifosi emozioni che resteranno nella memoria collettiva. I risultati ottenuti assumono un valore ancora più enorme se rapportati al contesto in cui sono maturati. Questa Juve Stabia non ha soltanto giocato bene: ha resistito. E resistere, spesso, è la vittoria più grande.

È inevitabile che oggi esistano domande sul futuro. Sarebbe strano il contrario. I tifosi vogliono capire quale sarà il destino del club e attendono con ansia le risposte che dovrebbero arrivare nei primi giorni di giugno. L’ansia è comprensibile, il pessimismo molto meno.

Perché in questi mesi una cosa è stata dimostrata chiaramente: quando tanti erano convinti che il tribunale non sarebbe mai riuscito a sottrarre le quote societarie dalle mani di Agnello, invece il risultato è arrivato. Questo significa che le istituzioni, gli amministratori e chi sta lavorando dietro le quinte meritano almeno fiducia e credibilità prima di essere giudicati.

Castellammare deve ripartire proprio da qui: dalla fiducia. Non cieca, ma ragionata. Non ingenua, ma consapevole. Perché questa piazza ha già dimostrato di sapersi rialzare dalle difficoltà. Lo racconta anche il motto storico della città: “Post fata resurgo”. Dopo la morte mi rialzo. È molto più di una frase latina: è l’anima stessa della Juve Stabia e del suo popolo.

Oggi il silenzio che avvolge il futuro societario può fare paura, ma non deve cancellare ciò che questa squadra ha insegnato sul campo. I ragazzi hanno dimostrato che la Juve Stabia non muore mai. Ed è proprio a quello spirito che bisogna aggrapparsi adesso.

Perché se le Vespe sono state capaci di sfiorare l’impresa in mezzo alla tempesta, immaginate cosa potrebbero fare con il mare finalmente calmo.

Teatro e identità a rischio, ma Ciro Massa non si arrende: “Castellammare deve continuare a sognare”

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In una città che troppo spesso combatte contro l’indifferenza e la lenta scomparsa dei propri spazi culturali, esistono persone che continuano a resistere con passione, sacrificio e amore autentico per il territorio. A Castellammare di Stabia uno di questi volti è senza dubbio quello di Ciro Massa, autentico anchor man stabiese, uomo di spettacolo e punto di riferimento per il mondo degli eventi cittadini.

Parlare di Ciro Massa significa raccontare una figura poliedrica che da anni rappresenta una presenza costante nella vita culturale, sociale e persino sportiva della città delle acque. Presentatore, direttore artistico, organizzatore, voce narrante di eventi pubblici e iniziative benefiche: non esiste palcoscenico sul quale non riesca a portare entusiasmo, professionalità e soprattutto umanità.

La sua forza più grande è forse proprio questa: essere diventato un collante naturale tra realtà diverse, un volto amico capace di dare voce e anima a qualsiasi manifestazione. Dai grandi eventi culturali alle iniziative dedicate ai giovani, passando per spettacoli teatrali, serate di intrattenimento e appuntamenti solidali, Ciro Massa ha sempre scelto di esserci. Non per semplice presenza scenica, ma per trasmettere un messaggio preciso: Castellammare non deve smettere di credere nella cultura e nella forza aggregativa dello spettacolo.

In un tempo in cui il teatro rischia sempre più di diventare un lusso o addirittura un ricordo, il suo impegno assume un valore ancora più profondo. Massa continua infatti a investire energie, tempo e persino risorse economiche personali pur di mantenere vivo l’interesse verso l’arte teatrale stabiese. Un sacrificio silenzioso ma enorme, spesso poco raccontato, che nasce dalla volontà di non far spegnere l’ultima luce rimasta accesa sul teatro nella città delle acque.

Dietro ogni cartellone organizzato, dietro ogni stagione teatrale costruita con fatica, si nasconde infatti la determinazione di chi non vuole assistere passivamente alla scomparsa dell’ultimo presidio culturale cittadino. Perché il teatro, per Ciro Massa, non è soltanto spettacolo: è identità, aggregazione, memoria collettiva e futuro per le nuove generazioni.

E forse è proprio questo che rende speciale il suo lavoro. Non si limita a presentare eventi o a coordinarne l’organizzazione: li vive, li difende e li trasforma in occasioni di crescita per l’intera comunità. La sua energia contagiosa riesce a coinvolgere il pubblico, a dare importanza ai messaggi sociali e benefici legati alle manifestazioni e a creare quel senso di appartenenza che troppo spesso sembra smarrito.

In una Castellammare che cerca continuamente esempi positivi a cui aggrapparsi, Ciro Massa rappresenta il simbolo di chi sceglie di costruire invece di lamentarsi, di investire nella cultura invece di arrendersi al declino. Un cittadino stabiese modello che, con sacrificio e passione autentica, continua a tenere aperto un sipario che rischierebbe altrimenti di chiudersi nel silenzio generale.

Juve Stabia, Abate ha conquistato Castellammare ed è diventato il desiderio di società di Serie B e Serie A

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Nel calcio, spesso, le eredità più pesanti sono quelle lasciate dalle vittorie. E a Castellammare di Stabia il nome di Guido Pagliuca resterà per sempre legato a una delle pagine più emozionanti della storia recente della Juve Stabia. Per questo motivo, quando la società affidò la panchina a Ignazio Abate, lo scetticismo iniziale era quasi inevitabile.

Sostituire un allenatore capace di riportare entusiasmo, identità e risultati sembrava una missione complicatissima per un tecnico giovane, ancora all’inizio del proprio percorso tra i professionisti. Eppure Abate, con la personalità di chi conosce il peso delle responsabilità e con idee moderne e coraggiose, ha ribaltato ogni dubbio nel giro di pochi mesi.

Il suo primo grande merito è stato quello di non voler cancellare il passato, ma di costruire sopra quanto di buono era stato fatto. Nessuna rivoluzione forzata, nessuna corsa a stravolgere gli equilibri: Abate ha scelto la strada più intelligente, quella dell’evoluzione. Ha dato una nuova identità tattica alla squadra, mantenendo però intatto lo spirito combattivo che aveva fatto innamorare la piazza.

La sua Juve Stabia è diventata, giornata dopo giornata, una delle realtà più belle e sorprendenti della stagione. Una squadra capace di giocare un calcio verticale, moderno e aggressivo, ma allo stesso tempo organizzato e maturo.

Al Romeo Menti i tifosi hanno imparato presto ad apprezzare il coraggio del giovane tecnico, innamorandosi di una squadra che non ha mai smesso di proporre gioco e personalità contro qualsiasi avversario.

Ma il capolavoro più importante di Abate probabilmente non si vede soltanto sul campo. L’ex terzino del Milan ha conquistato lo spogliatoio con equilibrio, credibilità e gestione umana. Ha recuperato calciatori che sembravano ai margini del progetto, su tutti Leone, ha valorizzato i giovani senza mettergli addosso pressioni eccessive, la prova è Cacciamani ma anche Okoro, e ha dato nuove motivazioni ai senatori del gruppo. In pochi mesi è diventato il vero punto di riferimento di una squadra che oggi riconosce totalmente la sua guida.

I risultati, naturalmente, hanno fatto il resto. Esattamente come accaduto nell’era Pagliuca, la Juve Stabia si è ritrovata protagonista del campionato, andando oltre le aspettative iniziali e smentendo tutti coloro che immaginavano una stagione di semplice transizione. Oggi guardare al cammino percorso in stagione è alimentare un orgoglio autentico che ha coinvolto tutta Castellammare.

Ed è proprio questo straordinario lavoro ad aver attirato l’attenzione di molti club. Attorno al nome di Ignazio Abate iniziano infatti a rincorrersi numerose voci di mercato: diverse società di Serie B avrebbero già manifestato interesse per il tecnico gialloblù e anche qualche club di Serie A starebbe osservando con attenzione il suo percorso profilo per la prossima stagione.

Per il momento, però, il futuro resta tutto da scrivere. Le indiscrezioni si intrecciano inevitabilmente con la situazione societaria della Juve Stabia e soltanto lo sblocco definitivo delle vicende legate all’assetto del club potrà fare chiarezza sul destino dell’allenatore. Prima di parlare di programmi, conferme o possibili addii, servirà riportare stabilità e ordine attorno alla società.

Una cosa, però, appare ormai evidente: Ignazio Abate non è più soltanto una scommessa vinta. Castellammare ha trovato un allenatore capace di custodire un’eredità pesantissima senza restarne schiacciato, scrivendo con coraggio una nuova pagina di entusiasmo e ambizione. E oggi la tifoseria delle Vespe guarda al proprio giovane condottiero con orgoglio, ma anche con il timore che il suo straordinario lavoro possa presto attirarlo verso palcoscenici ancora più grandi.

“Da Napoli a New York”: la grande canzone classica incanta il Secret Garden di Castellammare

CASTELLAMMARE DI STABIA – Con lo spettacolo “Da Napoli a New York”, musica, storia e memoria nel cuore di Castellammare in un viaggio emozionante sull’asse melodico che unisce il Golfo di Napoli alla Grande Mela.

Al Secret Garden di Castellammare di Stabia, incantevole spazio verde nascosto nel centro cittadino e aperto agli amici da Patrizia Iozzino, tutto esaurito martedì sera, 26 maggio, per la replica di “Da Napoli a New York”, uno spettacolo di musiche e parole, che aveva già riscosso notevole successo la settimana scorsa.

Cosa c’è di più bello che ritrovarsi all’aperto per riscoprire la socialità in un giardino nascosto nel centro della città? Un luogo speciale, definito da Camilla Scala “un piccolo presidio di bellezza e di cultura”, che per una sera si trasforma nel palcoscenico di un evento straordinario.

Lo spettacolo “Da Napoli a New York” offre al pubblico un suggestivo viaggio sonoro, che fa rivivere la storia delle canzoni interpretate. Non si tratta di un semplice concerto, ma di un cammino emozionante lungo il filo della memoria, dove la musica si fonde con la narrazione.

A guidare il pubblico in questa traversata oceanica sono stati gli attori Camilla Scala e Michele Amalfi, che hanno introdotto i brani rievocando la storia delle canzoni e dei musicisti che le hanno rese immortali, il tutto condito dalla loro immancabile ironia, capace di strappare sorrisi anche nei momenti più intensi, trasformando l’ascolto in una vera esperienza culturale.

I due interpreti hanno ricordato aneddoti straordinari, come la melodia di ‘O Sole Mio ripresa da Elvis Presley per la sua It’s now or never (capace di vendere oltre 20 milioni di copie), o la commovente Lacreme ‘e cundannate, specchio del dolore per l’ingiusta condanna a morte degli immigrati italiani Sacco e Vanzetti.

Il cuore pulsante dello spettacolo è stato affidato alle voci straordinarie delle cantanti Anna Spagnuolo e Angela Amato.

Anna Spagnuolo, cantante e attrice di fama internazionale (ha collaborato con figure di spicco del teatro e della musica popolare napoletana, tra cui il maestro Roberto De Simone, i cantanti e attori Gianni Lamagna, Lello Giulivo e Patrizia Spinosi, e il drammaturgo Annibale Ruccello), ha regalato al pubblico un’interpretazione magistrale, affiancata dalla brava Angela Amato.

Ad accompagnarle, il talento e la maestria del poliedrico musicista Salvatore Torregrossa, che ha curato le atmosfere sonore, alternandosi tra il pianoforte e la fisarmonica.

Il repertorio ha visto un perfetto contrappunto tra classici napoletani, come Fenesta vascia, Passione, ‘A cartulina ‘e Napule, Uocchie c’arraggiunate, E chiove, e pilastri della musica americana, quali Summertime, That’s Life, I Left My Heart in San Francisco, The Way You Look Tonight, Strangers in the night e I Can’t Give You Anything But Love.

La perfetta alchimia tra musica, belle voci, narrazioni, ha entusiasmato il pubblico, che non ha solo ascoltato, ma ha viaggiato nello spazio e nel tempo, proiettandosi tra i vicoli di Napoli e i docks di New York.

Lo spettacolo “Da Napoli a New York” non è stato una semplice esecuzione di brani, ma un viaggio culturale.

Quando il talento e la sensibilità di artisti come Camilla Scala e Michele Amalfi legano le canzoni ad aneddoti, curiosità e contesti storici, succede qualcosa di magico: la canzone smette di essere solo “folclore” e torna a essere viva; il pubblico non è più un semplice spettatore, ma diventa partecipe di un racconto che unisce le due sponde dell’Oceano.

Se ad esibirsi poi ci sono artiste dello spessore di Anna Spagnuolo e Angela Amato, allora lo spettacolo compie un vero e proprio salto di qualità, trasformandosi in un evento imperdibile ed eccezionale.

Con la presenza del maestro Salvatore Torregrossa, l’architettura sonora di “Da Napoli a New York” raggiunge la perfezione. Definirlo un semplice accompagnatore sarebbe riduttivo, perché passa con elegante naturalezza dal pianoforte alla fisarmonica, cambiando l’atmosfera dello spettacolo in un istante.

La serata ha vissuto un momento di intensa commozione per la dedica speciale all’amico e musicista Elio Scarica, recentemente scomparso. Era stato proprio lui, anni fa, a immaginare e sognare questo progetto, senza purtroppo riuscire a portarlo in scena.

Questo tipo di eventi dimostra che l’arte non ha sempre bisogno di grandi palcoscenici istituzionali; spesso esprime il suo massimo potenziale nei luoghi più intimi, dove la distanza tra artista e pubblico si annulla nel nome della memoria collettiva.

Una serata magica che ha unito musica, poesia, storia e memoria, attivando la mente e la curiosità degli spettatori, e dimostrato come l’unione di grandi talenti legati al territorio possa accendere e far brillare la scena artistica cittadina.

Juve Stabia, Giuseppe Leone verso l’addio? La malinconia dei tifosi che lo vorrebbero ancora in gialloblù

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Nella straordinaria stagione della Juve Stabia, se il talento di Nicola Mosti ha illuminato gli ultimi trenta metri con giocate decisive, il vero cuore pulsante del centrocampo gialloblù è stato Giuseppe Leone: è lui che ha acceso l’intera squadra mettendo in campo intelligenza, geometrie e grande personalità.

Arrivato al suo terzo anno in maglia gialloblù, Leone ha vissuto la stagione della definitiva consacrazione, mostrando una crescita impressionante sotto ogni punto di vista. Non soltanto qualità tecniche raffinate e visione di gioco superiore, ma anche maturità, leadership e una continuità di rendimento che lo hanno trasformato nel vero metronomo della squadra stabiese.

Guardarlo giocare è stato, per molti tifosi, un autentico spettacolo. Con una naturale eleganza nei movimenti e una pulizia tecnica sempre più rara nel calcio moderno, Leone ha dettato i tempi della manovra con la serenità dei grandi registi. Anche nei momenti di maggiore pressione, il centrocampista ha saputo mantenere lucidità e ordine, diventando il punto di riferimento assoluto nello scacchiere tattico delle Vespe.

Ma ciò che ha colpito maggiormente nel corso di quest’annata è stata la sua evoluzione caratteriale. Se negli anni precedenti aveva già lasciato intravedere qualità importanti, stavolta Leone ha compiuto il salto definitivo: più presente nelle due fasi, più determinante nei momenti chiave e soprattutto capace di caricarsi la squadra sulle spalle con l’autorevolezza di un leader silenzioso.

Prestazioni di questo livello, inevitabilmente, attirano attenzioni importanti. E infatti il nome di Giuseppe Leone è finito sui taccuini di diversi club di categoria superiore, pronti a bussare alla porta della Juve Stabia nelle prossime settimane. Il mercato estivo incombe e trattenere un calciatore di tale valore sarà tutt’altro che semplice per la dirigenza stabiese.

A Castellammare cresce così il timore di dover salutare uno dei simboli tecnici più raffinati degli ultimi anni. Il rischio concreto è che quelle viste al Romeo Menti siano state le ultime lezioni di calcio del “professore” gialloblù, pronto ormai per palcoscenici ancora più prestigiosi.

Qualunque sarà il futuro, però, una certezza resta intatta: il triennio di Giuseppe Leone alla Juve Stabia rappresenta uno degli esempi più belli di crescita reciproca tra un calciatore e una piazza. Le Vespe gli hanno dato fiducia e continuità, lui ha restituito classe, sacrificio e appartenenza. Ora il mercato potrebbe dividere le strade, ma il ricordo delle sue geometrie e della sua eleganza resterà inciso nella memoria dei tifosi stabiesi.

Castellammare di Stabia, Omicidio Fontana: Svolta nelle indagini, il sindaco ringrazia Carabinieri e Dda

CASTELLAMMARE DI STABIA – Le indagini condotte dai Carabinieri e dalla Direzione Distrettuale Antimafia sull’omicidio Fontana riportano al centro dell’attenzione il tema della presenza e delle ramificazioni della criminalità organizzata tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Un lavoro investigativo che, secondo gli inquirenti, punta a ricostruire dinamiche, contatti e possibili collegamenti maturati nell’ambito della criminalità locale.

Sull’attività svolta dalle forze dell’ordine è intervenuto il sindaco di Luigi Vicinanza, che ha espresso parole di ringraziamento agli investigatori impegnati nell’inchiesta.

“Ringrazio Carabinieri e Direzione Distrettuale Antimafia per le indagini svolte per far luce sul delitto Fontana, che mette in risalto le ramificazioni della criminalità organizzata e della camorra tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Un’attività investigativa importante che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sul territorio e di rafforzare l’impegno comune per la legalità, a tutela della sicurezza dei cittadini e della parte sana della comunità”, ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto dell’omicidio e verificare eventuali responsabilità e collegamenti con ambienti della criminalità organizzata. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sui rapporti tra i diversi gruppi operanti nell’area stabiese e oplontina, in un contesto che continua a richiedere un forte presidio dello Stato e delle istituzioni.

L’operazione investigativa rappresenta, secondo l’amministrazione comunale, un segnale importante nella lotta alla camorra e nella difesa della legalità sul territorio, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e sostenere le realtà sane della comunità stabiese.

Castellammare di Stabia protegge le sue eccellenze agroalimentari: appello alle istituzioni europee

La Castellammare di Stabia torna in campo per difendere e valorizzare le eccellenze agroalimentari del territorio. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza ha ufficialmente avviato un’azione istituzionale a sostegno della proposta promossa da Coldiretti Napoli per la revisione delle norme europee sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.

Dopo la delibera di Giunta approvata lo scorso 14 maggio, il primo cittadino ha trasmesso una nota ufficiale al presidente nazionale di ANCI Gaetano Manfredi, al presidente di Anci Campania Francesco Morra, al presidente della Regione Campania Roberto Fico e all’assessore regionale all’Agricoltura Carmela Serluca, chiedendo un sostegno concreto alla battaglia per una maggiore trasparenza nell’etichettatura alimentare.

Al centro della questione vi è l’attuale normativa europea che consente di definire “italiano” un prodotto anche quando le materie prime arrivano interamente dall’estero, purché l’ultima trasformazione sostanziale venga effettuata in Italia. Una disciplina che, secondo Coldiretti e numerose amministrazioni locali, rischia di penalizzare le autentiche produzioni territoriali e di generare confusione nei consumatori.

Nella comunicazione inviata alle istituzioni competenti, il sindaco Vicinanza ha sottolineato la necessità di rafforzare la tutela delle produzioni nazionali e locali, garantendo al tempo stesso informazioni più chiare e trasparenti ai cittadini. Un impegno che si inserisce nel percorso già avviato dall’amministrazione comunale per promuovere le eccellenze stabiesi e campane attraverso iniziative dedicate al mondo agricolo e ai produttori del territorio.

Tra queste spicca il “Mercato Campagna Amica”, organizzato insieme a Coldiretti Napoli e ospitato nella Villa Comunale di Castellammare. Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 30 maggio nell’area dei Cento Passi, dalle ore 8.30 alle 14.00, con espositori e produttori locali pronti a valorizzare le eccellenze agroalimentari del comprensorio.

Intanto, dalle istituzioni nazionali è già arrivato un primo segnale positivo. In una nota ufficiale, Anci ha fatto sapere che, anche grazie alle sollecitazioni provenienti da amministrazioni locali come quella di Castellammare di Stabia, il sindaco di Pisa Michele Conti, delegato Anci ad Agricoltura, sovranità alimentare e promozione delle tipicità, ha già avviato un’interlocuzione a livello europeo per sostenere una revisione della disciplina vigente.

Il tema sarà inoltre inserito nel prossimo parere del Comitato dedicato all’Organizzazione comune dei mercati agricoli (OCM), segnale concreto di un dibattito che sta assumendo sempre maggiore rilevanza a livello nazionale ed europeo. Castellammare, ancora una volta, sceglie di stare dalla parte delle proprie eccellenze e della tutela autentica del Made in Italy.

Napoli choc al Cardarelli: paziente si lancia nel vuoto dal reparto grandi ustionati

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Tragedia questa mattina, poco prima delle 10, all’ospedale Cardarelli di Napoli. Una paziente ricoverata nel reparto di Terapia intensiva grandi ustionati (TIGU) è morta dopo essersi lanciata nel vuoto dal terzo piano del padiglione E. L’episodio si sarebbe verificato all’interno dell’area bagno. La paziente era in attesa di essere trasferita nella giornata odierna presso il reparto di Chirurgia plastica ricostruttiva.

L’azienda ospedaliera sottolinea come tutti i pazienti siano seguiti h24 dal personale sanitario, secondo i protocolli previsti per i reparti di terapia intensiva, e ricorda che nel 2025 sono state aggiornate le procedure anti-suicidio. Le condizioni dei pazienti ricoverati nella Tigu prevedono inoltre un monitoraggio costante, sia sanitario sia psicologico, proprio in ragione della particolare gravità dei traumi trattati. La Direzione strategica dell’ospedale Cardarelli ha espresso cordoglio e vicinanza ai familiari della paziente.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, la ricetta del successo delle ultime 3 stagioni porta la firma di Matteo Lovisa

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Nel calcio esistono dirigenti che acquistano calciatori e dirigenti che, invece, sanno cucinare il successo. A Castellammare di Stabia, da ormai tre stagioni, il nome dello chef più rinomato del panorama calcistico italiano è uno solo: Matteo Lovisa.

Arrivato all’ombra del Faito come il direttore sportivo più giovane d’Italia, Lovisa ha trasformato quella che per molti poteva sembrare soltanto una scommessa anagrafica in un’autentica arma di visione, intuizione e competenza. Oggi, dopo tre stagioni consecutive vissute ad altissimo livello alla guida dell’area sportiva della Juve Stabia, il verdetto è unanime: il suo lavoro è diventato un modello da studiare.

Nel calcio moderno, ripetersi è difficile. Farlo per tre anni consecutivi, migliorando costantemente risultati, patrimonio tecnico e credibilità del club, in una piazza passionale ed esigente come Castellammare, è qualcosa che appartiene soltanto ai fuoriclasse assoluti. Eppure Lovisa è riuscito a trovare la formula perfetta, servendo ai tifosi gialloblù piatti sempre più raffinati.

La sua grandezza sta soprattutto nella capacità di individuare ingredienti dove altri vedono semplici scommesse. Ha scoperto talenti, rigenerato calciatori, valorizzato giovani prospetti e costruito rose competitive senza mai perdere di vista la sostenibilità economica. Un equilibrio delicatissimo che, troppo spesso nel calcio italiano, viene sacrificato sull’altare dell’improvvisazione.

Lo “Chef” delle Vespe, invece, ha saputo creare un’identità precisa: una squadra giovane ma esperta, ambiziosa ma sostenibile, costruita con logica e visione. Ogni mercato è stato preparato come un grande menù d’autore, con innesti studiati nei dettagli e operazioni capaci di trasformarsi in autentici capolavori tecnici ed economici.

L’esempio più emblematico resta quello di Andrea Adorante, simbolo di una filosofia che punta sulla valorizzazione dei talenti e sulla capacità di trasformare intuizioni in patrimonio per il club. È la dimostrazione concreta che si può fare calcio di alto livello anche senza budget faraonici, purché dietro la scrivania siedano uomini competenti e lungimiranti.

A soli trent’anni, Matteo Lovisa non rappresenta più una promessa della dirigenza sportiva italiana. È diventato una certezza assoluta. Un punto di riferimento per la società, per lo spogliatoio e soprattutto per una tifoseria che in lui vede la garanzia di un futuro costruito con idee, competenza e ambizione.

La metaforica terza stella Michelin è ormai appuntata sul petto. E mentre il popolo stabiese si gode il banchetto preparato dal suo chef, cresce la consapevolezza che il meglio potrebbe ancora dover arrivare. Perché finché Lovisa resterà ai fornelli del mercato gialloblù, a Castellammare il piatto sarà sempre degno delle grandi occasioni.

Castellammare di Stabia, via libera al piano da 16 milioni: rigenerazione urbana e restauro di luoghi simbolo

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Un piano da circa 16,2 milioni di euro per trasformare il volto di Castellammare di Stabia attraverso interventi di rigenerazione urbana, recupero del patrimonio storico e valorizzazione degli spazi pubblici. Il Consiglio comunale ha approvato con ampia maggioranza il Documento di Orientamento Strategico (DOS) e la proposta di Programma di Rigenerazione Urbana Sostenibile (PRIUS), nell’ambito della programmazione europea FESR 2021-2027.

Il programma, illustrato in aula dal vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Di Capua, punta a ridisegnare la città attraverso quattro obiettivi strategici e 18 azioni operative. Gli interventi previsti riguardano il recupero del patrimonio storico-identitario e paesaggistico, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la ricucitura urbana e la creazione di nuovi spazi di aggregazione e fruizione collettiva.

Tra le opere principali figurano il restauro della storica Cassa Armonica, il recupero della serra e del Parco della Reggia di Quisisana, comprese le Fontane del Re e l’area picnic, oltre alla manutenzione delle fontane monumentali cittadine. Prevista anche una riorganizzazione della viabilità con la realizzazione delle rotatorie agli svincoli per Gragnano e Corso Italia, interventi che puntano ad alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla città.

Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità e alla fruizione del litorale. Il piano prevede infatti l’abbattimento delle barriere architettoniche sugli accessi al mare lungo corso Alcide De Gasperi e il miglioramento della segnaletica stradale cittadina.

Uno dei progetti simbolo del programma sarà il sistema delle “Piazze dell’Acqua”, che interesserà Piazza Cristoforo Colombo, Piazzetta Bracco, Piazzetta Scuola Denza, lo slargo di Traversa Fondo d’Orto, Piazzetta Via Venezia e Piazza Matteotti. Prevista inoltre la realizzazione di un giardino mediterraneo sulla spiaggia antistante la Villa Comunale, con un prolungamento dalla banchina di Zì Catiello fino a Rivo Cannetiello.

Il PRIUS comprende anche un piano per il rafforzamento della sicurezza urbana attraverso nuovi impianti di videosorveglianza nel centro abitato e lo sviluppo di un ecosistema smart orientato alla sostenibilità.

Gli interventi si aggiungono alle opere già avviate dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Tra queste figurano le imminenti inaugurazioni dei locali di Villa Gabola e dell’Ex Plan B, bene confiscato alla camorra, l’avvio dei lavori di ristrutturazione delle Antiche Terme, la ripresa degli interventi all’ex Casa del Fascio, l’apertura della scuola Fratte come asilo nido, l’ammodernamento dello stadio Romeo Menti, l’apertura del Centro Sportivo Siani e il completamento della Cittadella dello Sport Denza.

“Con l’approvazione del DOS e l’utilizzo dei fondi PRIUS puntiamo a cambiare il volto di Castellammare coniugando tradizione e innovazione”, ha dichiarato il sindaco Luigi Vicinanza.

Nel corso della stessa seduta, il Consiglio comunale ha approvato anche il Rendiconto di Gestione 2025, che evidenzia una crescita delle entrate derivanti dalla lotta all’evasione fiscale. Le entrate accertate per l’IMU passano infatti da 10,6 milioni di euro nel 2024 a oltre 10,8 milioni nel 2025, con un incremento di circa 220mila euro.

In aumento anche il gettito della TARI, che cresce dai 14,7 milioni di euro del 2024 ai quasi 16 milioni del 2025 grazie alle attività di recupero dell’evasione per omessa e infedele dichiarazione e al consolidamento delle entrate tributarie comunali.

Il Napoli mette le radici: riscatti, rinnovi e il talento di Khalaili per il nuovo corso azzurro

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Il Napoli non vuole perdere tempo. Archiviata la stagione, la società azzurra ha già imboccato con decisione la strada della programmazione, mettendo nero su bianco le fondamenta del prossimo campionato. La parola d’ordine è continuità: la dirigenza, guidata dal direttore sportivo Manna, ha deciso di ripartire dalle certezze, blindando i pilastri della rosa e iniziando a costruire il volto del Napoli che verrà.

L’asse dei riscatti: Hojlund e Alisson Santos

La prima mossa strategica è la definizione dei riscatti. Rasmus Hojlund è ufficialmente il nuovo volto dell’attacco azzurro: dopo la qualificazione in Champions League, il Napoli ha perfezionato l’acquisto a titolo definitivo dallo United, un’operazione da 50 milioni complessivi che conferma la volontà del club di investire su profili di caratura internazionale. Parallelamente, anche Alisson Santos sarà riscattato dallo Sporting Lisbona: per il talentuoso giocatore, il Napoli verserà i 16,5 milioni pattuiti, aggiungendoli ai 3,5 già corrisposti per il prestito. Due innesti di valore assoluto, già pronti e integrati nel sistema di gioco.

La linea verde dei rinnovi

Non solo acquisti, ma anche la conservazione dello “zoccolo duro”. La società ha lavorato intensamente per consolidare il gruppo: Amir Rrahmani ha già firmato il rinnovo, a breve toccherà a Scott McTominay, mentre sono in dirittura d’arrivo le trattative per Leonardo Spinazzola. Anche Stanislav Lobotka dovrebbe proseguire il suo cammino in maglia azzurra. È questa la spina dorsale a cui si affiderà il nuovo tecnico, un nucleo di esperienza e qualità su cui poggiare le ambizioni di vertice. A guidare il centrocampo, con il secondo anno di contratto, resta la classe cristallina di Kevin De Bruyne, atteso a una stagione di riscatto dopo le difficoltà fisiche dell’ultimo periodo.

Il mirino su Khalaili: freschezza per la fascia destra

Il primo vero colpo in entrata risponde al nome di Anan Khalaili. Il terzino destro israeliano dell’Union Saint-Gilloise è il profilo scelto per rinfrescare la corsia di destra. Con una valutazione che sfiora i 20 milioni di euro, Khalaili è pronto a diventare il trasferimento più costoso della storia per un giocatore nato in Israele. I numeri parlano chiaro: 6 gol (di cui 3 pesantissimi in Champions, uno dei quali rifilato all’Atalanta) e 6 assist in stagione. L’obiettivo è farlo crescere all’ombra di un totem come Giovanni Di Lorenzo, garantendo al contempo esperienza europea e spinta offensiva.

Difesa: si saluta Juan Jesus, avanza l’ipotesi Gila

Grandi manovre anche nel pacchetto arretrato. Il saluto commovente a Juan Jesus, ormai prossimo all’addio a parametro zero (con lo Sporting Lisbona in agguato), obbliga il Napoli a cercare un nuovo centrale. Il nome in cima alla lista è quello di Mario Gila, 25enne in uscita dalla Lazio. La valutazione di 25 milioni rispecchia la solidità del giocatore, che non rinnoverà con i biancocelesti. Parallelamente, il club valuterà attentamente il rientro di Rafa Marin dal prestito al Villarreal: la sua permanenza sarà una delle prime variabili tattiche che il nuovo allenatore dovrà sciogliere.

Il Napoli riparte dalle basi, con lo sguardo già rivolto verso un futuro che, tra certezze consolidate e innesti di talento, promette di mantenere gli azzurri al centro della scena.

Juve Stabia, il tabellone provvisorio di Coppa Italia 2026-2027: Possibile sfida alla Juventus dopo 14 anni

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C’è già chi sfoglia il tabellone della prossima Coppa Italia e si lascia trasportare da un sogno che, a Castellammare di Stabia, ha il sapore della storia. La stagione 2026-2027 deve ancora prendere il via, i playoff di Serie B e Serie C devono ancora decretare gli ultimi verdetti, ma gli accoppiamenti provvisori della competizione tricolore iniziano già a delineare scenari affascinanti per la Juve Stabia.

Per le Vespe il cammino partirebbe da una trasferta insidiosa sul campo del Frosinone. Una sfida difficile, contro un avversario esperto e abituato a palcoscenici importanti, ma anche una gara che potrebbe rappresentare il primo passo verso qualcosa di incredibile. Perché la vincente di quel confronto troverebbe poi il Sassuolo e, in caso di ulteriore impresa, agli ottavi si spalancherebbero le porte dell’Allianz Stadium contro la Juventus.

E qui il pensiero corre inevitabilmente indietro nel tempo. Sono passati quattordici anni da quel memorabile incrocio tra Juventus e Juve Stabia al Torneo di Viareggio, una sfida che ancora oggi molti tifosi gialloblù ricordano con orgoglio. Stavolta però sarebbe tutto diverso: niente settore giovanile, niente torneo giovanile internazionale, ma la prima squadra delle Vespe chiamata a sfidare una delle corazzate del calcio italiano nel tempio bianconero. Un appuntamento che farebbe battere il cuore a un’intera città.

E il tabellone provvisorio, quasi come in una favola calcistica, continua a regalare suggestioni. Superato l’eventuale ostacolo Juventus, ai quarti ci sarebbe la Roma, mentre una clamorosa semifinale potrebbe mettere di fronte la Juve Stabia al Napoli in un derby campano dal fascino assoluto.

Certo, al momento si parla soltanto di ipotesi e di un percorso ancora tutto da costruire sul campo. Prima ci saranno il campionato, il mercato, la preparazione estiva e soprattutto la necessità di confermare quanto di straordinario fatto vedere negli ultimi anni. Ma il bello del calcio è anche questo: permettere ai tifosi di guardare oltre l’orizzonte e immaginare notti indimenticabili.

E allora sì, si sogna. Si sogna una Juve Stabia capace di andare oltre ogni pronostico, di regalarsi serate storiche e di riportare il nome di Castellammare di Stabia nei grandi palcoscenici del calcio italiano. Perché dopo tutto quello che questa squadra ha dimostrato, continuare a sognare non è soltanto lecito: è quasi un dovere.

Juve Stabia, il futuro è giallo blù: Sei giovani Vespe convocate dal Club Italia Under 14

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La cantera della Juve Stabia continua a regalare soddisfazioni e a confermarsi una delle realtà emergenti del panorama giovanile campano. La società gialloblù ha infatti comunicato che ben sei calciatori della formazione Under 14 sono stati convocati dal Club Italia per la sessione di allenamento della selezione Under 14 Pro, in programma mercoledì 27 maggio 2026 presso il Centro Sportivo Alpha Center di Afragola.

Sotto l’osservazione del Coordinatore delle Nazionali Giovanili Maschili Maurizio Viscidi, prenderanno parte al raduno i giovani talenti classe 2012: il difensore centrale Lucio Renzi, i terzini Manuel Giliberti e Christian Scarpati, il centrocampista Antonio Basile e gli attaccanti Samuel Abimelech e Diego Esposito.

Una convocazione che rappresenta molto più di una semplice soddisfazione personale per i ragazzi coinvolti. È il riconoscimento concreto del lavoro quotidiano svolto dalla Academy stabiese, capace negli anni di costruire un percorso serio, organizzato e orientato alla crescita tecnica e umana dei propri giovani calciatori.

A sottolinearlo è stato il Responsabile del Settore Giovanile Saby Mainolfi, che ha voluto evidenziare l’importanza del progetto portato avanti dalla società:
“Ringrazio il nostro referente per l’attività di base e Academy, Nicola Gimmelli, sia per l’organizzazione sia per la serietà con le quali segue quotidianamente il progetto. È sempre un piacere ricevere convocazioni dei nostri atleti da parte di Club Italia: sono esperienze formative che restano nel percorso sportivo di ognuno di loro”.

Parole che testimoniano la volontà della Juve Stabia di investire con convinzione sui giovani, creando un ambiente capace di valorizzare i talenti del territorio e accompagnarli passo dopo passo nel loro percorso di crescita.

Grande entusiasmo anche nelle dichiarazioni di Nicola Gimmelli, presidente della Juve Stabia Academy, orgoglioso del lavoro svolto durante tutta la stagione:
“Entusiasti di ricevere questo attestato per il bene dei nostri ragazzi. La convocazione di sei ragazzi del nostro team è il risultato del buon lavoro svolto da tutti noi, dal direttore Saby Mainolfi al mister Alessandro Gaveglia e a tutto lo staff. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: lavorare su questi ragazzi da piccolini sia per la loro formazione personale che professionale. Solo così possiamo ambire a costruire i futuri campioni anche in casa nostra”.

Un segnale importante per tutto l’ambiente gialloblù, che guarda al futuro con entusiasmo e consapevolezza. Perché i risultati della prima squadra passano anche dalla crescita del vivaio, cuore pulsante di ogni società ambiziosa.

E la Juve Stabia, ancora una volta, dimostra di voler costruire il proprio domani partendo dai giovani.

Le nuove prerogative dell’intrattenimento digitale: dall’Intelligenza Artificiale alle tecnologie immersive

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L’esperienza ricreativa vira in maniera progressiva verso nuove modalità di fruizione e interazione grazie alle recenti innovazioni tecnologiche introdotte nel settore dell’intrattenimento digitale. Così vengono creati i presupposti per delle sessioni di gioco personalizzabili, dove le dinamiche possono cambiare in tempo reale a seconda delle scelte compiute o delle preferenze espresse.

L’analisi di queste variabili spetta a una complessa struttura informatica composta da software avanzati e algoritmi predittivi. Ecco le basi dei futuri cambiamenti, ma le prime avvisaglie di una vera e propria transizione sono emerse durante la fase di consolidamento della rivoluzione digitale. Ovvero, quando le piattaforme di gambling hanno rimodellato la propria offerta tramite la diversificazione delle opzioni disponibili e la configurazione delle dirette streaming dal vivo.

Dai primi siti alle moderne sale da gioco virtuali, questo processo di rinnovamento non si è mai arrestato. Anzi, i progressi continuano grazie all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie che rendono possibile la riproduzione virtuale di una sala da gioco reale.

L’intrattenimento digitale al giorno d’oggi: le nuove prerogative di un’offerta vasta, interattiva e accessibile

I nuovi siti, emersi dalla fase transitoria, hanno conquistato il pubblico grazie ad una formula innovativa composta da app per dispositivi mobili, grafiche con una definizione più elevata, ampi cataloghi di giochi e sistemi di pagamento basati sulle tecnologie blockchain. Le piattaforme di gioco odierne propongono una vasta scelta di opzioni disponibili, show in diretta streaming, palinsesti sportivi aggiornati in tempo reale e promozioni settimanali. Anche le procedure per i depositi e i prelievi sono cambiate grazie all’integrazione dei portafogli elettronici istantanei nei profili personali.

Ecco, dunque, le novità che hanno trasformato l’esperienza di gioco e alimentato la popolarità delle sale da gioco virtuali. Rispetto ai primi siti, l’interazione dinamica e personalizzata è diventata il modello di riferimento per l’intero settore. Soprattutto quando si prendono in considerazione pure i dati forniti agli utenti e le modalità di gioco che prevedono le modifiche live sugli eventi sportivi in corso. Così gli appassionati di oggi possono esaminare tutte le informazioni associate ad una determinata competizione agonistica e intervenire in tempo reale quando le previsioni vengono disattese.

Ecco come le piattaforme dinamiche modellano l’offerta sulla base delle preferenze individuali e con NetBet si possono impostare persino dei parametri di ricerca specifici per le diverse competizioni sportive incluse nel palinsesto. Questi dati vengono elaborati e confrontati con i risultati storici da strumenti in grado di analizzare complesse statistiche in pochi secondi grazie agli algoritmi sviluppati con l’Intelligenza Artificiale.

Da tali prerogative si possono azzardare le future innovazioni destinate a segnare un ulteriore salto di qualità, in attesa della definitiva affermazione della tecnologia immersiva.

Dai primi siti online all’era delle blockchain: una cronologia di riferimento sull’evoluzione dell’intrattenimento digitale

Le piattaforme di gambling compaiono nella seconda metà degli anni ‘90, quando la velocità di connessione non superava i 56 kb e in pochi comprendevano la reale portata dei cambiamenti innescati da internet.

Eppure, i primi siti tracciarono la strada per le successive versioni con poker room, jackpot progressivi, eventi sportivi in diretta e protocolli crittografici di sicurezza per i pagamenti online.

Le basi erano state gettate, ma molti paesi non possedevano ancora delle leggi adeguate o dei regolamenti specifici per il gambling online. La svolta è arrivata qualche anno più tardi con l’approvazione delle norme nazionali dedicate alla trasparenza del mercato legale controllato dallo stato.

Così il periodo pionieristico, contraddistinto da grafiche basilari e connessioni lente ha ceduto il passo ad una nuova ondata di piattaforme più coinvolgenti, dinamiche e immersive.

Formula Uno, GP Canada 2026: le pagelle di Carlo Ametrano

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Ancora Kimi Antonelli. In Canada arriva la quarta meraviglia del pilota della Mercedes che vince davanti a Lewis Hamilton e Max Verstappen. Ritiro, invece, per George Russell. Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno. Con lo scrittore è stato fatto il punto sul Gran Premio svolto ieri a Montreal.

Pubblichiamo l’estratto dell’intervista telefonica

Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.

“Antonelli si è preso il vizio di vincere, ci ha preso gusto. Quest’anno potrebbe arrivare il Mondiale”.

Primo posto per Kimi Antonelli su Mercedes: magnifico! Voto?

“Incredibile. Voto 10 e lode”.

Seconda piazza per Hamilton su Ferrari. Voto?

“Grande gara. Voto 10”.

Terzo posto Max Verstappen. Che ne pensi?

“Macchina di basso livello e lui va a podio. Voto 7”.

Quarta piazza per Leclerc, fuori dunque dal podio. Voto?

“Voto 5”.

Quinto invece Hadjar. Che ne pensi?

“Buon piazzamento. Voto 6”.

Sesta piazza per Colapinto. Come valuti la sua gara?

“Mi piace. Voto 7”.

Che mi dici della prova e della settima posizione di Lawson?

“Voto 6”.

Segue Gasly. Voto?

“Voto 6”.

Che voto dai al nono posto di Sainz?

“Voto 6”.

Cosa mi dici invece della decima piazza di Bearman?

“Voto 6, con prospettive Ferrari”.

Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo dando appuntamento con il pagellone con il GP di Monte-Carlo, in programma tra due settimane. Per salutarci ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?

“Siamo reduci da un Senna Day fantastico. Un evento unico che abbiamo svolto lo scorso 30 aprile presso le Cantine Zuffa e che ci ha regalato tantissime emozioni. Grazie a tutti coloro che sono venuti, che come sempre erano moltissimi. Ma non ci fermiamo qui: a giugno sarà tempo dell’Orgoglio Motoristico Romano, per cui ringrazio come sempre il presidente Stefano Pandolfi per l’invito e la straordinaria disponibilità che mi ha sempre dimostrato. In estate ci sarà poi il Minardi Day. Un grazie anche a Odeon Tv per avermi confermato anche quest’anno il giovedì come loro opinionista per la F1. Oden è una emittente storica e per me è un grande onore farne parte. Ringrazio Filippo Gherardi, Martina Renna, Federica Afflitto e Serana Salmi per l’occasione”.

Agerola Porto di Pace: All’IC “De Nicola” si accende la speranza tra cultura, arte e solidarietà per Gaza

Un’intera giornata vissuta con il cuore e con l’anima. Venerdì scorso, 22 maggio 2026, la comunità di Agerola si è stretta intorno ai giovani dell’I.C. “Di Giacomo-De Nicola”, protagonisti dell’iniziativa “Semi di Pace”: una mobilitazione collettiva per dire no a ogni conflitto e nutrire un futuro di accoglienza.

La Mattina: Pagine che Scuotono le Coscienze

L’intensa giornata ha preso il via nella mattinata di venerdì, unendo la riflessione profonda alla forza delle parole. Al centro dell’apertura, la presentazione del libro “Gaza spiegata a mio figlio” dello scrittore e giornalista Tonino Scala.

Gli studenti del De Nicola non si sono limitati a leggere le pagine del volume, ma lo hanno assimilato e restituito all’autore attraverso riflessioni di rara maturità e domande capaci di andare oltre la superficie delle cose. L’incontro è stato arricchito da citazioni, lettere, poesie e suggestioni visive dedicate alla martoriata terra di Gaza, accompagnate dalle note delicate e sensibili dei giovani chitarristi della scuola.

Presente all’evento anche l’assessore all’istruzione del Comune di Agerola, Regina Milo, che ha ricordato con parole semplici e profonde l’importanza per ciascuno di fare la propria parte nel progetto di ri-costruzione della pace. Un’opera, quella di Scala, che si configura come un vero e proprio schiaffo all’indifferenza e un lascito per le nuove generazioni.

Il Pomeriggio alla Colonia Montana: Protagonismo Giovanile e Territorio

Dalle 15:30, l’azione si è spostata nella splendida cornice del Parco dell’ex Colonia Montana, trasformandosi in un momento di grande condivisione e partecipazione attiva per le famiglie del territorio.

Il Consiglio Fuoriclasse e il Benessere Scolastico

I ragazzi del Consiglio Fuoriclasse dell’I.C. Di Giacomo-De Nicola hanno presentato alla comunità la seconda annualità di un progetto cruciale volto a favorire il benessere scolastico e a contrastare la dispersione. Insieme con la formatrice dott.ssa Valentina Colasanto e alla referente prof.ssa Lisa Erculanese, i consiglieri hanno raccontato l’energia e la maturità vissute durante l’esperienza dei “Tre Giorni dello Studente”.

Arte e Artigianato per la Comunità

Il pomeriggio ha visto anche la celebrazione della sinergia tra la scuola e il tessuto artigianale locale attraverso due momenti simbolo:

  • L’inaugurazione della “Panchina del Libro”: Realizzata grazie al prezioso contributo degli artigiani agerolesi Giuseppe De Rosa e Michele Ruocco, e rifinita con cura dalle classi di arte per il progetto della Biblioteca Scolastica.
  • La presentazione della Tela Collettiva: Un’opera splendida nata nel laboratorio Dimensione Arte, sotto la guida esperta della ceramista agerolese Giulia Lauritano e delle professoresse Carmen Langella, Stefania Cardella e Angela Avitabile.

All’evento hanno preso parte il sindaco Tommaso Naclerio, l’assessore Regina Milo, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e i rappresentanti dell’istituzione scolastica, a testimonianza di un legame solido e indissolubile tra i giovani e le istituzioni locali.

Il Tardo Pomeriggio all’Osservatorio: Musica, Testimonianze e Solidarietà

A partire dalle ore 18:00, le attività dedicate ai “Semi di Pace” (a sostegno della Flotilla e per la Palestina) si sono spostate all’interno della sala conference dell’Osservatorio Astronomico “Salvatore Di Giacomo”, che ha patrocinato e ospitato gli eventi della giornata.

Il programma si è sviluppato attraverso una fitta rete di linguaggi artistici e di impegno civile:

  • Musica e Teatro: Un emozionante Ensemble a cura degli studenti delle classi di strumento dell’I.C. “Di Giacomo-De Nicola”, seguito da una staffetta musicale con artisti locali e intense performance teatrali.
  • Letture e Introspezione: Un caloroso reading di letture dedicate alla pace interpretate da cittadini e associazioni, impreziosito dal mantra in sanscrito dedicato alla Pace intonato dalla maestra di Discipline Olistiche Lidia Acunto.
  • Voci dal Territorio: Gli interventi di Simone Sormani per l’ANPI Costa d’Amalfi e le voci di India Ruocco e Jasmine Sorrentino, studentesse del Liceo Grandi di Sorrento.

Il ponte con Gaza e la raccolta fondi

Uno dei momenti più toccanti della serata è stato il collegamento video con la fotoreporter Roberta Micagli, che attraverso la sua mostra fotografica digitale ha mostrato la vita quotidiana nei territori palestinesi.

Le studentesse del Liceo Grandi hanno gestito il collegamento e tradotto il reportage “Dear Palestine” in un’opera pittorica, donata dalla stessa Jasmine Sorrentino per la raccolta fondi solidale organizzata a favore dell’ospedale Al-Awda di Gaza.

Agerola, un “Porto” che Guarda al Futuro

Con questa giornata memorabile, Agerola si è riscoperta “porto”, approdo e partenza; un luogo simbolico di accoglienza che contribuisce a costruire una cultura della pace partendo dal basso. Un plauso speciale va ai docenti, alla dirigente scolastica Dott.ssa Maria Criscuolo, a EaSlab, agli artigiani e a tutta la comunità. Perché, come è stato ribadito più volte durante la giornata:

“Ogni bambino ha diritto alla pace. Ogni comunità ha il dovere di costruirla.”

The last dance: il Napoli si congeda con l’1-0 dall’Udinese. Cori e striscioni per la squadra e per Conte

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Antonio Conte saluta Napoli da vincitore, come uno degli allenatori più titolati e vincenti della storia del Napoli. Uno scudetto al primo anno, un secondo posto al secondo anno in cui ha vinto anche la Supercoppa Italiana. In cento anni di storia, la squadra del Napoli si classifica al secondo posto soltanto otto volte, nove con questo campionato. Le voci sul prossimo allenatore si susseguono e, anche se il pallone continua a rotolare sui campi di serie A, già si pensa alla prossima stagione, praticamente alle porte. Al Maradona, il pallone rotola perché c’è l’Udinese, che all’andata ha vinto 2-0. Prima che il tricolore vesta il nerazzurro, è l’ultima volta – in questa stagione – che lo Scudetto veste l’azzurro, e si gode il sole di Napoli.

I campioni d’Italia in carica si congedano da questa stagione con una vittoria in casa davanti ai propri spettatori. Basta il gol di Hojlund nel primo tempo per questi ultimi tre punti stagionali, che consolidano il secondo posto. Oggi, l’ultimo atto del lavoro di Antonio Conte, e probabilmente titoli di coda anche per altri campioni, come MeretAnguissa e Juan Jesus. Scende il sipario su una stagione complicata, con tanti rimpianti, tanti quanto gli infortunati. Gli applausi ed i cori finali sono tutti per Antonio Conte, che lascia Napoli dopo due stagioni.

Napoli-Udinese, la sintesi della partita

La squadra di Conte parte bene e spinge sull’acceleratore. Al settimo minuto c’è la prima sostituzione, forzata, per i padroni di casa: esce Alisson Santos ed entra De Bruyne fra gli applausi dei tifosi. Al quattordicesimo, tiro di Karlstrom dal limite dell’area: Meret in parata bassa, devia in corner. Al ventunesimo, occasione per il Napoli con Hojlund: imbeccato da Politano, l’attaccante si fa contrastare da un difensore friulano a pochi passi da Okoye. Risponde Ehizibue con una serpentina dalla destra, senza pensieri per Meret. Il gol del Napoli arriva sul ribaltamento di fronte: De Bruyne serve Hojlund che batte il portiere bianconero con un tiro preciso alla sua destra; Napoli 1 Udinese 0. Ancora il danese si rende pericoloso: gioca di sponda con McTominay che, di sinistro, spedisce alto da fuori area. Al trentatreesimo, contestazione all’arbitro per un presunto fallo su Hojlund da parte di Atta. Al trentaseiesimo, seconda sostituzione forzata fra le fila azzurre: Lobotka esce, ed al suo posto entra Gilmour.

La ripresa è ben gestita dal Napoli, in cui è in campo anche Juan Jesus che ha rilevato Olivera. Fra le due curve che cantano, il Napoli tranquillamente gestisce il possesso; l’Udinese, invece, commette molti falli e l’arbitro ammonisce prima Karlstrom per aver fatto fallo su Gilmour, e poi espelle Kabasele per condotta violenta su Hojlund: calcio gratuito a palla lontana alla metà campo; questo, accade al minuto 64. Un minuto dopo, De Bruyne serve Politano sul piede preferito, ma il numero 21 spedisce alto. Al 71°, errore a portiere battuto di McTominay: gran lavoro di Hojlund che si incunea in area dalla sinistra, serve centralmente lo scozzese, che spedisce alto. Negli ultimi dieci minuti, spazio a Contini Mazzocchi che entrano al posto di Meret (applaudito da tutto lo stadio), e Politano. Sostituzioni dal sapore di ultimi saluti.

Green Med Expo & Symposium 2026: a Napoli il confronto su sostenibilità, AI e comunicazione responsabile

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La sostenibilità oggi non può più limitarsi a slogan o dichiarazioni di principio. Per essere credibile deve poggiare su dati concreti, verificabili e trasparenti. È da questa esigenza che nasce il workshop “Dalla sostenibilità dichiarata all’impatto verificabile. Comunicare la transizione: dati, responsabilità e fiducia nell’era dell’AI”, in programma mercoledì 27 maggio, dalle ore 10.30 alle 12.30, presso la Sala Ulisse della Stazione Marittima di Napoli, all’interno del Green Med Expo & Symposium 2026.

L’appuntamento, organizzato nell’ambito della manifestazione promossa da Ricicla TV (Zucchetti Ambiente) ed Ecomondo – Italian Exhibition Group, è promosso da FERPI insieme all’Ordine dei Giornalisti della Campania e all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli.

L’obiettivo del workshop sarà quello di mettere a confronto professionisti, imprese, accademici e comunicatori sui grandi temi della rendicontazione ESG, della responsabilità nella comunicazione e dell’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sulla produzione e diffusione delle informazioni.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Matteo De Lise, presidente dell’ODCEC Napoli, Antonella La Porta, Monica D’Ambrosio, Ottavio Lucarelli, Vanni Fondi e Assia Viola, delegata FERPI Campania e componente del Comitato Scientifico Green Med.

“Le tematiche ESG non rappresentano più soltanto un adempimento normativo, ma un elemento strutturale della governance e della competitività delle organizzazioni”, ha sottolineato Matteo De Lise, evidenziando l’importanza di rafforzare il dialogo tra professioni, imprese e istituzioni per accompagnare concretamente i processi di transizione.

Un concetto condiviso anche dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che ha posto l’accento sul ruolo dell’informazione in questa fase storica: “La comunicazione della transizione ecologica richiede rigore e capacità di interpretare temi complessi senza semplificazioni. In una fase in cui l’intelligenza artificiale sta modificando profondamente la produzione dei contenuti, il ruolo del giornalismo professionale diventa ancora più centrale”.

Il workshop sarà articolato in due tavole rotonde. La prima sarà dedicata al tema della sostenibilità verificata, affrontando questioni legate alla misurazione dell’impatto, all’integrazione dei dati ESG e ai nuovi obblighi normativi. Interverranno Rachele Maiello di BDO Italia, Antonio Garofano di Officine Sostenibili, Raffaele Ianuario, Emmanuela Saggese e Renato Briganti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

La seconda tavola rotonda sarà invece focalizzata sulla comunicazione della transizione ecologica tra informazione, intelligenza artificiale e costruzione della credibilità. Previsti gli interventi di Maria Neve Iervolino, Mara De Donato di GORI S.p.A., Noemi Calvino dell’Università Suor Orsola Benincasa ed Elena Salzano.

A moderare il confronto sarà Assia Viola, che ha evidenziato il ruolo strategico della comunicazione professionale nel collegare competenze tecniche, stakeholder e interesse pubblico: “Le relazioni pubbliche oggi sono chiamate ad accompagnare le grandi trasformazioni ambientali, economiche e sociali”.

Per i partecipanti sono previsti crediti formativi dedicati agli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, all’ODCEC e a FERPI, previa iscrizione attraverso le rispettive piattaforme professionali.

Juve Stabia, lasciare le Vespe non conviene: la storia di 4 gialloblù che a Gennaio hanno cambiato casacca

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Nel calcio, il mercato di gennaio è spesso una terra di promesse e incognite. C’è chi parte per trovare più spazio, chi rincorre ambizioni economiche o tecniche differenti e chi, invece, viene coinvolto in scelte societarie difficili da evitare. Ogni trasferimento ha la sua storia, i suoi retroscena e le sue verità spesso custodite lontano dai riflettori.

Eppure, a distanza di pochi mesi, il campo ha emesso un verdetto crudele e identico per quattro calciatori che hanno salutato la Juve Stabia durante il mercato invernale: la retrocessione.

Mentre a Castellammare si continuava a costruire con equilibrio e identità un percorso tecnico chiaro e ambizioso, altrove le stagioni di alcuni ex gialloblù si sono trasformate in un autentico calvario sportivo. Una coincidenza che oggi fa inevitabilmente riflettere tifosi e addetti ai lavori.

Il flusso più intenso di operazioni ha riguardato la SSC Bari, piazza storica e passionale che a gennaio ha deciso di rivoluzionare parte dell’organico nel tentativo disperato di invertire una rotta già fortemente compromessa.

Tra i protagonisti di quel mercato c’è stato Kevin Piscopo. Ed è proprio il suo caso a meritare una precisazione importante. A differenza degli altri trasferimenti, infatti, quello dell’attaccante è stato di fatto l’unico concretizzato contro la reale volontà del calciatore. Piscopo avrebbe infatti continuato volentieri il proprio percorso in gialloblù, all’interno di un ambiente che lo aveva valorizzato e rimesso al centro del progetto tecnico. La cessione maturò soprattutto per esigenze e valutazioni societarie, più che per una scelta convinta del giocatore. Resta per lui una consolazione che l’operazione di cessione sia stata solo temporanea e il primo luglio il calciatore tornerà ad essere un calciatore gialloblù.

Arrivato a Bari in prestito, l’esterno offensivo ha provato con professionalità e spirito di sacrificio a dare vivacità a una squadra in evidente difficoltà. Ma né le sue qualità né il suo impegno sono riusciti a evitare il crollo finale dei biancorossi.

Destino simile anche per Giacomo Stabile e Giacomo De Pieri, due giovani di proprietà dell’Inter che avevano lasciato Castellammare inseguendo minuti, crescita e responsabilità. A Bari, però, si sono ritrovati immersi in un contesto complicato, fatto di pressioni enormi, cambi di guida tecnica e tensioni ambientali che hanno finito per schiacciare entusiasmo e serenità.

Discorso diverso, ma stesso epilogo, per Marco Ruggero. Il difensore centrale, protagonista di mesi importanti con la maglia delle Vespe, venne ceduto a titolo definitivo allo Spezia nelle ultime ore del mercato. Un’operazione che sembrava rappresentare un salto di qualità importante per il futuro del calciatore, ma che si è trasformata in una stagione amarissima culminata anch’essa con la retrocessione.

Il calcio, si sa, non offre mai certezze. E il senno di poi rende tutto più semplice da analizzare. Ma osservando oggi i verdetti finali della stagione, viene spontaneo interrogarsi su quanto sarebbe cambiato restando all’interno del progetto costruito dalla Juve Stabia, un ambiente che ha saputo dare stabilità, fiducia e identità anche nei momenti più delicati.

Il mercato di gennaio si conferma ancora una volta una scommessa rischiosa, dove spesso la teoria si scontra con la realtà del campo. Piscopo, Ruggero, Stabile e De Pieri hanno intrapreso strade differenti inseguendo nuove opportunità, ma si sono ritrovati accomunati da un finale doloroso.

A Castellammare, invece, resta una consapevolezza forte: chi abbraccia fino in fondo la causa gialloblù difficilmente si perde. E forse proprio il caso Piscopo, partito senza aver davvero voluto lasciare il Romeo Menti, rappresenta oggi il simbolo più evidente di quanto certi legami vadano oltre il semplice mercato.

Juve Stabia, il messaggio d’amore di Renato Cioffi: “Non solo vittorie. Stagione che resterà nella storia”

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Dopo la dolorosa eliminazione dai playoff, attorno alla Juve Stabia continua a respirarsi un sentimento che va ben oltre il semplice risultato sportivo. La delusione per il sogno Serie A sfumato all’U-Power Stadium convive infatti con l’orgoglio per una stagione straordinaria, capace di riaccendere entusiasmo, appartenenza e passione in tutta Castellammare di Stabia.

In queste ore, tra i tanti messaggi arrivati dal mondo del calcio e dai tifosi gialloblù, spicca quello di Mister Renato Cioffi, ex calciatore delle Vespe e oggi apprezzato allenatore, che ha voluto dedicare parole profonde e sincere alla squadra di Ignazio Abate.

Attraverso i propri canali social, Cioffi ha celebrato il percorso della Juve Stabia, sottolineando come il valore di una stagione non si misuri soltanto con i trofei conquistati, ma soprattutto con le emozioni lasciate nel cuore della gente. Un concetto che fotografa perfettamente quanto vissuto quest’anno dal popolo stabiese.

“Non si lasciano ricordi solo nel caso di vittorie, ma questa annata sono certo che resterà nella mente dei tifosi come una delle più belle”, ha scritto l’ex gialloblù, evidenziando la capacità della squadra di superare ostacoli e difficoltà in un campionato durissimo, sempre con coraggio e identità.

Parole che hanno immediatamente trovato il consenso dei tifosi stabiesi, già protagonisti nelle ultime ore di una vera e propria standing ovation virtuale nei confronti della squadra. Sui social, infatti, migliaia di messaggi hanno accompagnato il ritorno delle Vespe da Monza, trasformando la delusione in un enorme attestato d’amore verso un gruppo che ha saputo andare ben oltre ogni aspettativa estiva.

Nel pensiero di Renato Cioffi trova spazio anche un’investitura importante nei confronti di Ignazio Abate, autentico artefice del capolavoro sportivo gialloblù. Il tecnico stabiese è riuscito a costruire una squadra moderna, organizzata e spettacolare, proponendo uno dei migliori calci dell’intera Serie B. Per l’ex calciatore delle Vespe non ci sono dubbi: il lavoro svolto da Abate rappresenta una delle note più luminose dell’intera stagione cadetta.

Cioffi ha infatti elogiato apertamente il tecnico, arrivando a definire quello della Juve Stabia come “il calcio più interessante e bello della Serie B dopo il Venezia”. Una dichiarazione pesante, che certifica quanto il lavoro dell’allenatore gialloblù sia stato apprezzato anche dagli addetti ai lavori.

Il messaggio si conclude poi con una frase che suona quasi come una profezia per il futuro dell’allenatore stabiese: “Forza Ignazio, il futuro sarà tuo”. Un attestato di stima forte e diretto, che incorona Abate come uno dei tecnici emergenti più promettenti del panorama italiano.

Il post di Renato Cioffi, al di là delle singole parole, rappresenta il sentimento comune di un’intera città: la Juve Stabia non ha conquistato la Serie A, ma ha ritrovato orgoglio, identità e appartenenza. E forse, alla lunga, è proprio questo il successo più grande lasciato in eredità da questa splendida stagione.